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  • Seminario Teorico Esperienziale di Iniziazione al Mantra Madre
  • Selezione di volumi Aseq Editrice

    Selezione da Iridologia

    Samurai

    Samurai

    I guerrieri dell’Assoluto
    Autore/i: Marillier Bernard
    Editore: L’Età Dell’Acquario
    introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Marco Enrico Giacomelli. pp. 173, nn. ill. b/n, Torino

    Il Giappone è l’unico paese al mondo ad aver avuto una tradizione guerriera ricca e ininterrotta, dal lontano XI secolo fino al XIX, incentrata sulla figura affascinante del samurai. Impregnato di incondizionato lealismo, spiccato senso dell’onore e totale disprezzo della morte (che seppe elevare, con la pratica del seppuku, a livello di «opera d’arte»), sempre pronto a sacrificarsi per il proprio signore o per rimanere fedele ai propri ideali, il samurai è in qualche modo paragonabile al cavaliere medievale europeo, con la fondamentale differenza che la sua epopea segna tuttora la cultura nazionale, in particolare la letteratura, il teatro classico e il cinema.
    Marillier illustra le molteplici facce dell’archetipo del guerriero tradizionale, il cui codice morale è stato spesso ridotto, in Occidente, a sinonimo di fanatismo e fatalismo, e dà risalto in tutto il suo splendore alla stupefacente ricchezza dell’arte marziale giapponese, simboleggiata in anni recenti da Yukio Mishima, grande scrittore e ultimo samurai.

    Bernard Marillier, studioso di storia e tradizioni europee ed extraeuropee, è autore di numerosi volumi, fra i quali ricordiamo Le Svastika, Les Cathares e, editi dalle nostre edizioni, I Templari. Storia e segreti del più misterioso Ordine medievale e La cavalleria medievale. Origini, storia, ideali.

    L’Uomo Mosè e la Religione Monoteistica

    L’Uomo Mosè e la Religione Monoteistica

    Tre saggi
    Autore/i: Freud Sigmund
    Editore: Bollati Boringhieri
    traduzione di Pier Cesare Bori, Giacomo Contri e Ermanno Sagittario. pp. 156, Torino

    Ultima opera del padre della psicoanalisi, indagine inquieta sull’origine del monoteismo ebraico, L’uomo Mosè, è stato più volte rimaneggiato ed è giunto alla versione che noi oggi leggiamo dopo i ripensamenti e i dubbi di un Freud ormai in esilio. Libro sull’identità di un uomo e di un popolo, scritto in uno dei momenti più cupi della storia, resta lo stupefacente tentativo di indagare in quale modo e perché gli ebrei siano diventati ciò che sono. Se forse non se ne possono più condividere le conclusioni storico-critiche si può continuare ad ammirarne le magistrali argomentazioni e l’esposizione, come sempre in Freud, chiara e stringente.

    Storia degli Ebrei di Roma

    Storia degli Ebrei di Roma

    Dall’emancipazione ai giorni nostri
    Autore/i: Calimani Riccardo
    Editore: Mondadori
    pp. 820, Milano

    Gli ultimi due secoli di storia della comunità ebraica romana, la più numerosa e antica d’Italia, sono caratterizzati dai profondi – e talvolta drammatici – mutamenti nelle relazioni fra la maggioranza cristiana della Città Eterna e questa piccola minoranza, che, nel volgere di convulsi decenni, ha conosciuto l’emarginazione e l’inclusione, l’integrazione e, in seguito, la discriminazione e lo sterminio. Nella prima metà dell’Ottocento, i timidi segnali di emancipazione degli ebrei visibili nelle società europee più avanzate si manifestano anche a Roma, dove per una breve stagione la repubblica si sostituisce al dominio pontificio. È solo dopo l’unità d’Italia che nella nuova capitale del regno si avverte chiaramente un’impetuosa ondata di cambiamento: gli ebrei iniziano a partecipare con grande passione alla costruzione del Paese che, in virtù del tributo di sangue da essi versato sui campi di battaglia del Risorgimento e della Grande Guerra, considerano a pieno titolo la loro patria. La Chiesa di Roma, tuttavia, sconfitta ma non rassegnata, addebitando l’oltraggio di Porta Pia a un complotto di forze anticattoliche rilancia la propaganda antigiudaica e rinnova contro gli ebrei le tradizionali accuse di deicidio e di omicidio rituale, fornendo argomenti e alibi sia ai ricorrenti episodi di violenza antigiudaica sia all’antisemitismo moderno, che condanna senza appello l’ebreo alla sua presunta identità razziale, negandogli ogni reale possibilità di assimilazione. Esito e culmine di questa martellante campagna d’odio è la pagina nera – vergognosa e incancellabile – delle cosiddette «leggi razziali», promulgate dal regime fascista nel 1938 come atto di adesione all’ideologia del Terzo Reich hitleriano, che sanciscono l’esclusione degli ebrei dal corpo vivo della società italiana. Accolte dapprima con indifferenza e senza un’esplicita protesta della Santa Sede, dopo l’8 settembre 1943 tali leggi spianano la strada alla deportazione ad Auschwitz e alla morte di oltre 2000 ebrei romani. E anche se molti italiani e una parte del clero si riscattano, creando a proprio rischio e pericolo una vasta rete di solidarietà a favore dei perseguitati in fuga, molte ombre continuano a gravare sul silenzio di Pio XII (a cui Riccardo Calimani dedica un’ampia e lucida analisi), che non condannò mai apertamente lo sterminio, pur essendone informato da diversi prelati dei Paesi in cui venne perpetrato. La segreta, ma ferma speranza dell’autore è che questo racconto «sia fonte di ispirazione, affinché tutti i popoli, nessuno escluso, in ogni parte del mondo, sappiano trovare la via della concordia e della giustizia, e possano vivere insieme su questa terra, se non con gioia, almeno in pace fra loro».

    Riccardo Calimani (Venezia, 1946) si è laureato in ingegneria elettrotecnica all’Università di Padova e in filosofia della scienza all’Università di Venezia. Fra le sue opere principali, ricordiamo: I destini e le avventure dell’intellettuale ebreo (1996; Premio Tobagi), Gesù ebreo (1998), Paolo (1999), Storia del ghetto di Venezia (2000; nuova edizione 2016), Storia dell’ebreo errante (2002), L’Inquisizione a Venezia (2002), L’Europa degli Ebrei (2002), Non è facile essere ebreo (2004), Passione e tragedia (2007), Ebrei eterni inquieti (2007), Storia del pregiudizio contro gli ebrei (2008), Il mercante di Venezia (2009), Venezia passione e potere (2011), Una di maggio (2012) e Storia degli ebrei italiani, in tre volumi (2013-2015). Nel 1986 ha ottenuto il Premio cultura della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel 1997 il Premio europeo per la cultura.

    Yoga per Adolescenti

    Yoga per Adolescenti

    Semplici esercizi per crescere in armonia
    Autore/i: Pajalunga Lorena Valentina
    Editore: L’Età Dell’Acquario
    presentazione di Rosanna Rishi Priya. pp. 176, nn. ill. a colori, Torino

    Un metodo per i ragazzi che vogliono avvicinarsi allo yoga, pensato da una delle più famose maestre italiane per i suoi giovani allievi.
    Le tecniche di yoga presentate in questo libro, illustrato dalla giovane Gaia, sono quelle tradizionali (e antichissime), declinate pedagogicamente affinché l’universo delle ragazze e dei ragazzi si senta coinvolto, accolto e amato.
    Il libro nasce del resto dall’ascolto delle loro insicurezze e delle loro angosce, della loro genialità e delle loro intuizioni. Spesso le pratiche sono nate a scuola perché sono stati gli stessi ragazzi a suggerire all’Autrice il modo migliore di proporle.
    La filosofia dello yoga, e la sua ricerca di un’unità tra mente e corpo, è particolarmente adatta a fronteggiare il senso di dispersione e disgregazione al quale sono soggetti i nostri giovani, li aiuta a concentrarsi, a vincere la paura del futuro e a gestire le grandi emozioni come l’invidia, la rabbia e l’amore, che rischiano di travolgerli.

    Lorena Valentina Pajalunga, Swami Pragya Chaksu Saraswati, maestra diplomata nel 1985 presso la Bihar School of Yoga (Munger) di Swami Satyananda, è presidente dell’Associazione Italiana Yoga Bambini (A.I.Y.B.), che da oltre dieci anni forma insegnanti di yoga per bambini, specializzati nel metodo GiocaYoga.
    Dirige la scuola di yoga «Le Filosofie del Corpo» e conduce i laboratori di yoga per bambini, promossi dalla Cattedra di Pedagogia del Corpo presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Tiene corsi di yoga preparto collaborando con il reparto di ostetricia e ginecologia dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate.

