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  • La Psicanalisi dei Chakra – Corso Teorico-Pratico
  • Selezione di volumi Aseq Editrice

    Fisica dell’Impossibile

    Fisica dell’Impossibile

    Un’esplorazione scientifica nel mondo dei phaser, dei campi di forza, del teletrasporto e dei viaggi nel tempo
    Autore/i: Kaku Michio
    Editore: Codice
    prefazione dell’autore, traduzione di Andrea Migliori e Sergio Orrao pp. XXI-330, Torino

    Riusciremo un giorno ad attraversare i muri, costruire astronavi in grado di superare la velocità della luce, leggere nella mente delle altre persone, muovere gli oggetti con la forza del pensiero e spostarci nello spazio e nel tempo? La risposta sembrerebbe scontata, e verrebbe naturale obiettare che un conto è la scienza e un conto è la fantascienza. Eppure Michio Kaku, abile divulgatore e uomo di scienza, ci avverte: attenzione a trarre conclusioni affrettate, perché l’impossibile è un concetto relativo. D’altronde un secolo fa nessuno avrebbe scommesso sull’utilizzo di raggi laser, sulla televisione o sulla capacità dell’uomo di scindere l’atomo e ricavarne energia. Teletrasporto e viaggi nel tempo, telecinesi ed esistenza di civiltà extraterrestri, fino alla possibilità di piegare la luce per nascondere oggetti e persone: Kaku prende spunto dal ricco e affascinante immaginario della fantascienza – Philip Dick e Asimov, letteratura e cinema, Tolkien e L’uomo invisibile – per esplorare i concetti fondamentali (e i limiti) delle leggi della fisica come le conosciamo oggi, e dimostrare che magari tra cento anni quelle di Lost potrebbero rivelarsi idee molto meno strampalate di quanto pensiamo ora.

    Michio Kaku insegna fisica teorica alla City University di New York, ed è uno dei massimi esponenti della teoria delle stringhe. Oltre ad articoli specialistici ed editoriali per quotidiani, ha pubblicato numerosi libri, tutti best seller tradotti in molte lingue, ed è conduttore di due dei più apprezzati programmi radiofonici di scienza in America: Explorations in Science e Science Fantastic. Il suo sito è (http://mkaku.org). Di Michio Kaku Codice edizioni ha già pubblicato Il cosmo di Einstein (2005), Mondi paralleli (2006) e Fisica dell’impossibile (2008).

    Leggere la Bibbia con Lutero

    Leggere la Bibbia con Lutero

    Autore/i: Wengert Timothy J.
    Editore: Paideia
    traduzione di Franco Bassani. pp. 184, Brescia

    In pagine di lettura piana e ben argomentata, Timothy Wengert introduce ai principi che guidano il modo con cui Lutero legge e ascolta la Bibbia. Iniziando da uno degli argomenti più controversi, quello dell’autorità della Bibbia, l’autore mostra come la posizione assunta da Lutero e il metodo di lettura che egli adotta costringano a prendere le distanze dai modi più comuni di addomesticare il testo biblico, siano questi dettati da intenti fondamentalisti o al contrario da altri cosiddetti “liberali”. Lutero si rivela propugnatore di una lettura della Bibbia che è preghiera e meditazione, che anziché condurre alla contemplazione e all’illuminazione porta a far propri i paradossi del testo della Scrittura e a vederne il fattore fondamentale nella sua natura disorientante.

    Ogni Istante è un Dono

    Ogni Istante è un Dono

    Autore/i: Thich Nhat Hanh
    Editore: Garzanti
    traduzione dall’inglese di Sara Caraffini. pp. 96, Milano

    “Ogni istante è un dono” è il libro più intimo e personale di Thich Nhat Hanh, il più autobiografico e poetico. Raccontando dei lunghi anni di lotta contro la guerra, l’ingiustizia, l’oppressione, il monaco vietnamita ci invita a entrare in uno spazio di pace assoluto, e ci sfida ad aprire i nostri cuori per riuscire a cogliere la bellezza della natura ed essere così finalmente liberi di donarci alla vita e alla felicità. Scegliendo come guida gli insegnamenti dei grandi maestri Zen della tradizione orientale, Thich Nhat Hanh ricorda a tutti noi che, qualsiasi sia la sfida che ci troviamo ad affrontare, possiamo sempre trovare dentro di noi le ragioni e la forza per tornare ad apprezzare e ad amare ogni singolo momento della nostra vita.

    Thich Nhat Hanh, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha operato fin dalla sua giovinezza affinché il buddhismo portasse pace, riconciliazione e fratellanza nella società.
    Nel 1964, durante la guerra in Vietnam, ha dato vita a uno dei movimenti di resistenza nonviolenta più significativi del secolo, i Piccoli Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico.
    Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam.
    Due anni dopo, già costretto all’esilio, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi.
    Dopo la firma degli accordi gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese.
    Si è stabilito in Francia, dove nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l’arte di vivere in consapevolezza.
    Ai suoi ritiri partecipano ogni anno migliaia di persone, provenienti da ogni parte del mondo.
    Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam, accompagnato da un folto gruppo di monaci e laici, per un viaggio di riconciliazione e insegnamenti.
    I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue.
    Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori e Neri Pozza.

    L’Architettura del Sacro in Età Romana

    L’Architettura del Sacro in Età Romana

    Paesaggi, modelli, forme e comunicazione
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Gangemi
    introduzione e cura di Massimiliano Valenti, prefazione di Elena Calandra, presentazione di Henner von Hesberg. pp. 128, nn. ill. a colori e b/n, Roma

     “Un Museo, tra le altre sue molteplici finalità, ha l’auspicabile funzione di interfacciarsi con le Istituzioni, pubbliche e private, e la doverosa prerogativa di promuovere e facilitare azioni di ricerca, studio e divulgazione, che sappiano arricchire lo stato delle conoscenze sui beni che custodisce e sui contesti territoriali e urbani nei quali è inserito e che sappiano essere utili anche all’azione di tutela del patrimonio interno ed esterno alla stessa struttura museale. Il Convegno di Terracina “L’architettura del sacro in età romana. Paesaggi, modelli, forme e comunicazione”, svoltosi il 26 gennaio 2013, è stato realizzato grazie ai fondi della LR 42/97 della Regione Lazio. Fiducia e fondi ben riposti, poiché l’iniziativa nel suo complesso ha avuto un notevole successo: sia per la qualità dei relatori, sia per la grande affluenza di pubblico. Ne scaturisce un bel volume, a mio avviso utile per chi si avvicini agli specifici temi di archeologia terracinese e, più in generale, alle problematiche legate all’architettura templare di età romana.” (Massimiliano Valenti, già direttore del Museo Civico Archeologico “Pio Capponi” di Terracina – 2011-2014)

    “Il lavoro costituisce infatti un ripensamento complessivo, ancorché concentrato su specifiche realtà, che per natura e qualità divengono paradigmatiche. Ne emerge un quadro organico fondato sulle edizioni critiche dei monumenti, che costituiscono sia una base di partenza per ulteriori, future riflessioni alla luce dei dati resi noti, sia una piattaforma di confronti per chi si occupi di realtà urbane similari. Il lavoro, cosí come è stato concepito e realizzato, risponde alla necessità sempre più cogente di ripartire dai fondamentali, per esigenze di aggiornamento scientifico, ma, prima di tutto, di tutela dei beni: solo conoscendo approfonditamente si può esercitare una salvaguardia mirata, in una fase epocale in cui, vista la contingenza economica, si rende più che mai ineludibile mettere in valore ciò di cui si dispone.” (Elena Calandra, già Soprintendente per i Beni archeologici de Lazio)

    “ (…), l’aspetto delle realtà urbane si trasforma profondamente durante il II secolo a.C. In questa fase di generale e veloce monumentalizzazione, si fondono linguaggi di qualità in certo senso contraddittori, attraverso l’uso diffuso dell’opera cementizia e l’acquisizione di forme decorative greche provenienti dall’Oriente. Queste forme sostituiscono passo passo quelle decorative di tradizione locale. Questo processo continua fino al tempo di Augusto. In seguito prevale un nuovo stile di architettura, che si basa su forme più potenti e con l’uso del marmo come materiale preferito, anche se tante volte sostituito con materiali meno costosi. I templi stessi possono avere, come a Fabrateria o Minturnae, delle forme graziose. Ma nello stesso tempo sono impostati su podi alti o inseriti nei grandi distretti e cosí messi in scena in un modo nuovo.” (Henner von Hesberg, già direttore dell’Istituto Archeologico Germanico – Roma)

    L’Oro del Millesimo Mattino

    L’Oro del Millesimo Mattino

    Autore/i: Barbault Armand
    Editore: Edizioni Mediterranee
    traduzione di Stefania Bonarelli. pp. 144, ill. b/n, Roma

    Un uomo ha riscoperto, dopo anni di ricerche, l’Oro Potabile, ovvero l’Elisir di Lunga Vita di Primo Grado, oggetto delle millenarie ricerche degli alchimisti, l’Oro di Paracelso. In questo libro è racchiusa l’avventura di Armand Barbault, alchimista del XX secolo. Un libro quale non fu mai letto, poiché nessun alchimista ha mai descritto così chiaramente, senza simboli ermetici, tutte le sue operazioni. Attraverso la lettura di quest’opera, ciascuno potrà divenire un vero Adepto, se ne è degno. Una storia vera, dunque, e piena di prodigi, che offre il segreto dei segreti. Il risultato di questa fantastica avventura vissuta avrà senza dubbio applicazioni terapeutiche d’inestimabile valore.

    Armand Barbault (1902-1982), chimico, alchimista e astrologo francese, fratello dell’astrologo André Barbault, ha dedicato trent’anni della sua vita alla realizzazione dell’Oro Potabile, ovvero l’Elisir di Lunga Vita.

