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Selezione di volumi Aseq Editrice

La Religione della Libertà

La Religione della Libertà

Antologia degli scritti politici
Autore/i: Croce Benedetto
Editore: Sugarco
a cura di Girolamo Cotroneo pp. 352, Milano

Il pensiero di Benedetto Croce costituisce una tappa importante – per certi aspetti forse decisiva – non soltanto nella storia della nostra cultura in genere, ma anche in quella se non della «scienza» politica, certamente della filosofia della politica. Questa antologia – la prima in assoluto degli scritti politici del filosofo napoletano – è stata costruita proprio sulla base di questo criterio: che, nonostante oggi la «scienza» politica si sia sottratta – come del resto molte altre forme di sapere – al dominio esclusivo della filosofia, tuttavia spetti ancora a quest’ultima il compito di «delucidare», per parafrasare proprio una celebre proposizione di Croce, le «categorie costitutive», o, se si preferisce, le «generalizzazioni», anche se di natura empirica, senza di cui risulterebbero impossibili tanto le analisi che i giudizi politici (i quali inoltre, nonostante le pretese di certa scienza politica, soprattutto americana, che si pretende asettica, non sono mai neutrali). In questo campo, Croce certamente è stato, e per molti aspetti ancora rimane, un Maestro insuperato: se nella sua visione della politica, nel suo stesso «concetto» di politica, non rientravano discipline come il costituzionalismo, ad esempio, o, in genere, le scienze sociali, le quali ormai ne fanno parte a pieno titolo, e senza di cui nessun politologo (nemmeno uno «liberale») potrebbe oggi lavorare; se pure tutto ciò è vero, è anche vero che la filosofia della politica, l’indagine sui fini di quest’ultima (primo fra tutti la libertà) proposte da Croce, e che costituiscono forse ciò che soprattutto lo unisce ai grandi pensatori liberali del suo tempo (da Mann a Ortega a Huizinga a Dewey), si presentano ancora ricche di implicazioni e, di conseguenza, tutt’altro che escluse dalla discussione politica in atto. Questa, infatti – di là da tutte le analisi empiriche dei mezzi per costruire una società non «libera e giusta» in senso definitivo, ma più libera e più giusta – non potrebbe mai prescindere, se non al prezzo di cadere in un discutibile, e talora persino pericoloso, pragmatismo, dall’indagine teoretica su concetti come libertà, giustizia, eguaglianza, oppure, ancora, democrazia, liberalismo, socialismo, concetti decisivi nella vita della nostra società, – presso i quali ha soprattutto indugiato – come questa antologia dimostra – la «filosofia» politica di Benedetto Croce.

Raffaello

Raffaello

Autore/i: Baratti Attilio
Editore: Edizioni Paoline
pp. 192, Alba

«Alle pendici dell’Appennino, scrive Baldassarre Castiglione, quasi nel mezzo dell’Italia verso il mare Adriatico, è posta come ognun sa, la piccola città di Urbino; la quale, benchè tra i monti sia, e non così ameni come forse alcun altri che veggiamo in molti lochi, pur di tanto avuta ha il ciel favorevole, che intorno il paese è fertilissimo e pien di frutti, dimodochè, oltre alla salubrità dell’aere, si trova abbondantissima d’ogni cosa che fa mestieri per lo vivere umano”.

In questa pittoresca cittadina, in un mattino di primavera, Raffaello Sanzio vide la luce. Urbino era, in quel giorno (Venerdì Santo del 1483), pervasa da un religioso silenzio. Le campane delle sue belle chiese tacevano, sigillate dal ricordo della morte del Signore. Era presso l’alba: la prima luce del giorno si posava su la cittadina posta su due colli, richiamandola alla vita. I monti circostanti, il Catria mistico e verde, il Carpegna, e il Montefeltro, crudo e guerriero, levavano nella pallida luce le loro sagome monumentali ricche di storia e di leggende.

I campi degradanti verso i colli di Montemaggio, dalle zolle smosse di fresco per i primi lavori agricoli, erano percorsi da una tepida brezza marina, in attesa di aprire il loro seno al sole fecondatore…

Non È Terrestre

Non È Terrestre

Autore/i: Kolosimo Peter
Editore: Mursia
pp. 312, ill. b/n, Milano

Sin dai tempi più remoti, esseri di altri pianeti avrebbero fatto scalo sulla Terra. Con questa tesi Peter Kolosimo ha rivoluzionato un certo modo di pensare la Preistoria e ha dato origine a quel filone di studi oggi noto come «archeologia spaziale».

In Non è terrestre, il più conosciuto e amato dei suoi libri, Kolosimo indaga sui molti enigmi legati allontano passato della Terra. Questo libro – vincitore del Premio Bancarella nel 1969 – ha raccontato per la prima volta i misteri di reperti come il bisonte esposto al Museo di Paleontologia di Mosca, il cui cranio rivela le tracce di un colpo di carabina, o come l’«Astronauta di Palenque», l’incisione di migliaia di anni fa raffigurante un uomo con una sorta di casco simile a quello di un astronauta, e come altre decine di misteri ai quali la scienza ufficiale non ha mai dato risposte definitive.

Peter Kolosimo (1922-1984), di origini italo-americane, laureato in Filologia germanica presso l’Università di Lipsia, è stato giornalista professionista e il primo divulgatore scientifico in Italia. Nel 1943 era a Bolzano quando, arruolato nella Wehrmacht, venne a conoscenza dei misteri esoterici del Terzo Reich, che andavano dall’occultismo alle civiltà ignote. Fra le sue pubblicazioni più famose: Astronavi sulla Preistona e Terra senza tempo.

Barocco in Prosa e in Poesia

Barocco in Prosa e in Poesia

Autore/i: Getto Giovanni
Editore: Rizzoli
pp. 488, Milano

Premessa.

Introduzione al Marino

Lirici marinisti .

Gabriello Chiabrera poeta barocco

Irrequietezza di Fulvio Testi

Un poeta giocoso barocco

Il teatro di Federico Della Valle

L’« Aristodemo» capolavoro del Barocco

Esperienze poetiche della civiltà veneziana nell’ età barocca

Il romanzo veneto nell’ età barocca

La novella

La fiaba di Giambattista Basile

La prosa scientifica

Indice dei nomi .

