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Selezione di volumi Aseq Editrice

Selezione di volumi

Opera e Rito

Opera e Rito

Autore/i: Lanzi Claudio
Editore: Simmetria
pp. 104, ill. b/n, Roma

Rito arcaico, ortodossia religiosa, exoterismo, esoterismo e gnosi, alchimia, ermetismo e orazione. Termini che a volte contrastano violentemente fra loro e che hanno portato spesso a diaspore crudeli, a persecuzioni e soprattutto a colossali confusioni tra le vie cosiddette secche e quelle umide, inducendo sia i semplici lettori come i praticanti in vicoli ciechi e settari. Come si prega, come si trasforma il rito in Opera, in processo realizzativo? In questo libretto, che va letto con calma tra le righe più che nelle righe, si trovano alcune possibilità di guardare la ricerca della Via, con occhi nuovi, senza prevenzioni, senza arroccamenti a difesa del primato guénoniano o evoliano… o altro e senza scivoloni millenaristi o misterici. La tradizione è una e poiché non possiamo avere tutti ragione forse dobbiamo supporre di aver tutti torto. E da li si può riscoprire la via retta, il sentiero per la ricerca della verità.

La Lingua degli Etruschi

La Lingua degli Etruschi

Autore/i: Staccioli Romolo A.
Editore: Edizioni di Archeologia
seconda edizione riveduta e ampliata, premesse dell’autore. pp. 82, XXVI tavv. b/n f.t., Roma

Dalla premessa alla seconda edizione:
«Il successo della prima edizione di questo “quaderno”, testimoniato dal suo rapido esaurirsi nel breve volgere di un anno e dalla sua imminente traduzione in lingua tedesca, ci sembra abbia confermato, al tempo stesso, il diffuso desiderio nel pubblico delle persone colte e degli appassionati di attingere ad una fonte seria ed obiettiva la conoscenza di un argomento troppo spesso fatto oggetto di fantasiose elucubrazioni, e la bontà di una formula di presentazione della non facile materia in un modo semplice e piano ma, insieme, rigorosamente scientifico.
E’ perciò che, anche se nessuna novità sensazionale è venuta in questo tempo a modificare il panorama degli studi e delle acquisizioni sulla lingua etrusca, abbiamo creduto di proporre subito, specialmente a nuovi lettori, una seconda edizione dell’opera. Tanto più che non sono mancati, ancora una volta, i tentativi di far passare per buone altre cervellotiche improvvisazioni sull’argomento.
Rispetto alla precedente, questa nuova edizione non poteva differenziarsi di molto, tuttavia piccole aggiunte e integrazioni sono state introdotte qua e là nel testo e un arricchimento è stato portato nella nota bibliografica e nel dizionarietto e soprattutto nell’apparato illustrativo delle tavole fuori testo che sono pressochè raddoppiate. Completamente nuovo è invece un elenco cronologico delle principali scoperte e delle più importanti pubblicazioni relative all’etruscologia linguistica, inserito prima del dizionarietto, come documento del lungo e incessante volgere della vicenda degli studi, attraverso le sue tappe positive e negative.
L’augurio è che anche questa seconda edizione possa trovare quel favore di cui ha goduto la prima e che presto ne sia necessaria una terza, magari soprattutto in conseguenza di auspicabili e non certo impossibili nuove scoperte. Roma, dicembre 1968.»

Atlantide

Atlantide

Autore/i: Signorelli Mario
Editore: Edizioni Mediterranee
introduzione dell’autore. pp. 160, Roma

Mario Signorelli è un medium scrittore. Le sue particolari facoltà gli permettono di comunicare direttamente con i personaggi del passato preistorico e di ricostruire, con il loro aiuto, i più importanti avvenimenti che ci sono ancora ignoti.
L’esposizione avviene tuttavia non in una maniera fredda ed impersonale, ma con una partecipazione viva e intensa, poiché l’autore ha la capacità di trasferirsi nel passato, descrivendo esattamente ciò che vede e riferendo i colloqui avuti con le entità che lo rendono partecipe delle loro rivelazioni trascendentali.
Quest’opera abbina quindi l’interesse storico a quello archeologico e ci rivela per la prima volta i misteri di Atlantide, la seconda grande civiltà del passato. Atlantide era formata da un gruppo di grandi isole, poste nell’Oceano Atlantico e costituenti un «ponte» ideale tra i grandi continenti ancora oggi esistenti. Come già per Theitia, che la precedette, quella di Atlantide è una civiltà misteriosa, ma altamente evoluta, che scomparve molti millenni or sono sotto le onde dell’Oceano.
L’autore ne rivive i momenti più notevoli e significativi, attraverso le vicende occorse ai grandi personaggi che medianicamente glie le hanno comunicate.

Medioevo – XXIX/2004

Medioevo – XXIX/2004

Rivista di storia della filosofia medievale
Autore/i: AA. VV.
Editore: Il Poligrafo
pp. 424, Padova

Sommario:

FRANCESCO BOTTIN, Presentazione

HENRI HUGONNARD-ROCHE, Logique modale et science médiévale

STEFANO CAROTI, Filosofia della natura e modi rerum. La discussione sul luogo nel commento alla Physica di Nicole Oresme

FABIO ZANIN, Il “moto” come complexe significabilis

PIERRE SOUFFRIN, Sur l’histoire du concept de vitesse d’Aristote à Galilée

DINO BUZZETTI, Intensione delle forme e strutture linguistiche negli scritti bolognesi di filosofia naturale del secolo XIV

SILVIA DONATI, Il dibattito sulle dimensioni indeterminate tra XIII e XIV secolo: Thomas Wylton e Walter Burley

CECILIA TRIFOGLI, Duns Scotus and the Medieval Debate about the Continuum

GIORGIO PINI, Il dibattito sulle specie intelligibili alla fine del tredicesimo secolo

ROBERTO PLEVANO, La conoscenza sensibile nelle Quaestiones super libros De anima Aristotelis di Giovanni Duns Scoto

LUCA BIANCHI, Fra Ermolao Barbaro e Ludovico Boccadiferro: qualche considerazione sulle trasformazioni della ’fisica medievale’ nel Rinascimento italiano

ILARIO TOLOMIO, Giovanni Santinello storico della filosofia e medievista

STEFANO CAROTI, In memoria di Pierre Souffrin

GIANCARLO MOVIA, Ricordo di Mario Mignucci

Indice dei nomi
Indice dei manoscritti

Doctissima Virgo

Doctissima Virgo

La sapienza di Gerberto, scienziato e Papa
Autore/i: AA. VV.
Editore: Ateneo Pontificio
a cura di Costantino Sigismondi pp. 212, ill. b/n, Roma

