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Civiltà Mediterranee

Corsica, Sardegna, Baleari, gli Iberi

di
Editore: Il Saggiatore
Prezzo: € 28,00

Informazioni: premessa di Jürgen Thimme, traduzione del capitolo Gli Iberi di Giuseppe Picone - pp. 282, 43 tavv. a colori, 26 ill. b/n, 52 disegni e 4 carte geografiche, Milano
Stampato: 1968-09-01
Codice: 900000003631

Di due volumi sulla protostoria del Mediterraneo, ecco il primo, dedicato alla penisola iberica e alle isole del bacino occidentale. Attraverso l'individuazione e la scelta dei reperti archeologici (di cui esiste qui una ricchissima documentazione iconografica), la comparazione dei dati e la ricostruzione storica, scopriamo che Corsica, Sardegna e Baleari furono il terreno di civilta «solari» tra le più remote, separate per alcuni aspetti, eppure unite da numerosi legami, ora evidenti, ora ambigui e problematici. Il segreto di questi ultimi si direbbe svelato e al tempo stesso sepolto negli enigmatici «monumenti» presenti in tutta questa regione insulare, spesso diversi nella forma ma sempre costruiti con quella tecnica delle enormi pietre a secco, che il classicismo denominò «ciclopica», evocando il mitico popolo dei giganti omerici. Da radici etniche comuni, profonde e antichissime, le grandi isole dell'Occidente mediterraneo avevano infatti ereditato un'omogeneità culturale che il mare perpetuava nei legami interni e al tempo stesso preservava da molti turbamenti esterni. Ciò, ovviamente, non poteva impedire che gli ambienti culturali diversi, le vicende storiche distinte e le naturali, specifiche trasformazioni della compatta unità originaria conducessero a culture differenziate, per quanto affini. Le potenti sculture antropomorfiche della Corsica, le colossali fortezze e le «umanissime» piccole sculture di bronzo della Sardegna nuragica, quei giganti di pietra, non inferiori a quelli maltesi, che sono le taulas, di Minorca, rappresentano particolari ed eccellenti manifestazioni di genti mediterranee, di estrazione orientale, a cui l'insularità aveva conferito, come ancora conferisce, una carica inalienabile di regionalismo e di autonomia. Caratteri specifici si riscontrano anche nella civiltà iberica, che fiorì lungo la costa orientale della penisola omonima, e che in seguito riuscì a conservare una sua potente originalità, anche di fronte alle numerose influenze provenienti dal Mediterraneo, mantenendosi al tempo stesso ben distinta dalle altre culture della Spagna preistorica e protostorica. Un certo influsso delle civiltà storiche (fenicio-punica, greca e italica) è senz'altro più evidente che nelle culture del gruppo insulare. Questi apporti classici stimolarono l'attitudine propria del mondo «iberico» alla plastica bronzea e specie a quella in pietra, che ci ha dato autentici capolavori. E tuttavia quel mondo non si era lasciato assimilare e aveva saputo eludere la piena integrazione. A chi osservi la meravigliosa statua conosciuta come la Dama di Elche, apparirà in tutta evidenza come lo spirito locale «barbarico» senta prepotente il bisogno di esprimersi liberando la propria carica violenta, il proprio temperamento «barocco»: una pesante decorazione di gioielli, già «spagnolescamente» sfarzosa e lussureggiante incornicia il profilo del volto purissimamente ellenico.

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PREMESSA

CORSICA

I. Neolitico

II. Calcolitico - Bronzo antico

III. Bronzo medio e recente

IV. Età del Ferro

SARDEGNA

I. Età prenuragica

II. Età nuragica

III. Nuragico recente

BALEARI

I. Età pretalaiotica

II. Età talaiotica

GLI IBERI

Nell'antichità

Fenici e Greci

Iberi

Arte

APPENDICE

Didascalie delle illustrazioni

lllustrazioni in nero

Bibliografia

Indice delle tavole a colori e dei disegni

Indice dei nomi e delle cose notevoli

Il volume è disponibile in copia unica

Libro che può recare eventuali tracce d'uso.

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