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Selezione di volumi Aseq Editrice

I Draghi Iocopei

I Draghi Iocopei

Imparare l’italiano con i giochi di parole
Autore/i: Zamponi Ersilia
Editore: Einaudi
presentazione di Umberto Eco, introduzione dell’autrice. pp. 148, Torino

È possibile imparare l’italiano in un modo divertente e creativo attraverso i giochi di parole? Questo libro dimostra di SI: raccoglie i materiali sperimentati durante i corsi complementari che un’insegnante piena di estro e di iniziativa ha tenuto dal 1982 al 1985 in una scuola media sul lago d’Orta. «I Draghi Iocopei» è appunto l’anagramma della frase «giochi di parole»: insieme all’anagramma i ragazzi hanno imparato ad usare altri semplici strumenti che sotto i loro nomi un po’ misteriosi (Iogogrifo, bifronti, acrostici, metagramma) nascondono straordinarie possibilità inventive.
Scrive l’autrice: «Nei giochi di parole il gusto che si prova assume molteplici forme; può essere: la soddisfazione per una invenzione linguistica che piace, l’emozione dell’intuire e dell’indovinare, la sorpresa di una combinazione casuale, la sfida dell’enigma o la trasgressione del nonsense, la spensieratezza della comicità, l’intelligenza dell’ironia… Giocando con le parole, i ragazzi arricchiscono il lessico; imparano ad apprezzare il vocabolario, che diventa potente alleato di gioco; colgono il valore della regola, la quale offre il principio di organizzazione e suggerisce la forma, in cui poi essi trovano la soddisfazione del risultato».
I numi tutelari che presiedono ai «Draghi Iocopei» sono Raymond Queneau e Gianni Rodari. Scrive Umberto Eco che i Draghi sono un «ricettacolo di delizie. La scuola come gioco, piacere, divertimento. In cui non solo si impara, ma si fa quello che gli scrittori di tutti i tempi hanno fatto, si capiscono le potenze bifide, esplosive del linguaggio; e col linguaggio si esplorano i meandri della coscienza. Alle origini, enigma, poesia e metafora sono strettamente intrecciati, Aristotele lo sapeva. La piu alta delle metafore poetiche e il più meccanico degli enigmi hanno in comune il fatto che le parole possano dire più di quel che sembrano dire. Tra gioco di parole, lapsus, sogno e invenzione corrono legami sottili. Coraggio ragazzi, malgrado i programmi ufficiali la scuola sopravvive».

L’Orma della Disciplina

L’Orma della Disciplina

(Dhammapada) – Canone Buddhistico
Autore/i: Anonimo
Editore: Bollati Boringhieri
traduzione e commento di Eugenio Frola, introduzione di Vincenzo Talamo. pp. 240, Torino

«Coloro che sono preposti ai canali incanalano l’acqua,
gli arcieri scagliano gli strali,
i falegnami lavorano il legno,
il saggio guida se stesso.»

Il Disegno e la Città

Il Disegno e la Città

Considerazioni sull’architettura offesa
Autore/i: Rizzi Vivina
Editore: Crescenzi Allendorf Editori
introduzione dell’autrice. pp. 140, riccamente illustrato b/n, Roma

Da Ippodamo da Mileto al Postmoderno, da Brunelleschi a Tommaso Moro, il libro di Vivina Rizzi svolge con rigore e originalità nuovissimi la propria indagine alla ricerca delle ragioni per le quali non si riescono più a produrre altro che sottospecie di città, in cui l’umanità vive in uno stato di sofferenza, non trovando più rispondenza tra se stessa e l’ambiente circostante.
Secondo l’Autrice, con la comparsa dell’intellettuale occidentale, che con la sua orgogliosa e lucida ragione produce uno scollamento nel corpo sociale, si afferma pure la singolare convinzione che una robusta intelligenza possa manipolare le cose umane e così, fin dall’epoca della filosofia greca, noi vedremo pensatori impegnati a modificare la società e a concepire città ideali per accoglierla.
La Grecia nel V secolo e il Medioevo rappresentano due momenti in cui si afferma un’ evoluzione in senso intellettualistico: il primo verso le dottrine filosofiche dell’ellenismo, il secondo nel Rinascimento, intellettuale e razionale, di cui la nostra attuale cultura (e quindi la nostra architettura) rappresenta il compimento dei suoi ideali e il totale esaurimento della carica medievale.
Questi temi sono stati già ampiamente trattati dall’Autrice in sede universitaria, ma in questo libro Vivina Rizzi si rivolge a un uditorio più ampio. L’opinione pubblica, infatti, è divenuta più sensibile a quest’ordine di problemi, domandandosi con insistenza perché l’uomo d’oggi non sia più in grado di crearsi un ambiente rispondente alle sue esigenze, per cui trova più congeniale la città storica formatasi in epoche diverse dalla nostra, piuttosto che la nostra attuale città di espansione considerata, umanamente parlando, un fallimento.

Vivina Rizzi, che vive a Roma, è stata docente di Composizione architettonica e di Rilievo dei monumenti presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Roma ’La Sapienza’. È stata inoltre visiting professor di Urban space e Historical Research presso il Department of Architecture della Notre Dame University, N. D. Indiana, Usa. Dal 1972 ha la cattedra di Disegno presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma ’La Sapienza’ e, da allora, ha fatto del suo corso un luogo di studio e di dibattito sui problemi relativi al significato della configurazione della città. Pressoché annualmente nell’ambito del suo corso. su questi temi ha organizzato seminari cui. tra gli altri, hanno partecipato con importanti contributi Hans Sedlmayr, Georges Duby, Ernst Gombrich. ecc. Professionalmente opera nel campo dell’architettura sacra: la progettazione, infatti, rappresenta il momento di verifica della sua ricerca scientifica.

Il Sentiero degli Indiani Morti

Il Sentiero degli Indiani Morti

Miti e simboli goajiro
Autore/i: Perrin Michel
Editore: Il Saggiatore
prefazione dell’autore, traduzione di Alessandra Corsale. pp. 222, cartina b/n, Milano

«Tu hai ben scritto ciò che ti abbiamo raccontato. Questo è bene. Così il nostro nome sarà in un libro; e non sarà perduto per sempre.» Nelle parole di Iisho, vecchio saggio goajiro, si può riassumere la sorte del suo popolo, disperso in un territorio semi desertico ai confini tra Colombia e Venezuela, e il significato stesso di questo libro. Riprendendo un lavoro di ricerca iniziato sotto la direzione di Claude Lévi-Strauss, Michel Perrin, che ha passato diversi periodi della sua vita a stretto contatto con i goajiro, raccoglie qui i racconti, le tradizioni, la simbologia e i miti di un’etnia misteriosa e affascinante.
Il sentiero di cui parla il titolo è quello percorso dallo spirito di una donna per tornare sulla terra a riprendere il suo sposo inconsolabile. È questo uno dei racconti di più emozionante bellezza raccolti nella prima parte del libro, nella quale l’autore offre come un vero tesoro la splendida mitologia rivelatagli dal popolo goajiro. Nella seconda parte l’analisi di Perrin si concentra invece sul complesso significato che i goajiro attribuiscono alla morte, svelandoci un universo originale di detti, riti e costumi e una verità che non può lasciarci indifferenti: siamo noi, gli occidentali, che ai loro occhi impersoniamo lo spirito portatore di morte.

