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Selezione di volumi Aseq Editrice

Genesi Svolgimento e Tramonto delle Leggende Storiche

Genesi Svolgimento e Tramonto delle Leggende Storiche

Autore/i: Lanzoni Francesco
Editore: Tipografia Poliglotta Vaticana
pp. VIII-304, Roma

Dalla Prefazione dell’Autore:

Questo modesto lavoro è il primo tentativo, in Italia, di una trattazione metodica (o sistematica) intorno all’origine, allo svolgimento e al tramonto delle leggende storiche; e perciò spero che verrà accolto con benevolenza come una prima prova in siffatto genere e come un suggerimento agli studiosi per fare meglio.

Gli intelligenti vi troveranno lacune e difetti; ed io stesso ve ne riconosco non pochi. Ma nel comporre lavori di tale natura, cioè fondati su molteplici ricerche bibliografiche e riguardanti la storia generale della cultura, è impossibile andare esenti da mende.

Ho meditato per parecchi anni il mio tema e ho compulsato gli studi altrui, sia di ordine generale, sia di ordine particolare; confesso che non poche idee da me esposte appartengono ad altri, alle volte nella medesima forma verbale in cui sono presentate dai loro autori, e non mancherò di indicare , o a piè di pagine o in calce al volume, le principali opere utilizzate. In quanto ai singoli racconti, da me considerati come leggendari, ho seguito le opinioni di specialisti e di scrittori universalmente apprezzati, senza escludere che qualche erudito possa avere in casi parere contrario al mio. Nessuno mi recherà a colpa di avere, scrivendo in Italia, il più delle volte prescelto esempi di leggende italiane. In fondo al volume un indice delle leggende ricordate nell’opera potrà prestare utili servigi ai ricercatori.

Le Civiltà dell’Italia Antica

Le Civiltà dell’Italia Antica

Storia, civiltà, cultura
Autore/i: Di Martino Ugo
Editore: Mursia
pp. 270, 89 disegni nel testo e 95 fotografie b/n e a colori f.t., Milano

Chi furono i popoli che vissero nella nostra penisola prima di Roma? E come arrivarono in Italia, quali furono i rapporti fra loro, come si trasformarono in autentiche nazionalità storiche?

Popoli invasori, provenienti dall’Asia, dall’Europa e dal bacino mediterraneo invasero il fertile suolo italiano portando con sé le loro tradizioni civili e culturali e divennero essi stessi italiani, fondendosi con le genti che vivevano in questa terra da migliaia di anni.

All’inizio dell’era dei metalli, dopo i millenni oscuri della preistoria, l’uomo emerse come animato dal desiderio di guardarsi intorno: il suo pressante desiderio di conoscenza sviluppò anche il bisogno di possesso perché in tutta la sua lunga storia l’umanità aveva sempre e soltanto dovuto combattere per la sopravvivenza, assorbita a piegare le forze della natura. Quando progredirono a ritmo incalzante le conquiste tecnologiche e gli uomini si sentirono protetti di fronte al mondo circostante, essi ritrovarono la propria individualità e cominciarono a riconoscersi come appartenenti a vari clan, a gruppi sociali distinti. L’uso dei metalli dette avvio ad una nuova era che pose termine ad un periodo pacifico dell’umanità per dare inizio a secoli in cui gli uomini si divisero in gruppi e combatterono tra loro.

Tutto questo accadeva in Italia quando le grandi civiltà mediterranee avevano già raggiunto l’apice della loro
grandezza.
Agli antichi invasori neolitici si aggiunsero i nuovi invasori, agguerriti e desiderosi di crearsi una nuova patria su una terra ancora da sfruttare. Ruppero così la quiete delle nostre contrade ed imposero agli Italici il pressante problema di difendersi. Sorsero così le prime città fortificate, proprio là dove era fiorito l’umile e tranquillo villaggio preistorico, mentre gli artigiani iniziarono a costruire armi sempre più sofisticate per difendersi dagli invasori. Stringendosi fra loro, per opporsi al nemico, gli uomini s’accorsero di avere molte cose in comune: origini, civiltà e cultura.

Proprio da questo «humus» prenderanno avvio le prime grandi civiltà italiche fra cui quella etrusca, la quale favorirà il decollo di Roma creando quelle premesse che determineranno un cambiamento radicale nell’evoluzione dell’umanità.

Magna Grecia

Magna Grecia

Autore/i: Greco Emanuele
Editore: Laterza
pp. 302, ill. b/n, Roma – Bari

Questa guida archeologica comprende la Campania meridionale, che anticamente apparteneva alla Lucania (com’è noto la Campania moderna risulta dalla fusione di più distretti, dei quali il tratto che va dalla foce del Sele al Golfo di Policastro apparteneva alla Lucania); la Calabria (antico Bruzio, più la zona dal Golfo di Policastro fino a Cirella, il cui territorio era ancora compreso nella Lucania) da Cirella fino a Turi (questa città si trovava al confine tra Bruzio e Lucania), quindi tutte le moderne regioni Basilicata (antica Lucania) e Puglia (antica Iapigia e poi Apulia).

Se si tiene presente l’ordinamento amministrativo di Augusto, in base al quale l’Italia fu divisa in undici regioni, il territorio sopra definito era compreso nella regione III (Lucania e Bruzio) e nella regione II (l’Apulia – alla stessa regione apparteneva anche l’Irpinia, che sarà però descritta nel volume sulla Campania).

All’inizio del VI libro della «Geografia », Strabone scrive: «Dopo la Foce del Sele viene la Lucania, il santuario di Hera Argiva, fondato da Giasone e, vicino, a 50 stadî [poco meno di km 10] Poseidonia». A questo testo si può affiancare un noto passo di Plinio («Naturalis Historia» III 71): «dal Sele comincia la III regione e la terra dei Lucani e dei Bruzi». Le fonti sono, dunque, concordi nel ritenere il Sele un limite preciso tra due diverse situazioni etniche. Se, però, ciò era evidente durante le epoche più antiche – quando il fiume segnava il confine tra le popolazioni di origine etrusca che abitavano l’agro picentino (sulla destra del Sele) e quelle sulla sinistra che le fonti chiamano enotrie (ed Enotria la terra) già prima che i Greci fondassero la città di Poseidonia e continuassero a utilizzare quel confine la situazione cambiò a partire dall’invasione sannitico-lucana (IV sec. a. C.) che creò maggiore omogeneità tra le due aree.

Un accenno merita il problema della distinzione tra Lucani e Bruzi. Per l’evidente affinità etnico-culturale, in età romana essi erano stati accomunati in un’unica entità amministrativa, ma si continuavano a distinguere i due cantoni, almeno a livello geografico.

