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Selezione di volumi Aseq Editrice

Maometto Papa e Imperatore

Maometto Papa e Imperatore

Autore/i: Cavina Marco
Editore: Laterza
pp. X-166, Bari-Roma

 La caduta di Costantinopoli del 1453 nelle mani dei turchi segna la fine di un impero bimillenario e di un potere che si riteneva universale. È un evento epocale ma anche la fonte di sogni, di aspirazioni, di leggende e di profezie. Nel segno di un dialogo tra islam e cristianesimo, tra Oriente e Occidente.

La caduta di Costantinopoli apparve ai contemporanei come un evento epocale. Mentre gli eserciti turchi sembravano ormai destinati a conquistare Roma e a instaurare un nuovo impero islamico, in tutta l’Europa dilagò un clima di terrore in cui presero a diffondersi profezie che annunciavano conseguenze terribili e perfino la fine del mondo. Con la conquista della capitale imperiale, il sultano Maometto II poteva, a buon diritto, sostenere di essere l’erede del titolo di imperatore romano, e perciò l’unico candidato a ricostituire l’antico impero. Questa volta sotto il segno dell’islam. A nulla valse la lettera di papa Pio II, in cui gli prometteva il titolo e le terre dell’impero romano d’Oriente, a patto che si battezzasse e abbracciasse il cristianesimo. Ciò non impedì, tuttavia, la circolazione della leggenda secondo la quale Maometto il profeta sarebbe stato non solo cristiano, ma papa in pectore. Segno di quanto forte fosse il desiderio di porre fine alle violenze e realizzare un dialogo interreligioso fra cristianesimo e islam.

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Premessa
Prologo

Intorno a Maometto il profeta

Dove si apprende che Maometto, prima che profeta, ambiva  essere  papa  di  Roma.  Dove  si  apprende  che  Maometto  era  gabellato  per  cristiano  eretico  e  l’islam  per 
un magma di eresie cristiane. A proposito di quei teologi bizantini che fra alto e basso medioevo si dilettavano a  confrontare  cristianesimo  e  islam,  e  ad  insultarsi  recipro-
camente coi sapienti arabi. Si ragiona sulle conclusioni di tanto pensare. Il rapido successo dei musulmani nel mondo si deve alla violenza e all’edonismo promossi dal
Corano e suggeriti dal demonio
 
La caduta di Costantinopoli, Mosca ‘Terza Roma’ e le congiure dei pagani

Dove Nestore Iskinder profetizza la caduta e il riscatto
di Costantinopoli, liberamente interpretando la lotta fra un
serpente e un’aquila al tempo di Costantino il Grande. Dio lo volle, non senza dolore. Enumerando utopie e distopie germinate fra i ruderi di Costantinopoli. Si spiega come sia mai possibile che in Europa da Carlo Magno in poi vi fossero due imperatori, entrambi
romani, entrambi universali. Dove si ricorda la triste sorte dell’ultimo imperatore bizantino, Costantino XI Paleologo,  mai  incoronato  secondo  regola, e ci si pone  il 
problema, non  banale, dell’importanza  dell’incoronazione e della Chiesa nella nomina imperiale. «Due Rome sono cadute, una terza è e una quarta non sarà»: poteva  anche  lo  zar  essere  imperatore  dei  romani?  E  poteva  Mosca  essere  la  terza  Roma  a  capo  di  un  impero  romano  cristiano-ortodosso in Europa orientale?. Dove si  rammentano  le  gesta  insane  di  taluni  umanisti  che  ordirono  una  congiura  per  uccidere  il  papa,  auspicando  la restaurazione di Roma antica e degli dèi pagani.
Dove si accenna agli eccentrici progetti di Giorgio Gemisto Pletone,

Maometto II imperatore musulmano universale

Dove  Tursun  Beg  e  Ibn  Kemâl  narrano  di  come 
Maometto  II,  dopo  la  conquista  di  Costantinopoli,  salisse  sulla  cupola  di  Santa  Sofia  e  là  riflettesse  amaramente  sulla fallacia della condizione umana, la quale, per grande che sia, sempre è destinata a cadere nella rovina e nell’abbandono. Dove  ci  si  interroga  se  Maometto II fosse semicristiano ovvero, al contrario, fosse l’anticristo in persona o il suo precursore. Poteva mai essere trasferito  ai  musulmani  l’impero  d’Oriente  romano  e  cristiano?. Una raffinata e bizzarra moda letteraria d’accettare i turchi: considerarli  troiani vendicatori.
Dove  si  scrive  intorno  agli  italiani  che  dimostrarono simpatia per l’espansione turca, e in particolare si legge con qualche profitto il poema sull’Emiro di Gian Mario Filelfo. La fine dei tempi, il silenzio di Dio e la paventata conquista turca dell’Italia e di Roma.

Un cristianesimo semplice per cristiani e musulmani

Grazie  ad  un  arguto  e  sapido racconto su tre anelli, che rappresentano  tre  religioni  uguali  e  diverse,  il  giudeo  Melchisedech si salva con onore da una trappola escogitata dal  Saladino.  Roma  val  bene  un  battesimo. Pio II propone a Maometto II – ma proprio sul serio? – di convertirsi e farsi nominare legittimo imperatore. Si ricordano gli amabili figli di un dio minore che tentarono di accostare  –  e  non  riunire  –  cristianesimo  e  islam  nei  fatti  e  nell’ascesi mistica. Dove si discetta dei tre sapienti di  Raimondo  Lullo  e  del  metodo pacifista di Giovanni da Segovia per convertire i musulmani, cercando di comprimere le differenze. Si può mai distinguere una religione dai suoi riti? Niccolò Cusano pensava di sì e andava distinguendo l’essenziale, per ritrovare il Dio – cristiano – universale.

Una religione, una fede, un impero:la proposta fallita di una religione cristiano-islamica

Compare uno strano personaggio, Giorgio da Trebisonda, nemico di tutti e di nessuno, che odia Platone e pensa che Maometto ne sia quasi una reincarnazione. Dove Giorgio da Trebisonda propone una religione universale cristiano-islamica e Maometto II come imperatore del mondo col nome di Manuele. Il finale non è lieto. Al gran turco preme soltanto conquistare l’Europa e farla musulmana, anche se lui per primo non è un gran credente. Il papa, dal canto suo, richiama tutti all’ordine cattolico romano.
Dove Rodrigo Sánchez de Arévalo dimostra che Maometto II  «regna nell’ira di  Dio»,  e  che  nessun  potere è legittimo se non sia di un cristiano, e che soltanto il papa
può conferire il potere imperiale, e che se e quando i chierici sbagliano lo giudica soltanto la Chiesa cattolica romana, unico potere universale. Qui ci si congeda e ci
si lamenta che nel Quattrocento, al tempo della crisi degli universalismi, sia stata fallita una grande occasione per una universale conciliazione religiosa e politica, e per una civile conversazione fra cristiani e musulmani, nonostante gli sforzi di tanti sapienti.