Michel Perrin è membro del Laboratorio di antropologia sociale del Collège de France. Tra il 1969 e il 1985 ha trascorso un periodo complessivo di più di tre anni con gli indiani goajiro. Nel corso del suo lavoro di ricerca, Perrin ha vissuto anche con gli Huichol del Messico e i Kuna di Panama. Ha pubblicato diversi saggi, tra i quali Dictionnaire des sciences humaines (1990, in collaborazione con F. Gresle, M.Panoff e P.Tripier), Les praticiens du reve (1992) e Le chamanisme (1995).

La Visione

La Visione

Autore/i: AA. VV.
Editore: Medusa
a cura di Francesco Zambon pp. 228, ill. a colori f. t., Milano Prezzo: € 38,00

Nella simbologia alchemica il viridarium, il giardino, è il vaso che contiene la materia della grande opera e nel quale, attraverso varie fasi e colorazioni, si produce la pietra filosofale che trasmuta i metalli imperfetti in oro. Esso è quindi un’immagine di quella nuova terra, di quella terra delle Esperidi o terra di Hûrqalyâ, il cui raggiungimento o la cui restaurazione costituisce il vero scopo dell’opus. I volumi annuali di Viridarium intendono riunire idealmente nell’accogliente giardino dell’Isola di San Giorgio studiosi di diversa specializzazione e di diverso orientamento metodologico per affrontare grandi temi antropologici, filosofici, scientifici, storico-religiosi, artistici, letterari.

In questo modo si intende prima di tutto favorire un contatto e uno scambio – che di norma avvengono solo per iniziative personali e isolate – fra studiosi che, pur lavorando in campi di ricerca lontani fra loro si interessano, dai rispettivi punti di vista,
a grandi problemi comuni e si muovono talvolta con metodologie o con finalità simili. Ma lo scopo di Viridarium vorrebbe anche essere, più ambiziosamente, quello di avvicinare e mettere serenamente a confronto le diverse civiltà e idee che troppo spesso, nel mondo attuale, si contrappongono in conflitti dalle cupe e minacciose prospettive: uno sforzo di conoscenza e di dialogo che appare oggi uno dei compiti più urgenti che ci attendono.

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FRANCESCO ZAMBON Premessa

CARLO SACCONE La visione di fotismi colorati e di “testimoni dell’invisibile” nella mistica di Najm al-din Kubrà, caposcuola del sufismo orientale del XIII secolo

MOSHE IDEL Il linguaggio dell’esperienza estatica nella mistica ebraica

PABLO GARCÍA ACOSTA Come insegnare a non vedere Dio: visibilità e negazione dell’immagine nell’opera di Marguerite Porete

SERGI SANCHO Visione e corpo nel XIII secolo. La “donna-albero” di Marguerite d’Oingt

ANNA SERRA ZAMORA ’’Mappa animae”. La visione dell’interiorità in san Giovanni della Croce

VICTORIA CIRLOT Paesaggi dell’anima nel “Libro rosso” di Carl Gustav Jung

ALESSANDRO GROSSATO Gli elementi simbolici e iniziatici hindu nel “Libro rosso” di Carl Gustav Jung

AMADOR VEGA L’irruzione dell’invisibilità nella pittura di Rothko

Uruk la Prima Città

Uruk la Prima Città

Autore/i: Liverani Mario
Editore: Laterza
introduzione dell’autore. pp. 136, Bari

Nella bassa Mesopotamia del IV millennio a.C. si compie il salto dalla ‘barbarie’ neolitica alla ‘civiltà’ storica, ossia alla complessità organizzativa dello Stato, della vita urbana, dell’amministrazione e della scrittura.
A quali esigenze rispondeva la nuova organizzazione politica ed economica? Chi furono gli autori (coscienti o meno) dei mutamenti in corso? Perché il processo fu così precoce nella bassa Mesopotamia? Quale fu il peso dei fattori ecologici, tecnologici, demografici, socio-economici, politici e ideologici? Quale fu il ‘successo’ dell’esperimento di Uruk e quali modificazioni subì nel tempo?

Mario Liverani, professore emerito di Storia del Vicino Oriente antico all’Università di Roma La Sapienza, ha tenuto corsi in molte università americane ed europee. Ha collaborato e collabora a scavi in Siria (Ebla), in Turchia (Arslantepe) e in Libia (Acacus). È autore di L’origine della città (Roma 1986), Akkad, the First World Empire (Padova 1993) e Myth and Politics in Ancient Near Eastern Historiography (London 2004).

Meditazione

Meditazione

Dalla preghiera pura di Evagrio Pontico al raja-yoga di Patañjali
Autore/i: Bayer Axel
Editore: Appunti Di Viaggio
prefazione di Antonia Tronti. pp. 186-k, Roma

Dalla prefazione di Antonia Tronti:
Un testo ricco e prezioso che ci riporta all’essenza della meditazione che, come fa osservare l’Autore, non è patrimonio esclusivo dell’Oriente o dell’Occidente, ma è una risposta trasversale alla ricerca, propria della natura umana, di strumenti che possano metterci in contatto con il Divino. In questo libro viene ripercorsa la storia della via meditativa nella tradizione cristiana, sottolineandone i punti di contatto e le somiglianze con quella orientale. Axel Bayer non si limita, però, solo all’aspetto teorico, ma ci offre molte «indicazioni sulla pratica, sul rilassamento, sulla concentrazione, sul ruolo del maestro, sull’importanza della condivisione e, soprattutto, sulla centralità dell’abbandono. Tutti elementi che troviamo presenti nelle varie vie spirituali e che emergono dall’osservazione dell’animo umano, delle sue illusioni e dei suoi aneliti. Il linguaggio del nostro Autore nell’ultimo capitolo si fa più attento a noi, alle motivazioni e alle difficoltà della ricerca spirituale della donna e dell’uomo di oggi e ci incoraggia a metterci in cammino».

Le Vie Spirituali dei Briganti

Le Vie Spirituali dei Briganti

Autore/i: AA. VV.
Editore: Medusa Edizioni
introduzione e cura di Alessandro Grossato. pp. 176, nn. tavv. a colori e b/n f.t., Milano

L’archetipo mitico, e la costellazione simbolica del “dio dei ladri”, risale probabilmente agli albori dell’umanità, alla figura del trickster o “furfante divino”.
Il filo conduttore dei diversi saggi che compongono Le vie spirituali dei briganti, terzo volume della collana Viridarium curato da Alessandro Grossato, è costituito dall’analisi della fenomenologia religiosa di una categoria certamente anomala di individui e di organizzazioni sempre vissute ai margini delle rispettive società; una fenomenologia spirituale piuttosto complessa, che fino ad oggi era stata assai poco documentata, per via della sua indubbia problematicità. Sei sono i contributi di cui si compone l’opera. Il primo saggio, di Carlo Donà, prende in esame il tema della redenzione del brigante nella tradizione narrativa medievale, partendo dalla figura evangelica di San Disma, il “Buon Ladrone”. Ancora nell’ambito del Medioevo occidentale, Franco Cardini espone il caso opposto e paradossale del nobile crociato Rinaldo di Châtillon, signore di Transgiordania, che per poco non fu ricordato come un martire cristiano, pur avendo compiuto numerose rapine a danno di inermi pellegrini musulmani.
Angelo Iacovella descrive alcune particolari e poco conosciute forme di brigantaggio organizzato nell’Islam medievale. Alessandro Grossato, autore del quarto saggio, prende invece in esame la via spirituale dei ladri nell’Induismo, a partire dalle figure delle loro divinità patrone, fino alla forma estrema dei thag, che operarono lungo le vie commerciali dell’India fino alla seconda metà del XIX secolo. Attilio Andreani analizza la figura emblematica del bandito Zhi e, infine, Giorgio Arduini traccia un pregnante profilo storico e antropologico dell’ambigua organizzazione criminale degli Yakuza, dei suoi rituali e delle sua simbologie, in particolare di quelle connesse alla pratica del tatuaggio. Quest’esempio giapponese, forse più di altri, data la sua attualità, dimostra ancor oggi che cosa possa realmente succedere quando la “via dell’eccesso” incrocia, alla sua maniera, la via degli dèi.