Ora, a prescindere dal problema riguardante i ceppi italici più antichi (Itali, Morgeti, Siculi, Enotri, Choni, ecc.) sembra che dalle testimonianze letterarie si possa ricavare che, con il termine Lucania, le fonti (almeno dal V sec. a. C., ma i moderni sono inclini a ritenere da epoca molto più antica) intendessero una vasta estensione territoriale dal Sele allo Stretto di Messina e fino al territorio di Metaponto. Entro questo ambito dovette prodursi una differenziazione di natura socio-economica che contrappose i gruppi più progrediti e meglio organizzati delle valli interne della Lucania a formazioni tribali che erano stanziate sui monti dell’Appennino Calabro, dove praticavano la pastorizia, vivendo in condizioni di maggiore arretratezza sociale, tanto che si creò la tradizione che fossero servi-pastori dei Lucani. Nel 356 a.C., tuttavia, si realizzò un’autonoma confederazione bruzia con capitale a Cosenza e si consolidò, da allora in poi, la tradizione sul confine tra le due regioni, e cioè l’istmo tra Turi (sul mare Jonio) e Cerilli (oggi Cirella, sul Tirreno, poco a sud di Scalea)…

Les Origines de l’Europe et de la Civilisation Européenne

Les Origines de l’Europe et de la Civilisation Européenne

Autore/i: Dawson Christopher
Editore: Les Éditions Rieder
traduit de l’anglais sous la direction et avec un avant-propos de Luois Halphen, introduction par l’auteur pp. 328, Paris

Table des Matières

AVANT-PROPOS, par Louis Halphen

INTRODUCTION

Première Partie LES FONDATIONS

CHAPITRE PREMIER. – L’Empire romain

CHAPITRE II. – L’Église catholique

CHAPITRE III. – La tradition classique et le christianisme

CHAPITRE IV. – Les barbares

CHAPITRE V. – Les invasions barbares et la chute de l’Empire d’Occident

Deuxième Partie LES INFLUENCES ORIENTALES

CHAPITRE VI. – L’Empire chrétien et l’essor de la civilisation byzantine 

CHAPITRE VII. – Le réveil de l’Orient et la révolte des nationalités sujettes

CHAPITRE VIII. – L’essor de l’islam

CHAPITRE IX. – La diffusion de la culture musulmane

CHAPITRE X. – La renaissance byzantine et la résurrection de l’Empire d’Orient

Troisième Partie LA FORMATION DE LA CHRÉTIENTÉ OCCIDENTALE

CHAPITRE XI. – L’Église d’Occident et la conversion des barbares

CHAPITRE XII. – La restauration de l’Empire d’Occident et la renaissance carolingienne

CHAPITRE XIII. – L’époque des Vikings et la conversion du nord

CHAPITRE XIV. – L’apparition de l’unité médiévale

CONCLUSION 

BIBLIOGRAPHIE

I Veneti

I Veneti

Società e cultura di un popolo dell’Italia preromana
Autore/i: Capuis Loredana
Editore: Longanesi
pp. 300, 87 illustrazioni b/n f.t., Milano

Questo volume intende fare il punto delle conoscenze su quello che i Romani definirono il Venetorum angulus, ma che in realtà più che un angulus è – per la sua stessa posizione geografica – un crocevia di esperienze, un punto nodale di incontro tra realtà culturali diverse: gli indigeni Veneti, gli Etruschi loro confinanti nei territori dell’Etruria padana, i Greci adriatici, le popolazioni celtiche transalpine. Un quadro, dunque, molto ampio nel tempo e nello spazio. La cultura veneta si manifesta infatti in tutta la sua originalità e individualità dal IX al II-I secolo a.C., quando inevitabilmente viene assorbita e trasformata dal dilagante processo di unificazione attuato dai Romani. Quanto all’ambito territoriale, esso travalica i confini regionali attuali per comprendere le Tre Venezie e parte del territorio sloveno, connotazione perfettamente recepita e riflessa nell’ordinamento regionale augusteo che lo denomina X regio Venetia et Histria. La trama del discorso, che è rivolto anche ai non addetti ai lavori pur senza nulla perdere del rigore scientifico, non può che svolgersi secondo uno schema diacronico, dove l’unitarietà e la varietà del panorama culturale, i tratti salienti e individuali dei singoli comparti geografici e dei singoli centri vengono evidenziati con ampie tematiche sincroniche quali la dinamica del popolamento, il formarsi di «centri di potere» e di controllo territoriale, l’emergere di classi sociali, i rapporti tra produzione e scambio, evidenze tutte recuperabili attraverso l’analisi delle testimonianze archeologiche: abitati, necropoli, santuari. Di particolare interesse per comprendere i processi di sviluppo culturale e le individualità locali sono i rapporti tra i Veneti e le popolazioni limitrofe, italiche e transalpine, dagli Etruschi ai Greci adriatici, ai Celti, per finire con i Romani che con i Veneti intrattennero sempre rapporti di amicitia fino alla piena unificazione dell’Italia attuata dall’Urbe.

Attesa di Dio

Attesa di Dio

Autore/i: Weil Simone
Editore: Rusconi
introduzione e cura di J.-M. Perrin, traduzione dal francese di Orsola Nemi. pp. 184, Milano

Perché Attesa di Dio? La spiegazione si trova nelle stesse parole di Simone Weil: «I beni più preziosi non devono essere cercati ma attesi ». L’affermazione rispecchi a la fulgente e contraddittoria personalità dell’autrice, qui rivelata da un enigma religioso che fu il suo tormento ma anche la sua ragione di vita.
L’enigma viene gradualmente dipanato dai testi riuniti in questo volume che fu amorevolmente curato da padre Jean-Marie Perrin, corrispondente spirituale di Simone Weil. Attraverso le lettere, le riflessioni, il saggio sul Pater noster e gli «ultimi pensieri», Simone Weil precisa i termini del suo conflitto interiore.
Attesa di Dio propone una domanda: per quali motivi Simone Weil rimase ai margini del cattolicesimo, sulla «soglia della Chiesa», anziché entrarvi? Avrebbe risposto alla sua più viva aspirazione, quella di partecipare al mistero di Cristo. Benché di famiglia ebrea, Simone ebbe coscienza della sua vocazione cristiana fin dall’infanzia. Tuttavia esitò sempre, ritenendosi indegna dei sacramenti, imperfetta e insufficiente.
L’esperienza religiosa della «mistica rivoluzionaria» francese rivive e giganteggia nelle pagine di Attesa di Dio. In questi straordinari testi, Simone Weil assurge a inimmaginabili altezze di pensiero, sempre tesa al sovrannaturale, proiettata verso una straziante purezza interiore. Attesa di Dio trasfigura la parabola di un’ anima che visse sempre in volontario esilio, straniera a tutti ma in diretto colloquio con quella «divinità nascosta» dalla quale attendeva un segno, un messaggio, un ordine.

Simone Weil nacque a Parigi nel 1909 da un’agiata famiglia ebrea dalla quale non ricevette alcuna educazione religiosa. D’intelligenza precoce, studiò presso l’École Normale e si laureò nel 1931, dedicandosi poi subito all’insegnamento. La scoperta della condizione operaia la avvicinò ben presto al sindacalismo e la spinse anche a sperimentare di persona la vita di fabbrica. Nel 1936 partì per la Spagna, dove contava d’unirsi agli antifranchisti. Al 1938, dopo una settimana santa trascorsa a Solesmes, risale l’inizio del suo interesse per i problemi religiosi, destinati a diventare centrali nell’ultimo scorcio della sua vita. Nel 1940, all’arrivo dei tedeschi, lasciò Parigi per rifugiarsi a Marsiglia. Nel 1942 partì con la famiglia per New York, di dove subito volle passare a Londra nella speranza di partecipare direttamente alla lotta antinazista. Ma mori in un sanatorio nel 1943. I suoi principali scritti (L’ombra e la grazia, Attesa di Dio, La prima radice, Lettera a un religioso, La condizione operaia, Oppressione e libertà, ecc.) apparvero postumi.