Il titolo di questo volume è tratto dall’epitaffio tombale di Silvestro II al Laterano. La Doctissima Virgo per eccellenza è la Madonna, la cui immagine è stata scelta per la copertina, ma il testo originale può alludere anche alla Sapienza, la Sophia. E proprio “La Sapienza”, Università di Roma fondata da Bonifacio VIII nel 1306, ha ospitato il convegno gerbertiano del 2008 i cui atti sono contenuti in questo volume. La multidisciplinarità degli studi gerbertiani ha trovato numerosi neofiti tra i cattedratici che si sono affiancati ai professori Flavio Nuvolone e Massimo Oldoni, che da oltre trent’anni studiano Gerberto. Non è difficile destare interesse intorno a questo personaggio chiave dell’anno mille: ciascuno può trovare un argomento congeniale tanto dai suoi scritti quanto dalla storiografia e dalle leggende fiorite attorno a lui. Tutto in Gerberto è stato fuori dall’ordinario: la sua mobilità rispetto al legame che c’era tra ogni monaco benedettino ed il suo monastero (Saint Géraud d’Aurillac), la sua competenza nelle arti del quadrivio che stupì subito il papa Giovanni XIII nel suo primo viaggio a Roma, la sua carriera arcivescovile di R in R che lo vide portare il pallio di Reims, Ravenna e poi Roma, mentre oltre un secolo prima il papa Marino I era stato il primo vescovo ad essere eletto papa violando il canone 15 di Nicea che proibiva la traslazione dei vescovi da una sede all’altra, ma Gerberto era anche in relazione con i tre imperatori Ottoni… e l’ultimo “pro amore sancti Petri Dominum Silvestrum Magistrum nostrum” lo elesse Papa, così dal giorno dell’ultima Pasqua del primo millennio dell’era cristiana fino al 12 maggio del 1003 l’uomo più colto del suo tempo sedette sul soglio di Pietro, la carica più alta che può toccare in sorte ad un mortale, quella del vicario di Cristo in Terra. .

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Introduzione – Costantino Sigismondi

Ut luceant – P. Pedro Barrajón L. C.

Gerberto e Ravenna: l’incontro fra un uomo e una città – Nicoletta Miglietti

Il caso della corona ungherese e del papa Silvestro II. Alle origini di un mito nazionale – P. Adam Somorjai OSB 

La disputa con Otrico e la nascita della scienza – Massimo Oldoni

Gerberto e la divisione del Sapere – P. Rafael Pascual L. C.

Gerberto e la medicina del suo tempo – Samuele Paparo Barbaro e Carmela Silvia Messina

Gerberto d’Aurillac e il quadrivium: testi e contesti – Marta Materni

Gerberto e l’Astronomia – Dino Boccaletti

Gerberto e l’abaco – Corrado Falcolini

Che cosa possiamo ancora imparare dalla scienza medievale? – Paolo Rossi

Nobildonne, regine e imperatrici nella corrispondenza di Gerbert – Paolo Rossi

I viaggi di Gerberto – Cosimo Palagiano

Gerberto e gli indizi dell’ optimum climatico medievale – Costantino Sigismondi

Gerberto, Tau, nome e numeri – Flavio G. Nuvolone

Fides, Doctrina, Traditio: citazioni bibliche nelle lettere di Gerberto – Laura C. Paladino

Epigrafia gerbertiana: gli epitaffi di Ottone II e Gregorio V nelle Grotte Vaticane – Daniela Velestino

Silvestro II di venerata memoria e la meridiana in piazza S. Pietro – Costantino Sigismondi

La Gaia Scienza dei Trovatori

La Gaia Scienza dei Trovatori

Autore/i: Mancini Mario
Editore: Luni
introduzione dell’autore. pp. 160, Milano

I trovatori hanno inventato l’eros come distanza, l’adorazione della donna idolo, ma anche le forme leggere e audaci della galanteria, della schermaglia sentimentale, del parlare d’amore. Nei saggi di questo volume si ripercorrono alcuni momenti centrali di questa storia – rappresentata in modo esemplare dal canzoniere di Bernart de Ventadorn e dal principe-trovatore Guglielmo IX – recuperando i sibillini enunciati di Jacques Lancan sull’amore cortese e soprattuto le straordinarie pagine della “gaia scienza” provenzale di due affini spiriti liberi, Stendhal e Nietzsche.

Mario Mancini ha insegnato Filologia romanza nell’Università di Bologna. Tra le sue opere: La gaia scienza dei trovatori (Pratiche, 1984; Carocci, 2000), Il punto su: I trovatori (Laterza, 1991), Metafora feudale (il Mulino, 1993), Lo spirito della Provenza. Da Guglielmo IX a Pound (Carocci, 2004). Ha tradotto, con Marco Infurna, Il romanzo di Alessandro di Alexandre de Bernay (bur, 2014) e, per Carocci, il Lai di Narciso (3a rist. 2009), le Canzoni di Bernart de Ventadorn (4a rist. 2008) e il romanzo provenzale Flamenca (4a rist. 2010).

Il Greco di Dante

Il Greco di Dante

Ricerche sullle dottrine grammaticali del Medioevo
Autore/i: Gianola Giovanna M.
Editore: Ist. Veneto Di Scienze
pp. 280, Venezia

«La monografia della Dott. Giovanna M. Gianola, intitolata Il greco di Dante. Ricerche sulle dottrine grammaticali del Medioevo, riguarda un aspetto assai importante, e finora mai esplorato con altrettanto impegno, della lingua e della cultura mediolatine. Esula dai propositi della Dott. Gianola l’indagine sugli studi greci nel Medioevo occidentale, rappresentati dalla vasta attività dei traduttori e dall’opera di lessicografi e grammatici che ebbero accesso diretto alla lingua e alla letteratura elleniche: oggetto del suo [avaro sono infatti le conoscenze, più o meno mediate e deformate, che del lessico e della morfologia greca ebbero quei dotti che, pur realmente ignari della lingua, tuttavia si riferivano al greco (o a ciò che ritener/ano tale) nella ricerca etimologica, nell’invenzione onomastica, nella definizione e nell’uso di terminologie tecniche (p. es. logica, medica, cosmografia…).
A tale scopo la Dott. Gianola prende in considerazione lessicografi, etimologi e grammatici mediolatini da Papias a Uguccione da Pisa a Giovanni Balbi, da Eberardo ad Alessandro di Villedieu, non senza estendere r indagine – sia pure con minore sistematicità – anche ad autori e testi meno noti e tuttora inediti. Di questi autori sono state raccolte e valutate, in capitoli fittamente articolati e ricchi di una documentazione folta e precisa, le opinioni espresse circa r alfabeto, certe particolarità ortografiche, la morfologia e i problemi relativi all’accento della lingua greca.[…]»

I Poteri del Taumaturgo

I Poteri del Taumaturgo

Antropologia medica del corpus agiografico di una comunità medievale. (Orvieto, secc. XII-XIV)
Autore/i: Petrangeli Enrico
Editore: Argo
presentazione di Franco Cardini, introduzione dell’autore. pp. 240, Lecce

Un antropologo si sposta per le sue ricerche normalmente in luoghi esotici. Ma può anche decidere di spostarsi all’indietro nel tempo. Per esempio nei secoli del Basso medioevo, l’età gloriosa dei liberi comuni, e in una città dell’Italia centrale, Qrvieto. Se l’antropologo utilizza gli strumenti dell’antropologia medica, può individuare nuove dimensioni di significato per aspetti della vita sociale come le storie dei santi, per esempio. E il santo taumaturgo diventa così un vero e proprio “dispositivo culturale” a presidio della salute/salvezza e a difesa dalla malattia/condanna: mediatore tra biologico e sociale, consente di mettere in luce concretamente gli intrecci tra potere, forme della pratica religioso-devozion e identità urbana.

