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Selezione di volumi Aseq Editrice

The Kũfic Inscription in Persian Verses in the Court of the Royal Palace of Mas’ūd III at Ghazni

The Kũfic Inscription in Persian Verses in the Court of the Royal Palace of Mas’ūd III at Ghazni

Autore/i: Bombaci Alessio
Editore: Is. M.E.O.
Preface by author pp. XV-68, XLI tavv. b/n f.t., Roma

Introduction

Between 1959 and 1964 the Italian Archaeological Mission in Afghanistan brought to light tbe remains of a Persian inscription in verse at once historical and monumental; it was of considerable length (about 250 m), carved in floriated Kũfic characters, and because of its overall features appears to be unique. It covered the façades of the main court of a palace that has been tbe object of excavation at Ghazni since 1957. The parts of the inscription that have been preserved afford no evidence as to the date which is obviously the same as that of the palace itself. That it was the residence of the Ghaznavid ruler Mas’ūd III, who was born at Ghazni in 453/1061 and reigned from the 5 shavval 492/25 August 1099 to the shavval of 508/March 1115 can no longer be doubted….

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CONTENTS

Preface

Acknowledgements

Abbreviations

Part I. THE INSCRIPTION

1. Introduction

2. Archaeological data

3. Text and Translation

Part II. COMMENT

1. Epigraphic Comment

2. Historical Comment

a. The background

b. The content of the inscription

c. The cultural significance

Bibliographical Index

A. Primary Sources

B. Studies

Index

List of Illustrations

Concordance

Commedie Latine del XII e XIII Secolo – Vol. II

Commedie Latine del XII e XIII Secolo – Vol. II

Autore/i: AA. VV.
Editore: Istituto di Filologia Classica e Medievale, Università di Genova
Introduzione di Ferruccio Bertini pp. 394, tavv. b/n f.t., Genova

INDICE

Introduzione

De nuntio sagaci, a cura di GABRIELLA ROSSETTI

Tavole fuori testo

Babio, a cura di ANDREA DESSÌ FULGHERI

Goffredo di Vinsauf, De tribus sociis, a cura di ENZO CADONI

De clericis et rustico, a cura di ENZO CADONI

Addendum

Bibliografia

I Resti Ossei Umani delle Necropoli dello Swat (W. Pakistan)

I Resti Ossei Umani delle Necropoli dello Swat (W. Pakistan)

Parte 1 – Butkara II
Autore/i: Alciati Giancarlo
Editore: Is. M.E.O.
Presentazioni di Giuseppe Tucci e Giuseppe Genna.
Introduzione dell’autore. pp. 68, XXVI tavv. b/n f.t., Roma

Estratto dalla Introduzione.

Le ricerche che la Missione Archeologica Italiana del Centro Studi e Scavi Archeologici in Asia dello IsMEO sotto la direzione del prof. G. Tucci sta svolgendo nelle regioni del Pakistan (dal 1955), dell’Afghanistan (dal 1956), dell’Iran (dal 1959) interessano vari livelli, che dalla fase preistorico-protostorica vanno all’islamica attraverso i periodi achemenide, partico, kushana, sasanide, ecc. Esse rispondono ad un programma che converge verso la soluzione di problemi di ordine storico, religioso, artistico e anche biologico in una concezione unitaria dello sviluppo di un popolo.

Accanto all’indagine più strettamente archeologica viene sentita come essenziale l’esigenza dell’analisi completa di ogni classe di reperti. Particolarmente curato e spinto a fondo in tali ricerche è lo studio tecnologico e naturalistico (analisi delle terrecotte, metalli, paste vitree, pietre, stucchi, colori, legno, terre, sostanze organiche, semi, materiale osseo; datazione dei ritrovati per mezzo del radiocarbonio, ecc.). A tal fine collaborano vari Istituti, dal cui continuo scambio di risultati scaturisce una validità di indagine estremamente profonda.

Nel quadro di questa attività, l’Istituto di Antropologia dell’Università di Roma, diretto dal prof. G. Genna, ha accolto l’impegno dello studio del materiale scheletrico umano, in quanto mezzo per la conoscenza biologica degli uomini autori di quelle civiltà. L’indagine è ora accentrata intorno a quanto proviene dallo scavo delle necropoli prebuddhiste di Butkara II, di Kātelai I, di Loebanr I, site nelle valli del Jāmbil e del Saidu (Swat, Pakistan occidentale).

In attesa delle osservazioni antropologiche sulle altre necropoli, vengono qui presentati i dati e i risultati dello studio del materiale osseo proveniente da Butkara II, la prima necropoli scavata in ordine di tempo; lo scavo (1961) fu diretto da M. Taddei sotto la guida di D. Faccenna….

Nelle Terre dei (Sette) Dormienti

Nelle Terre dei (Sette) Dormienti

Sopralluoghi, appunti, spunti
Autore/i: Scarcia Gianroberto
Editore: Graphe.It
pp. 252, in appendice nn. tavv. a colori, Perugia

La leggenda dei «Sette Dormienti di Efeso», insieme con le amplissime tematiche che a essa afferiscono, è notoriamente diffusa sia nel mondo cristiano sia in quello musulmano. La presente opera non costituisce una ripresa della problematica inerente la leggenda, neanche nel suo motivo antropologico di fondo. Aspetti, questi, affrontati a dovere negli studi, fondamentali, di Louis Massignon, prezioso complemento a quanto fornito dalla ricca letteratura esistente in proposito. Si tenta qui semplicemente di individuare alcuni elementi per lo più trascurati, o non adeguatamente segnalati, concernenti aspetti e momenti della vicenda. Formatosi dalla raccolta di appunti occorsi nel tempo, soprattutto nell’occasione di quelli che vengono definiti «Sopralluoghi» dell’Autore in alcuni fra i numerosi siti di ambo i mondi – che ogni tradizione e devozione religiosa vuole, e quasi rivendica, sede per eccellenza dei Dormienti – il presente lavoro diviene, pur ben lungi dall’esaurire le molteplici fattispecie della leggenda, testimonianza della complessa trama intessuta da culture ed esperienze, forse solo in apparenza, distanti tra loro.