Ungern Khan

Ungern Khan

Il Dio della Guerra
Autore/i: Crisse
Editore: Ferrogallico
a cura di Carlomanno Adinolfi, traduzione di Gianni Correggiari pp. 98, interamente illustrato a colori

Russia. 1921. Trionfa la rivoluzione bolscevica. Ovunque, le armate bianche fedeli allo zar sono sconfitte. La marea rossa dilaga in ogni angolo del Paese. Tuttavia, sperduto nelle steppe mongole, un uomo si ribella… Discendente diretto dei cavalieri teutonici, si erge come liberatore. Prima libera i mongoli dal giogo cinese, poi si dirige contro l’oceano bolscevico! Con la sua Divisione Asiatica di Cavalleria, comanda poche migliaia di fedelissimi uomini… uomini pronti a tutto pur di seguire il loro capo… pronti ad andare, da soli, contro l’orda comunista, contro il vento della storia, contro il mondo. Alla loro testa… lui… il generale, il barone: Roman Fedorovich von Ungern Sternberg. “Tutta l’Asia mi seguirá, dalle vette dell’Himalaya alle pianure della Siberia… faranno di me un nuovo Attila, un nuovo Gengis Khan! Io amo questi uomini. Questi centauri delle steppe si rovesceranno sull’Europa e ridurranno in cenere quei bolscevichi maledetti e quegli occidentali decadenti… Presto, dai quattro angoli dell’Asia, un solo clamore scuoterá il mondo, un solo grido uscirá dalle viscere della taiga: Ungern Khan! Ungern Khan!”. Un fumetto sceneggiato e disegnato da Crisse, in un’edizione speciale con prologo ed epilogo inediti, firmati da Carlomanno Adinolfi.

Antropologia e Simbolismo

Antropologia e Simbolismo

Religione, cibo e denaro nella vita sociale
Autore/i: Douglas Mary
Editore: Società Editrice Il Mulino
Traduzione di Eleonora Bona, edizione italiana a cura di Luisa Leonini pp.374, Bologna

Dietro gli aspetti più comuni della nostra esperienza – il cibo, il denaro, i beni di consumo – dietro l’apparente banalità di ciò che è quotidiano, nell’illusoria inconsistenza di uno scherzo, è possibile decifrare un codice, far emergere la trama di una struttura che, nelle diverse società e culture, garantisce la continuità di un universo dotato di senso e di ordine. E questo il filo conduttore che sorregge l’attività teorica e pratica di Mary Douglas, una delle figure di maggior rilievo dell’antropologia sociale contemporanea. Questo volume ne fotografa con efficacia la vastità di interessi, le molteplici aree di studio, che spaziano dalla religione ai consumi, ai problemi della comunicazione simbolica. Sia che prenda in esame una cultura «primitiva” come quella dei Lele, per individuarne le regole che governano l’igiene e l’etichetta, la sessualità e la commestibilità, o che invece si accinga a decodificare, come un rituale complesso e organizzato, il pasto di una famiglia britannica media del ventesimo secolo, l’attenzione dell’antropologa inglese è sempre rivolta a cogliere lucidamente l’articolazione tra cosmologie e società, i modi cioè in cui l’individuo dà forma al suo mondo, elaborando classificazioni e assegnando significati all’ambiente naturale e sociale.

Indice del volume: Introduzione all’edizione italiana, di Luisa Leonini. -I. Il simbolismo religioso e sociale dei Lele. -II. Gli animali nel simbolismo religioso dei Lele. – III. Scherzi. – IV. Ambienti in pericolo. – V. Evidenza. – VI. Decifrare un pasto. – VII. Il cibo come sistema di comunicazione. – VIII. Il denaro. – IX. Orientamenti culturali.

Mary. Douglas insegna Antropologia nella Northwestern University. E già nota al pubblico italiano grazie alla traduzione di varie opere: «Purezza e pericolo» (1975), «I simboli naturali” (1979), «La stregoneria” (1980), «II mondo delle cose” (in collaborazione con Baron Isherwood, 1984).

Fra Rime e Novelle del Sacchetti

Fra Rime e Novelle del Sacchetti

Autore/i: Pernicone Vincenzo
Editore: Sansoni
pp. VIII-134, Firenze

Non si può dire che il Sacchetti sia stato un autore trascurato dalla nostra critica letteraria. Anche se il giudizio più comune, perché diffuso nei manuali di storia letteraria, era sempre quello del De Sanctis la cui definizione di “ultimo trecentista” si prestava ad essere accolta con la facile illusione di un significato troppo vago ed incerto, e quindi di poca responsabilità, non mancavano gli studi rivolti ad un’indagine scrupolosa sull’attività dell’uomo e sull’intrinseco valore delle sue opere letterarie. Specialmente col Volpi e col Di Francia gli studi sacchettiani fecero un notevole progresso con l’impostazione di alcuni problemi essenziali, che sono poi rimasti i piu discussi fino ad ora.

Il saggio di Benedetto Croce ha avuto il merito di rendere più chiara e piu semplice l’interpretazione della personalità del Sacchetti nei suoi aspetti di attività pratica, politica e religiosa, e nei suoi momenti di serena poesia; e dopo il Croce, Natalino Sapegno nel suo Trecento dedicava al Sacchetti delle pagine che mettevano nel loro giusto rilievo le caratteristiche essenziali del suo temperamento poetico.

Il Mondo Animico

Il Mondo Animico

La Vita dopo la Morte in base alle principali tradizioni religiose
Autore/i: Siano Francesco
Editore: Bresci Editore
pp. 168, Torino

Oggetto della presente trattazione è il mondo animico, e cioè l’ambiente in cui le anime sostano dopo l’esperienza terrena, in attesa di ulteriori sviluppi o della fine dei tempi.
Il rapporto tra il mondo animico e il nostro mondo materiale può essere paragonato a quello tra le zone di parcheggio e le vie di circolazione in una rete stradale: le prime servono per le soste, le seconde per l’avanzamento verso la destinazione.
Il mondo animico trova la sua giustificazione nell’esistenza di una discrepanza tra il moto di ascesa della spiritualità liberata e le possibilità d’incarnazione offerte dal ritmo creativo. Il moto di ascesa procede in linea retta, come vedremo, mentre le incarnazioni sono intervallate e procrastinate nel tempo.