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Alessandro Grossato
Introduzione. Le vie spirituali dei briganti in Europa e in Asia

Carlo Donà
Pessimae vitae finis optimus: la santità dei briganti nei racconti religiosi del Medioevo

Franco Cardini
Martire o brigante? Una nota su Rinaldo di Châtillon

Angelo Iacovella
Ayyarùn e Futuwwa

Alessandro Grossato
La via dei ladri in India

Attilio Andreini
Il Bandito Zhi: empietà e virtù

Giorgio Arduini
Yakuza: quando la via dell’eccesso incrocia la via degli dèi

Una Civiltà Sotto Ghiaccio

Una Civiltà Sotto Ghiaccio

Il più affascinante mistero archeologico di tutti i tempi
Autore/i: Barbiero Flavio
Editore: Nord
prefazione di Silvio Zavatti. pp. XV-224, nn. tavv. b/n f.t., Milano

Quando Heinrich Schliemann, l’archeologo tedesco che pur fra tanti errori trovò la Troia omerica, si accinse alla sua immortale scoperta, fu oggetto di scherno da parte degli studiosi ufficiali, non tanto perché non era un cattedratico, quanto per la fede cieca che aveva per le cose scritte da Omero. Era convinto che’ il poeta non avesse falsato con la fantasia la verità dei riferimenti topografici che delimitavano l’antica città di Priamo, e se Omero aveva scritto che 34 sorgenti d’acqua circondavano le mura della città, bisognava ricercare quelle 34 sorgenti e Troia sarebbe tornata alla luce del sole.
Ai cattedratici che sorridendo gli facevano notare che si trattava di un numero generico e che essi ne avevano trovate alcune ma che nessuna città era venuta alla luce nei loro pressi, Schliemann rispondeva, con cocciutaggine e assoluta convinzione, che se Omero aveva scritto quel numero, di quello si trattava e non di alcune sorgenti.
La sua fede vinse, il suo amore e rispetto per Omero trionfarono. L’archeologo aveva accettato in blocco, come verità indiscusse, le indicazioni del poeta e così il mito di Troia fu una realtà.
In questo libro Flavio Barbiero, giovane ingegnere dalla vasta preparazione scientifica, propone una teoria secondo la quale ciò che Platone ci ha descritto di Atlantide nei suoi dialoghi Timeo e Crizia non è frutto di pura fantasia. Una delle più grandi menti speculative della storia dell’umanità come fu quella di Platone non concedeva troppo spazio alle fantasie politiche: dichiarò più volte di non avere eccessive simpatie per i poeti e non si può credere che cambiasse idea soltanto a proposito di Atlantide. Barbiero ha accettato in blocco la descrizione di Platone e ha scelto la strada più difficile per dimostrare la sua teoria: quella della sperimentazione. Il valore del metodo scientifico consiste maggiormente nel fatto che nulla è stato distorto dal racconto platoniano per piegarlo alla tesi di Barbiero: tutto doveva essere dimostrato con prove scientifiche, o nulla doveva essere accettato.
Ne è uscita un’opera appassionante a tutti i livelli: la spiegazione di una teoria sconvolgente, provata con rigore scientifico, che parte dall’immane catastrofe che rivoluzionò “assetto ecofisico della Terra, arrivando sino alla spiegazione della diffusione dell’uomo nel mondo.
Manca soltanto la prova per eccellenza, quella archeologica, che la teoria di Flavio Barbiero sia esatta, ma l’interesse che questo libro ha suscitato alla sua apparizione (la prima edizione di quest’opera è apparsa nel dicembre ’74) è tale che, giusto il tempo di organizzarla, poco tempo dopo partiva una spedizione per l’Antartide, nel corso della quale Barbiero scoprì, nell’isola Re Giorgio, una grande quantità di tronchi fossilizzati che potrebbero risalire a 10/12.000 anni fa. Questa è una prima prova ufficiale della teoria di Barbiero, ma intanto giungevano notizie di ritrovamenti di manufatti (una cinquantina di palline di sabbia e «cemento» messe su altrettante colonnine dello stesso materiale) venuti alla luce nell’isola Seymour. Mentre questa seconda edizione viene data alla stampa, Flavio Barbiero, alla testa di una seconda spedizione è partito per l’Antartide: questa volta cercherà di raggiungere le zone che nella precedente spedizione il governo argentino vietò di visitare, e ci auguriamo che riporti le prove che la sua teoria è valida e che Platone va considerato, ancora una volta, maestro di verità.

Teoria Generale della Critica

Teoria Generale della Critica

Autore/i: Brandi Cesare
Editore: Editori Riuniti
prefazione, avvertenza e cura di massimo Carboni. pp. XXIX-370, Roma

A ventiquattro anni dalla sua prima uscita, questo volume di Cesare Brandi, qui riproposto in una nuova edizione, appare come uno dei risultati più originali e atipici della riflessione teorica novecentesca sull’arte. Vera e propria summa del pensiero del suo autore, la Teoria generale della critica opera una sintesi di linguistica e di estetica, di strutturalismo e di fenomenologia, aprendo un serrato confronto con la semiotica.
Dopo una prima parte teorica, Brandi esamina le grandi ramificazioni dell’esperienza artistica secondo le diverse datità fenomeniche: ottiche, foniche, fonico-ottiche. L’ampia trattazione – densa di esemplificazioni testuali – va dunque dalla letteratura al teatro, dall’architettura al cinema, dalla pittura alla musica, passando attraverso la mimica e la danza, dando vita a una riflessione che ha pochi uguali per rigore teorico e impegno sistematico.

Cesare Brandi (1906-1988), fondatore e direttore (dal 1939 al 1960) dell’Istituto centrale del restauro, fu poi docente universitario a Palermo e a Roma. Come teorico e storico dell’arte ha scritto fra gli altri Carmine o della Pittura, Celso o della Poesia, Le due vie, Struttura e architettura, Duccio, Quattrocentisti senesi, Morandi, Burri. Scrisse anche diversi libri di viaggio, tra cui Viaggio nella Grecia antica, Città nel deserto, Pellegrino di Puglia, Verde Nilo, Persia mirabile, Budda sorride. Nel 1977 vinse il premio Viareggio per la saggistica con gli Scritti sull’arte contemporanea.

