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Selezione di volumi Aseq Editrice

Le Temple Cohen de Toulouse (1760 – 1792)

Le Temple Cohen de Toulouse (1760 – 1792)

«Michel Taillefer, Les disciplines toulousains de Martines de Pasqually et de Saint-Martin» suivi de «Fragments extraits de diverses lettres ayant en vue les vraies connaissances (1776-1780), colligés par Joseph Du Bourg et publiés par Robert Amadou»
Autore/i: AA. VV.
Editore: Cariscript
pp. 120, Paris

Autour du temple coën qui s’éleva à Toulouse au XVIIIe siècle, et qui donne son titre à ce ivre, trois parties évoquent un épisode important dans l’histoire de la franc-maçonnerie de l’illuminisme et de la capitale du Languedoc à la fin de Ancien Régime.
Les disciples toulousains de Martines de Pasqually et de LouisClaude de Saint-Martin, le Philosophe inconnu, forment la matière d’une première partie, par Michel Taillefer maitre de conférences à Université de Toulouse-Le Mirail. Cette mise au point est documentée par des inédits.

En suite de cette monographie habile et utile Robert Amadou tache à discerner esprit et intelligence dont les théosophes vivaient en leur intérieur A cet effet, il produit, pour la première fois, un recueil préparé par Joseph Du Bourg, un des membres éminents du temple coën et de la haute société de Toulouse ce sont des lettres d’émules ayant en vue, dit-il les vraies connaissances Y sont évoquées la doctrine et la pratique des «chevaliers maçons élus coën de l’univers» (pour donner son nom exact à la maçonnerie mystique dont relèvent les correspondants) la doctrine est a réintégration la pratique est la théurgie Les élus coëns de Toulouse, fidèles aux formes, ne le sont pas moins à la pensée de ordre. Leur très saine spiritualité vise, selon la plus pure orthodoxie martinésienne et la plus traditionnelle mystique chrétienne, à devenir Dieu parce que – ce pourquoi – Dieu s’est fait homme.

Une troisième partie reproduit en fac-similé les pages rarissimes que Clément Tournier a consacrées en 1911 au mesmérisme à Toulouse. Parmi les adeptes du magnétisme animai se retrouve «la délicieuse famille Du Bourg» comme écrivait Saint-Martin.

Pensatori Russi del Novecento

Pensatori Russi del Novecento

Autore/i: Mastroianni Giovanni
Editore: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
introduzione dell’autore. pp. 216, Napoli

Il testamento disperato di Solov’ev. La polemica di Bogdanov, attaccato da Berdjaev e in aperto contrasto con Plechanov. Il giovane Berdjaev continuava a credere nel marxismo quanto alle questioni sociali, ma puntava ormai in generale sulla metafisica; denunciava perciò lo storicismo assoluto di Bogdanov. Questi dal suo canto non temeva solo i vecchi feticci. Avvertiva, dieci anni prima della rivoluzione d’Ottobre, che lo stesso socialismo poteva finire per chiudersi in schemi impotenti quanto autoritari. La dichiarazione d’intenti, fin qui trascurata, dai vechiani. Un grosso frammento della filosofia morale di Bachtin: la cosa senza dubbio più importante, per l’aggiornamento che impone negli studi sul filosofo di Orel, in genere attenti soprattutto alla teoria della letteratura. Il mondo come nome, e l’originale dialettica, di Losev. Il Vico hegeliano di Lifšic. Si tratta di pagine, non solo mai tradotte, anche poco note negli originali. Il quadro della filosofia dell’ultimo secolo in Russia ne risulta inaspettatamente ricco e suggestivo.

Giovanni Mastroianni (Catanzaro, 1921) è stato professore associato di Storia della filosofia politica nell’Università della Calabria. Nei Saggi dell’Istituto italiano per gli studi filosofici (Guerini e Associati) ha già pubblicato La filosofia in Russia prima della rivoluzione. I «Voprosy filosofii i psichologii». 1890-1917.

Tutti gli Universi Possibili

Tutti gli Universi Possibili

E altri ancora
Autore/i: Mazzitelli Italo
Editore: Liguori
introduzione dell’autore. pp. IX-266, ill. b/n, Napoli

Oggi possiamo dire di conoscere la risposta a tutti o quasi i problemi che hanno angustiato i cosmologi per secoli, mentre si sono aperti nuovi interrogativi fino a poco fa impensabili, come sempre avviene quando la fisica compie un grosso passo avanti. Il testo costruisce per gradi un’immagine semplificata, ma quanto più possibile aggiornata e completa, del quadro che oggi possediamo dell’universo. A tale scopo, introduce gli strumenti intellettuali necessari a recuperare e apprezzare il senso di schiacciante maestosità del cosmo, che per centinaia di migliaia di anni ha accompagnato l’evoluzione dei nostri cervelli, e di cui siamo stati privati a causa dell’inquinamento luminoso che nasconde il cielo notturno.

Orazioni per il Capo d’Anno e per il Giorno dell’Espiazione

Orazioni per il Capo d’Anno e per il Giorno dell’Espiazione

(Mussaf, Minchà, Neilà e ’Arvit) – Ad uso degli israeliti spagnuoli
Autore/i: Anonimo
Editore: Rimmonìm Editoria Ebraica e Comunicazione
prefazione di Elio Toaff, tradotte dall’ebraico da Israel Costa. pp. 358, Firenze

Il volume riproduce anastaticamente l’edizione pubblicata a Livorno presso la Tipografia di Salomone Belforte nel 1859.