Lo Scettro e la Croce

Lo Scettro e la Croce

La campagna di ’Amda Ṣeyon I contro l’Ifāt (1332)
Autore/i: AA. VV.
Editore: Istituto Universitario Orientale
Edizione critica, traduzione e introduzione di Paolo Marrassini pp. 226, Napoli

Estratto dalla Introduzione

Il presente volume contiene l’edizione critica, accompagnata da una traduzione italiana annotata, del racconto della campagna condotta dal re  ’Amda Ṣeyon I (1314-1344) contro i musulmani dell’Etiopia sud-orientale nel 1332. Tale racconto viene generalmente indicato come “Cronaca’’, ma, per il motivo ora esposto, e per quelli sottolineati più avanti (pp. 22 e 43), si cercherà qui di evitare, per quanto possibile, questo termine, pur non essendo in grado di sostiturlo con uno nuovo che sia del tutto soddisfacente. Lo scopo del lavoro è dunque strettamente filologico, e del testo viene data qui la prima edizione critica completa, basata su tutti e sette i manoscritti finora noti; è anche, in un certo senso, letterario, perché ha cercato di rintracciare, sia pure in modo incompleto, un certo numero di paralleli, concettuali e formali che si trovano negli altri testi storici etiopici….

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INDICE GENERALE

Ringraziamenti

Elenco delle abbreviazioni

Introduzione

I. Considerazioni preliminari

II. Dati filologici

III. Particolarità linguistiche

IV. Elementi di contenuto

V. Problemi vari

Avvertenza

Testo e traduzione

I. La ribellione di Sabraddin

II. I sette paesi musulmani

III. La grande coalizione

IV. La campagna finale

Indice dei toponimi e degli etnonimi

Errata corrige

Magistra Barbaritas

Magistra Barbaritas

I Barbari in Italia
Autore/i: AA. VV.
Editore: Libri Scheiwiller
Edizione per conto del Credito Italiano.
Premessa e cura di Giovanni Pugliese Carratelli pp. 694, nn. ill. a colori su tavole doppie e ripiegate, ill. a colori e b/n, Milano

INDICE

PREMESSA di Giovanni Pugliese Carratelli

I BARBARI IN ITALIA NEI SECOLI DELL’IMPERO di Lellia Cracco Ruggini

GLI OSTROGOTI IN ITALIA di Francesco Giunta

STORIA DEI LONGOBARDI di Carlrichard Bruhl

LONGOBARDIA MINORE E LONGOBARDI NELL’ITALIA MERIDIONALE di Cosimo Damiano Fonseca

GLI UNGARI IN ITALIA E I MUTAMENTI TERRITORIALI FRA VIII E X SECOLO di Aldo A. Settia

I VICHINGHI E L’ITALIA NEL IX SECOLO di Albert D’Haenens

L’ARTE NELL’ETÀ LONGOBARDA. UNA TRACCIA di Adriano Peroni

I BARBARI IN ITALIA NELLA STORIOGRAFIA BIZANTINA di Vera von Falkenhausen

LA STORIOGRAFIA NELL’ETÀ BARBARICA. FONTI OCCIDENTALI SUI BARBARI IN ITALIA di Nicola Cilento

DIRITTO E SOCIETÀ NEI REGNI OSTROGOTO E LONGOBARDO di Adriano Cavanna

I GERMANI D’ITALIA: LINGUE E ’DOCUMENTI’ LINGUISTICI di Maria Giovanna Arcamone

LA MONETAZIONE di Ermanno A. Arslan

ASPETTI ARCHEOLOGICI DI GOTI, ALAMANNI E LONGOBARDI di Volker Bierbrauer

SULLE TRACCE DELLA PRESENZA GOTA IN ITALIA: IL CONTRIBUTO DELLE FONTI ARCHEOLOGICHE di Silvia Lusuardi Siena

PRESENZE BARBARICHE IN SARDEGNA DALLA CONQUISTA DEI VANDALI di Giovanni Lilliu

CODICI MINIATI FRA GOTI, LONGOBARDI E FRANCHI di Carlo Bertelli

LIBRI E CONTINUITÀ DELLA CULTURA ANTICA IN ETÀ BARBARICA di Guglielmo Cavallo

CONCLUSIONE. IL CONCETTO DI CLASSICO E L’ALTO MEDIOEVO di Angiola Maria Romanini

The Archaeological Map of the Murghab Delta. Preliminary Reports 1990-95

The Archaeological Map of the Murghab Delta. Preliminary Reports 1990-95

Vol. I – Text and fgures.
Vol. II – Maps
Presentation by G. Gnoli and R. M. Munchaev.
Autore/i: Gubaev A.; Koshelenko G.; Tosi Mario
Editore: ISIAO
Vol. I. pp. 298 ill. b/n, vol. II 3 mappe, Roma

CONTENTS

Presentation, G. GNOLI AND R.M. MUNCHAEV 

Introduction, L. BONDlOLI  AND M. TOSI 

Outline of Recent Geological History of the Kopet-Dagh Mountains and the Southern Kara-Kum, B. MARCOLONGO, P. MOZZI

Palaeohydrography and Middle Holocene Desertification in the Northern Fringe of the Murghab Delta, M. CREMASCHI

Off-Site Archaeological Transects in Northern Margiana, S. CLEUZIOU, V. GAIBOV, A. ANNAEV

Preliminary Analysis of the Bronze Age Material Collected by the Margiana Archaeological Project and a First Chronological Assessment, E. MASIMOV, S. SALVATORI, B. UDEUMURADOV

The Bronze Age in Margiana, S. SALVATORI

Margiana Archaeological Map: The Bronze Age Settlement Pattern, S. SALVATORI

Preliminary Report on Ornamental Elements of “Incised Coarse Ware”, B. CERASETTI

The Pottery Chronological Seriation of the Murghab Delta from the End of the Bronze Age to the Achaemenid Period: a Preliminary Note, M. CATTANI, B. GENITO

The Iron Age in Merv Oasis, B. GENITO

Excavations at Takhirbai-depe (thr-l) (1992-1993). Preliminary Notes, M. CATTANI

A Semiprecious Stone-Working Area Dating to the Late Iron Age on the Surface of Takhirbai-depe, M. VIDALE, P. BIANCHETTI, M. CATTANI

A Preliminary Report on the Faunal Remains at Takhirbai-depe, P.P. JOGLEKAR

Copper Arrowheads Typology and Chronology, S. CLEUZIOU

Trial-trench at Site no. 215, B. GENITO
with an appendix by R. CASTELLI, P. MOZZI

A Clay Sealing fram Site 237, D. COLLON

Language, Ethnicity and Migration in Protohistoric Margiana, G. ERDOSY

The Achaemenids in the History of CentraL Asia, B. GENITO

Survey of the “Antiochus’ Wall”. Preliminary Report on the 1993-1994 Campaigns, A. BADER, P. CALLIERI, T. KHODZHANIYAZOV
with an appendix by D. ANGELUCCI

The Seleucid Period, A. BADER, V. GAlBOV, G. KOSHELENKO

The Parthian Period, A. BADER, V. GAlBOV, A. GUBAEV, G.KOSHELENKO

The Sasanian Period, A. BADER, V. GAlBOV, A. GUBAEV, G. KOSHELENKO

The Mediaeval Period, A. BADER, V. GAlBOV, A. GUBAEV, G. KOSHELENKO

3erv, Margiana, Merv Oasis: a Comparison of the Concepts, A. BADER, V. GAlBOV, A. GUBAEV, G. KOSHELENKO

