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Selezione di volumi Aseq Editrice

La Sinistra e l’Islam

La Sinistra e l’Islam

Tra autolesionismo e malafede
Autore/i: Schinco Edoardo
Editore: Clinamen
introduzione dell’autore. pp. 60, Firenze

La sinistra appare sempre più incapace di offrire risposte concrete al drammatico impoverimento dei popoli dell’Occidente, quotidianamente strangolati dal parassitismo della finanza e dall’invadenza islamica. Ridottasi ad amministrare la semplice conservazione dello status quo, di cui risulta il più strenuo baluardo, la sinistra non vuole vedere quanto di inconciliabile ci sia tra noi e l’ideologia islamista, relativamente alla quale si limita ad una lettura “giornalistica” ed “istituzionale”, ignorandone le concrete pratiche materiali, lo strutturale, connaturato, atteggiamento stragista e la lucrosa – anche per molte organizzazioni occidentali – tratta dei clandestini. L’Islam viene letto a sinistra secondo categorie che oscillano tra autolesionismo e malafede: in nome di una ipocrita fratellanza universale, mai ci si pronuncia sulle inaccettabili arretratezze professate nel Corano e sempre si finge di non rendersi conto della posizione della donna e, in generale, del cappio che la sub-cultura islamica pone attorno al collo della ragione.

Creazione e Mito

Creazione e Mito

Uomo e mondo secondo i capitoli iniziali della Genesi
Autore/i: Loretz Oswald
Editore: Paideia
traduzione di Fernanda Rosso Chioso. pp. 176, Brescia

Teologi e non teologi si affaticano da sempre intorno al racconto della creazione e del peccato originale (Gen. 1-3), ma spesso al testo vengono posti problemi in modo errato: d~ questa considerazione prende le mosse i! presente studio. Esso mostrai! carattere mitico del materiale ricevuto e ricerca !’interpretazione oggettiva dei testi mitici, attribuendo particolare importanza alla demitizzazione israelitica, poiché solo questa fa apparire l’effettivo annuncio biblico.
L’Autore non vuole trarre nessuna conclusione dogmatica, ma esaltare la testimonianza e l’autorità dei testi veterotestamentari. Che qui siano toccate anche «questioni scabrose», è nella natura della cosa. Se questo studio provocherà riflessioni e discussioni, avrà raggiunto i! suo scopo.

Oswald Loretz, nato nel 1928, è professore di Antico Testamento all’Università di Münster. Ha studiato a Roma, Chicago e Münster, dove si è abilitato nel 1964. Oltre a numerosi articoli ha pubblicato i seguenti volumi: Parola di Dio ed esperienza umana (1964), Qohelet e l’Antico Oriente (1964), La verità della Bibbia (1964), Galilei e l’errore dell’Inquisizione (1966) e L’uguaglianza d’immagine con Dio dell’uomo (1967).

Taotêching

Taotêching

La via in cammino
Autore/i: Lao Tse
Editore: Rusconi
trascrizione fonetica e testo cinese a fronte, a cura di Luciano Parinetto. pp. 384, ill. b/n, Milano

Perché leggere il Tao di Lao tse come via in cammino?
Per sottolineare la straordinaria dialettica che regge il grande poema filosofico del taoismo. La via del Tao, infatti, non è qualcosa di ontologicamente mummificato in una indiveniente staticità, ma un sempre rampollante caos per/etto e polimorfo in continuo divenire, che, tuttavia, nel suo perpetuo espandersi, perpetuamente ritorna in se stesso. Si tratta di una matrice cosmica, anteriore a Dio, anteriore al maschile/femminile, che tuttavia fornisce una fondamentale prospettiva “al femminile” (prima del femminile!) del mondo e della cultura umana da intendersi in maniera non antropocentrica, in cui valori tradizionali e consacrati vengono sostituiti dai precetti del non-forzare, dello stare in basso e per ultimi, del sapere l’inutilità del sapere consacrato e della politica della violenza, della rapina, del possesso. E sottolineando, nel suo commento, questi aspetti, che Luciano Parinetto ha condotto, in versi per la prima volta, la presente traduzione.

La Questione dell’Umanismo Oggi

La Questione dell’Umanismo Oggi

Autore/i: AA. VV.
Editore: Quodlibet
introduzione e cura di Annette Hilt, Holger Zaborowski, Virgilio Cesarone. pp. 176, Macerata

«Come ridare senso al termine umanismo?». A tale domanda tentò di rispondere Martin Heidegger, e con lui molti filosofi del Novecento che si sentirono in dovere di replicare alla sua interpretazione. Gli echi di queste risposte sono giunti fino a noi con tutta la loro problematicità. Per cogliere il valore attuale di tale questione è apparso necessario rileggere, approfondire e contestare quello che il secolo scorso ci ha trasmesso, mediante un confronto critico, in particolare con la pretesa dell’umanismo di dire l’umano e le sue declinazioni. Ecco, allora, che la questione dell’umanismo non rappresenta solo un tema che sta a cuore alla filosofia accademica, quanto il tentativo di fare i conti con l’uomo e con la dimensione di hybris a esso connaturato. Riproporre tale questione oggi, in un’epoca che ha vissuto l’antiumanismo, mettendo sempre più in discussione la differenza specifica tra uomo e animale, significa individuare su quale tipo di autocomprensione l’uomo debba puntare per la costruzione del futuro.
Le risposte avanzate dai contribuiti qui raccolti sono varie: l’umanismo deve fare i conti con la costitutiva malvagità dell’uomo, ma anche con la richiesta di senso che lo contraddistingue; non può prescindere dalla questione della salute e della cura della malattia, ripensate però all’interno di una dimensione naturale che decentra la posizione dell’uomo nel cosmo. Rinnovare il dibattito sull’umanismo sospende il giudizio sull’umano – ritenuto sempre oggetto di realizzazione futura – e mette in guardia dalla tentazione di rapportarsi all’uomo nell’ottica di una «salvezza redentiva».

Visualizza indice
  • Annette Hilt, Holger Zaborowski, Virgilio Cesarone, Introduzione
  • Holger Zaborowski, Condizioni e possibilità dell’umanismo oggi: Jaspers, Heidegger, Levinas e la domanda sull’uomo
  • Roberto Garaventa, L’uomo e la sua costitutiva malvagità
  • Giovanni Tidona, Dalla Lichtung alla Umgebung. L’umanismo cosmologico di Karl Löwith
  • Oreste Tolone, Umanismo della medicina. Sartre, Heidegger e Viktor von Weizsäcker
  • Annette Hilt, Storicità dell’umanismo, imperscrutabilità dell’uomo e il tatto nel porre la questione dell’umano
  • Stefania Achella, L’umanismo a venire di Karl Jaspers
  • Francesco Paolo Ciglia, Homo quaerens sensum. L’avventura dell’animale semantico
  • Virgilio Cesarone, L’umanismo nella povertà dell’umano, quale “salvezza”?