Prefazione:
Saluto con grande soddisfazione la pubblicazione del Machazor di rito sefardita tradotto dal Rabbino Israel Costa z.l., fatta dalla “Rimmonìm, Editoria ebraica e Comunicazione s.a.s.”
Sicuramente questa pietra miliare della tradizione liturgica ebraica sarà di aiuto per capire testi, quali i Pijutìm di Rosh Ha-Shanà e di Kippùr, che per molti, senza l’ausilio di una buona traduzione potrebbero risultare di difficile comprensione.
Mi auguro che questa riedizione sia di stimolo per la ripresa di quelle attività culturali sulla liturgia ebraica che potranno avvicinare il lettore al fondamentale valore ebraico della Tefillà. (Elio Toaff)

Il Capitalismo

Il Capitalismo

Verso l’ideale cinese
Autore/i: Alvi Geminello
Editore: Marsilio
premessa dell’autore. pp. 336, Venezia

Risultato del compromesso tra la prepotenza statale, la mania di spesa dei governanti e la vanità che spinge a consumare beni inutili, il capitalismo si manifesta oggi nel suo esito cinese e omologante. Con l’autonomia di giudizio e la libertà d’intelletto che lo contraddistinguono, Geminello Alvi si cimenta nell’impresa di una nuova definizione del capitalismo. Capitolo conclusivo della trilogia iniziata con Le seduzioni economiche di Faust e Il Secolo Americano, il libro prende le mosse dalla crisi del 2008 e dall’ambigua posizione dell’economia cinese per tracciare le vicende delle varie spiegazioni e restituzioni del capitalismo, gli errori e gli abbagli, e giungere a una descrizione opposta a quella marxista. Dopo averci mostrato perché il Novecento è stato «il secolo americano» e averne messo a nudo i tratti della storia segreta, Alvi ci guida attraverso la lettura di un percorso storico che sembra, inevitabilmente, condurci verso «l’ideale cinese». E spiega perché il dono debba tornare a essere elemento centrale della vita economica.

Geminello Alvi (Ancona 1955) ha lavorato alla Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, è stato assistente di Paolo Baffi, direttore della rivista «Surplus» per il Gruppo Espresso, editorialista de «il Giornale», «la Repubblica», il «Corriere della Sera», consulente di varie società e istituzioni, nonché membro del Consiglio degli Esperti del Ministero dell’Economia. Attualmente collabora con agi e con la Fondazione eni Enrico Mattei. È autore di numerosi volumi tra cui: Le seduzioni economiche di Faust (Adelphi 1989), Uomini del Novecento (Adelphi 1995), Il Secolo Americano (Adelphi 1996), Vite fuori dal mondo (Mondadori 2001), Ai padri perdono. Diario di viaggio (Mondadori 2003), L’anima e l’economia (Mondadori 2005), Una Repubblica fondata sulle rendite (Mondadori 2006), La vanità della spada. Vita e ardimenti dei fratelli Nadi (Mondadori 2008). Per Marsilio ha scritto la prefazione al libro denuncia di Bernardo Caprotti, Falce e carrello (20075) e Il capitalismo. Verso l’ideale cinese (20112).

Dalla Cina

Dalla Cina

Dopo la rivoluzione culturale
Autore/i: Macciocchi Maria Antonietta
Editore: Feltrinelli
pp. 484, Milano

La notizia che la Cina – dopo dieci anni durante i quali nessun giornalista occidentale aveva avuto il permesso di entrarvi – avrebbe aperto le porte a Maria Antonietta Macciocchi e a suo marito Alberto Jacoviello dell’”Unità” fu riportata con grande rilievo dalla stampa di tutto il mondo. Il libro che presentiamo è il frutto di quel viaggio, compiuto tra l’ottobre e il dicembre 1970. Che cosa è la Cina dopo la rivoluzione culturale? Ce lo dice M. A. Macciocchi guidandoci dalle fabbriche alle università, dove gli studenti prendono lezione dagli operai; dagli ospedali alle scuole, dove i bambini imparano anche le nozioni mediche fondamentali per poter diventare un giorno i famosi “medici dai piedi nudi”; dalle comuni ai cantieri, dove gli operai fanno prodigi di volontà e di intelligenza per costruire senza l’aiuto dei tecnici occidentali, e nemmeno sovietici; e insieme conduce un’attenta analisi della rivoluzionaria struttura del partito e dell’esercito in questo nuovo mondo che si schiude dall’interno all’esame di una militante comunista. Si tratta di un processo grandioso e lacerante: quello di una rivoluzione nel corso di una dittatura del proletariato. Ma il libro va al di là della “cronaca” di fatti, per presentarci l’altra via di costruzione socialista e puntualizza l’apporto decisivo che la rivoluzione cinese offre allo sviluppo del marxismo – leninismo con una soluzione di grande portata al problema fondamentale della transizione socialista: quello del ruolo delle masse, del partito e dello stato nell’esercizio del potere proletario.
Questo è dunque il primo libro nel mondo a narrare la Cina dopo la rivoluzione culturale, e viene pubblicato contemporaneamente in Italia, in Francia e nei paesi di lingua anglosassone.

Maria Antonietta Macciocchi fece parte dell’organizzazione clandestina del PCI dal 1942 alla liberazione di Roma; poi si trasferì nel Mezzogiorno come organizzatrice politica nelle federazioni del PCI di Salerno e di Napoli. Nel 1950 assunse la direzione di “Noi donne”, nel 1958 quella di “Vie nuove”. Entrata nella redazione dell’”Unità” come inviato speciale, scrisse esemplari reportages dall’Iran, dal Vicino Oriente, dalla Cina e infine dall’Algeria. Ha pubblicato in quegli anni Persia in lotta, un libro sulla guerra per il petrolio e l’indipendenza nazionale in Medio oriente, e Sotto accusa la stampa femminile sull’emancipazione della donna e la cultura. Dal 1962 al 1968 ha vissuto a Parigi come corrispondente dell’”Unità”, occupandosi delle questioni dell’emigrazione e del Mercato Comune e seguendo da Bruxelles i maggiori avvenimenti politici ed economici europei. Il 19 maggio 1968 è stata eletta deputato nella lista del PCI per la circoscrizione Napoli – Caserta. Il suo libro Lettere dall’interno del PCI, che da quella campagna elettorale prese lo spunto, costituisce uno dei rari bestsellers politici italiani. Come membro della Commissione esteri della Camera si occupa dei problemi internazionali, dedicandosi attivamente allo studio delle questioni asiatiche ed africane e particolarmente dei movimenti di liberazione dell’Angola e del Mozambico. Dai viaggi compiuti fra il ’69 e il ’70 in Zambia, Tanzania, Giappone, India e Ceylon ha tratto numerosi reportages.
Il viaggio del ’70 in Cina, dove aveva già soggiornato nel ’54, costituisce una sorta di punto di approdo di una lunga esperienza in campo internazionale.

