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Selezione di volumi Aseq Editrice

Giappone: Primo Incontro

Giappone: Primo Incontro

Autore/i: Sandri Fioroni Giancarla
Editore: Zephyro Edizioni
prefazione dell’autrice. pp. 98, ill. a colori e b/n, Treviglio (BG)

Questo libro non è una guida, nel senso stretto della parola, bensì un primo approccio con Tokyo, una città assai moderna che cela nel suo intimo una tradizione che rende il Giappone un Paese unico. Sono riportate, pagina dopo pagina, sensazioni che spesso possono stupire e renderci amabile, o molto meno piacevole, ciò di cui siamo partecipi.
Il viaggio, in qualsiasi parte del nostro Pianeta, non è solo un accrescimento visivo, ma un allargamento delle possibili capacità della nostra mente, una pratica importante da coltivare affinché non sia fatica inutile o una perdita del nostro tempo, o solo un modo per mostrarci agli amici più aperti di quanto veramente siamo.

Dizionario Hoepli Coreano

Dizionario Hoepli Coreano

Coreano-Italiano / Italiano-Coreano
Autore/i: Bruno Antonetta L.; Imsuk Jung; Oenjoung Kim
Editore: Hoepli
pp. 630, Milano

640 pagine – Oltre 24.000 lemmi – Inserti fonetici e morfologici delle lingue coreana e italiana – Repertori: proverbi – nomi di parentela – nomi geografici – paesi del mondo – Appendici: numeri – moneta – simboli matematici – pesi e misure – tempo – moduli.

Pinxit Industria Docte Mentis

Pinxit Industria Docte Mentis

Le iscrizioni di Virtù e Vizi dipinte da Giotto nella Cappella degli Scrovegni
Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni della Normale
edizione critica e commento a cura di Giulia Ammannati, prefazione di Salvatore Settis. pp. 96, 50 immagini a colori e b/n, Pisa

Le allegorie di Vizi e Virtù dipinte da Giotto nella Cappella degli Scrovegni sono corredate da eleganti iscrizioni poetiche in latino, concepite per illustrare allo spettatore la loro complessa simbologia. Deperite nel corso dei secoli e sinora decifrate solo in piccola parte, queste didascalie vengono qui riportate alla luce quasi integralmente. Affascinante documento letterario del cosiddetto preumanesimo padovano, i testi riemersi si rivelano fondamentali per la comprensione delle figure dipinte, fornendo una chiave di lettura finalmente certa delle intenzioni che guidarono Giotto nel concepimento delle sue mirabili allegorie.

Incontri Visionari

Incontri Visionari

Gli insegnamenti dzogchen del bönpo Shense Lhaje
Autore/i: Clemente Adriano
Editore: Ubaldini Editore
premessa e introduzione dell’autore. pp. 248, 1 tavv. b/n f.t., Roma

L’elemento visionario della letteratura tibetana è profondamente impresso in questi antichi testi, concepiti come veicolo di accesso a una dimensione simbolica carica di significati nascosti alla percezione ordinaria. Frutto di ricerche decennali e insegnamenti diretti da parte dei principali maestri della tradizione dzogchen, Incontri visionari offre al lettore la traduzione di quattro testi dzogchen della tradizione bön contenuti nel Trenpa Serdam, o L’insegnamento d’oro di Trenpa Namkha, un ciclo di insegnamenti riscoperto da Shense Lhaje, un bönpo del tredicesimo secolo. L’impresa della traduzione di Adriano Clemente si è avvalsa degli insegnamenti orali di Lopön Tenzin Namdak e dei consigli di Chögyal Namkhai Norbu. L’edizione è corredata di svariate appendici che chiariscono il percorso di pubblicazione del Trenpa Serdam, di dettagli iconografici e ortografici sui diversi personaggi che compaiono nel testo e di un vasto apparato critico. Compilazione, introduzione e traduzione dal tibetano a cura di Adriano Clemente.

Adriano Clemente, nato nel 1958, è stato uno dei primi allievi occidentali di Chögyal Namkhai Norbu. Laureatosi in lingua e letteratura tibetana nel 1983, da diversi anni è impegnato nell’opera di traduzione di testi classici e moderni dal tibetano. Ha tradotto e curato la maggior parte delle opere originarie in tibetano di Chögyal Namkhai Norbu.

Il Sogno Lucido

Il Sogno Lucido

Una via tibetana all’illuminazione
Autore/i: Katz Michael
Editore: Ubaldini Editore
premessa e introduzione dell’autore, traduzione di Marco Passavanti. pp. 180, Roma

Il fascino che il sogno ha esercitato sull’uomo è evidente in ogni epoca e cultura. Ma è soprattutto nella religione tibetana e nelle tradizioni sciamaniche che il sogno rivela il suo potere: i sogni di chiarezza dei maestri tibetani, come i viaggi dei guaritori sciamanici, hanno alimentato il progresso religioso e culturale, consentito il contatto con altre dimensioni e la predizione del futuro, la rivelazione di testi sacri, la diagnosi delle malattie, la guarigione spontanea, e infine l’illuminazione. In questo libro Michael Katz ci conduce in un lungo viaggio tra le varie culture alla scoperta delle possibilità spirituali rappresentate dai sogni di chiarezza, illustrando le molte tecniche di lavoro sul sogno, dallo yoga del sogno tibetano all’induzione ipnotica del sogno lucido, la drammatizzazione del sogno, il viaggio onirico e l’applicazione del sogno alla medicina.

Michael Katz, scrittore, pittore, psicologo ed esperto di sogno lucido, ha studiato con molti maestri contemporanei di buddhismo tibetano e di bon. Conduce seminari in tutto il mondo sulla pratica dello yoga del sogno, e ha curato la pubblicazione del volume di Chogyal Namkhai Norbu ’Lo yoga del sogno e la pratica della luce naturale’.

Healing Light Tarot – Tarocchi

Healing Light Tarot – Tarocchi

Autore/i: Butler Christopher
Editore: Lo Scarabeo
78 carte, 70x120mm, istruzioni, edizione multilingue, Torino

La Luce guaritrice è un concetto celtico. La luce non brilla mai nella sua interezza, ma si accompagna sempre alle ombre che lei stessa ha generato. All’alba e al tramonto, quando il velo tra il mondo materiale e quello spirituale è più evanescente, si apre uno spiraglio per le visioni, per la comprensione, e per la guarigione.
I 22 Arcani Maggiori rappresentano gli archetipi spirituali e i poteri invisibili che guidano le nostre vite. I 56 Arcani Minori rappresentano i quattro elementi: i denari sono il seme della materialità, le spade veicolano la forza del pensiero, i bastoni incarnano la forza della creatività e le coppe danno forma ai sentimenti. Una nuova opera dell’artista britannico Christopher Butler(già autore del Quantum Tarot)

Il Mito del Califfato

Il Mito del Califfato

Le radici indiane dell’Isis
Autore/i: Bensi Giovanni
Editore: Teti
nota dell’editore, prefazione dell’autore. pp. 208, cartine b/n f.t., Roma

