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Selezione di volumi Aseq Editrice

Demokratía

Demokratía

Origini di un’idea
Autore/i: Musti Domenico
Editore: Laterza
introduzione dell’autore. pp. XXXIV-412, Bari

La democrazia come regime politico nasce nell’antica Grecia, e precisamente ad Atene, sul finire del VI secolo a.C., e raggiunge il suo culmine nell’età di Pericle. Domenico Musti, iniziando dall’origine e dalla storia della stessa parola demokratía, segue l’evoluzione di questa idea sia dal punto di vista del modificarsi delle istituzioni democratiche sia, soprattutto, illuminando il progressivo maturare di quei valori – libertà, uguaglianza, trasparenza ecc. – che proprio allo sviluppo della democrazia sono strettamente legati. Nuova luce viene così gettata su una straordinaria esperienza, con la quale nei 25 secoli che ci separano da essa si è misurato tutto il pensiero politico ed è il riferimento di ogni successiva forma di democrazia.

Domenico Musti ha insegnato Storia greca presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma La Sapienza. Fra le sue opere: Lo Stato dei Seleucidi (1966); Tendenze nella storiografia romana e greca su Roma arcaica (1970); Società antica (1973); Polibio e l’imperialismo romano (1978); Strabone e la Magna Grecia. Città e popoli dell’Italia antica (1994).

Delitto e Perdono

Delitto e Perdono

La pena di morte nell’orizzonte mentale dell’Europa cristiana. XIV-XVIII secolo
Autore/i: Prosperi Adriano
Editore: Einaudi
premessa dell’autore. pp. XII-580, 18 tavv. a colori e b/n, ill. b/n, Torino

Durante i secoli di un «lungo Medioevo» nelle città europee si venne progressivamente elaborando e strutturando un grande spettacolo: quello della morte per via di giustizia.
Come ogni dramma teatrale, ciò che manteneva alta la tensione degli spettatori era l’incertezza dell’esito. Erano in gioco due vite, quella del corpo e quella dell’anima e tutte e due rimanevano in pericolo fino alla fine: una fine che si prolungava oltre l’esecuzione, quando il corpo rimaneva esposto alla folla, talvolta squartato e infilzato sulle picche talvolta pendente dalla forca, talvolta ancora «sparato» dai chirurghi nel rito della «notomia» pubblica. La sorte del corpo e quella dell’anima entrarono a far parte dei dialoghi che si svolsero tra il condannato e la folla per incanalarsi poi all’interno del confronto tra il condannato e gli esperti nell’arte del conforto, i membri di confraternite che si specializzarono in questa funzione e che, fiorite inizialmente nell’Italia centrosettentrionale fra Trecento e Quattrocento, si diffusero in seguito in tutta Europa.

Nella notte tra il 1° e il 2 maggio 2011 il presidente degli Stati Uniti è apparso in televisione per un evento straordinario e ha annunciato alla nazione e al mondo la morte di Osama bin Laden. Le sue prime parole sono state: «Justice has been done», giustizia è stata fatta. «Giustizia», che ha la stessa radice etimologica del verbo «giustiziare». Cosí da far riaffiorare, in una sola frase, l’opposizione sostanziale su quale sia la funzione della giustizia: eliminazione fisica del malvagio o punizione che gli permetta di pentirsi e rigenerarsi moralmente? Vendetta, in sostanza, o perdono? È una linea di frattura che affonda nell’antico codice classico, ebraico e cristiano, e che ha dominato la nostra cultura per millenni. Facendo i conti con quel passato Adriano Prosperi si interroga sui complessi legami che un’intera cultura ha instaurato coi condannati in carne e ossa fino a giungere a una compiuta cristianizzazione della morte come pena: uno spettacolo pubblico in cui la croce cristiana campeggia al centro di una grande festa crudele e dove sui patiboli si celebra l’offerta della vita del criminale sia come espiazione dei peccati sia come purificazione dal male per tutta la comunità. Con il concorso attivo di quelle Compagnie che si dedicavano al compito di consolare i condannati con le promesse del perdono divino. Da qui lo sterminato repertorio di argomentazioni teoriche e delle pratiche necessarie perché l’omicidio legale si trasformasse in un potente strumento di emozioni religiose.

Adriano Prosperi (1939) è professore emerito di Storia moderna presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Tra le sue opere, nel catalogo Einaudi: Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori, missionari («Biblioteca di cultura storica», 1996 e «Piccola Biblioteca Einaudi», 2009); La figura del vescovo fra Quattro e Cinquecento: persistenze, disagi e novità (Storia d’Italia. Annali, vol. 9, 1986); Penitenza e Riforma (Storia d’Europa, vol. IV, 1995); Incontri rituali: il papa e gli ebrei (Storia d’Italia, vol. 11/1, 1996). È autore, insieme a Paolo Viola, di Manuale di storia moderna e contemporanea («Piccola Biblioteca Einaudi ns», 2000).
Nel 2001 (sempre nella «Piccola Biblioteca Einaudi ns») è stato pubblicato Il concilio di Trento: una introduzione storica. Nel 2005 in «Einaudi Storia» è uscito Dare l’anima, nel 2008 Giustizia bendata. Percorsi storici di un’immagine; nel 2010 è uscito, nei «Passaggi Einaudi» Cause Perse – Un diario civile; nel 2013, negli «Einaudi Storia», Delitto e perdono.
Presso altri editori ricordiamo: L’eresia del libro grande. Giorgio Siculo e la sua setta (Milano 2000); Il seme dell’intolleranza. Ebrei,eretici,selvaggi: Granada 1492 (Roma-Bari 2011); L’Inquisizione Romana. Letture e ricerche (Roma 2003); La religione italiana (Roma 2010).

The Man of Heaven and the Beautiful Ones of God

The Man of Heaven and the Beautiful Ones of God

Writings from Ibandla lamaNazaretha, a South African Church
Autore/i: Gunner Elizabeth
Editore: Brill
pp. xvi-248, 21 ill. b/n f.t., Leiden

The role of Africans in the growth and process of Christianity in South Africa in the late nineteenth and early twentieth century. In particular the book provides an insight into the role of writing and literacy in the church founded by the South African prophet, Isaiah Shembe, in 1910.
The book provides a substantial, contextualising introduction which includes discussion of the church’s history and its position in contemporary South Africa, and weaves in discussion of the topics of literacy and modernity. The book then moves to the three documents, presented in their language of composition, Zulu and in an English translation. The three ‘books’, each from Shembe’s Nazareth Baptist Church, provide the reader with a fascinating insight into the growth and organisation of one of southern Africa’s most influential African Churches, and into the use and interpretation of the Bible by the church’s founder, Isaiah Shembe, and by church members. Central to the writings is the complex presence of Shembe, present both through his own words in the first book and, in the second book, through the memory of Meshack Hadebe, a member of the church in the 1920’s and 1930’s. The extracts in the third book provide a glimpse of the church’s hymnal and the unique religious poetry of the hymns, authored by Shembe.

Biographical note:
Elizabeth Gunner, Ph.D. (1984) in African Languages and Literatures, School of Oriental and African Studies at the University of London, is Professor of English Studies, School of Language, Culture and Communication at the University of Natal, Pietermaritzburg, South Africa. Her most recent publications are a literary afterword to Zulu Woman. The Life Story of Christina Sibiya by Rebecca Reyher and Wrestling with the Present, Remembering the Past: Zulu Radio Drama in Contemporary South Africa (Journal of Southern African Studies, 2000).

