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Selezione di volumi Aseq Editrice

Selezione di volumi

Sciamanesimo dei Nativi Siberiani

Sciamanesimo dei Nativi Siberiani

Oltre la visione animistica della natura
Autore/i: Casanowicz Immanuel M.
Editore: Harmonia Mundi
traduzione di Fabrizio Alfieri pp. 94, Torino

L’attività dello sciamano come sacerdote o sacrificatore, incantatore degli spiriti e profeta, si esprime in una sorta di mystery play di cui Casanowicz, in questo studio pionieristico, presenta una circostanziata esposizione.

Quand’anche non sia stato, un tempo, il «culto comune a tutti i popoli turanici» o addirittura «la religione più antica del mondo», come alcuni sono inclini a supporre, è alquanto plausibile che lo Sciamanesimo rappresenti un fenomeno antichissimo, relativamente primordiale, la cui indagine riveste il massimo interesse in una prospettiva di comparazione con il simbolismo proprio a tradizioni iniziatiche tuttora vitali e praticate.

Il termine «sciamanesimo» è genericamente assegnato ad alcune dottrine e pratiche magico-religiose riscontrabili in comunità tradizionali nelle quali il sacerdote, o chi ne rivesta le funzioni, è uno sciamano. Con esso non s’identifica specificamente una religione, ma una certa attitudine ispirata a una visione animistica della natura secondo cui il mondo è pervaso da forze – dèi e spiriti – che influiscono attivamente sulla vita umana e con le quali alcuni possono entrare in intima relazione, controllandole e in tal modo facendosene mediatori.

Di fatto, che gli uomini – o alcuni tra essi – possano entrare in contatto con tali forze e utilizzarle per fini benevoli o malefici è una credenza universale, presupposto comune a magia e religione. Ma più precisamente, il termine «sciamanesimo » viene applicato a quei metodi semi-religiosi e semi-magici praticati dagli stregoni, operanti in stato di estasi, delle tribù aborigene della Siberia.

Lo Sciamanesimo di queste popolazioni – comunemente chiamate tribù uralo-altaiche – può essere considerato come una forma specializzata e particolarmente elaborata della pratica generale, che si trova qui associata a una tradizione complessa e articolata, apparentemente politeista o polidemonica, ma con un dio supremo a sovraintendere ogni cosa, a costituirne parte essenziale e centrale, al quale rapportarsi attraverso sacrifici, preghiere liturgiche, canti e formule…

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Premessa– Area del culto sciamanico – Cosmogonia e visione del mondo nello Sciamanesimo – Definizione di «sciamano» – Incarico dello sciamano – Iniziazione dello sciamano – Consacrazione dello sciamano – Sciamani e sciamane – Sciamani bianchi e neri – Sciamani incarnati in animali – Sciamani morti – Aspetto e vestito dello sciamano – Funzioni dello sciamano – Lo sciamano siberiano a confronto con il medicine man dei nativi nord-americani – Lo Sciamanesimo a confronto con il Feticismo – Lo sciamano in azione – Purificazione della yurta – Ascendente dello sciamano – Attitudine mentale dello sciamano – A proposito di «animismo» e di «sciamanesimo» – «La questione dello sciamanesimo» in Mircea Eliade.

Alchimia Verde dei Tarocchi

Alchimia Verde dei Tarocchi

Autore/i: Flaim Olivia
Editore: Tipheret
pp. 228, nn. ill. b/n, Acireale – Roma

Gli Arcani dei Tarocchi sono archetipi, forze numinose, che irrompono nell’inconscio dandogli voce attraverso le immagini. Il mondo vegetale è al contempo materiale e immaginale: erbe, piante e fiori interagiscano con l’energia del corpo e del Sole ma sono anche costellate di mitologia e leggende. Questo libro, propone un lavoro di anima che, attraverso la simbologia dei Tarocchi, della Qabbalah e dell’Astrologia, getta un ponte tra la spiritualità, la psiche e il mondo materiale creando nuove connessioni che conducono sulla strada dell’equilibrio psicofisico, poiché quello che i Tarocchi svelano a noi stessi, il mondo vegetale armonizza.

Le 100 Carte della Sibilla

Le 100 Carte della Sibilla

Autore/i: Pierini R. Pier Luca
Editore: Rebis
100 carte con istruzioni, Viareggio (LU)

Un esclusivo ed eccellente mazzo di carte composto da 100 Sibille uniche al mondo di particolare bellezza e valore cartomantico in grande formato, corredate da chiarissime didascalie e libretto di istruzioni con vari metodi di gioco per realizzare la più ampia e valida scelta di responsi divinatori.

Con le sue splendide e inedite illustrazioni, estremamente ricercate e di grande chiarezza espressiva, valorizzate da una ricca corrispondenza dei valori simbolici e corredate da ampie spiegazioni e didascalie, queste Sibille si rivelano un mazzo veramente completo ed unico, in grado di fornire a chi interpreta l’oracolo un esteso ventaglio di possibilità interpretative.

Ribelli contro Roma

Ribelli contro Roma

Gli schiavi, Spartaco, l’altra Italia
Autore/i: Brizzi Giovanni
Editore: Il Mulino
pp. 232, Bologna

«Quasi tutta l’Italia per odio si era ribellata ai Romani e a lungo aveva fatto guerra contro di loro, e contro di loro si era unita al gladiatore Spartaco».
Appiano di Alessandria

Il nome di Spartaco è legato alla terza e più nota delle guerre cosiddette servili, ribellioni di schiavi e non solo, che afflissero lo Stato romano fra secondo e primo secolo a.C. Il libro mostra come quella guerra sia in realtà l’episodio ultimo di una serie di eventi a sfondo sociale e civile che coinvolsero una «seconda» Italia a lungo emarginata. All’indomani di conflitti che avevano lasciato strascichi spaventosi di rovine, lutti, odio, Spartaco fu colui che, ultimo, riuscì a coagulare attorno a sé lo scontento delle popolazioni meridionali, soprattutto appenniniche, non ancora integrate. Anche se Crasso mise fine alla guerra, Roma, provata, fu infine costretta a cedere pienamente alle richieste degli Italici.