    Il Tempo dei Signori

    Il Tempo dei Signori

    Mentalità, ideologia, dottrine della nobiltà francese di Antico regime
    Autore/i: Moro Roberto
    Editore: Edizioni Immanenza
    introduzioni dell’autore. pp. 496, Napoli

    “Nessuna terra senza Signore, nessun Signore senza titolo di Nobiltà, nessun contadino senza Signore”, è questa la sequenza che regge il “tempo dei signori”, l’Antico Regime fondato sull’economia rurale, sul regime del privilegio e sul governo dell’aristocrazia.
    L’Antico regime e la società di Ordini che lo costituisce, ha segnato un solco profondo nel pensiero occidentale, ha generato la Rivoluzione scientifica, la Grande Rivoluzione del 1789 ed è stato l’incubatore esclusivo della modernità.
    Oggi che la globalizzazione sta infrangendo i confini di tempo e spazio degli Stati nazionali, delle classi sociali, dei diritti di cittadinanza sino a sconvolge l’ordine morale e culturale delle società politiche e creare concentrazioni di potere e di ricchezza mai viste e cancellare il ruolo di élites, vertici, e classi dirigenti, il “tempo dei signori”, offre un modello delle radici profonde del tempo presente.

    Roberto Moro (1939) si è laureato in Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università de-gli Studi di Milano, ha svolto attività di ricerca dal 1964 al 1970 all’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi sotto la guida di Fernand Braudel e nell’Instiut d’Historie sociale della Sorbona sotto la guida di Roland Muosnier. Ha insegnato Storia delle dottrine politiche nell’Università degli Studi di Messina e di Milano.

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    Introduzione alla prima edizione
    Introduzione alla nuova edizione
    Parte Prima Terre, seigneur e paysan
    I Nobiltà e Antico regime
    1 Introduzione al problema
    2 La querelle sulla nobiltà di Antico regime
    3 Antico regime e nobiltà
    4 Prospettive e problemi di metodo
    II Antico regime e civiltà rurale
    1 Scena sociale e congiuntura
    2 Le strutture economiche
    3 La dinamica di Antico regime
    4 Immobilità e mutamento
    5 Antico regime e società contadina
    III Le strutture mentali
    1 Tempo e storia
    2 Dimensione del mondo rurale
    3 Il tempo
    4 Lo spazio
    5 I meccanismi di resistenza.
    IV Mobilità sociale e nobiltà
    1 Le strutture sociali
    2 Solidarietà e orizzonti mentali
    3 Cultura popolare e cultura delle élites
    4 I notabili e la rendita
    5 Borghesie?
    6 Vivre noblement
    7 Gerarchia sociale e nobiltà
    Parte seconda Dal sociale al mentale
    V Ordine e mutamento
    1 Il «borghese gentiluomo»
    2 Declino e doglianza
    3 Società di ordini e crisi di identità
    4 Usurpazioni e nobilitazioni
    5 Definizione della nobiltà
    VI Il tempo dei signori
    1 I traités de noblesse
    2 Le origini della «vera» nobiltà
    3 Solidarietà e tempo
    4 Il tempo dei signori
    5 Il paradosso delle origini
    6 Lo statuto ideologico: ordine…
    VII Le rivelazioni di Boulainvilliers
    1 …e mutamento
    2 La storia delle origini e il mito germanico
    3 Boulainvilliers
    4 I Mémoires historiques e l’Etat de la France
    5 I fondamenti della costituzione
    6 I destini della conquista
    7 Le rivelazioni di Boulainvilliers e il nuovo ritmo della storia
    8 Utopia aristocratica e progetti sociali
    Parte terza Resistenza e rottura
    III La corte e la civiltà aristocratica
    1 Saint-Simon e i Mémoires
    2 Corte e società di corte
    3 Il cortigiano e il sangue dei re
    4 Gerarchia e nobiltà
    5 La Pairie, la loi salique e la nation française
    6 I progetti di governo
    7 Conclusione
    8 Boulainvilliers e Saint-Simon
    IX Azione e dibattito
    1 «Sous l’angle nobiliaire»
    2 Reggenza e Stato aristocratico
    3 Le divisioni della nobiltà; l’affaire du bonnet
    4 Le divisioni della nobiltà: la question des légitimés
    5 La fine dei Consigli
    6 Un bilancio
    X La noblesse commerçante
    1 Ile Frivole e noblesse commerçante
    2 Nobiltà e commercio
    3 Noblesse commerçante e noblesse militaire
    4 Ripresa e conclusione
    5 Effetti inattesi
    6 Persistenze e rotture
    XI Nobiltà e rivoluzione
    1 Rivoluzione
    2 Antico regime e nobiltà
    3 Il mutamento
    4 1789: i signori del tempo

    I Progressi della Ragione nella Ricerca del Vero

    I Progressi della Ragione nella Ricerca del Vero

    Autore/i: Pseudo-Helvétius
    Editore: Edizioni Immanenza
    prima edizione ragionata, traduzione, introduzione, note al testo di Fabrizio Carlino. pp. XII-128, Napoli

    “Ciò che si chiama Natura non può essere, e nemmeno conte-nere, altro che intelligenza e materia. Questa Intelligenza è l’unico oggetto che dobbiamo riconoscere come il vero Dio, e il solo dal quale tutta la Natura dipende. È questa Intelligenza suprema che dà il movimento e la vita a tutta la materia; non c’è un atomo di questa materia che non sia dipendente da questa Intelligenza infinita, che non ne sia governato e retto.”
    “Tutta la materia è vivente: c’è solo materia vivente nel sistema materiale […] Essendo la vita essenziale alla materia, questa resta sempre viva; cambia soltanto forma e combinazione.”
    “Il vero Filosofo è una macchina umana come un qualunque altro uomo; ma è una macchina che per la sua costituzione meccanica riflette sui suoi movimenti.”
    Con questa prima edizione ragionata, oltre che la prima traduzione, dei Progressi della ragione, nella ricerca del vero è finalmente possibile rendere giustizia a un’opera che è stata oggetto di equivoci e interpretazioni riduttive. Talvolta ancora oggi considerati erroneamente rappresentativi del pensiero di Helvétius, I Progressi della ragione nascono in realtà da una selezione di brani in maggioranza tratti da opere per diverse ragioni legate alla filosofia dei Lumi. Tuttavia, se certamente non sono stati composti da Helvétius, i Progressi della ragione non possono neanche ridursi a un mero collage di citazioni eterogenee: attraverso il rilievo delle modifiche apportate ai testi di origine, la presente edizione fornisce gli strumenti per apprezzarne l’originalità, delineando, dietro la trascrizione, un’opera di risignificazione tesa a sviluppare una posizione filosofica autonoma, incentrata sulla nozione di Intelligenza suprema.

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    La falsa filosofia di un compilator di Fabrizio Carlino
    I progressi della ragione, nella ricerca del vero. Opera postuma di mr helvétius
    Premessa
    I progressi della ragione nella ricerca del vero
    [Introduzione]
    Tutto proviene dall’Intelligenza suprema
    Del Meccanismo dei sensi
    Meccanismo delle nostre idee
    L’Intelligenza suprema fa tutto
    Come tutto è azione dell’Intelligenza divina
    L’Intelligenza suprema inseparabile da tutta la natura
    Riflessioni sull’uomo
    [Sull’anima e l’intelligenza]
    [Riflessioni filosofiche sul cammino delle nostre idee]
    Dell’organizzazione
    Del Movimento
    Carattere del vero Filosofo
    [Sostanza intelligente, causa assoluta, onnipotenza ed Essere supremo]
    Discorso tra un deista e un ateo

    Babaji la Tradizione del Kriya e i Diciotto Maestri Siddha

    Babaji la Tradizione del Kriya e i Diciotto Maestri Siddha

    Autore/i: Govindan Marshall A.
    Editore: Om Edizioni
    prefazione di Edmund Ayyappa, introduzione dell’autore. pp. 236, nn. ill. b/n, Milano

    È la prima biografia di Babaji, il maestro immortale reso noto dal best seller: “Autobiografia di uno Yogi” di Yogananda. Babaji risiede ora nei pressi di Badrinath nelle montagne dell’ Himalaya. Il suo corpo ha mantenuto l’aspetto di un sedicenne da quando raggiunse lo stato supremo dell’illuminazione, secoli orsono. Tale evento fu la conseguenza del suo percorso iniziatico nell’arte scientifica del Kriya Yoga sotto la guida di due maestri immortali, i Siddha Agastyar e Boganathar. Questi facevano parte della Tradizione dei Siddha, molto conosciuta dai Tamil del sud dell’India. Questo racconto fatto da un discepolo di lunga data, ci rivela quanto si sa delle loro vite, della loro antica cultura e della loro missione. Ci indica inoltre come il Kriya Yoga possa essere utilizzato per integrare le dimensioni materiali e spirituali della vita. Vi sono anche precise spiegazioni degli effetti psicofisici del Kriya Yoga ed alcune indicazioni per la pratica. Nel volume troverete dei versi commentati dei Siddha. Questo e-book sarà per voi una fonte di ispirazione. “E’ un eccellente contributo alla così poco nota scienza dell’immortalità.” 
- C. Srinivasan, Ph.D., Professore Emerito di Botanica, Annamalai University, India. “L’opera più curata e intelligibile sull’antico Kriya Yoga fin’ora pubblicata.” – E. Ayyappan, discepolo di Babaji.

