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  • Il Gesto dello Shodō – Seminario Teorico/Pratico
  • Selezione di volumi Aseq Editrice

    Selezione di volumi

    L’Avvenire dell’Uomo

    L’Avvenire dell’Uomo

    Autore/i: Teilhard De Chardin Pierre
    Editore: Jaca Book
    a cura di Annamaria Tassone, prefazione di Carlo Molari, con uno scritto di Ludovico Galleni pp. XL-352, Milano

    Per guardare all’avvenire dell’uomo, il paleontologo Pierre Teilhard de Chardin legge l’evolversi della materia nel tempo, del quale le scienze dell’Ottocento e del Novecento ci hanno aperto nuovi orizzonti conoscitivi. Il tempo dell’evoluzione è un percorso attraverso forme sempre più complesse che ci porta verso l’uomo e verso la noosfera.
    «Il passato», dichiara in una lettera dell’8 settembre 1935, «mi ha rivelato la costruzione dell’Avvenire». Lungi dall’azzardare concrete previsioni, da lui stesso dichiarate impossibili, sugli accadimenti futuri, Teilhard ritiene tuttavia legittimo, estrapolando le osservazioni fatte sull’evoluzione che ha preceduto il manifestarsi del pensiero nell’uomo, tracciare «le direzioni e le condizioni dell’Avvenire».
    A questo proposito Norbert max Wildiers scrive: «La grande scoperta della sua vita era per lui proprio aver rivolto lo sguardo verso l’avvenire. Chi pensasse di espurgare dalle sue opere le considerazioni riguardanti il futuro o le escludesse come cosa di minor valore mutilerebbe di elementi essenziali la sua concezione del mondo».
    Il Fenomeno umano, così come lo osserviamo e sperimentiamo, non si è fermato, ma è destinato a muoversi verso un ulteriore compimento individuale e collettivo. Di fronte all’Umanità si apre un lungo cammino di ulteriore genesi e maturazione alla cui realizzazione concorreranno le nostre scelte, la globalizzazione in atto, il modo di affrontare e gestire i problemi dell’educazione, della pace, dei diritti dell’uomo, della democrazia. E come prevedere la Fine della Specie e il raggiungimento di uno stadio Ultraumano? Questi molteplici temi costituiscono l’oggetto dei 22 saggi qui contenuti, nei quali si manifesta in modo evidente la Fede che Teilhard nutre nei confronti dell’Uomo.

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    Saggio introduttivo, di Carlo Molari

    1. Nota sul Progresso, 1920

    2. Eredità sociale ed educazione, 1938

    3. La Grande Opzione, 1939

    4. Riflessioni sul Progresso, 1941

    I. L’Avvenire dell’uomo visto da un paleontologo

    II. Sulle possibili basi di un comune Credo umano

    5. Lo Spirito nuovo, 1942

    I. Il cono del tempo

    II. La trasposizione «conica» dell’ azione

    6. Vita e Pianeti, 1945

    7. Un grande avvenimento si delinea: la Planetizzazione umana, 1945

    8. Alcune riflessioni sulle ripercussioni spirituali della bomba atomica, 1946

    9. La fede nella Pace, 1947

    10. La formazione della «Noosfera», 1947

    11. La fede nell’Uomo, 1947

    12. Alcune riflessioni sui Diritti dell’Uomo, 1947

    13. La ripresa umana dell’Evoluzione e le sue conseguenze, 1947

    14. Agitazione o Genesi? 1947

    15. Le direzioni e le condizioni dell’ Awenire, 1948

    16. L’essenza dell’idea di Democrazia, 1948

    17. L’Umanità si muove o no biologicamente su se stessa? 1948

    18. Il cuore del problema, 1949

    19. Sulla probabile esistenza davanti a noi di un «Ultraumano», 1950

    20. Come pensare e sperare che si realizzi sulla terra l’Unanimizzazione umana? 1950

    21. Dal Preumano all’Ultraumano, 1950

    22. La fine della Specie, 1952

    Conclusione

    I. Testo sulla fine del Mondo

    II. Ultima pagina del diario

    Postfazione. Il muovere verso: uno strumento di sintesi tra indagine scientifica e futuro dell’umanità, di Ludovico Galleni

    Opere di Teilhard de Chardin

    Indice analitico

    Indice dei nomi

    Le Nove Muse

    Le Nove Muse

    Istoria delle imprese de’ greci e de’ barbari
    Autore/i: Erodoto d’Alicarnasso
    Editore: Sonzogno
    volgarizzata da Giulio Cesare Becelli, con appunti biografici e critici di Lodovico Corio pp. 376, Milano

    Questa è la storia di Erodoto Alicarnasseo pubblicata acciocché quelle cose che si son fatte dagli uomini non vadano col trapassare del tempo in dimenticanza, e le imprese grandi e meravigliose così de’ Greci come de’ Barbari non si rimangano senza gloria, sendo tutte da sapersi degne e massimamente la cagione, per cui tra lor guerreggiarono. Dicono adunque i più dotti Persiani essere stati i Fenicj autori delle discordie, i quali popoli dal mar che Rosso s’appella in questo nostro passando, e posta la sede loro in que’ paesi che tuttora abitano, si diedero subito a lunghe navigazioni, e trasportando mercatanzie dall’Egitto e dall’Assiria in molti paesi arrivarono, ed anco in Argo. Perocchè la città d’Argo in que’ tempi a tutte le città del paese detto Grecia precedeva. Ora costà approdati i Fenicj esposero le lor merci, ed il quinto o sesto giorno dopo essere venuti, vendutele quasi tutte, vennero alla marina molte greche donne, e tra le altre la figliuola del Re Inaco nominata Io, il qual nome anco dai Greci le viene dato. Mentre adunque esse donne accanto alla poppa della nave quelle cose erano per comperare, di cui ciascuna più vaghezza avea, i Fenicj animatisi fra essi loro sopra quelle si misero, e la magaior parte delle donne fuggendosi, Io con altre rapita fu, le quali nelle navi condotte i Fenicj in Egitto veleggiarono. In questo modo i Persiani raccontano che Io in Egitto pervenne (ma non la dicono così i Greci) e che questa fu delle ingiurie la sorgente. E che dopo queste cose alcuni Greci de’ quali il nome non sanno dire (benché saranno stati di Creti) vennero in Tiro e rapirono Europa figliuola del Re e così resero la pariglia ai Fenicj medesimi…

    Lettere di Certosini

    Lettere di Certosini

    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Rusconi
    a cura di Annalisa Scaglione Pomilio, introduzione di Mario Pomilio pp. 156, Milano

    Il nome dei certosini è quasi proverbialmente legato alla severità d’una pratica di vita che, pur escludendo inutili forme d’autoviolenza corporale, esige astinenze, silenzio, solitudine. Eppure, più lucidamente che in altre tradizioni, i temi della rinunzia e della mortificazione della carne sono presso di loro sovrastati dall’idea del primato della ascesi spirituale, dalla convinzione che ogni cosa ha da essere ordinata a farne dei «figli della contemplazione », com’essi amano definirsi. Tutta la loro organizzazione di vita, tutta la loro precettistica sono in tal senso. Non si tratta di spossare il corpo in prove disumane, quanto di abituarsi a dominarlo per tener libera la mente e disponibile al mistico momento del colloquio con Dio.

    Le lettere qui riunite, che letterariamente vanno considerate tra le cose maggiori del XII secolo, e dunque dell’intero Medioevo latino, sono una prova eloquente di tutto ciò. Scritte come da una mano collettiva, quasi che il discorso corresse da autore ad autore restando uno, esse configurano tra l’altro una storia, che è storia di conquiste nel senso dell’interiorità e di progressivo autoperfezionamento, storia di speculazione mistica ed elaborazione di temi di vita ascetica, storia d’anime che pregano, meditano e s’affinano, e in tutto storia d’una spiritualità, questo concetto suggestivo e mal definibile che rare volte in campo cristiano è stato oggetto d’una riflessione altrettanto assidua e culturalmente coerente.

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    Introduzione, di Mario Pomilio

    Nota editoriale

    LETTERE DI CERTOSINI

    SAN BRUNO

    A Rodolfo il Verde, prevosto di Reims – Ai suoi figli certosini

    GUIDO I

    A un amico sconosciuto, sulla vita solitaria – A Ugo, Gran Maestro dei Templari – Al cardinale Emerico

    BERNARDO

    Al solitario Rainaldo – Alle monache di Lione

    GIOVANNI

    A Latoldo, sul modo di pregare – A Ugo, sul rendimento di grazie – A Berardo, sulla custodia del cuore

    STEFANO

    Ai novizi di San Sulpizio

    GUIDO II

    A Gervasio, sulla vita contemplativa

    Fra Dolcino

    Fra Dolcino

    Nascita, vita e morte di un’eresia medievale
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Europia
    a cura di Raniero Orioli pp. 248, ill. b/n, Novara

    Nell’area padana, a cavallo fra Duecento e Trecento, la figura di fra Dolcino costituisce un punto di coagulo di inquietudini religiose vivissime da tempo.

    La cristianità è percorsa da fermenti innovatori profondi: il desiderio di vivere la povertà, la volontà di un rinnovamento integrale della Chiesa, l’aspirazione ad una maggiore responsabilità dei laici sono temi correntemente dibattuti dai dotti e dalla gente comune, dal clero e dal popolo.

