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  • Seminario Teorico Esperienziale di Iniziazione al Mantra Madre
  • Selezione di volumi Aseq Editrice

    Alle Radici della Lingua e della Cultura Occidentale – Le Institutiones di Gaio

    Alle Radici della Lingua e della Cultura Occidentale – Le Institutiones di Gaio

    Con una traduzione dell’Enchiridion di Sesto Pomponio
    Autore/i: Gaio
    Editore: Jouvence
    introduzione, traduzione e note di Giulio M. Facchetti. pp. 488, Milano

    L’interesse eccezionale delle Institutiones di Gaio è giustificato da diverse ragioni; tra le principali si possono citare l’enigma concernente la figura dell’autore, la straordinaria preservazione del testo pressoché integrale dell’opera di un giurista dell’epoca classica (caso praticamente unico), le circostanze del ritrovamento del palinsesto. Tuttavia il punto centrale resta il fatto che le Institutiones gaiane ci trasmettono l’unica visione di insieme delle forme del diritto romano classico e repubblicano, delle genuine radici, cioè, del formante giuridico, che costituisce senza dubbio il contributo più significativo e rappresentativo della civiltà romana alla costituzione della cultura occidentale.

    Il Sugo della Vita

    Il Sugo della Vita

    Simbolismo e magia del sangue
    Autore/i: Camporesi Piero
    Editore: Il Saggiatore
    introduzione dell’autore, prefazione di Michel Pastoureau. pp. 178, Milano

    Santa Maria Maddalena de’ Pazzi è preda di visioni in cui implora Gesù crocifisso stillante sangue dalle piaghe di irrorarla con il sacro liquido, in un bagno di «concupiscenzia siziente e saziante» che le avrebbe fatto raggiungere la beatitudine. In Spagna cuochi e pasticcieri non di rado utilizzano le carni degli squartati e i frammenti dei suppliziati per preparare sanguinolenti vol-au-vent. All’assassino del principe d’Orange, atrocemente torturato per quattro giorni prima di spirare dal dolore, il carnefice pratica una laparatomia sulla pubblica piazza, incanalando in catartico teatro di massa l’antico, inestirpabile istinto di Caino.
    È nel sangue, sul filo rosso fra puro e impuro, che si rappresenta l’inesausto dramma tra sacro e profano, tra storia del divino e storia di quell’umano che dell’umanità vuol disfarsi. Nel Sugo della vita Piero Camporesi prende in carico la narrazione di questa storia: con maestria racconta la potente carica metaforica del sangue che, rosso e dolciastro, cola sull’immaginario prescientifico a coagulare simboli ora terrifici ora salvifici, connessi alla dissoluzione e alla morte o alla rigenerazione e alla vita. Così il sangue di Cristo acquista la preziosità taumaturgica di un magico unguento che annichilisce i miasmi della malignità: il più squisito distillato, uscito non dalla bottega di un qualsiasi speziale ma dalla grotta meravigliosa del costato del Protomedico che ha sconfitto la morte. Viceversa, per strada le compagnie dei flagellanti si autopuniscono ferocemente salassandosi a staffilate: carnevali di afflizione, riti di violenza sacra, esorcismi collettivi per neutralizzare l’empietà che irrora il tessuto sociale.
    Poi l’antico enigma del sangue si è dissolto; la società postindustriale – asettica, anemica, emofobica – effonde solo il sangue altrui, nelle fiumane cruente della guerra. Il Saggiatore continua la ripubblicazione del corpus delle opere di Camporesi – avviato con Il pane selvaggio e proseguito con Le belle contrade – e rende al pubblico quest’altra magnifica tavola dell’opulento polittico in cui Camporesi ha ritratto l’umanità nella transizione dal premoderno al contemporaneo.

    Piero Camporesi (Forlì 1926 – Bologna 1997) è stato un filologo, storico e antropologo italiano. Ha insegnato Letteratura italiana nella facoltà di Lettere dell’Università di Bologna. Tra i saggisti italiani più conosciuti al mondo, i suoi libri sono stati tradotti nei principali paesi europei, negli Stati Uniti, in Brasile e in Giappone. Il Saggiatore ha pubblicato Il pane selvaggio (2016) e Le belle contrade (2016).

    Gnosi Cristiana e Gnosticismo Eretico

    Gnosi Cristiana e Gnosticismo Eretico

    Autore/i: Galiano Paolo
    Editore: Simmetria
    prefazione di Claudio Lanzi. pp. 290, nn. ill. b/n, Roma

    Cosa vuol dire Gnosi? In questo libro se ne troveranno numerose definizioni, tratte ovviamente dai testi definiti gnostici e da quelli che come Clemente d’Alessandria e tanti altri, se ne sono occupati. Se il termine stesso rinvia alla conoscenza, allora possiamo dire che non esiste tradizione o processo filosofico o misterico o mistico che non sia anche gnostico.
    Possiamo inoltre dire che, ontologicamente, nel concetto di Gnosi esiste “l’aspirazione alla Sapienza Divina”, per cui ogni dottrina gnostica si esprime attraverso processi che rivelano l’insaziabile fame di risposta ai quesiti dell’oracolo di Delfi. Senza questa fame non esiste gnosi ma solo filologia. Forze per questo l’ineffabile Marziano Capella scrisse quel meraviglioso trattato in cui, esplorando l’intero scibile allora disponibile, rese attiva la Filologia sposandola ad Ermes (Le Nozze tra Mercurio e Filologia).
    Però a partire dal secondo secolo e cioè dopo il famoso papa Zeffirino, sembra che la parte “gnostica” implicita in tutta la religiosità e la misteriosofia cristiana, sia stata progressivamente allontanata, nascosta. Le ragioni possono essere molte e in questo libro si esaminano le principali, ma resta il fatto che ad un exoterismo rituale e ad una apparato dottrinale “canonico” se ne è sempre affiancato uno misterico (per ora non diciamo esoterico) che ha avuto una vita assai difficile.
    C’è anche da dire che, in ogni “schola filosofica” e in ogni tradizione, è sempre accaduto che, dalle forme originali di una filosofia o di una fede, nate sugli insegnamenti del Maestro, sono regolarmente sorte costole spurie, a volte sviluppatesi e morte velocemente sulla figura carismatica del fondatore, che hanno spesso frainteso, quando non stravolto, gli insegnamenti originali. Contro questo fenomeno si è ovviamente arroccata la Chiesa delle origini e, una volta divenuta “chiesa di stato”, si è particolarmente preoccupata di proteggere l’assetto gerarchico e istituzionale stroncando, a volte con veemenza, sia i filoni filosofici portati alla produzione di “interpretazioni” particolari o devianti, come quelli desiderosi di una rinascenza dell’insegnamento cristico originale. Facendo per così dire di tutta l’erba un fascio.