Giovanni Brizzi, professore di Storia romana nell’Università di Bologna, con il Mulino ha pubblicato «Il guerriero, l’oplita, il legionario. L’esercito nel mondo antico» (nuova ed. 2013), «Annibale» (2014) e «Canne. La sconfitta che fece vincere Roma» (2016).

Giardini del Fantastico

Giardini del Fantastico

Le meraviglie della botanica dal mito alla scienza in letteratura, cinema e fumetto
Autore/i: Gaspa Pier Luigi; Giorello Giulio
Editore: Ets
pp. 304, nn. ill. a colori e b/n, Pisa

Già autori di La scienza tra le nuvole, Pier Luigi Gaspa e Giulio Giorello si addentrano nel giardino botanico del fantastico di ogni tempo.
Dalle piante alchemiche medievali alle pozioni di Harry Potter e al Barbalbero del Signore degli anelli, passando per la selva oscura di Dante e l’agnello vegetale della Tartaria, fino ad arrivare… all’Albero della Vita del film Avatar.
Un percorso immaginario e immaginifico che porta dal cinema ai fumetti e alla fantascienza, dai videogiochi ‘vegetali’ alle atmosfere da incubo di H. P. Lovecraft e perfino alla musica dei Genesis, Giardini del fantastico è un viaggio in dieci capitoli che ripercorre l’immagine, la simbologia e la scienza delle piante dall’antica Grecia a oggi e che si conclude con le proprietà straordinarie dei veri vegetali, dalla Venere acchiappamosche alla ‘pianta cadavere’ e con gli OGM, tutt’altro che “piante Frankenstein”. Per arrivare là dove nessun botanico è mai giunto prima!

La Depressione È una Dea

La Depressione È una Dea

I Romani e il male oscuro
Autore/i: Puliga Donatella
Editore: Il Mulino
pp. 238, 15 tavv. b/n f.t., Bologna

Il male oscuro che chiamiamo depressione, e un tempo si definiva ma­­­­­­­­linconia, non era estraneo all’antichità. Rileggendo le testimonianze coeve e seguendo la traccia delle parole e delle metafore che dicono il disagio, questo libro racconta il male di vivere presso i Romani. Scopriamo come per loro a governare gli spazi della depressione fosse una divinità, la dea Murcia, che aveva il potere di infiacchire e prostrare gli animi. Se il pensiero medico greco aveva inteso la malinconia come vera e propria patologia fisica legata alla «bile nera», nel mondo romano essa pare riferirsi non più solo alla sfera del corpo ma a quella della mente e dei suoi fantasmi.

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    Una premessa inattesa
    I. Uno sguardo alla malinconia greca: la malattia di Eracle e i lupi mannari

    1. Breve storia di un rimedio contro la bile nera
    2. Descrivere la melancholia

    II. Parte prima: Tradurre la melancholia a Roma

    1. Il caso di Cicerone
    2. La bile nera sulla scena
    3. Depressioni ciceroniane
    4. La scrittura: un impacco sul dolore
    5. La scrittura, l’amicizia e la filosofia per gestire la depressione

    Parte seconda: Lucrezio, Seneca e il male di vivere

    1. Alle origini dell’uomo e della paura
    2. Malesseri oraziani
    3. Da Lucrezio a Seneca
    4. Tu morbo nomen invenies: lessico e rappresentazione del male oscuro
    5. Le proprietates del male: per una sintomatologia della depressione
    6. Spesso il male di vivere incontriamo: cause, origini ed effetti del taedium vitae
    7. Relazioni malate, con se stessi e con gli altri
    8. Che fare?
    9. Un esempio
    10. Prendere le distanze

    III. Storia di Murcia

    1. La sfera del marcio
    2. Una parentesi gastronomica: il garum
    3. Fermentazioni di ieri e di oggi

    IV. Il veternus: storia di una condizione umana

    1. Alle origini del veternus
    2. Essere vecchi prima del tempo
    3. Uomini nati vecchi
    4. Il veternus, altre strade

    Intermezzo: Orazio, Churchill e il cane nero

    1. Il Black Dog nei dizionari inglesi del XIX secolo
    2. Il Black Dog nel folklore
    3. Dal folklore alla medicina
    4. Il Dr. Johnson ed il Circolo di Streatham
    5. Il Cane Nero diventa malinconico

    V. Malinconie di esilio o l’arte di essere depressi: il caso di Ovidio

    1. Scene da un addio
    2. Una medicina fatta di parole
    3. Il tempo non è una medicina
    4. Remedia doloris: contromisure alla depressione
    5. La scrittura, la poesia

    VI. Se Murcia colpisce gli schiavi
    VII. Murcia in convento

L’Inganno delle Religioni

L’Inganno delle Religioni

Autore/i: Cavalli Sforza Francesco
Editore: Codice
pp. 166, Torino

Non siamo mai stati cacciati dall’Eden, abbiamo soltanto smesso di vederlo. Non ci sono colpe leggendarie da scontare. Siamo solo parte dell’universo e dell’esistenza, e allontanarci dalle religioni non può che avvicinarci a noi stessi.

Le religioni promettono pace e piena realizzazione dell’umanità; molte persino una vita ultraterrena. Eppure, una lunga scia di sangue ne segna la storia. Il loro grande inganno è stato mettere l’uomo in conflitto con la sua stessa natura, separando materia e spirito, e la pretesa di controllare la sessualità ha favorito la manipolazione di pensieri e comportamenti. Esistono però, lontane da dogmi e prescrizioni, linee di ricerca spirituale che propongono visioni rispettose del valore degli esseri viventi e dell’ambiente. Le tradizioni aborigene ci descrivono come esseri complessi e affascinanti, multidimensionali e connessi all’intero universo. L’antica filosofia indiana e la fisica contemporanea, pur così lontane nel tempo, convengono nell’affermare che osservando la realtà la possiamo modificare. Con “L’inganno delle religioni” Francesco Cavalli-Sforza ci invita a liberarci dalle fedi e ad esplorare la pienezza della natura umana.

