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Selezione di volumi Aseq Editrice

Selezione di volumi

Storia del Giappone

Storia del Giappone

Passato e presente
Autore/i: Reischauer Edwin O.
Editore: Rizzoli
prefazione e introduzione dell’autore, introduzione di G.B. Sansom, traduzione di Delfo Ceni. pp. 416, nn. cartine b/n, Milano

Il soggetto di questo libro riveste per il pubblico italiano un interesse particolare, sia per la scarsità di opere da noi pubblicate sull’argomento, sia per i temi di fondo della società giapponese che, in gran parte, si avvicinano ai nostri. Sovrappopolazione, mancanza di insorse naturali, sviluppo di un’industria di trasformazione e lo stimolo ad ingegnarsi. Il passaggio, come per l’Italia di questo dopoguerra, da una società ancora a struttura agricola e patriarcale ad una società industrialmente avanzata, con tutti gli squilibri, le tensioni sociali e i problemi che un tale genere di trasformazione inevitabilmente comporta.
Il Giappone, il cui moderno sviluppo costituisce un caso particolare nell’evoluzione dei paesi asiatici venuti a contatto con il mondo occidentale, rivela sorprendenti parallelismi anche con la storia di altre nazioni europee. Da una parte, la sua doppia eredità, costituita da una cultura originaria e dalla ben più alta civiltà cinese, richiama quella, delle primitive radici germaniche e della civiltà romana, propria dei paesi dell’Europa settentrionale. Dall’altra, come per l’Europa settentrionale, anche per il Giappone la vera stona comincia quando questa superiore civiltà continentale si combina con le più semplici tradizioni locali e dà vita a una cultura, sostanzialmente figlia della cinese, ma con caratteri e lineamenti propri, che le derivano dal diverso ambiente geografico e dall’incorporamento della tradizione locale.
Il libro del Reischauer traccia m maniera agile lo sviluppo storico del Giappone dalle origini appunto quelle in cui sono rintracciabili e avvertibili gli influssi cinesi sulla cultura locale al lungo e quanto mai complesso processo feudale, fino alla sua nascita come nazione moderna. Le cannoniere del commodoro Perry, aprendo il paese al commercio con l’Occidente, misero in moto una spirale di squilibri economici che spinse il Giappone a modernizzarsi per non soccombere all’imperialismo delle nazioni industriali dell’epoca.
Gran parte di questo mutamento, secondo Reischauer, fu dovuto alla classe dei samurai – che detenevano il potere ai gradini più bassi – incarnazione dello spirito genuino del Giappone antico. I Samurai, i più colpiti dalla «rivoluzione dei prezzi» seguita all apertura commerciale del paese, compresero la necessità di un forte governo centrale; entrarono a far parte della sua amministrazione e del suo esercito, ne costituirono l’ossatura e il perno su cui si poté realizzare la nascita del Giappone moderno, che divenne la culla di tutti i successivi nazionalismi asiatici.
Sulla base di queste premesse essenziali, l’autore, profondo conoscitore del paese – dove è nato e ha vissuto a lungo, e dove è stato ambasciatore degli Stati Uniti – penetra e sviluppa la storia successiva dall’espansionismo asiatico allo scontro russo-giapponese, dalla prima guerra mondiale all imperialismo giapponese e alla seconda guerra mondiale, per ricomporre, poi, la storia, ricca di problemi sociali, politici e culturali e di profondissime trasformazioni, di questo dopoguerra, dal «proconsolato» di MacArthur all’attuale boom economico e tecnologico.

Hannah Arendt: Nostalgia della Polis o Modernismo Politico?

Hannah Arendt: Nostalgia della Polis o Modernismo Politico?

Autore/i: Antonini Erica
Editore: Jouvence
premessa dell’autrice. pp. 384, Roma

La vastissima letteratura critica dedicata all’opera di Hannah Arendt ha per anni condiviso un’interpretazione piuttosto standardizzata che fa dell’autrice una pensatrice nostalgica ed antimodernista, animata dall’anacronistica intenzione di riproporre il modello della polis greca di fronte al declino della sfera pubblica tipico dell’età moderna. Proponendo una rilettura del controverso rapporto tra l’autrice e la modernità ed evidenziandone le intuizioni più ricche di interesse per la discussione socio-politica contemporanea, questo libro offre, al contrario, spunti di riflessione sul “modernismo” arendtiano. Lungi dal procedere a un’ipostatizzazione dell’immagine della polis, Hannah Arendt esorta costantemente a pensare gli eventi nella loro contingenza, al fine di indirizzare alla costruzione di una diversa realtà; e per quanto molte delle sue indicazioni siano spesso, nella proposizione originaria, inapplicabili a fenomeni politici altamente complessi quali quelli contemporanei, esse conservano tuttavia il valore di moniti, di criteri regolativi di possibili processi riformatori.

Archetipi

Archetipi

Gli universali che ci determinano
Autore/i: AA. VV.
Editore: Ma. Gi.
a cura di Claudio Widmann. pp. 376, nn. tavv. a colori f.t., nn. ill. b/n, Roma

Quand’anche i migliori intelletti ci dimostrassero in modo convincente che non può esistere nulla del genere, saremmo obbligati a inventarli, gli archetipi, per non lasciar sparire nell’inconscio i nostri valori più alti e più naturali. (C.G. Jung)

È nella convinzione di Jung che la psiche dell’uomo e la vita in generale si organizzino secondo linee strutturali impalpabili, che ne costituiscono l’immateriale intelaiatura. Invisibili linee di forza determinano la forma che assume un cristallo o la disposizione dei corpi in un campo magnetico; analoghe linee di forza prefigurano i modi di percepire, intendere e reagire dell’individuo.
Jung chiama archetipi queste linee strutturanti a carattere generale, che supportano il configurarsi della realtà.
Il concetto di archetipo costituisce uno degli elementi più originali e controversi della metapsicologia junghiana. La critica epistemologica è serrata e talvolta giunge a sconfessarne l’esistenza. Un’altra parte della psicologia analitica, invece, ne riafferma la validità e recupera all’intuizione di Jung il supporto di acquisizioni provenienti da distretti diversi dell’indagine scientifica.
Questo volume offre una prospettiva ad ampio spettro della concezione di archetipo.
Analisti junghiani tra i più impegnati in questo settore delineano la sua evoluzione nel pensiero di Jung e in quello a lui posteriore. Specialisti di discipline parallele illustrano come molti ambiti del sapere assumano concezioni convergenti con quella di archetipo, dilatando le intuizioni di Jung e confermandone il valore.
Analisti impegnati nella clinica mostrano che l’archetipo conferisce una caratura specifica all’analisi junghiana. Consente ed esige un approccio singolare alla vita psichica, un’attenzione alla dinamica delle immagini, un’apertura alle dimensioni sovrapersonali della psiche, uno sguardo rivolto alla realtà ultima delle cose.