    Il Simbolismo del Corpo Umano

    Il Simbolismo del Corpo Umano

    Come interpretare e curare le malattie che ci affliggono secondo la medicina tradizionale cinese
    Autore/i: Lomuscio Alberto
    Editore: OAKS Editrice
    premessa e introduzione dell’autore. pp. 364, nn. ill. b/n

    Il nostro corpo è un insieme di simboli, sia per come è strutturato, sia per come funziona e come ci parla. L’applicazione della teoria del simbolo al corpo umano ci apre prospettive di elevato valore curativo, con ricadute positive sulla nostra salute sia fisica sia psicologica. La malattia o i traumatismi possono venir letti come una disarmonia nei confronti della realtà esterna con la quale il corpo è in risonanza, quasi a descrivere una “storia simbolica” nella quale l’uomo diventa “romanzo di se stesso”, “libro di carne”, in cui ogni evento è un segnale da decodificare.

    Mathematikós

    Mathematikós

    Introduzione al trattato sugli effetti prodotti dalle stelle di Tolomeo e le testimonianze e i frammenti relativi alle opere di matematica e di geometria
    Autore/i: Porfirio
    Editore: Bompiani
    testo greco a fronte, a cura di Giuseppe Muscolino. pp. 768, Milano

    Il filo rosso che collega gli scritti raccolti in questo volume è la scienza matematica. Porfirio utilizza l’isagoge o introduzione, genere letterario che serve a iniziare i suoi allievi a un’opera del matematico alessandrino Claudio Tolemeo dal titolo ’’Tetrabiblos o Quadripartitum’’, cioè un trattato in quattro libri che spiega gli effetti prodotti dai corpi celesti sulla Terra. E, giacché lo scritto di Tolemeo si presenta in più punti oscuro per la complessità degli argomenti trattati, Porfirio scrive l’introduzione al ’’Trattato sugli effetti prodotti dalle stelle’’ per chiarire ai suoi discepoli, o ai neofiti, gli argomenti e i passaggi considerati di più difficile comprensione. L’opera – qui tradotta per la prima volta in italiano – pervenuta in modo parziale e corredata degli scolî di Demofilo, un dotto bizantino attivo intorno al X secolo, chiarisce alcuni argomenti quali le figure che i pianeti assumono in cielo e il conseguente influsso che hanno sulle realtà materiali, l’importanza della luce negli effetti prodotti tra le stelle e la realtà terrestre, i calcoli matematici per computare un oroscopo, il ruolo dei segni zodiacali e il potere che essi hanno su particolari punti del corpo umano. In quest’opera Porfirio espone numerosi argomenti provenienti dalla tradizione astrologica caldea, egizia e greca, e li confronta in modo critico con il pensiero di Tolemeo, apportando a sua volta importanti innovazioni. Gli altri scritti raccolti all’interno di questo volume trattano alcune testimonianze e frammenti su opere di aritmetica e geometria. Sugli studi di aritmetica rimangono solo poche testimonianze, mentre sulla geometria rimangono cinque frammenti, in cui Porfirio, esponendo alcuni enunciati di Euclide, ne riporta le dimostrazioni geometriche.

    Mathematikós

    Mathematikós

    Introduzione al trattato sugli effetti prodotti dalle stelle di Tolomeo e le testimonianze e i frammenti relativi alle opere di matematica e di geometria
    Autore/i: Porfirio
    Editore: Bompiani
    testo greco a fronte, a cura di Giuseppe Muscolino. pp. 768, Milano

    Il filo rosso che collega gli scritti raccolti in questo volume è la scienza matematica. Porfirio utilizza l’isagoge o introduzione, genere letterario che serve a iniziare i suoi allievi a un’opera del matematico alessandrino Claudio Tolemeo dal titolo ’’Tetrabiblos o Quadripartitum’’, cioè un trattato in quattro libri che spiega gli effetti prodotti dai corpi celesti sulla Terra. E, giacché lo scritto di Tolemeo si presenta in più punti oscuro per la complessità degli argomenti trattati, Porfirio scrive l’introduzione al ’’Trattato sugli effetti prodotti dalle stelle’’ per chiarire ai suoi discepoli, o ai neofiti, gli argomenti e i passaggi considerati di più difficile comprensione. L’opera – qui tradotta per la prima volta in italiano – pervenuta in modo parziale e corredata degli scolî di Demofilo, un dotto bizantino attivo intorno al X secolo, chiarisce alcuni argomenti quali le figure che i pianeti assumono in cielo e il conseguente influsso che hanno sulle realtà materiali, l’importanza della luce negli effetti prodotti tra le stelle e la realtà terrestre, i calcoli matematici per computare un oroscopo, il ruolo dei segni zodiacali e il potere che essi hanno su particolari punti del corpo umano. In quest’opera Porfirio espone numerosi argomenti provenienti dalla tradizione astrologica caldea, egizia e greca, e li confronta in modo critico con il pensiero di Tolemeo, apportando a sua volta importanti innovazioni. Gli altri scritti raccolti all’interno di questo volume trattano alcune testimonianze e frammenti su opere di aritmetica e geometria. Sugli studi di aritmetica rimangono solo poche testimonianze, mentre sulla geometria rimangono cinque frammenti, in cui Porfirio, esponendo alcuni enunciati di Euclide, ne riporta le dimostrazioni geometriche.

    Mudra

    Mudra

    Stimolano la salute, potenziano la pratica yoga e affinano le tecniche di meditazione
    Autore/i: Swami Saradananda
    Editore: Eifis
    introduzione dell’autrice, traduzione di Marina Anselmi. pp. 160, nn. ill. a colori, Cervia (RA)

    Trasforma la tua vita con il potere dei Mudra, semplici ma altamente efficaci posizioni delle mani, di tradizione Induista che favoriscono la buona salute e il benessere. Grazie alle istruzioni facili da seguire, alle grafiche cariche di ispirazione, e alle foto dettagliate, questo libro é da considerarsi l’autorevole guida illustrata dei mudra, ideale sia per esperti yogi che per neofiti. Potenziano la tua forza e vitalità interiori, alleviano lo stress, l’ansia e la fatica, coltivano la gioia, la pace e la creatività, aumentano la concentrazione e la chiarezza d’intenti, e molto di più! Scopri la meditazione, la visualizzazione, gli esercizi di respirazione (Pranayama), i Mantra e le posizioni yoga (Asana) che accrescono il potere dei Mudra.

    Macchie Bianche

    Macchie Bianche

    Il Libro che ha scandalizzato il ’900
    Autore/i: Crowley Aleister
    Editore: Diana Edizioni
    introduzione di William Breeze, traduzione di Chiara Freddi. pp. 112, Frattamaggiore (NA)

    Censurata e sequestrata nel 1898, la controversa e scandalosa raccolta di liriche Macchie Bianche segnò l’esordio letterario di Aleister Crowley.
    Inedita nel nostro Paese e per la prima volta tradotta in italiano, Macchie Bianche è l’opera più estrema e dissacrante del decadentismo europeo, frutto della sensibilità visionaria di una delle più enigmatiche e discusse personalità del ’900.

