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Quaderni di Studi Etiopici

Quaderni di Studi Etiopici

Autore/i: AA. VV.
Editore: Centro Studi Etiopici
pp. 104, ill. b/n, Asmara Prezzo: € 14,00

Quaderni di Studi Etiopici presenta studi originali, documenti e note riguardanti qualsiasi campo della conoscenza sull’Etiopia e il Corno d’Africa.

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CLAUDE SUMNER – An Ethical Study of Ethiopian Philosophy. The Norms of Morality

DOCUMENTI – Incontro di Giovanni Paolo II col Patriarca della Chiesa Ortodossa d’Etiopia

MASSIMO ROMANDINI – Cavour e l’Etiopia (1857 – 1861)

RICHARD PANKHURST – Ethiopian Folk – Tales and the history of their collection

BRUNO LONFERNINI – Il sistema «Gada» dei Gugi e i suoi frammenti nel «Luwa Sidamo»

AYELE’ TEKLEHAIMANOT – Un faro di luce cristiana brilla da secoli sull’Ogaden

VINCENZO LAZZARINI – P. Giuseppe Sapeto e la ripresa cattolica in Abissinia

AMANUEL SAHLE – Tigrigna Folk Poetry

GIUSEPPE TRINGALI – Antico artigianato etiopico: collane in pietra da Toconda

CARLO FRANCHINI – Dahlak: l’isola di Isratu (Mar Rosso)

(Tuquabo Aressi – A Girl and her seven suitors – Tigrinya tale)

EMILE FOUCHER – Les Cistes Dolméniques du Harargué

RECENSIONI

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Caterina de’ Medici

Caterina de’ Medici

Autore/i: Furst Henry; Nemi Orsola
Editore: Rusconi
pp. 454, ill. b/n f. t., Milano Prezzo: € 22,00

Caterina de’ Medici (1519-1589), figlia di Lorenzo II duca d’Urbino, moglie di Enrico II re di Francia, madre di tre re (Francesco II, Carlo IX, Enrico III), donna intelligente, ambiziosa, altera, appassionata, fantasiosa e audace, è un personaggio imponente, protagonista di un secolo in cui l”’eccesso” fu la regola.

Profondamente innamorata del marito, dovette subire per vent’anni la presenza a corte dell’amante di lui, Diana di Poitiers. Educata a godere di piaceri elementari (la buona tavola, il gusto delle feste, la generosità per sé e per gli altri, l’allegria della mondanità) e a farsi mecenate di letterati ed artisti (si deve a lei, tra l’altro, la costruzione del palazzo delle Tuileries), fu costretta a trasformarsi, come “reggente”, durante la minore età dei figli, in governante e stratega così spericolata e coraggiosa da guadagnarsi il titolo di “Madre di Francia”. Convinta assertrice, per mancanza di zelo fideistico, di una politica di equilibrio tra cattolici e protestanti, patrocinò, poi, con cinica determinazione, la Strage di San Bartolomeo del 1572 in cui furono trucidati più di 3.000 calvinisti (gli ugonotti): non essendo partigiana di dogmi religiosi, servì il “dogma dello Stato e del Potere” .

Oltre ai tre figli re, ebbe un quarto figlio maschio (Francesco, lo sfortunato duca d’Alençon, morto a ventinove anni di febbri malariche) e due figlie: Margherita, prima moglie di Enrico di Navarra (il futuro Enrico IV di Francia) per anni antagonista dei Valois, alla cui casata lei apparteneva; ed Elisabetta, che fu terza moglie di Filippo II di Spagna, ma innamorata (dice la tradizione) dell’infelice figlio di lui, l’infante Carlo (il Don Carlos dell’omonimo melodramma di Verdi, che morÌ “lunatico”, rinchiuso dal padre in una fortezza). Ebbe, inoltre, per nuora (moglie del primogenito, Francesco II), la sventurata regina di Scozia Maria Stuarda: e, infine, le morirono di morte violenta il marito in un torneo e il quartogenito, Enrico III (il re omosessuale che sostituì le dame di corte con una schiera di travestiti), assassinato dal monaco Clément.