Storia Confidenziale della Letteratura Italiana

Storia Confidenziale della Letteratura Italiana

Dalle origini a Dante
Autore/i: Dossena Giampaolo
Editore: Rizzoli
pp. 416, Milano

Perché, in Italia, la letteratura italiana è (probabilmente) la meno conosciuta di tutte, la meno letta e quella considerata più noiosa? Diciamocelo tra noi, in confidenza: di tutto quello che avremmo dovuto imparare a scuola, ci sono rimasti in testa soltanto lunghe sequele di nomi e di date che non sembrano avere il minimo collegamento tra loro e titoli di libri che ci venivano presentati come importantissimi e di cui ci siamo ben guardati dal leggere una riga, se non in diaboliche antologie che sembrano concepite per raccogliere il peggio di ogni scrittore. Ma c’è qualche vecchio libro italiano che si può leggere con piacere? È possibile ripercorrere o studiare, divertendosi, la storia della nostra letteratura? Confidenzialmente sì, a patto però di procedere con un metodo che permetta finalmente di scoprire come e perché in una certa data e in un certo luogo a un tale è saltato in mente di scrivere una certa cosa (e se poi questa certa cosa era un capolavoro tanto meglio). Questa Storia confidenziale della letteratura italiana è il percorso in nomi, luoghi e date della nostra letteratura dal cosiddetto « indovinello veronese» dell’800 alla morte di Dante nel 1321 (quando i giochi sono fatti, quando il meglio è già stato scritto). Perché confidenziale? Perché parIa di certi vecchi libri con segretezza e discrezione, chiama difficili i libri difficili e noiosi i libri noiosi e perché spiega con franca brutalità perché certi libri bisogna leggeri i e perché certi altri è meglio non leggerli. Autori e opere, movimenti sociali e religiosi (ci sono anche i monaci del Nome della rosa), lotte politiche e scontri di fazioni fanno di questo volume un libro divertente, curioso, pratico e insostituibile per studiare, comprendere e gustare un’epoca letteraria – in cui alla fine campeggia Dante ricca di straordinari minori, di fantasiosissimi e poco conosciuti minimi, e soprattutto di date e luoghi che, messi in ordine logico da Giampaolo Dossena, sorprenderanno i lettori colti e orienteranno divertendoli, in un imprevedibile turismo letterario, quanti la letteratura italiana la devono studiare e quanti, invece, la leggono per il proprio esclusivo piacere personale nel loro prezioso tempo libero.

Giampaolo Dossena, classe 1930, ha lavorato venticinque anni come impiegato e dirigente nell’editoria libraria (Sansoni, Feltrinelli, Rizzoli, Mondadori, Il Saggiatore, Bompiani), poi è passato al giornalismo («Espresso», «Europeo», attualmente «La Stampa») inventandosi una specializzazione nuova per l’Italia: quella di esperto di giochi. S’è occupato di letteratura italiana nel tempo libero, esordendo nel 1949 con un saggetto sul diario dell’Alfieri a cui dedicò benevola attenzione Benedetto Croce. Vive tra il centro storico di Milano e una casa a 1000 metri sull’Appennino.

La Faccia

La Faccia

Storie e segreti del volto umano
Autore/i: Mcneill Daniel
Editore: Mondadori
prologo dell’autore, traduzione di Luisa Agnese Dalla Fontana. pp. 330, tavv. b/n f.t., ill. b/n, Milano

Che appartenga alla Sfinge o alla Gioconda, a uno sconosciuto in mezzo alla folla o a qualcuno che amiamo, il volto umano comunque ci attrae. È la nostra firma sociale, il passaporto per accedere al cuore e alla mente dei nostri simili, la fonte di un’immensa quantità di informazioni. Noi tutti dipendiamo dai segnali che ci manda, pur non sapendo di fatto descriverne il linguaggio. Anzi, spesso senza nemmeno conoscerlo.
In questo libro Daniel McNeill, brillante giornalista scientifico e scrittore di successo, svela i segreti della faccia e conduce il lettore in un’ affascinante esplorazione del viso e di ciascuna delle cellule che lo compongono. Perché abbiamo la faccia? Perché è priva di peli, e che vantaggi traiamo invece dalla barba? Perché il naso è sporgente? Perché solo noi, fra tutti gli esseri viventi, possediamo il mento? In un’indagine che attraversa la fisiologia, la sociobiologia, la psicologia, ma anche l’antropologia, l’arte, la storia del costume, McNeill racconta l’invenzione dello specchio e l’importanza del bacio, la leggenda della Maschera di Ferro e gli anelli al naso, il potere dello sguardo e il trucco facciale dei pagliacci, l’ipnotismo e gli idoli dell’isola di Pasqua.
Con il nostro volto possiamo esprimere una quantità infinita di sentimenti e pensieri, sporgendo le labbra, sollevando un sopracciglio, variando lo sguardo. La faccia esplora questa straordinaria espressività, esaminando i segreti degli attori, le teorie sul riso, sul pianto, sul rossore, sul malocchio. Il nostro cervello, spiega l’autore, ha sezioni speciali per interpretare l’identità del volto: ecco perché in un universo di visi siamo in grado di riconoscerne uno immediatamente, ecco perché le facce iconografiche hanno tanta forza, come sanno i divi e i dittatori.
Il volto è la maschera dietro cui viviamo e la sua familiarità ce ne fa dimenticare spesso il fondamentale mistero. Daniel McNeill ha saputo trasformare una delle visioni più comuni della nostra vita quotidiana in uno spettacolo affascinante.

Daniel McNeill, autore del bestseller Fuzzy Logic (1993), con cui ha vinto il Los Angeles Times Book Prize, è consulente per la Interval Research di Palo Alto (California), dove studia le potenzialità delle tecnologie computerizzate del futuro.

Storia del Cristianesimo

Storia del Cristianesimo

Dalle origini a Giustiniano
Autore/i: Donini Ambrogio
Editore: Teti
prefazione di Massimo Massara. pp. 368, tavv. a colori f.t., Milano

Dalla prefazione di Massimo Massara:
“Sono passati esattamente cinquant’anni da quando Ambrogio Donini, allora giovanissimo neolaureato,. ha pubblicato la sua prima opera di storia del cristianesimo, cinquant’anni ricchi di ricerche e di studi fecondi che hanno fatto di questo rivoluzionario comunista e marxista convinto, una delle massime autorità mondiali nel campo della storia delle religioni.
La Storia del cristianesimo che finalmente Donini dà alle stampe è il frutto maturo e meditato, la sintesi di mezzo secolo di elaborazione storiografica mai interrotta, neanche nei lunghi anni dell’esilio e della lotta clandestina antifascista, quando l’allievo prediletto di Ernesto Buonaiuti si dedicò alla milizia rivoluzionaria alla quale ha sacrificato, con totale dedizione e senza rimpianti, una carriera brillante, che prometteva onori e prestigio accademico.
Quella di Donini è un’opera assolutamente nuova e rivoluzionaria.
Essa affronta in modo originale, sul terreno dei fatti storicamente accertati, il complesso problema delle origini e dello sviluppo del cristianesimo, soddisfacendo pienamente l’esigenza largamente sentita di un’opera rigorosamente scientifica, in un campo in cui dominano la mistificazione ideologica e il pregiudizio fideista. Questa storia si riallaccia agli ormai classici Lineamenti di storia delle religioni che Donini, dopo averne anticipato larghe parti sulle pagine del « Calendario del Popolo », ha pubblicato nel 1959. Essa è costruita sulla base di una documentazione precisa e di prima mano, e anche il lettore più esigente e critico non tarderà ad accorgersi, procedendo nella lettura, che l’autore non si è limitato a risistemare e riscrivere le altrui ricostruzioni, condendole e arricchendole con le sue proprie riflessioni, ma ha dato vita a un’opera tutt’affatto nuova che, certo, tiene conto di tutto quanto è stato scritto finora sull’argomento, ma solo come punto di riferimento critico, ché la sua è opera basata direttamente sull’esame e sulla critica delle fonti.[…]”

L’Ultimo Imperatore

L’Ultimo Imperatore

Autore/i: Brackman Arnold C.
Editore: Sperling & Kupfer
traduzione di Rosanna Pelà. pp. 368, Milano