Insegnaci a Superare la Nostra Pazzia

Insegnaci a Superare la Nostra Pazzia

Autore/i: Ōe Kenzaburō
Editore: Garzanti
traduzione dal giapponese di Nicoletta Spadavecchia. pp. 208, Milano

Insegnaci a superare la nostra pazzia raccoglie quattro romanzi brevi con venature autobiografiche di Kenzaburō Ōe, unanimemente considerato uno dei massimi scrittori giapponesi del secolo.
In Il giorno in cui lui mi asciugherà le lacrime, un uomo alla vigilia della morte rievoca la propria infanzia e il dramma che divise la sua famiglia nel 1945: il padre era un convinto sostenitore dell’autorità imperiale, la madre era invece figlia di un discusso personaggio, accusato di lesa maestà. L’animale d’allevamento, ambientato durante la seconda guerra mondiale e vissuto attraverso lo sguardo di un bambino, descrive la cattura di un soldato americano, un nero, e l’evoluzione del suo rapporto con gli abitanti del villaggio che lo ospita. Il testo che dà il titolo alla raccolta ripercorre gli sforzi di un padre per entrare in contatto con il figlio mentalmente menomato. Aghwee il mostro celeste è infine una ironica e fantascientifica variazione sul rapporto tra realtà e allucinazione.
Kenzaburō Oe affronta nella maniera più diretta, lucida e incisiva temi come la follia, la crudeltà dell’uomo sull’uomo, l’angoscia di fronte a una realtà invivibile e inaccettabile. Utilizzando un’ampia gamma stilistica, che va dal grottesco al favolistico al realistico, riesce a dar corpo alle proprie ossessioni con violenza espressionistica, in un serrato confronto con i propri fantasmi e i propri tormenti, costruendo racconti dove nulla è scontato e la scrittura procede per scatti e continue sorprese. Narratore spietato – anche se dotato di un puntuale umorismo Kenzaburō Ōe sfida e mette alla prova la sensibilità e i nervi del lettore, fino al limite della sopportabilità.

Kenzaburō Ōe, romanziere, saggista e critico, è nato nel 1935 in un piccolo villaggio dell’isola di Shikoku e si è laureato in letteratura francese all’università di Tokyo. Garzanti ha pubblicato nel 1987 il romanzo Il grido silenzioso.

Un Dio per Tutti

Un Dio per Tutti

Autore/i: Tagore Rabindranath
Editore: Carabba
traduzione di G. Spellanzon e E. Miscia. pp. 456, Città di Castello

Gora, il protagonista di questo romanzo, è l’antesignano o meglio la pre-figurazione poetica di Gandhi e dello stesso Nehru. Gandhi, come Gora, anche lui si convince che solo con una fedeltà ad oltranza all’induismo si può salvare la patria indiana. Senonché il protagonista di Un Dio per tutti, sul quale incombe una fatalità tutta occidentale, viene riscattato dalla pìetas di cui l’autore ha intriso la fitta rete narrativa di questo libro, che sarà una rivelazione per quanti conoscono Tagore soltanto come uno dei più grandi lirici del nostro secolo. Qui il cantore di Gitanjali si rivela un acutissimo osservatore (e testimone) dei più sottili sommovimenti dell’animo, uno psicologo attento alle sfumature, così raffinato da potersi Porse paragonare col nostro Manzoni, specie nella conoscenza delle delicatezze del cuore: come Manzoni poi contraddice Gide quando sosteneva che con i buoni sentimenti non si fanno buoni libri.
Non può non stupire la costante realistica che rende il romanzo (scritto nel 1911 ma quasi sconosciuto da noi) di agevolissima lettura, dinamico, costruito com’ è con una tecnica che sembra di oggi. Attorno al protagonista ruota una folla di personaggi che difficilmente saranno dimenticati dal lettore: Binoy l’intellettuale, il saggio Paresh Babu, la dolce Sucharita, l’inquieta Lolita, e tanti altri; ma sopra tutti si staglia Anandamoyi, la Madre, un personaggio davvero immortale la cui tenerezza permea ogni pagina del libro.
L’accademico di Francia Jean Guéhenno, in occasione della morte di Nehru, ha scritto che Tagore è stato il vero anello di congiunzione tra Oriente e Occidente e che il suo «umanesimo integrale» tendeva all’intesa dei popoli al di sopra delle divisioni, comprese quelle di natura religiosa. Se nella coscienza degli uomini _ sembra dire Tagore – c’è una giustizia uguale per tutti, ci sarà anche un Dio dinanzi al quale tutti ci riconosciamo fratelli.

Magia, Religioni e Miti dell’India

Magia, Religioni e Miti dell’India

Autore/i: Filippani Ronconi Pio
Editore: Fratelli Melita Editori
pp. 240, Genova

Questa ricerca intessuta pazientemente su fonti originali, nel gusto di un’antica consuetudine con i modi orientali, si pone come un tentativo di rigorosa sintesi dell’esperienza religiosa e filosofica – fra loro non scindibili – dell’India. E, nella sua fedeltà ai testi, si qualifica subito, anche per il lettore non specializzato, come una sanatoria dei travestimenti e degli inganni delle attuali mode orientalistiche: un modo di richiamare alla serietà e all’impegno quanti tentano, all’interno della disgregazione tecnologica dell’Occidente, la scoperta delle vie di antica saggezza e di reintegrazione della condizione umana. La lettura tocca chiunque intenda dedicarsi alla comparazione delle religioni e delle tecniche estatiche e chiunque voglia approfondire, in una ricerca personale, i fondamenti della vita spirituale.

Un itinerario spirituale per tutti coloro che avvertono l’esigenza di un sapere che coinvolge, nel quadro di una gnosi intesa come conoscere salvifico, la totalità dell’essere, che frommianamente si sostituisce all’avere o all’essere posseduto.

Pio Filippani-Ronconi, ordinario di religioni e filosofie dell’India e incaricato di sanscrito presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, è un eccezionale conoscitore delle lingue e delle letterature dell’Oriente ed ha lavorato nel campo dell’Indologia, della Sinologia, del misticismo e della poesia iranica.

Estratti Profetici

Estratti Profetici

Eclogae Propheticae
Autore/i: Clemente Alessandrino
Editore: Nardini
introduzione e cura di Carlo Nardi. pp. 160, Firenze

Di Clemente Alessandrino (150-215 circa) è stato tramandato in un codice della Biblioteca Laurenziana di Firenze uno scritto dal titolo Eclogae propheticae. Sono brevi riflessioni, per lo più a commento della pagina biblica, in cui sembra delineato lo sviluppo della vita cristiana dal battesimo, tramite l’esplicazione nella «gnosi» delle virtualità spirituali e morali inerenti all’evento sacramentale, fino alla piena e definitiva contemplazione di Dio mediante una progressiva ascesa dell’anima del giusto fra le gerarchie angeliche in una sempre più intensa illuminazione mistica. Esegesi scritturistica, catechesi tipo logica, simboli arditi, osservazioni ascetiche. dati dogmatici sono inquadrati in una visione ampia della storia della salvezza dalla creazione alla perfezione finale nell’«apocatastasi». Testimonianze bibliche, tradizione subapostolica, formazione filosofica greca soprattutto platonica, simbologia gnostica confluiscono in Clemente liberamente rielaborate dalla sua riflessione. Interessante è l’assunzione, critica e coraggiosa ad un tempo, non solo di concetti filosofici greci, ma anche della speculazione eterodossa del secondo secolo.
Dunque un testo sotto certi aspetti enigmatico le Eclogae propheticae, di cui non esisteva traduzione in lingua moderna, ma comunque crocevia di molteplici filoni di pensiero, che Clemente, spirito aperto ad ogni sollecitazione culturale, consegnerà in una prosa densa ed allusiva alla ricerca teologica alessandrina e così al successivo patrimonio teologico comune all’Oriente e all’Occidente. Un breve scritto che non può non interessare chiunque, con intelletto d’amore, si occupa della storia delle idee.