Introductory Notes to the Site List

Catalogue of Sites

Authors

 

Affrettati Piano

Affrettati Piano

Il cammino interiore e la meditazione di consapevolezza: una strada per la felicità
Autore/i: Pensa Corrado; Papachristou Neva
Editore: Ubaldini Editore
pp. 276, Roma

La coltivazione della mente, la meditazione portata nel quotidiano, la trappola dell’egoismo, la libertà dell’amore, il coraggio, la paura, la felicità, la gratitudine e l’equanimità sono gli argomenti attorno ai quali Corrado Pensa e Neva Papachristou hanno costruito questo volume, volto a illustrare gli aspetti centrali dell’insegnamento del Buddha. All’interno di ogni sezione gli autori affrontano i temi che guideranno il lettore meno esperto alla scoperta delle basi essenziali del cammino interiore e permetteranno, a chi ha già una certa familiarità con la pratica di consapevolezza, o mindfulness, di approfondire i temi fondamentali del buddhismo: la saggezza, l’amore, la compassione, l’etica e la meditazione.

Storia Naturale – Libro XXXVIII – Gemme e Pietre Preziose

Storia Naturale – Libro XXXVIII – Gemme e Pietre Preziose

Autore/i: Plinio Il Vecchio
Editore: Sillabe
Traduzione e note di Chiara Lefons pp. 144, Livorno

Nel libro XXXVII – qui presentato con testo a fronte e con un commento esplicativo – Plinio traccia la storia della scoperta, dell’utilizzo e dell’importanza delle gemme e delle pietre preziose. La trattazione inizia con la descrizione dei pregiati vasi di murra e passa poi al cristallo e all’ambra, che Plinio addita a simbolo dell’irrazionale gratuità delle passioni umane per il lusso. Seguono quindi le vere e proprie gemme: dal diamante alle perle, dagli smeraldi ai berilli, agli opali, quindi i sardonici e gli onici. Plinio conclude la sua esposizione ricordando le pietre denominate in base alle parti del corpo umano, agli animali e alla somiglianza con oggetti inanimati. Si tratta di un testo fondamentale per la conoscenza dell’arte antica e moderna.

I Fenici

I Fenici

Autore/i: AA. VV.
Editore: Bompiani
premessa e direzione scientifica di Sabatino Moscati pp. 768, interamente e riccamente ill. a colori e b/n, Milano

Sommario

Parte prima La civiltà dei Fenici

Una civiltà riscoperta Sabatino Moscati

Chi furono i Fenici Sabatino Moscati

Il territorio e gli insediamenti Sabatino Moscati

Le origini in Oriente Sandro Filippo Bondì

L’andamento della storia Sandro Filippo Bondì

La colonizzazione mediterranea Sabatino Moscati

L’impero di Cartagine Sabatino Moscati

L’avventura di Annibale Giovanni Brizzi

Le navi e la navigazione Piero Bartoloni

Il commercio e l’industria Piero Bartoloni

La questione dell’alfabeto Giovanni Garbini

Le credenze e la vita religiosa Sergjo Ribichini

L’organizzazione politica e amministrativa Sandro Filippo Bandì

L’esercito la marina e la guerra Piero Bartoloni

Parte seconda Le grandi aree

Fenicia Antonia Ciasca

Cipro Vassos Karageorghis

Africa settentrionale M’Hamed Fantar

Sicilia Vincenzo Tusa

Malta Antonia Ciasca

Sardegna Enrico Acquaro

Spagna Maria Eugenia Aubet Semmler

Parte terza Il mondo dell’arte    

Artigianato e arte Sabatino Moscati

L’urbanistica e l’architettura Sandro Filippo Bondì

La statuaria Sabatino Moscati

I sarcofagi Sabatino Moscati

Il rilievo in pietra Sabatino Moscati

Le stele Sabatino Moscati

Le terrecotte figurate Anna Maria Bisi

Le protomi e le maschere Antonia Gasca

I gioielli Giovanna Pisano

Gli scarabei e gli amuleti Enrico Acquaro

Gli avori e gli ossi Maria Luisa Uberti

I bronzi Enrico Acquaro

Le coppe metalliche Sabatino Moscati

La pittura Maria Giulia Amadasi Guzzo

Le uova di struzzo Sabatino Moscati

Le monete Enrico Acquaro

I vetri Maria Luisa Uberti

La ceramica Piero Bartoloni    

Parte quarta I Fenici e gli altri  

Sostrati e adstrati Sabatino Moscati

Fenici ed Egiziani Sergio Pernigotti

Fenici ed Etruschi Enrico Acquaro

Il giovane di Mozia Vincenzo Tusa

L’arte orientalizzante Sabatino Moscati

L’immagine dei Fenici nel mondo antico Federico Mazza

Il mito di Didone Sergio Ribichini

I Fenici in America? Maria Giulia Amadasi Guzzo

Bibliografia generale Maria Teresa Francisi

Schede

Bibliografia schede

Indice dei nomi

Creta

Creta

e la Grecia Preistorica
Autore/i: Matz Friedrich
Editore: Il Saggiatore
introduzione dell’autore, traduzione di Luisa Franchi pp. 304, 57 tavv. a colori, 22 ill. b/n, 50 disegni, 2 carte geografiche, Milano

Dopo di aver illustrato le grandi civiltà artistiche extraeuropee, Il Marcopolo dedica questa sua seconda serie alle più luminose fioriture susseguitesi sul nostro continente. E per cominciare dal principio, muove da un libro su Creta, cioè su un luogo e un’epoca tra i più propizi a illuminarci sulle origini dell’arte occidentale. Nel descrivere, nell’interpretare i grandiosi e splendidi reperti archeologici dell’isola, l’autore non perde mai di vista quell’obiettivo, tiene presenti tutti i nessi storici, stilistici, artistici che ne confermano la legittimità.

Quando gli Ateniesi del V secolo si accinsero a edificare l’Acropoli ideata da Pericle, fermarono la Costruzione dei Propilei per non abbattere le antichissime mura micenee; un oracolo le aveva proclamate inviolabili. Parlavano in esso il senso e il bisogno di una continuità tra i secoli classici e il tempo precedente, «in cui c’erano già i Greci, ma non ancora gli Elleni». Si risale così all’età micenea (secolo XIII a. C.), venuta alla luce con gli scavi intrapresi dallo Schliemann nel 1870. Trent’anni dopo, sir Arthur Evans affrontava il sottosuolo di Cnosso, rivelava la civiltà minoica, in cui si poté ravvisare la fonte di quella micenea.

