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Selezione di volumi Aseq Editrice

Selezione di volumi

L’Epopea dei Vichinghi

L’Epopea dei Vichinghi

Autore/i: Pörtner Rudolf
Editore: Garzanti
premessa dell’autore, traduzione dal tedesco di Gianni Pilone-Colombo pp. 400, 34 ill. b/n f.t., nn. ill. b/n, Milano

Li chiamavano vichinghi, normanni, ascomanni, lochlannach, rus. Per gli arabi erano madjus, cioè demoni pagani. Provenivano dalle inospitali terre del nord (Danimarca, Svezia, Norvegia). Per tre secoli e oltre riempirono della loro forza esplosiva i mari e i paesi europei. Fecero guerra al regno dei franchi e alle monarchie anglosassoni, fondarono stati satelliti nel Mediterraneo, il regno di Kiev in Russia, furono pretoriani dei Cesari nell’impero romano d’Oriente. Passarono come una meteora folgorante nei «tempi bui» intorno al Mille. Sulle loro navi velocissime («i levrieri degli oceani») portarono scompiglio e rapina un po’ ovunque, spingendosi sulle coste nord americane 500 anni prima di Colombo. «Erano di tutto un po’: contadini, esploratori e colonizzatori; i marinai più audaci e i guerrieri più temuti dell’epoca; pirati e mercanti; eroi, affaristi e manigoldì; capaci artigiani e organizzatori intelligenti; assassini e artisti di genio; focosi combattenti e freddi calcolatori; individualisti crassi e spregiatori dello stato, ma figli obbedienti del loro clan.»

In questo fittissimo tessuto di fatti e di ipotesi si muove con straordinaria abilità di ricercatore e di narratore lo storico e archeologo Rudolf Pörtner, noto anche in Italia per il bestseller Civiltà romana in Europa. Pörtner ha sottoposto a sottile esame tutta la congerie delle fonti coeve: cronache, documenti, reperti, immagini, simboli, giungendo a un quadro di grande immediatezza. Origini, sviluppi, modalità peculiari di una cultura contadino-guerriero-marinara sono ripercorsi in ogni direzione : antropologica, etnica, sociale, economica, artistica, linguistica. Non tanto una storia di dinastie e di battaglie, quanto una densa epopea quotidiana della vita del singolo in un determinato contesto storico.

Le Dottrine e il Pensiero Politico dell’Islam dalle Origini a Oggi

Le Dottrine e il Pensiero Politico dell’Islam dalle Origini a Oggi

Autore/i: Campanini Massimo
Editore: Ipocan – Libreria Editrice Aseq
pp. 168, Roma

La storia del pensiero islamico è sempre stata solcata da tensioni contraddittorie: tra sovranità e autorità umana, tra opposte concezioni dell’autorità suprema, tra spinte al rinnovamento dei fondamenti teorici e tendenza a salvaguardare gelosamente il passato. Tutto ciò ha condizionato la storia stessa dei paesi islamici generando conflitti e fratture tuttora insanati.
Conoscerlo è dunque fondamentale per comprendere la vicenda storica dell’lslam in generale e per ipotizzare quali tendenze potrebbero segnare l’evoluzione futura del mondo islamico.

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Indice

Prefazione

I fondamenti

Califfato e imamato

Il pensiero contemporaneo

Glossario

Bibliografia

Muḥammad. Vita e Opere del Sigillo dei Profeti

Muḥammad. Vita e Opere del Sigillo dei Profeti

Autore/i: Lo Jacono Claudio
Editore: Ipocan – Libreria Editrice Aseq
pp. 136, Roma

Il volume dedicato a Muḥammad, condotto sulle fonti arabe più autorevoli e sugli studi più aggiornati a livello internazionale, mette in luce gli aspetti umani e spirituali di colui che i musulmani considerano l’ultimo profeta, ricordando le tappe storiche più significative del difficile percorso che ha portato alla definitiva affermazione del messaggio religioso di cui era portavoce nella regione peninsulare araba del Ḥiǧiāz

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Indice

La Penisola Arabica

Il dromedario

Gli Arabi

L’ambiente spirituale arabo

I Qurayš

Muḥammad figlio di ’Abd Allāh

Il restauro della Ka’ba e il matrimonio

La rivelazione e la predicazione a Mecca

Dār al-Arqam e Piccola Ègira

L’anno “del dolore”

L’Ègira

L’Islam combattente

La nascita della Umma

Il ğihād. La vittoria di Badr

Il disastro sotto l’Uḥud

L’assedio di Medina

Lo sterminio dei Qurayẓa

L’accordo di al-Ḥudaybiyya

La conquista di Mecca

La vittoria di Ḥunayn. L’epilogo

Cronologia

Glossario

Indice onomastico e toponomastico

Bibliografia

Raccolta di Scritti Editi e Inediti – V. Astrologia – Astronomia – Geografia

Raccolta di Scritti Editi e Inediti – V. Astrologia – Astronomia – Geografia

Autore/i: Nallino Carlo Alfonso
Editore: Ipocan
Ristampa anastatica dell’edizione del 1944 pp. 558, Roma

INDICE

I. – Astrologia e astronomia presso i Musulmani

II. – Storia dell’ Astronomia presso gli Arabi nel Medio Evo

1. Introduzione

2·5. Definizioni, divisioni e contenuto dell’ astronomia
presso gli Europei e presso gli Arabi

6·11. Fonti arabe per le notizie sugli astronomi e le loro opere

12·19. Nozioni astronomiche degli Arabi preislamici; il nasī; le stazioni lunari; gli anwā

20. Primi studi astronomici dei Musulmani

21-24. Libri astronomici indiani tradotti in arabo

24·27. Versioni arabe di libri astronomici persiani

28. Libri greci di astronomia e astrologia tradotti in arabo

29·33. Lode dell’astronomia in libri religiosi musulmani. Principii di trigonometria

34-35. Rotazione apparente della sfera celeste; opinioni degli antichi e degli Arabi; rotazione della terra

36. Sfericità della terra

37-40. Misure della grandezza della terra: misure greche; misura araba; misura moderna

III. – Biografie di astrologi e astronomi arabi (Albohali, Albubather, al-Khuwārizmī, Abū Ma”shar, Alfragano, Thābit ibn Qurrah, Albatenio,  Abū ’l-Wafā, al-Būzagiānī, Alcabizio, Ibn Yūnus, al-Birūnī, Albohasen Haly, az-Zarqālī, Giābir ibn Aflaḥ, Alpetragio, Abū ’l-Ḥasan ’Alī al-Marrākushi)

IV. Astrolabio

V. – Del vocabolo arabo «niṣbah» (con «ṣād»

VI. – «Zarq» o «rizq» nell’ astrologia araba popolare?

VII. – Del vocabolo «qaṭ» nell’ astrologia araba

VIII. – Etimologia araba e significato di «asub» e di «azimut» con una postilla su «almucantarat»

IX. – Zu Giaghmīnī’s Astronomie

X. – Il valore metrico del grado di meridiano secondo i geografi arabi.

XI. – al-Khuwārizmī e il suo rifacimento della Geografia di Tolomeo

XII. – Un mappamondo arabo disegnato nel 1579 da ’Alī ibn Aḥmad ash-Sharafi di Sfax

XIII. – Recensione: G. R. KAVE, The astronomical observatories of Jay Singh

Dagbani Basic and Cultural Vocabulary

Dagbani Basic and Cultural Vocabulary

Autore/i: Baldi Sergio
Editore: Università degli Studi di Napoli L’Orientale
With the assistence of Mahmoud Adam pp. 148, Napoli

Introduction

Dagbani (Dagbanli, Dagbamba, Dagomba, Dagbane) belongs to the Western-Oti-Volta branch of the Gur languages, which is a part of the larger Niger-Congo language family (Olawsky 1996: 3). It is spoken in the Eastern part of the Northern Region of Ghana by approximately 300,000 people (746,924 according to the 2000 Ghana Population Census) and in north-western Togo by more or less 150.000 people. Tamale and Yendi are the main towns in Ghana, where the largest communities are found.

