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Selezione di volumi Aseq Editrice

John Silence Investigatore dell’Occulto

John Silence Investigatore dell’Occulto

Romanzo – Edizione integrale
Autore/i: Blackwood Algernon
Editore: Fanucci
introduzione di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco, presentazione dell’autore, traduzione dall’inglese di R. Rambelli. pp. 324, Roma

Nessuno è pari a Blackwood nella capacità di evocare un mondo irreale che di continuo preme sul nostro. U n mondo di mistero e paura, enigmatico e affascinante, popolato da figure che sembrano emergere ad un tempo da un passato tanto remoto che si confonde con l’eternità, e dall’abisso più profondo dello psichismo umano. John Silence, l’Investigatore dell’occulto, di questo mondo alternativo al reale conosce ogni contorno, ogni luce ed ogni ombra; ne conosce i personaggi che l’abitano, le attrattive ed i pericoli. Affidandosi alla sua guida, il lettore compirà il viaggio più straordinario che possa concepirsi: un viaggio nelle regioni che sono al di là della coscienza, del sogno, della vita stessa. Incontrerà larve e dèmoni, creature degli elementi ed esseri generati da pratiche oscure, manifestazioni del male assoluto e testimonianze della scintilla divina che si nasconde nel profondo dell’animo umano. Vera e propria mappa del mondo fantastico, stesa in forma narrativa, lo schedario del dottor Silence rappresenta anche la riscoperta letteraria di uno dei più grandi scrittori che in ogni tempo si siano dedicati al soprannaturale. Un’ampia introduzione al romanzo esamina infine i rapporti fra dottrine iniziatiche e letteratura fantastica, e le radici storiche degli «Investigatori dell’occulto».

Algernon Blackwood (1869-1951), giornalista e scrittore, è considerato un maestro della narrativa fantastica contemporanea. Inglese, si trasferì giovanissimo in America. Tornato a Londra, entrò in contatto con una società iniziatica, la Golden Dawn, i cui insegnamenti relativi all’amplificazione della coscienza e alla presa’ di contatto con mondi diver· si dal reale si sarebbero tradotti in un impulso decisivo per la sua carriera di narra/ore. Pubblicò il primo libro nel 1906. Alla sua morte, aveva dato alle stampe circa trenta volumi.

La Via della Volontà Solare

La Via della Volontà Solare

Fenomenologia dell’Uomo Interiore
Autore/i: Scaligero Massimo
Editore: Tilopa
pp. 346, Napoli

Sommario:

I. URGENZA DELLA RICERCA SOVRASENSIBILE. La luce dell’Occidente – La metafisica orientale e i suoi indicatori – Il mondo moderno – Mondo antico e indagine moderna – Superstizione contemporanea. – L’illusoria «metafisica» – La vera metafisica – Conoscenza creatrice

II. IMMORTALITÀ E RESURREZIONE. L’esperienza cruciale del moderno – la liberazione del corpo e la virtù dello Shi-chiai – L’antica e la nuova «soluzione del cadavere» – Tao e Graal, Restituzione del «senso dell’eternità» – La «chiave perduta» – Io cosmico ed io immanente – Reincarnazione e karma

III. PENSARE, SENTIRE, VOLERE. LIBERAZIONE DELLE ESSENZÉ. L’uomo tripartito L’alterazione delle essenze – Il karma e la corrente istintiva – Ascesi del pensare e del volere – Il volere come conversione della brama – La consumazione della natura – La Pietra Filosofale – La «saggezza pietrificata» e il «corpo lunare» – La Terra, lievito del volere «solare» – Reintegrazione del sentire – Il falso sentire e la paura – Il sentire come «memoria spirituale»

IV. NUOVA METAFISICA DEL RESPIRO. Il prana e l’essenza-pensiero – Senso della contemplazione del respiro – L’estinzione del soffio e il respiro di luce – Del percepire il respiro – Il mistero della reintegrazione e la sua imminenza – La luce del corpo di vita – L’Arcangelo dell’aria

V. IL SOLE CHE SPLENDE TRA GLI OCCHI. Possibilità dell’impossibile – La concentrazione pura e l’essenza della forza L’«ètere» della resurrezione – Il «vuoto» interno alla fronte – La luce sepolta nel sesso e il suo riaccendersi – Il Logos come virtù del «centro frontale» – La via del diamante-folgore

VI. LA PRESENZA DEL LOGOS NEL MONDO. IL PENSIERO ADAMANTINO. Sostanza sovrasensibile della percezione – Arte del percepire puro – Il potere immanente dell’Io – La soglia magica della coscienza – L’imagine della forza – L’opposizione al Cosmo, come volersi dell’Io – Il radicale contemplare – Restituzione e luce della vita primordiale – La coscienza minerale, fondamento di un nuovo cosmo – Valore dell’essere logici e sistematici – La logica dell’essenza

VII. IL MISTERO DELL’IO SUPERIORE. Il simbolo e il rito viventi – Il potere sintetico del pensiero Il pensiero come rivelazione – Il presupposto della libertà Luce trascendente della natura – La tensione «tellurica» come forza dell’ascesi – Penetrazione radicale della istintività – La «questione» del Graal

VIII. IL VUOTO E LA QUIETE DELLE GERARCHIE. Metafisica del fondamento – L’essenza del «vuoto» e la Via Adamantina – «Prova dell’acqua» e «Prova dell’aria» Metafisica del «cuore»

IX. MISSIONE DELLA SCIENZA DELLO SPIRITO. L’antico mistero del sangue e le razze – L’Eterno e l’esperienza del tempo,Forma attuale della conoscenza metafisica – La «Tradizione solare» – La lotta occulta per l’uomo – Possibilità sovrasensibile e ottusità del pensiero moderno – La terra futura

NOTE

AUM – Principio Fondamentale Originario delle Arti Umane

AUM – Principio Fondamentale Originario delle Arti Umane

Autore/i: D’Amato Gennaro
Editore: Il Basilisco Editrice
prefazione dell’autore. pp. 300, nn. ill. b/n, Genova

Sommario:

PREFAZIONE

PARTE PRIMA
Unità di Principio Scientifico-religioso.

Introduzione
Cifrario progenitore dei numeri e delle lettere
Il medesimo Cifrario progenitore di tutti gli Alfabeti
Evoluzione delle linee rette in linee curve – Caratteri Corsivi
Osservazioni sui Caratteri Pittografici
Simbolismo Gli antichissimi segni dello Zodiaco sono forme di numeri e lettere
Linguaggio delle linee geometriche – Antiche Teorie
Errori sull’origine della Mitologia
Il Simbolo Religioso della Croce nella Preistoria
Evoluzione delle Linee del Cifrario fondamentale
La visione del Costume, della Statuaria, della Costruzione Architettonica e degli usi funerarii
Scienza Preistorica Simboli Zoologici
Il Cifrario comparato alla forma del Sacrum
Il simbolo dell’Arca Usi primitivi dettati dal sentimento religioso
Antica conoscenza della sfericità e mobilità della Terra
Simbolismo numerico delle Cronologie Antiche
La Leggenda del Diluvio Universale
Segni dello Zodiaco e Pittografie preistoriche provenienti dal Cifrario
Tatuaggi e lettere Principio fondamentale

PARTE SECONDA
Meccanismo nelle arti e nel linguaggio

Il Cifrario visto nell’Arbor Vitae
Il Cifrario nella figura umana Genesi dell’Arte Erronea teoria De Rougè sull’origine delle lettere. Geroglifici composti sullo stesso Cifrario progenitore delle lettere
Relazione fra le linee oggettive del Lingam e quelle del Cifrario
Relazione fra il segno grafico letterale e i suoni della favella
Le nomenclature seguono la visione del Cifrario e lo dipingono
Il Cifrario ispiratore del linguaggio Nominativi-Numerale
Il Linguaggio è studio e creazione umana
Il Principio di tutte le cose
Le idee di Luce Colore-Numerale
Spirito dei nomi geografici

RIEPILOGO CONCLUSIONE

Il Serpente Verde

Il Serpente Verde

con l’esegesi di Oswald Wirth
Autore/i: Goethe Johann Wolfgang
Editore: Atanòr
prefazione all’edizione francese di di Oswald Wirth, traduzione e prefazione di Andrea Forte. pp. 124, ill. b/n, Roma

“Nell’opera di un pensatore così prodigioso come Goethe, nulla risulta insignificante. Non tutto però è di uguale interesse letterario. Il poeta sembra essersi preoccupato di non tralasciare niente, e di conservare alla posterità le proprie acquisizioni sugli argomenti più vari: nacquero così delle raccolte libere da quella unità, tanto cara alla nostra estetica greco-latina. “Gli anni del viaggio di Wilhelm Meister” rientrano in questa categoria, ugualmente ai “Colloqui di emigrati tedeschi”, i quali (redatti nel 1795) prendono l’avvio dagli avvenimenti dell’epoca, ma poi forniscono a Goethe l’occasione di attribuire agli interlocutori l’esposizione di fatti strani, che rientrano nel dominio dello psichismo. Tuttavia, come un coronamento e quasi a ringraziare il lettore di non essersi lasciato disorientare, il grande artista volle offrire un gioiello raro, che non ha l’eguale in alcuna letteratura.
Si tratta di un racconto meraviglioso sotto ogni aspetto, e che non ha potuto esser concepito fuori di quel sonnambulismo speciale, al quale Goethe stesso attribuiva la produzione dei suoi capolavori più puri.
Mentre egli formava le frasi conseguenti le immagini che si presentavano al suo spirito, lo scrittore non si attardava certo a domandarsi il senso dei simboli, ch’egli aveva la missione di fissare. Pittore, egli non aspirava che ad esteriorizzare la propria visione interiore rendendola fedelmente, senza turbarla con la ricerca intempestiva di un esoterismo profondo. La divinazione del senso nascosto delle opere artistiche non rientra, in effetti, nelle attribuzioni normali dell’artista. Bisogna che questi sia anche un filosofo, anche un “astrattore” di quintessenza, perchè possa a posteriori discernere tutta la portata dei simboli, dei quali si è servito. Nessuno meglio di Goethe ha potuto beneficiare di tale doppia personalità; ma il genio creatore prevaleva sull’intuizione speculativa, che prese la propria rivincita solo in vecchiaia. Egli ci ha lasciato degli enigmi splendidi, che si impongono alla nostra ammirazione, ma dei quali il senso non ci è stato svelato. Goethe aveva il pudore del suo intimo pensiero?[…]”

L’Arte della Guerra nel Mondo Antico

L’Arte della Guerra nel Mondo Antico

Autore/i: Harmand Jacques
Editore: Res Gestae
introduzione dell’autore. pp. 176, nn. tavv. b/n f.t., Milano

La guerra non è un’arte fine a se stessa, bensì un’arte strumentalizzata che riflette le concezione delle varie civiltà. Studiare le sue caratteristiche significa, allora, indagarne i fattori dinamici in relazione alla loro logica funzionale. Ed è proprio questo che fa Jacques Harmand in questo libro. Illustrando con estremo rigore come si struttura e quali caratteristiche possiede l’arte bellica nel mondo antico, Harmand ne delinea i fondamenti, le forme e i mezzi, con l’aiuto delle arti figurative e dei documenti letterari, sino a prendere in considerazione azioni psicologiche quali l’inganno o l’intimidazione.