    Le Religioni della Preistoria

    Le Religioni della Preistoria

    Paleolitico
    Autore/i: Leroi-Gourhan André
    Editore: Adelphi
    introduzione dell’autore, traduzione di Elina Klersy Imberciadori. pp. 188, ill. b/n, Milano

    L’opera di Leroi-Gourhan è paragonabile per importanza, in rapporto agli studi sulla preistoria, a quella di Lévi-Strauss in rapporto all’antropologia nel suo complesso. Le sue teorie continuano a essere discusse, e comunque è inevitabile tenerne conto. Con Leroi-Gourhan si può dire che lo studio della preistoria abbia raggiunto un alto rigore nel metodo e insieme una imponente ricchezza di risultati. Una sintesi felice e accessibile di tutto ciò egli presentò nel 1964 con questo breve libro. Come i suoi maestri Mauss e Granet, Leroi-Gourhan sa esporre il risultato di ricerche complesse e laboriose in formulazioni limpide e asciutte. Qui, in particolare, è il significato stesso dell’arte del Paleolitico – quest’arte che nasce perfetta, a un altissimo livello formale, e insieme ci appare del tutto misteriosa, poiché presuppone appunto «le religioni della preistoria»- che viene illuminato da una luce nuova, mentre vengono lasciate cadere molte delle teorie che a lungo hanno avuto corso, e che spesso erano pure proiezioni psicologiche degli studiosi, confermate nel tempo dalle proiezioni di altri studiosi. E Leroi-Gourhan è stato giustamente crudele nello sgombrare il campo e nel precisare ciò che non si può dire. Ma questo andava insieme con altre, poche cose che si possono dire e aspettavano solo di essere scoperte, come ad esempio l’abbinamento segni-animali nell’arte parietale o «l’equivalenza segno femminile-ferita». Con l’umiltà del grande studioso, Leroi-Gourhan si è proposto di «dare una certa vita al messaggio lasciato dall’uomo delle caverne senza contaminarlo con elementi moderni».

    Il Mostro e la Fanciulla

    Il Mostro e la Fanciulla

    Le riscritture di Arianna e del Minotauro nel Novecento
    Autore/i: Sbardella Amaranta
    Editore: Quodlibet
    introduzione e nota dell’autrice. pp. 256, Macerata

    Sin dall’antichità, artisti, studiosi e politici si sono persi nei meandri del Labirinto alla ricerca del Mostro, e di risposte, ma è grazie al Novecento che Arianna e il Minotauro hanno incontrato universale fortuna, andando a ricoprire un campo metaforico sempre più esteso. Julio Cortázar, Pablo Picasso, Marguerite Yourcenar, André Masson, Marina Cvetaeva, Richard Strauss, Salvador Espriu, Jorge Luis Borges, Nikos Kazantzakis, Michel Butor: sono solo alcuni degli autori che al tema hanno dedicato pagine, spartiti o tele in cui la struttura del mito è stata spesso radicalmente trasformata. Il mostruoso assassino è talora divenuto un’innocente vittima dei giochi del potere, oppure si è fatto simbolo dell’inconscio e delle più inquietanti ossessioni umane; la salvatrice di Teseo, per contro, ha sovente dismesso le vesti di amante abbandonata per assumere il cinico volto della scaltra sacerdotessa, e persino della «donna emancipata». Il Mostro e la sorellastra finiscono quindi per intrattenere un suggestivo dialogo, capace di interrogare anche la nostra contemporaneità, le ombre arcaiche che in essa persistono, la violenza, l’alterità, il sacro e – perché no? – l’amore.

    Amaranta Sbardella ha conseguito il dottorato di ricerca in Letteratura comparata e Traduzione del testo letterario presso l’Università di Siena. Autrice di numerosi studi sulle riscritture dei miti greci e sulle letterature di ambito iberico, affianca la ricerca universitaria all’attività di editing di testi e alla traduzione letteraria dallo spagnolo, dal catalano e dal francese.

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        Introduzione. Alla ricerca del filo
        Nota
        Parte prima
            1. L’approdo
                Dagli albori del mito all’Atene di Fidia
                I protagonisti del Labirinto
                L’Arianna affranta e l’Arianna trionfante
                «Il mito racconta»…
                Il Minotauro diabolico e le sorelle rivali sotto l’egida del Cristianesimo
            2. I pilastri novecenteschi del Labirinto
                Qualche parola attorno al mito
                «Et quid amabo nisi quod ænigma est?»: Nietzsche e i suoi seguaci
                All’ombra di Dioniso, il simbolismo russo e la fede nel mito
                Di uomini e di mostri: il Minotauro tra eros e psyche
                Il luogo dell’uomo: il mito a cavallo della guerra
            3. Il distacco dal Mito tra Storia, Tradizione e Memoria
                Le tre sorelle sul carretto di Madre Courage
                La fiamma del mito: Butor e L’Impiego del tempo
                Pastiche, contemporaneità e cyberspazio: Fragoulis e Pelevin
                Il motel di Naxos e la steakhouse del North Carolina…
                Arianna, il Minotauro e la speranza di nuovi cammini
        Parte seconda
            4. Sulla soglia del Labirinto
                Arianna e il canto: il filo nel Labirinto esistenziale di Salvador Espriu
                Lo “sguardo cretese” di Nikos Kazantzakis e la disfatta di Arianna
                La danza oltre l’amore e la morte: I re di Julio Cortázar
            5. Sulla soglia dell’isola
                Il filo coniugale e la minaccia del lamento: l’Arianna di André Gide
            6. Sulla soglia del cielo
                «Sempre più in alto»: sonno e ascesa in Marina Cvetaeva
                Aria, soffio e respiro: Arianna e Marguerite Yourcenar
        Conclusioni. Il futuro del mito tra politica e videogiochi
        Appendice. Croce e delizia. Arianna in musica da Monteverdi a Martinů
            La fortuna del lamento e dei baccanali nell’opera barocca
            Il Novecento musicale: variazioni del mito e rapporti con la letteratura
        Bibliografia delle riscritture
        Indice dei nomi 245 Indice delle figure mitologiche e dei personaggi
    L’autore

    Corrispondenza

    Corrispondenza

    Autore/i: De Saint Martin Louis Claude; Kirchberger Nicolas-Antoine
    Editore: Tipheret
    introduzione, traduzione e note di Ovidio La Pera. pp. 304, Acireale

    Il testo che presentiamo al lettore è la traduzione della raccolta di lettere scritte da L.C. de Saint-Martin in risposta a quelle indirizzategli da Nicolas-Antoine Kirchberger, barone di Liebistorf, membro del Consiglio sovrano della Repubblica di Berna; questa raccolta effettuata da L. Schauer e A. Chuquet e costituita complessivamente da 116 lettere è stata pubblicata nel 1862 a Parigi dalla Libreria editrice E. Dento. A questa prima raccolta ne segue una seconda, di complessive 26 lettere di cui 19 vanno dall’aprile del 1798 al febbraio del 1799, e precisamente fino alla morte del barone di Liebistorf; le rimanenti 7 lettere appartengono invece a una corrispondenza avvenuta tra Saint-Martin e Francois-Victor Effinger, genero di Kirchberger, dopo la morte di quest’ultimo; di queste 7 lettere, la quinta è indirizzata anche alla moglie di Effinger, e la sesta è indirizzata esclusivamente a quest’ultima. Questa seconda raccolta è dovuta all’infaticabile ricerca di Robert Amadou.

    Quadro Naturale dei Rapporti che Esistono tra Dio, l’Uomo e l’Universo

    Quadro Naturale dei Rapporti che Esistono tra Dio, l’Uomo e l’Universo

    Autore/i: De Saint Martin Louis Claude
    Editore: Tipheret
    introduzione, traduzione e note di Ovidio La Pera e Silvia Vagarini. pp. 292, Acireale

    Il “Quadro naturale” è diviso in 22 capitoli, che non casualmente corrispondono alle 22 lettere dell’alfabeto ebraico. In esso l’autore afferma che nell’uomo vi sono delle facoltà superiori alle facoltà degli organi sensoriali; egli è sì nella dipendenza delle cose fisiche, da cui riceve l’idea che queste determinano con l’impressione esercitata sui suoi organi; ma contemporaneamente ha delle nozioni di idee di legge e di potenza, d’ordine e d’unità, di saggezza e di giustizia. Pertanto dipende sia dalle sue idee intellettuali e morali, sia dalle idee percepite attraverso i sensi. La dipendenza da questi ultimi è nata dal disordine dovuto ad una causa inferiore che si è opposta alla causa superiore determinando la caduta dell’uomo; dal momento della sua caduta, quanto esisteva come principio immateriale, si è sensibilizzato in forme materiali e l’ordine e il disordine si sono manifestati. Però tutto tende a rientrare nell’unità da dove tutto ne è uscito; l’uomo rivivificando la sua volontà, può col desiderio riacquistare quanto da lui si è separato, ma tale rigenerazione può avvenire soltanto in virtù dell’atto di sacrificio con cui il Riparatore ha sostituito le antiche espiazioni.