There are no special names far dialects. But the main dialects, centred on Tamale in the West, and Yendi in the East, are generally accepted. The differences affect mainly details of pronunciation and vocabulary, the structure of language remains uniform throughout the area. Number of speakers are probably about equal for the two.
Historically the dialect of Yendi, the capital, was the standard, but nowadays the dialect of Tamale as the administrative and publishing centre is the standard…

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CONTENTS

Foreword

1. Introduction

2. Bibliography

Cultural vocabulary/Vocabulaire culturel

aOOO Human/Personne humaine

bOOO Bodyparts/Parties du corps

cOOO Nouns and adjectives/Noms et adjectifs

dOOO Locatif/Localisation

eOOO Pronouns/Pronoms

fOOO Verbs/Verbes

Basic vocabulary/Vocabulaire fondamental

A000 Wild animals/Animaux sauvages

A200 Domestic animals/Animaux domestiques

A500 Bee-keeping/Apiculture

B000 Fishing, hunt, weapons/Peche, chasse, armes

B200 Horse and equipment/Cheval et hamachement

C000 Plants/Plantes

C200 Trees/Arbres

D000 Agriculture/Agriculture

E000 Compound/Concession

F000 Kitchen/Cuisine

F200 Food/Nourriture

F500 Brewery/Brasserie

G000 Clothes, jewellery/Vetements, bijoux

H000 Weaving, dyeing/Tissage, teinture

1000 Planting, basketry/Tressage, vannerie

J000 Leather work, leather goods/Travail du cuir

K000 Metal-working/Métallurgie

L000 Pottery/Poterie

M000 Wood-working/Travaux du bois

N000 Market/Marché

O000 Human beings and kinship terms/Êtres humains et parenté

P000 Government and law/Gouvernement et droit

Q000  Music, dance, play/Musique, danse, jeu

R000 Religion/Religion

R500 Disease/Maladie

S000 Time and season/Temps et saisons

S200 Environment/Environs

Z000 Numbers/Nombres

Index of Dagbani Terms

English Index

Prench lndex

Arabic lndex

Index of Hausa Terms

Index of Scientific Names

Devinettes Masa

Devinettes Masa

Autore/i: Baldi Sergio
Editore: Università degli Studi di Napoli L’Orientale
pp. 90, Napoli

Introduction

La langue masa, vùn màsàna, connue aussi sous les noms de massa, masana et “banana”, est une langue parlée au Tchad par 109093 personnes (recensement 1993) dans la préfecture Mayo-Kebbi et la sous-préfecture de Bongor, le long du fleuve Logone. Elle est parlée aussi au Cameroun par un nombre équivalent de locuteurs, sous la forme des variantes dialectales suivantes: yagwa, bongor, walia (walya), domo, bugudum (budugum), gumay. Le dialecte de Yagoua est compris par l’ensemble des locuteurs des autres variétés de la langue.

Les Masa ont leur religion traditionnelle, mais il y a aussi parmi eux des chrétiens et des musulmans….

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TABLES DES MATIERES

Avant-propos

1. Introduction

1.1. Nom de la langue

1.2. Situation géographique

1.3. Populations voisines

1.4. Histoire

1.5. La langue masa

1.6. Classification proposée

1.7. La structure syllabique

1.8. Les voyelles

I. 9. Les tons

1.10. Les devinettes chez les Masa

2. Bibliographie

Devinettes masa

[…]

Abréviations

Index des mots-clés

Index masa-français

Index français-masa

Index des noms scientifiques

Moksha

Moksha

Scritti sulla psichedelia e sull’esperienza della Visione
Autore/i: Huxley Aldous
Editore: Mondadori
A cura di Michael Horowitz e Cynthia Palmer.
Premessa di Humphry Osmond.
Prefazione di Albert Hofmann.
Introduzione di Alexander T. Shulgin.
Traduzione di Mariagiulia Castagnone.
Con uno scritto di Edoardo Camurri. pp. 336, Milano

Nel 1953 Aldous Huxley sperimentò in prima persona gli effetti della mescalina, una sostanza allucinogena ricavata da un cactus che i nativi americani usavano nei loro riti sciamanici. Lo scrittore arrivò così a vedere una nuova essenza delle cose, anticipando di decenni le future acquisizioni delle neuroscienze sulle potenzialità della mente umana: esperienze che Huxley avrebbe cercato di spiegare in molti dei suoi scritti successivi. Questa antologia raccoglie quei testi, profetici e visionari, tratti sia dai romanzi “Il mondo nuovo” e “L’isola“, sia da saggi come “Le porte della percezione” e “Paradiso e inferno“, sia da articoli, interviste, discorsi, lettere. Le parole di Huxley contengono un invito, ancora oggi attuale, a liberarsi (“moksha“, in sanscrito, significa appunto “liberazione”) dai condizionamenti culturali della civiltà ipertecnologica e ad abbracciare una visione del mondo mistica e trascendentale le cui esperienze e percezioni ottenute “nell’altro mondo” possono aiutarci a vivere meglio “in questo mondo”, aprendo alle possibilità di una creatività infinita.

La Guida allo Yoga della Harvard Medical School

La Guida allo Yoga della Harvard Medical School

Un programma di 8 settimane elaborato su base scientifica
Autore/i: Wei Marlynn; Groves James E.
Editore: Mondadori
Traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi pp. 356, ill. b/n, Milano

“Il libro che state leggendo è diverso dagli altri volumi sullo yoga, perché fornisce un punto di vista medico, basato sui risultati di ricerche scientifiche.

In queste pagine mettiamo a vostra disposizione la nostra esperienza di medici che praticano lo yoga e lo utilizzano nell’esercizio clinico per trattare stress, ansia, depressione, dipendenze e disturbi post-traumatici.

Quello che vi indichiamo è un programma di 8 settimane, semplice ed elaborato su base scientifica, che unisce le posture dello yoga con la respirazione, la meditazione e l’autocompassione, per un benessere totale.”