Sfere

Sfere

Volume Primo – Elementi di base di Astronomia e tecnica ad uso della pratica astrologica
Autore/i: Ufficiale Giancarlo; Corrias Fabrizio
Editore: Edito in proprio
introduzione degli autori. pp. 290, nn. ill. a colori, Roma

Elementi di base di Astronomia e tecnica ad uso della pratica astrologica.
Questo libro è dedicato a chi voglia apprendere gli elementi di base dell’Astrologia della Tradizione e le metodiche che gli sono proprie. Ampio spazio è dedicato alle basi astronomiche ed ai principi filosofici che, uniti nella mente dell’interprete, conducono all’Arte astrologica.

Questo è un testo semplice ma non facile. È semplice perché trattiamo di argomenti di base, che descrivono la nostra posizione nell’universo e ciò che possiamo osservare in cielo, moti ed astri. Non è facile perché comunque è imprescindibile da una sostanziosa descrizione astronomica dei fenomeni celesti. E’ astrologicamente semplice perché descriviamo gli strumenti elementari dell’astrologo (Segni, pianeti, Case ed edificazione del Tema Natale e prime tecniche “didattiche” interpretative), non è facile (o, se preferite, è complesso) perché li descrive da un’ottica inusuale ai nostri tempi: la nostra pseudo-civiltà ci vuole abituare a fare tutto di fretta e male, mentre noi preferiamo l’approccio lento (slow, come direbbe Carlo Petrini il fondatore di “Slow Food”) ma profondo ed efficace.

Fabrizio Corrias Studio e pratico Astrologia Classica. Mi diverto insegnando Astrologia. Sono una persona normale ed amo quello che faccio.Ho conosciuto persone speciali dalle quali ho ricevuto il dono dell’amore per la vita.

La Villa

La Villa

Forma e ideologia
Autore/i: Ackerman James S.
Editore: Einaudi
traduzione di Piera Giovanna Tordella. pp. XXII-402, Torino

Luogo riservato al riposo, allo svago, all’otium, ma anche simbolo di potere politico o economico, la villa riflette, nel corso dei secoli, i mutamenti del gusto e delle esigenze di chi la abita. La sua struttura architettonica e la posizione che occupa nel paesaggio risultano infatti, fin dall’antichità, intimamente correlate a precisi contesti culturali e segno tangibile di una volontà di affermazione e di dominio dell’ambiente circostante. Descriverne le forme significa dunque, in primo luogo, descrivere le abitudini e le esigenze dei proprietari.

Partendo da questi presupposti, Ackerman analizza i caratteri comuni e gli elementi specifici che, dall’epoca romana alle realizzazioni di Frank Lloyd Wright, hanno caratterizzato questo tipo di edificio. Ne risulta un quadro complesso e contraddittorio: da una parte la molteplicità di forme che la villa ha assunto nella storia, dall’altra l’impressione che l’ideologia sottesa alla vita di campagna sia rimasta sostanzialmente immutata dalle origini a oggi. Di qui la necessità di approfondire, anche attraverso esempi letterari, il senso della vita in villa, sempre in bilico tra i piaceri della vita di campagna e le necessità dell’agricoltura. L’indagine prende avvio da esempi romani, quali i Tusci e il Laurentinum di Plinio il Giovane, e prosegue analizzando le ville medicee, quelle palladiane, italiane prima e poi inglesi, e quindi gli esempi statunitensi di villa e giardino romantici; infine l’autore si sofferma sui tentativi opposti di Le Corbusier, impegnato a estraniare, idealmente e strutturalmente, l’edificio dalla natura, e di Wright, che nella celebre Casa sulla cascata, in Pennsylvania, punta a raggiungere un’armonia simbiotica tra paesaggio e architettura.

«Villa Barbaro a Maser è situata su di un dolce declivio ai piedi delle colline che si ergono al di sopra della pianura veneta preannunciando le Alpi a nord. Dalla finestra al centro della facciata, simile a quella di un tempio antico, i fratelli Barbaro potevano osservare i frutteti della loro tenuta, controllare i contadini al lavoro e, nel dirigersi verso il grande salone a forma di croce del piano nobile, ammirare gli splendidi affreschi illusionistici di Paolo Veronese che decoravano ogni angolo con paesaggi romanticamente caratterizzati da rovine romane. Queste creavano un’aura poetica di antichità, ideale complemento al classicismo dell’architettura e alla rusticità della veduta esterna. Attraverso la porta posteriore del salone i proprietari potevano accedere a una terrazza rivolta verso il pendio collinare sul quale Palladio aveva collocato un elegante ninfeo, nella fattispecie, una grotta-fontana arricchita da statue… In uno dei piccoli ambienti agli angoli dell’ingresso principale Veronese rappresentò una villa-castello coeva dalla quale si stanno allontanando su di una carrozza alcune dame e gentiluomini forse in procinto di compiere una gita di piacere in campagna. L’edificio, con il suo profilo merlato, è stranamente antiquato in rapporto al carattere innovativo della villa palladiana con le sue quattro torri angolari fiancheggiate da logge che richiamano alla mente la villa di Poggio Reale a Napoli, edificata nel nono decennio del Quattrocento. Tuttavia il lungo viale alberato che conduce all’ingresso principale è un elemento moderno».

James S. Ackerman, nato a San Francisco nel 1919, è stato Slade Professor alla Cambridge University e ha in seguito insegnato Storia dell’arte alla Harvard University, dove è Arthur Kingsley Professor of Fine Arts, Emeritus. Si è ritirato dall’insegnamento nel 1990. Ha vissuto molti anni in Italia, dove ha condotto gli studi da cui sono nate le sue opere piú importanti, tra cui ricordiamo L’architettura di Michelangelo (Einaudi, 1968), Palladio (Einaudi, 1972 e 2000), Punti di distanza. Saggi sull’architettura e l’arte d’Occidente (Electa, 2001), Architettura e disegno. La rappresentazione da Vitruvio a Gehry (Electa, 2003) e La villa (Einaudi 2013). Nel 2001 gli è stato assegnato il Premio Balzan per la storia dell’architettura e nel 2008 la Biennale di Venezia gli ha conferito il Leone d’oro per i suoi contributi all’architettura. È membro della British Academy, della Royal Academy of Arts, del Centro Internazionale di Studi di Architettura di Vicenza, dell’Ateneo Veneto e dell’Accademia Nazionale di San Luca di Roma.