Note
Indice dei nomi

Il Villaggio degli Stregoni

Il Villaggio degli Stregoni

Autore/i: Davis Hassoldt
Editore: Valentino Bompiani
Traduzione di Bruno Oddera pp. 264, 16 tavole f.t., Milano

il villaggio degli stregoni si riallaccia al precedente libro di Hassoldt Davis, La giungla e i dannati, che tanto successo ottenne perché fece conoscere il tragico mondo dei deportati nella Guiana francese. Nella sua prima spedizione, l’Autore incontrò una strana tribu, i Boni, discendenti dagli schiavi giunti secoli prima dalla Costa d’Avorio nella Guiana francese. Nel suo nuovo libro egli narra la spedizione intrapresa con la sua compagna inseparabile Ruth, alla ricerca del ceppo originario di questa stirpe dalle costumanze magiche e pittoresche, e del misterioso villaggio degli stregoni, seminario di magia nella giungla. Lo troverà, infine, “il villaggio piÙ strano del mondo” – Yho – dopo avventure inconsuete che sbalestrano il lettore dal polo freddo della tragedia e del dramma a quello cordiale della calda e gioiosa vitalità africana, tra maghi, medici-stregoni, maschere, feticci e totem, tra missionari e funzionari coloniali, in lotta gli uni con le superstizioni indigene, gli altri con i fermenti di ribellione che vanno diffondendosi anche nella Costa d’Avorio. Montagne e pianure, foreste e animali, leggende, danze e riti, ora tenebrosi e di morte, ora giocondi e di vita, fanno da sfondo a questo viaggio nel quale Hassoldt Davis, con penetrazione psicologica sottile, intelligente, garbatamente ironica, ha immesso davvero il sapore del fantastico e i toni evanescenti del magico e del surreale.

La Rivoluzione Culturale Vista da un Sovietico

La Rivoluzione Culturale Vista da un Sovietico

Autore/i: Želochovtsev A.
Editore: Rusconi
Traduzione dal russo di Giovanni Ruggeri, Pietro Casi e Lucio Dal Santo.
Introduzione di Armando Plebe. pp. 242, Milano

Nel febbraio del 1966 un giovane studioso russo arriva a Pechino, dove ha ottenuto il permesso di frequentare l’università locale per perfezionare la sua conoscenza dell’antica cultura cinese. Qualche mese dopo scoppia la «rivoluzione culturale» a cui egli assiste da un osservatorio privilegiato, all’interno di un collegio universitario. La violenza, la stupidità declamatoria delle assemblee e il disprezzo per la cultura divengono in breve tempo una consuetudine a cui nessun cinese può sottrarsi se non vuol essere perseguitato. Opere artistiche e documenti del passato vengono distrutti, le università sono trasformate in scuole di partito e in assemblee permanenti durante le quali i professori sono derisi e picchiati selvaggiamente; gli omicidi politici si moltiplicano in un’atmosfera sinistra. Le accuse delle guardie rosse sono sempre le stesse: «borghese», «servo dei padroni»; ma fra tutte troneggia, più frequente e temuta, proprio perché non significa nulla, l’accusa di essere «nero» (da noi si dice «fascista»). Quando l’atmosfera diventa troppo rovente, 2elochovtsev è costretto a ritornare in patria dove due anni dopo, nel 1968, pubblica su «Novyj Mir» questa cronaca appassionante dei primi mesi della «rivoluzione culturale» che è un documento unico perché, oltre a narrare la storia «quotidiana» di quel periodo, ci rivela la reazione di un comunista sovietico di fronte alla repressione della libertà in Cina, che assomiglia paradossalmente a quella di un visitatore occidentale nella Russia di oggi.

Dialoghi e Saggi

Dialoghi e Saggi

vol. I
Autore/i: Luciano Di Samosata
Editore: Valentino Bompiani
Traduzione di Luigi Settembrini, introduzione note e illustrazioni di Alberto Savinio pp. 220, 1 tav. a col., nn. ill. b.n., Milano

Introduzione

Il giudizio delle dee

Dialoghi dei morti

Encomio della mosca

Dell’ambra o dei cigni

I longevi

Della Dea Siria

Della morte di Peregrino

Il naviglio o i castelli in aria

Indice delle illustrazioni

Tantra Yoga

Tantra Yoga

Il Vijñānabhairava Tantra.
Il “Tantra della conoscenza suprema”
Autore/i: Anonimo
Editore: BEAT
Traduzione e commento di Daniel Odier.
Traduzione dal francese di Titti Follieri. pp. 126, Vicenza

Non ci può essere guida migliore – per chi voglia fare esperienza della conoscenza suprema e dell’amore assoluto attraverso il tantrismo – di questo libro nel quale Daniel Odier presenta il testo tradotto, commentato e arricchito da efficaci istruzioni pratiche, del Tantra della conoscenza suprema (Vijñānabhairava), la summa più straordinaria di metodi yogici mai riunita, la «quintessenza di tutti i tantra». Composto all’inizio della nostra era nel Kashmir, il Tantra della conoscenza suprema mostra la via della comprensione intuitiva, il sentiero mistico delle emozioni e delle sensazioni. Attraverso lo yoga dell’azione nel mondo dei sensi, il tantrika non raggiunge soltanto una libertà senza confini, ma vede anche il divino come il proprio stesso Sé, liberato da tutte le limitazioni concettuali, da tutti i dogmi, da tutte le credenze.

Il Libro dei Cerchi

Il Libro dei Cerchi

Kitāb Al ḥadā’iq
Autore/i: Ibn as-Sīd
Editore: Arché
Testo arabo, traduzione, introduzione e note di Massimo Jevolella pp. 140, Milano Prezzo: € 16,00

Ibn ‘Arabî ebbe a scrivere: “e ogni cosa e ogni essere è dunque un cerchio: ritorna là dov’è il suo principio”. Miguel Asìn Palacios scrisse di questo libro: “…il primo tentativo, compiuto in Andalusia, di armonizzare il pensiero greco e la teologia islamica”.
Testo arabo e traduzione italiana.

