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Selezione di volumi Aseq Editrice

L’Enigma d’Amore

L’Enigma d’Amore

Nell’occidente medievale
Autore/i: Mattei Annarosa
Editore: La Lepre Edizioni
prefazione di Franco Cardini, introduzione dell’autore. pp. 288, Roma

Nel XII° secolo, nei castelli a sudovest della Francia, fiorì una civiltà fondata sulla centralità della donna, vista come portatrice di amore, gentilezza e sapienza, celebrata dal canto dei trovatori, che riconobbero in lei il vero motore della vita e della conoscenza. La parola amor nova, fin’amor – femminile in lingua d’oc – significò per questi grandi poeti e musicisti l’amore che fa rinascere a nuova vita. Eleonora d’Aquitania, due volte regina, favorì la diffusione della ‘rinascenza cortese’.
La figlia, Maria di Champagne, fece scrivere un codice, il De amore, perché il cavaliere imparasse ad avvicinare la dama secondo le prescrizioni e i riti di un graduale percorso formativo. Fu così che nacque una vera e propria ‘scienza dell’amore’ che, per la prima volta nella storia occidentale, fondava il dialogo tra l’uomo e la donna sulla parità, il reciproco rispetto, la conoscenza di se.

Annarosa Mattei vive e svolge a Roma le sue attività. Semiotica, teoria della letteratura, movimenti e generi dell’Ottocento e del Novecento italiani sono alcuni percorsi della sua ricerca. Collabora con la pagina culturale del Messaggero.
Ha pubblicato negli Oscar Mondadori tre romanzi: Una ragazza che è stata mia madre, 2005; L’archivio segreto, 2008; Il sonno del Reame, 2013.

La Biblioteca Perduta

La Biblioteca Perduta

I libri di Leonardo
Autore/i: Vecce Carlo
Editore: Salerno
premessa e prologo dell’autore. pp. 216, Roma

Una biblioteca racconta molte storie: anche quella di se stessa e di chi l’ha costituita nel tempo di una vita o di molte vite. Una biblioteca può essere come un autoritratto, un’autobiografia. In quella in cui stiamo per entrare, però, gli scaffali sono vuoti. I suoi libri sono scomparsi, la biblioteca è andata dispersa, perduta. Non ne sapremmo nulla, se il loro lettore non avesse registrato nei suoi quaderni il diario giornaliero di un ininterrotto dialogo con quei testi. E quel lettore era Leonardo da Vinci. A torto considerato «omo sanza lettere», Leonardo dedicò una parte importante della propria attività intellettuale alla parola scritta. In un appassionante percorso a ritroso, la ricostruzione della sua biblioteca ne rivela il forte radicamento nella cultura del suo tempo e la proiezione verso nuovi orizzonti di modernità.

Carlo Vecce, filologo e studioso del Rinascimento, insegna presso l’Università di Napoli «L’Orientale». Tra le sue ultime pubblicazioni, Piccola storia della letteratura italiana (Napoli 2009), Le battaglie di Leonardo (Firenze 2012), Leonardo: favole e facezie (Novara 2013), e l’edizione dell’Arcadia di Iacopo Sannazaro (Roma 2013); per la Salerno Editrice ha pubblicato Leonardo (seconda ed. rivista e aggiornata 2006).

Panarion

Panarion

Libro terzo – Tomo I
Autore/i: Epifanio di Salamina
Editore: Morcelliana
testo greco a fronte, traduzione e commento a cura di Giovanni Pini. pp. 688, Brescia

Epifanio si collega alla tradizione eresiologica inaugurata da Giustino nel II secolo e proseguita da Ireneo e Ippolito, ma, vissuto nel IV secolo, scrive in un Impero ormai cristiano, nel periodo delle grandi controversie teologiche, nel corso delle quali l’intervento imperiale svolge un ruolo non trascurabile. Il Panarion è un vero e proprio trattato eresiologico, anche se nel corso del III e del IV secolo alcuni autori inseriscono nei loro scritti elenchi, più o meno lunghi, di eresie – basti pensare a Clemente d’Alessandria, Ori gene, Eusebio di Cesarea, Cirillo di Gerusalemme. L’opera, monumentale e ricca di documenti, si compone di tre libri, ripartiti in sette tomi, nei quali sono presentate e confutate ottanta tra eresie e scismi: il primo libro contiene tre tomi e quarantasei eresie (Barbarismo, Scitismo, Ellenismo, Giudaismo e Samaritanismo, con le rispettive suddivisioni, e le eresie sorte dopo l’incarnazione di Cristo, dai Simoniani ai Tazianei), il secondo due tomi e ventitré eresie (dagli Encratiti agli Ariani), il terzo due tomi e undici eresie (dagli Audiani ai Massaliani). Chiude il trattato «la difesa della retta fede e verità, che è rappresentata dalla santa, cattolica e apostolica Chiesa», in cui l’autore sintetizza i punti fondamentali della dottrina cattolica ortodossa -la Trinità, l’incarnazione di Cristo, la resurrezione dei morti, il giudizio eterno – e i principi istituzionali che reggono la Chiesa – la liturgia, le riunioni, i digiuni, le festività, la vita dei fedeli e dei monaci, le prescrizioni per la vita quotidiana. Il risultato di questo lavoro è un panarion, appunto, una cassetta di medicinali, dalla quale poter trarre rimedi contro morsi e punture mortali. Fuor di metafora, una sorta di manuale di pronto soccorso, al quale i cristiani della retta fede possono attingere le informazioni di cui necessitano per riconoscere a quale categoria appartengano gli eretici incontrati nel loro cammino, eventualmente per confutarli, per convincerli a rinsavire, e anche per guidare i fedeli a non cadere nell’errore.

Epifanio di Salamina (310/320-403), di famiglia cristiana, intorno al 367, pur continuando a condurre vita ascetica, divenne vescovo di Costanza a Cipro. Le opere sulle eresie furono scritte nella maturità e portano nomi simbolici: l’Ancorato (374) e il Panarion (374-377).

 ha tradotto di Clemente Alessandrino, Stromati. Note di vera filosofia, Paoline, Milano 1985 (2006).

Federico II di Svevia

Federico II di Svevia

Saggezza di un imperatore
Autore/i: Bernabò Silorata Mario
Editore: Convivio
presentazione di Fulvio Tessitore, premessa di Claudio Nardini. pp. 248, Firenze

Il volume è una vivace e sentita rievocazione storica della vita e delle imprese del grande imperatore svevo, del quale nel 1994 ricorre l’ottavo centenario della nascita. Un testo che pur costruito sulla scorta di un’attenta documentazione storica si presenta avvincente come un grande romanzo. Nel contesto dell’Europa medievale, intorno all’infuocato bacino del Mediterraneo tra la fine del XII secolo e la prima metà del XIII, viene presentata la società di allora vista in tutte le sue sfaccettature politiche, artistiche e di costume. In questo contesto si delinea la figura di Federico II, la sua luminosità iniziatica, anche se non priva di ombre, gli amici e i nemici della sua corte, i profondi risvolti esoterici della personalità federiciana, visti nei castelli dell’Apulia, nella Scuola Poetica Siciliana e nelle dottrine iniziatiche dell’Islam. Nasce così chiara nel lettore l’immagine di un uomo che fu folgore e tuono del Medioevo, che difese fino all’ultimo l’eredità divina dell’Impero contro l’egemonia terrena di un papato implacabile, che fu costruttore del tempio della giustizia e pellegrino alla ricerca della cultura smarrita, che lasciò alle generazioni future il segreto sublime della sua conoscenza celato fra le pietre e i disegni di un castello ottagonale su uno spoglio colle della Murgia.

Mario Bernabò Silorata, nato nel 1928, ha svolto studi particolarmente approfonditi nel campo storico e religioso e da oltre quarant’anni è traduttore e consulente per qualificate edizioni italiane di opere inglesi e francesi. Autore di poesie e di numerosi racconti, è membro dell’Accademia Medicea di Firenze.

