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Selezione di volumi Aseq Editrice

Magic Dance

Magic Dance

The display of the self-nature of the wisdom dakinis
Autore/i: Thinley Norbu Rinpoche
Editore: Shambhala
pp. 132, Boulder, Colorado

This is a unique and powerful presentation of the teachings of Tibetan Buddhism on the five elements: earth, water, air, fire, and space. In their gross and subtle forms, these elements combine to make up the infinite illusory display of phenomenal existence. Through teachings, stories, and his distinctive use of language, Thinley Norbu Rinpoche relates how the energies of the elements manifest within our everyday world, in individual behavior and group traditions, relationships and solitude, medicine and art. He explains their links to the five Buddha families and their respective Wisdom Dakinis, and shows how each element relates to our senses, temperament, passions, habits, and karmic potentials. This magic dance of the elements, he concludes, can be transformed through meditation practice and cultivating the calm, vast, and playful state of consciousness that he calls “playmind.”

Bhagavad Gita o Poema Divino

Bhagavad Gita o Poema Divino

e Filosofia Esoterica dell’India
Autore/i: Anonimo
Editore: Società Teosofica Italiana
traduzione letterale dal sanscrito di Maria Luisa Kirby e C. Jinarajadasa pp. 126, Genova

La Bhagavad Gita, o Poema Divino, con i suoi 18 Canti composti nel metro Sloka, occupa una posizione unica fra il gran numero di opere sanscrite, di varie epoche e di varie dimensioni, di cui è ricca la letteratura dell’India.
La Gita è considerata una delle gemme della letteratura sanscrita e non c’è altra opera che nei secoli abbia avuto in India un’eguale influenza.
Si può forse dire che la Bhagavad Gita contenga l’essenza della filosofia indiana, ed è appunto questo eclettismo che l’ha innalzata al rango di una delle grandi Scritture indù.
Ma vi sono alcune opere letterarie che appartengono, per la loro universalità e per il canto poetico e mistico che vi è contenuto, all’umanità intera. La Bhagavad Gita è una di queste.
Dal 1905 la Società Teosofica Italiana ha stampato e diffuso numerose edizioni della Gita, mirabilmente tradotta nella nostra lingua dal dr Jinarajadasa e dalla signora Maria Luisa Kirby.

Ildegarda di Bingen

Ildegarda di Bingen

Sibilla e dottore della Chiesa
Autore/i: Massari Margherita
Editore: Elemento 115
pp. 172, ill. b/n, Roma

Tra i vari epiteti riservati a Ildegarda di Bingen, ‘Sibilla renana’ è tra i più evocativi. Consacrata a otto anni alla clausura, il suo fu uno straordinario destino di mistica, visionaria, profetessa, badessa, fondatrice di conventi, musicista, teologa, guaritrice, guida spirituale ed esorcista. In un’epoca in cui alle donne era preclusa la partecipazione alla vita culturale, i lavori di Ildegarda hanno superato quelli di molti suoi contemporanei uomini per ampiezza, ricchezza dei temi e forza evocativa. La sua guida e i suoi consigli ‘ispirati’ furono ricercati da pellegrini, fedeli, papi, prelati e imperatori, ai quali sapeva rivolgersi con compassione, ma anche, se necessario, con rigore e severità. Non priva di incoerenze, egocentrica ed elitaria, nel 2012 Ildegarda è stata proclamata Dottore della Chiesa, quarta donna insignita di questo titolo nella storia del Cristianesimo. A prescindere dall’orientamento religioso del lettore, il valore e la peculiarità della sua esistenza e dei suoi scritti fanno di questa mistica una figura di grandissimo interesse.

The Art of Japanese Joinery

The Art of Japanese Joinery

Autore/i: Seike Kiyosi
Editore: Shambhala
translated and adpted with an introduction by Yuriko Yobuko and Rebecca M. Davis pp. 126, nn. ill. b/n, Boulder, Colorado

This lively introduction to Japanese joinery not only delves lovingly into the unique history and development of Japanese carpentry, but also reveals many secrets of Japanese joinery. Presenting 48 joints, selected from among the several hundred known and used today, this visually exciting book will please anyone who has ever been moved by the sheer beauty of wood.

With the clear isometric projections complementing the 64 pages of stunning photographs, even the weekend carpenter can duplicate these bequests from the traditional Japanese carpenter, which can be applied to projects as large as the buildings for which most of them were originally devised or to projects as small as a sewing box.

Die Deutsche Ephemeride

Die Deutsche Ephemeride

Band VIII 2001-2020
Autore/i: AA. VV.
Editore: O.W. Barth Verlag
pp. 558, Monaco (Germania)

Effemeridi Tedesche Volume VIII 2001-2020

Enneagramma

Enneagramma

premessa di Helen Palmer
Autore/i: Webb Karen
Editore: Armenia
introduzione dell’autrice, traduzione di Bruna Bracco pp. 192, ill. b/n, Milano

Enneagramma illustra i principi basilari di un’antichissima e misteriosa tecnica elaborata per penetrare nei segreti dell’animo umano. Attraverso lo studio dei nove archetipi è infatti possibile comprendere la personalità di ognuno di noi, collegandola alla dimensione spirituale.

Il volume presenta i seguenti argomenti:

• le caratteristiche dei nove tipi;

• il funzionamento del sistema;

• come comprendere i diversi aspetti della nostra personalità;

• come scoprire il nostro vero potenziale realizzando le nostre aspirazioni;

• come migliorare e sviluppare le nostre relazioni.

