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Prassi e Conoscenza

con una sezione dedicata ai Critici marxisti della fenomenologia (Lukács, Adorno, Marcuse, Tran-Duc-Thao, Naville, Schaff)

di
Editore: Feltrinelli
Prezzo: € 18,00

Informazioni: introduzione dell'autore. - pp. 220, Milano
Stampato: 1966-12-01
Codice: 900000004083

Il marxismo del nostro secolo si è consolidato sempre più come una scuola di pensiero a sé stante e fortemente polemica nei confronti delle tradizioni filosofiche "borghesi." Ma, come tutti sanno, esiste più di un marxismo. Quello ortodosso, il marxismo che è stato detto" della III Internazionale," ha finito per lasciar trasparire il greve positivismo scientifico che è alla sua base. Dal lato opposto, il marxismo "occidentale," la cui maggior figura resta quella di Lukács (soprattutto del Lukács degli anni Venti), ha sviluppato originalmente il motivo marxiano della prassi e della coscienza, dell'attività pratico-sensibile umana come elaborazione della realtà; ma si è fermato molto presto nell'esecuzione del suo progetto, ripiegando, per molti punti essenziali, sulle posizioni già diffuse nell'epistemologia tra i due secoli, e assimilandone proprio quei motivi che in base alla stessa analisi storica di Lukács tradiscono forse una deformazione praticistica "borghese."
Il centro della questione, a questo punto, è l'idea di "natura." Se il marxismo ortodosso corrisponde essenzialmente a un naturalismo generalizzato, il marxismo "occidentale" tende invece a sbarazzarsi della stessa nozione di natura, almeno in quanto nozione filosofica, prolungando così quel dualismo tra scienze naturali e spirituali che è una delle più discutibili eredità del pensiero moderno.
Il libro di G.D. Neri contrappone a questo dualismo le analisi costitutive della fenomenologia. Le nozioni di una realtà "interna" (spirituale o psichica) e di una "esterna" (fisica), di "immanenza" e "trascendenza," di una ragione "analitica" contrapposta a una "dialettica," vengono sottoposte da Husserl a una critica e a una trasformazione interna che le libera dall'antitesi tradizionale; mentre lo sviluppo coerente di una logica del sensibile permette di considerare la possibilità di una conoscenza della natura che coincide solo parzialmente con quella della tradizione fisico-matematica galileiana. Se si accettano queste analisi e i loro risultati, sorge allora la domanda: qual è il valore della riduzione in chiave classista operata dal marxismo sulla fenomenologia di Husserl? Neri se ne occupa nella terza parte di questo libro, esaminando i principali contributi critici marxisti, dallo stesso Lukács a Adorno, da Marcuse a Tran-Duc-Thao, senza trascurare la letteratura minore. E questa analisi si conclude polemicamente osservando che l'ideologizzazione artificiale dei problemi conoscitivi appartiene a un'epoca ormai chiusa del movimento operaio, e "rappresenta un nulla di fatto non solo per la prassi conoscitiva, ma anche e principalmente per la lotta di classe."

Guido Davide Neri è nato a Milano nel 1935, ha studiato filosofia a Milano e a Pavia. Si è occupato di problemi di filosofia contemporanea, in particolare della fenomenologia di Husserl (di cui ha tradotto Logica formale e trascendentale, Bari, Laterza, 1966); ha presentato l'edizione italiana di alcuni scritti di E. Panofsky (La prospettiva come forma simbolica, Feltrinelli, 2a ediz., 1966) e ha scritto una monografia su Galantara (Milano, Ed. del Gallo, 1965). Ha partecipato al comitato redazionale della rivista "Il filo rosso."

Il volume è disponibile in copia unica

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Segnaposto: filosofia-tedesca, marxismo,

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