Readership:
The book is extremely useful for students of Christianity in Africa, and of Black intellectual history, and resistance and creativity on the part of Black leaders and communities. It also shows an African religious leader’s wide Biblical knowledge and its application in the life and structure of the church he founded. The first and second books in particular are a valuable addition to the genres of biography and autobiography of Black Africans in the early decades of the twentieth century. The dual language text, in Zulu and English (apart from the introduction), allows the original words their own dimension of meaning and is useful for scholars of African languages.

Yoga Mastering the Basics

Yoga Mastering the Basics

Autore/i: Anderson Sandra; Sovik Rolf
Editore: Laris
introduzione degli autori, traduzione di Giulia Amici. pp. 236, riccamente e interamente ill. b/n, Colle di Val d’Elsa (Siena)

“Tutte le discipline yoga sono concepite per uno scopo: risvegliare un senso di equilibrio e armonia che ti reintroduce a te stesso”. La scienza sistematica dello yoga porta conoscenza intuitiva in grado di trasformare la mente, il corpo e l’anima. Questo testo, come guida pratica e teorica degli elementi essenziali dello yoga, include tutti gli aspetti: le posizioni, la pratica di respirazione, il rilassamento, la meditazione, lo stile di vita e i fondamenti della filosofia. “Yoga mastering the basics” è l’integrazione di tutti gli elementi dello yoga, che combinati tra loro, renderanno la tua vita più felice, più sana e produttiva. Sono incluse due sequenze di posizioni illustrate: la prima sviluppa forza e flessibilità in una sequenza che può essere utile sia ai principianti sia ai praticanti avanzati, la seconda fornisce le basi per tutti coloro che vogliono progredire nella pratica. Altri capitoli trattano i principi basilari della respirazione, del rilassamento, della meditazione e dell’integrazione dei principi dello yoga nella vita quotidiana.

Atleti della Mente

Atleti della Mente

Il potere dell’attenzione e della concentrazione
Autore/i: Polito Mario
Editore: Editori Riuniti
introduzione dell’autore. pp. 336, Roma

Simone Weil ha scritto che l’attenzione è una virtù morale. Essere attenti significa essere giusti con se stessi e con gli altri.
Le persone attente sono curiose e attive. Studiano con entusiasmo, coinvolgimento e passione. Scrutano i bisogni degli altri e sono capaci di aiutare.
Ridono con ironia e sanno cogliere molti punti di vista. Vivono intensamente, afferrano le occasioni e gustano la vita.
Questo libro, con la sua chiarezza e linearità di esposizione, con i suoi disegni, indica molte tecniche per acquisire la preziosa capacità di concentrazione e ci guida verso un uso consapevole dell’attenzione, per apprendere e studiare con successo, piacere e soddisfazione.

Mario Polito è psicologo e pedagogista. Laureato in filosofia, in psicologia e in pedagogia, ha approfondito i temi dell’apprendimento e della memoria legati alla didattica e al metodo di studio. Ha svolto una lunga attività di insegnamento nelle scuole secondarie. Come psicopedagogista conduce corsi di formazione per docenti sui temi della didattica, dell’apprendimento e della comunicazione in classe, e per studenti sul metodo di studio e sulle mnemotecniche.

Visualizza indice

Introduzione 11
1. Educare l’attenzione 13
1. Perché dobbiamo educare l’attenzione?  13
2. L’attenzione forma il carattere  16
2.1. Lo studente ha la mente che ha allenato  18
2.2. Allenamento e rielaborazione continua  21
2.3. La scuola come palestra e i docenti come allenatori della mente e del cuore  25
3. L’attenzione sviluppa l’osservazione, la precisione, il metodo  34
3.1. Osservazione e fedeltà  38
3.2. L’osservazione è guidata dall’interesse 40
3.3. Osservazione e mancanza di tempo 41
3.4. Osservare per amare  42
3.5. Alcune strategie per allenare l’osservazione.  45
4. L’attenzione spalanca le finestre dell’intelligenza  50
4.1. Insegnare e far apprendere con le intelligenze multiple  51
4.2. Autovalutazione delle varie intelligenze  54
5. L’attenzione sviluppa il silenzio interiore e l’ascolto  57
5.1. Rendere la classe silenziosa e meditativa  58
5.2. Diventare silenziosi per migliorare l’ascolto  60
5.3. Attuare interventi educativi brevi, a basso costo emotivo e a basso segnale  61
5.4. L’autoregolazione con l’asta del silenzio in classe  64
5.5. Ascoltare attivando il rispecchiamento  65
5.6. Ascoltare attivando l’eco mentale.  66
5.7. Esercitazione: «Il silenzio mi regala…».  68
5.8. Concentrarsi partendo dal corpo  70
2. Definire l’attenzione 77
1. Le caratteristiche dell’attenzione  77
2. L’attenzione è come una squadra di tecnici specializzati  78
3. Varie forme di attenzione  81
3.1. L’attenzione selettiva  82
3.2. L’attenzione focale e l’attenzione panoramica  83
3.3. L’attenzione divisa  85
3.4. L’attenzione mantenuta o prolungata  87
3.5. Lo spostamento dell’attenzione  89
4. Le differenti forme di attenzione attivate in classe  91
5. Gli aggettivi per definire l’attenzione  95
6. I verbi dell’attenzione  96
6.1. L’espressione inglese “Pay attention”  97
6.2. L’espressione “in pegno” da cui deriva la parola “impegno”  97
7. Alcune caratteristiche degli studenti attenti.  98
8. Il D.D.A.I. o Disordine da Deficit di Attenzione e Iperattività  101
3 Capire la distrazione 107
1. Attribuzione degli errori di distrazione  107
2. La distrazione come “attrazione verso altre cose”  109
3. Le cause della distrazione a scuola  110
3.1. Il malessere a scuola  111
3.2. La demotivazione degli studenti  115
3.3. Il sovraccarico cognitivo  117
3.4. L’insufficiente rielaborazione delle informazioni 119
3.5. L’attenzione parziale e frammentata  123
3.6. La poca tolleranza dell’attesa  126
4. Le reazioni degli insegnanti di fronte alle numerose cause di distrazione degli studenti  128
4 Migliorare l’attenzione: strategie educative e didattiche 133
1. Creare una relazione educativa autentica  133
1.1. La personalizzazione degli interventi educativi e didattici  137
1.2. Studenti difficili e relazione educativa difficile 139
1.3. Insegnamento cooperativo di fronte a uno studente in difficoltà  141
2. Promuovere il benessere emotivo in classe.  146
2.1. Attivare e valorizzare le risorse del gruppo classe  148
3. Gli ingredienti di una lezione ben riuscita  149
3.1. Ridurre la prevalenza della lezione frontale verbale  151
4. Restituire feedback positivi  154
5. Attivare un’accogliente pedagogia dell’errore.  156
5.1. La colonna delle difficoltà, dubbi e commenti  158
5.2. Saper correggere gli errori senza minacciare l’autostima degli studenti  162
5 Migliorare l’attenzione: strategie di motivazione 165
1. Motivare l’attenzione: «Perché dobbiamo stare attenti?»  165
2. Evidenziare l’utilità di ciò che si sta facendo  171
3. Diventare docenti motivanti  175
4. Agli svogliati basta dare uno scopo  183
5. Elaborare grandi progetti e scopi significativi  188
6. Agganciare l’attenzione per poi guidarla  191
7. Agganciarsi ai bisogni formativi ed esistenziali degli studenti  192
8. Stimolare il coinvolgimento attivo degli studenti  195
9. Allenarsi per costruire il successo formativo  199
10. Insegnare ad automotivarsi  205
11. Sviluppare la forza di volontà giorno per giorno  207
12. Tolleranza alla frustrazione e rimandare la gratificazione  209
13. Sviluppare la “resilienza” o capacità di resistenza allo stress e agli insuccessi  214
14. Inserire l’elemento della sfida e della conquista  215
15. Rendere interessanti le cose noiose  218
16. Ampliare il significato di ciò che si sta facendo  220
6 Migliorare l’attenzione: strategie cognitive 223
1. Mettere ordine nella propria mente  223
2. Migliorare il sistema di vigilanza  226
3. Saper cogliere la segnaletica di importanza durante le spiegazioni  228
4. Coltivare l’attenzione selettiva  231
5. Cavalcare e dirigere l’attenzione  238
6. Fare la spola tra attenzione focale e attenzione globale  240
7. Visualizzare ciò che si deve apprendere  245
8. Avvicinare i concetti astratti all’esperienza concreta  249
9. Utilizzare esemplificazioni e analogie
10. Attivare l’automonitoraggio, l’autocontrollo e l’autoregolazione  254
10.1. Monitorare l’attenzione in classe  255
10.2. Automonitorarsi per imparare dagli errori  259
11. Rivolgersi adeguate autoistruzioni  261
12. Pianificare il proprio tempo di studio  265
13. Valorizzare gli stili di apprendimento  269
14. Rivolgersi delle domande strutturate  272
15. Recuperare e utilizzare le preconoscenze  274
16. Insistere a collegare continuamente le conoscenze acquisite  276
17. Consolidare gli automatismi  281
17.1. Rafforzare gli automatismi per godere di una maggiore libertà d’azione  283
18. Curare il lavorio della mente degli studenti  287
18.1 Valorizzare lo straordinario dono del nostro cervello e della nostra mente  288
7. Migliorare l’attenzione: strategie organizzative 291
1. Ripensare l’organizzazione della scuola  291
2. Bilanciare in classe teoria e attività pratiche  292
3. Suddividere i compiti complessi  293
4. Stabilire obiettivi impegnativi ma raggiungibili  297
5. Ridurre il sovraccarico dei docenti e degli studenti  299
5.1. La gestione delle 16.000 ore di scuola  300
5.2. Troppi compiti per casa senza tempo per studiare  303
6. Rielaborare e assimilare  304
7. Allenarsi quotidianamente e sistematicamente  309
8. Fermarsi per affilare l’ascia  313
9. La pausa creativa  315
10. Alcuni vantaggi della distrazione  316
11. Imparare anche a deconcentrarsi  318
Conclusione 321
Bibliografia 325