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PARTE PRIMA 1519-1533

Gioventù di Caterina

Le nozze

A Marsiglia

PARTE SECONDA 1533-1547

Alla corte dei Valois

Re Francesco

Francesco I e Carlo V

Melegnano e Pavia

La prigionia

Apprendistato di Caterina

Un avvenimento importante e uno decisivo

La morte del Delfino

La Delfina

Diana di Poitiers

PARTE TERZA 1547-1559

Enrico II

Regina di Francia

La coronazione

La corte di Caterina

I conti della regina

Amare feste per Caterina

La prima reggenza

Metz presa con l’inganno

La resa di Siena

Abdicazione di Carlo V

Rotta la tregua di Vaucelles

Il disastro di San Quintino

Caterina al Bureau de la Ville

Calais riconquistata

Il Delfino si sposa

La pace di Cateau-Cambrésis

Anne du Bourg

Morte del re

Un’era si chiude

PARTE QUARTA 1559-1560

Francesco II

I Guisa

Il tumulto d’Amboise

Conseguenze della repressione

Morte del giovane re

Gli Stati Generali a Orléans

PARTE QUINTA 1560-1562

Calvinismo e luteranesimo

La reggenza sotto Carlo IX

Jane d’Albret

L’incontro di Poissy

La prima guerra di religione

Vittorie degli Ugonotti

Le Havre in pegno all’Inghilterra

Assedio di Rouen

Assassinio del duca di Guisa

Il decreto di Amboise

PARTE SESTA 1563-1565

Principe e ammiraglio nell’imbarazzo

Le Havre riconquistato

A Le Havre de Grace

Il re è maggiorenne

Il lungo viaggio

Carlo IX conosce la Francia

Morte di Giovanni Calvino

Gli aranceti di Caterina

PARTE SETTIMA 1565-1570

Il Turco importuno

Il duca d’Alba

Le due regine

La seconda guerra di religione

L’insurrezione degli Ugonotti

Morte del conestabile

La pace malvista

In exitu Israel de Aegypto: la terza guerra di religione

Jarnac

Dopo la sconfitta

Moncontour

Trattative difficili

PARTE OTTAVA 1570-1574

La regina Jane a Parigi

Le Fiandre: un miraggio

Le nozze vermiglie

Attentato all’ammiraglio

Prima dell’alba

La strage

La testa dell’ammiraglio

Un capolavoro diplomatico

Dopo «la cosa»

A La Rochelle

Il duca d’Anjou, re Felici ipotesi

Il duca Francesco di Alençon

La congiura del Martedì Grasso

La tragedia a Vincennes

Il patibolo nella notte

Morte di Carlo IX

PARTE NONA 1574-1576

Re Enrico III

Enrico di Valois a Venezia

Tre città per regalo

Enrico III, re di Francia

Le cavallette

La fuga del duca di Alençon

PARTE DECIMA 1576-1584

La Lega Santa

La svolta pericolosa

I « mignons » del re

Il duca di nuovo fugge

Caterina, madre del regno

Quel che importa

Fidanzamento di Monsieur

Monsieur paciere

Cambrai riconquistata

Fine del duca d’Anjou

PARTE UNDICESIMA 1584-1587

La Lega Santa del 1585

Il re di Parigi e il re di Francia

Il bilboquet

Lo sconforto del re

PARTE DODICESIMA 1587-1589

La vittoria ugonotta di Coutras

La prerivoluzione

Il re di Parigi

La giornata delle barricate

Il re fugge

Il re si arrende

Il giorno della daga

Inverno a Blois

Fine di una regina madre

Quando la regina madre era morta

Si estinguono i Valois

ALBERI GENEALOGICI

La famiglia de’ Medici

La famiglia di Bourbon

La famiglia di Guisa

Le famiglie di Lorena e Vaudemont

La famiglia di Montmorency

La famiglia reale inglese dei Tudor

APPENDICE

Indicazioni monetarie Prezzo delle derrate Costo del guardaroba Stipendi e paghe

Indicazioni sul sistema di governo in Francia, dalla metà alla fine del secolo XVI

Fonti Notizia

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Buddhahood Embodied

Buddhahood Embodied

Sources of Controversy in India and Tibet
Autore/i: Makransky John J.
Editore: State University of New York Press
preface of the author. pp. xix-500, New York Prezzo: € 25,00

Provides many new translations of original texts formative of Mahayana concepts of Enlightenment and resolves the 1200-year-old controversy between Indian and Tibetan views of the meaning of buddhahood.
To enter the Mahayana Buddhist path to enlightenment is to seek both to become free from our dualistic, deluded world and to remain actively engaged in that world until all others are free. How are these two apparently contradictory qualities to be embodied in the attainment of buddhahood (dharmakaya)? How can one’s present practice accomplish that? These questions underlie a millennium-old controversy over buddhahood in India and Tibet that centers around a cherished text, the Abhisamayalamkara. Makransky shows how the Abhisamayalamkara’s composite redaction, from Abhidharma, Prajnaparamita, and Yogacara traditions, permitted its interpreters to perceive different aspects of those traditions as central in its teaching of buddhahood. This enabled Indians and Tibetans to read very different perspectives on enlightenment into the Abhisamayalamkara, through which they responded to the questions in startlingly different ways.
The author shows how these perspectives provide alternative ways to resolve a logical tension at the heart of Mahayana thought, inscribed in the doctrine that buddhahood paradoxically transcends and engages our world simultaneously. Revealing this tension as the basis of the Abhisamayalamkara controversy, Makransky shows its connection to many other Indo-Tibetan controversies revolving around the same tension: disagreements over buddhahood’s knowledge, embodiment, and accessibility to beings (in Buddha nature and through the path). Tracing the source of tension to early Mahayana practice intuitions about enlightenment, the author argues that different perspectives in these controversies express different ways of prioritizing those practice intuitions.
“This is first-rate Buddhist scholarship, ranging over many centuries, dozens of texts, and two cultures, while never losing its focus on the crucial philological and doctrinal issues that animate it. It is intellectual history of a high order, the product of careful detective work, in which subtle leads and nuanced arguments are tracked and traced with linguistic skill and methodological sophistication in a convincing attempt to expose larger patterns of development. It significantly advances our understanding of a crucial, yet surprisingly under-studied area of Mahayana Buddhism–the doctrine of buddhahood–in the process clearing away a great deal of cant and cliche that long has been uncritically accepted and perpetuated. It also illuminates the history, relation and (sometimes) authorship of a number of central Mahayana texts, including the Prajnaparamita sutras and the great treatises of the Yogacara tradition. Finally, it is written with remarkable clarity and force–for all its subtlety and complexity, the reader virtually always knows where the discussion has been, where it stands, and where it is headed.” — Roger Jackson, Carleton College

John J. Makransky is Assistant Professor of Buddhist Studies and Comparative Theology at Boston College.