Grammatica di Arabo Mediorientale

Grammatica di Arabo Mediorientale

Lingua šāmi
Autore/i: Durand Olivier; Ventura Annamaria
Editore: Hoepli
pp. XXIV-280, Milano

La Grammatica di arabo mediorientale è una trattazione linguistico-descrittiva della lingua parlata in Siria, Libano, Giordania e Palestina, detta anche šami o del Levante. Questa varietà di arabo, definibile anche come neoarabo, arabo parlato o arabo dialettale, ha la caratteristica di risultare comprensibile nel resto del mondo arabofono e di essere quella meno lontana dall’arabo letterario.
Poiché l’arabo classico, pur essendo lingua veicolare in tutto il mondo arabo, non è parlato dagli arabi nella quotidianità, è oggi di grande attualità e interesse disporre di strumenti atti a comunicare nella lingua realmente parlata, imprescindibile nella formazione odierna di un arabista. Questo libro risponde dunque a tali esigenze, fondamentali non solo in ambito accademico e universitario, ma anche in settori quali l’assistenza dei migranti, la sicurezza, la sanità, le relazioni diplomatiche e commerciali.
Gli argomenti grammaticali sono trattati in maniera capillare e corredati di approfondite note e di riferimenti alla linguistica storica e all’etimo; sono inoltre sempre accompagnati da un’ampia mole di esempi, impiegabili come esercizi. Dopo un’accurata preparazione fonologica, il volume affronta pronomi, sostantivi, aggettivi e numerali, consentendo di costruire frasi nominali, per poi passare a una trattazione ricca e articolata del sistema verbale, all’uso delle particelle e concludere con un’unità particolarmente utile dedicata alle espressioni idiomatiche.

Olivier Durand è professore associato di Dialettologia araba e affidatario di Lingua e traduzione araba presso il Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali, Sapienza Università di Roma. Specializzato in linguistica comparata camitosemitica e in dialettologia araba, ha svolto attività di ricerca in Palestina, Marocco e Tunisia ed è membro dell’AÏDA Association Internationale de Dialectologie Arabe. Per Hoepli è autore dei volumi Corso di arabo contemporaneo (con Angela Daiana Langone e Giuliano Mion, 2010) e Corso di ebraico contemporaneo (con Dario Burgaretta, 2013).

Annamaria Ventura è dottoranda di ricerca in Civiltà dell’Asia e dell’Africa, Civiltà Islamica, storia e filologia presso il Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali, Sapienza Università di Roma. Specializzata presso le Università Al Manar di Tunisi e Al Quds di Gerusalemme, è docente di Lingua araba ed islamistica e di Dialettologia araba ed è direttrice di Sguardo sul Medio Oriente.

Linguistica Cinese

Linguistica Cinese

Tendenze e prospettive
Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni Unicopoli
a cura di Claudia Bulfoni, premessa di Alessandra Cristina Lavagnino. pp. 162, Milano

Il volume raccoglie i contributi di docenti italiani operanti presso atenei nazionali ed esteri, al fi ne di proporre una panoramica sullo stato attuale della linguistica cinese nel nostro paese e, in particolare, sulle ricerche svolte o in corso d’opera da parte di studiosi dediti a questo settore. Si è partiti dai contributi presentati nel corso della seconda edizione del convegno nazionale sulle ‘Giornate di studi sulla linguistica cinese’, tenutosi presso il Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano nel novembre del 2015, grazie al supporto dell’Istituto Confucio. La pubblicazione intende promuovere la diffusione degli studi sulla linguistica cinese in Italia, in modo da trasmettere a studiosi e studenti interessati le più recenti ricerche sui diversi aspetti della lingua cinese.

Propedeutica al Latino Universitario

Propedeutica al Latino Universitario

Autore/i: Traina Alfonso; Bernardi Perini Giorgio
Editore: Pàtron
prefazioni degli autori. pp. 440, Bologna

Il manuale più adottato nelle università italiane per il suo equilibrio fra esigenze scientifiche e didattiche. Esso condensa le nozioni essenziali a un decoroso insegnamento – linguistico e filologico – del latino in lO lucidi capitoli (La storia-del latino; La pronunzia; La quantità e l’accento; Problemi difonetica; Problemi di morfologia; Problemi di sintassi; Fondamenti di metrica; La critica del testo; Didattica e didassi del latino; Gli strumenti), ognuno seguito da una bibliografia ragionata e controllata. Un’appendice di Supplementi e aggiornamenti la tiene al passo col rapido succedersi dei modelli metodologici.

La Lingua d’Uso Latina

La Lingua d’Uso Latina

Autore/i: Hofmann Johann Baptist
Editore: Pàtron
premessa, introduzione, traduzione, note e cura di Licinia Ricottilli, prefazione dell’autore. pp. 464, Bologna

Di questa celebre opera, che ha aperto un nuovo capitolo negli studi del latino e non è stata ancora sostituita, si dà la prima traduzione italiana, un ’ampia e penetrante introduzione che in 60 pagine né indaga i precedenti e ne valuta i risultati alla luce delle teorie linguistiche più recenti (con un’appendice bio-bibliografica sull’Autore) e un sistematico aggiornamento linguistico e filologico.

L’Accento Latino

L’Accento Latino

Cenni teorici e norme pratiche
Autore/i: Bernardi Perini Giorgio
Editore: Pàtron
presentazione di Pietro Ferrarino. pp. 184, Bologna

Integra il precedente volume trattando con ricchezza d’informazione ed esemplare chiarezza didattica le molteplici questioni, teoriche e pratiche, dell’accentazione del latino, base di ogni corretto insegnamento del latino.

La Paternità Spirituale

La Paternità Spirituale

Il vero “gnostico” nel pensiero di Evagrio
Autore/i: Bunge Gabriel
Editore: Qiqajon
seconda edizione interamente rifatta e ampliata, traduzione dal tedesco a cura di Valerio Lanzarini. pp. 152, Magnano (BI)

Lavoro di uno specialista estremamente competente, ma anche opera di un uomo di fede profonda e di assidua preghiera, questo saggio sulla paternità spirituale nel pensiero di Evagrio Pontico ci porta a cogliere il senso autentico di ogni paternità: dare la vita, offrire a un altro lo spazio perché sia se stesso, nella libertà. E senso della vera figliolanza è la libera accoglienza di se stesso come essere-in-relazione. Questo lucido esame delle fonti del monachesimo orientale ci aiuta a scoprire le radici dei nostri attuali malesseri occidentali, ma ci indica anche la direzione per uscirne: non limitarsi al rimpianto o allo studio, ma impegnarsi a vivere con umiltà e serietà.

Gabriel Bunge, eremita di grande discernimento spirituale, profondo conoscitore di Evagrio e dei padri del deserto, ma soprattutto uomo di intensa preghiera, vive in un eremo nel Canton Ticino. Presso le nostre edizioni ha pubblicato anche Akedia, il male oscuro, Vasi di argilla e Vino dei draghi e pane degli angeli.

Uno Studio sul Bene

Uno Studio sul Bene

Autore/i: Nishida Kitarō
Editore: Mimesis
a cura di Enrico Fongaro, prefazioni dell’autore. pp. 240, Milano

Uno studio sul bene (1911) è la prima opera di Kitarō Nishida. Diviso in quattro parti secondo un progetto sistematico che comportava la stesura di un’ontologia, un’etica e una filosofia della religione, il libro si fonda sul concetto di “esperienza pura” che l’autore ricava da Mach, da Avenarius, ma soprattutto da William James, riletto alla luce del pensiero di Henri Bergson. Si tratta del primo tentativo in assoluto di coniugare filosofia occidentale e scuola zen, il primo passo per dar vita a un progetto filosofico interculturale collocato al crocevia tra Oriente e Occidente.