Ideario Filosofico

Ideario Filosofico

Autore/i: Ottonello P. P.
Editore: Marsilio
prefazione e introduzione dell’autore. pp. 208, Venezia

L’avanzante tramonto odierno delle civiltà della scrittura, prolifiche di neolingue, il cui orizzonte è trovarsi infine impiccate al ’quantitativo’, rischia di ridurne il globalizzato indaffaramento a non altro che ad autoseppellimenti, sotto non più contenibili cumuli di detriti di finalità, già il giorno dopo tutt’uno con le deiezioni del pur mirabolante universo strumentale. Non allentare l’attenzione totale lungo la domanda inesauribile su ciò che sia ’più importante’ è la condizione essenziale per non autocondannarsi al tentativo sisifeo di un costruire che ogni domani ritroverà come franante rovina.

Pier Paolo Ottonello , nato nel 1941, dal 1966 è in ruolo – dal ’75 come ordinario di Storia della Filosofia, dal 2013 come emerito – nell’Università di Genova. Autore di oltre ottocento pubblicazioni, ordina la propria produzione entro un programma, a oggi, di trentadue volumi. Presso Marsilio ha pubblicato: Sciacca. La rinascita dell’Occidente (19953), La barbarie civilizzata (19982), Rosmini. L’ideale e il reale (1998), Sciacca. L’anticonformismo costruttivo (2000), Scudisciate all’estetica (2000), L’uomo «equivoco» (20012), Ontologia e mistica (2002), Trattato della Paura (2003), Antiaccademici e maledetti (2004), L’oscuramento dell’interiorità (2005), Saggi rosminiani (2005), Del Cielo e della Terra (20062), Confessioni di un conformista (2007), Sciacca. Interiorità e metafisica (2007), Elogio dell’ipocrisia (2009), L’enciclopedia di Rosmini (20092), Rosmini «inattuale» (20113); Ontologia dinamica (2011); Sondaggi nella contemporaneità (2012). Dirige diverse Collane e dal ’75 la «Rivista Rosminiana» (alla sua 107ª annata), dopo aver cofondato e codiretto con Maria Adelaide Raschini – i cui Scritti ha raccolto presso Marsilio in 22 volumi – i periodici internazionali «Filosofia oggi» (1978-2012), «Studi Europei» (1993-2006) e «Studi Sciacchiani» (1985-2009), la Società Internazionale per l’Unità delle Scienze «L’Arcipelago», fondata nel ’90; presiede la «Fondazione M. F. Sciacca» che ha costituito nel 2007. Nel 2005 Marsilio ha pubblicato il volume Strade maestre in suo omaggio, che presto sarà seguito dal volume miscellaneo Verso la scienza integrale. Un suo profilo si trova nel vol. xiv della Storia della filosofia a cura di G. Reale e D. Antiseri (Bompiani 2008), ora incluso nel volume a cura di P. Suozzo Bibliografia di P. P. Ottonello (Olschki 2011).

L’Uomo dei Ghiacci

L’Uomo dei Ghiacci

Confine italo-austriaco: la scoperta di un corpo di cinquemila anna fa rivela i segreti dell’età della pietra
Autore/i: Spindler Konrad
Editore: Pratiche Editrice
prologo dell’autore, traduzione di Giuseppe Cospito. pp. 352, 32 tavv. a colori f.t., nn. ill. b/n, 1 cartina b/n, Milano

Settembre 1991: un sensazionale ritrovamento monopolizza l’attenzione dei media e del mondo intero. Sulle Ötztaler Alpen due escursionisti rinvengono il corpo di un uomo intrappolato in un ghiacciaio. Quell’uomo ha cinquemila anni, è perfettamente integro e ha ancora con sé il suo equipaggiamento completo.
Con una precisione da criminologi, gli scienziati ricostruiscono fino nei minimi dettagli la vita e la morte di un uomo che ha abitato questa terra nell’età della pietra e che noi oggi, cinquemila anni dopo, possiamo guardare in volto.

Da quando, nel 1991, si è diffusa la notizia che in un ghiacciaio sulle Ötztaler Alpen era stato ritrovato il corpo di un uomo del neolitico, in tutto il mondo si attendono con impazienza i risultati delle indagini scientifiche. Konrad Spindler, il coordinatore dell’équipe di esperti che studia 1’evento archeologico più clamoroso di tutti i tempi, rende finalmente pubblici in questo libro i risultati di tanti anni di ricerche, demolendo una volta per tutte i dubbi sull’autenticità storica dell’uomo dei ghiacci.
In uno stile giornalistico asciutto, lo studioso ci accompagna nell’appassionante viaggio verso la conoscenza di ciò che avvenne in un’ epoca tanto lontana da sembrare inconoscibile. Un cadavere mummificato e perfettamente conservato, dotato di un equipaggiamento completo, è una fonte inesauribile di informazioni: che cosa significano gli strani tatuaggi sul suo corpo? E le molteplici fratture ossee, sono state procurate da terzi o sono conseguenza di una disgrazia? Come ha rimediato, l’uomo dei ghiacci, tante diverse qualità di legno per fabbricare le sue armi o i suoi utensili? Le ha barattate, rubate o fabbricate lui stesso? Da dove veniva? Ma soprattutto: che cosa faceva, solo, in una regione così inospitale? Come ha trovato la morte?
Passo dopo passo, con 1’aiuto di tecniche sempre più avanzate e precise, prendono forma davanti ai nostri occhi il ritratto completo e sorprendente, la storia emozionante di un antenato ormai non più tanto lontano.

