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Selezione di volumi Aseq Editrice

La Frase

La Frase

Lingua cinese moderna standard – La frase semplice – Il periodo composto – Il periodo complesso
Autore/i: Madaro Federico
Editore: Edizioni SEB27
prefazione di Mao Wen, introduzione dell’autore. pp. 224, Torino

Il progetto Lingua cinese moderna standard intende presentare agli studenti di cinese – dai principianti ai più esperti – un’analisi della grammatica attraverso capitoli e paragrafi particolareggiati in cui, a fianco delle spiegazioni dei fenomeni linguistici, viene fornito dall’autore un cospicuo repertorio di esempi, cardine del lavoro articolato nei due volumi indipendenti La parola [v] e La frase.
La grammatica cinese è da sempre considerata materia di difficile inquadramento a causa di due fattori principali: la natura isolante delle parole cinesi, sostanzialmente prive di variazioni morfologiche che ne indichino tratti grammaticali o sintattici, e la prevalenza di regole posizionali rispetto alle regole sintattiche nella formazione di frasi. Per questo motivo la grammatica cinese è talvolta ritenuta in apparenza “facile” se rapportata agli altri aspetti della lingua, quali i caratteri o la fonetica. Tuttavia analizzando la materia secondo rigorosi principi grammaticali e sintattici di derivazione classica si dimostra che, se è vero che l’assenza di variazioni delle parole libera lo studente dal gravoso sforzo di memorizzazione di regole morfologiche, la mancata comprensione del complesso sistema di pesi e contrappesi di carattere posizionale finalizzati alla formazione di frasi spesso induce a commettere errori di costruzione che minano l’intelligibilità dell’enunciato.
L’analisi del periodo proposta allo studente e svolta nel volume La frase attraverso una ricca collezione di esempi d’uso, dopo un’iniziale presentazione della struttura fondamentale della frase (tema e commento), si dipana secondo tre argomenti principali: la frase indipendente, il periodo composto e il periodo complesso. Nella prima sezione vengono presi in esame i vari tipi di frase semplice (informativa, interrogativa, volitiva, esclamativa); nella seconda vengono presentate le frasi coordinate (giustapposte, correlate); nella terza si considerano i vari tipi di subordinazione (causale, ipotetica, concessiva eccetera) e le relative congiunzioni. L’ampio novero di esempi illustrativi originali è arricchito da numerose citazioni tratte da varie fonti, quali testi giornalistici, testi di saggistica e testi letterari di celebri autori moderni e contemporanei.

Federico Madaro è professore a contratto di Lingua e Letteratura cinese presso il Dipartimento di Lingue e Letterature straniere e Culture moderne dell’Università di Torino. Per più di quindici anni ha svolto attività di insegnante di lingua cinese per stranieri e di lingua italiana per cinesi presso università, istituti pubblici o privati e aziende. È autore di articoli scientifici in ambito sinologico, ha curato l’edizione italiana di opere sulla Cina e sull’Asia e ha tradotto numerosi racconti cinesi su riviste letterarie. Tra i suoi lavori il volume “Ta ma de” e altre insolenze. Il linguaggio trasgressivo nel cinese moderno (Cafoscarina, 1997).

Strenna dei Romanisti – XVI 1955

Strenna dei Romanisti – XVI 1955

Autore/i: AA. VV.
Editore: Staderini Editore
pp. 342, nn. tavv. b/n f.t., ill. b/n, Roma

SILVIO NEGRO – Appunti sull’antiroma
DANIELE VARÈ – Spettri della scalinata
CORRADO ALVARO – Lazio, commento di Roma
GIULIO CESARE SANTINI – Er pastorello de Cerveteri
LUCIANO FOLGORE – Stagioni romane
ALBERTO MORAVIA – Un caso fortunato
ANTONIO BALDINI – Bismarck e Antonio, ma niente doppio gioco
BINO SANMINIATELLI – Trilussa e i pantaloni bianchi
PIO PECCHIAI – Un vescovo e un fraticello sulla cupola di San Pietro
ADRIANO GRANDE – Notte romana
PIETIlO PAOLO TROMPEO – Al tempo del modernismo
ALDO BOZZI – Il «Quadrilatero di scorrimento»
ORFEO TAMBURI – «Amore di Roma»
GILLA GREMIGNI – Folgore e Trilussa
ANTONIO MUNOZ – Stranieri a Roma ai primi dell’ottocento
LIBERO BIGIARETTI – Cartolina dal Piemonte
GIUSEPPE ALBERTI – Enrico Fermi in un laboratorio scientifico romano
DARIA BORGHESE – Paolo Bril sconosciuto
LIBERO BIGIARETTI – Invito a Roma
VITTORIO CLEMENTE – In casa dei Romanisti
ROMOLO LOMBARDI – Colloquio co’ Augusto Sindici
SCELEDRO – I settantacinque anni del Banco di Roma
MARIO LIZZANI – Un amico d’America fra i romani del 1849
LUIGI HUETTER – Sanzioni esemplari per un crollo edilizio nella Roma del primo Ottocento
OTTORINO MORRA – Un volontario di Pio IX
GOFFREDO CIARALLI – Senza scrupoli
LEONE GESSI – Papa Benedetto XV
CECCARIUS – «Roma e il suo fiore» (ricordi del 1871)
ETTORE VEO – Pascarella e Trilussa
MARIO VERDONE – La giostra a Corea
LEONARDO KOCIEMSKI – Tarragona, figlia iberica di Roma
GIANNETTO AVANZI – Pseudonimia romana e romanesca
ALBERTO DE ANGELIS – Giovanni Sgambati: musicista fuori tempo
WOLF GIUSTI – Majkov e Roma
MARIO DELL’ARCO – Santa Marinella
GUSTAVO BRIGANTE COLONNA – Nicola Marchese
RODOLFO DE MATTEI – Pro e contro la «palla»
Padre FRANCESCO FERRAIRONI – L’ospitalità di Roma nelle sue iscrizioni latine
ARMANDO LODOLINI – Frati Agostiniani in Roma (1254-1870)
LUIGI BARTOLINI – Ritratto
GIOVANNI ORIOLI – «Arcidi» e trapezisti in Belli e Pascarella
GUGLIELMO GATTI – Una curiosa dedica di Gabriele d’Annunzio
CARLO A. ZANAZZO – E lo scirocco che scopre er gioco
ANGELO STEFANUCCI – Testimonianze straniere sui Presepi romani dei secoli XVIII e XIX
GIOVANNI INCISA DELLA ROCCHETTA – Del giardino Chigi alle Quattro Fontane
LUIGI PIROTTA – L’amore per Roma di un non romano
ARMANDO FEFÈ – L’archetti de San Giovanni e Paolo
EMMA AMADEI – Manoscritti e incunabuli alla Mostra del Libro Mariano
ALBERTO M. GHISALBERTI – Mario Menghini
FRANCESCO POSSENTI – La federazione universale
LUIGI GIORDANI – Primi passi di una clinica romana
LIVIO JANNATTONI – Metropolitana, circonvallazione, strade mobili e traslatori
ERMANNO PONTI – Ippolito diavolo matto
Il nuovo edificio per la Sede dell’Istituto Mobiliare Italiano (I.M.I.)
e dell’Ufficio Italiano dei Cambi (U.I.C.)
RENATO LEFEVRE – Gli «Indiani» a Roma
VINCENZO MISSERVILLE : Santa Maria in Cappella
NELLO VIAN – Sera su Clelia
ETTORE DELLA RICCIA – Roma è pronta ad accogliere i Giochi Olimpici del 1960
CARLO PIETRANGELI – Come fu acquistata la «Venere Capitolina»
GIORGIO BINI – Un sonetto romanesco del Belli stampato a Parigi nel 1846
SANTE MONTANARO – Fari di fede nella Roma di oggi
GIULIETTA PICCONIERI – Senza luna
FRANCESCO BARBERI – Gli avvisi a stampa nella Roma del Cinquecento
ROBERTO OLMI – Alpini a Roma
ER PUPAZZARO – Un’incisione ignorata del Piranesi
NINO BUZZI – Fiumaroli e non fiumaroli
BRUNO PALMA – Roma numero due
OTTAVIO LANCIOTTI – Chiese romane: S. Marco
GIUSEPPE BORGIOLI – I fasti di Roma avvenire
GIOVANNI BERLINGUER – Gli Ospedali disuniti
TULLO TOIlIlIANI – Una famiglia romana d’artisti
AROLDO COGGIATTI – Vincenzo Taburet
GIUSEPPE VACCHINI – Le tre Madonne ai Parioli
PIERO SCARPA – Adattamenti edilizi a Montecitorio dal ’70 in poi: dall’aula Comotto all’aula Basile
PIETRO FROSINI – Carlo Maderno architetto e idraulico
LEOPOLDO SANDRI – Pallade Bambina
Indice delle illustrazioni

Strenna dei Romanisti – XXVI 1965

Strenna dei Romanisti – XXVI 1965

Autore/i: AA. VV.
Editore: Staderini Editore
pp. 460, nn. tavv. b/n f.t., ill. b/n, Roma

EMMA AMADEI – Una mostra di preziosi documenti alla Sapienza
FABRIZIO M. APOLLONJ GHEITI – Il Tevere, questo dimenticato
GABRIELE BALDINI – Colosseo rivoltato e Maderno strizzato
ALVARO BRANCALEONI – L’urtima affittata
URBANO BARBERINI – Puccini e l’«Inno a Roma»
SANDOR BAUMGARTEN – L’Égérie de François Liszt
EMILIO BERNEm – 2 dicembre 1964: una strada di Roma intitolata al Cardinale Tommaso Bernetti
RAFFAELLO BIORDI – Dal concerto con Listz la fortuna di Tosti
FELICE CALABRESI – Fraschette
ALESSANDRO BOCCA – Godoy principe… godereccio a Roma (1812-1832)
ANDREA BUSIRI VICI – Ricordi di famiglia del 1849
AUGUSTO CARTONI – Breve storia di una rivista: «L’Illustrazione romana» di « t.t.»
GIUSEPPE CASTELLANI – L’imperatore Giuseppe II a Roma
DIEGO CALCAGNO – Tarquinia
CECCARIVS – Non soltanto Dante ha scritto la «Divina Commedia»
GIUSEPPE CERULLI-IRELLI – Il palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica
MARCELLO CAMILUCCI – Primavera a Roma
UGO CHIARELLI – Sulla piazzetta della Madon de’ Monti: o dolci baci, o languide carezze
VIITORIO CLEMENTE – Il primo abruzzese a piazza della Rotonda
FABIO CLERICI – Luci e ombre sull’idillio romano di un re
ANTONIO D’AMBROSIO – Roma e il Concilio
CESARE D’ANGELANTONIO – La «Fornarina» di Trastevere
ROMEO COLLALTI – Er bon conzijo
GIUSEPPE D’ARRIGO – L’eco der core
ROMOLO DE DOMINICIS – Nota sulla casata Altemps
ETTORE DELLA RICCIA – Una legge « infelice»: la singolare vicenda della «167»
RODOLFO DE MAITEI – Paolo de Musset a Roma
ARNALDO DE PAOLIS – Gli antemarcia del XX settembre
WLADIMIR D’ORMESSON – Rome
MARIO DELL’ARCO – Una formica / La vite
LUCIO FELICI – L’eredità della «Ronda»
ARNALDO FRATELLI – Del cenare all’impiedi
SECONDINO FREDA – La coda alla «vaccinara »
PIETRO FROSINI – Noterelle Tiberine: come fu salvata l’Isola Tiberina
FRANCESCO GABRIELI – Roma va riscoperta e riamata
C. GALASSI PALUZZI – Perché Don Juan non parlò
CARLO GASBARRI – Un centenario a S. Giovanni dei Fiorentini
LUCIANO FOLGORE – Sonetti romaneschi
GUGLIELMO GAITI – Gabriele d’Annunzio e il palazzo Zuccari
ALBERTO GELPI – Nel VII centenario della nascita di Dante Alighieri: Dante e Roma
FERDINANDO GERRA – Per il «Re di Roma» l’elmo di Cesare ed il « brando» di Traiano
CLEMENTE GIUNTELLA – Fantasmi d’antri tempi
LAVINIA GIORDANI RAINALDI – Il trasteverino teatro Amor
WOLF GIUSTI – Roma e la Campagna Romana in un romanzo boemo
ADRIANO GRANDE – La città cresce
MASSIMO GRILLANDI – I viaggi di un uomo scontento: Nathaniel Hawthorne a Roma
JORGEN BIRKEDAL HARTMANN – Ponte Molle e Cervaro
GIGI HUETTER – Pio IX e il mistero di Vivam
FRANCESCO MESSINA – Della «Pietà» emigrata
GIOVANNI INCISA DELLA ROCCHEITA – «Francesco Muto»
LIVIO JANNAITONI – La «sfogliettatura»
LEONARDO KOCIEMSKI – «La esencia de Roma»
CARLO LAURENZI – Il pittore e il mago
RENATO LEFEVRE – Le lapidi di S. Maria della Pietà
ARMANDO LODOLINI – Cento anni fa: dopo la prova del 1865 «Io resto qui solo» dirà Pio IX
ARMANDO MORICI – Via in Serci
MARIO MARAZZI – Della «pizza alla napolitana» e della «pizza alla romana»
MATIZIA MARONI LUMBROSO – Le traduzioni in dialetto della Divina Commedia nella raccolta della romana biblioteca « Marco Besso»
Da La Divina Commedia in romanesco di CLAUDIO PATRIZI
LUCIANO MERLO – Testimonianze romane sulla Mosella: il monumento dei Secundini a Igel
VINCENZO MISSERVILLE – Linguaggio delle statue romane
OTTORINO MORRA – Cronaca di un’investitura cavalleresca
EMIDIO MUCCI – Ricordo di Ezio Carabella
VIITORIO ORAZI – La Manifattura dei Tabacchi in Trastevere
CITTADINO MOSCUCCI – Canticchianno a ’la luna
GIOVANNI ORIOLI – Chiose a proverbi e modi di dire romaneschi
CAMILLO ORLANDO-CASTELLANO – Un dono di Cesare Pascarella a Vittorio Emanuele Orlando
BRUNO PALMA – Roma, la sua provincia e il suo turismo
ETTORE PARATORE – Una scoperta in Arcadia
C. PASCARELLA – Ricordi pascarelliani nella «Casa Carducci»
CARLO PIETRANGELI – Il palazzo Primoli all’Orso
ALDO PALAZZESCHI – Ponte Garibaldi
LUIGI PIROITA – Un ignorato lavoro di Antonio Vighi: il ritratto di Vincenzo Brenna
FRANCESCO POSSENTI – Er vino de li frati
SALVATORE REBECCHINI – Un sonetto inedito di G. G. Belli
AMILCARE PETTINELLI – Vecchie ottobbrate sull’Appia Antica
RENZO ROSSELLINI – Romano dalla cima dei capelli
MARIA TERESA RUSSO – La torre del Campo a Monte Giordano
GIULIO SACCHEITI – Una mongolfiera napoleonica in Vaticano
GIULIO SANTANGELO – Progenitura di Pasquino
FABRIZIO SARAZANI – Alla ricerca di Roma del 1943
GAETANINA SCANO – Una strenna per la «Strenna»
EDOARDO SALA – Il San Giuseppe al Trionfale
ARMANDO SCHIAVO – Il monumento sepolcrale di Alessandro VIII
MARIA SIGNORELLI – Burattini a Roma, 1964
REGINA SORIA – Lo studio di Ezekiel alle Terme di Diocleziano
ALBERTO SPAINI – Quanto era bella Vittorina Lepanto…
GIUSEPPE VACCHINI – ’Na bevuta a garganella
ALFREDO SIGNOREITI – Padre Giovanni Genocchi
MARIO VERDONE – «L’usanza der custume»
NELLO VIAN – Virtù romane antiche
ENNIO VIERO – Vecchio sport romano: tempi e cose di allora
LUIGI VOLPICELLI – Roma di ieri e di oggi: memorie di piazza Vittorio
SANDRO ZAPELLONI – La crisi dell’industria romana
Indice delle illustrazioni

