Libreria ASEQ - Via dei Sediari, 10 • 00186 Roma - Email: info@aseq.it - Tel. 06 6868400

Selezione di volumi Aseq Editrice

la Letteratura Latina Cristiana

la Letteratura Latina Cristiana

Autore/i: Fontaine Jacques
Editore: Il Mulino
introduzione dell’autore, traduzione e cura di Salvatore D’Elia. pp. 208, Milano

Capitolo fra i più densi nel patrimonio letterario (oltre che religioso e morale) europeo, la letteratura cristiana antica viene riconsiderata in questo libro con grande finezza, attenta a renderne il carattere di elemento strutturante per la formazione della cultura occidentale. Non un arido sommario di patrologia, dunque, ma un racconto che cala nel vivo della complessa realtà storico-culturale dell’età tardo-antica le singole personalità degli scrittori latini, gli aspetti più profondi della loro vita interiore e della loro esperienza spirituale, le diverse realizzazioni letterarie, e lo stesso pensiero teologico. Ne viene così arricchita la comprensione di un genere in cui si opera la sintesi fra tradizione greca, latina ed e braica, e che vede tra i suoi esponenti maggiori figure del calibro di Tertulliano, Ireneo, Agostino.

Same – La Diversità Relativa

Same – La Diversità Relativa

Volume 2
Autore/i: AA. VV.
Editore: Bulzoni
a cura di Gilberto Mazzoleni pp. 431-792, Roma

Sommario

Gilberto Mazzoleni
OSSERVAZIONI INTORNO ALLA RELIGIONE TRADIZIONALE DEI SAMI 

I – A proposito di pietre sacre

II – Pantheon sì, pantheon no

III – Una mitologia sommersa

Angelica Fago
LA MORTE RECUPERATA

Premessa

I – Il «regno» dei morti

II – Mondo dei vivi e mondo dei morti

III – Le modalità eccezionali

IV – Dal decesso alle feste commemorative

Gilberto Mazzoleni
L’EBREZZA E L’ESTASI

I – Il noai’de

II – La dimensione sciamanica

III – L’ebbrezza e l’estasi

IV – Quale sincretismo?

Rita Di Reda

ESSERE UNA SAME, OVVERO DONNA IN OGNI STAGIONE

I – Uno sguardo al passato

II – La vita familiare di una «nomade» Same

III – La grammatica del vestire 

IV – Essere Same: il presente e il futuro

Rita Di Reda, Gilberto Mazzoleni, Vittorio Papi
A COLLOQUIO CON DUE LEADERS SAMI

I – Note preliminari

II – Alf Isak Keskitalo

III – Liv Οstmo

Foreword

Illustrazioni

Indice dei nomi e delle cose notevoli

Same – Fra Tradizione e Innovazione

Same – Fra Tradizione e Innovazione

Volume 3
Autore/i: Mazzoleni Gilberto
Editore: Bulzoni
con la collaborazione di Giovanni Borriello pp. 166, Roma

«Questo libro, a voler ricorrere a un detto comune, rappresenta un ritorno sul “luogo del delitto”: nel senso che riapre (e provvisoriamente conclude) un discorso avviato più di venti anni prima e che aveva portato alla pubblicazione di due volumi da me curati: I) – Same, la dimensione remota (1981); Il) – Same, la diversità relativa (1982), Bulzoni Editore.
Il luogo privilegiato della nostra ricerca (assolutamente non cruenta e, mi auguro, tutt’altro che delittuosa) era stato il distretto di Kautokeino nel Finnmark norvegese, dove più consistente che altrove era la presenza dei Sami (o Lapponi). Alcuni finanziamenti (nel complesso modesti) e una serie di borse di studio mi avevano consentito di coordinare un gruppo di giovani ricercatori ed effettuare – tra il 1978 e il 1980 – una serie di soggiorni sul campo.
Anche se non mi sembra possibile riassumere in poco spazio le vicende e i risultati della ricerca, ritengo però opportuno ricordare che la cultura lappone ci era apparsa allora preda di una crisi ricca di contrastanti suggestioni e di contraddittorie aspettative.[…]»

Visualizza indice

Fratelli del Nord

Questo libro

Gilberto Mazzoleni: Teoria e pratica della ricerca sul campo; I Sami: rilettura di un approccio etno-storico-religioso

Giovanni Borriello: La sopravvivenza dell’orizzonte mitico-rituale tradizionale; Neosciamanismo e prospettive attuali; Appendice: Le interviste

Gilberto Mazzoleni: Keskitalo venti anni dopo

Materiale illustrativo

Bibliografia

Indice dei nomi

Storia di Bisanzio

Storia di Bisanzio

Autore/i: Lemerle Paul
Editore: Argo
introduzione dell’autore, traduzione di Anna Rita Galeone. pp. 136, Lecce

Dopo il crollo di quello che siamo abituati a chiamare l’impero romano d’Occidente, la civiltà romana ha continuato a vivere per circa un millennio nelle regioni orientali attorno alla splendida capitale rifondata da Costantino sulle rive del Bosforo. La straordinaria fusione della cultura greca e della religione cristiana sul terreno della struttura statale romana fu la peculiarità dell’impero di Bisanzio, cui va riconosciuto almeno l’immenso merito di avere ricevuto dalle mani vacillanti di Roma l’eredità del mondo antico proprio quando questo rischiava di scomparire nel flutto delle invasioni barbariche: un’eredità preziosa che per fortuna non è andata dispersa neppure dopo la caduta di Costantinopoli, sotto i colpi dei turchi di Maometto II. Il libretto di Lemerle ha il grande merito di avere realizzato, senza alcuna rinuncia al rigore scientifico, un’autentica storia “tascabile” di Bisanzio e non a caso in Francia viene ritenuto da decenni un “classico” in tutti gli ambienti universitari e studenteschi.

Imperatori Di Bisanzio

Imperatori Di Bisanzio

Autore/i: Ravegnani Giorgio
Editore: Il Mulino
premessa dell’autore. pp. 200, nn. tavv. b/n f.t., Bologna

La storia dell’Impero di Bisanzio fu in buona parte la storia di Costantinopoli e della sua corte. Per più di mille anni, fra il IV e il XV secolo, i sovrani della Roma d’Oriente furono l’incarnazione di un’autorità assoluta che si riteneva voluta da Dio e superiore a ogni altra. Alla figura dell’imperatore bizantino si legò così con una sfarzosa ritualità che coinvolgeva in primis l’imperatrice e poi tutta la corte, e che esprimeva in forma visiva l’omaggio dovuto a chi era ritenuto contemporaneamente l’erede dei cesari romani e il sovrano deil mondo cristiano. Ma com’era veramente la vita di un imperatore bizantino? Il volume ci mette in contatto con la complessa scenografia del cerimoniale (gerarchie, uniformi, feste, titoli) di cui vengono accuratamente ricostruiti i significati, connessi in particolare con la concezione del potere e i sistemi di successione.