    Marshall Govindan Satchidanada ha praticato il Kriya Yoga di Babaji in maniera intensiva a partire dal 1969. Ha studiato e praticato il Kriya yoga in India per cinque anni con Yogi S.A.A. Ramaiah,e l’ha aiutato durante 18 anni a fondare 23 centri di Kriya Yoga nel mondo. Durante questo periodo, ha praticato il Kriya Yoga di Babaji in media 8 ore al giorno e in questo modo ha raggiunto la Realizzazione del Sè. Mentre era in India,ha studiato la lingua tamil e gli scritti dei Siddha dello Yoga tamil. Nel 1980 ha aiutato a riunire e pubblicare le opere complete di Siddha Boganathar. Nel 1986, ha diretto la costruzione di un istituto di recupero e cure consacrato alla terapia Yogica, nel tamil Nadu, in India. Nel 1988, Babaji Nagaraj, il fondatore del Kriya Yoga, gli ha chiesto di cominciare a insegnare.
    Nel 1991 ha scritto il best seller “Babaji e la tradizione del Kriya Yoga dei 18 Siddha” pubblicato attualmente in 9 lingue. Nel 1992 ha fondato l’Ashram del Kriya Yoga di Babaji a Saint-Etienne-di Bolton, nel Quebec. Lì si organizzano corsi e ritiri durante tutto l’anno.
    Nel 1995, va in pensione, dopo avere lavorato 25 anni come economista e verificatore informatico per la maggiore agenzia nel Quebec,il movimento corporativo Desjardins. Può cosi dedicarsi a tempo pieno all’insegnamento e alla pubblicazione delle opere nel campo dello Yoga. Da allora ha viaggiato intensamente per tutto il mondo e ha guidato circa 50 gruppi di studio in più di 20 paesi. Ha fondato degli ashram a Pondichery e a Bangalore e un ordine laico di insegnanti del Kriya Yoga: l’Ordine degli Acharyas del Kriya Yoga di Babaji, un organo educativo non a scopo di lucro, riconosciuto legalmente negli Stati Uniti, nel Canada e in India. Dal 1989 con corsi intensivi e ritiri ha personalmente iniziato più di 6000 persone al Kriya Yoga di Babaji.
    Nel 1999, ha avuto la grazia di ricevere il darshan di Babaji Nagaraj, presso il suo ashram, a Badrinath, nell’Himalaya.
    Egli co-dirige una equipe di eruditi in un importante progetto di ricerca sull’insieme delle opere letterarie dello Yoga dei Siddha tamil.
    È diplomato presso l’Università “George Washington”, e il Collegio degli affari stranieri della Università di Georgetown.

    Alieni

    Alieni

    C’è qualcuno là fuori?
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Bollati Boringhieri
    a cura di Jim Al-Khalili, traduzione di Giuliana Olivero. pp. 248, Torino

    La Via Lattea contiene qualcosa come 300 miliardi di stelle, ognuna delle quali con un suo sistema planetario. In base a questo calcolo, un giorno, durante una pausa pranzo a Los Alamos, nel bel mezzo di un’allegra chiacchierata tra fisici sulla vita extraterrestre, Enrico Fermi all’improvviso domandò: «Ma se esistono, dove sono?» Insomma, se esistono, statisticamente hanno avuto tutte le probabilità di sviluppare una civiltà e tutto il tempo per palesarsi. I numeri non mancano, e allora dove sono? Noi umani da almeno un secolo emettiamo nello spazio i nostri segnali radio, che a questo punto hanno raggiunto un raggio di un milione di miliardi di chilometri, portando con sé la prova della nostra esistenza a centinaia di stelle ormai. Nessuno ci ha ancora risposto. Siamo davvero soli nell’universo? Siamo davvero così unici? Questa è forse la domanda più grande che ci siamo mai posti. Esistono gli alieni? E come sono fatti? Che pensieri hanno? Che cosa accadrebbe se li incontrassimo? Alcuni tra i più importanti scienziati ed esperti del settore provano in questo libro a dare una risposta e lo fanno senza tralasciare alcun aspetto rilevante: dagli UFO alle neuroscienze extraterrestri, da Marte e gli esopianeti alla fisica quantistica, dal cinema alla letteratura fantascientifica, fino alla dura scienza di chi sta davvero cercando tracce di vita aliena nell’universo profondo coi mezzi più moderni. Questo libro è pieno di scienza all’avanguardia e di storie emozionanti; istruttivo da leggere, divertente da sfogliare e firmato dai migliori autori in circolazione al momento. Una galleria esemplare: Martin Rees, Lewis Dartnell, Dallas Campbell, Anil Seth, Chris French, Chris McKay, Monica Grady, Louisa Preston, Ian Stewart, Andrea Sella, Nick Lane, Johnjoe McFadden, Paul C.W. Davies, Matthew Cobb, Adam Rutherford, Nathalie A. Cabrol, Sara Seager, Giovanna Tinetti, Seth Shostak.

    Jim Al-Khalili (Baghdad, 1962) è docente di Fisica teorica alla University of Surrey, in Gran Bretagna, dove tiene anche una cattedra di Comunicazione scientifica. Presidente della British Humanist Association, è anche socio onorario della British Association for the Advancement of Science e Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (OBE). Nel corso della sua attività ha ricevuto il Michael Faraday Prize e il Kelvin Prize. Come comunicatore, Al-Khalili è spesso presente nei canali televisivi e radiofonici britannici, dove ha curato alcuni dei più apprezzati documentari scientifici inglesi. Con Bollati Boringhieri ha pubblicato La fisica del diavolo. Maxwell, Schrödinger, Einstein e i paradossi del mondo (2012), La casa della saggezza. L’epoca d’oro della scienza araba (2013), La fisica dei perplessi. L’incredibile mondo dei quanti (2014) e La fisica della vita. La nuova scienza della biologia quantistica (2015, con Johnjoe McFadden).

    La Tavola di Diamante

    La Tavola di Diamante

    La Spiritualità delle Sephirot e i 72 Nomi Divini
    Autore/i: Di Veroli Massimiliano
    Editore: XPublishing
    prefazione di Adriano Forgione. pp. 120, Roma

    Un testo semplice ma ricco. L’autore, cabalista di religione ebraica, ma studioso di tutte le dottrine spirituali, ha voluto creare un libro che è un mezzo di riflessione, un “maestro” portatile, per penetrare nei Segreti di chi siamo realmente e cosa dobbiamo divenire. L’analisi esoterica e segreta dell’Albero della Vita della Cabala, si accompagnerà a insegnamenti che stimoleranno la riflessione su come divenire realmente Noi Stessi. Inoltre, fatto unico nel panorama librario, vengono analizzati i 72 nomi angelici della Cabala in relazione alle singole Sephirot, cosa finora ristretta a un numero di iniziati.

    «I tuoi pensieri, i tuoi stati d’animo, tutto ciò che fa parte di te, potrà essere trasformato da te, solo da te. Tu sei l’Alchimista, maestro di te stesso, da sempre, libero di affrontare il cammino che l’Albero della Vita ti indica. Seguendo la Spiritualità delle Sephirot, le qualità divine dell’Albero della Vita, potrai scoprire di essere molto di più di quanto hai creduto sinora. Se seguirai il cammino indicato dalle Sephirot capirai la natura del tuo Sè vero e delle potenze dei 72 Angeli che custodiscono i segreti della natura divina. Tu hai in te una Tavola di Diamante e lo scoprirai in questo libro».

    Sono felicissimo di poter presentare il nuovo lavoro di Massimiliano Di Veroli.
    Il suo primo libro Il Segreto dei Segreti, pubblicato nel 2013, è stato ben accolto da molti dei suoi lettori e sono della speranza che questo avvenga anche per questa sua seconda fatica, stavolta specificamente incentrata sulla Kabbalah, l’Albero della Vita e i nomi dei 72 Angeli.
    Il modo attraverso cui Di Veroli affronta questa tematica, così arcana per mol­ti, è mediato da una caratteristica fondamentale tipicamente sua: la semplicità.
    Vedrete che durante la lettura delle diverse Sephirot, i concetti di questa “rivelazione” antica, si apriranno svelando nozio­ni semplici e che sono, fondamentalmente parte della nostra stessa essenza.
    Di Veroli ci rende la vita facile, mostrando attraverso uno scritto anche molto intimo, la natura interiore di questa rivelazione, che è in grado di portare l’uomo a contatto con la sua essenza più profonda.
    La scienza afferma che siamo fatti di Carbonio, mentre la metafisica ci dice che siamo luce divina decaduta.
    Sono verità entrambe le affermazioni.
    Se quella scientifica non è contestabile, quella metafisica può essere provata proprio partendo da quella scientifica.
    Il mondo materiale è l’opposto del mondo spirituale, e se il mondo materiale è basato sul carbonio, qual è l’opposto del carbonio?
    La risposta è il “Diamante”, pietra preziosa frutto della trasmutazione atomica del Carbonio, che ne rappresenta la sua sublimazione.
    In pratica la scienza conferma una verità ermetica: la materia può sublimare in elementi più puri e preziosi.
    La metafora della Tavola di Diamante non è altro che la possibilità che ha l’essere emano di cambiare se stesso in qualcosa di sottile e puro, ma allo stesso tempo, indistruttibile ed eterno, perchè quello stato potente, che è Corpo di Luce (ecco la Luce divina di cui parlavamo) non è altro che l’immagine dell’essere “Uomo” al suo massimo stadio di coscienza.
    La parola “Diamante”, non solo può essere letta come “Amante di Dio”, ma soprattutto va letto nella sua varante di “adamantino” (che è fatto di Diamante), non solo in quanto “puro”, a soprattutto in quanto referente al termine “Adamo”, cioè l’uomo Primevo, perchè è di questo che parlano la Kabbalah e l’Albero della Vita, della restaurazione della figura dell’Adam Kadmon, l’Uomo Primordiale, il vero primogenito, costituito di pu­ra Luce ineffabile, partendo dalla condizione limitata dell’adamo materiale, cioè noi.
    Per questo ringrazio ancora una volta Massimiliano Di Veroli, per essere riuscito a portare in un linguaggio per tutti, concetti così profondi e preziosi.
    (Adriano Forgione)

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    Prefazione di Adriano Forgione
    Questa è una Pagina Bianca
    La Kabbalah
    Gli Aspetti Della Kabbalah
    Creazione dell’universo
    I Quattro Mondi
    I 32 Scalini
    Le Sephirot
    L’Hanukkah
    L’aspetto Lunare
    Malkuth
    Yesod
    Hod
    Netzach
    Tipheret
    Geburah
    Chesed
    Binah e Hokmah
    Daath
    Kether
    La Tavola di Diamante
    I 72 Angeli delle Sephirot o i 72 Nomi Divini.
    I 72 Angeli – Caratteristiche e Reggenze

    Surya Vijnan – La Scienza Solare

    Surya Vijnan – La Scienza Solare

    Secondo Vishuddhananda Paramahansa
    Autore/i: Vishuddhananda Paramahansa
    Editore: Libreria Editrice Aseq
    a cura di Alessandro Boella e Antonella Galli. pp. 60, 1 foto b/n f.t., Roma

    Surya Vijnan è l’antica scienza solare indiana che permette il cambiamento di stato della materia mediante l’energia solare e l’uso di particolari lenti. Il processo di “creazione” e trasformazione operante in Surya Vijnan, sul quale sono qui fornite per la prima volta in Occidente informazioni dettagliate, necessita di una perfetta conoscenza dei raggi solari, delle loro qualità e sfumature cromatiche, della loro permutazione e combinazione, e determina cambiamenti reali nella struttura atomica della materia.
    Tale scienza solare fu resa nota in epoca moderna dal siddha yogi bengalese Vishuddhananda Paramahansa (1853-1937) e dallo stimato pandit Gopinath Kaviraj (1887-1976), suo discepolo.
    La sua conoscenza, ricevuta durante un soggiorno di dodici anni in un misterioso ashram chiamato Gyanganj, sito nella regione occidentale del Tibet, permise a Vishuddhananda di operare prodigiose trasformazioni di cui furono testimoni personaggi illustri, quali Paul Brunton e Paramahansa Yogananda.

