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Selezione di volumi Aseq Editrice

Indietro non si Torna

Indietro non si Torna

Trasparenza e filosofia civile di un magistero massonico
Autore/i: Raffi Gustavo
Editore: Tipheret
a cura di Alberto Jannuzzelli, prefazione di Massimo Teodori. pp. 232, Acireale

Nella storia, costruttori di umanità. Con un segreto nel cuore, dire a tutti gli uomini: ‘Tu sei mio Fratello’. La Massoneria di Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1999 al 2014 è un racconto di impegno e passione civile. Queste pagine ci consegnano una storia da custodire, una battaglia di trasparenza e verità che è radice del cammino di Liberi Muratori che non ricordano il passato ma lottano per tracciare il futuro. Rileggere e approfondire i suoi interventi e Allocuzioni, i Manifesti del XX Settembre o i discorsi ufficiali, significa compiere un viaggio di identità ma anche prendere coscienza del ruolo che la Massoneria svolge ogni giorno nella società, quale agenzia educativa, luogo dove le differenze diventano unità e il dialogo ha sempre l’ultima parola rispetto alla morte dell’intolleranza. Quando i tempi bui della P2 hanno minato le Colonne dell’Istituzione, Raffi non è stato a guardare. Ha denunciato e lottato le consorterie, ha fatto piazza pulita di carrieristi e parrucconi in cerca di medaglie e prebende. Ha fatto uscire i massoni dalle catacombe in cui erano rintanati, portandoli al sole del confronto. Ci ha educati a cercare insieme, a non fermarci. Insieme ad altri Fratelli che credono davvero nel Grande Oriente d’Italia, ha preso le sue pietre e si è messo a costruire. Ne è nata la Nuova Primavera della Massoneria: sono stati aperti gli archivi e promossi confronti con la società, si è diventati credibili sul campo. Gustavo Raffi ha fatto una Rivoluzione. Lo capiamo meglio tuffandoci nei suoi pensieri che si sono fatti storia, anticipando percorsi e dilatando la speranza di poter crescere ancora. Lui, il ‘direttore d’orchestra’, ha armonizzato gli strumenti, si è messo accanto agli altri, costruendo giorno dopo giorno un mosaico in cui ciascuna tessera ha la sua bellezza e utilità a un progetto da declinare insieme. E’ bastato poco, ama ripetere il Gran Maestro: si sono aperte le porte del Vascello e dei Templi e i massoni hanno incontrato e conosciuto tanti amici. Hanno iniziato a guardare negli occhi tutti, dai Premi Nobel alla gente assetata di giustizia. Laicità positiva e infinita libertà. In una Gran Loggia, ha detto: “Non siamo gli anarchi del nulla, ma gli operai della speranza”. Il magistero massonico di Gustavo Raffi è un’indicazione di senso per la Massoneria ma anche una pietra di costruzione per la società civile. Una delle grandi narrazioni della filosofia della storia. Pietra angolare che regge altre battaglie di cuore e ragione. Indietro non si torna.

Gustavo Raffi (Bagnacavallo, 4 gennaio 1944) è avvocato e Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal marzo 1999. È stato iniziato alla massoneria nel 1968 ed è maestro libero muratore dal 1970. Ha fondato la loggia massonica La pigneta di Ravenna. È stato segretario provinciale di Ravenna del Partito Repubblicano Italiano dal 1989 al 1990 e consigliere nazionale del partito tra il 1990 e il 1992. Ha già pubblicato: Le vie del dialogo in: Grande Oriente d’Italia, Palazzo Giustiniani; A. Panaino (a cura di); Garibaldi massone, Roma, Comitato nazionale per le celebrazioni della nascita di Giuseppe Garibaldi, 2007; In nome dell’uomo: dal Risorgimento alla modernità il ruolo del Grande Oriente nell’Italia unita, G. Picardo (a cura di), Milano, Mursia, 2011.

Storia della Russia

Storia della Russia

Dalle origini ai giorni nostri
Autore/i: Riasanovsky Nicholas V.
Editore: Bompiani
nuova edizione aggiornata, a cura di Sergio Romano, prefazioni dell’autore, traduzione di Francesco Saba Sardi. pp. 744, ill. b/n, Milano

La ricostruzione dello storico Riasanovsky accompagna i russi attraverso la loro storia millenaria dallo stato di Kiev al principato di Mosca, dal regno di Ivan il Terribile all’ampio processo di occidentalizzazione di Pietro il Grande, dai tentativi riformistici del XIX secolo fino alla fondazione dello stato sovietico, dagli anni del terrore staliniano a quelli della stagnazione brezneviana. Sergio Romano, già ambasciatore a Mosca, ha completato l’opera con tre nuovi capitoli in cui il lettore troverà una prima interpretazione storica delle trasformazione politiche, economiche, sociali e culturali che si sono prodotte in questi ultimi anni, dalla svolta democratica di Gorbacev alla fine dell’Urss, dalla presidenza di El’cin a quella di Putin.

L’Amore Umano

L’Amore Umano

Autore/i: Guitton Jean
Editore: Rusconi
prefazione all’edizione italiana dell’autore, traduzione dal francese di Carla Ferrario. pp. 240, Milano

In quale punto della Storia, in quale crocevia dei sentimenti è nata la parola «amore»? Il primo documento sicuro è un papiro egizio di 4000 anni fa: «L’amore della mia bella – è sull’altra riva», scrive l’antico poeta. Ma molti secoli dovranno ancora trascorrere, prima che il concetto dell’amore possa liberamente diffondersi nel vivo della società. L’amore, afferma Jean Guitton, è una conquista recente.
Da questa premessa prende spunto L amore umano, questo originale studio con il quale Guitton si avventura nei labirinti della nostra psiche. Il suo traguardo è riuscire a definire ciò che il sentimento amoroso ha di volta in volta significato nel grande e inquieto mosaico della civiltà: istinto e appagamento sessuale prima di tutto, ma poi anche bisogno di protezione, dono di sé, peccato e redenzione, ascesi spirituale, contatto con la divinità.
Jean Guitton interpreta la storia dell’amore attraverso i diversi linguaggi che l’hanno caratterizzato ed espresso: biologico, erotico, medico, poetico, mistico. Guitton compie la sua analisi, che è anche una sfida, nel tentativo di dare risposta agli interrogativi indicati dalla filosofia, dall’arte, dalla religione. Per la prima volta, uno studioso entra nei territori dell’eros/era per registrare con metodo, scienza e sapienza le più sfumate metamorfosi nelle quali l’amore può rivelarsi.
Sembrava che sul tema dell’amore fosse ormai tutto detto e chiarito. Guitton scopre invece che l’amore mantiene intatto ancora oggi quel senso del mistero che già conoscevano i nostri progenitori. Soltanto un osservatore attento e sagace come Jean Guitton poteva giungere così vicino al centro nevralgico del!’ amore, questo impulso primitivo che è l’essenza stessa della nostra natura, del nostro carattere, del nostro destino proiettato verso un futuro ancora tutto da scoprire.