Marlynn Wei e James  Groves

La Via del Compagno

La Via del Compagno

Lavori in Secondo Grado e alcune variazioni
Autore/i: R.L. Iside 1481
Editore: Tipheret
pp. 132, ill. b/n, Acireale – Roma

Il grado di Compagno spesso viene ingiustamente sottovalutato. Lo si considera un momento di transizione. In realtà rappresenta un momento fondamentale nella formazione del Libero Muratore. Se il compito dell’Apprendista è quello di imparare, dal Compagno ci si attende che sappia mettere in pratica ciò che ha appreso. Il lavoro quindi è al centro della attività del Compagno, un lavoro che si è svolto in una sfera meno materiale i cui risultati traspaiono dalle tavole che fanno parte di questa pubblicazione. La parola negata all’Apprendista è stata concessa solo per far comprendere che le parole non servono. L’Io non conta, conta il noi. Lungo il cammino intrapreso abbiamo imparato a vedere con gli occhi del Fratello, ascoltare con le orecchie del Fratello, gustare con la bocca del Fratello, toccare con la mano del Fratello. Abbiamo imparato a essere partecipi della realtà e condividerla. Abbiamo imparato che i sensi vanno dominati, non repressi. Abbiamo condiviso il nostro cuore strappandolo dal petto per offrirlo al Fratello. Il volume è completato dalle Tavole scolpite dai Maestri della Iside 1481 in occasione di eventi esterni.

Lavori della R.∙. Madre L.∙. La Sebezia all’Oriente di Napoli

Lavori della R.∙. Madre L.∙. La Sebezia all’Oriente di Napoli

Primo Grado Simbolico o Apprendista Libero Muratore
Autore/i: AA. VV.
Editore: Tipheret
a cura di Giovanni Marischi pp. 52, Acireale – Roma

Dopo il 1860 anche se numerose e profonde erano le divisioni in seno alla Massoneria italiana (specie per le rivalità fra il Rito Scozzese e il neonato Rito Simbolico Italiano, oltre che fra i diversi Supremi Consigli, sedenti nelle antiche capitali degli staterelli italiani) si andava sentendo sempre più l’esigenza di riunire ciò che era sparso. In tal senso, tralasciando le vicende, non sempre nobili ed eroiche dei Massoni italiani, soccorre la pubblicazione dei primi rituali italiani a stampa. Uno di questi viene pubblicato a Napoli, nel 1864, sotto il titolo di Lavori della R.∙. Madre L.∙. La Sebezia all’Oriente di Napoli. Il libriccino consta di 52 pagine, e riporta una Prefazione, una “Protesta”, il Rituale per l’apertura dei lavori, un Catechismo a domande e risposte, che occupa la massima parte del libriccino, poi la chiusura de’ Travagli. Le pagine successive sono dedicate ai Banchetti o agapi. Inoltre troviamo una “Osservazione necessaria sopra i sette brindisi ordinari”, diverse prescrizioni pratiche, e la “Spiegazione di alcuni Misteri relativi al grado di Apprendista L∴M∴”. Infine un’Appendice.

Marmora Romana

Marmora Romana

Autore/i: Gnoli Raniero
Editore: La nave di Teseo
pp. 396, ill. a colori f.t., ill. b/n, Milano

Pubblicato per la prima volta nel 1971, Marmora romana raccoglie e analizza i diversi di tipi di marmo utilizzati nell’antica Roma e nelle propaggini del suo impero, in Europa e in Africa. Gnoli ripercorre la storia di queste pietre, il viaggio dalle cave da cui viene estratto, la scelta di ciascun materiale a seconda delle sue caratteristiche estetiche e tecniche, i campi di applicazione nelle architetture civili e sacre, la loro presenza nella letteratura e nelle fonti storiche. Il testo è accompagnato da un apparato iconografico che illustra i marmi, le venature, i colori delle pietre, i loro utilizzi statutari ed edili – completamente ridigitalizzato in alta definizione.

“Raniero Gnoli, illustre studioso di sanscrito, in questo libro si occupa dei diversi tipi di marmo trovati a Roma e in altri luoghi d’Europa e dell’Africa settentrionale; ne descrive le cave di provenienza, la loro importanza per i popoli dell’antichità, la loro presenza nella letteratura. É un lavoro che rivela quanto ampi siano i campi di ricerca che l’autore ha esplorato a fondo, ed è un esempio dei suoi molteplici interessi. L’opera, di grande precisione filologica e ricchissima di informazioni, sarà estremamente utile agli archeologi, ai letterati, agli studiosi di arti e mestieri, e a quanti si interessano al significato che nelle varie epoche veniva attribuito alle pietre. Magnificamente stampato con ottime illustrazioni sia a colori che in bianco e nero, il volume è un esempio di profonda e umanistica dottrina”. Giuseppe Tucci, East and West

Il Paganesimo Contemporaneo

Il Paganesimo Contemporaneo

Dissipare errori e confusioni
Autore/i: AA. VV.
Editore: Victrix
A cura dell’ A.R.Q. pp. 84, Forlì

Questo scritto avvia un’ampia trattazione relativa ai vari fenomeni connessi con lo spiritualismo paganeggiante irregolare, variamente configurato in diverse formazioni di tipo “pagano”, “gentilizio”, “classico” o “romano”. La trattazione che svolgeremo ha la funzione di esaminare oggettivamente la natura di diversi fenomeni e organizzazioni, per verificarne la regolarità rispetto alla tradizione religiosa a cui ciascuno di essi vorrebbe richiamarsi. Lo scopo è quello di fornire un criterio, non estraneo alle linee programmatiche dei vari enti, e conforme al criterio di verità che fonda le religioni tradizionali, per orientare il pubblico nella comprensione della natura delle varie iniziative, al fine di indirizzare precise scelte, senza subire gli sviamenti profani di una psudoreligiosità che nulla ha di autenticamente religioso e tradizionale.

Ponendo il fuoco sulla reale essenza delle varie attribuzioni identitarie, “romano”, o “pagano” o “gentile”, valuteremo la coerenza e l’effettiva validità formale e sostanziale di ciascuna di esse. Il criterio oggettivo di valutazione si trova nel principio di autorità a cui le tradizioni religiose regolari si sono sempre attenute, il rispetto di questo principio si trova nelle fonti scritturali delle tradizioni chiamate in causa, le sole che possono dirimere autorevolmente ogni dubbio e liberare dal giudizio arbitrario, soggettivo ed individualistico, basato solo su opinioni umane. Purtroppo, come vedremo, molti dei fenomeni esaminati non attengono alle religioni tradizionali, ma sono basati su pregiudizi storici, letterari ed ideologie profane, inoltre sono caratterizzati dall’individualismo pseudoreligioso moderno, da una licenziosa ribellione ad ogni forma di autorità e spesso anche da un ateismo ammantato di fede religiosa, uno stato che imprigiona ormai le coscienze degli uomini della società postmoderna.

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Sommario

Capitolo I

Un primo sguardo al “paganesimo” attuale 

a. Introduzione
b. Errori diversi concernenti il paganesimo
c. La costituzione dell’uomo moderno quale base dell’attuale “paganesimo”
d. La modernità e lo sviluppo del “paganesimo” contemporaneo
e. Un primo sguardo su alcune forme del paganesimo contemporaneo
e.1. Alain De Benoist, la nuova destra militante e il paganesimo caricaturale 26

Capitolo II 

La natura del “paganesimo” contemporaneo: pericoli, sviamenti e danni 

a. Cosa vuol dire essere paganvs
b. Alcuni criteri di distinzione delle religioni antiche non cristiane
c. Errori e confusioni del “paganesimo” moderno
d. Il “paganesimo” postmoderno e la radicalizzazione delle aberrazioni
e. Alcune organizzazioni del paganesimo postmoderno
f. Un caso particolare: l’European Congress of Ethnic Religions (E.C.E.R.)