Prigionieri di Noi Stessi

Prigionieri di Noi Stessi

Il totalitarismo nella vita di ogni giorno
Autore/i: Vassaf Gündüz Y.H.
Editore: Argo
introduzione dell’autore, traduzione di Chiara Rizzelli Martella. pp. 224, nn. ill. b/n, Lecce

Prigionieri di noi stessi è forse l’opera più significativa dell’intrigante produzione di Gündüz Vassaf che, a parere del premio Nobel Orhan Pamuk, è “lo spirito più libero della prosa turca”.
Equidistante fra saggistica e narrativa, il testo di Vassaf demolisce, con un rigoroso procedimento dialettico che evoca sia Socrate che Nietzsche, gli innumerevoli luoghi comuni su cui si fonda la nostra convivenza, smontando i miti della nostra presunta libertà.
È un libro duro, ma non pessimista: lo spietato percorso di Vassaf non conduce all’inferno, cerca solo una libertà vera.

I Fondamenti della Causalità Naturale

I Fondamenti della Causalità Naturale

Analisi critica di Aristotele, Phys. II
Autore/i: Giardina Giovanna R.
Editore: Cuecm
presentazione di Pierre Pellegrin, prefazione dell’autrice. pp. 360, Catania

Quasi certamente il libro II della Fisica rappresenta un nucleo fondamentale di tutto il trattato di Aristotele, come dimostrano la quantità e la qualità delle ricerche ad esso dedicate.Infatti è nel II libro che viene formulata la dottrina della causalità e del finalismo che fa da sfondo a ogni processo di divenire assicurando che i movimenti conducano all’essere determinato a partire da un relativo non essere in modo regolare e ordinato.
Nel volume, dedicato all’analisi del II libro della Fisica aristotelica, Giovanna Giardina, proseguendo la sua ricerca già concretizzatasi con il precedente volume 23 di questa collana, presenta i risultati della sua nuova ricerca sul concetto di natura e sulla dottrina aristotelica della causalità, in modo particolare in relazione alla causa finale, ovvero al cosiddetto teleologismo, e alla sua interazione con le altre tre cause.

I Zingani

I Zingani

Autore/i: Anonimo
Editore: Edizioni Moderne Canesi
pp. 184, Roma

“Anonimo” sul serio, l’autore di questo romanzetto
galante. Non escludo che, con accurate ricerche, si possa finire per individuarne l’autore, o gli autori. La supposizione che si tratti del rifacimento, della rielaborazione, dell’adattamento di una storia francese o veneziana, potrebbe risultare non priva di fondamento. ” Napoletano”, diciamo questo “anonimo”, in senso lato: meglio si direbbe campano, ché doveva essere un irpino o un sannita, e forse un abate o qualcuno che abbia avuto commercio o frequenza coi benedettini di Montevergine.

La scrittura è certamente della seconda metà del secolo decimottavo. Anche il Regno di Napoli partecipava al nuovo clima del “secolo dei lumi”. A Carlo di Borbone, restauratore dell’autonomia dello stato meridionale, era succeduto il figlio secondogenito, Ferdinando IV, sotto la reggenza del toscano Bernardo Tanucci. Al giovane re venne data in moglie Maria Carolina, figliuola di Maria Teresa. Nella corte napoletana fu grande ed intenso il movimento di idee, l’agitazione dei problemi, la discussione sulle cose nuove. I gusti di Parigi e di Vienna si riflettevano direttamente a Napoli, esercitandovi una influenza profonda. I Borboni mandavano nelle grandi capitali straniere, come ambasciatori, degli hommes d’esprit, come l’Abate Galiani o Domenico Carrocciolo. La scuola musicale napoletana faceva centro nel mondo. Le antichità pompeiane ed ercolanesi alimentavano le mode à la grecque e à la romaine che già fervevano a Parigi. Il re, lo stesso ignorante Ferdinando IV, promuoveva a San Leucio una piccola repubblica sperimentale operaia e comunista, della quale il filosofo Gaetano Filangieri scrisse la costituzione.

Non ci si deve, dunque, meravigliare che in quel clima e in quell’ambiente si componessero romanzetti “spinti” come I Zingani, (erano così chiamati, nel Settecento, gli zingari o tzigani,) pieni di malizia sotto il tumulto di una innocente fantasia. L’”anonimo” autore di questo racconto, ha insinuato nella sua narrazione, tra volterriana e casanoviana, delle venature di perversità che la fanno quasi moderna.

La Via della Seta

La Via della Seta

Una storia millenaria tra Oriente e Occidente
Autore/i: Cardini Franco; Vanoli Alessandro
Editore: Il Mulino
pp. 346, Bologna

Una strada, o meglio una rete di strade, un fascio di percorsi terrestri e marittimi hanno spostato nel corso dei secoli uomini, merci e conoscenze dall’estremità orientale dell’Asia sino al Mediterraneo e all’Europa. Romantica e recente, l’espressione «via della seta» restituisce il senso di un mondo vasto, attraversato fin dai tempi antichi da guerre e conflitti ma animato anche dal fervore di scambi commerciali, culturali e politici. Fra montagne e altipiani per questo cammino sono transitati spezie, animali, ceramiche, cobalto, carta, e naturalmente la seta. Alessandria, Chang’an, Samarcanda, Bukhara, Baghdad, Istanbul: sono alcune delle tappe di un viaggio millenario che giunge fin dentro al nostro presente. Perché la via della seta non è solo un racconto del passato, ma ha a che fare con il nostro futuro globale.

Prima dei Vangeli

Prima dei Vangeli

Come i primi cristiani hanno ricordato, manipolato e inventato le storie su Gesù
Autore/i: Ehrman Bart D.
Editore: Carocci
traduzione di Matteo Grosso pp. 272, Roma

Posto che i vangeli sono stati scritti alcuni decenni dopo la sua morte, in che modo Gesù è stato ricordato in questo lasso di tempo? In quale misura, nella tradizione orale, i suoi insegnamenti, gli episodi della sua vita e i racconti della sua passione sono stati modificati e inventati? Unendo una conoscenza impareggiabile delle fonti con il piacere della narrazione, e grazie anche all’ausilio di discipline quali l’antropologia, la sociologia e la psicologia, Bart D. Ehrman affronta il ruolo cruciale giocato dalla memoria nel trasmettere, plasmare e, in qualche caso, inventare le storie sul Gesù storico, in questo libro destinato a cambiare una volta per tutte il modo in cui leggiamo i vangeli.