    Alessandro Boella e Antonella Galli sono una coppia di liberi ricercatori italiani che hanno dedicato la loro vita allo studio dell’esoterismo in quanto “aspetto spirituale del mondo”.
    Dopo tre decenni di viaggi (di cui un soggiorno di più di dieci anni a Parigi) e di studi, concentrati soprattutto sulla genesi della Tradizione occidentale e sulla ricerca delle sue eventuali sopravvivenze, hanno cominciato a pubblicare i frutti delle loro ricerche, che fanno parte di un vasto progetto editoriale italo-francese tuttora in corso.Sono autori e/o curatori di diverse opere in lingua italiana.Per le Edizioni Mediterranee: Operazione filosofica del Cosmopolita (2016); L’alchimia della Confraternita dell’Aurea Rosacroce (2013); Il Libro del Cavalier Borri (2012); Divo Sole: la teurgia solare dell’alchimia (2011); Philosophia Hermetica di Federico Gualdi (2008); Insegnamenti e scritti inediti (2009) e Adamo l’uomo rosso (2006) di René A. Schwaller de Lubicz.Per La Lepre Edizioni: L’ascesa all’Olimpo. Cagliostro e la tradizione ermetica nella massoneria (2015); L’Artificio supremo. Alchimia e palingenesi nei tre regni della natura (2013); Il Libro delle meraviglie dell’abate Giovanni Tritemio (2012).Hanno curato inoltre alcune opere per L’Ottava e l’Editrice Psiche.Con il “nome di penna” di Alexandre de Danann (www.alexandrededanann.net) sono, infine, autori di numerose opere in lingua francese per la casa editrice Archè Edidit di Milano-Parigi: La Magie de la Rose-Croix d’Or (2009); Un Occultiste rabelaisien: S. U. Zanne (2008); Le Télescope de Zoroastre ou Clef de la grande cabale divinatoire des Mages (2008); Un Rose-Croix méconnu entre le XVIIe et le XVIIIe siècles: Federico Gualdi ou Auguste Melech Hultazob (2006); Baphometica (2005); Un Envoyé de la Loge Blanche: Bo Yin Ra (2004); Les Secrets de la Tara blanche (2003); Mémoire du sang (1990).

    Masanobu Fukuoka: L’Agricoltura del Non Fare

    Masanobu Fukuoka: L’Agricoltura del Non Fare

    Autore/i: Korn Larry
    Editore: Aam Terra Nuova
    introduzione dell’autore, traduzione di Claudia Benatti. pp. 288, Firenze

    «Non c’è grande o piccolo sulla terra, né veloce o lento nel cielo blu» (Masanobu Fukuoka)

    Un’opera indispensabile a chi conosce M. Fukuoka, ma anche a chi si avvicina per la prima volta al suo lavoro e filosofia.
    È il primo libro tradotto in italiano che racconta la filosofia e l’opera di Masanobu Fukuoka (1913-2008), il fondatore del movimento internazionale dell’agricoltura naturale.
    Il volume documenta le radici del pensiero di Fukuoka (l’agricoltura giapponese e indigena, la permacultura, il biologico) e le sue prime applicazioni teoriche e pratiche.
    Ricco di aneddoti personali, di riferimenti storici e di proposte concrete, questo libro è anche una guida per scelte più sostenibili non solo in agricoltura ma nella quotidianità di ciascuno di noi.
    Grazie alla lunga frequentazione e alla diretta partecipazione ai lavori agricoli nell’azienda di Masanobu Fukuoka, nessuno meglio di Larry Korn ha conosciuto così da vicino la filosofia e il metodo di lavoro del pioniere dell’agricoltura naturale.
    Oltre a narrare il lungo percorso che ha portato l’autore de La rivoluzione dei filo di paglia ad abbandonare la sua carriera di fitopatologo per dedicarsi all’agricoltura del non fare, in queste pagine Korn illustra, attraverso le parole di Fukuoka, le basi scientifiche e pratiche di un metodo agricolo rivoluzionario in grado di assicurare rese abbondanti limitando al minimo gli interventi in campo, evitando le lavorazioni del terreno e l’impiego di concimi e pesticidi di qualunque tipo.
    Con un linguaggio semplice ed esperienziale l’autore ci fa comprendere e amare la profondità del messaggio di Fukuoka, insieme metodo di coltivazione a impatto zero e filosofia di vita, con al centro un profondo amore per la natura.

    In viaggio con Fukuoka negli Stati Uniti
    Non AVEVO IDEA DA DOVE INIZIARE. Non sapevo nulla di editoria o di come cercare un editore. E sapevo che il manoscritto, malgrado tutto il nostro lavoro, era ancora abbastanza grezzo e amatoriale.
    Decisi di mostrarlo al mio amico John che all’epoca era caporedattore alla University of California Press. La sua risposta mi aprì gli occhi. Disse: «Wow, Larry. È fantastico! Non penso che tu abbia idea di cosa hai per le mani. C’è bisogno di lavorarci un po’, ma sono sicuro che potrei farlo pubblicare dalla UC Press. Penso che tu possa fare di meglio con questo testo». E realizzai per la prima volta che il libro aveva trovato da sé il giusto editore. Io avevo deciso di spargere qualche seme e di stare a vedere cosa sarebbe successo, come Sensei faceva con le piante della fattoria.
    La persona cui mostrai subito dopo il manoscritto fu Gary Snyder, un poeta e attivista ambientale che viveva ai piedi della Sierra Nevada. Era tornato di recente dopo aver trascorso parecchi anni in Giappone, dove aveva studiato buddismo zen ed era stato determinante per la costituzione dell’ashram nell’isola di Suwanose. Lo fermai una sera, dopo una lettura di poesie che aveva fatto a Berkeley, e gli chiesi di dare un’occhiata al testo. Aveva sentito parlare di Fukuoka-Sensei ed era contento che uno dei suoi libri fosse stato tradotto, ma disse anche che non era la persona più appropriata per valutarlo. Si riteneva più un montanaro che un agricoltore e mi disse: «Perché non lo mandi al mio amico Wendell?: ecco il suo indirizzo in Kentucky. Digli che ti ho suggerito io di inviargli il manoscritto».
    Devo ammettere che all’epoca non sapevo chi fosse Wendell Berry, ma siccome Gary mi aveva suggerito di mandargli il libro, lo feci. Wendell mi chiamò al telefono una settimana dopo. Chiacchierammo per alcuni minuti, poi mi chiese se avevo già trovato un editore. Gli dissi di no e lui rispose: «Se me lo permetti, penso di poterti aiutare». Accettai di buon grado la sua offerta e da allora questo cortese gentiluomo del sud ha preso il libro sotto la sua ala e si è assicurato che tutto andasse per il verso giusto.
    Wendell era rimasto impressionato dal contenuto
    Malgrado la qualità non professionale della bozza, Wendell era rimasto impressionato dal contenuto, soprattutto perché Fukuoka era un agricoltore che aveva verificato le proprie idee nei suoi campi prima di dare consigli agli altri. Mi suggerì di contattare la Rodale Press, anche perché non voleva che il libro fosse etichettato come un’opera new age. Voleva assicurarsi che andasse a finire nelle mani degli agricoltori veri.
    La Rodale Press pubblicava la rivista Organic gardening, che era molto diffusa, e anche una nutrito catalogo di libri che raggiungeva centinaia di migliaia di contadini nel cuore degli Stati Uniti. Insieme a The Mother Earth news, era la principale fonte di ispirazione e informazioni pratiche per il sempre più diffuso movimento ambientalista e di ritorno alla terra.
    Il contratto venne firmato e Wendell divenne il revisore della Rodale. Nell’anno successivo lavorammo insieme per posta per rendere il libro più chiaro e pratico possibile per i lettori americani. Oltre a ripulire il linguaggio, avevamo molte questioni di cui discutere e su cui decidere. Avremmo dovuto usare il sistema metrico
    O le unità di misura inglesi? «Fukuoka sembra contraddirsi quando dice questo a pagina 14 e quest’altro a pagina 31». «Quando gli agricoltori in tante zone degli Stati Uniti leggeranno come coltiva gli ortaggi, penseranno che è impossibile, perché il loro clima è molto diverso. Dobbiamo mettere una nota a fondo pagina per spiegarlo». Quando Wendell introduceva modifiche stilistiche spiegava sempre perché lo faceva e, agendo in questo modo, mi insegnò a scrivere in maniera efficace. Sottolineava anche l’importanza della relazione tra scrittura, revisione e chiarezza di pensiero e per questo gli sarò per sempre grato.
    Era insolito per la Rodale Press pubblicare un libro come La rivoluzione del filo di paglia, perché si trattava di un’opera che era allo stesso tempo un manuale pratico, ma anche un saggio filosofico e spirituale. Era anche scritto con uno stile letterario elegante. Per valorizzare tutto ciò, Wendell e io pensavamo che avesse bisogno di una grafica originale. Malgrado le sue possibilità, la Rodale Press non risultava eccellere in questo. Ed era comprensibile, poiché la maggior parte delle sue pubblicazioni era lineare, si trattava di manuali che davano consigli pratici e informazioni. Wendell fece pressione per avere il permesso affinché progettassimo noi la grafica del libro, anziché gli addetti interni come di solito si faceva.
    Jack Shoemaker, un amico di lunga data di Wendell
    Jack Shoemaker, un amico di lunga data di Wendell e agente letterario, aveva una libreria e una piccola casa editrice chiamata Sand Dollar Books su Solano Avenue, appena a nord di Berkeley.
    I loro libri di poesia e racconti brevi erano per lo più di ottima fattura artigianale, composti a mano e in edizione limitata. All’epoca c’era un certo numero di piccole case editrici di poesia come quella nell’area della baia. Jack mise insieme un team scelto tra quelle case editrici, con a capo George Mattingly. Fu una grande opportunità per me, perché partecipai, passo dopo passo, a tutto il processo che porta un manoscritto a diventare un libro.
    Mi incontrai con l’illustratore Chuck Miller a casa sua, nei dintorni di Albany. Sapevamo che ogni capitolo aveva bisogno di un disegno a tutta pagina, così gli prestai alcune foto della campagna giapponese e della fattoria di Sensei per trarne ispirazione. Creò anche piccole decorazioni originali che sono poi state inserite qua e là nel libro. Dovevamo usare una carta speciale che non fosse troppo porosa in modo da valorizzare le linee fini di quegli intricati disegni a penna e inchiostro. Quando stavo per congedarmi dalla mia prima visita, chiesi a Chuck se poteva disegnare un airone. Disse che sarebbe stato lieto di farlo e mi disse che aveva iniziato la sua carriera come disegnatore di soggetti naturali. L’airone che disegnò appare a pagina nove dell’edizione in inglese di La rivoluzione del filo di paglia.
    Howard Harrison si recò in Giappone per scattare foto in bianco e nero di Sensei e della sua fattoria, per integrare quelle che avevamo già. Poi esaminammo i provini e selezionammo le foto migliori. Scambiai qualche idea con David Bullen che progettava i lay out dal suo studio di casa a Berkeley e feci visita al tipografo Bob Sibley a San Francisco. Era la prima volta che vedevo quella nuova miracolosa invenzione chiamata videoscrittura. Mi vennero alla mente le ore infinite impiegate a ribattere a macchina il manoscritto ogni volta che le note apposte a mano diventavano troppe per andare avanti con chiarezza. Ci vollero meno di tre giorni per ribattere tutto con tre di noi che facevano turni da due o tre ore.
    Alla fine, dopo circa due anni, il libro uscì dalla stamperia di Chicago. L’attesa fu straziante, ma finalmente un bel giorno trovai il libro nella cassetta delle lettere della casa dei miei genitori a Los Angeles. Qualche giorno dopo, La rivoluzione del filo di paglia arrivo nelle librerie e le recensioni si susseguirono numerose. Il libro si avviava a diventare un successo.
    Subito dopo la pubblicazione del libro, feci visita a Wendell alla sua fattoria in Kentucky. Lui e la moglie, Tanya, si erano mostrati così gentili da ospitarmi presso di loro per un po’. Poi mi spostai in una fattoria vicina e aiutai a preparare le balle di fieno, a piantare tabacco, mi presi cura del bestiame e lavorai nell’orto. Un giorno, con i temporali che rendevano l’erba troppo umida per lavorarla, andammo in auto a Louisville e passammo la giornata alle corse dei cavalli a Churchill Downs.
    Mentre ero là, Wendell mi parlò dei problemi che i piccoli agricoltori stavano affrontando nella comunità locale e negli Stati Uniti più in generale, cose di cui non sapevo nulla poiché la mia esperienza agricola era limitata al Giappone. Quanto mi descriveva, però, era simile alle sfide affrontate dai piccoli agricoltori e dalle comunità rurali in Giappone e nel resto del mondo. Parlammo anche della filosofia di Sensei, delle sue tecniche agricole e delle analogie e differenze con la sua esperienza in Kentucky. Oltre a occuparsi di attività agricole e di cavalli, all’epoca Wendell insegnava anche inglese all’università del Kentucky. Appena prima che partissi mi disse: «Sai Larry, tu sei il sogno degli insegnanti di inglese. Molti dei miei studenti vogliono diventare scrittori ma per loro è una questione di stile, non hanno molto di cui scrivere. Tu hai qualcosa di importante da dire, solo che non sai come fare a dirlo».