Konrad Spindler è nato a Lipsia nel 1939. Esperto di medicina, antropologia, archeologia, preistoria e protostoria, ha diretto gli scavi di Magdalenenberg nella Foresta Nera dal 1977 al 1988. Dal 1988 è titolare della cattedra di Preistoria e protostoria e direttore del Dipartimento di archeologia medievale e moderna all’Università di Innsbruck. È autore di diversi libri di archeologia. I diritti di traduzione per L’uomo dei ghiacci sono stati venduti in dodici paesi. Il libro, a tutt’oggi, ha venduto oltre un milione di copie.

Teologia dei Padri della Chiesa

Teologia dei Padri della Chiesa

Fondamenti dell’antica riflessione cristiana sulla fede
Autore/i: Fiedrowicz Michael
Editore: Queriniana
introduzione dell’autore, traduzione dal tedesco di Carlo Danna. pp. 544, Brescia

Che cosa caratterizza la concezione che i Padri della chiesa avevano della teologia? Quest’opera sviluppa in prospettiva sistematica i fondamenti e i metodi della riflessione cristiana antica sulla fede. Abbiamo qui per la prima volta un’esposizione complessiva che abbraccia tutta l’epoca patristica e che permette di riconoscere la molteplicità e, nello stesso tempo, l’intrinseca unità della riflessione della chiesa antica sulla fede.
La nuova opera fondamentale sulla patristica.

«L’opera dello storico e patrologo Michael Fiedrowicz si distingue obiettivamente per due ragioni di rilievo: colma, in primo luogo, una vistosa lacuna tra i non pochi manuali di patrologia e le presentazioni pur accurate della storia dei dogmi e della storia della teologia; inoltre guida all’intelligenza delle fonti in merito ai fondamenti dell’antica riflessione sulla fede. Sono alcuni aspetti che accreditano il volume di Fiedrowicz come importante strumento per l’insegnamento della teologia patristica nei seminari e nelle facoltà teologiche». (Antonio Zani, docente di patrologia alla Facoltà teologica di Milano)

Il lavoro del Fiedrowicz è un utile strumento di consultazione e di studio per ricercatori e studenti. Lo è anche per quei cultori di materie teologiche che talvolta sorvolano per diversi motivi sulla tradizione patristica. Questo studio è infatti utile non soltanto per le molte indicazioni tematiche e per le fonti che mette a disposizione del lettore, ma anche perché solleva un interrogativo di fondo, che concerne la teologia in quanto tale e, nello specifico, la metodologia teologica. L’A. pone infatti la domanda «se qualche aspetto della teologia dei Padri non viene troppo velocemente qualificato come risultato di un superato modo di pensare, perché quelle concezioni contraddicono le plausibilità correnti della modernità e mettono in discussione schemi abituali dell’odierno modo di fare teologia. Sotto tale aspetto la maniera con cui i Padri della Chiesa pensarono la fede possiede senza dubbio un potenziale critico nei confronti delle riduzioni e degli appiattimenti della concezione della teologia di epoche successive» (p. 9). Il confronto con la tradizione dei Padri implica quindi anche una funzione critica nei confronti del presente, in quanto consente «di comprendere quanto poco ciò che è momentaneamente valido debba simultaneamente essere per forza di cose anche l’unicamente valido e quanto viceversa la conoscenza del passato possa essere più profonda e ricca di certe cose escogitate oggi». Di fronte alla banalità di una certa produzione teologica contemporanea, non si può non concordare con tale giudizio.
S. Mazzolini, in La Civiltà Cattolica n. 3857 pp. 518-519
Un’opera meritevole, che presenta, con un ricco florilegio patristico, il fondamentale apporto dato dalla chiesa antica alla ricerca sulla fede. (A. Giampietro, in Jesus 7/2011 p. 111)

Di opere su temi teologici specifici dei Padri ce ne sono tante. Ciò che distingue l’opera di Fiedrowicz è l’impresa coraggiosa e ambiziosa di mostrarci l’idea di teologia stessa che i Padri avevano in mente. Il sottotitolo dell’opera, infatti, recita così: «Fondamenti dell’antica riflessione cristiana sulla fede». I Padri ebbero il delicato e oneroso compito di tradurre il messaggio evangelico ai loro contemporanei, facendo da battistrada in campi concettuali inesplorati fino ad allora, mostrando le ragioni della speranza a culture non ancora abituate alle categorie del messaggio cristiano e allo «stile» del Dio di Gesù Cristo. Per cui, il volume ripercorre i loci theologici dei Padri ed evidenzia il loro metodo e la loro impostazione sistematica. […] In sintesi, il libro di Fiedrowicz si pone come un dotto e competente approccio ai fondamenti e al metodo teologico dei Padri. L’esposizione – pur rispettando la complessità della tematica e pur abbondando di riferimenti – è chiara, lineare e di piacevole lettura. Siamo dinanzi a un’opera preziosa non solo per lo studio teologico, ma anche per una lettura personale ricchissima che apre gli occhi a quel privilegiato locus theologicus che sono i Padri. (R. Cheaib, in zenit[dot]org del 10 marzo 2012)

Dopo quarant’anni di studio sui Padri della Chiesa, questo è il tipo di libro che avrei voluto scrivere. Non si tratta di un manuale di teologia patristica, ma di un esame puntuale e ragionato di come i Padri della Chiesa hanno elaborato i principi e i metodi del loro discorso teologico. Insomma, un manuale di “gnoseologia teologica” patristica. […] Quello che più si ammira è la giustezza dei giudizi su argomenti impegnativi, che non di rado nella pubblicistica sono trattati con disinvolta parzialità. La permanente validità della criteriologia teologica elaborata dai Padri è sottolineata da frequenti rimandi alle problematiche attuali, quali la relativizzazione della questione della verità all’interno della stessa teologia; i limiti delle discipline puramente storiche; il non vedere altro che fratture e discontinuità all’interno del Nuovo Testamento stesso e poi tra il Nuovo Testamento, i Padri e i concili; il considerare l’ortodossia come il prodotto uscito vincente a partire dai tanti “cristianesimi” originari. Un libro che si raccomanda da solo. (E. Cattaneo, in Rassegna di teologia 2/2013 p. 321)

Michael Fiedrowicz nato a Berlino (Germania) nel 1957, ha compiuto gli studi a Berlino, Paderborn e Roma, e dal 2001 è professore ordinario di storia della chiesa antica, patrologia e archeologia cristiana alla Facoltà teologica di Treviri (Germania).