Jean Guitton, nato a Saint-Etienne (Loire) nel 1901, allievo di Brunschvicg e di Bergson, è una delle figure più rappresentative del pensiero cattolico contemporaneo. Dopo la tesi su Le Temps et l’Eternité chel. Plotin et Saint Augustin (1933) ha pubblicato una serie di opere tutte rivolte allo studio dei rapporti tra cattolicesimo e pensiero moderno. Professore dal 1948 al 1954 all’Università di Digione, nel 1955 è chiamato alla cattedra di filosofia e di storia della filosofia alla Sorbona. L’anno precedente gli era stato assegnato il «Grand Prix de la littérature de l’Académie Française» per la sua opera letteraria e filosofica. Nel 1961 è eletto accademico di Francia. Dopo il 1959 Guitton scrive varie opere che, da L’Eglise et L’evangile (1959) a L’Eglise et le Concile e Le Christ é’cartelé (1963), preparano e spiegano il Concilio Ecµmenico Vaticano ll. Fu il solo laico chiamato da Giovanni XXllI ad assistere alla prima sessione del Concilio (1962); partecipò poi come uditore laico alle altre sessioni (1963). Dalle mani di Paolo VI ricevette 1’8 dicembre 1965, alla chiusura del Concilio, il messaggio agli intellettuali.
Presso Rusconi sono usciti in traduzione italiana: La forza della fede (1978), L’assurdo e il mistero (1986), Dialoghi con Paolo VI (1986) e La Vergine Maria (1987), Ritratto di Marthe Robin (1988).

L’Evoluzione dell’Uomo

L’Evoluzione dell’Uomo

Autore/i: Sri Aurobindo
Editore: Ubaldini Editore
traduzione e cura di Maurizio Mingotti. pp. 176, 1 ill. b/n f.t., Roma

In quest’opera fondamentale Sri Aurobindo, uno dei massimi maestri dell’India del ’900, descrive l’evoluzione dell’universo come un percorso dello spirito che progredisce a partire dalla materia incosciente, poi gli esseri viventi, e infine la mente dell’uomo. Il genere umano compirà il passo successivo verso la ’supermente’ o coscienza di verità, in cui l’anima assurge a un’incarnazione divina completa e perfetta.

La Leggerezza della Solitudine

La Leggerezza della Solitudine

Chi ha assaporato la dolcezza della solitudine ed il succo della calma interiore, costui è senza dolori, senza peccato. (Shakyamuni)
Autore/i: Turci Edmondo
Editore: Psiche
premessa dell’autore, introduzione dei curatori Giancarlo Renzi e Silvano Bosia. pp. 192, ill. b/n, Torino

Dall’introduzione dei curatori:
“Il filo conduttore di questo libro è la “leggerezza” della vita, quando anche la solitudine ci è cara; e come ritrovarle, sotto la faticosa “finzione” della quotidiana ordinarietà. Questo filo di Arianna porterà il lettore a scoprire una possibile origine del malessere così evidente nell’uomo moderno.
La finzione, sempre più necessaria per sopravvivere in un mondo così complicato, finisce per occultare l’essenza della vita, che è un intimissimo piacere di esserci: “leggerezza”, appunto.
L’uomo moderno, ogni giorno di più, ci convince delle sue ambigue origini di demone-scimmia, una mutazione, raccontata nel mito nepalese, che lo ha fatto dominatore della Terra e distruttore di quasi tutte le grandi specie.
I magistrali insegnamenti del Maestro Lobsang Sanghye ci porteranno dentro la storia, con i suoi miti, le scienze, i santi, i grandi laici, alla scoperta dei segreti della straordinaria mente di quest’ultimo Sapiens dall’incerto destino.
Questi insegnamenti sembrano venire direttamente da un “libro parlante”; gli studenti non hanno fatto altro che riportare in scrittura le parole registrate del Maestro.
Un cammino interiore è sempre complicato, perché ci riguarda da vicino, anzi è un unicum. Eppure, viviamo come estranei a noi stessi e divisi; ci sfugge cosa sia la vita e cosa sia la sua perdita. Serve una buona motivazione ed una guida sincera, per ritrovare la “giusta leggerezza”: una salutare normalità, senza perderci in inutili compiacimenti o tristezze.
Il libro è suddiviso in diciannove capitoli, che rappresentano altrettante riflessioni. Ogni capitolo è una perla di saggezza, tutta da scoprire o da riscoprire. Ad ogni lettura e ad ogni rilettura, il lettore troverà qualche aspetto nuovo che era sfuggito. Solo col tempo, e se ne avrà voglia, il lettore saprà trame un duraturo profitto.[…]”

Edmondo Turci (Lobsang Sanghye) è nato a Santarcangelo di Romagna nel 1937. Si laurea in Ingegneria al Politecnico di Torino, dopo il biennio all’Università di Bologna. Diventa responsabile di numerosi progetti per lo spazio e nel 1970 riceve dal ministro della ricerca scientifica Rubinacci una premiazione per il contributo innovativo delle sue ricerche.

Fides et Caritas

Fides et Caritas

Il Beato Gherardo de’ Saxo e i 900 anni dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta – (con catalogo delle decorazioni e gradi del Sovrano Militare Ordine di Malta e dell’Ordine pro Merito Melitensi civile e militare)
Autore/i: Varisco Alessio
Editore: Effigi
presentazione di Guglielmo Guidobono Cavalchini, prefazione di Angelo Mascheroni, premessa dell’autore. pp. 456, nn. ill. b/n, Arcidosso (GR)

Non è facile seguire le vicende storiche del Beato Gherardo, per diverse motivazioni, non ultima la rivendicazione da parte di alcuni di aver scoperto per primi le fonti che diano ragioni all’una o all’altra parte.
Ben venga allora questa pubblicazione del Prof. Alessio Varisco, Docente e Direttore di Antropologia Arte Sacra ed Ufficiale dell’Ordine pro Merito Melitensi, che scava in profondità le fonti, le mette a confronto, le colloca nella loro cornice storica e geografica, dentro la cultura del tempo, e ne cava un linguaggio chiaro… così che il Beato Gherardo è nei suoi confini spirituali, culturali, del suo agire fino alla fondazione degli Ospitalieri di San Giovanni. (…)
Si deve riconoscere al Prof. Varisco la vasta misura del suo cercare e ricercare; si deve ammettere l’amore per la Verità, Amore che se da una parte lo porta alla sua tesi, dall’altra lo aiuta ad “osare”, quando è il caso, a confutare tesi magari date per certe da altri studiosi. (…) (Angelo Mascheroni, Vescovo)

Elisabetta della Trinità

Elisabetta della Trinità

Un’esistenza teologica
Autore/i: Sicari Antonio M.
Editore: Jaca Book
pp. 286, Milano

Elisabetta significa casa di Dio. Quando da bambina fu spiegato a Elisabetta Cater il senso del suo nome, ne rimase colpita, così per tutta la vita cercò di vivere e di testimoniare il suo vivere interamente per Dio. A diciannove anni ebbe dalla madre il permesso di frequentare il Carmelo a Digione, due anni più tardi poté vestire l’abito carmelitano. Nei pochi anni di vita religiosa, infatti morì nel 1906 dopo soltanto sei anni di esperienza nel Carmelo, si immerse nel mistero della Trinità. Si sentiva spiegata dalla parola di Dio, con umile gratitudine.

