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  • Seminario Teorico Esperienziale di Iniziazione al Mantra Madre
  • Selezione di volumi Aseq Editrice

    Dizionario dell’Ebraismo

    Dizionario dell’Ebraismo

    Autore/i: Potin Jacques; Zuber Valentine
    Editore: Edb
    sotto la direzione di Jacques Potin e Valentine Zuber, con la collaborazione di José Costa, traduzione di Romeo Fabbri. pp. 208, Bologna

    Da «abba» a «Zohar», da «alleanza» a «zeloti», da «cabala» a «kasher», da «ghetto» a «patriarca» le parole essenziali per comprendere l’ebraismo.

    Jacques Potin, assunzionista, è stato specialista della storia di Gerusalemme.

    Valentine Zuber è professoressa all’École pratique des hautes études di Parigi.

    José Costa è specialista di letteratura midrashica e di ebraico rabbinico.

    I Chiostri di Roma

    I Chiostri di Roma

    Autore/i: Koci Montanari Silvia
    Editore: Editore Schnell & Steiner GmbH
    prefazione dell’autrice, traduzione di Laura Guerra. pp. 176, nn. ill. b/n, Ratisbona

    Di solito quando si vistano le chiese romane ci si limita ad ammirarne l’interno e a dare un’occhiata più o meno analitica alla facciata. Nei programmi di visita generalmente figurano tutt’al più due chiostri: quello di San Paolo fuori le mura e, magari, anche quello di San Giovanni in Laterano. Invece sono tanti i chiostri antichi di Roma che meritano una visita e che regalano momenti di grande suggestione e mistica atmosfera.
    Il presente volume ripercorre i più importanti chiostri delle chiese romane, da quello dei Ss. Quattro Coronati, a quello di S. Carlo alle Quattro Fontane e ancora al chiostro di Palazzetto Venezia, ne narra la storia e li rievoca poeticamente con vedute antiche e stampe autoriali. Pertanto è una guida per tutti coloro che amano le ricchezze inestimabili di Roma e che prediligono i siti poco battuti, al di fuori delle rotte più frequentate.
    Una guida culturale alla volta dei tesori artistici reconditi della Città eterna con numerosi disegni e stampe storiche
    Un libro di lettura piacevole, adatto ad accompagnare il visitatore di Roma che ama scoprirne e gustarne i segreti.

    Viaggio in Messico

    Viaggio in Messico

    Sulle tracce del Serpente Piumato
    Autore/i: Longhena Maria
    Editore: Einaudi
    prefazione dell’autrice. pp. VI-210, nn. ill. b/n, Torino

    Teotihuacán e Palenque, Monte Albán e Tulum, Uxmal e Chichén Itzá, La Venta e Tenochtitlán: un viaggio tra vulcani, piramidi e foreste alla scoperta delle terre degli uomini di mais.

    Il mistero dei colossi di pietra e le antiche vestigia della civiltà olmeca a Villahermosa, capitale del Tabasco. Il fascino della città di Monte Albán e i suoi segreti gelosamente custoditi. Le leggende della creazione giunte sino a noi attraverso testi di origine antichissima, il Chilám Balám e il Popol Vuh, o ancora la religione sciamanica con i suoi riti allucinogeni e i sacrifici umani. Il mito del Serpente Piumato e il sito di Teotihuacán, il luogo dove nacquero gli dèi. L’incontro a Tenochtitlán, la superba capitale azteca, tra il capitano Cortés e Montezuma, l’ultimo «signore dei signori».
    Un libro che esplora dieci fra i piú significativi luoghi della storia del Messico preispanico e coloniale, catturando il lettore con la descrizione di siti archeologici, la ricostruzione di miti, le vicende storiche che videro protagoniste civiltà leggendarie, inquietanti e spesso indecifrabili.

    Maria Longhena, archeologa e studiosa delle civiltà precolombiane, svolge attività di ricerca sulle fonti relative al popolo maya e alle civiltà del Perú preispanico. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo Scrittura maya. Ritratto di una civiltà attraverso i suoi segni (Mondadori, 1998); Antico Messico (White Star, 1999); Antico Perú (White Star, 2000); Il Perú degli Inca e delle altre civiltà andine (Magnus, 2005); Viaggio in Messico (Einaudi, 2009).

    Collezioni Sudarabiche Inedite

    Collezioni Sudarabiche Inedite

    Gli oggetti acquisiti dalla missione archeologica italo-francese a Tamna’ (Yemen) (1999-2000)
    Autore/i: Antonini Sabina; Arbach Mounir; Sedov Alexander V.
    Editore: Istituto Universitario Orientale
    pp. VIII-104, tavv. b/n in appendice, Napoli

    Sommario

    Introduzione (A. de Maigret)

    LE COLLEZIONI (S. Antonini)

    I. LE STELE FUNERARIE

    A. Le stele aniconiche

    B. Le stele rettangolari con volto umano

    C. Le stele quadrate con volto umano

    D. Le stele con protome taurina

    E. Le basi delle stele

    II. LE STATUE IN PIETRA

    A. Le statue di offerenti

    B. Le teste funerarie

    C. Le statue zoomorfe 

    III. LE FIGURE IN RILIEVO

    A. I rilievi configura femminile rappresentata sino alla vita

    B. I rilievi con figura di orante

    C. Le figure zoomorfe

    IV. I BRONZI

    A. Le statue antropomorfe 

    B. Le statue di animali

    C. Il vasellame

    a. Le coppe

    b. I coperchi

    c. I cucchiai e i mestoli

    d. I piatti

    D. Gli specchi 

    E. I bracciali

    F. Gli incensieri 

    G. La bilancia

    H. Il chiavistello 

    I. La placca di rivestimento

    V. I RECIPIENTI IN ALABASTRO 

    VI. I VETRI

    VII. LE LAMPADE 

    VIII. GLI INCENSIERI IN PIETRA 

    IX. LE PERLINE

    X. LE CONCHIGLIE 

    XI. TAVOLETTA IN OSSO CON FIGURAZIONE INCISA

    XII. LE TAVOLE OFFERTORIE IN MINIATURA

    XIII. LE NICCHIE IN PIETRA CALCAREA

    XIV. I SUPPORTI IN PIETRA CALCAREA 

    Bibliografia

    LES INSCRIPTIONS (M. Arbach)

    Abréviations et bibliographie

    THE COINS (A.V. Sedov)

    Qataban

    Hadramawt

    Himyar

    CATALOGUE

    A. QATABANIAN COINAGE

    B. HADRAMI COINAGE

    C. HIMYARITE COINAGE

    References

    From Astral Omens to Astrology from Babylon to Bīkāner

    From Astral Omens to Astrology from Babylon to Bīkāner

    Autore/i: Pingree David
    Editore: Ist. It. per l’Africa e l’Oriente
    pp. 126, Roma

    This collection of essays is intended to explore the development of celestial omens in Mesopotamia, their relationship to the astrology developed in the Hellenistic period by the Greeks, and the spread of astrology to the East and its amplification there. In these studies I have attempted to illustrate the incredible facility with which these sciences, which serve as an example for other systems of knowledge, were transmitted from one culture to another, and to indicate a few ways in which the recipient cultures changed the received theories. I have and will write more extensively elsewhere about the technical transformations that accompanied the transmissions.

    For this book is not a technical history of the origins and internal development of astrology, but a simple narrative, based on all ofthe known original sources, of a number of cases of transmission. The first and last chapters deal with the transmission of knowledge within the cultures of Mesopotamia and India respectively; the second with the creation of astrology, in part from material transmitted from Mesopotamia, in the Greek East; the third with the transmission of astrology to India from Greece; the fourth with the evidence for the transmission of astrology to Sasanian Iran from Greece and India; the fifth with an indian astrologer serving some of the early ’Abbasid caliphs; the sixth with the transmission of Arabic/Persian astrology to India….