Claudio Widmann, psicologo, analista junghiano con funzioni di docenza, associato al CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica) e alla IAAP (International Association for Analytical Psychology), è docente di psicologia analitica e di teoria e pratica del simbolismo presso varie Scuole di specializzazione in Psicoterapia. Cura l’organizzazione scientifica dei convegni ICSAT e promuove la ricerca sulle convergenze teoriche tra psicologia autogena e psicologia analitica. Direttore della collana «Il bestiario psicologico» delle Edizioni Magi, è autore di una decina di opere tra cui Il simbolismo dei colori, Il mito del denaro, La simbologia del presepe, Le terapie immaginative, Sul destino, Il gatto e i suoi simboli (Edizioni Magi). Di specifica attinenza con il tema degli archetipi sono, nel catalogo della stessa casa editrice, i volumi Pinocchio siamo noi e Introduzione alla sincronicità.

Scritti di: Antonella Adorisio • Luigi Aversa • Gaetano Di Chiara • Magda Di Renzo • Giovanni Gastaldo • George B. Hogenson • Maria Fiammetta Iovine • Jean Knox • Fabio Marzocca • Robert M. Mercurio • Riccardo Mondo • Walter Orrù • Miranda Ottobre •Daniele Ribola • Maria Pia Rosati • Giulia Valerio • Giancarlo Vianello • Ferruccio Vigna • Claudio Widmann.

Federico II di Svevia

Federico II di Svevia

Rivoluzionario o conservatore?
Autore/i: De Netto Vito Luca
Editore: Il Cerchio
premessa dell’autore, prefazione di Mons. Nicola Bux. pp. 448, San Marino Città (RSM)

Sovrano illuminato, despota moderno, fondatore del primo stato monarchico amministrativo, legislatore avanguardista, antesignano dell’unificazione politica italiana, campione della laicità dello Stato contro la presenza della Chiesa… Su Federico II Hohenstaufen si è scritto e detto molto. Ma come stanno realmente le cose? Chi era in realtà Federico II? Quali i suoi valori? Quali i motivi e le finalità delle sue azioni? Qual è stata la sua vera politica? Come vanno letti ed interpretati leggi e documenti del grande Sovrano?
In questo libro il moderno si scopre antico, la scomunica appare sotto una luce nuova, il campione della laicità si rivela l’ideatore dei roghi per gli eretici, il Sacro Romano Impero, tradizionalmente germanico, diventa mediterraneo, i mussulmani da nemici infedeli si trasformano in alleati dell’Impero, uno Stato dipinto come “illuminista” risulta invece fondato sullo “Ius Divinum”, e Federico II da eretico va al contrario a personificare il simbolo della Cattolicità imperiale, incarnando l’apogeo del Medioevo europeo.
L’agire di Federico II di Svevia, lungi dal delineare l’avvento dell’assolutismo regio e dall’esprimere improbabili visioni laiche ed anticristiane tipicamente moderne, si rivela così una grande Rivoluzione Conservatrice per la tutela dell’”ordo mundi” dell’Età di Mezzo.

L’Opera dell’Imperatore Claudio

L’Opera dell’Imperatore Claudio

Autore/i: Momigliano Arnaldo
Editore: Jouvence
premessa di Federicomaria Muccioli, prefazione e cura di Davide Faoro, introduzione dell’autore. pp. 144, Milano

La monografia “L’opera dell’imperatore Claudio”, pubblicata in italiano originariamente nel 1932 (e subito tradotta in inglese), è un lavoro giovanile dello studioso, con spunti e osservazioni che mantengono intatta tutta la loro validità. L’erudito pedante, il principe illuminato, ma anche il dinasta spietato e accentratore, sono solo alcuni dei tratti di un Claudio che qui ci appare dipinto secondo i toni della contraddizione, costantemente in bilico tra l’inevitabile compimento di un’autocrazia imperiale, cosmopolita e universale, e la vaga nostalgia di un passato oligarchico, romano e «nazionale». Il “Claudio”, nel suo caratteristico taglio panflettistico tanto caro all’antichistica italiana tra le due guerre, rimane pur a così grande distanza dalla sua prima apparizione un saggio imprescindibile della storiografia del Novecento sul mondo classico.

Indagine sul Dharma

Indagine sul Dharma

Bankimchandra Chattopadhyay e il discorso sulla religione dell’India colonizzata – Con la prima traduzione integrale della Dharmajijñāsā
Autore/i: Marchignoli Saverio
Editore: Bonomo Editore
seconda edizione, premessa dell’autore. pp. 132, Bologna

“Che cos’è la religione?”, “che cos’è il dharma?”

Per gli intellettuali dell’India coloniale che si riconoscono nell’induismo rispondere a questi interrogativi sembra essere la precondizione per costruire rappresentazioni di sé e del proprio passato che siano adeguate alle sfide e ai problemi posti dalla presenza dell’Europa.

La Dharmajijñāsā (“Indagine sul dharma”, 1884) del bengalese Bankimchandra Chattopadhyay (1838-1894) costituisce uno dei tentativi piÙ sistematici di riflettere sui possibili usi moderni del termine dharma e sulla sua risignificazione in rapporto al concetto di “religione”.

Saverio Marchignoli è professore associato di Filosofie e Religioni dell’India all’Università di Bologna. Si occupa di Storia intellettuale indiana e di Storia dell’orientalismo.

Spazio e Mobilità nella “Societas Christiana”

Spazio e Mobilità nella “Societas Christiana”

Spazio, identità e alterità – (secoli X-XIII) – Atti del Convegno Internazionale, Brescia, 17-19 settembre 2015
Autore/i: AA. VV.
Editore: Vita E Pensiero
a cura di G. Andenna, N. D’Acunto, E. Filippini. pp. XII-332, nn. tavv. b/n, Milano

Nell’ultimo decennio la medievistica europea ha modificato il concetto di ’spazio’, definendolo come ’oggetto’, e non come ’quadro’ entro il quale lavora lo storico. Si tratta della ’svolta spaziale’ o spatial turn, che propone come tema di indagine lo spazio sociale, quello creato dai ’rapporti di parole’ che legano tra loro gli uomini che operano entro l’ambito della civitas o dei centri organizzativi politici e religiosi del mondo rurale. Il vecchio concetto di territorio, caro agli storici del diritto, è oggi considerato troppo rigido per descrivere la pluralità di funzioni che si esercitano su di esso, da quelle giurisdizionali a quelle fiscali e di leva militare. Al contrario sfuggono altre realtà organizzative, come quelle parrocchiali, agrarie, pedologiche e, a tratti, quelle linguistiche. Alcuni studiosi hanno utilizzato il concetto di ’cospazialità’, ma in ogni caso è emerso in modo evidente che lo spazio è un fattore capace di condizionare il comportamento sociale. Quanto di tale problematica è oggi presente nella storiografia più recente in rapporto all’età medievale? A questa domanda gli autori del volume hanno voluto rispondere, offrendo la loro prospettiva.