Quali avvenimenti condussero il Grande Imperatore, Signore dei Diecimila Anni, decimo erede del Grande Retaggio della Grande Dinastia Ch’ing, Sua Maestà P’u Yi, a consegnare ai comunisti il sigillo imperiale manciù di giada, simbolo del potere, legittimando il passaggio dall’ultima dinastia al partito? Posto sul Trono Imperiale del Drago all’età di tre anni, poco tempo prima del rovesciamento della dinastia manciù, P’u Yi ha segnato la fine di una civiltà e di una tradizione tra le più antiche della terra. Dopo aver passato la giovinezza nella fiabesca Città Proibita, la inaccessibile residenza imperiale, piccolo mondo ormai scomparso nel quale ogni atto quotidiano si trasforma in un rito dal complicatissimo cerimoniale e dove la crudeltà più spietata è regola di vita, il Signore dei Diecimila Anni, cresciuto tra gli eunuchi e divenuto un omosessuale sadico, abbandona Pechino e si mette sotto la protezione dei giapponesi nella speranza costante di una restaurazione. Proclamato imperatore del Man-chukuo, alla fine della guerra sfugge alla condanna, durante il processo di Tokyo, e viene tenuto prigioniero dai russi fino alla sua restituzione alla Cina di Mao nel 1949. Sottoposto al lavaggio del cervello in un centro di rieducazione, p’u Yi diviene un comunista convinto; rimesso in libertà, il «signor» P’u Yi muore nel 1967, durante la rivoluzione culturale. Arnold C. Brackman, l’autore di questo libro, conobbe l’ultimo imperatore della Cina nel 1946, durante il processo ai criminali di guerra; profondo conoscitore del mondo orientale, Brackman racconta in modo magistrale la vita di P’u Yi e gli eventi internazionali a essa contemporanei, dando al lettore un quadro quanto mai vivo e affascinante dell’incredibile personalità dell’uomo passato alla storia come «il compagno imperatore».

Le Figure del Mito

Le Figure del Mito

Un grande itinerario illustrato nelle immagini mitologiche di ogni tempo e paese
Autore/i: Campbell Joseph
Editore: Mondolibri
prefazione dell’autore, traduzione dall’americano di Augusto Sabbadini. pp. XV-524, interamente e riccamente illustrato a colori e b/n, Milano

Dalla prefazione dell’autore:
“Le figure invitano l’occhio a non essere precipitoso, bensì a soffermarsi e a riposarsi nel godimento delle rivelazioni che offrono. Nel dar forma a questo libro perciò ho ritenuto di far sì che lo spirito delle figure regnasse sovrano e che il libro stesso fosse tale da consentire al lettore di aprirlo in qualsiasi punto. I temi mitici illustrati dalle figure vengono interpretati nel testo, che è concepito più come ambientazione delle immagini che come argomentazione a sé. Eppure il libro sviluppa anche una tesi; che il lettore non è tenuto a prendere in considerazione, ma che può, se vuole, aggiungere al godimento delle forme visive.
La tesi è, in breve, che i sogni aprono una porta sulla mitologia, poiché i miti sono della stessa natura del sogno. Come i sogni emergono da un mondo interiore sconosciuto alla coscienza di veglia, così avviene per i miti. Così avviene, in verità, per la vita stessa.
La prima parte del libro apre questa porta onirica verso il mito.
La seconda parte distingue due ordini di miti: il primo, relativamente semplice, appartiene alle tradizioni popolari orali; il secondo, infinitamente più complesso, è caratteristico delle grandi civiltà che hanno conosciuto la scrittura (particolarmente quelle dell’Europa, del Medio Oriente, dell’Estremo Oriente e dell’America Centrale e Meridionale). Questa parte identifica inoltre le strutture fondamentali di questa mitologia, che culmina storicamente nella triade delle grandi ’religioni mondiali’, Buddhismo, Cristianesimo e Islam, e che ha esercitato un’immensa influenza sull’umanità.
La terza parte illustra e discute alcune differenze importanti fra le versioni e interpretazioni orientali e occidentali di questo complesso mitico.
La quarta parte, che è il nucleo essenziale del libro, descrive in dettaglio un approccio orientale, derivante dallo voga, a una lettura psicologica del simbolismo mitologico. T aIe lettura è tanto rilevante per le forme mitiche occidentali quanto per quelle orientali; e per sottolineare questo fatto nelle illustrazioni ho accostato capolavori dell’arte europea moderna a quelli delle arti antiche e orientali.
Segue (quinta parte) un’ampia rassegna comparativa di versioni popolari e colte della figura antica ed estremamente diffusa del dio sacrificato.
Infine, la sesta parte conclude il libro riprendendo il tema del mito come sogno e come vita e accostandosi al paradossale mistero del risveglio.[…]”

Argonauti del Pacifico Occidentale

Argonauti del Pacifico Occidentale

Riti magici e vita quotidiana nella società primitiva
Autore/i: Malinowski Bronislaw
Editore: Newton & Compton
introduzione di Vittorio Lanternari, prefazione di James G. Frazer, traduzione di Maria Arioti. pp. 488, LVI tavv. b/n f.t., ill. b/n, Roma

Con la pubblicazione di quest’opera, che data del 1922, Malinowski apriva la strada ad una scienza antropologica autenticamente «moderna». radicalmente diversa dalle pur acute ipotesi del positivismo sulla vita e la mentalità dei primitivi. Privilegiando, a differenza degli studiosi che lo avevano preceduto, la ricerca sul campo, Malinowski racchiude in questa celebre monografia i risultati della prima indagine rigorosamente funzionalistica nella storia del pensiero antropologico.
I dati che emergono dall’osservazione diretta sono, all’interno di questa nuovo metodologia, messi a stretto confronto nell’intento di far scaturire il giudizio d’insieme dall’interazione delle componenti. E questo accade appunto negli Argonauti per la analisi del sistema di scambio kula (modello divenuto classico nella scienza antropologica), che viene osservato criticamente attraverso l’esame comparativo dei suoi multiformi aspetti: quelli economici, sociali, rituali, mitologici, espressivi, linguistici.

Movimenti Religiosi e Sette Ereticali

Movimenti Religiosi e Sette Ereticali

Nella società medievale italiana – Secoli XI-XIV
Autore/i: Volpe Gioacchino
Editore: Sansoni
pp. XVI-288, Firenze

I tre saggi qui riuniti (oltre a quello che dà nome al volume, gli altri due, minori, sono: Chiesa e Stato di città nell’Italia meridionale, e Chiesa e democrazia medievale, Chiesa e democrazia moderna) videro la luce fra il 1907 e il 1912, cioè negli anni in cui ancora vivo era il dibattito sul «socialismo cristiano» e sul «modernismo».
«Entro o al margine della Chiesa – scrive il Volpe – ribollivano opposizioni che facevano correre il pensiero ad un Valdo o ad un Francesco, di fronte alla gerarchia con la quale la Chiesa più che mai si identificava». La riflessione storica del Volpe era dunque sollecitata dai problemi del presente, nasceva – si potrebbe dire come «storia contemporanea». Ma il bisogno di ricondurre il passato all’attualità non forza quasi mai la mano allo storico, che si cala totalmente in quel mondo medievale travagliato da fermenti sociali e politici, oltreché religiosi, e si serve delle eresie come filo conduttore per ricostruire un periodo di crisi e trasformazione della società italiana tutta quanta (secoli XI-XIV). Le eresie, cioè, sono dal Volpe considerate non come un capitolo della storia del dogma o delle religioni, né, alla maniera del Tocco, dal punto di vista della storia delle idee, ma come momento saliente di una storia più ampia, nella quale entrano, con le esigenze pratiche, con la psicologia e la cultura dei ceti portatori del verbo eretico, i rapporti sociali e politici in tutta la loro complessità. La storia delle eresie si intreccia così con la storia delle origini dello stato moderno, col sorgere dello spirito individualistico, segno distintivo della nuova epoca; in breve, ci porta in mezzo a quella grande rivoluzione dalla quale emerge la civiltà del Rinascimento.

