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  • L’Arte dei Sigilli Giapponesi con Taki Kodaira – Workshop
  • Selezione di volumi Aseq Editrice

    Selezione di volumi

    Diabolicus

    Diabolicus

    Le radici del male
    Autore/i: Razeto Claudio
    Editore: Imprimatur
    introduzione dell’autore. pp. 240, Reggio Emilia

    «Come mai sei caduto dal cielo,
    Lucifero, figlio dell’aurora. Come mai sei steso a terra, signore dei popoli? Eppure tu pensavi:
    “Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono;
    dimorerò sul monte dell’assemblea,
    nelle parti più remote del settentrione.
    Salirò sulle regioni superiori delle nubi,
    mi farò uguale all’Altissimo”.
    E invece sei stato precipitato negli inferi,
    nelle profondità dell’abisso!»
    (Isaia 14, 12-15)

    Diabolico. Come il bianco contiene il nero, come il positivo attrae il negativo, così il concetto di male assoluto si è sviluppato nel corso della storia dell’umanità.
    Lo credevano gli antichi, dagli Assiri ai Maya, dai Romani agli Israeliti, ne erano convinti i dottori della Chiesa e gli inquisitori medievali tanto da portare alle estreme conseguenze la sua persecuzione, con roghi e patiboli oggi esecrati.
    Il Diavolo si è evoluto fino a divenire il protagonista di trattati di demonologia, romanzi, poemi, quadri e affreschi, opere liriche, canzoni rock, film e fumetti manga giapponesi.
    I suoi simboli si sono moltiplicati, le sue raffigurazioni sono passate dalla pietra dei templi e delle grandi cattedrali, dove servivano da monito ai credenti, al web rigurgitante di siti, blog e fanzine dedicati apertamente al Maligno.
    La cronaca nera ne ha fatto il sinistro e occulto protagonista di quei delitti che sfuggono alla razionalità umana, dalle stragi alle sette sataniche, dai nuovi rituali occulti alle organizzazioni esoteriche più depravate.
    La Chiesa cattolica e anche le altre religioni continuano a mettere in guardia i fedeli dalla sua opera malefica e dalla sua presenza tutt’altro che teorica e persino la moderna psichiatria e la psicologia si sono occupate di possessioni ed esorcismi.
    L’Apocalisse e le profezie ne anticipano la sua nuova venuta, la presa del potere da parte dell’Anticristo, fino allo scontro e al giudizio finale in cui il male dovrà soccombere definitivamente.
    Maledetto e condannato, evocato e adorato, questo essere, questa figura sinistra e arcana, ha avuto da sempre un suo ruolo, presunto o negato, al tavolo delle vicende umane e, anche quando si è smesso di credere ufficialmente nella sua esistenza, Satana ha continuato a far sospettare di aggirarsi tra gli uomini e di essere lì a danzare sul mondo, sulle sue immani tragedie e sui suoi dolori.

    Claudio Razeto, giornalista, scrittore, esperto di archivi storico-fotografici e documentali, ha scritto sui quotidiani «Paese Sera» e «Il Messaggero» occupandosi di cronaca nera e reportage internazionali anche in zone di guerra come l’Albania e il Kosovo. Ha pubblicato il volume illustrato dal titolo Corrispondenti di Guerra, uscito in dodici Paesi. Collabora con riviste storiche come «Focus Storia» e «Bbc History Magazine». Ha pubblicato i saggi 1943. Diario dell’anno che sconvolse l’Italia, 1944. Diario dell’anno che divise l’Italia, 1945. Il giorno dopo la Liberazione e La Grande Guerra in Italia.