Arte e Sacralità

Arte e Sacralità

Salvaguardia e Tutela
Autore/i: Zeri Federico; Bertelli Carlo; Opie Lindsey John; Toishi Kenzo; Crescentini Claudio
Editore: Semar
pp. 70, nn. ill. b/n, Roma

Il tema della salvaguardia e conservazione dell’opera d’arte e le sue valenze sacrali viene affrontato con angolazioni differenti dai diversi autori: quella filologica, attenta a riproporre l’opera nei suoi caratteri originali (Zeri); quella della rielaborazione e del riuso in chiave moderna di elementi architettonici del passato (Bertelli); quella storico-religiosa con l’approfondimento e la messa in luce degli elementi simbolici dell’esoterismo monastico nelle immagini sacre (Opie); quella tecnica, attenta alla soluzione di alcuni problemi specifici di conservazione delle fibre tessili quali supporti delle opere (Toishi) e, infine, quella che individua la sopravvivenza di forme della tradizione artistica -conservate e tramandate mediante la memoria- nel fare arte in circostanze profondamente mutate (Crescentini).

L’Edizione dei Testi Mediolatini – Problemi Metodi Prospettive

L’Edizione dei Testi Mediolatini – Problemi Metodi Prospettive

Testi della VIII Settimana Residenziale di studi medievali, Carini, 24-28 ottobre, 1988 – Scrinium N.15
Autore/i: AA. VV.
Editore: Officina Studi Medievali
pp. 142, Palermo

GIAN CARLO ALESSIO
Proposta per una ecclisilogia quantitativa

CALOGERO RIGGI
Il Climaco latino nel medioevo e la tradizione manoscritta della versione e degli scolli di Angelo Clareno

VINCENZO MESSANA
Note-guida sullo stato attuale delle edizioni dei Padri Latini: piste d’indagine e prospettive di ricerca

JEAN-NOËL GUINOT
Les textes latins médiévaux dans la collection «Sources Chrétiennes»: une résurgence du courant patristique

ENZO CECCHINI
Filologia e strumenti lessicografici

FERRUCCIO BERTINI
Come affrontare oggi l’edizione critica di un lessico latino medievale: le Derivationes di Osberno di Gloucester

GIOVANNI POLARA
Generi letterari e criteri ecdotici: a proposito di testi grammaticali e pseudogrammaticali

ATTILIO BARTOLI LANGELI
L’edizione dei testi documentari. Riflessioni sulla filologia diplomatica

SILIO P.P. SCALFATI
Per l’edizione delle fonti documentarie

Le «Visiones» nella Cultura Medievale

Le «Visiones» nella Cultura Medievale

Autore/i: AA. VV.
Editore: Officina Studi Medievali
pp. 252-314, 15 tavv. a colori e b/n f.t., Palermo

Testi della “VI Settimana Residenziale di Studi Medievali”, Carini, 20-25 ottobre 1986.

Estratto da Schede Medievali n.19, luglio-dicembre 1990.

Gli Erbari Medievali tra Scienza, Simbolo e Magia

Gli Erbari Medievali tra Scienza, Simbolo e Magia

Quaderni ed estratti di Schede Medievali – Scrinium 10
Autore/i: AA. VV.
Editore: Officina Studi Medievali
pp. 317-374, nn. tavv. a colori e b/n f.t., Palermo

Estratto da: “Il colore dei «semplici»: verde Medioevo delle erbe”
«Nell’atto secondo della Mandragola, alla scena sesta, Callimaco dice così: «Voi avete a intendere questo, che non è cosa più certa a ingravidare una donna che darli da bere una pozione fatta di mandragola. Questa è una cosa sperimentata da me dua paia di volte e trovata sempre vera, e se non era questo, la reina di Francia sarebbe sterile, e infinite altre principesse di quello Stato». Callimaco sa quel che dice: ha trascorso molto del suo tempo dedicandosi «parte alli studi, parte a’ piaceri e parte alle faccende»; è andato fino in Francia, poi, per vedere se davvero le donne di là sono più belle delle italiane: che è il tema del suo privato dibattito con Camillo Calfucci; e Callimaco si mostra assai esperto di cose mediche connesse alle cure delle erbe, perché dopo aver detto delle virtù della mandragola, estrae dalla sua cultura fitologica un’autentica rarità allorché, nella seconda scena dell’atto quarto, esclama: «Un bicchiere di hypocràs, che è a proposito a racconciare lo stomaco, rallegra il cervello». L’ hypocràs è una tisana di cannella e zucchero bolliti nel vino, ma l’ hypocràs è soprattutto la testimonianza d’un persistere di tradizioni erboristiche dove il mitico protagonista della sapienza medica greca lascia il suo nome ad una pozione che serva a colorire e colorare la vita per la seduzione di Madonna Lucrezia.
Nel secolo di Machiavelli è ormai accaduto tutto per quel che riguarda la scienza delle erbe: basterebbe pensare alla diffusione degli Hortus Sanitatis, basterebbe controllare la circolazione che nella cultura medicea è attestata per le collezioni naturalistiche. E non solo per i commenti dedicati al De materia medica di Dioscuride, dovuti specialmente a Pietro Andrea Mattioli, ma per la grande diffusione dell’opera di Ulisse[…]»

Le Moyen Age en Orient Byzance et l’Islam

Le Moyen Age en Orient Byzance et l’Islam

Des Barbares aux Ottomans
Autore/i: Ducellier Alain; Kaplan Michel; Martin Bernadette
Editore: Librairie Hachette
avec la collaboration de F. Micheau, prèface par Michel Balard. pp. 320, nn. ill. b/n, Paris

Refonte de l’ancien ouvrage Le Proche-Orient médiéval, ce manuel présente d’une manière comparée le monde byzantin et le monde perse, puis le monde arabo-musulman et turc, sans négliger l’Islam d’Occident. L’exposé de l’histoire politique et religieuse décrit à la fois l’évolution de chacun des États et de chacune des religions, tout en accordant une grande importance aux contacts, conflits et influences. L’étude de la vie économique, sociale, culturelle et artistique tente d’entrer plus avant dans l’histoire comparative, sans sacrifier à la daHé du récit.
L’exposé s’appuie sur tout l’apparat pédagogique nécessaire : cartes, croquis, bibliographies, définitions des termes techniques, citations de textes, index et modèles d’explication de documents.