Gioacchino Volpe, nato a Paganica (L’Aquila) nel 1876, studiò alla Scuola Normale di Pisa, quindi a Firenze e a Berlino Dal 1906 insegnò storia moderna presso l’Accademia Scientifico-letteraria di Milano, nel 1924 passò alla facoltà di scienze politiche presso l’Università di Roma, dal 1926 al 1943 diresse la Scuola di Storia moderna e contemporanea a Roma. fu direttore della” Rivista storica italiana» e della sezione di Storia medievale e moderna dell’”Enciclopedia italiana “. Opere principali, oltre alla presente: Studi sulle istituzioni comunali a Pisa (2ᵃ ed. 1970), Toscana medievale: Massa, Volterra, Luni-Sarzana (rist. 1964), Medio Evo italiano (2ᵃ ed. 1961), Il Medio Evo (3ᵃ ed. 1958), Storici e maestri (2ᵃ ed. 1967), Momenti di storia italiana (1925), L’Italia in cammino (1927), Italia moderna, voll. 3 (1943, 1949, 1952).

Donne e Pellegrine di Terre Bibliche

Donne e Pellegrine di Terre Bibliche

Autore/i: Kirk Martha Ann
Editore: Jaca Book
introduzione dell’autrice, traduzione dall’inglese di Marie Hélène Kozak Angelo Comneno. pp. 366, ill. b/n, Milano

Tutti i miei viaggi sono diventati dei pellegrinaggi, cercando e trovando il divino nelle sorelle come nei fratelli. Si riceve compassione, si impara ad avere compassione. La pace si costruisce quando la gente viaggia, superando i moderni confini, quando le donne parlano con donne di altre culture, quando ricordano le donne del passato. Questo libro è come una manciata di frammenti. Ho dovuto scavare profondamente per alcuni di loro, mentre altri giacevano, inosservati, in superficie. Questi frammenti erano in ebraico, greco, latino, siriano, copto e arabo. I testi biblici erano disponibili, ma le storie di donne non erano messe in evidenza. Le antiche raccolte degli scritti dei «Padri latini» e dei «Padri greci», i latini «Atti dei Martiri», nei quali erano citate delle donne, sono stati resi accessibili in raccolte erudite tradotte in inglese solo nel XX secolo. Le storie di donne scritte in siriano, copto e arabo sono rare e solo alcune di esse sono state tradotte in inglese negli ultimi decenni, destinate per lo più a un pubblico di specialisti. Questo libro mette in rilievo la tradizione cristiana, ma guarda con rispetto le altre: oltre alle donne della Bibbia e alle sante cristiane, vi sono state incluse donne ebree e musulmane. I «popoli del Libro», ebrei, cristiani e musulmani, hanno un’eredità comune, un Dio di compassione che è più importante delle differenze che li dividono. MARTHA ANN KIRK fa parte della congregazione delle Suore di carità del Verbo incarnato e insegna Studi religiosi negli Stati Uniti presso la University of the Incarnate Word di San Antonio, Texas. Dirige un programma internazionale ecumenico di ricerca sui temi della pace e della giustizia che la porta a frequenti viaggi di studio nei luoghi del Libro. Nel 2004 ha ricevuto dal sindaco di San Antonio il Peacemaker Award per il suo impegno nel costruire ponti fra ebrei, cristiani e musulmani.

Il Sonetto Italiano

Il Sonetto Italiano

Dalle origini a oggi
Autore/i: Magro Fabio; Soldani Arnaldo
Editore: Carocci
premessa dell’autore. pp. 264, Roma

Il sonetto è la forma metrica di maggior fortuna della poesia occidentale. Il libro ne ripercorre le vicende in area italiana, dalle origini siciliane fino ai recuperi contemporanei, dalla codificazione rinascimentale alle arguzie mariniste e alle sperimentazioni ottocentesche. Ricostruendo la dialettica, mutevole nel tempo e via via più conflittuale, tra il modello e la sua realizzazione, fra ossequio alla tradizione e stile individuale, è possibile tracciare una storia del metro che sia anche, e insieme, storia letteraria e storia culturale. La forma infatti vive nella storia e partecipa alla vita sociale esprimendone, in modi allusivi ma precisi, i valori consolidati e le tensioni in atto.

Fabio Magro è ricercatore di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Padova. Si è occupato di metrica, di stilistica,  di lingua letteraria e non, in particolare tra Otto e Novecento.

Arnaldo Soldani insegna Storia della lingua italiana all’Università di Verona. Ha studiato soprattutto le forme della poesia italiana, con particolare attenzione a Petrarca, Tasso, Pascoli.

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Premessa
1. La forma, il genere
La forma basilare / Varianti strutturali / Il genere / La forma nella storia / Nome e musica
2. Le origini
L’invenzione / Un sonetto siciliano / Dopo i Siciliani / Il sonetto stilnovista
3. Petrarca e il Trecento
Il sonetto di Petrarca / Il Trecento minore / La coscienza della forma / Le sperimentazioni sulla forma / Variazioni sui temi
4. L’età dei petrarchismi
Petrarchismo e petrarchismi / Il sonetto del Quattrocento / Il sonetto del Cinquecento / Un sonetto “alla burchia”
5. Il sonetto tra manierismo e barocco
La “gravitas” di Tasso, la filosofia di Campanella / «È del poeta il fin la meraviglia». Marino e i lirici marinisti / Altre esperienze secentesche
6. Il Settecento, tra crisi e modernità
Un secolo (quasi) senza poesia ma con molti sonetti / Le forme del sonetto nell’Arcadia settecentesca / Il sonetto anacreontico e pastorale e altre varianti formali / Verso la fine del secolo (Parini, Alfieri)
7. L’Ottocento
L’esperienza di Foscolo / Sonetti di un Ottocento non solo minore
8. Il Novecento
Continuità e discontinuità nell’epoca delle avanguardie / Un Canzoniere per il Novecento. Saba e il sonetto / Sonetti in tempo di guerra / Nei dintorni degli anni Sessanta / «Il sonetto è qualche cosa di più del sonetto». Zanzotto e l’ipersonetto / Il neometricismo degli anni Ottanta / Un secolo che si chiude tra Giudici e Raboni
Riferimenti bibliografici
Indice ed edizioni dei sonetti citati
Indice dei nomi

Giappone: Primo Incontro

Giappone: Primo Incontro

Autore/i: Sandri Fioroni Giancarla
Editore: Zephyro Edizioni
prefazione dell’autrice. pp. 98, ill. a colori e b/n, Treviglio (BG)

Questo libro non è una guida, nel senso stretto della parola, bensì un primo approccio con Tokyo, una città assai moderna che cela nel suo intimo una tradizione che rende il Giappone un Paese unico. Sono riportate, pagina dopo pagina, sensazioni che spesso possono stupire e renderci amabile, o molto meno piacevole, ciò di cui siamo partecipi.
Il viaggio, in qualsiasi parte del nostro Pianeta, non è solo un accrescimento visivo, ma un allargamento delle possibili capacità della nostra mente, una pratica importante da coltivare affinché non sia fatica inutile o una perdita del nostro tempo, o solo un modo per mostrarci agli amici più aperti di quanto veramente siamo.

Dizionario Hoepli Coreano

Dizionario Hoepli Coreano

Coreano-Italiano / Italiano-Coreano
Autore/i: Bruno Antonetta L.; Imsuk Jung; Oenjoung Kim
Editore: Hoepli
pp. 630, Milano

640 pagine – Oltre 24.000 lemmi – Inserti fonetici e morfologici delle lingue coreana e italiana – Repertori: proverbi – nomi di parentela – nomi geografici – paesi del mondo – Appendici: numeri – moneta – simboli matematici – pesi e misure – tempo – moduli.