Two Types of Faith

Two Types of Faith

Autore/i: Buber Martin
Editore: Routledge & Kegan Paul
translated by Norman P. Goldhawk. pp. 180, London

In this book Professor Buber compares the fundamental meanings of faith in Judaism and Christianity. The course of the investigation leads to a discussion of the religion of the Pharisees as expressed in the Talmud and the Midrashim, and of the relationship of Jesus to essential Pharisaism. It raises afresh the question of the position which Paul occupied in the transition from Judaism to Christianity, and there is a critique of the Pauline tendencies in present-day Christian theology, as well as of modern “non-Christian Paulinism”.
The author writes from the standpoint of one who has been a student of the New Testament for nearly fifty years, and although deeply appreciative of the work of authoritative Christian theologians he corrects at certain fundamental points erroneous representations of the Jewish history of faith which appear in their writings. There are discussions of such basic questions as the meaning of Torah, the Sermon on the Mount, the Messianic office, and the relationship of man to God.
Although the book raises questions for the Christian theologian, its main purpose is to contribute towards a deeper understanding between Christianity and the faith from which it arose. It leads to an analysis of the crisis of our time, in which Israel and Christendom can give to each other, by mutual understanding and appreciation, such help as is hardly to be conceived at the present moment.

On Neoclassicism

On Neoclassicism

Autore/i: Praz Mario
Editore: Thames & Hudson
translated from the italian by Angus Davidson. pp. 352, London

Throughout Europe in the middle of the eighteenth century artists, architects and decorators turned with increasing enthusiasm to Classical subJects, motifs and decorative schemes. The discoveries at Pompeii and Herculaneum, the reaction against rococo extravagance and the influence of rationalism – all combined to inspire a delight in the simplicity and quiet grandeur of the Classical legacy Professor Mario Praz’s well-known study of neoclassicism, now made available in paperback for the first time, surveys the many dIfferent manifestations of the style m interior design in the Adam and Empire modes, m architecture, in such northern cities as Dublin, Bath and St. Petersburg and in the Utopian projects of Ledoux, in sculpture, in the work of Canova and Thorwaldsen. Giving a comprehensive view of the style, he relates it to the literary and social background, from its seventeenth-century precursors to its continuing influence fostered by collectors – from the late nineteenth century onwards. One of the most learned and persuasive of all literary historians, Professor Praz is the author of The Romantic Agony and The Illustrated History of Interior Decoration.

«This wholly delightful volume»
(Apollo)

«Timely and refreshing … Praz brings to the study of neoclassicism breadth of imagination and poetic insight»
(The Connoisseur)

«He writes splendidly… he quotes widely and unexpectedly and is always ready for provocative asides and digressions»
(Nikolaus Pevsner, in Architectural Review)

Fratellanze Segrete

Fratellanze Segrete

La cavalleria – i templari – franchi giudici – beati paoli – astrologhi e alchimisti – vecchie corporazioni
Autore/i: De Castro Giovanni
Editore: Brenner
pp. 356, Cosenza

Sommario:

LE SOCIETÀ MILITARI E RELIGIOSE
I. La Cavalleria
II. Cerimonie
III. I Monaci
IV. Il Terzo Ordine

I TEMPLARI
I. Fondazione dell’Ordine
II. Potenza
III. Accuse
IV. Processo
V. Condanna
VI. Misteri

I VENDICATORI
I. La Sacra Vehme
II. I Franchi Giudici
III. I Beati Paoli

ASTROLOGI E ALCHIMISTI
I. Astri e metalli
II. La grande opera
III. Le trasmutazioni metalliche
IV. Gli oroscopi
V. I Rosacroce
VI. La pietra filosofale

LE SOCIETÀ DEI LAVORANTI
I. Le corporazioni muratorie
II. I compagnoni
III. Le Ghilde
IV. Le Teste Nere
V. Le corporazioni operaie in Germania
VI. Vecchie corporazioni veneziane
VII. Vecchie corporazioni milanesi
VIII. Vecchie corporazioni in altre parti d’Italia

Massoni e Carbonari

Massoni e Carbonari

2 Volumi
Autore/i: Misasi Nicola
Editore: Brenner
vol. 1 pp. 248, vol. 2 pp. 278, Cosenza

Nuovo drammatico romanzo.

Le Storie di Rabbi Nachman

Le Storie di Rabbi Nachman

Autore/i: Buber Martin
Editore: Guanda
traduzione di Maria Luisa Milazzo. pp. 152, Parma

Rabbi Nachman, vissuto in Polonia tra il ’700 e l’800, fu uno degli ultimi grandi rappresentanti della cultura chassidica, una corrente della mistica ebraica di tradizione antichissima. Un secolo più tardi, Martin Buber (1878-1965), uno dei maggiori studiosi di questa tradizione, ne ha raccolto le pagine più belle: leggende mistiche, fiabe simboliche, intrecci fantasiosi. Non limitandosi a tradurle, bensì riscrivendole e rielaborandole, mantenendone però intatto lo spirito originario.

La Fiaba nell’Antico Testamento

La Fiaba nell’Antico Testamento

Autore/i: Gunkel Hermann
Editore: Medusa Edizioni
traduzione e cura di Paola Sofia Baghini. pp. 184, Milano

Se per il poeta romantico Novalis «tutto ciò che è poetico, deve essere fiabesco», per Hermann Gunkel – esponente di spicco della scuola storico-religiosa, che applicò il metodo comparativo e storico-morfologico anche ai testi biblici – il racconto poetico è l’ambasciatore ideale dei principi religiosi. La Bibbia racconta di giovani pastori che diventano re, di nascite straordinarie, di demoni, di uomini inghiottiti da un pesce che poi li restituisce alla vita. Le fiabe contengono immagini che giungono a noi come le fievoli note di un’antica e complessa melodia, perciò Gunkel indaga la natura di questi racconti e il loro legame con la storia del popolo di Israele, accostandoli ad analoghe creazioni di altri popoli. Il percorso si snoda tra storie di spiriti e di giganti, credenze primitive e luoghi straordinari, come quelli incontrati dagli antichi eroi nelle loro avventurose peregrinazioni. Così si ripercorrono i viaggi di Gilgamesh e di Ulisse, l’ascesa al cielo di Etana e Adapa come di Elia. Procedendo con Gunkel in questo viaggio scopriremo, tuttavia, che il legame tra Antico Testamento e fiaba non è così facile da cogliere perché «la storia della religione di Jahve è anche, in parte, la storia di una battaglia contro le fiabe».