Kitarō Nishida (1870-1945), è considerato il filosofo giapponese più influente del ventesimo secolo. Dal suo pensiero ha avuto origine la cosiddetta Scuola di Kyoto (Kyōto gakuha), un gruppo di pensatori tra i più creativi nel panorama filosofico novecentesco in Giappone.

Il Mare dei Califfi

Il Mare dei Califfi

Storia del Mediterraneo musulmano (secoli VII-XII)
Autore/i: Picard Christophe
Editore: Carocci
introduzione dell’autore, a cura di Marco Di Branco, traduzione di Filomena Di Paola. pp. 388, Roma

Fernand Braudel ha riconosciuto in quella islamica una delle grandi civiltà mediterranee, ma le ha attribuito un ruolo decisamente di secondo piano per ciò che concerne lo sviluppo marittimo ed economico medievale. Tutte le successive storie del Mediterraneo hanno quindi assegnato un posto subalterno ai marinai dell’Islam, generalmente considerati alla stregua di pirati. Il libro di Christophe Picard propone invece una visione radicalmente diversa. La prolifica produzione cronachistica degli Arabi e la documentazione archeologica portata alla luce negli ultimi anni, infatti, hanno permesso di rivalutare l’importanza dei musulmani nella storia medievale del Mediterraneo. Scopriamo così che califfi e giurisperiti non ignoravano lo spazio mediterraneo e che marinai, guerrieri e mercanti non cessarono di solcarlo, mentre veniva contemporaneamente descritto da geografi, cartografi ed enciclopedisti. Esso fu oggetto di un continuo interesse anche e soprattutto come terreno d’elezione del jihad dei califfi.

Christophe Picard insegna all’Università Paris-1  Panthéon-Sorbonne.

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Introduzione
La fine del pirata «moro e saraceno»?
Parte prima. Il Mediterraneo degli Arabi: tra rappresentazioni e appropriazioni
1. Gli Arabi scoprono il Mediterraneo
Il Mediterraneo nell’ambito dell’Islam / Una geografia del viaggio: il Mediterraneo di al-Mas‘ud / Due osservatori mediterranei: al-Idrisi e Ibn Khaldun
2. La scrittura araba della conquista del Mediterraneo
Le prime testimonianze nelle cronache abbasidi / La storiografi a sotto il controllo del sultano: il Mediterraneo negli scritti dei cronisti di Baghdad / Gli Umayyadi e la conquista del Mediterraneo nelle cronache abbasidi / Gli ulemà e la raccolta delle tradizioni (akhbar): l’esempio dell’Egitto / Il Mediterraneo della conquista, cimitero degli “eroi” / La nascita di un Mediterraneo esclusivamente islamico
3. Il silenzio del mare: il jihàd degli Abbasidi / Il sapere, obiettivo del dominio universale dell’Islam / Le nuove condizioni della guerra / Gli spazi del jihàd mediterraneo nel programma abbaside / Il califfo
4. Il Mediterraneo dei geografi , «figlio del califfato di Baghdad» (IX-X secolo)
L’eredità di Baghdad / Il Mediterraneo in rapporto all’Oceano Indiano / Il Mediterraneo marginalizzato dei geografi viaggiatori / Ibn Hawqal: il Mediterraneo al centro dell’Islam
5. I centri musulmani del Mediterraneo occidentale: l’Islam senza gli Abbasidi (VIII-IX secolo)
La nascita di una cronografi a in Occidente / Una frontiera abbaside sulle coste dell’Ifriqiya / Il jihàd degli Aghlabidi: la prosecuzione del modello abbaside / Il jihàd abbaside in al-Andalus, frontiera marittima / I silenzi del Maghreb marittimo
6. Il Mediterraneo dei califfi d’Occidente
L’epoca dei califfi umayyadi / Il califfato fatimide, un potere rivolto verso il mare
7. Il Mediterraneo occidentale, ultimo focolaio delle ambizioni marittime dell’Islam (XII-XIII secolo)
Dalla fine del califfato umayyade di Cordova al califfato almohade di Marrakesh / La marina degli emiri di Taifa, sulla scia umayyade / Il Maghreb, nuova potenza dell’Islam occidentale / Gli Almohadi e il mare, l’ultimo imperialismo mediterraneo dell’Islam medievale
Parte seconda. Le strategie mediterranee dei califfi
8. Il Mediterraneo dei due imperi (634-750)
Mu‘?wiya, fondatore della potenza navale degli Arabi / L’applicazione di una strategia marittima / Obiettivo Costantinopoli / L’espansione araba nel Mediterraneo occidentale
9. Controllare il Mediterraneo: il modello abbaside (metà VIII-X secolo)
La “rottura” abbaside nel Mediterraneo: un’impostura storiografica / La sovranità abbaside nel Mediterraneo / L’impegno abbaside nel Mediterraneo: controllo marittimo e difese costiere / La ricompensa del murabit e i guadagni sulla frontiera: affari di Stato
10. Controllare il Mediterraneo: il risveglio marittimo dell’Occidente musulmano (IX secolo)
L’alba di una nuova era marittima: il tempo degli Aghlabidi / L’inizio di una navigazione musulmana nel Maghreb e in al-Andalus / La prima marina andalusa (IX secolo)
11. L’imperialismo marittimo dei califfi mediterranei nel x secolo: la fine del jihàd?
Dal mare del jihàd allo spazio imperiale / La “rivoluzione commerciale” nel Mediterraneo nel X secolo, un cambiamento strategico importante
12. La sovranità marittima dell’Islam dinanzi all’espansione latina nel Mediterraneo (XII-XIII secolo)
La politica mediterranea del Maghreb e di al-Andalus nel XII secolo / L’Egitto, centro nevralgico del commercio mondiale?
Conclusione
Il Mediterraneo medievale, uno spazio di memoria dell’Islam
Glossario
Bibliografia
Appendici
Indice dei nomi e dei luoghi

Le Piante son Brutte Bestie

Le Piante son Brutte Bestie

La scienza in giardino
Autore/i: Bruni Renato
Editore: Codice
pp. 224, ill. a colori, Torino

Dopo aver ereditato un giardino di città, un botanico da laboratorio inizia a osservare aiuole, prati e vasi con lo sguardo della biologia, della chimica, dell’ecologia e della fisica, sporcandosi le mani e imparando sul campo che le piante non sono le creature semplici e angelicate che crediamo. Tra un colpo di zappa e un esperimento sfoltirà qualche leggenda, trapianterà il piccolo mondo del giardinaggio nel grande contenitore dei fenomeni planetari e fertilizzerà alcune stranezze vegetali.
Le storie meno battute e le spiegazioni meno ovvie di un anno di giardinaggio spuntano a fianco delle begonie e mettono radici tra gli inquilini più microscopici nell’umido del terriccio, collegando il pollice verde allo sguardo della ricerca. Una prospettiva che ci porterà a scrutare orti privati, parchi urbani e balconi fioriti con occhi diversi, facendoci cambiare idea su qualche abitudine nella gestione dei giardini, non sempre davvero amica dell’ambiente.

Renato Bruni è professore associato in Botanica/Biologia farmaceutica presso il dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma. In laboratorio si occupa dei metaboliti secondari delle piante e dei loro impieghi, mentre in rete cura il blog Erba Volant (meristemi.wordpress.com), raccontando come lo studio delle piante e dei loro effetti sia una cosa più difficile di quanto si creda. Anche per questo, più conosce le piante e più si convince che siano bestie complicate.

Le Mie Invenzioni

Le Mie Invenzioni

L’autobiografia di un genio
Autore/i: Tesla Nikola
Editore: L’Età Dell’Acquario
traduzione dall’inglese di Valentina Di Tommaso. pp. 104, Torino

«La scienza è solo una perversione se non ha come fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità».

