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  • Seminario Teorico Esperienziale di Iniziazione al Mantra Madre
  • Selezione di volumi Aseq Editrice

    Luce dei Tantra

    Luce dei Tantra

    Tantraloka
    Autore/i: Abhinavagupta
    Editore: Adelphi
    nuova edizione riveduta a cura di Raniero Gnoli pp. LXXXVI-772, Milano

    Luce dei Tantra (Tantraloka), del mistico Abhinavagupta, uno dei più grandi filosofi indiani (X-XI secolo), si presenta come una gigantesca summa del sapere esoterico, in cui si tratta diffusamente di ogni possibile aspetto della via tantrica alla liberazione.

    «Abhinavagupta paragona la condizione umana a quella di un indemoniato che (come accadde ad Adamo ed Eva: erano indistinti da Dio) abbia perduto la consapevolezza della propria identità. Per riacquistarla, e sprofondare nell’eterna beatitudine, nell’eterno riposo, deve, attraverso i duri esercizi spirituali, i sacrifici, le pratiche yoga, la recitazione dei mantra (quei fonemi colmi della vibrazione divina, simili alle esclamazioni pure dei fanciulli), introiettare il mondo e il tempo dentro di sé e letteralmente “divorarlo” attraverso il respiro».

    Plebei ed Altri Animali

    Plebei ed Altri Animali

    Il razzismo segreto della nobiltà cattolica contemporanea – Con in appendice le norme per la ricezione nelle categorie nobiliari del Sovrano Militare Ordine di Malta
    Autore/i: de Milford Ramarrik
    Editore: Libreria Editrice Aseq
    pp. 264, ill. b/n, Roma

    Un’amara riflessione sulla nobiltà cattolica italiana e sul suo destino nel XXI secolo, che ne mette in luce gli anacronismi, le incongruenze e il tentativo di fare di ordini cavallereschi e confraternite l’ultima “riserva indiana” di un ceto aristocratico fuori dal tempo e dalla storia, allo scopo di conservare privilegi, tradizioni e attributi ormai privi di significato. L’Autore, egli stesso membro di tali aristocratici consessi, ha scelto di restare anonimo. Questo libro, una via di mezzo tra il saggio storico, il pamphlet e l’invettiva, ci svela impietosamente le piccole e grandi meschinità e l’immotivato senso di superiorità sul resto del genere umano caratterizzante gli appartenenti ad ordini cavallereschi e confraternite il cui scopo apparente sarebbe quello di essere al servizio del prossimo. Il recente scontro che ha opposto il Papa e la Chiesa al Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta, altrimenti incomprensibile, trova in questa lucida analisi la sua ragione d’essere. In appendice alcuni documenti preziosi per comprendere le regole di accesso alla categorie nobiliari  del Sovrano Militare Ordine di Malta.

    L’Autore, nato da una famiglia appartenente alla piccola nobiltà, fin da giovanissimo frequenta ordini cavallereschi e confraternite laicali tradizionalmente nobiliari. Dopo anni di presenza assidua rompe con il suo vecchio ambiente e decide di scrivere questo libro per svelare, da insider, i meccanismi psicologici, gli usi e i pregiudizi di natura schiettamente razziale che contraddistinguono gli appartenenti a tali strutture. Ora diserta con grande soddisfazione i ricevimenti e i mondanissimi pellegrinaggi, preferendo l’evangelico “si si, no no” alla dissimulazione e all’arte della conversazione.
    Naturalmente, è molto più contento di prima.

    La Vita Quotidiana in Giappone al Tempo dei Samurai

    La Vita Quotidiana in Giappone al Tempo dei Samurai

    1185-1603
    Autore/i: Frederic Louis
    Editore: Bur
    traduzione di Rosanna Pelà. pp. 320, 1 cartina b/n, Milano

    I rotoli dipinti, emakimono, sono la fonte principale di informazioni sulle abitudini di vita nel Medioevo giapponese che Frédéric utilizza e, come in un rotolo, ci si presentano le scene quotidiane – dalla nascita alla morte – della vita dei contadini, dei guerrieri, degli artigiani, dei monaci e dei nobili. Il cibo viene descritto con ricchezza di particolari e così l’abbigliamento e gli oggetti d’uso quotidiano. La letteratura ed i «regolamenti di famiglia» arricchiscono il quadro di particolari per quanto riguarda i costumi degli aristocratici. È l’epoca in cui il buddhismo assume connotati tipicamente giapponesi e si diversifica in sette. Lo Zen con il suo rifiuto delle Sacre Scritture e l’attenzione a!la natura sembra assorbire stimoli dallo Shintō, la via dei kami, che è la credenza originale del vecchio Giappone. Lo Zen con la sua insistenza sulla transitorietà delle cose della vita – «i colori dei fiori danno testimonianza di questa verità: tutto ciò che fiorisce deve appassire» – viene assunto a regola anche dai samurai, la cui essenza e ragion d’essere, come sottolinea l’autore, «è il senso del dovere ». È in quest’epoca che vengono codificate con regole precise quelle arti che rimarranno immutate fino ai nostri giorni. La cultura del Medioevo, dice Frédéric, «cerca di comprendere intuitivamente la natura, di inserirsi e di vedere la bellezza reale nascosta sotto l’apparenza. Per potervi riuscire l’uomo deve piegarsi a certe regole, a una legge. Ed è nella rigida osservanza di questa legge che egli può raggiungere la libertà totale, perché la Legge (la via dei Fiori, del Tè, del No) trascende l’individuo. E secondo gli esteti del Medioevo, la perfetta libertà si può trovare soltanto osservando in modo assoluto una legge».

    I Destini e le Avventure dell’Intellettuale Ebreo

    I Destini e le Avventure dell’Intellettuale Ebreo

    1650-1933
    Autore/i: Calimani Riccardo
    Editore: Mondadori
    introduzione dell’autore. pp. 774, Milano

    Marx, Freud, Kafka, Einstein sono soltanto i più noti fra gli intellettuali ebrei. Negli ultimi quattro secoli, infatti, la cultura europea è stata animata e arricchita da innumerevoli personalità appartenenti alla stessa minoranza. In tutti questi scrittori, filosofi, scienziati, talvolta vissuti al margine della società, il rapporto con le proprie origini è stato profondo e sofferto: alcuni hanno dissimulato, o addirittura nascosto, le loro radici; altri, combattuti fra rispetto della tradizione ed emancipazione, hanno cercato di conciliare la propria identità con lo spirito del mondo occidentale. Sulle tracce di questi uomini che hanno dato un fondamentale contributo allo sviluppo del pensiero e al progresso nell’età moderna, Riccardo Calimani, appassionato studioso di storia ebraica, ci accompagna in un affascinante e inedito viaggio in cinque grandi capitali della cultura, calandoci ogni volta nella loro epoca intellettualmente più stimolante e vivace.
    Dalla libera Amsterdam del XVII secolo, dove abitavano marrani come Baruch Spinoza originari della Spagna e del Portogallo, si passa alla Vienna imperiale che tra il 1880 e il 1920, pur vedendo declinare la propria potenza politica, fu teatro di intensi dibattiti, alla «magica» e surreale Praga di Franz Kafka, alla suggestiva Trieste di Italo Svevo e Umberto Saba, per poi concludere con Berlino che, senza interruzioni tra la fine del Settecento e il nazismo, ebbe una vita intellettuale straordinaria. Vengono così introdotte figure eccezionali, conosciute e meno note, da Spinoza a Walther Rathenau, da Moses Mendelssohn a Karl Kraus, da Hannah Arendt a Otto Weininger, sia inquadrandole nei grandi movimenti storici loro contemporanei (l’Illuminismo, la Repubblica di Weimar, l’irredentismo triestino…), sia raccontando episodi spesso inediti della loro esistenza quotidiana (per esempio quello di Sigmund Freud che, durante un litigio in un treno, viene insultato come «ebreo»).
    I destini e le avventure dell’intellettuale ebreo, frutto di anni di ricerca e ampiamente documentato, offre un quadro ricco di uno dei fenomeni più importanti e inspiegabili della cultura occidentale – l’apporto del genio ebraico alla storia delle idee – e, al tempo stesso, grazie a una prosa brillante trascina il lettore nella coinvolgente avventura delle vite di moltissimi intellettuali, più o meno illustri.