Il Buddhismo

Il Buddhismo

Autore/i: Seckel Dietrich
Editore: Il Saggiatore
Traduzione di Quirino Maffi pp. 366, 59 tavv. a colori, nn b/n, Milano

Questo libro darà al lettore la più gradevole delle smentite. É facile illudersi di sapere alcune cose intorno al Buddhismo, almeno per quello che ne è espresso o rispecchiato dall’arte. Le opere generali o monografiche sull’argomento non mancano certo in libreria. Ma Dietrich Seckel fa subito sentire che tutte quelle notizie, esatte o inesatte, che tutto quel sapere, reale o presunto, sono suscettibili di una radicale revisione, di un approfondimento, che muta molte prospettive; che insomma col Buddhismo e la sua arte è ancora possibile un nuovo incontro, più rivelatore dei precedenti, animati quasi sempre da interessi misticheggianti o estetizzanti. Una smentita, dunque, compensata subito da preziosi acquisti. Sono risultati che il Seckel deve al suo metodo del tutto anticonvenzionale e, nel miglior senso, spregiudicato. Anziché partire da concetti generali più o meno astratti, da visioni d’insieme necessariamente lacunose, egli esamina direttamente le singole opere d’arte. Si pone di fronte a trentacinque esempi prelevati dall’edilizia, dalla plastica, dalla pittura, dalla calligrafia. Questo numero limitato di «campioni» basta peraltro ad allineare tutti i tipi e le forme in cui si esprime esteticamente o ideologicamente, lo spirito buddhista; stupa, pagode, chiostri, templi, immagini del Buddha, gerarchie di personaggi sacri, opere particolari di vario carattere, simboli, ornamenti. Nello stesso tempo permette di concentrare col massimo di intensità l’osservazione, di dedicare a ciascun esempio un’attenzione precisa e delicata, di condurre a fondo l’esame del linguaggio, del contenuto, dei mezzi tecnici, dei valori poetici. Solo allora il Seckel va dal particolare al generale, dai fatti alle idee, che coglie e prospetta nella loro identità più profonda. Ne risulta un’immagine limpida e concreta, chiara e orientativa dell’arte estremoorientale, nelle sue tradizioni e nella sua storia, nelle sue concezioni del cosmo, dell’uomo, degli animali, delle piante, del paesaggio. Applicando in modo originale e felice quel «fine empirismo» che Goethe raccomandava, il Seckel è arrivato ad aprire un orizzonte inesauribilmente ricco, a far penetrare l’enigma di cose difficili e strane, senza dissiparne la suggestione, a scrivere un libro che, secondo i più autorevoli giudizi, è sicuramente destinato a far epoca.

Popoli Proibiti

Popoli Proibiti

Maasai, Barabaig, Fulani, Peul, Tuareg, Kemberi
Autore/i: Lain Luciana
Editore: Editrice Velar
pp. 232, nn. ill. a colori, Gorle (BG)

Popoli che non si sono fatti sedurre dalle “lusinghe” dell’uomo bianco mantenendo vive le loro usanze e i loro costumi. Non sanno nè leggere nè scrivere ma obbediscono a precise regole di vita suggerite dalla saggezza dei loro proverbi e da complicate cerimonie che si protraggono per giorni.

Psiche

Psiche

Culto delle anime e fede nell’immortalità presso i Greci
Autore/i: Rohde Erwin
Editore: Laterza
Prefazione di Sergio Givone.
Traduzione di E. Codignola e A. Oberdorfer pp. 636, Bari-Roma

Dagli incunaboli pre-omerici al tramonto della civiltà ellenica, attraverso i misteri di Eleusi, la religione ’dionisiaca’ e ’apollinea’, l’orfismo, Platone e il neoplatonismo, Erwin Rohde scardina la ricorrente tesi della Grecia ’olimpica’ terra di pacata razionalità e riconduce l’origine della fede greca nell’immortalità dell’anima all’estasi dionisiaca, un’esperienza religiosa antichissima, devota a potenze infere e permeata dal senso tragico dell’esistenza.

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Prefazione di Sergio Givone

Prefazione alla prima edizione tedesca

Prefazione alla seconda edizione tedesca

I. Culto delle anime presso i Greci

Fede nelle anime e culto delle anime nei poemi omerici

Rapimento. Isole dei beati

Divinità delle caverne. Rapimento sui monti

Gli eroi

Il culto delle anime

I misteri di Eleusi

Idee intorno alla vita nell’al di là

Appendice

II. Fede nell’immortalità presso i Greci

Origini della credenza nell’immortalità

La tarda grecità

Appendice

Indice analitico

Il Grande Racconto delle Religioni

Il Grande Racconto delle Religioni

Autore/i: Filoramo Giovanni
Editore: Il Mulino
pp. 546, nn. ill. a colori, Bologna

Nella straordinaria varietà di miti, simboli, forme, riti e valori in cui nelle diverse culture storiche trova espressione il sentimento religioso, il nucleo fondamentale è sempre lo stesso: il rapporto dell’uomo con il cosmo e con le sue forze potenti, misteriose e ingovernabili. Che si tratti di aborigeni, di nativi americani, di sumeri, cinesi, di cultura hindu, o di antichi greci, del credo mazdeo, di ebraismo, cristianesimo o islam, la visione religiosa del mondo garantisce ai credenti un punto di vista unitario sulla realtà, una bussola per orientarsi tra il bene e il male. Mentre alcune visioni hanno al loro centro il problema del rapporto con una natura selvaggia e minacciosa, altre insegnano all’uomo a vivere in armonia con il cosmo che lo circonda, lo ha creato e lo nutre. In altre ancora, ordinatrice del cosmo è una figura di sovrano divinamente ispirato. Tra VIII e VII secolo a.C. si fa strada una visione religiosa nuova: il monoteismo. Il divino non si manifesta più nella natura, non ha tratti antropomorfi, ma trascende radicalmente l’uomo. Con il Cristianesimo la concezione del Dio incarnato opera una svolta antropologica destinata a segnare la storia del pensiero occidentale. È di tutto questo che parla il libro: dell’eterno, inesausto bisogno umano di realizzare la pienezza dell’essere attraverso il sacro.

Cellules et Couvents Bénédictins

Cellules et Couvents Bénédictins

Autore/i: Schneider Edouard
Editore: Pierre Amiot
pp. 234, X tavv. b/n f.t., Paris (France)

Combien d’entre nous ont, sans y parvenir, revé qu’ils passaient le seuil de ces cellules au cœur de ces couvents?
Combien de pèlerins n’ont visite ces monastères, qu’au cours d’une heure trop courte pour leur permettre d’en découvrir la signification profonde, et d’en concevoir la lettre et l’esprit.
Ce que se propose un tel livre, c’est de placer le lecteur au centre de la vie des fils de saint Benoit.
En le lisant, on connaitra l’existence quotidienne qu’ils mènent selon la règle. Mais c’est aussi au sens le plus étendu, qu’on veut entendre dans ces pages, le terme de cellule monastique. Car si la vie du moine s’écoule pour une part essentielle entre ses quatre murs, sa cellule ne reflète-t-elle pas d’autres horizons qui baignent et élargissent ses limites jusqu’aux espaces immensurables?