Alle Origini dell’Arte Bizantina

Alle Origini dell’Arte Bizantina

Correnti stilistiche nel mondo mediterraneo dal III al VII secolo
Autore/i: Kitzinger Ernst
Editore: Jaca Book
edizione italiana a cura di Maria Andarolo e Paolo Cesaretti, traduzione di Paolo Cesaretti. pp. 294, 231 tavv. b/n, Milano

Alle origini dell’arte bizantina, qui presentato nella nuova edizione italiana a cura di Maria Andaloro e Paolo Cesaretti, è uno di quei testi seminali, che rivoluzionano le discipline; una di quelle opere che si pongono come spartiacque per generazioni di studiosi e che giungono a superare il campo dell’ appartenenza specialistica per porsi come «classici moderni» del pensiero e della riflessione storico-artistica. È l’opera con la quale Kitzinger – coetaneo e sodale di Gombrich e di Panofsky, di Wittkower e di Held; transfuga, come loro, dalla Germania nazista – sottrae definitivamente l’arte mediterranea dei secoli dal III al VII al pregiudizio classicistico della «decadenza» per mostrarne le ragioni di fondo, nella trasformazione da una visione del mondo essenzialmente umanistica a una concezione più spirituale e astratta.
Ricca di riferimenti alla storia delle idee dell’epoca, allo sviluppo dei centri di produzione della cultura visiva (dal Levante a Costantinopoli, da Roma a Ravenna), alla persistenza di tradizioni antiche, e nel contempo folgorante negli accostamenti all’esperienza artistica del XX secolo – particolarmente all’Astrattismo -, Alle origini dell’arte bizantina è non solo il capolavoro del suo Autore, ma anche la più incisiva e persuasiva introduzione all’arte del mondo tardoantico e protomedievale. È adatta ai più diversi livelli di lettura e di «fruizione» anche per la seduzione di una scrittura sempre brillante e sostenuta, corredata da inoppugnabili riscontri visivi nelle oltre 230 illustrazioni che corredano il volume e che costituiscono una sorta di libro-dentro-il-libro.

1453. La Caduta di Costantinopoli

1453. La Caduta di Costantinopoli

Autore/i: Crowley Roger
Editore: Mondadori Bruno
traduzione dall’inglese di Francesco Saba Sardi. pp. 306, nn. tavv. a colori f.t., ill. b/n, Milano

Per più di un millennio, Costantinopoli è stata il centro del mondo occidentale e il baluardo della cristianità di fronte all’avanzare dell’islam fino a quando, nel 1453, Maometto II, sultano dell’impero ottomano, raccolse un esercito enorme per cingere la città d’assedio e farla capitolare. Nell’aprile 1453 ottantamila soldati musulmani cominciarono l’assedio; Costantinopoli era difesa da ottomila soldati. Dopo qualche settimana di incessanti assalti e cannoneggiamenti finì l’età di Bisanzio e tramontò il mondo medievale. Nebbie e neve in primavera, strane luminescenze in cielo che venivano interpretate da assedianti e difensori di Costantinopoli come segni di portenti. A decine di migliaia di chilometri, all’inizio dell’anno, c’era stata in un’isola del Pacifico una gigantesca eruzione vulcanica, responsabile delle bizzarre condizioni climatiche nel Bosforo. Ecco un esempio dei nuovi dettagli inseriti dall’autore nell’opera con la capacità, da vero narratore, di giocare tra sguardo da vicino e da lontano, tra suggestione e distacco ironico. Ed è questa la cifra di questo libro: la perfetta fusione di doti narrative e autorevolezza basata su un accurato lavoro storico.

Le Tentazioni dell’Ermitage

Le Tentazioni dell’Ermitage

Ideali ascetici e invenzioni architettoniche dal Medioevo all’Illuminismo
Autore/i: AA. VV.
Editore: Skira
a cura di Francesca Cappelletti e Paola Zanardi. pp. 152, XXXII tavole a colori e b/n f.t., Milano

Fuori dall’Ermitage di Caterina II gli ospiti erano invitati a lasciare i gradi militari, le cariche statali e, con essi, ogni forma di altezzosità; nell’Ermitage si entrava per essere allegri, interessati alla conversazione, che doveva essere condotta con un tono di voce non troppo alto, con moderazione negli argomenti, dimenticando i pettegolezzi e divertendosi senza eccessi. Questo ideale di salotto informale e intellettuale, probabilmente un altro degli aspetti della cultura francese introdotti dalla sovrana presso la sua corte, si arricchisce ben presto dell’osservazione solitaria, o in piccoli gruppi, di opere d’arte straordinarie con le quali è arricchito il suo Ermitage di San Pietroburgo.
Negli ultimi decenni del Settecento, quindi, la parola ermitage ha acquisito un significato legato ai passatempi dell’aristocrazia, orchestrati in piccoli e raffinati edifici circondati da ampi giardini, e talvolta riservati alla contemplazione delle opere d’arte: un ideale di riposo dello spirito che la parola conservava, anche se era nata in un altro contesto, quello dell’isolamento dedicato alla meditazione religiosa da parte dei monaci medievali che avevano voluto seguire l’esempio di alcuni dei primi eremiti cristiani. La fuga dal mondo e la ricerca della solitudine da dedicare alle occupazioni intellettuali e alla contemplazione della natura ebbe una gran parte nelle esperienze e negli scritti degli umanisti, a partire da Francesco Petrarca.
Gli interventi raccolti nel volume ricostruiscono l’appassionante storia di questo concetto, del volontario e temporaneo distacco dal mondo civilizzato, del rifugio nella natura in nome della fede, degli studi o dell’amore per l’arte.