Strenna dei Romanisti – XX 1959

Strenna dei Romanisti – XX 1959

Autore/i: AA. VV.
Editore: Staderini Editore
pp. 320, nn. tavv. b/n f.t., ill. b/n, Roma

CARLO GAUSSI PALUZZI – Pio XII Civis Romanus
GIOVANNI ORIOLI – Trompeo romanista
NELLO VIAN – Umanità del bibliofilo Trompeo
GIULIO CARCANI – Pietro Paolo Trompeo a Palazzo Doria
LUCIANO FOLGORE – Notte a Piazza S. Pietro
RENZO U. MONTINI – Ventidue i Papi di nome Giovanni
ANTONIO BALDINI – Saluto a nove romani con sessantanove aprili dietro di sé
G. B. ANGIOLETTI – I romani nuovi
GIORGIO BINI – Decadenza del gusto o evoluzione della cucina romana
GIUSEPPE ALBERTI – Le campane di Palazzo Madama
MARIO DELL’ARCO – Funtan de Trevi, L’ape barberina, La camionetta
ETTORE PARATORE – Roma da Augusto a Claudio in una stimolante rievocazione romanzesca
GUGLIELMO DE ANGELIS D’OSSAT – Inedito palladiano e palazzetto romano
PIO PECCHIAI – La flotta pontificia nelle secche finanziarie
ANTONIO MUÑOZ – Un ritrattino di Gaetano Braga modellato da Costantino Barbella
ARMANDO FEFÈ – L’istruzzione ar giorno d’oggi
OTTORINO MORRA – L’«Opus Magnum» di Luigi Huetter: Le iscrizioni di Roma dal 1871 al 1920
SCELEDRO – Progresso!
CESARE PASCARELLA jr. – Pascarella in famiglia
RENATO LEFEVRE – Una lapide all’Aracoeli per Pietro della Valle!
ADRIANO GRANDE – Stagioni a Roma
GIGI HUEITER – Vigili, memori e burloni i «vendicatori» del Nolano
LUIGI VOLPICELLI – Interno d’osteria
GIOVANNI INCISA DELLA ROCCHETTA – «Tognina» ed «Arrigo peloso»
VITTORIO CLEMENTE – L’ultimo racconto di Augusto Jandolo
ANTON GIULIO BRAGAGLIA – Terza Saletta 1910
ALESSANDRO BLASETTI. – Tutt’impressione
RENATO MUCCI – Vita di una famiglia romana all’epoca bella
DARIA BORGHESE – Un artista nordico del Settecento a Roma ingiustamente dimenticato: Wenzel Peter
CARLO PIETRANGELI – L’«Accademia del Nudo» in Campidoglio
ARMANDO LODOLINI – Una nuova vecchia biblioteca: quella di S. Michele
MARIO UGO GUATTARI – Libri usati
ALBERTO DE ANGELIS – La seconda «Tribuna»
WOLF GIUSTI – Un amico di Dostoevskij a Roma
FRANCESCO RUSPOLI – Il ruscello, Maremma morta
RODOLFO DE MATTEI – Sepolcri romani di poeti
EMMA AMADEI – Il Settecento a Roma
SCIPIONE TADOLINI – La funzione del centro storico di Roma nel nuovo Piano Regolatore
FERNANDO CECCARELLI – Sull’uniforme dei portalettere di Roma nel 1851
GIOVANNI LERDA OLBERG – Un pittore russo a Roma: Oreste Adamovich Kiprenski
MARIO VERDONE – Canti romani di Filippo Pistrucci
MARIO MARAZZI – Via Tuscolana o Via Tusculana?
CARLO A. ZANAZZO – Pietro
GUGLIELMO GATTI – Il Torneo di Roma del 1893
VINCENZO MISSERVILLE – Primo maggio nella selva ariccina
ETTORE DELLA RICCIA – 1959: Il punto sulle Olimpiadi
ARMANDO SCHIAVO – Un ignorato progetto d’Innocenzo XIII per la piazza di Trevi
FABIO CLERICI – Quattro statue a Villa Borghese e un complotto contro Bonaparte
ROMOLO LOMBARDI – San Giuvannino de la Marva
LIVIO JANNATTONI – Centenario della linea Roma-Civitavecchia: Omaggio di pesce fresco a Papa Mastai con il primo convoglio della «Pio-Centrale»
FABRIZIO SARAZANI – L’ultimo papa straniero: Adriano VI
ANDREA BUSIRI VICI – Giovanni Rotti e la sua discendenza
LEONE GESSI – Dove mi fermo?
FRANCESCO POSSENTI – Le nonne
FERNANDO STOPPANI – Una colonna del Foro Romano a Sabbioneta
PIERO SCARPA – La scuola romana di Tommaso Minardi segnò la fine in Europa del neoclassicismo in arte
DOMENICO MAZZOCCHI – Da Piazza Mastai alle rive del Lario
RAFFAELLO BIORDI – Ricordo di Saltelli
NINO BUZZI – Carnovale
LUIGI GIORDANI – Ricordi di campagne antimalariche
MARIO BOSI – «Facemo bene adesso che havemo tempo»
FRANCESCO FERRAIRONI – Come l’ara di Apollo divenne l’ara di Maria
AMILCARE PETTINELLI – L’arco de’ l’acetari
LEONARDO KOCIEMSKI – Briciole secentesche di Storia romana: In giro intorno a Piazza di Spagna…
CECCARIUS – Cento anni fa: il 1859 in Roma
LUIGI PIROITA – Due mancati Presidenti dell’Accademia di San Luca (Giovanni Battista Ricci e Nicola Poussin)
CARLO GASBARRI – Un centenario a passo ridotto
EZIO CARABELLA – Perosi nella Roma principio di secolo
MARCELLO P. PIERMAITEI – Salviamo la veduta del Tevere
EDOARDO SALA – Piazza Navona
ARMANDO MORICI – Il «Pompierone»
AROLDO COGGIATTI – Alberto Mancini
GIUSEPPE VACCHINI – Addio «mano di Cicerone»…
EUGENIO DI CASTRO – Bersaglieri…
Indice delle illustrazioni

Strenna dei Romanisti – X 1949

Strenna dei Romanisti – X 1949

Autore/i: AA. VV.
Editore: Staderini Editore
pp. 382, nn. tavv. a colori e b/n f.t., ill. b/n, Roma

La Medaglia d’Oro al valor militare a Roma
IVANOE BONONI – Testo dell’epigrafe celebrativa del centenario della Repubblica Romana del 1849 (autografo)
LUIGI SALVATORELLI – Mazzini unitario e triumviro
ALBERTO M. GHISALBERTI – Una corrispondenza tra Mazzini e il generale Roselli (documenti inediti)
EMILIA MORELLI – Garibaldi e Manara il 23 giugno 1849 (documenti inediti)
MARIO LIZZANI – «1849» – Paolo Narducci ed un suo Diario inedito
EGILBERTO MARTIRE – Ugo Bassi alla difesa di Roma
LEONE GESSI – I tre «M» del Risorgimento
EMILIO RE – Aspi, fusi e telai in Trastevere
PIETRO ROMANELLI – Natale di Roma 1849
LEOPOLDO SANDRI – Il Comune di Roma nel 1848-49
ULDERICO ROLANDI – Musica e teatro a Roma nel 1849
GIGI HUETTER – L’Ospedale dei Fatebenefratelli per i feriti del 1849
RODOLFO DE MATTEI – Guerra e pace di Renan a Roma
LIVIO IANNATTONI – Ombre e figure anglosassoni nella Roma del ’49
LEONARDO KOCIEMSKI – I Polacchi alla difesa di Roma nel 1849
ALESSANDRO BocCA ~. Un cimelio ignorato delle cannonatf del 1849
GUSTAVO BRIGANTE COLONNA – Callimaco Zambianchi
ALDO UMBARDI – Un aneddoto su Ciceruacchio
MARCELLO PIERMATTEI – L’allegra finanza di oggi e la finanza di ieri della Repubblica Romana
RENATO LEFEVRE – Il cittadino comandante Alessandro Cialdi
G. G. BELLI «cittadino» suo malgrado (a cura di LIVIO IANNATTONI)
G. G. BELLI – Al signor Giuseppe Mazzini
TRILUSSA – Aforisma
PIETRO PAOLO TROMPEO – Da romanesco a italiano
AUGUSTO JANDOLO – L’Annunciazione
ANTONIO BALDINI – In cerca di una casa dove Leopardi non ha abitato
ALDO GNOLI – La distruzione del ponte dell’Ariccia
DESIDERIA PASOLINI – Due principi giacobini e la loro discendenza
GIULIO CESARE SANTINI – Le domanne der pescatore
In memoria di ARTURO MURATORI e di CESARE G. MARCHESINI
PIO PECCHIAI – Il Bernini furioso
CECCARIUS – Ricordo dei Borboni a Roma
P. ROMANO – Son tornati i gatti!
ROMOLO LOMBARDI – La corsa de li «Barberi»
ALESSANDRO BLASETTI – Fabiola – perchè?
ANTONIO MUÑOZ – Cennere
ANTONIO MUÑOZ – Sbafatori
ETTORE VEO – «Gandolin», Roma e il romanesco
SILVIO GIUSEPPE MERCATI – Briciole documentarie intorno a Francesco Cancellieri
VITTORIO CLEMENTE – L’osteria nella poesia romanesca
GOFFREDO CIARALLI – La porta
F. PAOLO GIORDANI – Gli epigoni stranieri del Canova a Roma
NELLO VIAN – Un manifesto contro le «Forche Caudine»
GIUSEPPE DE MORI – Il palazzo Della Rovere già dei Penitenzieri svelato e salvato da crollante rovina
ATTILIO TAGGI – ’No sposalizzio tra fiuri
ALESSANDRO TOMASSI – Caius Plinius Secundus
PUBLIO MORBIDUCCI – La maschera di Mascagni
MARIO DELL’ARCO – San Pietro
T. A. POLAZZO – La Spina – La Portica – I Borghi
PIERO SCARPA – Il «Sor Peppino» Marchetti
NINO BUZZI – Du’ fazzoletti
ORAZIO AMATO – Ho visto Roma
EMMA AMADEI – Un curioso «giornale» romano del Cinquecento
CosTANTINO BOSCA – Er tema – L’urtimo volo
ARMANDO MORICI – Un ladro
ANTONIO SPINOLA – Er medico mio
GIOVANNI INCISA DELLA ROCCHETTA – Due quadri di Iacopo Zucchi per Santa Maria Maggiore
FELICE CALABRESI – Sogni tresteverini
ANNA RUSSO PISANI – La piccola Roma del Brabante
GIUSEPPE COLECCHI – Gualtiero Sbardelli
FRANCESCO POSSENTI – Sveja a le sei
UMBERTO CESARONI – Acquarelli trasteverini
LIVIO GASPERINI – Concerto d’estate
GIULIO CARCANI – Briciole ottocentesche
FRA PISELLI – Er marito bôno
FRANCESCO LETI – I miei compagni di scuola del «Marniani», quelli che la guerra uccise!
OTTAVIO LANCIOTTI – Santa Cecilia in Trastevere
GINO TESTI – Organizzazioni scientifiche giovanili in Roma
PEPPINO PARTINI – Piazza di Spagna
PAOLO TUCCIMEI – Un Reggimento romano
FILIPPO TARTUFARI – L’Arte more
AROLDO COGGIATTI – D’Artagnan mio malgrado
MARIO LUCIANI – Temporale
ENRICO TADOLINI – Checco Marconi e la sua villeggiatura ad Albano
GIULIO LANDINI – La «Cantina di Romoletto»
GIORGIO BRUGNOLI – La vita turistica di Roma alla fine del secolo XVIII
MARIO VERDONE – Il Tasso nel mondo belliano
Indice delle illustrazioni