Indice dei nomi

L’Ordine Giuridico Medievale

L’Ordine Giuridico Medievale

Autore/i: Grossi Paolo
Editore: Laterza
pp. 268, Bari

L’esperienza giuridica medievale si pone come un pianeta separato e distinto da quello moderno: un insieme di valori fortemente incisivi e largamente diffusi creano una particolare mentalità giuridica e impongono precise scelte e soluzioni per i grandi problemi della vita associata.
Su questa base Paolo Grossi ricostruisce magistralmente tale mentalità, assumendo a sue fedeli cifre espressive in primo luogo i vari istituti che organizzano la vita d’ogni giorno, ciò che oggi noi chiameremmo ‘diritto privato’.
Ne emerge una civiltà intimamente giuridica, perché fondata su un ordine che è offerto dal diritto e che sul diritto si incardina. A fronte di una tumultuosa superficie politico-sociale, fa spicco la saldezza e la stabilità della costituzione sottostante, l’ordine giuridico appunto, garanzia e salvataggio della civiltà medievale. E, per questo, uno dei suoi messaggi storici più vivi e vitali.

Paolo Grossi, giurista, socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, è attualmente presidente della Corte costituzionale. È stato insignito di lauree honoris causa in molte università italiane ed estere. Tra le sue pubblicazioni più recenti, per Giuffrè: Scienza giuridica italiana. Un profilo storico 1860/1950; Mitologie giuridiche della modernità; La cultura del civilista italiano. Un profilo storico; Società, diritto, Stato. Un recupero per il diritto; Nobiltà del diritto. Profili di giuristi.

Massoneria per Principianti

Massoneria per Principianti

Autore/i: Sacchi Lino
Editore: L’Età Dell’Acquario
nuova edizione arricchita e ampliata, premessa dell’autore. pp. 240, Torino

Sulla data di nascita della prima Gran Loggia non esistono dubbi: è il 24 giugno 1717, quando quattro logge londinesi decisero di «federarsi».
Ma sulla storia più antica della Massoneria, sulla sua «natura» e sulle sue stesse finalità il dibattito è aperto e non esiste massone che condivida esattamente le idee di un suo «confratello». In particolare, nella Massoneria moderna o «speculativa» è possibile riconoscere un tessuto illuministico, sempre percorso da un «filo rosso» esoterico. Queste due anime coesistono, anche se spesso non trovano reciproca legittimazione.
L’anima illuministica è quella che ha promosso l’impegno della Massoneria per la modernizzazione della società e la laicizzazione delle sue strutture. Ma per la Massoneria «esoterica» costituisce una degenerazione che ha comportato il taglio di radici risalenti ad antiche religioni misteriche.
La problematica convivenza di queste due anime apparentemente opposte è in realtà un ulteriore motivo di fascino dell’istituzione massonica, e questo volume – presentato in una nuova edizione, arricchita e aggiornata – vuole spiegarla nel modo più semplice, a uso del massone «apprendista» e del non-massone che si propone di bussare alla porta del «Tempio».

Lino Sacchi ha un curriculum variegato. Dopo giovanili trascorsi musicali (socio pianista dell’Accademia Filarmonica di Bologna) il suo mestiere di geologo lo ha portato in varie parti del mondo. Ha poi intrapreso la carriera universitaria diventando Professore Ordinario a Torino. Negli ultimi anni ha messo al centro dei suoi interessi l’istituzione massonica, della quale si è dato a volgarizzare la storia in alcuni suoi aspetti poco frequentati.
Ha collaborato con le principali riviste massoniche italiane. Ha percorso un lungo itinerario sia nel Grande Oriente d’Italia, sia nel Rito Scozzese Antico e Accettato.
Già Ordinario di geologia all’Università di Torino, ha collaborato con le principali riviste massoniche italiane, da “Hiram” alla “Rivista Massonica”, da “L’Ipotenusa” a “Il Laboratorio”, a “Gradus”.

Poemetti Mitologici

Poemetti Mitologici

Babilonesi e Assiri
Autore/i: Anonimo
Editore: Mimesis
traduzione e nota a cura di Giuseppe Furlani, introduzione di Pietro Mander. pp. 128, Milano

Filologo di gran fama, instancabile ricercatore nelle biblioteche d’Europa, Giuseppe Furlani ha fatto conoscere al pubblico occidentale le perle di questa sapienza antica. Dolci versi che incarnano la mitologia assira e babilonese. Liriche che attingono al pensiero e alle narrazioni misteriose di una civiltà sofisticata e colta. La bellezza dei versi si accompagna alla straordinaria occasione di conoscere direttamente i documenti di queste culture le cui eco si sentono ancora nella struttura del mito greco antico e nella nostra narrativa.

Giuseppe Furlani (1885-1968) si laureò in giurisprudenza nel 1908 e in filosofia nel 1913 all’università di Graz. In seguito soggiornò a lungo a Monaco, Berlino, Parigi e Londra, perfezionando gli studi di filosofia orientale. Durante la Prima guerra mondiale fu segretario della commissione governativa italiana a Londra; tale impegno diplomatico non gli impedì di frequentare assiduamente le maggiori biblioteche di quella città, né di ricavarne una gran quantità di materiali contenuti prevalentemente in poco noti manoscritti del Vicino Oriente.

Le Prime Comunità Cristiane e i loro Scritti

Le Prime Comunità Cristiane e i loro Scritti

Autore/i: Leonardi Giovanni
Editore: Edizioni Paoline
presentazione dell’autore. pp. 240, Roma

Dalla presentazione dell’autore:
“Il papa Giovanni Paolo II, nel discorso tenuto il 25 aprile 1988 al Convegno Nazionale dei Catechisti italiani, ebbe tra l’altro a dire:
«Il catechista è { … ] un uomo in cammino, che mandato dal Signore risorto e sostenuto dal suo Spirito va, come Gesù, in cerca delle persone, per recar loro la notizia decisiva del Vangelo […]. Al numero deve affiancarsi la qualità. Essere catechisti di qualità, ecco ciò a cui deve aspirare chi oggi si impegna in questo importante compito: esserlo secondo quelle caratteristiche che la chiesa autenticamente propone. Voi le conoscete. Il catechista deve, innanzitutto, essere un convinto assertore delle certezze evangeliche … Il catechista deve poi essere un servitore fedele del vangelo così come Gesù lo ha affidato alla chiesa e questa lo ha affidato e trasmesso lungo una bimillenaria tradizione. La proposta della fede è autentica, liberatrice, feconda, se manifesta chiaramente in sé il senso genuino di Cristo e la testimonianza degli Apostoli. Perciò lungo questi anni del mio servizio apostolico ho parlato ripetuta mente di “necessità di una catechesi sistematica” (CT 21) e di “integrità di contenuto”» (ibid., 30).
È in questo spirito che con il presente sussidio ci si propone di aiutare i catechisti a un’assimilazione di quelle “certezze evangeliche”, espresse dalla testimonianza apostolica dei 27 libri del Nuovo Testamento.[…]”