Julius Evola e l’Alterazione della Ricerca Regolare dell’Iniziazione: Problemi, Pericoli, Danni

Julius Evola e l’Alterazione della Ricerca Regolare dell’Iniziazione: Problemi, Pericoli, Danni

Autore/i: Viola L. M. A.
Editore: Victrix
pp. 98, ill. b/n, Forlì

Questo scritto avvia una serie di esami dei punti fondamentali dell’opera evoliana, al fine di mettere in luce il senso di diversi indirizzi proposti da Evola e delle conseguenze che sono derivate da essi. Gli esami saranno svolti in profondità, per cogliere molti elementi che, con una lettura critica non adeguata e non qualificata degli scritti evoliani, non possono essere colti. A oltre quaranta anni dalla scomparsa di Evola si accrescono le manifestazioni di “devozione” nei suoi confronti, oggi ormai queste iniziative sconfinano nella “evolatria” e nel “fondamentalismo evoliano”. Vi è chi pensa persino di “divinizzare” Evola, erigendo ad esso altari e collocandolo fra i “Lari”, o persino elevandolo fra i “nostri Maggiori”, per tributargli poi offerte e preghiere. La “nuova religione” evolista costituisce ormai il termine finale di una deriva in senso evolatrico, che causa conseguenze negative di diverso genere, le quali si aggiungono a tutti gli sviamenti, le confusioni e gli errori compiuti dal “maestro”. La spropositata esaltazione di Evola, la valutazione fideistica della persona e dell’opera, senza un’esatta disamina delle stesse fondata su una prospettiva rigorosamente tradizionale, spinge diverse persone a rifarsi ad Evola come ad una “autorità spirituale” affidabile, sia per la ricerca dell’iniziazione, che per la disciplina iniziatica, oppure per altri domini, senza che queste adesioni abbiano fondamenti tradizionali adeguati.

Frammenti vedici dai Brāhmaṇā

Frammenti vedici dai Brāhmaṇā

Autore/i: Lorenzoni Alessandro
Editore: Youcanprint
pp. 126, Tricase (LE)

Quali insegnamenti sono racchiusi nei testi dell’India vedica, trasmessi solo da brāhmaṇà a brāhmaṇà, e concepiti solo per il brāhmaṇà, per lo kṣatríya? In questo libro, i frammenti delle testimonianze vediche in prosa sono riuniti in modo tale da far emergere un’originale conoscenza della natura divina (e umana). Infatti, Prajāpati genera, «emette» le creature, le «geniture». Ma le geniture sono solo il cibo, per Prajāpati. Le geniture sono solo per Prajāpati. Per il śraíṣṭhya. Così, Prajāpati emette gli armenti. Per sottometterli. Inoltre, il brāhmaṇà, lo kṣatrá conseguono Prajāpati. Così, sono soltanto gli armenti, la vís (la «moltitudine»), solo per il brāhmaṇà, per lo kṣatrá. E gli uomini – una volta per il rājanyá – sono come gli armenti. Perciò, alla fine, il brāhmaṇà intraprende la ’rinuncia’: «Quindi, piuttosto, dato tutto, erra» (SBK, 4, 9, 1, 10).

Il Paradiso sulla Terra

Il Paradiso sulla Terra

Spunti di catechesi liturgica nella messa
Autore/i: Borserini Emanuele
Editore: D’Ettoris Editori
prefazione di mons. Guido Marini pp. 238, Crotone

«Pochi riusciranno a scorgere il potente dramma soprannaturale in cui pure fanno ingresso ogni domenica», così in un suo recente libro Scott Hahn si accinge a parlare della celebrazione dell’Eucaristia. Una constatazione che sta anche alla radice di questa riflessione che, lungi dall’addentrasi in spinose questioni teologiche ma descrivendo passo passo e con semplicità il rito della Messa, desidera far intravvedere quel potente dramma, la continua discesa del cielo sulla terra. È il dramma della nostra fede, che per esprimersi in pienezza ha bisogno di un ambiente specifico costituito dalla liturgia della Chiesa, come ricorda papa Francesco nell’enciclica Lumen fidei (n. 40). Le occasioni, dunque, non sono ricercate altrove per dire qualcosa sulla Messa ma esistono nella Messa perché «la migliore catechesi sull’Eucaristia è l’Eucaristia ben celebrata» (Benedetto XVI).

Una Favola per la Ragione

Una Favola per la Ragione

Miti e storia nel «Flauto Magico» di Mozart
Autore/i: Musto Renato; Napolitano Ernesto
Editore: Bibliopolis
pp. 276, Napoli

Evocazione fantastica, mito e favola popolare, rituale d’iniziazione massonico, il “Flauto magico” si rivela ancora oggi una presenza simbolica estesa ben oltre i luoghi tradizionali del teatro d’opera, segno di una rinnovata corrispondenza tra un messaggio del passato e la sensibilità del presente. Questo libro esplora le ragioni del fascino segreto del Singspiel mozartiano che, con la misteriosa promessa di una verità nascosta, ha sedotto filosofi e poeti, pittori e registi. La musica di Mozart, capace di svelare ogni moto del cuore umano, affronta, in quest’opera, la complessa dialettica tra sentimenti privati e volontà collettive.

Trattato degli Scrupoli

Trattato degli Scrupoli

Autore/i: Duguet Jacques-Joseph
Editore: Rusconi
Testo francese a fronte.
Introduzione, traduzione e apparati di Domenico Bosco pp. 310, Milano

Autore non disprezzato di una ricchissima produzione che spazia dalla morale alla politica, dall’esegesi alla spiritualità; uomo di cultura e di gusto di cui Voltaire parlava con rispetto e che la pur celebrata autrice di La princesse de Clèves, Madame de Lafayette, ebbe modo appieno di apprezzare; riconosciuto maestro per la «musica interiore della sua frase». (Julien Green), Jacques-Joseph Duguet (1640-1733) appartiene a quella grande famiglia di spiriti che nel Seicento – secolo di Agostino – si vollero «agostiniani», port-royalisti e giansenisti… e attenti scrutatori del cuore umano. E di quella scuola e della grande tradizione dei moralisti classici, vive il Trattato degli Scrupoli (1717), un’opera ricca di dottrina e … di tatto: un gioiello di psicologia, di morale, e di spiritualità. Analista sottile dello scrupolo nelle sue cause (e concause), non banale osservatore dell’ être, del paraitre e di ciò che si dà ancora più profondo alle radici dell’anima e che causa sofferenza e … paralisi. Duguet ci fa entrare tra i paesaggi dell’interiore, in quelle «terre sconosciute» che un grande contemporaneo (La Rochefoucauld) perimetrava e su cui non pochi autori volevano gettar luce: per dare e creare pace.

“L’Arte Militare” di Flavio Renato Vegezio

“L’Arte Militare” di Flavio Renato Vegezio

Autore/i: Angelini Antonio
Editore: Ufficio Storico SME
Traduzione e commento.
In appendice, testo originale dell’opera e glossario militare latino pp. 304, ill. b/n, Roma

Nota del Traduttore

Una nuova edizione del «De re militari» di Flavio Renato Vegezio trova giustificazione nell’esigenza di diffondere ai giorni nostri un’opera che ha goduto di enorme favore nel passato, dal quinto al diciottesimo secolo, e che oggi è pressochè sconosciuta ai più, ove si escluda la ristretta schiera degli studiosi.