    Larry Korn ha conosciuto Masanobu Fukuoka negli anni ‘70 in Giappone, diventando prima suo studente e poi stretto collaboratore. Ha tradotto in inglese i libri del maestro giapponese. Vive negli Stati Uniti dove si occupa di agricoltura naturale, permacultura e km 0.

    La Nuova Scienza a Napoli tra ’700 e ’800

    La Nuova Scienza a Napoli tra ’700 e ’800

    Autore/i: De Sanctis Riccardo
    Editore: Laterza
    prefazione di Lucio Villari. pp. 312, nn. tavv e ill. a colori e b/n, Bari

    Il presente lavoro di Riccardo De Sanctis offre la prima ricostruzione storica della ricerca scientifica a Napoli tra ’700 e ’800 e illustra la sua diffusione nella circolazione delle idee: dalla riforma universitaria alla Stazione Zoologica, dal Museo Mineralogico alla nascita della vulcanologia, dalle fabbriche di seta e di cotone alla prima ferrovia in Italia.

    Totò Massone

    Totò Massone

    Il Principe Antonio De Curtis e la Massoneria del Suo Tempo
    Autore/i: Di Castiglione Ruggiero
    Editore: Atanòr
    prefazione di Angelo Ruggiero. pp. 96, VIII tavv. b/n f.t., Roma

    Il “principe della risata” iniziato alla Massoneria? Per quanto la domanda suoni strana alle orecchie dei più, la risposta – a cinquant’anni esatti dalla scomparsa del grande Totò, avvenuta il 15 aprile 1967 a Roma – non può che essere, carte alla mano, apoditticamente affermativa. E desterà forse una qualche sorpresa nei lettori lo scoprire – guidati per mano passo passo dalla sapiente penna di Ruggiero di Castiglione – che le prime, timide voci circa l’appartenenza del principe Antonio De Curtis alla libera muratoria circolavano, negli ambienti della “Napoli bene”, già all’inizio degli anni ’60. Gli intellettuali e i mass-media dell’epoca, imbevuti di pregiudizi, emettevano in materia sbrigative sentenze di esplicita condanna. E la notizia della partecipazione di un divo cinematografico come Totò a un sodalizio muratorio, dava un certo fastidio ai benpensanti di turno, timorosi che, con il personaggio, si rivalutasse positivamente anche l’istituzione esoterica alla quale egli s’era associato nel secondo dopoguerra. Il saggio di Ruggiero di Castiglione, massimo specialista della massoneria napoletana, ricostruisce, previa una sistematica analisi delle fonti e della documentazione disponibili, l’operosa militanza latomistica dell’indimenticabile Attore, che – grazie alla costituzione della loggia Fulgor Artis, i cui membri erano tutti legati al mondo dello spettacolo – si segnalò come uno dei più sensibili e sinceri interpreti dello spirito filantropico e di solidarietà umana proprio dell’Ordine. Sentimenti nobili e intimamente vissuti, quelli di Totò, da lui stupendamente esternati nei versi della famosissima poesia ’A livella, inno all’eguaglianza di tutti gli uomini davanti alla morte, o nella meno nota – ma non per questo meno struggente – Preghiera del Clown, una supplica innalzata al Grande Architetto dell’Universo affinché protegga dall’alto gli Artisti e il loro mestiere.

    Castelli Medievali

    Castelli Medievali

    Autore/i: Settia Aldo A.
    Editore: Il Mulino
    premessa dell’autore. pp. 184, Bologna

    Il romanticismo ci ha lasciato in eredità un Medioevo pieno di castelli popolati di dame e cavalieri. Ma in effetti i castelli, insieme alle chiese, sono di fatto quanto è possibile ancora oggi osservare di quei secoli remoti. Opera del maggiore specialista della storia delle fortificazioni e della guerra medievale, questa mirabile sintesi racconta come a partire dal terzo secolo, quando l’impero diventa teatro di scorrerie dei barbari, prenda piede la necessità di difendere fortificandoli i confini e poi le città e le comunità minori, prima con terrapieni e palizzate e via via con strutture murate. Dal X secolo, sviluppo economico e insicurezza esterna e interna generano un vasto fenomeno di incastellamento. Il castello, struttura difensiva, sarà quindi per secoli l’organizzatore del territorio e il perno del modo di combattere, fino a che nel Quattrocento l’evoluzione della guerra con le nuove armi da sparo ne decreterà la trasformazione e il declino.

    Aldo A. Settia ha insegnato Storia medievale all’Università di Pavia. Tra i suoi libri segnaliamo «Castelli e villaggi nell’Italia padana: popolamento, potere e sicurezza fra IX e XIII secolo» (Liguori, 1984), «Proteggere e dominare: fortificazioni e popolamento nell’Italia medievale» (Viella, 1999), «Rapine, assedi, battaglie. La guerra nel Medioevo» (Laterza, nuova ed. 2014) e «Tecniche e spazi della guerra medievale» (Viella, 2016).

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        Premessa
        I. Castrum e castellum
        II. Prime generazioni
        III. L’età dell’incastellamento
        IV. Fondatori, detentori e signori
        V. Sulla roccia e tra le acque
        VI. Tempo di fossati e palizzate
        VII. «Sono pietra, non legno»
        VIII. Castelli e torri
        IX. Abitare nel castello
        X. Le innovazioni del secolo XII
        XI. Il «dongione»
        XII. Palatium castri: un modello regio?
        XIII. «Turris magna ac fortissima»
        XIV. «Castelli deposito» e fortificazioni di rifugio
        XV. Pro e contro la città
        XVI. Caseforti urbane e di campagna
        XVII. Adeguamento e tramonto del castello
        Letture consigliate
        Indice dei nomi
        Indice dei luoghi

    Santi e Culti dell’Anno Mille

    Santi e Culti dell’Anno Mille

    Storia e leggende tra cultura dotta e religiosità popolare
    Autore/i: Golinelli Paolo
    Editore: Mursia
    introduzione dell’autore. pp. 238, nn. tavv. a colori f.t., Milano

    «Quella dei santi era una contestazione silenziosa, ma che non sfuggiva però a chi aveva tutt’altra condotta di vita e ai potenti. Cercavano di ucciderli o di rapirli.»
    Di fronte alla crisi della Chiesa feudale, con il papato in balia delle nobili famiglie romane e un clero sempre più secolarizzato, intorno al Mille si ebbe una forte reazione spirituale, con figure ascetiche che si affermarono come santi, introducendo diversi e radicali modi di vivere il rapporto col sacro.
    Attraverso una nuova lettura di questi personaggi e dei loro rapporti, Paolo Golinelli ricostruisce, con un linguaggio vivace e accattivante, un mondo aperto al soprannaturale e al meraviglioso, dove ogni piccolo avvenimento induceva a pensare al miracolo, soprattutto per chi aveva bisogno di protezione.
    Il discorso si allarga quindi alla religione popolare, in narrazioni che, seppur spiegate razionalmente, possono ancora affascinare i lettori di oggi.