La Norma e lo Scarto

La Norma e lo Scarto

Proposte per il Cinquecento letterario italiano
Autore/i: Scrivano Riccardo
Editore: Bonacci Editore
pp. 312, Roma

Sommario:

  • La norma e lo scarto. Progetto e atto
  • De Sanctis e Folengo
  • Croce e il Cinquecento
  • Russo e il Tasso
  • Cinquecento minore
    • Poscritto
  • Bartolomeo Gottifredi trattatista e poeta
  • Ortensio Lando traduttore di Thomas More
  • Retorica e Manierismo
    • Postilla sulle «crisi della retorica»
  • Il Manierismo e l’Europa
  • Letteratura e teatro nelle crisi del Rinascimento
  • Manierismo e teatro
  • Tasso e il teatro
    • Postilla
  • Letteratura e immagini nel Tasso
    • Nota bibliografica
  • Arte, lingua, uso nella riflessione del Tasso
  • Linguaggio della critica nel Cinquecento
    • Postilla
  • Indice dei nomi

Religione Delfica

Religione Delfica

Autore/i: Lanzani Carolina
Editore: Fratelli Melita Editori
prefazione dell’autrice. pp. 212, Genova

“L’associazione del fattore religioso al fattore politico, nella storia dell’antichità Greco-Romana, appartiene ad un ordine di studi, da noi lungamente coltivati, che ci hanno indotti· ad introdurre e ad adottare, anche in corsi accademici, la espressione c Religione Politica., come denominazione di una speciale disciplina storica. Scopo del presente volume è offrire una larga sintesi della Religione Politica nel mondo Greco-Romano, in funzione di uno dei suoi centri più vitali: l’Oracolo Delfico.
A tutti è nota r importanza che gli studi Delfici presentano sotto l’aspetto archeologico ed epigrafico e come essi vadano acquistando sempre maggiore incremento e, per così dire, carattere di attualità. Insigni epigrafisti quali il Daux, la cui opera abbiamo occasione di citare nel corso della nostra trattazione, non mancano di segnalare agli studiosi la opportunità di ricostruire la storia di Delfo; sotto questo aspetto, se non ci inganniamo, la c Religione Politica. ha specialmente motivo di prendere la parola.
Crediamo necessario avvertire che l’opera nostra, pur esponendo conclusioni, dedotte dogli studi compiuti e dal vasto materiale esplorato, a cui si collega la. presentazione di vari problemi e la indicazione di possibili sviluppi della materia trattata, è necessariamente opera di carattere generale, e perciò anche di introduzione e preparazione a speciali ricerche. In questo senso e sotto questo aspetto, le conviene pure il titolo di «Prolegomeni» in quanto anche potranno ad essa far seguito altri volumi, ove la materia trovi il suo svolgimento particolarmente analitico.[…]”

Il Futuro dell’Universo

Il Futuro dell’Universo

Cosmologia ed escatologia
Autore/i: Brancato Francesco
Editore: Jaca Book
prefazione di Roberto Battiston, introduzione dell’autore. pp. 222, Milano

Il libro – che si avvale della prefazione del Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston – si propone di approfondire quanto la teologia, inserita nel contesto della cultura scientifica contemporanea, ha da dire circa il destino ultimo dell’universo. Tutto questo ben sapendo che tra la creazione degli inizi e l’apparizione dei «cieli nuovi» e della «nuova terra» nell’eschaton parusiaco di Cristo si dà non soltanto diastasi e frattura, ma anche continuità e progresso. Per comprendere l’universo nella sua struttura, nella sua origine e nel suo destino non è perciò sufficiente un approccio esclusivamente matematico-quantitativo, così come non è esaustivo il paradigma dimostrativo euclideo per affrontare questioni che di per sé travalicano gli ambiti di esclusiva competenza della scienza – della fisica e della cosmologia, in questo caso – e che invece chiamano in causa anche l’apporto che deriva dalla filosofia e dalla teologia. Grazie alla presa in carico e all’approfondimento dei principali contributi delle ricerche scientifiche degli ultimi decenni e alla ricca riflessione di alcuni dei più importanti teologi contemporanei, si intende dare conto della rilevanza dell’escatologica cristiana nel contesto della cosmologia contemporanea e nel confronto critico con la cosiddetta escatologia fisica, ma anche del crescente valore che le più recenti scoperte nel campo dell’astrofisica e della cosmologia hanno assunto per la «riscrittura» di alcune delle pagine più controverse dell’escatologia teologica.

Francesco Brancato è Ordinario di Teologia Dogmatica presso lo Studio Teologico «S. Paolo» di Catania (Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia «San Giovanni Evangelista») e docente invitato presso altre istituzioni accademiche. È consigliere nazionale dell’Associazione Teologica Italiana, Vicario Episcopale per la Cultura e Direttore dell’Archivio Storico della Diocesi di Caltagirone. Scrive su diverse riviste scientifiche di teologia, scienza, filosofia ed estetica; è autore di numerose pubblicazioni.
Continua

Uddhava-gītā

Uddhava-gītā

Il grande dialogo della liberazione
Autore/i: Anonimo
Editore: Mimesis
a cura di Valentino Bellucci, traduzione di Sripad Valihara Acarya. pp. 198, Milano

Lo studio dell’Uddhava-gītā rappresenta una sintesi straordinaria che permette al neofita di cogliere in panoramica l’intera cultura dei Veda e delle Upanisad. È questo il “testamento” finale di Krishna; egli, prima di tornare nel suo regno dal fascino infinito, ha rivolto ad Uddhava un invito per ogni essere vivente: è l’invito della bellezza eterna, della pura contemplazione nell’azione, è il segnale per andare oltre ogni illusione…
Nell’Uddhava-gītā sono presenti alcuni temi già trattati nel dialogo con Arjuna, ma tali temi vengono qui approfonditi e svelati secondo prospettive esoteriche ignote all’altra gītā. In particolare il tema fondamentale della Bhakti (devozione) viene esaminato in modo così dettagliato da rappresentare un unicum rispetto ad ogni altra scrittura devozionale vedica.

Valentino Bellucci (Weinheim 1975) ha pubblicato numerosi testi di saggistica filosofica con una particolare attenzione al pensiero orientale, al cui studio fu iniziato dal grande orientalista Icilio Vecchiotti. Pratica dal 2006 il Bhakti-yoga all’interno della millenaria tradizione della Brahma-Madhva-Gaudya-Sampradaya, approfondendo i testi della mistica indù-vaishnava e divulgandone il profondo significato filosofico ed esistenziale.

Vedrai Mirabilia

Vedrai Mirabilia

Un libro di magia del Quattrocento
Autore/i: Gal Florence; Boudet Jean-Patrice; Moulinier Brogi L.
Editore: Viella
prefazione di Jean-Patrice Boudet. pp. 472, Roma

Nel 1446 l’amanuense principale del manoscritto italiano 1524 della Bibliothèque nationale de France finisce il suo lavoro: questo manoscritto di 236 fogli di pergamena, adornato di miniature di fattura lombarda, offre similitudini con codici appartenuti al duca di Milano Filippo Maria Visconti.
Il volume, che sembra essere il risultato di una richiesta di traduzioni, dal latino all’italiano, da parte di un membro laico della corte ducale, raccoglie una quindicina di testi di astrologia e soprattutto di magia, tra i quali una Necromantia con quasi 250 experimenti e una traduzione del trattato di magia rituale Clavicula Salomonis. Tratto originale del volume è la preponderanza della tematica della magia amorosa, in particolare nella Necromantia, di cui i due terzi degli experimenti si riferiscono all’amore e alla sessualità.
Questo libro propone un’edizione del manoscritto, preceduta da un’ampia introduzione che descrive questo codice unico nel suo genere e il suo contesto, analizzando le operazioni magiche e le loro motivazioni. L’edizione del testo è seguita da vari indici che permettono al lettore di orientarsi nel dedalo dei testi e delle ricette.