Yoga per la Mente

Yoga per la Mente

Autore/i: Yogi Zorn William
Editore: Armenia
traduzione di Giorgio Pagliaro. pp. 224, Milano

Chi si occupa di Yoga sa benissimo che i grandi maestri considerano lo Hata Yoga (l’arte di controllare e disciplinare il corpo) come un semplice mezzo per giungere al controllo e alla disciplina della mente.
Con una chiarezza e semplicità degne degli antichi maestri, lo yogi William Zorn offre in questo volume una guida alle grandi verità chiuse nella letteratura orientale sullo Yoga. Il Raja Yoga (la scienza del controllo mentale) e lo Jnana Yoga (la scienza della sapienza spirituale) vengono esposti in maniera da offrire a tutti la possibilità di giungere all’autocomprensione, alla serenità, all’autorealizzazione.
Rapportando le concezioni orientali alla filosofia occidentale, l’autore ne mette in rilievo i più profondi significati e, al tempo stesso, le applicazioni pratiche. Questo libro, quindi, oltre ad offrire una grandiosa sintesi teorica di una tradizione antica di millenni, può essere di valido aiuto alle persone che soffrono d’irrequietezza spirituale, che non trovano il loro posto nel mondo, che non si sentono realizzati che vorrebbero capirsi meglio.

L’Etologia e l’Uomo

L’Etologia e l’Uomo

Autore/i: De Crescenzo Giovanni
Editore: La Nuova Italia
prima edizione, prefazione dell’autore. pp. 312, Firenze

Questo libro ricco e felice considera gli sviluppi epistemologici dell’etologia (da Lorenz a Hinde), mette in luce la rilevanza esplicativa del discorso etologico sull’istinto e le difficoltà che esso incontra nella misura in cui si appella all’innatismo, peraltro superato progressivamente dall’etologia di lingua Inglese. Esamina inoltre l’etologia umana, che non solo ha contribuito potentemente alla conoscenza del nostri comportamenti istintivi ma ha gettato nuova luce sull’Intero comportamento umano, ricostruendone le radici biologiche e animali, svincolandone l’analisi dalle secche del mero culturalismo e storicismo, e ripristinando il colloquio tra la biologia e l’antropologia culturale. Il libro propone infine un discorso più strettamente teorico. Sulla base delle più recenti ricerche scientifiche, Interpreta la .differenza. tra l’uomo e gli animali superiori anche in riferimento a certi domini ritenuti finora assolutamente specifici dell’Homo sapiens, mirando a svincolare l’etologia umana dall’ideologia conservatrice.

Giovanni De Crescenzo (Salerno 1930) è professore straordinario di Filosofia presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Salerno.
Ha pubblicato: Disegno di estetica (1958); Istituzioni di logica fenomenologica (1960); Naturalismo e ipotesi metafisica (1962); La fortuna di Vincenzo Gioberti nel Mezzogiorno d’Italia (1964); P. Romaneli e l’odierno naturalismo statunitense (1966, 19692); F. Hutcheson e Il suo tempo (1968).

Lirici Greci

Lirici Greci

Autore/i: AA. VV.
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prima edizione, con un saggio di Luciano Anceschi, tradotti da Salvatore Quasimodo. pp. 252, Milano

Risultato di una “recherche” continuamente e dolorosamente ritentata (tu ridi che per sillabe mi scarno) è la pagina di Quasimodo, in cui l’emozione si concreta nella memoria di un sentimento rintracciato in un antico stupore del sangue. Tale è il motivo umano del canto che egli con limpida orchestrazione ha quasi forzato ad una metessi dell’assoluto. La sua esperienza intonata a questo registro doveva pervenire logicamente alla risonanza della melica greca, per una necessità che, valicando il tempo, assumeva finanche il carattere di una rispondenza storica. L’evoluzione insistita di Quasimodo aveva infatti portato la sua poesia ad un tono così “atemporale” da renderla matura non solo per assorbire quegli echi, ma per ricrearli con la propria voce: perché il poeta, ripetiamoIo, in questa sua fatica non ha tradotto, ma ridetto con parole sue la profonda umanità di quei testi lontani.
Le voci antiche si sono quindi “innestate” nella sua senza.incrinature e senza divario tanto che non sarebbe facile separare la cadenza di alcuni suoi versi da quella delle sue traduzioni.
In tal modo, meravigliandoci, il messaggio lirico dell’Ellade ci è divenuto contemporaneo.

I Lante Montefeltro della Rovere

I Lante Montefeltro della Rovere

Autore/i: Ceriana Mayneri Carlo
Editore: Ceschina
pp. 252, XLV tavv. b/n f.t., Milano

Molta storia di Italia si intreccia con quella delle sue Casate più illustri; specialmente la storia dei secoli di mezzo, quando le varie Signorie si contendevano città e castelli ed erano spesso, troppo spesso; in lotta fra di loro.
Una delle Casate di maggior rilievo, anche se solamente per breve tempo potè esercitare la Signoria su un’importante ducato, come fu quello di Perugia, fu la Casata dei Lante, dapprima fusasi coi Montefeltro e poi coi Della Rovere.
Però quanta influenza politica, sociale e religiosa poterono esercitare i componenti di questa illustre famiglia negli avvenimenti politici, militari, sociali e religiosi del loro tempo, attraverso l’azione di Capitani, di Cardinali e di Papi!
Quanto mecenatismo seppero saggiamente esercitare!
Carlo Ceriana Mayneri, in pagine piane e di facile lettura, rievoca la storia delle tre Casate: Lante, Montefeltro e Della Rovere. Dice come esse col passare dei secoli si sono fuse in una sola e ne ricorda i fasti e le glorie.
È Una lettura istruttiva e, al tempo stesso piacevole; è una rievocazione assai utile, sia per gli storici quanto per il pubblico colto.

Il Vecchio Testamento e i Popoli del Mediterraneo Orientale

Il Vecchio Testamento e i Popoli del Mediterraneo Orientale

Ebrei, Assiri, Babilonesi, Egiziani, Cretesi, Cananei, Greci, in uno studio informato e avvincente
Autore/i: AA. VV.
Editore: Morcelliana
prefazione dell’autore, traduzione di Felice Montagnini e Clara di Zoppola. pp. 288, cartine b/n, Brescia