Kire: il Bello in Giappone

Kire: il Bello in Giappone

Autore/i: Ōhashi Ryōsuke
Editore: Mimesis
a cura di Alberto Giacomelli pp. 266, ill. b/n e col., Milano-Udine

Kire – vale a dire l’azione del «tagliare via» e del «recidere» – costituisce per Ryōsuke Ōhashi una categoria estetica e insieme una pratica che permea trasversalmente l’arte giapponese, dall’architettura alla scultura, dalla poesia alla pittura, dalla Via dei fiori a quella del tè e della spada. Kire rappresenta d’altro canto l’abbreviazione della formula kire-tsuzuki, che esprime l’esperienza della «dis/continuità», della «continuità del taglio» tra il fare artistico e l’irriflessa immediatezza della natura. Attraverso l’intervento dell’arte, la «naturalezza » viene apparentemente «tagliata via», ma in modo tale che la sua essenza originaria, più profonda ed intima, venga alla luce. Dagli albori della spiritualità shintoista alla contemporaneità, nella lettura di Ōhashi la sfera d’azione dell’estetica travalica i tradizionali confini della teoria dell’arte e del bello per istituire una relazione essenziale con le dimensioni dell’etica, della religione e della storia, mantenendo vivo il confronto tra mondo occidentale e orientale.

Ryōsuke Ōhashi (1944) primo studioso giapponese ad ottenere l’Abilitazione presso la Julius-Maximilians- Universität Würzburg, è stato professore di Filosofia presso l’Università di Shiga, oltre che di Estetica e Filosofia dell’arte presso l’Università Tecnica di Kyōto (KIT) e l’Università di Ōsaka. Ha inoltre insegnato filosofia all’Università buddhista Ryūkoku di Kyōto. È direttore onorario del «Nishida Kitarō Museum of Philosophy» a Kahoku e dal 2014 direttore del Japanisch-Deutsches Kulturinstitut di Kyōto. I suoi contributi spaziano dai campi della fenomenologia, dell’estetica e dell’idealismo tedesco a quelli del buddhismo e della Scuola di Kyōto.

Alberto Giacomelli (1983) dottore di ricerca in filosofia teoretica e pratica e assegnista presso il dipartimento FISPPA dell’Università di Padova, dove collabora con le cattedre di Estetica e Storia della filosofia contemporanea. Ha svolto attività di ricerca presso la Eberhard Karls Universität di Tubinga, la Humboldt e la Technische Universität di Berlino. I suoi principali interessi di studio riguardano l’estetica, l’intercultura e la filosofia di area tedesca del XIX e XX secolo, con particolare riferimento al pensiero di Nietzsche. Per Mimesis ha pubblicato Simbolica per tutti e per nessuno. Stile e figurazione nello Zarathustra di Nietzsche (2012).

Abitare a Roma nel Seicento

Abitare a Roma nel Seicento

I Chigi in città
Autore/i: Marino Angela
Editore: Gangemi
pp. 384, nn. ill. b/n, Roma

 Cerimoniale, etichetta, rituali e comportamenti nell’uso della abitazione e della città segnano – come contributo di “modernità” – le radici funzionali dell’architettura. Ne individuiamo particolare affermazione e sviluppo in età barocca, a Roma, durante il pontificato di Alessandro VII Chigi, che provenendo dalla ‘patria’ senese, costruisce il suo rapporto con Roma, con spirito e metodo diversi dai pontefici di nobiltà e nascita romana che lo precedono, ma altrettanto grandi e generatori di un nuovo approccio.
La dinamica fra edificio e città ci sembra che, nel ‘600, si comprenda usando alcune chiavi di interpretazione, attraverso le quali è possibile comporre una interazione e contaminazione fra ‘grande storia’ e ‘piccole storie’.
L’edificio, anche non monumentale, che noi vediamo come blocco ‘scatolare’, magari con elementi plastici architettonici o decorativi in facciata, ma come oggetto in se racchiuso e compatto, nel barocco scioglie le giunture che lo serrano alle cerniere degli angoli, ed ogni facciata si distacca (sia dall’insieme dell’edificio che dalla corrispondenza con gli interni) per partecipare – dal punto di vista funzionale e figurativo – della strada o della piazza a cui appartiene.
Il rapporto innovazione-modernità, maneggiato con cautela, discretamente sotteso alle linee di indagine, costituisce per me il filo conduttore di una lunga personale esperienza di ricerca. Parole sulla cui narrazione è opportuno chiarire definizione, confini e mettere paletti. È infatti un lavoro cangiante, che – al netto del rigore metodologico imparato dai miei maestri – muta colori, sfumature, possibilità, ti costringe a spostare l’ottica e il punto di vista sugli argomenti, a riconsiderare i giudizi.
Il barocco ha posto le basi della comunicazione, ancora una volta in senso attuale; gli assetti figurativi (dalla configurazione degli spazi alle immagini) hanno sempre ‘comunicato’ ovviamente. Ma il barocco si amplia: comunica ed ammaestra la scuola ed il teatro gesuitico, la predicazione, la festa, il banchetto. Il livello relazionale si allarga – in tutte le sue declinazioni, dalla Sala del palazzo, alla celebrazione religiosa, alla taverna – attraverso la codificazione del cerimoniale e dell’etichetta (ne restano tracce nell’attualità anche oggi), dove è possibile rintracciare le origini funzionali della architettura, ed in cui le componenti della società si dichiarano e si riconoscono; questo tema costituisce un ‘fuoco’ centrale di questo volume. Si amplia ancora, coinvolge, oltre le architetture, le strade, la città, il modo di concepirle e viverle, di articolarne le funzioni nella finalità di quella visione il più possibile articolata e – a suo modo – ‘ordinata’ che non contempla solo ‘splendori’, bensí comprende regalità e miseria, virtù e peccato.
Porre tutto questo sistema progettuale e ‘comportamentale’ – etichetta, funzioni, abitudini, precedenze – in relazione con la mobilità e le relazioni fra i diversi livelli sociali – da rendere palesi attraverso segni, usi, gesti e percorsi –, ecco che può farci uscire dalla dimensione (pur necessaria) solo tipologica di architettura e città, e ricostruirci alcuni caratteri più peculiari e innovativi del barocco.