Si era ormai giunti a Creta; ma per meglio decifrarne il messaggio, ricomporlo in un discorso dove architetture e affreschi, sculture e vasi, sigilli e oreficerie si facciano ancor più parlanti, il Matz retrocede da quei monumenti e oggetti dell’età del bronzo alle testimonianze dell’età della pietra, e legge il «linguaggio delle forme», cioè dell’arte ornamentale preistorica, il solo a cui si possa accedere in mancanza di documenti scritti. Lunga e meravigliosa ascesa, o discesa, verso gli inizi, fatta ancora più palpitante dalla geniale constatazione di una specie di ambivalenza geografica della Grecia, che attraverso le isole egee riceve influssi culturali dall’Asia e dall’Africa, mentre subisce in direzione opposta le spinte delle popolazioni «sottosviluppate». Non per niente la più antica arte nostra comunica ancora così direttamente con noi; alle sue radici si intrecciano problemi e conflitti analoghi a quelli da cui, in altre forme. siamo anche noi investiti.

L’Epopea dei Vichinghi

L’Epopea dei Vichinghi

Autore/i: Pörtner Rudolf
Editore: Garzanti
premessa dell’autore, traduzione dal tedesco di Gianni Pilone-Colombo pp. 400, 34 ill. b/n f.t., nn. ill. b/n, Milano

Li chiamavano vichinghi, normanni, ascomanni, lochlannach, rus. Per gli arabi erano madjus, cioè demoni pagani. Provenivano dalle inospitali terre del nord (Danimarca, Svezia, Norvegia). Per tre secoli e oltre riempirono della loro forza esplosiva i mari e i paesi europei. Fecero guerra al regno dei franchi e alle monarchie anglosassoni, fondarono stati satelliti nel Mediterraneo, il regno di Kiev in Russia, furono pretoriani dei Cesari nell’impero romano d’Oriente. Passarono come una meteora folgorante nei «tempi bui» intorno al Mille. Sulle loro navi velocissime («i levrieri degli oceani») portarono scompiglio e rapina un po’ ovunque, spingendosi sulle coste nord americane 500 anni prima di Colombo. «Erano di tutto un po’: contadini, esploratori e colonizzatori; i marinai più audaci e i guerrieri più temuti dell’epoca; pirati e mercanti; eroi, affaristi e manigoldì; capaci artigiani e organizzatori intelligenti; assassini e artisti di genio; focosi combattenti e freddi calcolatori; individualisti crassi e spregiatori dello stato, ma figli obbedienti del loro clan.»

In questo fittissimo tessuto di fatti e di ipotesi si muove con straordinaria abilità di ricercatore e di narratore lo storico e archeologo Rudolf Pörtner, noto anche in Italia per il bestseller Civiltà romana in Europa. Pörtner ha sottoposto a sottile esame tutta la congerie delle fonti coeve: cronache, documenti, reperti, immagini, simboli, giungendo a un quadro di grande immediatezza. Origini, sviluppi, modalità peculiari di una cultura contadino-guerriero-marinara sono ripercorsi in ogni direzione : antropologica, etnica, sociale, economica, artistica, linguistica. Non tanto una storia di dinastie e di battaglie, quanto una densa epopea quotidiana della vita del singolo in un determinato contesto storico.

Le Dottrine e il Pensiero Politico dell’Islam dalle Origini a Oggi

Le Dottrine e il Pensiero Politico dell’Islam dalle Origini a Oggi

Autore/i: Campanini Massimo
Editore: Ipocan – Libreria Editrice Aseq
pp. 168, Roma

La storia del pensiero islamico è sempre stata solcata da tensioni contraddittorie: tra sovranità e autorità umana, tra opposte concezioni dell’autorità suprema, tra spinte al rinnovamento dei fondamenti teorici e tendenza a salvaguardare gelosamente il passato. Tutto ciò ha condizionato la storia stessa dei paesi islamici generando conflitti e fratture tuttora insanati.
Conoscerlo è dunque fondamentale per comprendere la vicenda storica dell’lslam in generale e per ipotizzare quali tendenze potrebbero segnare l’evoluzione futura del mondo islamico.

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Indice

Prefazione

I fondamenti

Califfato e imamato

Il pensiero contemporaneo

Glossario

Bibliografia

Muḥammad. Vita e Opere del Sigillo dei Profeti

Muḥammad. Vita e Opere del Sigillo dei Profeti

Autore/i: Lo Jacono Claudio
Editore: Ipocan – Libreria Editrice Aseq
pp. 136, Roma

Il volume dedicato a Muḥammad, condotto sulle fonti arabe più autorevoli e sugli studi più aggiornati a livello internazionale, mette in luce gli aspetti umani e spirituali di colui che i musulmani considerano l’ultimo profeta, ricordando le tappe storiche più significative del difficile percorso che ha portato alla definitiva affermazione del messaggio religioso di cui era portavoce nella regione peninsulare araba del Ḥiǧiāz

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Indice

La Penisola Arabica

Il dromedario

Gli Arabi

L’ambiente spirituale arabo

I Qurayš

Muḥammad figlio di ’Abd Allāh

Il restauro della Ka’ba e il matrimonio

La rivelazione e la predicazione a Mecca

Dār al-Arqam e Piccola Ègira

L’anno “del dolore”

L’Ègira

L’Islam combattente

La nascita della Umma

Il ğihād. La vittoria di Badr

Il disastro sotto l’Uḥud

L’assedio di Medina

Lo sterminio dei Qurayẓa

L’accordo di al-Ḥudaybiyya

La conquista di Mecca

La vittoria di Ḥunayn. L’epilogo

Cronologia

Glossario

Indice onomastico e toponomastico

Bibliografia

Raccolta di Scritti Editi e Inediti – V. Astrologia – Astronomia – Geografia

Raccolta di Scritti Editi e Inediti – V. Astrologia – Astronomia – Geografia

Autore/i: Nallino Carlo Alfonso
Editore: Ipocan
Ristampa anastatica dell’edizione del 1944 pp. 558, Roma

INDICE

I. – Astrologia e astronomia presso i Musulmani

II. – Storia dell’ Astronomia presso gli Arabi nel Medio Evo

1. Introduzione

2·5. Definizioni, divisioni e contenuto dell’ astronomia
presso gli Europei e presso gli Arabi

6·11. Fonti arabe per le notizie sugli astronomi e le loro opere

12·19. Nozioni astronomiche degli Arabi preislamici; il nasī; le stazioni lunari; gli anwā