Dalla prefazione dell’autore:
“La prima edizione inglese di questo libro si occupava dei tempi dell’Antico Testamento riferendosi alle relazioni degli Ebrei con la Mesopotamia, il Canaan, l’Egitto ed altri Paesi biblici. Tra questi era compresa la regione egea in un modo che non era stato mai tentato anteriormente. Noi dimostravamo che la letteratura ugaritica getta un ponte sull’intervallo vuoto tra la letteratura d’Israele e quella greca che offrono la rappresentazione delle loro età eroiche. Ciò significa che durante la seconda metà del secondo millennio a. c., Israele e la Grecia micenea erano membri della stessa comunità internazionale, che condividevano la cultura composita del Mediterraneo orientale. Ciò non significa che gli Ebrei fossero identici ai Greci, ovviamente, come, allo stesso modo, le scoperte archeologiche nella Mesopotamia non significano che vi sia identità tra Ebrei e Babilonesi; ciò indica tuttavia che la civiltà micenea era una parte del mondo biblico proprio come le civiltà mesopotamica, egiziana o anatolica.
Come il Nilo, l’influsso egiziano si riversò nel Mediterraneo.
Attraverso i suoi mercanti internazionali, e a volte anche per opera dei suoi eserciti vittoriosi, la Mesopotamia diffuse la sua influenza verso ovest fino al Mediterraneo. Il punto di convergenza delle prime grandi civiltà, prima e durante l’ascesa alla ribalta della storia da parte dei più antichi Ebrei e Greci, fu il Mediterraneo orientale. L’Anatolia, il Canaan e la Grecia si stendono lungo le sue rive. Creta, Cipro e le altre isole sorgono nel suo mezzo. Il nostro riconoscere il fatto innegabile che la T erra Santa è un paese mediterraneo – con tutto ciò che questa circostanza implica dal punto di vista culturale – apre un aspetto importante, ampio e virtualmente non sfruttato degli studi paleotestamentari.[…]”

La Vecchiaia – Aspetti Criminologici e Medico-Legali

La Vecchiaia – Aspetti Criminologici e Medico-Legali

Autore/i: Carriero Francesco
Editore: Istituto Italiano di Medicina Sociale
presentazione di Mario Adamo, introduzione dell’autore. pp. 304, ill. b/n, Roma

Dall’introduzione dell’autore:
“I diversi periodi della vita umana, oltre a presentare una patologia soma tic a e psichica sotto molti riguardi affatto peculiare, mostrano altresì frequenza, entità ed aspetti diversi di irregolarità della condotta che assai spesso conducono a manifestazioni antisociali o francamente criminali. E’ evidente che in un campo e nell’altro le variazioni di maggior interesse si realizzano ai due poli opposti e cioé nelle prime e nelle più tarde età. Per questo motivo la delinquenza minorile viene considerata come fenomeno sociale e criminale del tutto particolare, obbietto di molteplici e commendevoli studi che da tempo vengono condotti sia sotto il profilo criminologico che medico-legale, psicologico, sociologico, ecc. In netto contrasto con la mole di questi studi, il problema dell’irregolarità della condotta e soprattutto quello della criminalità dei vecchi risulta invece, se non proprio trascurato, quanto meno assai poco considerato e dibattuto specie nel nostro Paese.
La diversa importanza dimostrata per i due problemi appare giustificata sia dalle maggiori dimensioni e dal maggior allarme sociale connesso alla delinquenza minorile, sia dalla efficacia dimostrata dall’intervento dei pubblici poteri ’soprattutto attraverso una intelligente e tempestiva opera di rieducazione o di educazione diretta a scoraggiare le tendenze criminose sin dal loro primo manifestarsi ed a favorire invece il reinserimento del minore nell’ambiente sociale. Non si può peraltro ignorare che. specie nelle Nazioni industriali, si sta manifestando un fenomeno, che appare per di più destinato ad accentuarsi in avvenire, rappresentato dal progressivo invecchiamento della popolazione, sicché il problema delle irregolarità della condotta nei soggetti senili tende a farsi anch’esso sempre più pressante.[…]”

Buddha e il Buddhismo

Buddha e il Buddhismo

Autore/i: Botto Oscar
Editore: Oscar Mondadori
premessa dell’autore. pp. 240, Milano

«A 2500 anni dalla sua comparsa, il Buddhismo resta ancora per il gran pubblico del mondo occidentale una religione sostanzialmente sconosciuta, della quale’ si colgono nella giusta luce soltanto alcuni aspetti…» Ecco la motivazione che ha indotto l’Autore a scrivere questo libro che illustra, con un’esposizione chiara e organica, la vita del Buddha, i fondamenti e le caratteristiche peculiari della dottrina buddhistica, le sue fonti storiche e letterarie, la sua espansione ed evoluzione. in una parola la storia di questa religione ricca di implicazioni sociali che ha esercitato sul pensiero. la cultura, l’arte non solo dell’India ma del!’intero continente asiatico una penetrante influenza.

Oscar Botto, ordinario di Indologia e incaricato di Religioni e filosofie dell’India e dell’Estremo Oriente all’Università di Torino, è membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dell’Accademia delle Scienze di Torino, della Royal Asiatic Society di Londra, della Société Asiatique di Parigi. Ha organizzato e diretto la Storia della Letteratura d’Oriente e la collana Classici delle Religioni Orientali della Utet.

Mostra dell’Arte e della Civiltà Etrusca

Mostra dell’Arte e della Civiltà Etrusca

Aprile – Giugno 1955, Milano, Palazzo Reale
Autore/i: AA. VV.
Editore: Silvana
presentazione di Caio Mario Cattabeni, introduzione di Massimo Pallottino. pp. XXIII-170, CXII tavv. b/n f.t., Milano