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    Abbreviations

    Introduction 

    Chapter 1. Mesopotamian Celestial Omens  

    Chapter 2. The Origins of Greek Astrology 

    Chapter 3. Babylonian Omens and Greek Astrology in India 

    Chapter 4. The Recovery of Sasanian Astrology

    Chapter 5. Kanaka: an Indian (?) Astrologer at Hārūn al-Rashīd Court  

    Chapter 6. Arabic Astrology in Byzantium 

    Chapter 7. Tājika: Persian Astrology in Sanskrit

    Chapter 8. Astronomy at the Court of Anūpasimha 

    Indices

    La Versione Etiopica degli Acta Phileae nel Gadla Samā’Tāt

    La Versione Etiopica degli <em>Acta Phileae</em> nel <em>Gadla Samā’Tāt</em>

    Supplemento n. 92 agli Annali – vol. 60-61 (2000-2001)
    Autore/i: Bausi Alessandro
    Editore: Istituto Universitario Orientale
    pp. VII-64, Napoli

    Sommario

    Premessa 

    Il Gadla Samā’Tāt

    Manoscritti del Gadla Samā’Tāt

    Documenti sulla datazione del Gadla Samā’Tāt

    Gadla Samā’Tāt e Sinassario 

    Vorlage del Gadla Samā’Tāt

    Il dossier degli Acta Phileae

    La versione etiopica degli Acta Phileae

    Data del martirio

    Relazione della versione etiopica con le altre

    Osservazioni sulla versione etiopica

    Testo della versione etiopica degli Acta Phileae

    Codices

    Conspectus compendiorum

    Edizione critica del testo

    Traduzione della versione etiopica degli Acta Phileae

    Abbreviazioni 

    Bibliografia

    La Bibbia Quadriforme – Giobbe

    La Bibbia Quadriforme – Giobbe

    Testo ebraico masoretico, versione greca dei Settanta, versione latina della Nova Vulgata, testo CEI 2008
    Autore/i: Anonimo
    Editore: Edb
    a cura di Roberto Reggi. pp. 144, Bologna

    Questa edizione quadriforme del libro di Giobbe, utile per recepire il testo biblico in lingua originale e affrontare le difficoltà delle lingue antiche, propone:

    • il testo ebraico masoretico (TM) della Biblia Hebraica Stuttgartensia, basato prevalentemente sul Codex Leningradensis B19A, datato circa 1008;        
    • il testo greco nella versione dei Settanta (LXX) di Rahlfs, basata prevalentemente sul Codex Vaticanus (B) risalente al IV secolo dopo Cristo;
    • il testo latino della Nova Vulgata, redatta nel post-concilio e normativa per la liturgia cattolica;
    • il testo della Bibbia CEI 2008, normativo per la liturgia italiana, con paralleli essenziali a margine e segnalazione dei termini difformi dall’ebraico;
    • la traduzione interlineare italiana di ebraico e greco, eseguita a calco e orientata a privilegiare gli aspetti morfologico-sintattici del testo originale.

    Roberto Reggi, licenziato in Teologia dell’evangelizzazione e Scienze bibliche, è dottore in Teologia. Per EDB ha pubblicato I«fratelli» di Gesù (2010) e ha curato la traduzione interlineare in italiano di tutti i libri dell’Antico e del Nuovo Testamento (2001-2014).

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    Indicazioni generali.  Giobbe.

    Le Origini Esoteriche della Massoneria

    Le Origini Esoteriche della Massoneria

    Rosacroce, alchimisti e primi massoni
    Autore/i: Churton Tobias
    Editore: Newton & Compton
    traduzione di Paolina Baruchello e Angela di Simio. pp. 256, ill. b/n, Roma

    Da Paracelso ai Rosacroce fino a Elias Ashmole, percorrendo 1600 anni di storia esoterica, Churton si inoltra tra le leggende che stanno all’origine della Grande Loggia Framassonica. Non una ricostruzione mitica, ma uno studio che vuole attenersi all’esposizione di solide certezze storiche, basate su concrete prove documentali. Rimane comunque intatto il fascino di un viaggio spirituale tra i molti misteri che risalgono all’Ermetismo dell’antica Alessandria e alla pratica alchemica degli gnostici.
    La filosofia ermetica

    • Ermes: celebrità d’Alessandria
    • Alchimia
    • Ermes incontra l’Islam
    • Il Rinascimento ermetico
    • Il retroterra ermetico dei primi Rosacroce

    La vera storia dei Rosacroce

    • La Fama Fraternitatis
    • La nuova era
    • Hess e Andreae
    • La più grande trovata pubblicitaria di tutti i tempi
    • Altri hanno lavorato

    Elias Ashmole (1617-1692)

    • Un uomo buono e potente
    • Elias Ashmole e le origini della Massoneria

     

    Il Memoriale Yokoyama

    Il Memoriale Yokoyama

    Saggio sulla politica giapponese in Indocina (1940-1945)
    Autore/i: Galluppi Massimo
    Editore: Istituto Universitario Orientale
    Supplemento n. 55 agli Annali – vol. 48 (1988) – fasc. 2 pp. 74, Napoli

    Fra i molti documenti sull’Occupazione giapponese dell’Indocina francese conservati negli archivi della France d’Outre-Mer di Aix-en-Provence ve ne è uno singolare, degno della più grande attenzione. Si tratta del memoriale (112 pagine dattiloscritte precedute da un indice e da una brevissima presentazione) redatto da Yokoyama Masayuki, un alto diplomatico che per quasi quattro anni, tra il 1941 e il 1945, ricoprì incarichi di grande responsabilità per conto del proprio governo. Yokoyama arrivò per la prima volta in Indocina nell’ottobre del 1941 a capo di una delegazione incaricata di compiere una ricognizione delle sue risorse economiche. Rientrato a Tokio nel giugno del 1942, vi fece ritorno alla fine di ottobre dello stesso anno, questa volta come consigliere economico della «Missione diplomatica straordinaria» (Tokuha taishifu keizai-komon sennin) diretta dall’ambasciatore Yoshizawa Kenkichi, incarico al quale a partire dal giugno del 1943 affiancò quello di responsabile dell’Istituto Giapponese di Cultura. Alla vigilia del ’colpo di forza’ del 9 marzo 1945 fu nominato «Consigliere Supremo dell’Impero Vietnamita» presso la Corte di Hue.

    A Hue Yokoyama assunse temporaneamente il ruolo che era stato del Presidente Superiore francese e, dopo la proclamazione dell’indipendenza del Vietnam e la formazione del primo governo nazionalista presieduto da Tran Trong Kim (il 17 aprile), si limitò a dirigere l’ufficio di collegamento tra il governo vietnamita e le autorità militari e civili nipponiche; il che significa che fino alla resa giapponese (il 2 settembre) egli, insieme ai militari, governò l’Annam in nome e per conto del Giappone.