20. Primi studi astronomici dei Musulmani

21-24. Libri astronomici indiani tradotti in arabo

24·27. Versioni arabe di libri astronomici persiani

28. Libri greci di astronomia e astrologia tradotti in arabo

29·33. Lode dell’astronomia in libri religiosi musulmani. Principii di trigonometria

34-35. Rotazione apparente della sfera celeste; opinioni degli antichi e degli Arabi; rotazione della terra

36. Sfericità della terra

37-40. Misure della grandezza della terra: misure greche; misura araba; misura moderna

III. – Biografie di astrologi e astronomi arabi (Albohali, Albubather, al-Khuwārizmī, Abū Ma”shar, Alfragano, Thābit ibn Qurrah, Albatenio,  Abū ’l-Wafā, al-Būzagiānī, Alcabizio, Ibn Yūnus, al-Birūnī, Albohasen Haly, az-Zarqālī, Giābir ibn Aflaḥ, Alpetragio, Abū ’l-Ḥasan ’Alī al-Marrākushi)

IV. Astrolabio

V. – Del vocabolo arabo «niṣbah» (con «ṣād»

VI. – «Zarq» o «rizq» nell’ astrologia araba popolare?

VII. – Del vocabolo «qaṭ» nell’ astrologia araba

VIII. – Etimologia araba e significato di «asub» e di «azimut» con una postilla su «almucantarat»

IX. – Zu Giaghmīnī’s Astronomie

X. – Il valore metrico del grado di meridiano secondo i geografi arabi.

XI. – al-Khuwārizmī e il suo rifacimento della Geografia di Tolomeo

XII. – Un mappamondo arabo disegnato nel 1579 da ’Alī ibn Aḥmad ash-Sharafi di Sfax

XIII. – Recensione: G. R. KAVE, The astronomical observatories of Jay Singh

Dagbani Basic and Cultural Vocabulary

Dagbani Basic and Cultural Vocabulary

Autore/i: Baldi Sergio
Editore: Università degli Studi di Napoli L’Orientale
With the assistence of Mahmoud Adam pp. 148, Napoli

Introduction

Dagbani (Dagbanli, Dagbamba, Dagomba, Dagbane) belongs to the Western-Oti-Volta branch of the Gur languages, which is a part of the larger Niger-Congo language family (Olawsky 1996: 3). It is spoken in the Eastern part of the Northern Region of Ghana by approximately 300,000 people (746,924 according to the 2000 Ghana Population Census) and in north-western Togo by more or less 150.000 people. Tamale and Yendi are the main towns in Ghana, where the largest communities are found.

There are no special names far dialects. But the main dialects, centred on Tamale in the West, and Yendi in the East, are generally accepted. The differences affect mainly details of pronunciation and vocabulary, the structure of language remains uniform throughout the area. Number of speakers are probably about equal for the two.
Historically the dialect of Yendi, the capital, was the standard, but nowadays the dialect of Tamale as the administrative and publishing centre is the standard…

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CONTENTS

Foreword

1. Introduction

2. Bibliography

Cultural vocabulary/Vocabulaire culturel

aOOO Human/Personne humaine

bOOO Bodyparts/Parties du corps

cOOO Nouns and adjectives/Noms et adjectifs

dOOO Locatif/Localisation

eOOO Pronouns/Pronoms

fOOO Verbs/Verbes

Basic vocabulary/Vocabulaire fondamental

A000 Wild animals/Animaux sauvages

A200 Domestic animals/Animaux domestiques

A500 Bee-keeping/Apiculture

B000 Fishing, hunt, weapons/Peche, chasse, armes

B200 Horse and equipment/Cheval et hamachement

C000 Plants/Plantes

C200 Trees/Arbres

D000 Agriculture/Agriculture

E000 Compound/Concession

F000 Kitchen/Cuisine

F200 Food/Nourriture

F500 Brewery/Brasserie

G000 Clothes, jewellery/Vetements, bijoux

H000 Weaving, dyeing/Tissage, teinture

1000 Planting, basketry/Tressage, vannerie

J000 Leather work, leather goods/Travail du cuir

K000 Metal-working/Métallurgie

L000 Pottery/Poterie

M000 Wood-working/Travaux du bois

N000 Market/Marché

O000 Human beings and kinship terms/Êtres humains et parenté

P000 Government and law/Gouvernement et droit

Q000  Music, dance, play/Musique, danse, jeu

R000 Religion/Religion

R500 Disease/Maladie

S000 Time and season/Temps et saisons

S200 Environment/Environs

Z000 Numbers/Nombres

Index of Dagbani Terms

English Index

Prench lndex

Arabic lndex

Index of Hausa Terms

Index of Scientific Names

Devinettes Masa

Devinettes Masa

Autore/i: Baldi Sergio
Editore: Università degli Studi di Napoli L’Orientale
pp. 90, Napoli

Introduction

La langue masa, vùn màsàna, connue aussi sous les noms de massa, masana et “banana”, est une langue parlée au Tchad par 109093 personnes (recensement 1993) dans la préfecture Mayo-Kebbi et la sous-préfecture de Bongor, le long du fleuve Logone. Elle est parlée aussi au Cameroun par un nombre équivalent de locuteurs, sous la forme des variantes dialectales suivantes: yagwa, bongor, walia (walya), domo, bugudum (budugum), gumay. Le dialecte de Yagoua est compris par l’ensemble des locuteurs des autres variétés de la langue.

Les Masa ont leur religion traditionnelle, mais il y a aussi parmi eux des chrétiens et des musulmans….

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TABLES DES MATIERES

Avant-propos

1. Introduction

1.1. Nom de la langue

1.2. Situation géographique

1.3. Populations voisines

1.4. Histoire

1.5. La langue masa

1.6. Classification proposée

1.7. La structure syllabique

1.8. Les voyelles

I. 9. Les tons

1.10. Les devinettes chez les Masa

2. Bibliographie

Devinettes masa

[…]

Abréviations

Index des mots-clés

Index masa-français

Index français-masa

Index des noms scientifiques

Moksha

Moksha

Scritti sulla psichedelia e sull’esperienza della Visione
Autore/i: Huxley Aldous
Editore: Mondadori
A cura di Michael Horowitz e Cynthia Palmer.
Premessa di Humphry Osmond.
Prefazione di Albert Hofmann.
Introduzione di Alexander T. Shulgin.
Traduzione di Mariagiulia Castagnone.
Con uno scritto di Edoardo Camurri. pp. 336, Milano

Nel 1953 Aldous Huxley sperimentò in prima persona gli effetti della mescalina, una sostanza allucinogena ricavata da un cactus che i nativi americani usavano nei loro riti sciamanici. Lo scrittore arrivò così a vedere una nuova essenza delle cose, anticipando di decenni le future acquisizioni delle neuroscienze sulle potenzialità della mente umana: esperienze che Huxley avrebbe cercato di spiegare in molti dei suoi scritti successivi. Questa antologia raccoglie quei testi, profetici e visionari, tratti sia dai romanzi “Il mondo nuovo” e “L’isola“, sia da saggi come “Le porte della percezione” e “Paradiso e inferno“, sia da articoli, interviste, discorsi, lettere. Le parole di Huxley contengono un invito, ancora oggi attuale, a liberarsi (“moksha“, in sanscrito, significa appunto “liberazione”) dai condizionamenti culturali della civiltà ipertecnologica e ad abbracciare una visione del mondo mistica e trascendentale le cui esperienze e percezioni ottenute “nell’altro mondo” possono aiutarci a vivere meglio “in questo mondo”, aprendo alle possibilità di una creatività infinita.