Cercare l’Uomo

Cercare l’Uomo

Socrate Platone Aristotele
Autore/i: Calvo Francesco
Editore: Il Mulino
prefazione di Paul Ricoeur, introduzione dell’autore. pp. 432, Bologna

Cercare l’uomo significa per Francesco Calvo porsi la domanda fondamentale: «Che cosa comporta la dottrina aristotelica della sostanza per la realtà dell’essere umano?». Essa nasce da una posizione metafisica, secondo cui l’”opera propria” dell’uomo deve essere ricompresa nell’ordine dell’essere sostanziale. Di conseguenza «l’etica si radica nell’antropologia e questa nella metafisica». Contrariamente al pensiero oggi corrente, infatti, l’etica non è un sapere autosufficiente e neppure, semplicemente, una prassi: la questione del bene umano deve convalidarsi nel confronto sul bene in sé. Platone, raccogliendo l’eredità socratica, ne elabora la fondazione oggettiva nei termini ontologici della sua dottrina del Bene, proponendo come vie dell’ascesa ad esso i due metodi della dialettica e dell’erotica. Ma è solo Aristotele che porta a compimento l’impresa, ricostruendo la figura integrale del bene come reciprocità del proprio e del comune. Con lui il bene, senza perdere il suo carattere di oggettività, risulta pienamente radicato nella sfera dell’interesse proprio. Questo però è possibile solo attraverso un «procedimento articolato» dell’analisi che, muovendo dalla domanda sull’uomo, attraversi gli stadi della psicologia (dottrina dell’anima e delle sue funzioni) e della metafisica. «In questo modo è “tra” Socrate e Platone scrisse Paul Ricoeur nella prefazione – che Francesco Calvo ha esercitato quell’arte della tessitura in cui senz’altro eccelle».

Poenulus – Truculentus

Poenulus – Truculentus

Autore/i: Plauto
Editore: Oscar Mondadori
testo originale a fronte, introduzione e cura di Tommaso Gazzarri. pp. LII-284, Milano

Attraverso le vicende del cartaginese Smerciato, rapito e venduto come schiavo da bambino e al centro di una complicata vicenda di eredità, amori, trucchi e agnizioni, la commedia Poenulus, “il Cartaginesino”, introduce nel teatro plautino uno spunto di riflessione sull’umanità del nemico, sul significato della presenza dell’”altro”, poiché nessuno più dei Cartaginesi incarnava per il pubblico romano i connotati dello “straniero”. Al centro del Truculentus c’è invece una scaltra cortigiana, Frinetta, che riesce a circuire i suoi tre amanti e si rivela uno dei più antichi esempi letterari di femme fatale. Ad accomunare le due commedie è il tema della guerra (le guerre puniche in particolare) e dei profondi cambiamenti socio-culturali che ne sono derivati. Le figure marginali nella Roma repubblicana, lo straniero e la donna, divengono in queste tarde opere plautine protagoniste, a testimonianza di come Plauto seppe affrontare anche le scottanti questioni poste dalla Storia sulla scena romana a lui contemporanea.

Francesco d’Assisi, il Mercante del Regno

Francesco d’Assisi, il Mercante del Regno

Autore/i: Marini Alfonso
Editore: Carocci
pp. 272, Roma

Il libro non rivoluziona la storiografia su Francesco d’Assisi, che è molto vasta e diversificata, né propone ribaltamenti interpretativi. Non è però conciliante con la tendenza di appiattire Francesco sulle posizioni del papato del suo tempo, né con una lettura delle fonti che – rifiutando un metodo critico elaborato in oltre un secolo – escluda una gerarchia fra di esse. Gli storici sono d’accordo che, per vagliare l’attendibilità dei biografi medievali di Francesco, i suoi scritti siano una “pietra di paragone”; tra questi il più utilizzato è il testamento, e lo è ampiamente anche in questo volume. Ma, accanto ad esso, sono presentate altre opere del frate di Assisi per evidenziarne la personalità e per verificare anche su di esse quanto scrissero gli agiografi.

Alfonso Marini è professore associato di Storia medievale alla Sapienza Università di Roma. Tra le sue pubblicazioni: Sorores alaudae. Francesco d’Assisi, il creato, gli animali (Assisi 1989), Storia della chiesa medievale (Casale Monferrato 1991), Agnese di Boemia (Roma 1991), Bernardo di Clairvaux, I templari e la seconda crociata (Casale Monferrato 2002), Da Assisi al mondo. Storie e riflessioni del primo secolo francescano (con Marco Bartoli, Trapani 2010) e l’ampio studio critico in Sainte Agnès de Prague (Paris 2013).

Elogio dell’Ascesa

Elogio dell’Ascesa

Filosofia, psicoanalisi, architettura, religione e alpinismo di fronte al fascino della verticalità – Atti della Tavola Rotonda, Forte di Bard, 12 luglio 2014
Autore/i: AA. VV.
Editore: Persiani
pp. 88, nn. ill. b/n, Bologna

Discipline diverse si interrogano sullo stesso tema: il fascino della verticalità.
Da sempre l’uomo guarda al cielo con sentimenti contrastanti: timore e ambizione segnano il suo sguardo, la percezione di essere infinitamente piccolo e schiacciato sulla terra si rovescia in un’irresistibile tensione alla salita. Salire ci rende più forti, conquistiamo una nuova visione della realtà che l’altezza ci restituisce dimensionata; ciò che era grande diventa piccolo e la stessa vita, che scorre lo tana nella sua consueta orizzontalità, ci appare meno invadente e più comprensibile.

Retorica ad Alessandro

Retorica ad Alessandro

Autore/i: Aristotele
Editore: Bompiani
testo greco a fronte, introduzione, traduzione, note e apparati di Maria Fernanda Ferrini. pp. 672, Milano

La Rhetorica ad Alexandrum è l’unico testo conservato integralmente all’interno di una vasta produzione di ’technai rhetorikai’, cui fanno più volte accenno sia Platone sia Aristotele, e il primo di una serie di trattati sistematici, di manuali pratici, in Grecia e a Roma. La sua lettura apre uno spiraglio di osservazione sulla vita sociale e politica, sul diritto greco, sulla retorica e sull’eloquenza nello stadio intermedio fra i primi retori e Aristotele. Nel trattato si dà rilievo alle potenzialità dell’argomentazione, volta ad assicurare la vittoria all’oratore: oltre che come mezzo di persuasione, la retorica si configura essenzialmente come teoria della comunicazione linguistica nello spazio costituito e controllato della polis, in cui si assegna istituzionalmente un ruolo preminente alla parola ’pubblica’, che traduce in dibattito i possibili conflitti, sia privati sia pubblici. L’opera fa parte del Corpus Aristotelicum ed è collocabile nel IV secolo a.C, escluse alcune sezioni. La paternità aristotelica è stata messa in dubbio in epoca moderna: alcuni commentatori ed editori hanno attribuito il trattato ad Anassimene di Lampsaco, storico e retore del TV secolo a.C. Alla sua conoscenza e alla sua diffusione, a partire dal Quattrocento, ha contribuito la traduzione latina di Francesco Filelfo.

Avventurieri dell’Eterno

Avventurieri dell’Eterno

Autore/i: Socci Antonio
Editore: Rizzoli
pp. 252, Milano

“Dall’eternità ci separa appena un respiro, un istante che si spalanca sulla vita eterna o su un eterno tormento.” Molti hanno riferito di aver varcato la soglia con “esperienze di pre-morte”. Inoltre a testimoniare che l’amore è più forte della morte ci sono tante altre storie, nella Chiesa: anzitutto i martiri, i santi e poi quelle “persone che non soccombono sotto prove terrificanti, che non sprofondano sotto croci disumane, ma hanno la luce negli occhi. Brillano di un amore pietoso e carico di una misteriosa letizia. Hanno una forza inspiegabile”. Sono tracce di quell’eternità che, per altre vie, anche poeti, scrittori e artisti hanno cercato. Antonio Socci accompagna il lettore fra poesie e pagine memorabili, dove grandi autori s’interrogano sul senso della vita e danno voce a quell’inestirpabile e inappagato desiderio di felicità vera che caratterizza ogni essere umano sulla terra. Pagina dopo pagina, Avventurieri dell’eterno s’inoltra fra le storie di coloro che hanno vissuto la vita come un meraviglioso viaggio verso l’infinito e verso la Felicità che non delude. Come testimonia la straordinaria vicenda di Katja, che ha abbandonato la sua carriera di attrice e i successi del cinema per votarsi al suo “dolce Gesù”, abbracciando la vita eremitica nel deserto degli anacoreti con il nome di sorella Benedicta. Perché la verità, scrive Socci, è che siamo “stati creati per l’eternità, per incontrare qui, in questa vita, l’Eternità fatta carne, l’Uomo-Dio” e, con Lui, approdare alla Felicità eterna.