La vita di Nikola Tesla è circondata di così tante leggende che si potrebbe persino dubitare del fatto che egli sia esistito veramente.
Ingegnere straordinario, dotato di un’immaginazione prodigiosa, che gli permetteva di visualizzare le sue macchine nei minimi particolari senza doverne disegnare i modelli su carta, Tesla fu uno dei grandi innovatori della fisica moderna, un inventore geniale che riuscì a tradurre in realtà quasi 300 delle sue «visioni» e che anticipò la futura robotica (sviluppata con il nome di«Teleautomatica»).
Bistrattato a lungo, quando non dimenticato, Tesla fu un personaggio eccentrico: giocatore d’azzardo e incallito fumatore in gioventù, si votò poi completamente, con severa autodisciplina, agli studi di ingegneria e alla ricerca tecnica. Convinto che lo scopo della scienza fosse quello di preservare la vita degli uomini e di dominare il mondo materiale per il benessere e le necessità umane, a questo lavorò con instancabile energia fino alla morte, conducendo un’esistenza solitaria e modesta.
Tesla pubblicò questa incredibile autobiografia a puntate, nel corso del 1919, sulla rivista «Electrical Experimenter», rivolgendosi soprattutto ai giovani lettori con la speranza di stimolarli a coltivare con passione i primi slanci creativi, che spesso modellano in modi imprevedibili i futuri destini.

Nikola Tesla (Smiljan, 1856 – New York, 1943) è stato un ingegnere elettrico, inventore e fisico serbo-croato, naturalizzato statunitense nel 1891. È conosciuto per il suo lavoro rivoluzionario e i numerosi contributi nel campo dell’elettromagnetismo (di cui è stato un geniale pioniere). Elaborò un prototipo per la comunicazione senza fili (la radio) e diede origine alla moderna ingegneria elettrica con lo sviluppo della corrente alternata. Per i suoi contributi alla scienza e la sua vita straordinaria, i suoi ammiratori contemporanei arrivano a definirlo: «L’uomo che inventò il XX secolo».

Principi e Metodi di Massoneria Operativa

Principi e Metodi di Massoneria Operativa

Autore/i: Brunelli Francesco
Editore: BastogiLibri
premessa dell’autore. pp. 214, Roma

Con quest’opera di Francesco Brunelli viene offerta agl’iniziati una guida operativa che consente di migliorare l’approccio alla prassi dei lavori in Loggia. Esponendo tecniche e metodiche, indirizzando sui sostanziali connotati della Nuova Era, premendo il tasto sul rinnovamento etico e spirituale, Brunelli si rivolge direttamente alle nuove e generose generazioni di Massoni, con l’occhio sempre attento a mettere in rilievo le fonti e lo spirito originario della ricerca, malgrado l’incalzare esagitante di mode tanto affascinanti quanto epidermiche.

Astrologia Custode del Tempo

Astrologia Custode del Tempo

Il codice della salute
Autore/i: Zorzan Arturo; Lo Rito Daniele
Editore: Chiaraceleste
introduzione degli autori. pp. 168, nn. ill. b/n, Torino

L’astrologia non cessa di stupire per i suoi infiniti impieghi e modi in cui può essere declinata.
È il caso di questo studio, che ha impegnato i suoi autori per più di trent’anni.
Tramite il metodo dell’antiscia e della controantiscia e le 28 fasi lunari, unendo l’astrologia al sapere medico, hanno elaborato uno schema interpretativo che fa riferimento agli studi delle neuroscienze sul cervello rettiliano, su quello limbico e sulla corteccia cerebrale.
A ognuno dei 36 decani è attribuito un valore fisico ed emotivo, che permetterà di interpretare le modalità comportamentali e le debolezze fisiche indicate dal Tema natale.

Arturo Zorzan vive e lavora a Treviso, dove nel 1983 ha fondato la scuola di astrologia, Gruppo Sirio. Viaggia in India e in Brasile dove incontra esperti di astrologia. Dagli anni ‘70 si è interessato di ricerca astrologica frequentando i principali esponenti dell’astrologia, Van Wood, Francesco Waldner e Federico Capone.

Daniele Lo Rito, otorinolaringoiatra, esperto in Agopuntura, Omeopatia e Iridologia, ha scoperto il Cronorischio e lo Spaziorischio, cioè la possibilità di leggere il tempo e lo spazio dell’uomo attraverso l’iride. Docente della specializzazione di Iridologia presso la Scuola Italiana di Medicina Olistica.

Giardini di Saggezza in Occidente

Giardini di Saggezza in Occidente

Autore/i: Brunon Hervé
Editore: Deriveapprodi
introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Serena Monachesi. pp. 96, Roma

Il giardino è da sempre, e in tutte le culture, luogo privilegiato per la contemplazione, la riflessione, la cura di sé… Luogo di elezione per la teologia, la filosofia e la meditazione.
Giardini concreti e immaginari, orti cintati e paradisi terrestri, che la cultura occidentale ha destinato al riparo dal mondo circostante, alla riflessione, alla metafisica e affidato all’etica del giardiniere. Ecco allora una storia della relazione tra giardino e saggezza in Occidente, dalla Grecia antica alla contemporaneità, dalla tradizione biblica a quella poetica, che ancora oggi si rivela rapporto imprescindibile per la ricerca di una buona vita. L’indagine diventa allora un itinerario singolare tra strutture del giardino e pratiche del pensiero, accompagnati da Epicuro e Platone, Sant’Agostino e Montaigne, Shakespeare e Nietzsche, e dall’insieme della nostra cultura letteraria e filosofica che nel giardino ha le sue radici.

Un brano:
“Sul piano etico, il giardino non ha smesso di contribuire, come già dai tempi di Epicuro, al pensiero dell’agire e del vivere insieme, all’accettazione della vecchiaia, alla ricerca di una pace di sé, al saper godere della luce e della presenza.
Sul piano ontologico, il giardino, “natura fatta parola e parola fatta natura”, continua a ospitare la possibilità di quelle che Paul Ricœur chiama “meditazioni imperfette”, al di là delle separazioni che l’inclinazione sostanzialmente dualistica dell’antropologia occidentale tende a operare con le sue categorie dicotomiche: anima e corpo, spirito e materia, intellegibile e sensibile, soggetto e oggetto, cultura e natura, società e ambiente (l’ideologia globalizzata del materialismo individualista rovescerà alcune delle gerarchie di queste istanze, senza tuttavia mettere in discussione lo schema della scissione).
Piuttosto che «renderci padroni e possessori della natura», oggi si tratta di ricostruire un rapporto di appartenenza e al tempo stesso rispetto, che potrebbe forse trovare espressione, sul modello del cogito cartesiano, in un “pianto dunque sono”, “semino dunque vivo” o “coltivo dunque divengo”.
E, sebbene in Europa i giardini di saggezza non rispondano a un unico principio formale, molti, almeno simbolicamente, hanno riservato uno spazio per la malerba, hanno accolto il fatto che il mondo sfugge al nostro volere e oltrepassa i limiti delle nostre conoscenze. Un’erba è un’erba è un’erba…”

Hervé Brunon, storico del giardino e del paesaggio, è direttore di ricerca al CNRS (Centre André-Chastel). Tra le sue pubblicazioni in lingua francese: Le Jardin contemporain (2011), Le Jardin comme labyrinthe du monde (2008) e Le Jardin, notre double. Sagesse et déraison (a cura di, 1990). Vive e lavora in Francia.