La Guida allo Yoga della Harvard Medical School

La Guida allo Yoga della Harvard Medical School

Un programma di 8 settimane elaborato su base scientifica
Autore/i: Wei Marlynn; Groves James E.
Editore: Mondadori
Traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi pp. 356, ill. b/n, Milano

“Il libro che state leggendo è diverso dagli altri volumi sullo yoga, perché fornisce un punto di vista medico, basato sui risultati di ricerche scientifiche.

In queste pagine mettiamo a vostra disposizione la nostra esperienza di medici che praticano lo yoga e lo utilizzano nell’esercizio clinico per trattare stress, ansia, depressione, dipendenze e disturbi post-traumatici.

Quello che vi indichiamo è un programma di 8 settimane, semplice ed elaborato su base scientifica, che unisce le posture dello yoga con la respirazione, la meditazione e l’autocompassione, per un benessere totale.”

Marlynn Wei e James  Groves

La Via del Compagno

La Via del Compagno

Lavori in Secondo Grado e alcune variazioni
Autore/i: R.L. Iside 1481
Editore: Tipheret
pp. 132, ill. b/n, Acireale – Roma

Il grado di Compagno spesso viene ingiustamente sottovalutato. Lo si considera un momento di transizione. In realtà rappresenta un momento fondamentale nella formazione del Libero Muratore. Se il compito dell’Apprendista è quello di imparare, dal Compagno ci si attende che sappia mettere in pratica ciò che ha appreso. Il lavoro quindi è al centro della attività del Compagno, un lavoro che si è svolto in una sfera meno materiale i cui risultati traspaiono dalle tavole che fanno parte di questa pubblicazione. La parola negata all’Apprendista è stata concessa solo per far comprendere che le parole non servono. L’Io non conta, conta il noi. Lungo il cammino intrapreso abbiamo imparato a vedere con gli occhi del Fratello, ascoltare con le orecchie del Fratello, gustare con la bocca del Fratello, toccare con la mano del Fratello. Abbiamo imparato a essere partecipi della realtà e condividerla. Abbiamo imparato che i sensi vanno dominati, non repressi. Abbiamo condiviso il nostro cuore strappandolo dal petto per offrirlo al Fratello. Il volume è completato dalle Tavole scolpite dai Maestri della Iside 1481 in occasione di eventi esterni.

Lavori della R.∙. Madre L.∙. La Sebezia all’Oriente di Napoli

Lavori della R.∙. Madre L.∙. La Sebezia all’Oriente di Napoli

Primo Grado Simbolico o Apprendista Libero Muratore
Autore/i: AA. VV.
Editore: Tipheret
a cura di Giovanni Marischi pp. 52, Acireale – Roma

Dopo il 1860 anche se numerose e profonde erano le divisioni in seno alla Massoneria italiana (specie per le rivalità fra il Rito Scozzese e il neonato Rito Simbolico Italiano, oltre che fra i diversi Supremi Consigli, sedenti nelle antiche capitali degli staterelli italiani) si andava sentendo sempre più l’esigenza di riunire ciò che era sparso. In tal senso, tralasciando le vicende, non sempre nobili ed eroiche dei Massoni italiani, soccorre la pubblicazione dei primi rituali italiani a stampa. Uno di questi viene pubblicato a Napoli, nel 1864, sotto il titolo di Lavori della R.∙. Madre L.∙. La Sebezia all’Oriente di Napoli. Il libriccino consta di 52 pagine, e riporta una Prefazione, una “Protesta”, il Rituale per l’apertura dei lavori, un Catechismo a domande e risposte, che occupa la massima parte del libriccino, poi la chiusura de’ Travagli. Le pagine successive sono dedicate ai Banchetti o agapi. Inoltre troviamo una “Osservazione necessaria sopra i sette brindisi ordinari”, diverse prescrizioni pratiche, e la “Spiegazione di alcuni Misteri relativi al grado di Apprendista L∴M∴”. Infine un’Appendice.

Marmora Romana

Marmora Romana

Autore/i: Gnoli Raniero
Editore: La nave di Teseo
pp. 396, ill. a colori f.t., ill. b/n, Milano

Pubblicato per la prima volta nel 1971, Marmora romana raccoglie e analizza i diversi di tipi di marmo utilizzati nell’antica Roma e nelle propaggini del suo impero, in Europa e in Africa. Gnoli ripercorre la storia di queste pietre, il viaggio dalle cave da cui viene estratto, la scelta di ciascun materiale a seconda delle sue caratteristiche estetiche e tecniche, i campi di applicazione nelle architetture civili e sacre, la loro presenza nella letteratura e nelle fonti storiche. Il testo è accompagnato da un apparato iconografico che illustra i marmi, le venature, i colori delle pietre, i loro utilizzi statutari ed edili – completamente ridigitalizzato in alta definizione.

“Raniero Gnoli, illustre studioso di sanscrito, in questo libro si occupa dei diversi tipi di marmo trovati a Roma e in altri luoghi d’Europa e dell’Africa settentrionale; ne descrive le cave di provenienza, la loro importanza per i popoli dell’antichità, la loro presenza nella letteratura. É un lavoro che rivela quanto ampi siano i campi di ricerca che l’autore ha esplorato a fondo, ed è un esempio dei suoi molteplici interessi. L’opera, di grande precisione filologica e ricchissima di informazioni, sarà estremamente utile agli archeologi, ai letterati, agli studiosi di arti e mestieri, e a quanti si interessano al significato che nelle varie epoche veniva attribuito alle pietre. Magnificamente stampato con ottime illustrazioni sia a colori che in bianco e nero, il volume è un esempio di profonda e umanistica dottrina”. Giuseppe Tucci, East and West

Il Paganesimo Contemporaneo

Il Paganesimo Contemporaneo

Dissipare errori e confusioni
Autore/i: AA. VV.
Editore: Victrix
A cura dell’ A.R.Q. pp. 84, Forlì

Questo scritto avvia un’ampia trattazione relativa ai vari fenomeni connessi con lo spiritualismo paganeggiante irregolare, variamente configurato in diverse formazioni di tipo “pagano”, “gentilizio”, “classico” o “romano”. La trattazione che svolgeremo ha la funzione di esaminare oggettivamente la natura di diversi fenomeni e organizzazioni, per verificarne la regolarità rispetto alla tradizione religiosa a cui ciascuno di essi vorrebbe richiamarsi. Lo scopo è quello di fornire un criterio, non estraneo alle linee programmatiche dei vari enti, e conforme al criterio di verità che fonda le religioni tradizionali, per orientare il pubblico nella comprensione della natura delle varie iniziative, al fine di indirizzare precise scelte, senza subire gli sviamenti profani di una psudoreligiosità che nulla ha di autenticamente religioso e tradizionale.