    Non tutte le risposte a queste istanze restano nell’alveo ecclesiale: con Dolcino il movimento di riforma si oppone alla Chiesa nei toni di una battaglia clamorosa che si conclude tragicamente. Questa ampia scelta delle cronache e dei documenti più importanti relativi a Dolcino ed al suo movimento permette di ritrovare – al di là delle deformazioni che ne hanno spesso fatto una bandiera di successive lotte politico-religiose – il personaggio storico nella concretezza del suo tempo

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    Raniero Orioli

    II MISTERO DOLCINO

    L’antefatto

    I. Gerardo Segarelli di Parma nella Cronaca di Salimbene

    II. Processi del 1299

    I. Fra Gerardino

    II. Pietro da Monte Ombraro

    III. Pietro Bono

    IV. Zaccaria di Sant’Agata

    Il fatto

    I. Storia di Fra Dolcino eresiarca

    II. Bolle di Clemente v

    I. Bemard Gui

    II. Jacques de Thérines

    III. Processi bolognesi

    I. Zaccaria di Sant’Agata

    II. Rolandino de Ollis

    III. Giacomo di Petricino

    IV. Giovanni di Gerardino

    I superstiti

    I. Bernard Gui, Lettera alle regioni di Spagna

    II. Processo di Pietro di Lugo

    III. Processi trentini

    I. Margherita di Trento II. Giacomino di Cimego III. Donna Monda

    IV. Benvenuto da Imola, Commento a Dante, Inferno, XXVIII, 54-60

    Schede storiche Tavola cronologica Bibliografia ragionata Indice delle cartine

    Le località dell’ area bolognese

    Le località dell’ area novarese e valsesiana

    Études Traditionnelles – 54ᵉ Année – Septembre 1953 – N. 310

    Études Traditionnelles – 54ᵉ Année – Septembre 1953 – N. 310

    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Chacornac Frères
    pp. 48, Paris (France)

    Jacob Boehme Quarante-septième épître théosophique, trad. de l’allemand par Yves Millet (suite)

    Frithjof Schuon Caractères de la mystique passionnelle (suite)

    M. Vâlsân Les derniers hauts grades de l’Ecosisme et la réalisation descendante (suite)

    Jean Reyor Les Livres

    Jean Reyor Les Revues

    Federico da Montefeltro

    Federico da Montefeltro

    Arte, stato e mestiere delle armi
    Autore/i: Roeck Bernd; Tönnesmann Andreas
    Editore: Einaudi
    traduzione di Sylvie Accornero pp. XII-260, ill. b/n, Torino

    Federico da Montefeltro ovvero il profilo piú celebre d’Italia, immortalato dall’altrettanto celebre ritratto di Piero della Francesca conservato agli Uffizi.
    Ma pochi conoscono la storia di quel naso cosí particolare.
    E soprattutto pochi sanno attraverso quali vicende Federico riuscí a realizzare il sogno di trasformare tra il 1444 e il 1482 Urbino, un piccolo borgo marchigiano di montagna in uno dei piú straordinari e prestigiosi centri dell’architettura rinascimentale.
    Federico portò gli artisti piú famosi a Urbino, la sua biblioteca fu tra le piú importanti e rivoluzionarie dell’epoca, il Palazzo Ducale della città divenne il prototipo di residenza del principe della sua epoca.
    Lo storico Bernd Roeck e lo storico dell’arte Andreas Tönnesmann compongono un ritratto ricchissimo di sfaccettature e zone d’ombra del piú famoso e ambizioso condottiero dell’Italia quattrocentesca, la storia dell’ideazione e della costruzione del suo palazzo, le sue imprese militari, il culto sovrano dell’arte.
    Attraverso la ricostruzione di questo perfetto uomo del Rinascimento, capitano di ventura, politico, mecenate, traditore, probabile assassino, insuperabile uomo di marketing, questo libro, in cui duelli, guerre e congiure si combinano con i piú nobili ideali umanistici ed artistici, costituisce una suggestiva rappresentazione del sistema di funzionamento economico, politico e militare di tutta l’Italia del Rinascimento.

    «Probabilmente è famoso, molto famoso, per il suo naso. Piú precisamente, per il pezzetto che manca. La punta non ha nulla di strano. Non sporge in modo aristocratico ed effimero verso il mondo, né s’ingrossa come un bulbo. Sta nel giusto mezzo, nella mediocritas. Il dorso del naso rivela persino un tratto nobile tendendo dritto alla fronte. Qui però, dove altri nasi si perdono dolcemente senza rialzo, non c’è transizione, non c’è radice, ma soltanto il vuoto. Un taglio netto, un gradino, un’intaccatura interrompe bruscamente l’architettura facciale, crea spazio letteralmente per il nulla. Un nulla che però – è innegabile – rende consapevoli dell’esistenza del resto. Nessun altro ha mai avuto un naso simile e questo è diventato il naso d’Italia».

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    Indice delle illustrazioni

    Ringraziamenti

    Federico da Montefeltro

    1. Il naso d’Italia

    2. Conte di Urbino

    3. Aquila, chiavi e tiara

    4. Arte, stato e mestiere delle armi

    5. Giochi di potere

    6. Una cittadina sul Metauro

    7. Montefeltro contro Malatesta

    8. Il signore delle arti

    9. Un palazzo in forma di città

    10. Guerra e pace

    11. Il duca

    12. Tra le braccia di Violante

    Epilogo

    Scelta bibliografica

    Cronologia a cura di Sylvie Accornero

    Indice dei nomi

    S. Agostino – L’Uomo, il Pastore, il Mistico

    S. Agostino – L’Uomo, il Pastore, il Mistico

    Autore/i: Trapè Agostino
    Editore: Esperienze
    pp. IV-444, Fossano (CN)

    S. Agostino è una figura dominante dell’occidente cristiano.

    Filosofo, teologo, mistico e poeta, oltre che pastore, ha esercitato sulle generazioni successive un’influenza profonda e continua. Le sue opere sono state e sono molto lette. Oggi non meno di ieri. Il lettore vi trova svolti con profondità di pensiero e modernità d’impostazione gli eterni problemi dello spirito, e ne resta avvinto. Sono i problemi dell’essere, della verità, dell’amore, della libertà, della grazia, della pace, della comunione, della salvezza; visti e sentiti, spesso drammaticamente, da un uomo che ebbe insieme una grande mente e una acuta sensibilità umana.

    Il presente volume ne riassume, frequentemente con le sue stesse parole, tre aspetti fondamentali. Questi, pur, nella brevità della trattazione, ci permettono di scoprirne alcune luminose qualità: la ricerca vibrante della sapienza nell’uomo; la dedizione assoluta alla causa della Chiesa, che diventa insonne difesa della fede, nel pastore; l’amore di Dio e degli uomini e le ascensioni spirituali nel mistico.

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    Prefazione

    Parte Prima: L’UOMO

    – Romano di cultura e di lingua

    – Cristiano di educazione

    – Fanciullo di belle speranze

    – Peccatore

    – L’amante della sapienza

    – Razionalista

    – Contestatore della Chiesa cattolica

    – Uditore manicheo

    – Deluso

    – Verso lo scetticismo

    – «E venni a Milano dal vescovo Ambrogio»

    – Sulla via del ritorno

    – «Trovai la stella polare a cui affidarmi»

    – I platonici

    – «Afferrai l’apostolo Paolo»

    – L’esempio di Antonio

    – Dal «Contra Academicos» al «De vera religione»

    Parte Seconda: IL PASTORE

    – «Il servo non deve opporsi al padrone»

    – «Fatto sacerdote non tardò ad istituire un monastero»

    – Formazione teologica

    – Sarcina episcopatus

    – Dispensator verbi

    – Messaggio della bontà delle cose

    – Agostino misogino?

    – Messaggio della comunione ecclesiale

    – Messaggio della croce, della grazia e della libertà cristiana

    – Il polemista

    – Ecumenismo

    – Magnum opus et arduum

    – Le due città

    – Lavoratore infaticabile

    Parte Terza: IL MISTICO

    – Amante della bellezza

    – Lettera a Dio

    – Signore, Dio solo ed unico, Dio

    – Trinità

    – Le ultime « Confessioni »

    – «Ama e fa’ ciò che vuoi »

    – «E ancora ascendevamo interiormente»

    Parte Quarta: GLI ULTIMI ANNI

    – Verso il tramonto

    – La morte

    – Sopravvivenza e attualità

    Nota biografica

    Nota bibliografica

    Indice

    Ballate Ebraiche e Altre Poesie

    Ballate Ebraiche e Altre Poesie

    Autore/i: Lasker-Schüler Else
    Editore: Giuntina
    a cura di Maura Del Serra, testo tedesco a fronte pp. 180, Firenze

    Di Else Lasker-Schüler – la grande poetessa ebrea nata a Elberfeld in Vestfalia nel 1869, morta a Gerusalemme nel 1945, errabonda e fantasiosa frequentatrice del mondo artistico-letterario berlinese espressionista (da lei reinterpretato in chiave mistico-magica) ed amica dei massimi esponenti di quell’avanguardia, da Kraus a Benn, da Werfel a Trakl, da Walden a Marc a Loos, autrice di drammi e prose, insignita nel 1932 dell’importante Premio Kleist e costretta l’anno dopo all’esilio in Svizzera dall’avvento del nazismo – il lettore italiano ha di solito l’avara e frammentaria conoscenza consentitagli dalle antologie e dalle storie letterarie. Questo volume, che presenta la prima traduzione integrale delle Ballate ebraiche (riunite nel 1913) e un’ampia scelta dalle altre raccolte di versi, con testo a fronte e note bio-bibliografiche, intende gettare un ponte attivo verso il riconoscimento di una delle massime voci poetiche del Novecento europeo, che Benn definì «l’incarnazione lirica dell’ebraico e del tedesco in una sola persona».