    Yokoyama intrapese la stesura del memoriale dopo il ritorno delle autorità francesi e su loro richiesta il 25 ottobre 1945 e lavorò sulla base di un questionario che gli era stato preventivamente consegnato ma che utilizzò abbastanza liberamente. Nella primavera del 1946, dopo aver completato la prima stesura, cominciò a preparare il testo definitivo che però non riuscì a completare. In giugno le truppe del Kuomintang, alle quali la conferenza di Potsdam aveva affidato il compito di disarmare le forze giapponesi che si trovavano in Indocina a nord del 16° parallelo, cominciarono a ripiegare verso le loro basi dello Yunnan e del Kwangsi e Yokoyama partì con loro. Egli lasciò nelle mani delle autorità francesi l’intero manoscritto e la stesura definitiva delle prime sessanta pagine. Il memoriale fu quindi completato dai servizi di documentazione dell’Alto Commissariato francese in Indocina, i quali tuttavia, disponendo del testo nella sua interezza, poterono limitare il loro intervento ad un semplice lavoro di copiatura della parte ancora manoscritta.

    Una volta terminato, il memoriale deluse molto i francesi. Nel rapporto (’segretissimo’) con il quale esso venne inoltrato da Hue all’Alto Commissario del Tonchino ad Hanoi, il colonnello Coste, pur manifestando la più alta considerazione per il suo autore (“personalità molto elevata di intelligenza e perspicacia eccezionali”) lo definì di una obbiettività soltanto apparente e di utilità molto limitata, nel complesso. Dignitoso e brillante nella forma, il memoriale era infatti incompleto e lacunoso su molti punti di particolare interesse per le autorità francesi e sembrava dettato dall’unico scopo di non nuocere al proprio paese con rivelazioni troppo compromettenti…

    Atene nell’Età di Alessandro

    Atene nell’Età di Alessandro

    Problemi politici, economici, finanziari
    Autore/i: Faraguna Michele
    Editore: Accademia Naz. Dei Lincei
    pp. 282, Roma

    L’autore ha condotto uno studio approfondito sulla politica interna di Atene fra la battaglia di Cheronea e la morte di Alessandro Magno (338-323 a.c.), e ha dedicato un’attenzione particolare ai problemi economici e finanziari del periodo, nella convinzione che questo indirizzo di ricerca possa portare a un’interpretazione in parte nuova: i risultati raggiunti confermano la validità della linea seguita. La figura dell’oratore Licurgo, che, direttamente o indirettamente, riuscì a controllare l’amministrazione finanziaria della città per un dodicennio, e nello stesso tempo esercitò notevole influenza anche in ambito politico, ispirando le scelte della polis in quegli anni, fornisce il motivo conduttore che unifica i diversi temi.

    Nella prima parte, all’esame dei meccanismi che regolavano il funzionamento del sistema finanziario ateniese (cap. I) e dei problemi istituzionali concernenti la magistratura ricoperta da Licurgo e la base del suo potere (cap. 2), segue lo studio prosopografico del gruppo dirigente che insieme all’oratore governò la città dopo il 338. Il Faraguna, utilizzando in modo acuto e accurato la documentazione disponibile, dimostra che la città era in quegli anni saldamente controllata da un’élite di estrazione socio-economica molto elevata e ideologicamente compatta, riluttante a promuovere un nuovo scontro con la Macedonia e propensa ad emarginare gli elementi favorevoli a soluzioni estreme (cap. 3). L’esame dei provvedimenti attuati nel periodo considerato consente di individuare un programma razionale, dettato dalla volontà, e dalla necessità, di affrontare i problemi creati dalla sconfitta, ricuperando una coesione della cittadinanza intorno alle strutture democratiche e dando nuova forza e impulso all’economia con la valorizzazione sistematica di tutte le risorse presenti nel territorio attico (cap. 4).

    Nella seconda parte vengono considerati analiticamente alcuni fenomeni economici e finanziari in diverso grado caratteristici del periodo, dai quali emerge chiara la tendenza dello stato a intervenire in campo economico al fine di incrementare le entrate annuali della città e di rendere solido ed efficiente il suo sistema finanziario. A uno studio sulle miniere d’argento del Laurion, con nuove proposte concernenti il regime amministrativo che ne regolava lo sfruttamento (cap. 5), seguono altri capitoli (6-9) dedicati alla sistemazione delle procedure d’affitto delle terre sacre, alla vendita su larga scala di terreni pubblici, alla riorganizzazione dei culti e delle finanze sacre, all’intensa attività edilizia realizzata in gran parte grazie all’apporto di denaro privato.

    Emerge in conclusione il quadro di un’Atene non tanto proiettata all’esterno nella prospettiva di un nuovo scontro militare con la Macedonia quanto piuttosto ripiegata su se stessa nello sforzo di trovare un nuovo assetto politico ed economico rispondente alla mutata realtà politica del mondo greco.

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    PARTE PRIMA: PROBLEMI POLITICI E ISTITUZIONALI

    CAPITOLO 1 – L’organizzazione delle finanze 

    CAPITOLO 2 – Licurgo

    CAPITOLO 3 – Prosopografia

    CAPITOLO 4 – Il «programma licurgheo»

    PARTE SECONDA: PROBLEMI ECONOMICI E FINANZIARI

    CAPITOLO 5 – Le miniere del Laurion 

    CAPITOLO 6 – Vendite di terre pubbliche 

    CAPITOLO 7 – Affitti di terre sacre 

    CAPITOLO 8 – Riordinamento dei culti e finanze sacre

    CAPITOLO 9 – Ricchezza pubblica e ricchezza privata

    CONCLUSIONI

    ABBREVIAZIONI 

    BIBLIOGRAFIA

    INDICE DELLE FONTI CITATE 

    INDICE DEI NOMI E DELLE COSE NOTEVOLI

    Architectural Decorations and Other Finds from the Excavations of the Fengxiansi Monastery in Longmen

    Architectural Decorations and Other Finds from the Excavations of the Fengxiansi Monastery in Longmen

    Supplemento n. 96 agli Annali (sez. Orientale) – vol. 66 (2006)
    Autore/i: Visconti Chiara
    Editore: Università degli Studi di Napoli L’Orientale
    pp. 120, LI tavv. b/n, Napoli

    The remains of the Buddhist monastery Fengxiansi lie southwest of the celebrated Longmen Caves, 12 km south of the present town of Luoyang, in the Chinese province of Henan.

    The archaeological survey and stratigraphic excavation of the site were carried out thanks to the agreement signed in March 1997 between the Istituto Universitario Orientale (Naples), the IsIAO (Rome), the Italian School of East Asian Studies (Kyoto), the Longmen Grottoes Academy and the Bureau for Cultural Relics of Luoyang.

    From 1997 to 2004, the Chinese-Italian Mission conducted seven excavation campaigns, opening trial trenches in different areas of the site to obtain as much information as possible about its stratification. Additional campaigns were conducted in 2003 to consolidate building remains and in 2004 to study, draw, and photograph the finds.

    The Fengxiansi complex is one of the few Chinese Buddhist monasteries to have been extensively excavated. The Italian and Chinese teams’ efforts to gain the broadest possible understanding of the site and the surrounding area have already led to the publishing of several studies. Even before the beginning of the excavation, Wen Yucheng (1992) and Antonino Forte (1996) carried out studies of the monastery based on epigraphic sources. Wen Yucheng, who at the time was the director of the Longmen Grottoes Academy, had already published the results of the first survey of the site (Wen Yucheng 1986).
    […]

    The present study is the first to concentrate mainly on the finds. It is divided in two parts. In the first one, the site, its stratigraphy, and the building structures brought to light are briefly described. The four periods in which the different use phases of the site have been grouped, the list of the units of stratification, and the matrix are to be regarded as a first step towards a more indepth investigation. Indeed, all of the data presented in this part are to be regarded as preliminary. The final excavation report, presently being drawn up, will provide a much more detailed analysis and a finer periodization.