    Paolo Golinelli, docente di Storia Medievale nell’Università degli Studi di Verona, si occupa principalmente del rapporto tra religione e società nel Medioevo, percorso attraverso le fonti agiografiche e alcuni tra i personaggi più emblematici del tempo. Tra i suoi ultimi libri, L’ancella di san Pietro. Matilde di Canossa e la Chiesa (2015), e pubblicati con Mursia: Celestino V. Il papa contadino (2007), Matilde e i Canossa (2007), Il Medioevo degli increduli (2009), Medioevo Romantico (2011), Terremoti in Val Padana (2012), Un millennio fa (2015), Breve storia di Matilde di Canossa (2015).

    Tarot – A. E. Waite

    Tarot – A. E. Waite

    Autore/i: Waite Arthur Edward
    Editore: AGMüller
    78 cartes de Tarot et un livre de instructions détaillé pp. 96, Allemagne

    Les fameuses cartes de Tarot de Arthur Edward Waite et Pamela Colman Smith.

    Il Sè e i Suoi Strumenti di Espressione

    Il Sè e i Suoi Strumenti di Espressione

    Autore/i: La Sala Batà Angela Maria
    Editore: Armonia E Sintesi
    pp. 136, Roma

    In questo libro è presentata la complessa costituzione interiore dell’uomo, secondo la visione delle antiche dottrine esoteriche. È molto importante, per chi voglia realmente percorrere il sentiero dell’autorealizzazione spirituale, conoscere questa costituzione interiore che presenta l’uomo come “un’unità nella molteplicità”, e cioè come un essere di origine divina, chiamato il Sé, che si riveste di vari involucri o “corpi” per potersi esprimere nei vari piani della manifestazione.
    In maniera chiara e semplice, l’Autrice descrive la natura e le funzioni di questi “corpi” mettendo in risalto il fatto che attraverso di essi il Sé può esprimersi e “individualizzarsi”, producendo nello stesso tempo una trasformazione e una sublimazione della materia di cui essi sono composti. In tal modo si realizza il vero scopo dell’uomo, che è quello di riunire in se stesso Spirito e Materia e produrre gradualmente il passaggio dal quarto al quinto regno, quello degli Uomini Realizzati, capaci di collaborare con il Piano Divino.

    Angela Maria La Sala Batà,laureata in Lettere e Filosofia, è stata allieva e collaboratrice di Roberto Assagioli. Ha seguito gli insegnamenti della scuola di sviluppo interiore fondata da Alice A. Bailey ed ha in seguito approfondito i suoi studi e le sue ricerche attingendo alla saggezza di vari Maestri occidentali ed orientali ed in particolar modo da Sri Aurobindo. Dedica la sua vita da oltre cinquant’anni alla diffusione dei risultati di queste sue ricerche ed esperienze interiori, scrivendo libri, e tenendo gruppi corsi e seminari.

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    Capitolo I
    Scopo dell’incarnazione del Sé
    Capitolo II
    Personalità e individualità
    Capitolo III
    Gli strumenti di espressione del Sé
    Capitolo IV
    II corpo fisico-eterico (1° parte)
    Capitolo V
    Il corpo fisico-eterico (2° parte)
    Capitolo VI
    Il corpo astrale o emotivo
    Capitolo VII
    Il corpo astrale nel sonno e dopo la morte
    Capitolo VIII
    Il corpo mentale
    Capitolo IX
    I livelli superiori del mentale
    Capitolo X
    Purificazione e perfezionamento degli strumenti di espressione del Sé
    Capitolo XI
    La via dell’azione consacrata (o Karma yoga)
    Capitolo XII
    La via della sublimazione delle emozioni (o Bhakti yoga)
    Capitolo XIII
    La via della conoscenza (o Jnana Yoga”)
    Capitolo XIV
    La via della sintesi (o Yoga integrale)
    Capitolo XV
    Dal’ IV al V Regno
    Bibliografia

    Tibet

    Tibet

    Storia della tradizione, della letteratura e dell’arte
    Autore/i: Richardson Hugh; Snellgrove David
    Editore: Luni
    prefazione degli autori, traduzione di Giuditta Sassi. pp. 448, nn. tavv. b/n, Milano

    Sulla sua montagna di Yarlung discese un Re divino, per mezzo di una corda celeste, unì sotto il suo comando il Tibet e ne fece un regno potente e agguerrito, temuto persino dal grande e solido Impero cinese, a tal punto che per scongiurarne il pericolo una graziosa e nobile principessa cinese venne offerta in moglie a uno dei suoi successori. È da quel momento che il Buddhismo cominciò a penetrare in Tibet e ad affermarsi sempre più ampiamente, conquistando il cuore del suo popolo estremamente determinato, abile e laborioso, disposto a compiere pericolosi e ardui viaggi e a sostenere secoli di studio e approfondimento per possederne a fondo la dottrina. Dopo la caduta della monarchia, il Buddhismo si estese a macchia d’olio sull’intero paese, ramificandosi in diverse Scuole e Ordini, e amalgamando in sé la tradizione tibetana originaria, in modo da divenire qualcosa di assolutamente unico e originale, dotato di forza tenace e di principi profondi, sentito da tutto il popolo come la propria ragione di vita, a un punto tale che persino le dominazioni straniere da parte dei mongoli e dei cinesi della dinastia Manciù lo lasciarono quasi indifferente. Le costruzioni, le opere d’arte, le sculture, i dipinti, le produzioni letterarie, erano tutte permeate dall’ideologia buddhistica, e anche in campo politico erano le autorità dei grandi monasteri che dirigevano lo Stato. Questo non impedirà tuttavia ai tibetani essere un popolo aperto e disponibile verso i visitatori stranieri e le tradizioni diverse dalla loro. Solo i contatti con il mondo moderno li spinsero a chiudersi in se stessi e respingere qualsiasi interferenza straniera; nell’isolamento in cui si vennero a trovare furono accolti completamente alla sprovvista dall’invasione della Cina rossa e nessuno Stato intervenne il loro difesa, cosicché questo paese si trova ora sul punto di perdere tutto ciò che resta della sua civiltà, con il pretesto dell’introduzione del benessere moderno.
    Questo libro vuole essere una testimonianza della ricchezza della tradizione tibetana e un appello perché essa non sprofondi e non svanisca inghiottita dalla marcia vorticosa del cosiddetto «progresso». Può caratterizzare abbastanza bene lo spirito di questo scritto ciò che dicono gli autori nel loro testo: «I cambiamenti che hanno avuto luogo in Tibet nel corso degli ultimi anni sono decisamente irrilevanti di fronte alla materia di questo libro».

    Scritto a quattro mani da Richardson e Snellgrove (quest’ultimo allievo di quell’onnisciente tibetologo che fu Giuseppe Tucci), questo libro ha la fondata ambizione di essere una testimonianza della ricchezza e dell’intellettualità profonda della tradizione tibetana. Esso è stato scritto per essere un appello lanciato all’«esterno», affinché non svanisca una civiltà che rischia di essere travolta dalla marcia vorticosa di quello che l’Occidente chiama «progresso».

    Ich Tig’Pa Ka Né San Zon’G

    Ich Tig’Pa Ka Né San Zon’G

    I sincretismi medico-religiosi afro-americani
    Autore/i: Ruggero Massimo
    Editore: Prometheus
    introduzione di Francesco Surdich pp. 114, Milano

    Nella particolare congiuntura storico-culturale che stiamo vivendo, contrassegnata da sempre più diffuse, quanto preoccupanti ed incontrollabili, forme di intolleranza alimentate da un arrogante e strumentale rifiuto ad accettare le diversità, deve essere accolto con particolare attenzione tutto ciò che può richiamare in qualche modo l’importanza dei fenomeni di sincretismo, punto di arrivo e di partenza al tempo stesso di complessi intrecci e di reciproci scambi fra culture di diversa provenienza.

    Uno dei casi già ricchi di significato da questo punto di vista si può considerare l’incontro, realizzatosi nell’area dei Caraibi, in seguito alla conquista ed alla colonizzazione europea di questi territori, fra la tradizione culturale africana diffusa dalle centinaia di migliaia di negri che furono trasportati come schiavi in quelle isole nei secoli della tratta, e le preesistenti culture indigene. Tutto ciò si manifestò ed espresse soprattutto nell’ambito della realtà medico-religiosa che, in questo fecondo rapporto di interscambio culturale, favorì lo sviluppo di sistemi magico-medico-religiosi che vanno dal vodu haitiano alla quimbois della Martinica e delle Guadalupe, per poi assumere valenze di carattere strettamente sociale e religiose nel caso della cultura Rasta e del Myalismo della Giamaica. L’analisi antropologica della realtà storica sviluppata da Massimo Ruggero riporta le cause di un problema etico sociale al significato proprio di cultura, dove appare ancor più evidente sempre più il sostanziale fallimento di una colonizzazione forzata che non poté certo venire assorbita e sincretizzata, senza gravi traumi, nell’assetto culturale delle etnie locali indie. Encomienda, evangelizzazione o colonizzazione, il vero problema delle società caraibiche era comunque la debolezza “costituzionale” dei popoli indiani. I primitivi Tainos di Hispaniola rappresentavano infatti un popolo fragile, sprovvisto di vigore, perché sottoalimentato e in condizioni costanti di stentata sopravvivenza, per cui per il loro scarso rendimento lavorativo sarebbero stati progressivamente rimpiazzati nei lavori duri dagli schiavi africani.