    Aleister Crowley (1875-1947), poeta, artista, letterato; figura cardine del moderno occultismo e autore di testi di alchimia, esoterismo, psicologia, tantra e magia; è celebrato per l’incredibile influenza che il suo genio esercita sulla cultura, sull’arte e la musica della nostra epoca.

    Il Linguaggio della Musica

    Il Linguaggio della Musica

    Autore/i: Cooke Deryck
    Editore: Ariele
    prefazione dell’autore, premessa e traduzione di Renato Principe. pp. xxiv-316, ill. b/n, Milano

    Questo studio, originale e di fondamentale importanza, indaga dettagliatamente sia il modo sia il perché la musica esprime ed evoca emozioni, gettando una chiara base teoretica per ciò che spesso è stato spiegato in modo vago e non supportato dai fatti. Deryck Cooke sostiene che tutti i compositori la cui musica ha una base tonale, si sono serviti delle stesse, o molto simili, frasi melodiche, armonie e ritmi per colpire l’ascoltatore allo stesso modo. Egli suffraga questa tesi con centinaia di esempi musicali che vanno dal canto fermo gregoriano a Stravinskij, e sostiene che la musica è un linguaggio tale da permetterci di identificare idiomi e redigere una lista di significati. In questo libro è stato fatto un primo tentativo per compilare almeno un frasario. Nella sezione finale Cooke analizza due sinfonie (la n.40 di Mozart e la Sesta di Vaughan Williams) e mostra in che modo elementi melodici, armonici e ritmici si compattino tra loro per comporre un’unità formale capace di esprimere un messaggio chiaramente definito.

    “Di capitale importanza”. (Sunday Times)

    “Accuratamente analitico”. (The Times)

    “Una delle più importanti pubblicazioni della musicografia inglese del dopoguerra… la sua onestà, il suo individualismo e il suo empirismo riflettono le migliori tradizioni intellettuali della letteratura inglese”. (Music and Letters)

    Malta e i Cavalieri Ospedalieri

    Malta e i Cavalieri Ospedalieri

    Nella storia del Mediterraneo
    Autore/i: Santangelo Ignazio Augusto
    Editore: Bonanno
    pp. 276, Acireale

    Il discorrere sulle vicende di Malta – già dal tempo anteriore al dominio instauratovi da Roma – e la cronografia storica dei Cavalieri Ospedalieri -che vi giunsero al definitivo tramonto delle Crociate – sono collocate nel contesto, allargato alla stessa Europa, in cui accaddero le conquiste longitudinali da parte delle popolazioni nord-europee e arabe, e poi quelle latitudinali dell’impero ottomano. L’arcipelago diverrà quindi un topos partecipe e un osservatorio privilegiato dal centro del Mediterraneo della protratta resistenza dell’impero bizantino e del contenimento della Spagna, del tentativo di penetrazione in quel mare della Russia e dell’impresa progettata dalla Francia verso l’India, in antagonismo coloniale con l’Inghilterra. Punteggiato da richiami bibliografici e stilisticamente intenso, il trailer degli accadimenti non è evenemenziale, poiché raccoglie l’eziologia, né trascura gli effetti socio-politici, stimolando riflessioni su popoli e Stati, sui contorni figurali di personaggi nelle dinamiche storiche.

    L’Islam in Cina

    L’Islam in Cina

    Dalle origini alla Repubblica popolare
    Autore/i: Rosati Francesca
    Editore: L’Asino d’Oro Edizioni
    premessa di Federico Masini, prefazione di Chang Chung-fu, introduzione dell’autrice. pp. XIV-298, ill. b/n, Roma

    Questa è una storia tutta da raccontare, l’Islam penetrò in Cina già due secoli dopo la morte di Maometto, attraverso i percorsi terrestri e marittimi della Via della Seta, articolandosi in una pluralità di tradizioni locali. Il contributo scientifico e intellettuale dei musulmani trovò il plauso degli imperatori, divenendo parte del patrimonio culturale cinese, a testimonianza della compiuta trasformazione dei devoti di Allah da ‘ospiti stranieri’ a ‘cinesi musulmani’ – Hui. Nel Celeste Impero, il dialogo tra Islam e confucianesimo raggiunse sublimi livelli di sintesi filosofica nell’opera dei letterati dello Han Kitāb; mentre il misticismo musulmano della tradizione arabo-persiana predilesse il linguaggio simbolico del taoismo e del buddismo. Se al tramonto dell’impero il confronto tra musulmani e governo fu spesso violento, nei primi anni della Repubblica, il fervore patriottico degli Hui animò il dibattito sulla costruzione della nazione, gettando le basi teoriche della suddivisione della ‘ummah cinese in ‘minoranze etniche’, affermatasi con Mao Zedong. Oggi, il rapporto tra le comunità islamiche e il regime comunista è percepito in Occidente nei termini di un confronto violento. Tuttavia, la vicenda dell’Islam nella Cina contemporanea è soprattutto il frutto di delicati processi di negoziazione, nello sforzo di conciliare la fede nel messaggio coranico con quella nel socialismo cinese.

    Francesca Rosati si è laureata nel 2002 presso la Facoltà di Studi Orientali di Sapienza Università di Roma, discutendo una tesi sulla storia e l’architettura islamica nella Cina imperiale. Nel 2009 ha completato un master in Etnologia presso l’Università Cheng-chi di Taiwan, con uno studio sulle scuole coraniche femminili della città di Linxia (Gansu meridionale), dove conduce ricerche sul campo da più di dieci anni. Attualmente è impegnata in un dottorato presso il Centro di Ricerca sulla Cina Moderna e Contemporanea dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e l’Istituto di Studi di Area per l’Asia e il Medio Oriente dell’Università di Leiden, che porta avanti viaggiando tra Roma, Parigi, Linxia e Leiden.

    La Filosofia di San Bonaventura

    La Filosofia di San Bonaventura

    Autore/i: Gilson Étienne
    Editore: Jaca Book
    traduzione e cura di Costante Marabelli. pp. 490, Milano

    Questo libro, al suo apparire nel 1924, s’inquadrava in un progetto di ricerca, intenzionalmente perseguito dall’autore come lotta contro il pregiudizio «razionalistico» di un medioevo privo di originalità filosofica, ma anche contro un certo conformismo neo-scolastico tendente a far confluire sulle posizioni tomistiche la varietà delle posizioni degli altri esponenti della tradizione scolastica. Lo scopo di Gilson era mostrare l’esistenza di un pensiero medievale degno del nome di filosofia, cioè di sapere fondato nell’evidenza della ragione, ma anche correggere, in nome della storia ridata a se stessa, una certa ideologia del medioevo filosofico-teologico che s’inibiva di cogliere tutta la ricchezza e la complessità della storia stessa di questa convivenza di teologia e filosofia per incanalarsi troppo rapidamente in una sorta di reductio diversarum doctrìnarum ad Thomam. Il primato di Tommaso, più che un «dogma» fondato su una venerabile tradizione di ammirazioni, doveva essere qualcosa da riscoprire nella circolarità tra il rigore storiografico e un impegno teoretico-dialettico di confronto.