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    Verdure Antiche e Dimenticate

    Verdure Antiche e Dimenticate

    Oltre 100 ricette per cucinare rutabaga, topinambur, scorzonere, barbabietole, zucche ecc.
    Autore/i: Black Keda
    Editore: Guido Tommasi Editore
    prefazione dell’autore, fotografie di Akiko Ida, traduzione di Rossella Savio. pp. 192, interamente e riccamente illustrato a colori, Milano

    A volte, mentre si spinge il carrello al supermercato, passando nel reparto frutta e verdura un brivido di freddo tipico del clima da era glaciale che dovrebbe giovare all’aspetto dei vegetali morde la schiena con piccoli denti ghiacciati… Forse è per questo che ci soffermiamo con una certa titubanza davanti alle verdure, mentre mani veloci scelgono, pesano e imbustano in un turbinare di guanti e sacchetti di cellophane. A volte però, mentre le operazioni di stoccaggio nel carrello sono all’apice, lo sguardo vaga speranzoso tra gli scaffali e viene inaspettatamente agganciato da strane creature che giacciono lì, accanto a innocenti cespi di lattuga, peperoni ipertrofici e mazzetti di carote dal brillante ciuffo verde. Il loro magnetismo ci attira inesorabilmente: hanno un aspetto senz’altro curioso, di certo sconosciuto. Quando ci pieghiamo per leggere a quale genere appartengano e carpirne la natura, il loro nome ci suona esoterico e lontano (rutabaga, scorzonera, mizuna…). Si tratta di ortaggi dimenticati, che non hanno mai varcato la soglia della nostra cucina perché probabilmente la loro coltivazione è stata abbandonata da tempo, trascurata dall’agricoltura moderna, tesa a immettere sul mercato prodotti più resistenti alle malattie e più facili da vendere. Siamo di fronte a piccole riscoperte di sapori e consistenze: a volte queste verdure sono veramente antiche, a volte sono state solo dimenticate dai consumatori, più spesso si tratta di ortaggi semplicemente strani e particolari… ma per niente al mondo vanno ignorati! Prendetevi il tempo per ammirare la piccola galleria di ritratti bitorzoluti, tuberosi e a tratti allampanati offerti da questo libro: non sono creature di un mondo sotterraneo, solo di un altro tempo, e si portano dietro un ricco bagaglio di vitamine, fibre e colori che gioverà moltissimo alla vostra dieta. Quello che chiedono è solo un vostro sguardo, un palpito di curiosità per essere bollite, grattugiate o trasformate in un morbido purè.

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    I Piegamenti all’Indietro e le Torsioni

    I Piegamenti all’Indietro e le Torsioni

    Anatomia delle posizioni
    Autore/i: Long Ray
    Editore: Om Edizioni
    introduzione dell’autore, traduzione di Giorgio Cerquetti. pp. 220, interamente e riccamente illustrato a colori, Rimini

    Il Maestro dottor Ray Long, autore della collana La Scienza Dello Yoga, in questo volume tratta la parte riguardante “I piegamenti all’indietro e le torsioni”, guidando come nei volumi precedenti il lettore attraverso una straordinaria narrazione visiva e spiegando nei dettagli l’anatomia, la biomeccanica e la fisiologia di questa antica arte orientale della salute decodificando di volta in volta le posizioni.
    La serie di libri “La Scienza Dello Yoga” è progettata per aiutarvi nella comprensione dell’anatomia funzionale dello yoga.
    Ogni volume migliora la forza, la flessibilità e la precisione del praticante focalizzando una specifica categoria di posizioni e benefici terapeutici, contiene bellissime illustrazioni che spiegano i concetti chiave di ogni posizione, una descrizione dei principi biomeccanici e fisiologici con le applicazioni alle specifiche posizioni dello Yoga.
    La caratteristica di questa collana è l’insieme di bellissime e numerosissime illustrazioni e chiare istruzioni scientifiche su come usare, al meglio, le posizioni per ottenere il massimo beneficio dalla Vostra pratica.

