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Voglia d'Oriente

La giovinezza di Isabelle Eberhardt

di
Editore: Bompiani
Prezzo: € 18,00

Informazioni: traduzione dal francese di Alda La Rosa. - pp. 462, Milano
Stampato: 1990-09-01
Codice: 978884521630

Nata nei pressi di Ginevra, ma cIttadina della Grande Madre Russia, Isabelle Eberhardt rappresenta un personaggio per il quale il termine "contraddittorio" è, una volta tanto, preciso ma non esaustivo. Alla contraddizione fa da pendant una sfrenata ambiguità, una patologica instabilità. Ma di contro ecco la fedeltà degli affetti, il suo "essere russa", il suo amore per il padre Trofimovskij, più tolstoiano dello stesso Tolstoj, e per la madre, Nathalie de Moerder, a suo modo epitome della Russia insofferente. Coinvolgendosi affettivamente nelle vicende della famiglia Eberhardt-Trofimovskij, Edmonde CharlesRoux offre, tra i tuoni e i fulmini delle tragedie personali, uno stuzzicante e cosmopolita ritratto dell'Europa di fine e inizio secolo. Non che Isabelle sia un pretesto, tutt'altro. E certamente il filo conduttore grazie al quale l'autrice si muove dalla Russia pietrificata dei funzionari di corte all'Europa vagheggina e superficiale di una Epoque non ancora Belle e atterrita dai maneggi delle cancellerie e delle polizie segrete.
Fedeli a Isabelle, la narrazione e la documentazione (la più accurata e precisa sinora) si muovono da una Ginevra "covo di spie" fino a una Marsiglia estenuata dal sole, punta avanzata verso quell'Islam ancora percorso dai passi pesanti della Legione Straniera e ancora soffocato dalle squallide carte della burocrazia coloniale. Tutto ciò è fastidio e pena per Isabelle. La sua "voglia d'oriente" non conosce limiti di alcun genere, men che mai quelli fisici. Sarebbe sciocco - e all'autrice non sfugge - chiudere gli occhi sulla vivida sensualità di Isabelle. Sensualità che fa di lei una giovane donna irruente, spesso eccessiva, straordinariamente forte (la forza di un Tolstoj per esempio), vigorosamente libera da pregiudizi e da conformismi. Fra escamotages di vario genere, dopo aver appreso numerose lingue, Isabelle intrattiene una stupefacente corrispondenza con i personaggi meno codificabili e meno situabili di un'epoca che è già solo di passaggio. L'urgenza maniacale a scrivere e a essere informata dei vari mondi ai quali si rivolge aspetta solo la traduzione nella pratica del viaggio, della scoperta e dell'incontro. Ed è in questa pratica che Isabelle si scopre scrittrice, e di certa levatura, anche. E in questa pratica che Isabelle comincia a perdere se stessa nel vasto deserto degli amori fisici e psichici, nell'estenuazione della sua ricerca di libertà e prigionia, di coerenza e smarrimento. Ma a questo punto il lettore sarà già dalla sua parte.

Edmonde Charles-Roux, figlia di un diplomatico, ha trascorso l'infanzia vagabondando al seguito del padre, studiando soprattutto a Praga e a Roma. Lo scoppio della guerra, nel 1939, la sorprende in vacanza a Marsiglia. Dapprima infermiera, lavora poi per la Resistenza. A Parigi si stabilisce soltanto alla fine del conflitto, lavorando alla redazione di "Elle" e poi come critico teatrale a "Vogue", rivista alla quale rimarrà per molti anni. Lascia il giornalismo per la letteratura soprattutto quando con Dimenticare Palermo vince il "Goncourt", nel 1966, e raggiunge una fama internazionale.

Il volume è disponibile in copia unica

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Argomenti: Biografie, Femminile, Viaggi,

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