Il Credo Cattolico nel Poema di Dante Alighieri

Il Credo Cattolico nel Poema di Dante Alighieri

Autore/i: Asioli Luigi
Editore: Società Tipografica
introduzione dell’autore. pp. 160, nn. tavv. b/n, Fano

Dall’introduzione dell’autore:
“Quando si era giovanetti e si leggeva il «Poema sacro» di Dante Alighieri sui banchi del liceo; meglio anche, quando nel corso degli studi teologici si aveva un poco di tempo per ritornare alla lettura del Poema, si gustava meravigliosamente la bella armonia del Catechismo cattolico che bambini avevamo imparato dal nostro Parroco e che giovanotti studiammo nei corsi di Religione e di Teologia. Mi ricordo benissimo come se fosse ieri – eppur son tanti anni! – i miei compagni e io avevamo sempre una frase, un verso, una terzina con cui appoggiare ogni passo del Catechismo. Il Credo, il Pater Noster, i Comandamenti di Dio, i Precetti della Chiesa, i Sacramenti, le Virtù, il Culto, i Fatti della Storia Sacra, tutto era là nel Poema.[…]”

Tolkien il Signore della Fantasia

Tolkien il Signore della Fantasia

Autore/i: Monda Andrea; Simonelli Saverio
Editore: Frassinelli
pp. 278, Milano

Un Hobbit. Uno di quei “’Mezzuomini’ simpaticamente pragmatici, teneramente tenaci” scaturiti dalla penna dello scrittore che con “Il signore degli anelli” compete addirittura con la Bibbia per il libro più letto del mondo. Ma perché, fra i tanti indimenticabili personaggi che popolano le pagine dei suoi romanzi, l’autore inglese si paragona proprio a questi buffi piccoletti? Difficilmente troveremo la risposta nei saggi finora pubblicati su Tolkien e su questo capolavoro del genere fantastico, perché la critica colta lo ha sempre snobbato, a dispetto – o forse a causa? – delle sue altissime tirature. Già, perchè fino a oggi pare che si sia ingaggiata una gara fra ideologie per appropriarsi di un simile fenomeno letterario. E così abbiamo avuto il Tolkien ecologista e quello protofascista, il superomista e il no global… Etichette, nient’altro. Classificazioni superficiali che non tengono conto dello spessore umano e culturale che invece Andrea Monda e Saverio Simonelli ci hanno brillantemente restituito, affiancando all’analisi testuale il ricco epistolario e le testimonianze di chi ha percorso con Tolkien la strada verso la creazione del suo strabiliante mondo parallelo. Perchè parlare di Elfi e Nani, di maghi e guerrieri, di creature maligne e di lotte per la conquista di anelli magici non è che un modo per parlare della nostra stessa realtà.

Il Pensiero Stoico ed Epicureo

Il Pensiero Stoico ed Epicureo

Antologia di testi
Autore/i: AA. VV.
Editore: La Nuova Italia
introduzione critica di Domenico Pesce. pp. 184, Firenze

Dall’introduzione critica di Domenico Pesce:
“Esiste, per quanto riguarda la trattazione critica delle dottrine stoiche ed epicuree, un’impostazione tradizionale alla quale quasi nessun studioso è riuscito a sottrarsi; essa consiste nel porre in relazione le nuove scuole con il periodo storico e l’ambiente geografico in cui si sono formate e con il particolare carattere dei loro fondatori. A questo modo l’ellenismo, la dissoluzione della polis, gli influssi orientali così come le tendenze native e i casi di vita di Epicuro e di Zenone sono diventati temi sui quali pare obbligo soffermarsi, ove si voglia spiegare il carattere nuovo che, con gli stoici, gli epicurei e gli scettici, la filosofia viene ora assumendo nei confronti dei sistemi precedenti.
Ma, pur senza addentrarsi – ché non è certamente questa la sede adatta – in una discussione di carattere teoretico che ponga in questione la validità stessa di una spiegazione storico-sociologica, storico-psicologica o, come oggi si costuma sempre di più, storico-economica delle dottrine filosofiche, a noi sembra che considerazioni di questo genere potranno, tutt’al più, di quelle dottrine indicare certe occasioni che ne facilitarono il sorgere, descrivere certi caratteri esterni con cui si presentarono, spiegare gli errori in cui incorsero, ma non certo render conto di quel nucleo di verità che esse. se veramente meritano il nome di dottrine filosofiche, non possono non possedere. Poiché la verità non da altro, ma da se stessa nasce e non per altro, ma per se stessa vale e, se anche si manifesta nel tempo e richiede il tramite sempre angusto e caduco dell’individuo, è universale ed eterna.
Rintracciare questo nucleo di verità, mostrare come da esso nasca e si articoli l’intero sistema, ecco l’intento che ci siamo proposti in queste brevi pagine introduttive.[…]”

Filippo Strozzi

Filippo Strozzi

Primo cittadino d’Italia
Autore/i: Limongelli Luigi
Editore: Ceschina
pp. 416, Milano

Perchè – dopo il silenzio di quattro secoli, o poco più – si è voluta rimettere in luce la figura imponente di Filippo Strozzi?
La risposta non può essere che una sola: «lo Strozzi – pur con i suoi difetti, come gli uomini di tutti i tempi – si deve considerare un simbolo di italianità e di patriottismo».
Giovanni Battista Niccolini – patriota nel sangue anche lui, tenuto in molta stima dal Foscolo prima, e poi dal Carducci – scrisse una tragedia che porta il nome del fiorentino «Filippo Strozzi», elevando in sommo grado le virtù e il sacrificio di tanto uomo e di tanto nome.
La natura fu prodiga di beltà e di intelligenza con Filippo Strozzi. Fu letterato, tradusse dal latino e dal greco opere che fanno ancora testo. La fortuna gli profuse le ricchezze, di cui si servì per atti di generosità verso coloro che furono colpiti da sventure e verso intere popolazioni – di Firenze, di Roma e di Napoli – durante alluvioni, guerre ed epidemie.
Dopo i fratelli Polo, il nome, risuonò nuovamente nel lontano Oriente ad opera dei componenti della famiglia degli Strozzi. Filippo ne affermò la grandezza – di persona o a mezzo dei suoi agenti in tutti i paesi d’Europa. Ovunque risuonava il nome di Firenze, stava a significare «Italia».
Eppure, lo Strozzi fu invidiato dal Guicciardini; perseguitato dal cardinale Cybo; molestato e tollerato dai Medici; malvisto dal Gonfaloniere Soderini; odiato dal fratellastro Alfonso; non sempre accetto nella considerazione dei concittadini, che pure protesse e salvò durante la carestia e la peste.
Purtuttavia, Filippo – presso papi, imperatori, re, principi e dogi – godeva fama di «Primo Cittadino d’Italia».
Egli fu il cuore pulsante del fuoruscitismo fiorentino, in tutte le regioni d’Italia. Andava incontro agli esuli, che convocava in adunanze, sopportandone i gravosi oneri, nella speranza di saperli uniti e decisi, unici mezzi a disposizione per salvare Firenze dalla schiavitù e dal giogo dei Medici. Le sue aspirazioni, però, restarono solo desideri. Da quelle discordie e da quelle incertezze, sorse più deciso e più forte il dominio e il governo del Duca Alessandro, che, pur essendogli parente per parte della moglie, lo odiò a morte, cui poi fu costretto dal successore Cosimino.
Filippo si immolò per la Patria, perchè l’amava con l’anima.

