L’Indignazione di un Poeta-Crociato
I versi gnomici su Acri
Autore/i: Freidank
Editore: Carocci
edizione critica con traduzione a fronte, saggio introduttivo e note di Maria Grazia Cammarota, prefazione di Maria Vittoria Molinari. pp. 192, Roma Prezzo: € 21,50
La letteratura tedesca medievale ci consegna un documento singolare e di particolare interesse storico: I versi gnomici su Acri, in cui il poeta-crociato Freidank si pone come testimone oculare, deluso e indignato delle vicende legate alla “crociata degli scomunicati” del 1228-29. Il testo fa parte di un’ampia raccolta di massime e proverbi, la Bescheidenheit, ripetutamente trascritta e liberamente usata dai redattori successivi in funzione di nuovi destinatari o di nuove esigenze comunicative. L’analisi degli unici tre testimoni che tramandano la sezione su Acri rivela l’esistenza di due diverse redazioni del testo e dunque la necessità di una nuova edizione critica, che anziché proporsi di risalire al presunto originale focalizzi l’attenzione su ciascuna delle due versioni, al fine di delineare i divergenti processi di significazione che scaturiscono dalle operazioni di selezione e di ritessitura dei versi gnomici su Acri messe in atto dai diversi redattori.
Maria Grazia Cammarota insegna Filologia germanica presso l’Università di Bergamo. La sua attività di ricerca è rivolta prevalentemente alla letteratura tedesca medievale. Si è occupata del rapporto testo-immagine, delle questioni relative alla traduzione dal latino alle lingue volgari nel Medioevo, delle diverse forme di ricezione dei testi medievali in epoca contemporanea e ha pubblicato, in Italia e in Germania, l’edizione critica del canzoniere di Tannhäuser (Tannhäuser. Le liriche del Codice Manesse, Bergamo 2006; Tannhäuser. Die Gedichte der Manessischen Handschrift, Goppingen 2009).
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