Strenna dei Romanisti – VII 1946

Strenna dei Romanisti – VII 1946

Autore/i: AA. VV.
Editore: Staderini Editore
pp. 304, nn. tavv. a colori e b/n f.t., ill. b/n, Roma

PIETRO PAOLO TROMPEO – «Gaudium magnum»
LIBERO BIGIARETTI – I nove mesi di Roma
LEONE GESSI – Padre Pancrazio (1872-1945)
ROSARIO ASSUNTO- Fra le quinte e dietro le quinte
ALESSANDRO TOMASSI – Alessandro Canezza medico romano
RENATO GIANI – Piccola società
DOMENICO PURIFICATO – Il colore di Roma
GIORGIO CAPRONI – Miseria all’orlo di Roma
AUGUSTO JANDOLO – Casette sur fiume
MARIO LIZZANI – Roma dalla penna di Oronzo
GIUSEPPE LUGLI – Piccole avventure romane di un archeologo militante
ANTONIO BALDINI – Liceo « Ennio Quirino Visconti» – Licenziandi del 1908
GIULIO CESARE SANTINI – Er lampionaro
GIGI HUETTER – Misticanza trasteverina
GUIDO MARTELLOTTI – Mitologia di famiglia
EMILIO RE – Il marciapiede
NICOLA PORZIA – Ricordo di Giovanni Staderini
ANTONIO MUNOZ – Segreti d’amore
EMILIO LAVAGNINQ – Migliaia d’opere d’arte rifugiate in Vaticano
LUIGI CERQUETTI – Eleonora Duse nella prima rappresentazione a Roma della «Francesca da Rimini»
GUSTAVO BRIGANTE COLONNA – Memorie di un romano dell’Ottocento
GOFFREDO CIARALLI – È passata la guerra
ETTORE VEO – Note belliane
CECCARIUS – La contabilità di Pinelli
ALCESTE TRIONFI – I gatti archeologici
MARIO DELL’ARCO – L’angioli
FERNANDO CECCARELLI – Il luco dei fratelli Arvali
VITTORIO CLEMENTE – Piazza della Rotonda
LUCIANO FOLGORE – Occhio alla trippa
FORTUNATO BELLONZI – Sera nel Foro romano
FRANCESCO CHIGI DELLA ROVERE – La villa Laurentina di Plinio il Giovane ed i suoi accessi
P. ROMANO – Un poeta stra del Cinquecento contro le «segnorine»
ERMANNO PONTI – Il fratello del «Sor Tito» e « La presa di Maccarese»
FEDERICO MASTRIGLI – Il tempio di Agrippa
ROMOLO LOMBARDI – Le finestre der cortile
VIRGILIO ORSINI – Passeggiate romane
RAFFAELLO BIORDI – I cinque amori di Ettore Romagnoli
F. PAOLO GIORDANI – Un umanista singolare: Ferdinando Tomei
BONAVENTURA TECCHI – Campagna romana
LEOPOLDO SANDRI – Vita e morte di Momo
ANTONIO SPINOLA – Sur ventajo de Nina mia
PIERO SCARPA – Un poliziotto diplomatico dell’Ottocento
MARCELLO P. PIERMATTEI – Ricordi di un viaggio di romani in Romania
ARMANDO FEFÈ – Capanna morta
ORAZIO AMATO – Storia di una barba
VALERIO CIANFARANI – «Camera di studio» di Luigi Canina
PEPPINO PARTINI – «Delagrange volerà…»
PIO PECCHIAI – I soggiorni romani di Paolina Buonaparte
ARTURO MURATORI – Ore calle
MARIO BOSI – La villa Lancellotti già Gangalandi sulla via Salaria
GINO CARRERAS – Case popolari
NINO BUZZI – Tordinona
RODOLFO DE MATTEI – Esilio delle immagini
EMMA AMADEI – Bramante a Roma
AROLDO COGGIATTI – La scelta delle balie
MARIO ESCOBAR – Lo buonnì, sore meia, chinto stai?
AULO GRECO – Giovanni Briccio commediografo romano del Seicento
RENATO LEFEVRE – La spedizione di deportati politici in Brasile nel 1837
ARMANDO MORICI – Una tela sul lago di Bracciano
OTTAVIO LANCIOTTI – S. Maria in Trestevere
ENRICO PUCCI – Un Concistoro di quattro Papi
Largo dei Librari (Bibliografia romana tra due Natali di Roma, a cura di CECCARIUS)
Indice delle illustrazioni

Strenna dei Romanisti – VIII 1947

Strenna dei Romanisti – VIII 1947

Autore/i: AA. VV.
Editore: Staderini Editore
pp. 296-80, nn. tavv. a colori e b/n f.t., ill. b/n, Roma

IVANOE BONOMI – Ricordi della Repubblica Romana del 1849
AUGUSTO JANDOLO – «Civis romanus sum»
MARCELLO PIACENTINI – Ricostruiamo l’Augusteo
FEDERICO HERMANIN – Il palazzo di Domenico della Rovere In Borgo
LUIGI DE GREGORI – Umberto Gnoli
PIO PECCHIAI – I vini alla mensa dei pontefici
ARTURO MURATORI – Santa Maria Maggiore
PIETRO PAOLO TROMPEO – Ricordo romano di Paul Hazard
FRANCESCO CHIGI – A Roma nel 1798
F. PAOLO GIORDANI – Con Pascoli sull’Aventino
P. ROMANO – Buffalo Bill a Roma
VALERIO MARIANI – Michelangelo per le vie di Roma
GOFFREDO CIARALLI – È reduce
E. V. – Giggi Pizzirani
LEOPOLDO SANDRI – Il 1847 a Roma
DEOCLECIO REDIG DE CAMPOS – Un probabile ritratto di «Serapica» dipinto da Raffaello
LUIGI CERQUETELLI – Tracce di Paganini a Roma
MARIO DELL’ARCO – Carosello – Ca vallo morto
RENZO ROSSI – Una canzone romanesca di Leopoldo Mugnone
ARMANDO FEFÈ – La campana de San Rocco
CARLO ALBERTO PETRUCCI – L’orso epilettico
LUIGI BARTOLINI – Giro Roma con un carretto di patate – La borsa nera a metà prezzo
ETTORE VEO – Belli e belliani in un carteggio inedito
ROMOLO LOMBARDI – «Affaccete Nunziata»
ALCESTE TRIONFI – Le feste romane per «il perdono»
GIGI HUETTER – Spunti romani nel Porta
MARIO LIZZANI – Romaneschi in esilio
LIVIO GASPERINI – Inverno a piazza del Laterano
VITTORIO CLEMENTE – La Croce della carità
ARMANDO MORICI – Casetta abbandonata
GUIDO MARTELLOTTI – Giggi er buciardo
RENATO LEFEVRE – Tra giornali e riviste
GUSTAVO BRIGANTE COLONNA – Mazzini al Quirinale
ANTONIO SPINOLA – Tramonto romano
FERNANDO CECCARELLI – Il pittore Francesco Grandi nella sua attività di caricaturista
AUGUSTA L. FRANCIS – «Lux lucet in tenebris»
MARCELLO M. PIERMATTEI – «Li pizzardoni» di ieri, «le guardie municipali» di oggi ed i vigilanti dell’Urbe di domani
ORAZIO AMATO – Un grande mandolinista romano
LIVIO IANNATTONI – John Bell
LUCIANO FOLGORE – Impressioni romane
GIOVANNI INCISA DELLA ROCCHETTA – Ricostnizione d’un Pintoricchio borgiano
FILIPPO TARTUFARI – Davanti ar Coloseo
PIERO SCARPA- Cinquant’anni di sport a Roma
A. M. COLINI – La iscrizione dei «Trofei di Mario»
RODOLFO DE MATTEI – Filosofi in Vaticano
VINCENZO DE ANGELIS – Pascarella in Ciociaria
NINO BUZZI – L’angelo custode
CECCARIUS – I funeri di Madama Madre
EMMA AMADEI – Il Teatro delle Dame
ALESSANDRO TOMAssi – II Colosseo nella seconda metà del secolo XVII
C. – Federico Mastrigli
CESARE G. MARCHESINI – Degas a Roma
OTTAVIO LANCIOTTI – La prima Associazione fra i Romani e un sonetto profetico
AROLDO COGGIATTI – Belati e morsi
FELICE CALABRESI – Porta San Paolo
RAFFAÉLLO BIORDI – Il «cocciaro» di via Marforio
FRANCESCO FERRAIRONI – Ricordo di padre Pasquali
EMILIO RE – L’Artigianello
PEPPINO PARTINI – Pio IX benefattore occulto
RINALDO FRAPISELLI – Cunziglie buone
ANTONIO BUDINI – Gli uffici romani della «Nuova Antologia»
LEONE GESSI – Mondo di ieri
ANTONIO MUÑOZ – Sinonimi del dialetto romanesco
Indice delle illustrazioni
In appendice: Largo dei Librari (Bibliografia romana tra due Natali di Roma, a cura di CECCARIUS)

Strenna dei Romanisti – XXI 1960

Strenna dei Romanisti – XXI 1960

Autore/i: AA. VV.
Editore: Staderini Editore
pp. 332, nn. tavv. a colori e b/n f.t., ill. b/n, Roma