Hermann Gunkel (1862-1932) conseguì nel 1888 la libera docenza a Gottinga, ponendosi in luce all’interno della “Religionsgeschichtliche Schule”. Gunkel, in particolare, si dedicò alla realizzazione di una storia dei generi letterari dell’Antico Testamento pubblicando, oltre all’opera qui tradotta, Genesis (1901), Elias, Jahwe und Baal (1906), Die Propheten (1917; tr.it. I profeti, 1967), Mythus, Sage und Legende im Alten Testament (1918). Fu docente di Esegesi veterotestamentaria ad Halle, Berlino e Giessen.

I Sapienti d’Israele

I Sapienti d’Israele

O il problema dell’impegno
Autore/i: Beaucamp Évode
Editore: Edizioni Paoline
seconda edizione riveduta e ampliata, introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Luigi Rosadoni e Giovanni Ferrero. pp. 296, Cinisello Balsamo (Milano)

Le anime sinceramente religiose si rendono sempre più conto che una sana «pietas» deve basarsi su una conoscenza esatta e approfondita della Scrittura. Si leggono volentieri i vangeli e le lettere di san Paolo, ed è cosa buona. Ma il vangelo e tutto ciò che ne hanno detto gli apostoli, i padri e i dottori della Chiesa non sono sorti dal nulla. «In principio» era… l’Antico Testamento: parola di Dio anche questa! Per trame però il massimo profitto, bisogna leggere le pagine anticotestamentarie in maniera organica, con attenzione, meditandole, assimilandole, cogliendone sempre l’idea profonda. È precisamente questo l’aiuto che intende offrire al lettore il presente libro: esso, riprendendo il metodo de “I profeti d’Israele o il dramma dell’alleanza” (Edizioni Paoline 1988), completa il disegno d’una lettura vitale e attuale delle ultime due grandi parti dell’Antico Testamento, quelle più vicine a noi: appunto i libri profetici e i libri sapienziali. Ci ricorda infatti l’autore che «l’itinerario spirituale del popolo eletto è lo stesso di ciascuno di noi», e che «i sapienti, succeduti ai profeti, ci descrivono in anticipo il nostro itinerario spirituale». Diceva Gesù: «Ogni scriba istruito nel regno dei cieli è simile a un padre di famiglia che trae dal suo scrigno cose nuove e cose antiche» (Mt 13,52).

Évode Beaucamp, nato a Rouen nel 1917, francescano, è stato professore d’esegesi dell’Antico Testamento a Rennes, a Roma e in Canada. Collaboratore al DSS, al Dizionario di teologia biblica e a riviste scientifiche e pastorali, è autore apprezzato di varie opere, tra le quali ricordiamo, oltre alla presente, Le Psautier (2 voll.), Dai Salmi al “Pater”. Commento teologico-spirituale al Salterio (Edizioni Paoline 1991), I profeti d’Israele (id. 1988).

L’Apparition d’Arsinoë

L’Apparition d’Arsinoë

Roman d’un Frère d’Héliopolis
Autore/i: Noël de la Houssaye Pierre
Editore: Arché
pp. 208, Milano

Dans son témoignage sur Julius Evola, Pierre Pascal raconte : “Celui qui m’avait conduit vers ce maître véritable [René Guénon], doux et secret, c’était Pierre Noël de la Houssaye, l’un des grands poètes de ce temps, donc inconnu, l’auteur d’Odes pindariques, de quelques chants alchimiques et d’un étrange roman ésotérique (occulte), récit d’une expérience personnelle, ayant pour titre : L’Apparition d’Arsinoë, publié bien plus tard et aussitôt enseveli dans le silence du gouffre littéraire. Au-delà d’un génie verbal surprenant, Pierre Noël de la Houssaye possédait les qualités d’un excellent bibliophile, d’un numismate superbe, et aussi d’un maître de la plus haute tradition (j’en eus trois preuves dont, je crois, Fulcanelli n’ignorait rien). Finalement, Pierre Noël de la Houssaye et René Guénon étaient tous les deux natifs de Blois, sur les rives de la Loire. Ce fut ainsi que, presque tous les jeudis, vers six heures du soir, j’allais chercher Pierre Noël de la Houssaye dans son bureau poussiéreux du Ministère des Travaux Publics, pour me rendre à pied avec lui chez René Guénon”. Cela se passait en 1928, juste après la mort de la première femme de Guénon ; ce n’est qu’en 1947 que fut publié L’Apparition d’Arsinoë, roman autobiographique, très instructif en ce qui concerne les dangers des expériences de magie évocatoire, qui marquèrent par ailleurs cet esprit aristocratique, en le conduisant à une fin tragique au début des années soixante.

Souvenirs

Souvenirs

Suivis de la Science Maçonnique selon le baron de Gleichen et d’extraits de sa correspondance
Autore/i: baron de Gleichen Charles-Henri
Editore: Arché
pp. 274, Milano