Le tradizioni religiose di ogni epoca hanno dedicato ampio spazio al mondo animico costituente l’immediato « al di là », la destinazione del defunto dopo che ha lasciato la corporeità fisica e questa terra.

Le relative concezioni sono il risultato, ad un tempo, della confluenza di visioni di veggenti (di individui, cioè, particolarmente dotati che in certe condizioni sono in grado di penetrare oltre la barriera) e di intuizioni popolari. Sia le une che le altre appaiono inevitabilmente deformate dal filtro mentale dell’uomo dell’epoca cui si riferiscono e richiedono pertanto, per la loro corretta interpretazione, l’applicazione di adeguati correttivi.

Il Lavoro di Giobbe

Il Lavoro di Giobbe

Il famoso testo biblico come parabola del lavoro umano
Autore/i: Negri Antonio
Editore: Sugarco
pp. 168, Milano

«Il libro di Giobbe» è un libro sacro e nello stesso tempo un grande testo poetico. Come ogni libro sacro invita al fervore mistico, come ogni grande libro poetico eccita l’immaginazione critica. In ragione di ciò la vicenda di Giobbe, ispirata al problema della sofferenza del giusto che pur provato da sventure di ogni sorta non perde la fiducia in Dio, è stata oggetto, nei secoli, di infinite interpretazioni, da quella ortodossa a quella di Paolo, della Patristica, della filosofia tomista, fino alla teologia della liberazione; né sono mancate interpretazioni laiche e materialiste. Entrando in questo labirinto di letture interpretative Antonio Negri intende soprattutto portare alla luce quello che secondo lui è il vero lavoro di Giobbe tentando di cogliere ciò che tutte le interpretazioni, nella loro omogenea contraddi.ttorietà, nasconderebbero e cioè la centralità di una cosmogonia creativa nella quale l’uomo e Dio si scrutano e si identificano. Giobbe dunque come parabola del lavoro umano, come sfida creativa: «il suo chiedere ragione del male, la sua bestemmia e la sua protesta contro lo sfruttamento, la sua sfida al comando sono la macchina ontologica del rinascere della passione».

Antonio Negri, già docente universitario a Padova (ha insegnato dottrina dello Stato), ha pubblicato presso la SugarCo Edizioni Lenta ginestra (un saggio su Leopardi) e Fine secolo. Vive a Parigi.

Il Libro del Consiglio di Zarathustra e Altri Testi

Il Libro del Consiglio di Zarathustra e Altri Testi

Compendio delle teorie zoroastriane
Autore/i: Zaehner Robert Charles
Editore: Astrolabio Ubaldini
pp. 120, Roma

Compendio delle teorie zoroastriane

Ecco una chiara ed erudita introduzione alle principali dottrine del dualismo zoroastriano presentate in gran parte nelle parole dei testi zoroastriani stessi.
Fine dell’autore, che è stato uno dei massimi orientalisti del nostro tempo, è dimostrare l’essenziale ragionevolezza del dualismo zoroastriano, il dualismo di uno spirito buono e uno cattivo, e mostrare cosa ciò significhi nella vita quotidiana e come sia filosoficamente giustificato. Zaehner ribadisce che questo dualismo è ben distinto da quello di tipo gnostico-manicheo, ben noto all’occidente.

Ci sono capitoli sulla cosmologia, sulla relazione dell’uomo con Dio, sulla natura della religione, sull’etica, su sacramenti e sacrifici, sul destino dell’anima alla morte e sull’escatologia. Dove era possibile, Zaehner ha lasciato che i testi zoroastriani parlassero da soli, evitando di intromettere punti di vista suoi propri nella discussione dei testi.

Solitudine e Vita Contemplativa secondo l’Esicasmo

Solitudine e Vita Contemplativa secondo l’Esicasmo

Autore/i: Hausherr Irenee
Editore: Queriniana
traduzione e premessa a cura delle suore Benedettine pp. 112, Brescia

Questo libro sconcerterà fin dalle prime pagine non pochi dei suoi lettori. O per lo meno coloro che non hanno dimestichezza con lo stile paradossale dei padri del deserto. Perché l’autore, appassionato studioso ed eccezionale conoscitore della spiritualità orientale, non teme di esporne l’insegnamento in tutta la sua elevata assolutezza e cruda drasticità.
Ma tale era lo stile di vita di quei giganti di fede, umili e sinceri seguaci del Vangelo, che caratterizzava con marchi di fuoco anche il loro linguaggio. Erano troppo ’veri’ e troppo afferrati dal loro ideale – che era fame e sete autentiche di Dio – per parlare in modo diverso da come vivevano o, per lo meno, dall’intensità e ardore con cui tendevano alla meta.

Era nel loro stile di vita porre il bersaglio quanto mai alto, perché sapevano per esperienza che la nostra fragilità descrive una parabola discendente anche quando mira al vertice più alto.

Dell’Idea di Legge Naturale

Dell’Idea di Legge Naturale

Autore/i: Boutroux Émile
Editore: Sansoni
introduzione, traduzione, commento e note a cura di Enrica Carpita pp. 348, Firenze

Dall’Introduzione:

Il Boutroux inizia l’opera, che ci proponiamo di esaminare, tratteggiando rapidamente la genesi storica del problema della scienza. Egli risale all’alba del pensiero filosofico moderno, allorché il rinnovamento di vita e la dilatazione di orizzonte, provocati dalle nuove scoperte ed invenzioni (quasi tutte raggiunte piuttosto malgrado che in funzione della scienza tradizionale) fecero sentire al pensiero filosofico l’esigenza di mettersi a passo con la realtà e quindi di affrontare il problema della scienza e del suo rinnovamento, sulla base di nuovi principi è con l’adozione di nuovi metodi di indagine.