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    Autobiografia di un Capo Indiano

    Autobiografia di un Capo Indiano

    Autore/i: Black Hawk
    Editore: Castelvecchi
    introduzione di Anna Scannavini, traduzione dall’inglese di Massimo De Pascale. pp. 126, Roma

    In questo libro per la prima volta un nativo americano ha raccontato la sua vita affidandola alla scrittura. Capo guerriero della tribù dei sauk, Black Hawk passò alla Storia per essere sceso in guerra contro il governo degli Stati Uniti e aver guidato la resistenza della sua gente. Combattuto contro forze nemiche soverchianti, il conflitto si concluse in un massacro per i sauk, Black Hawk fu catturato, portato nelle città dell’Est ed esibito come un trofeo. Fu allora che, per ristabilire il controllo sulla propria figura e sulla sua storia, decise di dettare le proprie memorie. Con la solennità di un vecchio e rispettato capo tribù, Black Hawk ripercorre le vicende della sua vita: dall’infanzia nel villaggio di Saukenuk fino alle scelte dell’età adulta e alla decisione di combattere contro l’invasione dei coloni bianchi. Dalle pagine del libro emerge un mondo scomparso ma ancora incredibilmente ricco di vita.

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    I Simboli Cristiani delle Origini

    I Simboli Cristiani delle Origini

    I-VII secolo
    Autore/i: Baudry Gerard
    Editore: Jaca Book
    pp. 240, nn. ill. a colori, Milano

    Quest’opera è un’introduzione al mondo dei simboli del Cristianesimo antico, fino al VII secolo. Sotto l’Impero romano i primi simboli cristiani riguardano anzitutto la sepoltura, pratica in cui Roma si mostrava liberale. Cristo, risorto e Salvatore, compare sin dalle catacombe, dove i temi erano la salvezza e l’immortalità. Da Costantino poi, con la costruzione di chiese e battisteri, i simboli cristiani abbracciano e accompagnano tutti gli aspetti della vita, esprimendo la novità portata dalla nuova religione, un Dio fatto uomo e partecipe di ogni umana espressione. Così, se da un lato Cristo diviene il primo soggetto di preoccupazione simbolica – insieme ai passi essenziali dell’Antico e del Nuovo Testamento – tutta la natura, il cosmo, il mondo animale e vegetale, l’ambiente domestico e culturale, fino ai numeri, alle lettere e alle figure geometriche diverranno, pur carichi di significati presi da varie tradizioni, simboli efficaci per esprimere la visione cristiana del mondo e della vita. Il volume prende in considerazione non solo i simboli espressi in forma verbale o letteraria, ma ogni simbolo “visivo”. Si tratta perciò di simboli dipinti, realizzati a mosaico, scolpiti o incisi su materiali diversi, ma anche simboli riconoscibili in forme architettoniche e nell’organizzazione dello spazio. Le opere d’arte e i simboli qui riprodotti formano forse il più vasto compendio iconografico per un lavoro sintetico e introduttivo.

    Baudry Gerard, sacerdote presso la diocesi di Nantes, dottore in filosofia e in teologia, già professore all’Université Catholique de Lille. Accanto a numerose pubblicazioni teologiche, è stato direttore della collana L’Horizondu croyant (Desclée/Novalis) e del periodico dell’Università cattolica di Lille Melanges de science religieuse; ha inoltre assunto la codirezione dell’enciclopedia Catholicisme, hier, aujourd’hui, demain (Letouzey & Ané). Noto come uno tra i migliori conoscitori di Teilhard de Chardin, è stato incaricato dalla Fondazione Teilhard de Chardin (Parigi) di preparare la pubblicazione dei testi ancora inediti. Dopo l’edizione delle Lettres inédites de Teilhard de Chardin à l’abbé Breuil (Ed. Du Rocher, Monaco 1988), ha garantito quella delle Notes de retraites (Les Editions du Seuil, Paris 2003) e quella delle Notes de lectures (Mediasevres, Paris 2007). Presso Jaca Book Baudry ha pubblicato I simboli del Battesimo (2007) e il Lessico di Teilhard de Chardin (2010).