    The second part is dedicated to the finds. Besides the pottery corpus, which, due to its size, requires a separate study, and the sculptures and inscriptions, which are already being investigated by other members of the mission, over 550 finds have been inventoried so far. I have chosen to focus mainly on architectural materials and decorations, especially those from the monastery. I also briefly illustrate other finds, notably metal objects, sundry every-day use objects, and coins.
    The complete inventory of the finds will be presented in the final excavation report.

    La Grande Statuaria nella Sardegna Nuragica

    La Grande Statuaria nella Sardegna Nuragica

    Autore/i: Lilliu Giovanni
    Editore: Accademia Naz. Dei Lincei
    pp. 104, XXXVII tavv. b/n, Roma

    La più remota arte (o meglio artigianato artistico) della Sardegna, si caratterizza per una ricca produzione di sculture in pietra. La conoscono i tempi del neolitico (medio e recente) attraverso statuette di Dea-madre di stile volumetrico e planare, che si riconducono a simili prodotti del mondo mediterraneo egeo e anatolico. E, nella successiva età eneolitica, sono le statue-menhirs femminili, ma soprattutto maschili armate o meno, a costituirne espressioni significative sia per se stesse sia per consonanza con artefatti conformi di aree occidentali del Mediterraneo e dell’Europa.

    Di questa vasta produzione scultorea litica, sviluppata nel neolitico e nell’eneolitico, non faccio parola in questo scritto, avendone io stesso e altri studiosi a lungo trattato. Dirò, invece, in un breve sguardo d’insieme, sulle congeneri creazioni di arte plastica dell’età dei nuraghi, che si realizzano nel lungo periodo di tempo del Bronzo e del primo Ferro. Più in particolare, mi soffermerò sulla statuaria in pietra, che esprime al meglio e vistosamente le caratteristiche dell’arte protosarda nel periodo cosiddetto «dell’aristocrazia».

    All’esame dei materiali aspiranti ad arte della civiltà nuragica, non soltanto quelli in pietra, bisogna premettere l’osservazione che, nel suo primo muoversi, cioè durante il Bronzo antico (circa 1800-1500 a.c.), non vi è oggetto od elemento alcuno che manifesti un segno artistico, né in figura né in disegno. È come se l’arte, florida nei secoli avanti al sorgere dei nuraghi, si fosse eclissata, per non dire fosse morta, per far luogo a prodotti dell’uso quotidiano in un clima severo. Un clima cioè di assoluta praticità e, pertanto, alieno dal gusto, dal mito e dall’astrazione, categorie dello spirito una volta prevalenti e significative.

    È soltanto all’inizio del Bronzo medio (1500-1300 a.c.) che il sentore artistico riappare, seppure in tono minore, principalmente, per non dire assolutamente, nella materia della pietra, e in elementari simboli evocanti l’immagine antropomorfa…

    Gladiatori e Venationes a Hierapolis di Frigia

    Gladiatori e <em>Venationes</em> a Hierapolis di Frigia

    Autore/i: Ritti Tullia; Yilmaz Salim
    Editore: Accademia Naz. Dei Lincei
    pp. 100, ill. b/n, Roma

    La Memoria prende le mosse dal recente ritrovamento, nella necropoli settentrionale di Hierapolis di Frigia, di una serie di documenti (una stele iscritta ed un gruppo di rilievi) relativi ad un monumento commemorativo di spettacoli di gladiatori, di cacce e di tori fatto erigere, probabilmente all’inizio del III sec. d.C., da un maggiorente locale e da sua moglie. Sono quindi presi in esame altri documenti gladiatorii del luogo, editi ed inediti. Complessivamente la documentazione assemblata è di 24 pezzi (di cui II iscritti) che, ampiamente commentati con ricchezza di confronti, fanno notevolmente progredire la conoscenza degli spettacoli gladiatorii, delle venationes e dei taurokathapsia nell’Oriente greco e, specialmente, a Hierapolis di Frigia in età imperiale.

    Di particolare importanza il riconoscimento, in alcune scene nelle quali figura un combattente dotato di un’arma offensiva speciale, costituita da un manico conico terminante con una lama a crescente lunare, di quel particolare tipo di gladiatore noto in precedenza solo da Artemidoro…

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    I – I giochi offerti dal sommo sacerdote G. Arrius Apuleius Aurelianos e dalla somma sacerdotessa Aurelia Melitine Atticiana, sua moglie

    n. 1 – Iscrizione commemorativa dei giochi

    n. 2 – Rilievo con venatio

    n. 3 – Rilievo con taurokathapsion

    n. 4 – Rilievo con duello fra gladiatori

    n. 5 – Rilievo con uccisione del gladiatore sconfitto

    n. 6 – Rilievo con duello fra gladiatori

    n. 7 – Rilievo con duello fra gladiatori

    n. 8 – Rilievo con gladiatore

    Considerazioni sul complesso monumentale

    II – Gladiatori a Hierapolis

    n. 9 – Rilievo con gladiatore in attacco

    n. 10 – Rilievo con gladiatore in attacco

    n. 11 – Capitello con venationes

    n. 12 – Scene di caccia su un sarcofago

    n. 13 – Rilievo commemorativo gladiatorio

    n. 14 – Rilievo commemorativo gladiatorio

    n. 15 – Due lacunari con gladiatori

    n. 16 – Allusioni agli spettacoli gladiatorii ed alle venationes nel teatro

    n. 17 – Il gladiatore Chrysopteros

    n. 18 – Rilievo con condannati a morte

    n. 19 – Rilievo con supplizio di un condannato

    n. 20 – Sarcofago del gladiatore Stephanos

    n. 21 – Stele funeraria del gladiatore Pardalas

    n. 22 – Tomba di Apollonios Menandros, secunda rudis

    n. 23 – Tomba di Zosimos, secunda rudis

    n. 24 – Un therotrophos

    Considerazioni generali sui munera a Hierapolis

    Abbreviazioni

    Bibliografia scelta

    La Produzione Poetica nel Kuwait fino al 1989

    La Produzione Poetica nel Kuwait fino al 1989

    Autore/i: Makboul Fathi
    Editore: Istituto Universitario Orientale
    pp. 182, Napoli

    Continuando il filone della mia ricerca sulla poesia araba contemporanea, di cui ho dato un saggio nel volume dal titolo “Il ruolo socio-politico della poesia araba contemporanea”, pubblicato nel 1988, ho orientato la mia scelta sulla poesia del Kuwait per far conoscere i maggiori poeti di questo Paese a coloro che si interessano di studi arabi in Italia, in quanto finora gli studi e le ricerche in Italia sui poeti ed i letterati di questo Paese sono scarsi, nonostante l’importante ruolo da loro svolto fin dall’inizio degli anni venti, quando ancora il Kuwait non era indipendente. Questo piccolo e ricchissimo Paese desertico ebbe, infatti, l’indipendenza soltanto il 19 giugno 1961, dopo oltre sessanta anni di protettorato britannico. Da questa data lo sceicco al potere viene chiamato Emiro e lo sceiccato del Kuwait prende il nome di Stato del Kuwait. […]