Non più, quindi, sterili dispute intellettuali, né faticosi sforzi per ricercare la spiegazione di fatti nuovi nelle ponderose opere aristoteliche, ma scienza che, fondata su principi consapevolmente conquistati e non passivamente accettati, o su concrete constatazioni sensibili, potesse finalmente offrire, non solo una chiara visione della realtà, ma un sapere capace di tradursi in dominio effettivo sulle cose…

L’Islam

L’Islam

Storia e segreti di una civiltà
Autore/i: Di Nola Alfonso M.
Editore: Newton & Compton
pp. 238, ill. b/n, Roma

Le notizie che arrivano dal mondo islamico occupano sempre più spesso le prime pagine dei giornali. L’lslam ormai non è più una civiltà lontana, distante dalla nostra realtà di tutti i giorni. Il crescente peso dei paesi arabi sulla scena mondiale, la massiccia immigrazione musulmana che, dopo la Francia e l’Inghilterra, investe ormai anche l’Italia, e, soprattutto, avvenimenti spesso inquietanti, così estranei al nostro attuale modo di sentire, hanno reso il confronto con l’lslam quasi quotidiano anche per il grande pubblico. Ma è un confronto difficile. La gente s’interroga, chiede di capire, vuole saperne di più su questa religione-legge che regola la vita di oltre un miliardo di abitanti del pianeta. Cresce il bisogno d’informazione.

Questo libro è stato scritto da uno dei maggiori studiosi di storia delle religioni per rispondere appunto ai mille interrogativi che sorgono spontanei di fronte alle manifestazioni di una civiltà così diversa. Il volume ne ripercorre la storia fin dalle origini, spiegandone i riti, le tradizioni, le leggi, i modi di vivere e di pensare, così come si sono formati attraverso i secoli. Inoltre dà conto della sua espansione nelle diverse aree geografiche e dei contrasti e delle lotte che hanno fatto nascere al suo interno differenti scuole tecnologiche e correnti di fede. Aiuta insomma a capire una realtà ricca e complessa, che non merita di essere identificata con l’intolleranza e il fanatismo.

Scienza e Vita

Scienza e Vita

La scienza aiuta a vivere
Autore/i: Huxley Julian
Editore: Ulrico Hoepli
introduzione di Wlliam Bragg, edizione italiana a cura di P. Staderini pp. XVI-272, 41 tavv. b/n f. t., Milano

Julian Huxley ha iniziato un viaggio per l’Inghilterra onde studiare, in senso lato, l’influenza delle scoperte scientifiche sulla vita dei popoli. Egli esporrà i metodi della ricerea scientifica usati nelle varie applicazioni, e si soffermerà specialmente sopra i rapporti fra la scienza e i problemi della società odierna.

Il progresso scientifico, avvicina gli uomini tra loro o li allontana? Si deve approvare, perchè provvede ai nostri bisogni, o disapprovare, perché produce la disoccupazione? Aiuta a mantenere la pace fra le nazioni, oppure apporta la guerra? Contribuisce all’ideale della umanità, o lo riduce? E se infine risolve alcuni problemi, non ne crea forse altri più difficili e preoccupanti?

Soltanto di recente si è cominciato a rendersi conto della tremenda importanza di questi interrogativi, ma le risposte sono assai discordanti. Sembrerebbe logico utilizzare al massimo le nuove conoscenze scientifiche; senonchè vi sono dei motivi che vi si oppongono, e mentre da un lato sembra folle ripudiare metodi nuovi che permettono un risparmio di lavoro, prescindere dalle nuove cognizioni che ci arricchiscono, dall’alto le macchine, nonostante la loro estrema utilità, hanno portato il malanno della disoccupazione…

Metamorfosi – L’Asino d’Oro

Metamorfosi – L’Asino d’Oro

Autore/i: Apuleio
Editore: Mondadori
a cura di Marina Cavalli, testo latino a fronte pp. 478, Milano

Lucio, protagonista e narratore, in Tessaglia per affari, abita a casa di Milone e di sua moglie Panfile, ritenuta una maga. Procuratosi un unguento magico che sapeva aver trasformato Panfile in uccello, Lucio si trasforma però in asino. Dei ladri saccheggiano la casa di Milone e caricano l’asino Lucio del bottino. Giunto poi alla caverna dei briganti, Lucio ascolta la favola di Amore e Psiche, narrata da una vecchia a una fanciulla rapita. Sconfitti i briganti dal fidanzato della ragazza, Lucio passa di padrone in padrone, subendo ogni tipo di tormento, finché non si addormenta sulla spiaggia di Cencree. In sogno gli appare la dea Iside che gli indica la strada per riprendere la forma umana. Lucio esegue le indicazioni della dea e si fa iniziare al suo culto.

I Manoscritti di Tommaso Cannizzaro Demologo

I Manoscritti di Tommaso Cannizzaro Demologo

Autore/i: Siracusa Ilacqua Dora
Editore: Olschki
pp. 96, Firenze

Nella storia della cultura italiana del secondo Ottocento, Tommaso Cannizzaro occupa un posto di particolare rilievo, quale ancora oggi non gli viene riconosciuto, come invece meriterebbe. Molteplici le cause di questo insufficiente riconoscimento: lo svolgersi della sua attività in un periodo in cui il romanticismo era ormai al tramonto, e il positivismo e il verismo si stavano affermando ma non occupavano ancora un posto di preminenza, anche per l’apparire della corrente idealistica e di altre correnti sociologiche. E ancora la sua caratteristica personalità: originalità, genialità, ampiezza di interessi e di ricerche in vari campi, dalla poesia alla conoscenza delle lingue straniere e delle diverse culture che allora dominavano in Europa.

Dal romanticismo gli veniva l’ammirazione e la passione per la poesia popolare, intesa come espressione immediata dell’anima del popolo italiano, di tutto il popolo finalmente arrivato alla sua unità politica; dal positivismo il sentito dovere di una ricerca metodologica sia nel campo storico che in quello filologico. Il suo lavoro, quindi, per l’edizione dei canti popolari siciliani, gli creò difficili e complessi problemi, ai quali egli si sforzò di dare una risposta, con appassionato lavoro di raccolta delle fonti edite e dal contatto diretto con i popolani, e anche di pensiero e di elaborazione: una lunga fatica e una chiara intelligenza in ammirevole simbiosi.

La Dottrina Segreta

La Dottrina Segreta

Autore/i: Blavatsky Helena Petrovna
Editore: Napoleone
4 volumi indivisibili vol. 1 pp. 358, vol. 2 pp. 320, vol. 3 pp. 332, vol. 4 pp. 388, Roma

Vol. 1 – L’Evoluzione Cosmica.