Il Bafometto

Il Bafometto

Autore/i: Klossowski Pierre
Editore: Adelphi
traduzione di Giuseppe Girimonti Greco pp. 188, Milano

Tra le accuse infamanti rivolte ai Cavalieri Templari nel corso del processo a loro intentato dall’Inquisizione nei primi anni del Trecento c’erano quelle di sodomia, eresia e idolatria; veneravano, si disse (e li si costrinse a confessare sotto tortura), un idolo oscuramente legato alla tradizione gnostica e a pratiche alchemiche, nonché alla simbologia del Graal e al Femminino Sacro: il Bafometto. Da allora, questa figura alata e munita di corna, dai tratti somatici bestiali e androgini (il cui nome ha un’origine quanto mai incerta), è stata ripresa, usata e sfruttata da occultisti di ogni tipo e, come le storie dei Templari in genere, ha dato origine a una proliferante letteratura romanzesca. Agli antipodi di tutto ciò, Klossowski ci regala, con l’ultimo romanzo da lui scritto, un’opera che è un azzardo visionario, dove i personaggi, prima ancora di avere un nome, sono «soffi», ovvero potenze invisibili che occasionalmente diventano corpi tangibili e abitano un Medioevo fantasmatico – per poi spostarsi, con un capovolgimento del tutto inatteso, nel 1964, sulle rive della Senna, in una stanza destinata a strani rituali, dove li ritroviamo di nuovo sotto forma di «soffi». Ciò che avviene nel Bafometto è l’abbandono al mondo ridivenuto favola, dove il passato è intercambiabile con l’attuale – e dove forse la storia dei Templari è il massimo di attualità possibile. E c’è tutto il sulfureo universo klossowskiano, in cui si mescolano erotismo e sacralità, perversione e trascendenza: perché ciò che rende «stupefacente» l’opera di Klossowski, ha scritto Deleuze, è proprio «l’unità di teologia e pornografia … qualcosa che chiamerei pornologia superiore».

Insieme

Insieme

Lezioni dai Maestri – Incontro con le Guide dell’umanità
Autore/i: Tomassini Albania
Editore: Psiche
pp. 160, Torino

Albania Tomassini si è laureata in pedagogia presso l’Università degli Studi di Torino. Ha insegnato per molti anni nelle scuole medie. Nel 1976 ha incontrato Baba Bedi e scelto di seguire l’intero percorso formativo che egli suggeriva.

È autrice di quattro libri sulla filosofia di Baba Bedi.
Il pensiero del Maestro viene presentato sotto il profilo filosofico e nelle sue applicazioni pedagogiche, terapeutiche e psicologiche. In questo libro, l’autrice presenta il frutto di una lunga riflessione sulla vita e sulle trasformazioni indispensabili ad ogni individuo perché possa conseguire la pienezza della realizzazione.

Le tecniche usate sono state apprese e applicate sotto il controllo del Maestro, fino a quando Egli è stato in vita. I temi affrontati sono ardui e riguardano i limiti individuali e sociali con cui ci confrontiamo nel quotidiano.

“Sono stati momenti speciali di ascolto della voce interiore, quelli da cui sono scaturite le lezioni che presento in questo libro. L’esperienza che espongo, si colloca sul piano della realtà dominata dalla piena consapevolezza ma sgorga come una sorgente nuova e fresca in un bosco conosciuto e frequentato ed ha per questo motivo, il fascino di ciò che aggiunge una dimensione nuova, a volte sorprendente, al nostro sentire”.

Baba Bedi è stato un filosofo ed un poeta. Nato nel 1909 in Panjab, India, ha studiato anche in Inghilterra ed in Germania. Dopo la guerra per l’indipendenza indiana, cui aveva partecipato, conoscendo anche le durezze della prigionia, si ritirò dalla vita politica.

Ha svolto un’intensa opera come terapeuta ed insegnante. Numerose sono le sue pubblicazioni che testimoniano il grande contributo offerto all’umanità. È mancato a Rivarolo Canavese il 31 marzo 1993.

Strannik

Strannik

Spiritualità del Pellegrino Russo
Autore/i: Bielawski Maciej
Editore: Edizioni Lemma Press
pp. 260, Bergamo

Chi è lo strannik, protagonista dei Racconti di un pellegrino russo, autentico cult book sull’arte della preghiera? Come orientarsi fra piani di lettura, erranze, tempo storico e spirituale, spazi geografici e interiori di quell’opera, così piccola ma così complessa? Occorre una guida abituata alle vette, che ci dia gli strumenti e le indicazioni indispensabili per ampliare la nostra comprensione: Maciej Bielawski, che in questo libro ci porta sulla via del pellegrino russo. Affrontandone, con chiara esposizione e una messe di informazioni illuminanti, i diversi livelli, in un’ascesa che parte dal concreto fino a condurci al punto in cui la lettura diventa nostra esperienza intima.

È la prima monografia approfondita che sia mai stata scritta sui Racconti del pellegrino russo; permette di comprendere i Racconti nella loro concretezza storica e testuale; è la prima lettura dei Racconti dalla scoperta del loro autore, Arsenij Troepolskij, di cui viene tracciato un profilo inedito; la narrazione chiara e documentata dello Strannik consente al lettore di orientarsi nel labirinto dei Racconti, e coglierne gli aspetti spirituali in una nuova prospettiva.

AUTORE

Maciej Bielawski, nato in Polonia, da oltre vent’anni in Italia, è teologo, scrittore, pittore e libero docente.
Ha pubblicato tra l’altro: La luce divina nel cuore. Introduzione alla Filocalia (2007), Panikkar. Un uomo e il suo pensiero (2013), e con Lemma Press Canto di una biblioteca (2016).

Il Sogno della Camera Rossa

Il Sogno della Camera Rossa

Romanzo cinese del secolo XVIII
Autore/i: Ts’ao Hsüeh-Ch’in
Editore: Einaudi
A cura di Franz Kuhn, traduzione di Clara Bovero e Carla Pirrone Riccio. Con ventisette illustrazioni originali di Kai Ch’i. Introduzione di Martin Benedikter pp. XXX-692, I Millenni, Torino

Il sogno della Camera Rossa è uno dei grandi classici della letteratura cinese: un romanzo d’ amore, celebrato per il suo saporoso realismo, la finezza psicologica e la ricchezza di fantasia.
L’autore è identificato con certezza (almeno per i primi ottanta capitoli) in Ts’ao Hsüeh-Ch’in (1719-1763), un mandarino che passò la gioventu nell’agiatezza (la sua famiglia sovrintendeva alle fabbriche tessili imperiali), ma in seguito, per un’improvvisa confisca dei beni familiari da parte dell’imperatore Ch’ien Lung, cadde in miseria e si ritirò a scrivere l’immenso romanzo, dove nella decadenza della famiglia di Pao-Yü espresse l’amarezza della propria esperienza.
Il sogno, l’allegoria metafisica s’affacciano due volte: nel prologo e nell’epilogo del romanzo; il resto è tutto intreccio di caratteri, sapienza psicologica, pittura d’ambiente, Nella grande villa di Shiht’ou la vita di Pao- Yü, il giovane nato con una pietra di giada in bocca, scorre felice, benche il suo cuore sia diviso tra le due cugine: Gioiazzurra e Pao-Ch’ai. Ma la rovina s’abbatte sulla famiglia e su Pao-Ch’ai, che ha perduto la sua giada. Un triste destino attende le due ragazze, mentre Pao-Yü s’incamminerà per la via della pedezione taoista.
Lin Yutang, presentando il romanzo in America, ha scritto: «I cinesi, uomini e donne, hanno letto quasi tutti il romanzo sette o otto volte da cima a fondo, e si è creata una vera e propria scienza, la “rossologia”, paragonabile, in mole e dignità, ai commenti shakespeariani o goethiani. Il sogno della Camera Rossa rappresenta probabilmente il sommo dell’arte di scrivere romanzi nella letteratura