Il motivo di fondo della scarsa notorietà attuale è da ricercare, a nostro avviso, nella difficile accessibilità del linguaggio, in quanto le traduzioni dai diversi «codici» latini pervenutici si ascrivono in gran parte al tardo medioevo ed al periodo rinascimentale, mentre le meno remote si collocano soltanto tra il seicento e l’ottocento.

Anche l’edizione romana del 1937, curata da Leone Andrea Maggiorotti, riproduce il testo ottocentesco di Temistocle Mariotti, senza dubbio magistrale ma ormai superato perchè di non facile comprensione.

Si è ritenuto utile, pertanto, procedere ad una nuova traduzione dell’opera per offrirne una lettura agevole e consentire di apprezzarne l’intrinseca validità sia sul piano storico sia sotto l’aspetto strettamente militare.

È stato necessario, talvolta, indulgere a libere interpretazioni del pensiero di Vegezio, senza tuttavia venir meno alla indispensabile fedeltà concettuale, nella costante preoccupazione di conferire all’espressione italiana la massima consentita aderenza alla corrispandente locuzione originale.

Per il testo latino, si è preso in considerazione quello pubblicato da Firmin-Didot e C. in Parigi nel 1878, che segue l’«editio» di Schwebelius.

Civiltà della Magna Grecia

Civiltà della Magna Grecia

Autore/i: Napoli Mario
Editore: Eurodes
pp. 438, 64 tavv. b/n f.t., 14 ill. b/n, Roma

Estratto dal cap. I – Roma ed Atene

Il rinnovato interesse della ricerca storica ed archeologica per la Magna Grecia, ripropone, sotto aspetti completamente nuovi, la funzione svolta, nell’ambito della storia della civiltà, da questa regione, non più intesa come semplice appendice, o, all’opposto, come aspetto periferico e deteriore della grecità. Lo storico suggerisce una tematica più articolata e pertanto anche più valida, sulla suggestione della quale l’archeologo ricerca sul terreno da alcuni anni, e pone in luce, documenti nuovi, con una indagine non più occasionale e frammentaria, ma rigorosamente programmata, così rifacendosi, in un certo modo, agli esempi di un Paolo Orsi o di un Umberto Zanotti Bianco.

D’altra parte, gli esiti di questa mutata impostazione storica e la ricchezza dei dati reperiti dall’indagine archeologica sembrano rendere oggi più arduo ed in parte prematuro un discorso sulla civiltà della Magna Grecia, nel senso che, risottoposte al vaglio critico, di una mutata critica, verità che sembravano ormai comunemente accettate, molte di queste si sono dissolte, mentre i rinvenimenti archeologici stimolano a loro volta, nella loro trasposizione nel campo storico, problemi nuovi e non sempre ancora chiari. Si è, in altri termini, in un momento di faticosa ricostruzione, pur tuttavia crediamo non solo possibile, ma anche necessario, tracciare uno sguardo di insieme, fare il punto, cioè, della situazione, e ciò anche per corrispondere ad un interesse sempre più vivo che va determinandosi intorno alla Magna Grecia nei più vari ambiti culturali.

Aquinas I-3-1960 De Reditu ad Sanctum Thomam

Aquinas I-3-1960 De Reditu ad Sanctum Thomam

Philosophica Scripta Joanni XXIII Pontifici Maximo et Patribus Concilii Vaticani Secundi a Pontificia Universitate Lateranensi reverenter oblata
Autore/i: AA. VV.
Editore: Pontificia Un. Lateranens
pp. 352, Roma

Sommario

Antonius Piolanti, Praefatio

SS.D.N. Joannes PP. XXIII, De momento thomisticae doctrinae oratio

I. SANCTUS THOMAS STUDIORUM DUX

Iacobus Ramirez, S. Thomas studiorum dux

Etienne Gilson, La paix de la sagesse

Humbertus Degl’ Innocenti, Cur Sanctus Thomas

II. METAPHYSICA ULTIMA RATIO EXCELLENTIAE THOMISTICAE PHILOSOPHIAE

Louis De Raeymaeker, L’idée inspiratrice de la métaphysique thomiste

Cornelio Fabro, Intorno al fondamento della metafisica tomistica

Joseph De Finance, Valeur et taches actuelles du thomisme

III. PERENNIS VALOR PHILOSOPHIAE ANGELICI DOCTORIS

Giorgio Giannini, Attualità della filosofiia di S.Tommaso. 

Félix Fernandez de Viana, Cognoscibilitad de Dios segun Santo Tomas

Sofia Vanni Rovighi, Perenne validità delle «cinque vie» di S. Tommaso

Eugenio Toccafondi, Valore perenne della gnaseologia tomistica.

Paolo Valori, Problemi morali dell’ora e risposta tomista

Reginaldo Pizzorni, Necessità di un ritorno alla dottrina tomistica del diritto naturale

IV. MOMENTUM AQUINATIS IN HISTORICA PHILOSOPHIAE EVOLUTIONE

Ceslao Pera, Il tomismo di fronte alle correnti platoniche e neo- platoniche

Clemente Vansteenkiste, Il posto del tomisma nella storia del pensiero medioevale

Roberto Masi, Il significato storico di S. Tommaso d’Aquino per la sintesi cristiana del mondo moderno 

Religioni e Morale nella Loro Unità Essenziale

Religioni e Morale nella Loro Unità Essenziale

Autore/i: Besant Annie
Editore: Ars Regia
Traduzione di M.L. Kirby e G.G. Porro pp. 288, Milano

Estratto dal Cap. I – L’unità di Dio

Questa è la dottrina centrale della religione e l’unica base sicura della morale. «Uno solo senza secondo», dice l’lndù. «Il Signore, prima del quale ed oltre al quale non vi è nessun altro», afferma lo Zoroastriano «Ascolta, Israele: il Signore Iddio nostro è l’unico Signore», proclama l’Israelita. «Non vi è altro Dio se non Uno solo», dichiara il Cristiano. « Non vi è altro Dio che Dio, il Vivente, Sussistente in Sè stesso», dice il Musulmano. Ed anche tutte le altre religioni ripetono la stessa dichiarazione. Persino i selvaggi che adorano varie forme, hanno il concetto del Grande Spirito al disopra di esse tutte, il quale Grande Spirito è sovente descritto da qualche nome che indica la Sua onnipresenza….