Dall’introduzione di Massimo Pallottino:
“Portare la intellettualità moderna direttamente in contatto con il mondo delle forme e delle idee degli antichi Etruschi, rispondendo per quanto è possibile alla nobile curiosità di conoscenza che studiosi, critici, artisti e, più largamente, tutti gli uomini di cultura dei nostri tempi dimostrano, con crescente ansia, per i c misteri,. – meglio diremo problemi – di quel popolo affascinante nella cui esperienza profondono le radici la storia e la civiltà d’Italia: ecco, in sintesi, il programma di questa Mostra.
Essa fu concepita e posta in atto, così come appare oggi in Milano, attraverso una lunga elaborazione, superando difficoltà scientifiche e materiali di eccezionale gravità, per il concorde entusiasmo di studiosi specialisti (in primo luogo dei membri del Comitato Permanente, che ha operato anche e soprattutto per la fervida attività del suo segretario e del suo tesoriere) e delle autorità preposte alla conservazione dei tesori d’arte, in Italia e fuori d’Italia, sotto il vigile impulso del nostro Ministero della Pubblica Istruzione.
Non può dimenticarsi che alla preparazione remota dell’ambiziosa idea di una rassegna dell’arte etrusca, organicamente rievocata in tutte le sue fasi di sviluppo, in tutte le sue manifestazioni espressive, in tutta la varietà delle sue esperienze tecniche, hanno contribuito precedenti iniziative parziali, degne di rilievo, come le esposizioni di pittura e di scultura etrusca presentate a Firenze rispettivamente nel 1951 e nel 1952; nonchè mostre di cimeli spostati in conseguenza di eventi bellici, tra i quali figuravano opere figurate etrusche, cosi in Italia come all’estero; e soprattutto la fervida attività di studio e di restauro che accompagnava ed accompagna le imprese di riordinamento delle grandi collezioni pubbliche. Ma anche i risultati di scoperte recenti e recentissime e, più generalmente, il progresso delle ricerche critiche sul gusto e sulla civiltà degli Etruschi hanno acuito negli ultimi tempi il desiderio di riassumere, in forma di immediata documentazione visiva, i più significanti aspetti del patrimonio di opere d’arte in nostro possesso e la somma delle cognizioni storiche attualmente raggiunte.
La entusiastica e generosa sollecitazione del Kunsthaus di Zurigo, divenuto per il fervore del suo conservatore René Wehrli uno dei massimi centri mondiali di rassegne d’arte, portò a concretare il programma della Mostra nella sua prima edizione zurighese, presentata al pubblico svizzero ed europeo nei primi mesi di quest’anno, con eccezionale risonanza di interesse e favore di critica.[…]”

La Psicologia del Transfert

La Psicologia del Transfert

Il dramma della psicoterapia
Autore/i: Jung Carl Gustav
Editore: Il Saggiatore
premessa dell’autore. pp. 240, Milano

C.G. Jung 1875-1961 studiò medicina a Basilea e, come assistente, lavorò sotto la guida dello psichiatra Bleuler a Zurigo. Quando si costituì la Società internazionale di psicoanalisi ne divenne, per designazione di Freud, il presidente. Il suo dissidio col maestro data dal III Congresso di psicoanalisi 1911 e dal libro Metamorfosi e simboli della libido (1912). Nella sua impostazione generale, Jung capovolge finalisticamente il senso dei processi psicologici, che le teorie freudiane avevano interpretato deterministicamente. Di Jung, Il Saggiatore ha Dubblicato nel 1965 l’autobiografia, Ricordi sogni riflessioni e, nell’anno successivo, Risposta a Giobbe.

Fin dal suo apparire 1946), La psicologia del transfert fu giudicata una tappa fondamentale per la teoria e la pratica psicoterapeutica. Nel suo dissenso dal freudismo, Jung era qui arrivato ad affrontare uno dei punti più paradossali della dottrina del Maestro; il transfert, cioè il rapporto affettivo di resistenza o di dipendenza che si instaura tra il paziente e il medico nel corso dell’analisi. Questo libro profila in maniera coerente e organica un «tutto Jung», che sembrava sfuggire a ogni tentativo di sistemazione. E vi scorge la lucidità estrema di un testamento, generoso di lasciti ancora da mettere a frutto.

Appunti di Medicina Omeopatica

Appunti di Medicina Omeopatica

Conferenze, seminari, scritti sparsi
Autore/i: Kent James Tyler
Editore: Red
a cura di Elio Rossi, traduzione dall’inglese di Mariella Di Stefano. pp. 288, Como

Questi Appunti di medicina omeopatica comprendono i seminari, le conferenze, gli articoli dedicati da James Tyler Kent (1849-1916) alla professione medica e raccolti, dopo lo morte, dai suoi allievi con il titolo di Lesser Writings. Riflessioni generali sull’arte del guarire ma anche indicazioni immediatamente operative, approfondimenti ma anche interventi di divulgazione della medicina omeopatica: insomma, il laboratorio teorico e pratico di un grande cinico, l’occasione per studenti e medici di approfondire lo conoscenza diretta di uno dei padri dell’omeopatia.
Con lo Materia medica dei nuovi rimedi e gli Scritti di clinica omeopatica, già pubblicati in questa stessa collana, gli Appunti di medicina omeopatica fanno parte di quel corpus di opere postume e inedite di Kent lo cui traduzione red ha avviato da qualche anno. Accanto a questi titoli sono poi da ricordare lo Materia Medica e le Lezioni di filosofia omeopatica.

Prefazione di Elio Rossi, medico omeopata, fondatore del Gruppo lycopodium di Homoeopathia Europea e Member of Faculty of Homoeopathy of London.

James Tyler Kent nacque a Woodhull, nello stato di New York, nel 1849. Conseguì lo laurea in Medicina nel 1874 e nel 1877 divenne professore di Anatomia all’Università di Saint-Louis. Uno grave malattia della moglie lo spinse suo malgrado, dopo avere tentato ogni cura di tipo allopatico, a consultarsi con un medico omeopata. La moglie guarì e il nuovo metodo di cura destò la curiosità di Kent, che sì mise a studiare le opere di Hahnemann, divenne egli stesso omeopata, esercitò lo professione e si dedicò per molti anni, praticamente fino alla morte nel 1916, all’insegnamento.

Vita Cristiana ed Esperienza Mistica

Vita Cristiana ed Esperienza Mistica

Lezioni tenute nel Congresso Teresiano Interazionale: Roma – Teresianum, 14-18 aprile 1982
Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni del Teresianum
presentazione di Federico Ruiz. pp. 420, Roma

Dalla presentazione di Federico Ruiz:
“Il titolo generale mette direttamente in relazione la mistica con la vita cristiana. È la focalizzazione obbligata, su cui si torna sempre di nuovo, quando si vuol fare della mistica una realtà cristiana autentica e rilevante. Stabilire o scoprire questo legame fu già il proposito centrale del cosiddetto «problema mistico», che dette origine ad un’abbondante e polemica letteratura durante la prima metà del secolo XX. grazia e vita mistica, ascetica e mistica, contemplazione e santità. La discussione ha dato i suoi frutti. alcuni sono diventati patrimonio comune; altri punti di conflitto sono stati risolti o lasciati da parte da impostazioni teologiche e storiche di maggior ampiezza.[…]”

Guida alla Radiestesia

Guida alla Radiestesia

Autore/i: Moine Michel
Editore: Armenia
traduzione di Marika Boni Grandi. pp. 320, nn. ill. b/n, Milano