«Esiste un diffuso equivoco secondo cui le fonti dell’islamismo radicale nascono in Medio Oriente, cioè in Israele e Palestina. In realtà ciò non è vero. Il subcontinente indiano è altrettanto responsabile per l’islamismo radicale quanto il Medio Oriente, in particolare grazie ad un uomo largamente ignorato dall’Occidente: Maulana Maududi» (Philip Jenkins, storico delle religioni)

Nato nel cuore della guerra ad al-Qaeda in Medio Oriente, l’Isis poggia le sue fondamenta ideologiche molto più lontano, fuori dalle zone del conflitto. Per comprendere gli obiettivi, le leggi e la “morale” del sedicente “Stato islamico” bisogna seguire un percorso storico e geografico a ritroso, che dalle terre di bin Laden e dei talebani porta all’India britannica di metà Novecento e a Maududi, teologo indo-pakistano a lungo ignorato in Occidente. Dietro le molteplici forme del terrorismo vi sono decenni di lotte religiose, personalismi, scismi politici ed errate interpretazioni coraniche: questo libro vuole darne una lettura quanto più fedele e realistica svelando, con abbondanza di fonti e testimonianze, cosa si nasconde dietro il folle mito del “califfato” e rivelando le origini indiane del fondamentalismo islamico.

Giovanni Bensi (1938-2016) giornalista italiano, esperto di questioni storico-religiose dello spazio sovietico e postsovietico. Ha studiato Lingua e letteratura russa sia a Venezia che a Mosca, ed è stata una delle voci più autorevoli dell’emittente statunitense in lingua russa Radio Svoboda, per la quale ha lavorato a lungo anche da Peshawar. Nella città pakistana, retrovia della lotta antisovietica in Afghanistan, è stato testimone della nascita dei talebani. Ha scritto per il quotidiano russo Nezavisimaja Gazeta e per Avvenire ed è stato autore di saggistica, con opere quali Allah contro Gorbaciov (Reverdito, 1988), La Cecenia e la polveriera del Caucaso (Nicolodi, 2005), e pregevoli studi pubblicati da CSSEO come I Taliban: storia e ideologia (2001). Con la casa editrice Sandro Teti Editore ha pubblicato il libro Le religioni dell’Azerbaigian (2012).

Piramidi nel Mondo

Piramidi nel Mondo

Autore/i: Stoppa Sabrina
Editore: Harmakis Edizioni
pp. 270, nn. ill. a colori, Montevarchi (AR)

“In questo libro vengono analizzati in ordine alfabetico i siti archeologici sparsi nel mondo che comprendono al loro interno delle piramidi. Partendo dalla lettera A di Alaska, arrivando fino alla lettera U di Uzbekistan e passando anche dalla Luna e da Marte, vengono analizzati ben 57 paesi nel mondo. Per ognuno di essi si analizzano i siti piramidali più importanti approfondendo quei retroscena non noti ai molti aumentando così l’alone di mistero che circonda questi siti. Leggendo questo libro, ciò che si scopre, non è solo l’enorme numero di antiche costruzioni piramidali sparse per il nostro mondo ma anche quanto in comune c’è tra esse nonostante si trovino in località anche molto distanti tra loro. Il testo è arricchito da un vasto archivio fotografico a colori di molte delle piramidi di cui si tratta. Attraverso la lettura di questo libro il lettore potrà inoltre conoscere gli enormi studi già effettuati da numerose equipe di studiosi relativi agli inspiegabili fenomeni che si generano all’interno ed intorno a queste costruzioni, oltre che alle molteplici teorie complottistiche che circondano alcuni dei siti archeologici più antichi del mondo. Un libro che vuole focalizzare l’attenzione su queste misteriose costruzioni di cui ancora molto poco si conosce.”

La Religione dei Celti

La Religione dei Celti

Autore/i: Riemschneider Margarete
Editore: Il Cerchio
introduzione dell’editore, premessa dell’autrice, traduzione di Rosella Lanari. pp. 168, XVI tavv. b/n f.t., San Marino Città (RSM)

In questo saggio originale ed unico la Religione dei Celti rappresenta il punto di partenza ideale per poter comprendere tutta la storia religiosa dell’Europa precristiana, dalla Spagna e dall’Irlanda fino all’est del continente. La sua analisi è trasversale ai secoli ed alle distanze: dalla protostoria celtica delle civiltà di La Tène e di Halstatt fino al Medioevo Arturiano ed al ricchissimo folklore delle Alpi, essa segue i fili che unificano simbolicamente tutti i rami della grande famiglia celtica: dalla Spagna all’Italia padana, dal Limes Teutonicum ai valli della Britannia, alla grandiosa eredità del mito e dell’epopea gallese ed irlandese, l’Autrice ci aiuta a riconoscere le sorgenti di vitalità e le grande figure sapienziali che hanno sorretto la costruzione di una grande civiltà continentale europea, come quella celtica.

Margarete Riemschneider nacque nella città di Königsberg nella Prussia orientale (oggi Kaliningrad), nel 1899. Compì gli studi liceali a Lipsia, poi a Monaco si laureò in Storia dell’Arte. Si stabilì a Jena, poi a Schwerin, nel Mecklemburgo, ove dal 1945 al 1947 diresse il Museo d’Arte della città. Muore a Monaco di Baviera nel 1986. Autrice di svariati saggi di vasta eco internazionale, fra i quali ricordiamo:

  • Der Wandel der Gebürde in der Kunst (I mutamenti del gesto nell’arte), Monaco di Baviera 1939.
  • Il mondo degli Hittiti, ed. Primato, Roma 1957.
  • Der Wettergott, Koehler & Amelang, Leipzig 1956.
  • Miti pagani e miti cristiani, Rusconi, Milano 1973.
  • Riti e giochi nel Mondo antico, Il Convivio, Firenze 1991.
  • La sfera di cristallo. Storia e significato di una fiaba veneziana, Il Cerchio, Rimini 2000
  • Il lettore italiano la ricorda nella sua lunga e preziosa collaborazione alla rivista Conoscenza
  • Religiosa (La Nuova Italia, Firenze), diretta da E. Zolla.

Un Dubbio Necessario

Un Dubbio Necessario

Autore/i: Wilson Colin
Editore: Carbonio Editore
traduzione dall’inglese di Nicola Manuppelli. pp. 352, Milano

Immaginate di mescolare le deduzioni scientifiche di Sherlock Holmes alla caccia all’assassino del Mostro di Düsseldorf di Fritz Lang, ai dibattiti filosofici di un libro di Dürrenmatt, e avrete Un dubbio necessario, il libro più strano del più singolare degli autori inglesi, Colin Wilson, che in questo mystery anticipatore di un certo genere letterario gioca a moltiplicare la propria personalità in tanti personaggi quanti sono i suoi interessi: dalla storia alla filosofia ai grandi misteri. E così un interessante enigma filosofico nato nelle atmosfere felpate di un club londinese sorseggiando uno sherry davanti al camino, dibattendo di Heidegger e Nietzsche e delle ceneri del nazismo, si trasforma a poco a poco in un vorticoso gioco di specchi, fino all’ipotesi del delitto perfetto.
Il dubbio dà più di tutto dignità all’uomo. Persino un santo dovrebbe frequentare il dubbio.