I Greci in Occidente

I Greci in Occidente

Catalogo della Mostra (Palazzo Grassi, Venezia 1996)
Autore/i: AA. VV.
Editore: Bompiani
A cura di Giovanni Pugliese Carratelli pp. 800, nn. ill. a colori, Milano

“Questo libro documenta e presenta il lavoro che è stato compiuto da e per Palazzo Grassi allo scopo di raccogliere e rammostrare quei capolavori che una originaria cultura greca ha saputo esprimere nei nuovi insediamenti sulla penisola.
Sono opere che potrebbero parlare da sole senza bisogno di illustrazioni, tanta è la carica emozionale che esse posseggono, esprimendo quell’ideale di classicità al quale tutta la civiltà occidentale non saprebbe rinunciare.
Trattasi, infatti, di un’ arte che sta alla fonte delle nostre concezioni estetiche, anche attuali, nella purezza delle linee, nella icasticità dei valori plastici. Ma queste opere non sono soltanto manifestazioni di un’ arte affinata fino a divenire sublime, esse lo sono perché vi è un retroterra, prima ancora che di cultura teorica, di civiltà umana.
E sono questi i valori che, inconsciamente ma istintivamente, si captano nel momento in cui ci si trova davanti alla singola opera o si segue, ammirati e ansiosi di nuove scoperte, il percorso di questa storia. Una storia non finita, anzi infinita, perché segnata all’interno di ciascuno di noi. Non tanto per una nostra similarità con quei Greci che vennero e vissero in Occidente, ma perché sono gli stessi fondamenti della nostra mentalità e della nostra moralità che da essi abbiamo ereditato. I canoni fondamentali della eticità individuale come quelli della eticità collettiva risalgono a quella cultura e permeano ancora la nostra.

Oggi, noi siamo eredi anche di altre civiltà, da quella romana a quella dei barbari, sicché la nostra è una civiltà complessa e ognuno di noi ha più punti di origine e, al tempo stesso, di riferimento. Ma questo è il cuore, nel senso del punto centrale, cui sempre volontariamente o involontariamente facciamo riferimento. Ognuna di queste opere è un nostro antenato e cioè un nostro parente nel senso etimologico dell’ espressione. Certo noi siamo portati alle semplificazioni, se non alle superficialità frettolose, ma questa mostra e gli studi che la hanno preceduta e resa possibile dimostrano, invece, quanto ci sia dietro a ognuna di esse e quante cose vengano, per loro tramite, evocate. Dalle grandi indagini filosofiche, a quelle fisiche del mondo, dalle concezioni della spiritualità, a quelle delle poleis, tutto contribuisce a dare luce a questi capolavori e ad illuminarli. Una sorta di luminescenza avvolge, dunque, la mostra e, al tempo stesso, i visitatori che non si fermino all’esteriore, per quanto straordinario, ma vogliano penetrare nell’interiorità vivente di questa civiltà portata dai Greci e da loro vivificata in Occidente. Per il che questo catalogo può e deve servire da guida.”

Feliciano Benvenuti

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INDICE

Parte prima

C.G. Doumas, La talassocrazia nel mar Egeo;
V. La Rosa, L’antefatto preistorico: aspetti e problemi della civiltà minoico-micenea;
P. Militello, Dal sillabario minoico all’alfabeto greco;
G.Garbini, Genesi dell’alfabeto greco;
F. Cassola, Forme dell’organizzazione politica dei greci;
C.A. Picon, Profilo della scultura greca arcaica;
A. Pasquier, Profilo della scultura greca classica;
B. Andreae, Profilo della scultura greca ellenistica;
D. Williams, La ceramica greca e il ruolo di Atene;
A. Rouveret, Profilo della pittura parietale greca;
L. Vagnetti, Primi contatti fra il mondo minoico miceneo e il Mediterraneo occidentale;
D. Ridgway, Relazioni di Cipro con l’Occidente in età precoloniale;
G. Garbini, I Fenici nel Mediterraneo occidentale fino al V secolo a.C.;
P. Pomey, Navigazione e navi all’epoca della colonizzazione greca;
G. Pugliese Carratelli, Profilo della storia politica dei Greci in Occidente;
M. Sakellariou, La metropoleis delle colonie greche d’Occidente;
R. Arena, La colonizzazione greca dell’Occidente: i dialetti;
F. Prontera, Le comunicazioni marittime;
B. D’Agostino, L’esperienza coloniale nell’immaginario mitico dei Greci;
F. Sartori, Le costituzioni degli stati greci d’Occidente: Cirenaica, Magna Grecia, Sicilia greca, poleis dell’area massaliota;
G. Gorini, La moneta;
E. Greco, La città e il territorio;
D. Mertens E. Greco, Urbanistica della Magna Grecia;
A. Di Vita, Urbanistica della Sicilia greca;
L. Bacchielli, Urbanistica della Cirenaica antica;
D. Mertens, L’architettura del mondo greco d’Occidente;
H. Treziny, L’architettura militare greca in Occidente;
M. Barra Bagnasco, Edilizia privata e impianti produttivi urbani;
J.C. Carter, Insediamenti agricoli;
C. Rolley, La scultura della Magna Grecia;
G. Rizza, La scultura siceliota nell’età arcaica;
E. De Miro, La scutura siceliota nell’età classica;
N. Bonacasa, Scultura e coroplastica in Sicilia nell’età ellenistico romana;
L. Beschi, La scultura nella Cirenaica greca;
M. Schmidt, La ceramica italiota e siceliota;
A. Pontrandolfo, La pittura parietale in Magna Grecia;
P.G. Guzzo, Oreficerie dei greci d’Occidente;
G. Maddoli, Culti e dottrine dei greci d’Occidente;
M. Gigante, La cultura letteraria in Magna Grecia e nella Sicilia greca;
V. Gigante Lanzara, Civiltà letteraria della Cirenaica;
M.M. Sassi, La filosofia nel mondo greco d’Occidente;
V. La Rosa, L’incontro dei coloni greci con le genti anelleniche della Sicilia;
B. D’Agostino, L’incontro dei coloni greci con le genti anelleniche in Campania;
A. Bottini, L’incontro dei coloni greci con le genti anelleniche della Lucania;
E.M. De Juliis, L’incontro dei greci con le genti anelleniche della Puglia;
P.G. Guzzo, I greci in Val Padana;
P.G. Guzzo, Incontro con i Brettii;
C. Tronchetti, I greci in Sardegna;
M. Torelli, L’incontro con gli etruschi;
M. Bats, I greci in Gallia e in Corsica;
V. Kruta, Mondo greco e mondo celtico: incontro di due culture;
A. Giuliano, L’influenza greca nell’arte italica;
E. La Rocca, Graeci artifices nella Roma repubblicana: lineamenti di storia della scultura;
R. Farioli Campanati, Eredità dei Greci in Occidente nell’arte della tarda antichità e medioevo

Parte seconda

Catalogo
Bibliografia
Indici

Psyches Therapeia. La Via di Liberazione dal Male Secondo la Filosofia Platonica Integrale

Psyches Therapeia. La Via di Liberazione dal Male Secondo la Filosofia Platonica Integrale

Vol. 1 – L’anima, il male e la sofferenza
Autore/i: Viola L. M. A.
Editore: Victrix
pp. 390, Roma

L’anima è la grande assente nella moderna “psicologia senz’anima”, le vaghe e confuse descrizioni della psiche, che si trovano ancora raramente nei trattati o nei testi scolastici, sono largamente insufficienti e piene di errori. Negli ultimi tempi sia la psicologia che la psicoterapia si sono conformate all’ambito delle “scienze della natura”, perciò hanno accresciuto la loro dipendenza nei confronti delle neuroscienze, facendosi assorbire via via in futili dettagli contingenti di processi psichici esteriori, perdendo così ogni possibilità di approcciare adeguatamente l’anima dell’uomo. L’ultimo indirizzo psichiatrico è un evidente segno di questo processo. […] Perduto ogni fondamento metafisico, abbandonata ogni visione autenticamente religiosa e filosofica tradizionale, la psicologia è divenuta oggi un fenomeno vuoto, privo di basi epistemiche. Poggiando sul non essere, ogni “psicoterapia” moderna non è che illusione, la sua prassi accresce il vincolo titanico e l’alienazione, perciò costituisce l’opposto di ogni autentica cura dell’anima. […]