Dottrina del Signore

Dottrina del Signore

Insegnata dai Dodici Apostoli alle Genti
Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni Fussi
a cura di Piero Raimondi. Testo greco a fronte. pp. 52, Firenze

“Il testo completo di questo opuscolo, la Didaché, fu scoperto nel 1873 dal metropolita ortodosso di Nicomedia, Filoteo Bryennios, a Costantinopoli, nel Codex Hierosolymitanus (1056), ma fu pubblicato solo nel 1883. L’opera era però già nota ai Padri della Chiesa; infatti Clemente Alessandrino ed Origene ne traggono citazioni letterarie ed Eusebio la pone Ira i νόϑα, cioè tra gli scritti apocrifi, per contrastare la tradizione che l’affermava di ispirazione divina.[…]”

Didaché – Insegnamenti e Simboli Eucaristici dell’Età Apostolica

Didaché – Insegnamenti e Simboli Eucaristici dell’Età Apostolica

Autore/i: Guidetti Vittoria L.
Editore: Simmetria
introduzione dell’autrice. pp. 196, nn. ill. b/n, Roma

I capitoli liturgici della Didachè sono i più antichi e trasmettono la celebrazione eucaristica dell’epoca apostolica, presumibilmente nella comunità petrina. La linearità del rendimento di grazie si coniuga con vertiginosi abissi attinti dallo scavo nel testo: ogni parola si schiude a valenze simboliche o tecniche che aprono nuove piste di indagine. La tradizione dei Misteri è il concetto-chiave della liturgia eucaristica nella Chiesa delle origini: mistero è ciò che Gesù fece nella notte del Cenacolo e propose come modello ai suoi discepoli perché facessero altrettanto. Mistero sono anche le parole di quella consegnate da Gesù agli Apostoli che le fecero proprie. Di questo dà testimonianza la Didachè.

Le Pietre Misteriose del Cristo

Le Pietre Misteriose del Cristo

Autore/i: Louis Charbonneau-Lassay
Editore: Arkeios
nota introduttiva e cura di PierLuigi Zoccatelli. pp. 180, 133 ill. b/n, Roma

Il volume presenta inoltre, in assoluta anteprima, alcuni saggi sino a oggi conservati allo stato di manoscritti.
Dopo il successo de Il Bestiario di Cristo e de Il Giardino del Cristo ferito, con questo volume prosegue la presentazione al pubblico italiano dell’opera omnia di Louis Charbonneau-Lassay.
Si tratta di un testo in cui s’incontrano una serie di continui rimandi che non sfuggiranno all’appassionato di simbolismo e a chi per la prima volta si accostasse ai lavori del celebre iconografo francese.
Così, al tema del tridente si accompagna lo studio sulla simbolica delle sirene; al tema dei monogrammi fanno seguito le rievocazioni di altre sigle atte a rappresentare la misteriosa emblematica di Gesù Cristo e di alcuni suoi attributi; al tema dei graffiti ermetici rinvenuti in un’antica chiesa carmelitana che riprenderebbero una tradizione simbolica proveniente dalla Terra Santa e dunque rappresenterebbero un’evoluzione in epoca medievale dell’antico simbolismo giudeo-cristiano si collega l’affascinante indagine sugli altri graffiti lasciati con ogni probabilità dai cavalieri templari nel torrione di Chinon.

(1871-1946) Discendente da una famiglia fra le più antiche e le più illustri della regione francese del Poitou, Louis Charbonneau-Lassay, animato sin dalla prima giovinezza da una profonda fede cristiana, entra come novizio nella congregazione dei Fratelli di San Gabriele. Appassionato di studi patristici, svolge la professione d’insegnante a Poitiers e Moncoutant. Intraprende con profitto studi di archeologia, di numismatica, d’araldica, di sigillografia e di folclore, inaugurando un’attività scientifica che lo porterà a pubblicare centinaia di articoli su diverse riviste specializzate. Nel 1903, dopo che il governo sopprime le congregazioni religiose, i Fratelli di San Gabriele si sciolgono e Charbonneau-Lassay torna allo stato laicale. Conservatore di tre musei archeologici, corrispondente delle Belle Arti e collaboratore del prestigioso Dizionario di archeologia cristiana e di liturgia dei monaci benedettini di Farnborough, nel 1915 pubblica uno studio monumentale sui castelli di Loudun. Gli anni della maturità intellettuale di Charbonneau-Lassay rivelano la sua particolare maestria — anche artistica, tenuto conto della consuetudine d’illustrare da sé i propri studi con numerose immagini incise su legno — nel districarsi nell’immenso patrimonio del simbolismo cristiano. Convinto che “il Sacro Cuore non ha, nella vita cristiana e nel pensiero cattolico, il posto che gli spetta”, decide di fondare una rivista scientifica dedicata all’esame del tema da vari punti di vista. Così, nel giugno del 1921, esce il primo numero di Regnabit. Revue universelle du Sacré-Cœur. Gli anni di Regnabit e di Le Rayonnement Intellectuel vedono Charbonneau-Lassay dedicarsi interamente all’esplorazione del simbolismo cristiano, scegliendo come punto di partenza un particolare genere letterario, codificato fin dall’antichità cristiana: il bestiario.