Searching for the Dharma, Finding Salvation – Buddhist Pilgrimage in Time and Space

Searching for the Dharma, Finding Salvation – Buddhist Pilgrimage in Time and Space

Autore/i: Cueppers Christoph; Deeg Max
Editore: Lumbini International Research Institute
pp. 250, nn. tavv. a colori f.t., Bhairahawa Dist. Rupandehi (Nepal)

Proceedings of the Workshop “Buddhist Pilgrimage in History and Present Times” at the Lumbini International Research Institute (LIRI), Lumbini, 11 – 13 January 2010

Per Benvenuto da Imola

Per Benvenuto da Imola

Le linee ideologiche del commento dantesco
Autore/i: Fiorentini Luca
Editore: Società Editrice Il Mulino
premessa dell’autore. pp. 640, Napoli

Un autore «ricco d’aneddoti nel suo commento, ma credulo anche in una sua storia oggi dimenticata». Così Ugo Foscolo definiva Benvenuto Rambaldi da Imola, forse il più celebre tra gli antichi lettori della Commedia di Dante. E non v’è dubbio che sia proprio lo spazio dedicato alla narrazione delle vicende storiche (o leggendarie) dei personaggi danteschi ad aver alimentato, nei secoli, l’interesse per la monumentale opera esegetica di Benvenuto. Custode di storie ’dimenticate’ che meritano di essere riscoperte, e interprete eccezionalmente acuto delle tensioni che accompagnarono la ricezione della Commedia alla fine del Trecento, il maestro imolese restituisce anzitutto un pensiero originale sul rapporto che nella poesia di Dante regola verità storica e finzione, ’concetto’ e ’immagine’. La rielaborazione delle linee ermeneutiche suggerite dai primi chiosatori s’intreccia, nel suo commento, agli spunti offerti dal dialogo con Boccaccio e Petrarca; chiavi simboliche millenarie aprono finestre inaspettate sulla realtà del basso Medioevo italiano. Allo scioglimento di questi nodi è dedicato il presente volume. Trattando dell’anima umana ’prima e dopo il congedo dal corpo’, la Commedia contiene secondo Benvenuto da Imola la matrice di tutte le storie possibili; e tutte le storie possibili – in ciò l’antico lettore concordava senz’altro con il suo poeta – si dispongono secondo un ordine che chiede di essere conosciuto.

La Morte di Adamo

La Morte di Adamo

L’evoluzionismo e la sua influenza sul pensiero occidentale
Autore/i: Greene John C.
Editore: Feltrinelli
prefazione dell’autore, traduzione dal’inglese di Libero Sosio. pp. 416, 24 figure b/n, Milano

Può suonare strana l’affermazione che solo da poco più di un secolo l’umanità ha conseguito una visione realistica delle proprie origini: eppure l’Origine delle specie di Darwin, la prima opera in cui si spiega in modo scientifico, attraverso la teoria della selezione naturale, il meccanismo dell’evoluzione, data al 1859 (all’anno 1844 risale il primo abbozzo della teoria); ancora Buffon, in pieno periodo illuministico, era costretto a virtuosismi per elaborare una teoria che non suonasse in disaccordo col racconto della creazione contenuto nella Genesi, e qualche volta le precauzioni non bastavano. ▼
La storia dell’avvento di una visione dinamica dell’origine delle specie comincia praticamente alla fine del Seicento, sotto lo stimolo del meccanicismo che, conquistata una posizione di forza in fisica e in astronomia, stava accingendosi a una verifica su un piano diverso.
L’opposizione della Chiesa e della cultura tradizionale, che stavano ormai lentamente cedendo di fronte all’incalzare del copernicanesimo, si sposta sul terreno della geologia, della storia della Terra e dell’origine delle specie, un terreno in cui viene messa in gioco la veridicità della Genesi. Le resistenze non sono solo esterne; il cammino verso la verità è difficile e laborioso, la scoperta di resti fossili di animali sconosciuti offre solo deboli spiragli di luce a gente che brancola nel buio. Ma le conoscenze si sommano e si moltiplicano: Buffon, Lamarck, Cuvier, Saint-Hilaire, Maupertuis, Erasmus Darwin, Lyell, Linneo, offrono tanti frammenti di un mosaico che sarà ricomposto pazientemente da Charles Darwin negli anni successivi al suo storico viaggio intorno al mondo sulla Beagle.
Oggi, con i progressi incredibili compiuti dalla genetica, il meccanismo della trasformazione organica, e soprattutto dell’eredità dei caratteri acquisiti, si è molto chiarito. Ma proprio alla luce delle conoscenze attuali, la lettura di questo libro ci da il senso di una delle più grandi avventure del pensiero umano, e della gradualità e lentezza del divenire storico anche in un campo dotato di una grande mobilità, quello delle idee.

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Prefazione  7
1. Le basi del conflitto  9
2. Il cielo alterabile  25
Mosè e Newton 29 – Una cometa colpisce il Sole 37 – Mondi senza fine 39 – Il cerchio si chiude 45
3. Un mondo in rovina  53
“Piccolo sporco pianeta” 55 – Il significalo dei fossili 59 – L’onnipotente diluvio 69 – L’uniformità della natura 71 – Tre generi di montagne 76 – Battesimo col fuoco 79 – Cronologia relativa e cronologia assoluta 84 – Vulcanismo e nettunismo 86 – Le epoche della natura 89 – Né vestigia di un principio, né indizi di una fine 93 – La chiave dell’enigma 104
4. Specie estinte  107
5. Dalla monade all’uomo  151
La ricerca del metodo della natura 155 – Le specie e il tempo 164 – La via della natura 186 – Perpetuo perfezionamento in natura 198 – Le condizioni d’esistenza 201
6. Il posto dell’uomo nella natura  209
Né scimmia né uomo 212 – Il pongo e il jocko 216 – La linea di divisione tra la scimmia e l’uomo 219 – La descrizione dell’orang-utan 224 – Finalmente una scimmia a statura d’uomo 230
7. L’animale perfettibile  237
L’uomo allo stato di natura 242 – L’uomo crea se stesso 246 – Razza e ambiente 257
8. L’origine delle razze umane  261
Le prime forme sono le migliori 265 – Miglioramento attraverso la selezione 272 – L’uomo è una creatura recente 278 – Dal Negro all’Europeo 280 – La variazione casuale e la selezione naturale 286
9. Il trionfo del caso e del mutamento  291
10. Darwin e Adamo  355
Indice analitico  389

L’Interpretazione dei Fenomeni della Vita

L’Interpretazione dei Fenomeni della Vita

Autore/i: AA. VV.
Editore: Il Mulino
presentazione e cura di Vincenzo Cappelletti. pp. 228, Bologna

I problemi biologici sono oggetto d’indagine per un numero crescente, ma già ieri notevole, di discipline: la fisica affronta la biogenesi, la cibernetica promuove la biologia molecolare, la chimica e la termodinamica studiano il metabolismo, la statistica si cimenta con la norma dei fenomeni vitali. Eppure la vita non ha cessato d’essere per la scienza alcunché di diverso dalla materia inorganica, e la natura continua a mostrare nel vivente caratteri che forse saranno trovati anche altrove, rovesciando il tradizionale rapporto tra discipline organiche e inorg’an’iche. La monade fronteggia ormai l’atomo, la qualità riemerge sulla quantità. In miliardi di anni l’evoluzione biologica ha mostrato l’esistenza della programmazione accanto alla retroazione, della sintesi formativa all’interno dell’universale tendenza verso la dissipazione dell’energia in calore. Ai primordi e in ogni mutazione genica, la vita è stata ed è progettuale come vorrebbe esserlo oggi la ricerca umana. E perciò il pensiero interdisciplinare può commisurare alla realtà del metro biologico le vie che segue, i metodi che usa. Meccanicismo e vitalismo sono superati: s,i annunzia, fra incertezze e tentativi in opposte direzioni, una biologia strutturale radicata nella metodologia, nella storiografia, nella filosofia del pensiero scientifico.

Vincenzo Cappelletti, curatore del presente volume, è nato a Roma nel 1930. Dottore in medicina e in filosofia, insegna Storia della scienza nell’Università di Roma. È Presidente della Domus Galilaeana e Direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana.