Colin Wilson è stato uno dei più grandi “irregolari” della letteratura inglese contemporanea. Nato a Leicester nel 1931, a 24 anni è diventato uno dei massimi intellettuali anti-establishment del tempo con il saggio L’Outsider, che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e gli ha fatto guadagnare la fama di “giovane arrabbiato”. Narratore, saggista e anticipatore di stili letterari, ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di artisti, tra cui Julian Cope e David Bowie. È morto il 5 dicembre 2013.

Verso l’India Oltre l’India

Verso l’India Oltre l’India

Scritti e ricerche sulle tradizioni intellettuali sudasiatiche
Autore/i: AA. VV.
Editore: Mimesis
a cura di Federico Squarcini. pp. 384, Milano

Alcuni tra i massimi esperti, studiosi e specialisti a livello internazionale si incontrano nelel pagine di questo volume per dar vita a una feconda disamina delle realtà intellettuali dell’India classica. Nelle righe dei loro scritti sono custodite le vette della speculazione indologica contemporanea, nonché le indicazioni dei più recenti filoni di indagine, da cui è anche possibile trarre ricche rassegne bibliografiche. Tuttavia, l’interesse del volume non si limita all’ambito della ricerca indologica, dal momento che gli autori affrontano questioni cruciali per l’edificazione di un sapere cosmopolita. Essi esaminano, ad esempio, la natura e l’applicabilità del concetto di ‘filosofia’ oltre l’area europea o europeizzata; l’incidenza del colonialismo culturale nell’attuale produzione accademica; le condizioni e il valore del lavoro di comparazione interculturale; il ruolo della storia e del dissenso nelle tradizioni sudasiatiche; le radici e l’evolvere della cultura indoeuropea. Si tratta dunque di un percorso verso l’India che oltrepassa l’India, poiché, una volta che lo si è compiuto, ci si accorge che le proprie auto-rappresentazioni sono rimaste coinvolte e ne sono uscite trasfigurate.
 
Federico Squarcini, dottorando di ricerca in studi religiosi presso l’Università di Bologna, si occupa di storia delle religioni sudasiatiche. E’ autore di monografie e saggi su temi indologici e di sociologia delle religioni.

Myths Of The North-East Frontier of India

Myths Of The North-East Frontier of India

Autore/i: Elwin Verrier
Editore: Munshiram Manoharlal
preface and introduction by the author. pp. xxii-450, New Delhi

This book contains some 380 stories collected in the remote villages in northeast india largely untouched by external influence, this mountainous and wooded area is inhabited by people who have preserved their distinctive social organization and cultural institutions for centuries although some motifs in their mythology are known elsewhere in india, many others are unique to their culture.

Simboli e Presagi

Simboli e Presagi

Guida illustrata al simbolismo magico e spirituale
Autore/i: Buckland Raymond
Editore: Venexia
pp. 224, riccamente illustrato in b/n, Roma

Tutti noi viviamo sommersi in un mondo di simboli. Dai cartelli stradali alle lettere che compongono qualsiasi testo, i simboli sono presenti in ogni aspetto della vita quotidiana. Sin dalla preistoria gli esseri umani hanno usato la rappresentazione simbolica per comunicare tra di loro e per entrare in contatto con la dimensione divina. In questo libro, l’autore descrive la forma e il significato di oltre 800 simboli raccolti tra le religioni moderne e antiche, le tradizioni magiche occidentali e orientali e le culture indigene di tutto il mondo. Attraverso la comprensione de i simboli usati nella storia dell’umanità, è possibile penetrare nella profondità dell’esperienza del genere umano e nel vasto territorio ancora sconosciuto dell’inconscio collettivo.

Islam: Sunnismo e Sciismo

Islam: Sunnismo e Sciismo

Dalla prospettiva metafisica e iniziatica dell’«esoterismo integrale» – L’Autore dimostra che Sunnismo e Sciismo sono due scuole entrambe legittime e ortodosse all’interno dell’Islam
Autore/i: Corbucci Carlo
Editore: Irfan Edizioni
pp. 510, San Demetrio Corone (CS)

L’Autore, ponendosi nella prospettiva di conoscenza propria della metafisica pura e nell’ambito iniziatico dell’autentico esoterismo tradizionale, in quest’opera intende dimostrare in maniera chiara e definitiva, che le due principali scuole dell’Islam – sebbene presentino apparentemente prospettive dottrinali, giuridiche e politiche diverse – sono unite nell’essenziale, poiché se non lo fossero non sarebbero “Islam” e si porrebbero fuori da ogni ortodossia tradizionale non solo islamica.

Carlo Corbucci, avvocato, è un esperto di cultura islamica e mediorientale e studioso di dottrine esoteriche e spirituali. È stato presente in vari pool difensivi in molti processi di terrorismo islamico svoltisi in Italia, approfondendo i casi più eclatanti, sia dal punto di vista processuale che socio-politico, nel suo libro Il terrorismo islamico: Falsità e mistificazione (Agorà, 2003), di cui sono in corso traduzioni in diverse lingue estere. Con Irfan Edizioni ha già pubblicato René Guénon e Ibn Arabi.

Dall’Egitto a Canaan

Dall’Egitto a Canaan

Le chiamate di Dio alla libertà
Autore/i: Testa Emanuele
Editore: Porziuncola
prefazione dell’autore. pp. XLVII-336, Assisi

Dalla prefazione dell’autore:
“La schiavitù dell’Egitto, la liberazione dell’esodo, il possesso dei beni· promessi sono temi biblici di grande attualità. N e trattano i teologi della liberazione, delle realtà terrene e della speranza; ne fanno materia dei propri comizi e della loro attività rivoluzionaria i politici e i sindacalisti del Terzo Mondo e dell’America del sud; li portano sugli schermi televisivi· e dei cinematografi i registi e i cineasti.
Ma c’è pericolo che questo vasto uso, e in ambienti così disparati, vada a scapito dei sensi originari e del loro messaggio rivelato da Dio.
Per impedire questo ci siamo avvicinati ai testi biblici che ne trattano, e abbiamo costatato che l’ultimo redattore, teologizzando, gli eventi, li ha unificati dentro il suo schema, ben noto a tutti i cristiani sin dalle prime lezioni di catechismo: tutta la famiglia di Giacobbe, composta da settanta persone, è discesa in Egitto in tempo di carestia, e vi è rimasta, prima protetta da Giuseppe e poi angariata dai faraoni, per parecchio tempo, finché, moltiplicata di numero, fu liberata nell’unico esodo da Mosè, il grande legislatore del Sinai, e fu introdotta nella Terra promessa dal suo successore Giosuè.
Tuttavia la critica testuale e storica ci ha fatto scoprire che questo schema è del tutto fittizio, ricavato dalla unificazione di più discese in Egitto (tre dei «Giosefiti», una dei Simeoniti, varie dei figli di Giacobbe) e almeno di due esodi (il primo capitanato da Giuseppe nel sec. XV a.C., e il secondo da Mosè nel sec. XIII). Varie sono anche le conquiste della Palestina, avvenute in un lungo periodo storico, dal sud e dall’est: alcune partite direttamente da Kades, senza passare per il Sinai, altre dopo la rivelazione mosaica del decalogo e della religione jahvistica nel monte santo.[…]”