Mussolini e la Massoneria

Mussolini e la Massoneria

Dal Congresso nazionale socialista di Ancona (26-29 aprile 1914) a «Il Popolo d’Italia» (15 novembre 1914 – luglio 1917). Contributo per una storia della libera muratoria in Italia
Autore/i: Palmieri Christian
Editore: Mimesis
pp. 198, Milano-Udine

Con la preparazione del XIV Congresso socialista di Ancona dell’aprile 1914, Mussolini, direttore dell’«Avanti!», ordisce magistralmente una campagna mediatica antimassonica con la presentazione sistematica d’interventi e dichiarazioni di voti giunti dalle sezioni socialiste italiane che propendono tra la semplice incompatibilità tra l’essere socialisti e l’essere massoni e le più radicali richieste di espulsione di quest’ultimi dal Partito.
I tentativi di massoni socialisti di conciliare la duplice appartenenza falliranno e, in questa fase, i rapporti tra la Massoneria e il Partito Socialista, con Mussolini indiscusso nuovo leader del Partito, sembreranno esser stati demoliti una volta per tutte, senza possibilità, dunque, di rimediare. Riportando ampiamente le voci dei protagonisti nei momenti prebellici attraverso una considerevole mole di documenti tratte da fonti giornalistiche (soprattutto «Avanti!», «Il Popolo d’Italia», «Utopia», «Rivista Massonica», «L’Idea Democratica»), con questo lavoro si è tentato di delineare per quanto possibile il cosiddetto massonismo (o antimassonismo) del futuro Duce degli Italiani e di individuare elementi utili tali per valutare un’influenza effettiva – se pure v’è stata – della Massoneria nell’interventismo italiano e, particolarmente, nell’interventismo mussoliniano e di comprendere se si sia trattato piuttosto di una sorta di tregua armata.

Christian Palmieri è nato a Crotone (1976), dove attualmente risiede e lavora. Storico, svolge attività di ricerca nel settore della storia del giornalismo e del movimento operaio democratico e socialista meridionale, con particolare interesse ai fenomeni nelle loro diramazioni calabresi. Commissario straordinario del Comitato di Crotone dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, ha collaborato con l’Archivio Storico e Centro Documentazione della Cgil Calabria (Catanzaro) e collabora con l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea- Icsaic (Cosenza). Ha curato l’allestimento di una serie di mostre fotografiche sui movimenti culturali crotonesi del secondo dopoguerra.

Saturnia Regna – N. 63 Luglio-Dicembre 2017

Saturnia Regna – N. 63 Luglio-Dicembre 2017

Autore/i: AA. VV.
Editore: Victrix
pp. 154, ill, b/n, Forlì

Sommario

La fine dell’uomo nella società iperconsumistica (parte II) di A.R.Q

Il vizio della cvriositas. La deviazione sulla via della conoscenza  di L.M.A. Viola

Breve introduzione alla natura, alla dinamica e al fine della iniziazione  di Principivm Lvminis

Qvo vadit Romanitas? Orientarsi nel marasma delle diverse iniziative che intendono rifarsi a Roma (parte II) di A. R.Q.

Il metodo storico-critico. L’approccio antitradizionale alla tradizione e la sua sovversione (parte IV) di L.M.A. Viola

Domina. La donna nella tradizione  (parte IV) di M.I.A.V. Raggi

I diversi problemi presenti nell’approccio alla romanità (parte II) di A. R.Q.

Il “recensionismo”. Disorientamento e sviamento dalla retta comprensione della romanità di A. R.Q.

Le basi dottrinali per la formazione dell’animo religioso. La catabasi dell’anima e lo stato dell’uomo comune

Lo Straordinario Potere dei Nostri Sensi

Lo Straordinario Potere dei Nostri Sensi

Guida all’uso
Autore/i: Rosenblum Lawrence D.
Editore: Bollati Boringhieri
traduzione di Francesca Gerla pp. 462, Torino

Tutti noi siamo in possesso di capacità percettive d’eccezione. Non ne siamo consapevoli ma è cosi. Ricerche recenti, che si avvalgono dei più aggiornati strumenti di neuroimaging, hanno dimostrato che il nostro cervello è un organo in continua evoluzione, dotato di plasticità. È questa caratteristica che permette impensabili effetti di compensazione in persone affette da deficit sensoriali. Lawrence D. Rosenblum, con il suo stile leggero, chiaro e divertente, racconta casi di straordinari poteri sensoriali: un ciclista cieco dalla nascita campione di mountain byke capace di emettere forti segnali acustici e orientarsi. come
i pipistrelli, sulla base della qualità di risonanza emessa dai materiali attorno a lui; il battitore di una squadra di baseball per non vedenti che si affida al suo udito per dare la battuta; o un esperto di labiolettura tattile che toccando il viso del proprio interlocutore è in grado di leggere non solo le sue parole ma anche i suoi sentimenti.
Sono storie umane e cliniche fuori dal comune che ci insegnano ad avere una nuova percezione dei nostri cinque sensi. Niente è troppo straordinario per il nostro cervello.

Autorità e Consenso

Autorità e Consenso

Regnum e monarchia nell’Europa medievale
Autore/i: Alberzoni Maria Pia; Lambertini Roberto
Editore: Vita E Pensiero
pp. 408, Milano

Il rapporto tra l’autorità esercitata e il consenso necessario per poter governare costituisce un nodo centrale della storia del medioevo europeo, durante la quale si giunse a definire un nuovo significato di ‘regno’ e di ‘monarchia’ attraverso l’elaborazione di nuovi modelli formulati sugli esempi offerti dal mondo imperiale romano – la cui eredità era ancora ben presente nella sua parte orientale –, dalla Bibbia e dal mondo barbarico. In particolare, viene qui esaminato il termine ‘monarchia’ attraverso l’analisi delle sue realizzazioni nelle diverse regioni europee durante tutto il millennio medievale. Le sue cangianti e multiformi accezioni consentono di cogliere gli sviluppi della concezione del potere legittimo e delle sue possibilità di affermazione. Emerge così la difficoltà a fornire una definizione univoca di ‘monarchia’, una difficoltà ben rappresentata anche nella trattatistica di carattere giuridico e politico nella quale si distingue la Monarchia di Dante, che, peraltro, con tale termine intendeva l’impero romano.