L’Icona

L’Icona

Arte, bellezza e mistero
Autore/i: Alfeev Ilarion
Editore: Edb
premessa dell’autore, traduzione di Giovanna Parravicini e Massimo Ragazzi. pp. 156, Bologna

Finestra aperta sul mistero, l’icona occupa un posto d’eccezione nella tradizione ortodossa, ma la sua diffusione va ben oltre l’ambito del cristianesimo orientale. In questo libro, Ilarion Alfeev riassume i tratti fondamentali della tradizione iconografica bizantina e dell’icona russa soffermandosi sui sei significati di questa forma di arte sacra: teologico, antropologico, cosmico, liturgico, mistico e morale.

Ilarion Alfeev è metropolita di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca e membro permanente del Sacro Sinodo. È stato vescovo ortodosso di Vienna e d’Austria, Amministratore pro tempore della diocesi di Budapest e d’Ungheria, rappresentante della Chiesa ortodossa russa presso le istituzioni europee a Bruxelles. Diplomato in violino, pianoforte e composizione, si è formato al monastero del Santo Spirito di Vilnius, al Seminario e all’Accademia Teologica di Mosca, all’Università di Oxford e all’Istituto Teologico San Sergio di Parigi. Ha insegnato Omiletica, Teologica dogmatica, Studi neo-testamentari e Greco bizantino nelle Scuole teologiche moscovite. Per EDB è autore di una grande opera in cinque volumi dal titolo La Chiesa ortodossa.

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Premessa.  I. La pittura cristiana delle origini.  II. La tradizione iconografica bizantina. 1. Mosaici e affreschi bizantini dal IV al VII secolo.  2. L’icona nel VI-VII secolo.  3. L’Immagine acheropita e la Sindone di Torino.  4. L’iconoclastia e il culto delle immagini.  5. La decorazione pittorica del tempio bizantino.  6. Principali tipologie iconografiche.  7. Mosaici e affreschi bizantini tra il IX e il XIV secolo.  8. L’icona bizantina dal IX al XIV secolo.  9. La miniatura.  III. L’icona russa. 1. La pittura di icone nella Rus’. Teofane il Greco.  2. Il beato Andrej Rublëv e l’evoluzione dell’iconostasi.  3. L’iconografia della Trinità.  4. Dionisij e l’evoluzione della pittura di icone russa  5. L’epoca successiva a Pietro I.  6. La pittura accademica nelle chiese ortodosse.  7. L’icona russa nel periodo successivo alla rivoluzione.  IV. Il significato dell’icona. 1. Il significato teologico dell’icona.  2. Il significato antropologico dell’icona.  3. Il significato cosmico dell’icona.  4. Il significato liturgico dell’icona.  5. Il significato mistico dell’icona.  6. Il significato morale dell’icona.

Architettura Sacra Paleocristiana e Medievale

Architettura Sacra Paleocristiana e Medievale

E altri saggi su Rinascimento e Barocco
Autore/i: Krautheimer Richard
Editore: Bollati Boringhieri
prima edizione, premessa dell’autore, traduzione di Giuseppe Scattone. pp. 328, 114 tavv. b/n f.t., Torino

Il volume raccoglie i saggi più importanti di storia dell’arte di Richard Krautheimer, scritti in più di mezzo secolo di attività scientifica (1929-82). I temi trattati coprono un arco di tredici secoli: dall’architettura chiesastica paleocristiana a quella medievale, dall’arte e dalla teoria artistica del Rinascimento al rinnovamento urbanistico di Roma intrapreso alla metà del Seicento da papa Alessandro VII. Particolare attenzione è dedicata alla storia dell’architettura, soprattutto quella paleocristiana, a cominciare dalle basiliche erette sotto Costantino. L’autore esamina a fondo le fasi evolutive dei vari tipi edilizi, mettendone in risalto le affinità e le diversità; non si limita però a una descrizione puramente architettonica degli edifici, ma scorge piuttosto in essi un messaggio, che è possibile decifrare solo con una conoscenza adeguata delle concezioni teologiche, liturgiche, sociali, politiche e ideologiche dell’epoca. E Krautheimer riesce mirabilmente in ciascuno scritto a fornire la chiave per intendere quelle concezioni.

Alla Ricerca di Dio

Alla Ricerca di Dio

Autore/i: Ramakrishna Rao
Editore: Ubaldini Editore
parole raccolte e annotate con prefazione di Jean Herbert, con un glossario dei termini sanscriti, traduzione dal francese di Giulio Cogni. pp. 424, Roma

Testo scelto da Jean Herbert, annotato e commentato. Le parole di Ramakrishna, la più alta autorità spirituale dell’India moderna, furono raccolte dai discepoli e tramandate in un’opera di grande mole. Jean Herbert ha compiuto un lavoro ammirevole, scegliendo i passi, ordinandoli per argomenti, annotandoli e dotando il libro di un esauriente glossario dei termini sanscriti.

Atmosferologia

Atmosferologia

Estetica degli spazi emozionali
Autore/i: Griffero Tonino
Editore: Laterza
introduzione dell’autore. pp. 188, Bari

«Si sa che l’atmosfera del pranzo è diversa da quella della cena, che i vecchi mobili hanno più atmosfera di quelli moderni, che perfino l’appetito può essere stimolato da un’atmosfera di calore e di fiducia, che a volte basta un motto di spirito per volgere in positivo l’iniziale atmosfera di diffidenza. Eppure, nonostante quest’indubbia familiarità con essa, la domanda ‘che cos’è un’atmosfera?’ è ancora priva di una risposta soddisfacente». Tonino Griffero propone un’originale descrizione fenomenologica ed estetologica delle ‘atmosfere’, ossia delle qualità emotive irradiate dagli ambienti e dalle cose. Scopriremo così la loro azione esercitata sulla nostra affettività e sulla dinamica corporea, sul nostro stato d’animo e, di conseguenza, sui nostri comportamenti e giudizi. Valuteremo dunque l’efficacia delle atmosfere più di quanto siamo di solito razionalmente disposti ad ammettere e di quanto l’estetica tradizionale, unilateralmente orientata all’arte, abbia saputo riconoscere.

Tonino Griffero è professore ordinario di Estetica nell’Università di Roma Tor Vergata. Tra le sue pubblicazioni: Cosmo Arte Natura. Itinerari schellinghiani (Milano 1995); Oetinger e Schelling. Teosofia e realismo biblico alle origini dell’idealismo tedesco (Milano 2000); Immagini attive. Breve storia dell’immaginazione transitiva (Firenze 2003); Il corpo spirituale. Ontologie “sottili” da Paolo di Tarso a Friedrich Christoph Oetinger (Milano 2006); Storia dell’estetica moderna (Roma 2008).

