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Selezione di volumi Aseq Editrice

Diodoro Siculo Biblioteca Storica Libri XXIII-XXIV

Diodoro Siculo Biblioteca Storica Libri XXIII-XXIV

Commento storico
Autore/i: Scuderi Rita
Editore: Vita E Pensiero
pp. 140, Milano

Questo volume è uno dei risultati del progetto di ricerca «Commento storico alla Biblioteca di Diodoro», ideato da gruppi di ricerca attivi nel campo della storia antica appartenenti alle Università di Bologna, di Milano (Università Cattolica del Sacro Cuore), di Pavia e di Firenze e cofinanziato dal MIUR. Il progetto prevede di completare il commento complessivo della Biblioteca, compresi i libri frammentari, nel corso di alcuni anni. Benché lo storico-epitomatore siciliano abbia raccolto nella critica moderna il peggio, dal sarcasmo all’insulto, che si possa dire di uno storico e benché sia certo che egli non ha fatto molto per evitarlo, i suoi libri meritano ancora largamente di essere letti e studiati: ciò vale per i periodi storici per i quali Diodoro è di fatto la nostra unica fonte, ma anche per quelli meglio conosciuti, a proposito dei quali ci ha conservato preziose informazioni sia integrative sia alternative. L’appoggio di un commento che finora – con qualche eccezione notevole – è mancato costituisce uno strumento imprescindibile. I libri XXIII e XXIV, pervenuti frammentari come tutta la seconda parte della “Biblioteca storica” di Diodoro Siculo, trattano la prima guerra punica. Il volume ne presenta un’introduzione, in cui si mettono in evidenza le fondamentali caratteristiche del testo diodoreo, che, pur privo di un “continuum” narrativo, offre informazioni e dettagli significativi non presenti in altre fonti. Diodoro non è un semplice compilatore, come talora è stato severamente valutato, ma attua con coscienza un programma compositivo di storia universale. Il moralismo didattico costituisce una sua peculiarità originale, che nelle vicende della prima guerra punica si esplica in casi emblematici, come quello di Attilio Regolo. I due libri diodorei vengono puntualmente commentati, ricavandone le fonti (fra le quali spicca Filino di Agrigento) e confrontandone la narrazione con gli altri autori antichi e la bibliografia moderna.

Il Dado è Tratto

Il Dado è Tratto

Cesare e la resa di Roma
Autore/i: Fezzi Luca
Editore: Laterza
pp. VI-376, Bari – Roma

Nel gennaio 49 a.C., Cesare, conquistatore delle Gallie, sfidò un ultimatum senatorio. Alla testa di alcune coorti legionarie varcò il Rubicone, pronunziando una celebre frase. Nello stesso giorno occupò Rimini, presidio strategico della terra Italia. Si spinse poi verso sud, minacciando la stessa Roma, cuore di una res publica ormai egemone sul Mediterraneo.
Pompeo, incaricato di fermarlo, rispose con una mossa meno celebre ma altrettanto fatidica. Ordinò all’intera classe politica di abbandonare la città e di seguirlo, per contrattaccare dal meridione della Penisola o, addirittura, dai Balcani.
Il panico fu inenarrabile. Mai i romani si erano trovati di fronte a una situazione del genere. L’Urbe, nella sua secolare storia, era stata sempre difesa, con alterne fortune, da nemici esterni e interni. A Cesare essa fu invece abbandonata, assieme al suo ricchissimo tesoro.
Che cosa avvenne in quei terribili giorni? Come si giunse a una situazione tanto sconcertante? Roma era davvero indifendibile? Quali furono le conseguenze della fuga pompeiana?
Per rispondere occorre ricostruire la temperie politica e istituzionale che aveva trasformato la gloriosa res publica in un sistema logoro e corrotto, nel quale ormai troppi non credevano più, e che Cesare riuscì a piegare con rapidità impressionante.

Miti Leggende Superstizioni

Miti Leggende Superstizioni

Scritti inediti e rari
Autore/i: Pansa Giovanni
Editore: Japadre
a cura di F. Cercone pp. 160, L’Aquila

Sommario

Introduzione

Cenni bibliografici

Giudizi di Giuseppe Cocchiara su G. Pansa

Miti Leggende Superstizioni. Scritti inediti e rari

Usi di Cansano

Miracoli

I preti concubinari in Sulmona nel sec. XIV

Le leggenda dell’oro in Abruzzo

Un capitolo di psicologia popolare:

L’Ordalia totemica dei Marso ed il santuario di S. Domenico di Cocullo

L’amphidromia

La porta di ferro e le leggende abruzzesi del Tesoro nascosto

Di uno specchio magico del sec. XV-XVI e della catoptromanzia degli antichi secondo le leggende medioevali e i racconti popolari

Picus Martius studio di esegesi mitica

I Modi [di Fottere] o le Sedici Posizioni. I Dubbȋ Amorosi

I Modi [di Fottere] o le Sedici Posizioni. I Dubbȋ Amorosi

Autore/i: Aretino Pietro
Editore: La Finestra
a cura di Marco Albertazzi, disegni di Giulio Romano, incisioni di Marcantonio Raimondi pp. 140, ill. b/n, Lavis (TN)

“Che male è il veder montare un uomo adosso a una donna? Adunque le bestie debbon essere più libere di noi? Ci sciorinai sopra i sonetti la cui lussioriosa memoria vi intitolo con pace degli ipocriti, disperandomi del giudizio ladro e de la consuetudine porca che proibisce gli occhi quel che più gli diletta.”

I Modi [di fottere] e i Dubbi amorosi di Pietro Aretino, giocoso e disinibito breviario erotico del Rinascimento, non sono soltanto un pregevole documento letterario, ma anche un antidoto al regressivo puritanesimo odierno. In questa edizione, accanto ai sonetti, le incisioni di Marcantonio Raimondi su disegni di Giulio Romano.

Sulle Ali dello Sciamano

Sulle Ali dello Sciamano

La via per la conoscenza interiore e l’autoguarigione
Autore/i: Zambotti Luciano
Editore: Tecniche Nuove
prefazione di Lama Gangchen Rinpoche pp. 318, Milano

L’autore, attingendo soprattutto dalle sue esperienze personali, frutto di ricerche e incontri con numerosi sciamani di varie tradizioni, ci guida a comprendere la complessa figura dello sciamano che è – allo stesso tempo – medicine man, sacerdote, psicopompo, messaggero tra terra e cielo, spesso confuso con maghi o stregoni.
Sciamano è colui che, grazie alle sue capacità di concentrazione e introspezione, è entrato in se stesso, conosce il proprio corpo, la propria anima e i poteri della mente. Comprende le cause delle malattie, possiede la conoscenza e il dono di guarire.
Il libro racconta chi è veramente lo sciamano, come si diventa sciamano, quali sono i suoi poteri e qual è il suo ruolo; descrive inoltre le danze e i rituali, la ricerca degli spiriti guida e il suo rapporto con le forze della natura.

