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Selezione di volumi Aseq Editrice

Uomini Erbe Salute

Uomini Erbe Salute

Autore/i: Mességué Maurice
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
traduzione di Danilo Montaidi. pp. 424, Milano

Nato in campagna, abituato sin dall’infanzia a riconoscere e ad amare i fiori e le piante, Maurice Mességué ha ereditato dal padre, un contadino del Gers, l’arte di curare e guarire con le erbe. Un’arte che Mességué ha coltivato e approfondito con amore, intelligenza e tenacia e che lo ha condotto al successo e alla notorietà internazionale. Tra i suoi pazienti figurano personaggi famosi come Churchill, Herriot, Utrillo, Cocteau, Mistinguett e vari principi e sovrani, ma si contano a migliaia le persone meno note che egli ha guarito, tra cui molti poveri ai quali non ha chiesto alcun compenso. Mességué interviene dove la medicina ufficiale si dichiara a volte impotente: con bagni alle mani e pediluvi guarisce numerose affezioni croniche – asma, ulcera, infarto, sterilità, ecc. – ma disdegna quei ciarlatani che pretendono di curare il cancro e altre malattie per le quali, fino a oggi, solo la chirurgia può qualcosa. “Curare i malati, non le malattie” questo è il suo motto: posseduto da un vero e proprio furore di guarire, di aiutare gli altri, Mességué, questo geniale innovatore di un’arte empirica, non rifiuta il sostegno delle cognizioni fondamentali della medicina _ che ha studiato – né l’accordo di molti medici, anche se è avversato dall’Ordine. Uomini erbe salute è il racconto di una meravigliosa avventura umana, la storia avvincente, viva e spesso commovente, di una vita coronata dal successo, ma densa di difficoltà, lotte, contrasti. Una storia che, in un’epoca di smog e di inquinamenti, seduce per la freschezza di certe pagine, odorose come un bosco in primavera, e per l’incanto di certi nomi – biancospino, regina dei prati, timo, viola, menta – i nomi delle erbe selvatiche, le migliori amiche dell’uomo, come ci insegna Mességué. La narrazione è completata da un “dizionario delle ricette” con le principali preparazioni di base che l’autore adopera per ogni malattia e da una “guida” per un’alimentazione sana.

Dove va la Cina?

Dove va la Cina?

Autore/i: Guillain Robert
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
introduzione dell’autore, traduzione di Roberto Cantini. pp. 376, 1 cartina b/n, Milano

Secondo una tradizione, l’imperatore che fece costruire la Grande Muraglia Cinese ordinò anche che tutti i libri fossero arsi. L’aneddoto può essere leggenda, ma è difficile sottrarsi alla sua suggestione: la distruzione dei libri, e cioè dell’eredità culturale di un popolo, e la contemporanea edificazione di un muro, che segrega questo popolo dalle influenze esterne, evocano irresistibilmente un tentativo radicale di rimodellamento dell’uomo. Muraglia e roghi delimitano e sgombrano la scena per l’inizio di una nuova Storia, in cui appariranno ruoli e personaggi mai apparsi prima. Se questo era il suo folle disegno, l’imperatore falli: la sua figura fu riassorbita nella maestosa continuità della storia cinese, e quanto resta della Grande Muraglia appartiene oggi al passato della Cina insieme ai libri che scamparono alle fiamme. Ma oggi il mondo, perplesso e sbigottito, osserva, o indovina, settecento milioni di cinesi coinvolti in un’impresa che assomiglia a quell’antico esperimento: a molti, la Cina dà l’impressione di un grande enigmatico laboratorio, in cui si prepara un nuovo tipo di uomo, che forse sarà il protagonista del futuro. I giornali collaborano ad accrescere l’inquietudine sottolineando gli aspetti esotici, bizzarri, «marziani» della realtà cinese, presentando il poco che si sa come manifestazione evidente di fanatismo e follia. Sulla base di notizie monche e probabilmente deformate, il lettore si chiede inquieto: «Dove va la Cina?». A questa domanda ha cercato di rispondere Robert Guillain, redattore specializzato in questioni estremo-orientali del piti autorevole quotidiano francese, «Le Monde». Dove va la Cina?: interrogativo fondamentale, perché la misura della realtà cinese è nel suo futuro, nel suo esito. Ma Guillain non si è lasciato intrappolare dal gioco arbitrario delle previsioni: sua prima preoccupazione è stata quella di assolvere al dovere di un’informazione esauriente, equilibrata, sgombra di pregiudizi. Il libro è una limpida, ragionata esposizione di quanto Guillain poté osservare durante un viaggio compiuto nel 1964: in un periodo, cioè, di «rettifica»; successivo al fallimento del grande «balzo in avanti» lanciato nel 1958, alle disastrose annate agrarie del 1959-60-61, alla rottura con i russi, e di poco precedente l’avvio della cosiddetta rivoluzione culturale. Coordinati gli uni agli altri, gli aspetti anche più aberranti e strani della realtà cinese diventano, nel reportage di Guillain, comprensibili: connessa con i problemi di un paese immenso, arretrato e orgoglioso, xenofobo per umiliazioni antiche e recenti, la politica di Mao e dei suoi seguaci appare «logica», anche se non necessariamente tutta da approvare. Per fare un solo esempio: la prolungata castità cui si cerca di persuadere alcune centinaia di milioni di giovani non nasce dal gusto perverso di stimolarne l’aggressività, né da bigottismo ideologico, ma dallo spaventoso problema demografico: è un surrogato della «pillola», che la Cina non può produrre in scala adeguata. Industria, agricoltura, tenore di vita, arte, bomba e triciclo diventano, in questa prospettiva, tessere di un mosaico accessibile, e non elementi di un astruso puzzle; e l’acutezza dell’autore è confermata dalla luce che Dove va la Cina? getta sulle origini, sulla preistoria degli ultimi e più sconcertanti fenomeni, compresa la rivoluzione culturale.

L’Arcadia Perduta

L’Arcadia Perduta

La storia dei gesuiti in America del Sud tra il XVII e il XVIII secolo
Autore/i: Cunninghame Graham R. B.
Editore: Castelvecchi
traduzione di Vittorio Ferro. pp. 288, Roma

Tra la metà del XVI e la fine del XVIII secolo. quando furono espulsi da tutte le colonie spagnole e portoghesi delle Americhe. i Gesuiti posero le basi di un sistema culturale ed economico autosufficiente. fondato sulla religione e la convivenza tra indigeni ed europei. Attorno alle chiese e alle scuole delle missioni. la vita e il lavoro si svolgevano secondo un regime quasi collettivista, mentre la Compagnia di Gesù era ormai un pericoloso concorrente per gli affari dei latifondisti. Per questo e per la ferma opposizione allo schiavismo, dopo due secoli di lotte con le autorità laiche e le gerarchie cattoliche. le missioni vennero attaccate e distrutte una dopo l’altra. i Gesuiti espulsi. i nativi uccisi o ridotti in schiavitù. Robert B. Cunninghame Graham – attivista politico. scrittore e avventuriero racconta la storia delle missioni gesuitiche in Paraguay servendosi dei numerosi e discordanti documenti dell’epoca. La sua cronaca è precisa, ma non nasconde la passione per un’epopea che anticipa per molti versi le idee del cristianesimo sociale del Novecento. per un’utopia – nobile nonostante i limiti posti dal proselitismo cristiano – cancellata quando era sul punto di realizzarsi.