    Riccardo Calimani (Venezia 1946) è laureato in Ingegneria elettrotecnica all’Università di Padova e in Filosofia della scienza all’Università di Venezia. Nel 1984 ha curato il Dialogo sull’ebraismo del rabbino veneziano Simone Calimani (1699-1784) e La polenta e la mercanzia, trentatré interviste sulla trasformazione del Veneto. Fra le sue opere principali ricordiamo: il romanzo Una di maggio (Marsilio 1975), Storia dell’ebreo errante (Rusconi 1987; tradotto in francese), Gesù ebreo (Rusconi 1990), Storie di marrani a Venezia (Rusconi 1991), Stella gialla (Rusconi 1993) e Storia del ghetto di Venezia (Rusconi 1985; Mondadori 1995; tradotto in inglese, francese e tedesco). Ha pubblicato inoltre alcuni testi di argomento scientifico: Energia: più dubbi meno certezze (Carucci 1981), Energia e informazione (Muzzio 1987) e, con Antonio Lepschy, Feedback (Garzanti 1990). Nel 1986 ha ottenuto il Premio cultura della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel 1987 il Premio Costantino Pavan per le culture locali.

    Mysterium Coniunctionis

    Mysterium Coniunctionis

    Ricerche sulla sperimentazione e composizione degli opposti psichici nell’alchimia
    Autore/i: Jung Carl Gustav
    Editore: Bollati Boringhieri
    premessa di Luigi Aurigemma, premessa di Marie-Louise von Franz, prefazione dell’autore, traduzione di Maria Anna Massimello. pp. XX-678, 10 tavv. b/n f.t., Torino

    Nell’ampio panorama della produzione junghiana, il Mysterium Coniunctionis rappresenta l’opera più importante degli ultimi anni. Oggetto di questi studi che tennero impegnati Jung per oltre trent’anni è la tradizione alchemica. È proprio grazie all’alchimia che riuscì ad agganciare le esperienze e intuizioni acquisite mediante la sua diretta e personale «discesa nell’inconscio» a un materiale parallelo e disponibile obiettivamente. Per Jung l’alchimia non rappresenta soltanto l’antecedente storico della moderna psicologia del profondo, ma soprattutto, con il suo infinito serbatoio di simboli e immagini, costituisce la prima rappresentazione di quegli archetipi sui quali ha innalzato l’edificio della psicologia analitica.

    Carl Gustav Jung (1875-1961) iniziò la sua attività nel 1900 nel famoso ospedale «Burghölzli» di Zurigo, sotto la guida di Eugen Bleuler, uno dei grandi maestri della psichiatria dinamica. Durante questi «anni di apprendistato» mise a fuoco la sua nozione di realtà psichica (teoria dei complessi autonomi) ed elaborò alcuni strumenti per la comprensione dei disturbi mentali (test di associazione verbale). Nel 1907 entrò in contatto con Freud, con cui stabilì uno stretto rapporto umano e scientifico, assumendo una posizione di primo piano nel movimento psicoanalitico, ma nel 1912 la pubblicazione di Trasformazioni e simboli della libido segnò la rottura del loro sodalizio e il distacco di Jung dalla psicoanalisi. Ne seguì un lungo periodo di «malattia creativa», caratterizzato da un serrato corpo a corpo con l’inconscio e le sue immagini archetipiche, di cui dà testimonianza Il Libro rosso. Esperienza decisiva da cui si cristallizzarono, negli anni della maturità, il sistema della psicologia analitica (dottrina dell’inconscio collettivo e degli archetipi, tipologia psicologica, energetica psichica e processo di individuazione, principio di sincronicità) e un’eccezionale messe di indagini storico-religiose, soprattutto nei campi dell’alchimia, dell’astrologia e del pensiero orientale. Le Opere di Jung sono pubblicate da Bollati Boringhieri a cura di Luigi Aurigemma (24 voll., 1965-2007).

    La Sapienza in Israele

    La Sapienza in Israele

    Autore/i: Von Rad Gerhard
    Editore: Marietti
    prefazione di Nicola Negretti, prefazione dell’autore, traduzione a cura di Carlo Bocchero. pp. 298, Genova

    «Il semplice fatto che nella sapienza delle sentenze antiche i testi riguardanti un’esperienza di Dio e quelli che riguardano un’esperienza del mondo si mescolino tra di loro senza alcuna regola, parla assolutamente contro l’idea che vi sia una qualche tensione nell’organo della conoscenza. Israele non ha conosciuto affatto l’impasse in cui noi ci troviamo alla lettura di questi testi. La sua grandezza consiste forse in questo, nel non aver separato la fede dalla conoscenza: le esperienze del mondo erano sempre per lui esperienze di Dio e le esperienze di Dio esperienze del mondo».

    Gerhard von Rad, eminente esegeta dell’Antico Testamento, nella sua vasta produzione si è generalmente occupato dello studio delle tradizioni storiche di Israele. In questo ultimo e grande lavoro si è concentrato invece sulle tradizioni sapienziali della Bibbia mosso dall’esigenza di risolvere un’aporia fondamentale dell’esegesi veterotestamentaria: quella tra creazione e storia, tra mondo e salvezza, tra ragione e fede.

    Gerhard von Rad (Norimberga 1901 – Heidelberg 1971), teologo protestante e biblista, ha insegnato alle Università di Jena (1934), Göttingen (1945) e Heidelberg (dal 1950). La sua opera più importante è Teologia dell’Antico Testamento (Theologie des Alten Testaments, 2 voll., 1957-60, trad. it. Paideia, 1972-74). Tra le altre opere sono state tradotte: Il sacrificio di Abramo (Morcelliana, 2009), Genesi (Paideia, 2000), Scritti sul Vecchio Testamento (Jaca Book, 1984).