Erboristeria sul Balcone

Erboristeria sul Balcone

Come coltivare in casa le erbe medicinali che vi aiutano a mantenervi in forma
Autore/i: Guérin Henri Pierre; Guyot Anne; Rastoin Sophie; Thiebaut Philippe
Editore: Rizzoli
prima edizione, presentazione di Sophie Rastoin e Anne Guyot, traduzione di Marzia Gnoli, disegni di Danièle Molez. pp. 256, nn. ill. b/n, Milano

Ci sono mali grandi, contro cui valgono, o anche non valgono, i grandi rimedi. Ci sono mali con nome e cognome, che hanno all’origine un virus, un bacillo preciso o un accidente: un morbillo, una pertosse, una varicella, oppure una gamba rotta, un taglio in un dito, un infarto, contro cui la medicina offre i suoi provati, e spesso efficaci, rimedi. Ma la nostra salute non è minacciata solo da mali grandi, da infezioni note e catalogate: esiste anche una schiera foltissima di mali minori e disturbi piccini dalla fisionomia incerta e dall’identità ambigua: le insonnie e i palpiti, la voce che si abbassa e la digestione difficile, il capo che duole o le membra fiacche, le indisposizioni stagionali, i tutti personali malanni che accompagnano il corso della nostra vita quotidiana. Contro fastidi del genere i centomila prodotti della medicina di sintesi, che tappezzano i muri delle farmacie, sono molto spesso impotenti, e assai più spesso nocivi più che utili. Contro l’insonnia e gli affanni serve assai meglio un infuso di passiflora di cento droghe e tranquillanti, che sconvolgono i nostri ritmi interni di sonno e di veglia e intossicano il corpo, contro il naso chiuso o la gola irritata vale assai più un opportuno suffumigio di erbe delle gocce di un prodotto sintetico che offrendo un sollievo molto effimero logorano le nostre mucose e i nostri capillari. Sarà quindi anche una moda, il ritorno ai Semplici e alle erbe, ma non c’è moda al mondo che nasca dal nulla, che non risponda a coscienti e inconsci bisogni. E le tisane, i decotti, gli infusi dimenticati o derisi, che il trionfo del Positivismo e il Ballo Excelsior avevano in Italia bandito dalle case, sono rientrati a poco a poco nell’uso familiare. L’Erboristeria ha riconquistato a passi di gigante il terreno perduto, e perfino le vetrine dei farmacisti allarmati e riluttanti.
Ma non è soltanto questo: come in numero sempre crescente la gente, diffidente verso i prodotti adulterati dai grossi mercati, non appena possibile vuoi coltivare da sé i propri ortaggi, così oggi vuole anche curarsi (curandosi, che lo sappia o no, anche nel coltivarle) con le piante prodotte per conto proprio. Questo libro, scritto da una équipe di esperti francesi, erboristi, botanici, vivaisti e giardinieri, insegna come coltivare da sé le proprie piante medicinali, non soltanto nell’orto e nel giardino, ma anche se si possiede soltanto un terrazzo un balcone o un davanzale. Troverete qui descritte tutte le piante efficaci contro i disturbi più frequenti, come l’ipertensione, l’acne, l’insonnia, il fegato pesante, le costipazioni e così via.
Per ciascuna delle piante una scheda particolareggiata che descrive il modo di usarla; un capitolo sulla utilizzazione del balcone a seconda della sua grandezza, disposizione, esposizione eccetera; un capitolo di istruzioni orticole; una lista di dieci balconi tipo, concepiti in funzione del disturbo che si vuole curare (il balcone Anti Depressione, il balcone della Buona Digestione, il balcone del Sonno, il balcone Diuretico, e così via). Infine tutte le informazioni necessarie alla raccolta e alla preparazione dei medicamenti casalinghi.

La Resurrezione degli Uomini e la Vita Eterna ora sono la Nostra Realtà!

La Resurrezione degli Uomini e la Vita Eterna ora sono la Nostra Realtà!

Autore/i: Grabovoj Grigorij
Editore: Edizioni L’Arcipelago
nuova versione corretta e revisionata, introduzione dell’autore. pp. 392, Firenze

Questo è il libro più importante del mondo, il libro più importante di tutti i tempi, destinato a risvegliare la coscienza, destinato a cambiare il mondo, per la salvezza dell’umanità.

È una colonna della vastissima Dottrina di Grigori Grabovoi. Nel libro lo scienziato espone i metodi concreti di risuscitamento dei defunti elaborati appunto dalla Sua Dottrina. Descrive i casi di resurrezione realizzati con l’utilizzo dei suoi metodi, accompagnati dalle testimonianze dei parenti dei defunti. Offre una spiegazione scientifica e spirituale al processo di resurrezione e propone gli esercizi spirituali per ogni giorno del mese, semplici ma potentissimi, per elevare il proprio livello spirituale ed espandere la coscienza, qualità divenute indispensabili per l’uomo del prossimo futuro per potersi salvare, guarire e partecipare al processo di resurrezione universale e quella dei suoi cari, previsto nel piano del Creatore.

Dall’introduzione:

“Per molti il risuscitamento è qualcosa di simbolico, anche se , a livello dell’Anima, ognuno percepisce il risuscitamento come una realtà del Mondo esistente in qualsiasi tempo. Tuttavia molti devono ancora evolversi per arrivare alla percezione del Mondo al livello dell’Anima, e per questo motivo essi non interpretano ancora la parola “risuscitamento” letteralmente, come invece in realtà bisognerebbe interpretarla. Quando una persona ha delle concezioni di questo genere deve fare degli sforzi per capire come un’altra persona, che se ne è “andata”, all’improvviso possa ritornare realmente. Il problema consiste nel fatto che ci sono delle persone che volontariamente non riflettono su come sia strutturato il Mondo, su quali siano le sue leggi, su cosa sia la vita. Per cui,oltre il risuscitamento, riescono ad essere accettati solo con stupore anche molti altri fatti,come per esempio, le guarigioni dall’AIDS e dal cancro in stadio finale da me effettuate (per di più senza contatto e a distanza); il controllo del tempo atmosferico; i casi di indicazione esatta di guasti e difetti di apparecchiature tecniche di qualsiasi livello di complessità, anche su oggetti che si trovavano nello spazio; la materializzazione e la smaterializzazione di oggetti diversi; il controllo di computer a distanza tramite la forza del pensiero; la modifica del passato, del presente e del futuro; l’intercettazione di una conversazione fra persone a qualsiasi distanza ed in qualsiasi lingua; e molti altri fatti ancora. Tutti questi fatti sono confermati da documenti ufficiali e formano ormai parecchi volumi. Molti di questi fatti possono essere interpretati come miracoli, ma bisogna tenere presente la seguente osservazione: com’è noto, il miracolo non contraddice le leggi della Natura, il miracolo contraddice i concetti che noi abbiamo delle leggi della Natura. È giunto il momento di cambiare i concetti ormai solidificati relativi al Mondo che ci circonda e alla sua struttura. È tanto più indispensabile farlo, in quanto ci troviamo alle soglie del nuovo millennio. Ed è indispensabile per la salvezza del Mondo. Il presente libro fa parte di una serie di libri dedicati all’esposizione di una rappresentazione veritiera del Mondo.[…]”

Canto di una Biblioteca

Canto di una Biblioteca

Autore/i: Bielawski Maciej
Editore: Edizioni Lemma Press
con una postfazione di Stefano Aloe. pp. 224, nn. tavv. a colori, Bergamo

Esiste a Girona, nel nord della Catalogna, una biblioteca appartenuta a Raimon Panikkar (1918-2010) e oggi di pubblica consultazione.
Il libro racconta la storia e il contenuto di quella biblioteca coniugando tre esigenze: alla base è quella fattuale, il lavoro dello studioso; ad essa si sovrappone una forma romanzata: è la biblioteca a raccontarsi in prima persona, e qui nasce il “canto” come elemento lirico. Infine sono nati anche i dipinti della biblioteca, che ce ne danno un commento visuale.
Si può leggere questo libro come un canto, come un romanzo, come una biografia fantastica, come una galleria di quadri, ma anche come un saggio sulla filosofia di Panikkar.

“A partire da questo libro sapremo che le biblioteche, come le balene, cantano”. ​(Stefano Aloe)

Viaggio nell’Antica Cartografia d’Europa

Viaggio nell’Antica Cartografia d’Europa

Dalle radici Cristiane all’Europa unita
Autore/i: AA. VV.
Editore: Associazione Culturale Giov@ne Europa
pp. 60, nn. tavv. a colori f.t., Roma

Roma – Camera dei Deputati, Complesso di Vicolo Valdina, dal 18 Giugno al 2 Luglio 2009.