Robert B. Cunninghame Graham (Londra, 1852 – Buenos Aires, 1936).
La vita avventurosa. le passioni ideali e !’intensa attività letteraria resero lo scozzese Cunninghame Graham figura centrale della sua epoca. Dopo gli studi, si trasferisce in Argentina. dove alleva bestiame e diviene celebre con il nome di “don Roberto”. I suoi viaggi proseguono in Marocco. Arabia. Spagna, Texas e Messico. fino al ritorno in patria. dove s’impegna nell’attività politica. In prima linea nella difesa dei diritti civili, è tra i fondatori del Partito Laburista e primo presidente del Partito Nazionale. La sua produzione letteraria comprende biografie. saggi storici e politici, memoir di viaggio. poesie e numerosi racconti. Dal libro L’arcadia perduta è stato tratto il film Mission, interpretato da Robert De Niro.

Il Tramonto della Potenza Gotica e la Restaurazione Bizantina nell’Italia del VI Secolo

Il Tramonto della Potenza Gotica e la Restaurazione Bizantina nell’Italia del VI Secolo

Autore/i: AA. VV.
Editore: Casa Editrice G. D’Anna
a cura di Nansen Defendi. pp. 168, nn. ill. b/n, Messina

Sommario:

Premessa

L’Italia ostrogota
Condizioni economiche dell’Italia ostrogota di A. Tagliaferri

Illuminata opera di governo di Cassiodoro di C. Barbieri

Da Amalasunta e Teia: la guerra greco-gotica

I precedenti storici della riconquista bizantina dell’Occidente di L. Halphen

Giustiniano e l’idea della restaurazione dell’Impero di F. G. Maier
Crisi del dominio ostrogoto: reggenza di Amalasunta e regno di Teodato di O. Bertolini

Procopio
Belisario conquista Napoli

Assedio e resa di Milano. La grande strage di G. P. Bognetti

Procopio
La fame nelle campagne italiane

Fasi conclusive del secondo assedio di Roma di F. Gregorovius

I barbari e la responsabilità della distruzione delle fabbriche romane

di H. Grisar

Procopio
La battaglia di Tagine e la morte di Totila
La battaglia di Monte Lattario e la morte di Teia (marzo 553)

Le forze militari in campo di K. Hannestad

Agazia
L’ultimo flagello: l’incursione franco-alamanna (553-4)

Giustiniano
La «Prammatica Sanzione» e il riassetto politico-amministrativo dell’Italia

L’Italia dopo la conquista bizantina di O. Bertolini

Aspetti economici della restaurazione bizantina di A. Tagliaferri

Lo storico Procopio di J. B. Bury

Procopio
La verità differita: l’affare dei pugnali

La partecipazione dei vescovi di Roma alle lotte politiche e religiose del VI secolo
Liber Pontificalis Agapito (535-536)

Silverio (536-537) Vigilio (537-555)

L’alternativa benedettina
Il monachesimo occidentale e S. Benedetto da Norcia di A. Saitta

San Benedetto
Dalla «Regola»

Principi di una nuova società nello spirito della Regola benedettina di L. Salvatorelli

Kabbala e Mistica Ebraica

Kabbala e Mistica Ebraica

Autore/i: Abelson J.
Editore: Libritalia
prefazione e introduzione dell’autore. pp. VII-168, Milano

Dalla prefazione dell’autore:
«Una delle opinioni più diffuse fra coloro che si occupano di studi religiosi è quella che nel Giudaismo prevalgano gli aspetti della vita religiosa che sono in più diretto contrasto con le fondamentali esigenze del misticismo. L’adorazione di un Dio trascendente, lo scrupoloso e tradizionale rispetto al rituale ed ai particolari dettami della legge scritta, lo stesso carattere nazionale della religione di Israele sembrano infatti costituire un insieme di elementi tutt’altro che favorevoli allo sviluppo della libera e universale vita mistica, strettamente legata all’intima ricerca spirituale e direttamente rivolta al personale contatto con la Divinità.
La realtà invece non concorda con questa veduta, e rivela all’indagatore coscienzioso un genuino filone di misticismo che corre in epoche diverse attraverso tutta la storia del Giudaismo, per affermarsi con maggiore intensità in quel periodo di misticismo medioevale che culmina can l’apparire della letteratura Kabbalistica e fa capo allo Zohar, per continuare poi con diversa fortuna fino alle moderne manifestazioni dell’Hassidismo.[…]»

Il Pretiosum Donum Dei

Il Pretiosum Donum Dei

Da un manoscritto del XV secolo
Autore/i: Galiano Paolo
Editore: Simmetria
presentazione di Massimo Marra, introduzione dell’autore. pp. 124, nn. tavv. a colori f.t., Roma

Tra le opere di Alchimia del Medioevo, il Pretiosum donum Dei ha un posto di particolare rilievo essendo uno dei primi trattati illustrato con immagini che simboleggiano le Operazioni alchemiche attraverso le figure e i colori con cui esse sono dipinte.
La traduzione di un manoscritto del XV secolo (ms Guelf. 77.2 Aug. 8° della Biblioteca di Wolfenbüttel, dal quale sono tratte le dodici illustrazioni presenti nel testo) consente di leggerlo in uno dei più antichi testi originali ed integrali, forse ancora più antico di quanto si ritenga come sembra di poter affermare sulla base di alcune frasi contenute in questa redazione del Donum Dei, la quale presenta differenze interessanti rispetto ai manoscritti sia contemporanei che di epoca successiva. con i quali esso viene comparato nelle note che accompagnano sia la trascrizione che la traduzione del codice.
Nell’Introduzione vengono puntualizzati due argomenti concernenti la storia dei testi alchemici: l’attribuzione o meno del testo a Georges Aurach, attribuzione che l’Autore contesta sulla base delle evidenze derivanti dai codici e dai testi a stampa presi in esame, e i rapporti intercorrenti tra il Pretiosum donum Dei, il Rosarium philosophorum e lo Speculum alchimiae, attribuito esplicitamente dagli amanuensi a Frate Elia in sei diversi codici. Quest’ultimo, poco conosciuto tra gli studiosi di Alchimia, è ampiamente citato dagli altri due testi ben più noti, il che consente di trarre importanti deduzioni sulla diffusione di esso tra gli scrittori di Alchimia del tempo, facendo dello Speculum uno dei punti di riferimento della ricerca alchemica nel XV secolo e forse ancora prima.