Intimità o Integrità

Intimità o Integrità

Filosofia e differenza culturale
Autore/i: Kasulis Thomas P.
Editore: Mimesis
a cura di Giovanni Lapis. pp. 208, Milano

Avvantaggiandosi della doppia prospettiva di filosofo e nipponista, Thomas P. Kasulis traccia nuove prospettive euristiche nel campo degli studi interculturali. L’autore identifica due tendenze fondamentali, una verso l”intimità” e una verso l”integrità”, che operano dietro alle differenze culturali che più sembrano stridere tra di loro. Il modo di conoscere il mondo, il modo di porsi nei confronti di persone e cose, la percezione artistica e la concezione della politica; queste e altre direttive che formano il profilo caratteristico di una data cultura (o sottocultura) vengono determinate da una o dall’altra tendenza. Entrambe tuttavia, una volta analizzate, hanno una loro coerenza e razionalità, pur essendo fondamentalmente così diverse nei loro assunti di base. Questo libro offre un nuovo approccio all’intercultura, superando sia l’universalismo che un mero relativismo culturale, in favore di un ri-orientamento verso valori in realtà non estranei, ma semplicemente in secondo piano, permettendo un migliore confronto con contesti culturali diversi.

Thomas P. Kasulis insegna filosofia, pensiero religioso giapponese e religioni comparate presso il Dipartimento di studi comparati dell’Università dell’Ohio. Fra le sue pubblicazioni sul pensiero e sulle religioni giapponesi si ricordano Zen Action/Zen Person (1989) e Shinto: the Way Home (2004). È stato inoltre co-curatore della prima antologia di filosofia giapponese pubblicata in lingua inglese: Japanese Philosophy: A Sourcebook (2011) e sta attualmente completando una storia della filosofia giapponese intitolata Engaging Japanese Philosophy.

Incarnazione

Incarnazione

Una filosofia della carne
Autore/i: Henry Michel
Editore: Sei
saggio introduttivo e traduzione di Giuliano Sansonetti. pp. 308, Torino

Chiarire l’incarnazione, l’esistenza nella carne, l’essere-carne, questo lo scopo di Incarnazione. La carne non è il corpo. È carne infatti che provando, soffrendo, subendo e sopportando se stessa, godendo di sé secondo impressioni sempre nuove, è capace di sentire il corpo che è esterno a essa, di toccarlo come pure di essere toccata. In definitiva è solo la carne che ci permette di conoscere il corpo.
Ma la chiarificazione della carne incrocia necessariamente l’affermazione del Prologo del Vangelo di Giovanni: “E il Verbo s’è fatto carne”. Tesi inverosimile, sulla quale tuttavia si gioca il destino del cristianesimo nei secoli. Essa afferma a un tempo che la carne di Cristo è simile alla nostra, che l’uomo “è carne”, che l’unità di Verbo e carne è possibile e si realizza in Cristo. Ma che cosa dev’essere la carne per essere rivelazione? E che cosa dev’essere la rivelazione per compiersi come carne? Rispondendo a queste domande Michel Henry propone una magistrale analisi della nostra condizione incarnata, toccando temi diversi e implicati quali la corporeità, la possibilità, l’angoscia, l’erotismo, la rivelazione e la salvezza. Il libro diviene così non solo una profonda meditazione della verità cristiana, ma anche un’originale ripresa critica della tradizione fenomenologica, da Husserl a Merleau-Ponty.

Michel Henry è uno dei grandi pensatori della fenomenologia in Francia. Nato a Haiphong nel 1922, ha studiato in Francia e insegnato a Montpellier. La sua attività di studioso, avviata prima della guerra, si è sviluppata nel clima della grande stagione fenomenologica di Sartre e di Merleau-Ponty, da cui Henry giunge tuttavia a prendere le distanze in una ricerca estremamente rigorosa e personale. Tra le sue opere filosofiche: L’essenza della manifestazione (1963), Filosofia e fenomenologia del corpo (1965), Marx. Una filosofia della realtà, una filosofia dell’economia (1976), La barbarie (1987), Dal comunismo al capitalismo: teoria di una catastrofe (1990).

Mystical Tarot

Mystical Tarot

Autore/i: Costa Giuliano
Editore: Lo Scarabeo
78 carte con istruzioni, Torino

Nei Tarocchi Mistici di Giuliano Costa la tradizione più antica incontra la sensibilità artistica moderna. I simboli, la magia e l’esoterismo del passato vengono reinventati grazie alla ricerca compiuta dal pittore italiano, le cui tavole sono infuse di una seducente, alchemica bellezza.

Panda Tarot

Panda Tarot

Autore/i: Baraldi Severino
Editore: Lo Scarabeo
edizione multilingue 78 carte con istruzioni, Torino

Anche se nati dalla leggerezza, questi Tarocchi possono brillare di grande forza interpretativa, comunicando con l’intuizione profonda del lettore grazie a un sorriso.

Misopogon

Misopogon

Testo greco, latino, italiano
Autore/i: Iulianus Flavius Claudius
Editore: La Finestra
A cura di Marco Albertazzi pp. 86, Lavis

Giuliano l’Apostata? Sconcertante, che Flavius Claudius Iulianus (337-363 d.C.), ultimo imperatore pagano di Roma, venga ancora chiamato come pretesero i non più perseguitati Cristiani, la cui intolleranza fu sancita mezzo secolo dopo dall’editto di Teodosio II, in virtù del quale soltanto i cristiani potevano ricoprire cariche pubbliche. In Misopogon (ossia “odiano la mia barba”), Giuliano – uomo saggio, di mente sottile e vasta cultura –, con destrezza e sorridente ironia oppone la propria moralità alla corruzione degli abitanti d’Antiochia. «Credevo fosse cosa ammirevole governare i cittadini con indulgenza e moderazione, e grazie a ciò speravo d’esser degno di stima. Ma poiché la lunghezza della mia barba e i miei riccioli incolti vi dispiacciono, toglierò il disturbo volentieri.».

Nel Paradiso di Dante

Nel Paradiso di Dante

Autore/i: Conti Angelo
Editore: Salerno
A cura di Mario Cimini pp. 138, Roma

Angelo Conti (Roma 1866–Napoli 1931) fu uno dei protagonisti della stagione culturale a cavallo tra Ottocento e Novecento. Intimo sodale di D’Annunzio e della cerchia di “nobili spiriti” che gravitavano intorno a riviste come il romano «Convito» e il fiorentino «Marzocco», si fece paladino attraverso numerosi interventi teorici di una concezione dell’arte e della letteratura come manifestazioni supreme della musicale “Bellezza” dell’universo, scandagli verso la dimensione dell’ignoto e dell’irrazionale, strumenti di liberazione dal dolore dell’esistenza.
Nel Paradiso di Dante rappresenta la summa dei suoi interessi danteschi. Il lungo saggio iniziale (sinora inedito) dedicato ad una interpretazione “emozionale” della terza cantica della Commedia – in polemica con Croce – prospetta in maniera senza dubbio originale una lettura unitaria dell’intero poema sulla base di elementi portanti che ruotano intorno alla progressiva elevazione mistica dello spirito del poeta, alla trama musicale della sua visione, al protagonismo femminile di figure esemplari che ne sorreggono la dinamica narrativa e ideologica

Platone

Platone

Autore/i: Migliori Maurizio
Editore: La Scuola
pp. 334, Brescia

Platone mostra, nei passi del Fedro e della Lettera settima sulla comunicazione scritta, di voler mantenere anche nei dialoghi l’atteggiamento maieutico di Socrate. Per portare il lettore non a imparare, ma a fare filosofia attraverso uno strumento non dialogico come lo scritto, Platone, da una parte, provoca, allude, problematizza, offre «un importante gioco», come egli stesso definisce lo scritto filosofico, dall’altra, propone un atteggiamento multifocale: la realtà è uni-molteplice, un insieme di relazioni che quindi devono essere indagate da diversi punti di vista. Tale approccio è stato interpretato in modi contrapposti, dando luogo a un dibattito infinito e improduttivo. La visione unitaria e innovativa della filosofia platonica proposta in questo saggio costituisce un importante contributo per superare questa impasse.