La Cultura Contemporanea e il Sacro – 2° Volume

La Cultura Contemporanea e il Sacro – 2° Volume

Atti del convegno di studi dei Quaderni di Avallon 3-4 novembre 1984
Autore/i: AA. VV.
Editore: Il Cerchio
introduzione della Redazione. pp. 232, Palestrina

Dall’introduzione della Redazione:
“Questo volume costituisce il seguito de Le religioni e il mondo della morte di Dio, già edito, e riunisce gli Atti della seconda parte del 1” Convegno Internazionale di Studi promosso dalla rivista quadrimestrale «I Quaderni di Avallon» in Roma, il 3 e 4 novembre 1984.
Tale seconda parte, riunita sotto il titolo Il Sacro e la cultura, potrebbe avere come utile sottotitolo esplicativo l’impegno «vivere il Sacro nella contemporaneità», in quanto fine di questo settore dell’incontro romano, che attorno al tema proposto ha visto un’inedita mobilitazione di coscienze aldilà di ogni steccato ideologico, era esattamente verificare il modo in cui è concretamente possibile operare per una risacralizzazione della cultura contemporanea, nei diversi ambiti in cui si è specializzata.
È quindi bene chiarire immediatamente cosa si intenda per «sacralizzare»: non è un mistero che la parabola della civilizzazione occidentale, dal XVIII secolo a questa parte, ha condotto alle estreme conclusioni un progetto troppo umano di svuotamento del senso simbolico e trascendente dell’universo, a favore di una concezione contrattualistica, meccanicistica, del tutto profana dell’uomo, e quindi della cultura da esso continuamente prodotta. L’homo faber, costretto l’homo religiosus nelle riserve ai margini del proprio mondo, ha secreto una cultura specchio di quell’umanesimo assolutizzato e desacralizzato dei cui drammi la storia recente è piena.[…]”

I Simboli e le Mode

I Simboli e le Mode

Autore/i: Firth Raymond
Editore: Laterza
introduzione dell’autore, traduzione di Raffaele Simone (parte prima) e Danila Cannella Visca (parte seconda). pp. 440, Bari

Dai popoli primitivi alle civiltà occidentali il simbolismo nei miti, nel sogno, nella stampa d’informazione, nei rapporti umani, nella moda.
Una ricca e documentata esemplificazione mette in luce il significato culturale di una varietà di simboli, dall’acconciatura e lunghezza dei capelli alla scelta dei cibi, dal rito cristiano dell’Eucarestia alla svastica hitleriana.

Raymond Firth è nato ad Auckland (N.Z.) nel 1901. I suoi primi studi antropologici, basati sul contatto diretto con gli indigeni («Primitive Economics of the New Zealand Maori»), risalgono al 1929; ha condotto poi ricerche sul campo nell’isola di Tikopia («Noi, Tikopia», Laterza 1976), in Africa Occidentale, Malacca, Nuova Guinea. Ha insegnato antropologia in numerose università, tra le quali la London School of Economics e la Cornell University.

Fenomenologia della Compassione

Fenomenologia della Compassione

Etica animale e filosofia del corpo
Autore/i: Acampora Ralph R.
Editore: Sonda
traduzione di Marco Maurizi e Massimo Filippi. pp. 248, Casale Monferrato (AL)

Molti approcci all’etica animale fondano lo status morale degli animali facendo appello alla loro capacità  di agire in modo autonomo e intelligente o al possesso di una coscienza/mente.
Acampora fa invece ricorso a una filosofia del corpo che, prendendo in considerazione la comunanza fenomenica e somatica degli esseri viventi umani e non umani, tenta di sgomberare il campo da ogni sorta di specismo residuale.
L’autore si serve della fenomenologia, dell’ermeneutica, dell’esistenzialismo e del decostruzionismo, per offrirci un approccio inedito alla teoria dei diritti e della liberazione degli animali.
La sua compassione non è il ritorno alla pietà  del movimento animalista che ha preceduto le elaborazioni teoriche degli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso; nonostante il lodevole impegno degli attivisti di allora, quella pietà  non usciva infatti dall’alveo dell’antropocentrismo, era ancora una concessione che un umano generoso faceva all’animale.
La compassione acamporiana, invece, proprio perché non rigetta ma attraversa, lasciandosene perfondere, il pensiero antispecista precedente con tutti i suoi appelli alla giustizia, si declina in maniera al contempo più complessa e più inclusiva, come con-sentire, cioè sentire assieme e acconsentire.
In questo senso, Acampora può a buon diritto essere visto come uno degli apripista di un pensiero antispecista nuovo di cui inizia a fornirci una mappa intelligibile.

Ralph R. Acampora è professore associato presso il Dipartimento di Filosofia e Studi Religiosi della Hofstra University, dove insegna Etica applicata e Storia della filosofia moderna. Ha conseguito il dottorato presso la Emory University con una tesi sull’etica interspecifica e la fenomenologia del corpo. Ha curato, assieme a Christa Davis Acampora, il volume A Nietzschean Bestiary (Rowman&Littlefield, 2003) ed è autore di numerosi saggi su temi che spaziano dall’etica ambientale, alla bioetica e alla questione animale. È redattore di importanti riviste antispeciste come “Society and Animals” e “Anthrozoös” e collabora stabilmente a “Environmental Ethics” e “Human Ecology Review”.

Policarpo di Smirne

Policarpo di Smirne

Autore/i: Ignazio di Antiochia
Editore: Mimep-Docete
prefazione di Dionigi Tettamanzi. pp. 192, ill. b/n, Pessano con Bornago (MI)

La collana Padri Apostolici è dedicata alla vita e alle opere dei Padri della Chiesa delle origini. Questo volume presenta una selezione commentata degli scritti e delle lettere di Sant’Ignazio di Antiochia e di San Policarpo. Tutti i brani sono accompagnati da brevi spunti di riflessione.

Ignazio di Antiochia: Lettere alla chiesa di Efeso, di Magnesia, di Tralle, di Roma, di Filadelfia, di Smirne.

Policarpo di Smirne: Lettera ai Filippesi, Martirio di san Policarpo.

Etica e Trattato Teologico-Politico

Etica e Trattato Teologico-Politico

Autore/i: Spinoza Baruch
Editore: Utet
a cura di Remo Cantoni e Franco Fergnani, introduzione di Remo Cantoni. pp. 752, Milano

Vissuto in un’età intollerante e fanatica, dilaniata da conflitti che lasciarono tracce dolorose anche sulla sua storia personale e familiare, bandito nel 1656 dalla comunità ebraica di Amsterdam con una scomunica densa di esecrazioni durissime, Baruch Spinoza, indefesso paladino della libertà di “filosofare e ricercare”, non ha mai smesso di affascinare nei secoli lettori di ogni genere, avvinti dalle sue teorie filosofiche così come dalla sua controversa figura, spesso avvolta dalla leggenda e da un romanticismo di maniera. Uomo di cultura vasta e profonda, partecipò ai grandi dibattiti religiosi e sociali del suo tempo, manifestando negli scritti l’esigenza di una radicale secolarizzazione della teologia tradizionale; esigenza che non poteva accordarsi in nessun modo con l’ortodossia, ebraica o cristiana. Spinoza non fu però un teorico dell’ateismo: se è vero che nessun Dio della trascendenza e della religione rivelata trova spazio nel suo sistema, vi è un Dio in Spinoza, il “Deus sive Natura”, che si manifesta nel mondo attraverso il linguaggio della ragione, nelle leggi della natura e della società. Viene presentata in questo volume quella che è sicuramente l’opera più importante del filosofo olandese, apparsa postuma nel 1677, l’”Ethica ordine geometrico demonstrata”, insieme all’unico libro pubblicato lui vivente, il “Tractatus theologico-politicus”, manifesto contro ogni fanatismo. Nell’epoca dei roghi e dell’Inquisizione, il pensiero di Spinoza appare in tutta la sua radicalità.