    De Amore

    De Amore

    Autore/i: Cappellano Andrea
    Editore: Se
    con uno scritto di D’Arco Silvio Avalle, traduzione di Jolanda Insana. pp. 208, Milano

    «Con il “De amore” di Andrea Cappellano è come se un nuovo patto venisse stipulato fra l’uomo e la donna. Dalla decadenza del peccato originale, di cui ultime e vistose tracce sono facilmente reperibili nella coeva letteratura misogina, si passa ad un nuovo genere di rapporto dominato dalla figura enigmatica e “tirannica” di Amore. Le responsabilità della vita morale scendono, in un certo qual senso, dal cielo alla terra, e l’uomo riscopre le radici del bene nel suo rapporto solitario con la donna. L’operazione non poteva non comportare rischi, e non solo per ciò che riguarda l’aspetto materiale delle sanzioni secolari. L’opinione pubblica infatti non era ancora matura per un tale ribaltamento dei valori comunemente accettati, ed era quindi necessario che l’amore profano portasse in sé tutte le stigmate e i segni di riconoscimento dell’amore sacro. […] La solitudine delle coppie più celebri della letteratura “cortese”, dagli amanti della tradizione trobadorica ad Abelardo e Eloisa, Tristano e Isotta, Ginevra e Lancillotto, e così via, è il durissimo scotto pagato per portare alla luce una società finalmente aperta a quelli che oggi definiremmo i diritti del cuore: esperienza questa indubbiamente più femminile che maschile, almeno in rapporto alla media dell’erotismo medievale.» (Dallo scritto di D’Arco Silvio Avalle)

    Racconti dei Saggi Scandinavi

    Racconti dei Saggi Scandinavi

    Autore/i: Lazowski Anna
    Editore: L’Ippocampo
    traduzione dal francese di Fabrizio Ascari. pp. 252, nn. ill. a colori, Milano

    Se si menziona la Scandinavia, compaiono quasi istantaneamente le immagini di un vichingo, di Odino, di Thor, degli elfi, dei troll, delle renne, ma anche dei fiordi immensi, dei ghiacciai immacolati e delle aurore boreali… In questa straordinaria geografia, il viaggio dell’immaginario vi racconterà l’affascinante mitologia vichinga, di cui hanno serbato memoria l’Edda e le saghe islandesi. L’opera affronta anche l’universo misconosciuto dei primi abitanti della penisola scandinava, i Sami, un tempo chiamati Lapponi. Essenziali sfaccettature di questa navigazione, le metamorfosi, le visioni e le premonizioni accompagnano l’eroe divino nel più importante dei peripli: quello del suo destino. Poiché onorare la propria vita, il proprio destino significa seguire la stella che permette di mantenere la rotta. Là dove saccheggio, avidità, tradimento esistono, lottano, eccitano, si gioca la coabitazione tra il sé e il tutto. Latente in ogni atto, si pone la questione di una qualità di presenza al mondo, paradigma più che mai attuale.

    Breviarium Philosophorum

    Breviarium Philosophorum

    Tratto da: Nuova Assemblea dei Filosofi Chimici
    Autore/i: D’Ygé Claude
    Editore: Psiche 2
    a cura di Luca Sartore. pp. 298, nn. ill. a colori e b/n, Torino

    Il Breviarium Philosophorum (che costituisce una selezione di testi tratti dalla Nuova Assemblea dei Filosofi Chimici del 1954) di Claude Lablatinière d’Ygé, è senza dubbio la migliore antologia di testi, frammenti e citazioni tratte dalla mole straordinaria del corpus alchemico, panorama completo degli autori dai più antichi (alchimisti greci e arabi) sino ai contemporanei (Fulcanelli, Canseliet, ecc.).
    Questo straordinario insieme, nel quale troviamo la maggior parte dei grandi nomi dell’Arte di Ermete (Arnaldo da Villanova, Ortolano, Lullo, Flamel, Basilio Valentino, il Trevisano, Khunrath, ecc.), come altri meno conosciuti, è classificato, annotato, commentato e fatto seguire da uno scritto di Gobineau de Montluisant e La Parola Abbandonata di Bernardo, conte della Marca Trevisana.
    Correda l’opera una vasta galleria iconografica, curata da Luca Sartore, che illustra le varie Fasi dell’Opera dei Filosofi, completando attraverso il colore, il disegno e il canto tradizionale della chiesa d’Occidente i consigli dispensati dai Padri dell’Alchimia.

    Claude D’Ygé (1912-1964) Iniziato all’Alchimia dal padre, fu in contatto con i circoli occultisti più riservati di Francia, intrattenendo rapporti amichevoli con Eugène Canseliet, Robert Ambelain e Gaston Sauvage. Già discepolo in gioventù della bizzarra Maria de Naglowska, divenne in seguito impiegato presso la libreria parigina “Saint-Jacques”. Fu esoterista conosciuto e riconosciuto da tutti per la sua vastissima erudizione, ch’egli mai separava dalla necessaria pratica.

    Luca Sartore, organista, clavicembalista e musicista elettronico. “Cercatore di Verità” sin dalla giovinezza, ha consacrato la sua vita alla Saggezza che ci è giunta dalle epoche più remote. Dedito da molti anni alla Pratica Filosofale, è membro della Società Teosofica.

    Silenzio e Desiderio

    Silenzio e Desiderio

    Introduzione alla pratica della meditazione cristiana
    Autore/i: Mangani Francesco
    Editore: Segno
    prefazione dell’autore. pp. 252, Tavagnacco (UD)

    Questo libro è dedicato a coloro che desiderano approfondire il vero significato della parola “pregare”. L’idea di fondo è quella di presentare da un lato l’antica e sempre nuova tradizione della Chiesa, al fine di far conoscere ed appassionare il lettore alle tematiche della mistica cristiana, dall’altro proporre quegli strumenti che possiamo definire “pratici”, utili per la meditazione personale e quotidiana. In sintesi vuole essere un piccolo, ma utile manuale di preghiera.