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Preface
Acknowledgments
Abbreviations
Chapter 1:
Introduction
1.1 Basic Questions
1.2 Long Controversy over the Abhisamayalamkara on Buddahood
1.3 Historical and Textual Issues behind the Controversy
1.4 Philosophical and Theological Concerns behind the Controversy
1.5 Wider Implications for the History of Mahayana Thought
Chapter 2:
The Buddha’s Body of Dharmas (Dharmakaya) in Sarvastivada Abhidharma
Chapter 3:
The Buddhas’ Embodiment of Dharma(ta) (Dharmakaya) in Prajñaparamita Sutras
Chapter 4:
Embodiment of Buddhahood in its Own Realization: Yogacara Svabhavikakaya as Projection of Praxis and Gnoseology
4.1 Relevance of Yogacara texts to Abhisamayalamkara Chapter 8
4.2 Defining Principle of Buddhahood in Classical Yogacara: Dharmakaya as Realization of Thusness, not Buddha Dharmas per se
4.3 Yogacara Sixfold Analysis of Buddhahood: “Essence” (Svabhava) Corresponds to Svabhavikakaya
4.4 Meanings Implicit in Kaya Name Morphologies: Embodiment of Buddhahood in its Essence (Svabhavika), in its Communal Enjoyment of Dharma (Sambhogika), in its Manifestations (Nairmanika)
4.5 Two Meanings of Dharmakaya in Yogacara, with the Term Svabhavikakaya Mediating between Them
4.6 Svabhavikakaya as a Direct Extrapolation from Yogacara Meditational Praxis and Gnoseology
4.7 Summary
Chapter 5:
Enlightenment’s Paradox: Nondual Awareness of the Unconditioned (Svabhavikakaya) Embodied in Conditioned Activity for Beings (Sambhogikakaya, Nairmanikakaya)
5.1 Buddhahood as Nonabiding Nirvana (Apratisthita Nirvana)
5.2 Svabhavikakaya as Ontological Foundation of the Rupakayas, Epistemologically Exclusive to Buddhas
5.3 The Paradox of Buddhahood as Nonabiding Nirvana: Unconditioned Basis of Pervasive Activity in a Conditioned World
5.4 Paradox of a Buddha’s Awareness: Inseparable from Unconditioned Thusness, yet Operative in the Conditioned World
5.5 Sambhogikakaya as Embodiment in Communal Enjoyment, Nairmanikakaya as Manifold Manifestations for Limitless Activity
Chapter 6:
The Abhisamayalamkara and its Eighth Chapter on Buddhahood
Chapter 7:
Literary-Critical Analysis of Abhisamayalamkara, Chapter 8: A Map that Projects the Three Kayas of Yogacara unto the Large Prajñaparamita Sutra
7.1 Introduction
7.2 Abhisamayalamkara Chapter 8’s Textual Basis in the 25,000-verse Prajñaparamita Sutra
a. Late Indian and Tibetan commentators identify rP Passages 8.1-8.3 as the textual basis of AA chapter 8’s teaching on the Buddha Kaya
b. Evidence that rP passages 8.1-8.3 were composed after the Abhisamayalamkara and thus could not have been the textual basis for Abhisamayalamkara Chapter 8
1. rP passages 8.1-8.3 are missing in all Chinese translations of the 25,000-verse Prajñaparamita sutra
2. rP passages 8.1-8.3 are missing in all Prajñaparamita sutras extant in Sanskrit and Tibetan except rP
3. rP passages 8.1-8.3 were not part of the Prajñaparamitasutra in Arya Vimuktisena’s time
4. Large Prajñaparamita Sutra passages 8.4-8.5 were the actual textual basis for Abhisamayalamkara chapter 8
5. Textual history of rP, and evidence that Haribhadra was its redactor
6. Terms and concepts in Abhisamayalamkara chapter 8 not found in Prajñaparamita passages 8.4-8.5
7.3 Conclusion: Abhisamayalamkara Chapter 8 as a Yogacara-Prajñaparamita Mapping
Chapter 8:
Internal Evidence that Abhisamayalamkara Chapter 8 Teaches the Three Yogacara Kayas
8.1 Introduction: Prajñaparamia and Yogacara Patterns of Thought Relevant to Analysis of Abhisamayalamkara Chapter 8
8.2 Abhisamayalamkara Chapter 8’s Table of Contents: AA verse 1.17
8.3 Svabhavikakaya/dharmakaya: Abhisamayalamkara verses 8.1-8.6
8.4 Abhisamayalamkara verses 8.7-8.11
8.5 Sambhogikakaya: Abhisamayalamkara verses 8.12-8.32
8.6 Nairmanikakaya and its Activity: Abhisamayalamkara verses 8.33-8.40
8.7 Conclusion
Chapter 9:
Arya Vimuktisena on Gnoseology and Buddhology in the Abhisamayalamkara
9.1 Introduction
9.2 Correspondence between Arya Vimuktisena’s Gnoseology and the Svabhavikakaya of Yogacara
9.3 Arya Vimuktisena on Svabhavikakaya/Dharmakaya
9.4 Arya Vimuktisena on Sambhogikakaya and Nairmanikakaya
9.5 Conclusion
Chapter 10:
Haribhadra’s Analytic-Inferential Perspective on Buddhahood: Buddha Dharmas as Fourth “Body”
10.1 Haribhadra’s Eighth-Century Lens on Abhisamayalamkara 8
10.2 Translation of Haribhadra’s Commentary on the Four Kayas
10.3 Haribhadra’s Reinterpretation of Essence Body (Svabhavikakaya )
10.4 Haribhadra’s Body of Conditioned Dharmas Consisting of Gnosis (Jñanatmaka Dharmakaya)
10.5 Haribhadra’s “Refutation” of the Traditional Three-Kaya Interpretation
10.6 Reading Four Kayas into the Rest of Abhisamayalamkara Chapter 8
10.7 Concluding Remarks
Chapter 11:
Responses by Indian Scholars to Haribhadra’s Four Buddha Bodies
11.1 Buddhajñanapada
11.2 Dharmamitra
11.3 Prajñakaramati, Buddhasrijñana, and Kumarasribhadra
11.4 Ratnakarasanti
11.5 Abhayakaragupta
Chapter 12:
The Controversy Continues in Tibet: Tsong kha pa and Go ram pa
12.1 Introduction
12.2 Tsong kha pa’s Buddhology
12.3 Go ram pa’s Buddhology
Chapter 13:
Sources of Controversy–Nonabiding Nirvana and the Mahayana Quest for Authentic Reinterpretation of the Four Noble Truths
13.1 Introduction
13.2 Mahayana Intuitions of a Buddha’s Vast Connection to the World that Pushed up against the Third Noble Truth of Nirvana
    a. Nonbiding Nirvana and Universal Emptiness
    b. Nonabiding Nirvana, Bodhicitta, and the Bodhisattva Path
    c. Nonabiding Nirvana, Buddhanusmrti, and Devotional Practice
    d. Nonabiding Nirvana and Buddha-Nature
13.3 Postponement Models of Nirvana as Doctrinal Experiments in the Direction of Nonabiding Nirvana
13.4 Tension Created by Redefining the Third Noble Truth as Nonabiding Nirvana: The Mahayana Quest for Authentic Reinterpretation of the Four Noble Truths as a Whole
13.5 Summary and Conclusions
    a. Origins of the Tension in Mahayana Formulations of Buddhahood
    b. Nondual Yogic-Attainment Perspective in Mahayana Doctrinal Formation
    c. An Eighth-Century Analytic-Inferential Perspective
    d. An Eighth-Century Nondual Yogic-Attainment Perspective
    e. Opposing Mahayana Ways to Reinterpret the Four Noble Truths
    f. Historical, Sociological, and Practical Significance of these Two Perspectives on Buddhahood
Notes
Selected Bibliography
Index