    Louis Claude de Saint Martin (Amboise 1743 – Châtenay, Parigi, 1803) scrittore e filosofo francese, noto come «le philosophe inconnu». Iniziato a Bordeaux ai misteri di una setta massonico-teurgica, ispirò il suo pensiero al misticismo di Jakob Böhme. La Rivoluzione accese in lui speranze di rigenerazione e palingenesi. In piena età illuministica, S.M. fu uno degli esponenti più singolari della setta esoterica degli «illuminati» e dei teosofi, prima affermazione di istanze irrazionalistiche che riaffioreranno vistosamente in età romantica. Scrisse Gli errori e la verità (Des erreurs et de la vérité, 1775), Quadro naturale dei rapporti che esistono tra Dio, l’uomo e l’universo (Tableau naturel des rapports qui existent entre Dieu, l’homme et l’univers, 1782), L’uomo nuovo (Le nouvel homme, 1792) e soprattutto L’uomo di desiderio (L’homme de désir, 1790), che è il suo libro più celebre.

    I Riti della Morte e del Culto di Monte Prama-Cabras

    I Riti della Morte e del Culto di Monte Prama-Cabras

    Atti dei Convegni Lincei 303 – Roma, 21 gennaio 2015
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Bardi Edizioni
    pp. 208, nn. ill. b/n, Roma

    INDICE
        TORELLI – Prefazione
        CARPINELLI – Premessa
        MASTINO, R. ZUCCA – Mont’e Prama: le ragioni e le strategie dello scavo
    P.G. SPANU, B. PANICO – Archeologia dei paesaggi di Mont’e Prama
        RANIERI. A. TROGU, F. LODDO, L. PIRODDI – Vedere nel sottosuolo di Mont’e Prama
        USAI, E. USAI – Mont’e Prama: la morte e il culto nel Sinis dal Bronzo Recente alla prima età del Ferro
        RUBINO, E. SIAS, A. SPERDUTI, P. MARONGIU, M. MURGIA, G. CARENTI, M. DELIGIOS, V. MAZZARELLO, D. CHESSA, D. KELVIN, N. KELVIN, P. CAPPUCCINELLI, L. BONDIOLI – Bioarcheologia a Mont’e Prama
        MASTINO – Aristotele e la natura del tempo: la pratica del sonno terapeutico davanti agli eroi della Sardegna
        TORELLI – Conclusioni

    Signoria e Feudalesimo

    Signoria e Feudalesimo

    Signoria rurale e feudo
    Autore/i: Boutruche Robert
    Editore: Il Mulino
    traduzione di Maria Luisa Ceccarelli. pp. 528, Bologna

    Il quadro complessivo delle istituzioni signorili e feudali, che l’autore ha tracciato nel primo volume («Signori,a e feudalesimo: ordinamento curtense e clientele vassallatiche») è qui ripercorso nel periodo della maturità, i secoli XI-XIII, per il mondo occidentale, dove l’assenza, di uno stato centralizzato permetterà a queste istituzioni un prodigioso sviluppo. L’attenzione è rivolta, in particolare, al regime delle terre, alla classe dirigente, signorile e feudale, ma soprattutto alla dinamica dei legami di dipendenza, nuova forma di governo che tenterà, di sostituire con relazioni private il potere pubblico ormai crollato; legami questi, che conobbero in questi secoli un grande sviluppo, senza peraltro essere sostenuti, nelle loro istituzioni specifiche, da nessuna teoria generale.
    I vari tipi di feudalesimo, di Normandia, Sicilia, Antiochia e Inghilterra, di Terra Santa, dell’Impero Latino di Costantinopoli e di Morea sono visti nei loro caratteri fondamentali, in parallelo con il feudalesimo classico, per mettere in risalto analogie e differenze di strutture e di evoluzione.

    Nato nel 1904 a Chaillend, Robert Boutruche ha insegnato lettere e storia in vari licei francesi. Contemporaneamente intraprendeva ricerche di storia rurale sotto la guida di Marc Bloch. Chiamato a insegnare all’Università di Strasburgo nel 1937, salvo la parentesi della guerra, vi rimase fino al 1958 quando passò ad insegnare alla Sorbona. Nel 1951 è stato chiamato all’Ercole des Hautes-Etudes. Fra le sue opere, numerose, dedicate allo studio ,della società medievale, ricordiamo le più importanti: «La crise d’une sociéte. Seigneurs et paysans du Bordelais pendant ,la Guerre de Cent Ans» (Paris, 1948); «Une societé provinciale en lutte contre le regime feodal» (Paris, 1953). Ha inoltre curato il quarto volume dell’Histoire de Bordeaux» ed è il responsabile dei «Bulletins sur l’histoire de France» pubblicati nella «Revue Historique».

    I Tarocchi Segreti dei Rosa+Croce d’Oriente

    I Tarocchi Segreti dei Rosa+Croce d’Oriente

    Autore/i: Sémélas Demetrios
    Editore: Psiche 2
    a cura di Săr Parzival, traduzione di Andrea Pasino. pp. 182, nn. ill. b/n, Torino

    Il testo che proponiamo rappresenta la summa del pensiero esoterico di Demetrios Sémélas svelato attraverso l’antico e arcano sistema del Tarot, il libro della conoscenza dei misteri dell’universo e dell’uomo trova in questa veste un’interpretazione particolarmente innovativa, pur mantenendo intatti i significati universali che questo prezioso libro immortale (il Tarot) contiene.
    Le Lame ridisegnate dallo stesso autore nel 1914 contengono, per chi possiede gli occhi per vedere, i misteri più alti della Iniziazione Tradizionale, l’Arcano degli Arcani, dando al lettore la possibilità di scoprirne quale sia la chiave della Saggezza Umana.

    Demetrios Sémélas alias “Déon, Sélai’t-Ha” imperator dei Fratelli d’Oriente in Asia Minore e dei Fratelli della Verità in Attica, co-fondatore e Maestro Commendatore dell’“Ordine dell’aquila e del Giglio”, nacque a Silivria, Tracia [Turchia] nel 1884 e morì a Parigi, 4 ago 1924. Superiore Incognito iniziatore, ottenne una carta Patente per la fondazione di una loggia dell’Ordine Martinista in Egitto, membro dell’Ordine Kabalistico della Rosa+Croce, Fu probabilmente uno dei maggiori esperti di scienze esoteriche della sua epoca, amico personale di Papus e Stanislas de Guaita, dedicò la sua breve esistenza allo studio degli Arcani ed agli Ordini Iniziatici a cui apparteneva, portando un contributo fondamentale al milieu esoterico della sua epoca. La sua Opera poco conosciuta nei circoli moderni merita di essere riscoperta alla luce degli insegnamenti universali propri dei ricercato di ogni epoca storica.