Edouard Schneider a apporté dans cette œuvre le témoignage de son expérience vécue; il ne prétend parler que de couvents qu’il a connus et dont il a mesuré l’intensité spirituelle. Ainsi n’ayant pas eu dessein d’écrire un livre étroitement didactique, son ouvrage demeure-t-il d’aurant plus vivant. Dès lors, on comprendra l’immense activité civilisatrice que ces moines n’ont cessé de développer et de propager depuis le VII siècle, à travers toute l’Europe et dans le monde entier.

I Galli e l’Italia

I Galli e l’Italia

Catalogo della mostra, Foro Romano, 27 maggio-16 luglio 1978
Autore/i: AA. VV.
Editore: De Luca
A cura di Paola Santoro pp. 280, nn. ill. b/n, Roma

Indice del volume
Preliminari
Abbreviazioni bibliografiche
Introduzione
Le migrazioni dei Celti
I Celti in Francia
Il primo periodo La Tène
Il secondo periodo La Tène
Il terzo periodo La Tène

I Celti in Italia
Le fonti storiche sui Celti Cisalpini

I Celti in Traspadana
Dal periodo delle invasioni ai III secolo
Nel II e I secolo
Monete padane preromane
La Val d’Ossola
Necropoli di Gravellona Toce
Necropoli di Ornavasso
Carzaghetto
Tomba 28
Tomba D
Misano di Gera d’Adda
Valeggio Lomellina
Tomba 100
Tomba 189
Garlasco: Madonna delle Bozzole
Tomba 18

I Celti in Emilia Romagna
Ipotesi sulla celtizzazione nell’Emilia e nella Romagna
Bologna
Tomba Benacci 953
Tombe Benacci 959-960
Tomba Benacci 873
Tomba Benacci 176
Il territorio bolognese in epoca gallica
Ceretolo
Rocca San Casciano
I Galli sull’Adriatico
Problemi della civiltà gallica nelle Marche
Il sepolcreto di Montefortino di Arcevia
Tomba 2
Tomba 19
Tomba 34
Tomba 47
Camerano
Tomba 34
Tomba 42
San Filippo d’Osimo
Numana
Tomba 214
Tomba 502
Tomba 506
Matelica
Serra San Quirico
Civitalba
Problemi iconografici e stilistici
Descrizione dei frammenti

I Galli e l’Etruria
Talamone
Ripostiglio Vivarelli Strozzi
Ripostiglio del Genio Militare
Il Tesoretto di Campiglia Marittima

I Galli a Roma
Il sacco gallico di Roma
La stratigrafia del Comizio e l’incendio gallico
Il grande donario di Attalo I
Gruppo di sculture in peperino da Roma
Aes grave italico con testa di Gallo
I Galli in Italia: testimonianze linguistiche
Iscrizioni leponzie
Iscrizioni galliche
Iscrizioni di Orvieto
Riflessioni conclusive: Italia e Gallia
Indice degli autori
Indice generale

Ori Vichinghi

Ori Vichinghi

Roma – Palazzo Venezia, 25 settembre – 26 ottobre 1969
Autore/i: AA. VV.
Editore: De Luca
pp. 88, 58 ill. b/n f.t., Roma

Estratto dalla Presentazione

All’elenco ormai lungo degli scambi culturali tra la Svezia e l’Italia, si aggiunge oggi la Mostra «Ori Vichinghi» che la Soprintendenza alle Gallerie di Roma ha il piacere di presentare nei Saloni di Palazzo Venezia.
Per intendere le caratteristiche di questa mostra è necessario precisare alcune circostanze relative alla sua organizzazione.
La presentazione al pubblico del prezioso materiale viene fatta con lo stesso allestimento con il quale la presenta il Museo di Stoccolma e cioè non con comuni bacheche o vetrine, ma con ricostruzioni di navi vichinghe appositamente adattate. Vuole essere questo un richiamo, diremo così ambientale, ad una civiltà che proprio da ardite navigazioni in paesi lontani trae una sua caratteristica fondamentale, in quanto queste imprese si traducevano anche in rapporti culturali.
La mostra è naturalmente soltanto una antologia del ricchissimo materiale rinvenuto in vari centri della Svezia e nella preparazione di essa, che insigni studiosi svedesi hanno curato, si è mirato, in particolar modo, a dar notizia al pubblico dei vari sistemi di lavorazione impiegati. Piuttosto che una classificazione del materiale per generi, come fibule, lamine per elmi, impugnature e foderi di spade, guarnizioni per briglie, anelli, bracciali, amuleti ecc. è stato tenuto presente il sistema di lavorazione. Sfilano quindi dinanzi all’attento visitatore oggetti fusi accompagnati dalle matrici che modellavano il metallo allo stato liquido, poi oggetti lavorati a sbalzo, altri incrostati di granati, di agemine o di nielli, altri ancora interamente decorati o rifiniti a punzone. Oltre alle singole lavorazioni figurano spesso gli strumenti rinvenuti accanto all’oggetto ed in qualche caso anche dalla forma antica è stato ricavato l’oggetto corrispondente.
Da questa strutturazione per così dire tecnica, discende un ampliamento dei termini cronologici; infatti oltre ad ori e ad altri metalli rigorosamente appartenenti all’età dei Vichinghi, sono presenti nella mostra anche oggetti più antichi rinvenuti in territorio svedese, i quali costituiscono l’antecedente della produzione vichinga e il suo collegamento artistico e tecnico con opere appartenenti anche alla tarda antichità…

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INDICE

Comitato d’onore

Comitato organizzatore

Presentazioni (Matthiae, Isaksson, Jansson)

La Svezia e la Scandinavia dei tempi antichi nelle fonti letterarie greche e latine (Svennung)

Le fonti letterarie nordiche della storia del periodo vichingo (Jansson)

I tesori del periodo vichingo svedese (Stenberger)

Rapporti fra l’arte nordica e l’arte della tarda antichità (Arrhenius)

La decorazione zoomorfa dell’arte nordica (Holmquist)

Catalogo

Ricordi di Vite Passate

Ricordi di Vite Passate

Autore/i: Grant Joan
Editore: Armenia
Traduzione di Marika Boni Grandi pp. 310, Milano

Joan Grant, una signora inglese ormai settantenne, ha pubblicato negli scorsi anni sette volumi che i critici hanno definito «romanzi storici». In effetti si tratta di opere ambientate in epoche lontane, estremamente minuziose, realistlche, documentate; ma il particolare davvero strano è che l’autrice sostiene trattarsi di biografie delle vite trascorse nelle sue precedenti incarnazioni …

Ricordi di vite passate è l’autobiografia della Joan Grant di oggi, la storia di una donna maturata fra la prima guerra mondiale e gli anni Venti, che sin da bambina si è resa conto di possedere «rlcordi» risalenti a un impossibile passato. E che, poco per volta, è giunta ad accettare, a capire, persino ad amare la realtà di un fatto così straordinario.