Lo scopo di quest’opera può essere così definito: dimostrare che la Natura non è “una fortuita combinazione di atomi” ed assegnare all’uomo il suo giusto posto nello schema dell’Universo; risollevare dalla degradazione le verità arcaiche che sono alla base di ogni religione; mettere in rilievo l’Unità fondamentale dalla quale esse tutte derivano: ed infine dimostrare che il lato occulto della Natura non è mai stato studiato a fondo dalla scienza della civiltà moderna.

Vol. 2 – L’evoluzione del simbolismo universale.

Il nucleo di questa seconda parte de la “Dottrina Segreta”, è costituito dall’analisi comparativa dei principali glifi Egizi, Ebraici e Indostani. Parallelamente, il lettore troverà, nel corso del volume, una mole eccezionale di informazioni complementari circa le religioni e filosofie Caldea, Greca, Pitagorica, Cinese. La critica dell’ortodossia orientalista, si sviluppa, in questa “Evoluzione del simbolismo universale”, lungo l’interpretazione analitica delle Stanze del manoscritto segreto “Libro di Dzyan”, vera perla dell’esoterismo arcaico.

Vol. 3 – Scienze antiche e scienze moderne.

In questo terzo volume de “La dottrina Segreta”, M.me Blavatsky ci fornisce un appassionato esempio di contestazione della ufficialità della “scienza”. Alla luce degli studi sull’arcaismo orientale, l’A. si sofferma sulle incongruenze e le anomalie che presenta la scienza occidentale. L’Occulto si svela progressivamente, nell’analisi delle discipline, chimica, fisica, antropologia, astronomia. Il segreto dello straordinario quantitativo di conoscenze posseduto dagli antichi, e la loro particolare capacità di concretizzazione, costituiscono la materia particolarmente viva e pressante di questo libro.

Vol. 4 – La nascita della vita secondo l’occultismo orientale.

Questo libro della Blavatsky, quarto volume della “Dottrina Segreta”, è l’interpretazione in chiave teosofica dell’origine della vita umana.

Le stanze del “Libro di Dzyan”, arcaico, meraviglioso documento di un’antica saggezza forse mai recuperabile, fungono da schema conoscitivo; i commentari ce ne danno la lucida ed esauriente spiegazione.

Questo è un libro complesso, ricco a tal punto di notizie, da riuscire, spesso, quasi incomprensibile.

Per questo l’attenzione del lettore dovrà essere particolarmente intensa. Informazioni, dati, note e riferimenti polemici, dibattiti a distanza con i luminari della scienza dell’epoca, si susseguono senza posa in un saggio che, quasi a mo’ di romanzo, dispiega progressivamente la sua trama affascinando e polarizzarido la volontà del lettore.

Sulle Antinomie di Nietzsche e Maometto

Sulle Antinomie di Nietzsche e Maometto

Ave Occidens, Morituri Te Salutant
Autore/i: Giuffrè Valerio
Editore: BastogiLibri
Prefazione di Angelo Manuali pp. 242, Roma

Nel nuovo volume “Sulle antinomie di Nietzsche e Maometto” Valerio Giuffré pone a fondamento di tutte le argomentazioni le seguenti linee guida: neoeleatismo-fisica quantistica; metafisica-teologia; finito e infinito; io soggettivo e realtà oggettiva; moto e immoto. Sulla base di queste linee guida egli evidenzia le antinomie (contraddizioni) tra cultura occidentale e sub-cultura orientale. Strenuo difensore della cultura occidentale, che si identifica con la filosofia, e oppositore della sub-cultura orientale, che si identifica con la metafisica e la teologia, Valerio Giuffré distingue tra èlite colta, che è antipotere, e massa che è sottomissione al potere. Per cui il sistema stesso è antinomia mentre l’antisistema è neoaporia.

  VALERIO GIUFFRÈ, nato a Colleferro (Roma), si è laureato in Medicina e chirurgia presso “La Sapienza”, Università di Roma. Saggista in tematiche filosofiche, ha pubblicato: Un o l’Individuo (Milano, 1985); L’assoluta conoscenza umana (Milano, 1990); Seneca: senso o ragione (Roma, 1995); La metasensazione. Dall’homo sapiens all’homo naturalis (Roma, 2003); L’essere tra umanismo e umanesimo (Roma, 2009); DNA e anti-DNA (Roma, 2010); Il gene dell’immortalità (Roma, 2011); L’Antimetafisica (Roma, 2012); La dialettica post contemporanea (Foggia, 2012); Neoaporia – staticismo universale (Roma, 2013); Antigenesi (Roma, 2014); La Neofilosofia (Roma, 2014); Sulla follia di Marx-Engels (Roma, 2015); Umanismo e Logos (Roma, 2016); Senofane (Roma, 2016); Dike (Roma, 2017). Per L’Antimetafisica ha ottenuto il Premio Spoleto 2012.

Il Ritorno delle Civiltà Perdute

Il Ritorno delle Civiltà Perdute

Viaggio alla scoperta delle antiche colonie venusiane sul nostro pianeta. Il mistero della civiltà Maya. Impero terrestre o cosmico? Dall’archeologia terrestre all’archeologia spaziale.
Autore/i: Cardinale Quixe
Editore: Newton & Compton
pp. 216, 48 tavv. b/n f.t., ill. b/n, Roma

Bassorilievo del VI Secolo appartenente al tempio di Palenque: esisteva già la televisione?
L’imbalsamazione, molto in uso presso i popoli primitivi, era la orrida imitazione di un processo di ibernazione, che creature evolute, discese sulla nostra Terra, praticavano ai loro morti.
I Maya, offrendo cuori palpitanti alle Divinità in un assurdo rito, ripetevano un antico tributo.