Sommario:

Saluti

Sandro Bondi Ministro per i Beni e le Attività Culturali

Mario Mauro Vice Presidente del Parlamento Europeo

Domande a Giulio Andreotti a cura di Padre Stifano De Fiores

Testi

  • Aspetti di storia del Monachesimo in Europa nel primo Medio Evo di Padre Réginald Grégoire
  • Le vie di pellegrinaggio, articolazione dell’Europa cristiana di Paolo Caucci von Saucken
  • Dalla percezione dello spazio alla misura del mondo di Maggiore Marco Belogi – Istituto Geografico Militare
  • Introduzione al Viaggio nell’antica cartografia d’Europa di Franco Cardini

Schede autori Cartografia

Collezione Cartografica Gianni Brandozzi

Rituel de l’Ordre Martiniste

Rituel de l’Ordre Martiniste

Autore/i: Teder
Editore: Non disponibile
Sous la Direction du Suprême Conseil de l’Ordre pp. 168, Paris

Quand, à la décadence de l’Art Royal, les Rosicruciens d’Angleterre déposèrent dans le symbolisme neuf d’une Corporation ouvrière le secret de leurs opérations. ils crurent que la tradition de leur art passerait aux générations futures dans toute sa pureté. Tout ingénieuse qu’elle était, l’intention de ces Adeptes ne fut pas remplie; nulle part la Science sacrée ne supporta de plus graves mutilations que dans le sein de cette Corporation. qui finit par descendre au rang d’une société ignorante de sa propre nature et de son but primitif. Martinez de Pasqually et son disciple Louis-Claude de Saint-Martin, contemporains des derniers Rosicruciens d’Angleterre, ne virent pas la nécessité de confier à des associations vénales les Traditions hermétiques qu’ils conservaient; mais ils réunirent autour d’eux un petit nombre d’Hommes de Désir, prêts à faire le sacrifice de leur personnalité, sans autre espoir de récompense que de transmettre à quelques disciples, soigneusement choisis, les enseignements lumineux des Hiérophantes de l’Antiquité et de leurs successeurs, les Kabbalistes et les Docteurs Hermétiques du Moyen Age. Le Martinisme vécut obscurément. loin des convulsions des sociétés. au moins dans le Cercle extérieur et absorbé dans la contemplation des grands mystères de la Nature, jusqu’à ce que le mouvement universel vers l’idéalisme eût apporté partout un témoignage éloquent en faveur de l’opinion avancée par les observateurs sincères : à savoir, que le matérialisme est incapable de répondre aux besoins impérieux de l’homme de science; que le cléricalisme est odieux à l’homme qui a de véritables sentiments religieux; qu’un cœur pur se révolte devant la lutte répugnante entre une philosophie Impotente et une théologie corrompue, et demande que toutes deux soient à jamais ensevelies sous le souverain mépris de l’homme. Aujourd’hui des milliers d’hommes et de femmes cherchent un refuge dans la Sagesse des Anciens, dans la Science de ce temps qui ne connut ni persécution religieuse, ni intolérance scientifique, de ce temps où la sagesse d’un initié aux Mystères Égyptiens, la richesse d’un adorateur de Moloch et l’habileté d’un sectaire de Mithra travaillèrent avec la plus sublime harmonie à la construction d’un Temple érigé au Dieu d’Israël, temple dans lequel une Idolâtre, le belle Reine de Saba, et un autre idolâtre, Alexandre le Grand, vinrent adorer le Saint des Saints. En présence de ce retour fatal vers la Sagesse de l’Antiquité qui a produit Rama, Krishna, Hermès, Moïse, Pythagore, Platon et Jésus, le Martinisme, dépositaire des Traditions sacrées, sort de son obscurité volontaire et ouvre ses sanctuaires de science aux Hommes de Désir capables de comprendre ses symboles, encourageant celui qui est ardent, détournant celui qui est faible, jusqu’à ce que la sélection spéciale de ses Supérieurs inconnus soit complète; alors, le Martinisme dissoudra ses Assemblées et retournera à son sommeil séculaire. Le présent Rituel renferme la philosophie de Notre Vénérable Maitre, basée essentiellement sur les théories empruntées aux Egyptiens par Pythagore et son École. Il contient, dans son symbolisme, la clef qui ouvre le “monde des Esprits qui n’est pas fermé”; secret ineffable, incommunicable, uniquement compréhensible au véritable Adepte. Ce travail ne profane pas la sainteté du voile d’Isis par d’imprudentes révélations. Car celui-là seul qui est digne et qui est versé dans l’Histoire de l’Hermétisme, de ses doctrines, de ses rites, de ses cérémonies et de ses hiéroglyphes, pourra pénétrer la secrète, mais réelle signification du petit nombre de symboles offerts ici à la méditation de l’Homme de Désir.

Tutti i Moralia

Tutti i Moralia

Autore/i: Plutarco
Editore: Bompiani
testo greco a fronte, prima traduzione completa italiana, coordinamento di Emanuele Lelli e Giuliano Pisani. pp. XLVIII-3212, Milano

Plutarco dedicò la sua vita alla filosofia, all’insegnamento, alla scrittura. Amato dai contemporanei, non ha mai cessato di esercitare un fascino particolare su chi sa ascoltare la sua parola. Per la prima volta in assoluto sono raccolte in un unico volume tutte le opere, compresi i frammenti, che Plutarco dedicò a svariati ambiti del sapere, e che per convenzione chiamiamo “Moralia”: dall’etica alla filosofia, dalla pedagogia alla politica, dalla scienza alla retorica, e molto altro ancora: storia, religione, igiene, curiosità, zoologia, cultura popolare. Quali sono i problemi più grandi per genitori ed educatori? Ci sono letture più indicate per crescere meglio? Che cos’è la vera amicizia? Come si può affrontare l’imprevedibilità della sorte? E la politica: deve guardare più all’etica o all’utile? Ed è meglio un politico giovane o uno anziano? I grandi personaggi della storia sono stati fortunati o virtuosi? E la religione è una terapia dell’anima o una convenzione sociale? A questi profondi e sempre attuali interrogativi dell’uomo Plutarco offre risposte meditate e sempre intelligenti, che condensano già ai suoi tempi secoli e secoli di riflessioni del pensiero occidentale. Oltre all’etica, alla politica, alla religione e alla pedagogia, in questo inesauribile volume si trovano però migliaia di altri temi che rispondono alle più varie curiosità, a volte sorprendenti: che cosa disse Leonida lo spartano alla moglie, prima di partire per le Termopili? Erodoto era uno storico o un maldicente? Che cosa c’è impresso sul volto visibile della luna? Gli animali sono esseri dotati di intelligenza? È giusto mangiare carne? È nato prima l’uovo o la gallina? Nel mondo ormai unificato e dominato da Roma Plutarco sembra additare in un passato già ’classico’ le radici di ogni aspetto della vita, e soprattutto di ogni società civile fondata su religiosi valori etici e moderati principi politici.

Le Grand Manuscrit d’Alger

Le Grand Manuscrit d’Alger

Magie et Franc-Maçonnerie au XVIIIe siècle – Manuscrit de L’Ordre des Élus Coën – Le Cahier vert – Tome I
Autore/i: Courts Georges
Editore: Arqa Éditions
préface Rémi Boyer. pp. 366, ill. b/n, Marseille

« Depuis le XVIIIe siècle Le Cahier Vert ou Manuscrit d’Alger, fait l’objet de bien des attentions de la part de nombreux chercheurs et éditeurs. Malgré ce, aucune édition n’avait encore vu le jour. Les Éditions Arqa sont donc heureuses de présenter, pour la première fois, dans une publication exhaustive, avec une étude critique qui fera date, ce document exceptionnel conservé à la BnF, qui met en lumière toute la théurgie des Élus Coën. Le tirage de tête relié plein cuir est numéroté à neuf exemplaires. » Thierry E Garnier – directeur des éditions Arqa – « En Occident, il existe peu d’ordres, dits initiatiques, qui présentent à la fois un véritable corpus et un ensemble de praxis aussi cohérent qu’exigeant. L’Ordre des Chevaliers Maçons Élus Coën de l’Univers est l’un d’eux et la publication du Cahier Vert, plus connu sous le titre de Manuscrit d’Alger, qui constitue une pièce quasi-mythique de ce corpus, est un événement éditorial. » – Rémi Boyer – Préface au Grand Manuscrit d’Alger Georges Courts, dont la qualité du travail de recherches menées depuis tant d’années n’est plus à démontrer, et dont le nom restera notamment attaché à la découverte de celui qui fut le véritable scripteur de ce manuscrit exceptionnel – Pierre André de Grainville – nous propose ici de le suivre, entre sceaux et nuées, dans cet ouvrage d’une rare érudition. La présentation magistrale de ce document d’une extrême importance, où l’Histoire du Martinézisme se réverbère à chaque page dans une connaissance approfondie des pratiques opératives avérées de l’Ordre des Chevaliers Maçons Élus Coën, nous permet assurément de mieux cerner l’authenticité spirituelle et théurgique de cette initiation suprême. Que n’a-t-on pas dit, d’ailleurs, sur cet Ordre chevaleresque si mal connu, de son origine, et surtout de la transmission effective de ses différents états ? Autant l’avouer, c’est dans la réalité de cette « apparition », mais aussi dans la compréhension subtile qu’il s’agit également d’une « invention », à forger de ses propres armes, que se dévoile pour chacun, en la partie la plus ignée de son âme, de façon purement individuée, la réconciliation ultime du corps et de l’esprit…