“Questo libro sugli sciamani è scritto con passione, con l’obiettivo di far conoscere e apprezzare l’incredibile saggezza di questi esseri straordinari affinché non vada perduta per sempre”.
Lama Gangchen Rinpoche

Il Libro dell’Aldilà

Il Libro dell’Aldilà

Scritto medianicamente da Grace Cooke
Autore/i: Doyle Arthur Conan
Editore: Editrice Mediterranea
a cura di Ivan Cooke, traduzione di Brenda Hamlyn Bencini e Clara Bianca Erede pp. 134, Roma

Un libro-messaggio di Arthur Conan Doyle – scomparso nel 1930 – che venne dettato in trance a Grace Cooke, celebre medium inglese, tra il gennaio del 1931 e il giugno del 1932 con il preciso scopo di correggere alcune teorie e credenze spiritiche che lo scrittore scozzese aveva attivamente propagato in vita e che nell’aldilà aveva potuto riesaminare, alla luce della sua esperienza personale.

Ciò che espone l’inventore di Sherlock Holmes in questo testo va molto oltre i limiti dello spiritismo e di quanto all’epoca si conosceva sull’argomento: tratta della vita dopo la morte in una maniera più che mai incisiva, rendendo chiaro quanto la vita qui e la vita dell’aldilà siano inestricabilmente intrecciate, essendo l’una complemento dell’altra.

I suoi messaggi riguardano l’eterno progresso umano oltre la morte, danno una risposta all’interrogativo del libero arbitrio di fronte al destino, e offrono una soluzione al problema del male, spiegando da dove veniamo, perché siamo sulla terra, dove andiamo dopo la morte. Il libro tratteggia un panorama immediato di ciò che ci attende alla fine della vita terrena. Un invito ad abbandonare la paura della morte perché la morte, come la vita, la sopravvivenza e le comunicazioni tra i due mondi sono fenomeni ed esperienze naturali.

Magia Applicata

Magia Applicata

e aspetti dell’occultismo
Autore/i: Fortune Dion
Editore: Oscar Mondadori
Traduzione di Antonio Ghirardelli pp. 218, Milano

Dion Fortune è oggi considerata una delle più eminenti figure dell’occultismo di questo secolo. I suoi libri sui molteplici aspetti della tradizione dell’occulto hanno reso comprensibili a migliaia di lettori i complessi fondamenti teorici dello sviluppo psichico.

Il volume si suddivide in due parti: la prima è una selezione degli scritti di Dion Fortune sulle applicazioni pratiche delle tecniche magiche e occulte. Esposti dal punto di vista di una personalità psichica eccezionalmente dotata, essi forniscono inestimabili e suggestivi suggerimenti a quanti intendono accrescere la conoscenza del proprio io interiore. La seconda parte tratta i nove specifici aspetti della Tradizione esoterica occidentale, tra cui Dio e gli dei, i Centri sacri, il Piano astrale e l’adorazione di Iside. Di particolare interesse sono le note dedicate alle teorie sull’incarnazione, soprattutto in relazione all’insegnamento cristiano e quelle sui riti e rischi della magia nera, accompagnate da un glossario in cui l’autrice spiega il significato delle parole chiave che stanno alla base dell’insegnamento della dottrina esoterica.

Frammenti di Teosofia

Frammenti di Teosofia

Autore/i: Lady Caithness Duchessa di Pomar
Editore: Psiche 2
edizione italiana a cura di Luca Sartore M.S.T. pp. 130, Torino

Questi «Frammenti di Teosofia» di Lady Caithness riassumono e spiegano in un linguaggio semplice e accessibile i princìpi della Scienza Divina, o Teosofia. Scrivendo per un pubblico estraneo a questa Dottrina, l’autrice affronta la storia delle religioni orientali e occidentali, le dottrine del Karma, del Nirvana, quella dei cicli e delle catene planetarie, e soprattutto dell’evoluzione dell’Universo e dell’anima umana attraverso le reincarnazioni, non trascurando i mezzi per poter avvicinare tale evoluzione. Un libro che apre infinite prospettive al cercatore di Verità che ancora non ha trovato il Sentiero e che costituisce un’ottima introduzione al Buddhismo Esoterico di A.P. Sinnett, all’Iside Svelata e alla monumentale Dottrina Segreta di H.P. Blavatsky.

Liriche Cinesi (1753 a. C. – 1278 d. C.)

Liriche Cinesi (1753 a. C. – 1278 d. C.)

Autore/i: AA. VV.
Editore: Club degli Editori
a cura di Giorgia Valensin, prefazione di Eugenio Montale pp. 252, Milano

Dalla Prefazione di Eugenio Montale:

In un libro come quello che presentiamo oggi, – un’antologia che comprende duemil’anni e più di poesia cinese -, ogni elemento di considerazione e di misura ci sfugge. Ci troviamo di fronte a idee poetiche che sopravvivono – per noi ignari del cinese – alla loro forma originale; a poesie, cioè, che sono e non sono poesia nel senso più nostro. Qualcos’altro, dunque: più vasto e insieme più labile. E non crediamo che se ci svegliassimo domani, per miracolo, sinologi consumati, questa prima impressione svanirebbe del tutto. Si avverta intanto che non si tratta qui di rifacimenti o pastiches di un artista originale su una materia presa a prestito in quanto suscettibile di modernissime variazioni musicali: non si ripete affatto il caso dei Roba’iyyat. Giorgia Valensin non ci ha dato poesia sua su pretesti cinesi; e neppure (per quanto ella non sia del tutto ignara del cinese, come non lo era certo il Fitzgerald del persiano) si è addossata lo schiacciante peso di una traduzione diretta che tenti di ricalcare anche formalmente gli originali. Un incontro come quello Fenollosa-Pound, che ha fatto mirabilmente rivivere alcuni Noh giapponesi, non è fenomeno possibile tutti i giorni. L’amoroso e intelligente lavoro di questa nuova traduttrice, che pur vorremmo vedere un giorno impegnata, magari a titolo di prova, in qualche esperimento di trasfusione e ricreazione integrali, e proprio in quanto la cellula sonora di questa lingua risulta inattingibile, non poteva in nessun modo prescindere – specie in un quadro così vasto della poesia cinese – dall’insigne corpus delle versioni di Arthur Waley. Il suo libro d’oggi è anzi, in parte, un sapiente ricalco di quello del Waley, che la Valensin ha seguito, per quanto lo permetteva il carattere assai meno monosillabico della nostra lingua, anche nella scansione musicale del verso. La Valensin ha trovato dunque nel Waley un iniziatore e una guida per qualche lato affine a quel letteratissimo Ting tun-ling che Judith Gautier incontrò nel bric-à-brac del salotto paterno, e che la iniziò alle traduzioni del Libro di Giada (1867), a suo tempo ritradotte in italiano da Tullo Massarani. E il vasto, secolare paesaggio che ci si apre dinanzi agli sguardi ci lascia ancora una volta privi di riferimenti e, pur nell’ammirazione, disorientati.

Dizionario della Psichedelia

Dizionario della Psichedelia

Autore/i: Gosso Fulvio; Camilla Gilberto
Editore: Stampa Alternativa
pp. 238, ill. b.n., Viterbo

Il fenomeno psichedelico, originato dai movimenti sociali e politici dei primi anni Sessanta del secolo scorso negli Stati Uniti, è oggi più che mai vivo ed esteso, come dimostrano anche i numerosi siti web, blog e gruppi facebook che se ne occupano.
Gli autori e interpreti di vario genere, le sostanze naturali e di sintesi, le tecniche psicofisiche correlate, l’archeologia, la medicina e la psicoterapia, le istituzioni, l’arte figurativa, la letteratura, i film e la musica, i gruppi e i movimenti politici e religiosi, i luoghi simbolici e gli eventi: questi i principali ambiti della ricerca qui sviluppata da Fulvio Gosso e Gilberto Camilla.