Astrologia e Cristianesimo

Astrologia e Cristianesimo

L’ascesi astrologica in Jan Van Ruysbroeck
Autore/i: Marra Massimo
Editore: Simmetria
pp. 80, ill. b/n, Roma

L’Astrologia ha subito condanne inoppugnabili dalla Chiesa di Roma eppure forse in nessuna religiosità l’astrologia ha avuto una tale importanza, una tale diffusione e rappresentazione come nel cristianesimo: compare nei Libri delle Ore medievali e rinascimentali, nella glittica delle facciate, dei campanili delle cattedrali romaniche e gotiche, negli zodiaci lapidei pavimentali, nei rosoni, nelle vetrate, ecc.. Unitamente all’alchimia, alla quale cede i principali simboli relativi ai metalli, l’Astrologia ha realmente un posto d’onore nella filosofia e teologia Cristiana. In questo piccolo ma stimolante libro di Massimo Marra, dopo una lunga disamina in cui vengono analizzate le posizioni di esegeti, santi e mistici della storia della chiesa d’Occidente, si approda ad un personaggio particolare: il Beato Jan Van Ruysbroeck che nel 1317 viene ordinato sacerdote e che scrive una serie di trattati mistici e filosofici, fra i quali il De Vera Contemplazione dove parla con una compiutezza e sapienza realmente alchemica delle sfere degli astri. Egli è allineato con una cosmologia tutta medievale, ma la arricchisce di significati trascendenti soprattutto quando paragona alle stelle le anime degli uomini e illustra il percorso dell’anima verso l’assoluta libertà e cioè verso Dio. Una grande anima, niente affatto lontana da quelle assai più note e studiate della mistica Renana quali Taulero, Suso ed Echkart.

Il Perispirito Gesù

Il Perispirito Gesù

Autore/i: Signorelli Mario
Editore: Edizioni D.U.
introduzione dell’autore. pp. 248, Milano

Questo libro di Mario Signorelli ci presenta la figura del Cristo così come il protagonista stesso della Storia la rivela. Si può accettare o rifiutare, come si accettano o si rifiutano le Storie delle Religioni rivelate, ma non si può fare a meno di notare che la figura del Cristo, come viene a noi dalle pagine di questo libro, promuove un incontro al quale il cuore e la mente dell’uomo sono aperti e preparati da molto tempo. Questo incontro ristabilisce l’equilibrio spirituale che l’uomo moderno ha perduto e risponde ai tanti interrogativi che si è posto e che si pone. «Il Perispirito Gesù» sarà un libro combattuto; l’autore vi è preparato. La verità non ha mai avuto un cammino facile, meno che mai ai nostri giorni. Ma solo pochi uomini di grande coraggio hanno avuto la forza di andare contro corrente per dare il loro contributo all’umanità.

Il professar Mario Signorelli è figlio di Giuseppe Signorelli, che fu Storico della Chiesa e direttore del Museo Civico di Viterbo. In questa città è nato e risiede. Si è dedicato alle discipline umanistiche, alla musica, allo studio e alle ricerche archeologiche. Con la guida di forze extra-umane ha fatto importanti scoperte ed è riuscito a ricostruire la preistoria e la protostoria di stirpi stanziali, poi etrusche, e, infine, di altre civiltà misteriche fiorite da 30.000 anni prima della nostra Era.

Il Diverso e l’Uguale

Il Diverso e l’Uguale

La concettualizzazione della diversità nei contatti interculturali
Autore/i: Mazzoleni Gilberto
Editore: Bulzoni
introduzione di Dario Sabbatucci, premessa dell’autore. pp. 144, Roma

Perché abbiamo scelto questo libro per inaugurare la collana? Per una serie di circostanze che non vanno al di là della pura contingenza. Il che per noi, che non vogliamo fare accademia, è un segno positivo. Intendo dire che se’ c’è stato un incontro tra l’autore di questo libro, l’ideatore di questa collana, e l’editore, qualcosa premeva dentro di loro: appunto la «contingenza» che, a posteriori, acquista carattere di necessità. C’era bisOlmo di questo libro, di questa collana e di questo editore.
L’autore del libro, professore incaricato di Religioni dei popoli primitivi al. l’Università di Roma, non l’ha scritto in funzione della propria disciplina. In rapo porto a questa, semmai, costituisce la premessa necessaria ad una nuova acquisizione metodologica. Ma ancora non c’è l’acquisizione vera e propria. Non c’è ricerca specialistica. Eppure è bene che certe cose siano dette, anche COSI, anche al di fuori della ricerca specialistica. Ed è bene che siano dette ad inaugurazione della nostra collana, perché sono proprio quelle cose che ci aiutano a delineare criticamente l’autodefinizione inconscia della cultura occidentale; il che costituisce il punto di partenza più proficuo per arrivare a quella autodefinizione cosciente, o scientifica, che è nei propositi di questa collana.

Clavis Scripturae

Clavis Scripturae

Autore/i: Melitone Di Sardi
Editore: Libreria Editrice Vaticana
introduzione e traduzione di Pier Giorgio Di Domenico. pp. 184, Città del Vaticano

La Clavis Scripturae è un glossario biblico in latino, che il suo editore, il card. Jean-Baptiste Pitra, fa risalire a uno scritto originale greco del Il secolo, opera di Melitone di Sardi.

Il lungo e appassionato dibattito a favore dell’autenticità della Clavis, contro gli storici che la consideravano una compilazione medievale di testi di Agostino, Girolamo, Eucherio e Gregorio Magno, ha inteso difendere la possibilità di attribuire al simbolismo il valore di una vera « scienza sacra”, fondata su un’autorità spirituale delle origini e fedele interprete della Scrittura. Il Pitra era convinto che la tradizione simbolica avrebbe costituito una medicina infallibile contro i mali intellettualistici del suo tempo.

Al di là della questione critica, l’interesse di quest’antica raccolta di formule bibliche sta nell’intenzione che la anima, quella di offrire una via nell’intricato mondo in cui l’uomo vive.

La Clavis ci riporta a quello che è .il senso vitale del simbolismo biblico: indicare la possibilità di una trasformazione interiore che colga, nelle contraddizioni e nelle oscurità della storia, la luce nascosta del Regno di Dio.

Il Seme di Pandora

Il Seme di Pandora

Le conseguenze non previste della civilizzazione
Autore/i: Wells Spencer
Editore: Codice
traduzione di Allegra Panini pp. XVI-242, ill. b/n, Torino

L’invenzione dell’agricoltura e la domesticazione degli animali hanno segnato un cambiamento che ha garantito all’uomo la possibilità di espandersi e strutturarsi in società sempre più complesse. La trasformazione di Homo sapiens in specie cosmopolita ha però avuto un costo elevato: trasmissione e diffusione di malattie prima sconosciute, tensioni sociali, sovrappopolamento, fino ad arrivare a oggi, con un pianeta ridotto allo stremo dall’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali, pesantemente inquinato e minato dal riscaldamento globale. Rimane, al fondo di questo vaso di Pandora, ancora una speranza: la stessa capacità creativa e innovativa che ci ha portato fino a qui può garantire un futuro alla specie umana e all’ambiente che la ospita. Se sapremo capire una cosa importante: volere di meno.