Pensare Altrimenti

Pensare Altrimenti

Esperienza del mondo e antropologia della conoscenza
Autore/i: AA. VV.
Editore: Laterza
a cura di Carmela Pignato. pp. XXIII-200, Bari

Nella cultura occidentale il pensiero segue percorsi diversi da quelli praticati dalla cultura «primitiva». Un modo nuovo di conoscere gli altri, e di conoscere meglio anche noi stessi.

Visualizza indice
  • L’esperienza del tempo, di Carmela Pignato
  • Spazio e mente locale, di Franco La Cecla
  • La matematica come esperienza culturale, di Maurizio Gnerre
  • La visione del mondo naturale, di Giorgio R. Cardona
  • Homo musicus, di Francesco Giannattasio

Angelarium Oracle of Emanations – Tarocchi

Angelarium Oracle of Emanations – Tarocchi

Autore/i: Minaya Eli; Mohrbacher Peter
Editore: Lo Scarabeo
33 carte, 88x125mm Istruzioni. Edizione Multilingue

Angelarium è una distesa infinita nell’ambito del nostro personale mondo interiore. Lo vediamo non guardando verso l’esterno, alla grande distesa che ci circonda, bensì guardando all’interno del mondo delicato racchiuso in noi stessi.

Uomini Diversi da Noi

Uomini Diversi da Noi

Lineamenti di Antropologia Sociale
Autore/i: Beattie John
Editore: Laterza
prefazione dell’autore. pp. 416, Bari

Che cosa è l’antropologia sociale; quali argomenti affronta; in che modo conduce le sue ricerche. E poi: le credenze e i valori, le istituzioni della parentela e del matrimonio, il mantenimento dell’ordine sociale, le relazioni economiche, le istituzioni magiche e religiose, nell’esperienza e nella cultura di «uomini diversi da noi».
Un manuale di antropologia sociale esauriente e ricco di spunti critici.

John Beattie ha insegnato Filosofia al Trinity College di Dublino, Antropologia sociale a Oxford e da ultimo Studi africani a Leyda. È autore di vari saggi sui Nyoro, tra i quali cc Nyoro State» (1971).

Noi, Tikopia

Noi, Tikopia

Economia e società nella Polinesia primitiva
Autore/i: Firth Raymond
Editore: Laterza
prefazione di Bronislaw Malinowski, introduzione dell’autore, traduzione di Carla Bianco e Danila Cannella Visca. pp. 520, Bari

Le radici di quest’opera affondano nei sogni di un ragazzo. La vocazione antropologica di Firth nacque proprio dalla curiosità della sua immaginazione di scolaretto incantato dei racconti sulle tradizioni, i costumi e gli ambienti naturali dei lontani popoli dei mari del Sud. Tikopia è un’isola del Pacifico orientale, del tutto distaccata dai resto della Polinesia.
Il racconto di Firth muove dall’arrivo nell’isola e procede con un accurato resoconto degli ambienti visitati, delle circostanze vissute, degli avvenimenti che si sono succeduti sotto i suoi occhi: la separazione dalla civiltà esterna, la vita del villaggio, i sottili meccanismi che regolano i rapporti tra le famiglie e tra i componenti di ogni singola famiglia, le abitudini del lavoro e del tempo libero, le feste e le cerimonie più importanti.
Ne è risultato « un modello di contributo scientifico», come dice Malinowski nella Prefazione, e una domanda inquietante sulle pretese della civiltà.

Raymond Firth è nato a Auckland (N. Z.) nel 1901. Ha condotto « ricerche sul campo» nella isola di Tikopia, in Africa Occidentale, Malacca, Nuova Guinea. Ha insegnato antropologia in numerose università, tra le quali la London School of Economics, l’Università di Londra e la Cornell University. E’ stato presidente del Royal Anthropological Institute. Tra le sue opere: « Essays on Social Organisation and Values» (1964) e, in corso di traduzione per i nostri tipi, « Symbols. Public and Private» (1973).

Miti Antichi e Miti del Progresso

Miti Antichi e Miti del Progresso

Antropologia del sacro dal paleolitico al nucleare
Autore/i: Morretta Angelo
Editore: Ecig
preambolo dell’autore. pp.352, Genova

Gli storici tout-court hanno sempre trascurato l’elemento sacro nella loro presentazione delle antiche civiltà per un pregiudizio «laico» peraltro, oggi, da escludere. Sulla scia d’una rivalutazione della «Nuova Storia» all’estero già da tempo praticata, questo libro propone un confronto fra le antiche e l’attuale civiltà nucleare-spaziale di cui non conosciamo le conseguenze. Dall’uomo paleolitico-neolitico-megalitico all’uomo della nostra civiltà ultramoderna e tutta tecnologica, vi si analizzano i significati più semplici della vita del passato, come ad esempio il ruolo che ebbero il Toro e il Cavallo nelle civiltà nomadi e sedentarie trasformati in simboli religiosi; e come si è giunti, dopo i millenni di cultura «artigianale», al presente progresso tecnocratico iniziatosi nel Secolo dei Lumi, e alle varie rivoluzioni che sconvolgono tuttora la nostra esistenza con la perdita di ogni certezza spirituale. Questi sono gli interrogativi propostici, non tramite una storia convenzionale bensì attraverso l’antropologia del sacro, di fondamentale importanza nella vita umana dal passato remoto fino al presente.