    Guida alla Massoneria

    Guida alla Massoneria

    Un viaggio nei misteri dell’iniziazione
    Autore/i: Leone Michele
    Editore: Odoya
    prefazione e introduzione dell’autore. pp. 384, nn. ill. b/n, Bologna

    In questa Guida alla Massoneria la più “longeva” associazione iniziatica della storia umana viene analizzata non solo da un punto di vista storico, ma soprattutto come scuola di pensiero, partendo dai fondamenti delle sue antiche origini per arrivare a delinearne l’attualità nella società di oggi e gli auspicabili sviluppi in un prossimo domani. Dai fautori della teoria del complotto agli storici di professione, dagli esoteristi improvvisati ai fan dei cavalieri templari, tutti hanno da dire qualcosa sulla Massoneria, e molti hanno da svelarne un segreto. Ma altrettanti sono i veri e propri miti con cui ancora la si definisce, approcciandosi superficialmente a ciò che veramente è stata e che tutt’oggi dovrebbe essere. Questa Guida nasce col principale intento di fare chiarezza sulle motivazioni di questo progressivo allontanamento dalle caratteristiche essenziali e originali di questa grande scuola iniziatica, le cui componenti filosofiche, politiche e filantropiche tornano a trovare una sensata collocazione solo se considerate come effetti piuttosto che come cause fondanti. Un percorso che, nel fornire tutte le informazioni e gli indizi su cosa sia davvero la Massoneria, si propone allo stesso tempo di interrogarsi sulle motivazioni e le possibili interpretazioni di quelli che sono i più conosciuti simboli massonici, ma anche di addentrarsi in considerazioni troppo spesso ritenute marginali, come quella dell’assenza – e possibile e auspicata accettazione – delle donne all’interno delle Istituzioni massoniche.

    Il Libro di Giobbe

    Il Libro di Giobbe

    Autore/i: Larrimore Mark
    Editore: Il Mulino
    presentazione di Piero Stefani, introduzione dell’autore, traduzione di Rinaldo Falcioni. pp. 184, Bologna

    «C’era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe, uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male»: è il primo versetto del libro di Giobbe, il servo di Dio che a Dio resta fedele nonostante lo strazio e il dolore che gli vengono inflitti. Ma come dobbiamo intendere la «pazienza» di Giobbe, in questo testo dalla forza sublime che illustra la natura e il senso della sofferenza innocente e la complessità del rapporto dell’uomo con il divino? Fonte di ispirazione per personaggi come Gregorio Magno, Calvino, Kant ed Elie Wiesel, da sempre resiste a ogni tentativo di interpretazione unica.

    Mark Larrimore insegna Studi religiosi alla New School for Liberal Arts di New York. Ha curato «The Problem of Evil. A Reader» (2001).

    Visualizza indice

        Presentazione, di Piero Stefani
        Introduzione
        I. Giobbe negli interpreti antichi
        II. Giobbe nelle dispute filosofiche
        III. Giobbe rappresentato
        IV. Giobbe nella teodicea
        V. Giobbe in esilio
        Conclusioni
        Indice dei nomi e delle cose notevoli

    L’Enigma d’Amore

    L’Enigma d’Amore

    Nell’occidente medievale
    Autore/i: Mattei Annarosa
    Editore: La Lepre Edizioni
    prefazione di Franco Cardini, introduzione dell’autore. pp. 288, Roma

    Nel XII° secolo, nei castelli a sudovest della Francia, fiorì una civiltà fondata sulla centralità della donna, vista come portatrice di amore, gentilezza e sapienza, celebrata dal canto dei trovatori, che riconobbero in lei il vero motore della vita e della conoscenza. La parola amor nova, fin’amor – femminile in lingua d’oc – significò per questi grandi poeti e musicisti l’amore che fa rinascere a nuova vita. Eleonora d’Aquitania, due volte regina, favorì la diffusione della ‘rinascenza cortese’.
    La figlia, Maria di Champagne, fece scrivere un codice, il De amore, perché il cavaliere imparasse ad avvicinare la dama secondo le prescrizioni e i riti di un graduale percorso formativo. Fu così che nacque una vera e propria ‘scienza dell’amore’ che, per la prima volta nella storia occidentale, fondava il dialogo tra l’uomo e la donna sulla parità, il reciproco rispetto, la conoscenza di se.

    Annarosa Mattei vive e svolge a Roma le sue attività. Semiotica, teoria della letteratura, movimenti e generi dell’Ottocento e del Novecento italiani sono alcuni percorsi della sua ricerca. Collabora con la pagina culturale del Messaggero.
    Ha pubblicato negli Oscar Mondadori tre romanzi: Una ragazza che è stata mia madre, 2005; L’archivio segreto, 2008; Il sonno del Reame, 2013.

    La Biblioteca Perduta

    La Biblioteca Perduta

    I libri di Leonardo
    Autore/i: Vecce Carlo
    Editore: Salerno
    premessa e prologo dell’autore. pp. 216, Roma

    Una biblioteca racconta molte storie: anche quella di se stessa e di chi l’ha costituita nel tempo di una vita o di molte vite. Una biblioteca può essere come un autoritratto, un’autobiografia. In quella in cui stiamo per entrare, però, gli scaffali sono vuoti. I suoi libri sono scomparsi, la biblioteca è andata dispersa, perduta. Non ne sapremmo nulla, se il loro lettore non avesse registrato nei suoi quaderni il diario giornaliero di un ininterrotto dialogo con quei testi. E quel lettore era Leonardo da Vinci. A torto considerato «omo sanza lettere», Leonardo dedicò una parte importante della propria attività intellettuale alla parola scritta. In un appassionante percorso a ritroso, la ricostruzione della sua biblioteca ne rivela il forte radicamento nella cultura del suo tempo e la proiezione verso nuovi orizzonti di modernità.

    Carlo Vecce, filologo e studioso del Rinascimento, insegna presso l’Università di Napoli «L’Orientale». Tra le sue ultime pubblicazioni, Piccola storia della letteratura italiana (Napoli 2009), Le battaglie di Leonardo (Firenze 2012), Leonardo: favole e facezie (Novara 2013), e l’edizione dell’Arcadia di Iacopo Sannazaro (Roma 2013); per la Salerno Editrice ha pubblicato Leonardo (seconda ed. rivista e aggiornata 2006).

    Panarion

    Panarion

    Libro terzo – Tomo I
    Autore/i: Epifanio di Salamina
    Editore: Morcelliana
    testo greco a fronte, traduzione e commento a cura di Giovanni Pini. pp. 688, Brescia

    Epifanio si collega alla tradizione eresiologica inaugurata da Giustino nel II secolo e proseguita da Ireneo e Ippolito, ma, vissuto nel IV secolo, scrive in un Impero ormai cristiano, nel periodo delle grandi controversie teologiche, nel corso delle quali l’intervento imperiale svolge un ruolo non trascurabile. Il Panarion è un vero e proprio trattato eresiologico, anche se nel corso del III e del IV secolo alcuni autori inseriscono nei loro scritti elenchi, più o meno lunghi, di eresie – basti pensare a Clemente d’Alessandria, Ori gene, Eusebio di Cesarea, Cirillo di Gerusalemme. L’opera, monumentale e ricca di documenti, si compone di tre libri, ripartiti in sette tomi, nei quali sono presentate e confutate ottanta tra eresie e scismi: il primo libro contiene tre tomi e quarantasei eresie (Barbarismo, Scitismo, Ellenismo, Giudaismo e Samaritanismo, con le rispettive suddivisioni, e le eresie sorte dopo l’incarnazione di Cristo, dai Simoniani ai Tazianei), il secondo due tomi e ventitré eresie (dagli Encratiti agli Ariani), il terzo due tomi e undici eresie (dagli Audiani ai Massaliani). Chiude il trattato «la difesa della retta fede e verità, che è rappresentata dalla santa, cattolica e apostolica Chiesa», in cui l’autore sintetizza i punti fondamentali della dottrina cattolica ortodossa -la Trinità, l’incarnazione di Cristo, la resurrezione dei morti, il giudizio eterno – e i principi istituzionali che reggono la Chiesa – la liturgia, le riunioni, i digiuni, le festività, la vita dei fedeli e dei monaci, le prescrizioni per la vita quotidiana. Il risultato di questo lavoro è un panarion, appunto, una cassetta di medicinali, dalla quale poter trarre rimedi contro morsi e punture mortali. Fuor di metafora, una sorta di manuale di pronto soccorso, al quale i cristiani della retta fede possono attingere le informazioni di cui necessitano per riconoscere a quale categoria appartengano gli eretici incontrati nel loro cammino, eventualmente per confutarli, per convincerli a rinsavire, e anche per guidare i fedeli a non cadere nell’errore.