La radiestesia è una scienza vecchia come l’uomo. L’uomo dell’Età del Ferro si serviva proprio di strumenti allora ritenuti «magici» per scoprire giacimenti meteorici. Gli antichi stregoni scoprivano, con gli stessi magici strumenti, vene d’acqua nel sottosuolo e individuavano le malattie dell’uomo e del bestiame.
Il pendolo, come la bacchetta del rabdomante, non è che uno di questi «magici» strumenti. Esso è in realtà un mezzo per moltiplicare le inavvertibili sensazioni della nostra psiche e la radiestesia è «l’arte di scoprire, grazie al pendolo e alla bacchetta, ciò che è nascosto alle facoltà normali ma la cui esistenza è reale».
Questo libro è una Guida per chi voglia iniziare una divertente, appassionante sperimentazione e costituisce al tempo stesso un prezioso testo per gli esperti. La parte storica mette al corrente di quanti studi sono stati fatti su questo sistema di ricerca sin dalle epoche più lontane e pochi libri possiedono una così efficace spiegazione che accompagni lo «studente» dall’asilo alle superiori. Dalla costruzione dello strumento ai primi semplici esercizi, dalla scoperta dei minerali al ritrovamento delle persone scomparse, dalIa ricerca delle sofisticazioni alimentari alla diagnosi dei malati fino alla terapeutica radiestesica, tutto è presentato in maniera piana, piacevolmente seguiti dalle illustrazioni del testo.

Fiabe Italiane – 2 Volumi

Fiabe Italiane – 2 Volumi

Raccolte dalla tradizione popolare durante gli ultimi cento anni e trascritte in lingua dai vari dialetti da Italo Calvino
Autore/i: AA. VV.
Editore: Oscar Mondadori
introduzione e cura di Italo Calvino. vol. 1 pp. 350, vol. 2 pp. 351-696, nn. ill. b/n, Milano

Dall’introduzione di Italo Calvino:
“La prima spinta a comporre questo libro è venuta da un’esigenza editoriale: si voleva pubblicare, accanto ai grandi libri di fiabe popolari straniere, una raccolta italiana. Ma che testo scegliere? Esisteva un «Grimm italiano»?
I grandi libri di fiabe italiane, si sa, sono nati in anticipo sugli altri. Già a metà del secolo XVI, a Venezia, nelle Piacevoli Notti di Straparola, la novella cede il campo alla sua più anziana e rustica sorella, la fiaba di meraviglie e d’incantesimi, con un ritorno d’immaginazione tra gotica e orientale alla Carpaccio, e un’incrinatura dialettale allo stampo della prosa boccacesca. Nel Seicento, a Napoli, Giambattista Basile sceglie per le sue acrobazie di stilista barocco-dialettale i «cunti», le fiabe «de’ peccerille» e ci dà un libro, il Pentamerone (restituito alle nostre letture dalla versione di Benedetto Croce) che è come il sogno d’un deforme Shakespeare partenopeo, ossessionato da un fascino dell’orrido per cui non ci sono orchi né streghe che bastino, da un gusto dell’immagine lambiccata e grottesca in cui il sublime si mischia col volgare e il sozzo.[…]”

I Colloqui

I Colloqui

In una gigantesca farsa, le origini del mondo moderno
Autore/i: Erasmo Da Rotterdam
Editore: Feltrinelli
prima edizione, traduzione dal latino e note a cura di Gian Piero Brega. pp. 452, Milano

Dell’opera gigantesca di Erasmo da Rotterdam (1467-1536) oggi si ricorda solo uno smilzo libretto, l’Elogio della pazzia. Eppure quello scritto, che risente ancora dell’ambiente gotico di Deventer e dell’abbazia di Steyn, è il meno moderno degli scritti satirici erasmiani e alla lettura riesce un po’ deludente. La colpa maggiore di questo stato di cose ricade su coloro che si sono sforzati di vedere in Erasmo il filosofo piuttosto che lo scrittore, considerando l’Elogio della pazzia la sua opera piu rappresentativa. In realtà solo i Colloqui (scritti tra il 1497 e il 1533), a cui è estranea ogni intenzione filosofica, ci danno l’esatta misura del genio di Erasmo e ci fanno capire la ragione del suo successo, i motivi per cui divenne la massima autorità spirituale del suo tempo. Le ragioni della fortuna di Erasmo e dei Colloqui coincidono: anzitutto l’antipedant!smo, la capacità di dare valore letterario anche alle cose più modeste, e poi uno stile bonario, a volte trasandato, ma sempre vigile, uno stile “familiare” che affascina senza incutere soggezione. Questa nuova traduzione italiana non vuole essere né la dotta riesumazione di un testo “importante” né un contributo agli studi erasmiani, ma solo offrire al grande pubblico dei non specialisti l’occasione di una lettura incantevole e di conoscere finalmente la complessa personalità di Erasmo nell’arco completo della sua vita. Se ciò non bastasse, si ricordi che ai Colloqui attinsero a piene mani scrittori come Rabelais, Montaigne, Shakespeare, Walter Scott, Cervantes, Molière e Marino, nonostante che l’opera di Erasmo fosse stata condannata al fuoco, come eretica, con la drammatica sentenza di Milano.

Storia e Cultura del Medioevo

Storia e Cultura del Medioevo

Dal secolo IX al XII
Autore/i: Wolff Philippe
Editore: Laterza
prefazione dell’autore, traduzione di Mariella Valbonesi. pp. 320, Bari

La rinascenza carolingia con Carlo Magno e Alcuino, i monasteri e le nuove tradizioni culturali emergenti dalle rovine della civiltà romana; l’età degli Ottoni e di Gerberto, e il contributo del mondo orientale alla formazione del primo pensiero medievale; l’epoca di Abèlardo, la nascita delle lingue romanze, le trasformazioni sociali e delle istituzioni sono i momenti più significativi di questa storia della maturazione intellettuale dell’Europa dal secolo IX al XII, di cui Philippe Wolff traccia le linee fondamentali.

Nato a Montmorency (Parigi) nel 1913 Philippe Wolff si è laureato aHa Sorbona dove ebbe a maestri Lot e Bloch. Ricercatore alla London University fino al 1939, durante il periodo bellico è stato liaison officier per l’esercito britannico in Francia. Tranne alcuni corsi tenuti in USA nelle università di Chicago (1955) e del Texas (1958) e alla Harvard Summer School (1966), dal 1945 insegna all’università di Tolosa dove dal 1961 dirige il dipartimento di storia. Sua è una Storia dell’umanità: sviluppi culturali e scientifici 400-1500 pubblicata per l’Unesco.