Luci e ombre della più seminale delle invenzioni dell’uomo: l’agricoltura. Un libro per chi è affascinato dal passato e interessato al futuro. Spencer Wells ci accompagna in un entusiasmante viaggio lungo diecimila anni per metterci in guardia su quello che dovremo affrontare nel prossimo mezzo secolo.
Jared Diamond, autore di Armi, acciaio e malattie

Quando abbiamo sviluppato l’agricoltura abbiamo preso una decisione consapevole, volta a modificare il nostro ambiente perché si adattasse a noi. Invece di restare passeggeri, ci siamo seduti al posto di guida. La prima persona che ha piantato un seme nella Mezzaluna fertile diecimila anni fa ha messo in moto eventi che sono andati ben oltre la sua più fervida immaginazione.
Spencer Wells

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Premessa

Capitolo 1 Un mistero sulla mappa

Capitolo 2 Sviluppare una nuova cultura

Capitolo 3 Malattie

Capitolo 4 Pazzia

Capitolo 5 Avanti veloce

Capitolo 6 Un tema scottante

Capitolo 7 Verso un nuovo mythos

Ringraziamenti

Bibliografia

Indice analitico

L’Uomo Oltre la Natura

L’Uomo Oltre la Natura

Autore/i: Clark Grahame
Editore: Laterza
prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Frances Pinnock. pp. IX-228, nn. ill. b/n, Bari

Da una parte l’istinto e gli appetiti elementari, dall’altra la razionalità, la cultura, la capacità di creare manufatti e simboli. Dove finisce l’animale, dove inizia l’uomo?
È il problema principale di questo vivacissimo libro di Grahame Clark, uno dei più famosi archeologi del nostro tempo. Sulla base della stupefacente quantità di reperti oggi disponibili, l’archeologia è in grado – sostiene Clark – di soccorrere la religione e la filosofia nell’affrontare i problemi che assillano l’umanità da sempre.

Grahame Clark è Emeritus Professor di Archeologia all’università di Cambridge. Tra le sue numerose opere, segnaliamo quelle già tradotte in italiano: Europa preistorica. Gli aspetti della vita materiale (Torino 1969) e La preistoria del mondo. Una nuova prospettiva (Milano 1983).

Il Vero Libro del 500

Il Vero Libro del 500

L’Antichissima Magia Nera Ovvero la Clavicola di Re Salomone
Autore/i: Anonimo
Editore: Brancato
pp. 126, nn. ill. b/n, Catania

Manoscritto trovato a Gerusalemme nel Sepolcro di Salomone.
Contenente 45 Talismani con le loro incisioni, la maniera di servirsene e le loro meravigliose proprietà; tutti i caratteri cabalistici conosciuti fin’oggi, le spiegazioni per riuscire in qualunque operazione di Magia e potenti esorcismi.

Castel del Monte

Castel del Monte

Scienza e Mistero in Puglia
Autore/i: Tavolaro Aldo
Editore: Laterza Giuseppe Edizioni
prefazione dell’autore pp. 120, nn. ill. a colori e b/n, Bari

“Ora si vuol fare di Castel del Monte una seconda Grande Piramide, ossia creargli un fascino misterioso, una letteratura leggendaria che, nondimeno, poggi su elementi reali e concreti che accendano polemiche a tutti i livelli dagli accademici ai semplici visitatori della domenica.

Ne consegue che anche per Castel del Monte si organizzeranno presto gite, viaggi, voli charter, sorgeranno ristoranti, trattorie, grandi alberghi anche nei comuni viciniori, coinvolgendo interesse anche per altri monumenti del territorio, creando commerci connessi al turismo, favorendo un ruolo determinante per l’editoria”.

Così scrivevo nel 1987 nel libro “Castel del Monte e il segreto dei Templari” edito dai F.lli Laterza e, finalmente, a distanza di un decennio, Castel del Monte entra a far parte del Patrimonio Culturale Mondiale dell’UNESCO.

Perché?

Forse perché è il più bel castello di caccia di Federico II di Svevia? Ma fu davvero un castello di caccia? Senza tutti gli accorgimenti funzionali alla caccia che hanno altri castelli federiciani destinati a tale scopo (Apricena, Lagopesole, ecc.)?

Cos’altro racchiude questo manufatto di tecnica architettonica, di fascino, di mistero?
Anche la piramide di Cheope è un monumento che gronda di matematica nelle sue proporzioni, di implicazioni astronomiche e geografiche, ma il turista che si reca a visitarla (in qualche caso pittorescamente in groppa ad un cammello) non le intravede, forse non le conosce, mentre sa che in quel trionfo di pietre qualcuno ha letto le profezie sulle vicende del mondo.

Sembra fatale che scienza e mistero debbano sempre andar per mano, ne sapeva già qualcosa Pitagora, matematico e iniziato, ne sapeva qualcosa Keplero, astronomo e astrologi (prediceva il futuro a Rodolfo II d’Asburgo).

Confessiamolo: l’uomo è rimasto un eterno fanciullo, avanza a grandi passi nella scienza e nella tecnica, ma alla sera quando chiude gli occhi sulla “favola” della realtà, avverte l’abbraccio inquietante di tutto quanto gli è rimasto oscuro ed ignoto e lo chiama MISTERO attendendo il mattino.

Lo Scandalo della Croce

Lo Scandalo della Croce

La polemica anticristiana nei primi secoli
Autore/i: Padovese Luigi
Editore: Edb
presentazione di Gilles Pelland, introduzione dell’autore. pp. 184, Bologna

La fede in Cristo è impensabile senza la dimensione dello ‘scandalo’, un tratto che accompagna la vicenda umana di Gesù e i primi passi del movimento da lui iniziato. Paolo non esita ad affermare più volte che la morte in croce del Signore è «scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani» (1Cor 1,23): qualcosa di assolutamente incompatibile con la nozione di messia e di divino che condividevano i suoi contemporanei. Il volume ripercorre con grande competenza alcuni tratti della polemica anticristiana dei primi secoli, la lettura che i Padri hanno dato dello ‘scandalo’ di un Dio incarnato e crocifisso e le posizioni da essi espresse in risposta alla reazione pagana. A partire dai Padri apostolici, attraverso l’apologetica dei secc. II e III, le figure di Ilario e Giovanni Crisostomo, fino ad Agostino il tema è trattato in maniera chiara e documentata. Le obiezioni al cristianesimo dei primi secoli si ripropongono oggi al credente quali provocazioni di singolare attualità: con le loro riflessioni i Padri aiutano ancora nella ricerca e nell’affermazione dell’identità cristiana.

