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Lettera a Mālik al-Ashtar

Lettera a Mālik al-Ashtar

Il governo dal punto di vista islamico
Autore/i: ’Alī ibn Abĩ Ţālib
Editore: Irfan Edizioni
con testo arabo a fronte, introduzione e commento a cura di Ahmad Khatami, traduzione dall’arabo di Damiano ’Abbas Di Palma, traduzione dal persiano di Giuseppe M. Aiello e Mona Rezvan Ghomi. pp. 56, San Demetrio Corone (CS) Prezzo: € 9,00

Il tema della giustizia ha sempre rappresentato un aspetto fondamentale dell’Islam. Questo prezioso documento storico, che tratta dei diritti e dei doveri del governante, dei vari funzionari dello stato e delle più importanti classi sociali, può essere definito un concentrato dei principi di amministrazione e di giustizia dettati dall’Islam. Un’idea principale sta alla base di tutta la Lettera: il governo appartiene a Dio, il governante e il governato sono entrambi creature di Dio e i loro rispettivi diritti e doveri sono stabiliti da Dio. In breve, questa Lettera è un codice per implementare la Legge divina e stabilire un governo in cui giustizia e misericordia sono elargite agli esseri umani senza pregiudizio di classe, religione o colore della pelle, e in cui non c’è spazio per nepotismi, favoritismi, provincialismi o settarismi religiosi.

’Alī ibn Abĩ Ţālib (La Mecca, 599  d.C.- Kufa, 661 d.C./40 H), cugino e genero del Profeta Muĥammad, divenne nel 656 il quarto califfo ed è considerato dagli Sciiti il primo Imam.’Alī fu il primo perfetto pro­dotto dell’istruzione e della formazione spi­rituale del Profeta, che lo allevò sin dall’ infanzia e da lui fu accompagnato ovunque sino alla morte. Personalità tra le più im­portanti della storia mondiale, ’Alī ibn Abĩ Tālib è stato oggetto di innumerevoli studi e dibattiti. Rinomato per la sua saggezza, la sua fede, il suo coraggio e la sua rettitudine, morì assassinato per mano di un estremista del movimento ereticale del kharijismo.
 
Mālik al-Ashtar (m. 658 d.C./38 H), abile guerriero e fidato politico di origini yeme­nite, fu uno dei più noti e importanti disce­poli e compagni dell’Imam ’Alī. La Lettera fu scritta quando l’Imam ’Alī nominò Mālik al-Ashtar governatore dell’Egitto, dopo che questi era stato anche comandante in capo del suo esercito. Morì assassinato su ordine di Mu’āwiyah, nemico dell’Imam ’Alī e fondatore della dinastia omayyade. La sua morte prematura fu una grave perdita per l’Imam, il quale disse: «Egli era per me quello che io ero per il Santo Profeta».

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