    Prima della scoperta del petrolio, il Kuwait era uno dei paesi più poveri del mondo e scarsamente abitato a causa della sua natura desertica e della mancanza d’acqua; le fonti principali di sopravvivenza erano la pesca, il commercio e la ricerca di perle . Dopo la scoperta del petrolio, la vita economica del Paese migliora e comincia a svilupparsi e a diffondersi un certo movimento culturale, che comporta il sorgere di scuole in tutto il Paese. Negli anni sessanta viene fondata la prima università che comprende tutte le facoltà ed è annoverata fra le università all’avanguardia. Il movimento culturale nel Kuwait si può dividere in quattro fasi: la prima, in cui non esisteva quasi nulla in quanto nel paese c’erano solo pochi “Katatib”, che insegnavano religione, lingua araba ed aritmetica. La situazione rimase invariata fino all’arrivo nel Kuwait, nel 1843, del poeta iracheno Abdu ’l-Galil at- Tabatba ’i, che fece nascere nel Kuwait una nuova corrente culturale, migliorando il livello culturale del Paese. La seconda fase ha inizio ai primi del 20° secolo; la poesia è influenzata dai poeti d’Egitto, Siria ed Iraq. Questa fase è caratterizzata dalla nascita delle due scuole Mubarakiyyah e Ahmadiyyah) e dalla fondazione della rivista “al-Kuwait” nel 1928, istituita da Àbdu’l-Aziz ar-Rashid, che aveva studiato all’Università del Cairo “al-Azhar”… La terza fase si considera una continuazione della seconda e corrisponde alle stesse istanze di indipendenza degli altri Paesi Arabi. La quarta fase è caratterizzata dalla nascita di una delle riviste più note e diffuse nel mondo arabo “al-’Arabi”, fondata nel 1958, nella quale poterono comparire gli scritti di intellettuali, poeti e scrittori di tutta la Nazione Araba…

     

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    INTRODUZIONE 

    IL MOVIMENTO POETICO IN KUWAIT

    PRIMA FASE
    (Produzione poetica in arabo letterario)

    SECONDA FASE
    (Fase di trasformazione) 

    TERZA FASE
    (Fase di evoluzione)

    QUARTA FASE
    (Fase di rinnovamento) 

    CARATTERISTICHE ESSENZIALI DELLA POESIA ARABA IN KUWAIT 

    CONCLUSIONE  

    INDICE DEI POETI  

    BIBLIOCRAFIA

    Lo Specchio d’Oriente

    Lo Specchio d’Oriente

    Eredità afroasiatiche in Capri antica
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Istituto Universitario Orientale
    Atti del Convegno – Capri, 3 novembre 2001; a cura di Maria C. Casaburi e Giancarlo Lacerenza pp. 130, ill. b/n, Napoli

    Sommario

    Carlo Zaccagnini, Introduzione

    Abbreviazioni bibliografiche

    Simonetta Graziani, La follia dell’imperatore: Tiberio e Nabonedo

    Maria C. Casaburi, Chaldaei e mathematici a Capri. Sopravvivenze di Mesopotamia nell’Occidente greco-romano

    Eliodoro Savino, Flavio Giuseppe, Agrippa I e la Capri di Tiberio

    Federico Poole, Reperti egiziani a Capri

    Giancarlo Lacerenza, Masgaba, dilectus Augusti

    Eduardo Federico, La “Grande Madre” di Matermania. La leggenda moderna di Cibele a Capri

    Carmen Simeone, Mithra a Capri: realtà antica e dispute moderne

    Il Vangelo Aramaico di Matteo

    Il Vangelo Aramaico di Matteo

    e altri saggi
    Autore/i: Garbini Giovanni
    Editore: Paideia
    premessa dell’autore. pp. 320, ill. b/n, Torino

    Nella linea di ricerca inaugurata con Storia e ideologia nell’Israele antico e proseguita poi con Mito e storia nella Bibbia, il nuovo volume di Giovanni Garbini raccoglie una serie di contributi recenti, in parte inediti, dedicati alla storia e alla cultura dell’Israele antico e ai loro sviluppi fino agli albori del cristianesimo.
    Preceduto da pagine che si muovono nell’ambito biblico dai primi capitoli della Genesi a profeti come Michea e Isaia, passando per i libri storici ai quali si deve gran parte della nostra conoscenza della storia antica di Israele, l’ultimo studio espone la problematica dell’esistenza di un vangelo aramaico di Matteo, di cui parla un celebre nome del secondo secolo cristiano, Papia vescovo di Ierapoli in Frigia.
    A detta di Garbini l’interesse di questo vangelo attribuito a Matteo – e scritto nella lingua parlata da Gesù stesso – sta nella straordinaria importanza che sotto il profilo sia cronologico sia letterario esso riveste per l’affermazione della forte componente giudaica che nei primi decenni del movimento cristiano venne a contrapporsi al filone più propriamente messianico che predicava l’imminenza del regno di Dio.

    Giovanni Garbini è stato ordinario di Filologia semitica all’Università di Roma «La Sapienza» e socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, dopo aver insegnato a Napoli e alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Filologo ed epigrafista semitista, si è distinto anche per la metodologia con cui ha affrontato e studiato l’Israele antico.
    Per i tipi Paideia ha pubblicato Storia e ideologia nell’Israele antico (1986), Cantico dei Cantici (1992), Note di lessicografia ebraica (1998), Il ritorno dall’esilio babilonese (2001), Mito e storia nella Bibbia (2003), Introduzione all’epigrafia semitica (2006), Scrivere la storia d’Israele (2008), Letteratura e politica nell’Israele antico (2010), Dio della terra, dio del cielo (2011), I Filistei. Gli antagonisti d’Israele (2012), Il poema di Baal di Ilumilku (2014), Vita e mito di Gesù (2015) e, in collaborazione con O. Durand, Introduzione alle lingue semitiche (1994).

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    Premessa
    1. Chi ha creato Adamo?
    2. I guardiani dell’Eden
    3. La «Tavola dei popoli» della Genesi
    4. Gli eponimi di Israele
    5. Il serpente di Mosè
    6. La lancia del re
    7. Gionata e i «giorni di Gabaa»
    8. La conquista di Gerusalemme
    9. Gerusalemme città di pastori
    10. La regina di Saba
    11. La «casa di David»
    12. Due re dimenticati
    13. Le donne del tempio
    14. Sobna, soprintendente del tempio, e il suo sigillo
    15. La capanna del re
    16. Il vangelo aramaico di Matteo
    Indice dei passi discussi
    Biografia dell’autore

    Teologia Orientale

    Teologia Orientale

    Autore/i: Gianazza Pier Giorgio
    Editore: Edb
    pp. 288, Bologna

    L’Oriente racchiude in sé antichissime tradizioni apostoliche che rappresentano una componente essenziale della Chiesa ed esprimono una teologia diversa da quella elaborata in Occidente, soprattutto nel secondo millennio del cristianesimo.
    La connotazione di «orientale» ed «occidentale» (o ‒ se si preferisce ‒ di «greca» e «latina») ha assunto anche una dimensione dogmatica solo con la separazione giuridico-canonica tra Roma e Costantinopoli, dapprima parziale e progressiva, poi totale e definitiva nel 1054.
    Se in passato si parlava di Chiese e teologia orientale riferendosi quasi unicamente a quelle Chiese bizantine, slave, greco-ortodosse del Medio Oriente e russa, oggi si tende ad allargare la visione fino a includere tutte le Chiese dell’Oriente originario, comprese le antico-orientali, l’assira e la variegata gamma dei «Cristiani di San Tommaso» nel Sud-India, di tradizione siriaca.
    Questo volume propone un panorama descrittivo e una classificazione alfabetica delle Chiese orientali e si sofferma sulla teologia – con un approfondimento sulla teologia trinitaria e la questione del Filioque – l’ecclesiologia, la mariologia, la liturgia, la sacramentaria e le icone.