Un Fuoco sulla Terra

Un Fuoco sulla Terra

Vita di Giordano Bruno
Autore/i: Rowland Ingrid
Editore: Laterza
pp. 358, Bari-Roma

Anticipatore del calcolo, investigatore dell’atmosfera planetaria, aspro critico del primo colonialismo in America, Giordano Bruno ha tutte le carte in regola per essere considerato un uomo totalmente ‘moderno’; eppure la sua riflessione è impregnata dell’immaginario neoplatonico rinascimentale, di cabala e arti mnemoniche, di visioni spirituali che esprime in densi componimenti in latino, o in vernacolare scatenato o in sublime poesia. Nato sotto l’ombra del Vesuvio, attraversò l’Europa cinquecentesca. Morì il 17 febbraio del 1600 in piazza Campo de’ Fiori a Roma come «eretico ostinato e pertinace».

Ingrid D. Rowland traccia un’agile biografia di Giordano Bruno, attenta agli aspetti ‘scientifici’ della sua ricerca: le conseguenze che l’esistenza di un universo infinito comporta per la fisica e la matematica, il giusto modo per l’uomo di stare nel mondo quando il mondo è un cosmo senza limiti.

È fuor di dubbio che Bruno venne al mondo per accendere un fuoco e vide quel fuoco come una raffigurazione dell’amore ardente che aveva creato sia il cosmo sia i cuori umani. Dalla sua cella nelle prigioni dell’Inquisizione veneziana avrebbe contemplato le stelle. Ingrid D. Rowland ricostruisce la vita di un filosofo cosmopolita, cittadino del mondo.cinese, ma rappresenta anche un tipo unico di romanzo».

Gli Anni di Viaggio di Wilhelm Meister

Autore/i: Goethe Johann Wolfgang
Editore: Medusa
A cura di Rosita Copioli pp. 462, Milano

Nella Germania solcata dagli eserciti di Napoleone, lacerata dai cambiamenti politici e sociali, dalle tensioni dell’incombente era industriale, Wilhelm Meister vive le sue avventure iniziatiche. Testamento spirituale dell’anziano Goethe, il testo indica all’uomo moderno la via da seguire: l’attenzione all’uomo, alla natura, il riconoscimento della religione di Cristo come il più alto grado cui l’uomo possa giungere.

Vecchio Continente e Massoneria

Vecchio Continente e Massoneria

Il R.S.A.A. promotore di un’Europa ispirata e retta dagli alti valori della Libera Muratoria
Autore/i: AA. VV.
Editore: Tipheret
A cura di Gianni Curami e Luigi Pruneti pp. 204, Catania

Si sono riuniti in Milano nella sede regionale della Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M. i rappresentanti dei supremi Consigli del 33° del Rito Scozzese Antico Accettato per discutere e confrontarsi avanti ad un folto pubblico sui problemi che l’Europa sta affrontando. Se la Libera Muratoria è stata definita come una ricerca etica illustrata da simboli e velata da allegorie il Rito Scozzese, nei suoi Altri Gradi si occupa di analizzare quelle scelte pubbliche che possono meglio realizzare una armonia sociale. L’iniziativa di un pubblico confronto, fortemente voluta dai rappresentanti del Rito Scozzese della Lombardia e condivisa dal Sovrano Gran Commendatore Pot.mo Antonio Binni, ha visto la presenza di Sovrani Gran Commendatori (o in caso di impedimenti personali di loro rappresentanti), che hanno accettato l’invito ed hanno esposto confrontandosi le posizioni delle rispettive giurisdizioni sul tema proposto. Il compito di dare Istituzioni più complete ad un modo di sentire e ad un etica sociale condivisa maturata in Europa è diventata ormai una necessità inderogabile.

Storia Notturna

Storia Notturna

Una decifrazione del sabba
Autore/i: Ginzburg Carlo
Editore: Adelphi
pp. 410, 19 tavv. a colori e b/n f.t., Milano

Voli notturni verso luoghi solitari, rapporti sessuali con il demonio, orge e infanticidi, profanazione della croce e dei sacramenti: per alcuni secoli, tra Quattro e Settecento, l’immagine del sabba affiorò da un capo all’altro d’Europa (e poi in altri continenti, nei paesi colonizzati dagli europei) descritta da donne e da uomini accusati di stregoneria, di fronte a tribunali laici ed ecclesiastici. Confessioni raramente spontanee, più spesso estorte dalla tortura e dalle sollecitazioni dei giudici: ma che cosa si nascondeva dietro l’immagine del sabba?
Questo libro ricostruisce una traiettoria secolare in cui l’ossessione di un complotto contro la società, attribuito a gruppi via via diversi (lebbrosi, ebrei, musulmani, eretici e streghe), s’intrecciò a credenze popolari a sfondo sciamanico. Il complotto immaginario prese forma in un territorio limitato, dalla Francia all’arco alpino. L’indagine sullo strato sciamanico trascina chi legge in un immenso spazio eurasiatico, popolato da uomini e da donne, da personaggi del mito e della fiaba. Benandanti friulani, lupi mannari baltici, sciamani siberiani, zoppi e nati con la camicia, divinità notturne signore degli animali, Edipo e Cenerentola, segnano le tappe di un viaggio che si chiude affacciandosi sulle radici antropologiche del raccontare.

Decadenza

Decadenza

Vita e morte della civiltà giudaico-cristiana
Autore/i: Onfray Michel
Editore: Ponte Alle Grazie
traduzione di Michele Zaffarano pp. 704, Milano

Conosciamo tutti le piramidi egizie, i templi greci, i fori romani, e tutti ammettiamo che le tracce delle civiltà scomparse provano che le civiltà muoiono, e dunque che sono mortali! La nostra civiltà giudaico-cristiana, che ha duemila anni di vita, non sfugge a questa legge.
Dal concetto di Gesù, annunciato nell’Antico Testamento e progressivamente nutrito d’immagini da secoli di arte cristiana, fino a Bin Laden, che dichiara guerra mortale al nostro Occidente spossato, provo qui a tracciare un affresco epico della nostra civiltà.
Vi troviamo: monaci folli nel deserto, sanguinari imperatori cristiani, musulmani che costruiscono il loro «paradiso all’ombra delle spade», grandi inquisitori, streghe a cavallo delle scope, processi agli animali, indiani piumati a passeggio con Montaigne nelle strade di Bordeaux, la resurrezione di Lucrezio, un curato ateo che annuncia la morte di Dio, una rivoluzione giacobina che uccide due re, dittature di destra e poi di sinistra, campi di morte neri e rossi, un artista che vende i suoi escrementi, uno scrittore condannato a morte per aver scritto un romanzo, due ragazzi che rivendicando l’Islam sgozzano un prete durante la messa… e mille altre cose.
Decadenza è un libro né ottimista né pessimista, ma tragico, perché in questo momento non si tratta più né di ridere né di piangere, ma di comprendere.