Api

Api

Regine e Operaie al Servizio dell’Uomo
Autore/i: Joyeux Pr Henri; Bouguet Nicolas
Editore: Nuova Ipsa
Traduzione di Annalisa Arrigo pp. 226, Palermo

Sapete che le api sono capaci di produrre la vitamina C che ritroviamo nel miele, nel polline e nella pappa reale? Sapete che per superare l’inverno, se siete in buona salute, potete evitare il vaccino antinfluenzale prendendo tutti i giorni un cucchiaino di energia vitale: miele + propoli + pappa reale + ginseng + acerola + papaya? Conoscete gli effetti del miele per dormire meglio la notte? Sapete che la pappa reale è un ottimo coadiuvante per la crescita degli adolescenti e anche per le persone anziane che vogliono prevenire l’Alzheimer? Conoscete la royalactina, proteina della pappa reale che svolge un ruolo fondamentale per stimolare la proliferazione cellulare? Sapete che almeno l’80% delle piante viene impollinato dalle api e che il 35% della nostra alimentazione dipende dal loro operato? Le api, da sempre presenti nella storia e nella simbologia dell ’umanità, sono sentinelle della salute del pianeta. Un libro per conoscere meglio l’apicoltura e l’apiterapia.

Tarocchi Fiabeschi e Psicofiaba

Tarocchi Fiabeschi e Psicofiaba

Strumenti e metodologie per il Counseling espressivo simbolico, archetipico e immaginale
Autore/i: Biato Paola
Editore: Verdechiaro
pp. 152, ill. b/n, Baiso (RE)

I tarocchi fiabeschi sono un sistema simbolico di ventitré carte, di immagini originali con diverse funzioni, che raffigurano gli archetipi fiabeschi. Personaggi, luoghi, oggetti, alleati e antagonisti. Per raccontare e farsi raccontare storie che fanno riflettere, per trovare soluzioni, per trasformare le nostre immagini interiori, per vivere nell’unità e nella gioia. Le Psicofiabe nascono dall’unione di “psiche” (anima) e “fiaba” (raccontare) e rappresentano quindi i “racconti dell’anima”, per l’anima. Esse si ispirano alla Psicomagia e agli Psicotarocchi di A. Jodorowsky e alla Psicologia Immaginale di J. Hillman. La Psicofiaba è un regno intermedio, una terra di mezzo, tra il conscio e l’inconscio, tra il sogno e la veglia, tra realtà e immaginazione, tra materia e spirito, uno stato di coscienza onirico, poetico, creativo, intuitivo, estetico ed estatico. Rappresenta uno strumento per l’evoluzione, la guarigione, la trasmutazione, la trasmissione di conoscenze iniziatiche, di rituali di passaggio e individuazione, di ricordo di sé. Le fiabe sono tracce che i nostri antenati hanno disseminato lungo la strada, affinché la nostra anima possa ritrovare la via luminosa verso casa.

Le Stelle Celebri

Le Stelle Celebri

Itinerari poetici, mitici, curiosi nel cielo stellato
Autore/i: Cresci Luciano
Editore: Mondolibri
pp. 218, tavv in b/n f.t., Milano

Tutte le stelle più luminose del cielo sono legate ai miti che risalgono agli albori della nostra storia. Le affascinanti narrazioni mitologiche che tanti poeti greci e latini ci hanno tramandato costituiscono un patrimonio immenso di itinerari poetici che disegnano le origini della nostra civiltà. L’autore, affidandosi alle parole degli antichi cantori del cielo, invita il lettore a compiere un viaggio fantastico dove il cavallo alato Pegaso solca i cieli, Ercole a mani nude affronta il leone della selva Nemea, Hermes ruba le giovenche di Apollo.
Le stelle celebri sono anche un’occasione per raccontare curiosità, divagazioni divertenti, vicende storiche e scientifiche che rendono la lettura godibile e avvincente.
Il volume è completato da semplici schemi che permettono di identificare le stelle più brillanti ed è arricchito da tavole fuori testo che documentano l’enorme influenza che i miti hanno esercitato sull’opera di artisti e scienziati.

Cultivating Stillness

Cultivating Stillness

A taoist manual for transforming body and mind
Autore/i: Wong Eva
Editore: Shambala
pp.156, ill. b/n, Boulder (Colorado)

Equanimity, good health, peace of mind, and long life are the goals of the ancient Taoist tradition known as “internal alchemy,” of which Cultivating Stillness is a key text. Written between the second and fifth centuries, the book is attributed to T’ai Shang Lao-chun—the legendary figure more widely known as Lao-Tzu, author of the Tao-te Ching . The accompanying commentary, written in the nineteenth century by Shui-ch’ing Tzu, explains the alchemical symbolism of the text and the methods for cultivating internal stillness of body and mind. A principal part of the Taoist canon for many centuries, Cultivating Stillness is still the first book studied by Taoist initiates today.

I Templari nell’Alta Lombardia

I Templari nell’Alta Lombardia

Autore/i: Varisco Alessio
Editore: Effigi
Presentazione di S.E.R. Angelo Mascheroni, prefazione di Franco Guidetti, postfazione di Chiara Benedetta Rita Varisco pp. 388, nn. ill. b/n, Arcidosso

Una ricerca sulla presenza dei Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis che vuole essere un omaggio ai Cavalieri dal bianco mantello che con la loro Croce rossa vermiglia -a rappresentare la “Passio Christi”- curarono in tutt’Italia, in particolare nell’Alta Lombardia, alcune loro Caserme-Convento che sono rimaste indelebilmente fissate nel nostro territorio“I Templari nell’Alta Lombardia” è la tredicesima pubblicazione della Collana “Domus Templi” del Prof. Alessio Varisco. La spiegazione di tale insistenza risiede nell’esigenza della mente dell’Autore, uno dei massimi esperti di Ordini Cavallereschi e Dinastici, ed è anche bisogno del cuore: chi conosce desidera approfondire ancora di più e vuole andare “oltre”, pertanto il Professore avverte come carità culturale poter partecipare ad altri le sue conoscenze e desidera che altri possano usufruire di questa utilità.