Dracula

Dracula

Fantasmi
Autore/i: Violi Alessandra
Editore: Mimesis
pp. 174, Sesto San Giovanni (MI)

Nato col cinema e la psicoanalisi, il consumismo di massa e le prime ondate migratorie verso l’Europa colonialista, il Dracula (1897) di Bram Stoker è un romanzo stranamente sospeso fra l’arcaico e il moderno: la storia di un mostro antico su cui si condensano ansie e timori già tutti contemporanei. Il vampiro si trasforma qui per la prima volta in icona del nostro tempo, abbandona i castelli in rovina per insinuarsi negli spazi metropolitani della Londra globalizzata e infiltrarsi nel cuore delle sue istituzioni: la famiglia borghese, il mondo delle professioni, le cittadelle del potere medico, politico e finanziario. Mutando pelle, il non-morto diventa l’alieno, il virus che infetta il corpo dell’Occidente moderno. Le sopravvivenze arcaiche che riaffiorano nel romanzo raccontano allora il volto gotico della stessa modernità, gli spettri di un presente che ha i tratti mostruosi, e sempre in metamorfosi, delle sessualità eterodosse o della follia, dei flussi immateriali delle nuove tecnologie o del capitale, del contagio fra razze e culture, della barbarie terroristica. Di tutto ciò che, come il vampiro, è un ibrido fra le categorie. Il volume rivisita questo straordinario canovaccio del terrore contemporaneo, oggetto d’incessanti interpretazioni, riscritture e rimediazioni, ed esplora i fantasmi della storia culturale che da allora accompagnano ogni risorgenza del vampiro, metafora potente e versatile delle paure insepolte che consumano il corpo della modernità.

Dante Visualizzato

Dante Visualizzato

Carte ridenti I:XIV secolo
Autore/i: AA. VV.
Editore: Franco Cesati
a cura di Rossend Arqués e Marcello Ciccuto pp. 360, Firenze

Questo volume ha come obiettivo ripercorrere la storia delle illustrazioni che hanno rappresentato la Commedia di Dante e i suoi commenti dal XIV al XVI secolo. Si tratta di una tradizione secolare che sarà analizzata e approfondita tentando di sceverare i sensi, le caratteristiche, i mezzi e le funzioni attraverso l’importante tradizione di manoscritti, di stampe e di altre forme artistiche come affreschi, pitture, sculture, ecc. che si ispirano alla volontà di riprodurre iconograficamente la poesia dantesca. Si ripercorre in queste pagine la traccia dei testimoni dal punto di vista materiale, storico, filologico e artistico. Ormai la complementarità tra testo e iconografia nelle lettere e nelle arti del Medioevo non ha più bisogno di essere dimostrata. E certamente l’opera dantesca offre spunti di studio e approfondimenti ricchissimi sia per i letterati che per gli storici dell’arte.

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Rossend Argués Corominas, Presentazione

Marcello Ciccuto, Premessa

Marisa Boschi Rotiroti, I manoscritti miniati trecenteschi della Commedia. Analisi codicologica

Francesca Pasut, I miniatori fiorentini e la Commedia dantesca nei codici dell’antica vulgata: personalità e datazioni

Sandro Bertelli, Tipologie librarie della Commedia primo-trecentesca

Marco Cursi, Luisa Miglio, Carte che ridono poco. La Commedia in mercantesca

Chiara Balbarini, Con gli occhi dell’artista: cultura figurativa e interpretazione nella visualizzazione della Commedia

Marco Veglia, «E in questo sguardo solamente l’umana perfezione s’acquista» 

Barbara Stoltz, Le strategie narrative e il commento figurativo nei codici trecenteschi della Commedia di Dante: Strozzi 152, Holkham 48 e Additional 19587

Anna Pegoretti, Un Dante “domenicano”: la Commedia Egerton 943 della British Library

Mirko Volpi, Iacomo in cattedra e la centralità del manoscritto riccardiano-braidense

Alessandra Forte, Errori in miniatura. Per i rapporti genealogici tra il Padovano 67 e il Laurenziano 40.01

Antonella Ippolito, Testo e immagine nel Dante di Altona

Daniele Guernelli, Considerazione sul Dante Gradenigo (Rimini Biblioteca Gambalunga, ms. 1162)

Giuseppa Z. Zanichelli, Incroci danteschi: il ms. Parm. 3285 della Biblioteca Palatina di Parma

Eszter Draskoczy, Le illustrazioni del Codex Italicus 1 fra il testo, la tradizione iconografica e la fantasia del miniatore

Laura Pasquini, L’apparato illustrativo del ms. Holkham 514 (Oxford, Bodleian Library, misc. 48)

Salvatore Sansone, Immagini su muro. Purgatorio X e Roman de la Rose

Silvia Maddalo, La corona e la porpora: Dante politico tra Chiesa e Impero in un codice quattrocentesco

Bibliografia

Indice dei nomi e dei luoghi

Indice dei manoscritti

Citazioni delle opere dantesche

Figli di Satana

Figli di Satana

Mostri umani tra realtà e leggenda
Autore/i: Giavini Erminio
Editore: Edizioni Costa & Nolan
pp. 128, ill. b/n, Milano

Il “mostro” ha sempre morbosamente attratto e insieme ripugnato le persone “normali”; nondimeno l’interesse per ciò che è mostruoso, deforme o più semplicemente strano, non è mai scemato. Attraverso un excursus storico l’autore illustra l’atteggiamento dell’uomo nei confronti di quel grave problema che sempre ha colpito l’umanità: le malformazioni congenite e le mostruosità fisiche. Nel testo si prendono in esame numerosi casi di nascite mostruose e di esseri “bizzarri” dall’antichità fino ai giorni nostri, basandosi su testimonianze che spaziano dalla classicità e dai grandi naturalisti rinascimentali, per arrivare agli studiosi moderni.