Elementi di Filosofia Biologica

Elementi di Filosofia Biologica

Autore/i: Le Dantec Félix
Editore: Edizioni Immanenza
Traduzione e cura di Libero Sala pp. 218, Napoli

“Quando si studiano gli esseri viventi in maniera scientifica, vale a dire facendo il catalogo di tutte le loro proprietà oggettive, non c’è bisogno di ricordare che noi stessi siamo viventi e diamo della vita una definizione oggettiva così solida come quella della funzione alcool o del metro campione. Se, al contrario, invece di impiegare questo metodo oggettivo definisco a priori i corpi viventi come ‘i corpi nei quali accade qualche cosa di analogo a ciò che io sento in me’, urto contro affermazioni non verificabili e non ottengo una definizione scientifica. È ciò che hanno fatto i nostri avi; essi sono stati portati grazie a questo metodo difettoso a stabilire tra i corpi viventi e i corpi non viventi una linea di demarcazione invalicabile ed a considerare la vita come qualche cosa di inaccessibile allo studio sperimentale… essi cominciavano, senza volerlo, col definire la vita dai suoi caratteri oggettivi… Dimenticando questa prima definizione che avevano posto senza volerlo essi ne davano, pressappoco inconsciamente, anche una seconda…
 Questa è l’origine dell’errore antropomorfico, che localizza una mentalità umana in tutti i corpi considerati come viventi; una delle sue conseguenze è quella di lasciar credere che ci sia un abisso tra i corpi viventi e i corpi non viventi.”
 “Per parlare rigorosamente, si deve dunque dire che non si incontra spesso in natura il fenomeno della vita elementare manifesta, o almeno puramente manifesta. In un essere che vive, ci sono nello stesso tempo dei fenomeni di vita e dei fenomeni di morte, e l’essere resta vivente solo fino a quando i fenomeni di morte non predominano sui fenomeni di vita.”

Félix Le Dantec (1869-1917) medico, biologo e filosofo. Dopo un periodo giovanile di insegnamento, partì per il Brasile dove fondò il locale Institut Pasteur. Rientrando in Francia riprese l’insegnamento ricoprendo la cattedra di Embriologia generale. Di Félix Le Dantec le Edizioni Immanenza hanno pubblicato L’Ateismo.

Pressoi Litici in Sardegna tra Preistoria e Tarda Antichità

Pressoi Litici in Sardegna tra Preistoria e Tarda Antichità

Autore/i: Loi Cinzia
Editore: Scienze e Lettere
pp. XVIII-332, nn. ill. a colori, Roma

I pressoi litici costituiscono una parte fondamentale della filiera produttiva e un documento di estremo interesse da un punto di vista storico-archeologico. Considerati reperti meno nobili di altri, questi manufatti hanno goduto fino ad oggi nell’isola di scarso interesse presso gli studiosi. Inoltre gli esemplari giunti fino a noi, il più delle volte lacunosi e scollegati dal contesto di provenienza, pongono notevoli difficoltà di interpretazione tipologica e di datazione. Per tentare di fare chiarezza su questo argomento, è nata l’idea di allestire questo progetto di ricerca volto principalmente alla definizione di un repertorio tipologico-funzionale dei pressoi litici attraverso i metodi di indagine quali l’archeologia sperimentale, l’etnoarcheologia e l’archeologia della produzione in linea con l’approccio multidisciplinare proprio dell’Archeologia dei Paesaggi. Per quanto concerne i manufatti correlati alla produzione del vino, i cosiddetti palmenti, ne sono stati censiti 103 impianti rupestri fissi così ripartiti: 12 all’interno del territorio del Guilcer e 91 nel territorio del Barigadu; a ciò si aggiungano 53 vasche mobili pertinenti ad almeno altri 30 impianti. Per quanto riguarda la produzione dell’olio, i risultati della presente indagine ampliano notevolmente il panorama delle conoscenze sui metodi di produzione dell’olio nell’antichità. Tali metodologie sono testimoniate soprattutto dalla presenza delle cosiddette arae, basi in pietra per torchi del tipo a leva. Il rinvenimento di oltre 50 arae testimonia un’intensa attività produttiva destinata al mercato locale. Per quanto concerne la cronologia, è opportuno segnalare come gli indicatori della produzione siano molto diffusi in quei siti con frequentazione di lunga durata, dall’epoca nuragica all’età tardo-medievale.

Lapis Lazuli Bead Making at Shahr-i Sokhta

Lapis Lazuli Bead Making at Shahr-i Sokhta

Autore/i: AA. VV.
Editore: Antilia/Ismeo
a cura di Massimo Vidale e Alessandra Lazzari pp. 380, nn. ill. a colori e b/n, Padova

CONTENTS

INTRODUCTION
by M. Vidale

CHAPTER 1
SHAHR-I SOKHTA: EARLY DISCOVERIES AND EXPLORATIONS
by A. Lazzari & M. Vidale

CHAPTER 2
MATERIALS AND METHODS
by A. Lazzari, L. Foglini & M. Vidale

CHAPTER 3
THE EXCAVATION OF THE EWK-EWP LAPIS LAZULI WORKING AREA
by M. Vidale

CHAPTER 4
OF POTTERY AND TIME
by M. Vidale & A. Lazzari

CHAPTER 5
CRAFT ACTIVITIES: CHERT-CHALCEDONY PROCESSING AND USE
by L. Foglini & M. Vidale

CHAPTER 6
THE LAPIS LAZULI INDUSTRY
by M. Mariottini, G. Della Ventura, A. Sodo & M. Vidale

CHAPTER 7
THE LAPIS LAZULI BEADS MANUFACTURING SEQUENCE, AND SPATIAL PATTERNING OF ITS RECORD
by M. Vidale, L. Foglini & G. Guida

CHAPTER 8
LAPIS LAZULI TECHNOLOGY: OTHER ISSUES, FINAL RECONSTRUCTION
by M. Vidale

CHAPTER 9
THE TURQUOISE INDUSTRY
by L. Foglini & M. Vidale

CHAPTER 10
OTHER RAW MATERIALS AND MANUFACTURING CYCLES
by L. Foglini & M. Vidale

CHAPTER 11
A LATE ADDITION: ANOTHER SAMPLE OF THE EWK-EWP INDUSTRY
by G. Murari, I. Angelini

CHAPTER 12
NEW INTERPRETATIONS
by M. Vidale

APPENDIX

NEW EXCAVATIONS AT SHAHR-I SOKHTA: MORE GRAVES WITH LAPIS LAZULI BEADS, AND OTHERS WITH BEAD MAKING CRAFT INDICATORS
by S.M.S. Sajjadi