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    Prefazione
    LA PAROLA ALLE IMMAGINI
    Introduzione
    I TAROCCHI SECONDO SÉLAIT-HA DÉON
    II contesto iniziatico ieri ed oggi… Divide et Impera…
    INTRODUZIONE DEL TRADUTTORE
        LA RUOTA DEL TARO SECONDO LA CHIAVE DELLA SAGGEZZA
        I – LAMA DEL BAGATTO «IL DISCEPOLO»
        II – LAMA DELLA PAPESSA «SAGGEZZA»
        III – LAMA DELL’IMPERATRICE «L’INTELLIGENZA»
        IV – LAMA DELL’IMPERATORE «IL DOMINATORE»
        V – LAMA DEL PAPA «Il MAESTRO DEI MAESTRI»
        VI – LAMA DELL’AMANTE «IL DESTINO»
        VII – LAMA DEL CARRO «IL MAESTRO SUBLIME»
        VIII – LAMA DELLA GIUSTIZIA «LA MORALE»
        IX – LAMA DELL’EREMITA «IL SAGGIO»
        X – LAMA DELLA RUOTA DELLA FORTUNA «LA BILANCIA
        XI – LAMA DELLA FORZA «LA POTENZA ETERNA»
        XII – LAMA DELL’APPESO «EQUILIBRIO STABILE»
        XIII – LAMA DELLA MORTE «L’OROLOGIO»
        XIV – LAMA DELLA TEMPERANZA «LA GRANDE VERGINE
        XV – LAMA DEL DIAVOLO «IL FERMENTATORE»
        XVI – LA LAMA DEL FUOCO DEL CIELO «LA RUOTA DEL BINARIO»
        XVII – LA LAMA DELLE STELLE «LA TERRA»
        XVIII – LAMA DELLA LUNA «LA LUNA»
        XIX – LAMA DEL SOLE «IL SOLE»
        XX – LA LAMA DEL GIUDIZIO «L’ECO»
        XXI – LAMA DEL MONDO «IL CONTROLLO DEI QUATTRO ELEMENTI»
        XXII – LAMA DEL MATTO «IL DISEQUILIBRIO»
    APPENDICE 1
    NOZIONI GENERALI SULL’OTZ CHIIM
        Descrizioni generiche sull’Albero della Vita nel sistema Cabalistico
        I tre pilastri e le Sephiroth
        I quattro mondi cabalistici ed i rapporti con il simbolismo del Taro
        I tre Veli del Non Manifesto
    APPENDICE 2
    ARCANI MAGGIORI
    APPENDICE 3
    SEMI E SIGILLI
        L’ESSERE
        L’UNIVERSO
        L’UOMO

    L’Islamismo e la Cultura Europea

    L’Islamismo e la Cultura Europea

    Autore/i: Malvezzi Aldobrandino
    Editore: Libreria Editrice Aseq
    introduzione dell’autore. pp. 352, 10 ill. b/n, Roma

    Il libro di Aldobrandino Malvezzi ha per argomento una questione della massima importanza: la conoscenza dell’Islamismo in Europa. Esistono parecchie storie degli studi orientalisti europei, ma questa non riguarda tanto gli studi intorno all’islamismo, bensì le idee diffuse e secolarmente accettate in Europa così dagli ambienti colti come anche dalle tradizioni popolari.
    Lo studio di tali idee e delle circostanze che le hanno fatte nascere, accreditandole così a lungo, — è nota la loro influenza sul pensiero dei maggiori rappresentanti della cultura europea, da San Tommaso a Dante, da questi a Papa Pio II, da questi al Pascal, al Voltaire, a Goethe e a Napoleone I — ha un’importanza capitale per spiegare e confutare gli inveterati pregiudizi e il millenario malinteso che ha opposto l’una all’altra la civiltà cristiana e quella musulmana, con così grave scapito della, pacifica loro convivenza e del generale progresso culturale e spirituale dei popoli. La revisione di queste posizioni, già effettuata nel campo politico, dacché il mondo musulmano dopo avere in gran parte acquistato la propria indipendenza è diventato un fattore tanto importante della politica mondiale, meritava d’essere compiuta per la storia della cultura. Il libro del Malvezzi, frutto di pazienti ricerche storiche e di grande erudizione, si presenta quindi come mezzo efficace per chiunque voglia oggi orientarsi nei problemi quanto mai attuali del mondo arabo e dei suoi contatti con le nazioni europee.

    Aldobrandino Malvezzi de’ Medici discepolo di Giosué Carducci fu Professore all’Università di Firenze con la cattedra di Storia e Politica Coloniale. Ricevette la Laurea ad honorem in filosofia dall’Università di Bologna. Nel 1903 partecipò alla missione Schiaparelli a Luxor e a Karnak in Egitto. Numerose sono le sue pubblicazioni tra le quali: “Il risorgimento italiano in un carteggio di patrioti lombardi” (1924); “Il diario politico di Margherita Provana di Collegno” (1926); “La principessa Cristina di Belgioioso” (1936). La pubblicazione di “L’Italia e l’Islam in Libia” (1913) gli fruttò la chiamata dal nuovo ministero delle colonie. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale e, una volta conclusa, continuò ad occuparsi di studi islamici che lo condu​ssero​ alla libera docenza in politica e legislazione coloniale nel 1934.​ Di cultura islamica e di islamistica scrisse oltre a L’Italia e l’Islam in Libia (1911), Odierne questioni politiche del mondo musulmano (1920),  I nuovi problemi della legislazione coloniale (1926), Elementi di diritto coloniale (1928), La politica indigena nelle colonie (1933) e, su suggestione di Leone Caetani, la sua opera più importante L’islamismo e la cultura europea.

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    INTRODUZIONE  pag. 1
    CAPITOLO I. — La comparsa dell’Islàm  15
    »      II. — La prima reazione cristiana  39
    »     III. — Pietro di Cluny e i Crociati  75
    »      IV. — Il seminatore di scandalo e di scisma  107
    »       V. — Il pericolo turco  149
    »      VI. — Haroth e Maroth  187
    »     VII. — La Riforma Protestante e l’Islàm  215
    »    VIII. — Il tramonto della mezza luna   265
    »      IX. — Il sublime ciarlatano  291
    CONCLUSIONE  327

    INDICE DEI NOMI  333
    INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI  339

    Pentole, Ombre, Formiche

    Pentole, Ombre, Formiche

    In viaggio con la matematica
    Autore/i: Castelnuovo Emma
    Editore: Utet
    premessa e cura di Nicoletta Lanciano, presentazione dell’autrice. pp. 180, nn. ill. a colori e b/n, Novara

    Un libro rivolto a lettori di tutte le età, soprattutto a chi ha temuto di non capire la matematica e a chi ha avuto un incontro difficile con questa disciplina. Attraverso interrogativi che riguardano aspetti quotidiani e problemi rilevanti del reale, l’autrice conduce per mano nei ragionamenti e nell’uso degli strumenti matematici utili per affrontarli e attiva curiosità e stupore. Un libro che è testimone di un’epoca, gli anni Novanta del XX secolo, ma che ripresenta questioni attualissime e alcuni grandi temi della matematica, come l’infinito e gli infinitesimi, che da millenni sostengono l’interrogarsi di uomini e donne. Un libro attento al valore della storia della scienza negli aspetti del passato e delle radici, delle recenti conquiste del presente e aperto all’elaborazione e all’invenzione del futuro. Chi legge questo libro incontra, come è successo a tutti gli allievi di Emma Castelnuovo, un modo particolare di guardare la realtà. Un libro che si può leggere anche a partire dall’ultimo capitolo, secondo i propri gusti.

    Stilicone

    Stilicone

    La crisi imperiale dopo Teodosio
    Autore/i: Mazzarino Santo
    Editore: Rizzoli
    introduzione di Andrea Giardina, prefazione dell’autore. pp. XXXVI-474, Milano

    Stilicone, generale romano di origine vandala, parens degli imperatori, a lungo supremo magistrato militare con poteri dittatoriali, rimane tra i personaggi più controversi e affascinanti della tarda antichità. Straordinario talento strategico, artefice delle ultime grandi vittorie contro i barbari (Alari co a Pollenzo e Verona, Radagaiso a Fiesole), vide tragicamente fallire il suo ambizioso disegno politico, ereditato da Teodosio: mantenere l’unità del mondo romano, irrimediabilmente minata dalla frattura tra Oriente e Occidente. Giustiziato a Ravenna nel 408, l’ultimo eroe di un mondo imperiale e universalistico sarebbe ingiustamente passato alla storia come ambizioso traditore.
    In questo saggio, completato nel 1942 ma ancora esemplare per la rigorosa sintesi di storia politica e storia amministrativa, Santo Mazzarino ricostruisce e re interpreta il problema Stilicone, partendo da una controversa questione storiografica: lo statuto giuridico dell’Illirico, conteso tra Milano e Costantinopoli.
    Ma ben presto l’orizzonte si allarga, per illuminare il dramma politico e umano di Stilicone, la sua personalità complessa e viva, la sconfitta di un· progetto ricco di slanci utopici, teso a perpetuare il passato ma già immerso in una situazione che prefigura il medioevo. Emergono così i poderosi contrasti di un’epoca di crisi: la lotta tra il potere centrale e un’aristocrazia senatoria tesa a difendere i propri interessi economici, le spinte autonomiste e le aggressioni dei barbari, il rapporto tra Stato e Chiesa, il retaggio pagano e le spinte ereticali, le rivalità tra Roma e Costantinopoli, tra Roma e Milano… E, al centro di questi violenti travagli, il massimo problema storico del tardoantico: perché l’Oriente riuscì a sopravvivere, mentre l’Occidente crollava?
    Superando il concetto di decadenza a favore di una visione più sottilmente articolata dell’evoluzione storica, Mazzarino mette in luce la frattura tra la cultura orientale – cittadina e burocratica, religiosa e conservatrice, più salda nonostante gli apparenti rivolgimenti – e la cultura occidentale – già quasi feudale, politica, ossia umana e rivoluzionaria, che quindi crea e subisce la crisi. In questa prospettiva Stilicone, sulla scia di uomini di statura gigantesca come Cesare, Diocleziano e Costantino, seppur vinto dalla storia finisce per incarnare – almeno in parte – valori progressivi. Oltre la fine del mondo antico, sta prendendo forma un’epoca nuova.