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    Elogio della Ribellione

    Elogio della Ribellione

    Autore/i: Maffei Lamberto
    Editore: Il Mulino
    introduzione dell’autore. pp. 168, ill. b/n, Bologna

    Tecnologia e globalizzazione hanno paradossalmente creato solitudine, causata da un eccesso di stimoli, che inducono un’attività frenetica del cervello, levando spazio alla riflessione e alla libertà del pensiero, intasato dalle entrate sensoriali saturate dalle connessioni in rete e dalla televisione. È la solitudine di un cervello che in una stanza invia e riceve notizie solo attraverso messaggeri strumentali informatici, ma spesso ha perso il contatto affettivo con gli altri. Il cervello troppo connesso è un cervello solo, perché rischia di perdere gli stimoli fisiologici dell’ambiente, del sole, della realtà palpitante di vita che lo circonda.

    Lamberto Maffei è vicepresidente dell’Accademia nazionale dei Lincei e professore emerito di Neurobiologia alla Scuola Normale di Pisa. Con il Mulino ha pubblicato «La libertà di essere diversi» (2011) e «Elogio della lentezza» (2014).

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        Introduzione
        I. La grande ragnatela
        II. Che direbbe Galileo?
        III. Idolatria del denaro
        IV. Condannati a dormire
        V. Plutocrazia
        VI. La ribellione della ragione

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    XV Secolo – L’Abbigliamento Femminile in Italia.

    XV Secolo – L’Abbigliamento Femminile in Italia.

    Autore/i: Marangoni Federico
    Editore: Il Cerchio
    prefazione e introduzione dell’autore. pp. 104, riccamente illustrato a colori, San Marino Città (RSM)

    Rielaborando il gusto gotico di fine Trecento, ancora diffuso nei primi decenni del XV secolo, la moda femminile in Italia nel ’400, amplificata nelle corti signorili dallo sviluppo delle lettere e delle arti, elaborò nuove forme che divennero modello d’eleganza e definirono il vestire all’italiana in Europa.
    Attingendo ad un insieme di conoscenze derivato dallo studio di centinaia di fonti dell’epoca, l’autore analizza tutti gli elementi di cui era costituito l’abbigliamento del Quattrocento italiano fornendo al lettore, attraverso oltre 150 immagini a colori, un ricco campionario dell’apparato iconografico dell’epoca, distribuito sull’intero arco del secolo e con riferimenti a tutta la penisola italiana.
    Federico Marangoni (Bologna 1981) da oltre un decennio si occupa di ricostruzione e rievocazione storica. Nel 2008 ha fondato l’associazione storico-culturale “Società dei Vai”, di cui è il presidente. Ideatore e curatore di numerosi seminari e progetti culturali, in collaborazione anche con l’Università di Bologna e alcuni musei della città e della provincia di Bologna, dal 2008 dirige la rivista storica De Rerum Historia che si occupa di temi inerenti al Medioevo e Rinascimento. Studioso e praticante anche di scherma medievale e rinascimentale, dal 2013 è responsabile nazionale AICS per la Scherma.
    Per il Cerchio ha già pubblicato quattro volumi relativi all’abbigliamento maschile tra XIII e XVI secolo.

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    L’Athos e l’Esicasmo

    L’Athos e l’Esicasmo

    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Nerbini
    a cura di Antonio Manzella, prefazione di Giuseppe Sergio Balsamà. pp. 176, Firenze

    L’esicasmo non è una dottrina mistica, non fornisce una teoria, ma indica un itinerario ascetico al cristiano per riporre la sua mente stabilmente in Dio e nutrirsi delle bellezze del mondo invisibile. Il percorso richiede il raggiungimento e il compimento di alcune tappe progressive per conquistare infine l’hesychía: la preghiera monologica, la purificazione interiore, l’illuminazione e la deificazione.
    In questo volume a più mani che in realtà si configura come una vera e propria monografia, la luminosa civiltà athonita viene analizzata sotto angolature storico-teologiche differenti che approfondiscono in particolare il periodo della rinascita filocalica, senza per questo tralasciare alcuni momenti storici che la precedettero, come la venerabile e antica tradizione bizantina e protocristiana, fino alle soglie della contemporaneità.