«Dire che Morretta è uno studioso straordinario significa semplicemente dire pane al pane. Nato a Odessa da padre siciliano e madre romena, filologo illustre (il suo «Pensiero Vedānta» è ormai un classico) nel ’79 pubblicava uno strano ma senza dubbio stimolante saggio sulle antiche civiltà dal titolo «Il Quinto Millennio», un libro però mai diffuso nelle librerie e quindi inedito. L’Autore lo ripresenta ora nella sua forma completa col titolo «Miti antichi e mito del progresso»: in poco più di 300 pagine Angelo Morretta riconsidera Sumeri ed Egizi, Ittiti ed Achei, Ebrei, Maya, ecc. in uno sforzo di sintesi e con un desiderio di comprensione che vanno molto più in là non dico del «mestiere di storico» che in fondo consiste in questo, ma certo delle prospettive dello storico di mestiere, che sono, sovente, molto meno generose». (Franco Cardini)

Angelo Morretta – erede lontano d’una gloria della città di Caltagirone lo storico Pier Paolo Morretta, e figlio dello scultore Rocco Morretta che fece fortuna in Russia e in Romania dove si spense nel 1932 – rimpatriò nel 1951 e riprese a Roma la sua attività di scrittore iniziata a Bucarest dove con lo pseudonimo di Dan Petraşincu aveva pubblicato 11 libri di narrativa, figurando nella Storia della Letteratura Romena. Angelo Morretta ebbe l’immediata accoglienza di Silone, Moravia, Alvaro, Piovene con i saggi «La Resa dei Conti», «Lo Spirito dell’India», «Gli Dèi dell’India», «Il Pensiero Vedanta», ecc. affermandosi come studioso di indologia e conoscitore di molti paesi d’Oriente dai quali inviò corrispondenze per i quotidiani «Tempo», «Messaggero», «Giornale d’Italia», ecc. Conferenziere e divulgatore di tali civiltà sin dagli anni ’60, partecipa a importanti congressi internazionali ed è membro del CESMEO (Associazione dei Sanscritisti) con sede a Torino/Madras. Per un breve periodo insegnò all’Università Theologica Marianum di Roma. Nel 1984 pubblica «I Miti delle antiche civiltà messicane» estendendo la sua esperienza al mondo latinoamericano. In questa stessa collana appare «I Veggenti dell’India» con testi e traduzioni dal sanscrito e Tabelle storico-culturali.

Alla Ricerca dei Nostri Predecessori

Alla Ricerca dei Nostri Predecessori

Compendio di paleoantropologia
Autore/i: Marcozzi Vittorio
Editore: Edizioni Paoline
premessa dell’autore. pp. 144, nn. ill. b/n, Cinisello Balsamo (Milano)

«Nel presente compendio ci siamo proposti di esporre in modo conciso, ma per quanto possibile esauriente, i problemi attuali concernenti le origini dell’uomo. In altro luogo lo abbiamo fatto in modo più esteso e con intenzioni diverse. Qui abbiamo concentrato la nostra attenzione soprattutto sulla paleontologia per quanto può avere relazione con predecessori umani. Abbiamo esposto gli argomenti a favore e le difficoltà sollevate. Ci siamo soffermati specialmente nell’esporre come può essere concepita l’evoluzione della psiche per ciò che concerne l’uomo, ammessa l’evoluzione biologica» (dalla Premessa dell’Autore).
In questo libro Vittorio Marcozzi – uno dei più noti antropologi italiani a livello internazionale, tanto che il suo nome è stato inserito nel Gotha anthropologorum – dopo aver messo a fuoco il significato e la portata dell’evoluzione dei viventi, conduce magistralmente il lettore a ripercorrere nelle epoche antiche quello che potrebbe essere stato il cammino dei nostri antenati: dai discussi australopiteci, attraverso l’Homo habilis e l’Homo erectus, fino all’Homo sapiens e all’uomo di oggi.
L’opera è arricchita da illustrazioni e foto che accompagnano visivamente il testo e aiutano il lettore a fissare meglio le tappe finora percorse nella ricostruzione delle origini dell’uomo.

Il Mito e il Padre nella Psicologia Primitiva

Il Mito e il Padre nella Psicologia Primitiva

Autore/i: Malinowski Bronislaw
Editore: Newton & Compton
traduzione di Anna Maria Panepucci e Gustavo Pino. pp. 120, Roma

Il volume si compone di due saggi:

  • Il mito nella psicologia primitiva
  • Il padre nella psicologia primitiva

Sorprendenti sono qui i dati che giungono allo studioso occidentale dalla società trobriandese: primo fra tutti l’intero sistema di rapporti interpersonali fondato sull’ignoranza della funzione riproduttiva nell’uomo. La nozione stessa di «padre» quale si configura nella nostra cultura, è difficilmente applicabile alla famiglia indigena. Il padre è il marito della madre, e nulla più: fra l’atto sessuale e la generazione non è pensabile un qualsiasi nesso. Quanto al significato del mito nella stessa società primitiva, esso sembra doversi iscrivere – e questo è l’insegnamento più profondo dell’intera opera di Malinowski – in un sistema di funzioni tendenti all’autoconservazione del gruppo sociale. Il mito, insomma, lungi dall’essere una sorta di sogno tramandato nelle generazioni, si chiarisce come uno strumento culturale con una funzione ben precisa: quella di «rappresentare per gli indigeni una più grande realtà primordiale dalla quale è determinata la vita attuale. i destini e le attività umane».

Due contributi fondamentali alla conoscenza della psicologia e dell’organizzazione sociale dei popoli primitivi.

Hermes Svelato

Hermes Svelato

Dedicato alla posterità
Autore/i: Cyliani
Editore: Edizioni Mediterranee
introduzione, traduzione e note di Massimo Marra, con la riproduzione anastatica dell’edizione originale del 1832. pp. 168, Roma

Uscito nel 1832, a due anni di distanza dal Course de philosophie positive di Comte (1830), l’Hermès Dévoilé, insieme al Cours de philosophie hermétique di Cambriel (1843) è una delle ultime e di gran lunga la più nota e influente testimonianza letteraria della persistenza e trasmissione dell’alchimia nella Francia del XIX secolo. Il carattere largamente autobiografico dello scritto, il mistero a tutt’oggi impenetrabile dell’identità dell’autore, la riproposizione accorta di un armamentario simbolico affascinante e immaginifico, il recupero di topoi centrali nella letteratura alchemica dei due secoli precedenti, nonostante la povertà della pubblicazione e la sciattezza delle prosa, assicurarono un duraturo successo al trattatello; esso diverrà, alcuni decenni dopo, con lo svilupparsi di quella renaissance occultiste fin de siècle in cui tanta parte avrà la riscoperta dell’alchimia (propiziata anche dalla eco degli studi storico-scientifici di Berthelot), uno dei testi di riferimento per Papus, Poisson, Jollivet-Castelot e gli occultisti parigini della Belle Époque, conoscendo una riedizione nel 1915 per i tipi della Bibliotèque Chacornac.
Citato deferentemente da Fulcanelli, prima e rivelatrice lettura dei misteri dell’alchimia per Canseliet, l’Hermès Dévoilé fu anche, molto probabilmente, come già rilevò Charles-Augustin Sainte-Beuve, insieme agli scritti di Bernard Palissy, una delle fonti d’ispirazione usate da Balzac per la sua Recherche de l’Absolu. Il testo viene qui riproposto, oltre che in una nuova ed attenta traduzione italiana, accompagnato da un consistente apparato introduttivo che traccia la storia del testo, delle sue fonti, della sua influenza successiva. Inoltre, viene riprodotta in appendice, per la prima volta, la riproduzione anastatica dell’edizione originale del 1832.