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    Premessa  
    In limine  

    Ballate ebraiche  
    Conciliazione  
    Il mio popolo  

    Abele  
     
    Abramo e Isacco  

    Agar e Ismaele  

    Giacobbe ed Esaù

    Giacobbe  
     
    Giuseppe viene venduto

    Faraone e Giuseppe  

    Mosè e Giosuè  
    Saul  

    David e Gionata  

    David e Gionata  

    Abigail

    Ester

    Boas

    Ruth

    Zebaoth

    Sulamith

    A Dio

    da Stige

    Fuga dal mondo

    Sera

    Separazione

    Esistenza

    Caos

    Dolore cosmico

    da Il settimo giorno

    Il mio canto silente

    Il mio canto di morte

    Fine del mondo

    da I miei prodigi

    Un vecchio tappeto tibetano

    E cerco Dio

    da Al mio tanto amato compagno di giochi Senna Hoy

    Un canto d’amore

    Senna Hoy

    da Al mio puro amico d’amore Hans Ehrenbaum-Degele

    Al principe del Graal

    Al cavaliere d’oro

    da Gottfried Benn

    Al pagano Giselheer

    Canto del principe del gioco

    Te solo

    Vorrei uscire dal mondo

    da Hans Adalbert von Maltzahn

    Al monaco

    In segreto, di notte

    Georg Trakl

    da La mia bella madre guardava sempre Venezia

    Madre

    Preghiera

    da Concerto

    Congedo

    Signore ascolta …

    Genesi

    La conoscenza

    da Il mio pianoforte azzurro

    Il mio pianoforte azzurro

    Lo so

    Al trasfigurato

    lo costeggio l’amore

    Note

    Note ai testi

    Nota biografica

    Bibliografia essenziale

    Grandi Peccatori Grandi Cattedrali

    Grandi Peccatori Grandi Cattedrali

    Un affascinante medioevo: diavoli, santi, cortigiane, mercanti e guerrieri nella storia di 15 chiese europee
    Autore/i: Marchi Cesare
    Editore: Rizzoli
    pp. 246, ill. b/n f. t., Milano

    Bologna, Chartres, Colonia, Cordova, Firenze, Genova, Milano, Monreale, Napoli, Parigi, Roma, Siviglia, Venezia, Verona, Vienna: ognuna di queste città può vantare una grande cattedrale costruita nel medioevo, segno, di volta in volta, di fede genuina, di smisurato orgoglio, di ostentata ricchezza. Milioni di persone varcano ogni anno i severi portali di questi quindici templi per pregare Dio, per ammirare tesori d’arte, per semplice curiosità che le poche righe delle guide turistiche quasi mai riescono a soddisfare del tutto. Infatti quanti sono coloro che sanno che Carlo V cinse a Bologna, in san Petronio, la corona imperiale? Che i carri che trasportavano i materiali necessari per costruire la cattedrale di Chartres vennero trascinati da peccatori che intendevano in questo modo saldare i loro debiti con Dio? Che il duomo di Milano è una specie di ex voto voluto da Gian Galeazzo Visconti? Che i muratori che costruirono a Monreale il duomo dedicato alla Vergine erano musulmani? Che la malta adoperata a Vienna per innalzare la cattedrale di santo Stefano fu impastata con il vino? Cesare Marchi ci guida con il suo stile impareggiabile, fatto di humour e di finezza, alla scoperta di un medioevo che nella sua scintillante ricostruzione e interpretazione appare nuovo, diverso, vivo, fatto sì di fede purissima ma anche di più carnali passioni, e delle incredibili storie di queste case di Dio che molto spesso si trasformarono nelle più mondane case degli uomini.

    L’Istinto Musicale

    L’Istinto Musicale

    Come e perché abbiamo la musica dentro
    Autore/i: Ball Philip
    Editore: Dedalo
    introduzione di Franco Fabbri, traduzione di David Santoro pp. 512, ill. b/n, Bari

    In questo affascinante libro, Ball esplora i meccanismi che ci consentono di dare un senso alla musica e di emozionarci di fronte alla più semplice melodia come alla più elaborata composizione. In modo esauriente e documentato, l’autore avvicina il neofita e gli appassionati ai misteri di un’arte presente in tutte le culture, illuminandoci sull’incredibile lavoro che il nostro cervello compie per interpretare i messaggi sonori. Con il piglio dell’esperto, ma soprattutto dell’amante della musica, Ball conduce il lettore in un viaggio avvincente attraverso discipline che vanno dalla psicologia alla filosofia, dalla matematica alla neurologia e alla teoria musicale, di cui ripercorre l’evoluzione dai tempi di Pitagora ai nostri giorni. Ricco di esempi che spaziano da Bach a Jimi Hendrix, dal jazz al gamelan indonesiano e dalle filastrocche per bambini fino ai più arditi esperimenti dei compositori contemporanei, il volume affronta senza pregiudizi accademici o culturali gli aspetti che fanno della musica un’arte a sé stante, della quale non possiamo fare a meno.

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    Che cos’è l’istinto musicale? E parlare di musica è come danzare di architettura? di Franco Fabbri – Prefazione – 1. Preludio – L’universo armonioso – Un’introduzione – 2. Ouverture – Perché cantiamo – Cos’è la musica e da dove viene? – 3. Staccato – Gli atomi della musica – Cosa sono le note musicali e come stabiliamo quali usare? – 4. Andante – Cosa c’è in una canzone? – Le melodie seguono delle regole? E, in tal caso, quali? – 5. Legato – Keeping It Together – In che modo decodifichiamo il suono? – 6. Tutti – E adesso, insieme – Come usare più di una nota simultaneamente? – 7. Con moto – Slave to the Rhythm – Cosa dà alla musica la sua pulsazione? – 8. Pizzicato – Il colore della musica – Perché gli strumenti suonano in modo differente e come ciò influisce sulla musica – 9. Misterioso – All in the Mind – Quali parti del cervello usiamo per la musica? – 10. Appassionato – Light My Fire – In che modo la musica trasmette o suscita emozioni? – 11. Capriccioso – In stile e fuori stile – Cosa sono gli stili musicali? – La musica è fatta di note, schemi o tessiture? – 12. Parlando – Perché la musica ci parla – La musica è un linguaggio? O è più vicina alle arti non verbali? – 13. Serioso – Il significato della musica – Cosa cercano di dire i compositori e i musicisti? – La musica in sé può dire qualcosa? – Coda – La condizione della musica – Copyright per le illustrazioni – Bibliografia – Indice analitico

    Contatti del 4° Tipo

    Contatti del 4° Tipo

    Gli ufo precursori del nostro avvenire
    Autore/i: Delval Pierre
    Editore: De Vecchi
    traduzione di Teobaldo del Tanaro pp. 214, ill. b/n, Milano

    Con questo saggio l’autore esplora la fenomenologia UFO sotto una nuova angolazione, sostenendo la possibilità dell’esistenza di un legame psichico tra «l’intelligenza UFO» e il «contattato», forse a insaputa di quest’ultimo. Alla luce di questa sconvolgente ipotesi vengono quindi presi in esame, oltre a casi di avvistamenti di UFO, fenomeni comunemente definiti parapsicologici, con l’intenzione di cercare un denominatore comune tra essi che permetta di imboccare nuove vie di ricerca. A supporto di tale ipotesi vengono portati stralci di rapporti stilati dalla commissione d’inchiesta OURANOS e dall’omonima rivista, in cui l’autore occupa un posto di primissimo piano.

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    Introduzione 

    Capitolo I – L’esistenza degli UFO: “segni” dei futuri profondi mutamenti della nostra civiltà

    1978: gli UFO intensificano le loro manifestazioni in Francia e nel mondo

    UFO e interruzioni di corrente elettrica

    Autunno 1978: nuova ondata di avvistamenti

    UFO sull’est della Francia e sull’Italia

    Sempre in Francia

    Fenomeni inspiegabili nel Massiccio Centrale 

    Squadriglie di UFO

    Capitolo II – I diversi aspetti del fenomeno UFO

    Le varie tappe dell’evoluzione del nostro atteggiamento nei confronti delle manifestazioni del fenomeno

    L’aspetto scientifico

    L’aspetto spirituale o mistico

    L’aspetto psichico e parapsicologico

    1. È possibile comunicare con il fenomeno UFO mediante il pensiero?

    2. È possibile il controllo “psi” da parte degli UFO?

    3. Masse di energia di natura bioelettromagnetica

    4. Proiezioni mentali

    Il caso della signora B

    Conclusione

    Capitolo III – Dal fenomeno “psi” al contatto ufologico

    Linee generali

    Alcuni casi significativi 

    Capitolo IV – Il problema del contatto

    Considerazioni generali

    I contattati

    Il caso Adamski

    Un altro notissimo contattato: Uri Geller

    Le sfere parlanti di Burbank (California)

    Esseri che si spostano nell’anti-tempo

    I Baavi

    Capitolo V – I rapimenti

    Due ragazzi rapiti da un UFO

    Sollevati in aria con l’automobile

    Altro caso di rapimento in Brasile

    Altro caso di rapimento per aspirazione, durante una gara automobilistica, in Argentina

    Un giovane macellaio trascinato a forza all’interno di un UFO

    Sequestrato da dei robot

    Capitolo VI – Una entità che si fa chiamare “Maria”

    Capitolo VII – Effetti psichici sui testimoni di incontri ravvicinati

    Considerazioni generali

    Ipnosi dei testimoni 

    Capitolo VIII – Gli occupanti dei dischi volanti

    Il contesto pubblico

    Un fenomeno mondiale

    Il caso di Bedarrides (Valchiusa)

    Il fatto di Petite-Ile (Réunion) 

    Inspiegabile incontro in Portogallo

    Robot o esseri viventi

    Un robot extraterrestre a Vilvoorde? 

    Morfologia degli occupanti UFO

    Qualche statistica

    Testimoni paralizzati dagli extraterrestri

    Comportamento degli occupanti UFO

    Gli extraterrestri di fronte ai testimoni

    Il problema del contatto

    Capitolo IX – UFO, sismi e calamità

    Prodigi e calamità del secolo XVIII

    Capitolo X – Voci e immagini misteriose

    Conclusione

    L’albero che nasconde la foresta

    Esortazione agli Ebrei

    Esortazione agli Ebrei

    Autore/i: Gioacchino Da Fiore
    Editore: Viella
    a cura di Roberto Rusconi, testo critico e introduzione di Alexander Patschovsky, testo latino a fronte pp. 196, Roma

    Nel corso del medioevo l’atteggiamento dei cristiani nei confronti degli ebrei era fondamentalmente negativo e si esprimeva anche attraverso le opere di una letteratura antiebraica, al cui interno spiccavano i testi di un monaco cluniacense, l’abate Pietro il Venerabile, e di un convertito spagnolo, Pietro Alfonsi. Gioacchino da Fiore conosceva questi testi, elaborando dal canto suo una posizione del tutto differente. Egli non si rivolgeva agli ebrei per convertirli, ma ai cristiani, per convincerli che con l’incarnazione di Gesù la storia del popolo di Israele non era finita: nel futuro degli ultimi tempi della storia, che secondo l’abate si stava avvicinando nei giorni in cui egli scriveva, gli ebrei e i gentili si sarebbero riuniti in un unico popolo di credenti.

    Questa visione, che non trovava precedenti né ebbe seguito, fu affidata a un testo in cui Gioacchino da Fiore accumulava e commentava ampiamente brani delle Scritture sacre degli israeliti – il Vecchio Testamento dei cristiani –, trovandovi la conferma della dottrina della Trinità e la prefigurazione dell’avvento del Messia nella persona del Cristo. In tutto questo egli affidava a se stesso un ruolo analogo a quello del profeta Elia e indirizzava ai suoi ascoltatori una Esortazione a prepararsi ad accogliere insieme ebrei e cristiani alla fine della storia umana.