Esprit insatiable à la fois du merveilleux et du sarcastique, le baron Charles-Henri de Gleichen (Nemersdorf 1733 – Ratisbonne 1807), auteur des Hérésies métaphysiques (1791 et 1796), disciple de Saint-Germain, puis ami, entre autres, de Sain-Martin, de Lavater, de Kirchberger, fut un témoin exceptionnel et irremplaçable du monde politique et du vaste réseau occultiste de son temps.
Il commença une carrière diplomatique tout jeune à la cour du margrave de Bayreuth, qu’il accompagna en Italie, et dont il devint le ministre à Paris, grâce à la protection du puissant duc de Choiseul dont il fit la connaissance à Rome. Toujours sur la recommandation du Secrétaire d’État français, il passa au service du roi de Danemark, qui le nomma à Madrid d’abord, puis, après trois ans, à Paris où il s’employa à contenir les ambitions de Catherine II sur les royaumes nordiques. « Persuadé que la liberté est une chimère lorsqu’on veut  l’entendre dans son sens positif », il fut témoin des divisions qui éclatèrent parmi les Révolutionnaires, « du Roi Robespierre et de la Cour de brigands qu’il  devait former », et dont, en août 1791, venant de Paris, il s’entretint avec un émigré, le comte de Bray.
Le récit de ses expériences – dans tous les sens du mot – au sein des milieux maçonniques (qui forme la seconde partie de ses Souvenirs) est encore plus passionnant. Membre de la loge des Philalèthes Les Amis Réunis et reçu par Sain-Martin dans les premiers grades des Élus Coëns, Gleichen est à un poste d’observation privilégié où se croisent toutes sortes de personnages célèbres dont il brosse les portraits et les péripéties de leur vie. Outre ses prestigieux amis nommés plus haut, Gleichen nous parle, entre autres, de Cagliostro, de Duchanteau et de son alchimie très spéciale, de Mme de la Croix, des Convulsionnaires, de la famille de Mirabeau, du baron d’Holbach (dont il était le familier et fréquentait les dîners), de Necker. C’est là le trésor le plus précieux des “Mémoires de sa vie”, écrits avec verve, publiés en allemand quarante ans après sa mort par M. de Weckerholz et traduits en français en 1868 sous le titre de Souvenirs .

L’Occultisme et la Franc-Maçonnerie Ecossaise

L’Occultisme et la Franc-Maçonnerie Ecossaise

Reprint de la premiére éd. de 1928, avec un Avant-propos de J.-P. LAURANT et un index.
Autore/i: Le Forestier Renè
Editore: Arché
préface de J.-P. Laurant pp. 368, Milano

Une interprétation historique de la rencontre entre la Maçonnerie et des courants plus anciens qu’elle. Cette approche critique – l’une des premières -, savante et fort bien documentée, fondée sur les influences et le milieu des Lumières durant le XVIIIe siècle français, retint l’attention de René Guénon, qui écrivit un compte-rendu bienveillant de l’ouvrage.
Consacré à l’étude de la Franc-Maçonnerie Ecossaise, la deuxième partie du livre traite de la “préhistoire” de celle-ci, la Free-Masonry, de la Franc-Maçonnerie bleue. Ensuite le Dicours de Ramsay,… Le Maitre Ecossais et les grades de Vengeance et les Grades Chevaleresques. Le secret maçonnique et le mysticisme, L’occultisme dans la Franc-Maçonnerie et L’Envers du rationalisme.
Mais ce qui rend ce livre “unique” et inégalé – l’auteur lui-meme ne revint plus ensuite sur ce sujet – c’est la première partie consacrée à la Tradition occultiste. Le Forestier remonte aux Origines de la Magie (notamment sous ses manifstations anciennes les plus caractéristiques, comme la magie touranienne et chaldéenne), avant d’aborder la Tradition  occultiste au début de l’ère chrétienne. Les éléments magiques du gnosticisme, du manichéisme, du néoplatonisme, du néopythagorismes, des Mythères de Mithra, di néo-orphisme et, ensuite, l’alchimie et ss origines, les éléments mystiques dans l’hermétisme et le secret en alchimie.
Les Juifs et la tradition occultiste (La Bible et la magie; La magie à l’époque rabbinique; Juifs et alchimie…) Plus loin est étudiée la période allant de la Renaissance au XVIIe siècle : il st alors question des Kabbalistes chrétiens, de la vogue de l’alchimie au XVIIe siècle, de “mysticisme et secret alchimique”. Cosacré à l’occultisme au XVIIIe siècle, le dernier chapitre de cette partie, se penche sur “la retraite des occultistes au sein des Loges maçonniques”…

I Canti di Sion

I Canti di Sion

Traduzione interlineare dei Salmi Ebraici su testo ebraico dell’Edizione Bagster & Sons, Londra
Autore/i: Anonimo
Editore: Arpa di David e dello Spirito
a cura di Gaetano Savoca, premessa dell’editore. pp. 262, Messina

I Canti di Sion: fremiti e inni del cuore umano, in cui vibra lo Spirito di Dio.

Leggende Baltiche

Leggende Baltiche

Autore/i: Rasupe Marta
Editore: Edizioni Dell’Ateneo
pp. XVI-164, Roma

Creazione originale ed unica del genere, mai finora apparsa nè in Italia nè altrove, quest’opera ci mette in contatto immediato con un mondo fantastico che serba, in tutta la sua freschezza, la sostanza mitica di epoche lontanissime.
In un clima tipicamente baltico, sulla terra vergine che sembra or ora uscita dalla morsa millenaria dei ghiacciai vediamo svolgersi la vita dell’uomo, unito ancora inscindibilmente al creato e alle leggi cosmiche. I vari aspetti e fenomeni dell’esistenza umana e di quella degli animali ci si rivelano, così, nella loro deliziosa luce favolosa e nel loro profondo significato mitico. Divinità che portano il nome delle entità astrali e che presiedono alle forze della natura vivono, accanto alla società umana, la stessa vita di lavoro; nè le loro gioie sono prive di ombre: dèi o uomini, sono soggetti ugualmente a tristezze, dolori, contrarietà; ma tutto, in quel mondo leggendario, segue la legge etica della gente lettone che, per la sua serena bontà, tende sempre ad affermare la vittoria del bene.
Si deve alla specifica competenza e alla fine sensibilità dell’Autrice se queste Leggende Baltiche, rimaste a noi finora ignote, possono entrare nella corrente viva della nostra cultura, portandovi un flusso di motivi poetici e fantastici del tutto nuovi.