Maurizio Migliori è ordinario di Storia della filosofia antica all’Università di Macerata. Membro del Direttivo e Vicepresidente della Società Italiana di Storia della Filosofia Antica (SISFA) dal 2009 al 2013, rappresentante dell’Europa nell’Executive Committee della International Plato Society (IPS) dal 2001 al 2007, ha pubblicato volumi sui principali dialoghi dialettici (Parmenide, Sofista, Politico e Filebo) e saggi in riviste italiane e straniere. Tra le sue pubblicazioni, Il disordine ordinato (I. Dialettica, metafi­sica e cosmologia; II. Dall’anima alla prassi etica e politica, Morcelliana, 2013) presenta la sintesi di una vita dedicata a Platone.

Istruzione per l’Uso del Cervello

Istruzione per l’Uso del Cervello

Aiutare i pazienti a cambiare attraverso le neuroscienze
Autore/i: Arden John B.
Editore: Astrolabio
Traduzione di Simone Cuva pp. 334, Roma

   
Descrivere ai pazienti i loro disturbi a partire dal funzionamento del cervello può offrire un orientamento molto concreto per l’efficacia della terapia. La ricerca neuroscientifica sulla relazione tra funzionamento cerebrale ed equilibrio psicofisico viene presentata in questo libro tradotta nella lingua del terapeuta e in quella del paziente. Il sapere del terapeuta esce da un recinto inaccessibile e segreto e va incontro al paziente nella concretezza delle sfide quotidiane, offrendogli la possibilità di modificare e migliorare il proprio stato intervenendo su alcuni ambiti che hanno una profonda incidenza sul funzionamento cerebrale: le relazioni sociali, l’esercizio fisico, l’apprendimento, l’alimentazione e il sonno.

Fratelli dell’Infinito

Fratelli dell’Infinito

Autore/i: Kolosimo Peter
Editore: Mursia
pp. 282, nn. fotografie b/n, Milano

L’Universo può aver infuso nella materia qualità a noi sconosciute, diverse da quelle che noi chiamiamo Vita.

Esiste la Vita sugli altri pianeti? È possibile che la Terra sia stata visitata, e lo sia tuttora, da strani esseri pensanti dalle inconcepibili capacità mentali?

A questi interrogativi risponde il libro, dove si parla di esobiologia, della possibilità di vita su pianeti sconosciuti. La realtà è molto più appassionante e sconvolgente di quanto viene prospettato dagli scrittori di racconti utopici: qualcuno ci chiama dalle stelle.

In questa scorribanda spaziale si passa tra esseri incredibili: insetti organizzatissimi, freddi e aggressivi, piante semoventi, cristalli pensanti, automi perfetti e che potrebbero essere stati scaraventati alla conquista di altri mondi. È un’affascinante avventura senza fine quella che Kolosimo ci fa vivere nei suoi più poetici e terrificanti aspetti, delineati non sulla traccia di assurde fantasticherie, ma su quella delle più recenti conquiste scientifiche, molte delle quali ancora avvolte nel silenzio.

Peter Kolosimo (1922-1984), di origini italo-americane, laureato in Filologia germanica presso l’Università di Lipsia, è stato giornalista professionista e il primo divulgatore scientifico in Italia. Nel 1943 era a Bolzano quando, arruolato nella Wehrmacht, venne a conoscenza dei misteri esoterici del Terzo Reich, che andavano dall’occultismo alle civiltà ignote. Fra le sue pubblicazioni più famose: Astronavi sulla Preistoria e Terra senza tempo.

Simone Weil e la Questione Gnostica

Simone Weil e la Questione Gnostica

Autore/i: Schena Cosimo
Editore: Asterios
pp. 142, Trieste

Il pensiero di Simone Weil, una delle voci più significative del ‘900, ha conosciuto in questi ultimi anni una rinnovata fortuna. Sebbene l’opera della filosofa, mistica e scrittrice francese sia stata oggetto di numerosi studi che l’hanno analizzata da diverse prospettive, alcuni aspetti della sua riflessione sono stati trascurati dalla critica e restano terreno fertile di analisi, come nel caso del rapporto tra la Weil e lo gnosticismo. Simone Weil, infatti, lungo tutta la sua proficua e ricca produzione bibliografica, ha alternato diversi modelli di gnosi, sperimentando un’ibridazione continua tra la radice gnostica e altri vettori di derivazione ora cristiana ora platonica. Si è trattato, di fatto, di una contaminazione che ha conferito originalità e autonomia al pensiero weiliano nei confronti di tutte e tre le tradizioni e che non è stata ancora sufficientemente approfondita.
Il “tasso di gnosticismo” weiliano di cui parla Fanizza, infatti, è stato oggetto di attenzione da parte di un numero limitato di studiosi, suscitando, ad oggi, scarso interesse nel mondo accademico. Obiettivo del presente elaborato, dunque, è quello di individuare linee interpretative inedite e originali sullo gnosticismo weiliano che potranno in futuro diventare spunto di approfondimento da parte di altri ricercatori.
All’interno di un tema tanto ampio, come può sembrare quello del rapporto di un filosofo con un orientamento del pensiero articolato com’è stato lo gnosticismo, si è scelto di focalizzare gli sforzi nel tentativo di far emergere quell’idea di Dio elaborata dalla Weil, che fu una pensatrice fortemente attratta dalla deriva gnostica; il Dio weiliano, infatti, non è più onnipotente, bensì assente, un Creatore che si è ritirato dal mondo, un Dio che vogliamo provocatoriamente definire “gnostico”, trascendente, perché, come sostiene la filosofa francese, l’atto di creazione non va inteso come un atto di potenza, ma di abdicazione, nel quale Dio, avendo rinunciato ad essere re del mondo, vi ritorna come “mendicante”.

Geomanzia Cinese

Geomanzia Cinese

Manuale di Feng-Shui
Autore/i: Skinner Stephen
Editore: Astrolabio
Traduzione di Fabrizio Pregadio pp.120, Roma

L’antica arte cinese del feng-shui ha formato in Oriente, per molte centinaia di anni, la base del rapporto dell’uomo con la natura, e comincia oggi a suscitare un crescente interesse in Occidente.

Il feng-shui insegna a vivere in armonia con la terra (intesa sia come territorio che come paesaggio o sito che offra all’uomo le condizioni ottimali per vivere) e a trarre il massimo del beneficio, della pace e della prosperità che derivano dall’essere al posto giusto nel momento giusto.

Il feng-shui insegna a individuare i flussi nascosti di energia (c’hi) che, sotto forma di linee-drago, percorrono la terra allo stesso modo dei meridiani che l’agopuntura ha individuato nel corpo umano.