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    Alexander Patschovsky, Introduzione (traduzione in italiano di Massimo Palma)
    1. Paternità del testo. 2. Titolo. 3. Genere, costruzione e contenuto. 3.1. L’unico Dio è in tre persone (De assertione trium personarum). 3.2. Cristo unisce nella sua persona due sostanze: uomo e Dio (De misterio incarnationis). 3.3. L’opera dello spirito di Dio nella storia della salvezza secondo la comprensione spirituale data dallo Spirito. 4. L’idea dell’opera. 5. Destinatari e beneficiari. 6. Modelli e contesti della tradizione. 7. Datazione. 7.1. La parabola di Tobia. 7.2. La venuta dell’Anticristo e la conversione degli ebrei alla fine dei tempi. Note.

    Gioacchino da Fiore, Esortazione agli Ebrei 
    Incipit prephatio in Exortatorio Iudeorum (traduzione di Fabio Troncarelli)
    Inizia la prefazione all’Esortazione agli Ebrei
    I. De assertione Trium personarum
    I. Ciò che affermiamo sulle Tre persone
    II. Incipit de misterio incarnationis
    II. Inizia sul mistero dell’incarnazione
    III. Quod obcecati sint Iudei pro peccatis patrum suorum, ut non possint intelligere spiritalia verba
    III. Che gli Ebrei sono accecati per i peccati commessi dai loro padri, in modo tale che non possono comprendere le parole dello Spirito

    Opere citate
    Abbreviazioni bibliche
    Indice dei passi biblici

    Le Contemplazioni di Dio

    Le Contemplazioni di Dio

    Le visioni teofaniche dei santi misteri e le ascensioni delle luci divine
    Autore/i: Ibn ’Arabī
    Editore: Mimesis
    a cura di Suad Hakim e Pablo Beneito Arias pp. 90, Milano – Udine

    L’autentico insegnamento soteriologico di questa «comunicazione divina diretta», è la perplessità, ciò che non significa in alcun modo caos oppure disordine bensì stupore innanzi all’essenzialità dell’attestazione dell’unicità dell’Essere divino. Uno stato mistico, pertanto, ed al contempo una stazione iniziatica, a cui questo stesso soliloquio divino educa: il monologo dell’anima assorbita nella contemplazione segue, infatti, precise regole di pedagogia spirituale, prefiggendosi di favorire, conformemente alle capacità personali di ognuno, il riconoscimento e la corretta interpretazione dello stupore di fronte alla perplessità suscitata dall’antinomicità della Realtà divina.

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    PRESENTAZIONE DEL CURATORE ITALIANO

    INTRODUZIONE di S. Hakim e Pablo Beneito Arias

    I. PRIMA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DELL’ESISTENZA AL SORGERE DELL’ ASTRO DELLA VISIONE DIRETIA

    II. SECONDA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DELLA COMPRENSIONE AL SORGERE DELL’ ASTRO DEL RICONOSCIMENTO

    III. TERZA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DEI VELI AL SORGERE DELL’ ASTRO DELLA CONFERMA

    IV. QUARTA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DELL’INTUIZIONE AL SORGERE DELL’ ASTRO DELLA TRASCENDENZA

    V. QUINTA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DEL SILENZIO AL SORGERE DELL’ ASTRO DELLA NEGAZIONE

    VI. SESTA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DELLA PERCEZIONE MISTICA AL SORGERE DELL’ ASTRO DELLO SVELAMENTO

    VII. SETTIMA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DELL’IMMAGINE DELLE CREDENZE AL SORGERE DELL’ASTRO DELLA CONVOCAZIONE

    VIII. OTTAVA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DELLA ROCCIA AL SORGERE DELL’ ASTRO DEL MARE

    IX. NONA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DEI FIUMI AL SORGERE DELL’ ASTRO DELLA GERARCHIA

    X. DECIMA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DELLA PERPLESSITÀ AL SORGERE DELL’ASTRO DEL NULLA

    XI. UNDICESIMA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DELLA DIVINITÀ AL SORGERE DELL’ ASTRO DI LĀM ALIF

    XII. DODICESIMA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DELL’UNITÀ AL SORGERE DELL’ASTRO DELLA SERVITÙ

    XIII. TREDICESIMA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DELL’ASSE AL SORGERE DELL’ ASTRO DELLA SINGOLARITÀ

    XIII. QUATTORDICESIMA VISIONE TEOFANICA

    LA CONTEMPLAZIONE DELLA VISIONE TEOFANICA DELLA LUCE DELL’ARGOMENTAZIONE AL SORGERE DELL’ ASTRO DELLA GIUSTIZIA

    David Lazzaretti – Il Racconto della Vita, le Parole del “Profeta”

    David Lazzaretti – Il Racconto della Vita, le Parole del “Profeta”

    Autore/i: Niccolai Lucio
    Editore: Effigi
    pp. 188, ill. b/n, Arcidosso (GR)

    Il primo contatto ravvicinato di chi scrive con il “tema David” risale, se la memoria non mi inganna, al lontano 1978. In Val D’Orcia, a due passi da Pienza, nel delizioso borgo di Monticchiello. Alla figura del “profeta dell’Amiata” era dedicato uno dei primi spettacoli del locale teatro popolare che avrebbe dato vita ad una celebratissima tradizione. La rappresentazione di quelle lontane vicende era efficace, ben congegnata e proposta con discreta maestria. Si capiva, già da allora, che l’impostazione del teatro di quel piccolo e stupendo paese avrebbe incontrato consensi. Ma, nello specifico, il “taglio” era veramente molto “anni settanta”. Dopo la morte violenta di David, gli attori componevano un quadro vivente del “Quarto stato”. Di Lazzaretti e del suo messaggio erano proposti, quasi esclusivamente, il significato ed il valore di carattere sociale.

    Era il modo di ragionare del tempo. I temi religiosi non potevano che essere espressioni improprie e “sovrastrutturali” di ben altri motivi di fondo che l’esperienza lazzarettiana, lungo il suo percorso e con il suo crudo epilogo, portava ad evidenza. Ricordo ancora il garbato imbarazzo dei conduttori della manifestazione e della platea quando, dopo lo spettacolo, venne data la parola ad un piccolo gruppo di giurisdavidiei. Seguaci, in pieno Novecento, della tradizione e del messaggio del loro ottocentesco maestro. Non sfiorarono nemmeno, ovviamente, i temi sociali impliciti nella sua vicenda. Parlarono di profezie e di vaticini di David (su questioni, in verità, di non grande rilievo) che si sarebbero, nel frattempo, avverati. Si soffermarono su esoteriche simbologie religiose e accennarono ad alcuni temi sicuramente lontani dalle contraddizioni materiali della storia. Gli spettatori ne uscirono, credo, un po’ frastornati e convinti che il valore della singolare vicenda di David andasse recuperato e ricostruito ex novo al di là della ristretta versione che ne sembravano fornire gli odierni e, apparentemente, un po’ sprovveduti, seguaci…

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    Severino Saccardi, Introduzione

    Fiora Bonelli, Tecniche narrative e chiavi di lettura. Qualche spunto

    Lucio Niccolai, Premessa

    Elenco dei brani pubblicati e fonti relative

    I.
    II.
    David Lazzaretti, Il messaggero celeste 
    III.
    David Lazzaretti, La Terra dei Grandi
    IV.
    David Lazzaretti, La Grotta murata
    V.
    David Lazzaretti, Il Campo di Cristo
    VI.
    Le regole del Pio Istituto degli Eremiti penitenti e penitenzieri
    VII.
    David Lazzaretti, Lettera ai popoli d’Italia
    VIII.
    La Società delle Famiglie cristiane
    IX.
    David Lazzaretti, I fiori celesti
    X.
    David Lazzaretti, Stabilimento di una società generale di soccorso e di beneficienza
    XI.
    Francesco Tommencioni, Come conobbi David
    XII.
    David Lazzaretti, Una lamentazione
    XIII.
    David Lazzaretti, Una parabola
    XIV.
    David Lazzaretti, Dall’altare del Monte Labbro
    XV.
    Francesco Tommencioni, L’uccisione di David

    Alcuni protagonisti del racconto

    Ai margini del racconto (I): appunti di lettura

    Ai margini del racconto (II): il linguaggio di David

    Ai margini del racconto (III): linguaggio e valenze simboliche in alcuni scritti di David Lazzaretti, di Massimo Seriacopi

    Bibliografia 

    Bibliografia essenziale di riferimento

    David Lazzaretti Davanti al Sant’Uffizio

    David Lazzaretti Davanti al Sant’Uffizio

    Documenti e atti della Suprema Sacra Congregazione novembre 1877 – luglio 1878
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Effigi
    pp. 142, ill. b/n, Arcidosso (GR)

    Quello che presentiamo con questa pubblicazione non è un altro libro su David: come abbiamo già avuto modo di dire in altra occasione di libri su Lazzaretti ce ne sono fin troppi e non sempre utili alla comprensione dei fatti e ad una loro seria e oggettiva disamina. Piuttosto, e proprio per questo, ancora oggi, a 130 anni dall’assassinio, si avverte la carenza di documentazione su alcuni elementi centrali del suo percorso – e delle motivazioni che determinarono David a fare certe scelte, non ultima, quella di guidare una processione che lo avrebbe condotto ad una morte annunciata -, la possibilità di un approccio diretto, meno mediato, con le fonti e con le parole stesse del “profeta”. In tale contesto assumono particolare rilevanza gli atti relativi al processo che David Lazzaretti subì presso la Santa Congregazione del Sant’Offizio – che vengono qui proposti per la prima volta come fonti dirette di comprensione e di documentazione – che non risulta siano mai stati consultati dagli storici e saggisti che hanno scritto di David e si ritengono assolutamente inediti.