Manifesto dei Conservatori

Manifesto dei Conservatori

Autore/i: Prezzolini Giuseppe
Editore: Rusconi
prefazione dell’autore. pp. 168, Milano

Giuseppe Prezzolini continua a stupire per la sua lucidità e intelligenza. Giunto a novant’anni, ha scritto un libro anticonformista e felicemente libero, offrendo ai suoi lettori i principii fondamentali di un moderno pensiero conservatore, cioè di una politica realistica, attenta al bene comune e alle tradizioni nazionali un Manifesto per quella maggioranza finora rimasta troppo silenziosa, ma non più disposta a sopportare l’anarchia, il disordine e l’illegalità elevati a sistema. Il libro si compone di due parti nella prima si espongono i principii teorici del pensiero conservatore, che susciteranno non poche discussioni e polemiche. Nella seconda Prezzolini presenta una sua autobiografia spirituale, Come diventai conservatore (Confessioni di un figlio del secolo), in cui narra il suo itinerario politico, dai primi entusiasmi anarchici dell’adolescenza alla scoperta di Taine, dal «Leonardo» a «La Voce», dal soggiorno a Parigi nel primo dopoguerra all’esilio volontario in America fino al ritorno in Italia nell’ultimo dopoguerra e alla recente emigrazione in Svizzera. In queste pagine, che si leggono come un romanzo, Prezzolini rievoca i suoi amici, da Papini a Corradini, da Amendola a Gobetti, e traccia a grandi linee la storia di una delle stagioni più vive della cultura italiana. Libro ricco di umori, di rivelazioni inedite, di intuizioni profonde, è la summa di tutte le sue opere precedenti, del suo pensiero oggi più attuale che mai. «Un conservatore», scrive in un brano che diventerà giustamente celebre, «preferisce alle rivoluzioni gli adattamenti, le modificazioni, le evoluzioni, gli assaggi, i ritocchi, almeno nei punti essenziali della coesistenza sociale. Il rispetto delle consuetudini non nasce nella mente del conservatore dal pensare che esse siano perfette; tutt’altro: nasce dal fatto che le considera come meno imperfette, poiché esistono, di quelle che ancora non esistono; per far esistere le quali ci vorrebbe uno sforzo che sarebbe più opportuno applicare a far funzionare meglio quelle esistenti».

Scienza e Vita Civile nel Rinascimento Italiano

Scienza e Vita Civile nel Rinascimento Italiano

Autore/i: Garin Eugenio
Editore: Laterza
premessa dell’autore. pp. XIX-191, Bari

Il Rinascimento italiano come autentica, universale rivoluzione culturale, che, maturata sul terreno delle scienze morali e della vita civile, investe ogni altro campo del sapere, rinnova radicalmente gli atteggiamenti fondamentali dello spirito europeo e rende possibile la nascita della scienza moderna: questo il tema comune dei saggi di Eugenio Garin qui raccolti.
L’analisi dettagliata dell’attività pubblica e privata di un Coluccio Salutati – il dotto Cancelliere della libera Repubblica fiorentina – o dei grandi progetti urbanistici degli architetti del Quattrocento, chiarisce limpidamente che negli «umanisti» fu vivo sempre il legame tra riscoperta della tradizione classica e milizia politica in difesa delle libertà comunali. Ma, d’altra parte, lo spirito critico che dalle opere di erudizione si estende a sorreggere la passione civile dei Cancellieri fiorentini è quello stesso che dissolve le «autorità» del sapere medievale, pratica e diffonde un costume di libera ricerca, elabora i nuovi strumenti logici dai quali emergeranno i quadri concettuali e la spregiudicatezza intellettuale della scienza moderna.
La vicenda complessa di Leonardo e quella, di ben altro rilievo, di Galileo costituiscono gli episodi individuali in cui l’intreccio fra «critica» umanistica e spirito scientifico si fa più evidente e decisivo.
Ma se il «divino» Leonardo, poeta, scienziato e sommo pittore, è forse la figura più felicemente rappresentativa di una stagione culturale così piena di fermenti, la «nuova scienza» di Galileo ne costituisce il frutto più maturo, che la conclude e se ne allontana. Ciò che della scienza galileiana appare in primo piano nelle pagine del Garin non sono tanto i singoli suoi risultati quanto il difficile processo di formazione – sul quale già si addensano le ombre della Controriforma – in cui si costituiscono contemporaneamente gli statuti logici e metodologici della scienza moderna e una rivoluzionaria, laica concezione del mondo e dell’uomo, verso la quale la civiltà contemporanea rimane per tanti versi debitrice.

Introduzione alla Linguistica Teorica

Introduzione alla Linguistica Teorica

Autore/i: Lyons John
Editore: Laterza
prefazione dell’autore, traduzione di Elena Mannucci e Francesco Antinucci. vol. 1 pp. VII-170, vol. 2 pp. 171-528, vol. 3 pp. 529-694, Bari

  1. Il linguaggio
    Nel quadro di una storia della linguistica moderna, raccontata e analizzata nei suoi momenti di maggior rilievo, Lyons esamina, con un orientamento fondamentalmente saussuriano, le caratteristiche principali del linguaggio umano: i suoni, le parole, i meccanismi della fonazione, la struttura.
  2. La grammatica
    In questo volume Lyons studia i meccanismi della grammatica, su uno sfondo sostanzialmente generativo-trasformazionale, ma con un continuo richiamo ad altri modelli e in un costante confronto con le analisi della grammatica tradizionale. Sempre in equilibrio fra l’esigenza di dar conto della situazione attuale. degli studi e quella di innovare creativamente, l’Autore fornisce una originale interpretazione del percorso compiuto dalla riflessione teorica.
  3. La semantica
    John Lyons, riallacciandosi alle ricerche della semantica strutturale, studia il modo di scomporre il significato delle parole e delle frasi in elementi semplici e le relazioni di significato tra parole e frasi.
    Il problema del significato, che ha avuto così gran parte nella riflessione contemporanea, trova qui una esemplare sistemazione, che ne riconferma il poliedrico interesse, oltre che per la linguistica, anche per la psicologia e la sociologia.

John Lyons (1922) ha insegnato a Cambridge e a Edimburgo, dove dal 1964 è titolare della cattedra di Linguistica generale. Tra le sue opere: Structural Semantics (1963), Chomsky (1970), e Semantics (1977) in 2 voll., in corso di traduzione presso la nostra Casa.