Questo libro offre una presentazione eccezionale dell’arte del feng-shui: storia, principi e applicazione. Le regole del feng-shui si applicano per la ricerca della miglior posizione geografica e disposizione delle città, del modo di orientare le case, le tombe e persino le stanze degli appartamenti e i letti, e tutti le possono mettere in pratica con successo tanto in Oriente che in Occidente.

Custodes Sancti Sepulchri

Custodes Sancti Sepulchri

Autore/i: Varisco Alessio
Editore: Effigi
Prefazioni di Pierbattista Pizzaballa, Angelo Mascheroni, Francesco Patton, Giandomenico Fanelli, Claudio Giardini pp. 500, Arcidosso

«È sorprendente vedere, sfogliando le pagine del presente volume che la cura storiografica di Alessio Varisco pone tra le nostri mani, con quale ricchezza artistica il culto del Santo Sepolcro si irradi nel corso dei secoli, anche raggiungendo culture diverse e luoghi lontani tra loro.
Ci pare, questo, un segno di come la forza luminosa della Resurrezione, accolta dalla fede vissuta di tante generazioni cristiane, non sia mai rimasta inoperosa non solo nel cuore di coloro che l’hanno fatta propria, ma anche nella perizia creativa di chi ha cercato i modi più adatti per esprimerla.
Di questa Forza che viene dall’Alto, Gerusalemme è cifra e centro, vero omphalos della nostra fede, capace di continuare a nutrirla con solerte costanza, nonostante l’alterno e aggrovigliato dipanarsi degli eventi storici, a volte tragicamente avversi.
Con una collocazione che mi pare degna di nota, quasi a sigillare l’evoluzione di queste complesse vicende, nell’ultimo capitolo il Prof. Varisco pone il Patriarcato Latino di Gerusalemme.
Questa scelta sembra, infatti, alludere ad uno dei significati più importanti della presenza del Patriarcato Latino a Gerusalemme, città del Santo Sepolcro,quello -cioè- di essere garanzia sintetica di unificazione e di collegamento tra le molte realtà ecclesiali che la nostra fede cattolica qui inverano.»

Cosa Prova il Cervello

Cosa Prova il Cervello

Scritti di neuropsicoanalisi
Autore/i: Solms Mark
Editore: Astrolabio
Traduzione di Guido Giovanardi pp. 252, Roma

Disciplina di confine per eccellenza, la neuropsicoanalisi studia il cervello sia come oggetto sia come soggetto, stabilendo uno stretto legame fra vita mentale e corpo, tra psicoanalisi e biologia. Mark Solms, uno dei pionieri della neuropsicoanalisi, fornisce in questo volume un’introduzione alla materia e guida il lettore alla scoperta delle diverse sfaccettature, delle numerose implicazioni filosofiche e dei campi disparati che questa disciplina investe: la psicoanalisi, certo, ma anche i disturbi neurologici, il sogno e la coscienza

Montagne Sacre

Montagne Sacre

Storia, mistero e leggenda
Autore/i: Centini Massimo
Editore: Edizioni Terra Santa
pp. 256, Milano

Tutte le culture hanno sacralizzato le vette: la storia delle religioni, la teologia, l’arte, la letteratura e anche la psicologia hanno proposto le loro tesi per provare a spiegarci le motivazioni dell’atteggiamento dell’uomo nei confronti dei rilievi. Ogni tesi ha una sua verità, una propria chiave di lettura per dare un senso alle istanze che possono aver spinto gli uomini ad assegnare, ad alcune montagne in particolare, una caratura sacra, avvolta dal soprannaturale.
In questo libro l’autore ci introduce al rapporto tra la montagna e le religioni, dagli Indiani d’America agli Aborigeni australiani, dalle società preistoriche all’antichità greco-romana, dai culti orientali alle tradizioni monoteistiche, per poi raccontare la storia delle principali montagne dell’Antico e del Nuovo Testamento che sono state teatro di eventi storici, spirituali e leggendari: Ararat, Moriah, Carmelo, Nebo, Armageddon, Masada, Tabor, Golgota e gli altri monti della Bibbia.
Questa è la storia dei luoghi dove l’uomo ha cercato (e sfiorato) il Cielo.

Le Vite di Dante dal XIV al XVI secolo. Iconografia Dantesca

Le Vite di Dante dal XIV al XVI secolo. Iconografia Dantesca

Autore/i: AA. VV.
Editore: Salerno
A cura di Monica Bertè, Maurizio Fiorilla, Sonia Chiodo e Isabella Valente pp. XCII-484, ill. 108 a c. e b.n. f.t., Roma

Portando avanti l’indagine iniziata con il Codice diplomatico dantesco, le Vite di Dante recano un ulteriore contributo alla definizione di quel profilo biografico del Poeta che si è segnalato come tanto piú importante, decisivo nella messa a fuoco di passaggi delicati dell’opera, in quanto l’autore è protagonista oltre che scrittore del « poema sacro ». La ricerca biografica inizia, oltre trent’anni dopo la morte del Poeta, con il Trattatello in laude di Dante di Giovanni Boccaccio, che apre la serie delle Vite cui si deve il recupero di dati, documenti, informazioni di prima mano (per es., sulla realtà storica e l’identità di Beatrice, il carattere, i rapporti personali, la produzione letteraria del biografato) ancora oggi inderogabili nel lavoro esegetico. Tra quelle si è però operata una selezione, per riportare al lettore moderno solo le piú significative, di maggior rilievo documentario: Giovanni Villani e il ricordato Boccaccio, Filippo Villani, Domenico di Bandino, Leonardo Bruni, Giannozzo Manetti, fino a Marcantonio Nicoletti, ultimo testimone (friulano) di un perdurante interesse per Dante sullo scorcio del Cinquecento (1596). Preziosa (e suggestiva) integrazione di tale documentazione è poi una ricognizione dell’iconografia dantesca: mirata a recuperare l’aspetto fisico di Dante – di cui una testimonianza autentica sembra offerta dal famoso affresco di Giotto nella cappella del Palazzo del Podestà a Firenze (del 1337) –, ma anche momenti della sua “fortuna” nel corso dei secoli, dove l’indagine storica ha consentito di ricostruire le ragioni per cui sono state prese iniziative di rappresentazione figurativa: con scoperte perfino sorprendenti.

Buddha, Freud e il Desiderio

Buddha, Freud e il Desiderio

Autore/i: Epstein Mark
Editore: Indiana Editore
introduzione dell’autore, traduzione di Genevienne Pecunia. pp. 302, Milano

Da secoli siamo abituati a considerare il desiderio un pericolo. Le più svariate dottrine e religioni ci hanno insegnato che è fonte di infelicità e sofferenza, incoraggiandoci a combatterlo attraverso il distacco o perfino l’ascetismo. Ma se invece di reprimerlo imparassimo a renderlo nostro alleato e a sfruttarne il potenziale? In questo libro, Mark Epstein ci offre uno sguardo inedito sul desiderio e la sessualità come elementi indispensabili di un percorso spirituale, un aiuto concreto per accostarci alla felicità nella vita di tutti i giorni. Attraverso aneddoti tratti dalla propria esperienza di psichiatra e insegnante di meditazione, e basandosi sul buddhismo e la psicoanalisi, Epstein ci racconta le infinite possibilità racchiuse nel desiderio.

Mark Epstein (1953), già noto al pubblico italiano per Pensieri senza un pensatore (Ubaldini, 1996) e Lasciarsi andare per non cadere in pezzi (Neri Pozza, 1999), è uno psichiatra americano. Laureato ad Harvard, si è occupato dell’equilibrio tra le dottrine orientali, in particolare il buddhismo, e la mentalità occidentale.

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