CON 490 VOCI, UNA ESTESA BIBLIOGRAFIA E UNA NUTRITA LISTA DI SITI WEB, QUESTO DIZIONARIO È UNICO, COSTITUENDO IL PRIMO LAVORO COMPLETO SULL’ARGOMENTO.
IL DIZIONARIO DELLA PSICHEDELIA È UN’OPERA DI CONSULTAZIONE MA ANCHE LETTURA PIACEVOLE.

Fulvio Gosso
Nato a Pinerolo nel 1954; psicologo laureato a Padova nel 1981 e psicoterapeuta, si occupa da molti anni di Stati Non Ordinari di Coscienza dal punto di vista storico e psico/antropologico, lavora da vent’anni in un SERT della Regione Piemonte.
È stato uno dei primi italiani ad essere certificato da Grof come Facilitator in Respirazione Olotropica, tecnica psicofisica inserita nella Psicologia Transpersonale. Da molti anni è Segretario della SISSC-Società Italiana Studio Stati di Coscienza e su questi argomenti ha pubblicato parecchi articoli e libri. Si ricordano tra gli altri: Il sogno sulla roccia. Visioni dalla Preistoria (con Peter Webster, Pavia, 2011), poi pubblicato in USA come The Dream on the Rock. Vision of Prehistory (Albany, 2013); Per una scienza degli stati di coscienza (Pavia, 2012) e Antropologia delle trasformazioni di coscienza (con Elisa Gosso, Pavia, 2014).

Gilberto Camilla
Nato a Torino nel 1950; etnopsicologo, ha esercitato la professione di psicoterapeuta fino al 1992. Tra i fondatori della SISSC (Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza) ne ricopre attualmente la carica di Presidente. Direttore scientifico della rivista “Altrove” fin dal 1994, è autore di libri, articoli e contributi vari. Fra tutti si ricordano: Allucinogeni vegetali. Culto antico e moderno uso ricreazionale (Verona, 1982); Hofmann, Scienziato Alchimista. Tributo allo scopritore dell’LSD (Roma, 2001); Psicofunghi italiani (Roma, 2003); Le piante sacre. Allucinogeni di origine vegetale (Torino, 2003); Pionieri della psichedelia (con Fulvio Gosso, Torino, 2004); Sciamanesimo e Stregoneria (con Massimo Centini, Torino, 2005); Allucinogeni e Cristianesimo. Evidenze nell’arte sacra. Vol. 1 (con Fulvio Gosso, Paderno Dugnano, 2006); Hanno visto migliaia di dei. Religiosità e laicità dell’esperienza visionaria (con F. Gosso, Paderno Dugnano, 2009); Chi era Dioniso? (Salerno, 2013); Allucinogeni e Cristianesimo. Evidenze nell’arte sacra. Vol. 2 (con Fulvio Gosso, Paderno Dugnano, 2016); Allucinogeni sacri nel Mondo Antico (con Carl Ruck, Torino, 2017).

Cronache Medioevali

Cronache Medioevali

Vite di Carlo Magno, Berengario II, Federico Barbarossa (742 – 1168)
Autore/i: AA. VV.
Editore: Valentino Bompiani
a cura di Alessandro Cutolo pp. 366, 24 tavv. f.t., Milano

Il Medio Evo è stato definito il grande sconosciuto. Gli uomini e gli avvenimenti di quei tempi sono, infatti, avvolti nelle nebbie dell’indefinito e dell’incerto per coloro che non fanno di questo periodo oggetto di uno studio particolare. Personaggi confusi in un’aura di leggenda: avvenimenti sospesi nello spazio anche per persone di media cultura le quali ritengono difficile l’indagine su quegli anni di storia e l’abbandonano, accontentandosi di rimanere alle nozioni generali, retaggio dei giorni di scuola. Tale stato di cose è colpa, in massima parte, della difficoltà che presenta l’indagine delle fonti.

Questa precisa e moderna traduzione che uno specialista di tali studi, Alessandro Cutolo, ha curato di tre delle più caratteristiche cronache dell’Alto Medioevo, avvicina ai lettori tutto un periodo tra i più interessanti della storia d’Europa attraverso le parole dei contemporanei. Eginardo che racconta le guerre e la vita privata del suo signore Carlo Magno; il vescovo di Cremona, Liutprando, che ci trasporta nella favolosa Bisanzio e ci svela i particolari, a volte vivacissimi, della vita nelle corti d’Italia nell’anno 900; Ottone, Acerbo Morena ed un Anonimo che si fanno esaltatori delle gesta di Federico Barbarossa e ci dànno una versione assolutamente differente, come interpretazione, dei giorni che precedettero la battaglia di Legnano pur essendo precisi e ricchi di particolari, sono una lettura avvincente e dotta nello stesso tempo ed il lettore, dopo aver scorso il libro, potrà dire di conoscere qualcosa di più sul grande sconosciuto svelatogli in tanta parte, da queste antichissime cronache.

Cinese & Affari

Cinese & Affari

Manuale pratico di cinese commerciale
Autore/i: Leonesi Barbara
Editore: Hoepli
pp. 234, CD-Audio allegato, Milano

Negli ultimi anni il boom economico della Cina e il suo ingresso ufficiale nell’economia globale hanno determinato un forte incremento della domanda di figure professionali con buone competenze in lingua cinese commerciale. Questo manuale nasce appunto per rispondere alle esigenze di coloro che, avendo già acquisito le competenze linguistiche di base del cinese mandarino (livello B1-B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue QCER, equivalente al livello III-IV della certificazione Chinese Proficiency Test HSK), cercano un pratico strumento per l’apprendimento delle strutture e del lessico specifico del cinese commerciale.
Le nove unità che compongono il volume si snodano lungo il percorso abitualmente seguito da un’azienda quando acquista o vende dei prodotti in Cina, dai primi contatti fino alla firma del contratto di compravendita. Ogni lezione include email e dialoghi di uso quotidiano in azienda e nel commercio, corredati di un ricco apparato didattico in cui vengono affrontate le strutture sintattiche più complesse e l’uso dei nuovi lemmi. Forme scritta e orale della lingua sono descritte separatamente, in modo tale da mettere il lettore in condizione di distinguere e praticare entrambi i registri. Allegato al volume, il CD-Audio contiene la registrazione dei testi relativi alle attività di ascolto e di lingua parlata proposte nelle varie lezioni.

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Scrivere email e telefonare: istruzioni per l’uso – Stabilire relazioni commerciali: i primi contatti – Ottenere informazioni: richieste di quotazioni e relative risposte – Fare offerte e negoziare i prezzi – Modalità di pagamento – Ordinare la merce – Imballaggio e spedizione – Reclami, dispute e risarcimenti – Viaggio d’affari. Esercizi di ascolto – Elenco delle parole nuove – Indice delle note lessicali. Tracce del CD-Audio. Letture consigliate.