Introduzione alla Linguistica Teorica

Introduzione alla Linguistica Teorica

Autore/i: Lyons John
Editore: Laterza
prefazione dell’autore, traduzione di Elena Mannucci e Francesco Antinucci. pp. 700, Bari

  1. Il linguaggio
    Nel quadro di una storia della linguistica moderna, raccontata e analizzata nei suoi momenti di maggior rilievo, Lyons esamina, con un orientamento fondamentalmente saussuriano, le caratteristiche principali del linguaggio umano: i suoni, le parole, i meccanismi della fonazione, la struttura.
  2. La grammatica
    In questo volume Lyons studia i meccanismi della grammatica, su uno sfondo sostanzialmente generativo-trasformazionale, ma con un continuo richiamo ad altri modelli e in un costante confronto con le analisi della grammatica tradizionale. Sempre in equilibrio fra l’esigenza di dar conto della situazione attuale. degli studi e quella di innovare creativamente, l’Autore fornisce una originale interpretazione del percorso compiuto dalla riflessione teorica.
  3. La semantica
    John Lyons, riallacciandosi alle ricerche della semantica strutturale, studia il modo di scomporre il significato delle parole e delle frasi in elementi semplici e le relazioni di significato tra parole e frasi.
    Il problema del significato, che ha avuto così gran parte nella riflessione contemporanea, trova qui una esemplare sistemazione, che ne riconferma il poliedrico interesse, oltre che per la linguistica, anche per la psicologia e la sociologia.

John Lyons (1922) ha insegnato a Cambridge e a Edimburgo, dove dal 1964 è titolare della cattedra di Linguistica generale. Tra le sue opere: Structural Semantics (1963), Chomsky (1970), e Semantics (1977) in 2 voll., in corso di traduzione presso la nostra Casa.

Dai Contenuti della Sezione Cultico-Conoscitiva della Scuola Esoterica

Dai Contenuti della Sezione Cultico-Conoscitiva della Scuola Esoterica

Dal 1904 al 1914
Autore/i: Steiner Rudolf
Editore: Editrice Antroposofica
traduzione di Laura Vanelli. pp. 432, ill. b/n, Milano

“È impossibile fare veri progressi nella penetrazione dei mondi superiori senza passare per i gradini della conoscenza immaginativa.”

Il significato e l’origine spirituale del culto conoscitivo; Perché il culto conoscitivo è stato praticato all’interno di confraternite; Il nome del gruppo di lavoro; La preparazione per l’ammissione; I gradi; I simboli dell’istituzione; L’abbigliamento; I rituali; Commenti al culto di conoscenza e al simbolismo dell’istituzione; La Leggenda del tempio e la Leggenda aurea come apparivano all’interno dei rituali.

L’Uomo nel suo Divenire

L’Uomo nel suo Divenire

L’anima e lo spirito del mondo
Autore/i: Steiner Rudolf
Editore: Editrice Antroposofica
traduzione di Felice Motta con il contributo di Letizia Omodeo. pp. 232, ill. b/n, Milano

Undici conferenze tenute a Dornach dal 22 luglio al 20 agosto 1921.

I dodici sensi dell’uomo; Ordinamento morale del mondo e necessità naturale; Oriente e Occidente; Memoria e amore. L’uomo tripartito; L’evoluzione della scienza moderna dalla Scolastica; Impulsi antisociali come conseguenza del pensare materialistico e della natura volitiva spirituale; Lo sviluppo infantile fino alla maturità sessuale; Rappresentazioni e ricordi nel mondo delle gerarchie spirituali; L’elemento animico-spirituale dell’essere umano in rapporto all’elemento fisico-corporeo; Il male; Goethe, i Greci e l’epoca prima dei Greci.

I Tre Grandi del Rinascimento

I Tre Grandi del Rinascimento

Tre conferenze pubbliche tenute a Berlino il 30 gennaio e il 13 febbraio 1913, e l’8 gennaio 1914
Autore/i: Steiner Rudolf
Editore: Editrice Antroposofica
traduzione di Iberto Bavastro pp. 84, Milano

Sommario

  • La missione di Raffaello alla luce della scienza dello spirito.
  • La grandezza spirituale di Leonardo alla svolta dei tempi moderni.
  • Michelangelo e il suo tempo secondo la scienza dello spirito.

 

 

Tao Te Ching

Tao Te Ching

Il libro della Via e della Virtù
Autore/i: Lao Tse
Editore: Mimesis
introduzione e cura di Julius Evola. pp. 84, Milano

Pubblicato in Italia nel 1923, Il libro della Via e della Virtù è stata la prima traduzione del testo sacro taoista di Lao Tse curata da Julius Evola. Disinteressato agli aspetti religioso-devozionali o filologico-letterari, Evola coglie l’essenza del Tao Te Ching, opera fondativa della religione e della scuola filosofica taoista, nel suo essere una strada per superare la dimensione umana e permettere all’uomo di diventare davvero quell’Individuo assoluto teorizzato nella parte filosofica della produzione evoliana. “L’uomo che ha la Virtù non discute; l’uomo che discute non ha la Virtù. La Via del Cielo: livellare senza lotta. La Via dell’Uomo: agire senza sforzo”.

Lao Tse filosofo e scrittore cinese a cui è stata attribuita la paternità del Tao Te Ching. Considerato una divinità primaria del taosimo, di cui fu il fondatore, è venerato con il nome di “Supremo Signore”. Julius Evola ha curato due edizioni critiche del capolavoro della saggezza orientale, nel 1923 e nel 1959.

La Danza di Davide

La Danza di Davide

Il segreto dei Salmi
Autore/i: Flaim Olivia
Editore: Tipheret
introduzione dell’autrice. pp. 112, Acireale

Chi vive respira e respirando prega. Che lo sappia o no.
Il respiro, muto esicasmo della quotidianità, è radice di preghiera che rinnova il patto con il soffio d’anima, fuoco del desiderio cosmico di cui siamo frutto.
Attivare consapevolmente la forza della preghiera equivale a spingere il proprio respiro sino a dove tutto ci supera, nel luogo dove si disegna il passo del prossimo infinito.
I Salmi, letti attraverso la mistica delle lettere ebraiche vibrano i loro significati più nascosti, restituendo comprensione per se stessi e per il mondo del quale siamo parte.

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