De Hominis Dignitate

De Hominis Dignitate

Lettera a Ermolano Barbaro seguito da: La filosofia di Pico Della Mirandola di Giovanni Semprini
Autore/i: Pico della Mirandola
Editore: Atanòr
testo latino a fronte. pp. 208, Roma

Preambolo
Creazione dell’uomo
Perché si debba ammirare l’uomo
La scala di Giacobbe
Interpretazione mediante i filosofi
I misteri delle primitive religioni
Interpretazione esoterica dei misteri
L’amore disinteressato della filosofia
La discussione è la vita della filosofia
Le conclusioni secondo la propria opinione
Il metodo dell’«Ars Numerandi» e le due magie
Origine della cabbala
Gli inni di Orfeo e di Zoroastro

LETTERA DI GIOVANNI PICO DELLA MIRANDOLA A ERMOLAO BARBARO

LA FILOSOFIA DI PICO DELLA MIRANDOLA

La vita
Il pensiero Le opere
Il commento alla canzone di amore di Gerolamo Benivieni (La dottrina estetica)
Le tesi e l’apologia
L’Heptaplus (La concezione cosmologica)
Il «De ente et uno» (La concezione ontologica)
La refutazione dell’astrologia (Gli albori della scienza)

Post fata resurgo
Bibliografia

La Gnose et l’Esprit de l’Antiquité Tardive

La Gnose et l’Esprit de l’Antiquité Tardive

Histoire er méthodologie de la recherche
Autore/i: Jonas Hans
Editore: Mimesis
présenté et traduit par Nathalie Frogneux. pp. 278, Milano

Auteur du célèbre Principe Responsabilité, Jonas a consacré ses premiers travaux philosophique à la gnose de l’Antiquité tardive. L’« Introduction à l’histoire et à la méthodologie de la recherche » ouvrant La Gnose et l’esprit de l’Antiquité tardive (1934), ici traduite, expose les présupposés philosophiques de la réflexion de Hans Jonas sur le gnosticisme. Elle permet de comprendre comment sa synthèse remarquée du phénomène gnostique s’est adossée aux travaux du jeune Heidegger et a influencé ceux de Bultmann. Jonas y avance la double thèse du gnosticisme comme dualisme radical et comme unité intrinsèque de l’esprit de l’Antiquité tardive. Si ce texte présente un intérêt philosophique en soi, il permet aussi d’éclairer les développements de son oeuvre.

Testi dello Sciamanesimo Siberiano e Centro-Asiatico

Testi dello Sciamanesimo Siberiano e Centro-Asiatico

Autore/i: AA. VV.
Editore: Utet
a cura di Ugo Marazzi. pp. 608, Milano

Profondamente radicato nelle antiche culture pre-agricole, lo sciamanesimo, più che una religione, è un complesso di credenze, un sistema ideologico, una concezione del mondo. Sebbene tradizioni e pratiche sciamaniche siano diffuse in larga parte della terra, la sua area d’elezione è la Siberia: quelle terre gelide e lontane ospitano il nucleo originario di una spiritualità potente, in cui lo sciamano è il tramite con il mondo ultraterreno. Suo compito non è portare la salvezza agli uomini, ma piuttosto intercedere per loro presso spiriti e divinità, in modo da risolverne i piccoli e grandi problemi dell’esistenza. Attraverso un complesso rituale di musica e danze, lo sciamano si immerge in uno stato d’estasi ed entra a diretto contatto con il magico, il religioso, il sacro. Con il suo tamburo sale sull’albero del mondo o naviga il fiume dell’universo, facendosi insieme medico, divinatore, psicopompo, ministro del culto. Questa antologia, curata da Ugo Marazzi, storico e professore di studi asiatici all’università “L’Orientale” di Napoli, raccoglie le testimonianze di una letteratura antica, tramandata oralmente per secoli di sciamano in sciamano e composta di invocazioni, inni e preghiere. Testi capaci di svelare le radici ancestrali dell’uomo, il suo rapporto con il divino e l’infero, e infine di riavvicinarci alla natura nella sua forma più profonda e autentica.

Dizionario dei Luoghi Letterari Immaginari

Dizionario dei Luoghi Letterari Immaginari

Autore/i: Ferrari Anna
Editore: Utet
introduzione dell’autrice. pp. XXI-666, Milano

«Come si arriva a Trapananda?» domanda un personaggio del libro “Patagonia Express” di Luis Sepùlveda. E come si arriva ad Atlantide, alla caverna di Ali Babà, a Camelot o a Narnia? «Con pazienza, amico» è la risposta, «con molta pazienza.» Infatti, come tutti i luoghi immaginari della letteratura, nessuno è segnato sulla mappa. Ma questo non li rende meno reali: ciascuno ha nutrito per anni, o addirittura per secoli, la vita interiore dei suoi lettori. Nel “Dizionario dei luoghi letterari immaginari” Anna Ferrari ne raccoglie moltissimi: sono isole del giorno prima, collocate oltre i limiti dello spazio o del tempo; paesi del tutto simili a quelli esistenti ma anche città perdute o invisibili; caverne e palazzi sotterranei così come asteroidi alieni e metropoli galleggianti nell’aria; giardini dai sentieri che si biforcano e terre di mezzo abitate da nani, elfi e draghi. Questo dizionario è un vero e proprio elogio della fantasia e del genio letterario e, pagina dopo pagina, disegna una vasta, sorprendente mappa della creatività occidentale.

Il Sistema Sāṁkhya

Il Sistema Sāṁkhya

Storia della filosofia sāṁkhya
Autore/i: Berriedale Keith Arthur
Editore: Mimesis
nota preliminare e cura di Serena Rinaldi, prefazione dell’editore. pp. 110, Milano

Il Sāṁkhya, teoreticamente associato allo Yoga, è forse il più antico sistema filosofico indiano. Si basa su due principi eterni: materia (Prakrti) e spirito (Purusa) al tempo stesso complementari ed escludentisi. La realtà manifesta ha l’unico scopo di rivelare lo spirito a se stesso ovvero di renderlo cosciente della sua totale egemonia e libertà. L’autore, con uno stile alquanto originale, approfondisce la relazione tra il Sāṁkhya e altri universi di pensiero (letteratura vedica, Buddhismo, Yoga) nondimeno esplicita le aporie e le ambiguità concettuali del sistema.

Arthur Berriedale Keith (1879-1944) fu un eminente avvocato costituzionalista britannico nonché insigne studioso di sanskrito e di filosofia indiana. Riuscì a conciliare l’attività diplomatica con l’insegnamento di filologia comparata all’Università di Edimburgo. Pubblicò opere di contenuto giuridico, storico, di letteratura e mitologia indiana incluse traduzioni dei Veda. Alcuni titoli: A History of Sanskrit Literature (1920); Imperial Unity and Dominions (1916); The Karma-Mimamsa (1921).

Serena Rinaldi, laureata in Filosofia. Docente di religione presso l’Istituto Superiore di Parma e presso l’ISSR sant’Ilario di Poitiers, (affiliato alla FTER di Bologna) in cui nel corso degli anni le sono stati affidati i seguenti insegnamenti: Patrologia, Filosofia della Religione, Storia delle religioni. Ha tradotto dal greco: Omelie sull’Ecclesiaste di G. di Nissa (a cura di A. Siclari, 1987) e La fede ortodossa di G. di Damasco (a cura di A. Siclari, 1991); dall’inglese: Soyen Shaku, Discorsi di un abate buddhista (a cura di A. N. Terrin, 2014). Ha pubblicato articoli su diverse riviste tra cui: Il rapporto chiesa-mondo attraverso la lettura dell’epistola a Diogneto e della Gaudium et spes (2014) su “Rivista di teologia morale” e La fede incredula di Manuel Bueno. Lettura teologica di un’opera di M. de Unamuno (2013) su “La società degli individui” per la quale, inoltre, ha tradotto articoli dall’inglese e dallo spagnolo.