La Poesia di Chaucer

La Poesia di Chaucer

Autore/i: Vallese Tarquinio
Editore: Libreria Internazionale di Leo Lupi
prefazione dell’autore. pp. X-230, Napoli

Dalla prefazione dell’autore:
“I primi studi su Chaucer si ebbero all’epoca di Samuele Johnson. Il Tyrwhitt, grande letterato del tempo, fu colui che studiò con interesse le opere di Chaucer e parlò per primo degl’influssi italiani sulla poesia di questo grande poeta. Qualche studio parziale si ebbe anche da Thomas Warton che pubblicò nel 1774 la sua History of English Poetry. Questi due critici, apprezzati dal Saintsbury e dallo Skeat, furono seguiti da Frederick James Furnivall che fu il grande fondatore della Chaucer Society e che corresse testi, raccolse racconti originali e analoghi a quelli dei Canterbury Tales e scrisse ampi e profondi studi critici sulla poesia chauceriana. La famosa Temporary preface to the Chaucer Society’s Six-text edition of the Canterbury Tales è lavoro degno di alta stima e merita di essere ricordato fra gli studi più seri sul Chaucer. Come si sa, il Furnivall fu anche il fondatore della Early Text Society che ha portato alla luce numerosissimi testi di romanzi medioevali e di altri poemi di singolare importanza. Al Furnivall seguì lo Skeat, notissimo per la sua edizione dell’Oxford Chaucer e dello Student’s Chaucer, altri lavori condotti con serietà di propositi e con mirabile acume. Mentre intanto questi studi aprivano la via a nuovi indirizzi, in America il Kittredge gettava nuove luci su molti tratti dei Canterbury Tales e del Troylus and Criseyde. Chi, però, nella stessa America, illustrò con nuove vedute il Chaucer fu il prof. J. M. Manly, da me spesso citato nel corso del mio lavoro. Il Manly, mancato ai vivi nel 1940, non solo cercò di dare un nome a molti personaggi del Prologo, ma, con opera veramente encomiabile, fotografò tutti i rosso chauceriani. Egli è il creatore della grande edizione critica di tutte le opere di Chaucer, e questo lavoro portò a termine dopo anni di viaggi e di ricerche. L’eccessivo sforzo compiuto per assicurare alla filologia chauceriana un’opera degna di altissima stima lo trasse; ad una morte prematura. Ricordo l’ultima lettera ch’egli m’inviò dall’Arizona, dove riparò per curarsi, e non posso pensare senza commozione ad una sì grande perdita della critica chauceriana. Era un uomo pieno di vigore, e certo avrebbe superato l’ottantina se non si fosse esposto ad un lavoro così immane e con scarsissimi aiuti di assistenti.
Altri cultori di studi chauceriani sono il Ten Brink, il Coulton, il Pollard, il Robinson, il Curry e il Dudley, tutti da me citati nel corso del mio lavoro.
Porgo intanto il mio vivo ringraziamento a tutti gli autori che mi fornirono informazioni e luci per il modesto studio che pubblico.”

Storia della Filosofia Tedesca nel Medioevo

Storia della Filosofia Tedesca nel Medioevo

Dagli inizi alla fine del XII secolo
Autore/i: Sturlese Loris
Editore: Olschki
pp. 248, Firenze

Sommario:

1. Introduzione: il pensiero filosofico tedesco nel medioevo come oggetto di ricerca

2. Le origini: la questione degli antipodi, la filosofia del monaco e il dibattito sulla predestinazione
1. San Bonifacio e le «ignoranti genti della Germania», 13 – 2. Virgilio di Salisburgo e la questione degli antipodi, 16 – 3. Rabano Mauro, «praeceptor Germaniae», 20 – 4. Gottschalk, Rabano e la duplice predestinazione, 26.

3. Fra Platone e Aristotele: il X secolo
1. Il commento a Boezio di Bovo di Corvey, 31 – 2. Gunzo, Hrotsvit e la cultura filosofica tedesca alla metà del secolo, 35 – 3. Notker di San Gallo e la logica di Aristotele, 37.

4. Astrolabi, oroscopi e scienza pagana
1. Il monopolio culturale dei benedettini tedeschi, 43 – 2. Ermanno di Reichenau, umanista e scienziato, 46.

5. Le ragioni della fede
1. Otloh di St. Emmeram e la cultura classica, 53 – 2. L’antifilosofia di Manegold di Lautenbach, 62.

6. La teologia in prima linea
1. Le scuole francesi e i monaci tedeschi, 71 – 2. La «vera filosofia» secondo Rupert di Deutz, 74 – 3. La reazione antiscolastica di Gerhoch di Reichersberg, 83.

7. Fra Anselmo d’Aosta e Giovanni Scoto Eriugena: lo strano caso di Onorio, il monaco di Regensburg
1. Un banalizzatore di Anselmo?, 91 – 2. Eriugena in Germania, 101 – 3. Onorio fra scienza della natura e simbolismo, 106.

8. I nuovi teologi e la filosofia alla corte imperiale degli Staufer
1. Gilberto di Poitiers e i filosofi «in Germaniae partibus», 113 – 2. Pietro di Vienna e Ugo di Honau, «porretani» tedeschi, 115 – 3. Il dialogo con il mondo bizantino: Anselmo di Havelberg, 124 – 4. La filosofia della storia di Ottone di Freising, 133.

9. Il declino delle scuole cattedrali e i primi documenti di vita intellettuale femminile nelle regioni renane
1. «Dictet instanter, declinet iugiter»: il discepolo ideale di Meinhard di Bamberg, 147 – 2. Cluniacensi, cisterciensi e il problema della spiritualità femminile, 153 – 3. Le arguzie filosofiche di Wibald, abate di Stavelot e Corvey, 160 – 4. Donne fra il vecchio e il nuovo: Hildegard di Bingen, «prophetissa teutonica», 163 – 5. L’ «ape nel giardino delle delizie» della Scolastica: Herrad di Hohenburg, 176.

10. Filosofia, platonismo e scienza della natura in Germania nella seconda metà del XII secolo
1. Goffredo di Viterbo, cappellano e notaro degli Staufer, e l’educazione del «principe filosofo», 183 – 2. I cappellani e la cultura delle corti, 196 – 3. Filosofia e scienza della natura nel Lucidarius medioaltotedesco, 200.