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    Giuseppe Sergio Balsamà
    Prefazione

    Renato D’Antiga
    Introduzione

    Padre Nikodimos Aghiopavlitis
    Preghiera del cuore e lavoro spirituale

    Padre joseph H. Wong, OSB Cam
    Preghiera di Gesù e quiete interiore

    Marcello Garzaniti
    Le forme del silenzio e della preghiera nell’esicasmo bizantino-slavo ai tempi del patriarca bulgaro Eutimio
    (secoli XIV-XV) » 43

    Padre Elia Ciuerio
    La preghiera e la pratica della preghiera
    A proposito di alcuni autori esicasti minori

    Marco Toti
    Ascesi e iconografia
    Il «rinnovamento esicasta» tra Oriente e Occidente
    (secoli XIII-XV)

    Ion Ionaşcu
    Un typos esicasta del principe bizantino
    San Neagoe Basarab (secolo XVI)

    Igumeno Andrew (Wade)
    San Paisij Velickovskij e la Preghiera di Gesù

    Igumeno Ambrogio (Cassinasco)
    Itinerari di preghiera tra la Russia e l’Athos
    I Racconti di un pellegrino russo

    Archimandrita Alessio Mandaniciota
    La Sacra Montagna e il Pellegrino russo

    Ion Ionaşcu
    Daniil Sandu Tudor e l’Athos:
    simbolismo iconico, innico ed esistenziale

    Gli autori
    Il curatore

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    Proclo – Inni Traduzione e Commento

    Proclo – Inni Traduzione e Commento

    Autore/i: Eleusin Daphne Varenya
    Editore: Avatar Éditions
    premessa e cura di Roberto Incardona. pp. 190

    Ascoltami, Tu dal cui volto la sacra luce risplende. Dai un porto sereno a me che vago attorno alla terra, dona alla mia anima la santa luce dai tuoi miti sacri, e amore e sapienza. Spira nel mio amore un potere così grande e di tale genere che possa risospingermi in alto nuovamente, dalle profondità della materia all’Olimpo, nella dimora di tuo padre.

    La traduzione commentata degli “Inni” di Proclo, curata da Daphne Vareneya Eleusinia, com’è noto, sono gli unici inni superstiti del grande diadoco platonico, e ci sono pervenuti attraverso una più ampia collezione manoscritta di “Inni Ellenici”, a carattere teurgico e filosofico, raccolta che, secondo un’ipotesi, potrebbe essere fatta risalire allo stesso Giorgio Gemisto Pletone. Inoltre è significativo, come non manca di annotare acutamente la Curatrice, che «dei 34 manoscritti che ci hanno conservato la raccolta degli “Inni”, quelli più antichi risultano essere stati trascritti proprio in Italia». E, come aggiunge anche Roberto Incardona nella sua nota introduttiva, «entrambe queste circostanze andrebbero dunque ricondotte ad un vero e proprio “disegno provvidenziale”, volto a conservare e trasmettere gli “Inni” a tutti coloro che, dopo i drammatici eventi che portarono alla definitiva chiusura dell’Accademia di Atene, nel 529 d.C., si ritroveranno privati del più importante centro culturale e spirituale dell’Occidente greco-romano».