Memorie Storiche – Shiji

Memorie Storiche  – Shiji

Autore/i: Sima Qian
Editore: Luni
Traduzione e cura di Vincenzo Cannata 2 voll., pp. LV-1104, Milano

Lo Shiji o Memorie storiche di Sima Qian, opera monumentale della storiografia e della letteratura mondiale, sovente accostata alle Storie del sommo Erodoto, ha incontrato in occidente una singolare e rara sorte: è stata ed è oggetto di innumerevoli studi critici ma non esiste una traduzione completa dei 130 capitoli che la compongono. La presente edizione si basa sulla traduzione di Chavannes dei primi 50 capitoli, che sono ampiamente rappresentativi dell’opera intera: offrono il testo integrale delle prime tre sezioni – 12 Annali di base, 10 Tavole cronologiche, 8 Trattati – e 22 dei 30 capitoli della sezione quarta, dedicata ai Casati ereditari. La mancanza di 8 dei Casati ereditari e delle 70 Biografie è indubbiamente una grossa lacuna, ma sono presenti tutte le tipologie espositive che caratterizzano l’opera, oltre alla prima completa biografia del grande Maestro Confucio.
La storiografia precedente, a partire dall’annalistica confuciana, si limitava essenzialmente ad annotare in ordine cronologico i fatti salienti, senza esplicitare opinioni e giudizi. Nelle Memorie storiche, che rimane un libro di storia scritto più di duemila anni fa, l’uomo, con le sue qualità e i suoi difetti, è sempre il protagonista della narrazione, ed è sempre presente nel testo perché è molto usata la tecnica del dialogo: aperto, sottile, crudele, aggressivo, perfino disastroso, come quello che nel 213 a.C. indusse Shihuangdi, il Primo Imperatore della dinastia Qin, a emanare il decreto che mise al bando la maggior parte dei libri.
Ed ecco come Sima Qian presenta la sua opera: «Confidando nelle mie modeste capacità di scrittore, ho raccolto e ordinato tutte le tradizioni antiche che erano sparse e come disperse nel mondo. Ho esaminato come si sono svolte le vicende, ho ricercato le ragioni dei loro successi o delle sconfitte. Volevo esaminare
a fondo ciò che concerne il Cielo e l’Uomo, comprendere i mutamenti che si sono verificati dai tempi antichi fino a i nostri giorni, come opera di un solo autore perché la loro visione fosse unitaria».

Sima Qian (145 – 86 a.C.) è stato il primo grande storico della Cina antica, maestro riconosciuto e imitato da tutti gli storici imperiali successivi. Fu astrologo e annalista alla corte dell’imperatore Wu della dinastia Han, ma la sua passione fu per la storia del paese, che si concretizzò nella monumentale opera Memorie storiche (Shiji), alla quale dedicò l’intera sua vita.

(Emmanuel) Édouard Chavannes (Lione 1865 – Parigi 1918) fu un sinologo e archeologo francese. Dal 1889 al 1893 partecipò a una missione scientifica in Cina; rientrato in Francia assunse la cattedra di cinese al Collège de France e svolse un’intensa attività di diffusione degli studi di religione e storia della Cina antica. Divenne celebre per la traduzione dello Shiji, che fu la prima in lingua europea.

Mitra: Storia su un Dio

Mitra: Storia su un Dio

Volume quarto – L’Impero Romano 2. Il Mitraismo in età imperiale.
Autore/i: Romagnoli Diego
Editore: Carlo Saladino Editore
Prefazione di Tommaso Romano pp. 580, Palermo

Lo straordinario lavoro intellettuale di Diego Romagnoli, ricco (ben quattro volumi) di una sterminata e decriptata bibliografia scientifica su Mithra e il Mitraismo si conferma vieppiù nel presente, poderoso volume sul Mitraismo in Età Imperiale Romana, come una vera e propria ricerca di senso, attraverso la conoscenza in profondità, sulle origine, sulle fonti e sulla comparazione critica.

Nuovi Studi sul Bestiario Fantastico di Età Orientalizzante nella Penisola Italiana

Nuovi Studi sul Bestiario Fantastico di Età Orientalizzante nella Penisola Italiana

Aristonothos Scritti per il Mediterraneo antico – Quaderni, n. 5 (2015)
Autore/i: AA. VV.
Editore: Tangram Edizioni Scientifiche
A cura di Maria Cristina Biella ed Enrico Giovanelli pp. 470, cm. 21 x 29,7, nn. ill. b.n., Trento

Il presente volume esce a distanza di tre anni dalla pubblicazione de Il bestiario fantastico di età orientalizzante nella penisola italiana (Quaderni di Aristonothos, 1, 2012), in un momento in cui la tematica del bestiario fantastico ha ricevuto grande attenzione da parte dell’Antichistica, sia nelle attività di ricerca sia in quelle di divulgazione. Sin dalla Premessa, il primo volume si presentava come un dossier, una raccolta di dati. Per questo secondo volume, ci si è posti invece l’obiettivo di avviare la discussione sui contributi pubblicati nel 2012 e contemporaneamente di raccogliere ulteriori approfondimenti sul tema del bestiario fantastico di età orientalizzante. Da qui è scaturita la decisione di organizzare un workshop, ospitato alla British School at Rome nel gennaio del 2014. In quell’occasione studiosi di diverse formazioni, affrontando il tema con differenti prospettive critiche ed ermeneutiche, hanno preso le mosse da dove ci si era arrestati. Il presente volume è l’edizione degli Atti di quell’incontro di studio e raccoglie saggi che spesso cercano di valicare, seguendo percorsi multiformi, i limiti dell’aspetto classificatorio, per giungere a indagare con diverse prospettive i significati più profondi del bestiario orientalizzante, spingendosi anche al di là della fine del cosiddetto periodo orientalizzante con incursioni a più riprese nell’Arcaismo e oltre.