Magia, Stregoneria, Superstizioni nell’Occidente Medievale

Magia, Stregoneria, Superstizioni nell’Occidente Medievale

Autore/i: Cardini Franco
Editore: La Nuova Italia
pp. 246, Firenze

La grande tradizione magico-ermetica rinascimentale ha profonde radici medievali, così come la «grande paura» e la grande vergogna dell’Occidente protomoderno: la stregoneria e la caccia alle streghe. Tra magia e stregoneria i nessi sono molteplici e profondi, ma qualificanti le differenze. Lo stregone – e poi, con frequenza crescente, la strega – si configura sempre più come un emarginato, un deviante, il custode più o meno consapevole di una Weltanschauung alternativa rispetto ai poteri costituiti e alla cultura egemone. La strega resta un simbolo di contraddizione nell’Europa cristiana, una consolatrix afflictorum dei miseri e dei disperati: medichessa e ruffiana, ostetrica e procuratrice d’aborto, custode dei segreti più riposti del cuore di chi le si rivolge e mercantessa di meraviglie, dispensiera di veleni e di filtri erotici, d’amore e d’odio, di vita e di morte. Dinanzi alla Chiesa che insegna la confidenza nella volontà divina e che addita la via dell’ordine gerarchico e dell’ortodossia dogmatica, la strega vende a pochi soldi la speranza nella propria volontà, nel proprio io, in una felicità che – sia amore corrisposto, sia ricchezza raggiunta, sia vendetta compiuta si coglie, si sfrutta, si gode su questa terra. La strega vende illusioni a chi ne ha bisogno per affrontare l’esistenza. Non stupisce quindi che, oggi, emarginati e nonconformisti la scelgano ancora una volta a loro simbolo, a loro bandiera.

Fiorentino, allievo di Ernesto Sestan, Franco Cardini insegna storia medievale a Firenze. Interessato alla tematica della storia delle idee e delle mentalità, ha pubblicato fra l’altro Le crociate tra il mito e la storia (Roma 1971) e Il movimento crociato (Firenze 1972). Coordinatore della sezione «storia medievale» della Enciclopedia europea (Garzanti), collabora a riviste quali la «Rivista storica italiana», l’«Archivio storico itllliano», «Quaderni medievali» e «Ricerche storiche». È membro della Deputazione toscana di storia patria.

Il Mimetismo Animale

Il Mimetismo Animale

Autore/i: Caillois Roger
Editore: Medusa
traduzione, presentazione e cura di Vincenzo Fidomanzo. pp. 160, nn. ill. a colori e b/n, Milano

Perché i soldati di oggi indossano una tuta mimetica persino quando sono di servizio in ambienti urbani? Non è necessario affrettarsi a rispondere. Ci si soffermi a riflettere su questo caso ormai frequente, con calma. Anche senza lambiccarsi su questo esempio, sembra quasi sia possibile mettere in discussione uno dei presunti cardini della condotta umana: l’utilità. Qual è infatti la reale utilità di una tuta mimetica concepita per occultarsi nella boscaglia, nel deserto o sulla neve, all’interno di una stazione di metropolitana? L’intento protettivo, utile in un contesto naturale, sembra dissolversi all’interno di una struttura architettonica. D’altro canto la presenza dei militari armati, evidenziata dalla tuta mimetica, potrebbe rassicurare i pacifici cittadini pur esponendo i soldati a maggiori rischi, considerata la maggiore visibilità. Di certo l’utile dei pacifici cittadini sembra accresciuto rispetto a quello dei soldati posti a loro difesa. Quindi l’utile si riapre una strada, una possibilità di esistenza, ma l’utile di chi? Perché ci si fa passare tanto spesso per ciò che non si è, a volte spacciandosi per feroci gradassi o acuti, raffinati intellettuali e in altri casi gabellandosi invece per essermi innocui o candidi babbei? Per prevalere, per proteggersi? Per paura quindi? Perché lo fanno in tanti? Fastidioso interrogarsi su temi del genere, molto più rassicurante osservare questi fenomeni negli animali posti su un gradino ritenuto inferiore nella gerarchica scala di classificazione dei viventi. È anche più facile analizzare queste modalità comportamentali dal di fuori, un “fuori” che equivale a un “alto”, dal momento che è scontato per chiunque ritenersi in una posizione più elevata di un bruco. Il mimetismo è quindi esclusivamente funzionale? Ha soltanto uno scopo difensivo od offensivo? Quali altri motivi possono determinarne l’esistenza e la sua indubbia persistenza? A queste domande Caillois tenta di suggerire delle risposte. Risposte che danno origine ad altre domande, alle quali soltanto nell’intimo il lettore potrà forse osare rispondere.

Scrittore francese, studiò all’École normale supérieure negli anni Trenta, fu allievo di Marcel Mauss e di Géorges Dumézil. Si laureò con una tesi intitolata Les démons de midi (edita postuma in Italia nel 1988). Assieme a Bataille, col quale condivideva l’entusiasmo per il surrealismo, animò il Collège de sociologie. Andò in Argentina, dove avrebbe collaborato alla rivista Sur, promuovendo nel contempo la rivista Lettres Françaises. Tornato a Parigi nel 1945, lavorò presso l’UNESCO e creò la collana latino-americana La Croix du Sud e, dal 1952, la rivista Diogène, incentrata sulla nozione di “scienze diagonali”, sulla quale avrebbe poi edificato la maggior parte della la sua opera. Razionalista, attirato però dall’irrazionale, Caillois fu grande studioso di miti (Le mythe et l’homme, 1938), del sacro (L’homme et le sacré, 1939), del gioco (Les jeux et les hommes, 1958; trad. it. 1981), e della guerra (Bellone ou la pente de la guerre, 1963). Ma la sua riflessione, capace di estendersi ad ambiti davvero eterogenei, prese in considerazione anche l’importanza dell’immaginazione, del sogno e del fantastico. Forse i più alti risultati, a livello di stile, Caillois li avrebbe raggiunti con Pierres (1966), e col libro che ad esso fece seguito, Pierres réfléchies (1975). Pubblicò anche un affascinante romanzom, intitolato Ponce Pilate (1961). Dal 1971 fu accademico di Francia.

La Dea Dimenticata

La Dea Dimenticata

Vita morte e miracoli di due sognatori, Francesco Grignaschi e David Lazzaretti, la storia dei Magnetici
Autore/i: Baietti Giorgio
Editore: Verdechiaro
introduzione, presentazione e prefazione dell’autore. pp. 192, ill. b/n, Baiso (RE)

Questo libro, frutto di una attenta ricerca da parte di Giorgio Baietti, racconta la storia di Don Grignaschi, sacerdote di un piccolo paese di montagna che fece molto discutere e che è tuttora ricordato con grande reverenza nei luoghi dove si svolse la sua storia. Grazie a lui un grande sogno diventa realtà: il vero Regno di Dio prende forma, e la Gerusalemme Celeste di colpo si realizza in un paese della collina piemontese della metà dell’Ottocento. Un credo in cui la donna, il “femminino sacro”, rappresenta il punto focale e la base su cui edificare una religione che è nuova ma, allo stesso tempo, antichissima, perché affonda le radici nel cristianesimo delle origini e nei culti precedenti. Questo è ciò che crea Francesco Grignaschi il quale, durante la celebrazione di una messa domenicale, sente una voce misteriosa che gli annuncia un grande compito; da quel momento diventa l’incarnazione di Gesù Cristo e come tale dovrà redimere l’umanità intera. Altro personaggio di spicco di questo libro è David Lazzaretti, il profeta che dalle colline toscane lancia un messaggio universale di pace e giustizia sociale. La sua voce è molto ascoltata, soprattutto in Francia, ma incute terrore nei benpensanti nostrani. L’insegnamento di questo uomo leggendario caratterizzerà tutta un’epoca ed è assolutamente attuale anche oggi a più di un secolo di distanza. David aveva un solo scopo nella vita: creare il Regno di Dio su questa terra, aiutando i deboli e i poveri e portando a tutte le genti il proprio messaggio di salvezza e di amore.