    Santo Mazzarino (Catania, 1916 – Roma, 1987) si laureò giovanissimo e divenne ben presto professore ordinario di Storia greca e romana all’Università di Catania e, in seguito, di Storia romana all’Università La Sapienza di Roma. Socio nazionale dell’Accademia dei Lincei, ha ottenuto numerosi altri riconoscimenti in Italia e all’estero per la sua originale opera di studioso. Tra i suoi libri ricordiamo L’impero romano (1956) e il monumentale Pensiero storico classico (3 voll., 1966). Rizzoli sta riproponendo all’attenzione dei lettori alcune delle opere più significative di Santo Mazzarino: dopo La fine del mondo antico (1959, 1988), Fra Oriente e Occidente (1947, 1989) e Stilicone, verranno prossimamente ripubblicati Dalla monarchia allo stato repubblicano (1945), Introduzione alle guerre puniche (1948), Aspetti sociali del IV secolo (1951).

    Il Sufismo

    Il Sufismo

    Una risposta all’odierna sete di spiritualità
    Autore/i: Morotti Giuseppe
    Editore: La Parola
    dalla Prefazione Di Andrea Schnöller. pp. 164-k, Roma

    In veste di piccolo fratello di Charles de Foucauld, Giuseppe Morotti è vissuto per una lunga serie di anni in contatto diretto col mondo islamico e, in particolare, con quella che è la sua espressione più genuina e profonda, ossia la mistica sufi. Conosce a fondo la vasta produzione letteraria propria del Sufismo, ma è anche aggiornatissimo su tutto ciò che altri – ossia osservatori qualificati ma esterni al- l’Islam – hanno scritto o scrivono sull’argomento. Ciò che più conta ed attrae, però, è l’esperienza personale e diretta dell’Autore stesso, sia con riferimento all’Islam che al Sufismo. Esperienza vissuta nella quotidianità, ossia nel contatto laborioso e fraterno con le espressioni e con le persone più umili e semplici della vita reale.Non mi resta che raccomandare la lettura, ma anche la rilettura, di questo libro, che forse già avete tra le mani o che state per acquistare. (Dalla Prefazione Di Andrea Schnöller)

    La Funzione Simbolica

    La Funzione Simbolica

    Saggi di antropologia
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Sellerio
    introduzione e cura di Michel Izard e Pierre Smith, traduzione dal francese di Luciana Grasso, traduzione dall’inglese di Attilio Carapezza. pp. 320, Palermo

    I saggi di antropologia religiosa raccolti in questo volume procedono da una stessa ispirazione generale: l’adesione a un concetto di funzione simbolica come referenza obbligatoria del procedere antropologico, nella nozione introdotta dagli studi di Lévi-Strauss: «organo» produttore di linguaggi e rappresentazioni, matrice di strutture, fabbrica di senso, istanza che «s’interpone necessariamente tra mondo pensato e mondo vissuto». Il rapporto tra funzione simbolica e specificità del religioso appare problematico. Nella realtà le religioni, presentandosi come ambiti diversamente definiti nelle varie culture, e con una tessitura di ideologie, codici, concezioni dei destini individuali e collettivi diversamente sviluppata, possono estendere la loro carica simbolica talora anche a campi esterni alla religione propriamente intesa.
    Gli scritti di questo volume tracciano un possibile itinerario di ricerca in questo ancora non del tutto esplorato territorio della cultura. Vi sono trattate questioni generali (i rapporti tra razionale, prerazionale e simbolico; la credenza come fede e come superstizione; l’ambigua transizione dalla mitologia orale alla scrittura dei miti etc.); ma anche particolari (i sacrifici come atti efficaci e come atti simbolici; lo sdoppiamento della figura del re; la duplicità e la dialettica spazio-foresta e spazio-villaggio che si sviluppa nello spazio-corpo); perfino enigmi come il racconto dell’apoteosi di un uomo che, per essere stato sacrificato, è divenuto un dio.

    Saggi di: Alfred Adler, Nicole Belmont, Patrice Bidou, Michel Cartry, Georges Charachidzé, Marcel Detienne, Prançoise Héritier, Olivier Herrenschmidt, Michel Izard, Patrick Menget, Jean Pouillon, Marshall Sahlins, Pierre Smith, Dan Sperber.

    Sull’Estetica Giapponese

    Sull’Estetica Giapponese

    Autore/i: Richie Donald
    Editore: Lindau
    prefazione dell’autore, traduzione dall’inglese di Gabriella Tonoli. pp. 72, Torino

    La ricerca della bellezza sembra avere compenetrato in Giappone gli ambiti più diversi: non solo la pittura, la scultura, le arti applicate, o il teatro e la letteratura. Anche il semplice spazio della vita domestica, il ristretto giardino che lo circonda, la disposizione dei fiori, la cerimonia del tè, sono divenuti oggetto di un investimento estetico intenso e prolungato.
    Ma quali sensibilità e quali concetti sono alla base di questo impegno costante? Quando si scrive di estetica giapponese, le convenzioni utilizzate in Occidente – ordine, successione logica, simmetria – impongono all’argomento un punto di vista che non gli appartiene. L’estetica orientale suggerisce, tra le altre cose, l’idea che una struttura ordinata intrappoli, che l’esposizione logica falsifichi e che una discussione lineare alla fine limiti. Il godimento estetico riconosce schemi artistici, ma essi non possono essere né troppo rigidi né troppo ristretti. È quindi più facile riuscire a definire l’estetica giapponese attraverso una rete di associazioni costituite da elenchi e da annotazioni legate tra loro in modo intuitivo, che formano lo sfondo dal quale emergerà l’argomento in esame.
    Così si regola, in questo libro, Donald Richie, costruendo un saggio, breve ma folgorante, su una costellazione di parole collegate (wabi, sabi, aware, furyu e yugen…), talvolta enigmatiche, spesso sfuggenti, eppure tutte sottilmente rivelatrici.

    «Il giardino dei convolvoli di Rikyu era famoso per la sua bellezza. Venutone a conoscenza, Hideyoshi chiese di essere invitato ad ammirarlo. E così avvenne,ma quando arrivò non vi erano più piante; erano state tutte falciate. Turbato, Hideyoshi si ritirò nella vicina sala del tè. Nella modesta disposizione di fiori nella nicchia vi era un solo convolvolo, l’unico sopravvissuto, superbo nella sua raccolta semplicità. Si narra che il signore feudale l’abbia ammirato, poi abbia annuito e detto di aver capito la lezione.»Donald Richie«Se l’uomo fosse destinato a non sparire mai […] ma a rimanere in vita per sempre nel mondo, le cose perderebbero il potere di toccarci. La cosa più preziosa della vita è la sua incertezza.» (Yoshida Kenko, 1283-1340)

    Donald Richie (Lima, Ohio 1924 – Tokyo 2013) è stato il più celebre scrittore di lingua inglese di cultura giapponese. Ha vissuto a Tokyo per oltre sessant’anni e nel 1995 ha vinto il Japan Foundation Award. Tra i suoi numerosi volumi, ricordiamo A Hundred Years of Japanese Film e The Inland Sea.