    Pier Giorgio Gianazza, salesiano, è docente allo Studium Teologicum Salesianum di Gerusalemme-Ratisbonne (il campus di lingua inglese dell’Università Pontificia Salesiana di Roma) e all’Università di Betlemme. Ha partecipato come esperto al Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente (2010) ed è autore di numerosi saggi. Per EDB ha pubblicato: Guida alle comunità cristiane di Terra Santa. Diversità e fede nei luoghi di Gesù (22011); Cattolici di rito orientale e Chiesa latina in Medio Oriente (2010); Temi di Teologia Orientale. 1 (2010) e Temi di Teologia Orientale. 2 (2012); I figli del Corano. L’islam oltre i luoghi comuni (2013); Il linguaggio delle icone. L’universo delle immagini nelle Chiese orientali (2014); Separati in chiesa.Piccola guida all’ecumenismo pratico (2015).

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    Abbreviazioni dei libri biblici.  I. Un corso di Teologia orientale.  II. Panorama descrittivo delle Chiese orientali.  III. La teologia orientale.  IV. La teologia nelle Chiese orientali ortodosse.  V. La teologia trinitaria e la questione del Filioque.  VI. Cristologia.   VII. Ecclesiologia.  VIII. Mariologia.  IX. Liturgia e sacramentaria.  X. Le icone.  XI. Escatologia.  Tavola cronologica del cristianesimo nel Medio Oriente.  Classificazione alfabetica delle Chiese orientali.

    Il Teatro di Nagīb Mahfūz

    Il Teatro di Nagīb Mahfūz

    Introduzione e traduzione dei testi
    Autore/i: Strika Vincenzo
    Editore: Istituto Universitario Orientale
    pp. 220, Napoli

    Nagīb Mahfūz, il primo autore arabo a vincere il Nobel della letteratura nel 1988, è noto soprattutto come narratore e come tale ha suscitato l’interesse degli studiosi, ancor prima di vincere il premio. Poca attenzione è stata invece rivolta alla sua attività teatrale che se nel complesso è meno importante della sua opera narrativa, non per questo manca di spunti interessanti che qui cercheremo di mettere in evidenza.

    Ad avvicinare Nagīb Mahfūz al teatro è stata certamente la sua versatilità, ma anche le varie cariche assunte tra il 1960 e il 1968 nella Fondazione per il Cinema che lo hanno posto al centro delle discussioni letterarie del suo paese e naturalmente della sua produzione cinematografica e teatrale.

    L’interesse per il cinema sembra nascere intorno agli anni 40, quando come sceneggiatore collaborò con il regista Salah Abu Sayf. Oltre trenta sono stati i films tratti dai suoi romanzi e novelle. Al teatro si avvicinò più tardi nel 1958 con un adattamento di Zuqāq al-midaqq (“Il vicolo del mortaio”), recitato al Teatro Libero del Cairo. Seguirono altre rappresentazioni, spesso, tratte dalle sue opere di maggiore successo… […]

    Come è noto il teatro è un genere nuovo nella letteratura araba e a parte gli sporadici e mal documentati tentativi medievali, appartiene all’epoca moderna, assieme al romanzo, in arabo riwāyah, termine che fu usato anche per le prime opere teatrali, generalmente osteggiate negli ambienti conservatori, soprattutto per ragioni morali, ma anche i pericoli che i nuovi generi portavano alla letteratura tradizionale.

    Questo teatro delle origini da collocarsi tra l’Ottocento e l’inizio del Novecento necessariamente interessava soltanto un’élite culturale, spesso di formazione occidentale, il teatro era insomma un genere nuovo che doveva fare i conti con la tradizione che nel caso del teatro poco o nulla poteva opporre. Emblematico è il caso di Mārūn an-Naqqāsh (1817-1855) che rappresentò un adattamento dell”’Avaro” di Molière nella propria casa a Beirut.

    Altrettanto interessante è il caso di Ya’qūb Sannū’ (1839-1912) che entrato nelle grazie del khedivé Isma’ìl, noto ammiratore dell’Occidente, incoraggiò la fondazione di una compagnia teatrale, ma quando questa cominciò a rappresentare temi sociali e politici, la compagnia fu sciolta e lo stesso autore esiliato a Parigi. Questo fu il primo di una serie di casi sul condizionamento politico che tanta parte doveva svolgere nella letteratura araba contemporanea.

    Oggi quasi tutti i paesi arabi dispongono di una rete di teatri con ampio consenso di pubblico e critica, osservazione che vale specialmente per l’Egitto, la cui produzione supera di gran lunga quella degli altri paesi arabi. Qui l’interesse fu tale da interessare lo stesso governo che nel 1934 creò il “Teatro Nazionale” e rappresentò Ahl al-kahf (“La gente della caverna”) di Tawfiq al-Hakim.

    Ben presto il “Teatro Nazionale” fu accusato di una certa chiusura di fronte ai grandi sviluppi del teatro internazionale. Sorsero quindi altri teatri, come il “Teatro Libero”, nato nel dopoguerra, più aperto al realismo e al naturalismo. Negli anni Sessanta si svilupparono le varie correnti sperimentali, delle quali già durante la guerra si era fatto portavoce il teatro “L’avanguardia” per il quale tradusse Rushdi Reshad.

    I temi maggiori sui quali si muove il teatro arabo si possono considerare i seguenti: 1) il tema allegorico-simbolista su sfondo politico o altro; 2) il realismo impegnato; 3) il teatro classico con temi talvolta mitologici classici, ma anche rievocanti la storia araba; 4) il teatro di “pensiero” che può coinvolgere, sia la politica, sia la “filosofia” e in modo particolare l’esistenzialismo…

    Il Volo del Cuore

    Il Volo del Cuore

    Lo shiatsu come via di conoscenza – Romanzo
    Autore/i: Bottalo Franco
    Editore: FinisTerrae
    prefazione e introduzione dell’autore. p. 208, Como

    Un giovane terapeuta si reca in una città dell’Oriente per partecipare a una conferenza internazionale sulle medicine tradizionali, e qui incontra un’autentica Maestra di shiatsu, Mae. Sotto la sua guida non solo approfondisce le tecniche di quest’arte della guarigione, ma compie un cammino di conoscenza che lo condurrà a scoprire il senso della sua vita. Romanzo iniziatico, ricco di suggestioni, Il volo del cuore affronta temi molto profondi con leggerezza e delicatezza. Emozionanti immagini che Mae usa per destare il discepolo alla comprensione di sé stesso e dell’universo: esse danno nuova vita alla saggezza dell’Oriente, offerta dal maestro al discepolo attraverso un linguaggio di simboli, di metafore, di similitudini, un linguaggio carpito ai misteri della natura e ai segreti dell’anima.

    Le Piante della Bibbia

    Le Piante della Bibbia

    e la loro simbologia
    Autore/i: Boureux Christophe
    Editore: Queriniana
    introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Gloria Romagnoli. pp. 184, ill. b/n, Brescia

    Ecco un libro di giardinaggio, ma anche una guida spirituale per tutti coloro che avranno la curiosità di imparare in che modo le piante possono raccontare loro qualche storia vissuta: vicende drammatiche, umoristiche o piene di saggezza. Dall’Eden alla Gerusalemme celeste, passando da tutti i luoghi più significativi della rivelazione, la Bibbia si svela come un erbario, il più meraviglioso che si possa immaginare. Il grano e la vite, l’olivo e il fico, l’assenzio e l’issopo stanno accanto alla lenticchia e alla cipolla, alla fava e all’ortica, senza dimenticare il ricino e la zizzania.

    In questa raccolta sono presentati i frutti della terra, con il loro significato simbolico e il loro contesto culturale. Perché nella Bibbia le piante sono sempre il punto di partenza di una metafora («Il regno di Dio è come un granello di senape…»), in funzione della relazione dell’uomo credente con il Dio di Mosè e il Padre di Gesù Cristo.