Luigi Padovese, nato a Milano nel 1947, religioso cappuccino, professore ordinario di patristica, insegna all’Istituto francescano di spiritualità del Pontificio Ateneo Antonianum dove è preside, alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Accademia Alfonsianum. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Turchia. I luoghi delle origini cristiane, Piemme 1987; Il problema della politica nelle prime comunità cristiane, Piemme 1998; Cercatori di Dio: sulle tracce dell’ascetismo pagano, ebraico e cristiano dei primi secoli (Uomini e Religioni), Mondadori 2002. Ha inoltre curato le seguenti edizioni: Massimo di Torino, Sermoni, Piemme 1989; Agostino di Ippona, Sermoni per i tempi liturgici, Paoline 1994.

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Presentazione.  Introduzione.  1. Lo scandalum crucis nella testimonianza dei Padri apostolici.  2. Lo scandalum incarnationis et crucis nell’apologetica cristiana dei secoli II e III.  3. La polemica anticristiana nei secoli II/IV: alcuni cenni illustrativi.  4. Ilario di Poitiers: la sapienza di Dio nello scandalum crucis.  5. Giovanni Crisostomo: i pagani e lo scandalum crucis.  6. Il significato soteriologico e pedagogico dello scandalum crucis secondo Agostino.  7. Impassibilità e immutabilità di Dio dinanzi al mistero dell’incarnazione e della passione.  Indici.
Note sull’autore

Architettura, Miti e Misteri

Architettura, Miti e Misteri

Autore/i: Parodi Bent
Editore: Mimesis
presentazione di Blasco Mucci, prefazione di Mauro Lastraioli, premessa dell’autore. pp. 128, Milano

“Questo volume affronta i vincoli che legano l’architettura al mito, nonché alla radice comune che unisce il mito stesso ai liberi muratori. L’origine della Massoneria è un mito architettonico e pertanto si può, senza alcuna remora, ampliare il tema integrando l’interdipendenza dei termini Massoneria, miti, misteri e architettura – fino ad una piena identificazione materiale e allegorica. Conviene dunque ricordare che la Libera Muratoria, quella di connotazione operativa, ebbe origine all’interno delle corporazioni medievali dei muratori e degli scalpellini, ossia in seno alle maestranze impegnate alla costruzione delle grandi cattedrali romaniche e gotiche, ove la religiosità del lavoro si accompagnava alla mitica concezione delle “dimore filosofali”. Testimonianze di questa antica immagine degli artigiani si ritrovano nei simboli della squadra, del compasso, del sigillo di Salomone, nella scacchiera, nella stella fiammeggiante e nell’occhio divino al centro del triangolo. Più recentemente basterebbe ricordare come l’idea libero muratoria, anche in età illuminista, continuò a ruotare attorno al concetto di “costruzione” intesa come razionale aspirazione mitica ed evolutiva, quale progresso di spiritualità e di tensione intellettuale e morale.” (dalla presentazione di Blasco Mucci)

Opera e Rito

Opera e Rito

Autore/i: Lanzi Claudio
Editore: Simmetria
pp. 104, ill. b/n, Roma

Rito arcaico, ortodossia religiosa, exoterismo, esoterismo e gnosi, alchimia, ermetismo e orazione. Termini che a volte contrastano violentemente fra loro e che hanno portato spesso a diaspore crudeli, a persecuzioni e soprattutto a colossali confusioni tra le vie cosiddette secche e quelle umide, inducendo sia i semplici lettori come i praticanti in vicoli ciechi e settari. Come si prega, come si trasforma il rito in Opera, in processo realizzativo? In questo libretto, che va letto con calma tra le righe più che nelle righe, si trovano alcune possibilità di guardare la ricerca della Via, con occhi nuovi, senza prevenzioni, senza arroccamenti a difesa del primato guénoniano o evoliano… o altro e senza scivoloni millenaristi o misterici. La tradizione è una e poiché non possiamo avere tutti ragione forse dobbiamo supporre di aver tutti torto. E da li si può riscoprire la via retta, il sentiero per la ricerca della verità.

La Lingua degli Etruschi

La Lingua degli Etruschi

Autore/i: Staccioli Romolo A.
Editore: Edizioni di Archeologia
seconda edizione riveduta e ampliata, premesse dell’autore. pp. 82, XXVI tavv. b/n f.t., Roma

Dalla premessa alla seconda edizione:
«Il successo della prima edizione di questo “quaderno”, testimoniato dal suo rapido esaurirsi nel breve volgere di un anno e dalla sua imminente traduzione in lingua tedesca, ci sembra abbia confermato, al tempo stesso, il diffuso desiderio nel pubblico delle persone colte e degli appassionati di attingere ad una fonte seria ed obiettiva la conoscenza di un argomento troppo spesso fatto oggetto di fantasiose elucubrazioni, e la bontà di una formula di presentazione della non facile materia in un modo semplice e piano ma, insieme, rigorosamente scientifico.
E’ perciò che, anche se nessuna novità sensazionale è venuta in questo tempo a modificare il panorama degli studi e delle acquisizioni sulla lingua etrusca, abbiamo creduto di proporre subito, specialmente a nuovi lettori, una seconda edizione dell’opera. Tanto più che non sono mancati, ancora una volta, i tentativi di far passare per buone altre cervellotiche improvvisazioni sull’argomento.
Rispetto alla precedente, questa nuova edizione non poteva differenziarsi di molto, tuttavia piccole aggiunte e integrazioni sono state introdotte qua e là nel testo e un arricchimento è stato portato nella nota bibliografica e nel dizionarietto e soprattutto nell’apparato illustrativo delle tavole fuori testo che sono pressochè raddoppiate. Completamente nuovo è invece un elenco cronologico delle principali scoperte e delle più importanti pubblicazioni relative all’etruscologia linguistica, inserito prima del dizionarietto, come documento del lungo e incessante volgere della vicenda degli studi, attraverso le sue tappe positive e negative.
L’augurio è che anche questa seconda edizione possa trovare quel favore di cui ha goduto la prima e che presto ne sia necessaria una terza, magari soprattutto in conseguenza di auspicabili e non certo impossibili nuove scoperte. Roma, dicembre 1968.»

Atlantide

Atlantide

Autore/i: Signorelli Mario
Editore: Edizioni Mediterranee
introduzione dell’autore. pp. 160, Roma

Mario Signorelli è un medium scrittore. Le sue particolari facoltà gli permettono di comunicare direttamente con i personaggi del passato preistorico e di ricostruire, con il loro aiuto, i più importanti avvenimenti che ci sono ancora ignoti.
L’esposizione avviene tuttavia non in una maniera fredda ed impersonale, ma con una partecipazione viva e intensa, poiché l’autore ha la capacità di trasferirsi nel passato, descrivendo esattamente ciò che vede e riferendo i colloqui avuti con le entità che lo rendono partecipe delle loro rivelazioni trascendentali.
Quest’opera abbina quindi l’interesse storico a quello archeologico e ci rivela per la prima volta i misteri di Atlantide, la seconda grande civiltà del passato. Atlantide era formata da un gruppo di grandi isole, poste nell’Oceano Atlantico e costituenti un «ponte» ideale tra i grandi continenti ancora oggi esistenti. Come già per Theitia, che la precedette, quella di Atlantide è una civiltà misteriosa, ma altamente evoluta, che scomparve molti millenni or sono sotto le onde dell’Oceano.
L’autore ne rivive i momenti più notevoli e significativi, attraverso le vicende occorse ai grandi personaggi che medianicamente glie le hanno comunicate.