Non si possono abbandonare i fondamenti metafisici della psicologia e della psicoterapia, altrimenti queste perdono ogni significato e dunque anche il senso della loro esistenza, riducendosi a mere parodie vuote delle loro forme originarie. Non esiste una vera psicologia se non è fondata su una compiuta ed autentica scienza sacra dell’anima, non vi può essere psicoterapia se non produce una psicagogia iniziatica. Chi non conosce sperimentalmente l’anima non può curarla, né può prendersi cura di sé. […]

Socrate chiama la cultura dell’anima
paideia, attraverso la paideia l’anima ricostituisce il suo stato originario di perfezione, quello stato che possedeva nella sua costituzione iperurania, nella quale contemplava il Bene, l’Uno. […] La paideia svincola progressivamente la psiche dai vincoli dell’individuazione titanica, attraverso la disciplina filosofica essa porta alla realizzazione di diversi stati superiori dell’essere a cui conseguono precise virtù. […]

La via filosofico-medica platonica è fondata sui termini metafisici esemplari della scienza divina dell’anima e, allo stesso tempo, esprime la prassi terapeutica integrale della psiche. È attraverso la paideia filosofica, la cultura reale dell’essere essenziale dell’uomo, che si traduce nel bios theoretikos, che l’anima può raggiungere la sua hyghieia, la sua salute, ovvero sophia. […] Qualsiasi limitazione della scienza originale dell’anima, e della relativa psicoterapia, costituisce un degrado, un inviluppo, che dà luogo a forme parziali ed erronee, perciò false, di “psicologia” e “psicoterapia”, così come a forme vane di “cura di sé” o di “consulenza filosofica”. Quando il degrado è completo, come nella psicologia postmoderna o nella pratica filosofica di natura nichilistica, della vera psicologia e della vera psicoterapia nulla rimane, restano solo forme vuote e illusorie, parodie che si sostituiscono alle forme originarie, che svolgono la funzione di condurre l’uomo, attraverso un radicale inganno, all’annientamento nel non essere, sottomettendolo alla pena più atroce in cui possa incorrere.

I Ching

I Ching

Autore/i: Crowley Aleister
Editore: Tre Editori
Testo inglese a fronte.
Presentazione di Stephen Skinner.
Traduzione di Giorgio Ritter. pp. 190, ill. b/n, Roma

Il mago inglese Aleister Crowley, detto ’La Grande Bestia’, fu il primo occidentale a usare regolarmente l’antico sistema divinatorio cinese dell’I Ching, del quale ci offre in quest’opera la sua interpretazione illuminata dalla Cabala: uno strumento incomparabile per conoscere noi stessi e il nostro futuro. Introduzione di Stephen Skinner.

Le Vie dell’Occulto

Le Vie dell’Occulto

Autore/i: Fusco Sebastiano
Editore: Venexia
pp. 272, Roma

In questo libro l’autore ha raccolto una serie di testi e di sue ricerche svolti nel corso degli anni.

La Parte Prima del testo, “Qualche passo nel buio“, è una breve storia delle sapienze occulte che chiarisce complicati concetti esoterici.

La Parte Seconda, “Maestri sconosciuti, i fondatori del pensiero occulto” tratta alcuni dei principali protagonisti dell’occultismo occidentale.

La Parte Terza, “Simboli della Scienza sacra“, approfondisce l’analisi simbolica come strumento per affrontare le tradizioni esoteriche.

Completano l’opera due appendici; la prima “L’Albero della Notte” è dedicata a un rituale magico scritto dall’autore, mentre la seconda “La Voce del Fuoco: gli oracoli caldei” è la rielaborazione e l’approfondimento di un testo apparso in documenti risalenti alla confraternita della Golden Dawn.

L’Arte e la Parola

L’Arte e la Parola

La pala di Gand. Jan e Hubert Van Eyck (1432)
Autore/i: Pinet André
Editore: Marietti
pp. 82, ill. a colori, Genova

Estratto dalla Prefazione

La Pala di Gand, nota con il nome di L’Agnello Mistico, opera dei pittori Jan e Hubert Van Eyck (1432) è uno dei tesori delle Fiandre. In essa prende figura un linguaggio pittorico assai complesso, che si esprime per simboli ed è possibile soltanto se è ben chiaro all’artista il senso (o i sensi) del fitto intreccio di corrispondenze di questi simboli nelle loro relazioni con le realtà spirituali verso cui dirigono il nostro sguardo interiore. André Pinet ci conduce con levità e sicurezza attraverso questo percorso di significati e incontro a un’ opera di cui Von Balthasar può dire: «Le cattedrali romaniche o gotiche [ … ] hanno potuto essere considerate Bibbie di pietra proprio in virtù dell’insegnamento religioso dispensato dalle sculture dei loro capitelli o dei timpani dei loro portali, e dalle vetrate istoriate, vere catechesi accessibili a tutti i fedeli. La Pala di Van Eyck non ha nulla da invidiare loro; costituisce da sola un compendio di storia della salvezza degli uomini, mirabile catechesi a colori, autentica Bibbia dipinta, Vangelo dell’Agnello Mistico … ».

Discorsi sull’Educazione

Discorsi sull’Educazione

Autore/i: Buber Martin
Editore: Armando
traduzione e cura di Anna Aluffi Pentini pp. 110, Roma

Raccolti in un unico volume, i tre discorsi sull’educazione di Martin Buber, uno dei maggiori filosofi del Novecento, focalizzano il suo approccio verso l’educativo, che abbraccia, in prima istanza, la figura dell’educatore. L’educando non è in secondo piano, ma emerge con forza attraverso le profonde sollecitudini che Buber propone all’educatore. In questi tre saggi il tema pedagogico è affrontato nelle tre distinte fasi dell’infanzia, dell’adolescenza e dell’età adulta. È una visione globale dell’uomo che viene analizzata attraverso le caratteristiche di continuità e discontinuità, di crescita e regressione, di certezze e incertezze nell’acquisire la visione del mondo. Il valore dei presenti scritti sta nella forza impressa al significato dell’educativo in quanto espressione di libertà.

«Fiducia, fiducia nel mondo, perché esiste quella persona: questo è l’elemento più intimo del rapporto educativo. E dato che esiste quella persona, un controsenso, per quanto possa essere opprimente, non può diventare verità. Dato che esisteva quella persona nelle tenebre si nasconde certamente la luce, nel terrore la salvezza e nell’indifferenza di coloro che vivono insieme il vero amore» (Martin Buber).

On Swāt. Historical and Archaeological Notes

On Swāt. Historical and Archaeological Notes

Autore/i: Tucci Giuseppe
Editore: ISIAO
Foreword by Gherardo Gnoli.
Introduction by Domenico Faccenna pp. 350, ill. b/n, Roma

Foreword

The publication of this collection of writings by Giuseppe Tucci is intended by ISIAO to serve two purposes: as a tribute to the memory of the great scholar who was the founder and inspiration for over fifty years, and as a homage to the culture of a great country.