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    Lucio Niccolai. Introduzione

    Marcello Cicognani. Sulla causa Lazzaretti e socii per pretese profezie, visioni, ecc. Relazione novembre 1877

    Verbali dell’interrogatorio di David Lazzaretti 12 marzo – 1 aprile 1878

    David Lazzaretti. Allegati autografi

    Marcello Cicognani. Sulla causa Lazzaretti e socii

    Marcello Cicognani. Informativo

    Marcello Cicognani. Costituti

    Mauro Chiappini. Postfazione

    Da Bisanzio alla Santa Russia

    Da Bisanzio alla Santa Russia

    Nikodim Kondakov (1844-1925) e la nascita della storia dell’arte in Russia
    Autore/i: Foletti Ivan
    Editore: Viella
    pp. 280, 59 figg. b/n f. t., Roma

    Questo libro è una vera avventura biografica: traccia la storia della vita e dell’opera di Nikodim Kondakov, pioniere degli studi tardo antichi e bizantini nell’Europa orientale prima e dopo la Rivoluzione russa; ne segue le vicende complesse e drammatiche, dalle origini modeste agli studi, alla fondazione geniale di un intero e innovatore campo di studi: la pionieristica e precocissima storia dell’arte in Russia; alla carriera, luminosa e fortunatissima, e poi ai traumi della rivoluzione, alla vita raminga, alla precarietà e alla dipendenza dai committenti.

    Attraverso e nonostante queste fasi drammatiche, che sono fasi della storia, e fasi della vita dello studioso, gli studi di Kondakov disegnano una vasta geografia della cultura tardoantica e medievale tra il Mediterraneo e gli Urali; toccano orizzonti lontani, da cui si intravedono le migrazioni dei popoli asiatici e la nascita composita dell’Europa medievale con i suoi valori cristiani; percorrono i tragitti della storia servendosi delle tracce visive lasciate dal passato, dagli oggetti, e dai monumenti. Ricostruire le vicende biografiche ed esistenziali di Nikodim Kondakov è un complemento indispensabile alla comprensione di una fase critica fondatrice della storia dell’arte e anche, più in generale, della storia della Russia e dei paesi che lo studioso attraversò nella sua lunga e tormentata vita.

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    Presentazione di Serena Romano

    Introduzione

    Status quaestionis

    I. Cenni biografici

    1. Gioventù e formazione

    2. Il periodo moscovita e l’insegnamento secondario

    3. Odessa. L’Università della Nuova Russia

    4. San Pietroburgo: dentro la storia russa (1888-1900)

    5. San Pietroburgo, l’Italia, Jalta: l’opera scientifica di un pensionato di lusso (1900-1914)

    6. La rivoluzione e la fuga

    7. Gli anni dell’emigrazione

    II. Nikodim Kondakov e l’icona

    1. L’icona russa e l’Ottocento

    2. L’icona prima dell’icona: gli studi di Kondakov prima del 1904

    3. Icona, opera d’arte

    4. Immagine liturgica, immagine sacra: gli ultimi studi di Kondakov

    5. La riscoperta dell’icona: Nikodim Kondakov e il silenzio della storia

    III. Kondakov, l’Occidente e le questioni di metodo

    1. Occidentalista, slavofilo, emigrato: uno sguardo complesso sul mondo occidentale

    2. La storia dell’arte: una scienza occidentale “conquista” l’Oriente

    3. Uno sguardo ortodosso sulla pittura del Rinascimento italiano

    Conclusioni

    Opere citate

    Indice dei nomi

    Indice dei luoghi

    Gayatri Mantra

    Gayatri Mantra

    La gloria del creatore
    Autore/i: Choa Kok Sui
    Editore: Eifis
    Libro + Cd, durata 27 minuti, Cervia (RA)

    Finalmente anche in Italia il noto Mantra cantato da Grand Master Choa Kok Sui, questo Mantra è un potentissimo strumento per:

    • purificare ed energizzare gli ambienti
    • ritrovare la pace e la gioia
    • eliminare lo stress
    • purificare il corpo energetico
    • sviluppare l’intelligenza Buddhica
    • aumentare la concentrazione e la fecalizzazione
    • perfetta meditazione mattutina

    Il Gayatri Mantra può essere utilizzato sia come base musicale durante momenti di rilassamento o meditazione oppure può essere cantato per farlo divenire una vera e propria meditazione. È uno dei più noti Mantra induisti, utilizzato come forma di risveglio Divino della mente e dell’anima, accompagna gli yogi all’unione con il Brahman.

    Il Pronostico Sperimentale in Astrologia

    Il Pronostico Sperimentale in Astrologia

    Dall’esame delle previsioni riuscite in più di un secolo il pronostico dell’avvenire del mondo
    Autore/i: Barbault André
    Editore: Mursia
    traduzione dal francese di Olga Ceretti Borsini pp. 212, Milano

    La previsione astrologica è stata ed è argomento di infinite ricerche da parte degli astrologi di tutti i tempi. Nel presente volume l’autore rinnova totalmente l’arte degli antichi e la colloca in un moderno contesto che è appunto quello del pronostico sperimentale: senza rifiutare il grande passato dell’astrologia – egli sostiene – bisogna rivolgersi al suo presente e soprattutto al suo avvenire, e non frugando in mezzo a cimeli da museo, bensì analizzandola e sperimentandola in laboratorio.

    Partendo dunque da queste premesse, Il pronostico sperimentale in astrologia è una sorta di viaggio straordinario che ci mostra le correlazioni esistenti fra le configurazioni astrali che ci circondano e i grandi avvenimenti ei personaggi della scena mondiale del nostro secolo; ognuna delle sue varie tappe è confrontata con avvenimenti analoghi verificatisi in passato. L’autore passa quindi alla serie delle previsioni che sono state successivamente confermate dai fatti (sempre regolandosi in base alle correlazioni) e i risultati da lui raggiunti in questo settore non mancheranno di impressionare i lettori. Infine, egli si spinge a tracciare (sia pure con prudenza perché -, egli dice – il buon astrologo non parla a vanvera) un quadro di previsioni astroloche su quella che potrà essere la realtà del nostro mondo di domani.

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    Introduzione – Dal museo al laboratorio

    Capitolo I – Gli approcci infidi

    Capitolo II – Le prove

    Capitolo III – Congiunzione astrale e rinnovamento storico

    Capitolo IV – Il tempo, fattore cosmo-sociologico

    Capitolo V – La congiunzione Sole … Giove

    Capitolo VI – Il calendario della pace

    Capitolo VII – Le incognite

    Capitolo VIII – Il sorvolo storico del XX secolo

    Capitolo IX – Le grandi pagine della storia

    Capitolo X – Le metamorfosi della storia

    Capitolo XI – Destino della società moderna

    Capitolo XII – I momenti storici

    Capitolo XIII – Congiunture storiche

    Capitolo XIV – Dal passato all’avvenire dell’astrologia

    Le Legioni Romane nella II Guerra Punica

    Le Legioni Romane nella II Guerra Punica

    Autore/i: Cantalupi Piero
    Editore: Effepi
    pp. 62, Genova

    Fra gli autori a noi rimasti dall’antichità, il solo che ci dia una descrizione completa e circostanziata della guerra di Annibale in Italia è Tito Livio.

    Egli premette al racconto degli avvenimenti di ogni anno un elenco più o meno completo dei magistrati romani che entravano in carica o venivano confermati nei loro comandi, delle legioni e flotte che operavano sui singoli teatri di guerra, dei prodigi che venivano denunziati a Roma ed espiati dai pontefici.

    Nessuno vorrà mettere in dubbio che questa ultima categoria di notizie sia derivata dagli Annales Maximi Pontificum, cioè dalla cronaca ufficiale dello Stato romano; orbene, lo stesso vale riguardo alle liste dei magistrati, tanto vero che gli Annnales Maximi si sono sviluppati appunto da queste liste. Quindi diventa molto probabile che anche le notizie sui provvedimenti militari derivino dalla medesima fonte: tanto più che esse nella loro nuda semplicità hanno tutta l’impronta della tradizione annalistica ufficiale.

    Disgraziatamente Livio non ci ha conservato queste notizie nella loro integrità. Nell’elenco delle legioni vi sono quasi sempre delle lacune: inoltre agli anni 217 e 216 l’elenco manca del tutto. Per di più Livio non ha attinto direttamente alla fonte ufficiale, ma si é servito degli annalisti che scrissero la storia romana nel secondo ed al principio del primo secolo avanti l’era volgare. Doveva quindi succedere che la tradizione passando per le loro mani subisse numerose alterazioni ed interpolazioni; da ciò nasce che la somma delle legioni messe in campo in un dato anno, quale viene indicata di quando in quando da Livio, non si accordi sempre colle notizie forniteci da Livio medesimo intorno al numero delle legioni combattenti nei singoli campi d’operazione. Resta quindi dimostrato che egli non fece queste somme, ma le trovò già nelle sue fonti. Noi per conseguenza ce ne potremo servire per controllare il valore delle indicazioni parziali…

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    Introduzione

    Dalla Trebbia a Canne

    Comandi fuori d’Italia dopo Canne

    La guerra in Italia dopo Canne

    Aggiunta del professor Giulio Beloch

    Fra Libro Antico e Moderno Luigi Lodigiani e la Legatura del Primo ’800

    Fra Libro Antico e Moderno Luigi Lodigiani e la Legatura del Primo ’800

    Luigi Lodigiani e la committenza Ala Ponzone: appunti per una ricerca
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Biblioteca Statale di Cremona
    a cura di Stefano Campagnolo, saggio introduttivo e catalogo di Federico Macchi, con un saggio di Raffaella Barbierato pp. 202, tavv. e schede a colori, Cremona

    A compimento del censimento delle legature artistiche della Biblioteca Statale di Cremona, la mostra bibliografica espone una parte del patrimonio poco valorizzata: la legatura ottocentesca, oscurata in genere dalla fastosità delle legature rinascimentali e barocche. Nell’opera di Luigi Lodigiani, il più importante artigiano attivo a Milano a inizi ’800, nell’arte ‘minore’ della legatura, troviamo racchiusa una mirabile sintesi estetica di puro gusto neoclassico e dello stile impero. Lodigiani acquisisce i suoi ferri e le attrezzature direttamente in Francia. La presenza di un alto numero di suoi lavori a Cremona si deve a una commissione del marchese Sigismondo Ala Ponzone, collezionista dai molteplici interessi, a cui appartennero importanti raccolte ora di proprietà civica. Il censimento è stato compiuto dal noto bibliofilo Federico Macchi, autore anche del catalogo che correda la mostra. La presentazione viene realizzata in collaborazione con la Biblioteca Universitaria di Pavia, che si collega in videoconferenza.