Medioevo – XXIX/2004

Medioevo – XXIX/2004

Rivista di storia della filosofia medievale
Autore/i: AA. VV.
Editore: Il Poligrafo
pp. 424, Padova

Sommario:

FRANCESCO BOTTIN, Presentazione

HENRI HUGONNARD-ROCHE, Logique modale et science médiévale

STEFANO CAROTI, Filosofia della natura e modi rerum. La discussione sul luogo nel commento alla Physica di Nicole Oresme

FABIO ZANIN, Il “moto” come complexe significabilis

PIERRE SOUFFRIN, Sur l’histoire du concept de vitesse d’Aristote à Galilée

DINO BUZZETTI, Intensione delle forme e strutture linguistiche negli scritti bolognesi di filosofia naturale del secolo XIV

SILVIA DONATI, Il dibattito sulle dimensioni indeterminate tra XIII e XIV secolo: Thomas Wylton e Walter Burley

CECILIA TRIFOGLI, Duns Scotus and the Medieval Debate about the Continuum

GIORGIO PINI, Il dibattito sulle specie intelligibili alla fine del tredicesimo secolo

ROBERTO PLEVANO, La conoscenza sensibile nelle Quaestiones super libros De anima Aristotelis di Giovanni Duns Scoto

LUCA BIANCHI, Fra Ermolao Barbaro e Ludovico Boccadiferro: qualche considerazione sulle trasformazioni della ’fisica medievale’ nel Rinascimento italiano

ILARIO TOLOMIO, Giovanni Santinello storico della filosofia e medievista

STEFANO CAROTI, In memoria di Pierre Souffrin

GIANCARLO MOVIA, Ricordo di Mario Mignucci

Indice dei nomi
Indice dei manoscritti

Doctissima Virgo

Doctissima Virgo

La sapienza di Gerberto, scienziato e Papa
Autore/i: AA. VV.
Editore: Ateneo Pontificio
a cura di Costantino Sigismondi pp. 212, ill. b/n, Roma

Il titolo di questo volume è tratto dall’epitaffio tombale di Silvestro II al Laterano. La Doctissima Virgo per eccellenza è la Madonna, la cui immagine è stata scelta per la copertina, ma il testo originale può alludere anche alla Sapienza, la Sophia. E proprio “La Sapienza”, Università di Roma fondata da Bonifacio VIII nel 1306, ha ospitato il convegno gerbertiano del 2008 i cui atti sono contenuti in questo volume. La multidisciplinarità degli studi gerbertiani ha trovato numerosi neofiti tra i cattedratici che si sono affiancati ai professori Flavio Nuvolone e Massimo Oldoni, che da oltre trent’anni studiano Gerberto. Non è difficile destare interesse intorno a questo personaggio chiave dell’anno mille: ciascuno può trovare un argomento congeniale tanto dai suoi scritti quanto dalla storiografia e dalle leggende fiorite attorno a lui. Tutto in Gerberto è stato fuori dall’ordinario: la sua mobilità rispetto al legame che c’era tra ogni monaco benedettino ed il suo monastero (Saint Géraud d’Aurillac), la sua competenza nelle arti del quadrivio che stupì subito il papa Giovanni XIII nel suo primo viaggio a Roma, la sua carriera arcivescovile di R in R che lo vide portare il pallio di Reims, Ravenna e poi Roma, mentre oltre un secolo prima il papa Marino I era stato il primo vescovo ad essere eletto papa violando il canone 15 di Nicea che proibiva la traslazione dei vescovi da una sede all’altra, ma Gerberto era anche in relazione con i tre imperatori Ottoni… e l’ultimo “pro amore sancti Petri Dominum Silvestrum Magistrum nostrum” lo elesse Papa, così dal giorno dell’ultima Pasqua del primo millennio dell’era cristiana fino al 12 maggio del 1003 l’uomo più colto del suo tempo sedette sul soglio di Pietro, la carica più alta che può toccare in sorte ad un mortale, quella del vicario di Cristo in Terra. .

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Introduzione – Costantino Sigismondi

Ut luceant – P. Pedro Barrajón L. C.

Gerberto e Ravenna: l’incontro fra un uomo e una città – Nicoletta Miglietti

Il caso della corona ungherese e del papa Silvestro II. Alle origini di un mito nazionale – P. Adam Somorjai OSB 

La disputa con Otrico e la nascita della scienza – Massimo Oldoni

Gerberto e la divisione del Sapere – P. Rafael Pascual L. C.

Gerberto e la medicina del suo tempo – Samuele Paparo Barbaro e Carmela Silvia Messina

Gerberto d’Aurillac e il quadrivium: testi e contesti – Marta Materni

Gerberto e l’Astronomia – Dino Boccaletti

Gerberto e l’abaco – Corrado Falcolini

Che cosa possiamo ancora imparare dalla scienza medievale? – Paolo Rossi

Nobildonne, regine e imperatrici nella corrispondenza di Gerbert – Paolo Rossi

I viaggi di Gerberto – Cosimo Palagiano

Gerberto e gli indizi dell’ optimum climatico medievale – Costantino Sigismondi

Gerberto, Tau, nome e numeri – Flavio G. Nuvolone

Fides, Doctrina, Traditio: citazioni bibliche nelle lettere di Gerberto – Laura C. Paladino

Epigrafia gerbertiana: gli epitaffi di Ottone II e Gregorio V nelle Grotte Vaticane – Daniela Velestino

Silvestro II di venerata memoria e la meridiana in piazza S. Pietro – Costantino Sigismondi

La Gaia Scienza dei Trovatori

La Gaia Scienza dei Trovatori

Autore/i: Mancini Mario
Editore: Luni
introduzione dell’autore. pp. 160, Milano

I trovatori hanno inventato l’eros come distanza, l’adorazione della donna idolo, ma anche le forme leggere e audaci della galanteria, della schermaglia sentimentale, del parlare d’amore. Nei saggi di questo volume si ripercorrono alcuni momenti centrali di questa storia – rappresentata in modo esemplare dal canzoniere di Bernart de Ventadorn e dal principe-trovatore Guglielmo IX – recuperando i sibillini enunciati di Jacques Lancan sull’amore cortese e soprattuto le straordinarie pagine della “gaia scienza” provenzale di due affini spiriti liberi, Stendhal e Nietzsche.