Entriamo nell’argomento trattato: sono in esso dominanti due figure “storiche”, nella lettura della pubblicazione conosciamo due illustri brianzoli fra Dalmazio da Verzario (oggi diremmo Verderio) e il Beato Rainaldo da Concorezzo.

Fra’ Dalmazio fu il primo ministro dei Templari di lingua italiana o italica; visse ai tempi di San Bernardo, Monaco e dottore della Chiesa, vero riformatore del monachesimo e della Chiesa stessa. Bernardo venne pure a Milano non ebbe subito delle ovazioni, anzi, agli inizi conobbe nelle città delle ostilità e fra’ Dalmazio gli procura una scorta militare.

Il beato Rainaldo veniva da una famiglia di approfondita cultura giuridica. Godeva di stima e di onore; era grande diplomatico, divenne Rettore della Romagna e Arcivescovo di Ravenna. Non sempre e non del tutto condivideva la prescrizione del Pontefice che si trovava ad Avignone, si oppose con la sua mentalità giuridica all’uso almeno tollerato, se non imposto, della tortura per approdare nei processi alla confessione della “verità”.

Quando i Templari furono soppressi ne prese le difese, tanto che i Templari a nord dell’Appennino furono tutti salvi ed assolti mentre i Templari dalla Toscana in giù furono catturati e processati, a volte anche uccisi.

L’Autore poi precisa la presenza dei Templari in alta Lombardia, a Milano in zona via Commenda, a Segrate, a Zunico, si sofferma in modo ampio sulle loro “Domus Templi”, il Castel Negrino e “la Commenda” nei pressi del Campegorino ad Aicurzio (presenza che inizia nel 1137), poi va ancora a Brescia e a Bergamo. Il Professore sottolinea come spesso tali presenze rechino la dedicazione a “Santa Maria del Tempio”. Personalmente sono desideroso di approfondire come tali denominazioni frequenti denotino non solo una devozione mariana che si ferma alla mera pietà popolare, ma qualcosa di più profondo, che entri nello stesso DNA dei Templari. Se così fosse, dovrei essere meno veloce, meno intransigente, nel formulare giudizi sui Templari stessi.

Tre pietre fanno un muro

Tre pietre fanno un muro

La storia dell’archeologia
Autore/i: Cline Eric H.
Editore: Bollati Boringhieri
Traduzione di Stefano Suigo, illustrazioni di Glynnis Fawkes pp. 480, ill. b/n, Torino

«Vedo cose meravigliose…». Fu questa l’esclamazione di Howard Carter, quando nel 1922 vide per la prima volta da una fessura illuminata con una torcia la tomba di Tutankhamon, ritrovata intatta dopo un sonno millenario.
La scoperta di Carter è solo una delle straordinarie storie raccontate da Eric Cline in Tre pietre fanno un muro. C’è tutto quello che una persona curiosa del mondo antico vorrebbe conoscere. C’è la prima scoperta di Pompei, del 1594, e la lunga storia degli scavi nei secoli successivi; ci sono i pionieri della prima archeologia ottocentesca, l’epopea di Troia e Micene; c’è Petra, Masada, le silenziose guardie di terracotta a difesa di una tomba imperiale cinese, ci sono gli ittiti, i minoici, gli inca e gli aztechi. E poi Stonehenge, Altamira, Roma, Olimpia, Cnosso, Ebla, Abu Simbel, Nimrud, Babilonia, Palmira, Ur, Qumran, Mesa Verde, Palenque, Machu Picchu, le misteriose Linee di Nazca.
Quasi cento siti archeologici di tutto il mondo, in un racconto entusiasmante della loro storia, accompagnato dalla voce vivida e appassionata di uno dei più importanti archeologi del nostro tempo, che non risparmia aneddoti personali e coinvolgenti resoconti delle ultime tecniche di ricerca e scavo.
Con Tre pietre fanno un muro, a quasi settant’anni dalla pubblicazione dell’ormai classico Civiltà sepolte di C.W. Ceram, Eric Cline – l’apprezzato autore che ci ha svelato il collasso repentino della società dell’Età del Bronzo, narrato le guerre di Armageddon e l’infinita sequenza di battaglie e devastazioni subita dalla «città della pace», Gerusalemme – scrive il più grande racconto epico di tutti i tempi: una storia dell’archeologia in grande stile, che racchiude tutte le vicende dell’umanità antica.

La Letteratura Greca dell’Antichità

La Letteratura Greca dell’Antichità

Il periodo ellenico (700-480 a.C.)
Autore/i: von Wilamowitz-Moellendorff Ulrich
Editore: La Scuola di Pitagora Editrice
A cura di Gherardo Ugolini, traduzione di Eduardo Simeone pp. 140, Napoli

Nel 1905 il princeps philologorum Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff scrive, per l’editore Teubner di Lipsia, la sua storia della letteratura greca col titolo Die griechische Literatur des Altertums. L’opera faceva parte di una collana divulgativa, ma definirla un manuale, nonostante sia stata concepita per il grande pubblico, appare decisamente riduttivo. All’epoca Wilamowitz era all’apice della carriera scientifica: ordinario all’università di Berlino e autore di importanti contributi su Omero e sui tragici. L’opera, che in seguito ha avuto ampliamenti e ristampe, traccia una ricostruzione sintetica e penetrante della storia letteraria della Grecia antica dall’epos ionico fino all’età di Giustiniano coniugando la sistematicità dell’impostazione con scelte e valutazioni fortemente soggettive. Sorprendente è soprattutto il poco spazio concesso al periodo classico: circa due terzi dell’opera sono riservati infatti alle epoche ellenistica e imperiale. Tuttavia la prima parte, che qui si pubblica per la prima volta in traduzione italiana, contiene un profilo autorevole di Omero, alla stregua della seconda parte che offre stimolanti capitoli sui tragici e sulla prosa attica.