Ebla

Ebla

Nuovi orizzonti della storia
Autore/i: Pettinato Giovanni
Editore: Rusconi
avvertenza dell’autore. pp. 456, nn. tavv. b/n f.t., nn. ill. b/n, Milano

I resti di Ebla, capitale di uno stato fiorente di cui non si conosceva l’esistenza, erano celati sulla sommità di una collinetta chiamata Tell Mardikh, 70 chilometri a sud di Aleppo, nell Siria del Nord. Sono trascorsi quasi vent’anni da quando la Missione Archeologica Italiana ha fatto questo sensazionale ritrovamento, definito come la scoperta del secolo. Il palazzo reale aveva una biblioteca, o meglio un archivio di stato, dove un grande incendio deve essersi sviluppato al tempo del suo abbattimento, nel 2500 a.C. circa. Le tavolette d’argilla, che costituiscono un enorme tesoro epigrafico, incise con caratteri cuneiformi, cuocendosi si sono potute conservare nei millenni; i loro testi, di cui Giovanni Pettinato è il decifratore e la massima autorità, ci hanno trasmesso opere storiche e politiche, trattati di economia e manuali, dizionari bilingui e poemi epici che rivelano fatti straordinari. E stato così possibile riscrivere la storia della Fertile Mezzaluna, della Siria, della Mesopotamia e dell’Iran attorno alla metà del III millennio a.C.; una regione a torto ritenuta popolata da nomadi si dimostra ora altamente civilizzata e centro propulsore di movimenti culturali e commerciali mai immaginati, culla di un grande patrimonio di cultura e conoscenze, di una civiltà che si colloca fra i protagonisti dello sviluppo della società umana.

Cristianesimo e Società

Cristianesimo e Società

Gli Uomini e le loro Istituzioni – Antologie storiche monografiche
Autore/i: AA. VV.
Editore: Casa Editrice G. D’Anna
a cura di Giuseppe Giarratana. pp. 180, ill. b/n, Messina

Argomento specifico della presente monografia sono i rapporti, in senso lato, del Cristianesimo con la società nei primi cinque secoli, dall’epoca dei Vangeli a quella di papa Gelasio I: rapporti considerati nei loro aspetti teoretici e pratici. Rientrano pertanto nel tema sia le varie teorie sociali e le concezioni relative ai rapporti società religiosa-Stato, espresse durante i primi cinque secoli cristiani, sia le forme di organizzazione che nel medesimo periodo Chiesa e Stato assunsero sotto la reciproca influenza.
Chiariamo ora il motivo per cui il lavoro si arresta proprio a papa Gelasio I. La ragione fondamentale è che dal precetto evangelico di Matteo, «Reddite quae sunt Caesaris, Caesari; et quae sunt Dei, Deo» (Matt. XXII, 21), alla teoria gelasiana (temporale e spirituale sono due ordini scissi ma coordinati), unica è la traiettoria. Essa è compatta e ferma, sulla linea dell’originario disdegno delle leggi terrene, e dell’esigenza primaria di purezza e rifiuto del mondo; con Gelasio I, però, il rapporto tra spirituale e temporale non è più antitetico, di pura contrapposizione, come nel Cristianesimo primitivo, bensì di coordinazione pur nella separazione. In tali termini il rapporto trova una definizione che resterà valida per lungo tempo: il mondo cristiano costituisce una realtà unitaria, ma la materia spirituale è zona riservata e inconfondibile della Chiesa come la sfera temporale è di pertinenza imperiale. Le due sfere ripetono il dualismo di anima e corpo, avvertito dal Cristianesimo sin dalle origini; ma la loro coordinazione, secondo Gelasio, è voluta dallo stesso Dio.
Il nostro scopo non è stato accertare se, lungo la sua evoluzione, il Cristianesimo (come dottrina e come prassi) abbia tradotto in modo pertinente e verace il messaggio di Cristo, ma – indipendentemente da tale questione, che esula dalla sfera strettamente storica – mettere in evidenza il suo concreto atteggiarsi nelle varie età, e cercarne le spiegazioni, con una propensione interdisciplinare, dalla storia civile a quella delle idee sociali, filosofiche, politiche, economiche, religiose.

Il Libro dei Bioritmi

Il Libro dei Bioritmi

Autore/i: Thommen George S.
Editore: Cesco Ciapanna Editore
introduzione dell’autore. pp. 176, nn. ill. b/n, Roma

COSA SONO I BIORITMI?
Esistono giornate BUONE e giornate CATTIVE, lo sappiamo tutti. Quello che non tutti sappiamo è che la maggioranza degli incidenti, delle operazioni mal riuscite, dei casi mortali, avvengono nei giorni cattivi.
Per fortuna esiste un metodo scientifico per determinare in anticipo quali saranno i giorni cattivi per ciascuno di noi. Conoscere questi giorni è facile, e questo libro lo insegna.

• George S. Thommen, l’autore di questo libro; fu intervistato da una stazione radio di New York il giorno 11 novembre 1960. Nel corso della conversazione, che riguardava i BIORITMI, Thommen disse che il 16 novembre era un giorno critico per Clark Gable. L’Attore morì il 16 novembre.

• Una grande compagnia di trasporti giapponese utilizza i BIORITMI sistematicamente nella assegnazione dei turni di lavoro ai suoi autisti. Risultato: quattro milioni di chilometri di guida pratica senza incidenti.

• Mark Spitz conquistò le sette medaglie d’oro alle Olimpiadi 1972 , in un periodo che i BIORITMI giudicavano eccellente.

• La United Airlines americana rileva giornalmente i BIORITMI dei, suoi 28 mila dipendenti.

I Tarocchi

I Tarocchi

Autore/i: Papus
Editore: Edizioni del Gattopardo
traduzione di Bianca Romagnoli Gigliotti. pp. 174, 78 tavv. a colori f.t. raffiguranti le 78 lame dei tarocchi, ill. b/n, Roma

Questo libro è un perfetto manuale di Cartomanzia. L’Autore, PAPUS, è stato uno dei più famosi maestri di Scienze Occulte e profondo conoscitore dei misteri orientali.
Nel libro, che contiene spiegazioni lucide ed esaurienti, il lettore avrà modo di trovare qualsiasi informazione gli serva per praticare, con cognizione di causa, l’Arte Divinatoria.
A tale proposito sono stati inseriti i 78 Tarocchi (22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori) in splendidi disegni d’epoca, appositamente studiati per praticare la Cartomanzia.

Le Origini della Democrazia Greca

Le Origini della Democrazia Greca

800-400 a.C.
Autore/i: Forrest W. G.
Editore: Il Saggiatore
traduzione di Vincenzo Mantovani. pp. 256, 82 ill. a colori e b/n, Milano

Nella Grecia dell’VIII secolo a.C. la maggioranza degli uomini dipendeva da una aristocrazia; a partire dal V secolo, essa si rende conto (per lo meno ad Atene) di essere composta di individui autonomi, ciascuno dei quali ha diritto di intervenire nella direzione della società. L’autore di questo libro ripercorre le tappe che condussero a un così decisivo risultato: l’espandersi del mondo greco e la conseguente rottura dell’immobilismo economico legato all’ordinamento aristocratico; la rivoluzione che abbatté il prepotere politico degli ottimati, più di una volta attraverso il momento della tirannide; l’idea di una sicura costituzione, capace di garantire alle leggi un’autorità superiore a quella degli uomini o dei gruppi che le applicavano; infine Il convincimento che, nel formulare le leggi, la perizia tecnica e giuridica (l’arte sofistica) doveva mettersi al servizio del senso comune. Nell’esporre questi sviluppi, l’autore rievoca molti raggiungimenti dell’antica storia greca, nell’arte e nella filosofia, illuminando i nessi tra rivoluzione intellettuale e rivoluzione politica. E nel disegnare i mutamenti politici, mette l’accento, con tutte le prove di cui dispone, sul cittadino medio piuttosto che sulle figure dei capi più in vista: grazie a questa prospettiva, riesce a dare un’immagine dell’antica Grecia, quale pochi storici hanno finora tentata.