    La Dea che Scorre

    La Dea che Scorre

    La matrice femminile dello yoga tantrico
    Autore/i: Lussana Gioia
    Editore: Om Edizioni
    prefazione di Raffaele Torella, introduzione dell’autrice. pp. 352, Quarto Inferiore (BO)

    Questo studio, che si avvale in parte di una ricerca sul campo, esplora i significati dello yoga tantrico, riscoprendo la rilevanza della matrice femminile nella religiosità hindu. In particolare si incentra sull’antico Assam, dove la sacralità rituale è imperniata da tempo immemore sul culto della Dea. L’antica tradizione assamese, che venera la Dea Kàmàkhyà, è considerata una delle vene originarie del fenomeno tantrico nel suo complesso.
    L’Autrice ha ricevuto personalmente il primo livello di iniziazione sotto la guida del corpus sacerdotale di Kàmàkhyà e ci accompagna attraverso un documentato quanto affascinante viaggio nell’essenza del tantrismo hindu. L’analisi parte da un’India molto arcaica e arriva a farci comprendere che cosa chiamiamo yoga oggi (in un mondo in cui questo termine rischia di perdere senso e fisionomia), senza mai banalizzare le sue sfaccettate valenze. Viene riscoperta la ‘natura fluente’ della femminilità nell’India antica; il cosmico fluire dell’esistente costituisce il carattere ‘energetico’ e sapienziale del principio femminile, che incarna la potenza generativa e l’ordine coerente di madre natura.
    Viene quindi indagata l’essenza del cosiddetto tantrismo non duale sviluppatosi nel Medioevo in Kasmir a confronto con la tradizione più trasgressiva – detta della ‘mano sinistra’ – ancor oggi fiorente, ma rigorosamente segreta. Ne emerge una visione dello yoga ancora poco conosciuta ed esplorata. Nel tantrismo hindu la corporeità diviene fluente ‘saggezza incarnata’: la mente si dissolve nel gesto fisico. Lo yoga tantrico si qualifica quindi come veicolo di conoscenza concreta che attraverso il dispiegarsi dei sensi arriva a dissolversi nel ‘senza forma’.

    Gioia Lussana – Docente yoga (Y.A.N.I.) e formatrice di insegnanti yoga. Laureata cum laude in Indologia con R.Gnoli e R.Torella. Co-fondatrice dell’A.ME.CO con Corrado Pensa, per oltre 20 anni ha approfondito la meditazione vipassanà con maestri del buddhismo contemporaneo. Ha pubblicato saggi sullo yoga in riviste scientifiche (RSO) e divulgative. Ha conseguito il PhD presso l’Università Sapienza di Roma con una ricerca sullo yoga tantrico delle origini.

    I Tarocchi

    I Tarocchi

    Autore/i: Maxwell Joseph
    Editore: Libreria Editrice Aseq
    introduzione di Ivor Powell, traduzione di Giancarlo Tarozzi. pp. 240, Roma

    Tutti sanno cosa sono i Tarocchi: un gioco composto di 78 carte, divise nei ventidue Arcani Maggiori e nei cinquantasei Arcani Minori. La superstizione ha codificato l’uso dei Tarocchi come mezzo per predire il futuro, generando sovente confusioni e imprecisioni.
    In realtà, come Joseph Maxwell dimostra in questo volume, il significato dei Tarocchi è molto più complesso e non certo inquadrabile entro rigide categorie. Facendone risalire l’origine ai culti greco-siriani dell’Asia Minore del secondo secolo dopo Cristo, l’autore li considera come un libro scritto in simboli, sintesi razionale e al tempo stesso intuitiva di una intera concezione dell’universo. Il discorso, quindi, si allarga ad abbracciare numerosi fattori: dalla filosofia alla religione, dall’astronomia all’astrologia. Un rilievo particolare assume la scienza della numerologia, base indispensabile per una buona conoscenza dei Tarocchi.
    Nel suo libro Maxwell si è prefisso non tanto di fornire un manuale pratico, quanto di illuminare il senso nascosto, il senso esoterico, di un’antichissima tradizione. Per rendere completa la trattazione, egli ha esaminato a fondo sia gli Arcani Maggiori che gli Arcani Minori, mentre di solito ci si limita ai primi. Ne è risultata un’opera fresca, sincera, redatta con rara competenza; un ottimo strumento per tutti coloro che cercano, fra i molteplici sentieri che il mondo ci offre, la verità.

    Joseph Maxwell, (1858-1938), ha passato tutta la vita in Francia, pur essendo di origine scozzese. L’alta carica che ricopriva nel sistema giudiziario francese lo ha costretto a non esporsi troppo in pubblico come scrittore, per quanto egli sia stato uno dei maggiori studiosi contemporanei di esoterismo e occultismo. Ha inoltre pubblicato opere di criminologia, sociologia e spiritualismo.

    Il Lettore Creativo

    Il Lettore Creativo

    Percorsi cinquecenteschi fra memoria, gioco, scrittura
    Autore/i: Bolzoni Lina
    Editore: Guida
    introduzione dell’autrice. pp. 384, nn. ill. b/n, Napoli

    Accogliendo le sollecitazioni delle moderne teorie critiche che sottolineano il ruolo creativo del lettore e l’importanza dell’intreccio fra parole e immagini, il libro ripercorre i vari modi in cui nel Rinascimento si cerca di padroneggiare il territorio misterioso che lega la memoria e l’invenzione, la lettura e la scrittura, l’imitazione e la creazione del nuovo. Fra Petrarca, Alberti, Erasmo, Tasso si seguono i modi in cui l’autore rappresenta se stesso come lettore, e si mostra come Giordano Bruno rilegge l’Ariosto così da rispecchiare nel poema il suo carattere e il suo destino. I testi utopici e le loro illustrazioni, il gioco paradossale della scrittura in Pietro Aretino, l’arte della memoria fra Pico della Mirandola e Tommaso Campanella, le storie di Ulisse che Ulisse Aldrovandi fa dipingere nella sua villa di campagna, Tasso e Galileo, e il modo in cui Tasso si sente guardato e messo in questione dal poema che ha scritto, oltre che dai censori: il filo rosso del ’lettore creativo’ permette di esplorare testi classici e altri meno noti del nostro Rinascimento. Un’analisi storica e insieme una testimonianza per il nostro tempo, sul piacere del tutto personale che la lettura può offrire e sulle risorse creative che può alimentare.

    Apocalisse di San Giovanni

    Apocalisse di San Giovanni

    Alcune cose meno note sulla fine dei tempi
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Segno
    pp. 212, Tavagnacco (UD)

    L’Apocalisse commentata da: H.U. von Balthasar, Sergio Quinzio, M. Cacciari, G. Agamben, M. Heidegger, Geminello Alvi, Ida Magli, N.O. Brown, Bruno Bellardini, Alok Jha, M. Guzzi, Alfonso Berardinelli, Ulderico Bernardi, J. Guitton, P. Gulisano, Guido Vignelli, M. Mauriello, G. Steiner. E inoltre: Apocalisse di San Giovanni Celeste interpretazione dell’Apocalisse di S. Giovanni Messaggi Apocalittici ai Figli della Divina Volontà.