Massomafia

Massomafia

Sui rapporti tra mafia e massoneria deviata
Autore/i: Leccese Andrea
Editore: Castelvecchi
pp. 92, Roma

La vera forza della delinquenza mafiosa risiede nella sua capacità di creare rapporti con la politica, la pubblica amministrazione e l’imprenditoria. Per la mafia, penetrare in totale segretezza nei circoli massonici è un’enorme fortuna: le logge coperte riuniscono potentissimi imprenditori, banchieri, professionisti, magistrati, e dirigenti di vario genere. Grazie alla “massoneria deviata”, i mafiosi cercano di orientare i processi e di allacciare legami con l’alta finanza internazionale per ripulire i capitali illeciti accumulati grazie al monopolio del traffico di droghe. Andrea Leccese ricostruisce i legami fra mafia e istituzioni, e spiega perché chi crede nella democrazia non può tollerare luoghi inviolabili, esentati dal controllo giudiziario né chiudere gli occhi di fronte all’esistenza del “potere invisibile”.

La Montagna della Follia

La Montagna della Follia

Autore/i: Lovecraft Howard P.
Editore: Il Saggiatore
traduzione e cura di Andrea Morstabilini pp. 208, Milano

Ambientato in Antartide, racconta quanto accaduto a una spedizione scientifica alle prese con reperti antichi milioni di anni. In una terra di ghiaccio e di morte senza tempo, il gruppo s’imbatte in campioni zoologici che, apparentemente, non provengono da questo pianeta. Le difese della razionalità illuminista cadono, una a una, di fronte all’impossibilità di spiegare con la logica il quadro che inesorabilmente si prefigura. Una serie di colpi di scena da incubo spingono i protagonisti sull’orlo della pazzia e l’avventura finisce in tragedia, catapultando il lettore in un mondo visionario dominato dal terrore e dall’angoscia. La nuova traduzione resta il più possibile fedele al testo originale, senza semplificazioni né asciugature, conservando il ritmo glaciale e ipnotico della prosa lovecraftiana.

Sanatāna-Dharma

Sanatāna-Dharma

Un Incontro Con L’Induismo
Autore/i: Piano Stefano
Editore: Edizioni San Paolo
pp.340, ill. b/n, Cinisello Balsamo (MI)

E’ noto che il termine “induismo” non indica una religione, bensì un’intera cultura, un modo di essere e di vivere, di vestirsi, nutrirsi, amare, morire, una serie di abitudini quotidiane che si tramandano da millenni con tenacia in seno a una civiltà tradizionale estremamente fedele al proprio passato. Lo scopo del volume è quello di fornire uno strumento d’informazione che sia attendibile e, nel medesimo tempo, accessibile anche ai non esperti: un libro che possa essere compreso anche da chi non conosce ancora nulla di quel mondo culturale così lontano e diverso da quello in cui viviamo.

Voci di Scrittori Arabi di Ieri e di Oggi

Voci di Scrittori Arabi di Ieri e di Oggi

Autore/i: AA. VV.
Editore: Bompiani
a cura di Isabella Camera D’Afflitto pp. 330, Firenze – Milano

Quando si pensa ai racconti provenienti dall’area dei paesi arabi viene subito alla mente ’’Le mille e una notte’’. Molto meno nota per i lettori italiani è la produzione letteraria contemporanea, assolutamente ricca e interessante, fondamentale per comprendere una realtà percepita come lontana. Una lacuna che questo volume si propone di colmare fornendo una panoramica sulla letteratura araba del Novecento attraverso le voci dei suoi autori più significativi: originari del Nord Africa e del Vicino Oriente, sono esponenti che appartengono a generazioni diverse della cultura laica, islamica o cristiana. Maestri del racconto, alcuni di questi scrittori sono stati tradotti in Italia, come l’egiziano Nagìb Mahfùz, premio Nobel per la letteratura, la siriana Ghada Sammàn e il palestinese Ghassàn Kanafani; ma i più sono invece ancora da scoprire e da conoscere. I trentacinque racconti brevi qui pubblicati – veri e propri classici del genere – affrontano con stili molto diversi una molteplicità di temi: dalla spiritualità alla tradizione, dal rapporto tra sessi alla miseria, ai tentativi di una coesistenza interetnica, all’esilio. Ma anche argomenti moderni e originali come l’enigma della psiche umana, il disagio mentale e l’alienazione. Una lettura quanto mai necessaria per capire un mondo sempre più vicino a noi.

Omelie

Omelie

sull’Esamerone e di argomento vario
Autore/i: Basilio di Cesarea
Editore: Bompiani
a cura di Francesco Trisoglio, testo greco a fronte pp. 1238, Firenze e Milano

Il volume raccoglie, per la prima volta in un unico libro, le ’’Omelie sull’Esamerone’’ e le ventitre di argomento vario di Basilio di Cesarea, nell’originale testo greco con la traduzione italiana a cura di uno dei più conosciuti studiosi italiani dei Padri cappadoci.
Le nove ’’Omelie sull’Esamerone’’ pubblicate sono le più importanti e le più famose di Basilio. Predicate nel 378 a Cesarea nel giro di cinque giorni, le prime e le ultime quattro una al mattino e l’altra alla sera, mentre la quinta forse da sola al mattino del terzo giorno, di fronte a un uditorio estremamente composito, esse commentano in modo lineare il racconto della creazione contenuto in Genesi 1, 1-25. Quest’opera si presenta come il capolavoro dell’esegesi basiliana e, nello stesso tempo, come una sintesi armonica di teologia cristiana e letteratura classica, utilizzata largamente nella spiegazione della Scrittura Sacra. Ad esse, nel presente volume, sono affiancate anche le ventitré omelie di Basilio su argomenti vari, predicate in occasioni diverse: queste ultime offrono una panoramica dettagliata sulle condizioni di vita sociale ed economica nella Cappadocia del secolo IV.