    Le Civiltà Letterarie del Medioevo Germanico

    Le Civiltà Letterarie del Medioevo Germanico

    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Carocci
    a cura di Marco Battaglia. pp. 544, Roma

    In un’epoca che non riconosce più la centralità della storia della letteratura,  dilaniata dal dibattito tra estetica e storicismo e polverizzata in una miriade  di generi, sistemi e correnti, il volume fa luce in modo approfondito  su un patrimonio letterario poco noto, discontinuo ed eterogeneo, risalente  alle culture germaniche dell’Alto Medioevo.  Al netto degli stereotipi barbarici, queste rappresentavano il risultato  di un lungo processo di integrazione tra la miriade di società segmentarie  del Ferro, dalle Alpi alla Scandinavia, e le varie forme in cui si declinò  l’esperienza culturale romana, diffusa ben oltre i limiti cronologici  dell’Impero.  Lungamente dominate dall’oralità o da fenomeni scritturali epigrafi ci  – o spesso di natura pragmatica e talora troppo intermittenti per essere  definiti “letteratura” –, queste culture seppero dar vita, con il contributo  essenziale del Cristianesimo e delle sue prerogative di trasmissione scritta,  a una densa tradizione letteraria dalle caratteristiche disomogenee,  qui indagata in sei studi di altrettante filologhe e filologi germanici italiani.

    Marco Battaglia è docente di Filologia germanica nell’Università di Pisa. I suoi ambiti  di ricerca comprendono la costituzione etno-linguistica dei Germani e i rapporti  con la civiltà classica; la mitologia e il diritto germanici, la civiltà letteraria norrena,  la relazione tra i meccanismi di oralità e la scrittura, la materia nibelungico-volsungica.

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    Abbreviazioni e simboli
    Introduzione. Tradizione memoriale e cultura delle litterae di Marco Battaglia
    Medioevo e ‘letteratura’ / I problemi di una codificazione in volgare / Una tradizione eterogenea / Bibliografia
    1. La letteratura gotica di Alessandro Zironi
    Introduzione / Cristianizzazione e letteratura / Letteratura gotica fra cultura germanica e influenze greco-latine / La trasmissione testuale / La memoria dei Goti / Appendice: ultime scoperte / Bibliografia
    2. Letteratura in antico altotedesco di Simona Leonardi
    Introduzione: ‘letteratura’, ‘altotedesco’, ‘antico altotedesco’ / Volgare e latino / Letterarizzazione e Cristianesimo / La poesia cristiana / Tracce della tradizione germanica / Forme semplici e generi bassi / Linee di sviluppo della prosa / Bibliografia
    3. La letteratura anglosassone di Marusca Francini
    Introduzione / La poesia / La prosa
    4. La letteratura medica e gli incantesimi
    Bibliografia / La letteratura sassone antica / di Maria Rita Digilio / Introduzione / Il poema Heliand / La Genesi / Le ‘testimonianze minori’ / Bibliografia
    5. La letteratura frisone medioevale di Giulio Garuti Simone Di Cesare
    Introduzione / Forme e motivazioni della prima documentazione letteraria / La documentazione in volgare / Bibliografia
    6. Tradizioni letterarie della Scandinavia medioevale di Marco Battaglia
    Introduzione / Letteratura e Cristianesimo / Heiti e kenning / L’Edda di Snorri Sturluson / Le rímur / Le saghe / Bibliografia
    Indice analitico
    Gli autori

    La Nube sul Santuario

    La Nube sul Santuario

    O qualcosa di cui la filosofia orgogliosa del nostro secolo non si accorge
    Autore/i: Von Eckhartshausen Karl
    Editore: Tipheret
    introduzione, traduzione e note di Ovidio La Pera. pp. 96, Acireale

    Questo libro è composto complessivamente da cinque lettere e da un’appendice. Il Santuario di cui in esse si parla, non è altro che il Santo dei Santi ovverosia il santuario interiore del tempio di Salomone. E la Nube che lo copre, è come una tenda che vela il santuario alla nostra vista; non per tenere la sua luce lontana da noi, ma per nasconderci misericordiosamente il suo fulgore perché nello stato attuale in cui noi siamo ci abbaglierebbe. Come von Eckartshausen afferma nella sua terza lettera, Dio e Natura non hanno misteri per i loro figli. Questi misteri sono causati dalla debolezza della nostra natura, incapace di sostenere la luce, perché non è ancora preparata a sopportare la luce casta della verità svelata.

    La Scienza dei Sigilli del Re Salomone

    La Scienza dei Sigilli del Re Salomone

    Le chiavi di accesso a 44 antichi segreti di saggezza
    Autore/i: Kefir Joseph
    Editore: Psiche 2
    traduzione dall’ebraico e cura di Sylvia Sabbadini. pp. 246, Torino

    Salomone, terzo Re d’Israele era noto per le sue conoscenze in medicina, tecnologia e agricoltura, oltre che per i suoi poteri legati alla magia occulta.
    I suoi segreti sono contenuti in tre libri: “La Chiave di Salomone” (Clavicula Salomonis), probabilmente il più celebre fra i testi di Magia Rituale, che da sempre suscita timore e reverenza per la potenza delle sue formule; il “Lemegeton” e il “Testamento di Salomone”.
    Secondo la “Clavicula Salomonis” non esiste praticamente cosa che non si possa ottenere attraverso l’uso appropriato dei Sigilli. Oltre ad agire come difesa contro entità negative, conferiscono qualità “magiche”:
    “Ovunque tu vada se li avrai con te sarai completamente sicuro per tutta la vita; sarai gradito a tutti, dominerai il fuoco e l’acqua. Ogni cosa creata avrà terrore dei Nomi incisi su di essi, e ti obbedirà “.
    I sigilli non contengono lettere scelte a caso, ma codici con suggerimenti e indicazioni per attivare i Messaggeri divini, affinché le aspirazioni della persona che li utilizza si concretizzino.
    Anche la disposizione delle lettere non è casuale: la loro combinazione è un mezzo di attivazione energetica. I simboli incisi attivano le vibrazioni del “Carro di Luce di Dio con gli Angeli” (Merkavah) sincronizzando tutti i livelli di coscienza e rinforzando i livelli sub-consci delle nostre memorie genetiche e collettive.
    Attraverso un lavoro spirituale con i simboli dei sigilli, si possono evocare e attivare gli Angeli Superiori e i messaggeri, che possono fare da tramite per la soluzione delle situazioni problematiche con le quali veniamo in contatto.
    Oggi i sigilli con le lettere ebraiche originali di Re Salomone, realizzati a Gerusalemme secondo una procedura tramandata da millenni e gelosamente custodita, sono giunti a noi attraverso il Maestro Joseph Kefir.

    L’Esperienza della Reincarnazione

    L’Esperienza della Reincarnazione

    Autore/i: Dethlefsen Thorwald
    Editore: Astrolabio
    traduzione di Lia Ruffino von Morgen. pp. 200, ill. b/n, Roma

    L’ambizione scientifica di questo libro è tutt’altro che modesta, si propone infatti addirittura la dimostrazione pratica della teoria della reincarnazione.
    L’autore, Thorwald Dethlefsen, uno psicoterapeuta che esercita in Germania, ha ottenuto dai suoi pazienti un materiale di enorme interesse, le cui implicazioni teoriche e pratiche appaiono infinite. Il paziente in trance, sotto la guida di Dethlefsen, regredisce fino al momento della nascita e oltre, fino a una o più vite precedenti, di cui riporta testimonianze a volte confuse ma a volte di una chiarezza sorprendente e delle quali è stato facile accertare la veridicità.
    Grazie all’opera di Dethlefsen, la reincarnazione, che l’Oriente ha da sempre accettato come una realtà e sulla quale ha basato i propri sistemi filosofici e religiosi, ma che l’Occidente stenta addirittura a prendere in considerazione. riceve finalmente la possibilità di una verifica con esperimenti scientificamente controllati.

    Che Fiore è Questo?

    Che Fiore è Questo?

    Autore/i: Spohn Margot; Aichele Dietmar; Golte-Bechtle Marianne; Spohn Roland
    Editore: Franco Muzzio
    pp. 496, interamente e riccamente illustrato a colori,

    Per identificare con la massima semplicità oltre 870 piante, con l’apprezzata suddivisione per colore dei fiori e più di 1800 illustrazioni realistiche in policromia.
    Novità di questa edizione:

    • principali tratti distintivi segnalati sul disegno della pianta
    • indicazione delle specie simili e di cosa osservare per distinguerle
    • oltre 800 illustrazioni aggiuntive con dettagli di fiori, foglie, frutti e radici

    Extra: gli alberi, gli arbusti e le erbe più comuni
    “Che fiore è questo?” consente un’identificazione rapida e certa!