W. G. Forrest è Assistente al Wadham College di Oxford e docente universitario di Storia Antica.
Autore di numerosi saggi di storia ed epigrafia greca, sta attualmente lavorando a un libro su Sparta.

L’universo del conoscere è una enciclopedia internazionale dello scibile moderno, composta da una serie di volumi dedicati a ciascuna delle materie e appositamente scritti dai più eminenti scienziati e studiosi di tutto il mondo. L’obbiettivo è di presentare, nella nostra epoca di cc specialisti “, delle trattazioni estese e aggiornate delle singole discipline, che peraltro consentano, dov’è possibile, di vedere anche i nessi reciproci. Agevoli, chiari, adeguatamente illustrati, i volumi di questa collana si rivolgono soprattutto alla grande maggioranza dei lettori, ma possono prestarsi anche come strumenti di lavoro per gli studenti universitari e come strumenti di ragguaglio per gli uomini di cultura che vogliono informarsi di scienze, ricerche e dottrine diverse dalle loro. L’universo del conoscere esce contemporaneamente in Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Spagna, Svezia e Stati Uniti.

Lo Spaccio del Bestione Trionfante

Lo Spaccio del Bestione Trionfante

Stroncatura di Giovanni Gentile. Un libro per filosofi e non-filosofi
Autore/i: Tilgher Adriano
Editore: Edizioni di Storia e Letteratura
postfazione di Gabriele Turi. pp. 128, Roma

Una «stroncatura tecnica» definitiva dell’attualismo di Giovanni Gentile è Lo spaccio del bestione trionfante di Adriano Tilgher. Non solo «morsi, punzecchiature, colpi d’ago e di spillo», come scriveva «La Rivoluzione liberale» del 14 giugno 1925, ma una requisitoria contro il capofila degli intellettuali fascisti, che aveva teorizzato la moralità della violenza squadrista e, come ministro, aveva «rimesso il prete nelle scuole». Tilgher non si rivolgeva tanto ai filosofi di professione ma a un pubblico più vasto, lasciando così un documento rilevante della lotta politico-culturale antifascista di quegli anni, a futura memoria delle sempre risorgenti fascinazioni per gli autoritarismi.

La Tentazione dell’Occidente

La Tentazione dell’Occidente

India, Pakistan e dintorni: come essere moderni
Autore/i: Mishra Pankaj
Editore: Guanda
prefazione dell’autrice, traduzione di Federica Oddera. pp. 416, Parma

Un viaggio nelle contraddizioni del subcontinente indiano, una storia dell’impatto catastrofico della modernità sulle tradizioni millenarie di paesi come l’India e il Pakistan, un’analisi lucida del ruolo dell’Islam in regioni sempre in bilico tra tolleranza e integralismo, una fotografia precisa della crisi del Kashmir e di quella della nuova politica tibetana: Pankaj Mishra si conferma attento testimone di un mondo da noi ancora poco conosciuto. Passando da Bollywood all’Himalaya, dalla jihad pakistana alla crisi afgana, e spazzando via tutti i clichè più scontati sull’Oriente e il suo fascino, consegna il ritratto di un mondo in fermento, devastato da una modernizzazione incontrollata e da un passato che forse ancora per molto tempo si rifiuterà di passare.

Studi su Ellenismo e Filosofia Romana

Studi su Ellenismo e Filosofia Romana

Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni di Storia e Letteratura
introduzione e cura di Francesca Alesse, Arianna Fermani, Stefano Maso. pp. XI-164, Roma

In questo volume vengono raccolti cinque saggi sul pensiero filosofico greco nell’età romana. Le linee di ricerca qui proposte toccano nello specifico questioni attinenti alla filosofia stoica, a quella epicurea, a quella cinico-sofistica e all’aristotelismo di epoca imperiale.

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Introduzione di FRANCESCA ALESSE, ARIANNA FERMANI, STEFANO MASO

STUDI SU ELLENISMO E FILOSOFIA ROMANA

STEFANO MASO
Teorie stoiche in Seneca tragico

FRANCESCO VERDE
Gli Epicurei e la psicologia di Epicuro

FRANCESCA G. MASI
Sognare oggetti nascosti. La teoria onirica epicurea

ALDO BRANCACCI
Dione Crisostomo tra Cinismo, Stoicismo e Platone

SILVIA FAZZO
Alessandro di Afrodisia e il sistema aristotelico in età imperiale. Stato dell’arte e prospettive di ricerca

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La Paideia degli Umanisti

La Paideia degli Umanisti

Un’antologia di scritti
Autore/i: Gualdo Rosa L.
Editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pp. XX-396, Roma

Vengono qui raccolti i più importanti contributi di Lucia Gualdo Rosa su Umanesimo e umanisti, con particolare attenzione alla riscoperta dell’antico nel ’400, all’Umanesimo meridionale e a Leonardo Bruni, della cui opera l’Autrice è tra i massimi esperti.

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Un album di fotografie di LUCIA GUALDO ROSA
Lucia e i ’suoi’ manoscritti vaticani di MARCO BUONOCORE
Tabula amicorum

SULLA RISCOPERTA DELL’ANTICO E SU ALCUNI ASPETTI DELL’UMANESIMO
I – Le lettere di dedica delle traduzioni dal greco nel ’400. Appunti per un’analisi stilistica
II – Le traduzioni dal greco nella prima metà del ’400. Alle radici del classicismo europeo
III  – Chi ha paura della filologia classica? In margine ad un recente articolo di Riccardo Fubini
IV – Préhumanisme et humanisme en Italie: aspects et problèmes
V – La fortuna – e la sfortuna – di Seneca nel Rinascimento europeo e il contributo alla ricerca della verità dell’umanesimo romano da Lorenzo Valla a Marc-Antoine Muret