I Segreti dei Templari

I Segreti dei Templari

Autore/i: Loiseleur Jules
Editore: Odoya
prefazione e preambolo dell’autore, traduzione di Luisa Lanni. pp. 224, nn. ill. b/n, Bologna

I cavalieri Templari professarono davvero una dottrina segreta in contrasto con quella della Chiesa cattolica romana? La estesero a tutto l’ordine? Quali furono i suoi dogmi, le sue fonti, i suoi legami con le grandi eresie del XIII secolo? Rappresentava davvero un pericolo così grave per la società da giustificare le terribili misure adottate dalla Chiesa e dalla Corona francese per distruggere l’ordine del Tempio?
Nel XVII secolo l’abate René-Aubert Vertot considerava i Templari «l’enigma più impenetrabile che la storia abbia lasciato da decifrare alla posterità», mentre Napoleone non credeva che si sarebbe mai riusciti a risolverlo. «Come si potrebbe decretare che i Templari erano innocenti o colpevoli a distanza di cinquecento anni» diceva «quando anche i contemporanei sono discordi?». In effetti si decideva di essere pro o contro l’ordine del Tempio in modo sistematico e prima di qualsiasi analisi, a seconda che si fosse atei o credenti. Discolpare i Templari significava processare la monarchia che aveva approfittato delle loro spoglie e il papato che li aveva abbandonati e condannati; colpevolizzarli significava difendere sia la Corona sia la religione.
Nato da un lungo e attento lavoro di ricerca da parte di Jules Loiseleur, questo saggio, assurto a pietra miliare degli studi sui Templari, cerca di far chiarezza sull’organizzazione interna e i rapporti col mondo esoterico dei membri dell’Ordine. Contiene inoltre gli atti dell’inchiesta sui Templari in Toscana e la cronologia dei documenti relativi alla soppressione dell’Ordine.

“Veritas vos liberavit.” (motto dei Templari)

“E forse erano tutto questo, anime perse e anime sante,
cavallanti e cavalieri, banchieri ed eroi…” (Umberto Eco)

“Non hanno proprietà personali, nemmeno la loro stessa volontà gli appartiene. Sono vestiti semplicemente e coperti di polvere, la faccia bruciata dal sole, lo sguardo orgoglioso e duro: prima della battaglia si armano interiormente con la forza della fede ed esternamente con il ferro, il loro unico gioiello è la loro arma, e se ne servono coraggiosamente anche davanti al pericolo più grande, non temendo né il numero né la violenza dei barbari.
La loro unica fede è rivolta a Dio e quando combattono per lui cercano la vittoria sicura o la morte con onore.” (Bernardo di Chiaravalle)

Jules Loiseleur (1816-1900), Cavaliere della Legion d’Onore, bibliotecario della città di Orléans, membro del Consiglio Comunale e corrispondente del dipartimento della Pubblica Istruzione, era noto tra gli storici anche per i suoi studi su Ravaillac (1873) e sulla Notte di San Bartolomeo (1882). Il suo saggio sulla dottrina segreta dei Templari è uno dei capisaldi della ricerca storica sul misterioso Ordine nato in Terra Santa alla fine dell’XI secolo.

Apertura delle Anche e dei Piegamenti in Avanti

Apertura delle Anche e dei Piegamenti in Avanti

Anatomia delle posizioni
Autore/i: Long Ray
Editore: Om Edizioni
introduzione dell’autore, traduzione di Giorgio Cerquetti. pp. 220, interamente e riccamente illustrato a colori

Il Maestro dottor RAY LONG, autore della collana LA SCIENZA DELLO YOGA, in questo volume tratta la parte riguardante
“L’APERTURA DELLE ANCHE E DEI PIEGAMENTI IN AVANTI “,
guidando come nei volumi precedenti il lettore attraverso una straordinaria narrazione visiva e spiegando nei dettagli l’anatomia, la biomeccanica e la fisiologia di questa antica arte orientale della salute decodificando di volta in volta le posizioni.
La serie di libri “LA SCIENZA DELLO YOGA” è progettata per aiutarvi nella comprensione dell’anatomia funzionale dello yoga.
Ogni volume migliora la forza, la flessibilità e la precisione del praticante focalizzando una specifica categoria di posizioni e benefici terapeutici, contiene bellissime illustrazioni che spiegano i concetti chiave di ogni posizione, una descrizione dei principi biomeccanici e fisiologici con le applicazioni alle specifiche posizioni dello Yoga.
La caratteristica di questa collana è l’insieme di bellissime e numerosissime illustrazioni e chiare istruzioni scientifiche su come usare, al meglio, le posizioni per ottenere il massimo beneficio dalla Vostra pratica.

Dizionario dei Simboli

Dizionario dei Simboli

Autore/i: AA. VV.
Editore: Jaca Book
a cura di Mircea Eliade e Ioan P. Couliano. pp. 432, ill. b/n, Milano

L’uomo fu sin dalla preistoria un creatore di simboli, i quali costituiscono un ponte rispetto alle proprie origini, al cosmo e al destino. Le voci di questo Dizionario, selezionate dall’amplissimo repertorio in 17 volumi dell’Enciclopedia delle Religioni diretta da Mircea Eliade in collaborazione con Ioan P. Couliano e curate da massimi esperti internazionali, sottolineano l’emergere e il persistere di tale creatività, non solo in solenni circostanze, ma soprattutto nelle osservazioni, nei gesti e negli oggetti quotidiani. Per secoli i simboli sono stati vissuti come portatori di un significato capace di sfondare gli orizzonti del limite umano per proiettarsi in una presenza che si poneva come «altra». Si scopre così che anche gli oggetti più usuali – una chiave, un tessuto, uno specchio, un gioiello – o i gesti più comuni come mangiare, dormire, offrire un dono, giocare, non sono aspetti scontati della nostra vita: nella storia dell’umanità, infatti, sono stati caricati di un senso che noi possiamo aver scordato, ma che attesta come la ricerca di un significato sia impressa nelle profondità del desiderio umano. Le grandi articolazioni di questa ricerca sono tratteggiate nel saggio dello storico delle religioni Jacques Vidal che introduce la nuova edizione.

Mircea Eliade. Nato a Bucarest il 13 marzo 1907, ha vissuto in India dal 1928 al 1931. Ha insegnato fi losofi a all’Università di Bucarest dal 1933 al 1938. Addetto culturale a Londra e poi a Lisbona, nel 1945 viene nominato professore presso l’École des Hautes Études di Parigi. Ha insegnato alla Sorbona e in diverse università europee. Dal 1957 è stato docente di Storia delle religioni all’Università di Chicago, dove nel 1985 è stata istituita la cattedra «Mircea Eliade » a lui dedicata. È morto a Chicago il 22 aprile 1986. Presso Jaca Book sono state pubblicate le opere narrative: Il vecchio e il funzionario (1978, 1997); Andronico e il serpente (1982); Nozze in cielo (1983, 1996); Signorina Christina (1984); Notti a Serampore (1985, 2017); La foresta proibita (1986); Diciannove rose (1987); Il segreto del dottor Honigberger e Un uomo grande (entrambi 1988); Maitreyi. Incontro bengalese (1989); Il romanzo dell’adolescente miope (1992); Gli huligani (2016). Per quanto riguarda saggistica, memorialistica e grandi opere: La creatività dello spirito (1979, 1990); La prova del labirinto. Intervista con C.H. Rocquet (1979, 2002); Immagini e simboli. Saggi sul simbolismo magico-religioso (1981, 2007, 2015); Spezzare il tetto della casa (1988, 1997, 2016); Il mito della reintegrazione (1989, 2002); I riti del costruire (1990, 2017); Dizionario delle Religioni (con I.P. Couliano), in Religioni, volume della Enciclopedia Tematica Aperta (1992, nuova ed. 2017); Le promesse dell’equinozio. Memorie 1. 1907-1937 (1995); Le messi del solstizio. Memorie 2. 1937-1960 (1996); Oceanografia (2007); Fragmentarium (2008); Enciclopedia delle Religioni (diretta da M. Eliade), Edizione Tematica Europea a cura di D.M. Cosz; L. Saibene, R. Scagno (1991 – 17 voll., 13 dei quali già pubblicati).