I Samurai

I Samurai

Autore/i: Mabire Jean; Breheret Yves
Editore: Ciarrapico
pp. 362, Roma

Seppuku. Con un gesto calcolato estrae lentamente la sciabola dal fodero: l’acciaio bluastro scintilla sinistramente. Avvolge la lama in un panno bianco lasciandone liberi quasi tredici centimetri di punta; indi posa la sciabola davanti a sé. Si alza e, dopo avere incrociato le gambe, si risiede come in un rito, sbottonando contemporaneamente il colletto dell’uniforme: ad uno ad uno i piccoli bottoni di rame si slacciano lasciando scoperto un torace abbronzato. Con un movimento di spalle si scrolla di dosso il « dolman » facendolo cadere a terra dietro di se. Si toglie anche il cinturone per potere slacciare i pantaloni: la fascia di panno bianco che avvolge i suoi reni copre troppo il suo ventre e per scoprirne di più la ripiega verso l’alto. Impugna la sciabola per la lama, mentre con la mano sinistra si massaggia il ventre: il suo sguardo è fisso al suolo. L’acciaio deve penetrare di qualche centimetro al di sopra dell’ombelico, un po’ sulla sinistra, fin nelle budella. Per essere certo che la lama è bene affilata, scopre una parte della gamba sinistra e ne taglia superficialmente la pelle; il sangue esce copioso formando rigagnoli, piccoli brillanti contro luce. Lo sguardo dei suoi occhi è vitreo con una intensità simile a quella di un uccello da preda, anche se pare non voler vedere nulla…

Orienti Cristiani Visioni Culturali

Orienti Cristiani Visioni Culturali

Autore/i: Velmans Tania
Editore: Jaca Book
traduzione dal francese di Emanuela Fogliadini pp. 250, interamente illustrato a colori e b/n, Milano

L’arte dell’Oriente cristiano è fiorita, a partire dal IV secolo, in un’area che abbraccia la Georgia, l’Armenia, la Cappadocia, la Siria, il Libano, Israele (l’antica Palestina), l’Egitto copto, la Nubia e l’Etiopia. Questi territori, dov’è sorta la cristianità, hanno beneficiato di una rete di chiese e monasteri (dal V al XV secolo) straordinariamente fitta e precoce, della quale i nove decimi, se non di più, sono scomparsi. Questi edifici erano decorati con affreschi e sculture, arricchiti da icone e oggetti liturgici, e custodivano eccezionali manoscritti miniati. Le ricerche dell’autrice hanno permesso di definire l’originalità di questa iconografia orientale, la sua coerenza, il suo rapporto con le dottrine religiose e le credenze dei popoli interessati. L’autrice mostra come queste regioni, che facevano parte dell’area di influenza bizantina, costituissero un’entità a se stante in termini di arte e iconografia, condizionate principalmente dall’Egitto dei faraoni e dalla Persia. Questo lavoro capitale è necessario anche per comprendere le conseguenze delle distruzioni odierne. Si tratta della scomparsa, tra l’Occidente e Bisanzio, della terza tradizione artistica del mondo cristiano.

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Gli inizi del Cristianesimo in Oriente

Il quadro geopolitico e i principali siti

Soggetti e schemi tipici dei primi secoli

La rivelazione divina nell’abside

La Deesis, immagine dell’intercessione, del perdono e della clemenza divina

La Croce e le figure che la circondano. Il decoro delle cupole e delle volte

Il giudizio, il peccato, la redenzione

I Santi cavalieri trionfanti

I miracoli dei Santi cavalieri e un’immagine di salvezza: la caccia di Eustachio

La Via Cristica dello Zodiaco

La Via Cristica dello Zodiaco

Autore/i: Marchetti Marco
Editore: Claudio Nanni Editore
pp.136, Ravenna

In questo nuovo Saggio l’Autore ci conduce in un’avventura misteriosa. I Dodici Segni Astrologici possono rappresentare anche la vita terrena di Gesù il Cristo? Scopriremo dunque, Segno per Segno, come la Missione del Maestro si è dipanata in associazione con gli antiche Segni Zodiacali. Dodici tappe che ci conducono dall’Incarnazione all’ Ascensione in Cielo. Andremo anche alla scoperta dei Dodici Segni e delle loro Case e come questi appartengono ai Dodici Apostoli ed in questo caso avremo al Centro Cuore il “Tredicesimo Segno” o meglio il Primo Segno, quello di Gesù-Sole. Il Signore irradia ed i suoi Raggi illuminano la Via a chi volesse scegliere una di queste Realtà. Da ultimo vedremo le corrispondenze tra i Segni Zodiacali e le Stazioni della Via Crucis. Un testo quindi ricco di novità per chi non è dentro l’Esoterismo Cristiano. Un Saggio da leggere e meditare con calma.

L’Autore ha già pubblicato presso questo Editore quattordici Saggi: “Esoterismo Cristiano “; “Il Simbolismo nell ’Essere Umano”; “Il Tempo, i tempi”; “Preghiere svelate”; “Tradizione e Coscienza “; “L’Etica di Gesù “; “Il Gioco: Tradizione ed Esoterismo “;””1 Sacramenti: Misteri ed Esoterismo “;

“Le radici ebraiche dell ’Esicasmo”; “Kardia. Cuore e Sangue nell ’Esicasmo”; “Gesù Segreto”; “Maria Segreta”; “La pratica nell ’Esicasmo” e “Pane e Vino “.

Sono stati editi anche tre Romanzi a sfondo spirituale:

“Il rapporto Liebermann”; “Alla ricerca di Dio La Via Cristica ai Tarocchi” e “Sesso, Democrazia, Normalità “.

Civiltà Perdute e Misteriose

Civiltà Perdute e Misteriose

Autore/i: Charroux Robert
Editore: Edizione Club
traduzione di Giuseppe Del Ninno pp. 168, tavv. b/n f.t., Roma

In questo affascinante volume Robert Charroux, uno dei più noti studiosi della civiltà e dei miti del nostro passato, offre un itinerario fantastico tra luoghi misteriosi, reami immaginari, civiltà scomparse (Atlantide, Lemuria, El Dorado, ecc.) accendendo l’interesse e la fantasia del lettore con le sue documentate e sconvolgenti ipotesi. La seconda parte del volume è invece dedicata ad alcuni grandi misteri di ieri e di oggi di cui Charroux offre spiegazioni affascinanti e dettagliate, che sono una chiave per la comprensione di noi stessi e del nostro passato.

I Racconti Fantastici dello Studio di Liao

I Racconti Fantastici dello Studio di Liao

Autore/i: P’u Sung-Ling
Editore: Castelvecchi
Traduzione di Ludovico Nicola Di Giura, introduzione di Rosa Lombardi Voll. 3, pp.XIV-1729, Roma

La più popolare silloge cinese di racconti fantastici raccoglie i migliori frutti della tradizione orale. Scritta durante il primo periodo della dinastia Qing e già compiuta nel 1679, circolò dapprima come manoscritto, raggiungendo una vasta diffusione per il vivido colore delle narrazioni e per lo sferzante tono satirico nei confronti della società. Fu pubblicata a stampa solo nel 1766. I 435 racconti qui riuniti, vera e propria summa della novellistica cinese, traggono ispirazione dal folclore popolare e sviluppano un vivace tratto fiabesco che fa coesistere realtà e soprannaturale, spiriti-volpi e ufficiali di corte, uomini e demoni, giudici ed esorcisti taoisti, tribunali e fantasmi, mostri e burocrati. La storica traduzione, prima versione integrale in Occidente, è del medico italiano Ludovico Nicola di Giura che, giunto in Cina il 15 agosto del 1900, vi rimase per trent’anni. Divenne medico ufficiale della corte imperiale, poi Mandarino cinese, e fu uno straordinario ponte politico e culturale fra l’Occidente e la Cina.