FABRIZIO SARAZANI – Silvio Negro
ANTONIO BALDINI – La sola cosa che costava un soldo (a Roma, nel 1929)
LIBERO BIGIARETTI – Roma e Torino . ETTORE PARATORE – La Città universitaria
ANTONIO MUÑOZ – Don Ignazzio
ALBERTO MORAVIA – L’impressione
PIO PECCHIAI – Una seduta memorabile alla Sacra Congregazione dei Riti (24 novembre 1725)
VITTORIO CLEMENTE – Giggi Zanazzo poeta e folklorista romanesco nel centenario della sua nascita
OTTRINO MORRA – Montini: tristezza di un ricordo
MARIO DELL’ARCO – Er gatto nero / Er gatto bianco
RENATO MUCCI – Il vecchio «Mamiani»
GUGLIELMO DE ANGELIS D’OSSAT – Le altane di Onorio Lunghi
LUCIANO FOLGORE – Calendario
LUIGI VOLPICELLI – Il grissino
DARIA BORGHESE – Uno stemma e una rosa (cimeli della Ven. Camilla Orsini Borghese)
SALVATORE REBECCHINI – In margine alle Olimpiadi Romane
GUGLIELMO GATTI – Quadretti della « Roma sparita» nei romanzi di Gabriele d’Annunzio
FRANCESCO RUSPOLI – Pax / Il ginepro
NELLO VIAN – Alla conquista di Roma
FABIO CLERICI – L’enigma di un Bonaparte romano
CARLO PIETRANGELI – Palazzo Braschi in lotteria
GIGGI HUETTER – Quel mestieraccio brutto d’«epigrafaio»…
VIRGILIO TESTA – Le Olimpiadi e l’E.U.R.
LEONE GESSI – Il dramma dei Carafa
LEONARDO KOCIEMSKI – A Roma
GIOVANNI ORIOLI – Asterischi bibliografici Belliani
LUCIANO MERLO – Alberghi e zone alberghiere nella storia del turismo romano
ELIO FILIPPO ACCROCCA – Vigna Clara
CESARE D’ONOFRIO – Brigantaggio di Roma e dintorni
CARLO GALASSI PALUZZI – Gli Studi Romani nel mondo
ERMANNO PONTI – Un’Accademia per ridere
ETTORE DELLA RICCIA – Ricordo di Guglielmo Ceroni
FRANCESCO POSSENTI – Er poeta
GIULIO SACCHETTI – Un episodio della Roma napoleonica
ALESSANDRO BOCCA (SCELEDRO) – Le anguille in Campomarzio
MARCELLO SPAZIANI – Stendhal e il Tableau de Rome vers 1814
GIOVANNI INCISA DELLA ROCCHETTA – Niccolò Cosimi «virtuoso di violino»
ARISTIDE CAPANNA – Mario Barberis
MARIO UGO GUATTARI – Er tempo s’è fermato
LIVIO JANNATTONI – La Roma degli alberi
ARMANDO LODOLINI – La tipografia di Clemente XI nella «Sapienza»
BRONISLAW BILINSKI – Un poeta polacco a Roma: Juliusz Slowacki
MARIO VERDONE – I moccoletti di martedì grasso
FRANCESCO FERRAIRONI – Roma antica nella Roma moderna
CARLO GASBARRI – Vecchia Roma del primo Novecento
NINO BUZZI – Lo specchio
SANDRA ZAPELLONI – L’avvenire urbanistico di Roma e del Lazio
RODOLFO DE MATTEI – Celebrità in albergo
UMBERTO NISTRI – Nostalgia di Roma
ORFEO TAMBURI – Appunti 1928
C. PASCARELLA – Un dimenticatissimo sonetto di Pascarella
ROMOLO TRINCHIERI – Un ignorato monumento romano del IV secolo
ROMOLO LOMBARDI – La coscenza
BRUNO PALMA – 1960: ponti, viadotti, strade
CECCARIVS – Con Antonio Baldini (ricordi di giovinezza e di scuola)
RENATO LEFEVRE – In attesa delle Olimpiadi: La flotta del Papa al lago di Castello
ALBERTO DE ANGELIS – La Discoteca di Stato
LUIGI PIROTTA – Thomas Harrison architetto inglese accademico di San Luca per sovrano motu proprio
VINCENZO MISSERVILLE – «Romano lo volemo» (er cocommero)
CARLO A. ZANAZZO – Er presente, er futuro
WOLF GIUSTI – Massimo Gorkij a Roma
EMMA AMADEI – Giuliano dei Medici eletto cittadino romano nel Natale di Roma 1513
MIRCEA POPESCU – Un «romeno de Roma»: Giorgio Asachi
PIETRO BELLONI – La stilografica
GIANNA MAURO CASTRO – Colsi le viole del Palatino
ANDREA BUSIRI VICI – L’uniforme degli Accademici di San Luca
MARIO BASI – I «Sacconi rossi»
ARMANDO MORICI – Goffredo Ciaralli
AMILCARE PETTINELLI – Er vecchio sartore
AROLDO COGGIATTI – Chi vvô vive e ccampà bbè, piji er monno come viè
DOMENICO MAZZOCCHI – Vecchi scacchisti romani
RAFFAELLO BIORDI – Un elefante celebre e il suo insigne custode: Annone e G. B. Branconio
GIUSEPPE VACCHINI – Parlò una volta sola «er Purcin de la Minerva»

I Dialoghi

I Dialoghi

Autore/i: Confucio
Editore: Se
con uno scritto e cura di Edoarda Masi. pp. 184, Milano

“Il Lunyu («Dialoghi», «Conversazioni») è attribuito dalla tradizione ai discepoli di Kong Qiu (Kong Zhongni, Kongzi: 551-479 a.C.), da noi conosciuto col nome latinizzato di Confucius, secondo il modo dei missionari cattolici. Si tratta in realtà di un testo composito, pervenutoci nella redazione del II secolo a.C. (dinastia Han) rivista e commentata dal filosofo Zhu Xi (secolo XII), il grande organizzatore del sistema di pensiero noto in Occidente come neoconfucianesimo, che ha costituito l’ortodossia nella classe dominante dal tardo medioevo alla fine dell’impero. Pur non essendo accredita- bile come opera autentica e integrale dei discepoli di Confucio, il Lunyu resta tuttavia, fra i classici indebitamente a lui attribuiti, quello che in modo più diretto reca le tracce del pensiero del Maestro, e nel quale con più immediatezza è rappresentata anche la sua figura d’uomo.” (Dallo scritto di Edoarda Masi)

(Jueli, Shantung, 551 ca – Qufu, Shandong, 479 a.C.) pensatore cinese. La sua biografia, deformata dalla leggenda, è esposta nelle Memorie storiche (Shiji) di Sima Qian, risalente all’86 a.C.; di certo si sa che, nato povero, entrò come funzionario al servizio del sovrano dello stato di Lu (nell’attuale Shandong), raggiungendo una posizione elevata. Costretto all’esilio in seguito a intrighi politici, dal 497 ca peregrinò come letterato itinerante da una corte feudale all’altra tentando di introdurvi le sue teorie sulle giuste e armoniose relazioni sociali. Deluso, si volse all’insegnamento privato, raccogliendo intorno a sé numerosi discepoli e dedicandosi alla raccolta, alla sistemazione e al commento degli antichi testi: lo Shijing (Libro delle odi); lo Shujing (Libro della storia); lo Yijing (Libro dei mutamenti); e il Liji (Memorie dei riti) oltre allo Chunqiu (Annali Primavera-Autunno), una cronaca degli avvenimenti dello stato di Lu dal 722 al 472 a.C. L’insegnamento di C. ci è pervenuto grazie ai suoi discepoli che lo esposero diligentemente nel LunYu (Dialoghi o Analetti). Base storica del pensiero di C. furono le ambivalenze del suo tempo, che vide il disgregarsi della vecchia struttura «feudale» e del suo sistema etico parallelamente all’avvio di quel processo di trasformazione politica, economica e sociale che si sarebbe concluso con la fondazione dell’impero unitario degli Han alla fine del III secolo a.C. Richiamandosi costantemente alla tradizione C. pose al vertice dei valori umani le virtù della rettitudine e della benevolenza (o umanità): virtù di carattere eminentemente sociale e «pubblico» che da un lato legittimano l’autorità, dall’altro devono costituire il fondamento delle relazioni sociali. Struttura di base della società è la famiglia e lo stato stesso viene concepito come una grande famiglia (l’imperatore viene definito come padre e madre dei suoi sudditi) retto da principi rigidamente gerarchici; garanzia di conservazione e stabilità è l’osservanza dei riti, minuzioso e inderogabile insieme di regole di comportamento formale. Per il suo carattere insieme morale e politico, immanentistico e laico, il pensiero di C. fornì alla classe dei funzionari-letterati Han la base ideologica che sostenne la formazione e il perpetuarsi dello stato burocratico cinese.

La Superstiziosa Religione

La Superstiziosa Religione

Storia e antropologia tra manoscritti inediti, vampirismo, trombe d’aria e formulari di magia
Autore/i: Fragale Luca Irwin
Editore: Mimesis
introduzione dell’autore. pp. 118, nn. ill. b/n, Milano

Il Mediteranneo e il Mezzogiorno. E poi la Sicilia, la Lucania e il Molise: teatri di vicende superstiziose legate a filo doppio a una fede cattolica sedicente e incoerente, che qui riemergono anche dall’analisi storica e contenutistica di alcuni documenti inediti – manoscritti dal Cinquecento in poi – che retrodatano e avvicinano all’Italia le prime credenze vetero-vampiristiche, che smascherano le pratiche magiche messe in atto da un ottocentesco prete di campagna, e che dipingono la sublime blasfemia del rituale marinaro del ‘taglio’ delle trombe d’aria.

Luca Irwin Fragale è dottorando di ricerca in Storia delle Dottrine e delle Istituzioni Politiche, presso La Sapienza ed è docente di Araldica Descrittiva presso alcune Scuole di Archivistica, Paleografia e Diplomatica. A Bologna ha conseguito la laurea in Giurisprudenza con una tesi in Storia del Diritto, e il diploma d’Archivistica. Storico della Massoneria, ha all’attivo numerosi articoli, capitoli di miscellanee, e monografie tra cui Microstoria e Araldica. Tra le prossime pubblicazioni, la trascrizione del manoscritto trilingue Diario del viaggio in Europa intrapreso da Alessandro Mazzàrio nel 1836. Suo è il blog Alba fragalia araba.

Ludus Mundi

Ludus Mundi

Idea della filosofia
Autore/i: Saviani Lucio
Editore: Moretti & Vitali
con un poemetto di Pasquale Panella, postfazione di Aldo Masullo. pp. 224, Bergamo

Il gioco: il più eversivo dei pensieri. Da sempre esorcizzato dalla metafisica, l’abissale pensiero del gioco innesca una carica esplosiva sotto concetti cardine della filosofia come il fondamento, la verità, l’apparenza, il mondo. A vacillare è soprattutto la “realtà”. Nel mondo del gioco, realtà e irrealtà trapassano una nell’altra.
Dal fulmine “che tutto governa” di Eraclito a La tempesta di Giorgione, dal terribile Chronos al “gioco come simbolo del mondo” di Fink, dal “fanciullo che gioca” di Nietzsche ai giocattoli di Baudelaire, da Amleto al gioco ermeneutico di Gadamer e di Heidegger, dalle bambole di Rilke al non-so-che di Jankélévitch, fino alla “scacchiera infinita” di Derrida sul tavolo di Duchamp.
Attraversando il labirintico, enigmatico pensiero del gioco, Lucio Saviani lascia emergere una potente idea della filosofia. In un tempo di crisi dei fondamenti, ma anche di fondamentalismi identitari, la filosofia si fa pratica del limite ed esercizio di radicale finitezza, costante vigilanza e indisponibilità a ogni potere. Una filosofia che libera il suo originario spirito anarchico nel pensare il nostro essere al mondo, nel tempo della fuga degli dèi e dell’infinità dei mondi.

Vivekacūḍāmaṇi

Vivekacūḍāmaṇi

Il gran gioiello della discriminazione
Autore/i: Sankara
Editore: Asram Vidya
quarta edizione riveduta, prefazione e cura di Raphael. pp. 328, Roma

Che cosa intendiamo per realtà? Con quali strumenti o mezzi possiamo raggiungerla? A quali risultati porta la conoscenza della realtà?
L’individuo occidentale, in linea di massima, interpreta la realtà in base alle forme-immagini che la sua mente crea dietro rappresentazioni sensoriali assai limitate. Siamo soliti speculare su ciò che è la nostra particolare immagine-universo, anziché sulla realtà in sé. Il mondo che ci circonda è sempre un mondo rapportato alla nostra interpretazione mentale, basta spostare la focalizzazione e la dimensione ché simile mondo acquisti interpretazione e realtà diverse. Quando un qualunque dato oggettivo cade sotto la nostra percezione sensoriale-mentale, esso viene rapportato e modificato da quella nostra stessa percezione e proiettato come dato reale e assoluto.
In Oriente, ma anche nell’Occidente classico, soprattutto dell’antica Grecia (Pitagora, Parmenide, Platone e anche Plotino), in linea strettamente tradizionale, è Reale ciò che non subisce cambiamento e diversificazione, moto e processo, per cui si può definire la Realtà nella sua accezione più profonda: Assoluto. Ciò che non è Assoluto-reale non è altro che fenomeno, apparenza.
Abbiamo parlato di Assoluto, il che equivale a parlare di metafisica e il Vedānta advaita, di cui il Vivekacūḍāmaṇi segue io princìpi, è metafisica pura perché la sua tematica fondamentale è proprio questa ricerca dell’Assoluto in quanto Reale puro:
«Esiste una realtà, un’entità assoluta, la quale è l’eterno sostrato della coscienza differenziata, testimone dei tre stati e distinta dai cinque involucri» (śloka 125).
In questa sua opera Śaṅkara ha dispiegato non solo una metafisica teoretico-intuitiva della Realtà, portando un grande contributo al pensiero filosofico umano, ma ha anche, concretizzato una strada-sentiero che può essere realizzata e vissuta; infatti nel corso del dialogo Egli tratta dei mezzi o strumenti necessari per penetrare nel mondo delle cause e rompere le catene delle false sovrapposizioni prodotte dall’ignoranza-avidyā. Tra questi riveste particolare importanza viveka, la discriminazione o discernimento intellettivo tra il reale e il non-reale, che dà il titolo all’opera stessa: “Il gran gioiello della discriminazione”. Un “gioiello” che illumina della sua luce e della sua purezza la nostra coscienza affinché possa vivere la gioia che nasce dal riconoscimento della nostra eternità, compiutezza e pienezza.
Raphael, nella traduzione dal sanscrito, ha avuto cura di restituire ad alcuni termini il significato più aderente alla Tradizione advaita entro cui il Vivekacūḍāmaṇi si colloca (si veda per esempio il Capitolo dedicato alla maya-apparenza) e il suo commento risulta perfettamente adeguato alla visione advaita di cui chiarisce e sviluppa i punti essenziali per il lettore occidentale.

L’Impero e la Storia di Roma in Dante

L’Impero e la Storia di Roma in Dante

Autore/i: Fontanella Francesca
Editore: Il Mulino
premessa e introduzione dell’autore. pp. 400, Bologna

Un solo impero universale è esistito e continua a esistere per Dante: quello di Roma, il cui passato glorioso costituisce un’evidente giustificazione e un modello imprescindibile per il presente. In questo volume Francesca Fontanella passa in rassegna il «Convivio», la «Monarchia», alcune delle «Epistole», e infine la «Commedia», per mostrare come Dante guardi alla storia di Roma proprio per ridefinire il ruolo dell’impero a lui contemporaneo. Una prospettiva che gli permette di entrare in sintonia con gli autori antichi (Cicerone, Virgilio, Livio), alla ricerca di quegli aspetti dell’impero romano che intendevano rispondere a esigenze e aspirazioni profondamente umane e quindi sempre attuali: quelle di una vita civile virtuosa nella quale l’autorità politica garantisca, tramite l’esercizio del diritto, la pace, la libertà e la giustizia.