    «Il mio intento non è proporre una nuova opera di botanica, per distinguere e classificare. Io parto dal testo biblico e adotto un approccio simbolico: la meditazione simbolica unisce e sfuma, evoca il senso che emana dal testo per lasciare che si dispieghi in noi e davanti a noi, in un andirivieni incessante fra la pianta che conosciamo oggi e il suo significato nella Bibbia. E, del resto, la Bibbia è un libro di parte, non un trattato scientifico». (Christophe Boureux)

    Christophe Boureux, nato in Francia nel 1958, membro dell’Ordine domenicano, è dottore in teologia e in antropologia religiosa. Insegna alla Facoltà di teologia dell’Institut catholique di Lione (Francia). Già membro dell’Associazione europea di teologia cattolica (Europäische Gesellschaft für Katholische Theologie), oltre che del Comitato di direzione della rivista internazionale di teologia Concilium, parallelamente all’attività di docenza universitaria e al ministero spirituale lavora a un piano di gestione paesaggistica e forestale: sua la responsabilità dei 70 ettari che circondano il convento di Sainte Marie de la Tourette, a breve distanza da Lione (noto per i suoi originali tratti architettonici, progettati da Le Corbusier).

    I Tarocchi

    I Tarocchi

    Storia, iconografia, esoterismo
    Autore/i: Rijnberk Gerard Van
    Editore: L’Airone
    nota e cura di Andrea De Pascalis, traduzione di Paola Pagnoncelli. pp. 334, XVII tavv. b/n f.t., Roma

    Con questo volume Gerard Van Rijnberk ripercorre puntualmente la storia di una delle “arti divinatorie” più antiche del mondo, dalla sua prima apparizione in Italia alla graduale diffusione in tutta Europa; inoltre, riporta le ipotesi più accreditate sull’origine delle misteriose carte, senza tralasciare le teorie esoteriche ed etnografiche più note agli esperti del settore. Il saggio di Van Rijnberk non è soltanto l’ennesimo di una vasta gamma di trattati critici generati dal fascino dei Tarocchi, ma una stimma ragionata degli studi condotti sull’argomento, basata su un’amplissima ricerca bibliografica. Le numerose tavole illustrative, l’approfondimento iconografico di ogni singola immagine e la messa in luce degli interessanti legami con il mondo religioso e alchemico fanno del volume – nuovamente disponibile per i lettori italiani a più di sessant’anni dalla sua edizione originale – un libro per tutti gli amanti e i collezionisti di Tarocchi, e più in generale per qualunque appassionato di cartomanzia e altre pratiche divinatorie.

    La Giostra Celeste

    La Giostra Celeste

    Lettere sulla vita spirituale
    Autore/i: Perotti Carla
    Editore: L’Età dell’Acquario
    illustrazioni di Carla Perotti ed Eros Sogno. pp. 252, ill. b/n, Torino

    «Ho raccolto queste mie lettere sotto forma di libro perché ciascuna di esse è affiorata dalla naturalezza e dall’amicizia del cuore. Gli “altri”, cioè i loro destinatari, non sono fuori di me, essi fanno parte del tessuto della mia stessa vita. Dopo sessant’anni di yoga accade infatti di sentirsi interconnessi, il senso di essere separati si dissolve, l’energia circola e si vive responsabilmente l’amicizia, la relazione.
    Tutto è relazione, insegnavano gli antichi maestri cinesi. Tutto scorre, ribadiva il vecchio Eraclito. Si tratta di guardare il fiume e di liberarlo dai tronchi d’albero, dai pensieri che impediscono alle sue acque di andare verso il mare… Quando guardiamo la vita dal ponte apprendiamo l’arte della pazienza, della tolleranza, del perdono incondizionato. Così scopriamo la pace che abita dentro di noi, Klein la chiamava la tela di fondo che sta dietro ogni cosa.
    Queste lettere sono messaggi d’amore, parole nate da una lunga esperienza di vita, dagli incontri fortunati con i maestri dello spirito. Spero che mi consideriate uno scrivano, un umile specchio della loro saggezza.» (Carla Perotti)

    Carla Perotti ha lavorato per 16 anni alla «Gazzetta del Popolo» di Torino, poi a «Urbanistica» e a «La via del Piemonte», un settimanale di Adriano Olivetti. Nel 1958 ha fondato a Torino l’Associazione Culturale Italo-Indiana Sadhana che propone corsi, conferenze, sedute di rilassamento e di visualizzazione nate dalla conoscenza della psiconeuroimmunologia. Ha pubblicato molti libri con De Agostini, Sperling&Kupfer, Promolibri e Psiche, tra i quali Lettere a un ragazzo drogato, Amarsi e guarire, Lungo le rive del tempo (giunto in finale allo Strega), Oltre i cinquanta, Nel giardino della guarigione (nato da un viaggio nella sua esperienza con il cancro), Gli ideogrammi del benessere (un saggio sull’antica pittografia cinese), Gustavo Rol, il mio primo maestro e L’amore guarisce. A beneficio degli orfani tibetani ricoverati in India, ha pubblicato Anime nomadi e I portatori di Luce, con le fotografie di Enrica Bortolazzi.

    Dizionario dell’Islam

    Dizionario dell’Islam

    Autore/i: Potin Jacques; Zuber Valentine
    Editore: Edb
    sotto la direzione di Jacques Potin e Valentine Zuber, con la collaborazione di Khashayar Azmoudeh, traduzione dal francese di Romeo Fabbri. pp. 168, Bologna

    Da «abbasidi» a «zemzem», a «madrasa» a «zeloti», da «califfo» a «dervisci», da «corano» a «ramadan» le parole essenziali per comprendere l’islam.

    Jacques Potin, assunzionista, è stato specialista della storia di Gerusalemme.

    Valentine Zuber è professoressa all’École pratique des hautes études di Parigi.

    Khashayar Azmoudeh è specialista di islam sciita.

    I Figli dell’Anima

    I Figli dell’Anima

    Una straordinaria avventura nei mondi invisibili – Un racconto verosimile per uomini e donne
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Synthesis
    pp. 160, Torino

    Molto più di un romanzo…
    La straordinaria avventura di un uomo e di una donna nei mondi invisibili:

    • L’incontro con un MAESTRO cambia profondamente la loro vita.
    • La SCUOLA di NOTTE, il MUSEO dei MAESTRI SPIRITUALI, il WESAK: sono alcune delle sorprendenti situazioni in cui i protagonisti si trovano e che vengono descritte nei minimi particolari.
    • L’esperienza della MORTE e il ritorno alla vita: cosa succede al di là del velo?

    Un racconto verosimile che basa il suo fascino sul misterioso interrogativo: sarà il frutto della fantasia oppure sarà veramente successo?
    Un libro adatto sia per le donne che per gli uomini.

    L’Energia Aurea

    L’Energia Aurea

    L’uso spirituale del denaro
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Synthesis
    pp. 152, Pinasca (TO)

    Tutti usano il denaro. Tutti possono imparare ad usarlo meglio.

    A tutti servirebbe leggere questo libro e scoprire che:

    • Il denaro è un’energia di scambio che dovrebbe circolare per il bene di tutti. È simile al sangue che, per dare salute al nostro corpo, deve raggiungere ogni parte.
    • Non esiste problema sociale che non possa essere risolto da un corretto uso del denaro.
    • Il denaro non serve per vivere, come la maggior parte degli uomini pensa, ma per AMARE.
    • Ogni persona può contribuire alla trasformazione dell’uso del denaro con metodi semplici e alla portata di tutti.