Le Notti Attiche

Le Notti Attiche

2 Volumi
Autore/i: Gellio Aulo
Editore: Utet
testo latino a fronte, a cura di Giorgio Bernardi-Perini. pp. 1498, Torino

Nella prefazione alla sua unica opera, “Le notti attiche”, Aulo Gellio ricorda di aver cominciato a stendere i venti libri che la compongono durante le fredde nottate trascorse in Attica negli anni di gioventù, quando, per completare la sua formazione, passeggiava per la città di Atene con gli intellettuali e i letterati più famosi della sua epoca. Di quell’epoca Gellio finirà per diventare quasi la voce emblematica e disincarnata, tanto che non ne saranno ricordati nemmeno i dati biografici, come l’anno di nascita, quello di morte o il luogo di provenienza. Onnivoro reporter di un universo libresco, compulsivo annotatore di cose dette o sentite, di fatti o citazioni, Gellio convoglia nelle “Notti attiche” un ventaglio enciclopedico di discipline, restituendo così l’immagine vivace di una stagione di straordinaria ricchezza culturale. Si tratta di una miscellanea erudita, uno zibaldone curioso, un’opera frammentaria e aneddotica dove trovano posto gli argomenti più disparati: dalla filologia alla mantica, dalla gastronomia all’enigmistica, dalla grammatica all’astrologia, dalla medicina alla musica. Scritte con uno stile limpido e curato, “Le notti attiche” sono una vera dispensa di nozioni culturali, un compendio del sapere umano nel II secolo d.C., una miniera di informazioni e citazioni che, a dispetto della scarsa fortuna che toccherà alla memoria del suo autore, continuerà a essere ampiamente saccheggiata nei secoli a venire.

Aulo Gellio (130 ca – 180 ca) erudito latino. Studiò a Roma sotto maestri famosi, come Sulpicio Apollinare, Favorino e Frontone, dai quali apprese l’amore per gli scrittori arcaici e la loro lingua; e completò gli studi di filosofia ad Atene. È autore di una raccolta non sistematica di appunti e citazioni desunte dalla lettura diretta dei testi, cominciata nelle sere d’inverno in una villa dell’Attica, e intitolata appunto Notti attiche (20 libri quasi completamente conservati: manca l’ottavo). Gli argomenti trattati (grammaticali, filosofici, letterari, storici, giuridici, religiosi) ne fanno una preziosa, anche se talora farraginosa, miniera d’informazioni, soprattutto per i numerosi frammenti letterari di età arcaica (diverse centinaia di citazioni latine e greche) che grazie a essa ci sono conservati. Il suo gusto retorico, che ama interpretare singoli passi, e la sua predilezione per l’età arcaica aprono la strada alla riflessione storica sul periodo delle origini.

Giochi Antichi Parole Nuove

Giochi Antichi Parole Nuove

Il Gioco della Sabbia nel campo analitico
Autore/i: AA. VV.
Editore: La Biblioteca Di Vivarium
prefazione e cura di Franco Castellana, Angelo Malinconico (ed Alice). pp. 332, nn. tavv. a colori f.t., Milano

Da anni è attivo un gruppo di studio, composto da analisti junghiani, impegnato sul tema del “gioco della sabbia” nella terapia analitica dell’adulto. Questo volume ne rappresenta, in qualche modo, il “manifesto” culturale ed operativo. Il gruppo ha prodotto, nel tempo, una continua intersezione tra prassi analitica e ricerca di coordinate metapsicologiche.
La ricerca è andata indirizzandosi verso la complessa intersezione tra immagine, fisicità e concretezza, evocatrici di una rinnovata possibilità di verbalizzazione (“le parole nuove”) e di un’integrazione di piani tra di loro diversi ma per noi “teleologicamente” convergenti. In questa fase del lavoro è stata dedicata particolare attenzione all’importanza di un ascolto analitico che si muovesse su almeno due piani, di cui uno passava per il materiale portato nell’hic et nunc dal paziente e nell’analisi del nostro controtransfert, e l’altro mediante un ascolto di tutto ciò “attraverso la sabbiera”.
Proprio in relazione alla possibilità da parte dell’analista di riuscire a tenere insieme questi due piani e a restituirli al paziente con lo strumento dell’interpretazione, abbiamo potuto prendere sempre maggiore consapevolezza tanto della validità della nostra metodica quanto della complessità delle dinamiche che si mettevano in atto con l’introduzione della sabbiera nel campo analitico.
Tutto ciò ci ha spinto sia ad approfondire la riflessione teorica sia ad accentrare ancor di più la nostra attenzione sull’impatto che la sabbiera provoca, non tanto e non solo nel paziente quanto, soprattutto, sulla coppia analitica.
“…il mio analista mi invitò ad osservarmi intorno: ‘Forse lei avrà notato…’.
In quel momento preciso vidi una cassetta dipinta di colore celeste e ricolma di sabbia per metà. Dietro ancora una brocca d’acqua con alcune bocce trasparenti riempite con svariati colori in polvere. Mi sentivo confusa e in imbarazzo poiché mi sembrava impossibile che tante cose così particolari fossero sfuggite alla mia visione. Notai inoltre disposti con cura su una serie di mensole e mensolette una grande quantità di oggetti. Case in miniatura, templi e astronavi. Uomini e donne e bambini di svariate dimensioni nei costumi antichi e moderni. Cestini e vasellame, contenitori chiusi o aperti. In basso conchiglie, sassolini e pietre colorate, biglie, rami, un corallo rosa… Questo universo di ridottissime dimensioni, dove a me sembrò non mancare nulla di ciò che colmasse il mondo, creò in me uno stato d’incantamento. ‘Dove ero capitata?’.
L’analista mi spiegò che ‘quel vassoio o sabbiera’, l’acqua, gli oggetti delle scansie sarebbero stati uno ‘strumento ulteriore’ all’interno dell’analisi e nel rapporto che si sarebbe creato minuto dopo minuto, giorno dopo giorno, fra me e lui.
Mi spiegò che in quello spazio avrei potuto, attraverso le mie mani, far sognare il mio corpo, non appena me la fossi sentita. Quel primo giorno segnò solo l’ingresso verso un tipo di lavoro che a tutta prima mi sembrò davvero insolito e fascinoso anche se un senso di brivido mi si annidava silenzioso fra cuore e stomaco” (Dall’Introduzione).