    Vibrazioni Sonore per il Corpo e la Mente

    Vibrazioni Sonore per il Corpo e la Mente

    La Biosonologia e l’Arte in Ascolto
    Autore/i: Sciajno Domenico
    Editore: Psiche 2
    prefazione di Maurizio Grandi. pp. 204, ill. a colori e b/n, Torino

    “Bio (vita) sono (suono) logia (dialogo) è il neologismo che ho coniato per indicare la complessa interazione che esiste tra i fenomeni sonori e quelli biofisici. Questo saggio affronta il vasto ed affascinante campo che esplora il rapporto tra la nostra struttura (biofisica, neuronale e psichica) ed il suono da due prospettive complementari: l’ambito olistico e terapeutico e l’ambito creativo ed artistico. Sullo sfondo di entrambi gli ambiti stanno da un lato le antiche conoscenze sul potere del suono e dall’altro i sistemi di rilevamento di dati biofisici e le nuove tecnologie che assottigliano sempre di più il confine tra arte e scienza.
    Un intero capitolo è dedicato a testimonianze selezionate tra le tante offerte da chi negli ultimi anni si è sottoposto all’ascolto biosonologico.
    In più di venti anni di esplorazione in qualtà di musicista e ricercatore ho affrontato la materia in modo empirico ma consapevole ed ho potuto espandere la mia conoscenza interiore ed esteriore grazie alle implicazioni extramusicali che il suono comporta.”

    Estratto prefazione scritto da Prof. Maurizio Grandi Medico specialista in Oncologia Clinica e Immunoematologia:
    “Seguiamo Domenico Sciajno nel Suo Libro, così come da Bambini seguivamo il suono di un Pifferaio Magico, alla ricerca dell’armonia del momento effimero e irrinunciabile, inafferrabile, abbandonati alla consapevolezza di essere incapaci di controllarne l’andamento, in una fusione completa tra frammento e totalità, tra molteplice e uno, tra umano e divino, in espansione.
    E con Lui, i Suoi strumenti, le Sue conoscenze ed i Compagni di viaggio che ci raccontano la Loro storia, andiamo alla scoperta di un nuovo Mondo o, meglio, antico e dimenticato”

    Dizionario della Filosofia Medioevale

    Dizionario della Filosofia Medioevale

    Termini e nozioni
    Autore/i: Pancaldi Maurizio; Trombino Mario
    Editore: Diogene Multimedia
    pp. 204, Bologna

    Rivolto al pubblico non specialista, questo dizionario offre una sintesi, termine per termine, della filosofia tardoantica e medioevale.

    Sono Qui per Te

    Sono Qui per Te

    Per una relazione d’amore duratura e consapevole
    Autore/i: Thich Nhat Hanh
    Editore: Aam Terra Nuova
    traduzione di Diana Petech. pp. 160, Firenze

    Nel libro Sono qui per te Thich Nhat Hanh propone per la prima volta uno sguardo approfondito all’intimità di coppia e alla sessualità, proponendo suggerimenti per tenere viva la passione e l’accoglienza del proprio partner nel tempo.
    Alla base di una relazione consapevole Thich Nhat Hanh propone una comunicazione aperta, un ascolto profondo, saper gestire in modo amorevole le emozioni forti, quali rabbia e paura, e consiglia in particolar modo di praticare la gratitudine e l’apprezzamento quanto più possibile.
    Sono qui per te offre un aiuto concreto per trasformare positivamente la propria relazione, e imparare ad accettare e amare il partner nella sua integrità.
    Questo libro è dedicato sia alle coppie consolidate che desiderano rafforzare la loro relazione, sia a coloro che stanno attraversando un momento critico con il partner, con conflitti e sofferenze.

    Come mantenere vive l’energia e la passione in una relazione duratura? Quali pratiche possono aiutarci a perdonare il partner per il dolore che ci ha procurato? Come iniziare un nuovo rapporto con il piede giusto? Come affrontare la nostra insofferenza o l’attrazione per qualcun altro al di fuori della coppia?
    Queste domande, poste con frequenza all’autore, sono state la spinta per elaborare il libro Sono qui per te, il primo in cui il maestro affronta i temi di un’intimità e una sessualità consapevoli.
    Il libro offre un concreto aiuto per trasformare positivamente la propria relazione e imparare ad accettare e amare il partner nella sua integrità.
    Tra gli ingredienti fondamentali per una relazione duratura, Thich Nhat Hanh suggerisce una comunicazione aperta, l’ascolto profondo, la capacità di affrontare in modo amorevole le emozioni più forti, come ad esempio la rabbia e la paura, e soprattutto la pratica della gratitudine e dell’apprezzamento.
    Sono qui per te è dedicato sia alle coppie consolidate che desiderano rafforzare la loro unione, sia a coloro che stanno attraversando un momento critico con il partner, con conflitti e sofferenze.
    Scritto con la consueta chiarezza e ricco di consigli per la pratica quotidiana, questo libro è una guida fondamentale per chi desidera creare relazioni intime durature e consapevoli.

    I libri di Thich Nhat Hanh iniziarono a essere tradotti in italiano fin dai tardi anni Sessanta, quando la guerra in Vietnam occupava le prime pagine dei giornali e mobilitava le coscienze. Dopo un’interruzione nelle pubblicazioni durata quasi un ventennio, alla fine degli anni Ottanta gli insegnamenti del maestro hanno cominciato a essere ampiamente conosciuti anche in Italia, sulla scia di un interesse crescente facilitato anche dalla vicinanza del monaco vietnamita, costretto a lasciare il suo paese per la Francia a causa del suo impegno per la pace.
    È proprio in Francia che Thich Nhat Hanh fonda nel 1982 Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l’arte di vivere in consapevolezza. Ai suoi ritiri partecipano ogni anno migliaia di persone, provenienti da ogni parte del mondo. Da allora sono sempre più numerosi gli italiani che si recano in Francia o che partecipano in Italia ai ritiri con Thich Nhat Hanh. I suoi numerosi libri, tradotti in molte lingue, riprendono le sue conferenze e i suoi insegnamenti caratterizzati da una disarmante profondità e acutezza.

    Proiezione Astrale, Magia e Alchimia

    Proiezione Astrale, Magia e Alchimia

    Rituali segreti della Golden Dawn
    Autore/i: Mcgregor Mathers S. L.
    Editore: Edizioni Mediterranee
    a cura di Francis King, edizione italiana a cura di Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco, traduzione di Roberta Rambelli. pp. 240, ill. b/n, Roma

    Il ventesimo secolo ha visto un sorprendente «revival» della tradizione magica, ermetica e occulta. Un notevole influsso (sebbene non sempre palese), su tale rinnovato interesse è dovuto all’ordine ermetico della «Golden Dawn», i cui insegnamenti e la cui attività, di contenuto eminentemente pratico ed immediato, hanno certamente avuto una parte decisiva nella rinascita della magia. L’istruzione occulta perveniva agli iniziati dell’Ordine attraverso manoscritti riservati agli adepti, e tali testi sono inclusi nell’opera in quattro volumi «Magia della Golden Dawn» di Israel Regardie.
    Esistevano tuttavia anche dei manoscritti semi-ufficiali, diffusi all’interno dell’Ordine con il nome di «rotoli volanti», nei quali molti aspetti della tradizione magico-alchemica venivano trattati in maniera particolareggiata e approfondita. In questo libro sono raccolti e pubblicati per la prima volta tali testi segreti, sconosciuti finora agli stessi studiosi di tradizioni magiche. I documenti, che espongono in modo pratico le tecniche di esorcismo, di viaggio astrale e di magia cerimoniale, sono logicamente coordinati con introduzione e note esplicative di un eminente studioso della materia.