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    Jung e lo Sciamanesimo

    Jung e lo Sciamanesimo

    L’anima fra psicanalisi e lo sciamanesimo
    Autore/i: Smith C. Michael
    Editore: Amrita
    prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Monica Amarillis Rossi. pp. 302, Torino

    Molti conoscitori di Jung lo chiamavano “sciamano”, ma nessuno ha mai osato dirlo ad alta voce. Lo fa C. Michael Smith, grande specialista di Jung e di sciamanesimo, in questo libro che esplora differenze e affinità tra sciamanesimo e psicologia junghiana, entrambi radicati in un modo di vivere incentrato nel cuore, ed entrambi dotati di intricate “mappe” del territorio psichico umano.
    Avventurarci in questo libro significa incontrare iniziazioni sciamaniche, dissociazioni, disperazione, perdita dell’anima, ma anche il potere terapeutico dei riti, dell’estasi e di altri stati alterati di coscienza. Significa scoprire cose che non sappiamo sul ruolo dei talismani e degli amuleti, sui vari livelli dell’inconscio collettivo, come questi fenomeni interagiscano con gli archetipi e le attività immaginative, e come, soprattutto, di tutto questo possa oggi avvalersi la psicoterapia. Perché alla fine, scrive l’Autore, la cosa essenziale è sempre la persona, più ancora di queste tecniche, per quanto potenti e affascinanti: la persona che le vive, la sua capacità di viverle dal cuore, in armonia con la natura e la terra, base comune di Jung e dello sciamanesimo.

    C. Michael Smith è americano, psicologo clinico allievo di Paul Ricoeur e grande specialista di Jung e di sciamanesimo, nonché di antropologia medica.

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    Il Sacrificio di Isacco

    Il Sacrificio di Isacco

    del Conte di San Clemente nella questione caravaggesca
    Autore/i: Di Tomasi Renato
    Editore: Bonanno
    pp. 156, Acireale

    Il Sacrificio di Isacco, quadro raffinatissimo e seducente, costituisce da oltre un secolo uno degli enigmi più intriganti degli studi caravaggeschi. Attraverso un’approfondita ricerca documentaria, il volume ricostruisce le vicende collezionistiche della prima versione del dipinto, approdato in Spagna all’inizio del Seicento nella collezione di Miguel Marín de Villanueva (1615-1684). Lo studio della quadreria aragonese è stato supportato dalla ricognizione e dall’analisi delle numerose copie del quadro, del quale è stato rintracciato anche un inedito prototipo d’impronta tardo-manierista: le 23 repliche del Sacrificio di Isacco, illustrate per la prima volta, fanno nuova luce sulla fortuna di una delle più ammirate “invenzioni” del caravaggismo europeo.

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    Il Doppio Sguardo di Sophia

    Il Doppio Sguardo di Sophia

    L’eterno femmino e il diavolo, nella vita e nella letteratura
    Autore/i: Stroppa Carla
    Editore: Moretti & Vitali
    introduzione dell’autrice. pp. 292, Bergamo