Cyliani, pseudonimo di un autore ignoto, fu un alchimista del XIX secolo che può essere posto accanto al noto Fulcanelli, una sorta di voce solitaria che ha proseguito le sue ricerche senza lasciarsi turbare dall’epoca o dalle ironie che spesso hanno investito le discipline tradizionali.

Massimo Marra si è a lungo occupato di storia ed ermeneutica dell’alchimia e dell’ermetismo tra Rinascimento e Barocco, producendo numerosi lavori di edizione critica di testi alchemici da fonti a stampa e manoscritte. Ha inoltre approfondito la rinascita occultista francese a cavallo tra XIX e XX secolo e la storia e l’ermeneutica delle correnti esoteriche occidentali contemporanee. Nel 2000 ha pubblicato Il Pulicinella filosofo chimico: uomini e idee dell’alchimia a Napoli nel periodo del Viceregno (Mimesis, 2000); nel 2003 ha curato la ristampa del classico di Giovanni Carbonelli, Sulle fonti storiche della chimica e dell’alchimia in Italia (La Finestra, 2003). Nel 2007, insieme ad Andrea De Pascalis, ha curato il volume collettivo Alchimia (Mimesis, 2007). Dal 2004 al 2008 è stato inoltre il direttore editoriale del trimestrale Atrium – Studi Metafisici ed Umanistici di Trento. Ha prodotto il primo studio critico sulla figura e l’opera dell’esoterista francese René Schwaller de Lubicz, R.A. Schwaller de Lubicz: la politica, l’esoterismo, l’egittologia (Mimesis, 2008). Dal 2001 collabora alla redazione della rivista di medicine antropologiche e storia della scienza Anthropos & Iatria. Insieme a Paolo Aldo Rossi (Storia del Pensiero Scientifico, Università di Genova) ha diretto la collana “I Quaderni di Airesis” dell’editrice Mimesis, dedicata ai rapporti tra l’uomo e il sacro. Nell’ottobre 2008 ha diretto il Primo Congresso Nazionale di studi Alchemici del Grande Oriente d’Italia e, nel 2009, ne ha curato la pubblicazione degli atti (AA.VV., Il Fuoco che non brucia: studi sull’alchimia, Mimesis, 2009). Dal 2010 al 2013, oltre a pubblicare alcune ricerche su riviste e volumi collettivi, è stato impegnato nel varo del sito web di divulgazione culturale www.massimomarra.net che ospita un’estensiva raccolta di materiali documentali sull’ermetismo e l’alchimia, e costituisce la principale fonte di materiale in lingua italiana reperibile sul web.
In questa stessa collana ha curato l’edizione di Le avventure del Filosofo Sconosciuto di Jean-Albert Belin e L’arte del fuoco di Teuchasio Iapav.

Immaginario del Labirinto

Immaginario del Labirinto

Metamorfosi e trascendenza
Autore/i: D’Alonzo Antonio
Editore: Edizioni Luz
prefazione di Riccardo Roni, introduzione dell’autore. pp. 144, Latina

Nell’Immaginario del labirinto, Antonio D’Alonzo cerca di ripercorrere i differenti modi attraverso i quali le interpretazioni dell’evento-vita hanno trovato spazio all’interno della storia della letteratura filosofica, non solo occidentale. Sarebbe alquanto prolisso affrontare tutti i momenti della ricerca di D’Alonzo, per cui mi limiterò a ripercorrerne alcuni momenti fondamentali per mostrare come nella presente indagine i concetti tradizionali di immanenza e trascendenza, sia nel versante teoretico che pratico, abbiano ceduto il passo a nuove forme “intermedie” di pratica e interpretazione della Lebenswelt.
Se è vero che il concetto di un mondo unico, totale ed armonico (mundus, kosmos) è stato articolato, moltiplicato e frammentato nel pensiero filosofico tra Ottocento e Novecento, è altrettanto evidente che la frammentazione e la moltiplicazione hanno investito soprattutto “l’individuo’: il “soggetto morale” come accade nella linea di pensiero che da Schopenhauer e Nietzsche arriva fino a Kafka e a Musil.
Comune a tutti questi autori la difficoltà, se non, come in molti casi, l’impossibilità, di obbedire al precetto delfico di conoscere se stessi, approdando, al massimo, al “presentimento” di essere trascinati da forze selvagge. (Riccardo Roni)

Antonio D’Alonzo è nato il 9/5/63 a Grosseto. Si è laureato in filosofia all’Università degli Studi di Pisa e in storia delle religioni all’Università La Sapienza di Roma. Di lui sono già apparsi i saggi Genealogia dell’Immaginazione (2008) e Immaginario del Labirinto, (2009), entrambi con l’editore Luz di Latina. Nel 2011 ha collaborato al volume a cura di Massimo Stella, Conversazioni sul Sacro, collana Tipheret, Edizioni Bonanno, Catania. Ha partecipato nel 2010 ai colloqui di Sintra, (Portogallo), con una relazione sull’immaginario femminile.

La Psicologia della Scrittura

La Psicologia della Scrittura

Autore/i: Bidoli Sante A.
Editore: Longanesi
presentazione dell’autore. pp. 240, ill. b/n, Milano

Questo libro mette alla portata di tutti un prezioso e insostituibile strumento di analisi e di conoscenza muovendo dalla scrittura, lo specchio più fedele dei sentimenti, delle attitudini, delle contraddizioni dell’uomo: del carattere nella sua complessità. Il risultato è garantito da una nuova disciplina, che si chiama appunto psicologia della scrittura, i cui referti non hanno nulla della sommarietà e della genericità della grafologia e i cui fondamenti non vanno ricercati nell’ambito cosciente e razionale, bensì in quelli dell’inconscio. Il più ricco, il più completo, il più spontaneo test per decifrare e poter dire come è veramente l’uomo non trascura alcun aspetto della personalità (intelligenza, creatività, memoria, complessi, autocontrollo, rapporti di coppia e sociali, sentimenti, salute psichica, sessualità, operatività), presenta centinaia di campioni di scrittura e comprende un indice dei segni grafici.

Sante A. Bidoli, nato in Canada nel 1926, si è laureato presso la LUISS di Roma in Scienze sociali del lavoro, specializzandosi poi in Psicologia della scrittura, in perizie grafiche a base psicologica e in psicoterapia. I: attualmente docente di queste materie presso la Libera Post-Università PUMS di Milano. Ha organizzato vari seminari, collabora con riviste specializzate in problemi psicologici e ha pubblicato numerosi libri e articoli. Risiede in provincia di Venezia, ove esercita la propria professione. La prima edizione di Psicologia della scrittura è apparsa nel 1979.

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