Le Sette Principesse

Le Sette Principesse

Autore/i: Nezāmī Di Ganjè
Editore: Se
Traduzione e postfazione di Alessandro Bausani, note di Alessandro Bausani e Giovanna Calasso pp. 218, Milano

Trama del libro
«Un giorno il Principe era venuto dalla campagna e s’aggirava lieto nel Khavarnaq quando vide una stanza chiusa, il cui custode s’era salvato da ogni sua ricerca. Il Principe non aveva mai messo piede in quella stanza e così anche i suoi cortigiani e i tesorieri. Chiese: “Perché questa dimora è chiusa e serrata? Dove è il custode e dove la chiave?”. Venne il custode e consegnò la chiave al Principe, il quale, aperta la serratura, che vide? Vide una dimora come uno scrigno di tesori, così che l’occhio che la rimirava diveniva pesatore di perle, più bella di cento gallerie di Cina, con disegni sceltissimi; tutto ciò che esisteva di lavoro fine e sottile era disegnato sui muri di quel padiglione. V’erano sette effigi splendidamente dipinte, ciascuna connessa con un continente del mondo. […] In un ampio circolo ricurvo queste sette effigi erano state dipinte da una sola mano; ciascuna, con mille bellezze, illuminava la sostanza della luce della vista. E nel mezzo di quel circolo il pittore aveva effigiato una forma delicata, che era, rispetto alle altre, come il nocciolo rispetto alla corteccia; un giovane adolescente con perle sparse alla cintura, con una tenera peluria profumata sul volto di luna, come cipresso eretto con la testa fiera, tutto d’argento dalla corona alla cintola e quelle belle tutte rimiravano lui, ognuna innamorata di lui: lui sorrideva a quelle bambole ed esse tutte lo servivano e lo adoravano. Sul capo lo scrivano della sua effigie aveva scritto un nome: Bahram Gur!, e aggiungeva che il destino dei sette pianeti aveva deciso che questo possente sovrano, quando si sarebbe manifestato, avrebbe preso nel suo abbraccio come perle uniche le sette principesse dai sette continenti. “Non noi” si diceva “seminammo per volontà nostra questo seme, ma solo dispiegammo quel che mostrarono gli astri; dicemmo affinché sia dimostrato il pensiero, ma il dire viene da noi, l’agire da Dio”».

Nezami di Ganjè (pronuncia Gangè) è senza dubbio il più grande narratore della letteratura persiana classica. Il nome del poeta, che assunse lo pseudonimo (takhallos) di Nezami, era Elyas, figlio di Yusof, figlio di Mo’ayyad. Altri suoi appellativi sono Abu Mohammad e Nezamoddin. Ganjè si trova in Azerbaigian, nella regione che oggi forma la repubblica omonima.

L’Azerbaigian fu originariamente abitato da stirpi iraniche, che parlavano un dialetto iranico locale, di cui si conservano alcuni resti; poi fu man mano turchizzato a cominciare dall’epoca selgiuchide (secolo XI), sicché ora tutti gli abitanti sia dell’Azerbaigian autonomo sia della sua parte iraniana (con centro a TabrIz) parlano lo stesso dialetto turco. È tuttavia molto probabile, malgrado gli elementi in contrario portati da studiosi nazionalisti turchi, che Nezami fosse di stirpe iranica: si sa con certezza, perché ce lo dice lui stesso, che sua madre era curda. La sua moglie prediletta, Afaq (turco Apaq, «bianchissima») era tuttavia turca, e dei Turchi Nezami ebbe buona stima; il problema della sua stirpe, che ha suscitato tante discussioni e polemiche fra Turchi, Persiani e Azerbaigiani, gli era certamente del tutto estraneo. Siamo infatti in una civiltà composita, quella islamica, in cui la razza contava allora ben poco, e l’Iran, simbolo di arte, finezza, regalità, poteva in quella cultura essere amato e stimato, da ariani e non-ariani assieme: proprio all’inizio del nostro poema, Nezami chiama l’Iran il «cuore del mondo ». Egli scrisse del resto solo in lingua persiana e alla letteratura persiana diede alcuni dei suoi più grandi capolavori.

Non numerose sono le notizie precise sulla sua vita. Malgrado qualche opinione (basata tuttavia su deboli prove), che lo vuole nato a Qom, è quasi certo che egli vide la luce nella città dove poi quasi sempre dimorò e che rese famosa, cioè Ganjè, nell’anno 1141. Perse ancora fanciullo il padre e poi la madre, e fu educato da uno zio. La sua educazione sembra sia stata piuttosto ampia. Dalle sue opere risulta che aveva vasta conoscenza delle Scienze che in quell’epoca si studiavano nelle scuole superiori: astronomia, medicina, musica ecc. Dal punto di vista religioso era un buon musulmano sunnita con tendenze mistiche, sebbene, come mostra qualche passo del nostro poema, disprezzasse le congreghe di mistici della sua epoca. Sembra sia stato in contatto con la confraternita degli akhi (“fratelli”) nota anche come futuwwa, «cavalleria», che Rypka chiama « una specie di massoneria». Sarebbe stato infatti discepolo del santo sufi e akhi Faraj Zinjani (m. 1065): discepolato, data la discrepanza delle date, soltanto spirituale.

Dalla postfazione di Alessandro Bausani

Chengyu

Chengyu

Cento aforismi della tradizione cinese. Volume primo
Autore/i: Trentin Giorgio
Editore: Quodlibet
Testo cinese a fronte pp. 314, Macerata

I chengyu rappresentano una delle espressioni più profonde dell’antica Cina. Sebbene queste locuzioni idiomatiche, spesso formate da soli quattro caratteri, siano entrate nei secoli nella parlata comune, esse sono in realtà il frutto della grande tradizione storica, filosofica o letteraria.
Come sottolinea l’autore, non sempre – anzi, molto raramente – il senso del chengyu è strettamente collegato al significato dei suoi termini. In altre parole, «la somma della traduzione letterale dei componenti non trasmette quasi mai direttamente e interamente il significato di cui l’espressione è in realtà portatrice». Ne può essere un esempio «huà lóng diaˇn jīng», la cui traduzione letterale suonerebbe «dipingere draghi e tratteggiarne le pupille», ma che intende invece indicare l’aggiunta di un tocco finale (una parola, una frase) che dia eleganza a un discorso, il tocco da maestro, insomma.
Questo lavoro offre al lettore una scheda esaustiva dei chengyu qui antologizzati, affiancando al testo e ai suoi significati anche l’identificazione delle fonti, nonché il passo che ha dato origine all’aforisma, presentandolo ove possibile nella sua completezza, in modo da poter ricostruire la storia della locuzione attraverso il testo che l’ha generata.

Giorgio Trentin insegna Lingue e letterature della Cina e dell’Asia sud-orientale presso l’Università degli Studi di Macerata ed è direttore dell’Istituto Confucio di Macerata. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo La Cina che arriva. Il sistema del dragone, 2005.