Mario Mancini ha insegnato Filologia romanza nell’Università di Bologna. Tra le sue opere: La gaia scienza dei trovatori (Pratiche, 1984; Carocci, 2000), Il punto su: I trovatori (Laterza, 1991), Metafora feudale (il Mulino, 1993), Lo spirito della Provenza. Da Guglielmo IX a Pound (Carocci, 2004). Ha tradotto, con Marco Infurna, Il romanzo di Alessandro di Alexandre de Bernay (bur, 2014) e, per Carocci, il Lai di Narciso (3a rist. 2009), le Canzoni di Bernart de Ventadorn (4a rist. 2008) e il romanzo provenzale Flamenca (4a rist. 2010).

Il Greco di Dante

Il Greco di Dante

Ricerche sullle dottrine grammaticali del Medioevo
Autore/i: Gianola Giovanna M.
Editore: Ist. Veneto Di Scienze
pp. 280, Venezia

«La monografia della Dott. Giovanna M. Gianola, intitolata Il greco di Dante. Ricerche sulle dottrine grammaticali del Medioevo, riguarda un aspetto assai importante, e finora mai esplorato con altrettanto impegno, della lingua e della cultura mediolatine. Esula dai propositi della Dott. Gianola l’indagine sugli studi greci nel Medioevo occidentale, rappresentati dalla vasta attività dei traduttori e dall’opera di lessicografi e grammatici che ebbero accesso diretto alla lingua e alla letteratura elleniche: oggetto del suo [avaro sono infatti le conoscenze, più o meno mediate e deformate, che del lessico e della morfologia greca ebbero quei dotti che, pur realmente ignari della lingua, tuttavia si riferivano al greco (o a ciò che ritener/ano tale) nella ricerca etimologica, nell’invenzione onomastica, nella definizione e nell’uso di terminologie tecniche (p. es. logica, medica, cosmografia…).
A tale scopo la Dott. Gianola prende in considerazione lessicografi, etimologi e grammatici mediolatini da Papias a Uguccione da Pisa a Giovanni Balbi, da Eberardo ad Alessandro di Villedieu, non senza estendere r indagine – sia pure con minore sistematicità – anche ad autori e testi meno noti e tuttora inediti. Di questi autori sono state raccolte e valutate, in capitoli fittamente articolati e ricchi di una documentazione folta e precisa, le opinioni espresse circa r alfabeto, certe particolarità ortografiche, la morfologia e i problemi relativi all’accento della lingua greca.[…]»

I Poteri del Taumaturgo

I Poteri del Taumaturgo

Antropologia medica del corpus agiografico di una comunità medievale. (Orvieto, secc. XII-XIV)
Autore/i: Petrangeli Enrico
Editore: Argo
presentazione di Franco Cardini, introduzione dell’autore. pp. 240, Lecce

Un antropologo si sposta per le sue ricerche normalmente in luoghi esotici. Ma può anche decidere di spostarsi all’indietro nel tempo. Per esempio nei secoli del Basso medioevo, l’età gloriosa dei liberi comuni, e in una città dell’Italia centrale, Qrvieto. Se l’antropologo utilizza gli strumenti dell’antropologia medica, può individuare nuove dimensioni di significato per aspetti della vita sociale come le storie dei santi, per esempio. E il santo taumaturgo diventa così un vero e proprio “dispositivo culturale” a presidio della salute/salvezza e a difesa dalla malattia/condanna: mediatore tra biologico e sociale, consente di mettere in luce concretamente gli intrecci tra potere, forme della pratica religioso-devozion e identità urbana.

Alle Origini dell’Arte Bizantina

Alle Origini dell’Arte Bizantina

Correnti stilistiche nel mondo mediterraneo dal III al VII secolo
Autore/i: Kitzinger Ernst
Editore: Jaca Book
edizione italiana a cura di Maria Andarolo e Paolo Cesaretti, traduzione di Paolo Cesaretti. pp. 294, 231 tavv. b/n, Milano

Alle origini dell’arte bizantina, qui presentato nella nuova edizione italiana a cura di Maria Andaloro e Paolo Cesaretti, è uno di quei testi seminali, che rivoluzionano le discipline; una di quelle opere che si pongono come spartiacque per generazioni di studiosi e che giungono a superare il campo dell’ appartenenza specialistica per porsi come «classici moderni» del pensiero e della riflessione storico-artistica. È l’opera con la quale Kitzinger – coetaneo e sodale di Gombrich e di Panofsky, di Wittkower e di Held; transfuga, come loro, dalla Germania nazista – sottrae definitivamente l’arte mediterranea dei secoli dal III al VII al pregiudizio classicistico della «decadenza» per mostrarne le ragioni di fondo, nella trasformazione da una visione del mondo essenzialmente umanistica a una concezione più spirituale e astratta.
Ricca di riferimenti alla storia delle idee dell’epoca, allo sviluppo dei centri di produzione della cultura visiva (dal Levante a Costantinopoli, da Roma a Ravenna), alla persistenza di tradizioni antiche, e nel contempo folgorante negli accostamenti all’esperienza artistica del XX secolo – particolarmente all’Astrattismo -, Alle origini dell’arte bizantina è non solo il capolavoro del suo Autore, ma anche la più incisiva e persuasiva introduzione all’arte del mondo tardoantico e protomedievale. È adatta ai più diversi livelli di lettura e di «fruizione» anche per la seduzione di una scrittura sempre brillante e sostenuta, corredata da inoppugnabili riscontri visivi nelle oltre 230 illustrazioni che corredano il volume e che costituiscono una sorta di libro-dentro-il-libro.

1453. La Caduta di Costantinopoli

1453. La Caduta di Costantinopoli

Autore/i: Crowley Roger
Editore: Mondadori Bruno
traduzione dall’inglese di Francesco Saba Sardi. pp. 306, nn. tavv. a colori f.t., ill. b/n, Milano

Per più di un millennio, Costantinopoli è stata il centro del mondo occidentale e il baluardo della cristianità di fronte all’avanzare dell’islam fino a quando, nel 1453, Maometto II, sultano dell’impero ottomano, raccolse un esercito enorme per cingere la città d’assedio e farla capitolare. Nell’aprile 1453 ottantamila soldati musulmani cominciarono l’assedio; Costantinopoli era difesa da ottomila soldati. Dopo qualche settimana di incessanti assalti e cannoneggiamenti finì l’età di Bisanzio e tramontò il mondo medievale. Nebbie e neve in primavera, strane luminescenze in cielo che venivano interpretate da assedianti e difensori di Costantinopoli come segni di portenti. A decine di migliaia di chilometri, all’inizio dell’anno, c’era stata in un’isola del Pacifico una gigantesca eruzione vulcanica, responsabile delle bizzarre condizioni climatiche nel Bosforo. Ecco un esempio dei nuovi dettagli inseriti dall’autore nell’opera con la capacità, da vero narratore, di giocare tra sguardo da vicino e da lontano, tra suggestione e distacco ironico. Ed è questa la cifra di questo libro: la perfetta fusione di doti narrative e autorevolezza basata su un accurato lavoro storico.