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Levante

Levante

Veneti e Ottomani nel XVIII secolo
Autore/i: Ianiro Erica
Editore: Marsilio
prefazione di Vera Costantini. pp. 416, ill. b/n, Venezia Prezzo: € 36,00

Il libro analizza la presenza e l’attività diplomatica e mercantile veneziana in Levante nella seconda metà del Settecento. Quattro le differenti realtà esaminate, ciascuna a partire dal suo peculiare contesto storico-sociale: Larnaca, piazza dove i mercanti concentrano gli investimenti e le merci; Aleppo, città carovaniera che nel Settecento continua ad attrarre i commerci veneziani; Smirne, dove l’attività francese e greco-ottomana soffoca gli interessi veneziani; Salonicco, che i mercanti locali collegano all’Adriatico via terra, sottraendo una parte considerevole di traffico ai veneziani. Le fonti archivistiche veneziane e ottomane, poste alla base di questo studio, mostrano elementi inediti sui rapporti tra l’amministrazione provinciale ottomana, i consolati e i mercanti veneziani ed evidenziano la costante richiesta di alcuni capi di commercio tradizionalmente forniti da Venezia, come la carta. Il volume si conclude con un glossario dei termini ottomani, delle monete e delle stoffe e una serie di tabelle che sintetizzano l’andamento dei commerci veneziani nelle quattro città.

Erica Ianiro (Forlì, 1983) è assegnista di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ?ha conseguito il titolo di dottore di ricerca con una tesi sul commercio veneziano in Levante (2011). Si occupa di storia e cultura del mondo turco nel Settecento mediterraneo e caucasico. Questa monografia segue e amplia alcuni articoli dell’autrice, pubblicati in turco e in inglese, sul commercio veneziano a Cipro.

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Il Mio Individualismo

Il Mio Individualismo

«Il percorso spirituale e biografico
del padre della moderna letteratura giapponese»
Autore/i: Sōseki Natsume
Editore: :duepunti edizioni
traduzione dal giapponese, postfazione e cura di Gabriele Marino. pp. 192, Palermo Prezzo: € 12,00

Il Giappone ha vissuto nel secolo scorso una crisi della propria identità, trovando la forza di intraprendere un percorso di evoluzione e superamento: dalla tradizione feudale al progresso estremo. L’inizio di questo percorso viene raccontato, in un saggio/confessione, dall’autore che più di ogni altro ha saputo interpretare le inquietudini di un’epoca cruciale.