Ioan Petru Couliano. Storico delle religioni, scrittore e filosofo. Nato a Iaxi (Romania) il 5 gennaio 1950, specialista di antropologia religiosa, storia delle religioni, storia del Rinascimento. Compiuti gli studi presso l’Università di Bucarest, nel 1972 chiese e ottenne asilo politico in Italia, stabilendosi a Perugia. Insegnò in seguito a Milano, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, prima di trasferirsi in Francia, dove ottenne il dottorato con una tesi sui miti nell’ambito del dualismo della cultura occidentale. Insegnò in seguito presso l’Università di Groninga, nei Paesi Bassi, e infine a Chicago, negli Stati Uniti, dove tenne la cattedra di Storia della cultura romena. Esperto anche di gnosticismo e magia rinascimentale, collaborò a lungo con Mircea Eliade. Fu vittima di omicidio il 21 maggio 1991, mentre si trovava a Chicago. Oltre alla collaborazione già ricordata con Mircea Eliade, le sue pubblicazioni presso Jaca Book comprendono la raccolta di racconti La collezione di smeraldi e il saggio I miti dei dualismi occidentali. Dai sistemi gnostici al mondo moderno (entrambi 1989).

La Scrittura Celeste

La Scrittura Celeste

La nascita dell’astrologia in Mesopotamia
Autore/i: Pettinato Giovanni
Editore: Oscar Mondadori
premessa e introduzione dell’autore. pp. 426, nn. tavv. b/n f.t., nn. ill. b/n, Milano

«Non conosco, in verità, alcun popolo, dai più civili e colti ai più efferati e barbari, che non creda che il futuro si manifesti con segni premonitori e che esistano persone capaci di comprenderli e spiegarli in anticipo. Per primi gli assiri osservarono assiduamente i passaggi e i moti delle stelle e, quando li ebbero registrati, tramandarono ai posteri quale presagio costituissero per ciascun individuo.» Con queste parole Cicerone nel De divinatione ribadisce l’opinione unanime degli autori classici greci, secondo i quali furono gli abitanti della Mesopotamia, chiamati Caldei, i primi a studiare il movimento degli astri. Il recente ritrovamento di intere biblioteche con iscrizioni cuneiformi ha permesso di confermare questa opinione e di sfatare tanti pregiudizi sulla «primitività» degli orientali rispetto al genio greco.
Per i Caldei vi era un rapporto inscindibile tra cielo e Terra, e tutte le manifestazioni celesti erano messaggi divini che prefiguravano avvenimenti terrestri (un’eclissi poteva significare giorni difficili per il regno, una congiunzione planetaria positiva poteva indicare la ricchezza dei raccolti o la guarigione di un malato): nella loro cultura, astronomia e astrologia erano quindi strettamente collegate. Giovanni Pettinato, uno dei maggiori esperti mondiali di civiltà sumerica e assiro-babilonese, che ha decifrato le Osservazioni celesti compiute dagli studiosi babilonesi (i quali si servivano persino di un rudimentale cannocchiale), svela per la prima volta in queste pagine i segreti dell’astrologia, la più importante delle sofisticatissime arti divinatorie dei popoli mesopotamici, spiegando con ricchezza di particolari i principi che regolavano le predizioni. Fulcro di tale sapere era l’Enuma Anu Enlil, una serie di ben settanta tavole in cui si illustrava il significato per il Sovrano e per il paese di fenomeni astrali riguardanti i pianeti e le costellazioni: dalla posizione di Venere, dal sorgere del Sole o dalle fasi lunari potevano infatti dipendere l’esito di una guerra o la sorte di un re.
Per tracciare un quadro più completo di questa scienza e dei suoi cultori, Pettinato prende in considerazione anche altri documenti: la fitta corrispondenza tra gli astrologi e la corte assira, i calendari mensili con giorni fasti e nefasti, gli astrolabi, gli oroscopi personali, i riti, le preghiere e gli scongiuri. Il volume si chiude con uno sguardo sulla fortuna della scienza astrologica babilonese e sulla sua trasmissione in Grecia, Egitto e India. Un libro straordinario sulle origini di una disciplina che ancora oggi, alle soglie del Duemila, continua ad affascinare l’uomo.

Giovanni Pettinato (1934) si è laureato in Assirologia all’università di Heidelberg, dove dal 1966 al 1970 ha insegnato Sumerologia. Dal 1974 è professore ordinario di Assirologia alla Sapienza di Roma. Ha partecipato come epigrafista a importanti missioni archeologiche in Iraq, Siria, Yemen del Nord. Oltre a numerosi volumi specialistici sulla civiltà sumerica e assiro-babilonese ha pubblicato: Ebla. Un impero inciso nell’argilla (Mondadori 1979), Semiramide (Rusconi 1985), Ebla. Nuovi orizzonti della storia (Rusconi 1986), Babilonia. Centro dell’universo (Rusconi 1988), I Sumeri (Rusconi 1992), La saga di Gilgamesh (Rusconi 1992), L’uomo cominciò a scrivere (Electa 1997) e, insieme a Silvia Maria Chiodi, Gli Dei di Babilonia (Nuova Eri 1991).

A Mirror Reflecting the Entire World

A Mirror Reflecting the Entire World

critical edition with english translation.
Autore/i: Cicuzza Claudio
Editore: Lumbini International Research Institute
pp. lxiii-230, nn. tavv. b/n f.t., Bhairahawa Dist. Rupandehi (Nepal)

The Buddhapādamaṅgala is an anonymous work in the corpus of Pāli literature transmitted in Siam. Its starting point is the conventional description of the wheel mark on the soles of the feet of a Buddha, following the Pāli tradition which presents “auspicious signs” (maṅgala) as the “retinue” (parivāra) of the classical wheel. The text lists and explains one hundred and eight auspicious signs, interpreting them in terms of the teachings of the Buddha, with the result that the feet of the Master are transformed into an intricate map of his teachings, which are set symbolically in a many-layered universe.

Har Karkom

Har Karkom

Montagna Sacra nel deserto dell’Esodo
Autore/i: Anati Emmanuel
Editore: Jaca Book
premessa e introduzione dell’autore. pp. 232, nn. tavv. b/n f.t., Milano

  1. Le scoperte archeologiche
  2. Il monte Sinai nel contesto dell’Esodo

Per secoli è stata convinzione comunemente diffusa che il Monte Sinai andasse localizzato nella zona di Santa Caterina nel Sinai meridionale, ove infatti fu eretto un monastero cui, nel corso del tempo, affluirono in pellegrinaggio milioni di cristiani.
Ma nel luglio del 1983 l’insigne archeologo italiano Emmanuel Anati convocava a Brescia una conferenza stampa durante la quale avanzava una diversa, straordinaria, ipotesi: il Monte Sinai sarebbe in realtà il Monte Karkom, nel Negev.
Il Karkom è la più alta montagna che si incontra nell’area provenendo da Sud; nelle sue vicinanze si trovano un torrente: un pozzo e resti antichi di 5000 anni.
Nel 1982 la spedizione guidata da Anati aveva identificato in questo sito una serie di elementi la cui corrispondenza con il racconto biblico era impressionante. Lo studioso optò tuttavia per una estrema cautela e conservò la notizia segreta fino. a che non poté presentare a supporto della propria teoria una serratissima analisi; 200 pagine fitte di dati che illustrano fatti sorprendenti quali ad esempio: la prova che tale montagna venne considerata sacra nel periodo compreso tra la prima e la media età del bronzo; lo straordinario ritrovamento di 12 pietre erette disposte in due sequenze di sei, di altre pietre di minori dimensioni accanto alle quali si innalzava una costruzione con una tavola in pietra, con tutta probabilità un altare.
Questo libro è l’affascinante resoconto della scoperta di Anati e fornisce una dimostrazione dettagliata della sua teoria vista nel contesto biblico, come pure una ricca documentazione delle varie fasi degli scavi e dei reperti che essi hanno prodotto.

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