    L’eterno femminino, come Goethe lo ha rappresentato nel suo Faust, si manifesta in una forza intrinseca dell’anima femminile che spinge la coscienza umana verso il compimento delle sue potenzialità naturali, spirituali e di conoscenza superiore. Eva, Elena, Maria e Sophia sono le figure che la tradizione pagana, cristiana e gnostica ci ha consegnato per rappresentare la fenomenologia di questo percorso interiore nelle sue fasi interne. L’autrice, attraverso un rabdomantico inoltrarsi nella conoscenza, che si avvale della messa a fuoco continua di temi psicologici, simboli e topos letterari sempre relati all’esperienza clinica e alla riflessione esistenziale, considera le fasi dell’eterno femminino quale continuum di esperienza e di conoscenza essenziali, sia per la donna che per l’uomo moderni, troppo identificati con l’Io eroico maschile, teso a superare i limiti umani in un costante delirio di onnipotenza che esclude dal suo orizzonte la morte e la fragilità. Sophia è la potenzialità dell’anima iniziata alla dimensione transpersonale della psiche: è la visione dell’intero, riguarda entrambi i generi e in entrambi può essere presente o assente. Rappresenta la speranza di compimento del processo individuativo. Sophia è l’ethos che passa attraverso la differenziazione dell’Io dal Tutto originario, ma a esso sa tornare col filtro e col potere trasfigurativo della cultura e del discernimento etico, acquisiti nel rapporto col mondo e nell’incontro/scontro con l’ombra individuale e collettiva.
    Ma la storia dell’umano comportamento, del pensiero e dell’immaginazione è lì a dimostrare che l’eterno femminino può essere tanto salvifico quanto demonico. Trascurare il suo lato d’ombra sarebbe un grave errore. Sempre in contatto con l’esperienza clinica e in un dialogo sottile e appassionato con l’immaginario letterario, vengono accostate molte figure femminili di cui l’autrice esplora luci e ombre. Così sulla pagina compaiono miti e storie ad alta densità simbolica: Psiche della favola di Apuleio, Biondetta del Diavolo innamorato di Cazotte, Carmilla di Le Fanu, Shoko di Paolo Lagazzi, Shahrazad delle Mille e una notte, la balia e la pastorella del Visconte dimezzato di Calvino, le Sirene dell’Odissea, e altre ancora, in un girotondo di situazioni che si dipanano all’interno di un’ambivalente complicità col Diavolo e consentono una pregnante riflessione esistenziale e psicologica che sa collegare la letteratura alla vita.

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    Claudio Tolomei

    Claudio Tolomei

    Umanista senese del Cinquecento. La vita e le opere
    Autore/i: Sbaragli Luigi
    Editore: Olschki
    ristampa anastatica, introduzione di Luigi Oliveto, con una nota di Vittorio Sgarbi. pp. xvi-240, Firenze

    È, a tutt’oggi, la biografia più completa che si abbia di Angelo Claudio Tolomei – umanista, filologo, poeta, ecclesiastico, diplomatico – nato ad Asciano (Siena) nel 1492 circa, morto a Roma il 23 marzo 1556. Il libro, curato e introdotto da Luigi Oliveto, ripropone in anastatica l’edizione pubblicata nel 1939 dall’Accademia per le Arti e per le Lettere di Siena. Uno scrupoloso lavoro di ricerca bibliografica e d’archivio, che di Tolomei restituisce un ritratto ai più sconosciuto.

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    Antico e Nuovo Testamento Libri Senza Dio

    Antico e Nuovo Testamento Libri Senza Dio

    Come le religioni sono state costruite a tavolino per mantenere il potere
    Autore/i: Biglino Mauro
    Editore: Uno
    introduzione dell’autore. pp. 264, Orbassano (TO)

    Mauro Biglino torna con un nuovo libro in cui prende in esame sia l’Antico che il Nuovo Testamento!
    In questa nuova pubblicazione ho voluto inserire una serie di prime riflessioni sul Nuovo Testamento, ho anche scelto di rispondere in modo circostanziato alla più importante delle contestazioni che l’esegesi giudaico-cristiana mi rivolge: quella relativa al termine Elohim, al suo essere plurale o singolare, al suo significare Dio oppure no.
    E’ infatti fondamentale stabilire se la Bibbia parla del Dio unico oppure no.
    Questo scritto è dunque un excursus su vari temi compiuto con l’intento di evidenziare la questione di fondo che concerne il nostro rapporto con quel libro su cui mi pongo le seguenti domande:
    per l’Antico Testamento, i detentori della conoscenza hanno raccontato ciò che veramente contiene? Per quanto concerne invece il Nuovo Testamento, come si comprenderà dal contenuto del lavoro, la domanda è necessariamente diversa: gli autori hanno scritto il vero?
    La risposta è per me scontata in entrambi i casi: assolutamente no.
    Per l’Antico Testamento non si sono limitati a non raccontare, ma sono andati ben oltre e hanno deliberatamente e spudoratamente inventato ciò che non c’è. Per il Nuovo Testamento gli autori dell’inganno sono stati innanzitutto gli estensori, coloro che hanno inventato la figura cristica che è ben diversa dalla figura storica del predicatore giudeo messianista.
    Nel vol.2 de “La Bibbia non è un libro sacro”, si trovano anche risposte a critiche e osservazioni che i rappresentanti delle diverse, e spesso contraddittorie, dottrine hanno rivolto alle ipotesi contenute nei miei precedenti lavori. Un percorso che parte dal primo versetto della Genesi per arrivare a riflettere, sia pure per il momento molto sinteticamente, sull’inganno finale: da Adamo a Gesù dunque che viene affrontato in questa nuova edizione.
    Una storia che i detentori della conoscenza hanno costruito a tavolino, utilizzando i testi cosiddetti sacri come puro pretesto, come spunto per dare voce a una loro creazione artificiale.