     

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    STEFANO CAMPAGNOLO Tra libro antico e moderno: le ragioni di una mostra

    RAFFAELLA BARBIERATO Luigi Lodigiani e la committenza Ala Ponzone: appunti per una ricerca

    FEDERICO MACCHI

    Fra libro antico e moderno: Luigi Lodigiani e la legatura del primo ’800

    Luigi Lodigiani (I778-I843)

    1. Lodigiani legatore a Milano

    2. Armi e monogrammi nelle legature di Lodigiani

    3. Lo stile di Lodigiani: l’influsso della legatoria francese

    4. Gli attrezzi per la decorazione

    5. Legatori milanesi della prima metà dell’Ottocento e il(i) successore(i) di Lodigiani

    6. Caratteristiche delle legature di Lodigiani custodite nella Biblioteca Statale di Cremona

    Catalogo

    I. Catalogo delle legature di Luigi Lodigiani nella Biblioteca Statale di Cremona

    Tavole delle legature di Luigi Lodigiani

    II. Altre legature ottocentesche nella Biblioteca Statale di Cremona

    Tavole delle altre legature ottocentesche Selezione dei fregi presenti nelle legature di Lodigiani

    Documenti d’archivio. Corrispondenza tra Luigi Lodigiani, l’amministrazione italiana e l’amministrazione francese

    Censimento delle legature di Luigi Lodigiani

    Bibliografia

    Manuale Universale dell’Amore Incondizionato

    Manuale Universale dell’Amore Incondizionato

    Autore/i: Pesso Tana
    Editore: Amrita
    prefazione del XIV Dalai Lama, con la supervisione di Penor Rinpoche pp. 190, Torino

    In questo manuale sono raccolte le 40 meditazioni guidate che, nel corso della secolare tradizione tibetana, si sono dimostrate più efficaci per sviluppare la compassione, l’empatia, l’amore incondizionato. Tale struttura è fatta apposta per servire a più scopi: la semplicità delle meditazioni, nonché la loro perfetta compatibilità con la cultura occidentale, le rende accessibili e proficue anche a un pubblico che vi si avvicina per la prima volta, e l’ordine progressivo in cui sono presentate ci conduce per mano in un’esperienza sempre più completa e intensa del loro messaggio, lasciandoci con una ricchezza spirituale che, forse, inizialmente non avevamo nemmeno messo in programma di raggiungere!

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    Prefazione del XIV Dalai Lama

    Introduzione

    Parte prima – Esercizi iniziali e finali

    Parte seconda – Poi, irradiare l’amore all’esterno: strumenti per creare una vita compassionevole

    Postfazione

    Appendice – Lista completa delle forme abbreviate degli esercizi di compassione

    Ringraziamenti

    Gli autori

    Gli Angeli nella Bibbia

    Gli Angeli nella Bibbia

    Messaggeri dell’amore di Dio
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Edizioni Parva
    a cura di Padre Cornelio Maria Del Zotto e delle sorelle Clarisse Adoratrici di Porto Viro pp. 260, nn. ill. a colori, Melara (RO)

    Questo libro, riccamente illustrato con immagini tratte dalla tradizione iconografica, o appositamente dipinte dalle Sorelle Clarisse di Porto Viro, è una raccolta puntuale dei passi della Sacra Scrittura che parlano degli Angeli Santi come messaggeri di Dio e suoi collaboratori lungo il corso della storia della salvezza. La presenza degli Angeli illumina e riempie di sicura speranza anche gli avvenimenti più drammatici della Storia Sacra, sia dell’Antico che del Nuovo Testamento. I brani biblici sono inseriti in una cornice teologica di brevi e illuminanti spiegazioni, arricchite da immagini splendide che ne rendono molto piacevole la lettura. I curatori, spinti dal desiderio di far conoscere la bellezza e la realtà della vita del Regno di Dio, al cui servizio sono gli Angeli, offrono questa loro lunga e amorosa ricerca a quanti hanno il desiderio di fare esperienza e di gustare il divino mistero della presenza degli Angeli nella vita degli uomini. Tale presenza esiste fin dagli inizi della Creazione e accompagna tutte le vicende storiche della famiglia umana. E, come è presente nella storia dell’umanità, così è realmente presente nella vita particolare di ogni uomo. Anche oggi, infatti, questa presenza è sperimentabile, e ci aiuta a vivere ogni giorno nella pace. Ogni lettore di questo libro possa aver la gioia e lo stupore di scoprire nella sua vita la viva Presenza degli Angeli.

    Leggi il Futuro con i Fondi di Caffè

    Leggi il Futuro con i Fondi di Caffè

    Autore/i: Moia Antares Giovanna
    Editore: Meb
    presentazione di Franco Ossola. pp. 132, Padova

    Narra una leggenda araba che la pianta del caffè e la relativa mantica ad essa collegata, siano state un dono divino ad un uomo che perduti i figliuoli, cercava di rintracciarli tramite la divinazione.
    Fu proprio consultando l’impalpabile polvere dei frutti della magica pianta che l’impresa riuscì felicemente.
    Da allora – vale a dire dalla notte dei tempi – gli indovini sono ricorsi alla lettura dei fondi di caffè con dedizione, certi che le loro richieste avrebbero trovato un riscontro celeste.
    Nei secoli si sono affinati metodi, rituali, preghiere e sistemi di lettura fino a giungere a parametri precisi di operatività.
    Questo libro li svela e spiega chiaramente, uno ad uno.

    È un testo unico, in cui troverete, tra l’altro:

    • Le figure caffeomantiche e la loro interpretazione
    • Come esorcizzare e magnetizzare il caffè
    • Orazioni, preghiere, incantesimi
    • Giorni e momenti propizi per la divinazione
    • Come eseguire la lettura accurata dei fondi
    • Come usare la caffeomanzia per la salute e le diagnosi mediche
    • Come legare le persone amate
    • Cenni di teomanzia

    Giovanna Moia e una chiromante meglio nota con il nome di Antares. Già autrice di un best-seller comparso in questa stessa Collana – A scuola dalla Strega – ha ormai al suo attivo un’esperienza pratica e teorica delle arti magiche che ne fa una fra le più preparate studiose del nostro paese.

    L’Incontro di Scienza e Spirito

    L’Incontro di Scienza e Spirito

    Linee guida per una nuova era – Il prossimo stadio dinamico dell’evoluzione umana e come raggiungerlo
    Autore/i: White John
    Editore: Interno Giallo Editore
    traduzione di Anna Pensante. pp. 318, Milano

    L’incontro di scienza e spirito è una critica alla tradizionale incomunicabilità tra la scienza e la religione. White si propone di dimostrare che la comprensione della loro natura complementare può migliorare la nostra conoscenza della realtà e introdurci in una Nuova Era.
    L’autore ci offre una panoramica delle scoperte e delle opinioni di importanti neurofisiologi e psicologi transpersonali, procedendo poi a un esame severo di molti argomenti cari alla New Age: dallo yoga al camminare sulle braci ardenti, dalla medicina olistica agli UFO e alla re incarnazione. Valuta da un punto di vista spirituale la ricerca dell’illuminazione, e tratta problemi quali il ruolo dei “canali” nello sviluppo superiore, le arti marziali, la tradizione giudeo-cristiana e il Secondo Avvento. Il risultato è una visione positiva e stimolante del futuro dell’umanità, riassunto nell’affascinante ipotesi che l’evoluzione dell’uomo sia destinata a sfociare in una specie umana psicologicamente e spiritualmente più elevata.

    John White è autore anche di A Practical Guide to Death and Dying e di Everything You Want to Know About TM.

    Storia Naturale I

    Storia Naturale I

    Cosmologia e geografia – (Libri 1-6)
    Autore/i: Plinio Il Vecchio
    Editore: Einaudi
    prefazione di ltalo Calvino, note: Alessandro Barchiesi, Roberto Centi, Mauro Corsaro, Arnaldo Marcone, Giuliano Ranucci, introduzione di Gian Biagio Conte, traduzione: Alessandro Barchiesi, Roberto Centi, Mauro Corsaro, Arnaldo Marcone, Giuliano Ranucci. pp. LXXV-847, Torino

    Dalla prefazione di ltalo Calvino:
    «L’uso che di Plinio si è sempre fatto, credo, è quello della consultazione, sia per conoscere cosa gli antichi sapevano o credevano di sapere su un dato argomento, sia per spigolare curiosità e stranezze. (Sotto quest’ultimo aspetto, non si può trascurare il libro I, cioè il sommario dell’opera, le cui suggestioni vengono dagli accostamenti imprevisti: “Pesci che hanno un sassolino nella testa; Pesci che si nascondono d’inverno; Pesci che sentono l’influenza degli astri; Prezzi straordinari pagati per certi pesci”, oppure “Della rosa: 12 varietà, 32 farmaci; 3 varietà di gigli: 21 farmaci; Pianta che nasce da una propria lacrima; 3 varietà di narcisi: 16 farmaci; Pianta di cui si tinge il seme perché ne nascano fiori colorati; Lo zafferano: 20 farmaci; Dove dà i fiori migliori; Quali fiori erano conosciuti al tempo della guerra di Troia; Vesti che rivaleggiano coi fiori”, o ancora: “Natura dei metalli; Dell’oro; Della quantità d’oro posseduta dagli antichi; Dell’ordine equestre e del diritto di portare anelli d’oro; Quante volte l’ordine equestre ha cambiato nome? “). Ma Plinio è anche autore che merita una lettura distesa, nel calmo movimento della sua prosa, animata dall’ammirazione per tutto ciò che esiste e dal rispetto per l’infinita diversità dei fenomeni».

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    Il cielo, l’uomo, l’elefante di Italo Calvino. L’inventario del mondo di Gian Biagio Conte. Nota biobibliografica di Alessandro Barchiesi, Giuliano Ranucci e Chiara Frugoni. Nota alle illustrazioni.
    Epistola dedicatoria. Libro primo: Indice generale. Libro secondo: Cosmologia. Libro terzo: Europa I. Libro quarto: Europa II. Libro quinto: Africa. Libro sesto: Asia.
    Nota critica. Indice dei nomi di persona. Indice dei luoghi e dei popoli.