A PROPOSITO DI LEONARDO BRUNI
VI  – Bruni Leonardo (1370-1444)
VII – Una nuova lettera del Bruni sulla sua traduzione della Politica di Aristotele
VIII – Due nuove lettere bruniane e il ritrovamento del ’materiale Bertalot’
IX – Leonardo Bruni; l’Oratio in hypocritas e i suoi difficili rapporti con Ambrogio Traversari
X – La struttura dell’epistolario bruniano e il suo significato politico
XI – Le lettere familiari di Leonardo Bruni: alcuni esempi della loro diffusione in Italia nel primo Quattrocento
XII – Leonardo Bruni e le sue «vite parallele» di Dante e del Petrarca
XIII L’umanesimo civile di Leonardo Bruni: revisionismo ’made in USA’

SULL’UMANESIMO MERIDIONALE
XIV – A proposito degli epigrammi latini del Sannazaro
XV – Un prezioso testimone della Grande Cronaca di Guillaume de Nangis nella collezione del Parrasio: da Giovanni Conversini a Gasparino Barzizza
XVI – L’Académie pontanienne et l’élaboration d’une poétique du classicisme
XVII – L’Accademia Pontaniana e la sua ideologia in alcuni componimenti giovanili del Sannazaro
XVIII – Un decennio avventuroso nella biografia del Parrasio (1509-1519): alcune precisazioni e qualche interrogativo

Nota bibliografica
Bibliografia di Lucia Gualdo Rosa
Indici a cura da RITA SAVIANO

Cavalieri del Sepolcro

Cavalieri del Sepolcro

Storia e significati della milizia nell’ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Autore/i: Guadagno Valter
Editore: Settimo Sigillo
presentazione di Francesco Sicilia, prefazione dell’autore. pp. XII-308, nn. ill. a colori e b/n, Roma

I cavalieri del Santo Sepolcro costituiscono uno dei due Ordini cavallereschi, insieme con quello di Malta, attualmente riconosciuti dalla Santa Sede.
L’autore, nella prima parte, ne descrive la storia, dall’età medievale ad oggi, citando altresì una ricca bibliografia principalmente in lingua iitaliana. Viene, tra l’altro, esposto come l’attuale storiografia abbia confutato le tesi dei numerosi autori circa la presunta nascita verso la fine dell’XI secolo.
Nella parte seconda, la più originale, vengono dettagliatamente esaminati i significati dei cinque attributi di Ordine, di Equestre, del santo, del Sepolcro e l’appellativo di Gerosolimitano, che spettano di diritto a tale insigne Ordine, in altrettanti capitoli.
Molte illustrazioni a colori nel testo.

Il Cristianesimo delle Origini

Il Cristianesimo delle Origini

Scritti, protagonisti, dibattiti
Autore/i: Vouga François
Editore: Claudiana
prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Aldo Comba. pp. 304, Torino

Le prime comunità cristiane si trovarono a dover affrontare un numero impressionante di problemi: come si può conciliare la radicalità dell’evangelo con le necessità della vita quotidiana? Come convivere con le comunità ebraiche rivendicando al tempo stesso un’identità propria? Come possono le comunità domestiche influenzare la società? Questo libro, scritto da un esperto di cristianesimo delle origini, permette di comprendere i motivi che hanno permesso alla persona di Gesù Cristo e alla sua opera di conoscere una grande diffusione nel mondo del Mediterraneo nei due primi secoli della nostra era, e spiega come la nuova religione sia riuscita a penetrare in breve tempo fino al cuore dell’impero romano. In ciascuna delle tre parti – da Pasqua alla missione paolina; dalla missione paolina alla guerra giudaica; la fine del periodo apostolico – analizza gli scritti, i protagonisti e i dibattiti. Ridiscute tutte le acquisizioni più recenti della ricerca esegetica per presentarle a un pubblico sempre più interessato a conoscere la storia del cristianesimo delle origini.

Hermétisme et Emblématique du Christ

Hermétisme et Emblématique du Christ

Dans la Vie et l’Oeuvre de Louis Charbonneau-Lassay (1871-1946)
Autore/i: Salzani Stefano; Zoccatelli Pierluigi
Editore: Arché
pp. 180, nn. tavv. b/n, Milano

Louis Charbonneau-Lassay (1871-1946) est l’une des figures les plus étonnantes de la culture européenne contemporaine. Spécialiste renommé en de nombreuses disciplines (héraldique, archéologie, numismatique, légendes populaires), ami et correspondant de René Guénon, il entreprit pendant trente années, grâce à son immense érudition et sa parfaite maîtrise de l’iconographie, de vastes recherches sur le symbolisme chrétien.
N’ayant pu achever son œuvre monumentale, il est surtout connu pour son Bestiaire du Christ, auquel il convient d’ajouter d’in-nombrables études – en particulier sur la symbolique chrétienne et pré-chrétienne – parues dans les revues auxquelles il collaborait, et dont une partie importante fut réunie en volumes après sa mort.
Pour la première fois, deux spécialistes offrent une étude approfondie sur la vie et l’œuvre de Charbonneau-Lassay. Mettant à profit une abondante documentation en partie inédite, ils cernent les rapports qui liaient le symboliste aux confréries hermético-mystiques médiévales qui survivent encore secrètement (l’Estoile Internelle et la Fraternité des Chevaliers du Paraclet) et sur lesquelles les auteurs  ont mené une enquête minutieuse ; ce qui relance le débat sur la signification et le contenu authentique d’un ésotérisme chrétien aujourd’hui.

I Martiri

I Martiri

2 Volumi
Autore/i: de Chateaubriand François-René
Editore: Scuola Tipografica Editrice
avvertimento degli editori, versione di C. L. Giordano. vol. 1 pp. 328, vol. 2 pp. 224, Alba

“Nella sua prefazione l’autore de I Martiri afferma di aver scritta quest’opera per dare, con una esemplificazione, una dimostrazione più efficace dell’opinione da lui sostenuta ne «Il Genio del Cristianesimo», che il contenuto delle dottrine cristiane può servire ad ispirare e nutrire un poema epico, almeno quanto il contenuto della vecchia Mitologia.
Ma ormai la questione letteraria è da lungo tempo superata: e noi, fedeli al nostro programma, siamo stati indotti a questo lavoro di divulgazione da un un altro movente, che è indicato dalla seconda parte del titolo che portava, in origine, il poema: I Martiri, ossia il trionfo della religione cristiana. Perché è realmente questo trionfo che sta in capo alle nostre aspirazioni, e perchè la dimostrazione drammatica e storica del trionfo del Cristianesimo nascente sul Paganesimo morente, costituisce, al di sopra delle disquisizioni linguistiche e letterarie, il valore di questo lavoro e il segreto della sua fama costante e della sua sopravvivenza attraverso al cambiamento dei gusti e al continuo sopraffarsi delle scuole letterarie.[…]”

L’Uomo e l’Invisibile

L’Uomo e l’Invisibile

Saggio di etnologia
Autore/i: Servier Jean
Editore: Borla
traduzione di Giovanni Cantoni e Agostino Sanfratello pp. 438, Torino

Gli uomini occidentali hanno un alto concetto di se stessi e – tranne alcuni studiosi – sono convinti di possedere la civiltà tout-court, giudicando tutto quel che avviene in altre aree culturali alla stregua di tentativi infruttuosi oppure ancora imperfetti di giungere allo stato di cui essi godono.