    Epifanio di Salamina (310/320-403), di famiglia cristiana, intorno al 367, pur continuando a condurre vita ascetica, divenne vescovo di Costanza a Cipro. Le opere sulle eresie furono scritte nella maturità e portano nomi simbolici: l’Ancorato (374) e il Panarion (374-377).

     ha tradotto di Clemente Alessandrino, Stromati. Note di vera filosofia, Paoline, Milano 1985 (2006).

    Federico II di Svevia

    Federico II di Svevia

    Saggezza di un imperatore
    Autore/i: Bernabò Silorata Mario
    Editore: Convivio
    presentazione di Fulvio Tessitore, premessa di Claudio Nardini. pp. 248, Firenze

    Il volume è una vivace e sentita rievocazione storica della vita e delle imprese del grande imperatore svevo, del quale nel 1994 ricorre l’ottavo centenario della nascita. Un testo che pur costruito sulla scorta di un’attenta documentazione storica si presenta avvincente come un grande romanzo. Nel contesto dell’Europa medievale, intorno all’infuocato bacino del Mediterraneo tra la fine del XII secolo e la prima metà del XIII, viene presentata la società di allora vista in tutte le sue sfaccettature politiche, artistiche e di costume. In questo contesto si delinea la figura di Federico II, la sua luminosità iniziatica, anche se non priva di ombre, gli amici e i nemici della sua corte, i profondi risvolti esoterici della personalità federiciana, visti nei castelli dell’Apulia, nella Scuola Poetica Siciliana e nelle dottrine iniziatiche dell’Islam. Nasce così chiara nel lettore l’immagine di un uomo che fu folgore e tuono del Medioevo, che difese fino all’ultimo l’eredità divina dell’Impero contro l’egemonia terrena di un papato implacabile, che fu costruttore del tempio della giustizia e pellegrino alla ricerca della cultura smarrita, che lasciò alle generazioni future il segreto sublime della sua conoscenza celato fra le pietre e i disegni di un castello ottagonale su uno spoglio colle della Murgia.

    Mario Bernabò Silorata, nato nel 1928, ha svolto studi particolarmente approfonditi nel campo storico e religioso e da oltre quarant’anni è traduttore e consulente per qualificate edizioni italiane di opere inglesi e francesi. Autore di poesie e di numerosi racconti, è membro dell’Accademia Medicea di Firenze.

    Grammatica di Arabo Mediorientale

    Grammatica di Arabo Mediorientale

    Lingua šāmi
    Autore/i: Durand Olivier; Ventura Annamaria
    Editore: Hoepli
    pp. XXIV-280, Milano

    La Grammatica di arabo mediorientale è una trattazione linguistico-descrittiva della lingua parlata in Siria, Libano, Giordania e Palestina, detta anche šami o del Levante. Questa varietà di arabo, definibile anche come neoarabo, arabo parlato o arabo dialettale, ha la caratteristica di risultare comprensibile nel resto del mondo arabofono e di essere quella meno lontana dall’arabo letterario.
    Poiché l’arabo classico, pur essendo lingua veicolare in tutto il mondo arabo, non è parlato dagli arabi nella quotidianità, è oggi di grande attualità e interesse disporre di strumenti atti a comunicare nella lingua realmente parlata, imprescindibile nella formazione odierna di un arabista. Questo libro risponde dunque a tali esigenze, fondamentali non solo in ambito accademico e universitario, ma anche in settori quali l’assistenza dei migranti, la sicurezza, la sanità, le relazioni diplomatiche e commerciali.
    Gli argomenti grammaticali sono trattati in maniera capillare e corredati di approfondite note e di riferimenti alla linguistica storica e all’etimo; sono inoltre sempre accompagnati da un’ampia mole di esempi, impiegabili come esercizi. Dopo un’accurata preparazione fonologica, il volume affronta pronomi, sostantivi, aggettivi e numerali, consentendo di costruire frasi nominali, per poi passare a una trattazione ricca e articolata del sistema verbale, all’uso delle particelle e concludere con un’unità particolarmente utile dedicata alle espressioni idiomatiche.

    Olivier Durand è professore associato di Dialettologia araba e affidatario di Lingua e traduzione araba presso il Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali, Sapienza Università di Roma. Specializzato in linguistica comparata camitosemitica e in dialettologia araba, ha svolto attività di ricerca in Palestina, Marocco e Tunisia ed è membro dell’AÏDA Association Internationale de Dialectologie Arabe. Per Hoepli è autore dei volumi Corso di arabo contemporaneo (con Angela Daiana Langone e Giuliano Mion, 2010) e Corso di ebraico contemporaneo (con Dario Burgaretta, 2013).

    Annamaria Ventura è dottoranda di ricerca in Civiltà dell’Asia e dell’Africa, Civiltà Islamica, storia e filologia presso il Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali, Sapienza Università di Roma. Specializzata presso le Università Al Manar di Tunisi e Al Quds di Gerusalemme, è docente di Lingua araba ed islamistica e di Dialettologia araba ed è direttrice di Sguardo sul Medio Oriente.

    Linguistica Cinese

    Linguistica Cinese

    Tendenze e prospettive
    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Edizioni Unicopoli
    a cura di Claudia Bulfoni, premessa di Alessandra Cristina Lavagnino. pp. 162, Milano

    Il volume raccoglie i contributi di docenti italiani operanti presso atenei nazionali ed esteri, al fi ne di proporre una panoramica sullo stato attuale della linguistica cinese nel nostro paese e, in particolare, sulle ricerche svolte o in corso d’opera da parte di studiosi dediti a questo settore. Si è partiti dai contributi presentati nel corso della seconda edizione del convegno nazionale sulle ‘Giornate di studi sulla linguistica cinese’, tenutosi presso il Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano nel novembre del 2015, grazie al supporto dell’Istituto Confucio. La pubblicazione intende promuovere la diffusione degli studi sulla linguistica cinese in Italia, in modo da trasmettere a studiosi e studenti interessati le più recenti ricerche sui diversi aspetti della lingua cinese.

    Propedeutica al Latino Universitario

    Propedeutica al Latino Universitario

    Autore/i: Traina Alfonso; Bernardi Perini Giorgio
    Editore: Pàtron
    prefazioni degli autori. pp. 440, Bologna

    Il manuale più adottato nelle università italiane per il suo equilibrio fra esigenze scientifiche e didattiche. Esso condensa le nozioni essenziali a un decoroso insegnamento – linguistico e filologico – del latino in lO lucidi capitoli (La storia-del latino; La pronunzia; La quantità e l’accento; Problemi difonetica; Problemi di morfologia; Problemi di sintassi; Fondamenti di metrica; La critica del testo; Didattica e didassi del latino; Gli strumenti), ognuno seguito da una bibliografia ragionata e controllata. Un’appendice di Supplementi e aggiornamenti la tiene al passo col rapido succedersi dei modelli metodologici.