Pinxit Industria Docte Mentis

Pinxit Industria Docte Mentis

Le iscrizioni di Virtù e Vizi dipinte da Giotto nella Cappella degli Scrovegni
Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni della Normale
edizione critica e commento a cura di Giulia Ammannati, prefazione di Salvatore Settis. pp. 96, 50 immagini a colori e b/n, Pisa

Le allegorie di Vizi e Virtù dipinte da Giotto nella Cappella degli Scrovegni sono corredate da eleganti iscrizioni poetiche in latino, concepite per illustrare allo spettatore la loro complessa simbologia. Deperite nel corso dei secoli e sinora decifrate solo in piccola parte, queste didascalie vengono qui riportate alla luce quasi integralmente. Affascinante documento letterario del cosiddetto preumanesimo padovano, i testi riemersi si rivelano fondamentali per la comprensione delle figure dipinte, fornendo una chiave di lettura finalmente certa delle intenzioni che guidarono Giotto nel concepimento delle sue mirabili allegorie.

Incontri Visionari

Incontri Visionari

Gli insegnamenti dzogchen del bönpo Shense Lhaje
Autore/i: Clemente Adriano
Editore: Ubaldini Editore
premessa e introduzione dell’autore. pp. 248, 1 tavv. b/n f.t., Roma

L’elemento visionario della letteratura tibetana è profondamente impresso in questi antichi testi, concepiti come veicolo di accesso a una dimensione simbolica carica di significati nascosti alla percezione ordinaria. Frutto di ricerche decennali e insegnamenti diretti da parte dei principali maestri della tradizione dzogchen, Incontri visionari offre al lettore la traduzione di quattro testi dzogchen della tradizione bön contenuti nel Trenpa Serdam, o L’insegnamento d’oro di Trenpa Namkha, un ciclo di insegnamenti riscoperto da Shense Lhaje, un bönpo del tredicesimo secolo. L’impresa della traduzione di Adriano Clemente si è avvalsa degli insegnamenti orali di Lopön Tenzin Namdak e dei consigli di Chögyal Namkhai Norbu. L’edizione è corredata di svariate appendici che chiariscono il percorso di pubblicazione del Trenpa Serdam, di dettagli iconografici e ortografici sui diversi personaggi che compaiono nel testo e di un vasto apparato critico. Compilazione, introduzione e traduzione dal tibetano a cura di Adriano Clemente.

Adriano Clemente, nato nel 1958, è stato uno dei primi allievi occidentali di Chögyal Namkhai Norbu. Laureatosi in lingua e letteratura tibetana nel 1983, da diversi anni è impegnato nell’opera di traduzione di testi classici e moderni dal tibetano. Ha tradotto e curato la maggior parte delle opere originarie in tibetano di Chögyal Namkhai Norbu.

Il Sogno Lucido

Il Sogno Lucido

Una via tibetana all’illuminazione
Autore/i: Katz Michael
Editore: Ubaldini Editore
premessa e introduzione dell’autore, traduzione di Marco Passavanti. pp. 180, Roma

Il fascino che il sogno ha esercitato sull’uomo è evidente in ogni epoca e cultura. Ma è soprattutto nella religione tibetana e nelle tradizioni sciamaniche che il sogno rivela il suo potere: i sogni di chiarezza dei maestri tibetani, come i viaggi dei guaritori sciamanici, hanno alimentato il progresso religioso e culturale, consentito il contatto con altre dimensioni e la predizione del futuro, la rivelazione di testi sacri, la diagnosi delle malattie, la guarigione spontanea, e infine l’illuminazione. In questo libro Michael Katz ci conduce in un lungo viaggio tra le varie culture alla scoperta delle possibilità spirituali rappresentate dai sogni di chiarezza, illustrando le molte tecniche di lavoro sul sogno, dallo yoga del sogno tibetano all’induzione ipnotica del sogno lucido, la drammatizzazione del sogno, il viaggio onirico e l’applicazione del sogno alla medicina.

Michael Katz, scrittore, pittore, psicologo ed esperto di sogno lucido, ha studiato con molti maestri contemporanei di buddhismo tibetano e di bon. Conduce seminari in tutto il mondo sulla pratica dello yoga del sogno, e ha curato la pubblicazione del volume di Chogyal Namkhai Norbu ’Lo yoga del sogno e la pratica della luce naturale’.

Healing Light Tarot – Tarocchi

Healing Light Tarot – Tarocchi

Autore/i: Butler Christopher
Editore: Lo Scarabeo
78 carte, 70x120mm, istruzioni, edizione multilingue, Torino

La Luce guaritrice è un concetto celtico. La luce non brilla mai nella sua interezza, ma si accompagna sempre alle ombre che lei stessa ha generato. All’alba e al tramonto, quando il velo tra il mondo materiale e quello spirituale è più evanescente, si apre uno spiraglio per le visioni, per la comprensione, e per la guarigione.
I 22 Arcani Maggiori rappresentano gli archetipi spirituali e i poteri invisibili che guidano le nostre vite. I 56 Arcani Minori rappresentano i quattro elementi: i denari sono il seme della materialità, le spade veicolano la forza del pensiero, i bastoni incarnano la forza della creatività e le coppe danno forma ai sentimenti. Una nuova opera dell’artista britannico Christopher Butler(già autore del Quantum Tarot)

Il Mito del Califfato

Il Mito del Califfato

Le radici indiane dell’Isis
Autore/i: Bensi Giovanni
Editore: Teti
nota dell’editore, prefazione dell’autore. pp. 208, cartine b/n f.t., Roma

«Esiste un diffuso equivoco secondo cui le fonti dell’islamismo radicale nascono in Medio Oriente, cioè in Israele e Palestina. In realtà ciò non è vero. Il subcontinente indiano è altrettanto responsabile per l’islamismo radicale quanto il Medio Oriente, in particolare grazie ad un uomo largamente ignorato dall’Occidente: Maulana Maududi» (Philip Jenkins, storico delle religioni)

Nato nel cuore della guerra ad al-Qaeda in Medio Oriente, l’Isis poggia le sue fondamenta ideologiche molto più lontano, fuori dalle zone del conflitto. Per comprendere gli obiettivi, le leggi e la “morale” del sedicente “Stato islamico” bisogna seguire un percorso storico e geografico a ritroso, che dalle terre di bin Laden e dei talebani porta all’India britannica di metà Novecento e a Maududi, teologo indo-pakistano a lungo ignorato in Occidente. Dietro le molteplici forme del terrorismo vi sono decenni di lotte religiose, personalismi, scismi politici ed errate interpretazioni coraniche: questo libro vuole darne una lettura quanto più fedele e realistica svelando, con abbondanza di fonti e testimonianze, cosa si nasconde dietro il folle mito del “califfato” e rivelando le origini indiane del fondamentalismo islamico.

Giovanni Bensi (1938-2016) giornalista italiano, esperto di questioni storico-religiose dello spazio sovietico e postsovietico. Ha studiato Lingua e letteratura russa sia a Venezia che a Mosca, ed è stata una delle voci più autorevoli dell’emittente statunitense in lingua russa Radio Svoboda, per la quale ha lavorato a lungo anche da Peshawar. Nella città pakistana, retrovia della lotta antisovietica in Afghanistan, è stato testimone della nascita dei talebani. Ha scritto per il quotidiano russo Nezavisimaja Gazeta e per Avvenire ed è stato autore di saggistica, con opere quali Allah contro Gorbaciov (Reverdito, 1988), La Cecenia e la polveriera del Caucaso (Nicolodi, 2005), e pregevoli studi pubblicati da CSSEO come I Taliban: storia e ideologia (2001). Con la casa editrice Sandro Teti Editore ha pubblicato il libro Le religioni dell’Azerbaigian (2012).