    Il Mattino dei Maghi

    Il Mattino dei Maghi

    Introduzione al realismo fantastico
    Autore/i: Pauwels Louis; Bergier Jacques
    Editore: Oscar Mondadori
    prefazione di Sergio Solmi, traduzione di Pietro Lazzaro. – pp. 528, Milano

    Un’opera che getta un ponte tra il fantastico e il reale, tra la magia, la mistica e lo spirito moderno.

    «Questo libro…, dovuto alla penna agilissima di un ex occultista ed ex surrealista come Louis Pauwels, con la collaborazione di quel singolare scienziato e mitografo della scienza che è Jacques Bergier, non costituisce, come riconoscono gli stessi autori all’inizio, né un romanzo, né una narrazione fantascientifica. né un documento di fatti bizzarri, né la divulgazione d’un insegnamento ermetico: pur presentandoci un po’ tutte queste cose insieme. E’ anche una specie di rapsodia della nuova speranza. della grande avventura che gli sterminati orizzonti inaugurati dalle ultime scoperte scientifiche offrono all’umanità, speranza che si riannoda a sua volta ai sogni e alle leggende che attraverso i secoli sono stati alimentati da magia e occultismo, sono stati appannaggio di misteriose sette iniziatiche». Così Sergio Solmi nella prefazione al Mattino dei maghi, un libro che, aggiunge, ci offre «attraverso un’esposizione lucida, varia e appassionata, il materiale più affascinante che possano tenere per noi in serbo questi anni di ardua e preoccupante trasformazione tecnica e sociale».

    Giordano Bruno e la Scienza del Rinascimento

    Giordano Bruno e la Scienza del Rinascimento

    Autore/i: Gatti Hilary
    Editore: Mondolibri
    prefazione e introduzione dell’autrice, traduzione di Elisabetta Tarantino. pp. 358, ill. b/n, Milano

    Eretico tra gli eretici, vagabondo dello spirito, riformatore nemico sia della Riforma sia della Controriforma, cultore delle immagini, teorico della memoria, maestro di magia, ma anche e soprattutto iniziatore della moderna cosmologia. Tra i mille volti del “filosofo di Nola” Hilary Gatti privilegia quello dell’interprete della crisi della propria epoca, di un Rinascimento che segna la fine del vecchio mondo e l’annuncio del nuovo. Giordano Bruno fu insieme testimone della nascente cultura scientifica e pensatore capace di coglierne le implicazioni etiche. Le sue intuizioni vanno oltre il dibattito tra tolemaici e copernicani, tra sostenitori del “mondo chiuso” e fautori del’”universo infinito”: investono le idee stesse di scienza della natura, di applicazione pratica del sapere e di “missione del dotto”. L’uomo del’”eroico furore”, che tesseva l’elogio del dubbio e che paragonava la parabola del filosofo al volo della fenice, il mitico uccello che fa il nido tra le fiamme che lo distruggono, appare retrospettivamente come il padre di quella disciplina che oggi chiamiamo “filosofia della scienza”.

    Hilary Gatti insegna, all’Università “La Sapienza” di Roma. E autrice di numerosi studi sul pensiero di Giordano Bruno e sulla cultura rinascimentale. Tra i suoi lavori ricordiamo: The Renaissance Drama of Knowledge: Giordano Bruno in England (1989), The Natural Philosophy 01 Thomas Harriot (1993).

    Giordano Bruno E La Scienza Del Rinascimento

    Giordano Bruno E La Scienza Del Rinascimento

    Autore/i: Gatti Hilary
    Editore: Cortina Raffaello

    Eretico tra gli eretici, vagabondo dello spirito, riformatore nemico sia della Riforma sia della Controriforma, cultore delle immagini, teorico della memoria, maestro di magia, ma anche e soprattutto iniziatore della moderna cosmologia. Tra i mille volti del “filosofo di Nola” Hilary Gatti privilegia quello dell’interprete della crisi della propria epoca, di un Rinascimento che segna la fine del vecchio mondo e l’annuncio del nuovo. Giordano Bruno fu insieme testimone della nascente cultura scientifica e pensatore capace di coglierne le implicazioni etiche. Le sue intuizioni vanno oltre il dibattito tra tolemaici e copernicani, tra sostenitori del “mondo chiuso” e fautori del’”universo infinito”: investono le idee stesse di scienza della natura, di applicazione pratica del sapere e di “missione del dotto”. L’uomo del’”eroico furore”, che tesseva l’elogio del dubbio e che paragonava la parabola del filosofo al volo della fenice, il mitico uccello che fa il nido tra le fiamme che lo distruggono, appare retrospettivamente come il padre di quella disciplina che oggi chiamiamo “filosofia della scienza”.

    Hilary Gatti insegna, all’Università “La Sapienza” di Roma. E autrice di numerosi studi sul pensiero di Giordano Bruno e sulla cultura rinascimentale. Tra i suoi lavori ricordiamo: The Renaissance Drama of Knowledge: Giordano Bruno in England (1989), The Natural Philosophy 01 Thomas Harriot (1993).

    Ore Giapponesi

    Ore Giapponesi

    Autore/i: Maraini Fosco
    Editore: Corbaccio

    Il libro trae lo spunto da un viaggio in Giappone compiuto dall’autore nel 1953 per girarvi dei documentari cinematografici, ma procede su tre diversi piani. uno, quello del viaggio, le cose viste, le persone incontrate, gli inevitabili piccoli incidenti, le sorprese e le avventure di una lunga escursione; due, quello dei ricordi degli anni dal 1938 al 1946 durante i quali l’autore visse in Giappone, che servono a dare prospettiva di esperienza nel tempo; tre, quello della storia e della cultura giapponese, per cui i fatti vengono interpretati alla luce delle ricchissime e millenarie tradizioni giapponesi di civiltà.

     

    I Riti di Iniziazione

    I Riti di Iniziazione

    Magici, Sessuali e Religiosi
    Autore/i: Vignola Giovanni
    Editore: De Vecchi
    introduzione dell’autore. pp. 344, nn. tavv. e ill. b/n, Milano

    Dall’introduzione dell’autore:
    «Se apriamo un vocabolario qualunque della lingua italiana, ad esempio il “Palazzi”, e andiamo a cercare la parola “iniziare”, troveremo la seguente spiegazione: (dal latino initiare) dar principio; ammettere alla conoscenza e partecipazione di misteri religiosi, di culti segreti e simili; introdurre alcuno nello studio di una scienza e genericamente nella cognizione di qualche cosa. Troviamo poi come sinonimi altri verbi come: cominciare, abbozzare, principiare, fondare, iniziare, incamminare, incanalare, istradare, intavolare, intraprendere, promuovere, avviare.
    Di fronte alla parola “inizio” leggeremo soltanto: cominciamento, l’atto con cui si comincia. Es. l’inizio dell’anno, della partita, della scuola, della costruzione, ecc. Ma prima della parola “inizio” ne troveremo un’altra: ” Iniziazione”, che ci riporterà al significato originale dell’azione che è quello dell’introduzione lenta e graduale in un mondo sconosciuto. Ciò porta come conseguenza che non è possibile né concepibile un’autoiniziazione. Una persona non può entrare da sé in un mondo ignoto. Si tratti di arti magiche, religiose, misteriche oppure di scienze positive come la medicina, la psicologia, l’economia, ecc. è sempre necessaria la presenza di una guida, di un maestro, di un iniziatore che dia le delucidazioni del caso per un tempo più o meno lungo. I nostri corsi di laurea durano da quattro a sei anni. I riti di iniziazione, praticati da certe tribù della fascia equatoriale africana, durano anche quattro anni. Come si vede neppure i primitivi prendono alla leggera l’introduzione dei loro giovani nel complesso della vita tribale.[…]»

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