Francesca Fontanella, dottore di ricerca in «Storia politica e culturale dell’antichità classica» (Università di Firenze) e in «Studi di Antichità, Medioevo, Rinascimento» (Scuola Normale Superiore di Pisa), è docente nei Licei. È autrice, tra l’altro, della traduzione e del commento dell’orazione «A Roma» di Elio Aristide (2007) e di «Politica e diritto naturale nel De legibus di Cicerone» (2012). Per il Mulino ha curato, assieme a Paolo Desideri, «Elio Aristide e la legittimazione greca dell’impero di Roma» (2013).

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    Premessa
    Abbreviazioni
    Introduzione
    I. «Translatio imperii»
    1. Roma eterna
    2. Dai greci ai germani
    3. Una nota sulla parola «monarchia»
    II. Il «Convivio»
    1. E questo officio per eccellenza imperio è chiamato
    2. Oltre quello che per li uomini è predicato e aprovato
    3. Questo ufficiale posto di cui si parla, cioè lo Imperadore
    III. La «Monarchia»
    1. Il primo libro della «Monarchia»
    1.1 Sotto l’imperatore Augusto, monarca in una monarchia perfetta
    1.2 La giustizia al massimo grado esiste solo sotto un monarca
    1.3 Essere sotto un monarca è essere libero al massimo grado
    1.4 Una regola comune volta alla pace
    2. Il secondo libro della «Monarchia»
    2.1 Il diritto è la volontà divina
    2.2 Il popolo romano fu tra tutti il più nobile
    2.3 L’impero romano fu sostenuto dall’apporto di miracoli
    2.4 L’impero non spettò a nessun altro che al popolo romano
    2.5 Il popolo romano ottenne l’impero attraverso il duello
    2.6 Chiunque persegue il bene della comunità persegue il fine del diritto
    2.7 Il diritto è il corretto rapporto di un uomo verso un altro uomo
    2.8 Per la salvezza del genere umano
    2.9 Il popolo romano fu preordinato dalla natura a comandare
    3. Il terzo libro della «Monarchia»
    3.1 All’impero non è lecito fare nulla contro il diritto umano
    3.2 L’usurpazione di un diritto non crea diritto
    3.3 Liberamente nella pace
    IV. Le «Epistole»
    1. Il clementissimo Enrico, divo Augusto e Cesare
    1.1 Allietati, ora, Italia
    2. Quando il soglio imperiale è vacante tutto il mondo travia
    2.1 Ignominiosamente, in perfidia e per servire
    3. La gloriosa autorità dei romani non è trattenuta dai limite dell’Italia
    4. Roma a cui Cristo confermò l’impero del mondo
    V. La «Commedia»
    1. «Inferno»
    1.1 Quel giusto figliuol d’Anchise
    1.2 Infin che ’l veltro verrà
    1.3 L’alma Roma e suo imperio
    1.4 Sanza speme vivemo in disio
    1.5 Lucrezia, Iulia, Marzïa e Corniglia
    1.6 Cesare armato con li occhi grifagni
    1.7 Una nota sul «veglio» di Creta
    2. «Purgatorio»
    2.1 Libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta
    2.2 E un Marcel diventa ogni villan che parteggiando viene
    2.3 Dico di Traiano imperadore
    2.4 L’uccel di Giove ferì ’l carro di tutta sua forza
    3. «Paradiso»
    3.1 Cesare fui
    3.2 E son Iustinïano
    3.3 Cincinnato e Corniglia
    3.4 La testa e ’l collo d’un’aguglia vidi
    Conclusioni
    Bibliografia
    Indice dei nomi

Scintille di Ordine Eterno

Scintille di Ordine Eterno

Viaggio nel cuore della tradizione indiana
Autore/i: Manzi Diego
Editore: Armando Curcio Editore
prefazione di Amadio Bianchi. pp. 414, nn. ill. b/n, Roma

Attraverso preziose Scintille di ordine eterno l’autore si propone di accompagnare il lettore in un vero e proprio “viaggio” alla scoperta della tradizione indiana. In particolare egli ha cercato di presentare in maniera chiara e accessibile, anche al lettore che vi si avvicinasse per la prima volta, quei principi che, da un tempo immemorabile, regolano e rendono possibile il complesso “miracolo” dell’Hindūismo: la ciclicità del tempo, la legge del karman e del saṃsāra, le radici del sistema varṇa-āśrama-dharma sul quale si regge ancora oggi l’ordine socio-religioso hindū, e la fede nei Veda. Protagonista di questo viaggio, il fuoco riveste il ruolo di “guida” e di amico del lettore pronto a lasciarsi alle spalle, almeno per lo spazio di una meditazione, gli stringenti e duali “limiti” della mente.

Diego Manzi, nato a Firenze nel 1984, è counselor e libero ricercatore di filosofia indiana. Nel 2010 si laurea in giurisprudenza con Luigi Lombardi Vallauri discutendo una tesi in filosofia del diritto comparativa di alcuni sistemi giuridici occidentali con quelli orientali. Nel dicembre 2013 si laurea in filosofia con Alessandro Pagnini discutendo una tesi in filosofia della scienza avente ad oggetto il pensiero di Paul Karl Feyerabend nonché la dottrina jainista anekāntavāda. Da cinque anni intraprende frequenti viaggi in India e insegna yoga, filosofia indiana e counseling olistico presso scuole private in Italia e all’estero. Attualmente i suoi interessi sono indirizzati prevalentemente all’approfondimento di argomenti quali la mitologia indiana, il tantrismo e la fisiologia sottile.

L’Antologia di Giovanni Stobeo

L’Antologia di Giovanni Stobeo

Una biblioteca antica dai manoscritti alle stampe
Autore/i: Curnis Michele
Editore: Edizioni Dell’Orso
introduzione dell’autore. pp. 302, Alessandria

L’Anthologion di Giovanni Stobeo (V secolo d.C. circa) costituisce una delle entità letterarie più enigmatiche dell’intera letteratura greca: assente ogni notizia biografica sul redattore/autore, piuttosto incerte le finalità della raccolta, enormi i problemi filologici derivanti dall’esame dei testimoni manoscritti medioevali (tutti posteriori al X secolo). La tradizione antica ha suddiviso l’antologia in due parti, corrispondenti ai primi due libri (le Eclogae physicae et ethicae, formate soprattutto da testi di carattere scientifico e da precedenti raccolte di dossografie filosofiche ordinate per scuola o per autore, che Giovanni Stobeo incorpora nella struttura della sua opera) e ai secondi due libri (il più noto Florilegium, dedicato a ogni qualità morale e sostanziato da migliaia di citazioni in poesia e in prosa da tutti gli autori della cultura greca, da Omero a Porfirio, da Platone a Giamblico). In età moderna e contemporanea l’opera riveste un’importanza straordinaria, proporzionata anche alla sua smisurata mole (circa 3500 pagine nell’edizione critica corrente di Wachsmuth ed Hense), soprattutto per la conservazione di centinaia di frammenti di autori e opere pochissimo o non altrimenti noti (sarebbe sufficiente ricordare che l’elegia Alle Muse di Solone, in quasi tutta la sua estensione, è nota esclusivamente grazie a un codice dello Stobeo – il Vindobonensis Phil. gr. 67 del Florilegium, di X secolo – per avallare l’unicità dell’Antologia e dei suoi manoscritti). Era dunque prevedibile che le numerose trascrizioni e le prime raccolte a stampa (complete o parziali) realizzate tra XV e XVI secolo risultassero molto utili alla ricostruzione di un approccio filologico e testuale ricco e problematico, protrattosi fino alla prima metà del XIX secolo (prima che intervenissero altri fattori di ricostruzione del testo, che ne hanno modificato radicalmente la struttura in sede editoriale, e quindi la fruizione da parte dei lettori), e costituissero così un capitolo originale, finora assai poco studiato, di storia culturale.

Studi Evoliani 2015 – Nuova Edizione Critica de “La Crisi” di Guénon

Studi Evoliani 2015 – Nuova Edizione Critica de “La Crisi” di Guénon

Autore/i: AA. VV.
Editore: Arktos
a cura di Gianfranco de Turris, Damiano Gianandrea e Giovanni Sessa. pp. 264, ill. b/n, Carmagnola

Studi Evoliani 2015 è il decimo volume di questa rassegna. Lo scopo della rassegna è semplice e chiaro: analisi e approfondimento del multiforme pensiero di Julius Evola; documentazione ad uso degli studiosi e degli interessati; difesa dell’uomo e dello studioso di fronte a polemiche spesso insulse e pretestuose. Gli interventi, i saggi, la riproposta di testi dimenticati, la scoperta di nuove carte hanno riempito almeno duemilacinquecento pagine che si spera possano servire a chi si impegna seriamente e in buona fede ad analizzare una delle maggiori personalità del Novecento, e a chiarire, o meglio schiarire, le idee a chi le ha confuse.

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Programma del convegno

Questo annuario 2015

“La crisi del mondo moderno”. Nuova edizione critica dopo 45 anni

Evola, Guénon, archi e clave di Andrea Scarabelli

Tradizione e “letteratura della crisi” di Giovanni Sessa

Rileggere Guénon ed Evola nel perdurare della crisi (con in appendice due recensioni di Réne Guénon) di Alberto Ventura

Saggi

Monsieur Evola, il giovane barone e pittore futur-dadaista di Guido Andrea Pautasso

Lo zodiaco ermetico di Raoul dal Molin Ferenzona di Andrea Scarabelli

La Via del cinabro e la Via rosicruciana di Giovanni Sessa

Giovanni Gentile, Ugo Spirito e Julius Evola: un incontro possibile? di Hervé A. Cavallera

Note a margine del “realismo eroico” di Julius Evola. Introduzione a Cavalcare la tigre di Nuccio D’Anna

La Bhagavad-Gftii e Julius Evola. Quale “azione” nella modernità? di Giampiero Mattanza

L’idea evoliana nella Russia di Putin (con una nota di Alfonso Piscitelli) di Paolo Borgognone

Inediti e rari

Il passaggio di Evola dal futurismo al dadaismo in due articoli sconosciuti di Guido Andrea Pautasso

Il pittore futurista J. Evola di A.M

Arte “aumana”. “È necessario non farsi capire” de Il Farmacista

Julius Evola e Filippo de Pisis: tra arte e filosofia di Giulia Toso

Cronache e polemiche

IN RICORDO DI GIAN FRANCO LAMI Fondazione Julius Evola

Un passo per la vita, un passo per il pensiero di Giuliano Borghi

A Dio, Maestro (Evola, Lami e la felicità di agire) di Alessio de Giglio

La laica misericordia di Gian Franco Lami di Damiano Gianandrea

Gian Franco Lami, il filosofo o~tre il docente di Riccardo Scarpa

L’utopia tradizionale di Gian Franco Lami di Giovanni Sessa

Rassegne

Jean Varenne, Il Tantrismo. Miti, riti, metafisica (Luca Sinisca1co)

AA.VV., Julius Evola oltre il muro del tempo. Ciò che è vivo a quarant’anni dalla morte (Giovanni Damiano)

Julius Evola, L’individuo e il divenire del mondo (Giovanni Sessa)

Roberto Melchionda, La Folgore di Apollo. Scritti sull’opera di J. Evola
(Primo Siena)

Hitler e il Nazismo Magico

Hitler e il Nazismo Magico

Le componenti esoteriche del Reich millenario
Autore/i: Galli Giorgio
Editore: Kaos
introduzione dell’autore. pp. 480, Milano

Nella storia del nazismo oggi complessivamente nota sono rimasti alcuni aspetti oscuri che gli stessi storici definiscono “enigmi”. Perché Hitler attaccò la Polonia, convinto che l’Inghilterra non sarebbe intervenuta? Perché Rudolf Hess si recò in Inghilterra alla vigilia dell’attacco all’Urss? E perché quella aggressione, quando lo stesso Hitler aveva sempre escluso, dal Mein Kampf in poi, il doppio impegno in una guerra su due fronti (già costata alla Germania la sconfitta nel primo conflitto mondiale)? Le risposte a questi enigmi possono essere trovate nella occulta philosophia che caratterizzò la formazione culturale del Führer e di una parte dell’élite nazista – formazione esoterica descritta e spiegata in queste pagine.
La seconda parte di questo saggio comprende una traccia di storia della cultura esoterica, e due argomentate prospettazioni. La prima, che l’avvento di Hitler alla Cancelleria del Reich sia stato un approdo atteso dai circoli esoterici dell’intera Europa. La seconda, che quei tedeschi permeati di occulta philosophia i quali avevano contribuito all’avvento di Hitler, originarono poi, con la preparazione e lo scoppio del conflitto 1939-1945, un “partito esoterico della pace”, convergente con quello inglese (definito dalla storiografia britannica non conformista “partito aristocratico della pace”).