Ciò che questo libro porta di nuovo al dibattito sul tema della reincarnazlone è il suo carattere di testimonianza diretta, di vicenda vissuta in prima persona. In mezzo alle incertezze, ai dubbi degli studiosi, le pagine della Grant stabiliscono una verità di cui sarà necessario indagare scientificamente le premesse, ma sulla cui sincerità è impossibile avanzare riserve.

L’Occhio del Faraone

L’Occhio del Faraone

Autore/i: De Rachewiltz Boris; Gómez I Oliver ValentÍ
Editore: Newton Compton
pp. 288, Roma

Antico Egitto. Anno 2200 a.C. Declino della VI Dinastia. Neferkara Pepi giace morente sul trono. Per quasi un secolo ha regnato sulle «Due Terre». La cornice di questo regno centenario è Menfi, Ineb-Hez, la «Città del Muro Bianco», città chiusa, ideale e senza tempo.

Il sovrano è il solo a vivere in un tempo diverso e lontano. Il solo a custodire gelosamente l’immagine familiare e sacra di un regno perduto. Tenuto all’oscuro fino agli ultimi istanti prima del trapasso dello stato del suo regno, sarà costretto ad un’estrema presa di coscienza: il tesoriere Ipuwer («l’uomo dal cuore onesto»), irrompe nella sala del Trono deciso a rivelare al sovrano Pepi l’incombere della crisi politico-religiosa che dilaga su Ta Mery (la Terra Amata). L’Egitto intero è in preda ai moti rivoluzionari.

La drammaticità del racconto di Ipuwer colpisce profondamente l’animo del sovrano morente, e la sua mente sconvolta ha un ultimo slancio rivivendo attraverso  il ricordo il suo mirabile passato.

Alle delicate immagini dell’infanzia di Pepi – incoronato bambino all’età di soli sei anni – seguono quelle di giardini esotici, di eclissi lunari, di gatti magici, e di pigmei danzanti; un turbinio di apparizioni sullo sfondo di fantasmagoriche danze di corte e di feste popolari sul Nilo.

Gli avvenimenti del romanzo sono redatti in epoca più tarda nel noto «Papiro dellla rivoluzione». Questo ed altri documenti storici  ed archeologici sono utilizzati come supporto alla trama, la quale non si limita ad una panoramica storica bensì permette alla fantasia degli autori di rievocare il cosmo dell’antico egizio in modo da avvicinarlo all’animo del lettore.

Nelle pagine conclusive il messaggio magico-religioso dell’opera appare chiaro: «L’eternità del sole è l’uomo».

Arazzi Italiani

Arazzi Italiani

Autore/i: Viale Ferrero M.
Editore: Banca Nazionale del Lavoro
Presentazione di Bruno Molajoli pp. 264, 120 tavv. a colori e b/n, Milano

INDICE

PRESENTAZIONE

L’ARAZZO IN ITALIA NEL SECOLO XV

Cenni introduttivi

Rapporti con gli arazzi oltremontani

I più antichi arazzi italiani

Arazzieri nordici in Italia

L’ARAZZO IN ITALIA NEL SECOLO XVI

li laboratorio di Vigevano e i «Mesi» Trivulzio

Gli «Atti degli Apostoli» di Raffaello

L’arazzeria di Ferrara

Attività arazziera a Mantova

Fondazione della arazzeria medicea a Firenze

La «Storia di Giuseppe» e i cartoni del Bronzino

I cartoni del Salviati

I cartoni del Bachiacca

Caratteri della prima produzione fiorentina

L’intervento del Vasari

I paramenti d’arazzi per Palazzo Vecchio

Le «Storie Fiorentine»

Le «Cacce» di Poggio a Cajano e i cartoni dello Stradano

I cartoni di Alessandro Allori

L’arazzeria medicea alla fine del secolo XVI

L’ARAZZO IN ITALIA NEL SECOLO XVII

L’arazzeria medicea all’inizio del secolo XVII

Conservatorismo dell’arazzeria medicea

I cartoni del Melissi e di altri artisti

La battaglia dell’alto e del basso liccio

Fondazione dell’arazzeria Barberini a Roma

II contributo di Pietro da Cortona all’arazzeria Barberini

I cartoni del Romanelli e di altri artisti

Lavori minori dell’arazzeria Barberini

L’ARAZZO IN ITALIA NEL SECOLO XVIII

li mutamento del gusto negli arazzi tra il XVII e il XVIII secolo

Rinnovamento dell’arazzeria medicea. I cartoni del Sagrestani e di altri artisti

L’arazzeria di San Michele a Ripa

Fondazione dell’arazzeria di Napoli

La «Storia di Don Chisciotte»

L’arazzeria di Torino e i cartoni del Beaumont

Cartonisti «minori» a Torino

I laboratori d’arazzi a Venezia

GLOSSARIO DEI TERMINI TECNICI

MARCHE DI MANIFATTURE E ARAZZIERI

BIBLIOGRAFIA

TAVOLE

INDICE DEI NOMI

INDICE DEI SOGGETTI

INDICE DEI LUOGHI, DELLE FABBRICHE E DELLE RACCOLTE

INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI

REFERENZE DELLE FOTOGRAFIE

Socrate

Socrate

Autore/i: Banfi Antonio
Editore: Garzanti
pp. 354, Milano

Socrate non è una dottrina, è una vita, una vita la cui esperienza non ha nulla di astratto, un intellettuale, di dottrinario. È tutta profondamente e schiettamente vissuta nell’ambito stretto della sua esistenza quotidiana, ma così intimamente e radicalmente, da sollevarlo dalla coscienza del problema essenzialmente umano della moralità, e neppur questa come idea, ma come principio organico della sua vita, del suo essere spirituale, della sua opera, del suo discorso e del suo rapporto tra gli uomini, come certezza e universalità della sua virtù, della sua libertà, serenità, coraggio, fermezza nel vivere e nel morire.

L’orizzonte dell’esperienza socratica è quello stesso della vita di Atene, della sua città, in cui tutto il suo essere è radicato, e sa di essere radicato, dalla cui terra dura al lavoro egli ha tratto il corpo forte, resistente ai disagi e alle fatiche …

Sottolineature a matita.