Dialoghi delle Carmelitane

Dialoghi delle Carmelitane

Autore/i: Bernanos Georges
Editore: Morcelliana
premessa di Albert Beguin, traduzione di G. A. Piovano. pp. 200, Brescia

“I Dialoghi delle Carmelitane sono stati scritti da Georges Bernanos in Tunisia, durante l’inverno del 1947-48. Erano destinati ad un film, il cui scenario era stato composto dal R. P. Raimondo Bruckberger sopra la celebre novella di Gertrude von le Fort: L’Ultima al patibolo. Bernanos, che aveva letto in altri tempi questa novella, non l’aveva sotto mano nel momento in cui lavorava a questi dialoghi. Egli quindi moveva dal solo scenario, ma prendendo con questo canovaccio tutte le libertà che gli parevano necessarie. Ora egli abbrevia una scena, ora le dà maggior rilievo o ne modifica il senso, riscrivendo le indicazioni della messa in scena o delle situazioni, eliminando anche quello che non gli conviene. Così nacque un’opera che gli appartiene di diritto, anche se il disegno dei caratteri 6 la successione degli episodi provengono dal racconto di Gertrude von Le Fort. Infatti questo lavoro, pure rispondendo ad un incarico, era diventato presto interamente bernanosiano.[…]”

La Considerazione Funzionale del Linguaggio

La Considerazione Funzionale del Linguaggio

Autore/i: Martinet André
Editore: Il Mulino
presentazione di Luigi Heilmann, prefazione di A. Martinet, traduzione di Giovanna Madonia. pp. 232, Bologna

Dalla presentazione di Luigi Heilmann:
“La traduzione italiana di uno scritto di A. Martinet non richiede certo giustificazioni. Il Martinet, infatti, è da molti anni il rappresentante, autorevole ed ascoltato, di un indirizzo strutturale che alla lucida enunciazione di principii teorici ben fondati e alla impeccabile applicazione di un metodo rigoroso accoppia un acuto e vigile senso della realtà linguistica nel suo essere e nel suo divenire. A differenza di altri indirizzi, più o meno rigorosamente formalistici, la corrente rappresentata da A. Martinet si inserisce nella gloriosa tradizione glottologica europea, eminentemente storicistica, come un profondo processo di rinnnovamento di teorie e di metodi; un rinnovamento che dischiude nuovi, suggestivi orizzonti alla ricerca scientifica e prospetta originali possibilità di applicazioni didattiche.
L’Autore ha più volte organizzato, in sintesi unitarie e in saggi particolari, la sua dottrina linguistica e ne ha fornito eccellenti modelli applicativi, sia nell’àmbito dell’analisi sincronica, sia in quello dell’interpretazione diacronica. Basterà ricordare i due scritti Économie des changements phonétiques, Berne, 1955 e Éléments de linguistique générale, Paris, 1960 nei quali l’analisi e l’interpretazione funzionale trovano la loro lucida e piena enunciazione ed applicazione.[…]”

Un Natale a Ceylon e Altri Racconti Indiani

Un Natale a Ceylon e Altri Racconti Indiani

Autore/i: Gozzano Guido
Editore: Garzanti
prefazione e cura di Piero Cudini. pp. 256, Milano

Travestito da turista-entomologo, Guido Gozzano fu in India per un breve periodo, dal febbraio sino alla metà di aprile del 1912. La vera ragione del viaggio era terapeutica: sull’onda delle peregrinazioni stevensoniane, Gozzano raggiunge le spiagge esotiche per curare i suoi mali di petto. Ma ha, comunque, presenti le possibili ragioni commerciali del suo viaggio: due anni dopo, confidando nella propria memoria e nei propri taccuini, anzi, giocando elegantemente sulla spuma dell’oblio, prende a raccontare sulle pagine della «Stampa» di Torino le sue impressioni di viaggio. Una cosa è certa: molti ricordi sono puramente immaginari, ed è provato soprattutto che il poeta non trascorse mai un Natale a Ceylon, come vorrebbe far credere il titolo di un racconto che dà il nome a questa raccolta.
Una raccolta postuma, perchè Gozzano, minato dalla tisi, non ebbe il tempo di raccogliere in volume i suoi articoli sull’India. La leggenda vuole invece che sul letto di morte egli trovasse la forza di organizzare mentalmente un libro, cui avrebbe anche dato il lirico titolo Verso la cuna del mondo. Piero Cudini, il curatore di questa nuova edizione delle «lettere indiane», non ha più voluto prestare fede a questa versione postuma del fratello di Guido, Renato; e pur non potendo presentare una vera e propria edizione critica dell’opera, mancando in molte occasioni i testi originali, ha preferito rinunziare all’illusoria organicità del libro, presentando i racconti cronologicamente, nell’ordine di uscita sulla «Stampa» o su altri periodici: così, in appendice, possono anche figurare due pezzi come Un voto alla Dea Tharata-Ku-Wha e Sull’Oceano di brace, che non compaiono nelle altre edizioni manipolate della Cuna.
Del resto, queste pagine di viaggio, spesso destinate a riviste come «La Lettura» o «La Donna», caratterizzate da un bovaristico gusto dell’esotismo, possono benissimo vivere a sè, come racconti conchiusi. Racconti in verità non sono: sono meditazioni, riflessioni in forma di elzeviro, pagine di diario con ambizioni narrative. Fantasie spesso folgoranti e geniali, attraversate dalle «trafitture» della nostalgia: «la flora che mi circondava non è consolante, mi ricorda di continuo la spaventosa distanza della patria».
L’Oriente di Gozzano è a ben vedere quello sognato, esotico, infantile: «Prima ancora di saper leggere, io sognavo Benares. Se risalgo alle origini prime della mia memoria vedo la città sacra in un’incisione napoleonica, nella stanza dei miei giochi. E il ricordo è così chiaro che il sogno d’allora mi sembra la realtà e la realtà d’oggi mi pare sogno…»
Non sarebbe giusto credere che Gozzano andasse in India per verificare questi ricordi infantili, esotici; lui stesso ce lo ricorda continuamente, la realtà è ben più triste e deludente dell’immaginario: ma egli non dimentica mai di far giocare i due livelli della fantasia e del reale, così lontani fra loro eppure così felicemente generatori di poesia.
Il grande bazar dell’Oriente, questo infinito «Convegno del mondo, che offre tante cose rare all’amatore dell’anacronismo e del paridosso», funziona proprio come macchina per mettere in moto il suo fertile immaginario comparativo, che rimane pur sempre legato alla terra natale: «è vano che tu m’illuda, o vagabonda notte! Sono a Ceylon, so di essere a Ceylon. f: vano che tu mi porti ad ogni risveglio un lembo di paesaggio ligure o canavesano, il profilo di mia madre…»
Per questo, poco importa forse scoprire quali posti davvero il poeta-turista abbia visitato: meglio scoprire la verità della sua fantasia, innegabilmente letteraria, formata sui libri di Gautier, Camōes, De Heredia e De Gubernatis.