Socio-economical implications

COLOR PLATES

BIBLIOGRAPHY

INDEX

Iranian Languages and Literatures of Central Asia

Iranian Languages and Literatures of Central Asia

From the eighteenth century to the present
Autore/i: AA. VV.
Editore: Association pour l’Avancement des Études Iraniennes
textes réunis par Matteo De Chiara et Evelin Grassi pp. 346, Paris (France)

Contents 

Transliteration Tables 

Introduction, by Matteo DE CHIARA and Evelin GRASSI 

IRANIAN LANGUAGES OF CENTRAL ASIA

Habib BORJIAN & Ross PERLIN
Bukhori in New York 

Johnny CHEUNG
The Linguistic and Geographic Position of Pashto within the East Iranian Language Group: I. A Phonological and Lexical Analysis  

Matteo DE CHIARA
Turkic and Mongolian Loanwords in Pashto

Shinji IDO
New Persian Vowels Transcribed in Ming China 

Mikhail PELEVIN
Phraseology in Early Narrative Pashto Prose
(The Khataks Chronicle)

Lutz RZEHAK
The Persian Dialect of the Kandahari-Pashtuns in
Afghanistan

IRANIAN LITERATURES OF CENTRAL ASIA

Gabrielle van den BERG
Laments and Lullabies in the Pamir Mountains

Benjamin GATLING
Abdulhai Mujaxarfi and the Contemporary Reception of Pre-Soviet Tajik Poetry

Evelin GRASSI
The Manuscripts of the Works by Ahmad Danis and his Popularity as a “Precursor” of the Bukharan Jadids

Keith HITCHINS
A Bukharan Poet between Tradition and Revolution: Pairav Sulaimoni

Samuel HODGKIN
Revolutionary Springtimes: Reading Soviet Persian-Tajik Poetry, from Ghazal to Lyric

Thomas LOY
Rise and Fall: Bukharan Jewish Literature of the 1920s and 1930s

Index of Names, Dynasties, Peoples and Tribes

Index of Places

Gli Antichi Mondi dell’Asia

Gli Antichi Mondi dell’Asia

Autore/i: Diez Ernst
Editore: Editrice Massimo
traduzione di Aldo Calesella pp. 288, ill. b/n f.t., Milano

Pubblicazioni recenti hanno familiarizzato il pubblico più vasto con le ricerche degli storiografi e con le scoperte degli archeologi. Ma ancora mancava un volume che presentasse al lettore tutte le antiche culture dell’Asia dall’«Età d’oro» della Persia del Gran Re, a Sumer, all’Iran dei Sassanidi, alla splendida Bagdad dei Califfi, alla Cina clei Chang e dei Tcheu: un mondo sorprendente di ricchezze finora sconosciuto ai più.

L’autore ha saputo renderci sensibile la permanenza delle grandi idee e concezioni magiche, religiose e politiche, pur attraverso un’evoluzione millenaria, in uno sconfinato continente.

Possiamo così constatare come le cosmogonie e cosmografie babilonesi abbiano influenzato tutte le culture dell’Asia e come le caratteristiche dello stato teocratico si ripetano da Sumer alla Cina delle prime dinastie.

La metamorfosi e la sopravvivenza di queste concezioni fondamentali per la storia del mondo, le troviamo ancora presenti nelle grandi realizzazioni architettoniche che esse hanno ispirato: lo «ziggurat» o «Montagna di Dio», il grande tempio a piani della Mesopotamia; i prodigiosi templi rupestri dell’Asia Centrale, come l’Angkor-Thom e il Borobudur di Giava, testimoni della splendida civiltà e arte indo-buddista.

Ma quest’opera non si è limitata a restituirci i templi e i palazzi dell’oriente favoloso, le grandi processioni assire e gli splendori delle corti sassanidi, ma con colore e vivezza ha saputo far rivivere la vita quotidiana tanto del mercante di Bagdad quanto del contadino cinese, attraverso una serie gustosa di episodi inediti e aneddoti curiosi.

Come Astri nel Cielo

Come Astri nel Cielo

Autore/i: Canopi Anna M.
Editore: Paoline Editoriale Libri
pp. 120, Milano

Attraverso spunti di Lectio divina, il testo traccia un itinerario di vita spirituale seguendo le stelle nella Sacra Scrittura. Nel racconto della creazione le stelle sono fonte di luce e di bellezza e nel cammino di Abramo diventano luce nella notte, simbolo della fede e della promessa di Dio.

La stella di Giacobbe, nel libro dei Numeri, mostra da lontano la venuta del Messia. Con Baruc le stelle gioiscono nel cielo e questa gioia diventa piena nella ricerca dei Magi. L’apostolo Paolo, nella lettera ai Filippesi, richiama la vocazione fondamentale della comunità cristiana nella storia: far luce nella notte del mondo. I cristiani come astri splendenti non fanno altro che conformarsi al loro Maestro, stella radiosa del mattino!

Gesù e le Prime Comunità Cristiane

Gesù e le Prime Comunità Cristiane

Tra storia e teologia
Autore/i: AA. VV.
Editore: Nerbini
a cura di A. Cortesi e G. Ibba pp. 160, Firenze

Il confine su cui i contributi di questo libro corrono è un confine molteplice: è quello tra ebraismo e cristianesimo, o meglio tra i giudaismi del I secolo e movimenti sorti a partire da Gesù, ma anche quello tra gli scrittori riconosciuti come autorevoli e canonici della Chiesa nei secoli e scritti non canonizzati, e infine il confine tra ricerca storica e ricerca teologica.

È anche un confine tra l’interesse generale su temi che spesso vengono affrontati nei media e nel rapporto con il grande pubblico in modo superficiale e generico e l’approccio rigoroso e scientifico, talvolta così specialistico da far desistere chi vi si avvicina con il desiderio di orientarsi.

Lo stile dei contributi è quello di una comunicazione che mira a un’alta divulgazione su temi di indubbia complessità, ma con desiderio di chiarezza e facendosi invito a un cercare ulteriore. La presentazione dei temi in stile didattico è anche ricca di interrogativi problematici e condotta sempre con una preoccupazione di comprensibilità e con l’invito ad andare in profondità, nel lasciarsi interrogare da domande talvolta scomode o inquietanti. Infine il tentativo proposto è quello di instaurare un dialogo tra ambiti di sapere e ricerca che possono trovare motivo di ripensamento e crescita nello scambio tra storia e teologia.