Le Piante nella Vostra Casa

Le Piante nella Vostra Casa

Autore/i: Rochford Thomas; Gorer Richard
Editore: Longanesi
Traduzione di Maria Longhi pp. 340, 104 tavv a colori e b/n f.t., Milano

Come tutti purtroppo sanno, la casa non è una serra. La temperatura con i suoi alti e bassi è spesso letale alle piante, la mancanza di umidità idem, la scarsità di luce idem … Questo libro vi insegna invece il modo per trasformare la vostra casa in una serra dove è possibile coltivare e rendere lussureggiante una serie quasi infinita di piante che rallegrano ed arricchiscono ogni stanza, dal salotto al living, dal pranzo alla camera da letto. Per la prima volta in Italia compare cioè un libro di agevolissima lettura, che fornisce tutte quelle nozioni, quasi elementari e di facile applicazione, atte a scongiurare il solito fenomeno cui siamo ormai quasi rassegnati, cioè che una pianta bellissima, dopo pochi giorni o poche settimane, trasportata dal vivaio o dal negozio tra le nostre mura deperisce, avvizzisce e infine muore nonostante le nostre cure affettuose, si, ma sempre amministrate con un certo margine di dilettantismo. Il signor Rochford e il signor Gorer erano le persone più adatte a svolgere questo tema. Il signor Rochford è infatti il direttore della più vecchia e più famosa ditta inglese specializzata in vivai per le piante da casa o da inverno. Il signor Gorer è uno dei botanici più esperti nelle varietà di piante qui illustrate, che egli ha studiato anche nei paesi di origine. Un necessario aggiornamento per l’Italia è stato apportato dal signor Henry Cocker. autore egli stesso di altri libri simili e stabilitosi nel nostro paese ormai da vent’anni come consulente di vari coltivatori dopo essere stato direttore della splendida villa Taranto, ora orto botanico tra i più forniti del mondo. Questo libro è indispensabile alla padrona di casa come al più esperto giardiniere.

L’Apocalisse è per Oggi

L’Apocalisse è per Oggi

Autore/i: Garofalo Salvatore
Editore: Salani
pp. 334, 11 tav., Firenze

Nel linguaggio comune, il termine « Apocalisse» si usa per indicare profezie e annunci relativi alla fine del mondo e agli ultimi destini dell’umanità e, figurativamente, come sinonimo di catastrofe definitiva. Ma che cosa è in realtà l’Apocalisse della Bibbia? E quale responsabilità le si deve riconoscere sulla previsione di cosmiche catastrofi, della tragedia che sembra dover concludere la vicenda della terra e dell’uomo? O quale speranza fa eventualmente balenare in un mondo rigenerato e felice nell’avvenire? E che cosa veramente dice della figura terrificante dell’Anticristo?
Anche se è sulla bocca di tutti, l’Apocalisse è praticamente sconosciuta. Chi si avventura a leggerla ne comprende assai poco, scoraggiato dal suo linguaggio astruso e dai suoi indecifrabili simboli, o si affida, per interpretarla, alla propria fantasia, dirottando l’attenzione verso problematiche estranee alle intenzioni e al significato del libro.
Noi ci proponiamo di guidare il gran pubblico alla scoperta di un’opera tra le più affascinanti della letteratura non soltanto sacra, mettendo a disposizione il meglio delle moderne ricerche, che hanno validamente contribuito a una migliore e più profonda comprensione dell’Apocalisse. Gli esperti sapranno riconoscere le nostre fonti e ciò che ad esse dobbiamo.

I Cappuccini

I Cappuccini

Storia di una Famiglia Francescana
Autore/i: D’Alatri Mariano
Editore: Istituto Storico dei Cappuccini
pp. 282, Roma

Ad abbozzare questo saggio di storia dell’Ordine cappuccino mi ha spinto soprattutto un «voto» che portavo dentro di me da quasi quarant’ anni. Ero da poco tempo entrato a far parte della famiglia dell’Istituto Storico, ed il p. Melchiorre da Pobladura, che ne era il presidente, mi affidò un manoscritto da esaminare e «giudicare ». Era una sintesi di storia dell’Ordine cappuccino. Dovevo dire se e perché il saggio andava pubblicato oppure respinto. li giudizio fu negativo. E il p. Melchiorre, lette le motivazioni (avevo dovuto far la fatica di scrivere!), mi disse: «Perché il saggio non lo scrive lei? Ci pensi ».

Un «pensiero» che non mi ha abbandonato mai e che, dopo la morte del p. Melchiorre (1983), si è caricato della sacralità di un testamento. Esso mi ha reso piu facile «fare l’obbedienza» al ministro generale e a tanti altri confratelli desiderosi di avere nelle mani un volumetto che li aiutasse a conoscere quello che l’Ordine cappuccino, negli oltre quattro secoli e mezzo della sua storia, ha operato e sofferto nel servizio della Chiesa.

Si tratta quindi di un lavoro di sintesi, alla cui base vi è anzitutto la Historia generalis dello stesso p. Melchiorre, mentre, per gli anni successivi al 1940 dove essa si arresta, sono stati utilizzati i ricchissimi volumi di Analecta Ordinis.

L’Amore nel Tantra

L’Amore nel Tantra

Autore/i: Osho
Editore: Es
A cura di Swami Anand Videha pp. 88, Milano

“Il Tantra si fonda sulla vita. Il Tantra è l’arte di vivere e di amare. Il Tantra è il metodo attraverso cui entri in rapporto con la tua sensualità, con la tua fisicità, con la tua sessualità. E tu ne hai paura perché ti è stato detto che in tutto questo c’è qualcosa di malato. Hai paura di incontrare il tuo corpo e il corpo dell’altro, perché in profondità temi di fronteggiare il terrore assoluto della morte nel sesso, quando il sesso tocca un punto estremo”.

Santa Elisabetta d’Ungheria

Santa Elisabetta d’Ungheria

Langravia di Turingia
Autore/i: Cadderi Carlo Attilio
Editore: Emp
pp. 170, Padova

Figlia del re d’Ungheria e sposa di un principe tra i più potenti della Germania, Elisabetta ancora giovanissima vide nei «minori» di Francesco d’Assisi, poveri e penitenti, l’ideale della propria vita.

E volle essere come loro, non solo quando, scacciata dal castello, conobbe da vicino miseria ed umiliazioni; ma anche negli anni dello splendore, quand’era ancora signora della corte della Wartburg, moglie di Ludovico IV, langravio di Turingia e conte palatino di Sassonia, amata e riverita dai sudditi, ammirata dallo stesso imperatore Federico II. Una figura che suscitò l’entusiasmo dei contemporanei (a neppur quattro anni dalla morte venne proclamata santa da quello stesso Gregorio IX che aveva canonizzato il Poverello), alla quale lungo i secoli leggenda e mito aggiunsero tratti e particolari non documentabili. Le varie «vite» della santa non avevano d’altra parte preoccupazioni e intenti di veridicità storica.