Florence Gal (1979-2012) ha scritto una tesi di laurea e un DEA dell’Università Paris X-Nanterre su questo manoscritto. A lei si deve la prima stesura della trascrizione.

Jean-Patrice Boudet è professore ordinario di Storia medievale all’Università di Orléans.

Laurence Moulinier-Brogi è professoressa ordinaria di Storia medievale all’Università Lumière – Lyon 2.

Visualizza indice

Prefazione
Introduzione
1. Il manoscritto italiano 1524: codice, testi e contesto
    1. Scritture e mani
    2. Dall’Italia alla Francia: un percorso misterioso
    3. Una raccolta di testi magici e astrologici e le loro fonti
    4. L’elaborazione di una serie di traduzioni dal latino all’italiano
    5. La committenza lombarda
    6. Tra zelo e scetticismo: l’ambiguo punto di vista del traduttore
2. Le pratiche magiche e divinatorie
    1. Arte magica e necromantia
    2. Tipologia degli experimenti
    3. Rituali, preghiere e sfruttamento di elementi religiosi
3. Gli scopi della magia
    1. Tipologia delle motivazioni
    2. La raccolta era destinata a un uso effettivo?
    3. La magia come fonte di divertimento
    4. La “magia d’amore” come espressione di realtà illusorie
    5. Epilogo
4. Nota all’edizione
Edizione del ms. Paris, BnF, ital. 1524
Indice generale dei nomi dell’introduzione
Indice generale dei nomi dell’edizione
Indice delle formule latine, delle preghiere e dei salmi
Indice degli ingredienti e degli artefatti
Indice dei manoscritti

Vergilio nel Rinascimento Italiano

Vergilio nel Rinascimento Italiano

Da Dante a Torquato Tasso – Volume I
Autore/i: Zabughin Vladimir N.
Editore: La Scuola di Pitagora Editrice
introduzione di Bruno Basile. pp. 456, Napoli

Vergilio nel Rinascimento italiano da Dante a Torquato Tasso di Vladimir N. Zabughin è una delle più celebri ricerche di storia letteraria del primo Novecento europeo. Frutto di studi protratti per un decennio (1913-1923), l’indagine è un affresco senza eguali della vicenda nella nostra cultura del mito di Virgilio. Un poeta divenuto principio identitario della civiltà italiana e occasione, per secoli, di riletture appassionate capaci di fondere il culto di Roma con i temi del più nobile classicismo (idea di Stato unitario, eroismo militare redento dalla pietas, responsabilità terrena e ultraterrena dei protagonisti della storia). La rassegna degli intellettuali coinvolti nel dibattito secolare (da Dante a Tasso, dai filologi agli artisti) è condotta da Zabughin con arte sapiente. Il russo si dimostra sensibile sia alla storia d’Italia – dal Medioevo alle sofferenze del primo conflitto mondiale – sia al progetto di una nuova filologia. Una scienza divenuta storia della ricezione estetico-politica di un classico: sconcertante anticipazione delle metodologie sociologiche attuali delle scuole di Praga e di Costanza. L’opera, lasciata incompiuta dal ricercatore tragicamente scomparso, è qui riproposta in due volumi: il primo raccoglie le due parti di cui essa è composta, il secondo, l’ampia silloge di note erudite e dibattiti critici. Un’Introduzione segnala la struttura composita delle idee-guida di Zabughin con aggiornamenti bibliografici condotti sino al 2016.

I-Ching – Tarocchi

I-Ching – Tarocchi

Autore/i: AA. VV.
Editore: Lo Scarabeo
64 carte, 88x125mm – Istruzioni Edizione Multilingue

I Ching, il Libro dei Mutamenti.
Il più antico libro dell’umanità ci ricorda come nulla sia fisso, ma come ogni cosa sia mutevole e destinata a cambiare, dallo Yang (il principio maschile, creativo) allo Yin (il principio femminile, ricettivo), e viceversa.
Il cambiamento è armonia e ciascuna delle 64 carte esprime una verità archetipica legata all’ideogramma dell’I Ching ad essa associato.

Le Carte dell’Oracolo I Ching offrono un modo semplice per accedere al sistema antico e complesso noto come il Libro dei Mutamenti.

La Vita – I Trattati

La Vita – I Trattati

Autore/i: Cellini Benvenuto
Editore: Gherardo Casini Editore
prefazione e note di Pietro Scarpellini. pp. XXIX-584, nn. tavv. b/n f.t., Roma

Pretendere obbiettività dal Cellini sarebbe come volerlo calmo, prudente, ragionevole; sarebbe come chiedergli di essere morigerato e casto; sarebbe come andare in cerca di un 61 di logica fra tutti, quegli scatti, quei suoi impulsi e sentimenti contraddittori. Tuttavia questo libro che offre a non finire argomenti di studio allo scrittore, al letterato, al linguista, allo storico della politica e del costume e naturalmente a quello dell’arte, ma poi perfino allo psicologo ed al medico alienista, è, nei momenti migliori, soprattutto un capolavoro per la forza dell’immaginazione, per l’intensità dell’espressione.
Un’opera di accesa, corposa, felice fantasia, veramente unica nel suo genere, unica in tutta la nostra storia letteraria. È vero d’altronde, che cotesta sostanza squisitamente poetica della vita non ci deve far dimenticare il suo valore di efficacissima testimonianza nei confronti dell’arte del Cellini stesso e di quella del suo tempo. Il lettore non trova soltanto notizie delle opere del Nostro, notizie e soprattutto indiscrezioni preziose su quelle degli altri artisti; ha sott’occhio un testo molto importante per giudicare della cultura figurativa cinquecentesca.

Benvenuto Cellini, una delle maggiori personalità artistiche del Rinascimento, nacque a Firenze il 3 novembre 1500. Iniziatosi giovanissimo all’arte orafa fu sempre al centro di risse e controversie per il suo temperamento corrusco ed impulsivo. Viaggiò senza pace per l’Italia e a Roma commise due omicidi, sempre perdonato dal papa che gli aveva affidato importanti commissioni d’oreficeria, e più tardi fu imprigionato per un anno sotto l’accusa di aver sottratto gioielli al pontefice. Passato al servizio del re di Francia esegue preziosi lavori di cesello e nel 1.545, a Firenze, realizza il Perseo. Nuovi contrasti lo vedono per due volte in carcere. In6ne amareggiato ma non vinto dètta la sua Vita ad un garzone e consegna all’immortalità uno dei libri più spregiudicati e sinceri di tutto il Cinquecento. In seguito scrisse trattati di scultura e oreficeria con profonda padronanza della sua arte. Morì a Firenze il 13 febbraio 1571.

Tarocchi – Poteri Magici

Tarocchi – Poteri Magici

Significato e interpretazioni dei simboli – Una delle più antiche arti divinatorie del mondo
Autore/i: Omar e Zaira
Editore: Meb
introduzione degli autori. pp. 316, nn. ill. b/n, Rimini

Le loro figure ci sorprendono, strane e allusive, ora con forme tornite e rutilanti di colori, ora con l’angolosità di rozze incisioni lignee. Dei tarocchi si è parlato molto e ancora si parlerà, per esaltarli o svilirli al rango di trappola per allocchi o addirittura di «strumento diabolico».
Nella nostra lingua, la parola tarocco è attestata già nel secolo XVI; di incertissima etimologia, si è nel corso del tempo caricata dei significati ambigui di imbroglio e brontolio stizzoso, oltre ad essere naturalmente una pregiata varietà di arancio siciliano.
Parlando di carte divinatorie, durante il Rinascimento i Tarocchi venivano chiamati Trionfi e da quando sono apparsi non hanno cessato di attirare curiosi e indagatori, acchiappanuvole e indovini.
Questo libro rintraccia la storia di questi emblemi nella complessità delle loro radici simboliche, insegnando a giocare e a mettersi in gioco.