Bibliografia
Indice dei manoscritti
Indice dei nomi

Bianca di Castiglia

Bianca di Castiglia

Regina di Francia e madre di un santo
Autore/i: Bonoldi Gattermayer Elena
Editore: Jaca Book
pp. 232, Milano

La regina Bianca di Castiglia, nipote di Eleonora d’Aquitania, moglie e poi vedova del re di Francia Luigi VIII, è stata una protagonista del secolo XIII.
La Francia esibiva allora nei simboli delle grandiose cattedrali gotiche la raffinatezza della sua cultura e del suo gusto, attirava nelle sue città, e particolarmente a Parigi, le più dotate menti filosofiche e teologiche. Bianca non è solo la madre del re santo, Luigi IX, il geniale monarca la cui straordinaria personalità gli permise di utilizzare i costumi e le tradizioni, di captare o domare le forze del suo secolo per costruire un edificio politico di cui tutta la novità si sarebbe scoperta solo due generazioni dopo. Ella collaborò attivamente alla riuscita umana e politica del figlio: come reggente, dopo la morte prematura del marito, ne preparò l’avvento e successivamente ebbe un ruolo importantissimo durante le spedizioni crociate del figlio-re. Il suo energico governo ha contribuito ai mutamenti decisivi nella storia del XIII secolo in Francia, caratterizzato dalla “ricerca di una teoria del potere con la correlativa riscoperta dei servizi pubblici” amministrazione, finanze, moneta, giustizia.
Documenti, evocazione di personaggi, di luoghi e della vita nelle manifestazioni più significative negli anni durante i quali visse come regina prima, e come reggente poi, sono serviti a rendere sempre più evidente la complessità di questa donna che, per il suo coraggio e la sua determinazione, rappresenta un raro esempio di modernità in un’epoca nella quale l’universo maschile era l’unico preposto al comando.

Montecassino e la Riforma Gregoriana

Montecassino e la Riforma Gregoriana

L’Exultet Vat. Barb. lat. 592
Autore/i: Speciale Lucinia
Editore: Viella
nota dell’autrice, introduzione di Francesco Gandolfo. pp. XXII-258, nn. ill. a colori e b/n, Roma

Nell’XI secolo Montecassino fu uno dei centri propulsori del pensiero riformato. In particolare, è possibile riconoscere un’impronta originale dell’abbazia nel più significativo intervento promosso dalla Riforma in Italia meridionale: l’imposizione della liturgia di tradizione romana contro quella ambrosiana in uso nell’area beneventana. Direttamente connessa a questo episodio fu la redazione di libri liturgici rigorosamente emendati all’uso romano e l’origine di una nuova recensione illustrata del ciclo dell’Exultet, nel cui processo di formazione è possibile distinguere la dimensione figurativa che le scelte culturali cassinesi avrebbero avuto nel trentennio in cui l’abbazia fu diretta da Desiderio.
Il libro analizza tre rotoli prodotti a Montecassino nella seconda metà dell’XI secolo – e con particolare attenzione il frammento di Exultet Vat. Barb. lat. 592 – per decifrare l’insieme delle suggestioni che confluirono nel ciclo “riformato” dell’Exultet e analizzare le linee del contributo cassinese alla Riforma Gregoriana.

Lucinia Speciale è professoressa di Storia della miniatura presso l’Università di Lecce.

Notti a Serampore

Notti a Serampore

Autore/i: Eliade Mircea
Editore: Calabuig
prefazione di Sergio Givone, in appendice «La prova del labiritno» intervista a Mircea Eliade di Claude-Henri Rocquet, traduzione dal romeno Mariano Baffi. pp. 112, Milano

Tre intellettuali diversi per origine, estrazione sociale e fede, s’incontrano a Serampore, nei pressi di Calcutta, a cavallo degli anni Trenta del Novecento. La loro amicizia, nutrita dai comuni interessi culturali e spirituali, viene sconvolta da un evento straordinario: durante una calda notte estiva, persi nella fitta foresta del Bengala, sono testimoni dell’assassinio di una giovane donna. Un crimine che però è avvenuto in quei luoghi centocinquant’anni prima! Sospeso tra realtà e sogno, tra passato e presente, tra orrore e liberazione, Notti a Serampore rievoca in parte fatti e persone reali dei primi anni del soggiorno in India di Mircea Eliade, sviluppando concezioni della fisiologia mistica che sono parte integrante della «religiosità cosmica» del pensatore romeno. Un romanzo breve dell’Eliade «esoterico», che, attingendo al tantrismo e al folklore yogico, sa combinare in modo peculiare occultismo e magia.

Un estratto:
«Il silenzio era ora diventato spaventoso, e sembrava che tutta la natura si fosse pietrificata sotto l’incantesimo della luna;
il dondolio di alcuni rami ci metteva paura, tanto innaturale ci sembrava il sussulto ed il movimento in quell’incredibile immobilità che ci circondava.
“Come non impazzire in una notte simile!…” mormorò Bogdanov. “Questa bellezza è troppo completa per non nascondere in sé qualche cosa. L’uomo non ha il diritto di conoscere tali meraviglie se non in Paradiso. Su questa terra, ogni bellezza così è una tentazione del Maligno. Specialmente in India” aggiunse, molto più per sé che non per noi.»

Luce

Luce

Una storia da Pitagora a oggi
Autore/i: Frova Andrea
Editore: Carocci
introduzione dell’autore. pp. 308, nn. tavv. a colori f.t., nn. ill. b/n, Roma

Elemento essenziale nella vita dell’universo, la luce stimola da sempre la curiosità umana più di ogni altro aspetto della natura. Gli antichi non la concepivano come indipendente dagli oggetti, limitandosi a discutere i meccanismi della visione. Dal Seicento, invece, lo studio si è spostato sull’essenza della luce, di cui si sono gradualmente comprese natura fisica e proprietà. Nell’Ottocento, Maxwell spiegò il fenomeno come propagazione di un campo elettromagnetico, ma solo con Planck ed Einstein se ne palesò il carattere duale, ossia quello insieme di onda e di quasi-particella (quanto indivisibile di energia). Il volume, oltre a raccontarne la storia e le basi scientifiche, spiega le principali applicazioni – illuminazione, led, laser, telecomunicazioni – nonché le più recenti scoperte, come la rivelazione delle onde gravitazionali, merito del laser, e si chiude con un capitolo dedicato alla luce nella pittura.