Caratteristica e finalità principale di questa biografia scritta da Attilio Cadderi è invece proprio una documetazione storica e rigorosa. E questo anzitutto per le vicende della vita di Elisabetta: dall’infanzia, al fidanzamento ancora bambina, al matrimonio, alla precoce vedovanza, alla persecuzione delgi ultimi anni. Ma documentazione anche per l’ambiente e il periodo storico in cui Elisabetta visse tra fatti e personaggi di grande rilievo: il castello dellla Wartburg, culla della nascente letteratura tedesca (cantata anche da Wagner), il discusso Andrea II d’Ungheria, padre di Elisabetta, i langravi di Turingia,  le  lotte per la corona di Germania, protagonista Federico II, che ebbe come alleato decisivo Ludovico IV di Turingia, sposo di Elisabetta; la crociata guidata dallo stesso Federico II, cui partecipò anche il langravio di Turingia che però perse la vita in Puglia, ancora prima di passare il mare per la Terrasanta…

Un vasto affresco in cui la figura di Elisabetta spicca con il fascino di una spiritualità intensa e ricchissima, ed insieme di una umanità che conquista per la sua immediatezza, semplicità, capacità di immedesimarsi con i poveri, i malati, gli emarginati.

Un fascino che dopo sette secoli perdura intatto.

Vie della Tradizione – Anno XLVIII – N. 174 Gennaio-Giugno 2018

Vie della Tradizione – Anno XLVIII – N. 174 Gennaio-Giugno 2018

Rassegna semestrale di orientamenti tradizionali. Anno XLVIII – N. 174 Gennaio-Giugno 2018
Autore/i: AA. VV.
Editore: Arktos
pp. 88, Carmagnola (TO)

Vie della Tradizione è una rassegna, fondata da Gaspare Cannizzo negli anni ’70,che affronta i vari aspetti della letteratura, della Tradizione, della filosofia, delle religioni e del simbolismo, per risalire alle connotazioni classiche ed eterne, ai valori basilari delle comunità tradizionali nella realtà confusa della attuale società postmoderna, nichilista, consumista e globalizzante.

Visualizza indice

JEAN HAUDRY
Le origini della concezione indiana delle età del mondo

HERVÉ A. CAVALLERA
li ruolo del mito in Mircea Eliade

LUCA MACCAFERRl
Considerazioni sulla poesia di John Donne nei rapporti con la metafisica orientale

NUCCIO D’ANNA
L’Abbazia di San Marziale e le radici iniziatiche della poesia trovadorica

GIANDOMENICO CASALINO

Il sapere assoluto in Hegel

LUCA VALENTINI
Il Dio quale funzione dell’Assoluto

RECENSIONI

Lessico Massonico

Lessico Massonico

Vocaboli, simboli, riti significati e regole
Autore/i: Mackey Albert Gallatin
Editore: Atanòr
Edizione italiana a cura di Luca Ferruzzi e Mariano Bianca pp. 292, Roma

Il Lessico massonico di Mackey, uno dei più importanti studiosi della Massoneria, non è un mero dizionario in cui trovare il significato delle parole e dei segni usati in Massoneria, ma in esso parole e segni sono esaminati con riferimento alla tradizione esoterica antica e a quella propria della Massoneria.

Tale Lessico non si restringe solo a parole e termini propri della Massoneria, ma si amplia a quelli che la Massoneria ha fatto propri traendoli da altre tradizioni culturali, religiose ed esoteriche; in tal senso, nel Lessico sono presentati i significati di termini propri della Kabalah, dell’Ermetismo, del Templarismo, della Gnosi nonché della tradizione cristiana e in particolare di quella dell’Antico Testamento.

Alben Gallatin Mackey (12 marzo 1807 – 20 giugno 1881) è staro un medico sratunltense, massone e studioso di Massoneria.
Influente personaggio del panorama liberomuratorio americano, dopo il trasferimento a Washington il suo impegno per la letteratura massonica fu totale. Iniziato alla Massoneria nel 1841 presso la Loggia Saint Andrews N° lO nella Carolina del Sud, frequentò anche la Loggia Solomon’s N°I. Ricoprì la dignità di Gran Segretario e Grande Oratore delle Gran Loggia della Carolina del Sud dal 1842 al 1867 e di Segretario Generale del Rito Scozzese Antico ed Accettato per la Giurisdizione del Sud fino all’anno della sua morte.

Fra i molti libri sulla Massoneria Mackey scrisse: A Lexicon of Freemasonry (1845), The Mistic Tie (1867), The History of Freemasonry: it’s Legends and Traditions (1906), The Principles of Masonic Law (1856), Encyclopedia of Freemasonry, Vol. I (1873) e Vol. II (1878), The Symbolism of Freemasonry (1882).

Io Dirò la Verità

Io Dirò la Verità

il processo a Giordano Bruno
Autore/i: Maifreda Germano
Editore: Laterza
pp. 314, Bari-Roma

Giordano Bruno accettò il rogo per eroica coerenza intellettuale? Nei quasi otto anni che trascorse in carcere, prima a Venezia e poi a Roma, il filosofo condusse un’aspra battaglia per non soccombere, non abiurare, non morire. Decise di rovesciare il tavolo solo quando si sentì definitivamente in trappola, nell’impossibilità di salvaguardare se stesso e la sua filosofia. La scelta di salire sul rogo venne, dunque, presa solo alla fine del lungo processo. Cosa accadde esattamente in quel momento, come giunse a quella decisione e perché? Per quale ragione Bruno – a differenza di alcuni suoi illustri contemporanei, tra cui Galileo Galilei – dopo avere tanto a lungo lottato per affermare la sua verità, decise infine di chiudersi nell’ostinazione e accettare le conseguenze ultime della condanna inflitta dagli inquisitori? Perché, dopo aver più volte dichiarato la disponibilità a farlo, non pronunciò un’abiura di facciata? Il libro affronta questi interrogativi ripercorrendo l’itinerario intellettuale di Giordano Bruno nelle corti di tutta Europa e seguendo, anche attraverso documenti inediti, tutte le tappe del processo.

Lutero

Lutero

Gli anni della fede e della libertà
Autore/i: Prosperi Adriano
Editore: Oscar Mondadori
pp. 582, tavv. a colori f.t., Milano

La traccia lasciata da Martin Lutero e dalla sua Riforma nella cultura e nella società europea è così profonda che, senza i valori da lui ereditati, a cominciare dalla tolleranza religiosa, sarebbe per noi impossibile capire il mondo di oggi. Dentro questioni come le guerre «sante», la libertà di culto, la crisi della politica ritroviamo infatti le ragioni e gli esiti del conflitto che il monaco tedesco ingaggiò contro il papato romano. Ma chi fu davvero Martin Lutero? Adriano Prosperi ci offre un’esauriente ricognizione sulla figura e l’epoca del riformatore, condotta attraverso la rilettura dei suoi testi e una straordinaria conoscenza del contesto storico in cui furono concepiti, ma anche prestando ascolto e dando voce all’incessante tormento interiore di un uomo inquieto e indomito.