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Avant-propos – Remerciements – Préface de Rémi Boyer ; à propos d’un simple Cahier… Vert – I. Chapitre Premier ­ Des origines et de la transcription du manuscrit – Le « cayer » vert – De l’origine du Manuscrit dit d’Alger – Du dépôt à la Bibliothèque nationale de France (B.n.F.) – Le travail de transcription en français moderne et le Cirem – La revue L’esprit des Choses et le Manuscrit de la B.n.F. – De la diffusion dans le cadre du Cirem. Publication – Le détail des textes publiés par le Cirem – II Chapitre deux – La diffusion des écrits et des cahiers martinistes – Les Élus Coën et le martinisme de Papus – Les débuts de l’Ordre Martiniste – Delaage, Encausse, Blitz, Detré -Les nouvelles options, structures et grades de Papus – Le Suprême Conseil de l’Ordre Martiniste – Les Élus Cohen et Robert Ambelain – Son activité maçonnique et martiniste – In memoriam Robert Ambelain – Les néo-cohen et l’Ordre Martiniste Initiatique (O.M.I.) – Robert Ambelain, inventeur et rénovateur de rituels – D’autres diffusions du manuscrit – Le manuscrit et certaines églises gnostiques – L’Eglise gnostique de Doinel (1890) – Charles Doinel ; Bricaud : Chaboseau – La fusion des Ordres martinistes de 1958 et 1962 – D’un autre manuscrit intitulé aussi Manuscrit d’Alger – André Mauer ; Joël Duez (Fr. Iacobus) – Des aléas du manuscrit – Une suite sans fin des Élus Coën vers la magie d’Agrippa – De circulo et ejus compositione – Des archives de Martinès et des Élus Coën – De la diffusion sous le manteau – III Chapitre trois ­ De la découverte du nom de l’auteur – Le manuscrit d’Alger fait place au Manuscrit de De Grainville – Les pemières interrogations – Sur les dates indiquées dans le manuscrit – Sur les unités de mesure utilisées – Sur l’auteur – Des prénoms de l’auteur – Extrait des plans ou cercles – Des prénoms Andréas, Sephas et Ioanan – De son nom. Le Réaux-Croix De Grainville – Sur De Grainville – Château de Champollon ­ Vue des Combes – Extrait de lettres de De Grainville – Extrait des Archives historiques de l’armée de terre – Une dernière confirmation peut-être – Sur le rôle de De Grainville dans l’élaboration du Traité – IV Chapitre Quatre – Martinès de Pasqually ­ Les Sources du martinisme – L’initiateur : Martinès de Pasqually – Martinès et les loges maçonniques – L’Ordre de Josué et les Maîtres Élus Coën – Griffe hiéroglyphique de Martinès ­ Cagliostro – Les continuateurs – Un rénovateur ­ Papus – V Chapitre Cinq – Martinès de Pasqually ­ Les bases et l’évolution de son enseignement – Les bases de l’enseignement – Les dogmes et Credo de la théologie catholique – Hypothèses sur les sources – La source du néo-pythagorisme et la pensée platonicienne ­ Picatrix – Sources chrétiennes : Les penseurs et mystiques chrétiens – Source chrétienne et son ésotérisme – La source gnostique – Source kabbalistique : croyances non dogmatiques – Source et influence de l’Hermétisme – Source et influence de la Franc-Maçonnserie – Sources modernes issues des évolutions selon les apports – Martinisme et courants vaudous – Le retour aux sources – La voie cardiaque est la plus simple – La voie du héros, ou voie escarpée magique – L’influence de Martinès sur la Maçonnerie – (Liste d’Élus Coën notoires) – VI. Chapitre Six ­ Matinès de Pasqually ­ Papus. Les buts du Martinisme – Martinisme et Élus Coën – Le Martinisme et les Martinistes de Papus – Les Martinistes – Définition et but des Ordres Martinistes et des Martinistes – Les courants Martinistes – Les bases du Martinisme de Martinès – VII. Chapitre Sept ­ Le Traité de la Réintégration des Êtres – L’élaboration du Traité de la Réintégration – Des divers manuscrits avérés – Manuscrit Matter – Manuscrit de Louis-Claude de Saint-Martin – Manuscrits du fonds « théosophie » des archives de la Stricte Observance (S.O) – Manuscrit copié par Georg Kloss – Manuscrit Letourneur – Manuscrit de Solesmes – Manuscrit de la B.P.H. – Deux pages inédites ­ VIII. Chapitre Huit ­ Du mot Coën et non Cohen, et du travail Coën – De la théurgie du Coën – Le Christ et le Messias ­ L’action Coën – Définition du mot Coën – A l’originie de la création de l’Ordre, sous Martinès – Définition selon les Leçons de Lyon – Des grades en vue du Coën – Du nombre du Coën – Du catéchisme Coën – IX. Chapitre Neuf ­ Tables des matières selon le manuscrit de De Grainville – Sur la table des matières des folios [(70] à [72] – Manuscrit des Élus Coën (Livre vert). Table des Matières – Seconde table des matières – Restant au livre de Parchemin – Reclassement de la première table – Morceaux détachés du livre blanc – Rapporté du Livre de Parchemin – Pièces complémentaires – Avertissement de lecture – Structure du texte – X. Chapitre Dix ­ Lettre sur les rapports de l’harmonie avec les Nombres – Commentaires préliminaires – Remarques préalables sur la lettre – Sur quelques éléments de cette lettre ­ De l’harmonie – L’harmonie et la musique – L’harmonie et son évolution – L’harmonie et les Nombres – L’harmonie et les accords – Les gammes – L’harmonie selon ses rapports avec des Nombres des Élus Coën – Du Nombre 4, qui prédomine sur le Nombre 3, ou ternaire – Le Nombre dénaire – Le Nombre quaternaire – Le Nombre huiténaire – Les autres Nombres 2, 5, 9 – XI. Chapitre Onze ­ Lettre sur les rapports de l’harmonie avec les Nombres – Texte du manuscrit – XII. Chapitre Douze ­ Cérémonies des quatre banquets de l’Ordre des Élus Coën – Remarques préliminaires – Compléments sur les deux Saint-Jean – Le premier saint Jean. Le Précurseur – Le second Jean, l’Évangéliste – La célébration dans le monde du christianisme – La fête solsticiale dans le Rite Ecossais – La fête de la Trinité et la Saint Jean d’été – Cérémonies des quatre banquets d’obligation annuelle de l’Ordre – Pour la fête de la Trinitié – Entrée au temple des officiers dignitaires. Préparation – Feu nouveau – Allumage des lumières – Placement des douze frères pour tenir les rubans – Disposition pour l’oriflamme sur l’Étoile du centre – Habillement des Frères – Entrée dans les circonférences et travaux des chefs conducteurs – d’Orient et d’Occident – Marque du sceau – Effets sublimes du sceau donné par le Créateur à ses Élus – Renouvellement des obligations des officiers – Renouvellement des engagements – Marque du sceau pour les douze frères célébrant tenant les rubans – Engagement et marque des autres frères célébrant – Défense de manger du sang – Travaux du Porche – Batterie pour l’ouverture des portes du Temple – Allumage des lumières. Illumination du Temple et du Porche – Discours d’Instruction – Fermeture des quatre portes du Temple – Signification de la fermeture – Agapes ou repas sans cérémonie. Prière – Fin de la cérémonie du jour de la Trinité – Pour la fête de Saint Jean-Baptiste – Cérémonies du banquet pour la fête de Saint Jean-Baptiste – Entrée dans le Temple des frères – Abrenoncio et jonction avec l’esprit de Jean – Cérémonie du glaive sur la tête du chevreau – Tracé de la circonférence au Centre. Ouverture des travaux à l’ordinaire. Discours d’instruction. Travaux. Fermeture – Pour la fête de saint Jean l’Evangéliste – Cérémonies du Banquet pour la fête de Saint Jean l’Evangéliste – Pour la fête de Pâques qui se célèbre la 3° des trois fêtes – Exorcisme sur l’agneau et repas – Canevas d’un discours d’instruction pour la fête de la Trinité – Dons que Moïse reçoit pour la délivrance du Peuple – Noë 1er type de la manifestation de la justice du Créateur – Moïse 2d type de la manifestation de la Gloire du Créateur – Du Mont Horeb – Les 12 dons de Moïse réversibles sur les 12 Chefs d’Israël – Des lumières d’un travail, leur allusion – Réception de la loi de Moïse par Israël et par les idolâtres – Exhortation à suivre les lois de l’Ordre – XIII. Chapitre Treize ­ Opérations et Nombres – Les Opérations – Les Nombres – Remarques préalables pour la compréhension des Nombres qui ne sont pas des chiffres – Les calculs sur les Nombres. La racine essentielle et la puissance – Un nombre peut être racine ou puissance – Le cube – De l’Unité – Les Nombres dans la décade – Des Nombres deux, trois et quatre – Des Nombres huit et neuf – Les quatre racines primaires – Du Nombre 10 – L’échec du ternaire – Du Plan des choses et de la valeur opérative des Nombres cités – Détail des opérations théurgiques – Commentaires sur « De la Magie » de Giordano Bruno – Critique de la Magie – XIV. Chapitre Quatorze ­ De circulo et ejus compositone – Remarques préalables sur ce document ­ Avertissement – Texte latin – Transcription du texte latin (inédite) – Au sujet du cercle et de sa construction – Des consécrations ; bénédiction du premier cercle – Bénédiction des Parfums – Exorcisme du Feu (sur lesquels on mettra les parfums) – De l’habit et du Pantacle – Figure du Pantacle – Oraison à prononcer quand on revêt l’habit – De la façon de faire l’opération – Exorcismes des Esprits aériens – Oraison à Dieu, qui sera dite dans les quatre parties du monde – Visions et apparitions – Pendant quatre jours, consacrer la figure – Prière que l’on doit dire avant le travail précédent – Prière pour le pouvoir de repousser tout désir de volupté ­ Compléments – Lieu des opérations – Fabrication de l’habit – Fabrication de l’eau lustrale – Le rite de bénédiction par l’eau ­ Signification du rite – Rite d’exécration – L’hysope ou hyssopus officinalis – XV. Chapitre Quinze ­ Conclusion – Les Supérieurs Inconnus se révèlent inexistants ­ Conclusion ­ Annexe – Lettre de Joël Duez.

Le Grand Manuscrit d’Alger

Le Grand Manuscrit d’Alger

Magie et Franc-Maçonnerie au XVIIIe siècle – Manuscrit de L’Ordre des Élus Coën – Le Cahier vert – Tome II
Autore/i: Courts Georges
Editore: Arqa Éditions
préface Rémi Boyer. pp. 438, ill. b/n, Marseille

“Si la fonction sacerdotale est première, elle reste corrélée pour Martinès de Pasqually à la fonction chevaleresque. Les qualités requises pour le combat, en particulier l’éthique chevaleresque, sont indispensables à la pratique du culte. Le corpus martinésiste n’est pas toujours pacifiste. S’il est question de paix, c’est de la paix du Christ, non de celle de l’homme. ”
Rémi Boyer – Préface au Grand Manuscrit d’Alger – Tome 2
Dans le cadre des recherches martinésiennes très approfondies menées par Georges Courts depuis tant et tant d’années, une des choses les plus importantes, sinon la plus importante était pour lui – en toute hâte – de prendre son temps pour parachever une œuvre tout à fait considérable entièrement vouée à la connaissance opérative des formes nommées par Martinès de Pasqually. Avec ce tome deuxième, l’auteur nous convie maintenant à considérer avec la plus grande attention que l’entrée de plain-pied dans le palais fermé du Roi – autrement dit dans les infrastructures ignées prônées par Martinès – s’appréhende avec une volonté sans faille et une foi indestructible envers l’œuvre des Élus Coëns.
La connaissance a un coût, le chemin de la réintégration aussi, et pour certains imprudents un peu trop pressés le prix à payer est parfois hors de prix. En termes d’opérativité, le moindre faux-pas amènera sans aucun doute le cherchant indiscipliné dans un val sans retour. Autant dire que les savantes mises en garde de l’auteur de ce second volume sont dès lors à appréhender par le lecteur avec la plus grande lucidité et surtout en pleine connaissance de cause. Il est peu de dire que le Tome I du Grand Manuscrit d’Alger de Georges Courts jeta à sa sortie, en 2009, un lourd pavé bleuté dans le pré carré des petits marquis désireux d’arpenter seuls une aire « spirituelle » qu’il s’agissait pour eux de confondre d’écoles en chapelles et de chapelles en réceptacles à initiations.
Pour nous, ici – enfin – avec éclats, Georges Courts ouvre à tous portes et fenêtres et laisse pénétrer la Lumière indifférenciée pour tout un chacun qui se retrouve à arpenter le Sentier, seul ou accompagné, mais jamais démuni de courage. C’est l’essentiel.