Come «osservare con cuore allegro» il cielo triste di Londra? A Natsume Sōseki la cosa riuscì, ma al prezzo di non poche traversie. Nato nel 1867 a Edo, la futura Tokyo, Natsume Kinnosuke (questo il suo vero nome) era l’ultimo figlio di un samurai di basso rango. Perduto ogni privilegio, con la caduta dello shogunato e la restaurazione del siste­ma imperiale, la famiglia lo affidò in adozione. Solitario, insicuro, segnato da un tempo di crisi e di apertura – anche questa vissuta come crisi – alle “novità” europee, Sōseki si dedicò allo studio della poesia cinese e alla composizione di haiku – incoraggiato in questo da un maestro come Masaoka Shiki – e, sull’onda delle riforme e del “pas­saggio” spesso incondizionato a Occidente del governo Meiji, si appassionò alla letteratura ingle­se. Dopo modesti lavori da insegnante, tra Matsuyama e Kumamoto, Sòseki prese la “grande decisione” della sua vita: trasferirsi a Londra. Due anni tremendi, passati tra miseria materiale e incomprensione. A che cosa si riduceva l’esperien­za della letteratura?, si chiedeva il futuro autore del Guanciale d’erba (Neri Pozza, 2007) e di San-shiro (Marsilio, 2001). Ma che cosa si può impa­rare dallo studio delle lettere inglesi? imitazione? realismo? storie? o piuttosto la necessità di tra­sformare l’arte in una sorta di «veicolo di contagio spirituale», tipologia benefica di peste creativa capace di tracciare solchi nel tessuto sociale, libe­rando il singolo dal suo disarmonico isolamento? (Marco Dotti «Lettera internazionale» – rassegna stampa)

Sōseki, capostipite della moderna letteratura giapponese, rievoca il periodo trascorso a Londra e l’impossibilità stridente di conciliare il bisogno di “essere moderni” con i dettami di una visione della vita intransigente e tradizionalista. L’imitazione del modello occidentale è tuttavia impercorribile e l’unica strada possibile resta quella di rifondare sé stessi.

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Iniziazione e Magia

Iniziazione e Magia

nei giochi dell’infanzia
Autore/i: Lanzi Claudio
Editore: Simmetria
disegni di Letizia Lucchesi pp. 108, nn. ill., Roma Prezzo: € 19,00

Questo particolare testo illustrato sui giochi dell’infanzia sostiene e mostra l’esistenza di un particolare legame di tipo mito-storico e magico tra l’esperienza del gioco, quella della fiaba e quella delle filastrocche dell’infanzia. Tale legame può essere configurato come una vera e propria magia del fare e dell’immaginario, che coinvolge un mondo il cui accesso è precluso agli adulti a meno che gli stessi, deprivandosi di qualsiasi approccio logico, non ritrovino quella meraviglia e quello stupore che negli occhi di un bambino risplende naturalmente.

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Premessa

Giocare

La valenza iniziatica del gioco: l’infanzia e gli adulti

La conta e i girotondi

Il Quadrato Magico, cioè la tradizionale rete infantile in cui si svolgono i giochi

Regina Reginella: Cosa è un gioco d’amore?

Giochi di guerra: Acchiapparella, buzzico rampichino (o rialzo), Tana (nascondino), i quattro cantoni, la strega impalata

Giochi “iniziatici” a squadre contrapposte

Ruba Bandiera

Palla Prigioniera

Mosca cieca

Silenzio

Anello anello

Uno, due, tre … stella!

Giochi solitari iniziatici con la palla

Giochi iniziatici con i numeri (campana)

La nizza, o lippa o bazzica

Le biglie

Il picchio (trottola), il rombo e il cerchio

Giochi con gli spaghi o con i nastri

Le cacce al tesoro

Le “penitenze” o “pegni”

Elenco delle illustrazioni

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Campi Elettromagnetici

Campi Elettromagnetici

La verifica e la protezione in ogni ambiente
Autore/i: Limardo Nicola
Editore: Priuli & Verlucca
pp. 96, Ivrea (TO) Prezzo: € 13,00

La risposta a molti dubbi su un tema più che mai attuale e sentito da ogni cittadino. Le nuove tecnologie, in crescente sviluppo, rendono sempre più necessario affrontare seriamente la questione dell’inquinamento elettromagnetico, adottando le giuste precauzioni per migliorare la qualità della nostra vita e vivere in un ambiente sano e protetto.
Uno strumento chiarificatore e completo sulla problematica elettrosmog, indispensabile nelle aziende, nei tribunali e di grande aiuto ai professionisti del settore, nonché a tutti i cittadini particolarmente sensibili. Questo volume è il risultato dell’esperienza professionale e di una lunga e laboriosa ricerca dell’Autore nel mettere insieme le nozioni base dell’elettrosmog, la normativa tecnico-giuridica, le fasi di verifica ambientale e la procedura di protezione dai campi elettromagnetici.