Repressione Sessuale e Oppressione Sociale

Repressione Sessuale e Oppressione Sociale

Autore/i: De Marchi Luigi
Editore: Sugar Editore
introduzione dell’autore. pp. 316, Milano

Il problema della sessualità, del suo sViluppo, della sua espressione è considerato generalmente un problema settoriale, più o meno importante al livello individuale, ma circoscritto ai fatti di costume nelle sue ripercussioni, sociali.
Luigi De Marchi, autore di Sesso e civiltà (Laterza, 1959), Sessuofobia (Sugar, 1963), Sociologia del Sesso (1963 ), affronta in questo volume la questione cruciale dei rapporti tra la repressione della sessualità naturale e l’oppressione sociale nelle sue forme e conseguenze più diverse e insospettate: dall’autoritarismo politico, allo sfruttamento economico, all’esplosione demografica, alla degenerazione sadica dello spettacolo e della stampa di massa, all’alienazione neo e post-capitalistica, al razzismo, alla delinquenza giovanile, alle malattie individuali e sociali.
Da questa indagine non solo emerge che la questione sessuale – ben lungi dall’essere settoriale e circoscritta come si pretende negli ambienti accademici e benpensanti – è il problema di più ampie e profonde implicazioni sociali oggi esistente; ma scaturisce anche la prospettiva di una teoria (da De Marchi detta sessualista o vitalista) dei processi storici e sociali, capace di spiegare le innumerevoli contraddizioni del mondo contemporaneo sulle quali hanno fatto naufragio le classiche teorie socio-storiche dei movimenti progressisti e l’azione politica ad esse ispirata.
Convinto assertore delle concezioni psico-sociologiche di Wilhelm Reich, che presentò al pubblico italiano cinque anni fa con l’antologia di scritti Teoria dell’orgasmo ed al quale ha intitolato un Centro di ricerca recentemente istituito, De Marchi si richiama spesso in questi scritti al pensiero del grande pensatore austriaco, pur sviluppandone originalmente molti spunti.
È indubbio che questo volume, pur rivolgendosi alle forze autenticamente progressiste della sinistra italiana e straniera, non avrà vita troppo facile negli ambienti culturali dei partiti operai, dove la tradizione ideologica e politica è sorda (con effetti da De Marchi considerati rovinosi) alle esigenze della psicologia di massa. Ma è parimenti indubbio che esso non passerà inosservato perché – come ha scritto una volta Paese· Sera nel suo supplemento letterario – “un’opera di Luigi De Marchi. ha sempre un valore d’urto, di rottura. Si può dissentire, polemizzare, magari scandalizzarsi: ma bisogna “discuterne, e questo è senz’altro un successo”.

La Nave per Kobe

La Nave per Kobe

Diari giapponesi di mia madre
Autore/i: Maraini Dacia
Editore: Rizzoli
prima edizione. pp. 264, nn. ill. b/n, Milano

“Un libro nato per caso, dalla scoperta degli straordinari quaderni di mia madre. Quando ho cominciato a scrivere, la mano è partita da sola e non si è più fermata. Gli scrittori sono spesso impudichi. Della loro vita fanno materia di narrazione e non possono esimersi dall’inseguire i personaggi del proprio passato con comica e ingenua fermezza.” (d.m.)

È la prima volta che Dacia Maraini si sofferma a raccontare il suo legame con la madre svelando aspetti della storia della sua famiglia ancora sconosciuti e interrogando soprattutto gli anni trascorsi in Giappone dal 1938 fino all’inasprirsi del secondo conflitto mondiale. Sul filo della memoria la scrittrice si ritrova bambina, e riannoda passato e presente, gli anni dell’infanzia lontana e le vicende della maturità, le prime esperienze giapponesi e i successivi viaggi in Africa e in India con Moravia e Pasolini. La scoperta dei diari tenuti in quel periodo dalla madre Topazia, e riemersi di recente dai cassetti fiorentini di Fosco Maraini, ha sollecitato il ricordo della figlia e restituita appieno la forza di quel rapporto, un rapporto solo apparentemente distratto dalla seduttiva bellezza del padre, e nel tempo solidificatosi nel riconoscimento del coraggio e della generosità dell’amore materno. Giorno dopo giorno, Topazia Alliata Maraini, ha annotato in quei quaderni sia le tappe del lungo viaggio a bordo del Conte Verde verso Kobe, sia le trame dei piccoli e grandi eventi familiari: i compleanni, le prime parole, i primi passi delle figlie, Dacia e poi Yuki e Toni, le loro vacanze, le prime avventure infantili fino all’universo scolastico, e insieme le scoperte della cultura e del mondo giapponese, così distanti e seducenti. Prende vita da questo ricordare l’amorosissimo e inedito ritratto di una madre disponibile e presente, un ritratto che si anima nell’intimo e segreto rapporto madre-figlia, arricchisce la storia di una famiglia italiana singolare, e si fa, al tempo stesso, nella trama degli affetti e nell’incontro con la Storia, testimonianza di un’epoca che correva inconsapevolmente incontro alla tragedia.
A completare La nave per Kobe è riprodotta gran, parte delle pagine dei diari di Topazia, fitte di testo, fotografie, disegni, appunti vari. Quasi un romanzo per immagini, una vera e propria finestra che si apre sul verde paesaggio delle memorie, quello che aveva animato Bagheria e creata l’occasione del racconto sulla vita di Marianna Ucrìa.

Jeane Dixon sulle Soglie del Futuro

Jeane Dixon sulle Soglie del Futuro

Vita e profezie raccontate a Rene Noorbergen
Autore/i: Noorbergen Rene
Editore: Edizioni Mediterranee
traduzione di Marcello Mazzolani. pp. 216, Roma

Per la prima volta in questo libro la famosa veggente americana Jeane Dixon ha raccontato a Rene Noorbergen la propria storia, rivelandogli anche quello che prevede per il futuro. Jeane Dixon ha previsto in questi ultimi anni i più importanti avvenimenti che si sono poi puntualmente verificati in America e nel mondo intero. Non appena entra in «contatto psichico» con una persona, Jean Dixon «sa». Ella vede il passato e il futuro di ognuno, e gli eventi più importanti di ogni esistenza. Ma, e ciò è piu importante, ella prevede con grande esattezza i maggiori avvenimenti della politica internazionale e il destino di ogni nazione. Per questo motivo i suoi messaggi e le sue profezie possono interessare ciascuno di noi.
In questo volume, Jeane Dixon ci parla anche della sua profonda concezione della vita, della reincamazione, dell’astrologia e di altri fenomeni occulti.
Le eccezionali qualità di questa veggente hanno diretto verso di Id migliaia di persone desiderose di sapere qualcosa sul proprio futuro. Tutto ciò non le ha tolto minima. mente il suo equilibrio e la sua serenità, che trovano solide basi nella sua fede religiosa. Il suo «dono» è al servizio di tutti gli uomini, ed ha sempre rifiutato ogni forma di compenso. Il più grande scopo della sua vita è l’organizzazione «L’Infanzia per l’Infanzia», da lei fondata, il cui principale obiettivo è la costruzione di un grande ospedale per bambini di ogni fede, razza e colore.