    La Lingua d’Uso Latina

    La Lingua d’Uso Latina

    Autore/i: Hofmann Johann Baptist
    Editore: Pàtron
    premessa, introduzione, traduzione, note e cura di Licinia Ricottilli, prefazione dell’autore. pp. 464, Bologna

    Di questa celebre opera, che ha aperto un nuovo capitolo negli studi del latino e non è stata ancora sostituita, si dà la prima traduzione italiana, un ’ampia e penetrante introduzione che in 60 pagine né indaga i precedenti e ne valuta i risultati alla luce delle teorie linguistiche più recenti (con un’appendice bio-bibliografica sull’Autore) e un sistematico aggiornamento linguistico e filologico.

    L’Accento Latino

    L’Accento Latino

    Cenni teorici e norme pratiche
    Autore/i: Bernardi Perini Giorgio
    Editore: Pàtron
    presentazione di Pietro Ferrarino. pp. 184, Bologna

    Integra il precedente volume trattando con ricchezza d’informazione ed esemplare chiarezza didattica le molteplici questioni, teoriche e pratiche, dell’accentazione del latino, base di ogni corretto insegnamento del latino.

    La Paternità Spirituale

    La Paternità Spirituale

    Il vero “gnostico” nel pensiero di Evagrio
    Autore/i: Bunge Gabriel
    Editore: Qiqajon
    seconda edizione interamente rifatta e ampliata, traduzione dal tedesco a cura di Valerio Lanzarini. pp. 152, Magnano (BI)

    Lavoro di uno specialista estremamente competente, ma anche opera di un uomo di fede profonda e di assidua preghiera, questo saggio sulla paternità spirituale nel pensiero di Evagrio Pontico ci porta a cogliere il senso autentico di ogni paternità: dare la vita, offrire a un altro lo spazio perché sia se stesso, nella libertà. E senso della vera figliolanza è la libera accoglienza di se stesso come essere-in-relazione. Questo lucido esame delle fonti del monachesimo orientale ci aiuta a scoprire le radici dei nostri attuali malesseri occidentali, ma ci indica anche la direzione per uscirne: non limitarsi al rimpianto o allo studio, ma impegnarsi a vivere con umiltà e serietà.

    Gabriel Bunge, eremita di grande discernimento spirituale, profondo conoscitore di Evagrio e dei padri del deserto, ma soprattutto uomo di intensa preghiera, vive in un eremo nel Canton Ticino. Presso le nostre edizioni ha pubblicato anche Akedia, il male oscuro, Vasi di argilla e Vino dei draghi e pane degli angeli.

    Uno Studio sul Bene

    Uno Studio sul Bene

    Autore/i: Nishida Kitarō
    Editore: Mimesis
    a cura di Enrico Fongaro, prefazioni dell’autore. pp. 240, Milano

    Uno studio sul bene (1911) è la prima opera di Kitarō Nishida. Diviso in quattro parti secondo un progetto sistematico che comportava la stesura di un’ontologia, un’etica e una filosofia della religione, il libro si fonda sul concetto di “esperienza pura” che l’autore ricava da Mach, da Avenarius, ma soprattutto da William James, riletto alla luce del pensiero di Henri Bergson. Si tratta del primo tentativo in assoluto di coniugare filosofia occidentale e scuola zen, il primo passo per dar vita a un progetto filosofico interculturale collocato al crocevia tra Oriente e Occidente.

    Kitarō Nishida (1870-1945), è considerato il filosofo giapponese più influente del ventesimo secolo. Dal suo pensiero ha avuto origine la cosiddetta Scuola di Kyoto (Kyōto gakuha), un gruppo di pensatori tra i più creativi nel panorama filosofico novecentesco in Giappone.

    Il Mare dei Califfi

    Il Mare dei Califfi

    Storia del Mediterraneo musulmano (secoli VII-XII)
    Autore/i: Picard Christophe
    Editore: Carocci
    introduzione dell’autore, a cura di Marco Di Branco, traduzione di Filomena Di Paola. pp. 388, Roma

    Fernand Braudel ha riconosciuto in quella islamica una delle grandi civiltà mediterranee, ma le ha attribuito un ruolo decisamente di secondo piano per ciò che concerne lo sviluppo marittimo ed economico medievale. Tutte le successive storie del Mediterraneo hanno quindi assegnato un posto subalterno ai marinai dell’Islam, generalmente considerati alla stregua di pirati. Il libro di Christophe Picard propone invece una visione radicalmente diversa. La prolifica produzione cronachistica degli Arabi e la documentazione archeologica portata alla luce negli ultimi anni, infatti, hanno permesso di rivalutare l’importanza dei musulmani nella storia medievale del Mediterraneo. Scopriamo così che califfi e giurisperiti non ignoravano lo spazio mediterraneo e che marinai, guerrieri e mercanti non cessarono di solcarlo, mentre veniva contemporaneamente descritto da geografi, cartografi ed enciclopedisti. Esso fu oggetto di un continuo interesse anche e soprattutto come terreno d’elezione del jihad dei califfi.

    Christophe Picard insegna all’Università Paris-1  Panthéon-Sorbonne.

    Visualizza indice

    Introduzione
    La fine del pirata «moro e saraceno»?
    Parte prima. Il Mediterraneo degli Arabi: tra rappresentazioni e appropriazioni
    1. Gli Arabi scoprono il Mediterraneo
    Il Mediterraneo nell’ambito dell’Islam / Una geografia del viaggio: il Mediterraneo di al-Mas‘ud / Due osservatori mediterranei: al-Idrisi e Ibn Khaldun
    2. La scrittura araba della conquista del Mediterraneo
    Le prime testimonianze nelle cronache abbasidi / La storiografi a sotto il controllo del sultano: il Mediterraneo negli scritti dei cronisti di Baghdad / Gli Umayyadi e la conquista del Mediterraneo nelle cronache abbasidi / Gli ulemà e la raccolta delle tradizioni (akhbar): l’esempio dell’Egitto / Il Mediterraneo della conquista, cimitero degli “eroi” / La nascita di un Mediterraneo esclusivamente islamico
    3. Il silenzio del mare: il jihàd degli Abbasidi / Il sapere, obiettivo del dominio universale dell’Islam / Le nuove condizioni della guerra / Gli spazi del jihàd mediterraneo nel programma abbaside / Il califfo
    4. Il Mediterraneo dei geografi , «figlio del califfato di Baghdad» (IX-X secolo)
    L’eredità di Baghdad / Il Mediterraneo in rapporto all’Oceano Indiano / Il Mediterraneo marginalizzato dei geografi viaggiatori / Ibn Hawqal: il Mediterraneo al centro dell’Islam
    5. I centri musulmani del Mediterraneo occidentale: l’Islam senza gli Abbasidi (VIII-IX secolo)
    La nascita di una cronografi a in Occidente / Una frontiera abbaside sulle coste dell’Ifriqiya / Il jihàd degli Aghlabidi: la prosecuzione del modello abbaside / Il jihàd abbaside in al-Andalus, frontiera marittima / I silenzi del Maghreb marittimo
    6. Il Mediterraneo dei califfi d’Occidente
    L’epoca dei califfi umayyadi / Il califfato fatimide, un potere rivolto verso il mare
    7. Il Mediterraneo occidentale, ultimo focolaio delle ambizioni marittime dell’Islam (XII-XIII secolo)
    Dalla fine del califfato umayyade di Cordova al califfato almohade di Marrakesh / La marina degli emiri di Taifa, sulla scia umayyade / Il Maghreb, nuova potenza dell’Islam occidentale / Gli Almohadi e il mare, l’ultimo imperialismo mediterraneo dell’Islam medievale
    Parte seconda. Le strategie mediterranee dei califfi
    8. Il Mediterraneo dei due imperi (634-750)
    Mu‘?wiya, fondatore della potenza navale degli Arabi / L’applicazione di una strategia marittima / Obiettivo Costantinopoli / L’espansione araba nel Mediterraneo occidentale
    9. Controllare il Mediterraneo: il modello abbaside (metà VIII-X secolo)
    La “rottura” abbaside nel Mediterraneo: un’impostura storiografica / La sovranità abbaside nel Mediterraneo / L’impegno abbaside nel Mediterraneo: controllo marittimo e difese costiere / La ricompensa del murabit e i guadagni sulla frontiera: affari di Stato
    10. Controllare il Mediterraneo: il risveglio marittimo dell’Occidente musulmano (IX secolo)
    L’alba di una nuova era marittima: il tempo degli Aghlabidi / L’inizio di una navigazione musulmana nel Maghreb e in al-Andalus / La prima marina andalusa (IX secolo)
    11. L’imperialismo marittimo dei califfi mediterranei nel x secolo: la fine del jihàd?
    Dal mare del jihàd allo spazio imperiale / La “rivoluzione commerciale” nel Mediterraneo nel X secolo, un cambiamento strategico importante
    12. La sovranità marittima dell’Islam dinanzi all’espansione latina nel Mediterraneo (XII-XIII secolo)
    La politica mediterranea del Maghreb e di al-Andalus nel XII secolo / L’Egitto, centro nevralgico del commercio mondiale?
    Conclusione
    Il Mediterraneo medievale, uno spazio di memoria dell’Islam
    Glossario
    Bibliografia
    Appendici
    Indice dei nomi e dei luoghi