“«L’arte non insegna niente, tranne il senso della vita», scriveva Henry Miller. È, in pratica, un riconoscimento che in realtà insegna molto, poco meno che tutto. Che dire allora della scienza? La scienza insegna anch’essa, non meno dell’arte, il senso della vita, ma integrato dalla cognizione dell’esistere dell’universo e del nostro esservi parte, un’infima parte.
Ciò malgrado, la maggior parte degli esseri umani nasce, cresce, matura, invecchia, scompare senza mai porsi domande sul come e sul perché della presenza dell’universo, né sulla sua sconfinata dimensione e sulla sua origine (se mai ne ha avuta una), così come sul suo essere in perenne trasformazione e sui suoi destini futuri. Che cosa significa che l’universo esiste, che è popolato di eventi, che racchiude in sé la possibilità di vita? E che cos’è la vita e che senso ha, al di là di quello che, secondo il paradosso di Henry Miller, le conferiscono l’arte e la scienza? Se nulla di tutto ciò esistesse – niente spazio e niente tempo, niente materia e niente energia, niente pieno e niente vuoto – sapremmo figurarci che cosa potrebbe trovarsi al loro posto? Il concetto di esistenza, qualcosa che sperimentiamo come quotidiana normalità, è il più oscuro e impenetrabile dei misteri: ma riusciremmo noi a concepire una non esistenza, un’assenza di tutto, vuoto incluso?
Di fronte a tale consapevolezza, l’uomo di scienza avverte lo stimolo a investigare, pur sapendo che più dettagli riuscirà a scoprire e intendere, più saranno quelli a lui sconosciuti o inspiegabili e più sarà lontana la comprensione globale della realtà. Il profano, l’uomo non toccato da questi assilli, si limita a inventare idoli che giustifichino la sua esistenza e quella del cosmo o, più semplicemente ancora, non si chiede nulla e trascorre la sua esistenza come fanno le altre specie animali. Abbiamo un illustre esempio, in Italia, di questo secondo genere di atteggiamento, ed è Benedetto Croce, il quale però, essendo filosofo e scrittore, ben convinto del suo “sapere”, non si peritò di ingaggiare una personale battaglia contro la conoscenza scientifica. Tra le sue tante asserzioni disfattiste, una delle più emblematiche è:
Le scienze naturali e le discipline matematiche, di buona grazia, hanno ceduto alla filosofia il privilegio della verità, ed esse rassegnatamente, o addirittura sorridendo, confessano che i loro concetti sono concetti di comodo e di pratica utilità, che non hanno niente da vedere con la meditazione del vero.
La luce è forse lo strumento più potente per tentare di rispondere a molte di queste domande, giacché è la chiave di volta della vita, dell’arte e della conoscenza. Per tale motivo l’abbiamo scelta come protagonista di questo libro, che racconta le sue vicende lungo i millenni in cui è stata elemento di attenzione da parte del genere umano. A partire dall’antichità, quando i filosofi della natura elaboravano su di essa congetture mistiche o fantasiose e le ipotesi sul fenomeno luminoso si riducevano essenzialmente a ipotesi sulla visione, per venire alla seconda metà dello scorso millennio, allorché si cominciò a riconoscere alla luce una natura fenomenologica indipendente dagli oggetti che da essa traevano visibilità. E si discusse a lungo con toni aspri se fosse costituita di corpuscoli (punto di vista di Newton) o di onde (Hooke e Huygens). Per passare poi alle grandi scoperte del Sette-Ottocento, che della luce cominciarono a illustrare le proprietà, descrivendone, grazie alla teoria di Maxwell, il carattere (immateriale) di onde elettromagnetiche in propagazione. Giungendo, infine, alla rivoluzione novecentesca della meccanica quantistica, che spiega come la luce sia in realtà un’entità bifronte, riassumente in sé la duplice natura di onda e di corpuscolo.
Accanto a tale progresso delle conoscenze, troveremo modo di parlare di tante straordinarie applicazioni, che spesso sanno di magico, dai led ai laser, dalle fibre ottiche alle microtelecamere ultrasensibili, dalla trasmissione di informazione su veicolo ottico alla memorizzazione di dati in veste luminosa. È tramite un gioco di fasci di luce laser, ad esempio, che poco tempo fa è stata confermata l’esistenza delle onde gravitazionali previste dalla relatività generale di Einstein.
Un soggetto, dunque, davvero emblematico, la luce, di come e quanto la scienza, e l’ottica in particolare, pervada oggi le nostre vite, talvolta anche in modo inquietante.”

Andrea Frova già ordinario di Fisica generale, è autore di articoli professionali nel settore della fisica della materia, oltre a libri di divulgazione scientifica e di narrativa.

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Ringraziamenti
Introduzione
1. Gli antichi
2. Leonardo, Keplero e Cartesio
3. Robert Hooke, il Leonardo inglese
4. Huygens e la luce come onda
5. La rivoluzione di Newton
6. Contributi dal Settecento avanzato
7. Diffrazione e interferenza della luce
8. La polarizzazione della luce
9. La velocità della luce
10. Visione a colori e illusioni ottiche
11. Il campo elettromagnetico
12. Transizioni elettroniche nell’atomo
13. La scoperta dei quanti di energia
14. Fonti d’illuminazione attraverso i tempi
15. Esperienze e applicazioni odierne
16. La luce nell’esplorazione dell’universo
17. Pittura è luce
Premi Nobel assegnati a lavori nel campo della luce
Bibliografia

I Balti

I Balti

Autore/i: Gimbutas Marija
Editore: Medusa
presentazione di Martino Doni, introduzione dell’autrice, traduzione di Luigi Rocchetti rivista e modificata da Marisa Panti. pp. 192, nn. tavv. b/n f.t., ill. b/n, Milano

Scritto successivamente alla formulazione dell’ipotesi Kurgan, “Balti” è la prima monografia che Marija Gimbutas dedica a una cultura preistorica e ai suoi contatti, intrecci e conflitti con gli invasori venuti dalle steppe uraliche. Il fatto che l’autrice di tale monografìa provenisse proprio dal ceppo di quella cultura preistorica, e avesse visto con i propri occhi gli esiti distruttivi delle invasioni, non può essere considerato una semplice coincidenza. “I Balti” segna una svolta decisiva nell’epistemologia di Marija Gimbutas, nel suo modo di guardare i segni del passato: fino ad allora si era concentrata sulle origini degli indoeuropei e sul dibattito secolare che tali origini hanno suscitato; improvvisamente si assiste a uno scarto decisivo sul piano epistemologico e culturale, per non dire teoretico. Non si osservano più i tracciati degli invasori, ma – a partire da quei tracciati – si risale, come dal calco di un’impronta, alla forma che avevano i popoli invasi. Se sul piano strettamente scientifico e accademico la mossa di Marija Gimbutas è stata appena avvertita, è sul piano della storia della cultura che questa svolta ha avuto gli esiti più dirompenti, perché ha dato l’opportunità di intonarsi a un intero universo di narrazioni, interpretazioni, correnti, ideologie, movimenti, opere d’arte e di teatro, tutte volte a dar voce ai dannati della terra, agli esclusi, agli emarginati, a chi per secoli e millenni era stato sempre sepolto dalla storia ufficiale e che ora, finalmente, poteva essere riesumato. Togliere la patina di polvere dalle tracce dell’Europa antica significava per Marija Gimbutas disinnescare un’idea di storia come documento del vincitore.

Le Prime Comunità Cristiane

Le Prime Comunità Cristiane

Persone, tempi, luoghi, forme, credenze
Autore/i: Penna Romano
Editore: Carocci
prefazione dell’autore. pp. 312, Roma

Il volume indaga le origini cristiane affrontando la materia non  per tematiche teologiche ma percorrendo passo passo e per ambiti geo-culturali l’itinerario del movimento iniziato in terra  d’Israele da Gesù di Nazaret e proseguito attraverso le varie tappe della sua prima espansione in ambito giudaico e soprattutto  greco-romano, fino a scoprire i vari gruppi che si sono via via costituiti nel suo nome.  L’autore offre una sintesi dei dati e delle problematiche in questione invitando ad approfondimenti ulteriori di quello che rimane un arazzo dai molteplici intrecci la cui tessitura non è ancora terminata.