Giorgio Galli (Milano 1928), politologo e saggista, con la Kaos edizioni ha pubblicato: Affari di Stato (1991); Storia del Pci (1993); Il partito armato (1993); Cromwell e Afrodite (1995); In difesa del comunismo nella storia del XX Secolo (1998); Passato prossimo (2000); L’impero americano e la crisi della democrazia (2002); Il prezzo della democrazia (2003); Appunti sulla New Age (2003); Non credo (2006); Storia della Dc (2007); Mussolini: il destino a Milano (2008); Pasolini comunista dissidente (2010); Il golpe invisibile (2015).

I Riti Egizi 2 – La vera storia

I Riti Egizi 2 - La vera storia - libroVenerdì 20 gennaio 2017 alle 20.30

presso la Libreria Aseq in Via dei Sediari 10.

Relatori: Apis e Eleazar

I Riti Egizi 2
La vera storia
di Apis e Eleazar
Edizioni Mimesis

Dopo il successo ottenuto dal primo volume di Apis ed Eleazar sui Riti Egizi, in questo secondo volume gli Autori affrontano il delicato tema della storia, assai complicata e controversa, della libera muratoria egizia e delle sue numerosissime “Filiazioni”. Apis ed Eleazar, forti della loro profonda esperienza iniziatica maturata all’interno della massoneria egizia, con l’ausilio di numerosi e inediti documenti, riescono a portare luce e chiarezza in un contesto troppo spesso reso nebuloso e artefatto da molti personaggi privi di una reale valenza iniziatica. Viene così descritto il Sistema Iniziatico dell’Antico Egitto e si dimostra la reale derivazione della primitiva massoneria egizia proprio da quell’antico mondo, attraverso un fil rouge che è giunto, ininterrottamente, dai Templi egizi fino a colui che di tale libera muratoria fu il fondatore: Raimondo Di Sangro, Principe di Sansevero. Viene quindi dimostrato come tale Lignaggio Iniziatico sia pervenuto, tramite una lineare catena Maestro-Discepolo, fino ai giorni nostri e come ancora sopravvivano oggi alcune Comunioni Massoniche che possono, a ragione, rivendicare una diretta discendenza da quel primitivo nucleo, sorto a Napoli nel 1747, denominato Antiquus Ordo Aegypti seu Mizraim. Ampio spazio viene dedicato a quelle illustri personalità che raccolsero l’eredità del Principe di Sansevero: da Théodore de Tschoudy a John Yarker, da Cagliostro fino ai contemporanei Jean Prévost e Sebastiano Caracciolo. Vengono infine descritti e restituiti alla luce, dopo lustri di oblio, alcuni antichissimi Rituali della massoneria egizia, pur nel rispetto della segretezza iniziatica che, per il ruolo da essi rivestito, gli autori sono tenuti a osservare.

Apis” è il nome iniziatico (jeronimo) del Gran Jerofante, 97° grado, del Regime Rettificato di Mizraim-Memphis. Discendente di sangue di alcuni Grandi Iniziati del Passato (IZAR e N.R. OTTAVIANO), Apis ha cominciato il proprio percorso spirituale fin dall’adolescenza. Discepolo ed allievo di Massimo Scaligero e di Philippe Encausse (figlio del grande PAPUS), iniziò giovanissimo il cammino nell’Ordine Martinista per successivamente approdare nella libera muratoria egizia da lui percorsa completamente dal 1° al 97° grado. È autore di diversi saggi, articoli, pubblicazioni (sempre rigorosamente pubblicati con eteronimi diversi in ossequio alle regole di riservatezza ed impersonalità proprie dei reali contesti iniziatici); ha collaborato e collabora tutt’ora con numerose riviste esoteriche di grande prestigio. Ha fondato la rivista esoterica online “Mizr” di cui cura l’editoriale . Dal maggio del 2012 è stato eletto ad vitam Sovrano Gran Maestro e Gran Jerofante del Regime Rettificato di Mizraim-Memphis, Comunione iniziatica in cui è confluito il Deposito Iniziatico del Mizraim Puro (Regime di Napoli) ed il Deposito Iniziatico del Regime di Memphis-Misraim. Apis è anche il Gran Maestro dell’Ordine Martinista Egizio Isiaco-Osirideo (O.M.E.I.O.) ed il Primate della Ecclesia Gnostica Egizia Apostolica Yohannita, con l’eteronimo di Tau Julianus.

Eleazar” è il nome iniziatico di un membro del Sovrano Santuario Egizio Mediterraneo del Regime Rettificato di Mizraim-Memphis. Appassionato di testi antichi, ha compiuto la prima parte del suo percorso iniziatico nel Rito Scozzese per poi approdare, dopo circa 15 anni, ai Riti Egizi, che ha giudicato più confacenti alle sue esigenze personali. Ha curato la restituzione dai testi originali e la stesura in lingua italiana di tutti i rituali del Regime Rettificato di Mizraim-Memphis attraverso un accurato processo di confronto e rettificazione dei testi più antichi in lingua inglese e/o francese, recuperando molteplici elementi assenti da tempo nei vari Corpus rituali ed in particolare tutti i rituali dei cosiddetti “gradi alchemici” del Barone Théodore de Tschoudy, che così vengono oggi nuovamente praticati dopo oltre due secoli e mezzo di oblio. In passato ha pubblicato due saggi dedicati ai Gradi della Vendetta ed all’ultimo Grado del Rito di Perfezione mettendo a confronto le varie tradizioni continentali. Ha anche curato la restituzione in lingua italiana di alcuni speciali rituali dei gradi azzurri (Solstizi ed Equinozi) che risalgono ai primi anni del secolo XIX e di alcuni rituali delle Logge Simboliche praticati nei secoli XVII e XVIII da Logge inglesi e francesi, primo fra tutti quello che ha introdotto per la prima volta il Grado di Maestro. Alcuni di questi rituali sono oggi praticati da diverse Logge azzurre italiane. È il direttore editoriale della prestigiosa rivista esoterica “Mizr”.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti (60).

Per qualsiasi ulteriore informazione, è possibile contattarci direttamente allo 06 6868400 oppure, via email, all’indirizzo info@aseq.it

I Germani

I Germani

Archeologia Mundi – Enciclopedia Archeologica
Autore/i: Hachmann Rolf
Editore: Nagel
versione italiana a cura di Giuseppe Tucci, prefazione di Jean Marcadé, traduzione di Giovanna Galluppi. pp. 200, 37 tavv. a colori, 120 ill. b/n, Roma

Da oltre 200 anni la cultura e la storia dei Germani sono oggetto di ricerca scientifica. I risultati riempiono le biblioteche di migliaia di volumi. Quanto più si sa dei Germani e quanto più procede la ricerca intorno a loro, tanto più diventa difficile dominarne il panorama scientifico. Esso si suddivide in molti settori ed arriva a conoscenze particolari, la cui esattezza e portata spesso solo lo specialista può valutare.
Il presente volume cerca di risolvere almeno in parte il problema di rendere accessibili i Germani e la loro cultura. Vuole informare senza pretese creative o di compiutezza. Vuole destare interesse senza suscitare di nuovo entusiasmo nazionalistico. Ma vuole anche stimolare senza trascinare il lettore nel labirinto delle discussioni troppo particolari.

Rolf Hachmann, professore di preistoria e storia antica all’Università di Saarbrücken ha cercato anzitutto di definire il concetto di «Germani» e di chiarirne l’evoluzione dai tempi dei Greci e dei Romani fino ad oggi. Analizza infine il concetto dei «Germani» della scienza odierna, e parla di «Germani» germanici, di «Germani» non germanici, di tribù falsamente chiamate «Germani», e di quelli che non si chiamavano «Germani» mentre dovrebbero esser stati tali. Come archeologo tratta poi due argomenti che interessano la ricerca preistorica e quella della storia antica: il confine dei Germani sul Reno intorno agli inizi dell’era volgare e lo smembramento dei Germani in leghe di culto e tribù. Illumina inoltre il mondo delle divinità germaniche e il culto dei morti. Grazie alla ricca documentazione fotografica il libro è anche uno specchio dell’arte germanica, i cui problemi sono toccati in un capitolo conclusivo.

Gli Egiziani del Nuovo Regno

Gli Egiziani del Nuovo Regno

Autore/i: Montet Pierre
Editore: Il Saggiatore
introduzione dell’autore, traduzione di Maria Castellani D’Este. pp. 452, 44 fotografie e 2 carte geografiche b/n,

Nella solitudine della Valle dei Re sopravvivono le memorie di un impero che vide i suoi confini estendersi dall’Etiopia alla Palestina; immerse in un sole accecante s’alzano le colonne dei templi funerari dei grandi faraoni del passato; nelle gole delle rupi s’aprono gli ipogei dove i ladri, per trenta secoli, sfidando le maledizioni, rubarono gioielli e ori alle mummie. Sulle due rive del Nilo, a Luxor, a Karnak, a Medinet Habu, a Deir el-Bahari, generazioni di archeologi hanno scavato e scoperto, sostituiti, a campagne terminate, da eserciti di chiromanti e indovini, di trafugatori e «maghi» che pretendevano di trovare l’introvabile. Faraoni senza storia divennero famosi, come Tutankhamon; faraoni celebrati vennero rintracciati per caso, come Seti I, il cui tesoro a tutt’oggi risulta introvabile. Ma sempre, da tutte queste ricerche, quelle ufficiali e quelle di frodo, è uscito un elemento utile alla ricomposizione di quell’ampio mosaico di notizie e di documenti che solo può darci un quadro il più possibile completo della vita quotidiana al tempo del Nuovo Regno. Dopo l’affronto della conquista straniera, dopo il governo degli Hyksos, re-pastori non meglio identificati, e prima del nuovo affronto della conquista del potere da parte dei Libici e dei re-sacerdoti, l’Egitto visse un’epoca d’oro, in cui grandi furono le arti, magnifiche l’architettura e la letteratura, splendidi i sovrani. Il popolo conobbe prosperità, più che in qualsiasi altro periodo della sua lunghissima storia travagliata: la vera vita del cittadino esce dalle pagine di questo libro, scritto con mano abile da un grande archeologo come il Montet che ha contribuito in maniera decisiva allo studio dell’Egitto antico, anche con un’impresa che a nessun altro era riuscita: la scoperta della tomba del faraone Psusennes, di cui si ignorava praticamente tutto, e che inizia la XXI ,dinastia, proprio alla fine del Nuovo Regno, dopo la grande dinastia dei Ramessidi.

Pierre Montet, egittologo assai noto, Montet nacque a Ville franche nel 1885; fu professore nell’Università di Strasburgo dal 1919 al 1948, poi al Collège de France. Condusse numerose campagne di scavo in Fenicia e in Egitto” contribuendo in maniera decisiva al progresso dell’egittologia. Fra le sue più importanti scoperte sono da annoverarsi quella della tomba del faraone Psusennes a Tanis e quella delle tombe dei re di Biblo che comprendevano anche numerose iscrizioni. Egli è praticamente l’unico archeologo che abbia ritrovato una sepoltura regale inviolata e l’abbia completamente descritta nelle sue pubblicazioni. Con le sue ricerche ha notevolmente contribuito, perciò, ad arricchire il Museo del Cairo con oreficerie, maschere d’oro, vasellame sacro, sarcofaghi di valore inestimabile. Grande la sua attività di divulgatore, che si aggiunge a quella di insigne assertore del metodo scientifico in archeologia.

La Città degli Dei

La Città degli Dei

La tradizione di Roma e la sua continuità
Autore/i: Del Ponte Renato
Editore: Ecig
presentazione dell’autore. pp. 204, ill. b/n, Genova

Comunità di uomini, Roma, ma anche “città degli dei”, in quanto luogo dove gli esseri umani e i loro divini protettori potevano essere ospitati in reciproco accordo e armonia, ben protetti dal sacro cerchio del pomerio, entro cui si svolgeva la perenne scansione del rito.
Nei saggi contenuti in questo libro culti, riti, simboli, figure divine e umane del mondo romano si accompagnano a ricerche lessicali e indagini su aspetti poco noti della giurisprudenza religiosa, non senza riservare adeguato spazio a esplorazioni archeologiche e a qualche nota critica e polemica.
Una ricerca, dunque, ad ampio raggio, che affronta diversi campi disciplinari e che, per la sua specifica impostazione, si propone, alla stregua delle precedenti opere dell’autore, come una delle più vive e attuali rivalutazioni critiche del sistema politeistico di Roma antica.
 
Un brano:
“Già altrove ho sottolineato gli archetipi e le forme divine site alla base della sacralità romano-italica o gli aspetti della religione e del sacro di questa divina città; ora, nelle pagine di questo libro raccolgo un insieme di scritti e saggi concepiti in tempi e circostanze differenti, ma legati dal comune amore e interesse per la tradizione di Roma antica. Ma più esatto sarebbe dire “di Roma eterna”, dal momento che non destinati a perire sono l’esempio e l’insegnamento offerti da Roma all’Italia e al mondo (nonostante anche lunghi periodi di offuscamento e imbarbarimento) e il suo mito è destinato continuamente a risorgere, come l’Antica Fenice, dalle sue ceneri, in quanto riposa nella mente feconda degli dèi archegeti della nostra terra”.
 