    COME IDENTIFICO UNA PIANTA DA FIORE?
    Colore del fiore
    La classificazione per colori suddivide i fiori tra i colori rosso, bianco, blu, giallo e verde/marrone. La maggior parte delle specie si può agevolmente inserire in uno di questi gruppi. Il colore tipico è più facilmente riconoscibile nei fiori completamente sbocciati.
    Fiori con colori variabili
    I fiori viola possono presentare diverse sfumature comprese tra il rosso e il blu. Se nell’arco della loro intera fioritura tendono maggiormente al viola-rosso, saranno raggruppati nel gruppo dei fiori rossi, se invece virano al viola-blu, saranno inseriti nel gruppo dei fiori blu. Vi sono tuttavia anche numerosi fiori che mutano colore nel corso della stessa fioritura: in questi casi è consigliabile cercare la specie tra tutti i colori che si osservano.
    Forma del fiore
    La forma del fiore è uno dei tratti distintivi più importanti. Perciò in questo libro i raggruppamenti per colore sono suddivisi in ulteriori sottogruppi, basati su quattro disegni schematici visibili nella barra colorata di intestazione della pagina. All’interno di questi gruppi, le singole parti di un fiore possono assumere forme diverse o anche essere assenti, perciò i fiori possono esibire un’ampia varietà di aspetti.
    Sotto i simboli 1 e 2 si trovano fiori con un numero massimo di quattro o di cinque petali. Nel caso di fiori dai petali saldati, si conta il numero dei lobi che sporgono dalla corolla. Questo gruppo comprende esclusivamente fiori a simmetria radiale (attinomorfi), che cioè presentano più assi di simmetria, come una stella: visti dall’alto, quindi, presentano sempre lo stesso aspetto.
    Le specie con il simbolo 3 sono dotate di sei o più petali. In questo gruppo sono state inserite anche tutte le Asteracee: i loro capolini sono in realtà composti da numerosi minuscoli fiori singoli, ma visti nel loro insieme appaiono come fiori costituiti da tanti petali.
    I fiori con il simbolo 4 sono a simmetria bilaterale (zigomorfi), possiedono cioè un solo piano di simmetria: visti frontalmente presentano un “sopra” e un “sotto” nettamente distinguibili, mentre “destra” e “sinistra” sono speculari tra loro.

    Distribuzione
    In natura le piante popolano habitat molto diversi tra loro: alcune crescono sul suolo salmastro delle spiagge, altre nell’acqua dolce, sui prati, nei boschi, in montagna o anche nel mezzo delle città. Esistono specie praticamente prive di esigenze particolari quanto ad acqua, suolo e luce; altre invece sono iperspecializzate, come ad esempio la Drosera anglica, che cresce esclusivamente nelle torbiere alte. La presenza di molte piante è indice diretto di precise caratteristiche dell’area in cui crescono: si tratta dei cosiddetti indicatori biologici (o bioindicatori). Così la presenza abbondante di Ortica o di Borsapastore comune indica terreni ricchi di azoto, mentre l’Erba trinità segnala la presenza di suoli calcarei. Inoltre per ogni pianta è descritta la distribuzione geografica nonché la diffusione in Europa, con il grado di diffusione considerato generalmente in base allo specifico tipo di habitat. Se si assume come base la torbiera alta e si osserva quanto sia frequente qui una determinata pianta, si possono distinguere specie più rare e più frequenti in tale habitat. Così ad esempio l’Andromeda verginella e il Mirtillo palustre avranno diffusione sparsa, mentre la Ammarbia sarà molto rara.

    Periodo di fioritura
    Il fiore rappresenta uno stadio ben preciso nello sviluppo di una pianta. Il momento e la frequenza delle fioriture sono molto variabili da una specie all‘altra. Una specie annuale o dalla vita breve come il Centocchio comune fiorisce già poche settimane dopo la germinazione del seme, con un periodo di fioritura del tutto indipendente dalla stagione dell‘anno. Tra le specie perenni pochissime, come ad esempio la Pratolina comune, formano fiori tutto l’anno. Le piante biennali, come la Digitale purpurea, nel primo anno di vita formano solo foglie, per poi fiorire nell’anno successivo, in genere in mesi ben precisi. In queste, come nella maggior parte delle specie perenni, si riscontra una dipendenza più o meno marcata dall’andamento meteorologico dell’anno: solo certe temperature e certe condizioni di luce e di umidità consentono quindi una fioritura. Osservando l’ambiente che ci circonda potremo formulare un calendario delle fioriture in base al loro inizio, che oscilla di anno in anno e non è regolato da date esatte di calendario.
    Un calendario delle fioriture rispecchia fortemente anche le condizioni locali. Così su un pendio esposto a nord una specie può sbocciare 1-2 settimane più tardi rispetto al versante opposto, rivolto a sud. Lo stesso effetto, in molti casi con differenze ancora più marcate, si può osservare salendo dalla pianura alla montagna: qui possono comparire anche sfasamenti di 1-3 mesi. Anche il mutamento del clima globale si ripercuote direttamente sulle piante: numerose specie primaverili fioriscono più precocemente e sempre più spesso presentano una seconda fioritura in autunno. I periodi di fioritura indicati in questo libro si riferiscono ai mesi principali, ma alcune specie possono essere trovate in fiore anche in mesi precedenti o successivi. Vi sono piante che all’interno di questi periodi fioriscono solo per alcuni giorni. Nel caso di altre, come ad es. l’Enagra comune, ogni singolo esemplare continua a produrre fiori nuovi per settimane.

    Il Mondo Nuovo

    Il Mondo Nuovo

    Scritti autentici e apocrifi
    Autore/i: Vespucci Amerigo
    Editore: Ghibli
    pp. 162, nn. tavv. a colori, nn. ill b/n, Milano

    “Mundus novus”, il libretto in latino che Amerigo Vespucci dà alle stampe nei primissimi anni del Cinquecento ha un successo immediato e travolgente. In opposizione a dottrine antiche e a lui contemporanee, Vespucci ha un’intuizione geniale: il mondo esplorato non è l’Asia, ma un nuovo continente. Un paradiso terrestre dalle incredibili bellezze naturali popolato da uomini senza religione o legge, proprietà privata o moneta, dediti a un’incessante guerra e una continua attività sessuale. Che tutti gli scritti siano o meno di Vespucci, come hanno sostenuto alcuni interpreti, questo libro conserva il fascino e la curiosità di una grande scoperta, fatta dall’uomo che ha dato il nome alle Americhe.

    Gilgameš

    Gilgameš

    Il re, l’uomo, lo scriba
    Autore/i: D’Agostino Franco
    Editore: L’Asino d’Oro Edizioni
    premessa e introduzione dell’autore. pp. XIV-244, Roma

    Questo libro vuole accompagnare il lettore nel Poema di Gilgames passo dopo passo, seguendo lo sviluppo degli avvenimenti e svelandone i retroscena di carattere rituale, magico, religioso e storico, scavando in una realtà distante da noi per consuetudini morali ed etiche e tuttavia vicinissima per gli altissimi valori psicologici ed estetici che rappresenta. Vuole mostrare a chi intende avvicinarsi oggi al testo del Gilgames qual è il retroterra culturale che ha generato un poema di tale profondità e lo straordinario fascino della realtà cui il testo continuamente allude. Allo stesso tempo mostrerà le vie che portarono alla scoperta in Occidente di questa perla letteraria del mondo sumero-babilonese e le discussioni accanite che ne seguirono. Ancora oggi, a distanza di migliaia di anni da quella creazione, noi ci scopriamo coinvolti dalle avventure dell’antico sovrano di Uruk, entusiasmati dal suo eroismo, commossi dalla sua disperazione, affranti dai suoi fallimenti. E non riusciamo proprio a percepire come estraneo questo giovane e misterioso re, capace di esaltazione e di lacrime, di uccidere e di amare, di sognare e di pregare. Un re, un dio, che è il prototipo dell’uomo che fugge da se stesso, il paradigma della vanità degli sforzi degli uomini contro il destino e la morte, e molto altro ancora…

    Bembo

    Bembo

    Autore/i: Marcozzi Luca
    Editore: Franco Cesati
    premessa dell’autore. pp. 132, Firenze

    Il nome di Pietro Bembo risalta nel finale del Furioso di Ludovico Ariosto tra parole di sincera lode rivolte a uno dei più geniali uomini del tempo.
    Nella sua lunga vita (1470-1547), Bembo fu poeta ammiratissimo e uomo di lettere tra i più stimati; a lui si devono la fondazione della prosa italiana moderna, la codificazione della lingua letteraria, la nascita del classicismo lirico, imitato poi in tutta Europa. Ma fu anche un uomo dalla personalità complessa: patrizio veneto e illustre umanista, raffinato cortigiano e audace editore, potente cardinale e cantore appassionato del sentimento d’amore.
    Questo profilo ripercorre le varie fasi della sua vita e della sua carriera, e grazie a un’attenta analisi di dati ricchi e suggestivi, ne disegna un nuovo e più completo ritratto.