Ponendo il fuoco sulla reale essenza delle varie attribuzioni identitarie, “romano”, o “pagano” o “gentile”, valuteremo la coerenza e l’effettiva validità formale e sostanziale di ciascuna di esse. Il criterio oggettivo di valutazione si trova nel principio di autorità a cui le tradizioni religiose regolari si sono sempre attenute, il rispetto di questo principio si trova nelle fonti scritturali delle tradizioni chiamate in causa, le sole che possono dirimere autorevolmente ogni dubbio e liberare dal giudizio arbitrario, soggettivo ed individualistico, basato solo su opinioni umane. Purtroppo, come vedremo, molti dei fenomeni esaminati non attengono alle religioni tradizionali, ma sono basati su pregiudizi storici, letterari ed ideologie profane, inoltre sono caratterizzati dall’individualismo pseudoreligioso moderno, da una licenziosa ribellione ad ogni forma di autorità e spesso anche da un ateismo ammantato di fede religiosa, uno stato che imprigiona ormai le coscienze degli uomini della società postmoderna.

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Sommario

Capitolo I

Un primo sguardo al “paganesimo” attuale 

a. Introduzione
b. Errori diversi concernenti il paganesimo
c. La costituzione dell’uomo moderno quale base dell’attuale “paganesimo”
d. La modernità e lo sviluppo del “paganesimo” contemporaneo
e. Un primo sguardo su alcune forme del paganesimo contemporaneo
e.1. Alain De Benoist, la nuova destra militante e il paganesimo caricaturale 26

Capitolo II 

La natura del “paganesimo” contemporaneo: pericoli, sviamenti e danni 

a. Cosa vuol dire essere paganvs
b. Alcuni criteri di distinzione delle religioni antiche non cristiane
c. Errori e confusioni del “paganesimo” moderno
d. Il “paganesimo” postmoderno e la radicalizzazione delle aberrazioni
e. Alcune organizzazioni del paganesimo postmoderno
f. Un caso particolare: l’European Congress of Ethnic Religions (E.C.E.R.)

Julius Evola e l’Alterazione della Ricerca Regolare dell’Iniziazione: Problemi, Pericoli, Danni

Julius Evola e l’Alterazione della Ricerca Regolare dell’Iniziazione: Problemi, Pericoli, Danni

Autore/i: Viola L. M. A.
Editore: Victrix
pp. 98, ill. b/n, Forlì

Questo scritto avvia una serie di esami dei punti fondamentali dell’opera evoliana, al fine di mettere in luce il senso di diversi indirizzi proposti da Evola e delle conseguenze che sono derivate da essi. Gli esami saranno svolti in profondità, per cogliere molti elementi che, con una lettura critica non adeguata e non qualificata degli scritti evoliani, non possono essere colti. A oltre quaranta anni dalla scomparsa di Evola si accrescono le manifestazioni di “devozione” nei suoi confronti, oggi ormai queste iniziative sconfinano nella “evolatria” e nel “fondamentalismo evoliano”. Vi è chi pensa persino di “divinizzare” Evola, erigendo ad esso altari e collocandolo fra i “Lari”, o persino elevandolo fra i “nostri Maggiori”, per tributargli poi offerte e preghiere. La “nuova religione” evolista costituisce ormai il termine finale di una deriva in senso evolatrico, che causa conseguenze negative di diverso genere, le quali si aggiungono a tutti gli sviamenti, le confusioni e gli errori compiuti dal “maestro”. La spropositata esaltazione di Evola, la valutazione fideistica della persona e dell’opera, senza un’esatta disamina delle stesse fondata su una prospettiva rigorosamente tradizionale, spinge diverse persone a rifarsi ad Evola come ad una “autorità spirituale” affidabile, sia per la ricerca dell’iniziazione, che per la disciplina iniziatica, oppure per altri domini, senza che queste adesioni abbiano fondamenti tradizionali adeguati.

Frammenti vedici dai Brāhmaṇā

Frammenti vedici dai Brāhmaṇā

Autore/i: Lorenzoni Alessandro
Editore: Youcanprint
pp. 126, Tricase (LE)

Quali insegnamenti sono racchiusi nei testi dell’India vedica, trasmessi solo da brāhmaṇà a brāhmaṇà, e concepiti solo per il brāhmaṇà, per lo kṣatríya? In questo libro, i frammenti delle testimonianze vediche in prosa sono riuniti in modo tale da far emergere un’originale conoscenza della natura divina (e umana). Infatti, Prajāpati genera, «emette» le creature, le «geniture». Ma le geniture sono solo il cibo, per Prajāpati. Le geniture sono solo per Prajāpati. Per il śraíṣṭhya. Così, Prajāpati emette gli armenti. Per sottometterli. Inoltre, il brāhmaṇà, lo kṣatrá conseguono Prajāpati. Così, sono soltanto gli armenti, la vís (la «moltitudine»), solo per il brāhmaṇà, per lo kṣatrá. E gli uomini – una volta per il rājanyá – sono come gli armenti. Perciò, alla fine, il brāhmaṇà intraprende la ’rinuncia’: «Quindi, piuttosto, dato tutto, erra» (SBK, 4, 9, 1, 10).

Il Paradiso sulla Terra

Il Paradiso sulla Terra

Spunti di catechesi liturgica nella messa
Autore/i: Borserini Emanuele
Editore: D’Ettoris Editori
prefazione di mons. Guido Marini pp. 238, Crotone

«Pochi riusciranno a scorgere il potente dramma soprannaturale in cui pure fanno ingresso ogni domenica», così in un suo recente libro Scott Hahn si accinge a parlare della celebrazione dell’Eucaristia. Una constatazione che sta anche alla radice di questa riflessione che, lungi dall’addentrasi in spinose questioni teologiche ma descrivendo passo passo e con semplicità il rito della Messa, desidera far intravvedere quel potente dramma, la continua discesa del cielo sulla terra. È il dramma della nostra fede, che per esprimersi in pienezza ha bisogno di un ambiente specifico costituito dalla liturgia della Chiesa, come ricorda papa Francesco nell’enciclica Lumen fidei (n. 40). Le occasioni, dunque, non sono ricercate altrove per dire qualcosa sulla Messa ma esistono nella Messa perché «la migliore catechesi sull’Eucaristia è l’Eucaristia ben celebrata» (Benedetto XVI).

