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Guida della Necropoli Vaticana

Guida della Necropoli Vaticana

Autore/i: Basso Michele
Editore: Fabbrica di San Pietro in Vaticano
Prefazione di Carlo Pietrangeli pp. 92, ill. a colori e b/n, Città del Vaticano

Estratto dalla Prefazione

Si suole ripetere che per avere un’idea della Roma antica nel periodo della massima espansione dell’Impero Romano, bisogna vedere Ostia e non Pompei o Ercolano.
Parlando di Roma intendo riferirmi non a quella monumentale dei palazzi imperiali o dei templi fastosi, ma a quella ove pulsava la vita di ogni giorno nelle strade brulicanti di gente giunta da ogni parte del mondo, con i suoi alveari umani, con i suoi locali pubblici, i suoi negozi, i suoi culti esotici, ecc.

Ma per avere anche un’idea della città dei morti di Roma antica non si può nè ricorrere ai grandi mausolei, del tipo di quelli imperiali, che costituiscono un’eccezione, e nemmeno alla suggestiva sfilata di tombe che fiancheggiano la via Appia; bisogna vedere la necropoli scavata dal 1939 sotto la Basilica Vaticana.

Qui ci si rende conto di come le tombe si affollassero ai margini della città; esse fiancheggiano le stradette della necropoli come piccole case, con le facciate in laterizio, accuratamente murato e arrotato, con le porte e le finestre, coi nomi dei defunti scritti sulle epigrafi; e se ci si affaccia nell’interno, si vedono le eleganti decorazioni delle pareti, adorne di stucchi e di pitture; si vedono i pavimenti mosaicati a disegno; si vedono i sarcofagi per le deposizioni, che talvolta sono insigni opere d’arte.

Di questi sepolcri del secondo secolo vi potranno essere esempi più cospicui: le tombe della via Latina, quelle comprese nelle catacombe di S. Sebastiano o il cosiddetto tempio di Redicolo nella valle della Caffarella. Ma queste tombe sono spesso isolate o comunque distanziate fra loro e sono prive delle suppellettili e dei sarcofagi; infatti in altri tempi le tombe appena scoperte si svuotavano e ne rimaneva solo lo scheletro, sia pure prezioso.

A San Pietro invece si assiste ad un fenomeno, simile, in un certo senso, a quello di Pompei o di Ercolano; lì l’eruzione del Vesuvio ha sigillato le città, all’improvviso, sotto un manto di lapilli o di fango; qui invece gli architetti di Costantino hanno avuto l’ordine di costruire in breve tempo una grande Basilica sul luogo della sepoltura del Principe degli Apostoli e hanno colmato di terra il sepolcreto vaticano.

E qui si troverà anche la “memoria” della sepoltura di Pietro: un muro rosso e i resti del cosiddetto “trofeo di Gaio”; un insieme, se vogliamo, ben modesto rispetto alla gloria del sovrastante altare della Confessione nella Basilica Vaticana, incoronato dalla cupola di Michelangelo, ma non per questo meno suggestivo e meno ricco di ispirazione nel ricordo di quella fede con cui i Cristiani hanno per tanti secoli venerato quelle sacre reliquie.

Mons. Basso con la presente guida è riuscito a dare, con semplicità e dottrina, una chiara sintesi del complesso archeologico esistente sotto San Pietro; essa sarà di prezioso aiuto per quanti verranno a visitare la necropoli vaticana per avere un’idea della vita che si svolgeva nella città dei morti dell’antica Roma.

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Argomenti: Archeologia, Mondo Antico, Roma,

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