Lettere dal Campo

Lettere dal Campo

1925-1975
Autore/i: Mead Margaret
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
introduzione dell’autrice, traduzione di Giorgio Salzano. pp. 400, 110 ill. e 6 cartine b/n, Milano

Personaggio straordinario e affascinante, l’antropologa ed etnologa Margaret Mead è una delle non molte donne che sono riuscite ad imporsi, con un’intelligenza vivacissima e un lavoro intenso e metodologicamente rigoroso e innovatore, in un mondo scientifico tradizionalmente dominato dagli uomini. La sua attività frenetica di studiosa della vita socioculturale dei popoli primitivi – da lei intesa come una finestra aperta sulla natura umana, come uno specchio nel quale la società moderna e le nostre culture possono guardarsi e riflettere criticamente su se stesse -, la condusse inevitabilmente ad assumere delle posizioni di forte impegno civile, spesso controcorrente e rivoluzionarie. Sono famosi i suoi contestatissimi studi su sesso e cultura, ma anche quelli su cultura, educazione e personalità, vita della famiglia, mutamenti socioculturali, salute mentale ecologia, carattere nazionale e relazioni transnazionali, e sono altrettanto importanti i suoi costanti interventi nella vita americana su una molteplicità di argomenti (sesso, fame nel mondo e controllo della popolazione, inquinamento atmosferico, famiglia e condizione della donna, droga, alcolismo, pianificazione urbana, arte primitiva, libertà civili). Nelle Lettere dal campo, che la Mead scrisse in un ampio arco di tempo (dal 1925 al 1975) ai suoi familiari e agli amici, ritroviamo appunto, in tutta la sua complessità e ricchezza di sfumature, la scienziata pionieristica e innovatrice, che, nel lavoro sul campo, si immerge completamente nella vita dei popoli Samoani e Arapesh, Ciambuli e Balinesi, cercando di comprenderne l’autentica realtà e sospendendo nella ricerca i pregiudizi che ci sono stati trasmessi dalla nostra cultura. Ma ritroviamo anche la donna: non solo l’osservatrice rigorosa, sempre armata di macchina fotografica, registratore e quaderni di appunti, ma anche, nelle lettere iniziali, la giovane donna allieva di Franz Boas, che parte entusiasta per il suo primo lavoro sul campo a Samoa, poi la donna già matura e affermata ’a livello internazionale con i suoi studi, libri, film e interventi provata dai rischi e dalle soddisfazioni del lavoro di ricerca, dall’impegno civile e dalle vicende della vitaUn’autobiografia «informale» di Margaret Mead, il ritratto vivace, spesso poetico e divertente, di una straordinaria donna del nostro tempo.

Margaret Mead è nata a Filadelfia nel 1901, ed è morta nel 1978. È stata direttrice della sezione di etnologia dell’American Museum of Natural History di New York; ha insegnato antropologia alla Columbia University, ed è stata visiting professor di antropologia (dipartimento di psichiatria) al Medical College dell’Università di Cincinnati A 72 anni fu eletta presidente della American Association for the Advancement of Sciences Nel 1975, per celebrare l’anno internazionale della donna, la FAO ha coniato una medaglia che porta la sua effigie. Fra le sue opere fondamentali ricordiamo: Adolescenza in Samoa (1926), Crescita di una comunità primitiva (1930), Sesso e temperamento (1935), Maschio e femmina (1949). In edizione Mondadori: L’inverno delle more (1977).

Un Fiore Mortale

Un Fiore Mortale

Cina: autobiografia e storia
Autore/i: Suyin Han
Editore: Bompiani
traduzione dall’inglese di Ettore Capriolo. pp. 428, tavv. b/n f.t., Milano

Questa straordinaria autobiografia di Han Suyin è un grande affresco storico della Cina moderna. Intimamente connesse con la vita politica e sociale cinese degli ultimi cinquant’anni, le vicende della famiglia di Han Suyin si snodano in questo volume attraverso il decennio compreso tra il 1928 e il 1938, un periodo denso di avvenimenti, che ha visto il consolidarsi del potere di Chiang Kaishek, la tenace opposizione di Mao Tse-tung, la “lunga marcia” dell’armata rossa e l’invasione giapponese.
Tutto questo accadeva in Cina mentre Hitler e Mussolini ipnotizzavano l’Europa con i loro preparativi di guerra. Tesa verso l’evolversi di entrambe le situazioni, gravata dalla sua doppia eredità affettiva e culturale, Han Suyin viene a trovarsi tra due fuochi; vive tutte le difficoltà di ogni euroasiatico, invisa ai nativi cinesi e sospetta ai governi coloniali. Ha contatti con Nehru e Teilhard de Chardin, quando ancora nessuno ha sentito parlare di loro, osserva e descrive le lotte, partecipa con fermezza a un dibattito che va ben oltre i confini culturali, nella profonda convinzione che “la giustizia chiede la testimonianza di tutta la nostra vita”.
Questo libro non è solo il ritratto fedele di una Cina avvinta dalle contraddizioni, è anche una rassegna di personaggi umani, si chiamino essi Chiang Kai-shek o Mao Tse-tung, uniti nella visione ampia e suggestiva della storia di un paese che sembra trovare solo oggi la misura più consona a esprimersi al livello del suo grande passato.

Han Suyin è nata a Pechino da padre cinese, ingegnere delle ferrovie, e da madre belga. Ha trascorso in Cina l’infanzia e l’adolescenza. Nel 1927, mandata a Bruxelles per completare gli studi, conobbe e sposò il colonnello Boo, amico intimo di Chiang Kaishek. Rimasta vedova in seguito al suicidio del marito, si dedicò con eguale passione alla medicina e alla letteratura. L’opera sua di maggior successo fu L’amore è una cosa meravigliosa, reso famoso anche dal film omonimo. Fedele alla sua doppia nazionalità, vive parte dell’anno in Cina e parte in Europa. Di Han Suyin abbiamo già pubblicato L’albero ferito di cui Bertrand Russell ha detto: “Leggendo questo libro ho imparato di piu sulla Cina che se vi avessi vissuto un anno intero”.