Extrait:
Signes, caractères, hiéroglyphes, noms. Généralités.
Le travail des Élus Coën est indissociable d’un certain nombre de notions particulières, notamment en ce qui concerne le tracé des cercles d’opérations. Ces tracés sont faits à la main par craies de couleur rouge, noire et blanche, ainsi qu’avec des préalables avant même les opérations. Par la suite, ces cercles furent petit à petit remplacés par des tapis opératoires, ou encore des tapis de loges renfermant des symboles et des allégories plus ou moins complexes, en liaison avec le degré ou le grade. Ces notions étaient déjà utilisées à l’époque de Martinès par des loges et chapitres maçonniques nombreux. Les opérations, quant à elles, sont définies selon le résultat à obtenir dans le travail quotidien, dans les travaux particuliers, ou lors des équinoxes et des initiations. Elles sont faites soit d’une manière individuelle dans une chambre particulière, soit d’une manière collective en loge, ou chapitre.
Dans les folios du Manuscrit d’Alger, les plans d’opérations renvoient systématiquement à la notion de signes et de noms. Là se côtoient quelques anges seulement, mais surtout des « esprits » bons ou mauvais, avec leurs caractères, intelligences et hiéroglyphes. Il convient, avant d’envisager toute opération du rite, voire compréhension de ce système théurgique aux références magiques, de reprendre les différentes données que les Maçons Élus Coën devaient sans doute étudier au cours de leur apprentissage, ou encore bien connaître, selon les données de l’époque et selon la magie en usage au Moyen Âge.
Il est de plus en plus certain que Martinès a mis en place un rite spécifique maçonnique, collectif en loge ou chapitre de chevaliers, appuyé par un travail personnel, ou fait d’opérations particulières individuelles en dehors des loges constituées. Ce rite évolua en fonction d’éléments particuliers, peut-être fournis par les données de son père, ou encore de personnes qu’il nomme des Amis de la Vérité et qu’il ne désignera pas nomément, ou des découvertes qu’il fit. Ce travail, il le modifie ou l’améliore, soit par les propres documents qu’il posséde dont – dit-il – il ne se sépare jamais, même dans ses déplacements, soit dans ceux qui lui furent remis et qui lui permirent de faire évoluer le tout, en changeant plusieurs fois les instructions et les rituels, au grand dam de ses émules. C’est ainsi que Willermoz, qui désirait connaître les applications pratiques, fut amené à poser de nombreuses questions dont Louis-Claude de Saint-Martin, peu enclin à une pareille opérativité (il le dira lui-même maintes fois), ne semblait pas connaître les réponses, ni certaines précisions qu’il peut donner ensuite au retour de Martinès de Pasqually. Parlant de l’ordre opératif dans l’Ordre des Élus Coën en 1778 et préférant « ses intelligences », Saint-Martin reconnaîtra lui-même son incompétence : « Je n’étais pas assez avancé dans ce genre, ni dans aucun autre genre actif, pour faire un grand rôle dans cette excellente société, mais on y est si bon qu’on m’y a accablé d’amitiés ». Saint-Martin opposera par la suite clairement « ses intelligences » à l’ordre opératif, à ce genre actif et à l’initiation par les formes des Élus Coën. Pour Saint-Martin, ces initiations « par les manifestations sensibles obtenues aux moyens de cérémonies », de même que les instructions de Don Martinès dont se louait le Puissant Maître de Salzac, tout cela est « trop compliqué et ne peut être qu’inutile et dangereux ». Malgré tout, en 1892, il reconnaîtra que la plupart de ceux qui suivaient Martinès de Pasqually, qui avaient des vertus très actives, « ont retiré des confirmations qui pouvaient être utiles à notre instruction et à notre développement ». Mais pour certains, les idées du Philosophe Inconnu deviendront rébarbatives et contraires aux données de Martinès de Pasqually, créant ainsi la zizanie dans les groupes qu’il visitera. Ainsi, De Salzac répondra en déclarant que les interventions de Saint-Martin avaient eu des résultats malheureux. Saint-Martin avait tout juste réussi à « mettre en méchante posture par des nouveautés » des frères qui travaillaient selon les anciennes instructions de Martinès et que cette « belle besogne » était une malheureuse affaire, ou que les séduisantes propositions de Saint-Martin « n’étaient que les fruits d’un esprit, mieux intentionné que mûri ».
Pour Matter, « la recherche de la voie centrale (interne), la communication de ses intelligences (l’enseignement de Böhme), et le rejet des cérémonies et des manifestations sensibles qui accompagnaient ces cérémonies constituaient les points les plus essentiels de la mission de Saint-Martin ». Pour Saint-Martin, dans cette voie interne mystique, le résultat de ces intelligences est l’expression de l’amour sans forme, de centre profond sans forme physique et de Verbe intime. L’effet du centre interne « se borne à des mouvements intérieurs délicieux et à de bien douces intelligences qui sont parsemées dans mes écrits », ce qui est bien loin et séparé des méthodes du rite des Élus Coën. Pendant ce temps, quelques émules de Martinès continuent cependant de penser que les réunions maçonniques et martinistes, les initiations particulières, les loges et leurs travaux sérieux permettent un travail réel opératif, une théurgie initiatique efficace et une progression qui sera confirmée, voire validée par le regard d’autrui, car bénéficiant aussi de l’énergie, des conseils ou même des critiques, mais surtout des aides entre frères et sœurs sur le même chemin.

Razzismi

Razzismi

Dalle crociate al XX secolo
Autore/i: Bethencourt Francisco
Editore: Il Mulino
traduzione di Paola Palminiello. pp. 672, nn. ill. b/n, Bologna

Il libro indaga le forme che il razzismo – inteso come pregiudizio concernente l’origine etnica dei popoli con relative politiche discriminatorie – ha preso nel corso della storia occidentale, dal Medioevo a oggi. Per l’autore il razzismo è un fenomeno relazionale, ossia il risultato di circostanze economiche o politiche specifiche. Nella storia europea vi sono tre svolte importanti: il momento delle crociate, di cui è un risvolto la discriminazione religiosa moderna dopo il Cinquecento, il momento delle scoperte geografiche e della mappatura delle civiltà, e il momento della costruzione delle società coloniali con le loro gerarchie, cui fa seguito il razzismo contemporaneo.

Francisco Bethencourt insegna Storia al King’s College di Londra. Tra i suoi libri ricordiamo la grande storia globale dell’Inquisizione, apparsa in più lingue (1995).

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    Introduzione
    PARTE PRIMA: LE CROCIATE
    I. La percezione dell’altro: dai greci ai musulmani
    II. La riconquista cristiana
    III. Universalismo: integrazione e classificazioni
    IV. Tipologie del genere umano e modelli di discriminazione
    PARTE SECONDA: ESPLORAZIONI OLTREOCEANO
    V. Gerarchie di continenti e di popoli
    VI. Gli africani
    VII. I nativi americani
    VIII. Gli asiatici
    IX. Gli europei
    PARTE TERZA: LE SOCIETÀ COLONIALI
    X. Classificazioni etniche
    XI. Strutture etniche
    XII. Progetti e politiche
    XIII. Discriminazione e segregazione
    XIV. L’abolizionismo
    PARTE QUARTA: LE TEORIE DELLE RAZZE
    XV. Classificazioni di esseri umani
    XVI. Il razzismo scientifico
    XVII. Darwin e l’evoluzione sociale
    PARTE QUINTA: NAZIONALISMO E OLTRE
    XVIII. L’impatto del nazionalismo
    XIX. Confronti globali
    Conclusioni
    Indice dei nomi

Il Nazismo e l’Antichità

Il Nazismo e l’Antichità

Il Terzo Reich nutrí per il mondo classico un’autentica venerazione, arrivando a teorizzare l’identità razziale di Greci, Romani e Germani, uniti in una stessa lotta millenaria. Tutti gli aspetti della falsificazione nazista della storia, alla ricerca di un’antichità immaginaria, monito e modello per plasmare un intero popolo e imporre al mondo il nuovo Impero
Autore/i: Chapoutot Johann
Editore: Einaudi
introduzione dell’autore, traduzione di Valeria Zini. pp. IX-526, Torino

«Non abbiamo un passato», diceva Hitler, rammaricandosi che gli archeologi SS si ostinassero in ricerche nei boschi della Germania, per poi trovarvi soltanto delle brocche orrende. Il passato della razza, quello che doveva riempire d’orgoglio i tedeschi, era da rintracciare in Grecia e a Roma. Cosa c’è di meglio di Sparta per costruire una società e un uomo nuovo? Quale miglior esempio di Roma per costruire un Impero? E quale piú efficace avvertimento delle guerre che opposero la razza nordica agli assalti della Persia e di Cartagine? L’Antichità greca e romana insegnava come perpetuarsi attraverso una memoria monumentale ed eroica, quella del mito. Il Reich succedette ad Atene e Roma in questa lotta millenaria, nella quale dovette fronteggiare gli stessi nemici e pericoli. Dai canoni dell’ideologia nazista, a partire dal Mein Kampf, agli edifici di Norimberga, passando attraverso i manuali scolastici, il cinema e le arti plastiche, l’Antichità greca e romana venne riletta e riscritta per fornire al lettore, alunno, studente, spettatore e suddito del nuovo Impero, un paradigma ideologico saldamente impiantato sulle due grandi civiltà del mondo classico. Johann Chapoutot esplora il cuore del progetto totalitario nazista: annettersi non solo gli spazi fisici del mondo, ma impadronirsi, per forgiare l’uomo nuovo, anche del passato, assegnandogli una funzione di esaltazione, modello e profetico avvertimento.

Johann Chapoutot insegna all’Università Paris-III Sorbonne nouvelle ed è membro dell’Institut universitaire de France. Tra i suoi lavori ricordiamo Le meurtre de Weimar (Presses Universitaires de France, 2010), Le nazisme et l’Antiquité (Presses Universitaires de France, 2012), La loi du sang. Penser et agir en nazi (Gallimard, 2014). Per Einaudi ha pubblicato Controllare e distruggere (2015), La legge del sangue (2016) e Il nazismo e l’Antichità (2017).

Lucrezio

Lucrezio

Autore/i: Turolla E.
Editore: A. F. Formíggini
pp. 72, Roma

“È noto che notizie sulla vita di Lucrezio, con cui intessere una biografia di questo scrittore, è come se non ce ne siano. Quindi, anche a prescindere dal fatto, in fondo ovvio, che i dati biografici sono assai spesso in rapporto meccanico ed esteriore con la vita spirituale, attraverso di essi espressa confusamente e imperfettamente, vita spirituale che, in quanto emanazione di una personalità, è quella che sola ci può interessare; a prescindere dunque da questa considerazione, per Lucrezio, siamo lo stesso costretti a saltare a piè pari le sacramentali date della nascita e della morte, le sacramentali citazioni che non dicono nulla e sono dati mnemonici senza nessun significato trascendente il dato stesso.[…]”

Legami Spezzati – Racconti – Liriche

Legami Spezzati – Racconti – Liriche

Autore/i: Tagore Rabindranath
Editore: Fabbri Editore
pp. 314, Milano

PRESENTAZIONE
Il conferimento del Premio Nobel a Rabindranath Tagore
Discorso ufficiale di H. Hjärne per il conferimento del Premio N obel a Rabindranath Tagore
La vita e l’opera di Rabindranath Tagore

LEGAMI SPEZZATI
I – Lo zio
II – Satish
III – Damini
IV – Srivilas

RACCONTI
Nella notte
L’oro fuggitivo
Il direttore
Giribala
I gioielli perduti
Emancipazione

LIRICHE

BIBLIOGRAFIA

In Viaggio con Kant

In Viaggio con Kant

Autore/i: D’Alessandro Giuseppe
Editore: Mimesis
introduzione dell’autore. pp. 220, Milano

Il viaggio per mare con Kant, metafora del viaggio dell’esistenza, prende spunto da una navigazione concreta del grande di Königsberg, che consente di confrontarci con le tematiche dell’abisso e della prospettiva, del conferimento di senso alla vita basato sulla libertà e sulla volontà rispetto alla sconsolata casualità o al rigido determinismo della causalità meccanica, al caso o al destino. Il dialogo che Kant intraprende serrato con Platone e con Hume, con Leibniz e con Epicuro ci conduce a meditare su nuclei noetico-esistitivi di importanza capitale. La padronanza di sé, indispensabile per poter affrontare con saldezza la navigazione e dirigere il timone della rotta, supera gli esiti scettici di una prospettiva meramente fenomenica e ancora la spazio-temporalità nel suo fondativo sostrato noumenico. La relazione indissolubile tra la realtà della libertà, la sua coappartenenza all’incarnazione cristica e la prospettiva teandrica costituiscono i fari che illuminano l’incedere della nave nel mare aperto della vita.