Perfidi Giudei, Fratelli Maggiori

Perfidi Giudei, Fratelli Maggiori

Autore/i: Toaff Elio
Editore: Il Mulino
pp. 288, fotografie a colori e b/n f.t., Bologna

«Una folla di sentimenti mi aveva assalito quando il papa mi era venuto incontro a braccia aperte e mi aveva abbracciato. Duemila anni di storia di dolori e sofferenze mi stringevano il cuore».

Quando il 13 aprile 1986 Giovanni Paolo II entrò nella sinagoga di Roma la notizia fece il giro del mondo. Non accadeva dai tempi di Pietro che un papa entrasse in sinagoga. Quel gesto, che marcava un eccezionale avvicinamento fra cristiani ed ebrei, era opera di due personaggi a loro volta d’eccezione, papa Wojtyła e il rabbino capo di Roma Elio Toaff. Per Toaff era il coronamento di una vita spesa per intero a servizio dell’ebraismo e degli ebrei. Egli volle allora ricapitolarla in questa memoria, che con un racconto sereno e saggio, ma non indulgente, attraversa il fascismo, la persecuzione, la guerra, la nascita di Israele, il rapporto della società italiana con l’ebraismo, l’antisemitismo ritornante. Arricchito da testi e testimonianze inedite, il ritratto della maggiore e più amata figura dell’ebraismo italiano.

Elio Toaff (1915-2015), dopo aver studiato al Collegio rabbinico di Livorno e all’Università di Pisa, è stato rabbino ad Ancona e a Venezia, e dal 1951 al 2001 rabbino capo di Roma. Con Bompiani ha pubblicato anche, insieme ad Alain Elkann, «Essere ebreo» (1994) e «Il Messia e gli ebrei» (1998).

Angeli

Angeli

Sogni presenze apparizioni nella pittura italiana
Autore/i: Toso Lucia
Editore: Sillabe
pp. 128, interamente illustrato a colori, Livorno

In volo con gli angeli della tradizione artistica, per scoprire come sono stati raffigurati nel corso dei secoli, come si sono manifestati per trasmettere i messaggi divini.

Parlando ai suoi primi discepoli, Gesù disse: “Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo” (Giovanni 1,51). Gli angeli, cioè – oggi spesso considerati esseri immaginari, folkloristici –, fanno parte dell’essenziale orizzonte di fede dei cristiani, e la loro ‘visione’, promessa dal Salvatore in persona, rientra nelle aspettative dei credenti di tutte le epoche.
Ecco il senso del presente volume, che illustra come l’arte ha visualizzato questi esseri incorporei dal Medioevo al Barocco. 

Dagli ardenti e potenti Serafini ai più intimi e familiari Angeli custodi, l’arte li ha raffigurati in molteplici fogge e situazioni attingendo dalle Scritture e facendone sontuosa decorazione di rappresentazioni devozionali, nelle quali le loro eteree figure sono saldo e potente anello di congiunzione tra gli uomini e il Creatore. Gli artisti di ogni epoca (da Giotto a Michelangelo, da Raffaello a Guercino, da Botticelli a Caravaggio), che si sono dovuti confrontare con queste presenze, hanno saputo rendere loro omaggi straordinari.

Il Sesso e i Rapporti Amorosi

Il Sesso e i Rapporti Amorosi

Autore/i: Masters William H.; Johnson Virginia E.; Kolodny Robert C.
Editore: Longanesi
Traduzione di Mary Archer pp. 624, figg. 34, Milano

L’opera definitiva dei due più grandi sessuologi moderni in collaborazione con Robert C. Kolodny

Libro dei Monti e dei Mari (Shanhai jing)

Libro dei Monti e dei Mari (Shanhai jing)

Cosmografia e mitologia nella Cina antica
Autore/i: Fracasso Riccardo
Editore: Marsilio
pp. XXXVIII-286, Venezia

Complessi sistemi montuosi e intrichi di fiumi e acque, percorsi e costellati da animali e vegetali portentosi con proprietà terapeutiche, magiche e augurali; tradizioni popolari e osservazioni naturalistiche; eventi mitologici e prescrizioni rituali; fantasiose liste di bizzarre etnie di terra e mare; genealogie leggendarie e gesta di antichi eroi civilizzatori. Questo e altro offre lo Shanhai jing, opera tra le più note e misteriose di tutta la letteratura cinese, che raccoglie i resti spesso frammentari di testi assai diversi tra loro per provenienza e contenuti, probabilmente composti a partire dal IV secolo a.c. Giunta a noi attraverso millenarie e tormentate vicissitudini che restano in gran parte sconosciute, questa affascinante ed enciclopedica cosmografia estremo-orientale viene oggi sottoposta all’attenzione dei lettori nella sua prima traduzione italiana, corredata da un ampio e rigoroso commento filologico condotto su tutte le principali edizioni antiche e moderne.

Riccardo Fracasso sinologo vicentino specializzato in filologia, paleografia e storia delle religioni ha curato la traduzione italiana di Sun Tzu, L’arte della guerra.

La Cristianità in Frantumi

La Cristianità in Frantumi

Europa 1517 – 1648
Autore/i: Greengrass Mark
Editore: Laterza
traduzione di Michele Sampaolo pp. XVI-820, 38 figg. a colori f.t., Bari – Roma

Il 31 ottobre 1517 Martin Lutero affisse sul portone di una chiesa di Wittenberg le sue 95 tesi. Da quel momento il nostro continente non sarebbe più stato lo stesso.
A cinquecento anni dalla Riforma, i cambiamenti che portarono alla crisi della cristianità e fissarono il quadro geografico e politico dell’Europa quale la conosciamo oggi.