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SOMMARIO

Prefazione, Giovanna Bagnasco Gianni                    11
Preface, Christopher Smith                              13
Premessa, Maria Cristina Biella, Enrico Giovanelli      15
Retorica del bestiario, Maurizio Harari                 17

I PRECEDENTI

Un esempio di bestiario da Gubbio, Luana Cenciaioli, Francesca Germini                                                          27

Preesistenze del bestiario orientalizzante: il contributo della Sicilia, Massimo Cultraro, Anita Crispino                 41

L’ORIENTALIZZANTE

Il despotes theron nella ceramica tardo‑villanoviana e orientalizzante di Narce e Capena, Giovannangelo Camporeale                                                                                                                                               63

Riflessioni sul bestiario avernale. Le credenze sull’aldilà a Veio nel periodo orientalizzante, Andrea Carapellucci, Luciana Drago                                                                                                                                                       85

Impasti incisi figurati di età orientalizzante da Veio: forme, iconografie, stile, linguaggio, Alessio De Cristofaro                                                                                                                                                 115

Un’olla e i suoi “Leoni Ruggenti” da Falerii a Philadelphia, Jacopo Tabolli, Jean MacIntosh Turfa                       143                                                             
Il bestiario fantastico dei buccheri a cilindretto chiusini: i centauri, Andrea Martelli                                             155

The Cognitive and Sensory Accessibility of Orientalizing Cauldrons in Pre‑Roman Italy, Nassos Papalexandrou      173

Non di questo mondo? Riflessioni sul significato dei  fregi animalistici etruschi con figure antropomorfe nel VII e VI sec. a.C., Robinson Peter Krämer                                                                                                                                  187

Animali e Mischwesen nella produzione artistica ed artigianale di Bologna e del suo territorio in età orientalizzante, Marinella Marchesi                                                                                                                                                      221

I draghi appenninici. Appunti sulle raffigurazioni degli  animali fantastici italici tra Abruzzo, Umbria e Marche,
Joachim Weidig                                                                                                                                            247

TRA ARCAISMO E PRIENTALIZZANTE

Dalla Tomba Regolini Galassi alle hydrie ceretane: il ruolo di Cerveteri nell’assimilazione del bestiario fantastico orientalizzante in Etruria, Laura Maria Russo                                                                                                   275

Le rappresentazioni dell’uomo con testa taurina nell’Italia medio‑tirrenica, Martina Sciortino                               303

Il centauro e l’aristos, Elena Smoquina                                                                                                           325

L’ambra e il bestiario fantastico: le rappresentazioni di sfingi e sirene nel quadro delle ambre figurate orientalizzanti e arcaiche, Nuccia Negroni Catacchio, Veronica Gallo                                                                                         343

L’ARCAISMO E OLTRE

Selezione e composizione del bestiario nei timpani delle tombe dipinte tarquiniesi, Raffaella Bonaudo                  371

Paradossografia etrusca: uno sguardo alla ceramica a figure nere, Nigel Spivey                                                 385

Figure ibride e animali fantastici nel Gruppo di Micali, Manuela Wullschleger                                                      395

Esseri liminari. Il bestiario nella scultura in pietra dell’Etruria Meridionale, Iefke van Kampen                             409

“Chimere incomplete”: viaggio di iconografie attraverso il Mediterraneo, Flavia Morandini                                  425

Les animaux prédateurs dans l’iconographie étrusque, Marlène Trochet                                                            447

Dopo Wittgenstein, San Tommaso

Dopo Wittgenstein, San Tommaso

Autore/i: Pouivet Roger
Editore: Jouvence
a cura di Elisa Grimi pp. XVI-158, Milano

Passare da Wittgenstein per arrivare a san Tommaso non è un percorso a ritroso, filosoficamente parlando. Lo sostengono importanti pensatori britannici della tradizione post-analitica come Peter Geach, Elizabeth Anscombe e Anthony Kenny, i quali propongono una lettura molto originale del Dottor Angelico e dell’autore delle Ricerche filosofiche. Roger Pouivet ricostruisce in “Dopo Wittgenstein, san Tommaso” i percorsi di una nuova e provocatoria corrente filosofica che ha preso il nome di “tomismo analitico” ed è una delle più coraggiose frontiere filosofiche di oggi.

Storia dell’Astronomia

Storia dell’Astronomia

Autore/i: Migliavacca Renato
Editore: Mursia
pp. 276, Milano

Che cosa sono, che cosa significano le misteriose luci del firmamento?
Per dar risposta a queste domande centinaia di occhi artificiali frugano senza posa fra gli spazi del cielo accumulando informazioni che migliaia di studiosi ordinano, catalogano, interpretano.

Ma l’astronomia, scienza antica quanto l’uomo stesso, non è frutto soltanto del pur prezioso apporto dei mezzi tecnici che da Galileo in poi le sono stati messi a disposizione: alla sua evoluzione hanno soprattutto contribuito l’intelligenza, l’audacia speculativa, l’intransigente dedizione al vero profuse per millenni da innumerevoli generazioni di ricercatori. Senza contare quant’altro necessita, anche in termini di virtù dell’animo, per poter affondare intrepidamente lo sguardo nell’immensità del cosmo.

Questo libro è la sintesi della prodigiosa somma dì sforzi intellettuali, morali, tecnici, pratici, di costume, che ha consentito all’uomo di cimentarsi con successo al vaglio della più ardua pietra di paragone che la natura gli proponga: una sintesi stringata ed essenziale ma esposta in modo piano, semplice, chiaro, convincente. Narra l’intera vicenda che dalla più remota preistoria fino ai giorni nostri ha ritmato le tappe memorabili della sfida lanciata dalla intraprendenza umana all’enigma dei cieli. Un racconto pieno di fascino, appassionante come un romanzo, e tanto più avvincente proprio perché ha per protagonista l’uomo vero alla ricerca del vero.

Miracoli con il Pranic Healing

Miracoli con il Pranic Healing

L’antica arte di guarire con le mani
Autore/i: Choa Kok Sui
Editore: Macro Edizioni
traduzione di Francesca Sampaoli pp. 356, ill. in b/n, Diegaro di Cesena (FC)

Ecco alcuni tra i più interessanti temi trattati:

  • la percezione dell’energia pranica
  • gli 11 chakra maggiori
  • la legge del karma
  • le regole fondamentali della terapia pranica
  • come evitare il contagio eterico in terapia
  • tecniche pratiche di terapia pranica
  • terapia di comando
  • autoguarigione
  • invocazioni e terapia con energia divina

Storia del Tarantismo

Storia del Tarantismo

Autore/i: Scapati Domenico
Editore: Carlo Saladino Editore
pp. 224, Palermo

Identità culturale contadine, terantismo e tarantolismo, argìa in Sardegna, Ragnatello nero in Sicilia, solennizzazione delle acqua, ballo, musica popolare e notte della Taranta.

Donne emarginate che durante l’estasi ed il tormento del veleno si potevano permettere anche di mimare l’amplesso in pubblico fino a quando S. Paolo non concedeva la grazia della guarigione. Questa è la condizione della donna delle Terre del Sud ma anche degli uomini adibiti ai lavori dei campi.