Fiabe di Potere. Sherazade Incontra Barbablù

Fiabe di Potere. Sherazade Incontra Barbablù

Autore/i: Biato Paola
Editore: Verdechiaro
Con contributi di Antonella Aloi, Selene Calloni Williams, Arkaura Margherita Lacqua pp. 144, in appendice ill. b/n, Baiso (RE)

Questo percorso che mi accingo ad illustrarti, caro esploratore, è un viaggio interiore, dove ogni incontro, ogni personaggio, ogni ombra, ogni qualità, viene riconosciuta, assimilata, integrata dall’eroe, che ritorna a casa, colmo di gratitudine, magia e meraviglia per tutte le esperienze che ha vissuto. Le fiabe che ti racconteremo ti condurranno in un luogo dove modificando l’immaginario si produce una trasformazione psicofisica. E’ tempo di tracciare nuove strade, raccontare nuove storie, coltivare nuove visioni, cantare nuove canzoni, far nascere nuovi archetipi. E’ tempo di ricordare che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, che siamo immagini, e che queste immagini sono “forze”. Tutto questo io lo chiamo “Fantacoscienza”, un nuovo genere psico-letterario che sto immaginando e diffondendo. Sherazade/Rossana è una sciamana-cantastorie, un’alchimista, che opera con la magia sensuale, con il linguaggio erotico e poetico. Una donna fiera, ancora non consapevole di esserlo, con l’intuito ben sveglio, perché cammina nel bosco ed è in contatto con la natura selvaggia, cioè non addomesticata, non anestetizzata. E’ una donna che crea immagini con le parole, che guarisce, cucina e fiuta. Se stai leggendo questo libro, è probabile che anche tu abbia incontrato il tuo Barbablù una volta nella tua vita. Mi auguro che esso possa donarti nuove consapevolezze, che possa essere uno stimolo per risvegliare il divino femminile e per guarire l’immagine del maschile, dentro di te. Poiché il percorso è dentro. La vera rivoluzione è quella interiore.

Ambrogio Vescovo di Milano

Ambrogio Vescovo di Milano

Autore/i: Schuster Ildefonso
Editore: Jaca Book
Saggi introduttivi di Inos Biffi, Mariano Dell’Omo e Anna Maria Fedeli pp. LXV- 362, in appendice 18 tavv. a colori f.t., Milano

Il volume – primo di una serie dedicata alla riedizione delle più importanti Opere di Ildefonso Schuster -, corredato da saggi di Inos Biffi, Mariano Dell’Omo e Anna Maria Fedeli, raccoglie i principali scritti del cardinal Schuster su Ambrogio vescovo di Milano, pastore, teologo, committente di edifici sacri. In queste pagine si rispecchia in pieno il monaco benedettino, poi abate, infine arcivescovo della diocesi ambrosiana, che fino agli ultimi giorni della sua vita non solo professò una totale devozione al suo gigantesco predecessore sant’Ambrogio, ma ne studiò con impegno la dottrina, l’opera pastorale, e in special modo le memorie archeologiche milanesi, “per una più illuminata stima – com’egli stesso scrisse nel 1940 – del nostro spirituale patrimonio ambrosiano”. Oltre a numerosi saggi, appaiono nuovamente stampate anche due monografie fondamentali per valutare gli interessi storici, liturgici, artistici e archeologici del cardinale Schuster nei riguardi della città e della Chiesa ambrosiana: “Sant’Ambrogio vescovo di Milano. Note storiche”, Milano 1940, e “Sant’Ambrogio e le più antiche basiliche milanesi. Note di archeologia cristiana”, Milano 1940. L’occasione di questi due lavori fu il XVI centenario della nascita di Ambrogio, nel quale l’arcivescovo Schuster colse l’opportunità di rivalutare – come ancora egli stesso sottolineava nel 1941 – non solo il “tradizionale sant’Ambrogio”, cioè il pastore instancabile e il puro difensore dei diritti di Dio di fronte a quelli di Cesare, ma anche il “sant’Ambrogio artista: costruttore di basiliche e di battisteri; ideatore di quadri, che poi bellamente illustra coi suoi distici e colla sua lira cristiana”. L’attenzione di Schuster per la storia archeologica di Milano, capitale imperiale e cristiana, non è che l’ultimo anello di un impegno per gli studi di archeologia che Schuster sin da giovanissimo nutrì, attratto dal fascino della civiltà paleocristiana così ben visibile a Roma, dalla quale egli attingeva in pari misura – come da una pura sorgente – ispirazione, esempio ed impulso alla sua fede e alla sua cultura.

La Pietra Filosofale

La Pietra Filosofale

Riproduzione dell’edizione 1678 del Musaeum Hermeticum con 18 incisioni
Autore/i: Lambsprinck
Editore: Arché
Testo latino e traduzione italiana

Lambspringk o Lambsprinck (o ancora Lamspring o infine Lambspring) appartiene a quella categoria di Ermetisti la cui esistenza, volutamente o no, è stata avvolta nella oscurità più completa. Ferguson (vedi in Appendice) riporta sia l’opinione di Michael Maier, per cui, stando al frontespizio del «De Lapide », il nostro poeta alchimista sarebbe stato di nobile nascita, sia quello di Schmieder, secondo il quale egli potrebbe aver appartenuto all’ abbazia benedettina di Lammspring, presso Hildesheim, così chiamata a causa del ruscelletto Lamm che ha la sorgente nel giardino dell’ abbazia. Maier riassume brevemente il soggetto delle figure (<< Symbola Aureae Mensae etc. », 1617, p. 272) e raccomanda alquanto l’autore, ma Borrichio pensa che egli abbia portato il loro segreto nella tomba e Fictuld dice che è quasi impossibile per l’ignorante trarne una sia pur piccola luce.
Secondo A. Poisson, Lambsprinck sarebbe autore molto più antico di quanto sembri ritenere lo Schmieder: l’ermetista francese, nella sua opera su Flamel, lo fa risalire addirittura alla metà del XIV secolo ….

Frammenti di una Fede Dimenticata

Frammenti di una Fede Dimenticata

Brevi studi sugli gnostici, principalmente dei primi due secoli. Contributo allo studio delle origini cristiane, basato sui materiali più recentemente recuperati
Autore/i: Mead G. R. S.
Editore: Arché
traduzione dalla seconda edizione inglese di M.L. Kirby e B. Fantoni. Collana Sebastiani pp. 482, Milano

Brevi studi sugli gnostici, principalmente dei primi due secoli. Contributo allo studio delle origini cristiane, basato sui materiali più recentemente recuperati

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