Giuseppe D’Alessandro (Potenza 1961) è Professore di Storia della Filosofia all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Già Assistente di Norbert Hinske a Trier, è studioso dell’Illuminismo tedesco e di Kant. Tra i suoi lavori: L’Illuminismo dimenticato. Johann Gottfried Eichhorn (1752-1827) e il suo tempo (2000); Kant e l’ermeneutica. La Religione kantiana e gli inizi della sua recezione (2000); Dalla causa alla vita. Il pensiero storico tedesco tra fine dell’Illuminismo e inizi dell’Idealismo (2008).

Lo Specchio del Mondo

Lo Specchio del Mondo

Federico II di Svevia
Autore/i: Cattaneo Giulio
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prima edizione. pp. 224, 10 tavv. b/n f.t., Milano

Federico II di Svevia, dalla nascita a lesi avvolta da leggende e profezie alla morte sotto il segno del fiore predetta dagli astrologi. L’infanzia e l’adolescenza del re di Sicilia conteso da rapaci avventurieri in una Palermo dove la cultura di Francia e di Provenza si era incontrata con la civiltà araba e la tradizione bizantina, la prodigiosa avventura del giovinetto inerme in terra tedesca alla conquista del trono dei romani, l’incoronazione imperiale a San Pietro, il riordinamento del Regno di Sicilia, la crociata incruenta e «senza fede», la ribellione del figlio Enrico, la guerra contro i lombardi, il contrasto insanabile con Gregorio IX, la ripresa della lotta col papato retto da Innocenzo IV, le vittorie, le sconfitte, le congiure prima del misterioso isolamento dell’imperatore nel Regno di Sicilia, lontano dai conflitti decisivi per le sorti dell’Impero: questi, fra gli altri, i momenti di una vita di « uomo illustre », politico, legislatore, condottiero, osservatore acutissimo dei fenomeni naturali ed esperto di poesia, proteso fra l’Occidente e l’Oriente in un sogno di dominio e in una viva sete di conoscenza, pupillo della Chiesa e Anticristo. Suoi antagonisti quattro papi, divisi tra cauta benevolenza e ostilità inflessibile: il grande Innocenzo III, il mite Onorio III, l’implacabile Gregorio IX e l’ingannevole Innocenza IV, nel tempo in cui la Francia trova la sua unità nazionale, l’Inghilterra si risolleva dall’amarezza della sconfitta militare conquistando le libertà della Magna Charta, la Germania si definisce come una «molteplicità di piccoli Stati» che asseconda «la civiltà nel particolare» e il Regno di Sicilia si trasforma nel primo Stato tirannico moderno. L’imperatore è un personaggio remoto come un re biblico: la sua storia è raccontata dai documenti diplomatici, dalle cronache italiane, tedesche, francesi, arabe, dai libelli di prelati fanatici e dai versi di poeti di Germania e di Provenza che si configurano come una «summa» di elogi solenni, di anatemi e di resoconti imparziali, aridi o coloriti, scheletrici o di largo respiro epico. Ma nella reverenza o nell’avversione dei testimoni, Federico passa quasi sempre in lontananza nella regalità che lo divide dal « comune degli uomini ». Nell’arazzo i poeti del Minnesang e della scuola siciliana, i dotti della Magna Curia e della corte del sultano, i cavalieri teutonici, vigili scolte dell’Impero dall’affocata Terra Santa ai ghiacci della Vistola, gli ambasciatori greci e i baroni di Oltremare. Una vita rapinosa che coinvolge tutte le potenze della terra, la Chiesa cattolica, le eresie, l’Islam, la sapienza e l’industria ebraica in un libro che si propone, anche nella fedeltà alle fonti, come un’opera letteraria, spesso di andamento narrativo.

I Classici e la Narratologia

I Classici e la Narratologia

Guida alla lettura degli autori greci e latini
Autore/i: de Jong Irene J. F.
Editore: Carocci
edizione italiana e nota a cura di Andrea Cucchiarelli, prefazione di Alessandro Schiesaro, premessa dell’autrice. pp. 240, Roma

Il volume è la prima introduzione alla narratologia che abbia  per oggetto specifico la narrativa greca e latina.  La prima parte comincia dal ripercorrere le varie fasi attraverso cui  la narratologia si è affermata nel secolo scorso, per poi discuterne  i più importanti e utili concetti, sistematicamente illustrati  con esempi tratti dai vari generi delle letterature classiche (poesia  epica, storiografia, romanzo, poesia drammatica e poesia lirica).  La seconda parte contiene tre analisi narratologiche di significativi  testi appartenenti alla poesia epica – il libro II dell’Eneide scelto  appositamente per l’edizione italiana –, alla storiografia e alla tragedia.  Bibliografie dettagliate alla fine di ogni capitolo forniscono un utile  orientamento sia nella vasta area della teoria narratologica sia  negli studi che applicano la narratologia ai testi classici.

Irene J. F. de Jong insegna Greco antico all’Università di Amsterdam  ed è membro della Netherlands Academy e della Academia Europaea.

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Prefazione all’edizione italiana di Alessandro Schiesaro
Nota del curatore
Premessa
Parte prima. I fondamenti della narratologia
1. Introduzione
La storia della narratologia a volo d’uccello / L’applicazione della narratologia ai testi classici / Riferimenti bibliografici
2. Narratori e narratari
Autore vs narratore / L’identità del narratore / Il ruolo del narratore / Narratari / Alcuni casi particolari / La narrazione secondaria (il racconto nel racconto) / La struttura verticale della narrazione / La struttura orizzontale della narrazione / Metalessi / Riferimenti bibliografici
3. Focalizzazione
Narratori-focalizzatori primari e secondari / Focalizzazione secondaria / Focalizzazione e informazione / Posizione nello spazio / Focalizzazione del narrante e focalizzazione dell’esperiente / Alcuni tipi particolari di focalizzatori / Riferimenti bibliografici
4. Tempo
Relazione tra narrazione ed eventi narrati / Fabula – storia – testo / Ordine: analessi e prolessi / Inizi, fini e trame multiple / Ritmo / Frequenza / Riferimenti bibliografici
5. Spazio
Il ruolo dello spazio / Descrizione / Rappresentazione e integrazione dello spazio / L’ekphrasis delle opere d’arte / Funzioni dello spazio / Riferimenti bibliografici
Parte seconda. Esercizi di narratologia
6. Narratologia e poesia epica. Virgilio, Eneide 2 (Enea rivive la caduta di Troia)
Introduzione / Eneide 2 e il tema dell’Ilioupersis / Analisi narratologica di Virgilio, Eneide 2 / Riferimenti bibliografici
7. Narratologia e storiografia. Erodoto, Storie 1, 34-45 (Ati e Adrasto)
Introduzione / Le Storie di Erodoto / Analisi narratologica di Erodoto, Storie 1, 34-45 / Conclusione: Erodoto, uno storico tragico / Riferimenti bibliografici
8. Narratologia e dramma. Euripide, Baccanti 1043-1152 (La morte di Penteo)
Introduzione / I discorsi dei messaggeri / Analisi narratologica di Euripide, Baccanti 1043-1152
Riferimenti bibliografici
Indice dei nomi e delle cose notevoli
Indice dei passi greci e latini

Il Declino dell’UOmo

Il Declino dell’UOmo

Autore/i: Lorenz konrad
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
prefazione dell’autore, traduzione di Andrea Casalegno. pp. 246, Milano

«In questo momento le prospettive dell’umanità sono straordinariamente cupe. È molto probabile che essa stia per commettere, con le armi nucleari che possiede, un suicidio rapido ma tutt’altro che indolore.» L’uomo non è esposto soltanto alla minaccia dell’olocausto nucleare o ai pericoli che nascono dall’inquinamento e dalla distruzione dell’ambiente: c’è una malattia più sottile che lo insidia, ed è il declino delle sue qualità più specificamente umane.
Le cause profonde di questa malattia e i possibili rimedi sono il tema del nuovo libro di Konrad Lorenz. AI crocevia fra discipline diverse, le riflessioni del fondatore dell’etologia sono destinate ad approfondire la discussione aperta dalle sue precedenti, notissime opere «filosofiche», quali L’altra faccia dello specchio, Gli otto peccati capitali della nostra civiltà e Il cosiddetto male.
La polemica di Lorenz è esplicita e investe mentalità diffuse, come gli eccessi dello scientismo, scuole di pensiero quali il comportamentismo americano, e concrete realtà sociologiche quali il dominio della monocultura tecnocratica, identica ovunque, e la concentrazione del potere effettivo nelle mani di pochi grandi gruppi industriali.
Nell’ultima parte del libro Lorenz enuncia le proposte della sua terapia, l’urgenza di risvegliare la sensibilità per i valori, per la bontà, per la bellezza, attraverso il gioco, l’arte, lo stretto contatto con l’armonia della natura vivente. Ancora una volta la voce di Lorenz, chiara e forte, è di quelle che non si possono ignorare.

Konrad Lorenz, Premio Nobel per la medicina e la psicologia, è nato a Vienna nel 1903. Dopo gli studi è diventato, nel 1940, ordinario di psicologia comparata a Konigsberg; nel 1949 ha fondato l’Istituto di ricerca comparata sul comportamento, ad Altenberg (Vienna). Dal 1961 al 1973 ha diretto la sezione di fisiologia del comportamento all’Istituto Max Planck a Seewiesen. Baviera; dal 197 4 è direttore del dipartimento di sociologia animale presso l’Accademia austriaca delle scienze.