    Mauro Biglino, studioso di storia delle religioni, è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo.
    Mauro Biglino è curatore di prodotti multimediali di carattere storico, culturale e didattico per importanti case editrici italiane, collaboratore di riviste, studioso di storia delle religioni, traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo.
    Da circa 30 anni si occupa dei cosiddetti testi sacri nella convinzione che solo la conoscenza e l’analisi diretta di ciò che hanno scritto gli antichi redattori possano aiutare a comprendere veramente il pensiero religioso formulato dall’umanità nella sua storia.

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    Yakuza

    Yakuza

    Un’Altra Mafia
    Autore/i: Arduini Giorgio
    Editore: Luni
    presentazione di Davide Mattiello. pp. 682, Milano

    I media internazionali li etichettano sbrigativamente come “la mafia giapponese”, i comunicati governativi li definiscono “bande violente”, l’opinione pubblica sfuma il giudizio sulla loro condotta descrivendola come “la via dell’eccesso”, garbata perifrasi ancora lontana dall’orgogliosa formula “persone cavalleresche” con la quale gli interessati stessi prediligono presentarsi. Ma per tutti sono: yakuza.
    In Giappone queste tre sillabe evocano un panorama di violenza, droga e sfruttamento della prostituzione profuso, però, di riferimenti a un passato eroico e idealizzato che, sottolineando con abilità l’uno o l’altro aspetto in base alla convenienza, ha reso questi uomini professionisti della “gentile arte dell’estorsione”, parafrasando un titolo cinematografico sull’argomento, dove il rapporto tra vittima e ricattatore può tramutarsi in collaborazione mutualmente soddisfacente.
    In occidente i contorni di questa sfaccettata immagine sono stati smussati, ammantandola di una cappa di esotismo che ha messo a disposizione del mondo dell’intrattenimento avvincenti criminali dalla logica imperscrutabile e stoicamente fedeli a un rigido codice d’onore.
    Questo saggio si propone di far penetrare lo sguardo del lettore oltre il velo dell’apparenza, affrontando l’analisi di questa forma di crimine organizzato con un’ampia prospettiva storico-culturale che prende in considerazione il suo sviluppo dai prodromi al 2015, passando attraverso le tradizioni ereditate, le identità inventate e l’accorta gestione di un’immagine pubblica spesso efficace nel mascherare le poco lodevoli attività esercitate.

    Giorgio Arduini (Torino 1969), dopo la laurea in lingua e letteratura giapponese con una tesi sulla yakuza, ha approfondito la sua preparazione su questa realtà perfezionandosi in criminologia e raccogliendo informazioni su ogni argomento a essa correlato. Nel corso delle sue ricerche ha pubblicato numerosi articoli e saggi sull’argomento tra i quali ricordiamo Yakuza, cerimonie del crimine e Hagakure (rivista Narcomafie, 2001), Yakuza: quando “la via dell’eccesso” incrocia la via degli dèi (Medusa, 2006), Le vette oltre la soglia: divinità, demoni e uomini straordinari dei monti giapponesi (Medusa, 2010) e molti altri articoli.

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