    Verso la Cuna del Mondo – Lettere dall’India

    Verso la Cuna del Mondo – Lettere dall’India

    Autore/i: Gozzano Guido
    Editore: Adea
    introduzione di Mauro Maggio. pp. 174, ill. b/n, Sesto ed Uniti (CR)

    Il resoconto di un viaggio in India ai primi del Novecento, un Paese ancora sotto l’egida del colonialismo, meta di commercianti, militari, avventurieri e viaggiatori assetati di esotismo e magia d’Oriente. Gozzano vi si reca in cerca del caldo, per curare una malattia polmonare che lo condurrà alla morte solo tre anni più tardi. Egli vi si accosta con la curiosità dei viaggiatori romantici, per molti versi affascinato ma allo stesso tempo ironico, capace di mettere allo scoperto, in quelle terre occupate dagli inglesi, le contraddizioni di due mondi che si sono incontrati per forza e non per simpatia. A poco a poco, come succede a chi va in India, il suo animo si armonizza e il suo sguardo, da spietato osservatore, si fa sempre più dolce, mutando timbri e venature, fino a trasformare il cronista nel poeta che è, testimone perfetto di un’epoca giunta alla fine. Ne risultano scritti in forma di lettere, che sono anche un testo di viaggio, un diario, una raccolta di appunti, una serie di articoli di giornale (apparsi infatti dal 1914 al 1916 su La Stampa e altri quotidiani), infine raccolti in questo volume postumo, intitolato “Verso la cuna del mondo”.

    Guido Gozzano (Torino 1883-1916) poeta italiano. Abitò quasi sempre a Torino fino alla morte per tubercolosi, malattia di cui aveva avvertito i sintomi fin dal 1904. Iscrittosi alla facoltà di giurisprudenza non terminò mai gli studi, preferendo frequentare i circoli letterari cittadini, che gli fecero conoscere alcune esperienze internazionali del decadentismo europeo, da Jammes a Maeterlink a Verhaeren. Spesso soggiornò, anche per curarsi, nell’antica villa di Aglié Canavese, «Il Meleto», e sulla riviera ligure. Tra il dicembre del 1912 e il febbraio del 1913 fece un viaggio in India e a Ceylon che raccontò in una serie di articoli sulla «Stampa», poi raccolti postumi, nel 1917, nel volume Verso la cuna del mondo. Nel 1907 pubblicò la prima raccolta di versi, La via del rifugio, che gli assicurò subito successo di pubblico e di critica. Ma la sua poetica si definì in termini più precisi e originali nei Colloqui, una raccolta del 1911, che contiene alcune delle sue composizioni più note, come il poemetto La signorina Felicita. Di minor valore i volumi di novelle e di fiabe (I tre talismani, 1914, e i postumi La principessa si sposa, 1917; L’altare del passato, 1918; L’ultima traccia, 1919) e l’incompiuto poemetto entomologico Le farfalle; mentre è interessante, sul piano del documento biografico, il carteggio (Lettere d’amore, postume, 1951) con Amalia Guglielminetti, che fu legata a G. da un’inquieta relazione.Concentrata attorno alle due raccolte di versi, la sperimentazione poetica di G. occupa un posto centrale nella letteratura e nel gusto del Novecento. Esempio di «dannunzianesimo rientrato» (Sanguineti), G. riconduce una certa manipolazione manieristica del linguaggio a un patetismo borghese, ingenuo e provinciale, ma criticamente realistico e soprattutto capace di uno straniamento ironico rispetto al «sublime» poetico proclamato dal «canto» dannunziano. Vale a dire che, recuperando la lezione pascoliana e distanziandosi dal liberty e dal simbolismo, egli rinnova lo status stesso della poesia, evidenziando la collocazione equivoca del poeta nella cultura e nella società contemporanea. Tutto questo si trasforma, sul piano stilistico, nella capacità di dar vita a un dettato prosodico che, muovendosi su un registro depurato dall’enfasi, ripropone un rapporto sentimentale, non declamato, con la realtà. Iniziatore del cosiddetto crepuscolarismo, G. ha esercitato un influsso notevole su alcuni poeti di questo secolo, in particolare su Montale.

    Covering Islam

    Covering Islam

    Come i media e gli esperti determinano la nostra visione del resto del mondo
    Autore/i: Said Edward W.
    Editore: Transeuropa
    introduzioni dell’autore, a cura di Marco Gatto. pp. LXIX-186, Massa

    Covering Islam. Come i media e gli esperti determinano la nostra visione del resto del mondo costituisce l’ideale prosecuzione dei libri che hanno reso celebre Edward W. Said: Orientalismo e La questione palestinese. L’assunto di Said è presto detto: l’imperialismo economico americano ed europeo necessita, per mantenere il suo dominio, di una costruzione simbolica del nemico.

    L’Islam, il “diverso”, l’Altro diventano l’oggetto artificiale su cui riversare le inquietudini di un Occidente in preda al panico. Said studia la cronaca giornaliera dei maggiori quotidiani, pesa ciascuna parola proferita nei dibattiti televisivi, smonta con una pratica critica impareggiabile le opinioni interessate degli esperti di geopolitica: ne esce un quadro a tinte fosche delle distorsioni ideologiche praticate dai media, in favore di una chiara strategia militare e politica.

    Le analisi di Said forniscono un utile e aggiornato corollario alle tesi foucaultiane sulla costruzione dei discorsi di potere, attraverso uno dei più precisi documenti critici sulle capacità del dominio mediatico di plasmare i fatti e porsi a cavallo del potere politico. La questione palestinese, qui sullo sfondo, resta tuttavia il momento-chiave: negare cittadinanza a un popolo significa anzitutto ritrarlo, all’opinione pubblica, come irrazionale, infido, irrimediabilmente diverso. Una logica del capro espiatorio che non sembra lasciare alcuno spazio alla contraddizione, ma che sollecita la critica della cultura a impegnarsi nella pratica nobile della demistificazione.

    «Perché l’Islam è spesso riconducibile in modo pavloviano a un’intera serie di eventi politici, culturali, sociali e perfino economici? Cosa c’è nell’Islam che provoca una reazione così immediata e irrefrenabile? Cosa rende differente l’Islam e il mondo islamico dall’Occidente, anzi, dal resto del Terzo mondo e, durante la Guerra fredda, anche dall’Unione Sovietica?»