    Le Piante son Brutte Bestie

    Le Piante son Brutte Bestie

    La scienza in giardino
    Autore/i: Bruni Renato
    Editore: Codice
    pp. 224, ill. a colori, Torino

    Dopo aver ereditato un giardino di città, un botanico da laboratorio inizia a osservare aiuole, prati e vasi con lo sguardo della biologia, della chimica, dell’ecologia e della fisica, sporcandosi le mani e imparando sul campo che le piante non sono le creature semplici e angelicate che crediamo. Tra un colpo di zappa e un esperimento sfoltirà qualche leggenda, trapianterà il piccolo mondo del giardinaggio nel grande contenitore dei fenomeni planetari e fertilizzerà alcune stranezze vegetali.
    Le storie meno battute e le spiegazioni meno ovvie di un anno di giardinaggio spuntano a fianco delle begonie e mettono radici tra gli inquilini più microscopici nell’umido del terriccio, collegando il pollice verde allo sguardo della ricerca. Una prospettiva che ci porterà a scrutare orti privati, parchi urbani e balconi fioriti con occhi diversi, facendoci cambiare idea su qualche abitudine nella gestione dei giardini, non sempre davvero amica dell’ambiente.

    Renato Bruni è professore associato in Botanica/Biologia farmaceutica presso il dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma. In laboratorio si occupa dei metaboliti secondari delle piante e dei loro impieghi, mentre in rete cura il blog Erba Volant (meristemi.wordpress.com), raccontando come lo studio delle piante e dei loro effetti sia una cosa più difficile di quanto si creda. Anche per questo, più conosce le piante e più si convince che siano bestie complicate.

    Le Mie Invenzioni

    Le Mie Invenzioni

    L’autobiografia di un genio
    Autore/i: Tesla Nikola
    Editore: L’Età Dell’Acquario
    traduzione dall’inglese di Valentina Di Tommaso. pp. 104, Torino

    «La scienza è solo una perversione se non ha come fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità».

    La vita di Nikola Tesla è circondata di così tante leggende che si potrebbe persino dubitare del fatto che egli sia esistito veramente.
    Ingegnere straordinario, dotato di un’immaginazione prodigiosa, che gli permetteva di visualizzare le sue macchine nei minimi particolari senza doverne disegnare i modelli su carta, Tesla fu uno dei grandi innovatori della fisica moderna, un inventore geniale che riuscì a tradurre in realtà quasi 300 delle sue «visioni» e che anticipò la futura robotica (sviluppata con il nome di«Teleautomatica»).
    Bistrattato a lungo, quando non dimenticato, Tesla fu un personaggio eccentrico: giocatore d’azzardo e incallito fumatore in gioventù, si votò poi completamente, con severa autodisciplina, agli studi di ingegneria e alla ricerca tecnica. Convinto che lo scopo della scienza fosse quello di preservare la vita degli uomini e di dominare il mondo materiale per il benessere e le necessità umane, a questo lavorò con instancabile energia fino alla morte, conducendo un’esistenza solitaria e modesta.
    Tesla pubblicò questa incredibile autobiografia a puntate, nel corso del 1919, sulla rivista «Electrical Experimenter», rivolgendosi soprattutto ai giovani lettori con la speranza di stimolarli a coltivare con passione i primi slanci creativi, che spesso modellano in modi imprevedibili i futuri destini.

    Nikola Tesla (Smiljan, 1856 – New York, 1943) è stato un ingegnere elettrico, inventore e fisico serbo-croato, naturalizzato statunitense nel 1891. È conosciuto per il suo lavoro rivoluzionario e i numerosi contributi nel campo dell’elettromagnetismo (di cui è stato un geniale pioniere). Elaborò un prototipo per la comunicazione senza fili (la radio) e diede origine alla moderna ingegneria elettrica con lo sviluppo della corrente alternata. Per i suoi contributi alla scienza e la sua vita straordinaria, i suoi ammiratori contemporanei arrivano a definirlo: «L’uomo che inventò il XX secolo».

    Principi e Metodi di Massoneria Operativa

    Principi e Metodi di Massoneria Operativa

    Autore/i: Brunelli Francesco
    Editore: BastogiLibri
    premessa dell’autore. pp. 214, Roma

    Con quest’opera di Francesco Brunelli viene offerta agl’iniziati una guida operativa che consente di migliorare l’approccio alla prassi dei lavori in Loggia. Esponendo tecniche e metodiche, indirizzando sui sostanziali connotati della Nuova Era, premendo il tasto sul rinnovamento etico e spirituale, Brunelli si rivolge direttamente alle nuove e generose generazioni di Massoni, con l’occhio sempre attento a mettere in rilievo le fonti e lo spirito originario della ricerca, malgrado l’incalzare esagitante di mode tanto affascinanti quanto epidermiche.

    Astrologia Custode del Tempo

    Astrologia Custode del Tempo

    Il codice della salute
    Autore/i: Zorzan Arturo; Lo Rito Daniele
    Editore: Chiaraceleste
    introduzione degli autori. pp. 168, nn. ill. b/n, Torino

    L’astrologia non cessa di stupire per i suoi infiniti impieghi e modi in cui può essere declinata.
    È il caso di questo studio, che ha impegnato i suoi autori per più di trent’anni.
    Tramite il metodo dell’antiscia e della controantiscia e le 28 fasi lunari, unendo l’astrologia al sapere medico, hanno elaborato uno schema interpretativo che fa riferimento agli studi delle neuroscienze sul cervello rettiliano, su quello limbico e sulla corteccia cerebrale.
    A ognuno dei 36 decani è attribuito un valore fisico ed emotivo, che permetterà di interpretare le modalità comportamentali e le debolezze fisiche indicate dal Tema natale.