On Swāt. Historical and Archaeological Notes bears witness to the scientific commitment and love with which Professor Tucci devoted himself and his Institute to the study of a region which has made a fundamental contribution to the development of civilization, especially in religion and art, in one of the most significant meeting points of the various cultures of the one Eurasian continent.

A vast amount of work has been carried out since Professor Tucci’ s first reconnaissance in the Swāt Valley in 1955. A large number of books and hundreds of scientific papers are the fruit of Giuseppe Tucci’ s spirit of initiative, intuition and enthusiasm, of the steadfast determination with which he pursued his own work and that of others.

Today, more than forty years after that happy beginning to Italian studies in Pakistan, it is my great pleasure to confirm on behalf of the Institute as a whole not only our uninterrupted commitment but also our determination to intensify efforts, increase effectiveness and expand horizons. The seed planted by Giuseppe Tucci will bear new fruit. The spirit of friendship and the will to work together which inspire the scholars of our two countries is an unshakcable heritage, a guarantee of mutual understanding that nothing can ever destroy.

ISIAO’s warmest thanks are therefore expressed to those who have worked to pay homage to the memory of the man who was the teacher of us aH: to Giuseppe Tucci’s collaborators and students – Domenico Faccenna, Umberto Scerrato and Maurizio Taddei – for their part in the publication of this volume, and to Luciano Petech for his invaluable, scholarly contribution.

I should also like to take advantage of this happy occasion lo assure our many Pakistani colleagues and friends of ISIAO’s deepest esteem and acknowledgement of the help they have unfailingly provided in over forty years of endeavours which ISIAO could never have tackled alone.

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CONTENTS

Foreword (Gh. Gnoli) 

Introduction (D. Faccenna)

List of abbreviations

Travels of Tibetan Pilgrims in the Swat Valley
(Opera Minora, II, Roma, Bardi, 1971, pp. 369-418) 

Tibetan Texts

Preliminary Report on an Archaeological Survey in Swat
(East and West, IX.4, 1958, pp. 279-328)

The Tombs of the Asvakayana-Assakenoi
(East and West, XIV.l-2, 1963, pp. 27-28)

Oriental Notes, II: An Image of a Devi Discovered in Swat and Some Connected Problems
(East and West, XIV.3-4, 1963, pp. 146-182)

Oriental Notes, III: A Peculiar Image from Gandhāra
(East and West, XVIII.3-4, 1968, pp. 289-292)

On Swāt. The Dards and Connected Problems
(East and West, XXVII. 1-4, 1977, pp. 9-85,94-103)

On a Sculpture of Gandhāra
(Opera Minora, II, Roma, Bardi, 1971, pp. 595-598)

Oriental Notes, V: Preliminary Account of an Inscription from North-Weslem Pakistan
(East and West, XX.1-2, 1970, pp. 103-104) .

Himalayan Cina
(Études tibétaines dédiées à la mémoire de Marcelle Lalou, Paris, A. Maisonneuve, 1971, pp. 548-552)

Preface and Introduction to Il trono di diamante (The Diamand Throne)
(Il trono di diamante, Bari, De Donato, 1967, pp. 9-14)

Recent Explorations in Swat
(Explorations récentes dans le Swat, Le Muséon, LXXIX, 1966, pp. 42-58)

Swat Museum, Saidu Sharif (Rome 1963)
(on the Occasion of the Inauguration of the Swat Museum)

In the Path of Alexander the Great: Italian Excavations in Swat, Northern Pakistan
(The Illustrated London News, 12 April, 1958, pp. 603-605)

In the Footsteps of Alexander and the Land of the Assakenoi: Excavations in Faraway Swat, Northern Pakistan
(The Illustrated London News, 30 May, 1964, pp. 856-858)

Biographical Note (L. Petech)

Honours Awarded in Pakistan 

Obituaries Published in Pakistan

F.A. Khan, Rediscoverer of Swat: Prof. Tucci
(Dawn, 27 Aprii, 1984)

A. Nabi Khan, Prof. Tucci
(Dawn, 26 May, 1984)

Kalyani Rahmat Ali, The Lama of the West
(Herald, May, 1984)

M. Taddei, Giuseppe Tucci (1894-1984)
(Joumal of Central Asia, IX. 1, July, 1986)

I Mimiambi

I Mimiambi

Autore/i: Eroda
Editore: Bietti
Traduzione e proemio di Giovanni Setti.
Giustificazione di Sergio Musitelli pp. 122, ill. b/n, Milano

Estratto dalla Giustificazione

Poeta contestatore e anche poeta contestato fu questo nostro Eroda, quasi certamente nato a Coo e fiorito sotto il regno di Tolomeo Ervegete (246-221 a.C.)

Contestatore e contestato. Contestatore per i caratteri di realismo spesso anche marcato e violento che i suoi mimiambi presentano.

Era, questo accento realistico, un andare contro corrente rispetto alla cultura, per così dire, ufficiale del tempo, una cultura tutta fatta – nel campo letterario ed artistico – di raffinatezza dotta ed erudita, di squisitezza astratta e non di rado salottiera, il risultato, insomma, del graduale – anche se non ancora definitivo – deterioramento, del lento disfarsi della letteratura e del gusto ellenistici, già al tempo di Eroda assai lontani dalla robusta novità e dalla vitalità fresca che le nuove prospettive di una poetica sostanzialmente barocca avevano nell’opera di un Callimaco, il grande padre della stagione alessandrina.

Allo sgancio dalla realtà nel mondo quasi etereo del mito, Eroda contrapponeva il crudo strappo di chi alla realtà quotidiana – anche se banale o sconcertante – guarda con occhio smagato e, insieme, spregiudicato; alle pur deliziose e squisite astrazioni del poeta-dotto, del poeta-filologo, Eroda opponeva il poeta-uomo; alle celesti vie di un Olimpo accarezzato a tavolino, egli contrapponeva le concrete strade di una cittadina della Coo del suo tempo; ai palazzi degli dèi e degli eroi, le stanze delle case del suo tempo; agli incontri fra dèe magari un poco frivolette, ma pur sempre dèe – come apparivano in Apollonio Rodio – con cicalecci magari un poco futili e anche velenosetti, ma pur sempre cicalecci fra divinità, Eroda opponeva i colloqui sornioni e anche tinti di vizio delle donne del suo tempo….

Il Suono

Il Suono

L’esperienza uditiva e i suoi oggetti
Autore/i: Di Bona Elvira; Santarcangelo Vincenzo
Editore: Raffaello Cortina Editore
pp. 138, Milano

Che cosa sono i suoni? Messaggeri di informazioni cruciali per il riconoscimento degli oggetti che ci circondano o entità evanescenti e distinte da essi? Perché, pur essendo sempre sommersi da suoni di cui non siamo consapevoli, ci accorgiamo immediatamente della loro assenza nelle situazioni di più totale silenzio? Come li percepiamo? Dove si trovano? E qual è la loro dimensione temporale? Queste sono alcune delle domande a cui risponde “Il suono“, un’introduzione a temi che possono interessare tanto il lettore esperto quanto quello curioso. Scoprire cosa si nasconde dietro la percezione uditiva rivela il fascino di una modalità sensoriale davvero sorprendente che dà accesso al misterioso regno del suono e della musica.

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