Renato del Ponto, nato a Lodi nel 1944, è vissuto a lungo in Lunigiana dove ha insegnato italiano e latino nei Licei.
Storico delle idee e del diritto religioso arcaico, studioso di storia delle religioni e di simbolismo, ha fondato e dirige dal 1972 Arthos. Quaderni annuali di cultura e testimonianza tradizionale: rivista di studi e approfondimenti di carattere storico, archeologico, filologico e religioso.
Nel 1971 ha curato l’edizione critica di un trattato politico medievale: il Tractatus de protestate summi Pontificis di Guglielmo da Sarzano; nel 1987 ha tradotto e commentato la Relatio III di Quinto Aurelio Simmaco; nel 1993 ha tradotto il saggio su Tito di B.W. Jones.
Animatore culturale e conferenziere, studioso di storia delle religioni,di simbolismo e di storia delle idee (p.e. del «Movimento Tradizionalista Romano»), ha pubblicato numerosi libri e articoli.

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Presentazione – Nota bibliografica – I. Premesse – II. Culti, simboli e immagini – III. Lessico e diritto arcaico – IV. Esplorazioni archeologiche – V. La continuità di Roma – VI. Note critiche e discussioni – Appendice. Saggi di traduzione

Dei e Miti Italici

Dei e Miti Italici

Archetipi e forme della sacralità romano-italica
Autore/i: Del Ponte Renato
Editore: Ecig
terza edizione riveduta, premesse dell’autore. pp. 256, nn. ill. b/n, Genova

In questa serie di saggi sono rievocati gli archetipi divini della prima Italia: alcuni aspetti o figure essenziali di quella sacralità che, appartenendo anche alla Roma dei primordi, a essa rimarranno connaturati per tutto il corso della sua millenaria storia e ancora oggi sono suscettibili di rifiorire sub specie interioritatis. La funzione primaziale e iniziatica di Giano, il ciclo della regalità dell’aureo Saturno, lo scenario naturale delle teofanie animali di Marte, in cui operano le «società marziali» delle prime comunità italiche, e delle opache e arcane selve ove si aggira Diana, la Dea «atta a conferire la regalità», sono alcuni dei principali riferimenti contenuti in questo libro che, per la sua natura e per la caratteristica di compendiare diverse esigenze (dal momento che, pur usufruendo di materiale accessibile per lo più agli specialisti, intende rivolgersi ad ogni uomo dotato di sensibilità storico-religiosa), può forse considerarsi una novità per il pubblico italiano.

Un brano:
“È stato opportunamente sottolineato che probabilmente «non è il culto di Giove la manifestazione più antica presso gli Italici». Le tradizioni connesse al ver sacrum, che, abbiamo visto, rimandano alla più alta “preistoria politica d’Italia”, si ricongiungono tutte, infatti, alla figura di Marte, Dio della Guerra e in origine rappresentato semplicemente come un’Asta Militare, il curix, e nel contempo Protettore (armato…) delle Pacifiche attività Agricole e pastorali.”

Nato a Lodi nel 1944, è vissuto a lungo in Lunigiana dove ha insegnato italiano e latino nei Licei.
Storico delle idee e del diritto religioso arcaico, studioso di storia delle religioni e di simbolismo, ha fondato e dirige dal 1972 Arthos. Quaderni annuali di cultura e testimonianza tradizionale: rivista di studi e approfondimenti di carattere storico, archeologico, filologico e religioso.
Nel 1971 ha curato l’edizione critica di un trattato politico medievale: il Tractatus de protestate summi Pontificis di Guglielmo da Sarzano; nel 1987 ha tradotto e commentato la Relatio III di Quinto Aurelio Simmaco; nel 1993 ha tradotto il saggio su Tito di B.W. Jones.
Animatore culturale e conferenziere, studioso di storia delle religioni,di simbolismo e di storia delle idee (p.e. del «Movimento Tradizionalista Romano»), ha pubblicato numerosi libri e articoli

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Premessa alla prima edizione – Premessa alla seconda edizione – Premessa alla terza edizione – Nota bibliografica – I. Critica della critica – II. Giano, o l’archetipo divino – III. Il ciclo di Saturno – IV. Le “primavere” di Marte – V. Nostra Signora delle Selve – Appendice. L’Augusto Augurio – Tavole – Indice analitico delle divinità citate

Laici in Ginocchio

Laici in Ginocchio

Autore/i: Viano Carlo Augusto
Editore: Laterza
nuova edizione, prefazione dell’autore. pp. XXVII-132, Bari

Le religioni sono le principali minacce per la vita degli uomini: giustificano le divisioni, stimolano le guerre e reclutano combattenti.
Con implacabile lucidità, un laico orgoglioso delle proprie ragioni denuncia l’arrendevolezza della cultura laica, rivendica l’indipendenza dal clero, smaschera i tabù additati come valori religiosi, difende la pratica di comportamenti diversi da quelli predicati dai pulpiti.

Carlo Augusto Viano ha insegnato Storia della filosofia nelle Università di Milano, Cagliari e Torino. È stato membro del Comitato nazionale di Bioetica, fa parte del Comitato direttivo della “Rivista di filosofia”, dell’Accademia europea e dell’Accademia delle Scienze di Torino. Tra le sue ultime pubblicazioni, Le imposture degli antichi e i miracoli dei moderni (Torino 2005).

Manuale di Glottodidattica

Manuale di Glottodidattica

Insegnare una lingua straniera
Autore/i: AA. VV.
Editore: Carocci
presentazione di Anna Giacalone Ramat, introduzione e cura di Anna De Marco. pp. 240, Roma

La prima lingua fiorisce spontaneamente in ciascuno di noi, ma oggi, in Europa e nel mondo, conoscere una sola lingua non è sufficiente: occorrono le seconde lingue, le lingue straniere, che si apprendono e si insegnano con un lungo e attento sforzo. Negli ultimi anni gli studi sull’acquisizione della prima lingua, i confronti interlinguistici, la sociolinguistica, la psicolinguistica, la linguistica generale e la filosofia del linguaggio hanno contribuito a moltiplicare le nostre conoscenze del processo di insegnamento-apprendimento e dei metodi e delle tecniche per guidarlo e favorirlo. Questo volume, destinato in particolare agli studenti dei corsi di Scienze della Formazione ma utile anche agli insegnanti già in servizio, si propone appunto di guidare criticamente studenti e insegnanti, in questo panorama complesso, alla conoscenza delle principali questioni teoriche e pratiche della glottodidattica contemporanea: i tipi, le fasi, i modelli dei processi di apprendimento della prima e seconda lingua; le caratteristiche degli apprendenti e i loro bisogni; l’articolazione delle mete e degli obiettivi didattici; la programmazione dei contenuti; le tecniche didattiche e le glottotecnologie; le operazioni di verifica e valutazione, lo stato attuale dei metodi in glottodidattica.

Anna De Marco è ricercatrice di Didattica delle lingue moderne presso l’Università della Calabria.

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Presentazione, di A. Giacalone Ramat Introduzione, di A. De Marco 1.L’apprendimento di una prima e di una seconda lingua, di A. De Marco e M. Wetter/ Apprendimento e insegnamento/ L’apprendimento di una lingua materna/ L’apprendimento di due lingue. L1 ed L2/Tipi di apprendimento: spontaneo, guidato e misto 2.Interlingua: modelli e processi di apprendimento, di M. Chini/Introduzione/Il concetto di interlingua: prime ricerche e ipotesi sull’apprendimento di una L2/Modelli teorici sull’apprendimento linguistico/Processi di apprendimento e sequenze acquisizionali/Fattori linguistici che incidono sull’apprendimento 3.Le caratteristiche dell’apprendente, di A. Villarini/Introduzione/Fattori interni/Fattori esterni/L’input linguistico 4.Bisogni, mete e obiettivi, di P. Diadori/I bisogni comunicativi degli apprendenti/Mete educative e glottodidattiche/Obiettivi glottodidattici 5.Programmazione e selezione dei contenuti, di C. Lavinio/La programmazione/La scelta del sillabo/Le competenze iniziali degli allievi/Selezione dei contenuti: criteri linguistici/Le varietà linguistiche/Il parlato: la selezione di elementi di riflessione, di testi e di attività 6.Tecniche didattiche e glottotecnologie, di M. T. Zanola/Tecniche didattiche e principi generali di organizzazione cognitiva/Tecniche e modalità d’apprendimento/Tecniche per lo sviluppo delle abilità e delle competenze linguistiche/Le glottotecnologie/Alcuni parametri di valutazione del software didattico 7.La verifica e la valutazione, di M. Barni/ Introduzione/Gli elementi coinvolti nelle operazioni di verifica e valutazione/Il language testing e il processo di apprendimento-insegnamento delle L2/La valutazione nei documenti europei sulle lingue moderne: Framework e Portfolio/L’oggetto della valutazione: la competenza in L2/I requisiti di un test/Gli scopi della valutazione/Tipi di prove/Oggettività e soggettività/La verifica e la valutazione nel Framework/Procedure statistiche nell’analisi dei dati Metodi in glottodidattica, di C. Piva/Che cosa si intende per metodo’/Evoluzione e tipologia dei metodi/La situazione attuale. Ricerche e approcci innovativi/Approccio nozionale-funzionale (ANF) e Communicative Language Teaching (CLT)/Metodi olistici e umanistico-affettivi (Communicative Language Learning, Suggestopedia, Silent Way)/Total Physical Response (TPR) e Natural Approach (NA)

Glottodidattica

Glottodidattica

Per una cultura dell’insegnamento linguistico
Autore/i: Ciliberti Anna
Editore: Carocci
presentazione dell’autrice. pp. 288, Roma

L’intensificarsi delle relazioni interetniche e interculturali a causa dei massicci flussi migratori verso paesi economicamente avvantaggiati e i cambiamenti dovuti all’enorme sviluppo dei nuovi media integrati e delle tecnologie didattiche hanno determinato nuove richieste anche nel mondo dell’istruzione. Nel campo specifico della didattica linguistica, tali cambiamenti, da un lato, fanno da sfondo a una crescente culturalizzazione dell’insegnamento linguistico, dall’altro, inducono a tener conto delle nuove forme di pensiero, di comunicazione, di apprendimento/insegnamento, prodotte dall’uso sempre più massiccio dei nuovi media nelle società moderne, che attribuiscono a insegnanti e discenti un ruolo assai diverso da quello tradizionale. Il volume fornisce una visione a tutto tondo dei cambiamenti sopravvenuti nella didattica dell’insegnamento di L2 negli ultimi due decenni e indica le competenze, sia teoriche che operative e sperimentali, ritenute oggi fondamentali per la formazione di base dell’insegnante di una L2.

Anna Ciliberti è professore emerito dell’Università per Stranieri di Perugia.

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Presentazione
Parte prima
Conoscenze teoriche
1. L’apprendimento di una lingua
Il processo di apprendimento della lingua materna/Il processo di apprendimento di una L2/Rapporto tra l’apprendimento della L1 e di una L2/Conclusioni: implicazioni didattiche
2. Ipotesi teoriche relative all’apprendimento di una L2
Ipotesi teoriche in prospettiva psicologica e/o linguistica/Ipotesi relative all’ordine di acquisizione dell’interlingua/Ipotesi teoriche in prospettiva sociale e culturale
3. La descrizione di una lingua
Descrizione della lingua come insieme di tipi e livelli di significato/Dalla frase all’enunciato, all’evento linguistico/La pragmatica/Modelli di analisi del discorso: “Analisi della conversa­zione” e “Analisi critica del discorso”
4. La descrizione dei processi comunicativi
La comunicazione linguistica/La nozione di contesto/Le abilità linguistiche primarie/Le abilità linguistiche integrate
5. La pedagogia linguistica
Come guardare ai cambiamenti nella didattica lingui­stica/Come, e perché, cambiano gli approcci metodologici/Motivi esterni di cambiamento/Motivi interni di cambiamento: tappe nella didattica linguistica europea del dopoguerra/Tendenze nella glottodidattica a partire dagli anni no­vanta del secolo scorso/Problematiche centrali al dibattito glottodidattico at­tuale
6. Il nesso lingua-cultura: dalla competenza linguistica alla competenza comunicativa interculturale
Le nozioni di cultura e di civiltà/Insegnamento tradizionale della cultura2: offerta di informazioni culturali e/o immersione completa nel paese straniero/Insegnamento della cultura intesa come processo/Il nesso lingua-cultura e le sue componenti/L’educazione interculturale come area educativa/Dimensioni della competenza comunicativa intercul­turale e loro sviluppo
7. Educazione ai nuovi media
Caratteristiche della Comunicazione Mediata dal Computer (CMC)/Risorse didattiche tradizionali e nuovi media/Modalità di apprendimento e tecnologie informati­che/Usi della telematica/L’apprendimento cooperativo/Conoscenze ed abilità richieste all’insegnante-facilitatore/Sviluppo e verifica della competenza digitale
Parte seconda
Capacità operative
8. L’organizzazione di un corso di lingua2
Il curricolo/Il sillabo/Dal sillabo linguistico all’impianto curricolare com­plessivo. Didattica per competenze/Curricoli centrati sull’apprendente
9. L’analisi dei bisogni dei discenti
L’analisi dei bisogni in quanto area di ricerca sociolo­gica e linguistica/L’analisi dei bisogni come strumento pedagogico/Strumenti per l’analisi/Conclusioni
10. Le attività esercitative e la gestione della classe
Tipi di interazione nella classe di lingua: il cosa e il come/Dall’esercitare al conversare/ Dagli esercizi ai compiti (task)/Dai compiti ai progetti/L’organizzazione e la gestione della classe: dalla lezio­ne frontale alle attività collaborative
11. Il controllo e il lavoro di riparazione
La correzione degli errori/Il lavoro di riparazione/Tipi di lavoro di riparazione/Il lavoro di riparazione in scambi N/NN/Caratteristiche delle strategie di riparazione adottate dal parlante N/Il lavoro di riparazione in classe/Quali strategie di correzione adottare in classe?/Conclusioni: verso l’autocontrollo e l’autovalutazione
12. La verifica formale e la valutazione dell’apprendimento
Il testing/ Valutazione della competenza comunicativa/Prove di verifica di singole abilità/Sviluppo della consapevolezza del ruolo di apprendente/Conclusioni
13. La ricerca in classe
La teoria e la prassi/La Handlungsforschung/La ricercazione nella scuola/Aspetti qualificanti della ricercazione/Fasi della ricercazione/Sviluppo di conoscenze e competenze tramite la ricer­cazione/Conclusioni
Glossario
Riferimenti bibliografici