Romano Penna professore emerito di Origini cristiane alla Pontificia Università Lateranense.

 

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Prefazione
1. Chiesa e chiese all’inizio del cristianesimo
Il dato di fatto/Le testimonianze extra-cristiane/Il senso del termine ek-klesía/Caratteristiche della/e comunità
2. Gesù di Nazaret e i suoi primi gruppi in terra d’Israele
Precedenti e paralleli/Il movimento di Gesù/Simpatizzanti e discepoli/Gesù volle fondare la/una ekklesía?
3. Dai villaggi alle città
Definizioni e differenze/I luoghi dell’attività di Gesù/Il passaggio da Gesù alla fase post-pasquale/La missione e le sue diverse tipologie
4. Le chiese giudeo-cristiane
Il giudeo-cristianesimo/La chiesa di Gerusalemme/Le comunità palestinesi e quella damascena/La chiesa di Roma
5. Antiochia di Siria: la chiesa della svolta
Gli “Ellenisti” venuti da Gerusalemme/La chiesa di Antiochia/La prima teologia antiochena/Contrasti e cambiamenti
6. Le chiese paoline
Paolo e il paolinismo/Le chiese della Galazia/Le chiese della Grecia/Le chiese dell’Asia Minore/Unitarietà delle chiese paoline
7. Le chiese post-paoline di area macedone, efesina e cretese
La tradizione paolina/La pseudepigrafia/La chiesa della Seconda lettera ai Tessalonicesi/La chiesa della Lettera ai Colossesi/La chiesa/le chiese della Lettera agli Efesini/Le chiese delle Lettere Pastorali
8. Le chiese della tradizione sinottica
Annotazioni generali/La comunità di Marco/La comunità della Fonte Q/La comunità di Matteo/La comunità di Luca
9. Le chiese giovannee dell’Asia Minore
Il giovannismo/La comunità del Quarto Vangelo/Le sette chiese dell’Apocalisse
10. Alessandria d’Egitto
La documentazione di secondo tempo/Le ipotesi sul primo tempo
11. Prime chiese e liminalità
Annotazioni generali/Comunità cristiane e giudaismo/Comunità cristiane e cultura greco-romana/Il rito di iniziazione/Il culto domestico dell’assemblea cristiana
12. Il passaggio dal I al II secolo
13. Conclusione
Bibliografia
Indice dei nomi

La Tenebra Divina

La Tenebra Divina

Saggi di Metafisica
Autore/i: Coomaraswamy Ananda K.
Editore: Adelphi
a cura di Roger Lipsey; edizione italiana a cura di Roberto Donatoni pp. 512, Milano

Questo secondo volume di saggi, che appare dopo “Il grande brivido”, raduna scritti che rappresentano il vertice del pensiero metafisico di Coomaraswamy nel suo periodo più intenso e fecondo. Grazie all’incontro folgorante con le opere di Guénon, Coomaraswamy scopre la Filosofia Perenne quale Verità unica e immutabile in cui si radicano tutte le tradizioni sacre ortodosse dell’umanità – dall’induismo al cristianesimo, dal neoplatonismo all’islam -, «dialetti di un unico linguaggio spirituale» che conducono a una sola Realtà: quello Spirito eterno e immanente che, secondo quanto afferma il Vedanta, conosce, agisce, trasmigra. Il compito della metafisica è eminentemente pratico, e la ricerca si conclude soltanto quando il ricercatore stesso sia divenuto l’oggetto della sua ricerca.

Tarocchi Sola Busca

Tarocchi Sola Busca

Ferrara XV Secolo – Edizione Limitata e Numerata a 2999 esemplari
Autore/i: Anonimo
Editore: Lo Scarabeo
78 Carte, Torino

Il primo mazzo della nuova linea Anima Antiqua sono i famosi Tarocchi Sola Busca.
Noti non solo per essere uno dei Tarocchi più antichi giunti fino a noi ma anche per aver ispirato numerosi altri mazzi nei secoli a venire e per la sua simbologia alchemica.

Sinai

Sinai

Dove fiorisce il deserto
Autore/i: Tremolada Timoteo
Editore: Edizioni Scritti Monastici Abbazia di Praglia
introduzione dell’autore. pp. 312, Teolo (PD)

Il monachesimo sinaita fa parte del grande movimento, sviluppatosi soprattutto dopo la pace costantiniana, per cui i cristiani più sensibili alle esigenze del Vangelo cercano il deserto come luogo ideale per imitare Cristo casto, povero e obbediente alla voce dello Spirito.
Anche il deserto del Sinai, luogo del silenzio, ha permesso di vivere un genere di vita per uomini votati alla “ricerca di Dio”.
Qui, una piccola fiammella si è sviluppata sotto la potenza del nome di Gesù e questi monaci hanno «rinfocolato le fiamme del desiderio di Dio […] aggiungendo sempre fuoco a fuoco, amore ad amore, desiderio a desiderio».

Livelli di Guarigione

Livelli di Guarigione

Psicosintesi e psicoenergetica – Sei tu il medico di te stesso
Autore/i: Guidi Fabio
Editore: Dissensi Edizioni
introduzione dell’autore. pp. 206, Viareggio (Lu)

Il presente libro intende descrivere un nuovo paradigma o, in altri termini, un nuovo modo pensare la salute dell’uomo. Ciò che davvero conta, nell’ambito della salute e della guarigione è sapere chi sei veramente e se hai un atteggiamento di cura e attenzione nei riguardi di te stesso o, piuttosto, di noncuranza o addirittura disprezzo. L’impegno principale rimane quello di sviluppare un autentico rispetto di sé: imparare a dire di no senza sentirsi in colpa, imparare a riconoscere e comunicare i propri desideri ed esigenze, imparare a far rispettare i propri diritti, imparare a non farsi schiacciare dal dovere e ad andare incontro al piacere, imparare a fare scelte di vita creative e tali da rendere significativa la propria quotidianità.
La guarigione definitiva è una condizione nella quale hai compreso profondamente la natura delle tue disarmonie e, progressivamente, hai tolto loro energia, ritrovando l’unità interiore. Insomma, è un problema di liberazione spirituale. In questo senso, si può dire che la guarigione, in ultima analisi, è un’autoguarigione, perché nessuno può guarirti all’infuori di te stesso, ma solo indicarti una strada, che puoi percorrere o meno.