Bagiue. Le Streghe di Triora. Fantasia e Realtà

Bagiue. Le Streghe di Triora. Fantasia e Realtà

Autore/i: Oddo Sandro
Editore: Pro Triora Editore
pp. 174, ill. b/n, Triora

Dalla Prefazione:

Nel mese di maggio 2014 la Pro Triora pubblicò il libro “La causa delle streghe di Triora. l documenti dei processi (1587-1618) “, opera di ben cinque illustri studiosi (Alfonso Assini, Paolo Fontana, Gian Maria Panizza, Paolo Portone e Gianluca lvaldi) nella quale, come riporta il titolo stesso, sono cronologicamente raccolti tutti gli atti reperiti riguardanti il famoso “processo” triorese.

La pubblicazione venne a colmare degnamente quanto in precedenza scritto da padre Francesco Ferraironi, che riscoprì un saggio del prof. Michele Rosi, dal titolo “Le streghe di Triora in Liguria. Processi di stregoneria e relative questioni giurisdizionali nella seconda metà del secolo XVI”. In seguito, ad eccezione dello scrittore Siro Attilio Nulli, che dedicò al famoso processo un capitolo del suo volume “l processi delle streghe “, edito da Einaudi nel 1939, più nessuno si era occupato della questione.

Il libro del Ferraironi, come d’altronde tutte le sue opere, era divenuto introvabile ed alcuni nipoti pensarono bene di ristamparlo anastaticamente nel 1988 in occasione del quarto centenario del processo nonchè del venticinquesimo anniversario della morte dello storiografo triorese. Per la verità nel 1973 era uscito anche “Streghe o maliarde? “, scritto dalla nipote suor Amabile Ferraironi ma anche questo breve opuscolo è ormai da anni esaurito.

Nel 1994 era stato pubblicato il presente volume, senza particolari pretese, allo scopo di rileggere in modo moderno ed autentico i testi delle lettere conservate nell ’Archivio di Stato di Genova, in parte già effettuata dallo studioso Luigi Costanzo Oliva, autore nel 1986-87 di una pregevole tesi di laurea dal titolo “Politica e stregoneria a Triora e in Liguria nei secoli 16 o e 17 ” ma soprattutto dai ricercatori  alessandrini Claudio Coppo e Gian Maria Panizza con il loro saggio, edito da Olschki, “La pace impossibile. Indagini ed ipotesi per una ricerca sulle accuse di stregoneria a Triora (1587-1590)”.

Erano parse piuttosto rilevanti le novità, sebbene sulla sorte delle povere donne incarcerate regnasse ancora il buio più assoluto.

Questa lacuna è stata ora in gran parte colmata con l’uscita del prezioso volume indicato all’inizio di questa introduzione, in quanto, soprattutto grazie agli atti depositati presso il Santo Ufficio, è nota la sorte di pressoché tutte le donne (e dello “stregone”) accusate di stregoneria. Il libro “Bàgiue” ha riscosso un notevole ed insperato successo tanto che ne sono state stampate altre quattro edizioni, l’ultima delle quali è praticamente esaurita. Si ritiene pertanto doveroso provvedere ad un ’ulteriore stampa, questa volta riveduta ed ampliata in modo molto più consistente, eliminando molte delle incertezze e delle ipotesi formulate in precedenza.

Heart Drops Dharmakaya

Heart Drops Dharmakaya

Dzogchen Practice of the Bön Tradition
Autore/i: Tashi Gyaltsen Shardza
Editore: Snow Lion Publications
Commentary by Lopon Tenzin Namdak pp. 200, ill. b/n,

Here for the first time in English is a complete Dzogchen meditation manual from the ancient religious tradition of Tibet known as Bön. The Kunzang Nying-tig by Shardza Tashi Gyaltsen is a powerful and practical instructional text, which cuts to the heart of Dzogchen meditation. Dzogchen is regarded by Bonpos as the highest and most esoteric religious practice.Written in the style of personal instruction from Shardza to his students, the manual is supplemented with a commentary by Lopon Tenzin Namdak who is himself an acknowledged master of Dzogchen. The translation was carried out by Lopon in the course of teaching the text to Western students at his monastery in the Kathmandu Valley. The book has four parts: preliminary practices, the practice of trekcho, the practice of togel and bardo, and phowa practices. Also included are a discussion of the rainbow body, a short history of Bön, and biographies of the authors.

Returning to Silence

Returning to Silence

Zen practice in daily life
Autore/i: Katagiri Dainin
Editore: Shambala
pp. 196, Boulder (Colorado)

For twenty-five hundred years Buddhism has taught that everyone is Buddha—already enlightened, lacking nothing. But still there is the question of how we can experience that truth in our lives. In this book, Dainin Katagiri points to the manifestation of enlightenment right here, right now, in our everyday routine. Genuineness of practice lies in “just living” our lives wholeheartedly. The Zen practice of sitting meditation (zazen) is this not a means to an end but is the activity of enlightenment itself. That is why Katagiri Roshi says, “Don’t expect enlightenment—just sit down!”

Based on the author’s talks to his American students, Returning to Silence contains the basic teachings of the Buddha, with special emphasis on the meaning of faith and on meditation. It also offers a commentary on “The Bodhisattva’s Four Methods of Guidance” from Dogen Zenji’s Shobogenzo, which speaks in depth about the appropriate actions of those who guide others in the practice of the Buddha Way. Throughout these pages, Katagiri Roshi energetically brings to life the message that “Buddha is your daily life.”

La Moschea di Omar

La Moschea di Omar

Autore/i: Landay Jerry M.
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
Edizione italiana: a cura di Francesca Agostini, traduzione di Giorgio Levis pp. 174, nn. ill. a colori e in b/n, Milano

Sacro a tre diverse religioni, L’Haram Ash-Sharif, l’antico monte del Tempio di Gerusalemme ora dominato dalla Moschea di Omar, è uno dei terreni più fieramente disputati del mondo. Da quasi duemila anni, ebrei, cristiani e musulmani si massacrano vicendevolmente per il possesso dell’Haram macchiando, nei loro scontri apocalittici, l’antico luogo con il sangue di innumerevoli guerrieri santi.