Gli Scritti Sociali di Rabash

Gli Scritti Sociali di Rabash

Autore/i: Ashlag Baruch Shalom Halevi Rabash
Editore: Psiche 2
prefazione di Michael Laitman pp. 442, Torino

Rav Baruch Shalom HaLevi Ashlag (Rabash) ha svolto un ruolo rilevante nella storia della Kabbalah. Ci ha fornito l’ultimo collegamento necessario tra la Saggezza della Kabbalah e la nostra esperienza umana. Suo padre e maestro era il grande Kabalista, Rav Yehuda Leib HaLevi Ashlag, conosciuto come Baal HaSulam per il suo Sulam (La Scala) commentario de “Il Libro dello Zohar”. Eppure, se non fosse per i saggi di Rabash, gli sforzi di suo padre per divulgare la Saggezza della Kabbalah a tutti sarebbero stati vani. Senza questi saggi, veramente pochi sarebbero in grado di raggiungere la realizzazione spirituale che Baal HaSulam così disperatamente voleva che noi ottenessimo. Gli scritti in questo libro sono stati raccolti dal suo studente prediletto Michael Laitman PhD, e riportati così come venivano esposti dal Rabash durante le sue lezioni. Il materiale non è solo da leggere; gli articoli sono più come la guida di un utente esperienziale. È molto importante lavorare su di essi per vedere quello che realmente contengono.

Giustiniano

Giustiniano

Il sogno di un impero cristiano universale
Autore/i: Maraval Pierre
Editore: 21 Editore
traduzione italiana a cura di Lucia Visonà pp. 434, Palermo

Giustiniano divenne imperatore romano d’Oriente nel 527. Nel corso di circa quarantanni, il sovrano di Costantinopoli perseguì un unico obiettivo: riformare, espandere, unire il suo impero nella stessa confessione cristiana e farne la maggior potenza del mondo mediterraneo. Imperatore infaticabile, Giustiniano unificò il diritto con il Codice giustinianeo e numerose leggi (le Novelle); edificò importanti monumenti, tra i quali la basilica di Santa Sofia a Costantinopoli, capolavoro d’arte bizantina. Imperatore cristiano, egli adottò una politica religiosa punitiva nei confronti dei dissidenti, pagani o eretici che fossero, impegnandosi nella definizione di una dottrina ortodossa, organizzando concili ed emanando editti. Con l’aiuto di generali di valore come Belisario e Narsete difese l’impero efficacemente dagli attacchi dei Persiani e di numerosi popoli barbari. La riconquista dell’Africa settentrionale e dell’Italia, che i Vandali e gli Ostrogoti avevano occupato, fu uno dei suoi maggiori successi. Se il suo lungo regno non fu privo di ombre – persistenza delle divisioni nella Chiesa cristiana, riconquista effimera in Occidente – Giustiniano condusse innegabilmente l’impero romano d’Oriente al suo apogeo.

La Luce della Stella

La Luce della Stella

I Re Magi fra arte e storia
Autore/i: AA. VV.
Editore: Mimesis
prefazione di Antonio Panaino, presentazione di Franco Cardini, a cura di Alessandro Bedini, Giovanni Macchia, Paolo Ognibene, Antonio Panaino e Andrea Piras pp. 278, ill. a colori, Milano – Udine

Il volume raccoglie 14 saggi originali dedicati alle figure dei Magi evangelici tra arte, storia, religione e spiritualità, arricchiti da diverse immagini a colori di particolare effetto e pertinenza. Gli autori sono tra i maggiori specialisti del tema, noti per le loro competenze in ambito orientalistico e medievistico.

Nella liturgia del Natale i Magi rappresentano una delle voci più misteriose ed affascinanti; venuti da un lontano Oriente al seguito di una stella, cercano il Salvatore tra mille difficoltà e (secondo la stessa narrazione evangelica) dopo averlo finalmente trovato, rischiano addirittura di metterlo in pericolo, se solo un angelo non li indirizzasse su un’altra strada ingiungendo loro di non fare ritorno dal perfido Erode. In principio né Re, né tre, i Magi hanno assunto molteplici identità, divenendo anche quattro, otto o dodici, ed hanno svolto una funzione ideologica cangiante a seconda delle distinte realtà in cui la storia che li celebrava si è affermata, magari solo attraverso la voce (meno nota, ma per questo non meno significativa) di una minoranza cristiana. Tale narrazione si è col tempo espansa grazie alla letteratura “apocrifa”, in cui il tema dei Magi si è intersecato con quello della regalità, della mercatura, dell’ambasceria e della divinazione astrale, sempre conservando la “cifra” distintiva dell’universalismo cristiano come valore centrale, di cui tali viaggiatori si fanno testimoni, a conferma di una buona novella che viene per tutti. La ricchezza espressiva, teologica, concettuale e propagandistica che ha connotato tale ciclo narrativo non ha conosciuto confini nel mondo eurasiatico e successivamente anche negli altri continenti, generando una rete di tradizioni devozionali e spirituali straordinariamente ricca e variegata. Questa raccolta di saggi, curata da alcuni tra i maggiori specialisti della materia, propone, in armonia con la complessità del soggetto, una serie di percorsi interpretativi ed esegetici, volti a indagare l’eccezionale ricchezza espressa dal cammino dei Magi nella sua ininterrotta diffusione, nel tempo e nello spazio, tra simboli e riti capaci di ispirare ancora i moderni a dispetto della diversità delle lingue e delle distinte modalità espressive.
Molto probabilmente erano quattro, e non erano re. Di certo non seguirono una cometa, e non si chiamavano neppure Gaspare, Melchiorre e Baldassare. Per quanto risultino tra le figure più misteriose dell’intera storia sacra (citati soltanto in uno dei quattro Vangeli, quello di Matteo), i Re Magi sono estremamente conosciuti sia nella tradizione religiosa sia in quella popolare dei paesi di fede cristiana. In questa raccolta di saggi che vede il contributo di alcuni tra i maggiori specialisti del tema – il medievista Franco Cardini, il docente di Filologia iranica Antonio Panaino e il presidente dell’associazione “La compagnia della stella” Giovanni Macchia – si scava tra arte, storia, religione e spiritualità allo scopo di fare luce sui Magi e sul culto di cui furono oggetto sin dai primi secoli del cristianesimo, e che conobbe una vasta diffusione in particolar modo nel corso del Medioevo, periodo nel quale furono ritrovate le presunte reliquie in Terrasanta.

Visualizza indice

A. Panaino, Prefazione;

F. Cardini, Presentazione;

A. Panaino, La pericope dei Magi nel Vangelo secondo Matteo;

A. Piras, I Magi zoroastriani e i segni dei tempi;

A. Benvenuti, Tra kronos e kairos. I Magi nella rifondazione liturgica del tempo;

G. Macchia, Le reliquie pellegrine;

M. Montesano, I Magi di Marco Polo;

M.A. Signorini, E. Pacini, M. Agnoletti, Piante, fiori, simboli. L’elemento vegetale nell’iconografia dei Magi attraverso gli esempi di Gozzoli e Gentile da Fabriano;

M. Masseti, Fiere esotiche e selvaggina nostrana. La raffigurazione zoologica nelle Adorazioni dei Magi fra il Tardo Gotico ed il primo Rinascimento italiani, con particolare riferimento alle opere di Gentile da Fabriano e Benozzo Gozzoli;

S. Piacenti, «Stella fulgore nimio rutilat». La fortuna scenica dei Magi;

S. Piacenti, Magi in celluloide;

M. Vanelli, Filmografia sui Re Magi;

F. Calzolaio, A. Zubani, La leggenda dei Magi in un diatessaron persiano di epoca mongola;

P. Ognibene, I Magi nelle traduzioni slave di Mt. 2, 1-12.

Tutta la Vita È Risolvere Problemi

Tutta la Vita È Risolvere Problemi

Scritti sulla conoscenza, la storia e la politica
Autore/i: Popper Karl R.
Editore: Rusconi
premessa all’edizione italiana e traduzione dal tedesco di Dario Antiseri pp. 304, Milano

«Il futuro è decisamente aperto. Esso dipende da noi; da tutti noi. Dipende da quello che noi e molte altre persone facciamo e faremo: oggi, domani e dopodomani. E quello che facciamo e faremo dipende a sua volta dai nostri pensieri; e dai nostri desideri, dalle nostre speranze, dalle nostre paure!