L’Arca dell’Alleanza Oltre la Bibbia

L’Arca dell’Alleanza Oltre la Bibbia

sulle tracce del sacro tabernacolo, dal Sinai all’Etiopia
Autore/i: Felici Ridolfi Fabrizio
Editore: GB EditoriA
pp. 96, 14 tavv. a colori, nn. ill. b/n, Roma

L’Arca dell’Alleanza ha da sempre suscitato grande interesse, sia negli esperti di storia antica e studi biblici, sia nei semplici lettori. Il presente volume intende disegnare un “percorso ideale” dell’Arca, seguendo gli spostamenti del sacro tabernacolo dalla sua costruzione da parte di Mosè all’occultamento da parte del profeta Geremia, fino al trafugamento e al successivo trasferimento in Etiopia – dove si troverebbe tuttora – per mano di Menelik I, il figlio di Salomone e della Regina di Saba.

Fabrizio Felici Ridolfi (Roma, 1938), docente di Egittologia, ha tenuto corsi e conferenze presso l’Archeoclub d’Italia, il Gruppo Archeologico Romano, la Fondazione Europea Dragan, il Museo Egizio di Torino e il Politecnico di Milano, è autore di articoli sulla civiltà egizia e ha inoltre pubblicato vari saggi tra cui: Vita Quotidiana nell’Antico Egitto, I Luoghi dello Spirito, Miti e Dei dell’Antico Egitto e Rallegrati, o Egitto. Le origini del Cristianesimo nella terra dei Faraoni.

Il Gesù Proibito

Il Gesù Proibito

2000 anni di “paganesimo cristiano”
Autore/i: Pincherle Mario
Editore: Macro Edizioni
introduzione di Consalvo Babboni. pp. 190, nn. ill. a colori e b/n, Cesena (FO)

Mario Pincherle, famoso studioso e archeologo, espone qui i risultati di ricerche durate due decenni, che l’hanno portato, fra l’altro, a scoprire lo Zed, la torre di Osiride, racchiusa nel cuore della Piramide di Cheope.
La sua opera si sviluppa attorno alla figura di Gesù, nuovo Melchisedek, uomo perfetto, che ricongiunge la terra al cielo, che dà risposta ai misteri delle piramidi, all’antico mondo degli accadi, all’affascinante mondo dell’Eden. È un Gesù nuovo, la cui arma vincente non è la sofferenza, la croce, ma la conoscenza, che grazie a Lui, esce dal tempo e diventa eterna, cosmica, rassicurante e gioiosa. Il Grande Fariseo, S. Paolo, ha nascosto questa realtà ed ha creato un mito, ponendo al centro della salvezza la passione e la croce.
Questo libro spazza via con la potenza dei fatti e delle straordinarie scoperte dell’Autore le storture che hanno ridotto il Cristianesimo, e il Cattolicesimo in particolare, a livello di una credenza pagana, precludendo a tutti noi la conoscenza del vero e altissimo scopo della vita.
Il nuovo Gesù, Signore della conoscenza, spalanca le nostre menti alla consapevolezza della nuova realtà che sta per realizzarsi, ora che il sole equinoziale è entrato nella costellazione dell’Acquario.
Infatti, come già affermavano gli astronomi babilonesi e le antiche profezie caldee, quest’evento segna il ritorno sulla terra del “paradiso terrestre”. Durante il Primo Eden, l’Età dell’oro, nacquero le grandi civiltà degli Accadi, degli Egizi, dei Babilonesi, dei Toltechi, degli Olmechi… , tutte attorno al trentesimo parallelo dell’emisfero boreale. Ciò significa; quindi, che l’umanità sta per compiere un nuovo salto evolutivo, sta varcando le soglie di una Nuova Era ed è necessario diventare consapevoli di quanto succede, essere universali, guardare lontano per giungere preparati ai nuovi scenari.

Mario Pincherle (1919-2012) è stato scrittore fecondissimo, autore di numerosi libri che trattano diverse discipline, da quelle tecniche a quelle umanistiche. La sua lunga carriera di insegnante e ricercatore ha registrato una decisa svolta dopo un viaggio in Egitto e dopo la visita alla Piramide di Cheope, in cui scoprì lo “Zed”.
Pincherle si lasciò trascinare dal fascino dell’antico Egitto e si avventurò in un nuovo campo di ricerca, fino ad allora dominio di una certa iconografia occultista. Ha così affrontato lo studio dei classici dell’antichità, soprattutto la Bibbia ed i testi apocrifi, dei quali ha proposto una lettura ed una ricerca fedele alla tradizione orale, ma affrontata anche con curiosità, razionalità, sentimento ed immaginazione; talenti che non gli difettavano e che altri sono disposti a liquidare come “poco scientifici”.

Lo Speculum Alchimiae di Frate Elia

Lo Speculum Alchimiae di Frate Elia

Autore/i: Galiano Paolo
Editore: Simmetria
pp. 96, ill. b/n, Roma

Tra gli autori che hanno scritto di Alchimia uno dei meno conosciuti è Frate Elia, compagno di San Francesco e secondo Generale dell’Ordine Francescano: vissuto in pieno XIII secolo, a lui sono attribuiti almeno sette trattati ed alcune composizioni poetiche che racchiudono in poche righe una vera summa dell’Arte. Lo Speculum alchimiae, qui trascritto e tradotto da un manoscritto della fine del XV secolo, costituisce una sintetica esposizione delle operazioni alchiliche e dei tempi del loro svolgimento: per comprendere il significato del testo, nei limiti di una comprensione mentale (Alchimia è operare, non leggere), l’opera è preceduta da una breve esposizione dei principii alchemici per compiere l’opera di trasmutazione delle tre componenti corporea, animica e spirituale dell’essere umano nella creazione del “corpo di gloria”, Oro perfetto e Androgine coronato della corona rossa.
Al testo dello Speculum fanno seguito sette poesie alchemiche, due attribuite a Frate Elia e cinque anonime, nelle quali la Via alchemica è esposta con frasi spesso oscure ma che nel loro misterioso parlare possono illuminare l’intelligenza intus legere) di cosa sia veramente Alchimia.

La Trasfigurazione della Terra

La Trasfigurazione della Terra

Henry Corbin e la dualitudine angelica. La sfida tradizionale alle “nuove” antropologie
Autore/i: Bonifacio Antonio
Editore: Simmetria
pp. 352, ill. b/n, Roma

Henry Corbin è, senza mezzi termini, un inestimabile testimone contro il nostro tempo e, per quanto siano ormai trascorsi circa quarant’anni dalla sua scomparsa e ben di più dall’edizione dei suoi capolavori fondamentali, immutata resta la forza della poderosa spallata che questo “filosofo” ha dato alle illusioni che si coltivano quotidianamente nella fase terminale dell’età del ferro. In questa ottica, e a proposito delle nuove aberranti rivoluzioni antropologiche, non più all’orizzonte ma già in atto, abbiamo deciso di riprendere i suoi scritti e “ricostruire” la natura dell’essere umano sotto l’angolo visuale della Tradizione, provando idealmente a restituire ai contemporanei la percezione della condizione umana anteriormente alla “diserzione antropologica” propria della “razza” dei tempi ultimi. Corbin condensa tutto ciò che sul tema si può scrivere in questo doppio aforisma: “Fuori da questa funzione teofanica ed ermeneutica dell’Angelo, ogni altro mondo è soltanto silenzio per l’uomo. La sua ascensione spirituale di Cielo in Cielo, di mondo in mondo, non può realizzarsi senza la conduzione dell’Angelo. Non trovare o perdere il contatto con l’Angelo significa dunque smarrirsi nel deserto dell’incerto e dell’inconoscibile, significa ’disertare’.
La causa che ha innescato questo ciclo è il desiderio malvagio delle anime individuali, che rinunciano al loro stato di individualità angeliche per rivestire, cedendo a una inclinazione aberrante, la maschera di individualità fisiche materiali”.

Mitra il Signore delle Grotte

Mitra il Signore delle Grotte

Autore/i: Merkelbach Reinhold
Editore: Ecig
edizione italiana a cura di Paola Massardo, premessa dell’autore. pp. 304, nn. ill. b/n, Genova

L’opera fondamentale di Reinhold Merkelbach, corredata da un’ampia sezione iconografica, riporta e interpreta con straordinaria accuratezza, commentandole in maniera avvincente, le numerose testimonianze del culto mitraico, dai regni ellenistici a Roma e alle più remote province dell’Impero. Assistiamo così alla nascita, all’espansione e al malinconico tramonto di una religione che, tra l’altro, diventò – in una Roma mortificata dal proprio declassamento – un punto di coagulo per la resistenza della cultura pagana. Ma, a parte i riti superstiti di ristrette cerchie orientali, il dio Mitra, nato durante il solstizio d’inverno e venerato negli antri, percorre anche le vie della tradizione orale – vie sotterranee, appunto -per riemergere, eroe di racconti popolari, il giorno dell’Ascensione in Armenia, a oltre millecinquecento anni dal trionfo del cristianesimo.

Un brano:
“Tra il 165 e il 256 d.C. la città di Dura-Europos, sull’Eufrate, era una fortezza di confine per la difesa contro i Parti, con una guarnigione costituita da due legioni e da truppe ausiliarie, formate principalmente da arcieri siriani. Gli scavi hanno portato alla luce un santuario dedicato a Mitra, con affreschi molto ben conservati, due dei quali raffigurano il dio come un arciere a cavallo, in costume persiano e nell’atto di uccidere gli animali che tentano di sfuggirgli e hanno conficcate sul dorso le sue infallibili frecce. Due animali accompagnano il cacciatore: un serpente che si attorciglia sotto il cavallo e un leone che, quasi un grosso cane da caccia; precede Mitra. Va precisato che il quarto grado di iniziazione ai misteri del dio era quello di Leone e che a esso accedevano i servitori di Mitra dopo aver superato, in tempi relativamente brevi, i tre livelli preparatori. Come si vedrà in seguito, il serpente rappresenta il secondo grado di iniziazione.
“Dalle province germaniche ci è pervenuto un certo numero di rilievi raffiguranti Mitra cacciatore. Un rilievo girevole proveniente da Rückingen, presso Hanau, mostra sul retro, in alto, il dio con il lasso in mano tra gli animali in fuga, mentre sulla parte anteriore (qui non riprodotta) egli, catturato il toro, lo trafigge. Ancora sul retro, ma inferiormente, è raffigurato il banchetto conclusivo del cacciatore vittorioso (a destra dell’osservatore) e del dio Sole (a sinistra). La pelle del toro ricopre il tavolo, e il dio del sole alza con la destra un corno dell’animale, utilizzandolo come calice, mentre due servitori in foggia persiana porgono le vivande alle due divinità”.
 
Reinhold Merkelbach (1918), studioso di testi antichi, interprete di papiri ed epigrafi, è noto come uno dei più importanti storici delle religioni e filologi classici. Ha insegnato presso università tedesche (Amburgo, Erlangen, Colonia), offrendo con le sue opere un importante contributo alla ricerca sul mondo antico. Fra queste, ricordiamo I misteri di Dioniso (Ecig, 1991).

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Premessa – Introduzione. Il dio della caccia, dell’alleanza e del sacrificio – Parte prima. Mitra nella religione persiana – I. Il sacrificio del toro – II. Mitra e lo Stato “feudale” dei Persiani – III. Mitra e l’impero degli Achemenidi – Parte seconda. I culti mitraici nell’età ellenistica – I. Il regno del Ponto, la Cappadocia e l’Armenia – II. La Commacene – Parte terza. I misteri mitraici romani – I. I livelli di iniziazione e le divinità planetarie – II. I singoli livelli di iniziazione – III. Luoghi di culto e cerimonie. Cronologia e geografia – IV. La religione della lealtà e l’impero. L’etica del mitraismo – V. Il sacrificio del toro e la cosmogonia – VI. La religione cosmica della tarda antichità. Il IV secolo – Appendice. I racconti armeni – Note – Figure – Indicazioni bibliografiche – Indice analitico

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