Le Tentazioni dell’Ermitage

Le Tentazioni dell’Ermitage

Ideali ascetici e invenzioni architettoniche dal Medioevo all’Illuminismo
Autore/i: AA. VV.
Editore: Skira
a cura di Francesca Cappelletti e Paola Zanardi. pp. 152, XXXII tavole a colori e b/n f.t., Milano

Fuori dall’Ermitage di Caterina II gli ospiti erano invitati a lasciare i gradi militari, le cariche statali e, con essi, ogni forma di altezzosità; nell’Ermitage si entrava per essere allegri, interessati alla conversazione, che doveva essere condotta con un tono di voce non troppo alto, con moderazione negli argomenti, dimenticando i pettegolezzi e divertendosi senza eccessi. Questo ideale di salotto informale e intellettuale, probabilmente un altro degli aspetti della cultura francese introdotti dalla sovrana presso la sua corte, si arricchisce ben presto dell’osservazione solitaria, o in piccoli gruppi, di opere d’arte straordinarie con le quali è arricchito il suo Ermitage di San Pietroburgo.
Negli ultimi decenni del Settecento, quindi, la parola ermitage ha acquisito un significato legato ai passatempi dell’aristocrazia, orchestrati in piccoli e raffinati edifici circondati da ampi giardini, e talvolta riservati alla contemplazione delle opere d’arte: un ideale di riposo dello spirito che la parola conservava, anche se era nata in un altro contesto, quello dell’isolamento dedicato alla meditazione religiosa da parte dei monaci medievali che avevano voluto seguire l’esempio di alcuni dei primi eremiti cristiani. La fuga dal mondo e la ricerca della solitudine da dedicare alle occupazioni intellettuali e alla contemplazione della natura ebbe una gran parte nelle esperienze e negli scritti degli umanisti, a partire da Francesco Petrarca.
Gli interventi raccolti nel volume ricostruiscono l’appassionante storia di questo concetto, del volontario e temporaneo distacco dal mondo civilizzato, del rifugio nella natura in nome della fede, degli studi o dell’amore per l’arte.

L’Icona

L’Icona

Arte, bellezza e mistero
Autore/i: Alfeev Ilarion
Editore: Edb
premessa dell’autore, traduzione di Giovanna Parravicini e Massimo Ragazzi. pp. 156, Bologna

Finestra aperta sul mistero, l’icona occupa un posto d’eccezione nella tradizione ortodossa, ma la sua diffusione va ben oltre l’ambito del cristianesimo orientale. In questo libro, Ilarion Alfeev riassume i tratti fondamentali della tradizione iconografica bizantina e dell’icona russa soffermandosi sui sei significati di questa forma di arte sacra: teologico, antropologico, cosmico, liturgico, mistico e morale.

Ilarion Alfeev è metropolita di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca e membro permanente del Sacro Sinodo. È stato vescovo ortodosso di Vienna e d’Austria, Amministratore pro tempore della diocesi di Budapest e d’Ungheria, rappresentante della Chiesa ortodossa russa presso le istituzioni europee a Bruxelles. Diplomato in violino, pianoforte e composizione, si è formato al monastero del Santo Spirito di Vilnius, al Seminario e all’Accademia Teologica di Mosca, all’Università di Oxford e all’Istituto Teologico San Sergio di Parigi. Ha insegnato Omiletica, Teologica dogmatica, Studi neo-testamentari e Greco bizantino nelle Scuole teologiche moscovite. Per EDB è autore di una grande opera in cinque volumi dal titolo La Chiesa ortodossa.

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Premessa.  I. La pittura cristiana delle origini.  II. La tradizione iconografica bizantina. 1. Mosaici e affreschi bizantini dal IV al VII secolo.  2. L’icona nel VI-VII secolo.  3. L’Immagine acheropita e la Sindone di Torino.  4. L’iconoclastia e il culto delle immagini.  5. La decorazione pittorica del tempio bizantino.  6. Principali tipologie iconografiche.  7. Mosaici e affreschi bizantini tra il IX e il XIV secolo.  8. L’icona bizantina dal IX al XIV secolo.  9. La miniatura.  III. L’icona russa. 1. La pittura di icone nella Rus’. Teofane il Greco.  2. Il beato Andrej Rublëv e l’evoluzione dell’iconostasi.  3. L’iconografia della Trinità.  4. Dionisij e l’evoluzione della pittura di icone russa  5. L’epoca successiva a Pietro I.  6. La pittura accademica nelle chiese ortodosse.  7. L’icona russa nel periodo successivo alla rivoluzione.  IV. Il significato dell’icona. 1. Il significato teologico dell’icona.  2. Il significato antropologico dell’icona.  3. Il significato cosmico dell’icona.  4. Il significato liturgico dell’icona.  5. Il significato mistico dell’icona.  6. Il significato morale dell’icona.

Architettura Sacra Paleocristiana e Medievale

Architettura Sacra Paleocristiana e Medievale

E altri saggi su Rinascimento e Barocco
Autore/i: Krautheimer Richard
Editore: Bollati Boringhieri
prima edizione, premessa dell’autore, traduzione di Giuseppe Scattone. pp. 328, 114 tavv. b/n f.t., Torino

Il volume raccoglie i saggi più importanti di storia dell’arte di Richard Krautheimer, scritti in più di mezzo secolo di attività scientifica (1929-82). I temi trattati coprono un arco di tredici secoli: dall’architettura chiesastica paleocristiana a quella medievale, dall’arte e dalla teoria artistica del Rinascimento al rinnovamento urbanistico di Roma intrapreso alla metà del Seicento da papa Alessandro VII. Particolare attenzione è dedicata alla storia dell’architettura, soprattutto quella paleocristiana, a cominciare dalle basiliche erette sotto Costantino. L’autore esamina a fondo le fasi evolutive dei vari tipi edilizi, mettendone in risalto le affinità e le diversità; non si limita però a una descrizione puramente architettonica degli edifici, ma scorge piuttosto in essi un messaggio, che è possibile decifrare solo con una conoscenza adeguata delle concezioni teologiche, liturgiche, sociali, politiche e ideologiche dell’epoca. E Krautheimer riesce mirabilmente in ciascuno scritto a fornire la chiave per intendere quelle concezioni.

Alla Ricerca di Dio

Alla Ricerca di Dio

Autore/i: Ramakrishna Rao
Editore: Ubaldini Editore
parole raccolte e annotate con prefazione di Jean Herbert, con un glossario dei termini sanscriti, traduzione dal francese di Giulio Cogni. pp. 424, Roma

Testo scelto da Jean Herbert, annotato e commentato. Le parole di Ramakrishna, la più alta autorità spirituale dell’India moderna, furono raccolte dai discepoli e tramandate in un’opera di grande mole. Jean Herbert ha compiuto un lavoro ammirevole, scegliendo i passi, ordinandoli per argomenti, annotandoli e dotando il libro di un esauriente glossario dei termini sanscriti.

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