Rene Noorbergen è nato a Groningen, in Olanda, ha studiato a La Sierra College di Arlington, California, e si è laureato all’Università di Groningen. Dopo aver svolto l’attività di corrispondente per alcune riviste cinematografiche europee, ebbe l’incarico di corrispondente europeo per il giornale dell’esercito The Soldier Illustrated. Ha collaborato inoltre con la Camera Press Ltd. e con The Associated Newspapers. È stato anche corrispondente della Radio Olandese ed ha partecipato alla realizzazione di diversi documentari televisivi. Nel 1966, Rene Noorbergen è stato nominato direttore responsabile delle pubblicazioni della Ford Motor Company.

Gli UFO e la Scienza

Gli UFO e la Scienza

Autore/i: McDonald J. E.
Editore: Fanucci
nota dell’editore, presentazione di Margherita Hack, introduzione di Roberto Pinotti, introduzione di René Fouéré. pp. 250, 23 ill. b/n, Roma

Un vero scienziato di fronte al problema degli UFO.
In prima edizione mondiale tutti gli scritti ufologici del professor J. E. McDonald, docente di fisica atmosferica all’Università dell’Arizona.
Perché i «dischi volanti» non possono essere né un’illusione ottica, né un fenomeno meteorologico. né il frutto di situazioni psicologiche Individuali.
L’Ipotesi extraterrestre: sua validità, suoi limiti, suoi possibili riflessi nella cultura occidentale.
Perché la scienza è in ritardo di trent’anni nell’analisi del «fenomeno UFO» e cosa deve fare per recuperare Il terreno perduto.
Perché Il «Rapporto Condon» ha sbagliato, e quali verità ha voluto nascondere deliberatamente.
Con l’analisi dettagliata dei casi più Importanti di avvistamenti UFO, e sedici pagine di fotografie.

La Scienza degli Alieni

La Scienza degli Alieni

Autore/i: Pickover Clifford
Editore: Longanesi
prefazione e introduzione del’autore, traduzione di Libero Sosio. pp. 304, nn. ill. b/n, Milano

«Man mano che cresce la nostra comprensione dell’origine della vita e della composizione chimica dei pianeti e satelliti del nostro sistema solare, !’ esistenza della vita su altri mondi ci appare sempre più probabile, e un giorno sicuramente la scopriremo in miriadi di forme. Anche i recenti indizi relativi all’esistenza di un oceano sotto la superficie di un satellite di Giove, Europa, hanno alimentato la riflessione sulla possibilità che la vita esista anche su altri mondi. Inoltre le creature mirabili ed estremamente strane che vivono sul nostro pianeta suggeriscono che Dio ami la bizzarria.»

Risultate vane le speranze di trovare, nel corso dell’esplorazione del sistema solare, almeno tracce fossili di forme di vita primitive, e rimasti senza esito i programmi di ascolto di possibili trasmissioni nelle onde radio da parte di civiltà extraterrestri (programmi iniziati nel 1960 da Frank Drake con mezzi di fortuna e proseguiti poi con maggiore impegno), la «ricerca» degli alieni si è spostata all’esterno del sistema solare. Quali argomenti abbiamo per pensare che la vita, e soprattutto la vita intelligente, possa esistere anche fuori della Terra, su pianeti in orbita intorno ad altre stelle? A fondamento di questa convinzione ci sono le nozioni acquisite sull’uniformità dell’evoluzione chimica prebiotica anche fuori della Terra e sull’evoluzione della vita sul nostro pianeta. Progressi recenti hanno dimostrato che sulla Terra la vita può esistere in ambienti incredibilmente difficili, nel buio del sottosuolo, in acqua bollente in prossimità di vulcani sottomarini e addirittura in assenza di ossigeno. Proprio lo studio delle forme di vita terrestri, in tutta la loro ricchezza e varietà, e delle soluzioni adottate dalla natura (o dovremmo dire dalla selezione naturale?) per risolvere una miriade di problemi «tecnici» può fornire indizi nel tentativo di prevedere quale aspetto avranno gli alieni, e soprattutto gli alieni intelligenti, con i quali possiamo sperare di entrare prima o poi in contatto. Si tratta, in particolare, di considerare le forze che hanno prodotto la diversità dei sensi e dell’intelligenza sulla Terra, e di immaginare quali altre soluzioni esse potrebbero escogitare su altri mondi. Così, attraverso il ragionamento biologico, e attingendo spunti da quello straordinario laboratorio di idee che è la fantascienza, Pickover evoca uno zoo fantastico di esseri possibili.
Può darsi che in futuro alcune previsioni sulla vita extraterrestre possano trovare qualche conferma, o che forse – nonostante la convinzione di Pickover per cui in natura tutto ciò che è possibile prima o poi si realizza – la realtà si riveli, come il sesso degli alieni, più strana di quanto possiamo immaginare. Certo è che questo libro ci prepara a scoperte ancora più sorprendenti di quelle compiute in anni recenti, e soprattutto a vedere in una luce nuova la stessa biologia terrestre.

Clifford Pickover ha conseguito il Ph.D. presso il Dipartimento di Biofisica e Biochimica molecolare alla Yale University. È autore di numerosi libri divulgativi (tra cui Time. A Traveler’s Guide, Strange Brains and Genius, The Alien IQ Test) e specialistici; è codirettore delle riviste Computers and Graphics, Computers in Physics e Theta Mathematics Journal. Attualmente è ricercatore al T.J. Watson Research Center della 18M, dove ha ricevuto numerosi riconoscimenti per le scoperte e le ricerche effettuate. È anche membro della SETI League, un gruppo di radioastronomi e di entusiasti dell’elaborazione di segnali su scala mondiale, che esplorano scientificamente e in modo sistematico il cielo per scoprire indizi di vita intelligente extraterrestre.