Un’epoca di sconvolgimento spirituale e culturale che travolse tutti, principi e contadini. Cinquecento anni fa la sfida di Martin Lutero all’autorità della Chiesa costrinse i cristiani a riesaminare i propri convincimenti e scosse i fondamenti della loro religione. Lo scisma successivo, incoraggiato da rivalità dinastiche e cambiamenti nell’arte della guerra, trasformò in modo radicale la relazione tra governante e governato. Le scoperte geografiche e scientifiche misero alla prova l’unità della cristianità come comunità di pensiero. L’Europa, con tutte le sue divisioni, emerse allora piuttosto come una proiezione geografica. Una proiezione riflessa nello specchio dell’America e rifratta dalla scomparsa delle Crociate e dalle ambigue relazioni con il mondo islamico e gli ottomani.
Raccontando questi mutamenti drammatici, Tommaso Moro, Ludovico Ariosto, William Shakespeare, Michel de Montaigne e Miguel de Cervantes crearono opere che ancora oggi riescono a restituirci i turbamenti del loro tempo e che continuano a influenzarci. Un affresco potente e affascinante che indaga le radici dell’eredità europea.

Musica e Musici nei Vasi Attici di Tarquinia

Musica e Musici nei Vasi Attici di Tarquinia

Immaginario greco e percezione etrusca
Autore/i: Ridi Cristina
Editore: Tangram Edizioni Scientifiche
pp. 164, nn. ill. a colori, Trento

Fra i soggetti iconografici diffusi in Etruria dalle ceramiche di importazione ateniese, l’immaginario musicale costituisce indubbiamente un tema degno di interesse, non solo nei termini del versante greco della produzione, ma anche a partire dall’angolo di visuale degli acquirenti etruschi di tali oggetti. Se da un lato, ai fini della delineazione di un quadro più completo della musica della Grecia antica nelle sue diverse declinazioni, il corpus documentale dei vasi greci rappresenta un prezioso terreno di indagine, d’altro canto l’analisi dell’impiego di immagini di strumenti ed eventi sonori di marca allogena in Etruria risulta altrettanto significativa, soprattutto in relazione a un orizzonte musicale, quello etrusco, che si va delineando negli ultimi decenni come peculiare. La presente ricerca ha preso in esame vasi di importazione attica di VI e V secolo recanti raffigurazioni a carattere sonoro rinvenuti nell’area di Tarquinia e del santuario emporico di Gravisca, conservati al Museo Nazionale Tarquiniense e in diversi musei europei ed extra-europei. A una prima sezione, relativa alla disamina delle diverse immagini, suddivise in base al tipo di strumento rappresentato, fa seguito un’analisi nella quale si è tentato di evidenziare possibili ricorrenze di temi, soggetti e repertori o, di contro, eventuali lacune nelle attestazioni degli stessi. Lungi dal voler giungere a conclusioni specifiche o generalizzanti, i dati offerti dalla documentazione esaminata inducono soprattutto a porsi interrogativi sulla possibilità che alcune iconografie particolarmente popolari fra gli utenti tarquiniesi dei vasi fossero state selezionate e utilizzate consapevolmente o, al contrario, che l’assenza o la scomparsa di determinati soggetti potesse essere stata dettata da mutamenti non solo ascrivibili alla produzione greca, ma anche alla ricezione locale, come espressione di dialettiche sociali non sempre definibili.

Viaggio nella Terra dei Sogni

Viaggio nella Terra dei Sogni

Autore/i: Bettini Maurizio
Editore: Il Mulino
pp. 468, interamente illustrato a colori, Bologna

Impalpabili, evanescenti, i sogni sono creature fragili, che svaniscono nella memoria pochi momenti dopo la loro apparizione. Sono nostri, li facciamo noi («stanotte ho fatto un sogno…»), e però questi grandi suscitatori di immagini, sensazioni, emozioni, visioni sfuggono completamente al nostro dominio. Il libro accompagna il lettore in un viaggio nella terra dei sogni, là dove abitano quelli degli antichi, quelli dei moderni, e quelli che da tempo immemorabile visitano le notti dell’umanità, perché comuni a tutte le epoche. Nitidi o vaghi, enigmatici, spaventosi quando assumono i contorni dell’incubo, confusi o assurdi, spesso sono più emozionanti di un film, più commoventi di una poesia, più comici di qualsiasi gag che la mente (conscia) possa escogitare, donano momenti di perfetta felicità oppure di scorato smarrimento. A differenza di noi, che i sogni li «facciamo», i Greci e i Romani li «vedevano»; per loro i sogni cadevano prima di tutto sotto l’organo della vista. Anche per questo il nostro viaggio è accompagnato da un ricco corredo di immagini che dispiegano il modo in cui i sogni sono stati «visti» da una miriade di artisti, dall’Antichità al Medioevo e al Rinascimento, dall’Ottocento fin dentro l’epoca contemporanea, a testimonianza dello straordinario potere germinativo della materia onirica, serbatoio simbolico inesauribile.

Odissea Stellare

Odissea Stellare

Autore/i: Kolosimo Peter
Editore: Mursia
pp. 238, nn. ill. b/n, Milano

L’Odissea omerica non è soltanto una favola, ma un insieme di miti, tradizioni, ricordi di eventi storici, trasposto in un altro mondo e in un altro tempo. È quanto sostiene Peter Kolosimo in questo libro che ricostruisce le peregrinazioni di Ulisse evidenziando non solo innumerevoli parallelismi con leggende di altre culture e popoli, ma anche sconvolgenti corrispondenze con vicende, personaggi, animali e luoghi non proprio così lontani dalla realtà. E allora il mito diventa la chiave di lettura di molti fenomeni misteriosi e inspiegabili. Certi mostri marini che tante sciagure causarono all’equipaggio di Ulisse esisterebbero davvero nel mondo, l’isola di Calipso sarebbe da identificare in Madeira, la figura di Circe coinciderebbe con quella di Ishtar del poema mesopotamico di Gilgamesh. Consultando documenti archeologici e fonti scritte, tradizioni orali e figurative, l’autore ci fornisce spunti affascinanti per altre ricerche sui legami, i riflessi più fantastici di civiltà ormai sepolte.

Tarocchi della Triplice Dea

Tarocchi della Triplice Dea

Autore/i: Elford Jaymi
Editore: Lo Scarabeo
illustrazioni di Franco Rivolli, edizione multilingue 78 carte con istruzioni, Torino

Al centro di questo mazzo di Tarocchi vi è la Dea, la cui natura divina esprime il femminile all’interno della spiritualità Wicca e Pagana.