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Presentazione  

Nota dell’autore

Perle di saggezza

Il contadino e gli anni Sessanta 

La Terra d’Otranto,

Storia del Salento, territorio di caseddhi, paijare e masserie

Ragni e tarantole nelle Terre del Sud

I Miti di Aracne, Asclepio e lnanna

Il pozzo di San Paolo a Solarino, il viaggio per la Sicilia e la festa a Palazzolo Acreide

Il tarantismo fenomeno tutto Mediterraneo 

Isteria e tarantismo 

Analogie tra il Ragnatello Nero in Sicilia e il Ragno Pugliese

Taranta come Tarantella, Tarantola, Tarantula, Taranto, Tarentum, Terentum, Tarantinus

Il Ragno, il cinema e la danza 

L’ Argia, il ragno della Sardegna

Un male di fobia e pazzia da estirpare, un male per la rinascita 

Il folclore e i canti popolari

La Notte della Taranta e il Neotarantismo

Conclusioni

Bibliografia

Contributi di lettura

Il Metodo della Spontaneità di Tomasetti

Il Metodo della Spontaneità di Tomasetti

Il nostro organismo sa meglio di noi che cosa fare
Autore/i: Bona Franco
Editore: Blu Edizioni
pp. 244, Torino

Quasi tutti i metodi comportamentali insegnano il fare, per diventare ed essere; Tomasetti insegna il diventare e l’essere per poter fare.
Il metodo Tomasetti promuove una maturazione graduale fisiologica e psicologica non attraverso uno schema operativo e ideologico, ma attraverso l’espressione diretta della natura umana e dei bisogni contingenti.
L’assimilazione del metodo permette di scoprire un aspetto aggiuntivo e più profondo della realtà, che amplia quello comune.
Il cambiamento fisico e intellettuale provocato dalla spontaneità è una condizione sottile, non perturbante, disponibile anche nelle nostre comuni intenzioni o bisogni.
Il metodo Tomasetti favorisce la scoperta e l’espressione genuina della personalità, l’adattamento e la conservazione dell’individuo nel mutamento ambientale, nei limiti consentiti dalla natura di ciascuno.

Lampo di Tuono

Lampo di Tuono

Autore/i: Hyemeyohsts Storm
Editore: Corbaccio
traduzione di Chiara M. Filippi pp. 408, nn. ill. b/n, ill a colori f.t., Milano

Un’avvincente autobiografia spirituale che comincia dove finiva «Sette Frecce»

In quanto «sangue misto» cheyenne-sioux-tedesco, disprezzato tanto dai bianchi quanto dagli amerindi purosangue, Lampo di Tuono cresce in un clima di povertà e di violenza all’interno di una riserva. Il suo destino sembra segnato, fino a quando non conosce Estcheemah, una Capa Zero, una della più potenti Sagge Guaritrici mai esistite. Fortemente influenzato dalla forza di Estcheemah e dai suoi insegnamenti, Lampo di Tuono segue un percorso di iniziazione, dove conosce i Templi Scuole, il Grande Zero e le Ruote di Medicina che rispecchiano la vita sacra e l’universo; impara l’equilibrio tra maschile e femminile e si avvicina al Cerchio della Legge, la prima forma di democrazia umana. Avventura spirituale piena di lirica bellezza e profonda saggezza, «Lampo di Tuono» lancia un messaggio coraggioso e universale e spiega che le Ruote di Medicina sono un’eredità di tutti i popoli della Terra e che hanno il potere di cambiare non solo la vita dei singoli, ma anche la storia dell’umanità. Perché le Ruote di Medicina rinnovano la comprensione della vera intelligenza della Sacra Madre Terra e insegnano che solo curando il proprio sé sarà possibile guarire il mondo.

L’Iniziazione Massonica nel Mondo Moderno

L’Iniziazione Massonica nel Mondo Moderno

e gli attacchi della Chiesa cattolica
Autore/i: Ponte Giovanni
Editore: Harmonia Mundi
pp. 174, Torino

Sono abbastanza note le relazioni della tradizione massonica medievale e post-medievale sia con altre forme iniziatiche, quali l’ermetismo, sia con la Chiesa cattolica romana. Passata attraverso vari adattamenti, la via muratoria ha una origine anteriore allo stesso Cristianesimo, in virtù del suo ricollegamento all’edificazione salomonica del Tempio di Gerusalemme e, pure, a una corrente spirituale risalente all’iniziazione pitagorica e ai Collegia artigianali dell’antica Roma.

A partire dal secolo XVIII, emergendo strutturalmente come mai nessuna organizzazione iniziatica aveva sperimentato, la Massoneria ha dovuto resistere all’insinuarsi di effimere ideologie, alle condanne delle autorità religiose e civili, ai subdoli tentativi di sminuirne la valenza tradizionale autentica. Ciò nonostante, essa può ancora rivendicare una trasmissione iniziatica effettiva, ultima «Arca vivente dei simboli» in Occidente per chi sia animato da una seria aspirazione spirituale.

La questione dei rapporti tra Massoneria e Chiesa cattolica può essere considerata sotto diversi aspetti. Inquadrato in una serie di considerazioni sull’iniziazione massonica nel mondo moderno, l’argomento desta interesse essenzialmente in funzione di qualche chiarimento circa le possibilità offerte a chi in Occidente ricerchi una via di realizzazione spirituale. Vi sono fatti e situazioni storiche, di solito conosciuti poco o male, sovente in modi distorti, tali da provocare all’atto pratico confusioni non indifferenti e tra le cui conseguenze vanno annoverati sia il diffondersi della radicata avversione di gran parte dei cattolici per l’iniziazione massonica sia, per reazione, l’alimentarsi in gran parte dei massoni dell’odio nei confronti della religione cattolica, molto spesso generalizzato verso qualsiasi forma religiosa e tale da spingere a un orientamento sempre più volutamente antitradizionale.

Per un cattolico cui si presenti la prospettiva di accedere all’iniziazione massonica o che sia già massone, la situazione può essere indubbiamente assai problematica, se si tiene conto della duplice esigenza iniziatica e religiosa.

Qualora, com’è ben comprensibile, egli pensi anzitutto a mantenere la propria partecipazione alla religione cattolica, in seno alla Chiesa, si troverà oggi di fronte a opinioni e giudizi confusi e contraddittori, ben lontani dall’ordine che dovrebbe essere offerto da una dottrina e da una legge tradizionale a qualsiasi livello.

Peraltro, quella massonica è praticamente l’unica forma d’iniziazione occidentale che, a dispetto di ogni avversario, esterno e interno, si è eccezionalmente mantenuta diffusa e accessibile nell’ambiente in cui viviamo. Anche in mancanza della partecipazione a un exoterismo religioso e a una legislazione tradizionale, o in aggiunta a essa quando tale esigenza venga soddisfatta, non bisogna del resto dimenticare che nella stessa Massoneria attuale, nei suoi simboli e più esplicitamente in rituali comunemente diffusi, si trovano quantomeno direttive fondamentali che dovrebbero servire di base per l’orientamento della mentalità e del comportamento dell’iniziato, estremamente importanti anzitutto sull’arduo cammino di quella purificazione e «squadratura» della «pietra grezza» senza la quale non c’è la possibilità di compiere neppure i primi passi della via iniziatica.

Si tratta di questioni elementari che troppi hanno l’abitudine di trascurare o disprezzare, talvolta perché si sentono ben al di là d’insegnamenti di cui vedono solo l’aspetto «moralistico», mentre si tratta di condizioni scomode ma, in concreto, «tecnicamente» indispensabili.