Una Favola per la Ragione

Una Favola per la Ragione

Miti e storia nel «Flauto Magico» di Mozart
Autore/i: Musto Renato; Napolitano Ernesto
Editore: Bibliopolis
pp. 276, Napoli

Evocazione fantastica, mito e favola popolare, rituale d’iniziazione massonico, il “Flauto magico” si rivela ancora oggi una presenza simbolica estesa ben oltre i luoghi tradizionali del teatro d’opera, segno di una rinnovata corrispondenza tra un messaggio del passato e la sensibilità del presente. Questo libro esplora le ragioni del fascino segreto del Singspiel mozartiano che, con la misteriosa promessa di una verità nascosta, ha sedotto filosofi e poeti, pittori e registi. La musica di Mozart, capace di svelare ogni moto del cuore umano, affronta, in quest’opera, la complessa dialettica tra sentimenti privati e volontà collettive.

Trattato degli Scrupoli

Trattato degli Scrupoli

Autore/i: Duguet Jacques-Joseph
Editore: Rusconi
Testo francese a fronte.
Introduzione, traduzione e apparati di Domenico Bosco pp. 310, Milano

Autore non disprezzato di una ricchissima produzione che spazia dalla morale alla politica, dall’esegesi alla spiritualità; uomo di cultura e di gusto di cui Voltaire parlava con rispetto e che la pur celebrata autrice di La princesse de Clèves, Madame de Lafayette, ebbe modo appieno di apprezzare; riconosciuto maestro per la «musica interiore della sua frase». (Julien Green), Jacques-Joseph Duguet (1640-1733) appartiene a quella grande famiglia di spiriti che nel Seicento – secolo di Agostino – si vollero «agostiniani», port-royalisti e giansenisti… e attenti scrutatori del cuore umano. E di quella scuola e della grande tradizione dei moralisti classici, vive il Trattato degli Scrupoli (1717), un’opera ricca di dottrina e … di tatto: un gioiello di psicologia, di morale, e di spiritualità. Analista sottile dello scrupolo nelle sue cause (e concause), non banale osservatore dell’ être, del paraitre e di ciò che si dà ancora più profondo alle radici dell’anima e che causa sofferenza e … paralisi. Duguet ci fa entrare tra i paesaggi dell’interiore, in quelle «terre sconosciute» che un grande contemporaneo (La Rochefoucauld) perimetrava e su cui non pochi autori volevano gettar luce: per dare e creare pace.

“L’Arte Militare” di Flavio Renato Vegezio

“L’Arte Militare” di Flavio Renato Vegezio

Autore/i: Angelini Antonio
Editore: Ufficio Storico SME
Traduzione e commento.
In appendice, testo originale dell’opera e glossario militare latino pp. 304, ill. b/n, Roma

Nota del Traduttore

Una nuova edizione del «De re militari» di Flavio Renato Vegezio trova giustificazione nell’esigenza di diffondere ai giorni nostri un’opera che ha goduto di enorme favore nel passato, dal quinto al diciottesimo secolo, e che oggi è pressochè sconosciuta ai più, ove si escluda la ristretta schiera degli studiosi.

Il motivo di fondo della scarsa notorietà attuale è da ricercare, a nostro avviso, nella difficile accessibilità del linguaggio, in quanto le traduzioni dai diversi «codici» latini pervenutici si ascrivono in gran parte al tardo medioevo ed al periodo rinascimentale, mentre le meno remote si collocano soltanto tra il seicento e l’ottocento.

Anche l’edizione romana del 1937, curata da Leone Andrea Maggiorotti, riproduce il testo ottocentesco di Temistocle Mariotti, senza dubbio magistrale ma ormai superato perchè di non facile comprensione.

Si è ritenuto utile, pertanto, procedere ad una nuova traduzione dell’opera per offrirne una lettura agevole e consentire di apprezzarne l’intrinseca validità sia sul piano storico sia sotto l’aspetto strettamente militare.

È stato necessario, talvolta, indulgere a libere interpretazioni del pensiero di Vegezio, senza tuttavia venir meno alla indispensabile fedeltà concettuale, nella costante preoccupazione di conferire all’espressione italiana la massima consentita aderenza alla corrispandente locuzione originale.

Per il testo latino, si è preso in considerazione quello pubblicato da Firmin-Didot e C. in Parigi nel 1878, che segue l’«editio» di Schwebelius.

Civiltà della Magna Grecia

Civiltà della Magna Grecia

Autore/i: Napoli Mario
Editore: Eurodes
pp. 438, 64 tavv. b/n f.t., 14 ill. b/n, Roma

Estratto dal cap. I – Roma ed Atene

Il rinnovato interesse della ricerca storica ed archeologica per la Magna Grecia, ripropone, sotto aspetti completamente nuovi, la funzione svolta, nell’ambito della storia della civiltà, da questa regione, non più intesa come semplice appendice, o, all’opposto, come aspetto periferico e deteriore della grecità. Lo storico suggerisce una tematica più articolata e pertanto anche più valida, sulla suggestione della quale l’archeologo ricerca sul terreno da alcuni anni, e pone in luce, documenti nuovi, con una indagine non più occasionale e frammentaria, ma rigorosamente programmata, così rifacendosi, in un certo modo, agli esempi di un Paolo Orsi o di un Umberto Zanotti Bianco.

D’altra parte, gli esiti di questa mutata impostazione storica e la ricchezza dei dati reperiti dall’indagine archeologica sembrano rendere oggi più arduo ed in parte prematuro un discorso sulla civiltà della Magna Grecia, nel senso che, risottoposte al vaglio critico, di una mutata critica, verità che sembravano ormai comunemente accettate, molte di queste si sono dissolte, mentre i rinvenimenti archeologici stimolano a loro volta, nella loro trasposizione nel campo storico, problemi nuovi e non sempre ancora chiari. Si è, in altri termini, in un momento di faticosa ricostruzione, pur tuttavia crediamo non solo possibile, ma anche necessario, tracciare uno sguardo di insieme, fare il punto, cioè, della situazione, e ciò anche per corrispondere ad un interesse sempre più vivo che va determinandosi intorno alla Magna Grecia nei più vari ambiti culturali.

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