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Premessa

I. Concetti di base sui campi elettromagnetici

II. Legislazione vigente per la Sicurezza dai campi elettromagnetici negli ambienti di lavoro e residenziali

III. Strumentazione e metodo di rivelazione dei campi elettrici e magnetici in tutti gli ambienti

IV. Campi elettrice e magnetici generati da apparecchiature elettriche ed elettroniche utilizzate nel lavoro

V. Sistemi di protezione e bonifica negli ambienti e in particolare nel campo lavorativo

Glossario

Bibliografia

Siti web utili

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La Storia Proibita dell’Igiene Intestinale

La Storia Proibita dell’Igiene Intestinale

Le ceneri dell’organismo. Storia, costumi ed usanze, anatomia, disturbi, terapie e rimedi naturali
Autore/i: Massidda E.; Gallo D.
Editore: Cerchio Della Luna
prefazione degli autori. pp. 240, nn. ill. b/n, Alpo (VR) Prezzo: € 12,00

Dalla stitichezza alla diarrea, dalla sindrome del colon irritabile alla parassitosi, dai diverticoli all’autointossicazione ecc. L’origine di molti di questi disturbi è anche dovuto agli usi e costumi della società in cui viviamo. La storia che ci ha preceduto ha contribuito a formare la nostra relazione con alcune funzione naturali del nostro organismo. L’avversione che proviamo per certe parti del corpo e l’atteggiamento repressivo nei riguardi delle funzioni escretorie sono comportamenti relativamente nuovi. Il libro offre una panoramica storica, letteraria e antropologica ampia e dettagliata. Con una parte medica molto ampia dedicata alla soluzione di più comuni disturbi offre al lettore nuove e inedite chiavi di comprensione per roiscire a risolvere i disturbi intestinali più comuni.

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Straniero

Straniero

L’invasore, l’esule, l’altro
Autore/i: Bettini Maurizio; Barbero Alessandro
Editore: Encyclomedia Publishers
nota dell’editore. pp. 96, Milano Prezzo: € 9,50

Straniero è una parola molto presente nella vita civile. Eppure, per piacere o per forza, le persone si sono sempre spostate da un capo all’altro del pianeta, incontrandosi e mescolandosi, e isolare contorni “puri” – nazionali, geografici, etnici – si è rivelata sempre una sospetta quanto vana attività. Vale la pena dunque interrogarsi sulla storia di una aggettivo così ambizioso.

Ovidio esule e straniero dà l’occasione a Maurizio Bettini di analizzare i temi dell’accoglienza e dell’esilio; e di considerare il nodo della lingua, madre dell’identità e matrice per contro della diffidenza per l’altro. Virgilio, Ennio, Plauto sono solo alcuni dei compagni di viaggio di queste osservazioni.
Il saggio di Alessandro Barbero muove invece dal “francese” Garibaldi, e passando per Boccaccio, Tasso o Manzoni illumina l’area di significati che l’idea di straniero ha occupato nella cultura e nella storia italiana, rivelandosi quasi indispensabile alla costruzione della stessa identità nazionale.

Alessandro Barbero è professore ordinario di Storia Medievale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” a Vercelli. Ha vinto il Premio Strega 1996, con Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo (1995) e il Premio Cherasco Storia 2002, con Carlo Magno. Un padre dell’Europa (2000). Fra le sue opere più recenti, Lepanto. La battaglia dei tre imperi, 2010 (Premio Selezione Bancarella 2011); Gli occhi di Venezia,  2011. Collabora con le pagine culturali del quotidiano La Stampa, e con RAI. Collabora a Encyclomedia e per EM Publishers  ha curato  l’App La battaglia di Canne.

Maurizio Bettini, classicista e scrittore, insegna Filologia Classica alla Facoltà di Lettere dell’Università di Siena, dove ha fondato, assieme ad altri studiosi, il Centro “Antropologia e Mondo antico”, di cui è direttore. Dal 1992 M. B. tiene regolarmente seminari presso il “Department of Classics” della University of California at Berkeley. E’ stato più volte “Directeur d’Études associé” presso l’École des Hautes Études di Parigi e ha insegnato al Collège de France. Autore di romanzi e racconti, collabora la pagina culturale del quotidiano La Repubblica.
Fa parte del comitato scientifico di Encyclomedia. Ultimo volume pubblicato è Vertere. Antropologia della traduzione nella cultura antica, Torino 2012.

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La Fata dai Piedi di Mula

La Fata dai Piedi di Mula

Licantropi, streghe e vampiri nell’Oriente greco
Autore/i: Braccini Tommaso
Editore: Encyclomedia Publishers
introduzione di Maurizio Bettini. pp. 128, Milano Prezzo: € 12,00

Dall’introduzione di Maurizio Bettini:
“Storie di Nereidi, Lamie, callicanzari e altri demoni… È il rovescio notturno che attraversa il mondo greco al quale il cristianesimo, sin dalle sue origini, dà battaglia con riti, roghi e atti di fede.
«In questi racconti il lettore vedrà spesso dispiegarsi una fantasia cupa, perversa, imprevedibile, che certo non ha molto della pretesa luminosità attica. Si tratta spesso di storie che hanno il potere di esplorare le pieghe della paura e dell’orrore, ma anche della comicità e dell’ironia, con un’efficacia e una ricchezza di invenzioni che difficilmente un moderno sceneggiatore di film pulp, horror o splatter potrebbe eguagliare: per il buon motivo che un’intera popolazione e una tradizione secolare, nel lavoro della fantasia, dispongono di risorse incomparabilmente superiori a quelle di un uomo solo, o anche di un team di ghost writer; proprio come un’intera cultura, nella riflessione narrativa che compie su se stessa, è quasi sempre superiore alla invenzioni saggistiche del filosofo o dello psicoanalista.»[...]”