Curiosità e Capricci della Lingua Italiana

Curiosità e Capricci della Lingua Italiana

Autore/i: Provenzal Dino
Editore: ERI
disegni di Fausto Amodei. pp. 224, nn. disegni b/n, Torino

Quando la RAI mi propose di tenere un certo numero di conversazioni intorno alle curiosità e ai capricci della lingua italiana accettai volentieri l’invito: ché da alcuni anni ho dedicato la maggior parte del mio tempo a diffondere l’amore per la nostra lingua: ho sempre creduto che nelle ricerche intorno alla parola, alle sue origini, alla sua storia sia il fondamento della cultura la quale – è bene ricordare alle parole come mezzo di trasmissione si affida. Lasciamo ai dotti, agli specialisti le indagini filologiche: ma qualcosa, ricavato dal frutto di tali indagini, può essere, in forma piacevole e agevole, fatto conoscere a tutti.
Allorché ebbi terminato il ciclo delle conversazioni, la stessa RAI desiderò che le raccogliessi in volume; e poiché dalla linguistica alla letteratura è breve il passo, alle conversazioni linguistiche aggiunsi alcuni capitoli dove l’argomento è piuttosto letterario che linguistico.
Ciò non dispiacerà, penso, ai lettori: se un libro contiene qualche cosa più di quanto il titolo non prometteva non è male: male sarebbe il contrario.
Ai molti ignoti ascoltatori i quali mi scrissero sollecitando la stampa di questi capitoli vada il mio fervido ringraziamento. (Dino Provenzal)

Mosè

Mosè

Autore/i: Neher André
Editore: Mondadori
traduzione di Marise Ferro. pp. 192, nn. ill. b/n, Milano

“Fra Mosè e noi quali legami esistono?
Quelli della nostra cultura generale, saremmo subito tentati di rispondere. Non c’è galleria di “grandi uomini” che non includa il suo nome; o meglio, che non incominci con il suo, perché anche nella mente dell’uomo comune, Mosè ha il notevole vantaggio di venir prima degli altri in ordine di tempo. ~ il capostipite dei fondatori di religione, dei legislatori, dei moralisti, persino dei conquistatori. Zoroastro, Gesù, Maometto; Salone, Giustiniano, Robespierre; Socrate, Confucio, Rousseau; Alessandro, Cesare e Gengis. Kan figurano sempre dopo di lui. La serie degli eroi dell’umanità inizia da Mosè.
A questo si aggiungano le innumerevoli opere plastiche, musicali e grafiche che una lunga tradizione artistica e letteraria basa su Mosè, mettendo e rimettendo senza posa il nome, la figura, il tema di Mosè davanti alle nostre menti di uomini colti. Per una bibliografia anche parziale delle opere dedicate Il Mosè, per un catalogo anche succinto dell’iconografia di Mosè sarebbero necessari volumi e volumi. Il nostro museo immaginario è popolato da un autentico universo di forme, di idee, di simboli, tutti collegati a Mosè, tutti ritagliati su di lui.
È per questa universale diffusione, per questa istintiva localizzazione di Mosè in alcuni aspetti della nostra cultura, che lo sentiamo vicino? Diffidiamo delle generalizzazioni. Trovare Mosè dappertutto vuoI dire non scoprirlo in nessun luogo.
Basta un po’ di erudizione perché Mosè perda il suo grado di capolista e ne assuma uno pili modesto in una monotona enumerazione. Prima di lui Neferty fu profeta; Hammurabi legislatore; Imhotep moralista; Sesostri conquistatore.[…]”

Confucio

Confucio

Autore/i: Leslie Daniel
Editore: Edizioni Accademia
introduzione dell’autore, traduzione di Giuliana Dacio Giani. pp. 240, nn. tavv. b/n f.t., Milano

Confucio, il «saggio» cinese fondatore del Confucianesimo (551 a.C. – 479 a.C.) continua la sezione che, nella collana dei «Memorabili» accoglie i fondatori delle religioni e i maestri della sapienza rivelata da Dio e della sapienza morale e pratica, cioè delle funzioni dei poteri religiosi e civili e dei comportamenti individuali.
A differenza di Buddha, l’Illuminato, e più vicino ai posteri fondatori di società nazionali, quali Mosè e Maometto, Confucio è il «Saggio» per antonomasia, il maestro dei comportamenti sociali, dei riti, del dominio razionale dei sentimenti e degli affetti privati.
Daniel Leslie, in un saggio breve, ma chiaro e ordinato, ne narra la vita e ne descrive i tempi e le regioni cinesi nei quali e nelle qual’i egli predicò, non già nei modi di un trascinatore di popoli, ma dentro la piccola comunità dei suoi scolari, nell’ambito dei prìncipi feudali suoi protettori. Quella di Confucio fu una predicazione che persuadeva a operare saggiamente negli affari della terra, in una ben definita società politica ed economica, non contro ma dentro le istituzioni tradizionali.
L’Autore dà anche notizie sulle principali scuole seguite alla morte di Confucio e sulla storia del confucianesimo sino a oggi. Il libro è corredato di una biografia e di una bibliografia essenziali.

Guida Insolita ai Misteri, alle Leggende e ai Luoghi dell’Antico Egitto

Guida Insolita ai Misteri, alle Leggende e ai Luoghi dell’Antico Egitto

Autore/i: West John A.
Editore: Newton & Compton
introduzione dell’autore, traduzione di Lucilla Rodinò. pp. 480, nn. ill. b/n, Roma

Per apprezzare gli straordinari tesori dell’antico Egitto, un viaggiatore necessita di una guida straordinaria. Questo volume tratta della storia e del significato spirituale dell’eccezionale arte e architettura dell’Egitto. Ricco di mappe, diagrammi e fotografie, comprende anche dettagliate informazioni su:

  • Le Piramidi di Giza e le loro molteplici interpretazioni, come tombe, almanacchi, osservatori astronomici, centri iniziatici.
  • Luxor/Tebe e la Valle dei Re così come sono spiegate dai famosi libri dei morti egiziani.
  • Il significato nascosto dei monumenti di Saqqara, Menfi, Dahshur, Abusir e Abu Gurab, del Museo del Cairo, di Meidum, Abydos, Dendera, Esna, Edfu, Kom Ombo, Assuan, Abu Simbel, Alessandria.
  • Le nuove ricerche sulla datazione della Sfinge.
  • Cosa portare con sé e cosa indossare. shopping e moneta locale.

Questa speciale guida attirerà sia i “viaggiatori in poltrona”, sia tutti coloro che sono intenzionati a fare un viaggio in Egitto.

Roma Inizio di Secolo

Roma Inizio di Secolo

Cronache vissute della Roma umbertina
Autore/i: Antonioni Lelio
Editore: Edizioni Mediterranee
pp. 248, nn. tavv. b/n f.t., Roma

Questo libro di ricordi non ha la benché minima pretesa, perché è solo cronaca vissuta e niente altro. È stato scritto, per suo passatempo, da un giornalista, il quale si è lasciato trascinare dal bisogno, che ciascuno di noi sente, con l’avanzare degli anni, di voltarsi indietro e fare un tuffo nel passato, specie se questo passato si ripresenta, almeno ai nostri occhi, con tinte meno cariche di preoccupazioni del presente. Per questo l’autore vorrebbe dedicarlo ai giovani d’oggi, che nulla possono sapere del piccolo mondo di ieri, ma anche a coloro che appartengono alla sua generazione, i quali forse ricorderanno l’Italietta di allora con un po’ di nostalgia. (L. A.)