    San Tommaso d’Aquino

    San Tommaso d’Aquino

    Autore/i: Chesterton Gilbert K.
    Editore: Fede & Cultura
    prefazione di Fabio Trevisan. pp. 112, Verona

    “Nessuno potrà cominciare a capire la filosofia tomistica, o anche la filosofia cattolica, se non comprenderà che la parte primaria e fondamentale di essa non è altro che l’esaltazione della vita, l’esaltazione dell’Essere, l’esaltazione di Dio in quanto creatore del mondo”. Con questa frase tratta dal suo saggio su S. Tommaso, Chesterton sintetizza in modo mirabile il profilo popolare ed appassionante del grande santo della Chiesa Cattolica. Chesterton rivela, con una maestria impareggiabile ed uno stile paradossale, quella connaturalità al vero, al bello e al buono che ci fa pensare, ci fa sorridere e spesso commuovere. Dio, l’uomo ed ogni altra cosa del creato meritano di essere conosciuti ed amati: è questo il pensiero fecondo di S. Tommaso, al quale Chesterton aderisce pienamente. In questo saggio, Chesterton antepone alla follia dell’uomo moderno la filosofia perenne di S .Tommaso, poiché essa è la più vicina all’uomo della strada, cioè a colui che cerca in modo semplice come stanno davvero le cose. Ecco condensarsi così in poche righe un’intuizione folgorante di intensa bellezza: “La vita è una storia viva, con un grande inizio e un gran finale, che ha le sue radici nella primigenia gioia di Dio”.

    Shakespeare

    Shakespeare

    Autore/i: Burgess Anthony
    Editore: Rusconi
    premessa dell’autore, traduzione dall’inglese di Riccardo Mainardi. pp. 328, nn. tavv. a colori f.t., Milano

    «Per scorgere al vivo la faccia di Shakespeare, non abbiamo che da guardarci allo specchio: Will è noi stessi, ordinaria, sofferente umanità, accesa da moderate ambizioni, assillata dal denaro, insidiata dal desiderio, fin troppo mortale.» Antony Burgess, uno dei più seducenti narratori dei nostri giorni, ci restituisce, in un affresco vivacissimo del mondo elisabettiano, la concreta umanità di Shakespeare, del ragazzo di Provincia deciso a battere al loro stesso gioco i cittadini raffinati, del poeta frenato da inciampi concreti, spronato da ambizioni concrete, con un cuore generoso ma anche, all’occasione, un’ottima testa per tener d’occhio incassi e profitti. Burgess lo accompagna, con tenerezza e impertinente umorismo, nei suoi primi anni a Stratford – il figlio d’un guantaio che sposa di malavoglia e in gran fretta Anne Hathaway, dopo averla resa incinta – e gli è accanto quando Shakespeare fa il suo ingresso nella sporca, graveolente, ma affascinante Londra elisabettiana.
    La sua carriera di attore e di drammaturgo si svolge su uno sfondo drammatico di rivalità di teatro, intrighi politici, esecuzioni crudeli, guerre e carestie, incendi devastanti, tumulti e pestilenze. Nella città sordida e meravigliosa, Shakespeare dispiega la sua immaginosa forza creatrice, accumula quattrini e soddisfa le sue ambizioni borghesi. Gli ultimi anni lo vedono di nuovo a Stratford, in una delle più belle case della cittadina, appagato del blasone conquistato e del titolo di «Gentleman»: un uomo riservato, simpatico, allegro, interessato al denaro e alla proprietà; per i vicini di casa, una persona attempata, con un’estesa calvizie, della quale si diceva che avesse scritto delle commedie a Londra.
    Attorno al personaggio centrale ruotano i ritratti della scintillante regina Elisabetta, del romantico e bizzarro conte di Essex, di Southampton il bel protettore, di Marlowe poeta tempestoso e intrigante, di Ben Jonson spaccone falstaffiano, e di una folla di personaggi grandi e piccoli che hanno connotato uno dei periodi più emozionanti della storia d’Inghilterra.
    In una narrazione gaia e brillante, dall’andamento conviviale, ma intelligentemente intessuta di sapienza erudita, Burgess coglie e ricostruisce a tutto tondo l’essenza di un’età aurea e l’umanità di un genio.

    Anthony Burgess è nato a Manchester nel 1917 e ha compiuto gli studi allo Xaverian College e all’università della città natale, conseguendovi il titolo di Bachelor of Arts in lingua e letteratura inglesi. Durante il periodo di servizio militare di guerra (1940-1946) cominciò a coltivare ambizioni poetiche e musicali, che abbandonò nel 1955. Dopo vari incarichi universitari in Inghilterra (1946-1954) fu Education Officer in Malacca e nel Brunei (Borneo) fino al 1959. Da allora la sua opera di scrittore (libri e collaborazione a varie riviste e periodici in patria e all’estero) spazia dalla narrativa alla linguistica, dalla critica letteraria all’attualità. Vive a Montecarlo.
    Fra le opere di Burgess sono notissime in Italia A Clockwork Grange (trad. it., Un’arancia a orologeria, Einaudi, Torino 19722), trasposta nel film come L’arancia meccanica, e L’Uomo di Nazareth (trad. it., Editoriale Nuova, Milano 19793). Su Shakespeare aveva già scritto un’opera romanzata, Nothing Like the Sun (1964) e la, sceneggiatura per un film hollywoodiano.

    La Madonna di Piedigrotta

    La Madonna di Piedigrotta

    Il culto, il mito, la storia
    Autore/i: Canzanella Claudio
    Editore: Edizioni Scientifiche Italiane
    pp. 112, ill. b/n, Napoli

    Lo studio esamina in modo piacevole, ma scientificamente documentato, le origini del culto della Madonna di Piedigrotta, punto d’incontro di antichi riti pagani e nuovi culti cristiani: proprio lì si trova una composizione perfetta di tradizione ed innovazione, leggenda e realtà. Si chiariscono, inoltre, tanti aspetti del culto e della festa, cercando anche di comprendere le evoluzioni ed i cambiamenti che essi hanno subito nel corso dei secoli. Il testo che si fonda su un’accurata ricerca bibliografica e su testimonianze orali, rappresenta una felice sintesi degli studi precedenti sul culto e sulla festa di Piedigrotta, con diverse proposte interpretative di stampo sociologico, antropologico e culturale.

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    Introduzione

    Napoli tra mito, leggenda e storia

    La Grotta di Posillipo

    Virgilio mago

    Partenope

    Le origini del culto

    I primi cristiani

    S. Maria dell’Idria

    La fondazione della chiesa di Piedigrotta

    Il santuario di S. Maria di Piedigrotta

    Breve storia della chiesa

    La chiesa di Piedigrotta oggi

    Il culto della Madonna di Piedigrotta

    La statua

    Aspetti popolari del culto

    Il culto «ufficiale»

    La festa

    Origine ed evoluzione

    La festa nell’Ottocento

    Il declino: motivi e cause

    Bibliografia

    Indice delle illustrazioni

    Senza Buddha Non Potrei Essere Cristiano

    Senza Buddha Non Potrei Essere Cristiano

    Autore/i: Knitter Paul
    Editore: Fazi
    introduzione di Luciano Mazzocchi, traduzione di Paolo Zanna pp. XLIV-324, Roma

    È possibile rimanere cristiani diventando buddhisti? Questo nuovo libro di Paul Knitter offre la testimonianza di chi ha attraversato due volte la “frontiera” del buddhismo: prima per abbracciarlo, poi per tornare alla propria identità cristiana. Un’opera pionieristica che riflette i tempi attuali in cui l’identità religiosa di ciascuno è “plurale”, non “singolare”. Oggetto delle critiche teologiche del cardinale Ratzinger, che lo ha accusato di sostenere che la prassi è più importante del dogma, a Knitter è però riconosciuta la ricchezza dell’indagine:

    «L’ex prete cattolico Paul Knitter ha cercato di ovviare al vuoto di una teoria della religione ridotta a imperativo categorico, per mezzo di una nuova sintesi tra Asia e Europa ben più concreta e più ricca» (card. Ratzinger, Intervento a Guadalajara, Messico, del maggio 1996).

    Incapace di «fornire risposte belle e impacchettate», Knitter ci invita ad andare oltre la fideistica accettazione di ciò che abbiamo appreso nell’infanzia per fare proprie le cose in cui crediamo, affrontando una ad una le aporie irrisolte del cristianesimo e rifiutando il “mistero” come risposta di fronte alle grandi contraddizioni tra Dio e male e Dio e il mondo. Oggetto di questo libro è «l’avventura spirituale del nostro tempo»: ossia l’esperienza di passare a una diversa tradizione religiosa nella maniera più aperta, attenta e personale possibile, e poi di ri-passare alla propria religione, per vedere come “mettersi nei panni” di qualcun altro sul piano religioso possa aiutare a capire i propri per indossarli. Tutto ciò si rispecchia nella struttura dei capitoli: Knitter per prima cosa tratteggia un quadro dei combattimenti interiori da lui vissuti in un particolare ambito della fede e della pratica cristiane, quindi descrive come un buddhista potrebbe affrontare simili lotte e interrogativi. Infine compie il passaggio inverso ed espone quanto ha imparato dal buddhismo e ciò che pensa possa essere funzionale a un recupero e a un approfondimento della fede cristiana. Ecco come è possibile che «i geni teologici» della fede di Knitter siano sempre cristiani, nonostante il buddhismo continui a giocare un ruolo decisivo: «La mia preoccupazione principale è che i geni teologici che sto trasmettendo siano ancora cristiani, che la mia reinterpretazione del credo cristiano, per quanto davvero diversa, non sia totalmentediversa».

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    Introduzione di p. Luciano Mazzocchi

    Un inchino, p. VII – Quella frase che ci ripetevano l’abate Zen e il missionario cattolico, p. IX – Oshida Shigeto: il praticante dello Zen frate domenicano, p. XI – Una nuova maturità umana, la religione come carisma, p. XIV – Attraverso una disamina attenta e coraggiosa i raggi di una nuova luce, p. XVIII – Chi sono? Goccia? Corrente?, p. XXII – Transustanziazione, p. XXIV

    Senza Buddha non potrei essere cristiano

    Prefazione. Sono ancora cristiano?