Dipende da come vediamo il mondo; e da come valutiamo le possibilità largamente disponibili del futuro… Invece di posare a profeti, dobbiamo diventare i creatori del nostro destino. E imparare a far le cose nel miglior modo che ci è possibile e ad andare alla ricerca dei nostri errori. Ma questo significa che dobbiamo cambiare noi stessi».

Il libro raccoglie le più recenti idee epistemologiche, storico-politiche ed esistenziali di Karl Raimund Popper. È un testo chiaro e affascinante in cui Popper intesse congetture e confutazioni con significativi ricordi di incontri ed esperienze personali, con il richiamo a fatti e a concetti di estremo rilievo quali, per esempio, razionalità, darwinismo, democrazia, riduzionismo, atteggiamento critico, metafisica, verità, autocoscienza. L’ultima opera di Popper, ma anche un messaggio di portata universale e di grande attualità.

Guarire lo Spirito

Guarire lo Spirito

nelle tradizioni cristiana, buddista e islamica
Autore/i: Leloup Jean-Yves; Skali Faouzi; Denys Teundroup
Editore: La Parola
traduzione di Carlo Di Chiara pp. 236, Roma

In occasione di un pellegrinaggio inter-tradizioni nel luogo del risveglio del Budda, a Bodhgaya in India, tre figure importanti della spiritualità moderna hanno scelto di condividere la loro esperienza e confrontare le tradizioni sufi, cristiana e buddista per rispondere a domande fondamentali per affrontare un cammino di guarigione fisica e spirituale: come, attraverso la disciplina dello spirito e il pellegrinaggio interiore, liberarsi delle grandi afflizioni della mente? Di fronte alla malinconia, alla sofferenza emotiva, come possono la preghiera e l’arte divenire degli strumenti terapeutici? Che effetti possiamo aspettarci sulla salute del corpo?

Piante e Fiori dell’Ikebana

Piante e Fiori dell’Ikebana

Tradizioni, leggende e curiosità
Autore/i: Santagostino Roberta
Editore: Jouvence
pp. 178, nn. ill. a col., Milano

I fiori hanno il particolare potere di comunicare sentimenti ed emozioni alle persone di ogni cultura. La voglia di codificare un “linguaggio dei fiori” è comune a molti paesi e il Giappone certamente non se ne sottrae. Questo linguaggio affonda le sue radici nella storia di questo sorprendente Paese, che fa del rapporto con la natura una imprescindibile priorità e di cui l’ikebana, arte tradizionale della disposizione dei fiori, è da secoli portavoce. La curiosità di capire perché alcuni fiori sono venerati più di altri, perché in letteratura, in poesia, nell’arte, nell’architettura ma anche in cucina, nell’abbigliamento e negli oggetti d’uso quotidiano alberi e fiori sono sempre protagonisti, ha spinto Roberta Santagostino a cercare notizie, curiosità e leggende sul legame profondo che unisce questo popolo al meraviglioso mondo vegetale, per racchiuderle in un libro ricco di immagini e illustrazioni a colori.

Roberta Santagostino, pratica da tempo l’ikebana, arte tradizionale giapponese della disposizione dei fiori. Negli ultimi anni, raggiunto il grado richiesto dalla scuola Ohara di Tokyo, ha cominciato a insegnare. Grafica di professione e attratta da tutto ciò che è bello, ha sempre amato i fiori. Questa passione, unita alla predilezione per un’estetica essenziale e pulita, l’ha avvicinata al gusto giapponese. Da qui è nato l’interesse per la cultura di questo Paese e per l’ikebana, esercizio nel quale linee, forme e colori sono ricercati con cura e messi in luce nelle composizioni vegetali.

Monsieur Chouchani

Monsieur Chouchani

L’enigma di un maestro del XX secolo
Autore/i: Malka Salomon
Editore: Morcelliana
Traduzione di Alessandro Paris pp. 200, Brescia

Monsieur Chouchani: un nome, un enigma. Chi fu questa misteriosa figura che fa la sua comparsa nella Parigi degli anni ’50 sotto le vesti di un clochard e lascia tracce del suo insegnamento da Gerusalemme a New York, da Strasburgo a Buenos Aires, da Parigi a Montevideo? Della biografia – tentata da Salomon Malka raccogliendo scritti, documenti e più di 100 testimonianze – resta un unico tratto indelebile: l’essere stato il maestro non solo di Emmanuel Lévinas e Elie Wiesel, che ne delinea qui un lungo ritratto, ma delle più diverse figure: medici, scienziati, intellettuali di tutto il mondo. Il suo peregrinare appare la cifra di un giudaismo capace di valicare i confini e le divisioni, tenendo salda la propria radice biblica e talmudica. Laici o religiosi, ortodossi o liberali, i suoi seguaci trovano in quel magistero, fondato sullo studio della Torah, la chiave di un’etica umanista, via maestra per un ebraismo universale.

Da Wagner al Jazz

Da Wagner al Jazz

Scritti sulla musica 1936-1971
Autore/i: Evola Julius
Editore: Jouvence
A cura di Piero Chiappano, prefazione di Massimo Donà pp. 194, Milano

Questo volume raccoglie gli scritti di argomento musicale prodotti da Julius Evola tra il 1936 e il 1971 e pubblicati su testate giornalistiche quali “Roma”, “Corriere Padano”, “Il Regime Fascista”, “Il Popolo Italiano”, “Rivolta Ideale” fino a culminare nel testo qui in appendice che riproduce un capitolo di Cavalcare la tigre, libro fondamentale per conoscere il pensiero del filosofo romano. L’esposizione in ordine cronologico e il relativo apparato critico permettono di conoscere le riflessioni musicologiche e quelle correlate di costume del filosofo, avendo come sfondo gli stravolgimenti storici, politici e di pensiero del Novecento. I fenomeni e le teorie musicali sono sempre analizzati in rapporto al clima culturale di cui sono espressione e l’autore non risparmia mai il suo punto di vista agendo con spirito costruttivo anche quando la critica si fa serrata. La mitologia wagneriana viene demistificata in quanto si nutre di fonti spurie e seriori mentre la fase aurorale del jazz viene esaltata come contributo positivo alla dissoluzione della musica romantica. I ritmi dell’Europa centrale vengono contrapposti al dilagare dei balli sudamericani mentre una critica impietosa viene svolta ai danni della produzione canzonettistica di massa, che a parere dell’autore annega nel luogo comune e, manifestando una tendenza tuttora prevalente, ci fa apprezzare la capacità di Evola di guardare avanti. Testi specialistici si alternano a pezzi di costume e proprio in ciò consiste la gradevolezza della lettura, perché si apprezza come il filosofo si sappia confrontare col quotidiano ben al di là delle posizioni formali. Prefazione di Massimo Donà.