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ALESSANDRO CORTESI – GIOVANNI IBBA Introduzione

PAOLO SACCHI Premesse per accostare la storia di Gesù

GIOVANNI IBBA Continuità e discontinuità della proposta sociale e religiosa di Gesù in rapporto al contesto giudaico del suo tempo

GABRIELE BOCCACCINI Le origini cristiane e il perdono dei peccati tra essenismo ed enochismo

CLAUDIO GIANOTTO Il mondo degli apocrifi e le fonti per la storia di Gesù

GÉRARD ROSSÉ Synkrisis: Gesù e Paolo

ROMANO PENNA I due inizi della cristologia. Storia e fede

ALESSANDRO CORTESI Ricerche su Gesù: tra storia e teologia

Gli Autori

Dariosh Studies II

Dariosh Studies II

Persepolis and Its Settlements: Territorial Systems and Ideology
Autore/i: AA. VV.
Editore: Università degli Studi di Napoli L’Orientale
edited by Gian Piero Basello and Adriano V. Rossi pp. VIII-474, plates CXXII f.t., Napoli

Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo – Series Minor LXXVIII

The present volume contains the Proceedings of a Conference held at La Tuscia University of Viterbo on the theme: “Territorial System and Ideology in the Achaemenid State: Persepolis and its Settlements” (16th-17th December 2010). The Conference was summoned to discuss the final results of the National Research Project (PRIN 2007ZKPPSM) on “Territorial system and ideology in the Achaemenid State: Persepolis and its settlement”, in which three Research Units have participated: “Persepolis in the archaeological, epigraphic, lexicographical documentation”, directed by Prof. A.V. Rossi at L’Orientale University; “Persepolis, the Mazdean cult and the Achaemenid kingship”, directed by Prof. A. Panaino at the University of Bologna, and “The political discourse in the Achaemenid state: linguistic and lexical studies on Persepolis trilingual inscriptions” directed by Prof. E. Filippone at La Tuscia University.

The volume contains the results of an international collaboration between Iranian, French and Italian scholarships.

The articles are enriched by over a hundred of colour plates and maps.

Res Gestae

Res Gestae

I miei atti
Autore/i: Augusto Cesare Ottaviano
Editore: Edipuglia
a cura di Patrizia Arena pp. 188, ill. b/n, S. Spirito (BA)

Questa edizione delle Res gestae dell’imperatore Augusto intende offrire un testo aggiornato alla luce dei recenti apporti delle ricerche epigrafiche. Il commento si prefigge di mettere in luce le numerose peculiarità, sia sotto il profilo strutturale-contenutistico sia sotto quello politico-istituzionale così come sotto quello ideologico-filosofico e comunicativo-celebrativo, di un testo fondamentale per comprendere la storia del Principato. L’obiettivo è quello di cogliere la molteplicità di richiami e allusioni, omissioni e accenni, enfatizzazioni in esso presenti, che ne consentono una lettura stratificata e di svelarne le finalità.

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Introduzione

Capitolo I. I testi epigrafici
1. Roma
2. Ankara
3. Antiochia
4. Apollonia
5. Sardi
6. La trasmissione del testo
7. Le edizioni recenti

Capitolo II. Res gestae. Testo, traduzione e commento

Capitolo III. L’opera
1. L’autore
2. Il titolo
3. La data di composizione
4. L’autobiografia di Augusto e le Res gestae
5. La struttura del testo
6. Significato e destinazione del testo
7. La rappresentazione dei poteri del princeps

Bibliografia

Tavole cronologiche

Tavole iconografiche

Il Maestro

Il Maestro

Studi sull’Arte Reale – La Via degli A.L.A.M. – Antichi Liberi Accettati Muratori
Autore/i: Tubalkain
Editore: L’Arco e la Corte
pp. 174, Bari

La Maestria rappresenta simbolicamente l’Iniziazione Massonica definitiva e con essa si conclude il ciclo dei tre Gradi simbolici dell’Ordine. Questa pubblicazione è dedicata a coloro che sono ancora interessati alle scienze morte al mondo moderno e prova a parlare alla coscienza di chi testimonia ancora il linguaggio delle utopie di tempi remoti. Verrà aperto con il lettore il Rituale del terzo Grado della Massoneria, il Grado dedicato a chi cerca di conquistare le chiavi di una antica Sapienza Sintetica, che può condurre a delle nuove verità e alle soglie della Maestria di se stesso. E chi studiando comincerà a intuire, imparerà anche poi a tacere parole inutili, e finalmente ad agire.

Cacciatori d’Ufo

Cacciatori d’Ufo

Autore/i: Gardes François
Editore: Salani
pp. 288, Firenze

Insomma, c’è da credere o da non credere agli UFO?

È un falso problema. Nel Medio Evo c’era da credere o da non credere alla realtà del fulmine e, quindi, al futuro prodigio dell’elettricità? Nell’Ottocento c’era da credere o da non credere alla struttura atomica della materia e, conseguentemente, a favolose acquisizioni di energia? E dove giungeremo domani con lo studio sistematico e scientifico del bizzarro e dello stupefacente di cui i fenomeni Ufo non sono che una delle più evidenti manifestazioni?

Chi sono dunque gli appassionati di UFO? Dilettanti di un facile esoterismo? Dubbiosi per snobismo intellettuale della spesso deludente realtà scientifica?

Sono tutt’altra cosa. Ma nel momento in cui gli scienziati rimettono in causa i fondamenti stessi della scienza moderna fare il punto non è facile. Cacciatori d’UFO è l’esperienza di un « curioso di livello », un funzionario dei servizi segreti che firma, ovviamente, sotto pseudonimo.

Dopo lunghe e pazienti inchieste, una constatazione si è imposta all’autore. Che, cioè, è assolutamente necessario comprendere il fenomeno UFO perché sul pianeta Terra possa continuare l’avventura dell’uomo nella più giusta prosplettiva fra le moltitudini di civiltà perdute nelle galassie.

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