Sculture Romane del Settecento, III

Sculture Romane del Settecento, III

La professione dello scultore
Autore/i: AA. VV.
Editore: Bonsignori
premessa e cura di Elisa Debenedetti. pp. 524, nn. tavv. b/n, nn. ill. b/n. Roma

Sommario:

  • E. DEBENEDETTI, Premessa
  • A. PAMPALONE, Lorenzo Ottoni scultore e restauratore clementino (1700-1721): l’origine del Museo dei Modelli di Scultura
  • C. GIOMETTI, Il modello del Battesimo di Domenico Guidi e proposte per una committenza Albani a Guidi e Ottoni
  • A. MARCHIONNE GUNTER, L’attività di due scultori nella Roma degli Albani: gli inventari di Pietro Papaleo e Francesco Moratti
  • L. ARCURI, Giuseppe Rusconi: un contributo allo studio di uno scultore poco noto attivo nella bottega di Camillo Rusconi
  • A. PAMPALONE, Nota su Pietro Bracci intagliatore di carrozze
  • R CARLONI, Pietro Braca; Francesco Antonio Franzoni, Vincenzo Pacetti: questioni di committenza e di attribuzioni
  • A. ANTINORI, Francesco e Bartolomeo Pincellotti; una ricostruzione del catalogo con nuove attribuzioni nel contesto di imprese architettoniche per Camillo Cybo (la villa di Castel Gandolfo e lo scomparso oratorio dei Santi Angeli Custodi)
  • O. MINERVINO, Nuovi contributi su Bernardino Ludovisi scultore romano
  • C. DE ANGELIS, Note sul percorso stilistico e iconografico dell’ opera di Giuseppe Lironi
  • E. DEBENEDEITI, Giambattista Grossi scultore di Casa Colonna
  • M. B. GUERRIERI BORSOI, Giovanni Battista Monti: uno scultore sfortunato o un «birbante»?
  • G. BONGIOVANNI, L’ultima opera di Gaetano Pennino
  • R RANDOLFI, Albacini, Cades, Ceccarini, D’este, Landi e Pacetti, e la collezione di sculture dei Lante Vaini della Rovere nel palazzo di piazza dei Caprettari
  • L. PIRZIO BIROLI STEFANELLI, Incisori in pietre dure e commercio di cammei e intagli nel «Giornale di Vincenzo Pacetti»
  • I. MAROTTI CAMPI, Omaggio a Dusquenoy nella scultura del Settecento
  • G. SILVAN, Una nota in più per il «Campanone» di San Pietro

INDICE DEI NOMI

I Quaranta Giorni

I Quaranta Giorni

Autore/i: Maria Maddalena De’ Pazzi
Editore: Sellerio
a cura di Maurizia Rolfo, con una nota di Angelo Morino. pp. 236, Palermo

Fatta santa nel 1669, Maria Maddalena de’ Pazzi – della nobile famiglia fiorentina – era morta nel 1607, a quarantuno anni. Gli ultimissimi anni della sua vita erano stati di dolorosa malattia, e gli ultimi erano passati in oscure occupazioni nella clausura del convento carmelitano di Santa Maria degli Angeli in Firenze. Vi si era rinchiusa, spinta da irresistibile e violento fervore, a sedici anni. Tra le sue ultime parole: «lo sto pensando se Dio si ricorda che io sono stata sua creatura», in cui, in qualche modo si compendia un destino, iniziatosi magnifico e spentosi nella mediocrità, e risuona una protesta contro una contemporaneità che sembra, da vari indizi, forse diffidente verso le sue estasi. Ma le ragioni della sospettabile diffidenza dei contemporanei verso le estasi giovanili di Maria Maddalena – le quali nei Quaranta giorni sono raccontate con una precisione minuziosa e quasi tecnica, da referto medico si oserebbe dire – sono le stesse ragioni che rendono quelle estasi straordinarie. Mai, nella storia del misticismo, se ne sono registrate di così lunghe, di così frequenti. Di così teatrali. La linea che le separava da una materia da esorcismo, dal delirio patologico – nota Angelo Morino, presentando il libro al lettore – è labile, tanto che probabilmente solo le mura della clausura – e un codice di solida e pia cultura per tradurle in immagini e parole – ve la proteggevano.

Ascesi e Mondanità nella Gallia Tardoantica

Ascesi e Mondanità nella Gallia Tardoantica

Studi sulla figura del Vescovo nei secoli IV-VI
Autore/i: Consolino Franca Ela
Editore: Associazione di Studi Tardoantichi
presentazione di Vincenzo Tandoi, premessa dell’autrice. pp. 192, Napoli

Dalla premessa dell’autrice:
“Il mio lavoro mira a delineare, nello sviluppo della letteratura tardolatina di Gallia, quei tratti che meglio individuano il passaggio da moduli culturali riconducibili alla tradizione classica ad altri, che meglio si spiegano in prospettiva medievale. Affrontando le testimonianze di un periodo particolarmente complesso, sono partita dai risultati che la più seria ricerca storica ci mette a disposizione, ed ho cercato di determinare – sempre tenendo conto della specifica qualità letteraria dei testi in esame – i modi in cui la cultura di Gallia elaborò, nel corso di tre secoli, modelli suscettibili di offrire ad un tempo l’interpretazione e la motivazione ideologica della realtà politico-sociale. L’aver fatto oggetto privilegiato della mia indagine la tipologia del vescovo si motiva con il significato particolare che la persona del vescovo – nelle sue attribuzioni sacre come in quelle profane – ebbe nella società del tempo: già con Ambrogio risultato di un difficile compromesso fra passato pagano-classico e cristianesimo, la figura episcopale preciserà le sue funzioni anche nell’àmbito di una complessa e graduale mediazione fra civiltà galloromana e mondo dei barbari.
I dati letterari cui ci troviamo di fronte offrono un quadro estremamente sfumato e non privo di intime contraddizioni, che mal si adattano ad esser costrette in una coerente visione di sintesi. Nell’esame delle singole opere, ho voluto dar rilievo proprio a quegli aspetti che nella loro imperfetta armonizzazione con i contesti – tradiscono una parziale inadeguatezza alla realtà che dovrebbero lumeggiare. La mia analisi non ha dedicato uguale attenzione a tutti i testi dell’epoca: isolando le testimonianze più significative delle varie correnti di pensiero, ho inteso proporre dei sondaggi sui vari aspetti compresenti nel movimentato quadro culturale dei secoli IV-VI, senza tentare improbabili conciliazioni fra autori e momenti fra loro troppo diversi.[…]”

1 di 82312345...1020304050...Ultima »

Libreria ASEQ s.r.l. - Via dei Sediari, 10 - 00186 Roma - Tel. 06 6868400 - Partita IVA 08443041002