La Passione di Gesù Cristo

La Passione di Gesù Cristo

nelle fonti bibliche e patristiche
Autore/i: AA. VV.
Editore: Edizioni San Paolo
A cura del Monastero Cottolenghino Adoratrici Preziosissimo Sangue – Pralormo (Torino) pp. 528, Cinisello Balsamo

Questa antologia di testi biblici e patristici sulla Passione di Gesù Cristo, ideata da Suor Maria del Santo Volto Fiorino (+ 1988), è stata prima pregata nella lectio divina e poi preparata e realizzata dalle monache del Monastero Cottolenghino Adoratrici Preziosissimo Sangue di Pralormo (Torino).

Fedeli al carisma del loro fondatore, nella meditazione della Passione del Signore, le sorelle contemplano l’Uomo dei dolori per comprendere e fare propri i dolori dell’uomo.

La presente antologia di testi biblici e patristici sul tema della Passione di Gesù Cristo è stata ideata, preparata e pregata nel Monastero Cottolenghino Adoraa­trici Preziosissimo Sangue (Torino). Qui si esercita la lectio divina, con un’attenzione particolare alla Passione del Signore, perché così “si contempla nell’Uomo dei dolori i dolori dell’Uomo”?.

C’Era una Volta … il Simbolismo nelle Fiabe

C’Era una Volta … il Simbolismo nelle Fiabe

Ovvero un percorso iniziatico attraverso il meraviglioso mondo dei racconti di fate
Autore/i: Lazzari Eugenio; Fadda Daniela
Editore: BastogiLibri
pp. 294, nn. ill. b.n., Roma

 Tra l’inizio, il «C’era una volta», e la fine,conclusione positiva della storia, «…e vissero tutti felici e contenti», nelle fiabe sono racchiuse tutte le esperienze della vita. Celati dietro il velo dell’apparenza, si trovano simboli e riferimenti esoterici che nascondono profonde Verità e indicano la via da seguire per esprimere appieno se stessi, aiutando a chiarire i processi interiori e insegnando a dominare i propri mostri. La fiaba è quindi un testo assolutamente unico, in cui sono custoditi archetipi e significati che affondano le loro radici nella mitologia e nella storia dei popoli, richiamando riti ancestrali e toccando la parte più profonda della coscienza dell’umanità. Seguendo una successione storica, nel libro viene affrontata una vera e propria analisi degli aspetti nascosti di alcune delle fiabe più celebri e di altre meno, nate non come semplici racconti per bambini ma come narrazioni simboliche per descrivere il percorso iniziatico dell’uomo che cerca la Conoscenza.

 

  EUGENIO LAZZARI è nato a Pisa nel 1925. Laureato in Ingegneria Civile Idraulica presso l’Università di Pisa e specializzato in Idrodinamica presso il Massachusetts Institute of Tecnology di Boston, ha conseguito nel 1961 la Libera Docenza in Idraulica, e dal 1970 ha ricoperto numerosi incarichi, tra i quali: dal 1971 al 1993 professore ordinario di Idraulica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Cagliari, dove ha diretto il Dipartimento di Ingegneria del Territorio. Dal 1980 al 1993 è stato responsabile dell’Unità Operativa del C.N.R. per la Sardegna della linea di ricerca Piene ed alluvioni del Gruppo Nazionale per la Difesa dalla Catastrofi Idrogeologiche. Contemporaneamente ai suoi studi classici ed universitari, ha studiato privatamente musica, in particolare il pianoforte, con diversi insigni professori. La sua produzione scientifica si compendia di 116 tra memorie, relazioni e conferenze, molte delle quali presentate a Congressi Nazionale ed Internazionali, oltre a otto manoscritti di carattere matematico, storico-culturale e musicale.

 

  DANIELA FADDA è nata a Cagliari nel 1980. Nel 2005 si è laureata in Psicologia presso l’Università di Cagliari. Nel 2012 ha conseguito un dottorato di ricerca nel campo della Psicologia della Personalità presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha frequentato diversi corsi di perfezionamento relativi alla metodologia d’analisi psicologica in Italia e all’estero. Membro dell’Ordine degli Psicologi della Sardegna e dell’Associazione Italiana di Psicologia, attualmente ricopre incarichi di docenza e di tutorato presso l’Università degli Studi di Cagliari ed è impegnata in progetti di ricerca su: benessere, personalità, concetto di sé, adattamento scolastico e adolescenza che hanno dato luogo a diverse partecipazioni a convegni e pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali del settore.

Teodato

Teodato

La caduta del Regno Ostrogoto d’Italia
Autore/i: Vitiello Massimiliano
Editore: 21 Editore
Traduzione a cura di Omar Coloru pp. 350, Palermo

Educato in filosofia platonica anziché nell’arte della guerra, Teodato non faceva parte dei piani di successione di Teodorico. La sua nomina inattesa a coreggente da parte di Amalasunta, sua cugina, lo trascinò negli intrighi della corte gotica. Teodato avrebbe presto cospirato con i nemici della regina per liberarsi di lei, con cui non era mai stato in buoni rapporti. Tuttavia, una volta sul trono d’Italia, le sue carenze in materia politica e militare lo resero un re inefficiente e pericolosamente incompetente. Sconfitto dall’imperatore Giustiniano, Teodato venne presto assassinato e il suo popolo lo rimpiazzò con un re guerriero. In questo libro, Massimiliano Vitiello esplora rigorosamente l’immagine di Teodato e ne ricostruisce la biografia nel complesso quadro della diplomazia e degli intrighi politici del sesto secolo d.C. Ritraendo la figura tragica di un sovrano incapace, il cui breve regno accelerò la fine dell’Italia ostrogota, l’autore fa luce sulla vita di Teodato e sulle dinamiche politiche del mondo mediterraneo di quel periodo. Teodato era il figlio di Amalafrida, la sorella del re ostrogoto Teodorico. Nacque in casa di suo zio in Mesia o forse nei Balcani probabilmente sul finire degli anni ’80 del V secolo. Trascorse la sua giovinezza al palazzo di Ravenna, dove ricevette un’educazione di tipo tradizionale romano, appassionandosi di lettere e di filosofia platonica. Sebbene appartenesse alla dinastia degli Amali, non venne mai preso in considerazione per il trono d’Italia, che Teodorico nel 526 lasciò all’appena decenne Atalarico, il figlio di sua figlia Amalasunta. Tuttavia, non appena otto anni dopo il giovane re morì, Teodato venne chiamato a corte da sua cugina, la quale lo nominò coreggente. Non contento di regnare con pari poteri insieme ad Amalasunta, verso la quale serbava vecchi rancori, e fomentato dalla fazione gotica ostile alla regina, Teodato si liberò presto di sua cugina, deponendola e poi mandandola in esilio su un’isoletta nel lago di Bolsena. Qui poco tempo dopo venne assassinata. Macchiandosi di tale delitto, Teodato aveva compromesso la sua immagine di sovrano di fronte ai Romani e Giustiniano trovò in questo episodio il pretesto per iniziare la guerra di annessione al suo impero del regno ostrogoto d’Italia. Sconfitto ripetutamente dall’esercito di Belisario in avanzata, Teodato venne deposto dal suo popolo in armi, che elesse re il guerriero Vitige. Poco dopo sarebbe stato assassinato dai sicari del nuovo re.

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