    Non solo per me, p. XXVIII – Una lunga gestazione, p. XLI

    1. Nirvana e Dio, l’Altro trascendente

    LE MIE LOTTE INTERIORI: L’ALTRO TRASCENDENTE, p. 3 – Un Altro che non ha bisogno di nessun altro, p. 4 – Creazione da zero, p. 6 – Una via a senso unico, p. 7 – Il problema è il dualismo!, p. 8 – ATTRAVERSANDO LA FRONTIERA DEL BUDDHISMO: NON DIO, MA CONNESSIONE, p. 10 – L’intromissione di Dio, p. 11 – Un primo breve discorso, p. 12 – Cosa ricercano i buddhisti, p. 14 – Un verbo o un avverbio?, p. 16 – E proprio qui, ora!, p. 18 – RIATTRAVERSANDO LA FRONTIERA DEL CRISTIANESIMO: DIO, LO SPIRITO CONNETTIVO, p. 19 – Ridiventare mistici per la prima volta, p. 19 – Utilizzare la mia torcia buddhista, p. 21 – Dio è Interessere?, p. 23 – Lo Spirito connettivo, p. 27 – Il creato: la manifestazione della non-dualità, p. 28

    2. Nirvana e Dio, l’Altro personale

    I MIEI COMBATTIMENTI INTERIORI: DIO È UN TU?, p. 32 – Antropomorfismi, p. 33 – Un Super-tu, p. 35 – È la volontà di Dio, p. 37 – Un Padre potente e un mondo disordinato, p. 39 – Il problema risiede in Persona, non in personale, p. 41 – ATTRAVERSANDO LA FRONTIERA: COMPASSIONE SENZA UN DIO DELLA COMPASSIONE, p. 42 – Le due facce dell’Illuminazione: saggezza e compassione, p. 43 – La Forza Altrui è la forza propria, p. 46 – Il male: non è affatto quello che sembra, p. 50 – RIATTRAVERSANDO LA FRONTIERA: DIO COME PRESENZA PERSONALE, p. 53 – Non una persona, ma personale, p. 55 Radicato nella pace, p. 56 – Premurosamente collegati, p. 58 – Danzare insieme, p. 61 – Il procedere della volontà di Dio, p. 63 – Il male … non ha mai l’ultima parola, p. 65

    3. Nirvana e Dio, l’Altro misterioso

    I MIEI COMBATTIMENTI INTERIORI: PAROLE CHE INCATENANO IL MISTERO, p. 71 – Un equilibrio delicato, p. 72 – Un equilibrio spezzato, p. 75 – ATTRAVERSANDO LA FRONTIERA: IL DITO NON È LA LUNA, p. 78 – Attenzione alle parole, p. 79 – Le dita hanno un loro scopo, p. 81 – RIATTRAVERSANDO LA FRONTIERA: LE PAROLE CHE HANNO A CUORE IL MISTERO, p. 85 – Tutte le parole sono dita, p. 86 – Impossibile aggirare i simboli, p. 88 – Azione più che informazione, p. 93 – Le dita sono importanti. .. e diverse, p. 94

    4. Nirvana e paradiso

    I MIEI COMBATTIMENTI INTERIORI: PARLIAMO TROPPO, p. 99 – Spaventati a morte, p. 100 – Siamo mossi dall’egoismo?, p. 101 – ATTRAVERSANDO LA FRONTIERA: ESSERE QUI ORA, p. 103 – Quanto sarà è ora, p. 104 – Rinascita: non mollare!, p. 105 – RIATTRAVERSANDO LA FRONTIERA: QUANTO CI ASPETTA CI SORPRENDERÀ, p. 108 – Determinare se il “nuovo” sia “vero”, p. 108 – Il karma può essere un inferno!, p. 109 – La speranza può sgorgare eternamente, p. 114 – Quello che troviamo non è quello che abbiamo perso, p. 116 – Oscurità, vecchia amica mia, p. 120

    5. Gesù il Cristo e Gautama il Buddha

    I MIEI COMBATTIMENTI INTERIORI: IL GESÙ CHE ESCLUDE, p. 125 – Figlio di Dio?, p. 125 – Gesù nei panni di un uomo, p. 127 – L’unico Figlio di Dio, p. 128 – Gesù Salvatore di tutto il genere umano, p. 130 – Unico Salvatore, p. 133 – Risuscitato dai morti, p. 135 – RIATTRAVERSANDO LA FRONTIERA: BUDDHA L’ILLUMINATO E L’ILLUMINATORE, p. 137 – Siddhartha Gautama: il ricercatore, p. 138 – Gautama Buddha: l’Illuminato, p. 141 – Buddha il maestro, p. 142 Buddha il salvatore?, p. 144 – Molti Buddha, p. 146 – I Tre Corpi di Buddha, p. 148 – Maestro o salvatore?, p. 149 – RIATTRAVERSANDO LA FRONTIERA: GESÙ, LA VIA APERTA AD ALTRE VIE, p. 151 – Divinità e risveglio, p. 151 – Salvezza = risveglio, p. 154 – “Salvatore” = “Rivelatore”, p. 157 – “L’unicità di Cristo e l’unicità di Buddha”, p. 161 – Che cosa precisamente rende unico Gesù?, p. 164 – La resurrezione: il Cristo-Spirito vivo e vitale, p. 168

    6. Preghiera e meditazione

    I MIEI COMBATTIMENTI INTERIORI: COSA FACCIO QUANDO PREGO?, p. 174 – Una conversazione difficile, p. 175 – Ricevere e dare, p. 176 – Diagnosi: troppo adorante e troppo prolissa, p. 178 (Dualistica, p. 178; Prolissa, p. 179) – E la contemplazione e la meditazione cristiane?, p. 181 – Un pozzo profondo con secchi che perdono, p. 185 ATTRAVERSANDO LA FRONTIERA: LA FORZA DEL SILENZIO, p. 186 – La retta meditazione, p. 187 – Modi diversi di praticare il silenzio, p. 190 – Il silenzio ricolmo di saggezza, p. 191 (1. Meditazione vipassana, p. 191; 2. Zen, p. 193; 3. Visualizzazione Vajrayana, p. 194) – Il silenzio ricolmo di compassione, p. 196 (1. Meditazione di metta, p. 196; 2. Meditazione di tonglen, p. 198) – Il ruolo chiave della presenza mentale, p. 200 – RIATTRAVERSANDO LA FRONTIERA: IL SACRAMENTO DEL SILENZIO, p. 203 – Usare un secchio buddhista in un pozzo cristiano, p. 204 – Ricevere Cristo nella Santa Comunione del silenzio, p. 206 – L’assenza di parole rivela l’Insostanzialità: il Dio al di là di Dio, p. 209 – L’importanza di essere mentalmente presenti, p. 212 – Portare il silenzio in chiesa, p. 215 – La preghiera di petizione è connessione, p. 218

    7. Essere costruttori di pace ed essere pace

    I MIEI COMBATTIMENTI INTERIORI: IL REGNO DI DIO – QUANDO? DOVE? COME?, p. 223 – Che cosa possiamo sperare?, p. 223 – Azione e contemplazione, p. 229 – Pace – giustizia – violenza?, p. 232 – ATTRAVERSANDO LA FRONTIERA: «NON FARE SOLTANTO QUALCOSA! STAI LÌ SEDUTO!», p. 237 – Il mondo non va da nessuna parte, p. 239 La priorità del Risveglio, p. 243 – Prima arrendersi, poi agire, p. 246 – «Non parteggiamo!», p. 248 – RIATTRAVERSANDO LA FRONTIERA: «SE VUOI LA GIUSTIZIA, LAVORA PER LA PACE», p. 251 – «Il regno di Dio è in mezzo a voi», p. 252 – Domani può essere migliore di oggi, p. 258 – Essere Cristo e costruire il Regno, p. 261 – Non c’è giustizia senza compassione, p. 267 (1. Non c’è comandamento più importante, p. 268; 2. L’amore esclude la violenza dell’odio, p. 270; Un’opzione preferenziale per gli oppressi non può essere un’opzione contro gli oppressori, p. 272; 4. Strutture sociali giuste richiedono cuori riconciliati, p. 276; 5. La “Legge della Croce”, p. 278).

    Conclusione. Promiscuità o ibridazione? 

    Siamo tutti degli ibridi, p. 285 – Una decisione importante, p. 287 – Ultima frontiera o borderline?, p. 288

    Avvertenza del Traduttore

    Glossario

    Bibliografia. Fonti e risorse

    Indice analitico

    Piranesi and the Campus Martius: the Missing Corso – Piranesi e il Campo Marzio: il Corso che Non C’era

    Piranesi and the Campus Martius: the Missing Corso – Piranesi e il Campo Marzio: il Corso che Non C’era

    Topography and archaeology in eighteenth-century Rome – Topografia e archeologia nella Roma del XVIII secolo
    Autore/i: Connors Joseph
    Editore: Jaca Book
    prefazione di Walter Geerts, introduzione di Louise Rice pp. 168, 32 ill. b/n, Milano

    La pubblicazione (1762) del Campo Marzio di Giovanni Battista Piranesi, quinto volume delle sue Antichità romane, la più ampia ed erudita ricostruzione mai compiuta della Roma antica, suscitò grande sorpresa. Al suo interno era infatti scomparsa la Via Lata (l’odierna Via del Corso), un’arteria fondamentale nella rete viaria dell’Urbe, spostata in altra parte della città. Per spiegare i motivi dell’originale scelta, Connors indaga sulla genesi dell’opera e ripercorre la storia delle precedenti piante di Roma utilizzate da Piranesi, da quella di Leonardo Bufalini (1551) alla scoperta (1562) dei frammenti della pianta marmorea risalente a Settimio Severo, sino alla pianta, recentissima, di Giovanni Battista Nolli (1748). Anche se le ipotesi piranesiane sono state smentite dalle ricerche più recenti, il suo modo di «anatomizzare» le rovine con immaginazione quasi visionaria, nutrita dal sapere cumulato da generazioni di antiquari e di topografi ma anche dall’esame diretto dei resti sopravissuti, rimane straordinariamente avvincente e istruttivo.
    Il volume pubblica sia il testo pronunciato in italiano della XXI «Conferenza dell’Unione» tenuta a Roma il 1º dicembre 2003, sia quello successivamente elaborato, ampliato e annotato, in inglese.

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    Walter Geerts, Prefazione

    Joseph Connors, Preface

    Louise Rice, Introduction

    Joseph Connors, Piranesi and the Campus Martius: the Missing Corso. Topography and archaeology in eighteenth-century Rome

    Joseph Connors, Piranesi e il Campo Marzio: il Corso che non c’era. Topografia e archeologia nella Roma del XVIII secolo

    Bio-bibliography of Joseph Connors

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