Piramidi nel Mondo

Piramidi nel Mondo

Autore/i: Stoppa Sabrina
Editore: Harmakis Edizioni
pp. 270, nn. ill. a colori, Montevarchi (AR)

“In questo libro vengono analizzati in ordine alfabetico i siti archeologici sparsi nel mondo che comprendono al loro interno delle piramidi. Partendo dalla lettera A di Alaska, arrivando fino alla lettera U di Uzbekistan e passando anche dalla Luna e da Marte, vengono analizzati ben 57 paesi nel mondo. Per ognuno di essi si analizzano i siti piramidali più importanti approfondendo quei retroscena non noti ai molti aumentando così l’alone di mistero che circonda questi siti. Leggendo questo libro, ciò che si scopre, non è solo l’enorme numero di antiche costruzioni piramidali sparse per il nostro mondo ma anche quanto in comune c’è tra esse nonostante si trovino in località anche molto distanti tra loro. Il testo è arricchito da un vasto archivio fotografico a colori di molte delle piramidi di cui si tratta. Attraverso la lettura di questo libro il lettore potrà inoltre conoscere gli enormi studi già effettuati da numerose equipe di studiosi relativi agli inspiegabili fenomeni che si generano all’interno ed intorno a queste costruzioni, oltre che alle molteplici teorie complottistiche che circondano alcuni dei siti archeologici più antichi del mondo. Un libro che vuole focalizzare l’attenzione su queste misteriose costruzioni di cui ancora molto poco si conosce.”

La Religione dei Celti

La Religione dei Celti

Autore/i: Riemschneider Margarete
Editore: Il Cerchio
introduzione dell’editore, premessa dell’autrice, traduzione di Rosella Lanari. pp. 168, XVI tavv. b/n f.t., San Marino Città (RSM)

In questo saggio originale ed unico la Religione dei Celti rappresenta il punto di partenza ideale per poter comprendere tutta la storia religiosa dell’Europa precristiana, dalla Spagna e dall’Irlanda fino all’est del continente. La sua analisi è trasversale ai secoli ed alle distanze: dalla protostoria celtica delle civiltà di La Tène e di Halstatt fino al Medioevo Arturiano ed al ricchissimo folklore delle Alpi, essa segue i fili che unificano simbolicamente tutti i rami della grande famiglia celtica: dalla Spagna all’Italia padana, dal Limes Teutonicum ai valli della Britannia, alla grandiosa eredità del mito e dell’epopea gallese ed irlandese, l’Autrice ci aiuta a riconoscere le sorgenti di vitalità e le grande figure sapienziali che hanno sorretto la costruzione di una grande civiltà continentale europea, come quella celtica.

Margarete Riemschneider nacque nella città di Königsberg nella Prussia orientale (oggi Kaliningrad), nel 1899. Compì gli studi liceali a Lipsia, poi a Monaco si laureò in Storia dell’Arte. Si stabilì a Jena, poi a Schwerin, nel Mecklemburgo, ove dal 1945 al 1947 diresse il Museo d’Arte della città. Muore a Monaco di Baviera nel 1986. Autrice di svariati saggi di vasta eco internazionale, fra i quali ricordiamo:

  • Der Wandel der Gebürde in der Kunst (I mutamenti del gesto nell’arte), Monaco di Baviera 1939.
  • Il mondo degli Hittiti, ed. Primato, Roma 1957.
  • Der Wettergott, Koehler & Amelang, Leipzig 1956.
  • Miti pagani e miti cristiani, Rusconi, Milano 1973.
  • Riti e giochi nel Mondo antico, Il Convivio, Firenze 1991.
  • La sfera di cristallo. Storia e significato di una fiaba veneziana, Il Cerchio, Rimini 2000
  • Il lettore italiano la ricorda nella sua lunga e preziosa collaborazione alla rivista Conoscenza
  • Religiosa (La Nuova Italia, Firenze), diretta da E. Zolla.

Un Dubbio Necessario

Un Dubbio Necessario

Autore/i: Wilson Colin
Editore: Carbonio Editore
traduzione dall’inglese di Nicola Manuppelli. pp. 352, Milano

Immaginate di mescolare le deduzioni scientifiche di Sherlock Holmes alla caccia all’assassino del Mostro di Düsseldorf di Fritz Lang, ai dibattiti filosofici di un libro di Dürrenmatt, e avrete Un dubbio necessario, il libro più strano del più singolare degli autori inglesi, Colin Wilson, che in questo mystery anticipatore di un certo genere letterario gioca a moltiplicare la propria personalità in tanti personaggi quanti sono i suoi interessi: dalla storia alla filosofia ai grandi misteri. E così un interessante enigma filosofico nato nelle atmosfere felpate di un club londinese sorseggiando uno sherry davanti al camino, dibattendo di Heidegger e Nietzsche e delle ceneri del nazismo, si trasforma a poco a poco in un vorticoso gioco di specchi, fino all’ipotesi del delitto perfetto.
Il dubbio dà più di tutto dignità all’uomo. Persino un santo dovrebbe frequentare il dubbio.

Colin Wilson è stato uno dei più grandi “irregolari” della letteratura inglese contemporanea. Nato a Leicester nel 1931, a 24 anni è diventato uno dei massimi intellettuali anti-establishment del tempo con il saggio L’Outsider, che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e gli ha fatto guadagnare la fama di “giovane arrabbiato”. Narratore, saggista e anticipatore di stili letterari, ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di artisti, tra cui Julian Cope e David Bowie. È morto il 5 dicembre 2013.

Verso l’India Oltre l’India

Verso l’India Oltre l’India

Scritti e ricerche sulle tradizioni intellettuali sudasiatiche
Autore/i: AA. VV.
Editore: Mimesis
a cura di Federico Squarcini. pp. 384, Milano

Alcuni tra i massimi esperti, studiosi e specialisti a livello internazionale si incontrano nelel pagine di questo volume per dar vita a una feconda disamina delle realtà intellettuali dell’India classica. Nelle righe dei loro scritti sono custodite le vette della speculazione indologica contemporanea, nonché le indicazioni dei più recenti filoni di indagine, da cui è anche possibile trarre ricche rassegne bibliografiche. Tuttavia, l’interesse del volume non si limita all’ambito della ricerca indologica, dal momento che gli autori affrontano questioni cruciali per l’edificazione di un sapere cosmopolita. Essi esaminano, ad esempio, la natura e l’applicabilità del concetto di ‘filosofia’ oltre l’area europea o europeizzata; l’incidenza del colonialismo culturale nell’attuale produzione accademica; le condizioni e il valore del lavoro di comparazione interculturale; il ruolo della storia e del dissenso nelle tradizioni sudasiatiche; le radici e l’evolvere della cultura indoeuropea. Si tratta dunque di un percorso verso l’India che oltrepassa l’India, poiché, una volta che lo si è compiuto, ci si accorge che le proprie auto-rappresentazioni sono rimaste coinvolte e ne sono uscite trasfigurate.
 
Federico Squarcini, dottorando di ricerca in studi religiosi presso l’Università di Bologna, si occupa di storia delle religioni sudasiatiche. E’ autore di monografie e saggi su temi indologici e di sociologia delle religioni.

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