Resurrezione

Resurrezione

La luce dei nuovi misteri – Graal Quaderno 1
Autore/i: Orao
Editore: Tilopa
pp. 208, Roma

Sommario:

  • Il Mistero cristiano
    • Dalle due conferenze su «il Mistero del Golgotha»
  • Formazione degli stati  di coscienza
    • Stazione eretta, favella, locomozione, equilibrio, memoria
    • Vita su Saturno
    • Vita sul Sole
    • Vita sulla Luna
    • Formazione del sistema nervoso
    • Ancora vita sulla Luna
    • Lucifero
    • Vita sulla Terra
  • La ricerca del Graal
    • Immacolata Concezione
    • Redenzione degli Ostacolatori
    • La Coppa
    • La volontà
    • Natale
  • I gradi della Iniziazione graalica
  • Scomposizione dei corpi
  • Le Sette Parole
  • La Nuova Pentecoste

Bibliografia
Indice delle citazioni dall’Antico e Nuovo Testamento

Fanum Fortunae e il Culto della Dea Fortuna

Fanum Fortunae e il Culto della Dea Fortuna

Autore/i: AA. VV.
Editore: Marsilio
a cura di Oscar Mei e Paolo Clini, introduzione di Valerio Massimo Manfredi. pp. 152, nn. ill. b/n, Venezia

È molto significativo che la città di Fano abbia voluto dedicare alla memoria di Mario Luni un congresso di archeologia dedicato al municipio romano, alla cui riscoperta l’insigne studioso aveva orientato parte della sua attività scientifica, consacrata, come è noto, in prevalenza a Cirene e alla Cirenaica e al tratto finale della Via Flaminia, dal Passo della Scheggia ad Ariminum.
Fondamentali infatti sono stati i suoi studi relativi alla cinta muraria di Fanum Fortunae, alla storia della ricerca archeologica sul municipio romano e alla sua urbanistica e architettura, confluiti in anni recenti nel volume Studi su “FanumFortunae”, imprescindibile riferimento bibliografico per ogni futura indagine sulla città.
Il convegno, particolarmente stimolante, ha fatto il punto sulle ricerche dedicate alla dea Fortuna e al suo rapporto con la città di Fano, con particolare riguardo agli eventi che possono aver determinato la nascita del famoso santuario e alle ipotesi sulla sua ubicazione.

Gli Dei dalle Lacrime d’Oro

Gli Dei dalle Lacrime d’Oro

I giganteschi templi del centro e sud America esistevano già prima degli Inca e dei Maya. Chi li costruì?
Autore/i: Sitchin Zecharia
Editore: Piemme
prefazione dell’autore, traduzione dall’inglese a cura di Maria Massarotti. pp. 312, nn. ill. b/n, Casale Monferrato (AL)

Aztechi, Toltechi, Olmechi, Inca, Maya: centro e sud America sono un mosaico ininterrotto di reami perduti, di città abbandonate e civiltà scomparse, di rovine che lasciarono senza fiato anche i conquistadores spagnoli. Grandi piramidi a gradoni, intricati bassorilievi, sofisticati calendari astronomici, complessi riti di mummificazione caratterizzano queste antiche culture e sembrano riportarci quasi magicamente nella Mesopotamia e nell’Egitto di migliaia di anni fa. Dietro queste apparenti coincidenze, si cela forse una nuova verità che illumina misteri rimasti fino a oggi irrisolti: una stirpe di esseri straordinari, venuti da un altro mondo e depositari di grandi conoscenze, ha guidato l’evoluzione della civiltà umana.

Zecharia Sitchin è nato a Baku, in Azerbaigian, il 1º luglio 1920, si è laureato a Londra e ha vissuto a lungo negli Stati Uniti. È morto a New York il 9 ottobre 2010.
Noto esperto di lingue semitiche, considerato l’esponente più autorevole della cosiddetta «archeologia misterica», è stato tra i pochi studiosi in grado di decifrare le iscrizioni cuneiformi.
I sette libri del ciclo Le Cronache Terrestri, tutti pubblicati in Italia da Piemme, hanno venduto milioni di copie e sono stati tradotti in più lingue.

Codice Genesi

Codice Genesi

Dal libro dei Libri la luce sulla storia e il futuro dell’uomo
Autore/i: Drosnin Michael
Editore: Rizzoli
prima edizione, introduzione dell’autore, traduzione di Paolo Lorenzin, Chiara Montani, Maura Vecchietti. pp. 288, Milano

Per tremila anni nel testo della Bibbia è rimasto nascosto un messaggio in codice. Autore di questa straordinaria scoperta è un matematico israeliano che, usando le sofisticate tecniche rese possibili dal computer, ha rintracciato il Codice nel libro della Genesi, e gli ha dedicato un articolo in una rivista scientifica, ricevendo conferme da altri studiosi in tutto il mondo. Verifiche successive hanno mostrato che il Codice si trova anche negli altri quattro libri della Torah, la Bibbia originaria del popolo ebraico. Questo libro è il primo resoconto di una rivelazione che può cambiare il mondo, annunciata da un giornalista scettico al principio, incuriosito poi, infine totalmente catturato dalla vicenda. A chi applichi il codice, la Bibbia rivela eventi avvenuti a migliaia di anni di distanza dalla sua stesura: la Seconda guerra mondiale, l’atterraggio sulla Luna, l’Olocausto e Hiroshima, fino ai risultati delle elezioni presidenziali americane o alla collisione di una cometa con il pianeta Giove. In alcuni casi, i messaggi sono stati decifrati prima che gli eventi si verificassero: e poco dopo gli eventi hanno avuto luogo esattamente come previsto. È accaduto con la Guerra del Golfo; è accaduto con la collisione di Giove. È accaduto – ed è il caso più sconvolgente – quando l’autore di questo libro ha trovato nel testo della Bibbia con un anno d’anticipo la predizione dell’assassinio del premier israeliano Yitzhak Rabino Michael Drosnin tentò allora disperatamente di mettersi in contatto con il Primo ministro per avvertirlo, ma senza successo. Un anno dopo Rabin fu assassinato. Questo libro è basato su un’inchiesta durata cinque anni. L’autore ha verificato la validità del Codice Genesi intervistando gli esperti di cinque continenti. Ha trascorso mesi accanto a Eliyahu Rips, il matematico israeliano che per primo ha riconosciuto nel testo del Libro dei Libri la presenza di un messaggio cifrato. Ha confrontato i suoi risultati con quelli degli esperti crittologi della National Security Agency americana.
Il risultato del suo lavoro è un viaggio appassionante ai confini della scienza e della fede, uno sguardo nuovo e sorprendente a uno dei monumenti della nostra civiltà: e lo stimolo a una profonda riflessione. L’inchiesta, infatti, non è ancora finita. Nessuno ancora sa per certo se la Bibbia ci può rivelare con precisione il nostro futuro. Forse nel Codice è già contenuto un messaggio importante che allude a una prossima Apocalisse. Quello che è certo è che questa rivelazione ci costringe a credere in una verità essenziale: che, cioè, non siamo soli. E solleva una domanda affascinante rivolta a noi tutti: il messaggio del Codice descrive un futuro inevitabile, o soltanto una serie di futuri possibili il cui risultato finale abbiamo ancora la possibilità di determinare?

Michael Drosnin è un giornalista investigativo americano che ha lavorato al “Washington Post” e al “Wall Street Journal”. È autore, fra l’altro, di una biografia di Howard Hughes che è stata bestseller mondiale. Vive e lavora a New York.

Il Romanzo di Mozart

Il Romanzo di Mozart

Il maestro segreto
Autore/i: Jacq Christian
Editore: Cairo Publishing
prefazione dell’autore, traduzione di Federica Niola. pp. 360, Milano

Wolfgang Amadeus Mozart è un bambino prodigio, compone e tiene concerti in tutta Europa: Praga, Vienna, Francoforte. Tuttavia quando è troppo stanco, si consola con un segreto tutto suo: un regno immaginario disegnato su una mappa che non abbandona mai, un regno di cui è il sovrano assoluto. Un giorno un uomo lo avvicina.
È Thamos, conte di Tebe, venuto dall’Alto Egitto per iniziare il «Grande Mago», la cui opera risparmierà l’umanità dal caos: e il Mago potrebbe essere Mozart, che pure ha solo sette anni. Da quel momento, l’uomo e il bambino non si lasceranno più. Ma riuscirà Thamos a preservare Mozart dalle trappole che gli sono destinate?