    Giorgio Antonio Vespucci

    Giorgio Antonio Vespucci

    1434-1514 maestro canonico domenicano
    Autore/i: Schlebusch Karl
    Editore: Nerbini
    presentazione di Robert Black, premessa dell’autore. pp. 520, Firenze

    Fino agli anni Settanta il bibliofilo umanista Giorgio Antonio Vespucci è stato conosciuto soprattutto per i suoi legami con Marsilio Ficino e con il famoso nipote Amerigo. Solo in epoca più recente ha ottenuto la rilevanza che merita. Noto per la sua biblioteca, il Vespucci, tuttavia, fu ben più che un collezionista di libri e un proprietario di centinaia di manoscritti e incunaboli; proprio i suoi libri gli permisero di diventare uno stimatissimo erudito e un grande esperto delle lingue classiche. Per molti anni insegnò alla gioventù di Firenze, specialmente ai figli della nobiltà; in età avanzata, fu canonico e preposto del Duomo prima di vestire l’abito domenicano – e, val la pena di sottolinearlo, per mano di Savonarola in persona – ed entrare nel Convento di San Marco. n suo nome però, come quelli di tutti gli altri Vespucci, si oscurò davanti alla fama del nipote Amerigo onorato dal nome del Nuovo Mondo, anche se non fu del tutto dimenticato. Gli studi recenti hanno evidenziato invece il suo grande contributo al Rinascimento fiorentino e italiano. Fu il pioniere del revival della drammaturgia latina classica e scrisse probabilmente la prima grammatica latina di stampo umanistico. In questo lavoro Karl Schlebusch ha raccolto tutti i documenti archivistici e non che riguardavano il Vespucci, per ricostruire la biografia più completa di uno dei personaggi più rilevanti del Rinascimento fiorentino.

    Storie di Donne nel Medioevo

    Storie di Donne nel Medioevo

    Autore/i: Brolis Maria Teresa
    Editore: Il Mulino
    prefazione di Franco Cardini, introduzione dell’autrice. pp. 176, Bologna

    «Ecco un libro che sa affiancare il rigore della ricerca alla freschezza e alla semplicità del dettato narrativo, lungi tanto dalla pedanteria di certo accademismo quanto dalla semplificazione divulgativa» (dalla Prefazione di Franco Cardini). In queste pagine Maria Teresa Brolis inanella ritratti di donne che sono entrate nel mito, come l’enigmatica Ildegarda di Bingen, la dotta Eloisa, la raffinata Eleonora d’Aquitania, Chiara d’Assisi, la sorprendente Christine de Pizan, la ribelle Giovanna d’Arco, ponendo al loro fianco ritratti di donne «comuni», ma non per questo meno interessanti. Giovanna, usuraia pentita, Ottebona, moglie di un guelfo esiliato, Bettina, guaritrice indagata dal vicario del vescovo per le sue arti sospette, Belfiore che decide di recarsi in pellegrinaggio a Roma nel pieno della pestilenza del 1350, e altre ancora: presenze vive e concrete, le cui esistenze, ricostruite grazie a fonti di prima mano, concorrono a rappresentare un universo femminile complesso, narrato con immedesi­mazione e vivacità.

    Maria Teresa Brolis, PhD in storia medievale dal 1989, è autrice di numerosi volumi e saggi per riviste italiane e straniere. Ha pubblicato con École Française de Rome, Oxford University Press, Reti Medievali, Vita e Pensiero. I suoi interessi di ricerca riguardano la società medievale dei secoli XII-XIV e, in particolare, le donne e la cultura femminile, le confraternite e gli ospedali, il mondo monastico e il Francescanesimo.

    Visualizza indice

        Prefazione, di Franco Cardini
        Introduzione
        PARTE PRIMA: DONNE CELEBRI
        I. Ildegarda, il genio
        II. Raingarda, la madre
        III. Eloisa, l’innamorata
        IV. Eleonora, la regina
        V. Chiara, la fondatrice
        VI. Brigida, la pellegrina
        VII. Cristina, la scrittrice
        VIII. Giovanna, la ribelle
        PARTE SECONDA: DONNE COMUNI
        IX. Flora e gli affari
        X. Agnesina e la povertà
        XI. Ottebona e il matrimonio
        XII. Grazia e la vita religiosa
        XIII. Gigliola e la moda
        XIV. Bettina e le pozioni
        XV. Margherita e l’accoglienza
        XVI. Belfiore e tutto un mondo in viaggio
        Per non concludere…
        Fonti e bibliografia

    I Tarocchi dal Punto di Vista Filosofico

    I Tarocchi dal Punto di Vista Filosofico

    Autore/i: Kremmerz Giuliano
    Editore: Harmakis Edizioni
    prefazione dell’autore. pp. 80, Montevarchi (AR)

    «Tutti hanno una matta voglia di diventare maghi: scienziati, filosofi, ricercatori indipendenti, dottori pratici di ipnotismo, magnetizzatori, ciarlatani, giornalisti, preti e mistici, tutti hanno la loro famosa idea della magia e dell’arcano magico. Chi posa a superuomo arrivato al settimo cielo, chi a critico incredulo, chi a mistico, chi a pontefice che scomunica. Ma dal 1899 in cui cominciai a scrivere della Scienza dei Magi,un progresso enorme si è compiuto: la scienza umana, la osservativa e sperimentale, attraverso tanti studi e memorie d’indole diversa, è arrivata a capire e a confessare che qualche cosa ci sta nell’uomo vivente, che a prima vista non appare: una riserva di forze ignorate che in certi momenti non precisabili possono dare fenomeni inaspettati ed effettivi. Se l’uomo non fosse la bestia più intelligente e dotta della zoologia, si contenterebbe di mettere a profitto quello che ha trovato e provato, per allargare la conoscenza pratica di queste realizzazioni di poteri occulti che sono in noi.» (Giuliano Kremmerz)

    Confutazione delle Religioni

    Confutazione delle Religioni

    Autore/i: Vanini Giulio Cesare
    Editore: De Martinis & C. Editori
    a cura di Rossana Barcellona, prefazione di Manlio Sgalambro, traduzione di Anna Vasta. pp. 170, Catania

    Il naturalismo outré dell’opera da cui è tratto questo scritto, De admirandis Naturae deaeque mortalium arcanis, non è scopo a se stesso. Vanini ha un suo modo di scrivere che fa presagire segreti. Le ossessionanti citazioni dal Cardano, dallo Scaligero o da Pomponazzi, per dirne alcune, servono a nascondere e a fare apparire in un giuoco impertinente, tre o quattro cose su Dio, tre o quattro battute, sulla vita, buttate come a caso e di cui ci si rende conto, forse, troppo tardi. Un ateo? Ma nemmeno per sogno. Un libertino? Troppo poco. Un esprit fort? Certamente. Un empio? Sicuramente. Ecco Vanini. Uno che giuoca il giuoco dell’empietà per intero. Audacia ed erudizione, questo è il suo motto, il suo segno araldico. Tutto ciò che egli dice, è detto ironice. Egli muore, persino, ironicamente. Avviandosi al rogo, un monaco gli presenta il crocifisso da baciare. Ma egli rifiuta. Non accetta, con divina superbia, l’elemosina del paragone con Cristo che, davanti alla morte egli dice, trema e suda di paura e afferma di sé invece “ego imperterritus morior”.
    Il De admirandis fu pubblicato nel 1616, in settembre. In ottobre era già esaurito.

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