Corpus des Inscriptions Semitiques de Doura-Europos

Corpus des Inscriptions Semitiques de Doura-Europos

Supplemento n. 94 agli Annali (Sez. Orientale) – vol. 64 2004
Autore/i: Bertolino Roberto
Editore: Università degli Studi di Napoli L’Orientale
pp. 142, tavv. b/n f.t., Napoli

Table des Matieres

Introduction

CHAPITRE I

LES INSCRIPTIONS SEMITIQUES DE DOURA-EUROPOS

I. LES INSCRIPTIONS ARAMÉENNES

1.1 Inscriptions palmyréniennes 

1.2 Inscriptions bilingues (palmyrénien-grec / grec-palmyrénien)

1.3 Inscriptions hatréennes

1.4 Inscriptions syriaques

II. LES INSCRIPTIONS SAFAITlQUES 

III. LES INSCRIPTIONS DE LA SYNAGOGUE

CHAPITRE II

CONSIDERATIONS SUR LES INSCRIPTIONS SEMITIQUES DE DOURA-EUROPOS

I. LE CONTEXTE ARCHÉOLOGlQUE

Les fortifications

Les temples

Autres édifices 

II. COMPOSITION DU CORPUS

Le support

Typologie des textes 

III. LES DONNÉES TIRÉES DES TEXTES SÉMlTlQUES 

Onomastique

Chronologie

Les formulaires

IV. POPULATION SÉMITIQUE DE DOURA

CONCLUSIONS

Storia della Chiesa Ortodossa Tawāḥedo d’Etiopia

Storia della Chiesa Ortodossa Tawāḥedo d’Etiopia

Autore/i: Elli Alberto
Editore: Edizioni Terra Santa
2 volumi non vendibili separatamente tomo I: pp. I-LXXII; 1-1112 tomo II: pp. 1113-2052

L’Etiopia, uno degli Stati più antichi al mondo, è l’unico dell’Africa subsahariana senza una significativa storia coloniale e nel quale la religione cristiana sia riuscita a conservarsi indipendente dal dominio musulmano. La sua Chiesa è la prima che si instaura e diffonde il messaggio di Cristo in una terra dell’Africa nera. Non solo, essa non è il risultato dell’opera missionaria europea, ma nasce e fiorisce ben prima di tante cristianità “occidentali”.
Pur essendo una delle maggiori tra le Chiese ortodosse orientali, la Chiesa etiopica è ben poco conosciuta in Italia.
Quest’opera monumentale in 2 tomi, frutto di anni di ricerca e di studio, vuole essere pertanto un contributo a far conoscere a un pubblico più vasto la ricchezza della storia e della spiritualità della Chiesa etiopica, dalle sue origini nella prima metà del IV secolo fino ai primi anni di questo XXI secolo. E non si tratta soltanto della storia della Chiesa, ma anche della storia dell’Etiopia, come Stato e come civiltà, visto il legame inscindibile che, fino a pochi decenni fa, ha sempre unito Chiesa e Stato in quel remoto angolo del Corno d’Africa, sì da fare del cristianesimo l’anima del popolo e il motore della sua storia.

Suhrawardì

Suhrawardì

L’uomo e l’opera
Autore/i: Corbin Henry
Editore: Luni
pp. 78, Milano

La figura di Shihab al-Din Ya¡ya Suhrawardì resta per noi circonfusa dal fascino della giovinezza in quanto morì a 36 o 38 anni. Nato nell’Iran nord-occidentale, studiò a Maragha in Azerbaigian e anche a Isfahan. Viaggiò molto in Persia, Anatolia e Siria, stabilendosi infine ad Aleppo. Qui la sua aperta esposizione di dottrine esoteriche, e specialmente il suo ricorso a un simbolismo attinto a fonti zoroastriane, oltre alle critiche dure da lui mosse ai giuristi, determinarono una violenta reazione, che ebbe come conseguenza la sua carcerazione e infine la sua esecuzione nel 1191.
Fu autore di una serie di opere filosofiche e gnostiche in arabo e in persiano, la più importante delle quali è Hikmat al-Ishràq (Teosofia orientale), testo fondamentale della sua scuola. Scrisse anche numerosi brevi racconti simbolici, soprattutto in persiano, che illustrano l’universo di simboli attraverso cui l’adepto deve muoversi per raggiungere la verità, un universo che conserva il ricordo del cosmo di Avicenna. In questi trattati vengono discussi molti aspetti della filosofia naturale, specialmente la luce e i fenomeni luminosi. Il fine è però quello di aprire una via nel cosmo, allo scopo di guidare colui che ricerca la verità e di liberarlo quindi dagli impacci e condizionamenti connessi con l’ambito naturale. Il fine ultimo di tutte le forme di conoscenza è l’illuminazione e la gnosi, che Suhrawardì colloca, con termini inconfondibili, alla sommità della gerarchia della conoscenza, affermando in tal modo la natura essenziale della Rivelazione islamica.

Carlo da Castorano

Carlo da Castorano

Un sinologo francescano tra Roma e Pechino
Autore/i: AA. VV.
Editore: Luni
a cura di Isabella Doniselli Eramo pp. 336, fotografie a colori f.t., Milano

Quest’opera, scaturita dal fermento di studi e ricerche attivatosi in occasione del convegno promosso dall’Associazione Culturale padre Carlo Orazi di Castorano per recuperare la memoria di un concittadino illustre, si propone di presentare la figura di padre Carlo (1673-1755) e la sua significativa opera sinologica, rivalutando il contributo che questo francescano, legato al territorio e alla storia del Piceno, ha saputo dare alla conoscenza delle tradizioni cinesi, fornendo strumenti di studio utili ancora oggi a facilitare la comprensione e il dialogo tra culture. Molta evidenza è data anche al ponderoso contributo di padre Carlo da Castorano nell’ambito della lacerante Controversia dei Riti Cinesi, che fin dal XVII secolo ha segnato profondamente la missione in Cina e i rapporti tra Pechino e la Santa Sede.
La figura e l’opera di Carlo Orazi ben rappresentano le diverse sfaccettature, le luci e le ombre del non sempre facile incontro tra culture dell’Occidente e dell’Oriente, tema che caratterizza la collana Biblioteca dell’Istituto di Cultura per l’Oriente e l’Occidente.

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Dedica e ringraziamenti Introduzione Sindaco di Castorano

Dopo tanti viaggi, fatiche, patimenti, pericoli ecc. anco vivo, o utcumque sano mi rivedo in casa Paterna Maurizio Franceschi

Carlo Orazi da Castorano e i gesuiti nella questione dei Riti cinesi Claudia von Collani

Carlo Orazi da Castorano e la Missione Francescana in Cina Vincenza Cinzia Capristo

Carlo Horatii da Castorano O.F.M. e le tabelle dei defunti: la condanna dei riti cinesi Michela Catto

Carlo Orazi da Castorano e la soppressione delle otto permissioni di Carlo Ambrogio Mezzabarba Giacomo Di Fiore

La Brevissima Notizia di Carlo Horatii da Castorano OFM, Missionario in Cina (1700-1733) Francesco D’Arelli

Il Dictionarium e la Grammatica di Carlo Orazi da Castorano Li Hui

La traduzione latina della stele di Xi’an di frate Carlo da Castorano (1741) Matteo Nicolini Zani

I rapporti tra Carlo Orazi da Castorano e Teodorico Pedrini di Fermo Fabio G. Galeffi e Gabriele Tarsetti

Il Castello di Castorano e l’uomo Carlo Orazi Maurizio Franceschi e l’Associazione Culturale Padre Carlo Orazi

Gli scritti di Carlo da Castorano nella Biblioteca Apostolica Vaticana Clara Yu Dong

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