Venerato tanto da ebrei che da cristiani come il sito in cui Abramo s’era accinto a sacrificare il figlio Isacco, lo spuntone di roccia, rosa dal tempo e dalle intemperie, che si erge al centro dell’Haram è sacro anche ai musulmani, che ritengono sia partito di qui il profeta Maometto per il suo leggendario viaggio in cielo.

Nel primo millennio avanti Cristo, coronava l’Haram lo splendente Tempio di Salomone. Abbattuto da Nabucodonosor nel 586 a.C. e ricostruito cinque secoli dopo da Erode, il tempio fu il luogo di custodia delle più sacre reliquie dell’ebraismo, e il centro della resistenza ebraica al giogo romano.

In un brutale tentativo di domare i ribelli, Roma organizzò una campagna repressiva che si concluse con la distruzione del tempio nel 70 d.C. Nei secoli successivi, l’Haram cadde in mano a un’armata di musulmani animati da fanatico fervore religioso i quali, nel nome di Allah, vi eressero un santuario splendente di ori: la Moschea di Omar, conosciuta anche come la Cupola della Roccia.

Nel giugno del 1967, nel momento culminante della guerra dei sei giorni fra arabi e israeliani, formazioni ebraiche prendevano d’assalto, l’antica Gerusalemme conquistandola. Per la prima volta, diciannove secoli dopo il sacco romano di Gerusalemme, l’antico monte del Tempio ritornava in mano israeliana. Ignorando l’Haram e la sua stupenda moschea, i reparti israeliani si radunarono al Muro del Pianto, ultimo resto del secondo Tempio, per le preghiere di ringraziamento per la vittoria. Ancora una volta i santuari della città santa, ridiventavano accessibili ai fedeli delle tre religioni.

Completano quest’avvincente storia della città santa, imperniata sul più famoso dei suoi monumenti, circa 120 illustrazioni (metà delle quali a colori) che non solo comprendono miniature, sculture, mappe antiche e carte moderne, ma anche numerose fotografie eseguite da Marvin E. Newman espressamente per quest’opera.

In una sezione speciale, Gerusalemme e la letteratura, sono riuniti brani da opere di Tacito, Gibbon, Chateaubriand, Lamartine, Longfellow, Chesterton e altri, che riflettono tutti il fascino singolare esercitato da questa antica città. Conclude il volume l’appendice che comprende una cronologia, una guida dell’antica Gerusalemme, una bibliografia essenziale e un indice analitico».

I Sumeri

I Sumeri

Autore/i: Parrot André
Editore: Feltrinelli
Prima edizione, prefazione di André Malraux, traduzione dal francese di Danilo Montaldi. pp. XLVIII-402, nn ill. b/n, Milano

Indice:

Prefazione di André Malraux

Introduzione

I – Storia delle scoperte.

II – Il Giardino dell’ Eden. Dalle origini alla storia.

III – Le città-stato e le Età dell’Oro in Sumer: Ur, Lagas, Mari.

IV – Sargon e l’impero Accadiano.

V – I Gutei e la reazione neo-sumera.

VI – Il ritorno amorita e l’egemonia babilonese.

VII – Cassiti e Elamiti in Babilonia

 

Ufo Arma Segreta

Ufo Arma Segreta

Autore/i: Coppetti Marcello
Editore: Edizioni Mediterranee
pp. 254, 47 ill. b/n f.t., Roma

Gli UFO dagli anni ’40 e gli USO dal 1960 sono stati considerati il mistero del XX secolo. Dopo tre anni di ricerche di documenti, di studi e di interviste, Marcel lo Coppetti rivela che il fenomeno ufologico è stato, fin dagli ultimi anni della seconda guerra mondiale, ma soprattutto con l’affermarsi della « guerra fredda », la copertura di un’operazione psicologica idonea ad innescare un ricatto delle superpotenze contro i governi e le masse, sostitutivo di quello derivato dal « terrore termonucleare ».
A causa della proliferazione degli arsenali atomici, le superpotenze avevano necessità di creare nel mondo la paura di un « nemico oggettivo esterno alla Terra », gli extraterrestri. Questo « nemico » serve ad USA ed URSS non solo per proseguire la loro politica di coesistenza pacifica e di spartizione del mondo derivata dalle conferenze di Potsdam e di Yalta, ma anche per tentare di creare un impero in condominio tra loro.
Al momento in cui una nazione o un blocco di nazioni dovesse ribellarsi alla creazione di questo « impero », basterà rivelare al mondo l’arrivo di astronavi extraterrestri pronte ad invadere la Terra per far si che tutti i governi si uniscano sotto l’egida delle uniche due potenze spaziali (USA e URSS) per rintuzzare una aggressione fittizia.
Ma gli UFO e gli USO sono anche la copertura di nuove e micidiali armi: gli RVP (Remotely Piloted Vehicles), cioè veicoli pilotati a distanza, usati in cielo e in mare per lo spionaggio e il controspionaggio elettronico, televisivo, laser e fotografico, nonché come stazioni relais per la guida dei missili strategici attraverso i satelliti. Gli RVP, infatti, sono già programmati per sostituire gli aerei da caccia e da bombardamento pilotati da uomini.

Marcello Coppetti, giornalista professionista, capo servizio aggiunto alla Agenzia ANSA, ha esordito nel ’47 a Radio Cagliari. Cronista al « Mattino » di Firenze, e poi al « Pomeriggio », è stato redattore dell’Agenzia Italia, e quindi segretario di redazione per i servizi speciali e fotografici. Dal 1960 ali’ANSA, ha scritto diversi saggi sui servizi segreti durante il fascismo, la seconda guerra mondiale ed il dopoguerra. È autore (con Franco Vaselli) di « Giorgio La Pira, Agente d’Iddio », edito da Feltrine!!!. Dal febbraio 1979 tiene una rubrica settimanale alla Rai, 2° programma, nella trasmissione « Spazio Toscana », trattando l’argomento degli UFO.

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