Il suo simbolo è la Luna, nelle sue differenti fasi: crescente, piena, calante. Fasi che rispecchiano le espressioni della femminilità: fanciulla, madre, matriarca. Quello femminile è un punto di vista unico per osservare la vita e i suoi significati. La vita viene percepita come armonia, crescita e spiritualità, ed è connessa sia al Divino che al mondo materiale.

La città senza Pioggia

La città senza Pioggia

Autore/i: Tie Ning
Editore: Forme Libere
traduzione dal cinese di Fiori Picco pp. 360, Trento

Il romanzo è ambientato nella città di Changye, nella Cina del periodo post-maoista. Le vite dei personaggi e le relazioni tra i singoli individui si intrecciano sullo sfondo di una città in continua espansione e modernizzazione, dove la gente ormai persegue il progresso, aspira al benessere, si è inasprita negli animi. L’autrice analizza le conseguenze sociali del periodo immediatamente successivo alla Rivoluzione Culturale, descrivendo le differenze sostanziali tra i villaggi di campagna e i centri urbani, le disparità tra i ceti medio-alti e la gente comune, il mondo della politica e dei mass media, la realtà delle fabbriche cinesi e del commercio con l’estero, esaltando sempre e comunque la sensibilità e la tenacia femminili, la bellezza interiore delle donne, l’indipendenza e le conquiste raggiunte.

Il Grande Libro delle Piante Magiche

Il Grande Libro delle Piante Magiche

Autore/i: Rangoni Laura
Editore: Xenia
pp. 440, nn. ill. b/n, Como – Pavia

Dall’abete alla vite, una completa e dettagliata rassegna delle credenze e degli usi dei vegetali tradizionalmente connessi alla magia naturale.

  • Leggende, simbologie e curiosità storiche delle piante magiche.
  • Come usarle per piccoli rituali, talismani e pozioni miracolose.
  • Oli, incensi e sacchetti per il bagno: doni profumati per l’ambiente e la salute.

Le streghe erano buone conoscitrici dei poteri delle erbe e ne sapevano utilizzare sia positivamente sia negativamente le proprietà terapeutiche.

Intorno a questo complesso sapere si sono coagulati secoli di tradizioni e credenze, condizionate profondamente dalla demonizzazione dell’Inquisizione. I tribunali, generalizzando, crearono i presupposti per collocare tutta una tradizione popolare sulla scia del culto del diavolo, privando le donne d’erbe della propria atavica connessione con la natura, con la Grande Madre.

Raccolta Viola

Raccolta Viola

Autore/i: AA. VV.
Editore: Edito in proprio
pp. 408, Viareggio

Opere

George Ripley Opere Chymiche

Michael Sendivogius Trattato sugli errori degli alchimisti

Jean Brouaut Trattato de l’Acquavite

Heinrich Christian Amelung Von Tannenbaum Ricerca Chymica

Anonimo Rugiada

Raimondo Lullo Esperimenti

Gosset Rivelazioni Cabalistiche

Basilio Valentino Trattato chimico sulla Quintessenza

Johann Isaac Hollandus Opus Saturni

Trithemius di Sponheim Gioiello Aureo

La Umana Commedia di Arlecchino

La Umana Commedia di Arlecchino

Tra iconografia antica e ritratti d’arte del primo Arlecchino donna
Autore/i: Contin Arlecchino Claudia
Editore: Forme Libere
pp. 594, nn. ill. a colori e b/n, Trento

La figura di Arlecchino ha accompagnato nei secoli, e continua ad accompagnare, le risate catartiche delle anime dei vivi e dei morti. I primi incontri avvengono durante le scorribande dell’antico Hellequin, del quale si ha notizia sin dal XII secolo nelle testimonianze dei monaci erranti e nelle culture carnevalesche di tutta Europa e poi attraverso i “Viaggi Teatrali” dei Comici italiani che lo hanno fatto conoscere in tutto il mondo. Un paio di secoli prima della grande diffusione della Commedia dell’Arte, nel XXI canto dell’Inferno della Divina Commedia, Dante descrive un simpatico Alichino attaccabrighe, in mezzo ai diavoli buffi e grottescamente giocosi della quinta bolgia del cerchio ottavo. Nel Cinquecento Tristano Martinelli fu il primo attore comico ad aver scelto esplicitamente per la sua maschera il nome di Arlecchino.
Ancora oggi la figura di Arlecchino è avvolta nel mistero apparentemente contraddittorio della sua antichità e della sua attualità. L’artista contemporaneo Claudia Contin Arlecchino raccoglie queste divine o inferiche eredità di saltimbanco, portando sulle scene del suo teatro la capacità di Arlecchino di leggere ogni aspetto della realtà come una sana e indispensabile umana commedia. In questo divertente racconto iconografico e teatrale, l’autrice ci svela i segreti messaggi contenuti nelle antiche incisioni raffiguranti i diavoli buffi, i proto-Arlecchino, l’antico Hellequin, i giullari, gli uomini selvatici dei carnevali danzanti e i grandi Arlecchino professionisti della storia della Commedia dell’Arte che l’hanno ispirata nel suo mestiere. L’autrice racconta anche le storie e i progetti di quegli artisti che, tra il XX e il XXI secolo, nello scegliere Arlecchino come modello o come ispirazione, hanno contribuito a creare una nuova iconografia contemporanea arlecchinesca con “Ritratti d’arte del primo Arlecchino donna”.

Il volume contiene opere dei seguenti artisti contemporanei: Michele Alzetta, Remo Anzovino, Graziano Burin, Massimo Buset, Cesare Calvi, Héctor González de Cunco, Danilo De Marco, Luca Fantinutti, Maurizio Frullani, Antonio Furini, Daniele Indrigo, Lea Monetti, Nino Pracanica, Alvise Rossi, Fiorella Salatin, Caterina Santambrogio, Glenda Sburelin, Pietro Scrizzi, Mirko Silvestrini, Marco Tonus, Sabrina Zannier, Davide Zarli, Zhou Zhiwei.

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