Il Vaticano Potenza Mondiale

Il Vaticano Potenza Mondiale

Storia e figura del Papato
Autore/i: Bernhart Josef
Editore: Bompiani
pp. 494, Milano

Ecco un libro che finalmente ricorda al mondo che la storia della Chiesa è parte integrante della cultura generale. Il Vaticano è «la massima centrale di governo» nel mondo, quindi importa conoscerne la funzione politica, accanto alla spio rituale.
Il Bernhart riesce a dare avvincente espressione all’insolubile contrasto fra idea e realtà, fra sacro e profano, fra mondano e spirituale, fra l’assoluto e l’imperfezione di tutte le cose umane. Studia e analizza la costante aspirazione del Papato alla dominazione universale nel campo politico, intesa non nel senso di un impero mondiale unitario il cui Sovrano fosse il Papa, ma nel senso di una cristianità suddivisa in singoli Stati autonomi, ciascuno dei quali riconoscesse la supremazia, anche nel terreno temporale, del Vicario di Cristo.
L’audace sogno non fu chimerico, poichè più d’una volta parve prossimo ad adempiersi: per esempio nei secoli XII e XIII, in cui il Papa donava e toglieva i troni dell’Europa Cristiana.
Quali forme, necessariamente diverse, abbia assunto nei tempi moderni la grandiosa idea papale, che cosa rappresenti ancora, nel mondo contemporaneo e nel gioco degli interessi nazionali, il Papato; questi e altri problemi affini sono sviscerati dall’autore senza nessuna concessione al frivolo aneddoto, al gusto dello scandalo, in uno stile di costante dignità quale il soggetto esige, e associando ad una prodigiosa cultura storica una vivacissima capacità di rappresentazione.

Enigma Nefertiti

Enigma Nefertiti

Il più grande mistero dell’antico Egitto
Autore/i: Quilici Brando; Hawass Zahi
Editore: Mondadori
a cura di Giovanna Cavalli, prologo degli autori. pp. 202, nn. tavv. a colori f.t., 1 cartina b/n, Milano

Tombe reali di Amarna, Egitto. Il fascio luminoso della torcia accarezza la parete grezza. «Nefertiti avrebbe dovuto trovarsi qui» borbotta Zahi Hawass davanti al loculo scavato nell’arenaria, desolatamente vuoto, aggrottando le sopracciglia cespugliose. «Invece non c’è proprio nulla.» La Regina del Nilo è scomparsa senza lasciare tracce. Dopo oltre tremila anni il suo corpo non è stato ancora rinvenuto. Di lei ci resta il magnifico busto di pietra con la corona blu, conservato a Berlino, ideale di bellezza femminile. «Signora della gioia, piena d’amore», Nefertiti era adorata dal popolo, moglie amatissima del faraone «eretico» Akhenaton – che nel XIV secolo a.C. sfidò i potenti sacerdoti di Tebe e si votò al culto dell’unico dio Aton, il Sole -, con lui fondò la città di Amarna, nel cuore del deserto, e alla sua morte salì forse al trono come un vero faraone, con il nome di Smenkhara. L’affascinante ed enigmatica sovrana rimane però uno dei tanti misteri ancora sepolti sotto le sabbie dell’Egitto, forse il più avvincente: dov’è la sua tomba? In molti l’hanno cercata, senza successo. L’ultimo in ordine di tempo è l’archeologo britannico Nicholas Reeves, secondo cui la regina delle regine giace in una cripta segreta nella Valle dei Re, dentro la tomba del figliastro Tutankhamon, il Faraone d’oro, nascosta dietro una parete con il suo favoloso tesoro… L’archeologo Zahi Hawass e il regista Brando Quilici, ci raccontano l’avventura archeologica sulle tracce di Nefertiti intervallandola con aneddoti di viaggio e di avventure sottoterra tra mummie, pipistrelli, serpenti «importuni» e germi letali. Per «braccare» la Bella del Nilo viene schierato un vero arsenale tecnologico, anche se, come sostiene Hawass, «un radar da solo non ha mai scoperto niente in Egitto»: servono l’esperienza e il fiuto dell’archeologo, più una buona dose di fortuna. «Nefertiti, se ci sei, stiamo arrivando.»

Archeologia dell’Impossibile

Archeologia dell’Impossibile

Tecnologie degli dèi
Autore/i: Volterri Roberto
Editore: Eremon
prefazione di Mario Pincherle, introduzione dell’autore. pp. 190, nn. ill. b/n

Sarebbe ben arduo sperare di rintracciare in qualche Museo alcuni dei reperti descritti in questo libro. Perché? Ma è semplice: perché… non esistono o non sono mai esistiti. Almeno ‘ufficialmente’… Questo lavoro vorrebbe, quindi, colmare tale lacuna e dovrebbe essere inteso come un vero e proprio manuale di “Archeologia eretica”, indispensabile a tutti quei ricercatori dell’ignoto che vogliono affrontare uno studio sperimentale sulle “possibili tecnologie antiche”, con l’indispensabile apertura mentale necessaria ad intraprendere una strada irta di ostacoli, ma soprattutto nel pieno rispetto dell’ortodossia scientifica. L’Autore, pur occupandosi in ambito universitario degli aspetti più concreti della ricerca archeologica, ha tentato di ricostruire impossibili oggetti, basandosi in alcuni casi su testi biblici, in altri su testimonianze storiche e in qualche caso facendo “atto di fede” nei confronti di qualche studioso del passato che ha sostenuto di averli visti o di averli realizzati egli stesso. Pila di Baghdad? Arca dell’Alleanza? Lumi eterni? Bussola Caduceo? Specchi ustori? Urim e Tummin? Lente di Layard? Sono degli oggetti “impossibili”… ma non per tutti e, seguendo le indicazioni fornite in questo libro, anche voi riuscirete a realizzarli facilmente!

Roberto Volterri ‘vede la luce’ (forse non per la prima volta) a Roma… nell’altro secolo. Laureato in Archeologia con una tesi sperimentale in Archeometria – ma con ‘non omeopatiche conoscenze’ nel campo dell’Elettronica, della Fisica, della Biologia e di qualche altra Scienza ancora da inventare – si occupa da tempo di Archeometallurgia in ambito universitario. Si interessa dai primi anni ’60 di fenomenologia ESP e degli aspetti meno consueti della realtà, successivamente studiati con semplici apparecchi elettronici da lui stesso progettati, realizzati, messi a punto e poi descritti in alcuni libri dedicati alla ricerca sull’ESP (Extra Sensory Perception), quali Psicotronica (SugarCo, 1976); Enigma Uomo (SugarCo, 1977); Alla ricerca del Pensiero (SugarCo, 1979); Psicotronica, in lingua spagnola, (Martinez Roça, 1981); Dimensione tempo (Aquarius, 1991 e, aggiornato, SugarCo 2004). Si è poi dedicato a ricerche articolate più in ambito storico-archeologico, ma inquadrate da un punto di vista ‘di frontiera’: ha pubblicato Narrano antiche cronache… (HeraBooks, 2002); L’Universo magico di Rennes-le-Château (SugarCo, 2004); Rennes-le-Château e il mistero dell’Abbazia di Carol (SugarCo, 2005); I mille volti del Graal (SugarCo, 2005); Archeologia dell’Impossibile (Edizioni Hera, 2005); Baphomet. Sulle tracce del misterioso idolo dei Templari (SugarCo, 2006); Archeologia dell’Introvabile (SugarCo, 2006); Archeologia dell’Invisibile (SugarCo, 2007); Manuale di Psicotronica sperimentale (Eremon Edizioni 2008); Miracoli? (Acacia Edizioni, 2008); Gli ‘stregoni’ della Scienza (Eremon Edizioni, 2009); Il Laboratorio del Dr. Frankenstein (Eremon Edizioni, 2011). Oltre a circa duecento articoli dedicati alle tematiche ‘misteriose’ pubblicate fin dagli anni Settanta su gli Arcani, su Abstracta e, dal 2000, sulla scomparsa rivista Hera, ha partecipato (alquanto ‘malvolentieri’!) ad alcune trasmissioni radiofoniche (Totem, su RTL 102,5) e televisive sia su reti RAI (Voyager) sia su emittenti private (Stargate e Il Sogno dell’Angelo). Per i prossimi decenni minaccia di pubblicare altri ‘incomprensibili’ libri sulle ‘nostre’ tematiche misteriose…

Opere edite: Manuale di Psicotronica Sperimentale | Gli Stregoni della Scienza | Archeologia dell’Impossibile | Il laboratorio del dottor Frankenstein | Odisee di Sangue | L’Ombra della Clessidra | IFO – Oggetti Volanti Identificati? | I libri dell’Abisso | Gli Stregoni della Musica

Semi di Consapevolezza

Semi di Consapevolezza

La saggezza di Nisargadatta Maharaj
Autore/i: Nisargadatta Maharaj
Editore: Il Punto D’Incontro
a cura di Jean Dunn, introduzione di Ramesh S. Balsekar, traduzione di Sergio Peterlini. pp. 224, Vicenza

Una nuova raccolta di domande e risposte tratte dagli incontri che Maharaj ebbe dal luglio 1979 all’aprile 1980 con cercatori spirituali provenienti da ogni parte del mondo, accalcati nel suo minuscolo soppalco ad ascoltare le penetranti affermazioni sulla Verità manifestate dal più alto stato di coscienza conseguibile.

Nisargadatta Maharaj (al secolo Maruti Kampli) nasce nel 1897 a Mumbai. Il padre lavora prima come domestico a Mumbai, poi come piccolo coltivatore nel distretto di Ratnagiri, nel Maharashtra. Cresciuto secondo la cultura tradizionale indù, Nisargadatta a diciott’anni perde il padre e si trasferisce a Mumbai, dove assieme al fratello apre una manifattura e vendita di bidi (le tipiche sigarette indiane fatte a mano, avvolte in una foglia di tendu). Con gli anni l’attività cresce, arrivando a contare otto negozi. Nel 1924 si sposa e dal matrimonio nascono quattro figli. A trentatré anni conosce il suo maestro, Sri Siddharameshwar Maharaj. Poco dopo consegue l’illuminazione e assume il nome di Nisargadatta Maharaj. Dopo un periodo di vagabondaggi tra i luoghi santi dell’India, torna a casa, dove rimane a dialogare con chiunque lo raggiunga fino al 1981, anno in cui lascia il corpo.

Aristotelismo

Aristotelismo

Autore/i: Falcon Andrea
Editore: Einaudi
introduzione dell’autore. pp. IX-156, Torino

Per la prima volta, questo libro offre al lettore un esauriente resoconto delle complesse vicende della presenza e fortuna della filosofia di Aristotele dalla sua morte, nel 322 a.C., fino alla tarda antichità.