Si considerano cioè come l’ultimo anello dell’evoluzione che, partita dalla scimmia, è giunta, secondo le ricostruzioni di tipo darwiniano e teilhardiano, all’attuale uomo occidentale.

Questa tematica, che rivela un sottofondo di razzismo latente, è tipica di una cultura di stretta derivazione ottocentesca. Jean Serviet, giovane etnologo di molteplici competenze, affronta questi pregiudizi diffusi con un disincantato atteggiamento critico e vaglia miti e fatti alla luce delle indagini più aggiornate sui mondi extra-europei e premoderni. Egli ci rivela che gli uomini si dimostrano fondamentalmente eguali in qualsiasi epoca e regione. Ricercano tutti una dimensione trascendente; contro ogni esperienza sensibile, credono tutti alla sopravvivenza dell’anima dopo la morte carnale. Dappertutto Servier coglie la stessa volontà di considerare l’invisibile come la sola e vera «patria umana».

Sul filo di queste analisi egli critica ogni falsificazione dell’uomo preistorico e di quello «primitivo» e ripropone all’uomo occidentale moderno misure autentiche, capaci di liberarlo dall’orgoglio confortevole per offrirgli una necessaria umiltà e un vero equilibrio. Grazie agli argomenti che affronta in chiave etnologica, in un campo cioè che sta attirando sempre di più l’attenzione del pubblico preparato, «L’uomo e l’invisibile» è un libro di interesse generale, perché tutti possono ritrovarvi la descrizione e la critica di quei «sedimenti» culturali che limitano la loro libertà spirituale.

Il Prometeo di Eschilo alla Luce delle Storie di Erodoto

Il Prometeo di Eschilo alla Luce delle Storie di Erodoto

Autore/i: Baglìo Gaetano
Editore: Angelo Signorelli
pp. , Roma

Dalla Premessa dell’Autore:

Nell’Ode composta per celebrare la vittoria di Cleandro di Egina nelle gare dell’Istmo di Corinto Pindaro fè un cenno della liberazione prodigiosa degli Elleni dall’invasione persiana, valendosi del mito di Tantalo. Questi era sottoposto da Giove al supplizio di un grande macigno, che gli pendeva sul capo, perchè aveva rubato agli Dei dell’Olimpo l’ambrosia e il nettare, e ne aveva fatto dono agli uomini mortali. Pindaro simboleggiò la Grecia sottoposta alle minaccie, alle persecuzioni e all’invasione militare dei Persiani con Tantalo sotto il supplizio del pendente macigno inflittogli da Giove, e la liberazione della Grecia dall’invasione e da ogni altra minaccia e persecuzione dell’Imperatore persiano con la liberazione di Tantalo da quel supplizio, e disse con felice brevità:

«… Qualche Nume
«a noi dalla fronte ha distolto la roccia di Tantalo, «l’insoffribile supplizio de l’Ellade» (1 ter).

Eschilo, veterano di Maratona, combattente dell’Artemisio e di Salamina e probabilissimamente amico di Milziade, Temistocle e Aristide, può avere inserito nella tragedia «Prometeo incatenato» – ricca di canti lirici, insegnamenti filosofici e morali e di configurazioni mitologiche – singoli versi, che oltre il visibile significato mitologico abbiano pure significato allusivo ad eventi e a personaggi della guerra fra l’Imperatore Serse e l’Ellade ed ai precedenti di essa, e può avervi inserito altresì taluni passi mitici più o meno ampi non riferibili a tradizione mitologica notoria, per i quali abbia derivato dalle vicende di quella guerra e dai precedenti di essa oggetto motivo e ispirazione di arte. E conviene farne l’indagine.

Non tendo a trasmutare in termini di storia elleno-persiana gli elementi mitici dell’opera d’arte su detta non conformi alla mitologia tradizionale, o difficili a intendersi nel campo della mitologia ellenica. Già abbondano i tentativi d’interpretazione allegorica della tragedia di Eschilo; ed io non penso di farne un altro, eccetto per i versi 907-910, 913-927 e 936-940, che sono interpretati generalmente come carme di rivolta dell’Uomo contro il despotismo politico, o il Fato della Natura o la Teocrazia nella vita umana, e che invece possono avere ben altro significato originario. Tendo a rilevare i dati, le situazioni e le condizioni di storia elleno-persiana secondo cui Eschilo abbia arricchito, plasmato, vivificato alcuni passi e i personaggi del suo dramma mitologico.

La ricerca delle possibili correlazioni fra talune parti della tragedia e gli eventi storici del tempo di Eschilo riesce laboriosa. Ma pure bisogna farla. Possono risultarne – credo – a) chiariti i punti più oscuri del dramma, b) rischiarati di luce nuova i personaggi Oceano e Jo, in generale finora maltrattati dai critici, – c) palpitanti di storia ellenica i versi 907-910, 913-927, – d) e animata dal possente spirito e slancio del patriottismo ateniese nel periodo da Milziade a Temistocle e fino al periodo iniziale di Aristide una buona parte della tragedia, in particolare la resistenza di Prometeo a Zeus nell’episodio finale…

e 936-940,

Come Leggere Omero

Come Leggere Omero

Autore/i: Miralles Carles
Editore: Rusconi
premessa dell’autrice pp. 168, Milano

Omero fu un personaggio storico o una figura leggendaria? La domanda è l’anima stessa della «questione omerica», l’esaltante dibattito che per secoli ha diviso gli studiosi dell’Iliade e dell’Odissea. Con questa sua opera, Carles Miralles rinnova il tema, lo amplia e lo approfondisce alla luce delle più attuali scoperte in campo storico e filologico.

I poemi omerici, afferma l’autore, rappresentano il culmine della tradizione orale che si andò sviluppando, come elemento unificatore della lingua, fra le diverse póleis del mondo ellenico. Un nutrito stuolo di aedi e rapsodi, gli Omeridi, tramandò i due poemi recitandone i versi nei palazzi reali o nelle piazze.