    Arturo Zorzan vive e lavora a Treviso, dove nel 1983 ha fondato la scuola di astrologia, Gruppo Sirio. Viaggia in India e in Brasile dove incontra esperti di astrologia. Dagli anni ‘70 si è interessato di ricerca astrologica frequentando i principali esponenti dell’astrologia, Van Wood, Francesco Waldner e Federico Capone.

    Daniele Lo Rito, otorinolaringoiatra, esperto in Agopuntura, Omeopatia e Iridologia, ha scoperto il Cronorischio e lo Spaziorischio, cioè la possibilità di leggere il tempo e lo spazio dell’uomo attraverso l’iride. Docente della specializzazione di Iridologia presso la Scuola Italiana di Medicina Olistica.

    Giardini di Saggezza in Occidente

    Giardini di Saggezza in Occidente

    Autore/i: Brunon Hervé
    Editore: Deriveapprodi
    introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Serena Monachesi. pp. 96, Roma

    Il giardino è da sempre, e in tutte le culture, luogo privilegiato per la contemplazione, la riflessione, la cura di sé… Luogo di elezione per la teologia, la filosofia e la meditazione.
    Giardini concreti e immaginari, orti cintati e paradisi terrestri, che la cultura occidentale ha destinato al riparo dal mondo circostante, alla riflessione, alla metafisica e affidato all’etica del giardiniere. Ecco allora una storia della relazione tra giardino e saggezza in Occidente, dalla Grecia antica alla contemporaneità, dalla tradizione biblica a quella poetica, che ancora oggi si rivela rapporto imprescindibile per la ricerca di una buona vita. L’indagine diventa allora un itinerario singolare tra strutture del giardino e pratiche del pensiero, accompagnati da Epicuro e Platone, Sant’Agostino e Montaigne, Shakespeare e Nietzsche, e dall’insieme della nostra cultura letteraria e filosofica che nel giardino ha le sue radici.

    Un brano:
    “Sul piano etico, il giardino non ha smesso di contribuire, come già dai tempi di Epicuro, al pensiero dell’agire e del vivere insieme, all’accettazione della vecchiaia, alla ricerca di una pace di sé, al saper godere della luce e della presenza.
    Sul piano ontologico, il giardino, “natura fatta parola e parola fatta natura”, continua a ospitare la possibilità di quelle che Paul Ricœur chiama “meditazioni imperfette”, al di là delle separazioni che l’inclinazione sostanzialmente dualistica dell’antropologia occidentale tende a operare con le sue categorie dicotomiche: anima e corpo, spirito e materia, intellegibile e sensibile, soggetto e oggetto, cultura e natura, società e ambiente (l’ideologia globalizzata del materialismo individualista rovescerà alcune delle gerarchie di queste istanze, senza tuttavia mettere in discussione lo schema della scissione).
    Piuttosto che «renderci padroni e possessori della natura», oggi si tratta di ricostruire un rapporto di appartenenza e al tempo stesso rispetto, che potrebbe forse trovare espressione, sul modello del cogito cartesiano, in un “pianto dunque sono”, “semino dunque vivo” o “coltivo dunque divengo”.
    E, sebbene in Europa i giardini di saggezza non rispondano a un unico principio formale, molti, almeno simbolicamente, hanno riservato uno spazio per la malerba, hanno accolto il fatto che il mondo sfugge al nostro volere e oltrepassa i limiti delle nostre conoscenze. Un’erba è un’erba è un’erba…”

    Hervé Brunon, storico del giardino e del paesaggio, è direttore di ricerca al CNRS (Centre André-Chastel). Tra le sue pubblicazioni in lingua francese: Le Jardin contemporain (2011), Le Jardin comme labyrinthe du monde (2008) e Le Jardin, notre double. Sagesse et déraison (a cura di, 1990). Vive e lavora in Francia.

    Searching for the Dharma, Finding Salvation – Buddhist Pilgrimage in Time and Space

    Searching for the Dharma, Finding Salvation – Buddhist Pilgrimage in Time and Space

    Autore/i: Cueppers Christoph; Deeg Max
    Editore: Lumbini International Research Institute
    pp. 250, nn. tavv. a colori f.t., Bhairahawa Dist. Rupandehi (Nepal)

    Proceedings of the Workshop “Buddhist Pilgrimage in History and Present Times” at the Lumbini International Research Institute (LIRI), Lumbini, 11 – 13 January 2010

    Per Benvenuto da Imola

    Per Benvenuto da Imola

    Le linee ideologiche del commento dantesco
    Autore/i: Fiorentini Luca
    Editore: Società Editrice Il Mulino
    premessa dell’autore. pp. 640, Napoli

    Un autore «ricco d’aneddoti nel suo commento, ma credulo anche in una sua storia oggi dimenticata». Così Ugo Foscolo definiva Benvenuto Rambaldi da Imola, forse il più celebre tra gli antichi lettori della Commedia di Dante. E non v’è dubbio che sia proprio lo spazio dedicato alla narrazione delle vicende storiche (o leggendarie) dei personaggi danteschi ad aver alimentato, nei secoli, l’interesse per la monumentale opera esegetica di Benvenuto. Custode di storie ’dimenticate’ che meritano di essere riscoperte, e interprete eccezionalmente acuto delle tensioni che accompagnarono la ricezione della Commedia alla fine del Trecento, il maestro imolese restituisce anzitutto un pensiero originale sul rapporto che nella poesia di Dante regola verità storica e finzione, ’concetto’ e ’immagine’. La rielaborazione delle linee ermeneutiche suggerite dai primi chiosatori s’intreccia, nel suo commento, agli spunti offerti dal dialogo con Boccaccio e Petrarca; chiavi simboliche millenarie aprono finestre inaspettate sulla realtà del basso Medioevo italiano. Allo scioglimento di questi nodi è dedicato il presente volume. Trattando dell’anima umana ’prima e dopo il congedo dal corpo’, la Commedia contiene secondo Benvenuto da Imola la matrice di tutte le storie possibili; e tutte le storie possibili – in ciò l’antico lettore concordava senz’altro con il suo poeta – si dispongono secondo un ordine che chiede di essere conosciuto.