    Appare quindi pienamente giustificabile il versante dal quale l’autore affronta il problema storico, legandolo anche alla questione razziale e all’instaurazione delle nuove istituzioni socio-economiche introdotte dagli Europei. Si è trattato dI un processo che ha visto come attori protagonisti del palcoscenico storico Indiani caribi ed aruachi, conquistadores spagnoli e schiavi africani, e che presupponeva l’avvicinamento culturale in terra d’America delle realtà afro-americane al mondo europeo. I più puri interessi di natura economica si sono intrecciati indissolubilmente alle realtà etniche locali, gettando in breve tempo i presupposti del genocidio perpetrato ai danni dei Caraibi. Da qui l’esigenza di un’ampia analisi antropologica che l’autore dedica alle popolazioni indio-africane, quasi a voler rimarcare quell’iter storico e sociologico che ha permesso l’instaurarsi del sistema di encomienda nelle colonie americane.

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    Introduzione di Francesco Surdich

    Cap. I – MITI E STORIA DELLE ORIGINI AFRO-AMERICANE. DUE ESPRESSIONI CULTURALI A CONFRONTO NEI CULTI VODU

    1.1 Origini e storia dei culti vodu, 9 – 1.2 Chi sono i vodu, 12 – 1.3 Le concezioni del mondo sovrannaturale vodu dall’area guineiana, 24 1.4 Il Vodu Americano: un grido comune di libertà, 31 – 1.5 La cultura del marronaggio nelle generazioni in America, prima e dopo il servilismo coloniale. Continuità con la tradizione africana o nuove creazioni sincretistiche?, 42 – Note al capitolo I, 46

    Cap. II – PRATICHE MEDICHE, MAGIA E STREGONERIA APPLICATA. LE FIGURE DEGLI HUNGAN, BOKOR, QUIMBOISEUERS E MÉDECIN FEUILLES

    Introduzione al concetto di malattia e medicina nella tradizione afroamericana, 48 – 2.1 Gli aspetti terapeutici della medicina teologica: l’effetto placebo, 49 – 2.2 La medicina psico-somatica: psichiatria e aspetto terapeutico dei riti vodu, 55 2.3 La fitoterapia, 62 – Note al capitolo II, 69

    Cap. III – I SINCRETISMI RELIGIOSI E MAGICI

    3.1 Tra presente e tradizione: un modello religioso che funziona., 71 3.2 Vodu e Cristianesimo tra miti e storia: loa e santi, 83 – 3.3 Cattolicesimo e Protestantesimo: il vodu e le religioni nere protestanti caraibiche tra deformazioni e sincretismi tradizionali come strumenti di lotta, 88 – 3.4 Tradizioni e folclore, tra realtà ed immaginario collettivo: la magia e la stregoneria caraibica., 97 – Note al capitolo III, 107

    Bibliografia Generale

    I Letterati e lo Sciamano

    I Letterati e lo Sciamano

    L’Indiano nella letteratura americana dalle origini al 1988
    Autore/i: Zolla Elémire
    Editore: Marsilio
    introduzione e cura di Grazia Marchianò, prefazione dell’autore. pp. 448, Venezia

    Una morfologia delle civiltà indiane d’America è assai più di una mera registrazione storica della conquista coloniale di quel continente negli ultimi cinque secoli, del tentativo sistematico da parte bianca di ripulsa e oblio dei forzieri di una sapienza atavica, che nessuna indagine etnologica aveva mai colto nel profondo né voluto immettere nei repertori della cultura dominante. Nel lontano 1969 Elémire Zolla ricostruiva ne I letterati e lo sciamano la tregenda subìta dagli Indiani ma anche la sfaccettata ricchezza simbolica e metafisica di una vita tradizionale inscritta sciamanicamente tra la terra e il cielo. Lo fece esumando per la prima volta testimonianze e scritti, talvolta eccelsi, degli stessi Indiani, che negli ultimi cento anni si sono conquistati un posto di assoluta eminenza nella letteratura americana. Questa ristampa dell’opera, salutata al tempo in Nord-America come una rivelazione, è arricchita da una congerie di scritti zolliani del ventennio 1968-1988 dove spicca la trascinante vicenda del narratore antropologo Carlos Castaneda alle prese con il maestro yaqui che lo inizia al potere magico nei deserti del Nuovo Messico.

    Elémire Zolla (Torino 1926 – Montepulciano 2002) è autore di un’opera saggistica monumentale e poliedrica che Marsilio, per la cura di Grazia Marchianò, inizia a ripubblicare sistematicamente a partire dall’anno in cui ricorre il primo decennale della morte. Esploratore degli orienti del pensiero nei luoghi più disparati del pianeta, acuto interprete e sintetizzatore di saperi, ha tracciato nei suoi libri una via alla conoscenza e alla comprensione di sé. Ordinario di Letteratura americana all’Università La Sapienza di Roma, il suo insegnamento è oggi tesoreggiato dal Gruppo di giovani studiosi affiliato all’a.i.r.e.z., l’ Associazione di ricerca intitolata a Zolla.

    Grazia Marchianò Estetologa e orientalista di origine arbëresh, dottore honoris causa presso la Open University, Edimburgo, iniziata in Giappone al buddhismo esoterico shingon.

    Le Avventure Dell’Alessandrino

    Le Avventure Dell’Alessandrino

    Autore/i: al-Hamadani Badi al-Zaman
    Editore: Marietti
    presentazione di Francesco Gabrieli, testo arabo, traduzione, introduzione e note di Valentina Colombo pp. X-240, Genova

    Nel X secolo, periodo storico contraddistinto dalla decadenza politica, si assiste al fiorire di grandi opere letterarie, tra le quali spicca il capolavoro di Hamadani, formato da una serie di brevi componimenti in prosa rimata e ritmata, la cui stesura iniziò verso il 990 e probabilmente si protrasse per molti anni.

    Attraverso il doppio racconto del narratore all’autore, e di quest’ultimo ai lettori, l’opera riporta le traversie, le macchinazioni e i discorsi di Abu al-Fath l’Alessandrino, inframmezzati da digressioni su questioni sociali e di critica letteraria. Le avventure dell’Alessandrino costituiscono uno dei generi più fecondi della letteratura araba, che ha influenzato la narrativa picaresca spagnola e la letteratura araba moderna.

    Hamadani (Hamadan 968 – Herat 1008), nato e vissuto in Persia, fu noto per la sua profonda conoscenza dell’arabo e del persiano.
    Deve senza dubbio il successo maggiore al genere letterario da lui avviato, le maqamat, cui diede il nome e la forma definitiva. Divenne assai celebre presso i contemporanei anche come poeta, tanto da meritare l’attributo di “meraviglia del secolo”. 

    I Canti Popolari Palestinesi: Fonti e Tipologie

    I Canti Popolari Palestinesi: Fonti e Tipologie

    Autore/i: Vardaro Paola
    Editore: Università La Sapienza
    introduzione dell’autrice. pp. 96, Roma

    Il canto popolare palestinese è un fenomeno relativamente poco studiato. Soprattutto in ambito occidentale la quantità di studi dedicati all’argomento è sorprendentemente inferiore alla sua portata. Questo aspetto del patrimonio popolare, infatti, nonostante le complicate vicende storiche vissute dai Palestinesi, ha mantenuto una posizione considerevole nella cultura e nella vita delle genti che lo hanno generato. Si direbbe che negli studiosi arabi l’interesse verso le forme della propria cultura popolare, ed in particolare verso il canto, sia stato piuttosto limitato o che questo interesse raramente si sia tradotto in studi sistematici di ampio respiro e reale valore scientifico. Ancora più limitato, come si diceva, si presenta il quadro degli studi in materia da parte dagli autori occidentali, forse scoraggiati dall’esiguità del materiale esistente e dalle difficoltà per reperirlo, o forse perché essi hanno preferito dedicare maggiore attenzione allo studio di altri aspetti culturali ritenuti più degni di tale denominazione, data la scarsa considerazione in qualche caso riservata agli studi demologici. Un altro elemento che caratterizza il materiale sul canto popolare palestinese è la quasi totale assenza di raccolte di testi, di antologie di canti, come avviene in questo filone di studi in altre parti del mondo. Ne consegue che il materiale reperibile è costituito da monografie sul canto nelle quali i testi sono inseriti in una cornice d’insieme che li divide in base ad alcune caratteristiche, per lo più di tipo strutturale, ovvero da opere di carattere più generale riguardanti le tradizioni e le arti popolari in Palestina, dove ai canti si dedica una sezione determinata, limitandosi di solito ad indicazioni abbastanza generiche. Temi più specifici sono invece affrontati da articoli che hanno preso in considerazione singoli aspetti del canto. In questo contributo si presenteranno dunque le fonti esistenti, divise in fonti arabe e fonti occidentali e, ove possibile, distinguendo gli studi dalle raccolte di canti in forma antologica… (Paola Vardaro, dall’Introduzione)

    Lavorare ai Tempi di Vitruvio

    Lavorare ai Tempi di Vitruvio

    Aspetti economici, giuridici e culturali in Roma antica
    Autore/i: Frunzio Marina
    Editore: Carocci
    prefazione e premessa dell’autrice. pp. 104, Roma

    Il tema del lavoro in Roma antica da sempre ha suscitato l’attenzione degli storici ed è stato sovente affrontato attraverso l’analisi di singoli aspetti che lo compongono. Così, studi squisitamente giuridici hanno palesato la loro insufficienza a cogliere la molteplicità delle problematiche coinvolte: sociali, culturali, politiche, economiche. Scopo del volume è quello di approntare una panoramica d’insieme, didatticamente efficace, capace di dare voce alle diverse componenti, restituendo un quadro il più possibile esauriente della complessità dell’argomento, all’interno del quale l’analisi delle fonti letterarie assume singolare rilievo. In particolare, viene esaminata criticamente la testimonianza dell’architetto Vitruvio, vissuto al crocevia delle grandi trasformazioni dell’epoca augustea, quando il contrasto tra la cultura dei ceti dominanti (riluttante a riconoscere dignità al “lavoro”) e l’operosità di un popolo laborioso e spesso geniale diventa drammaticamente evidente.