Forse un autore compose l’Iliade, e un secondo l’Odissea. Più probabilmente, sostiene Miralles, i poemi trassero origine da brevi canti antichi che vennero fissati prima nella tradizione orale e, più tardi, definitivamente nella scrittura, ai tempi di Pisistrato.

Le ipotesi di Miralles sono affascinanti e persuasive: gli aedi e i rapsodi di professione conferirono il nome di Omero a un mitico antenato, archetipo e modello assoluto, simbolo stesso della poesia epica.
Riuscirono così a legittimare, nella società del tempo, la loro condizione di «signori della parola».
Splendida «guida» per entrare – o rientrare – nel favoloso mondo di Achille, Ettore e Ulisse, Come leggere Omero di Carles Miralles si propone due precise finalità: chiarire i motivi per cui, dopo tanti secoli, ancora ci si appassioni alla lettura dei due poemi, e riaffermare la loro primaria importanza nella cultura occidentale.

I Sofisti

I Sofisti

Frammenti e Testimonianze
Autore/i: AA. VV.
Editore: Laterza
traduzione, prefazione e note di Maria Timpanaro Cardini pp. 192, Bari

Col presente volume s’inizia la traduzione italiana della classica opera Die Fragmente der Vorsokratiker del compianto Hermann Diels, l’unica completa e organica documentazione del pensiero greco anteriore alla speculazione socratica. Di questo pensiero, il momento, se non più profondo, certo più complesso di atteggiamenti spirituali, più ricco di risonanze pratiche, più compromettente e compromesso, insomma, di fronte al giudizio dei posteri, è rappresentato dalla Sofistica; sicché non stupisce che sia anche il più facilmente suscettibile di interpretazioni arbitrarie e di giudizi partigiani; e, insieme, quello che più vivamente fa sentire l’esigenza di risalire alle fonti, e nello sforzo di precisione e di aderenza che una traduzione richiede, delineare i confini d’un movimento, che disse certo più di quel che volle dire, ma anche, certo, meno di quanto da qualcuno gli si volle far dire.

Quel che rende difficile una valutazione critica della Sofistica, è quel suo singolare carattere di crisi: non tanto come ultima conseguenza e insieme reazione al naturalismo precedente (che anzi, da questo punto di vista, essa è molto più ortodossa di come abitualmente si creda), quanto perché da essa traggono la loro legittima origine due posizioni essenzialmente antitetiche: l’eristica e la dialettica, l’antilogica e la logica; con lo stesso diritto con cui si fa risalire alla Sofistica la responsabilità delle peggiori degenerazioni del retoricismo, si deve ad essa assegnare il merito della posizione di un problema propriamente filosofico (Protagora). Senza i padri della Sofistica non è possibile non solo Dioniso, ma neppure Sacrate.

Se ciò può dirsi in genere di ogni movimento di pensiero, in modo singolare ci sembra applicabile alla Sofistica; donde derivano le divergenze dei giudizi pronunziati su di essa, e il vario criterio seguito fin qui dai filologi nell’assegnare ai Sofisti direi quasi il loro ambiente storico. Non è qui il luogo di riferir quei giudizi, per i quali rimandiamo alla bibliografia in fondo al volume; basterà dire che essi oscillano tra queste tre posizioni estreme: svalutazione della Sofistica dal punto di vista etico, sopravalutazione di essa dal punto di vista dialettico, limitazione e riduzione del suo significato ad un puro interesse retorico. E quanto al criterio di classificazione, è da notare che prima del Diels, i Sofisti erano stati in parte annessi ai Philosophi graeci, in parte aggregati agli Oratores attici, senza alcun criterio di dipendenza, nè cronologica né tanto meno ideale…

La Fonte Greca delle Metamorfosi di Apuleio

La Fonte Greca delle Metamorfosi di Apuleio

Autore/i: Bianco Gerardo
Editore: Paideia
pp. 190, Brescia

Dalla Presentazione di Benedetto Riposati:

La critica filologica circa la fonte greca di Apuleio è rimasta ancorata, in massima parte, per più di ottant’anni, alla tesi del Burger (Berlino, 1887), che sostenne la dipendenza diretta dell’Asino d’oro di Apuleio dalle perdute Metamorfosi di Lucio di Patre, senza la mediazione del Λούϰιϛ ή ’Όνοϛ pseudo-lucianeo, il quale sarebbe, come già supponeva Fazio, una fedele epitome dell’originale greco. Un’affermazione, questa, che, pur nell’apparato fastoso delle prove, mi ha lasciato sempre alquanto perplesso, tanto che, qualche anno fa, a proposito della individuazione della fabula Graecanica, utilizzata da Apuleio, scrivevo: «In verità, esiste l’attribuzione al contemporaneo Lucio di Samosata di un Lucio o l’Asino, un romanzetto affine a quello di Apuleio; il bizantino Fozio cita un romanzo di Lucio di Patre, che potrebbe essere stato fonte comune». Ma non intesi allora, né potei in seguito, aggredire il difficile argomento.

L’acuto studio, a lungo meditato e faticosamente espresso, di Gerardo Bianco, uno dei miei più valenti allievi, giunge ora a sciogliere la mia riserva e a fugare ogni mio dubbio: non più nella perduta opera di Lucio di Patre, probabilmente una raccolta antologica posteriore, dovrebbe ricercarsi la fonte di Apuleio, bensl nell’’Όνοϛ pseudo-lucianeo, composizione originaria ed originale, amara e beffarda, non indegna degli spiriti bizzarri di Luciano e di Apuleio. Uno strappo alla critica tradizionale, un rovesciamento di posizioni, una nuova prospettiva di più efficaci valutazioni, interne ed esterne, del romanzo di Apuleio…

Magia e Spiritualità della Simbologia Animale

Magia e Spiritualità della Simbologia Animale

Origine, storia e interpretazione
Autore/i: Marchesini Roberto; Tonutti Sabrina
Editore: De Vecchi
pp. 156, nn. ill. b/n, Milano

Un libro per andare alla scoperta del significato e dell’importanza che gli animali hanno per la cultura dell’uomo.

Il rapporto uomo-animale: l’immagine animale, la paura degli animali, le superstizioni, la zooantropologia, l’animale e la conoscenza, gli animali “custodi”.

L’animale nel mito, nella fiaba, nelle leggende, nelle tradizioni popolari: bambini e animali, l’animale-guida, i mostri, gli uccelli, gli insetti, il cane, il gatto, la volpe, il lupo…

Gli animali e il futuro: la divinazione, la zoomanzia, l’oniromanzia…

Gli animali e la spiritualità: lo sciamanismo, il totemismo, l’animale tutelare…

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