Fabio Guidi è laureato in filosofia e in scienze religiose. Analista a indirizzo esistenziale e psicosintetico, da decenni si occupa di integrare tra i più interessanti strumenti per lo sviluppo di sé. Negli ultimi anni si è particolarmente dedicato alla realizzazione, nel cuore della campagna pisana, di un centro per la crescita interiore, «Hodos», impegnato nella ricerca e nella formazione nella Quarta Via. È autore di diversi libri sulla Psicosintesi, Gurdjieff e la ricerca spirituale: Iniziazione alla Psicosintesi (ed. Mediterranee), I miei anni con Gesù. Un vangelo psicosintetico (ed. VivereAltrimenti), Gurdjieff e la psicosintesi (ed. GalassiaArte).

Il Gallo Contro il Mulino

Il Gallo Contro il Mulino

Due epigrammi di Antipatro di Tessalonica a confronto con testi iranici, latini, norreni e vedici
Autore/i: Ronzitti Rosa
Editore: Edizioni TORED
introduzione dell’autrice. pp. 88, ill. b/n, Tivoli (Roma)

Gli epigrammi che Antipatro di Tessalonica scaglia contro l’alba e il canto del gallo, nemici del riposo e dell’amore, costituiscono l’inizio di un percorso a ritroso fra testi greci e germanici, i quali, potendo discendere da una comune tradizione poetica indoeuropea, impostano una riflessione attualissima sul rapporto tra l’uomo e la macchina, quel mulino che toglierà alle donne macinatrici la fatica della sveglia precoce e del lavoro manuale oppure servirà a renderle schiave anche durante le ore notturne. Attraverso l’apporto fondamentale dell’Avesta, il testo sacro della religione zoroastriana, si ricompone una visione dell’esistenza che alternativamente individua nel momento cruciale del risveglio mattutino ora l’inizio di una giornata pia e operosa ora il ritorno agli odiosi obblighi sociali e lavorativi imposti all’individuo, nell’attesa di una desiderata e sempre sfuggente età dell’oro che liberi l’uomo dalla fatica di vivere.

Rosa Ronzitti è ricercatrice di Glottologia e Linguistica presso il Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo dell’Università di Genova. Da anni si occupa di Indoeuropeistica, Studi Vedici, Etimologia. Fra i suoi principali lavori sono da ricordare le monografie: Campi figurali della ’creazione’ nel Rigveda (Alessandria, Edizioni dell’Orso 2001), I derivati in *-mo- della lingua vedica (Perugia, Guerra Edizioni 2006), Quattro etimologie indoeuropee: lat. būfō, it. gufo, ingl. smog e drug (Innsbruck, Institut für Sprachen und Literaturen der Universität Innsbruck 2011) e Due metafore del caso gramma­ticale: aind. víbhakti- e gr. πτῶσις. Preistoria e storia comparata (Innsbruck, Institut für Sprachen und Literaturen der Universität Innsbruck 2014). È autrice di quaranta articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali, fra i quali Sulle tracce dell’órma: prassi etimologiche alternative e loro implicazioni di metodo nell’analisi del lessico italiano, pubblicato su “Romance Philology” 62 (2008), pp. 11-28 e Il gallo nell’Avesta, nel Veda e in Leopardi, apparso sulla “Rivista Italiana di Linguistica e Dialettologia” 14 (2012), pp. 29-63. Fa parte della Indogermanische Gesellschaft, del Sodalizio Glottologico Milanese e della Società Italiana di Glottologia.

Letteratura Greca

Letteratura Greca

Autore/i: Porro Antonietta; Lapini Walter
Editore: Il Mulino
con la collaborazione di Claudio Bevegni, premessa degli autori. pp. 656, Bologna

Lo sviluppo storico della letteratura greca antica passa attraverso una lunga fase ­– prima orale, poi scritta ­– in cui si succedono figure di poeti, prosatori, drammaturghi, filosofi che con le loro opere hanno segnato la storia della civiltà occidentale. Il libro ripercorre le tappe fondamentali di questa straordinaria produzione, dall’VIII secolo a.C. ai primi secoli dell’età imperiale e oltre, fino al VI secolo della nostra era. Un patrimonio che continua a esercitare una influenza rilevante anche sulla cultura contemporanea, del quale si offre qui una chiave di lettura ragionata, chiara e a tratti avvincente.

Antonietta Porro è professore ordinario di Lingua e letteratura greca all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Fra i suoi libri ricordiamo «Vetera Alcaica. L’esegesi di Alceo dagli Alessandrini all’età imperiale» (Vita e Pensiero, 1994). È inoltre curatrice dei «Frammenti» di Alceo (Giunti, 1996).

Walter Lapini è professore ordinario di Lingua e letteratura greca all’Università di Genova. Fra i suoi libri recenti segnaliamo: «Testi frammentari e critica del testo» (2013) e «L’Epistola a Erodoto e il bios di Epicuro in Diogene Laerzio» (2015), entrambi pubblicati dalle Edizioni di Storia e Letteratura.

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    Premessa
    I. L’età arcaica: quadro storico-culturale
    II. L’epica arcaica
    III. La favola
    IV. La poesia lirica
    V. Poeti elegiaci e giambici
    VI. Poeti melici monodici e corali
    VII. Erodoto e gli inizi della storiografia
    VIII. Il V secolo
    IX. Il teatro: la tragedia
    X. Eschilo
    XI. Sofocle
    XII. La filosofia di età arcaica e classica
    XIII. Euripide
    XIV. Il teatro: la commedia
    XV. Aristofane
    XVI. Ippocrate e la medicina
    XVII. Tucidide
    XVIII. Epica e lirica di età classica
    XIX. L’oratoria del V e IV secolo
    XX. Il teatro nel IV secolo
    XXII. Platone, Aristotele e la filosofia del IV secolo
    XXIII. L’età ellenistica
    XXIV. La letteratura teatrale ellenistica e Menandro
    XXV. La poesia ellenistica, fra tradizione e innovazione
    XXVI. Callimaco
    XXVII. Teocrito e il «corpus» bucolico
    XXVIII. Apollonio Rodio e la nuova epica
    XXIX. I generi della prosa ellenistica
    XXX. I generi della prosa di età imperiale
    XXXI. Plutarco
    XXXII. La seconda sofistica e Luciano
    XXXIII. Il romanzo e altre forme di narrativa
    XXXIV. La letteratura giudaica e la prima letteratura cristiana in lingua greca
    Nota bibliografica
    Indice dei nomi

Giovenale

Giovenale

Autore/i: Marchesi C.
Editore: Bietti
pp. 80, Milano

Uno dei grandi e originali poeti di Roma.
Della sua vita restano poche notizie, monche e malsicure.
Qualche cosa traspare dalle satire stesse del poeta, più ancora dalle varie redazioni di un’antica brevissima V i t a, che il Valla attribuiva a Probo e OUo Jahn riteneva composta al temo po di Teodosio. Nativo di Aquino, Giovenale visse tra il regno di Nerone e quello di Adriano. Allevato in casa di un ricco libertino, non sappiamo se padre o protettore, frequentò le scuole di grammatica e quelle di retorica, dove si esercitò naturalmente nelle declamazioni; e ne ricordava più tardi un tema dissuasori: «esortazioni di vita privata a Silla dittatore.[…]»

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