    Lessico Etimologico-Pratico della Lingua Greca

    Lessico Etimologico-Pratico della Lingua Greca

    Basato sui maggiori scrittori e principalmente su Senofonte
    Autore/i: Cammelli Giuseppe
    Editore: Felice Le Monnier
    prefazione dell’autore. pp. XIV-212, Firenze

    La Legge nel Pensiero Greco

    La Legge nel Pensiero Greco

    Dalle origini ad Aristotele
    Autore/i: De Romilly Jacqueline
    Editore: Garzanti
    traduzione dal francese di Emanuele Lana. pp. 248, Milano

    Il rapporto fra legge convenzionale e legge naturale, forza e giustizia, politica e morale.

    Le origini di un dibattito ancora attuale su diritto positivo e diritto naturale, legge scritta e legge non scritta.

    «I greci, così gelosi della loro indipendenza, sono sempre stati fieri di proclamare la propria obbedienza alle leggi». Con questa affermazione Jacqueline de Romilly illumina con chiarezza l’oggetto del suo saggio: la dicotomia tra legge convenzionale e legge naturale, tra politica e morale. Nella Grecia antica l’obbedienza si traduce nel rispetto della volontà del popolo, poiché la legge è frutto di un patto tra gli uomini, di consuetudini e convenzioni. Proprio per questa sua specifica natura la legge greca è stata oggetto di una ininterrotta riflessione, che ha preso le mosse dal pensiero presocratico, si è affinata sotto l’influenza aristotelica per culminare nel V secolo a.C., quando furono radicalmente messi in discussione i valori e le nozioni tradizionali. Il punctum dolens risiede proprio nell’essenza stessa della legge: poiché trae la propria forza da un consenso iniziale e non si fonda sulla natura, non ha alcun garante a cui potersi appoggiare. A differenza della legge ebraica, quella greca non è rivelata: non si fonda su un ordine trascendente, non è assoluta ma relativa e quindi non ha alcun valore normativo.
    Proprio a partire dalla crisi del pensiero giuridico e politico nella Grecia classica – un momento fondamentale per la storia della civiltà greca come per quella delle dottrine politiche in generale – Jacqueline de Romilly offre una ricostruzione di ampio respiro e indaga la genesi di idee che sono il cardine del pensiero moderno.

    Astrologia Esoterica

    Astrologia Esoterica

    Trattato dei Sette Raggi Volume Terzo
    Autore/i: Bailey Alice A.
    Editore: Il Libraio Delle Stelle
    pp. 544, Velletri (RM)

    L’astrologia è descritta in questo libro come la scienza delle relazioni, cioè dei rapporti esistenti tra tutti gli organismi viventi dell’universo. Questi centri di coscienza sono influenzati non solo dalle energie di raggio, ma anche dalla qualità e dall’energia sia dei pianeti più significativi che dei segni zodiacali.
    Vista dal mondo esteriore, l’astrologia è un argomento vasto, molto coinvolgente e complesso. Nell’ottica del mondo interiore, pur essendo l’astrologia sempre vasta, onnicomprensiva e complessa, è anche possibile percepire il filo che unisce ed il disegno che prevale in tutto il sistema. Perciò nel grande disegno emerge una semplicità basilare che può servire per interpretare il tutto.
    I titoli dei principali capitoli di questo libro costituiscono la sequenza dello studio offerto: I, Lo Zodiaco e i Raggi; Il, Natura dell’astrologia esoterica; III, Scienza dei Triangoli; IV, Pianeti sacri e non sacri; V, Tre grandi costellazioni; VI, Le tre croci; VII, Raggi, costellazioni e pianeti. Infine un’appendice che riassume e schematizza molti dei fattori di fondamentale importanza per lo studio dell’astrologia esoterica. Un indice analitico completa il volume.

    Vita di un Derviscio

    Vita di un Derviscio

    Dottrina e rituali del sufismo nel XVII secolo
    Autore/i: Ambrosio Alberto Fabio
    Editore: Carocci
    introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Alessandra Marchi. pp. 242, ill. b/n, Roma

    Chi è un derviscio? Come vive? Quale è la sua formazione? Queste sono le domande a cui risponde magistralmente il libro. I dervisci hanno da sempre affascinato i viaggiatori europei, ma senza svelarne realmente l’essenza. I dervisci danzanti o rotanti, o più precisamente i mevlevî, fondati da Rumi nel XIII secolo, si stagliano nella storia della spiritualità musulmana come i più rappresentativi della mistica dell’ebbrezza. Eppure ancora così poco si conosce dell’essenza, della pratica e dei rituali che scandiscono la vita quotidiana di un derviscio. Con questo volume si colma un vuoto ingiustificato. Riferendosi alla figura e alle opere del più grande maestro mevlevî quale Ismail Ankaravî (m. 1631), Ambrosio analizza il sufismo in un’epoca in cui i sultani attribuivano la decadenza dell’Impero ottomano alle pretese deviazioni religiose sufi. Maestro spirituale del celebre convento di Galata, ad Istanbul, Ankaravî lascia alla posterità un’opera essenziale per addentrarsi nella vita dei mevlevî. Il suo “manuale per i dervisci”, di cui si offrono in queste pagine numerosi testi tradotti dall’ottomano, rimane insuperato per la formazione del sufi. Il lettore ha la possibilità, per la prima volta in italiano, di penetrare in una vera e propria iniziazione alla storia e al simbolismo dei dervisci.

    Studi sull’Europa Antica

    Studi sull’Europa Antica

    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Edizioni Dell’Orso
    volume 1, a cura di Marta Sordi pp. 140, Alessandria

    La conoscenza geografica che dell’Europa come continente si aveva nell’antichità all’esterno e all’interno del mondo classico, la conoscenza che gli autori greci e latini avevano delle regioni extra-europee e della loro esplorazione, lo sviluppo in chiave propagandistica del mito di Europa, la contrapposizione politica e di costume fra Europa e Asia, lo spostamento del concetto politico di Europa dalla Grecia e dalle regioni balcaniche all’Occidente sono oggetto della ricerca di alcune Università italiane sull’Europa antica.

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    Premessa

    Ilaria Ramelli

    La concezione dell’Europa nell’Antico Testamento: alcune note

    Cristiano Dognini

    La concezione di Europa nelle iscrizioni achemenidi

    Emma Luppino-Manes

    Il dualismo Europa-Asia nella tradizione dei tragici di V sec. a. C.: da Eschilo ad Euripide

    Marta Sordi

    L’Europa di Filisto

    Ilaria Ramelli

    Platone, Gorgia, 523c-524a: giudici ultraterreni di Asia e di Europa

    Gabriella Amiotti

    Asia ed Europa in Licofrone

    Cristiano Dognini

    Il mito di Europa nelle “Argonautiche” di Apollonio Rodio come strumento di propaganda filotolemaica

    Giuliana Besso Mussino

    Il “miraggio indiano” tra Oriente e Occidente: prospettive su Megastene

    Gianpaolo Urso

    Europa e Britannia

    De Immortalitate Animorum

    De Immortalitate Animorum

    Autore/i: Cardano Girolamo
    Editore: Franco Angeli
    Edición crítica de Josè Maria Garcìa Valverde. pp. 432, Milano

    El De immortalitate animorum de Girolamo Cardano, publicado en 1545, representa una de las miradas más interesantes de su tiempo a un tema de enorme repercusión en la filosofía renacentista. Desde una vasta erudición y con el estilo variado y ameno que le caracteriza, el autor analiza la cuestión de la inmortalidad ofreciéndole al lector, por un lado, una discusión crítica de la visión que sobre ella tuvieron eximios aristotélicos como Alejandro de Afrodisias, Averroes, Tomás de Aquino o Pomponazzi, y, por otro lado, una exégesis directa y muy personal de los propios textos de Aristóteles. El resultado es una obra que guarda en sí misma una verdadera historia de la cuestión que trata, con contenidos tan destacables como un elenco de argumentos contra la inmortalidad del alma cuya extensión y riqueza lo hacen ciertamente único.
    Pero también podemos encontrar en ella una teoria de los procesos psíquicos internos que explica, por ejemplo, el funcionamiento de la memoria, del sueño y el ensueño, o de las pasiones, con amplias disquisiciones sobre la constitución interna del organismo humano que demuestran los conocimientos anatómicos de Cardano. Esta edición pretende situar el texto tanto en el contexto de la obra de su autor como en el de la filosofía de su tiempo, recogiendo y aclarando el gran caudal de fuentes y citas eruditas que contiene.

    José Manuel García Valverde es un joven investigador formado en la Unversidad de Sevilla en donde ha cursado estudios de Filosofía y Filología Clásica. Recientemente ha logrado el grado de Doctor con una Tesis basada precisamente en el De immortalitate animoram de Cardano.

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    Nota inicial
    Introducción
    Estudio preliminar
    (Estructura y organización de la obra; La noética de Cardano en el De immortalitate animorum; Del De immortalitate animorum a los libros III y V del Theonoston: la evolución del pensamiento de Cardano sobre la immortalidad del alma)
    Características de la edición del texto
    Texto
    Dedicatoria
    Cap. I
    Cap. II: Argumenta pro animi immortalitate
    Cap. III: Rationes Platonis pro animi immortalitate
    Cap. IV: Sententiae antiquorum de anima
    Cap. V: Aristotelis de animi immortalitate sententia
    Cap. VI: Rationes Aristotelis pro animi immortalitate
    Cap. VII: Rationes reliquae pro animi immortalitate
    Cap. VIII: Responsiones ad argumenta praecedentia
    Cap. IX: Opinio unitatis intellectus cum suis fundamentis
    Cap. X: Declaratio quorundam praemissiorum ad demonstrationem intellectus humani
    Cap. XI: Aristotelis de animorum immortalitate opinio
    Cap. XII: Solutio argomentorum contra animi immortalitatem
    Cap. XIII: Digressio de animi immortalitate secondum naturaliter loquentes
    Cap. XIV: Argumentum pro supradictorum fundamento
    Cap. XV: Solutio quorundam problematum in hac philosophorum via
    Index rerum insignium huius operis
    Bibliografia
    Indice de nombres propios y obras.

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