Gli autori:
Paolo Aite / Cristina Bascetta / Assunta Bona / Franco Castellana / Livia Crozzoli Aite / Antonietta Donfrancesco / Sandrina Fersurella / Harriet S. Friedman / Jean P. Kirsch / Romano Màdera / Angelo Malinconico / Rie Rogers Mitchell / Paolo Paolozza / Francesco Porseo / Lella Ravasi Bellocchio / Lidia Tarantini / Michele Angelo Venier.

Il gruppo è stato promosso da Paolo Aite ed è da lui condotto da oltre vent’anni; ha prodotto diversi lavori scientifici e convegni (il più impegnativo a Roma nel 1994, all’Orto Botanico, dal titolo: “Sognando con le mani”). Da tre anni il gruppo si è costituito come associazione, denominata “Laboratorio Analitico delle Immagini” (L.A.I.), della quale è presidente lo stesso Paolo Aite.

La Massoneria nella Storia d’Italia

La Massoneria nella Storia d’Italia

Autore/i: AA. VV.
Editore: Atanòr
a cura di Aldo A. Mola, con una nota del Gran Maestro Ennio Battelli. pp. 160, nn. tavv. a colori e b/n, Roma

Sommario:

Presentazione del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia
Presentazione del Gran Segretario Aggiunto Donatello Viglongo
Premessa del prof Aldo A. Mola

Massoneria e Chiesa in Italia nel Settecento
Prof J. A. Ferrer Benimeli S.J.

La Massoneria in Italia nel ’700
Prof C. Francovich

La Massoneria in Italia dal Risorgimento alla Grande Guerra dalla Restaurazione all’Unità
Prof F. Della Peruta

La Massoneria in Italia dal Risorgimento alla Grande Guerra. dall’Unità all’Intervento
Prof A. Comba

Massoneria e Chiesa cattolica in Italia negli ultimi cinquant’anni 1929-1980)
Padre Giovanni Caprile S.J.

La Massoneria italiana nella crisi dello stato liberale (1914-1926)
Prof. Aldo A. Mola

Documenti fotografici

Abuna Messias

Abuna Messias

Epopea etiopica del cardinale Guglielmo Massaja.
Autore/i: Picucci Egidio
Editore: Centro Studi Massajani
presentazione di Antonino Rosso. pp. 206, nn. ill. e tavv. b/n f.t., Pinerolo (TO)

“Il cardinale cappuccino Guglielmo Massaja (1809-1889), primo vicario apostolico delle regioni Oromo-Galla nell’alta Etiopia 1846-1880, non ha mai cessato di stupire il mondo, non solo ecclesiastico, con la sua efficace opera evangelizzatrice e umanitaria.
A distanza di milleottocent’anni, quest’uomo di Dio, visse nel clima dei tempi apostolici ai quali fa spesso riferimento nei suoi scritti.
Come i primi banditori del Vangelo fu discepolo della Croce. ne condivise i viaggi interminabili, le privazioni, i pericoli di terra e di mare, le persecuzioni, le malattie, i tradimenti di fratelli ambiziosi, la defezione di collaboratori, ma, soprattutto, la fede sovrumana e l’amore al Cristo. Ebbe, però, un’esistenza assai più disagiata e contrastata.
Mentre Pietro e Paolo raggiungevano il cuore dell’Impero sulle strade consolari protetti dalla legislazione romana e scortati da legionari, percorrendo itinerari ben noti tutt’ora esistenti, Guglielmo Massaja fu costretto ad affrontare l’ignoto aprendosi strade mai percorse da alcuno, con passaporti e firmani validi solo in determinate zone. Le lettere da essi inviate ai loro seguaci giungevano immancabilmente e prima delle sue che impiegavano due anni, quando avevano la sorte di arrivare a destinazione. La loro predicazione poteva avvalersi della cultura ebraica e grecoromana, per lui, invece, niente di tutto questo.[…]”

La Valle dei Re

La Valle dei Re

(Tut – Ench – Amun)
Autore/i: Neubert Otto
Editore: Massimo
traduzione di Pasquale Giani. pp. 356, nn. tavv. b/n f.t., Milano

L’autore è nato in Germania nel 1892. Ha girato il mondo in lungo e in largo quale mozzo di nave dapprima, quindi marinaio ed ufficiale ed ha vissuto la Iª guerra mondiale sugli incrociatori e sui dragamine, partecipando alle battaglie di Doggerbank e dello Skagerrak nel Mare del Nord. Dissoltasi la marina tedesca dopo la guerra, il Neubert si mise a studiare la storia orientale, interessandosi soprattutto alla scrittura geroglifica, ieratica e demotica dell’antico Egitto.
In questo libro è narrata la storia dell’antico Egitto, ricostruita attraverso l’epopea degli scavi delle tombe faraoniche.
Sotto gli occhi del lettore passano gli splendori della corte dei faraoni, delle cerimonie nei grandi templi che non conoscevano più rivali sulla terra per le loro gigantesche proporzioni e sontuosità di riti, la vita del popolo minuto, le congiure, le lotte, le rivoluzioni che hanno scosso questa terra nei secoli.
Soprattutto è il dramma di milioni di uomini che sono passati nei millenni sotto la sferza e il sole spietato per costruire templi e piramidi gigantesche.

La Conquista della Siberia

La Conquista della Siberia

Autore/i: Semionov Juri
Editore: Sonzogno
traduzione di Sergio Gradenico. pp. 350, Milano

Con l’esattezza di uno storico e la tensione di un narratore, Juri Semionov ci fa rivivere la conquista della Siberia.
Dai primi cacciatori di pellicce alla famiglia Stroganoff, che aprì le porte di questo Immenso paese pieno di ricchezze, un nuovo Eldorado; dai massacri degli indigeni alla dura colonizzazione, pagata con la fatica del deportati, dalle eroiche spedizioni che scoprirono nuovi territori alla formazione della « grande Russia », si snoda l’epopea di quattro secoli di storia. E attraverso di essa ripercorriamo la storia russa, con le passioni e le idee che l’hanno caratterizzata. la formazione del granducato di Mosca, la lotta di Ivan il Terribile contro i boiari, la vittoria sui Tartari, l’Impero di Pietro il Grande, la rivolta polacca, la grande illusione decabrista…

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