    La Morte di Adamo

    La Morte di Adamo

    L’evoluzionismo e la sua influenza sul pensiero occidentale
    Autore/i: Greene John C.
    Editore: Feltrinelli
    prefazione dell’autore, traduzione dal’inglese di Libero Sosio. pp. 416, 24 figure b/n, Milano

    Può suonare strana l’affermazione che solo da poco più di un secolo l’umanità ha conseguito una visione realistica delle proprie origini: eppure l’Origine delle specie di Darwin, la prima opera in cui si spiega in modo scientifico, attraverso la teoria della selezione naturale, il meccanismo dell’evoluzione, data al 1859 (all’anno 1844 risale il primo abbozzo della teoria); ancora Buffon, in pieno periodo illuministico, era costretto a virtuosismi per elaborare una teoria che non suonasse in disaccordo col racconto della creazione contenuto nella Genesi, e qualche volta le precauzioni non bastavano. ▼
    La storia dell’avvento di una visione dinamica dell’origine delle specie comincia praticamente alla fine del Seicento, sotto lo stimolo del meccanicismo che, conquistata una posizione di forza in fisica e in astronomia, stava accingendosi a una verifica su un piano diverso.
    L’opposizione della Chiesa e della cultura tradizionale, che stavano ormai lentamente cedendo di fronte all’incalzare del copernicanesimo, si sposta sul terreno della geologia, della storia della Terra e dell’origine delle specie, un terreno in cui viene messa in gioco la veridicità della Genesi. Le resistenze non sono solo esterne; il cammino verso la verità è difficile e laborioso, la scoperta di resti fossili di animali sconosciuti offre solo deboli spiragli di luce a gente che brancola nel buio. Ma le conoscenze si sommano e si moltiplicano: Buffon, Lamarck, Cuvier, Saint-Hilaire, Maupertuis, Erasmus Darwin, Lyell, Linneo, offrono tanti frammenti di un mosaico che sarà ricomposto pazientemente da Charles Darwin negli anni successivi al suo storico viaggio intorno al mondo sulla Beagle.
    Oggi, con i progressi incredibili compiuti dalla genetica, il meccanismo della trasformazione organica, e soprattutto dell’eredità dei caratteri acquisiti, si è molto chiarito. Ma proprio alla luce delle conoscenze attuali, la lettura di questo libro ci da il senso di una delle più grandi avventure del pensiero umano, e della gradualità e lentezza del divenire storico anche in un campo dotato di una grande mobilità, quello delle idee.

    Visualizza indice

    Prefazione  7
    1. Le basi del conflitto  9
    2. Il cielo alterabile  25
    Mosè e Newton 29 – Una cometa colpisce il Sole 37 – Mondi senza fine 39 – Il cerchio si chiude 45
    3. Un mondo in rovina  53
    “Piccolo sporco pianeta” 55 – Il significalo dei fossili 59 – L’onnipotente diluvio 69 – L’uniformità della natura 71 – Tre generi di montagne 76 – Battesimo col fuoco 79 – Cronologia relativa e cronologia assoluta 84 – Vulcanismo e nettunismo 86 – Le epoche della natura 89 – Né vestigia di un principio, né indizi di una fine 93 – La chiave dell’enigma 104
    4. Specie estinte  107
    5. Dalla monade all’uomo  151
    La ricerca del metodo della natura 155 – Le specie e il tempo 164 – La via della natura 186 – Perpetuo perfezionamento in natura 198 – Le condizioni d’esistenza 201
    6. Il posto dell’uomo nella natura  209
    Né scimmia né uomo 212 – Il pongo e il jocko 216 – La linea di divisione tra la scimmia e l’uomo 219 – La descrizione dell’orang-utan 224 – Finalmente una scimmia a statura d’uomo 230
    7. L’animale perfettibile  237
    L’uomo allo stato di natura 242 – L’uomo crea se stesso 246 – Razza e ambiente 257
    8. L’origine delle razze umane  261
    Le prime forme sono le migliori 265 – Miglioramento attraverso la selezione 272 – L’uomo è una creatura recente 278 – Dal Negro all’Europeo 280 – La variazione casuale e la selezione naturale 286
    9. Il trionfo del caso e del mutamento  291
    10. Darwin e Adamo  355
    Indice analitico  389

    L’Interpretazione dei Fenomeni della Vita

    L’Interpretazione dei Fenomeni della Vita

    Autore/i: AA. VV.
    Editore: Il Mulino
    presentazione e cura di Vincenzo Cappelletti. pp. 228, Bologna

    I problemi biologici sono oggetto d’indagine per un numero crescente, ma già ieri notevole, di discipline: la fisica affronta la biogenesi, la cibernetica promuove la biologia molecolare, la chimica e la termodinamica studiano il metabolismo, la statistica si cimenta con la norma dei fenomeni vitali. Eppure la vita non ha cessato d’essere per la scienza alcunché di diverso dalla materia inorganica, e la natura continua a mostrare nel vivente caratteri che forse saranno trovati anche altrove, rovesciando il tradizionale rapporto tra discipline organiche e inorg’an’iche. La monade fronteggia ormai l’atomo, la qualità riemerge sulla quantità. In miliardi di anni l’evoluzione biologica ha mostrato l’esistenza della programmazione accanto alla retroazione, della sintesi formativa all’interno dell’universale tendenza verso la dissipazione dell’energia in calore. Ai primordi e in ogni mutazione genica, la vita è stata ed è progettuale come vorrebbe esserlo oggi la ricerca umana. E perciò il pensiero interdisciplinare può commisurare alla realtà del metro biologico le vie che segue, i metodi che usa. Meccanicismo e vitalismo sono superati: s,i annunzia, fra incertezze e tentativi in opposte direzioni, una biologia strutturale radicata nella metodologia, nella storiografia, nella filosofia del pensiero scientifico.

    Vincenzo Cappelletti, curatore del presente volume, è nato a Roma nel 1930. Dottore in medicina e in filosofia, insegna Storia della scienza nell’Università di Roma. È Presidente della Domus Galilaeana e Direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana.

    Magia, Stregoneria, Superstizioni nell’Occidente Medievale

    Magia, Stregoneria, Superstizioni nell’Occidente Medievale

    Autore/i: Cardini Franco
    Editore: La Nuova Italia
    pp. 246, Firenze

    La grande tradizione magico-ermetica rinascimentale ha profonde radici medievali, così come la «grande paura» e la grande vergogna dell’Occidente protomoderno: la stregoneria e la caccia alle streghe. Tra magia e stregoneria i nessi sono molteplici e profondi, ma qualificanti le differenze. Lo stregone – e poi, con frequenza crescente, la strega – si configura sempre più come un emarginato, un deviante, il custode più o meno consapevole di una Weltanschauung alternativa rispetto ai poteri costituiti e alla cultura egemone. La strega resta un simbolo di contraddizione nell’Europa cristiana, una consolatrix afflictorum dei miseri e dei disperati: medichessa e ruffiana, ostetrica e procuratrice d’aborto, custode dei segreti più riposti del cuore di chi le si rivolge e mercantessa di meraviglie, dispensiera di veleni e di filtri erotici, d’amore e d’odio, di vita e di morte. Dinanzi alla Chiesa che insegna la confidenza nella volontà divina e che addita la via dell’ordine gerarchico e dell’ortodossia dogmatica, la strega vende a pochi soldi la speranza nella propria volontà, nel proprio io, in una felicità che – sia amore corrisposto, sia ricchezza raggiunta, sia vendetta compiuta si coglie, si sfrutta, si gode su questa terra. La strega vende illusioni a chi ne ha bisogno per affrontare l’esistenza. Non stupisce quindi che, oggi, emarginati e nonconformisti la scelgano ancora una volta a loro simbolo, a loro bandiera.

    Fiorentino, allievo di Ernesto Sestan, Franco Cardini insegna storia medievale a Firenze. Interessato alla tematica della storia delle idee e delle mentalità, ha pubblicato fra l’altro Le crociate tra il mito e la storia (Roma 1971) e Il movimento crociato (Firenze 1972). Coordinatore della sezione «storia medievale» della Enciclopedia europea (Garzanti), collabora a riviste quali la «Rivista storica italiana», l’«Archivio storico itllliano», «Quaderni medievali» e «Ricerche storiche». È membro della Deputazione toscana di storia patria.

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