Tommaso Braccini, dottore di ricerca in Antropologia del Mondo Antico, è ricercatore presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Torino e collabora alle sezioni Storia e Mito e religione di Encyclomedia

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Carmen Miserabile

Carmen Miserabile

L’invasione dei Mongoli in Europa
Autore/i: Maestro Ruggero
Editore: Marietti
pp. 126, Genova – Milano Prezzo: € 18,00

“Et tota terra erat sanguine rubricata …, e tutta la terra era resa rossa dal sangue … È forse questa l’espressione più emblematica del Carmen miserabile, vibrante narrazione del flagello che turbò l’Europa nella prima metà del XIII secolo. Intorno al 1240 infatti, i Mongoli si scatenarono contro l’Ungheria di Bela IV nella loro incontrastata avanzata verso Occidente. Anche la Polonia e la Croazia furono aggredite dalle orde devastatrici che si spinsero addirittura a pochi chilometri dall’Italia, ma fu il regno magiaro ad assorbire l’urto maggiore, fungendo di fatto da “stato cuscinetto” e preservando così il resto della Christianitas. Maestro Ruggero fu testimone diretto degli eventi e fu tratto in prigionia per oltre un anno dai cavalieri delle steppe. La sua eccezionale testimonianza, redatta forse poco dopo il 1242, non costituisce soltanto un vivido resoconto del periodo di cattività presso i nomadi, ma svela anche, con straordinaria capacità critica, la pericolosa vischiosità dei rapporti vassanatico-benefìciari, i retroscena della politica interna, la fragilità della politica internazionale ancora imbrigliata nelle lotte tra Federico II e il papa. Ma soprattutto offre un’immagine puntuale di una nobiltà ribelle e incostante, troppo spesso riottosa verso il potere centrale, sfacciata nelle pretese autonomistiche quanto disorganizzata e poco coesa nella rete di alleanze. Una fonte percorsa da aneddoti suggestivi, fatta di città vivaci e di cruente battaglie, di fughe sorprendenti e di macchine d’assedio, una cronaca avvincente – a metà tra l’autobiografia e la relazione – che dimostra una volta di più quanto l’Ungheria fosse una protagonista della politica europea medievale.

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Fiabe Russe

Fiabe Russe

Autore/i: Afanasjev Aleksandr N.
Editore: Rusconi
a cura di Massimo Bettetini, traduzione dal russo di Elisa Fiaschi. pp. 144, Milano Prezzo: € 12,00

Raccogliere in un campo vasto come la Russia è impresa degna del miglior agricoltore, e tale si è rivelato nel secolo scorso Aleksandr Nikolayevich Afanasjev, universalmente riconosciuto come grande raccoglitore dei racconti popolari della sua terra.
Fiabe russe, al pari di uno scrigno che si apre davanti agli occhi del lettore-scopritore, regala una ricchezza di immagini e di contenuti fuori dal comune. Il bene si intreccia col male facendo nascere scontri in cui gli stessi simbolismi si amalgamano per dare vita a un singolare gioco delle parti, per avvincere il lettore e spronarlo a cercare il bene dove si teme di trovare il male, così come per fuggire il male lì dove l’inganno fa scorgere il bene.
Protagonista centrale del racconto è però sempre l’uomo che, come spiega nella prefazione il curatore del volume, Massimo Bettetini, «teso tra questi due poli, lotta per raggiungere il “bene” e, infine vince, e la sua vittoria è definitiva».
Tra animali, cattiverie e bontà, incantesimi e malefici, si erge quindi potente una morale che, incurante delle potenze altrui, dona la corona della vittoria alla semplice intelligenza di chi non va in cerca di secondi fini egoistici.
Le stesse storie di principesse e principi innamorati terminano sì con il canonico lieto fine, ma raggiunto sempre tramite scalate d amore i cui gradini sono composti dalla magia, ma anche e specialmente dai passi per scoprirsi e riconoscersi come persona.
Sono insegnamenti che la cultura russa ci dona perché anche noi sappiamo farne buon uso, divertendoci e imparando ciÒ che di buono ci viene lasciato.

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Una Storia del Libro

Una Storia del Libro

Dalla pergamena a Ambroise Vollard
Autore/i: Gualdoni Flaminio
Editore: Skira
pp. 240, 33 ill. colori e 80 b/n, Milano Prezzo: € 9,00

“Si può definire libro un insieme concluso di fogli che fanno da supporto a un testo manoscritto o stampato, oppure un insieme di fogli legati insieme, oppure un oggetto dotato di caratteristiche di pregio tali da farne un’opera artistica. Taluni ne sottolineano il carattere di riproduzione multipla del testo, dunque di divulgazione; altri ancora la trasportabilità.
Nel primo caso l’accento è sulla parola, nel secondo sul materiale, nel terzo sulla qualità estetica primariamente visiva e tattile del libro. Negli altri si dice di funzione d’uso e, letteralmente, di scambio.
Ma il libro è sempre libro. È affare di storici e sociologi, religiosi e laici, economisti e filologi, collezionisti e commercianti, scrittori e artigiani, pittori e piromani. È genio distillato e mercatura brutale. Talvolta viene abbandonato sul sedile di un treno, talaltra scambiato, molto spesso rubato – o non restituito, forma meravigliosa di furto senza peccato e senza colpevolezza – oppure al contrario conservato così gelosamente che l’idea stessa di possesso sostituisce lo sguardo. È dono elevato a potenza, anche, perché dono di sé e d’altri. Ogni volta le sue fattezze, pur restando identiche, mutano.
Qualche volta – non sempre – il libro è anche del lettore.”