    Il Terrore

    Il Terrore

    Autore/i: Machen Arthur
    Editore: Theoria
    introduzione di Enrico Macioci, traduzione di Laura Ippolito. pp. 132, Rimini (RN)

    Mentre il continente europeo è sconvolto dalle devastazioni della Prima Guerra Mondiale, in un remoto angolo dell’Inghilterra le autorità devono fare i conti con una catena di fatti di sangue dai contorni mostruosi. Sono in molti a pensare a una diabolica macchinazione degli Imperi centrali, a qualche micidiale arma segreta capace di seminare il panico tra la popolazione. Il terrore ormai è ovunque: nei boschi e sulle scogliere, in fondo alle paludi e sulla superficie del mare, nel cielo e fra i campi. Un flagello biblico che incombe su uno spazio immenso. È ovunque eppure non si vede. Il terrore di Machen è “una ballata macabra e potente che, elaborando in chiave ’sacra’ il geniale insegnamento di Stevenson (il primo grande cantore, insieme a Poe, della moderna alienazione), ci rammenta che ignoriamo tantissime cose della natura e dell’universo, ma più ancora di noi stessi; e ci ammonisce che la ragione, se elevata a idolo, può mutarsi da luce in tenebra”.

    L’Intelligenza delle Api

    L’Intelligenza delle Api

    Cosa possiamo imparare da loro
    Autore/i: Menzel Randolf; Eckoldt Matthias
    Editore: Raffaello Cortina Editore
    prefazione di Giorgio Vallortigara, prefazione degli autori, traduzione di Virginio B. Sala. pp. 318, nn. tavv. a colori f.t., ill. b/n, Milano

    Amiamo le api soprattutto perché producono il miele. Ma sono anche fra gli animali più importanti e più intelligenti del pianeta. Senza la loro attività di impollinatrici, in tutto il mondo ci sarebbero problemi per le risorse alimentari. Sono però in grado di fare di più: il loro minuscolo cervello pensa, pianifica, fa di conto e forse sogna.
    Le api possiedono, sorprendentemente, molte delle nostre capacità mentali. Come percepiscono i profumi e vedono i colori, come si forma la loro memoria, come apprendono regole e modelli, addirittura come riconoscono i volti, da dove derivano le loro conoscenze, che cosa sanno e come vengono prese le decisioni in quel superorganismo che è una popolazione di api: sono i grandi temi di questo particolarissimo libro. Randolf Menzel e Matthias Eckoldt parlano anche della moria delle api e del ruolo che questi insetti possono avere nel creare un sistema di allerta precoce contro gli effetti nocivi delle nostre tecnologie.

    Randolf Menzel, zoologo e neurobiologo, è un’autorità nel campo della ricerca sull’intelligenza degli animali e per oltre trent’anni ha diretto l’Istituto di neurobiologia della Freie Universität di Berlino.

    Matthias Eckoldt è saggista, docente e pluripremiato autore di programmi radiofonici. Ha pubblicato recentemente Kann das Gehirn das Gehirn verstehen? (Il cervello può capire il cervello?), per il quale aveva già collaborato con Randolf Menzel.

    Storia della Omeopatia in Italia

    Storia della Omeopatia in Italia

    Storia antica di una terapia moderna
    Autore/i: Lodispoto Alberto
    Editore: Edizioni Mediterranee
    pp. 328, nn. tavv. b/n f.t., Roma

    Questa “Storia della Omeopatia in Italia”, costata all’Autore anni di ricerche nelle biblioteche statali e private, in Italia e all’estero, dal momento che non esistevano precedenti pubblicazioni su cui basarsi, è un’opera che ha colmato una grave lacuna storica. Infatti, Autori come Hahel (Inghilterra), Tischner (Germania), Rapou (Francia) avevano scritto da tempo la storia della Omeopatia nei loro rispettivi paesi, mentre in Italia, che pure vanta una vasta e fiorente tradizione omeopatica, non era mai stata effettuata una capillare indagine storica sulle sue origini e sul suo sviluppo. Il libro, dopo una panoramica sulle ragioni dello sviluppo prima e della decadenza poi dell’Omeopatia in Italia, è diviso in sezioni (Napoli, Sicilia, Stato Pontificio, Toscana e Bologna, Regno Lombardo-Veneto, Piemonte e Liguria) nelle quali vengono accuratamente descritti i primi passi, i progressi, gli esperimenti ospedalieri, le polemiche, le condotte, le farmacie, le società, ecc. Tutto è stato accuratamente annotato con citazioni originali e riferimenti bibliografici. Seguono tre capitoli particolarmente interessanti: Il colera curato omeopaticamente, Umorismo e satira sull’Omeopatia, la Farmacopea Omeopatica e le Cattedra omeopatiche. Il volume, riccamente illustrato, è completato dalla Biografia e Cenni Biografici di più di mille medici che hanno professato l’Omeopatia in Italia, dalla Bibliografia dal 1822 al 1960 di tutta la letteratura omeopatica scritta in lingua italiana, e infine da un accurato Indice Analitico di tutti i Nomi e i luoghi contenuti nel libro.

    Il Libro di AK Z UR

    Il Libro di AK Z UR

    Autore/i: Anonimo
    Editore: Alkaest
    presentazione dell’editore. pp. 150, ill. b/n, Genova

    Secondo la concezione ermetica, il Mondo, qualora se ne comprenda – evintolo dal Caos – il significato cosmico, si rivela portatore e veste di un “discorso” (Logos): in questi termini è concepibile un Libro, del quale i molteplici aspetti della manifestazione costituiscono i caratteri.
    Esprimendosi nel contesto esistenziale tale Libro si relativizza e si moltiplica in plurime formulazioni, in conformità a diversi linguaggi, diverse culture, rivelandosi in distinte vesti simboliche, cui inerisce una specifica visione archetipica.
    Secondo questa concezione tradizionale, il libro è “riflessione”, nel relativo, di un senso ascoso della realtà, e al tempo stesso, in termini di ermetica, testimonianza di un iter che porta, attraverso le Soglie iniziatiche, alla ricercata consapevolezza di tale senso.
    In tali termini, il Libro di Ak Z Ur rappresenta una vera “summa” del!’ Ermetismo, un organico trattato vestito con abiti moderni ad accentuarne ancora maggiormente il contenuto universale. In esso sono fissate le immagini del MONDO, dell’UOMO e della GRANDE OPERA, sotto specie di Tavole, intese come mandala; tali tavole sono lucidamente formulate in sede operativa; pertanto il Libro stesso si conosce in quanto se ne esperiscono le formulazioni e se ne assimilano i contenuti esperiti. In questo senso le tavole del Libro di Ak Z Ur possono riuscire mediatrici nel/del processo integrativo, e poichè la stella d’Ermete brilla anche nella sfera del razionale -se rettamente intese, magicamente evocatrici.

    AK Z UR è “nome iniziatico” (di presumibile intonazione caldeo-assira) inteso come “antica risonanza” in uno stato sottile di percezione oltre quella dimensione che viene comunemente detta “del reale”; il Nome pertanto può essere inteso in termini di archeologia interiore oppure di raffigurazione di un processo retrospettivo sulla base del tema ermetico del “come se”.

    La Fine dei Tempi

    La Fine dei Tempi

    Storia e Escatologia
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Nardini
    presentazione e cura di Mario Naldini. pp. 164, Fiesole (FI)

    La storia della salvezza, oggetto costante della riflessione patristica, s’innesta inscindibilmente e in certo modo si amalgama con l’escatologia, prospettiva concernente gli stadi e i momenti ultimi della storia dell’uomo e del mondo. Ma il rapporto fra storia ed escatologia ha subito negli ultimi tempi una compromettente distorsione imputabile sia al fatto che da qualche parte si è negato un senso alla storia, segnata dai suoi drammatici enigmi, sia al diffondersi di un concetto di escatologia in cui prevale l’immagine di catastrofe e di desolazione: ciò ha portato ad una sorta di “atrofia della speranza escatologica”. Il dibattito a più voci proposto nel libro su questi temi è ampio e articolato, e risulta di palpitante attualità: tensioni e prospettive apocalittiche, presenze e “incarnazioni” dell’anticristo negli eventi della storia, attese venate di millenarismo, problemi religiosi e profani attinenti l’escatologia, ansia di salvezza nel quotidiano groviglio della storia umana. I vari aspetti, trattati alla luce del pensiero dei Padri, sembrano riflettersi e risuonare nelI’orizzonte dei nostri tempi.

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