Christian Jacq è l’indiscusso maestro del romanzo storico contemporaneo. Laureato in archeologia ed egittologia alla Sorbona, è autore di romanzi tradotti in oltre 30 lingue, tra cui il best seller Il grande romanzo di Ramses (Mondadori 1999), che ha venduto più di 27 milioni di copie in tutto il mondo. Ha scritto anche numerosi saggi storici divulgativi.

Il Pastore

Il Pastore

Autore/i: Erma
Editore: Edb
introduzione, versione, commento di Maria Beatrice Durante Mangoni. pp. 240, Bologna

Il Pastore di Erma, con il suo carattere profetico di invito alla Chiesa di Roma della prima metà del II secolo a ritrovare una spiritualità originaria di fronte alla progressiva istituzionalizzazione e secolarizzazione, è uno scritto particolarmente significativo. L’interesse e il successo riscossi nei primi quattro secoli furono straordinari, talora superiori a quelli destati da alcuni scritti neotestamentari. Tra i motivi che ne rendono ancor oggi interessante la lettura, vi è sicuramente il fatto che il Pastore testimonia l’eterogeneità di quel crocevia tra giudaismo, cristianesimo ed ellenismo che fu la Roma del II secolo. Erma vuole riportare la Chiesa della capitale dell’impero a un cristianesimo più radicale e si assume dunque il ruolo del profeta, che esorta la comunità a un’etica della vigilanza. Il suo pensiero presenta una considerevole ricchezza di idee, che rendono lo scritto talora complesso ed enigmatico, non privo di incertezze e ripetizioni. Merito della curatrice dell’opera è quello di presentare una traduzione fedele e insieme di chiarezza espositiva, un commento capace di offrire squarci interessanti, ma soprattutto una presentazione che mira a individuare il valore storico del testo. L’allontanamento dal modello evangelico della comunità romana propone con forza il tema della necessità e dell’urgenza della conversione della Chiesa: una problematica certamente viva e appassionante anche per il lettore e per il cristiano del nostro tempo.

Riches et Pauvres dans l’Église Ancienne

Riches et Pauvres dans l’Église Ancienne

Autore/i: AA. VV.
Editore: Grasset
pp. 318, Paris

A une époque par bien des aspects semblable à la notre, les Pères de l’Eglise ancienne ont mis en lumière les grands thèmes sociaux : droits et limites de la propriété, dignité de toute personne humaine. Ils se sont attaqués aux fléaux de leur époque: le luxe et la cupidité. Jean Chrysostome a pu dire: «Des mulets promènent des fortunes et le Christ meurt de faim, devant ta porte». L’honneur de l’Eglise est de n’avoir pas pactisé avec les puissances d’argent et d’avoir par ses Maitres jeté les bases d’un ordre social chrétien.
Voici réunies les pièces essentielles du dossier de la justice et de la charité plaidé par Clément d’Alexandrie, par les Cappadociens, Basile le Grand, Grégoire de Nazianze et Grégoire de Nysse, et par le plus illustre avocat des pauvres: Jean Chrysostome. A l’Orient répond la voix de l’Occident: Ambroise à Milan, Augustin en Afrique du Nord. Leurs paroles n’ont rien perdu de leur actualité.

Le Origini del Cristianesimo

Le Origini del Cristianesimo

Autore/i: Robertson Archibald
Editore: Parenti
traduzione di Marco Guarnaschelli. pp. 320, Firenze

Archibald Robertson è uno fra i maggiori esponenti di quella scuola di studiosi angloamericani di storia delle religioni, di etnografia e di sociologia, alla quale appartengono scienziati di eccezionale valore come il Thomson, il Frazer, il Gordon Child; con queste Origini del cristianesimo, mirabili sia per l’acume interpretativo sia per l’equilibrio dei giudizi sia per l’eccezionale ampiezza della aggiornatissima documentazione, egli ci offre un’opera quale raramente si incontra nella pur vasta produzione saggistica sull’argomento: un’opera cioè culturalmente qualificatissima ma non erudita, suscettibile perciò di esser letta e apprezzata da una vasta cerchia di lettori anche non “specialisti”. L’autore parte dall’esigenza di superare, in nome di uno storicismo più rigoroso e obiettivo, la netta antitesi esistente fra coloro i quali ritengono che un predicatore a nome Gesù visse e mori nel periodo tradizionalmente stabilito e che la sua opera fu tale da dargli diritto ad esser considerato il fondatore del cristianesimo, e coloro i quali negano l’esistenza di questo fondatore, considerando Gesù puramente e semplicemente un Dio misteriosofico. In realtà, secondo il Robertson ambedue queste tesi sono parimenti vere, in quanto entrambe si fondano su due tendenze opposte ma coesistenti nell’ambito del cristianesimo primitivo. Alcuni testi, specie dei Vangeli sinottici, sono da porre in relazione con un movimento rivoluzionario delle classi più povere, sviluppatosi nella Palestina del primo secolo; la storia originaria del Vangelo fu scritta intorno alla figura di un capo di questo movimento morto sulla croce, o, più probabilmente, intorno alla tradizione confusa di più d’un capo. Altri testi, particolarmente le Epistole di Paolo, sono invece da porre in relazione con un culto misteriosofico diffuso in lingua greca fra gli ebrei della diaspora, il cui Cristo non era un capo in carne e ossa, ma un Dio ad opera del quale gli iniziati sarebbero stati re’ denti da questo mondo malvagio, e che attraeva convertiti ricchi e poveri. La lunga fotta fra queste due tendenze si concluse con la vittoria dei dirigenti paolini, i quali riscrissero la storia del Vangelo, neutralizzandone il contenuto rivoluzionario e riplasmandone il protagonista ad immagine del proprio Dio: da ciò derivano le insuperabili contraddizioni del Nuovo Testamento, le quali pongono dunque in luce, per chi le sappia rettamente interpretare, i diversi punti di vista radicati nelle diverse classi sociali attratte dal Cristianesimo, riflettendo sia i sogni dei poveri e dei diseredati sull’avvento del regno di Dio in terra, sia l’evasione mistica dei piu agiati, per i quali il regno di Dio non è di questo mondo.

I Gruppi Giudaici ai Tempi di Gesù

I Gruppi Giudaici ai Tempi di Gesù

Autore/i: Jossa Giorgio
Editore: Paideia
premessa dell’autore. pp. 224, Brescia

La riscoperta della ebraicità di Gesù di Nazaret e del carattere schiettamente giudaico del cristianesimo delle origini impone una rinnovata attenzione alle diverse tendenze del giudaismo dei tempi di Gesù.
Flavio Giuseppe e il Nuovo Testamento menzionano farisei e sadducei, zeloti e sicari, sacerdoti e scribi, ellenisti e timorati di Dio. Ma quali erano propriamente, e quale orientamento religioso avevano, questi gruppi giudaici tra i quali sorse il cristianesimo delle origini? Grazie a un’analisi rigorosa delle fonti disponibili, e in costante dialogo con gli studi più recenti, lo studio di Giorgio Jossa ricostruisce in maniera convincente e chiara la fisionomia di questi gruppi, recando un contributo essenziale alla riscoperta dell’ambiente sociale e religioso nel quale hanno potuto svilupparsi la predicazione di Gesù e il cristianesimo nascente.

Giorgio Jossa insegna Storia della Chiesa Antica all’Università Federico Il di Napoli. Per i tipi Paideia, per i quali ha già edito Gesù e i movimenti di liberazione della Palestina (1980) e Dal messia al Cristo (2000), ha in preparazione un saggio sul Processo di Gesù, di prossima pubblicazione negli «Studi Biblici».

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