Flaminio Gualdoni insegna Storia dell’arte antica all’Accademia di Brera, Milano.
Ha diretto i musei di Modena e di Varese e la Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano. Dirige le riviste “FMR” e “La rivista bianca FMR” e collabora alle pagine culturali del “Corriere della Sera”.
Tra le pubblicazioni, Arte italiana del Novecento, Milano 1999, Arte in Italia 1943-1999, Vicenza 2000, Il trucco dell’avanguardia, Vicenza 2001 e Arte classica, Milano 2007.

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Germogli – anno 5, n° 1, marzo (primavera) 2014

Germogli – anno 5, n° 1, marzo (primavera) 2014

Pedagogia, medicina e nutrizione nella visione antroposofica – Rivista per le famiglie
Autore/i: AA. VV.
Editore: Varianti Editore
pp. 108-XVIII, ill. b/n, Milano Prezzo: € 8,00

  • La Primavera nella danza delle stagioni, delle feste, dell’anima umana
  • La formazione degli insegnanti steineriani
  • Rudolf Steiner allievo e maestro (terza parte)
  • Architettura e pedagogia
  • La Pasqua solare della Terra e il Cenacolo di Leonardo da Vinci
  • Dietro la valutazione
  • Il mondo “magico” delle marionette
  • Arte della parola terapeutica: l’Arte Drammatica
  • Nutrimento per l’anima
  • Nutrimento per il corpo
  • La voce del medico
  • Riflessioni di un maestro
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Storia degli Ebrei Italiani

Storia degli Ebrei Italiani

Dal XVI al XVIII secolo – Volume secondo
Autore/i: Calimani Riccardo
Editore: Mondadori
pp. 602, Milano Prezzo: € 28,00

In questo secondo volume della sua monumentale opera di ricostruzione della presenza ebraica in Italia, Riccardo Calimani ripercorre i tre secoli cruciali che vanno dall’espulsione nel 1492 degli ebrei dalla Penisola iberica e da tutti i domini spagnoli alla Rivoluzione francese (1789) e all’Impero napoleonico, fino alla Restaurazione di inizio Ottocento. Una storia contrassegnata da una radicale redistribuzione territoriale degli insediamenti ebraici – presenti, dal Cinquecento, quasi esclusivamente nelle regioni centrosettentrionali del nostro Paese – e, dal punto di vista politico e religioso, dalla poderosa influenza dell’Inquisizione e dai rigori della Controriforma.
Punto di svolta decisivo di questa fase della storia della comunità ebraica italiana è l’istituzione del ghetto romano («il serraglio degli ebrei») sancita dalla bolla di Paolo IV Cum nimis absurdum del 1555. Una scelta di segregazione, quella del ghetto, ideata a Venezia nel 1516, che si sarebbe estesa da Roma a numerose città della Penisola. E se è vero che fu applicata in modi diversi dai principi e signori locali, che agivano in funzione della loro autonomia dalla Santa Sede o per semplice convenienza di potere, a rimanere invariato fu invece il rapporto contraddittorio tra mondo cristiano e mondo ebraico, in bilico tra bisogni e interessi concreti (i banchi di prestito, le tasse e le contribuzioni forzose) e le ricorrenti pulsioni teologiche contro il «popolo maledetto», sfociate spesso in comportamenti discriminatori e violenti: prediche coatte, battesimi di minori senza l’assenso dei genitori, roghi di libri, espulsioni attuate o solo minacciate.
Emblema di tale ambivalenza è la controversa figura del «marrano»: ebreo, costretto alla conversione suo malgrado, legato alle proprie origini e alla propria identità culturale e religiosa, non fu ben accetto né dai cristiani né dagli ebrei e diventò, con le sue molteplici identità dovute al contatto con genti e terre straniere, sia un formidabile intermediario economico e culturale nell’area del Mediterraneo, sia «un ambiguo fantasma capace di turbare il sonno di tanti ebrei e cristiani in Europa».
Lungo i tre secoli raccontati da Calimani si snodano le peripezie di un gruppo esiguo di individui che fu sempre al centro di eventi storici epocali, nel doppio ruolo di vittima predestinata e di attivo protagonista della vita culturale ed economica del nostro Paese, ai suoi primi passi verso la modernità. Un’avventura, quella della comunità ebraica italiana, irta di pericoli e di contraddizioni, ma che rivela una sorprendente e insopprimibile vitalità.

Riccardo Calimani (Venezia, 1946), si è laureato in ingegneria elettrotecnica all’università di Padova e in filosofia della scienza all’università di Venezia. Fra le sue opere principali, pubblicate da Mondadori: Storia del ghetto di Venezia (1995, nuova edizione illustrata 2000), I destini e le avventure dell’intellettuale ebreo (1996; Premio Tobagi), Gesù ebreo (1998), Paolo (1999), Storia del ghetto di Venezia (2000; Premio Costantino Pavan), Ebrei e pregiudizio (2000), Storia dell’ebreo errante (2002), L’Inquisizione a Venezia (2002), Non è facile essere ebreo (2004), Passione e tragedia (2006), Ebrei eterni inquieti (2007), Il mercante di Venezia(2009), Venezia passione e potere (2011), Storia degli ebrei italiani. Dalle origini al XV secolo (2013), Venezia, passione e potere (2011) e Una di maggio (2012). Nel 1986 ha ricevuto il Premio cultura della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel 1997 il Premio europeo per la cultura. Dal 2008 è presidente del MEIS, il Museo dell’ebraismo italiano e della Shoah, di Ferrara.

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