Per Dante Aristotele era «il maestro di color che sanno» e il filosofo per eccellenza. Eppure nell’antichità una simile ammirazione non fu condivisa da tutti e, nei secoli successivi, il filosofo riuscí a imporsi solo dopo molto tempo, alla fine di un contrastato processo di assimilazione. Il volume, che combina divulgazione e ricerca avanzata, si sofferma su alcuni aspetti fondamentali, quali l’apparente assenza della filosofia aristotelica dai dibattiti dell’età ellenistica, il ritorno ad Aristotele nel I secolo a.C., l’aristotelismo di Alessandro di Afrodisia, l’appropriazione e integrazione del pensiero di Aristotele nel platonismo tardoantico. Tra i temi esplicitamente affrontati vi sono il presunto declino del Peripato ellenistico, il ruolo di Andronico di Rodi nella formazione e trasmissione del corpus aristotelico, la presenza del grande filosofo negli scritti pseudo-pitagorici e il contributo di Porfirio alla trasmissione di Aristotele alla tarda antichità. Ne emerge non solo la ricchezza della filosofia che ci ha lasciato Aristotele, ma anche la singolarità del suo progetto, che non ha precedenti né veri e propri successori nel mondo antico.

Andrea Falcon insegna presso la Concordia University di Montreal, Canada. Specialista del pensiero di Aristotele e della sua ricezione nel mondo antico, ha pubblicato le seguenti monografie: Corpi e movimenti: Il «De caelo» di Aristotele e la sua fortuna nel mondo antico (Bibliopolis, 2001); Aristotle and the Science of Nature: Unity without Uniformity (Cambridge University Press, 2005); Aristotelianism in the First Century BCE: Xenarchus of Seleucia (Cambridge University Press, 2011). Ha inoltre curato il Brill’s Companion to the Reception of Aristotle in Antiquity (Brill, 2016). Per Einaudi ha pubblicato Aristotelismo (2017).

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Introduzione. 1. L’età ellenistica. 2. L’età postellenistica: la tradizione peripatetica. 3. L’età postellenistica: oltre la tradizione peripatetica. 4. La tarda antichità. 5. Aristotele alla luce dell’aristotelismo. Bibliografia. Elenco delle fonti. Indice dei nomi antichi. Indice dei passi citati.

La Comunità Cristiana Fiorentina e Toscana nella Dialettica Religiosa del Cinquecento

La Comunità Cristiana Fiorentina e Toscana nella Dialettica Religiosa del Cinquecento

Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del Cinquecento
Autore/i: AA. VV.
Editore: Saverio Becocci Editore
introduzione di Arnaldo d’Addario. pp. 296,nn. ill. a colori e b/n, Firenze

Dall’introduzione di Arnaldo d’Addario:
«La validità di una Mostra si misura anche in funzione dei “segni” e degli” stimoli” che sa offrire ali ’attenzione dei visitatori in merito al problema che ne costituisce l’oggetto. “Segni” delle ricerche già compiute in proposito; “stimoli” che invitino ad allargare orizzonti di ricerca, a procedere con metodi ancor nuovi, secondo nuove linee interpretati ve. Organizzare un’esposizione di questo tipo è l’obiettivo che si sono proposti i realizzatori della Mostra sugli aspetti spirituali del Cinquecento fiorentino che si apre nell’antica chiesa di Santo Stefano al Ponte. Iniziativa che è parte dell’intenso programma di Mostre documentarie ed artistiche, di convegni storiografici, di incontri musicali, promosso dal Consiglio d’Europa sul tema “Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del Cinquecento” e la cui realizzazione è stata affidata alla Chiesa fiorentina, sotto la guida del suo Arcivescovo, con la collaborazione di un gruppo di personalità vaticane, italiane e non italiane; storici, critici d’arte, letterati; sacerdoti e laici.
Era opportuno dedicare una Mostra particolare ad una problematica così delicata qual è quella religiosa, i cui aspetti sono, non poche volte, difficilmente enucleabili dalle altre espressioni dello spirito umano?
Chi prenda in esame la tematica di vita fiorentina del Cinquecento proposta dal Consiglio d’Europa – politica, economica, letteraria, artistica – non può non riconoscere l’importanza dell’elemento religioso come componente essenziale di quella civiltà, così come di ogni civiltà, di ogni cultura; espressione principe, anzi, del sentire umano; conclusione interiore del processo di sviluppo della personalità di ogni uomo e di ogni popolo.
Nel Cinquecento fiorentino in particolare, il fatto religioso appare – ad una considerazione attenta e scevra di preconcetti ideologici e storiografici – di un’importanza notevolissima, anche se commisurata, quanto alla validità, con le espressioni, ben più note e studiate, della religiosità medioevale; generatrice, questa, tra l’altro, di opere di carità e di assistenza (come l’Ospedale di Santa Maria Nuova, gli Innocenti, i Buonuomini di San Martino, la Misericordia) giunte, in piena efficienza, fino addirittura ai nostri giorni.
Prendere in esame gli aspetti della religiosità cinquecentesca equivale – per quanto concerne la problematica fiorentina a riconoscere l’efficacia della lezione religiosa impartita nel secolo XV, non solo ad una “élite” culturale e spirituale ma alle più diverse componenti sociali del popolo, prima da sant’Antonio arcivescovo e più tardi dal Savonarola.[…]»

Nuove Tendenze della Linguistica Storica

Nuove Tendenze della Linguistica Storica

Autore/i: AA. VV.
Editore: Il Mulino
presentazione di Luigi Heilmann, introduzione e cura di Winfred P. Lehmann e Yakov Malkiel, traduzione di Ruggero Stefanini. pp. 212, ill. b/n, Bologna

Il cambiamento linguistico ha recentemente riacquistato un ruolo di primaria importanza nel campo dell’indagine linguistica e si presenta con una problematica teoricamente e metodologicamente rinnovata. Su questo tema, il presente volume interviene attraverso alcuni dei più prestigiosi linguisti contemporanei, mettendo a punto la ancora attuale dicotomia saussuriana tra sincronia e diacronia (Lehmann), l’influenza del livello morfologico sul cambiamento fonetico (Malkiel) e la necessità di individuare un livello morfofonologico (Kurylowicz), proponendo di far funzionare in senso predittivo i risultati acquisiti nel campo dell’indoeuropeistica (Benveniste) e infine elaborando un approccio socio-linguistico – la cui portata teorica e metodologica è a tutt’oggi al centro del dibattito scientifico fra quanti si sono convinti che «le grammatiche in cui il cambiamento si verifica sono grammatiche della comunità linguistica».

Winfred P. Lehmann è professore di germanistica e linguistica all’Università del Texas, Austin.

Yakov Malkiel è professore di linguistica e filologia romanza all’Università della California, Berkeley.

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Introduzione, di Winfred P. Lehmann e Yakov Malkiel. – La dicotomia saussuriana fra linguistica descrittiva e linguistica storica, di Winfred P. Lehmann. – Il paradigma flessivo come fattore determinante di mutamenti fonetici, di Yakov Malkiel. – La nozione di morfo (fo) nema, di Jerzy Kurylowicz. – Trasformazioni ed evoluzione delle categorie linguistiche, di Emile Benveniste. – Fondamenti empirici per una teoria del cambiamento linguistico, di Uriel Weinreich, William Labov, Marvin I. Herzog. – Indice analitico.

I Riti del Costruire

I Riti del Costruire

Commenti alla leggenda di Mastro Manole, La Mandragola e i miti della “Nascita miracolosa”, Le erbe sotto la croce…
Autore/i: Eliade Mircea
Editore: Jaca Book
introduzione e traduzione di Roberto Scagno, prefazione dell’autore. pp. 188, Milano

Questo testo risponde al proposito di Eliade di inserire la sua ricerca come contributo ad una futura filosofia delle culture popolari intesa come sviluppo di una capacità interpretativa atta a cogliere il senso spirituale che si cela nei documenti dei folkloristi, degli etnologi e degli storici delle religioni. Eliade in queste pagine vengono messe a punto le linee portanti dell’«ontologia arcaica» e individuate procedure e regole della creazione folklorica. Traspaiono così la pregnanza e la centralità del ricco patrimonio mitico, simbolico e religioso delle culture popolari dell’Europa balcanica (e in particolare di quella romena, quale «ponte» tra Oriente e Occidente), frutto dell’attività di ricerca e di docenza di Eliade in Romania prima dell’esilio. Tra i modelli simbolici trasmessi dalla spiritualità arcaica al Cristianesimo, e da questo assimilati e trasfigurati, viene qui illustrato il tema iniziatico del sacrificio creatore nei suoi molteplici rapporti e connessioni con i miti cosmogonici e antropogonici e con le leggende popolari relative ai rituali di costruzione, alle piante della vita, alla valorizzazione della morte, alla reintegrazione armoniosa nel Cosmo.

Lettere da Hastings e da Parigi

Lettere da Hastings e da Parigi

1908 – 1914
Autore/i: Teilhard De Chardin Pierre
Editore: Morcelliana
introduzione di Henri De Lubac, traduzione di Lucia Pigni Maccia. pp. 432, tavv. b/n f.t., Brescia

Per quattro anni di seguito, dal 1908 al 1912, Pierre Teilhard de Chardin dimorò nello scolasticato gesuita di Ore PIace (Sussex, Inghilterra). Nel 1912 fu inviato a Parigi a studiare scienze naturali e vi frequentò soprattutto il Muséum, luogo ideale per un’iniziazione metodica alla carriera dello scienziato. Nel 1914, nell’autunno, trascorse due mesi nella solitudine di Canterbury prima di entrare in dicembre nella caserma Gribauval a Clermont Ferrand. Durante questi anni, egli approfittò dei giorni di vacanza per esplorare la flora e la fauna, viventi o fossili, dei dintorni. Dedicò nel 1909 un mese di vacanze a ricerche sul terreno nell’isola di Jersey e, nel 1910, a studi di laboratorio in Olanda, partecipò a spedizioni di geologia e preistoria in Normandia, in Spagna e sulle Alpi. n·13 agosto 1913 ebbe la «fortuna» di trovare «il canino della mascella del famoso uomo di Piltdown». Nel frattempo, iniziava anche l’esercizio del ministero sacerdotale, sperimentando «la forza che dà il sacerdozio per consigliare, confortare e avvicinare Dio». In questi anni scrisse regolarmente ai suoi familiari, geni tori e fratelli, ed ebbe corrispondenza scientifica con Musei e Società geologiche. Qui sono raccolte le lettere ai familiari. esse rinnovano, con la ricchezza delle osservazioni acutissime, con l’eleganza di una scrittura spontanea e precisa, con la testimonianza di una pienezza di vita intellettuale, serena e feconda, l’interesse già suscitato dalle Lettere dall’Egitto. Vi è documentata anche, sebbene sobriamente, la vicenda spirituale, che, pur accogliendo fermenti e stimoli pronti a esplicarsi negli anni di guerra, si nutre con semplicità di pietà sincera e profonda.

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